Diritto dell'informazione
Libertà di corrispondenza
La libertà di corrispondenza è una delle libertà più importanti insieme alla libertà di manifestazione del pensiero che troviamo negli articoli 15 e 21 della costituzione. Nell'articolo 15 infatti si esplicitano le libertà di stampa e comunicazione. Tuttavia, l'assemblea costituente formatasi il 2 giugno del 1946 non poteva essere al passo con i tempi di oggi. Nell'articolo 21 non si fa riferimento neanche ai mezzi di comunicazione di massa come la radio e il cinema. Alcuni, anche tra gli studiosi insieme ai costituenti, scrissero la costituzione pensando a mezzi di comunicazione che erano antecedenti all'epoca stessa, come la stampa.
Data l'evoluzione tecnologica che hanno assunto ora i mezzi di comunicazione da settant'anni a questa parte, una costituzione che nelle sue previsioni fa riferimento esplicito alla corrispondenza nell'articolo 15 e alla stampa nell'articolo 21, sarà ancora adeguata? Possiamo ritenere che vi sia una copertura costituzionale per i nuovi mezzi di produzione di informazione. In realtà, il costituente negli articoli 15 e 21 dice che la ribalta e la corrispondenza e di “ogni altra forma di informazione” sono inviolabili mentre il 21 dice che tutti hanno possibilità di manifestare il proprio pensiero tramite stampa giornale e “ogni altro mezzo di comunicazione”.
In questo modo si può vedere che è presente un carattere residuale, il quale consente alla costituzione di coprire qualsiasi mezzo di diffusione. Questi articoli vennero formati anche per l’esperienza fascista, ovviamente la libertà era garantita, nelle norme e nei limiti esplicati. (Anche nel regime fascista la radio e il cinema sono stati utilizzati come propaganda, portando a una realtà diversa anche nella distribuzione del segnale, creando anche enti che distribuivano il segnale nei paesi più lontani).
“La macchina più potente è la macchina da cinepresa” cit. Mussolini
Dalla trasmissione analogica a quella digitale
Inizialmente, il mezzo di trasmissione era di tipo analogico, ovvero ogni mezzo di trasmissione poteva essere utilizzato solo per un tipo di programma. Questo sistema è stato superato con la creazione del digitale. Ma quali sono le tutele costituzionali e i diversi gradi di garanzia tra l'articolo 15 e 21, e le distinzioni che funzionano anche per il digitale? Dopo il passaggio dal tipo analogico, o vale solo per le libertà classiche, una rilettura o una diversa interpretazione può essere adattata allo scenario digitale?
Articolo 15: la libertà della segretezza
La libertà della segretezza di ogni tipo di comunicazione è inviolabile. Come la segretezza delle garanzie e la riserva di legge, a tutti i soggetti è garantita tale libertà sia fisica che giuridica (come per tutti i diritti fondamentali). Questo articolo voleva essere migliorato ma senza successo nell’ambito della manifestazione del pensiero, limitando questa libertà a coloro che erano cittadini. Con questo emendamento, solo i cittadini italiani avrebbero la libertà di manifestazione del pensiero, in questo modo i mezzi di comunicazione di massa da parte delle major americane verrebbero ridotti, ma ciò non fu possibile. Difatti, tuttora ci sono telefilm americani.
Questi articoli tutelano tutti i tipi di comunicazione, come quella inter-soggettiva e attuale o comunicazione punto punto, da un polo che è una persona a un altro che può essere un’azienda o un’altra persona. Un altro elemento fondamentale è la segretezza, sia della stampa che di ogni altra forma di comunicazione. Segretezza che non è un elemento costitutivo di questa libertà, ma un’ulteriore garanzia, poiché se fosse un elemento costitutivo, allora la libertà sarebbe solo di comunicazione in segretezza. Quindi se la comunicazione non fosse segreta, allora la costituzione non la tutelerebbe.
Vi sono dei casi dove posso limitare la segretezza senza limitare la libertà, ma anche limitare la libertà senza limitare la segretezza, come nel caso della polizia postale; in determinati casi, l’ufficiale postale può non inoltrare la corrispondenza a un determinato destinatario (esempio: minacce da un determinato mittente), limitando la libertà ma non la segretezza, poiché la corrispondenza non giunge a destinazione ma non la segretezza poiché non leggo la lettera ma la inoltro all’autorità giudiziaria.
