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sostanza, ma nella sua propria forma rappresentativa, questa è un’opera giornalistica e viene

tutelata in quanto tale; se invece il giornalista riporta parola per parola le risposte

dell’intervistato, il loro diritto d’autore viene attribuito a quest’ultimo. I messaggi e le

campagne pubblicitarie sono anch’esse opere dell’ingegno se i messaggi (slogan) hanno una

compiutezza espressiva e se le campagne predispongono un piano complesso e creativo.

Giornali e riviste Il diritto d’autore spetta al direttore del giornale o della rivista, ma il diritto di

utilizzazione economica spetta all’editore. Giornali e riviste sono considerate opere collettive in

quanto il diritto d’autore ricopre tutti i partecipanti (ognuno per la proprio parte, per i propri

articoli). Salvo patto contrario, il direttore del giornale ha diritto di introdurre nell’articolo da

pubblicare quelle modifiche di forma che sono richieste dalla natura e dai fini del giornale. Può

anche sopprimere o ridurre parte dell’articolo, se questo è destinato ad essere pubblicato

senza il nome del suo autore.

Opere musicali Per opera musicale dobbiamo considerate tutte quelle forme di espressione

creativa composte di suoni (e anche quelle prodotte dai software dei computer) con o senza

parole sia che siano trascritte in forma grafica, sia che siano soltanto interpretate o eseguite

(improvvisazioni). Nelle opere musicali si distinguono tre elementi fondamentali:

Melodia = tutelata dal diritto in quanto distingue un’opera musicale dall’altra

Ritmo = non tutelato dal diritto d’autore in quanto scandisce solo il tempo

Armonia = non tutelata dal diritto in quanto è la successione di suoni differenti

Gli “arrangiamenti” di un’opera musicale per effettuare l’esecuzione su uno strumento diverso

da quello originale, se creativi, sono tutelati dal diritto d’autore.

Opere composte con la musica Le opere musicali possono essere composte con parole, danza o

pantomima. Queste sono sempre opere con contributi distinguibili e scindibili. Nelle opere

musicali con parole (canzonette, opere liriche, operette) o con danza (opere coreografiche) o

con pantomima (opere pantomimiche), in cui la parte musicale ha funzione e valore principale,

l’esercizio dei diritti di utilizzazione economica spetta all’autore della parte musicale. Se invece

ha preminenza la parte letteraria, quella coreografica o quella pantomimica, l’esercizio dei

diritti di utilizzazione economica spetta, salvo patto contrario, agli autori di questi contributi. Il

profitto economico è ripartito in proporzione del valore del rispettivo contributo. Ciascuno dei

collaboratori ha diritto di utilizzare separatamente e indipendentemente il proprio contributo.

Se il compositore non rispetta i termini per porre in musica l’opera letteraria, il suo autore, non

solo ne riacquista la libera disponibilità, ma può proporre azione di danni nei confronti del

compositore.

Opere delle arti figurative e dell’architettura Fanno parte delle opere delle arti figurative: la

pittura, la scultura, la scenografia e anche le opere di architettura (che comprendono anche

disegni e progetti, i quali anche se non attuati, non possono essere realizzati senza il consenso

del loro autore) e il disegno industriale. Le opere figurative comprendono forme bidimensionali

(disegni, pitture, incisioni etc.) e tridimensionali (sculture, scenografie etc.). Una caratteristica

delle opere plastiche è quella di essere realizzate, normalmente, in esemplare unico che è

quello che l’autore ha realizzato da solo o con l’aiuto di collaboratori (creativi) o di ausiliari

(tecnici) e, quindi, l’autore conserva un diritto di accesso all’opera venduta. Fra le opere

figurative sono comprese anche le composizioni astratte realizzate con qualsiasi materiale, le

cosiddette pop-art e arte visuale.

Opere cinematografiche e fotografiche Le opere cinematografiche possono essere mute o

sonore, in bianco e nero o a colori. Appartengono alle opere cinematografiche o audiovisive: i

film televisivi, i documentari, i cortometraggi, i video clip musicali. L’opera audiovisiva è

un’opera composta secondo la gran parte della dottrina e della giurisprudenza; alcune

sentenze e alcuni autori ritengono che la stessa sia, invece, un’opera collettiva in quanto

spetta al produttore l’esercizio del diritto di utilizzazione economica, ma pur avendo il direttore

artistico la preminente paternità dell’opera, la legge parla di “coautori” dell’opera

cinematografica sia per il direttore artistico (regista), sia per quello del soggetto e della

sceneggiatura (parte letteraria dell’opera), sia per l’autore della musica che sia creata

