Diritto internazionale
Norme sostanziali
Pongono obblighi e diritti agli stati. Tutela dei diritti umani (convenzioni)
- Immunità diplomatica
- Crimini internazionali e tribunali (ex-Jugoslavia e CPI)
- Uso della forza
- Immunità dalla giurisdizione nazionale (stati e org.int.)
- Diritto del mare
- Tutela dell’ambiente
Norme strumentali
- Norme sulla produzione del diritto;
- Norme sull’attuazione coattiva;
- Norme sull’accertamento del diritto.
Accertamento del diritto
All’interno la funzione è svolta dai tribunali, creati dalla costituzione e dalle leggi nazionali. L’accertamento internazionale sorge in seguito ad una controversia internazionale. C’è l’obbligo di risolvere pacificamente le controversie; ci sono procedimenti giurisdizionali (con tribunali che danno una sentenza che la risolve) e procedimenti diplomatici (soluzione tramite accordo tra le parti). I tribunali hanno sempre carattere arbitrale, in quanto il tribunale ha giurisdizione solo in base a un accordo tra le parti.
Controversia internazionale
La prima parte della sentenza verifica l’esistenza della controversia, dandone una definizione e verificandola nel caso di specie. Definizione più usata è del 1924, Corte permanente di giustizia internazionale (creata nel 1919), nel caso Mavrommatis GRE vs GB, per violazione delle norme sul trattamento dello straniero. Definizione: a disagreement on a point of law or fact, a conflict of views or interests between two persons
- Disaccordo su un punto di fatto (esiste una situazione, ex.: esiste genocidio del Sud Sudan?) o di diritto (come si interpreta una certa norma, esistenza o contenuto della norma).
Obbligo di risoluzione pacifica
È corollario del divieto dell’uso della forza; scritta nella Carta UN: Art. 2, par. 3:
- «All Members shall settle their international disputes by peaceful means in such a manner that international peace and security, and justice, are not endangered».
Prima norma pattizia, dopo la WWII; adesso è norma di diritto generale. Fine Ottocento: investitori francesi e inglesi non si vedono restituito un prestito al Venezuela, Francia e GB risolvono con la forza bombardando le città costiere. Non c’è nessuna norma, a parte questa, che vada a regolare la risoluzione delle controversie.
Procedimenti diplomatici
Volti a facilitare un accordo tra le parti, che risolveranno poi la controversia tramite un trattato.
- Buoni uffici: intervento di un terzo, che facilita l’avvio del negoziato e non si pronuncia nel merito. Solitamente è qualcuno che ha autorità politica o morale riconosciuta (segretario org.int., Papa).
- Mediazione: colui che interviene invita al negoziato ed elabora anche una proposta di soluzione. È individuo con autorità, non è una soluzione solo di diritto esistente, ma può elaborare nuove norme.
- Conciliazione: il terzo propone una soluzione giuridicamente fondata, più imparziale. Alcuni trattati le prevedono obbligatoriamente, nel caso è obbligatorio ricorrere al procedimento anche se non sono tenuti ad accettare la soluzione.
- Inchiesta: il terzo interviene per verificare se la circostanza esiste, ma non si pronuncia sulle responsabilità/soluzioni.
- Le proposte di soluzione non sono obbligatorie e possono essere modificate dalle parti.
Queste azioni nascono per volontà delle parti, o perché esiste un trattato precedente che le prevede, o perché ci si accorda per svolgerle. WTO: il trattato prevede i buoni uffici, mediazione e conciliazione per risolvere le controversie.
Procedimenti giurisdizionali
Sono procedimenti svolti davanti a giudici internazionali. Caratteristiche:
- Non ci sono tribunali competenti per tutte le materie.
- Quando esiste il giudice competente, egli può intervenire solo se le parti sono d’accordo nel sottoporgli la questione.
- Ciascun tribunale ha le proprie norme, non c’è una normativa comune ma una diversa in base agli accordi fondativi.
- Il tribunale ha sempre carattere arbitrario, senza il consenso uno stato non può essere convenuto, il tribunale non si può pronunciare.
- La sentenza è vincolante.
- Giurisdizione: quando il tribunale è precostituito, continua ad esistere dopo il caso e le regole procedurali non sono modificabili dalle parti (di solito).
