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Diritto internazionale

Lezione 1 - Accertamento

Martedì, 19 Settembre 2017

Problematiche principali dell'accertamento ovvero delle risoluzioni delle controversie circa il contenuto delle norme di diritto internazionale circa attuazione, applicazione e conseguenze della violazione delle norme di diritto internazionale e dei mezzi di reazione alla violazione stessa.

Soggettività

Con riferimento alle problematiche della soggettività internazionale, dobbiamo contraddistinguere due concezioni:

  • Principale – stato-centrica del diritto internazionale come un ordinamento posto in essere dagli stati per regolare i rapporti fra gli stati.

Sentenza 7 Settembre 1927, Francia c. Turchia, caso Lotus

La sentenza, tra le più note rese dalla Corte permanente di giustizia internazionale, si sofferma sulle modalità di rilevazione della prassi degli Stati, necessaria al fine dell'affermazione di una regola di diritto internazionale consuetudinario. Si afferma la rilevanza al fine della prassi stessa anche di meri comportamenti di astensione tenuti dagli Stati (nella specie, trattandosi dell'accertamento dell'esistenza di una regola di diritto internazionale consuetudinario che affermasse la giurisdizione dello Stato della bandiera su di una nave in alto mare, rilevava la prassi costantemente tenuta dagli Stati nel senso di astenersi dal compiere atti che comportassero l'esercizio della giurisdizione sulle navi battenti la bandiera di altri Stati mentre queste si trovavano in alto mare).

Nel caso del 1927 riguarda un incidente di navigazione nel Mar Nero, fra una nave francese speronò nella nebbia un vapore turco in acque internazionali. Anche se il Mar Nero è un mare intercluso, la parte centrale sono acque internazionali. Si trattava di stabilire chi dei due stati, se la Francia o la Turchia, avessero giurisdizione per processare l’ufficiale di vedetta. Questa sentenza è indicativa per questa concezione del diritto internazionale. Non c’erano nessuna convenzione del diritto del mare, le regole non erano ancora consolidate e l’unico modo era quello di ricostruire la prassi internazionale degli stati in questa materia, che veniva considerata soltanto quelli degli stati interessati. Ogni altro soggetto rilevava e derivava la propria soggettività da quella degli stati che erano i principali autori a cui si doveva la soggezione alle norme stesse. Non dava luogo nemmeno alla configurabilità a diverse categorie.

Paola Catera

La prima affermazione giurisprudenziale dell’esistenza di altri e possibili soggetti di diritto internazionale si deve ad un parere consultivo. La Corte internazionale di giustizia svolge due funzioni: quella giurisdizionale o contenziosa di risolvere le controversie del diritto internazionale fra stati e poi la funzione consultiva quella di rendere dei pareri su questioni di diritto internazionale su richiesta degli altri organi dell’organizzazione delle Nazioni Unite – l’assemblea generale e del consiglio di sicurezza, i quali a questo riguardo possono richiedere pareri alla corte di giustizia su qualsiasi questione di diritto internazionale senza dimostrare di avere specifico titolo di domandare questo parere. Parallelamente, un parere della corte internazionale di giustizia può essere richiesto anche dagli organi dell’organizzazione delle Nazioni Unite diversi dall’assemblea generale e consiglio di sicurezza oppure da istituti specializzati dell’organizzazione. Questi possono chiedere pareri solo per questioni relative all’esercizio delle proprie funzioni.

Caso Bernadotte

Nome del funzionario delle Nazioni Unite che fu vittima di un attentato mentre era stato inviato nel territorio dello stato di Israele per vigilare sull’attuazione della tregua. Se l’organizzazione delle Nazioni Unite avesse titolo a porre un reclamo internazionale allo stato di Israele, per non aver posto le misure necessarie per la sicurezza di Bernadotte e le misure sanzionatorie a carico degli attentatori. Secondo la concezione stato-centrica solamente gli stati, in un’ottica reciproca paritaria fra stati, avevano la facoltà di indurre reclami nei confronti di altri stati e non era possibile per altri soggetti esercitare una analoga funzione.