Intercettazioni e garanzie
Mentre nel caso opposto un classico esempio è l’intercettazione, diretta a non impedire la libertà della comunicazione, ma limitarne la segretezza. L’intercettazione telefonica, o anche postale, è reato, ma in specifici casi l’intercettazione è lecita e regolata dal codice penale processuale, poiché in questo caso l’intercettazione è utilizzata per ottenere prove di un processo. In questo modo possiamo vedere che la segretezza è solo una garanzia aggiuntiva, in quanto distacca dalla libertà di comunicazione.
Qualora i soggetti siano un pubblico indistinto e indeterminato, la comunicazione non è più punto punto ma ricade nella diffusione del pensiero di cui parla l’articolo 21 e quello è il quadro dell’espressione del mio pensiero.
Differenze tra articolo 15 e 21
Il secondo comma dell’articolo 15 dice che le limitazioni delle libertà di comunicazione e segretezza possono essere sancite solo da un’autorità giudiziaria, come l’articolo 101 dice che solo i giudici possono limitare tali libertà. Però vi sono alcuni aspetti dove vediamo la differenza tra la libertà di comunicazione e quella di diffusione del pensiero. L’articolo 21 nel 3° comma dice che in casi di necessità di urgenza indicati dalla legge, l’autorità di sicurezza può adottare provvedimenti provvisori che poi verranno mandati all’autorità giudiziaria che, se non vengono confermati entro 48 ore, vengono annullati (es. fermo).
Se non riesco a ottenere l’ordine dal magistrato prima del fermo della persona, intanto lo fermo. Se non mi viene convalidato, la persona viene rilasciata e quindi la libertà personale può essere in misura temporalmente ridotta e subordinata al controllo dell’autorità giudiziaria limitata al suo esercizio.
Limitazioni della libertà di stampa
Una limitazione può essere anche della libertà di stampa, al 4° comma (sequestro stampato) il sequestro stampato, in casi dove vi sia estrema urgenza, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito dalla polizia giudiziaria; se non viene convalidato dall’autorità giudiziaria entro 48 ore deve essere ridato. Il sequestro dello stampato serve a interrompere la diffusione dello stampato, rivolto a un pubblico indeterminato. Questo sequestro è diretto, proprio perché interrompe la diffusione, serve a impedire che a un pubblico indeterminato arrivi ciò che è illecito.
Una disposizione di questo tipo non esiste nella libertà di corrispondenza e comunicazione, ovvero non si prevede l’intervento della polizia, della polizia giudiziaria, poiché l’effetto che può essere prodotto in forza del recapito di un messaggio illecito però ad alcuni soggetti determinati è molto più contenuto. E se interviene la polizia, la persona può essere risarcita.
Articolo 15 e le garanzie
L’articolo 15, secondo comma, ci parla delle garanzie, ma non i casi in cui posso limitare la comunicazione. Non trovo dei limiti sostanziali sanciti, non è limitato dal buon costume (mentre ad esempio in altri articoli (19) esistono limitazioni ad esempio del buon costume, sono vietate associazioni che vanno contro il buon costume).
Articolo 21, 4° comma
Questo è limitato dal buon costume. Con buon costume si intende la violazione del pudore sessuale nel momento comunicativo; è diversa la posizione, dunque, a chi rivolge il proprio pensiero a persone determinate o a persone indeterminate e, in questo caso, proprio perché il prodotto viene distribuito a un pubblico indeterminato non è consentito, poiché le conseguenze di questo sono incalcolabili. Anche nella televisione è dunque vietato andare contro il buon costume. Dunque vi è una diversità di regime costituzionale tra la libertà di comunicazione e tra quella di diffusione del pensiero.
Intercettazioni e regime costituzionale
L’intercettazione, come abbiamo detto, è vietata dal nostro regime costituzionale tranne nel caso dove il codice penale la disciplina, ovvero quando serve per ottenere delle prove. Ma quale è il valore che ci permette di limitare un diritto fondamentale? È un interesse generale della giustizia legato in questo caso alla raccolta delle prove.