- Arbitrato: quando il collegio giudicante viene costituito dopo il sorgere della controversia e si scioglie dopo la sentenza. Organo creato ad hoc dalle parti con regole condivise.
Per entrambi serve il consenso delle parti.
Espressione del consenso
- Compromesso arbitrale: accordo tra 2 o più parti, dopo la nascita della controversia, che costituisce un collegio giudicante (in numero dispari di componenti, un giudice per parte e il terzo nominato da una terza parte o di comune accordo), stabilisce le procedure, l’obbligatorietà della sentenza e le basi di diritto. Dopo la sentenza il tribunale si scioglie e il compromesso decade.
- Clausola compromissoria: quando gli stati concludono un accordo per regolare una certa materia, a volte è presente una clausola che impegna a risolvere le controversie sull’applicazione di quel trattato in quella materia tramite arbitrato.
Clausola non completa: qualsiasi controversia nella materia sarà risolta tramite arbitrato. Non dice altro, servirà un accordo sul caso specifico per nominare gli arbitri e decidere le regole. Ex. Convention on the prevention and punishment of crimes against internationally protected persons (1973), art. 13: Any dispute between two or more States Parties concerning the interpretation or application of this Convention which is not settled by negotiation shall, at the request of one of them, be submitted to arbitration. C’è l’obbligo di proporre il negoziato; se non si trova una soluzione in questo modo, una parte obbliga l’altra a concludere un accordo per istituire l’arbitrato.
Clausola completa: individua anche l’organo arbitrale, generalmente un tribunale precostituito. È possibile il ricorso unilaterale. Ex.: Optional Protocol to the Vienna Convention on Diplomatic Relations(1961), art. 1: disputes arising out of the interpretation or application of the Convention shall lie within the compulsory jurisdiction of the International Court of Justice and may accordingly be brought before the Court by an application made by any party to the dispute being a Party to the present Protocol.
- Condanna a morte di cittadini stranieri senza che sia stato rispettato l’obbligo di informare le autorità consolari del paese di cittadinanza (parte della Convenzione di Vienna). USA e Germania erano parte anche del protocollo aggiuntivo e gli USA furono portati dinanzi alla corte di giustizia; dopo questi casi uscirono dal protocollo e pertanto non possono essere convenuti senza il loro consenso.
Trattato generale di arbitrato
- L’oggetto è la soluzione delle controversie; viene concluso per decidere come risolvere qualsiasi controversia futura tra le parti del trattato su una qualsiasi materia, anche se alcune possono essere escluse tramite riserva o accordo delle parti. Può essere completo o non completo, in base a se l’organo arbitrale è già stabilito o meno.
- EX.: European Convention for the Peaceful Settlement of Disputes (1957): in base a questa tutte le parti risolveranno le loro controversie davanti alla CGI.
- Se è completo non serve il consenso perché viene espresso al momento dell’adesione al trattato ed è permesso il ricorso unilaterale.
- Se non è completo, serve un secondo accordo per nominare il collegio.
Corte internazionale di giustizia
Contraenti sono i membri dell’ONU e paesi che aderiscono allo Statuto della Corte internazionale di giustizia. Creata nel 1945 con la carta UN e lo Statuto allegato. Ha favorito la creazione di clausole e trattati completi. Formata da 15 giudici nominati dall’Assemblea Generale e Consiglio di Sicurezza, entrambi gli organi devono concordare su ciascuna nomina. Interviene per consenso, non d’ufficio (agendo da pubblico ministero come la Commissione Ue che può adire la corte per sanzionare una violazione del diritto), e solo se lo stato ricorrente si ritiene leso di un diritto e ha interesse ad agire per vederlo difeso. Consenso con un trattato apposito, con una clausola che rinvia qualsiasi futura controversia alla competenza della corte [art. 30 convenzione contro la tortura].