La corte desume la soggettività internazionale dai poteri conferiti in base alla carta e giunge alla conclusione che l’organizzazione delle Nazioni Unite, per poter esercitare in maniera effettiva i poteri che gli stati membri le avevano dotato, doveva disporre almeno di una personalità giuridica di diritto internazionale, ovvero in contrapposizione alla personalità giuridica internazionale degli stati la quale per definizione originaria perché la personalità giuridica degli stati si acquista per il fatto di essere considerati stati dal punto di vista del diritto internazionale, quelli che sono i requisiti della statualità secondo il diritto internazionale, requisiti in presenza dei quali si è oggettivamente in presenza di uno stato. Questa soggettività è derivata dalla volontà degli stati e tramite un atto l’hanno voluta destinare a raggiungere determinati fini e obiettivi e stabilito poteri atti al conseguimento limitato di tutto ciò ed è una soggettività perché non va al di là di quanto è estremamente necessario al perseguimento delle sue funzioni.

Il punto più importante è la funzione che possono coesistere diverse categorie di soggetti di diritto internazionale. La carta ha fatto dell’organo delle Nazioni Unite un organo con grandi poteri. Doveva considerarsi implicita nell’avere investito l’organizzazione di questi poteri anche un grado di soggettività internazionale. Capace di possedere doveri e di diritto internazionale.

La teoria dei poteri impliciti

La corte fa riferimento ad una teoria molto importante: la teoria dei poteri impliciti. Matrice costituzionalistica e che è stata sfruttata dalla corte suprema degli Stati Uniti allo scopo di interpretare in chiave estensiva le competenze della confederazione rispetto a quelle dei singoli stati confederati, la quale istituirebbe anche quei poteri che sono impliciti, ma che sono necessari ad un più effettivo compimento delle funzionalità.

Soggetti originali: gli stati

La soggettività è originaria e automatica, intrinseca nel possesso dei requisiti della statualità del diritto internazionale. Tre elementi costitutivi devono concorrere:

  • Un territorio
  • Una popolazione
  • Una potestà d’imperio – affinché si possa essere in presenza di uno stato indipendente bisogna inserirla in due connotati fondamentali: effettività. In mancanza dei quali non si è in presenza di uno stato ai fini del diritto internazionale. Estremamente collegati fra loro.

Territorio

Deve essere certo, determinato o determinabile sulla base di criteri determinati. L’estensione del territorio è sufficiente che vi siano dei chiari criteri per determinare i criteri di estensione. Frontiera terrestre in Italia passa sulle Alpi secondo il criterio del displuvio, influiscono determinate condizioni che possono spostare questa linea.

Delimitazione della piattaforma continentale del mare del Nord

Corte internazionale di giustizia, sent. 20 Febbraio 1969, Germania c. Danimarca, Germania c. Paesi Bassi, delimitazione della piattaforma continentale del mare del Nord. La sentenza afferma la teoria dualista, per cui al fine della sussistenza di una norma consuetudinaria è necessario accertare l'esistenza di entrambi i presupposti della diuturnitas (prassi) e della opinio iuris sive necessitatis. In particolare, con riferimento ad una norma contenuta in una convenzione internazionale di codificazione, come la Convenzione di Ginevra del 1958 riguardante la piattaforma continentale, le scarse ratifiche o adesioni avute dalla convenzione e l'assenza di una prassi a sostegno della regola, soprattutto da parte degli Stati interessati alla sua applicazione, depongono negativamente in ordine alla sua autonoma esistenza quale norma di diritto internazionale consuetudinario.

La piattaforma continentale è elemento accessorio dello stato e non di tutti gli stati, solo di quelli che si affacciano sul mare e per quegli stati in cui il fondale marino al di là della costa è posto tale per cui vi è un tratto di fondale sotto al livello del mare che si mantiene ad una profondità costante di un centinaio di metri fino a quando questa frontiera cessa per poi sprofondare negli abissi. Importante perché potrebbe avere delle risorse. Si possono sfruttare le risorse secondo la linea mediana. Stati contigui, Paesi Bassi linea perpendicolare del confine con gli altri stati. Alcuni più piccole. Non influisce sul criterio della certezza e determinabilità del territorio. Inoltre, il territorio deve essere anche venuto in essere naturalmente. Rilevano solo la pretesa di creare stati artificiali non è fondata dal punto di vista del diritto internazionale, ma anche nel caso del controllo di alcune isole nell’Oceano Pacifico (Cina, Russia, Giappone) vi è o un’estensione di queste isole con la creazione di estensioni per il congiungimento di queste isole da parte della Cina a scopo difensivo o militare.