espressamente per l’opera audiovisiva. Queste sono le funzioni creative scelte dalla legge per

la paternità dell’opera cinematografica o audiovisiva, ma svolgono in essa una funzione

creativa anche il montatore, il direttore della fotografia, lo scenografo e il costumista. Il

produttore non può elaborare l’opera audiovisiva senza il consenso dei coautori. Se il

produttore non porta a compimento l’opera audiovisiva entro tre anni dalla consegna della

parte letteraria o non la fa proiettare entro tre anni dal compimento, i coautori, salvo patto

contrario, hanno diritto di disporre liberamente dei loro contributi. I coautori, anche se il film è

compiuto e proiettato al pubblico, possono utilizzare i loro contributi letterari e musicali

separatamente. Il produttore ha la facoltà di apportare, alle opere utilizzate nell’opera

audiovisiva, le modifiche necessarie per il loro adattamento all’opera stessa; l’accertamento di

questa necessità, in caso di disaccordo fra produttore e uno o più coautori, è affidato al giudizio

di un collegio di tecnici. I coautori hanno un equo compenso non rinunciabile, non da parte del

produttore, ma da coloro che sfruttano il film in televisione o in Internet o come videocassette e

da coloro che sono cessionari del diritto di altre utilizzazioni del film. Invece, gli autori della

colonna musicale di film hanno diritto di percepire da chi proietta il film un compenso

percentuale sul prezzo dei biglietti.

Per quanto riguarda le opere fotografiche, esse sono protette dal diritto d’autore purché siano

di carattere creativo e cioè siano fotografie artistiche che presentano un apporto personale del

loro autore. Le fotografie si distinguono quindi in: opere fotografiche con carattere creativo

(protette), semplici fotografie senza carattere creativo (protette) e fotografie di documenti,

oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili (non protette).

Opere radiodiffuse Appartengono a questa categoria di opere sia i programmi della radio o

della televisione, che i programmi che arrivano via Internet. Alla RAI, quale esercente il servizio

pubblico di radiodiffusione, è attribuito il diritto di diffondere via radio opere “non nuove” dai

teatri, stadi, piazze e altri luoghi pubblici (es. concerto). Il diritto a radiodiffondere opere

“nuove” (quelle non rappresentate pubblicamente per almeno tre volte) è condizionato al

consenso dell’autore. Nelle stagioni teatrali o di concerto di durata di almeno due mesi, il diritto

della RAI può essere esercitato al massimo una volta per settimana o una volta ogni cinque

concerti. Il nome degli autori deve essere radiodiffuso contemporaneamente all’opera. La RAI

può fare registrazioni temporanee per ragioni orarie o tecniche e può anche conservarle in

archivi e usarle se hanno carattere documentario.

Opere registrate su supporti L’autore ha il diritto esclusivo di registrare la sua opera su supporti

audio o audiovisivi qualunque sia la tecnologia utilizzata. I supporti devono essere pubblicati e

distribuiti in modo che venga rispettato il diritto di paternità dell’autore e degli artisti interpreti

ed esecutori. Il produttore fonografico potrà modificare l’opera solo per necessità tecniche della

registrazione e i supporti fonografici riproducesti un’opera dell’ingegno non possono essere

distribuiti se non portino le seguenti indicazioni:

1) Titolo dell’opera

2) Nome dell’autore

3) Nome dell’artista interprete ed esecutore (i complessi orchestrali o corali sono indicati

con il nome d’uso)

4) Data della fabbricazione

Programmi per elaboratore I programmi per elaboratore (software) sono stati introdotti nella

legge speciale nel 1992. Essi consistono in una serie di istruzioni per lo svolgimento di certe

attività. Queste istruzioni sono espresse in un linguaggio comprensibile all’uomo (codice

sorgente) oppure soltanto al computer (codice oggetto). L’accertamento della creatività o

dell’originalità è confidato all’autorità giudiziaria, in caso di disputa, sulla base del codice

sorgente. La protezione comprende anche il materiale preparatorio impiegato nella

progettazione. I manuali d’uso dei software sono protetti come opere didattiche o tecniche.

L’autore, il quale ha il diritto di modificare e distribuire al pubblico, può aderire al mondo della

licenze “open source” che presuppongono la tutela del diritto d’autore, ma prevedono che il

software sia liberamente riproducibile e modificabile, nonché che chiunque possa distribuirlo.

Queste licenze possono contenere clausole che riservano all’autore tutte le facoltà di

utilizzazione economica.