- Belgio vs Senegal: violazione della convenzione contro la tortura compiuta dagli stati, (obbligo di perseguire i violatori o di estradarli in paesi dove siano giudicati). Belgio ricorre contro il Senegal perché ospita il dittatore del Ciad senza perseguirlo, né lo ha estradato in Belgio nonostante la richiesta. Secondo il Senegal il Belgio non ha interesse ha perseguire il criminale perché nessun belga è stato lesionato, pertanto il ricorso belga non è ricevibile. La corte deve accertare se il ricorso è valido: l’art. 6 + art. 1 non pone limiti territoriali, tutti gli stati hanno l’interesse a perseguire i violatori, perciò tutti gli stati parti della convenzione hanno interesse a ricorrere alla CIG.
Consenso: serve sempre per poter ricorrere. Può essere espresso tramite un compromesso arbitrale, una clausola compromissoria o un trattato generale di arbitrato completo oppure con la dichiarazione di accettazione della giurisdizione obbligatoria: le parti di questo statuto possono riconoscere obbligatoria la giurisdizione della corte nei confronti degli altri stati che accettano questa clausola e, senza ulteriori accordi tra le parti, accettano di sottoporsi alla giurisdizione della CIG. Clausola facoltativa di giurisdizione obbligatoria [art. 36.2 Statuto CIG]
- USA vs Nicaragua: entrambi aderiscono a questa clausola. Il Nicaragua fa ricorso alla corte, gli USA ritirano l’adesione e dicono che non è ricevibile perché manca il consenso. In realtà il consenso esisteva al momento del ricorso.
- Gli stati hanno posto delle riserve all’accettazione della giurisdizione della corte. L’Italia l’ha accettata solo il 25/11/2014, ponendo delle condizioni:
- Condizione temporale: accetta fino a quando non dovesse notificare la cessazione dell’accettazione e solo per tutte le controversie sorte dopo la dichiarazione e per fatti/situazioni successivi all’accettazione.
- Condizioni sostanziali: alcune controversie sono escluse come quelle che le parti hanno accettato di risolvere in un altro modo (ex. trattato tra due paesi che stabilisce la risoluzione delle controversie esclusivamente per altri mezzi che non siano la CIG) o laddove il ricorrente contro l’Italia abbia ricorso alla CIG entro 12 mesi dalla sua dichiarazione di accettazione.
Forum Proragatum: consenso se c’è un ricorso alla corte e il convenuto partecipa al procedimento per difendersi, riconoscendo di fatto la giurisdizione, anche se manca un accordo. Caso Gibuti vs Francia.
Contenuto delle sentenze
- Adottate a maggioranza dei giudici, il voto del presidente prevale in caso di parità.
- Nella sentenza c’è una parte di verifica della propria giurisdizione e una di verifica della legittimità del ricorso degli stati.
- La corte può adottare misure cautelari temporanee, in attesa della pronuncia definitiva nel merito.
- La sentenza nel merito è dichiarativa, dichiara se c’è illecito, ovvero la violazione della norma in esame; si pronuncia sulle conseguenze dell’illecito (soddisfazione/riparazione) solo su richiesta delle parti, altrimenti le lascia agli accordi tra le parti.
- Sono vincolanti solo per le parti e per il caso di specie;
- Sono definitive: non c’è appello tranne che con richiesta di interpretazione della sentenza o di revisione nel caso dell’emergere di un fatto prima sconosciuto che potrebbe cambiare la sentenza. La sentenza può essere accompagnata dalle opinioni individuali dei giudici, favorevoli o contrarie alla sentenza.
Solo gli stati possono essere convenuti davanti alla corte e richiedere il parere giuridico della corte.
Funzione consultiva della corte
Si può chiedere un parere giuridico alla corte; possono farlo solo l’Assemblea Generale o il Consiglio su qualsiasi questione giuridica. Gli altri organi e istituti specializzati dell’ONU possono chiedere pareri su autorizzazione dell’Assemblea Generale e solo su questioni di loro competenza. Il parere non è vincolante ma può contribuire allo sviluppo di norme consuetudinarie o pattizie. In alcuni casi il parere è vincolante, ed è previsto nei trattati (accordi di sede) che sono conclusi dagli stati che ospitano le strutture dell’ONU per garantire dei privilegi; questi accordi stabiliscono la competenza della CIG ad esprimere pareri vincolanti sulle controversie (non la f. giurisdizionale perché è solo per stati contro altri stati), per farlo una norma successiva ha modificato lo statuto che non prevede la possibilità di pareri vincolanti.
