Diritto internazionale con Biagioni
By Mauro Langiu – Scienze Politiche ord. 270 – Facoltà degli Studi di Cagliari Corso SPOL relazioni internazionali.
Introduzione all'ordinamento internazionale
Gli unici soggetti dell'ordinamento internazionale si pensava che fossero gli stati, ma questa concezione è da considerarsi sostanzialmente superata visto che ora vi sono altri soggetti presenti in tale ordinamento.
L'ordinamento internazionale deve essere immaginato come un insieme di norme, quelle internazionali, le quali si concepiscono come distinte dalle norme interne, bisogna dunque pensare ad un insieme dato dall'ordinamento internazionale e tanti altri insiemi diversi (gli stati) che costituiscono gli ordinamenti nazionali.
L'ordinamento internazionale si distingue in maniera marcata dagli ordinamenti interni per una serie di motivi quali:
- I soggetti presenti all'interno dell'ordinamento come stati, organizzazioni internazionali (ONU, UE, ecc.), vi sono gruppi più ristretti, ma non sono considerati gli individui, mentre negli ordinamenti nazionali la categoria più numerosa dei soggetti è data dalle persone fisiche e giuridiche, quindi gli individui a livello nazionale hanno moltissima importanza, mentre a livello internazionale non vengono considerati.
- Le fonti del diritto internazionale sono differenti da quelle nazionali, le fonti principali sono la consuetudine e il trattato. La consuetudine ha un valore del tutto marginale a livello nazionale, così come anche il trattato che quasi non esiste, ed è sostituito dalle leggi.
- In poche parole le norme internazionali arrivano da fonti differenti da quelle nazionali, inoltre le norme si rivolgono in base agli ordinamenti a soggetti differenti.
- Sono differenti anche i meccanismi di attuazione della produzione di legge internazionale.
L'amministrazione della giustizia internazionale
L'amministrazione della giustizia e l'utilizzo del potere coercitivo sono normalmente utilizzati a livello nazionale, ma nell'ordinamento internazionale non c'è niente di tutto questo infatti non esiste un potere coercitivo, infatti a parte alcuni casi riguardanti l'ONU, nessuno stato ha il potere coercitivo su altri stati, così come le organizzazioni internazionali non hanno questi poteri nei confronti degli altri organi internazionali.
L'amministrazione della giustizia avviene in modo diverso perché la giurisdizione avviene in modo differente. Il giudice internazionale può emettere una sentenza su un altro stato solo se questo gli dà il consenso.
L'ordinamento internazionale si presenta con caratteristiche completamente differenti rispetto agli organismi interni. Nel tempo sono stati creati moltissimi trattati internazionali col fine di proteggere la pace tra gli stati e i diritti fondamentali dell'essere umano.
Sviluppo delle organizzazioni internazionali
A partire dalla seconda guerra mondiale si è registrato uno sviluppo estremamente significativo delle cosiddette organizzazioni internazionali, infatti ne sono nate tantissime a partire dall'ONU e attorno a questo sistema altre come FAO, UNESCO, ecc. che hanno competenze prettamente settoriali che sono comunque internazionali. Ci sono organizzazioni come UE o WWF che però non hanno niente a che vedere con l'ONU.
Un altro fenomeno collegato a questa espansione delle organizzazioni internazionali è la formazione di tribunali internazionali, cioè organi giudiziali che operano a livello internazionale e devono applicare norme internazionali. Il principio del consenso non è però venuto meno infatti questi tribunali possono operare verso quegli stati che hanno accettato la loro giurisdizione, ma in molti casi visto che questo consenso è fondamentale per entrare a far parte di una determinata organizzazione internazionale molti stati danno il loro consenso per aderirvi.
Essendoci un vasto numero di questi tribunali provoca una forte eterogeneità e raffinatezza del diritto internazionale che si evolve e diviene molto più sofisticato. L'ordinamento internazionale è dunque ancora in una fase di transizione ma ciò non significa che questo sta divenendo parte degli ordinamenti nazionali, anzi è il contrario, il diritto internazionale influenza fortemente gli stati.
Caratteristiche e struttura dell'ordinamento internazionale
La soggettività internazionale è la capacità di un ente di essere titolare di diritti e obblighi sulla base di norme internazionali e anche di far valere questi suoi diritti o di subire le conseguenze dei suoi obblighi sempre sul piano internazionale.