Banche dati Solo le banche dati di carattere creativo sono opere dell’ingegno. Il carattere

creativo delle banche dati risiede nella scelta o nella disposizione del materiale dei dati che

devono contenere dati indipendenti e accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo. Le

banche dati sono opere collettive nel senso che hanno un autore che organizza e dirige l’opera.

Disegno industriale Si intende per disegno industriale la forma dei prodotti industriali che

coordinano valori estetici e valori funzionali. La legge afferma che sono opere dell’ingegno le

opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico. La

giurisprudenza e la dottrina prevalenti ritengono che il “design” possa essere protetto dalla

legge sul diritto d’autore quando susciti emozioni estetiche ed intellettuali superiori rispetto

agli analoghi prodotti industriali.

QUINTO CAPITOLO: i diritti degli autori

Il contenuto del diritto d’autore si divide in due sezioni:

I sezione: Afferma il diritto esclusivo dell’autore alla pubblicazione dell’opera; questa sezione è

dedicata all’utilizzazione economica dell’opera.

Art. 12 l.a. afferma che l’autore ha il diritto di utilizzare economicamente l’opera “in ogni forma

e modo originale o derivato”; art. 13 l.a. diritto di duplicazione; art. 14 l.a. diritto di trasformare

l’opera da orale a scritta; art. 15 l.a. diritto di rappresentare o recitare un’opera in pubblico; art.

16 l.a. diritto di comunicare l’opera a distanza: radio, telefono, tv; art. 17 l.a. diritto di

distribuzione dell’opera – metterla a disposizione del pubblico; art. 18 l.a. diritto di tradurre

l’opera in altre lingue o dialetti; art. 18 bis diritto di noleggiare – prestare l’opera.

II sezione: E’ dedicata alla protezione del diritto morale dell’autore.

Negli articoli 20-24 l.a. sono contenuti i diritti che sono espressamente indicati dalla legge

come “diritti a difesa della personalità dell’autore”. Art. 20,21,22,23,24: il diritto di paternità,

che anche dopo la cessione dei diritti di utilizzazione economica, l’autore conserva ; il diritto di

opporsi a qualsiasi atto a danno della propria opera, con ciò includendo qualsiasi modificazione

che possa aver subito l’opera da parte di terzi. Dopo la morte dell’autore il diritto morale può

essere fatto valere, senza limiti di tempo, come dice l’art. 23 l.a. “dal coniuge e dai figli e, in

loro mancanza, dai genitori e dagli altri ascendenti e dai discendenti diretti, mancando gli

ascendenti e i discendenti, dai fratelli e sorelle e dai loro discendenti”. L’art. 24 l.a. si occupa

della successione mortis causa del diritto di inedito.

Spettanza ex lege di diritto d’autore L’art. 12 bis stabilisce che, salvo patto contrario, il datore

di lavoro è titolare del diritto esclusivo di utilizzazione economica del programma per

elaboratore e della banca dati creati dal lavoratore dipendente nell’esecuzione delle sue

mansioni o su istruzioni impartite dallo stesso datore di lavoro. L’arti. 12 ter aggiunge il disegno

industriale alle due suddette opere dell’ingegno. A queste norme si deve aggiungere quella

dell’art. 38 l.a. a favore dell’editore delle opere collettive, quella dell’art. 45 l.a. a favore del

produttore delle opere cinematografiche, quella dell’art. 88 l.a. a favore del datore di lavoro

delle semplici fotografie protette come diritti connessi e quella dell’art. 98 l.a. a favore del

committente di quelle stesse semplici fotografie. Comunque queste sono spettanze ex lege dei

diritti patrimoniali e non del diritto morale che resta nell’esclusiva dell’autore dell’opera di

carattere creativo.

SESTO CAPITOLO: diritti connessi

Il diritto d’autore si occupa anche dei diritti di chi, pur non essendo l’autore originale di una

determinata opera, vi partecipa da un punto di vista industriale, tecnico o creativo. Questi

diritti, chiamati “diritti connessi”, sono disciplinati dalla legge italiana sul diritto d’autore.