Articolo 226: le intercettazioni telefoniche sono consentite nei seguenti reati: delitti non colposi, dunque dolosi, per cui è previsto ergastolo o pena superiore ai 5 anni; delitti contro la pubblica amministrazione per cui è prevista la reclusione; delitti concernenti sostanze stupefacenti, contrabbando, molestia. Ma è consentita tra presenti, ovvero alla presenza una dell’altra, sempre però per la solita finalità. E comunque l’intercettazione, se viene richiesta, può essere data in un determinato periodo di tempo, in quel periodo di tempo può essere ascoltato così irrilevanti ai termini di un processo.
Articolo 21
Partendo dall’articolo 15, partiremo da tutti i mezzi di diffusione del pensiero. L’articolo 21 è articolato in 3 parti: il 1°, dal 2° al 5° e il 6° comma. Il 1° è quello che sancisce il diritto di libertà. Dal 2° al 4° libertà di stampa. Il 5° sempre della libertà di stampa, ma riguardo alla trasparenza del finanziamento. Il 6° del limite del buon costume. Come abbiamo detto, la diffusione del pensiero è rivolta a un pubblico indeterminato, ed è garantita a tutti, senza lo status di cittadinanza; è la libertà che la corte costituzionale nel 1969 definisce come la pietra angolare dell’ordinamento democratico, quindi un ordinamento ha la libertà di espressione o non è democratico.
(art. 28 statuto Albertino tutelava anch’esso la libertà di stampa, dicendo che la stampa è libera ma una legge ne reprimerà gli abusi) L’articolo 68 della costituzione dice che i parlamentari non possono essere chiamati a rispondere del motivo delle loro scelte, e di ciò che dicono, mentre l’articolo 122 dice che neanche i consiglieri regionali possono essere richiamati a rispondere di ciò che fanno nell’esercizio delle loro funzioni. Fa parte dell’istituto dell’insindacabilità, ovvero come dice l’articolo 68 parla appunto dell’insindacabilità e dell’immunità parlamentare. I parlamentari godono anche di una libertà di espressione maggiore rispetto a uno di noi, e il punto di equilibrio tra questa libertà di espressione e i suoi limiti, nei parlamentari si sposta più verso i parlamentari, che va a tutela dell’esercizio del mandato del parlamentare, cioè si deve evitare che la libertà di espressione proprio del parlamento possa essere repressa, poiché la libertà di espressione serve per il funzionamento della nostra forma democratica e quindi reprimeremmo anche essa.
Ma solo nell’esercizio delle sue funzioni questo è garantito, questa è una prerogativa, in quanto non è sempre libero ma solo nelle sue funzioni. Ma come capiamo quando è nell’esercizio delle sue funzioni? Diciamo che tutte le attività svolte nelle istituzioni è coperta dall’insindacabilità, come le dichiarazioni che il parlamentare fa nella presentazione di proposte di legge, di ordini del giorno, di interpellanza e interrogazioni, anche negli incontri privati e pubblici, anche tutte le dichiarazioni che vengono fatte nei social, per esprimere la propria opinione o comunicare certi dati, questo caso viene coperto o no dall’immunità? La legge non lo esplicita, perciò dovrebbe andare avanti la legge e dettagliarla. Diciamo che se ciò che fa è funzionale alla sua attiva è coperto dalle immunità e dalla insindacabilità.
Ruolo del giudice
Dunque è il giudice che in sede penale o civile si trova a giudicare, e di conseguenza se non riconosce che vi sia questo illecito non si va neanche al processo, il giudice archivia la cosa chiudendo la questione. Se invece ritiene che si debba andare al processo, il giudice deve andarci ma preventivamente emette un’ordinanza di trasmissione alla camera di appartenenza per vedere se va contro i presupposti dell’articolo 68. La camera può dire "per me c’è il nesso funzionale ed è coperto dall’insindacabilità", ma il giudice può dire no, e la corte costituzionale vedrà se è insindacabile o meno.
