Diritto internazionale
Il diritto internazionale è il diritto della comunità (società organizzata in cui c'è maggiore cooperazione) o della società (contesto in cui ci sono più soggetti che sono portatori di interessi individuali) internazionale. La società è un contesto in cui ci sono più soggetti, ciascuno che promuove suoi interessi individuali; mentre la comunità è più organizzata, fa riferimento a una società con più cooperazione e interdipendenza. La corte dice che non si può usare il termine comunità, perché la società internazionale tende ad agire a interessi più egoistici. C'è un livello molto basso di cooperazione, organizzazione e integrazione tra questi soggetti, un livello più basso rispetto a un ordinamento nazionale.
Somiglianze
Tra i vari ordinamenti nazionali esistono molte somiglianze, come il fatto che i destinatari delle regole sono gli individui e il fatto che si ha un'organizzazione tale per cui si avrà un apparato di governo centralizzato che esercita il potere sugli individui, dunque in tutti gli ordinamenti nazionali si ha quindi una struttura verticale.
Negli ordinamenti nazionali si ha anche una centralizzazione dei principali poteri:
- Normative (di produrre norme giuridiche): in passato era proprio dei detentori assoluti di potere (monarchi), mentre oggi nei sistemi democratici il potere è detenuto dai parlamenti.
- Esecutivo (attuazione coercitiva delle norme): generalmente un apparato come la polizia, funzionari dello stato che controllano che tutti si conformino a queste regole.
- Giudiziario (risoluzione delle controversie): esiste il divieto di farsi giustizia da sé e dunque vi sono organi che assicurino ciò, ossia i tribunali.
Questi tre tipi di potere negli ordinamenti giuridici nazionali sono definiti anche funzioni ovvero sono esercitati in vista di un interesse generale dei consociati, un potere funzionale al soddisfacimento dell'interesse generale. La stessa cosa nel potere giurisdizionale che viene esercitato in nome dell'interesse generale e nella funzione esecutiva.
Differenze con il diritto nazionale
Il diritto internazionale non è simile a quello nazionale perché opera in un contesto diverso. I principali soggetti dell'ordinamento sono gli stati e non le persone fisiche, gli individui. Questa è ovviamente una sorta di finzione perché alla fine le attività sono poste in essere tramite individui. Lo stato è un soggetto metafisico. Il centro di imputazione di qualsiasi azione è lo stato, nonostante sia un soggetto astratto. Un tempo il diritto internazionale era un diritto tra stati.
La società internazionale è più complessa oggi rispetto a un tempo. Non ci sono più solo gli stati (anche se continuano ad avere un ruolo preponderante), ma anche altri soggetti internazionali; accanto a questi vi sono:
- Talvolta gli insorti, ovvero movimenti insurrezionali (gli insorti che lottano contro il governo effettivo dello Stato), ad alcune condizioni gli insorti sono soggetti internazionali. Gli insorti sono i soggetti più antichi.
- Individui.
- Movimenti di liberazione nazionale.
- Organizzazioni internazionali, quali l'ONU o organizzazione internazionale della sanità (OMS).
Gli stati, a differenza di questi ultimi, sono destinatari di tutte le regole e possono concorrere alla formazione di tutte le regole, sia partecipanti che destinatari. Dunque sono responsabili di illeciti se violano queste regole e quindi sono dotati di soggettività piena (sono destinatari di regole e concorrono alla loro formazione) per cui in caso di violazioni scatta la responsabilità. Ad esempio gli individui, dopo la seconda guerra mondiale, hanno acquisito una parziale soggettività internazionale; si è affermata una tutela internazionale dei diritti umani e questo ha portato al riconoscimento degli individui come soggetti internazionali (parziale soggettività giuridica internazionale perché rileva solo con riferimento ai crimini internazionali e alla protezione dei diritti umani). Dunque possono rivolgersi oltre ai giudici nazionali anche alla corte europea dei diritti umani di Strasburgo poiché si è sviluppata questa tutela.