Solo gli artisti interpreti ed esecutori di opere dell’ingegno che sostengono una parte di

notevole importanza artistica, sono tutelati dalla legge. Sono anche tutelati gli artisti esecutori

comprimari, i direttori d’orchestra e del coro e i complessi orchestrali o corali, purché non

abbiano valore artistico di semplice accompagnamento. Questi artisti hanno il diritto di opporsi

alle utilizzazioni delle loro “performance” che siano di pregiudizio al loro onore e alla loro

reputazione. Agli artisti interpreti ed esecutori e alle imprese culturali, la legge riconosce un

autonomo diritto esclusivo:

1) Autorizzare la fissazione delle proprie prestazioni artistiche

2) Autorizzare la riproduzione dei supporti tecnici contenenti le fissazioni

3) Autorizzare la comunicazione al pubblico e la messa a disposizione del pubblico “on

demand” (e cioè in maniera tale che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel

momento scelti individualmente

4) Autorizzare la distribuzione, il noleggio e il prestito di questi supporti e di autorizzarne la

ritrasmissione via cavo

I diritti hanno una durata di 50 anni dalla prima pubblicazione dei supporti contenenti le

fissazioni o, se anteriore, dalla loro prima comunicazione al pubblico.

Poiché gli artisti possono cedere a produttori fonografici e audiovisivi i propri diritti di

fissazione, riproduzione, radiodiffusione, comunicazione al pubblico, distribuzione, nonché il

diritto di autorizzare il noleggio, la legge riconosce loro un diritto ad “equo compenso”

(indipendentemente dalla retribuzione cui potrebbero aver diritto per la loro prestazione

artistica dal vivo) che è irrinunciabile (il compenso ricevuto verrà diviso: 50% al produttore,

50% ad artisti interpreti ed esecutori).

Diritti affini Questi diritti si riferiscono ad opere comunemente giudicate meno creative

(bozzetti di scene teatrali, semplici fotografie, lavori dell’ingegneria). Queste sono produzioni

non creative ma che hanno una corrispondente opera creativa tutelata (le opere di scenografia,

le opere fotografiche, le opere architettoniche). Gli autori di queste produzioni non creative si

avvalgono dei diritti esclusivi o, a volte, diritti a compenso o ad equo compenso. Questi diritti

durano dalla prima lecita pubblicazione per le opere di pubblico dominio e sono concessi senza

pregiudizio del diritto morale dell’autore, se esiste.

Non sono tutelate le fotografie (fotocopie) di scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali,

disegni tecnici e prodotti simili.

Diritti concorrenti con il diritto d’autore Nell’art. 93 l.a. e nell’art. 96 l.a. “il diritto alla

riservatezza” e “il diritto all’informazione” concorrono con il diritto d’autore per la disciplina

degli epistolari e dei ritratti e quindi queste corrispondenze epistolari, come i ritratti, anche

fotografici, non possono essere pubblicati, riprodotti, esposti o messi in commercio o comunque

portati a conoscenza del pubblico senza il consenso dell’autore e del destinatario

dell’epistolario, o del ritratto. Questa disciplina non si applica a corrispondenze ufficiali o che

presentano interesse di Stato. Dopo la morte dell’autore o del destinatario dell’epistolario o del

ritratto, occorre il consenso del coniuge o dei figli e, in loro mancanza, dei genitori, e mancando

anche loro, dei fratelli e, in loro mancanza, degli ascendenti o dei discendenti fino al 4° grado.

Quando gli aventi diritto sono più persone ci si deve rivolgere all’autorità giudiziaria (Pubblico

Ministero). Si rispetta comunque la volontà del defunto se risulta da scritto (testamento), ma se

la conoscenza dell’epistolario è necessaria ai fini di un giudizio civile o pensale, o per esigenze

di difesa dell’onore e della reputazione personale o familiare, non è necessario il consenso degli

aventi diritto (art. 94 l.a.). Non occorre il consenso del ritratto quando la riproduzione è

giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico ricoperto. Salvo patto contrario, il ritratto

fotografico eseguito su commissione dal ritrattato, può essere riprodotto e pubblicato senza il

compenso del fotografo, ma questo avrà diritto ad un equo compenso se la fotografia è

utilizzata commercialmente. Nell’art. 100 l.a. “il diritto alla tutela della concorrenza” concorre

con il diritto d’autore per la disciplina del titolo, delle rubriche e dell’aspetto esterno delle opere

giornalistiche. Il titolo dell’opera dell’ingegno di un giornale o di periodici, non può essere

riprodotto sopra altra opera senza il consenso dell’autore a meno di opere che siano di specie o

carattere così diverso da escludere ogni possibile confusione. La riproduzione d’informazione e

notizie, è lecita purché si citi la fonte. La legge individua alcuni atti che sono considerati illeciti:

1) La riproduzione o la radiodiffusione senza autorizzazione dei bollettini distribuiti da

agenzie giornalistiche o di informazioni prima che siano trascorse 16 ore dalla loro

diramazione


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Marlaclo

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Corso di laurea: Corso di laurea in Comunicazione, Media e pubblicità
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marlaclo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'informazione e d'autore e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Migliazza Maria.

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