Caso del "Ducato di Seeland"

AMTSGERICHT (Tribunale Amministrativo) di Colonia (Germania), sent. 3 Maggio 1978. La sentenza è rilevante con riferimento all'elemento della territorialità dello Stato, il quale non può ritenersi sussistente in presenza di un ente che pretenda di identificare come proprio territorio una struttura artificiale (nella specie, una piattaforma militare abbandonata situata nel Mare del Nord).

I soggetti del ducato di Seeland avevano occupato questa piattaforma per fondare un proprio stato e avevano anche stampato francobolli e cartamoneta. Questi soggetti erano cittadini tedeschi e come tali erano soggetti alle imposte e non avevano pagato le tasse e con questo volevano creare un paradiso fiscale su questa piattaforma. E la loro difesa venne rigettata dalla corte tedesca.

Popolazione

È una comunità stabilita in maniera permanente sul territorio ed è data dal loro identificarsi come componenti di quella determinata popolazione. Criteri giuridici. Gli individui sono collegati agli stati in base ad alcuni criteri di collegamento, come il criterio della cittadinanza. Ma anche dei casi di un soggetto che vive in quello determinato stato da parecchio tempo, senza essere cittadino di quel paese, perché non è nato in quel paese e non ha attuato il procedimento per la cittadinanza per via di naturalizzazione, per il fatto di risiedere in quello stato fa parte comunque della popolazione di quello stato. Non si debba essere in possesso della cittadinanza, chi è cittadino ha un titolo formale. Incide la varietà dalle legislazioni nazionali quanto ai requisiti della cittadinanza. Si pone il problema della riconoscibilità di un individuo di un altro stato.

Caso Nottebohm

Corte internazionale di giustizia, sent. 6 Aprile 1955, caso Nottebohm (Liechtenstein c. Guatemala). La sentenza della Corte internazionale di giustizia è rilevante con riferimento all'identificazione dell'elemento della popolazione, in quanto si sofferma sui presupposti dell'attribuzione della cittadinanza, affermando che, per quanto sia in linea di principio libertà degli Stati di disciplinarne i presupposti, questi debbano in ogni caso riflettere l'esistenza di un collegamento reale ed effettivo tra lo Stato e l'individuo cui viene concessa.

Potestà d’imperio

Il potere d’imperio è il controllo che è esercitato sul territorio di stato e sulla popolazione dall’apparato di governo dello stato che dispone di un potere di controllo effettivo, perché possa essere considerato un potere di carattere statale e uno stato. È dotato di indipendenza che ha un carattere esterno si pone sul piano dei rapporti fra il soggetto di cui si discute e altri stati. L’effettività è requisito più intrinseco.

Effettività

L’effettività del controllo dell’apparato del territorio dello stato e sulla popolazione non sono concetti assoluti, ma relativi. Il grado di effettività deve essere valutato in funzione delle circostanze particolari in cui versava il territorio di quel dato stato nel momento in cui la rivelazione viene compiuta.

Sentenza arbitrale del 4 Aprile 1928, arbitro unico Huber, relativa all'isola di Palmas

La sentenza arbitrale è rilevante con riferimento al profilo dell'effettività dell'esercizio della potestà d'imperio su di un territorio determinato e sulla popolazione ivi stanziata, ed afferma l'irrilevanza in proposito del titolo su cui si fonda l'esercizio della sovranità.

Un ufficiale statunitense fece una ricognizione dell’arcipelago per trovare tutte le isole che componevano questo arcipelago e identificò questa isola nota come isola di Palmas e gli Stati Uniti considerarono questa isola come parte integrante del territorio ceduto alla Spagna e in quest’isola sventolava una bandiera olandese. E sorse una controversia internazionale, perché gli Stati Uniti chiesero ai Paesi Bassi gli accordi del trattato con i quali la Spagna aveva ceduto a loro l’arcipelago delle Filippine di riconoscere la sovranità degli Stati Uniti sull’isola stessa, invitando i Paesi Bassi a lasciare l’isola.