- Domanda WHO alla CIG: le armi nucleari violano il diritto internazionale? La Corte la dichiara irricevibile perché la WHO non ha competenza sulla liceità dell’uso delle armi nucleari ma sulle loro conseguenze sulla salute.
Tutela dei diritti umani
- Fino al XX secolo: protezione dell’individuo è parte del dominio riservato degli stati, dove non ci sono vincoli internazionali e gli stati potevano agire a loro discrezione (org. governo, org politico-economico, trattamento dei sudditi/cittadini). C’erano solo gli obblighi internazionali di protezione degli stranieri.
- XIX secolo: accordi per abolizione della tratta degli schiavi.
- XX: con i trattati di pace del ’19 si impongono obblighi di protezione delle minoranze (per i nuovi stati creati); più avanti anche degli accordi sulla protezione dei lavoratori. Accordi solo su persone con certe caratteristiche (schiavi-minoranze-lavoratori).
- Post ’45: norme di tutela dell’individuo in quanto tale. Gli stati accettano di garantire diritti individuali alle persone sotto la propria giurisdizione:
- Dich. Univ dei diritti umani nel ’48 (48 voti favorevoli, 8 paesi comunisti si astengono); è non ha valore vincolante, è solo una raccomandazione. Importante perché viene ripresa da alcune costituzioni e perché su quella base vengono conclusi accordi internazionali vincolanti. Universali o regionali. Generali o specifici
Accordi internazionali universali
Convenzioni generali
- Patto internazionale sui diritti civili e politici ’66
- Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali ’66
Convenzioni specifiche
- Convenzione contro la tortura
- Convenzione contro il genocidio
- Convenzione per la protezione della donna
- Contro la discriminazione razziale
- Diritti del fanciullo (il più ratificato, 196 paesi)
Gli stati hanno apposto delle riserve a queste adesioni, i paesi islamici considerano la sharia prevalente rispetto alle convenzioni firmate.
Convenzioni regionali
- Generali
- Convenzione europea sui diritti umani.
- Convenzione interamericana sui diritti umani.
- Carta africana sui diritti umani e dei popoli.
- Istituiscono tribunali attivabili anche dai singoli.
Obblighi sostanziali
Diritti civili: diritti di libertà e di non ingerenza del potere politico.
- Diritto alla vita in quanto essere umano.
- Diritto all’equo processo: giudice terzo, imparziale e indipendente, per atti contro la legge.
I diritti civili comportano obblighi negativi per gli stati, sono obblighi di astenersi da certe azioni.
Diritti politici
Anche questi negativi, sono i diritti di partecipazione politica:
- Libertà di associazione
- Libertà di opinione
Diritti economici, sociali e culturali
- Diritto al lavoro
- Diritto alla sicurezza sociale
- Diritto all’educazione
Impongono obblighi positivi per essere rispettati, lo stato deve agire attivamente e, ad esempio, creare un sistema educativo o di sicurezza sociale. I patti del ’66 sono separati perché garantiscono diritti diversi, quelli civili e politici sono negativi, quelli sociali sono positivi e richiedono un’adeguamento più complesso.
Art. 2 patto diritti sociali: vengono garantiti i diritti che lo stato riesce, gradualmente, ad applicare. Recentemente si è affermato che anche i diritti civili e politici sono positivi, interpretando in modo estensivo i diritti negativi. Gli obblighi di astensione (diritti negativi) richiedono di astenersi da pratiche che possono ledere i diritti garantiti; quelli di protezione (positivi) invece di vigilare affinché non vengano commesse le violazioni, di adottare misure per prevenire e reprimere le violazioni e di prendere le misure che assicurino la tutela dei diritti garantiti. Ogni diritto si compone di entrambi gli aspetti.
Öneryildiz vs Turchia 30 nov. 2004
- Familiari vittime imputano la Turchia per le morti conseguenti all’esplosione di una discarica.
La corte europea dei diritti umani risponde che l’obbligo di non togliere la vita arbitrariamente non si applica in modo negativo solo all’uso della forza da parte dello stato, ma comporta un obbligo positivo di tutelare tramite legge le persone dalle attività pericolose. La Turchia è poi ritenuta responsabile per non aver processato i responsabili del fatto.
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