Crimini internazionali
Questo è il risultato iniziato con il processo di Norimberga che ha portato alla condanna dei crimini nazisti, con ciò si è dato impulso alla nucleazione di reati non più previsti dagli ordinamenti nazionali, ma dagli ordinamenti internazionali. Se un individuo pianifica un programma di genocidio, vi è un crimine internazionale a cui interverranno dei giudici internazionali. Prima del '45 ciò non era nemmeno pensabile, che si potesse rispondere di fronte a giudici internazionali. I crimini internazionali sono un numero ridotto e devono essere veramente gravi, da offendere un interesse generale. Quindi possono essere repressi a livello internazionale e saranno gli organi internazionali a giudicare questi crimini. Quindi non solo lo stato è destinatario, ma anche l'individuo in questo dato caso.
Differenza tra movimenti di liberazione nazionale e organizzazioni terroristiche
Il diritto internazionale, ad esempio nel caso della Catalogna, vi è una rilevanza nazionale. Se un paese fornisse le armi alla Catalogna affinché questa si separi dalla Spagna, gli altri stati non possono intervenire. Se prendessero le armi, diventerebbero degli insorti. Nel caso, ad esempio, di Israele vi è un movimento di liberazione nazionale perché qui vi è una legittimazione nelle modalità. Queste modalità devono rispettare delle regole internazionali. Ad esempio, non è lecito che le attività di conflitto colpiscano i civili. La guerra è una situazione regolata dal diritto dei conflitti armati, in cui vi deve la tutela dei civili. Gli stati belligeranti devono dimostrare di aver adottato determinate precauzioni. Questi principi base si applicano in parte anche al conflitto interno. L'uso della forza deve essere esercitato entro dati limiti.
Per quanto riguarda il terrorismo, non vi è una norma di diritto internazionale che ne dà una definizione, nonostante vi siano norme che ne fanno cenno.
Stato nel diritto internazionale
Non è sufficiente un'autoproclamazione. Nel diritto internazionale il criterio essenziale è l'effettività di governo. Un ente come gli insorti, che riesce a governare effettivamente lo stato e indipendente, che non risponde alla volontà dello stato, a quel punto è effettivamente uno stato dal punto di vista del diritto internazionale. Quindi, che gli altri stati lo vogliano o meno, diviene automaticamente destinatario delle regole internazionali. Come ad esempio i talebani. In questo caso, qualunque sia il loro modo di affermarsi, può a tutti gli effetti partecipare ai trattati. Di solito nella vita di relazione internazionale, molto spesso gli stati esprimono dei riconoscimenti o disconoscimenti. Nella prassi, questi atti però non hanno un valore costitutivo; non è di fatto rilevante che uno stato sia disconosciuto. Il riconoscimento ha un effetto politico, il disconoscere lo stato come soggetto internazionale non ha effetti pratici.
Tratto fondamentale del diritto internazionale è che questi stati si riconoscono vicendevolmente, si riconoscono pari. Dal punto di vista formale vi è una pari conoscibilità, ciò che importa è che quello stato riesca a governare. I gruppi terroristici non sono soggetti internazionali, sono attori di esso; come lo sono ad esempio anche le ONG, le imprese multinazionali. Poi vi sono i soggetti parziali e infine gli stati, unici che possiedono una soggettività piena.
Oggi l'uso della forza è vietato nel diritto internazionale dopo il sistema collettivo di sicurezza dell'ONU dopo la guerra mondiale, dopo il sistema collettivo del diritto dell'ONU. Però vi è l'eccezione della legittima difesa. Un esempio ne è il caso di Al Qaeda - organizzazione terroristica privata che ha attaccato gli USA. Gli Stati Uniti reagiscono e utilizzano la forza quindi contro i talebani dell'Afghanistan di allora perché questi appoggiavano Al Qaeda e davano ospitalità nel loro territorio. Quindi sembrava che avessero delle missioni/scopi in comune. Quindi in virtù di questa immedesimazione di Al Qaeda contro il governo talebano, gli USA potevano agire contro i talebani.
Ordinamento internazionale
Una delle sue particolarità è data dalla differenza dei soggetti rispetto agli ordinamenti nazionali:
- Insorti.
- Individui.
- Movimento di liberazione nazionale.
- Organizzazioni internazionali.