I Paesi Bassi si difesero affermando che loro avevano sempre esercitato la sovranità sull’isola di Palmas. E proprio perché nessuno aveva mai contestato la presenza di questo avamposto dei Paesi Bassi in questa isola e né gli Stati Uniti l’avevano notato né in precedenza dalla Spagna dalla quale gli Stati Uniti avevano acquistato il titolo, la sovranità dei Paesi Bassi doveva essere esercitata in maniera ininterrotta e con un connato di insufficienza di effettività.

Paola Catera fa riferimento al carattere relativo del contenuto del requisito dell’effettività, per cui la misura di effettività richiesta non va al di là di quanto è necessario garantire il controllo di quel specifico territorio.

Sentenza arbitrale del 18 Ottobre 1923, arbitro unico Taft, relativa alle concessioni Tinoco

La sentenza, nel ribadire l'irrilevanza, al fine dell'effettività nell'esercizio della potestà d'imperio su di un dato territorio e sulla relativa popolazione, del titolo su cui questa si fonda, riconduce l'effettività al concreto esercizio di tale potestà nel periodo in cui l'atto di cui si discute è stato compiuto (nella specie, la conclusione di contratti con investitori stranieri, detti, secondo la terminologia del tempo, concessioni per significare la supremazia dello Stato territoriale rispetto alla controparte privata straniera), a prescindere dalle modalità rivoluzionarie in cui il governo del tempo si era insediato e dal successivo ritorno al potere del governo precedentemente esistente.

Questo tipo di analisi incentrata sul dato materiale dell’effettività è in realtà un’analisi che è stata anche applicata per situazioni critiche.

High Court (England & Wales), Queen's Bench Division, sent. 6 Febbraio 1998, Sierra Leone Telecommunications Co. Ltd c. Barclays Bank PLC

La sentenza affronta la questione della perdurante sussistenza dei requisiti della statualità in capo alla Sierra Leone, con particolare riferimento al presupposto dell'effettività nell'esercizio dell'autorità di governo, a seguito del colpo di stato militare del 1997. La High Court inglese individua a questo fine i requisiti la cui sussistenza è da considerarsi necessaria a tal fine.

Si trattava di un conto corrente intrattenuto in banche inglesi. Per tranquillità, le imprese hanno i loro conti non presso banche locali, ma presso banche collocate all’estero in posti più sicuri, motivo per cui la controversia è avvenuta a Londra. La questione era di stabilire che se il nuovo governo fosse quello in carica o no. La corte Britannica risolse la controversia dichiarando che la banca di Londra non era tenuta a prendere in considerazioni questioni di blocco dei movimenti della banca della Sierra Leone posto che questi movimenti erano stati autorizzati dal governo precedente della Sierra Leone e che la giunta militare non era debitrice del controllo effettivo della Sierra Leone.

Ci deve essere per un verso il requisito dell’effettività, ma dall’altra ci possono essere dei limiti in cui il nuovo governo della Sierra Leone non riesce a stabilirsi con effettivi connotati di stabilità, però allo stesso tempo si è creata una situazione per la quale nemmeno il preesistente governo esercita un controllo effettivo. Un principio di fondo che presiede ai rapporti fra stati e diritto internazionale è il principio per cui nella comunità internazionale non esistono spazi nullius, ovvero non è più ammissibile ciò che avveniva nelle antiche carte geografiche. Non possono esistere per via del modo in cui è organizzato il diritto internazionale.

Paola Catera Mercoledì, 20 Settembre 2017 – lezione 2

Uno dei limiti che ci sono alla rilevanza del requisito dell’effettività in determinate situazioni di criticità, come quelle nelle quali uno stato non è come tale, cessa dall’essere in grado di svolgere le sue funzioni. Failed states è uno stato fallito, ma non è uno stato che è insolvente, ma è lo...

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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher paolacat di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Marongiu Fabrizio.
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