Libertà di espressione nel contesto europeo
Riprendendo la questione dell’articolo 21, dobbiamo tenere sott’occhio degli aspetti, ovvero nel mondo contemporaneo ci sono diversi atti dove la libertà di espressione viene garantita, come quella dei diritti dell’uomo. Il 10 dicembre del 1948 ogni individuo ha libertà di opinione e espressione (articolo 19) incluso il diritto di cercare ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza frontiere. Anche la CEDU (convenzione europea dei diritti dell’uomo) è un’istituzione che tutela le libertà dell’uomo. Il consiglio d’Europa è un’organizzazione a cui aderisce l’Unione Europea ma anche stati che non ne sono membri come la Russia, la Turchia, che ha sede a Strasburgo, con essa viene garantita la libertà di opinione e di comunicare o ricevere opinioni senza sconvolgimenti di pubblica autorità, e senza frontiere.
La carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea o carta di Nizza, sottoscritta dagli stati membri dell’Unione, e solo successivamente nel 2009 con il trattato di Lisbona è stata incorporata ed è stata conferita la stessa importanza di questo trattato che anche essa dice che ogni uomo può condividere il proprio pensiero senza limiti di frontiera, però si aggiunge che la libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.
Oggetto della libertà di diffusione e espressione del pensiero
Ma quale è l’oggetto della libertà di diffusione e espressione del pensiero, fino a qui abbiamo specificato la libertà di comunicazione, la seconda libertà, quella della diffusione del pensiero, è rivolta a un pubblico indeterminato. Con la libertà di espressione nell’articolo 21 ma anche contando le istituzioni che abbiamo citato prima non tutelano solo le libertà positive, come manifestare il pensiero, ma tutela anche la libertà negativa ovvero quella di non diffondere e non comunicare il proprio pensiero, e quindi tutela anche il diritto al silenzio l’articolo 21, silenzio di ciascuno di noi come libertà di non esprimere il proprio pensiero.
Articolo 21: soggetti e oggetti
Articolo 21 soggetti = tutti oggetto libertà positiva e negativa pensiero proprio e altrui cronaca pubblicità/propaganda profili espliciti/impliciti. Libertà positiva e negativa = libertà di comunicare ma anche di restare in silenzio (segreto del giornalista, garantisce il diritto di cronaca). Il giornalista di fronte alla domanda quale è la sua fonte di informazione può esprimere il suo diritto al silenzio. C’è un’eccezione nell’articolo 200 codice penale regola il segreto non interessa i giornalisti pubblicisti ma solo quelli professionisti.
L’ingresso del buon andamento della giustizia può opporre il segreto sulla fonte, ma hai solo professionisti. L’interesse del buon andamento della giustizia può opporre il segreto sulla fonte, ha solo se il giudice ritiene che sia una prova essenziale del processo. In questo caso il giornalista è obbligato.
Pensiero proprio e altrui
Pensiero proprio e altrui es > obiezione di coscienza lo esprimo anche per influenzare orientare gli individui > pubblicità (articolo 41) libertà di iniziativa economica e privata, (articolo 21) articoli meno penetranti dell’art 41. Cronaca > ius narrandi > diritto di narrare (raccontare come sia svolto un fatto) lo svolgimento di accadimenti. Uno dei problemi più grossi è di cercare di capire quando si tratta di diritto di cronaca o quella che è la propria opinione. E non è semplice disgiungere questi due elementi.
Propaganda
- Forma di orientamento del messaggio che si avvale di un corredo argomentato
- Non è lo spot che deve colpire
- È indubbiamente una manifestazione del pensiero
Profili espliciti / impliciti
Profili espliciti / impliciti > diritto all’informazione libertà sia di informare che di informarsi > (ricerca di informazioni)
Diritto di critica e satira
L’emittente ha una tutela molto ampia come abbiamo detto, come il diritto di critica, l’articolo 21 fonda e difende il diritto di critica, nel senso di esprimere il proprio pensiero e di commento a un pensiero o fatti altrui. Ma vi è un altro diritto quello di satira che troviamo il fondamento di satira non solo nell’articolo 21 ma anche combinato all’articolo 33 che garantisce la libertà dell’arte.
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