La società internazionale è diversa da quella propria degli ordinamenti nazionali in cui vi è una certa omogeneità tra i vari soggetti, in quanto gli individui sono tutti più o meno sottoposti al diritto. Nel diritto internazionale, la società è caratterizzata da soggetti diversi l'uno dall'altro e da ciò consegue un alto livello di frammentazione. Quindi c'è molta più disgregazione, vi è un livello più basso di integrazione. Questo lo osserviamo dal panorama degli stati che sono i soggetti internazionali che hanno una soggettività piena. Gli stati sono formalmente eguali dal punto di vista del diritto, ma nella sostanza sono molto diversi (Non si può paragonare uno stato come gli USA a uno più piccolo come San Marino oppure uno stato più povero con un PIL ridotto rispetto a un altro più ricco).
La diversità la vediamo anche nelle organizzazioni internazionali, ci sono quelle a carattere regionale, quelle a carattere universale come l'ONU, quelle con competenze ridotte su settori specifici, quelle con competenze più ampie, quelle con potere vincolante, quelle non vincolanti. Hanno dei poteri molto più blandi. Questo comporta una difficoltà del fenomeno giuridico a poter regolare una tale differenza di situazioni. Ci sono inoltre dei soggetti diversi nel panorama internazionale, talvolta influenzati da attori che non hanno la qualifica di soggetto internazionale ma che possono comunque influenzare le relazioni internazionali (es. organizzazioni non governative a carattere transnazionale: GreenPeace, Amnesty International).
Questi ultimi sono comunque attori nella scena internazionale in quanto tendono a influire sul comportamento dei soggetti internazionali. Hanno sedi magari in diversi stati. Però dal punto di vista formale, non sono soggetti internazionali perché sono dal punto di vista tecnico-giuridico degli enti che si sono costituiti nel diritto nazionale di uno stato, anche quando hanno sedi diverse. Sono enti nazionali, persone giuridiche nazionali, ma il carattere internazionale sta in un aspetto sostanziale; sta nel fatto che si occupano di tematiche internazionali, che hanno sedi anche in altri stati. Quindi riguardano attività di proiezione internazionale.
Sono però comunque attori influenti nella società internazionale perché tendono sempre di più ad influire sempre di più sul comportamento dei soggetti internazionali, a esercitare pressione, advocacy, in modo da spingere i soggetti internazionali a compiere determinati comportamenti, ad accettare certi comportamenti nazionali, ad applicare in un certo modo, ad accettare regole internazionali ecc.
Quindi è un discorso di influenza pratica. Infatti, sempre più spesso accade che nell'ambito dei negoziati di importanti trattati internazionali che mirano a gestire tematiche di carattere generale (es. accordo sul clima a Parigi), siano ospitati non solo i delegati degli Stati, cioè coloro che negoziano il testo della norma e poi prestano il consenso dello Stato a vincolarsi, ma anche le organizzazioni non governative stesse. Queste hanno una particolare rilevanza perché influenzano il processo di lavorazione del processo normativo a favorire determinate soluzioni, a spingere gli stati a certi obblighi, ad estendere il contenuto di certi accordi in certe direzioni, che magari di per sé gli stati non avrebbero avuto interesse a influenzare.
Altri attori non soggetti internazionali sono le imprese multinazionali: ciò che è impresa è definito da ogni ordinamento nazionale. Tuttavia, si è diffusa una nozione non tecnica ovvero "impresa multinazionale" che è un'impresa che ha una sua soggettività di diritto nazionale ma ha una dimensione multinazionale perché è composta da varie succursali e sedi distaccate, dislocate in territori di stati diversi e svolge la sua attività a livello transnazionale: delocalizzano in stati diversi parti della loro produzione perché più conveniente. Ci sono paesi ad esempio in cui il lavoro costa meno e quindi ciò conviene. Oppure i costi legati alla sostenibilità sono più bassi, ci sono controlli molto più blandi nei paesi in via di sviluppo perché ha interesse ad attirare l'investimento straniero.
Queste imprese diventano attori internazionali perché ad oggi le imprese che producono profitti più elevati sono multinazionali, data la loro potenza (alcune imprese hanno un profitto che supera il PIL di molti stati) quindi da molto si cerca di imporre a tali imprese vincoli internazionali (tutela dei lavoratori, sostenibilità ecc.) in quanto quelli nazionali non sono sufficienti per cui ovunque si sposti l'impresa, si avranno gli stessi vincoli.