Questa precisazione è importante: non basta essere titolare di diritti e obblighi solo sul piano astratto ma bisogna farli valere anche sul piano concreto e si fanno valere nell'ambito di un processo/diritto. Il fatto che il lavoratore sia tutelato dal licenziamento illegittimo gli dà la possibilità a questo di richiedere al giudice del lavoro di far accertare tale illegittimità.
Lo stesso discorso vale per l'ordinamento internazionale, essere titolari di diritti e obblighi non garantisce che questi siano veramente concreti. La soggettività può essere limitata ma non piena. Comunque la definizione generale è la seguente: la soggettività internazionale è la capacità di un ente di essere titolare di diritti e obblighi sulla base di norme internazionali.
Diritti e obblighi: diritto di stipulare tratti, obbligo di riparare l'illecito, obbligo di rispetto della sede democratica, rispetto del diplomatico e protezione di esso ma ve ne sono molte di più, in base al diritto internazionale.
I soggetti del diritto internazionale non sono solo gli stati al giorno d'oggi, come abbiamo già detto.
Il problema della soggettività internazionale
Il problema della soggettività internazionale è un problema che si è posto inizialmente rispetto agli stati, cioè all'inizio i soggetti erano solo gli stati, quindi successivamente il problema di capire quali fossero i soggetti internazionali ce lo si è posto solo nei confronti degli stati, dunque molte caratteristiche della soggettività sono plasmate sulla figura dello stato ed adatta per analogia agli altri soggetti del diritto internazionale, specialmente per le organizzazioni internazionali.
Definizione di stato nel diritto internazionale
Cosa si intende per stato dal punto di vista internazionale? Potrebbe essere diversa dalla definizione di stato esplicata nel diritto interno perché siamo in ordinamenti diversi, dunque non è detto che ciò che è stato per il diritto interno lo sia anche per quello internazionale.
Una definizione di stato vincolante per l'intero ordinamento internazionale non esiste, non c'è un testo costituzionale in cui si trova la definizione di stato, tale nozione deriva da norme consuetudinarie, si è sviluppata una concezione di stato che poi viene ancora oggi utilizzata.
Articolo 1 Convenzione di Montevideo del 1933 si cita non tanto perché sia ancora in vigore ma perché dice che lo stato come soggetto di diritto internazionale deve possedere le seguenti caratteristiche:
- Popolazione permanente
- Territorio definito
- Governo
- Capacità di entrare in relazione con altri stati
La capacità di entrare in relazione con altri stati non è un presupposto ma una conseguenza cioè se si è un soggetto del diritto internazionale allora si può entrare in relazione con altri stati. Dunque i requisiti fondamentali sono solo i primi 3, popolo, territorio e governo. L'ente che esercita questi poteri di governo è considerato stato dal punto di vista dell'ordinamento internazionale.
Presupposti della soggettività internazionale
Questo ente deve possedere 2 caratteristiche/qualità che sono visti come i presupposti della soggettività internazionale, cioè che per essere soggetti del diritto internazionale bisogna rispettare queste condizioni che sono 2:
- L'effettività: ciò che conta per il diritto internazionale è la situazione concreta di uno stato. Se un ente esercita i suoi poteri di governo su una popolazione e territorio per il diritto internazionale è un soggetto internazionale. Non gli interessa se questi poteri di governo sono stati conquistati in modo non legittimo, ciò che conta è la situazione di fatto concretizzata, cioè l'effettività. Vale anche il contrario, un ente che non esercita la sua sovranità su un territorio e su una popolazione non può essere considerato stato. Il principio di effettività è quello per cui il diritto internazionale si limita a prendere in considerazione una situazione di fatto e a considerarla valida ai fini del diritto, la trasforma in una situazione giuridicamente rilevante. Un esempio a livello storico può essere: nel periodo della seconda guerra mondiale i governi di molti paesi occupati dai nazisti andarono in esilio spostandosi dai loro paesi (governo francese e belga), rivendicando la sovranità dei loro territori, ma per il diritto internazionale questi governi non erano legittimi e dal punto di vista del diritto internazionale in quella fase i governi in esilio non potevano essere classificati come soggetti del diritto internazionale. È impossibile, in base alle norme del diritto internazionale, di acquistare la sovranità di alcun territorio. I territori non appartenenti a nessuno sono patrimoni della comunità mondiale. L'ultimo esempio è quello dei failed states, cioè stati venuti meno, stati che non esistono più, questo tipo di categoria è stato sviluppato soprattutto con riferimento all'esperienza di uno stato venuto come la Somalia che all'inizio degli anni '90 è stata considerata per lungo tempo un failed state nel senso che era venuto meno un ente che fosse in grado di esercitare la sovranità territoriale. Non sono chiare le conseguenze del failed states, ma sicuramente un altro stato non potrebbe occupare quel territorio ed esercitare su di esso una sovranità.
- L'indipendenza: ha un significato immediatamente comprensibile dunque per indipendenza si intende il fatto che la sovranità dello stato non è subordinata a nessun altro ente e non è derivata alla sovranità di altri enti, è una sovranità originaria. Se un ente è subordinato a un altro esso non può essere uno stato. L'autonomia rispetto agli altri enti va intesa in buon senso nel senso che non esistono stati interamente indipendenti dagli altri, per esempio si creano rapporti di dipendenza a livello economico o politico per esempio. L'indipendenza è intesa a livello giuridico, lo stato deve essere indipendente a livello giuridico dagli assetti giuridici di altri stati. Cagliari è dipendente dal diritto regionale e poi da quello statale dunque l'ordinamento giuridico cagliaritano non è indipendente. A livello Americano gli stati federati sono dipendenti dallo stato federale americano, dunque lo stato del New Jersey ha un ordinamento giuridico dipendente.
Il riconoscimento degli stati
Quando si forma un nuovo stato vi sono alcuni stati che si affrettano a manifestare il loro riconoscimento verso i nuovi, ma lo stato non riconosciuto da altri stati può considerarsi soggetto del diritto internazionale? Oppure, lo stato che ha pieno riconoscimento degli altri stati è un soggetto internazionale? Ovviamente no perché deve avere un governo che esercita la sovranità su un territorio e popolazione. Ma la risposta alla prima domanda è che il riconoscimento non ha un valore giuridico. Uno stato che gode dei requisiti dell'effettività e indipendenza si può considerare solo per questo un soggetto del diritto internazionale, invece uno stato che gode del riconoscimento ma non ha quei presupposti non è un soggetto internazionale. Il riconoscimento non crea il soggetto di diritto internazionale ma ha un valore puramente dichiarativo, si prende atto che uno stato è nato ma tale stato è nato per altri motivi, non perché ha ricevuto il riconoscimento.
La funzione del riconoscimento è una funzione di carattere puramente politico e non giuridico, quando si riconosce uno stato lo si fa per manifestare un atteggiamento amichevole nei suoi confronti, si dichiara la volontà di intrattenere rapporti con esso. Da questo punto di vista uno stato che non è riconosciuto da nessuno rischia di trovarsi solo e di non avere amici a livello internazionale. Una nuova forma di riconoscimento è il riconoscimento condizionato.
Riconoscimento condizionato
- Quando riconoscono uno stato di nuova formazione gli stati inviano anche un avvertimento per esempio: ti riconosco affinché tu rispetti i diritti umani, instauri una democrazia, rispetti i diritti della popolazione ecc.
Nel modello classico (Westfaliano) c'era spazio solo per gli stati per ora non è più così come abbiamo già detto. Nel 19 e 20esimo secolo è emerso il fenomeno della cosiddetta organizzazione internazionale. Un'altra categoria che ha poteri a livello internazionale sono le organizzazioni, nate per ragioni di unione di carattere amministrativo, gli stati creavano questi enti volti a svolgere funzioni di carattere pratico. Le prime organizzazioni sono ad esempio quelle volte a regolare i rapporti dei fiumi che attraversano più stati come il Reno e Danubio. Nasce col tempo l'unione postale, l'unione meteorologica. Sono organizzazioni molto specialistiche e settoriali, ma a partire dalla fine della prima guerra mondiale si iniziano a diffondersi organizzazioni internazionali che hanno una portata più ambiziosa come la società delle nazioni i cui compiti erano di funzioni strettamente politico (SDN).