Il problema è che determinati standard a livello internazionale esistono ma sono solo raccomandati alle imprese: la soluzione sarebbe l'imposizione di tali standard, tuttavia, non essendo le multinazionali riconosciute come soggetti internazionali, questo potere non è nelle mani dell'ordinamento internazionale. Questi standard comuni esistono, ma al momento sono solo raccomandati alle imprese. Ci sono dei meccanismi soft in base ai quali se le imprese sostenute da meccanismi che rendono conveniente il rispetto di questi standard raccomandati, come ad esempio le certificazioni (come quelle eco-label biologiche degli alimenti).
In questo modo l'impresa rende riconoscibile la sua decisione spontanea di conformarsi a degli standard nazionali di tutela dell'ambiente, del lavoro ecc. L'impresa dovrebbe farlo per un discorso reputazionale, perché magari un certo consumatore accorto fa delle scelte che premiano questo tipo di imprese, ma sconterà anche prezzi più alti per produrre. L'impresa deve vedere se ottiene profitti. In realtà spetterebbe agli stati incentivare le imprese ad adottare questi comportamenti, ma la soluzione finale sarebbe imporglielo. Ma finora non si è fatto perché le imprese multinazionali non sono riconosciute come soggetti internazionali. Non si può imporre queste norme che valgono per gli stati perché manca un riconoscimento della soggettività internazionale.
Si sta negoziando su un progetto che vuole essere un progetto di accordo che vuole vincolare non solo gli stati, ma anche le imprese stesse. Ovviamente, come ogni accordo, dovrebbe essere sottoposto alle imprese di accettare questo accordo. Però sono negoziati che vanno avanti e ci sono delle fortissime delle solide resistenze. Per cui al momento ci sono questi meccanismi soft che possono essere incoraggiati, raccomandati o incontrare qualche convenienza da parte delle imprese, ma comunque presentano dei limiti perché non si possono imporre alle imprese. Alle imprese al momento si possono imporre solo gli standard nazionali. Anche le imprese vengono chiamate a volte a partecipare agli accordi internazionali e talvolta influiscono indirettamente, condizionando le scelte degli stati. Sono attori, ma non soggetti.
Anche gli stati non si vogliono impegnare a livello internazionale a mettere degli standard, perché questo comporterebbe degli svantaggi competitivi per le imprese. Ci sono degli svantaggi economici perché non hanno la certezza che tutti gli stati accetterebbero gli accordi, quindi loro dovrebbero sottoscrivere un impegno a una diminuzione di competitività tra le imprese che gli stati sono restii ad accettare.
Quindi succede che il diritto internazionale, anche il suo ordinamento, è più frammentato. Sconta questo fattore di diversità tra i suoi consociati e anche un altro problema. L'ordinamento internazionale è quindi un ordinamento frammentato che sconta un ulteriore problema: le origini del diritto internazionale si trovano nel 1648 con la Pace di Westfalia (alla fine della guerra dei 30 anni) che sancisce la nascita del diritto internazionale moderno. Avevano comunque delle regole che disciplinavano le loro relazioni, ma erano regole diverse perché erano diversi i tipi di soggetti. Questa data segna un cambiamento in quanto vi è la nascita degli Stati Nazionali come li conosciamo oggi: apparato centralizzato che dall'alto esercita i tre poteri. Questi poteri sono accentrati in un potere superiore ai consociati e che impone dall'alto il rispetto di determinate regole.
Questi caratteri sono propri dello stato moderno: nel passato vi era una situazione di potere frammentato, esercitato come potere feudale, successivamente vi è un dualismo di potere tra Stato e Chiesa e poi si arriverà gradualmente al riconoscimento degli Stati Nazionali con le caratteristiche sopra citate. Oltre a cessare la guerra, questa pace ha portato alla conclusione di trattati che hanno determinato un nuovo assetto della società internazionale che segna una modernità rispetto al passato. Nel 1400 ci si avvia verso la formazione di stati moderni ma c'è comunque una preponderante influenza di due soggetti: Chiesa (che esercitava un forte potere anche sulle regole che dovevano essere seguite).
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