L'ONU e il mantenimento della pace
A partire dalla fine della seconda guerra mondiale con la nascita dell'ONU questo indirizzo si consolida anche perché l'ONU ha due caratteristiche molto particolari che incidono fortemente sull'operato delle organizzazioni internazionali. L'ONU mira all'obiettivo di raccogliere tutti gli stati del mondo, ma la sua importanza fondamentale è data dai suoi compiti che sono fondamentali ed incidono sul modo di essere dell'ordinamento internazionale, tra i tanti compiti dell'ONU spiccano i compiti che riguardano il mantenimento della pace e sicurezza internazionale. L'ONU e il consiglio di sicurezza (organo ONU) è munito del potere di mantenere la pace e sicurezza internazionale anche utilizzando la forza. Questo è un cambiamento di orizzonte per l'ordinamento internazionale, perché sino alla seconda guerra mondiale l'uso della forza da parte degli stati era un atto pienamente legittimo nel senso che gli stati potevano legittimamente utilizzare la forza.
In passato gli stati potevano sempre farsi guerra e usare la forza, se nasceva una controversia e si risolveva con la forza armata esso era legittimo. Solo dopo la seconda guerra mondiale nascerà un processo che poi porterà alla formazione dell'ONU. Con la carta ONU viene affermato in termini molto netti il divieto dell'uso della forza e la sua relativa minaccia, diventano atti particolarmente illeciti e gravi per il diritto internazionale e hanno conseguenze particolarmente gravi. Questo è stabilito dall'articolo 2 parte 4 della carta ONU. L'uso della forza viene canalizzato e centralizzato infatti non sono più i singoli stati a poter utilizzare la forza verso altri stati bensì solo l'ONU tramite il consiglio di sicurezza.
La nuova categoria dei soggetti del diritto internazionale
Lo sviluppo di questo fenomeno partì dal 19esimo secolo fino ad oggi, ma cosa sono le organizzazioni internazionali? Le organizzazioni internazionali sono enti derivati, non enti di carattere originario come gli stati, ma sono enti creati dagli stati stessi infatti sono gli stati che creano le organizzazioni internazionali.Stipulando dei trattati internazionali si crea una organizzazione internazionale. Le organizzazioni internazionali nascono attraverso un trattato istitutivo.
Principio della competenza di attribuzione
Come agiscono le organizzazioni internazionali? Agiscono attraverso i loro organi o monocratici o di carattere collegiale e hanno il compito di svolgere in conformità con l'accordo costitutivo le funzioni che sono a loro attribuite. Una caratteristica che si riscontra con una certa frequenza in queste organizzazioni è quella della struttura composta da tre organi principali, è la struttura utilizzata anche dall'ONU cioè:
- Assemblea generale dove si rappresentano tutti gli stati membri.
- Un consiglio di sicurezza: un organo più ristretto che raggruppa un numero più limitato di stati. Sono 15 membri di cui 5 permanenti e 10 non permanenti e vengono eletti periodicamente dall'assemblea generale.
- Il segretariato generale cioè il segretariato che è a capo degli uffici dell'ONU con alle spalle una grande organizzazione amministrativo-burocratica dell'ONU.
Tipologie differenti di organi
In questa struttura si evince una differenza evidente tra due tipologie differenti di organi:
- Gli organi formati dai rappresentanti degli stati, cioè soggetti inviati a partecipare all'adunanza dal loro stato nazionale. Assemblea generale e consiglio di sicurezza rappresentano ovviamente gli stati.
- Gli organi di individui come è il caso del segretariato generale, sono composti da soggetti che non rappresentano gli stati, ma sono lì per loro competenze personali e non rappresenta il suo stato nazionale, bensì l'organizzazione generale. I funzionari dell'ONU rispettano il medesimo ordine nel senso che non rappresentano le loro nazioni d'origine bensì vengono scelti grazie alle competenze.
L'organizzazione è un ente derivato creato dagli stati che è chiamato a svolgere attraverso i suoi organi le funzioni per le quali è stato espressamente creato.
L'ONU per esempio è una organizzazione doppiamente universale dal punto di vista:
- Territoriale: in quanto all'interno di essa vi sono quasi tutti gli stati del mondo.
- Competenze ampie: dal mantenimento della pace e sicurezza internazionale (uno dei compiti principali dell'ONU)
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.