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Diritto industriale

Appunti di diritto industriale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Sironi, dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, facoltà di economia, Corso di laurea magistrale in management per l'impresa . Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto industriale docente Prof. G. Sironi

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MA Poiché le rivendicazioni sono sintetiche, è possibile che il concetto in esse espresso non sia in

sé del tutto chiaro o che debba essere precisato. > Art 52 comma 2: la legge afferma che , fermo

restando che l’oggetto non si può rinvenire nella descrizione e nei disegni, questi ultimi possono

servire per interpretare le rivendicazioni.; 3 comma: precisa che tale norma ha il fine di garantire

un’equa protezione al titolare e una ragionevole sicurezza dei diritti dei terzi quando L‘oggetto è

scritto e rivendicato.

Nb: distinzione tra:

-contenuto del brevetto: comprende il riassunto, la descrizione, le rivendicazioni e i disegni (è tutto

ciò che è scritto)

-oggetto del brevetto: solo ciò su cui il titolare ha esclusiva e che risulta dalle rivendicazioni

Diritto di esclusiva

Facoltà esclusiva del titolare di attuare l’invenzione e di trarne profitto nel territorio dello

Stato (art. 66.1 c.p.i.). Si tratta del diritto di brevetto (o diritto sul brevetto) che sorge con la

concessione del brevetto (art. 53.1 c.p.i.) e ha durata di venti anni decorrenti dalla data di deposito

della domanda di brevetto (art. 60 c.p.i.).

(Solo In campo farmaceutico è possibile in certi casi allungare la durata a 25 anni, poiché si verifica

che una volta conseguito l’invenzione su un principio attivo il titolare non può sfruttarla subito

perché deve munirsi di un’autorizzazione all’emissione in commercio>> certificati supplementari di

protezione: il titolare mostra che a causa dell’attesa dell’autorizzazione, non ha potuto sfruttare il

brevetto per un certo periodo di tempo).

La legge viene in aiuto all’interprete e precisa quali sono le condotte riservate al titolare e vietate

ai terzi:

Brevetto di prodotto: il titolare può vietare a terzi di produrre, usare, mettere in commercio,

- vendere o importare a tali fini il prodotto [art. 66.2.a) c.p.i.]. Quindi è vietata qualunque attività

economica relativa al prodotto. Anche solo la produzione di un prodotto senza averlo immesso

sul mercato è una contraffazione, così come la vendita e l’importazione. di prodotti protetti da

brevetto; se nella mia attività d’impresa uso un prodotto contraffattorio la violazione c’è

comunque anche se non l’ho fabbricato io.

Brevetto di procedimento: il titolare può vietare a terzi di applicare il procedimento; può inoltre

- vietare a terzi di produrre, usare, mettere in commercio, vendere o importare a tali fini il

prodotto ottenuto con il procedimento [art. 66.2.b) c.p.i.]. Solo il titolare può

direttamente

attuare il suo procedimento e può impedire a terzi di applicarlo.

MA nell’eventualità di un procedimento che mette capo ad un prodotto….

secondo la regola generale l’inventore può presentare due domande (se solo uno dei 2 è inventivo,

si brevetta solo uno dei 2) ma il legislatore ha ritenuto che essa non fosse sufficiente a proteggere i

brevetti di procedimento >in alcuni casi la tutela si estende anche al prodotto (protezione

aggiuntiva*). Oltre a non poter replicare il procedimento *ai terzi è vietato produrre, usare,

mettere in commercio…., anche in relazione al prodotto ottenuto con il

Direttamente

procedimento.

Vi sono 2 teorie in merito all’interpretazione di “direttamente ottenuto”:

-Tesi cronologica/del risultato immediato: solo il ridotto che è il risultato immediato

dell’applicazione del procedimento è prodotto direttamente ottenuto. (approccio più limitativo

per il titolare) (Caso dei semilavorati)

-Tesi sostanziale/delle qualità: considera qualunque prodotto, anche non il 1 ottenuto, che tuttavia

ha delle qualità che non avrebbe se a monte non ci fosse il procedimento brevettato.

Questa seconda teoria estende la protezione anche al prodotto finito, a differenza della prima.

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L’art 67 rappresenta una regola che facilita il titolare di un brevetto di procedimento nella prova

• dell’imputazione di brevetto=

Inversione dell’onere della prova (eccezionalmente l’onere di provare qualcosa non spetta a chi

afferma un fatto ma a chi lo nega). Nel caso di brevetto di procedimento si presume fino a prova

contraria che il terzo sia responsabile di contraffazione se il suo prodotto è identico al prodotto

ottenuto con il procedimento brevettato e se:

a) il prodotto ottenuto con il procedimento è nuovo ( se io con il mio procedimento brevettato

realizzo un prodotto nuovo e un mio concorrente ca sul mercato con lo stesso identico

prodotto è ragionevole pensare che mi abbia copiato. Se così non fosse, dovrà dimostrarmi lui

non di avermi copiato) ; oppure

b) vi è una sostanziale probabilità che il prodotto sia stato fabbricato con il procedimento

brevettato e il titolare del brevetto non è riuscito con ragionevoli sforzi a determinare il

procedimento effettivamente attuato (art. 67 c.p.i.).

TIPOLOGIE DI CONTRAFFAZIONE (violazione dei diritti del titolare e quindi dell’esclusiva)

1. Contraffazione letterale o diretta: riproduzione integrale del prodotto o procedimento

brevettato o comunque delle parti in cui si incorpora l’idea inventiva. (es: un terzo fa un prodotto o

procedimento identico a quello risultate dalle rivendicazioni)

2. Contraffazione per equivalenti: gli elementi in cui si incorpora l’idea inventiva vengono

sostituiti con elementi diversi, ma equivalenti a quelli descritti e rivendicati nel brevetto (art. 52,

comma 3-bis, c.p.i.). Vi è equivalenza se il prodotto o procedimento del terzo, pur essendo diverso

da quello brevettato, attua la medesima idea inventiva protetta dal brevetto.

(E’ possibile che un terzo vada sul mercato con un prodotto che non è letteralmente identico a

quello brevettato e che tuttavia ne copia, seppur con una struttura diversa, la stessa idea di

soluzione del problema tecnico. Se fossimo nel campo del diritto d’autore, dove c’è tutela solo

della forma espresiva, non vi sarebbe contraffazione MA nel caso dei brevetti, questi tutelano l’idea

inventiva comunque espressa e quindi è possibile che la stessa idea sia copiata e messa in atto

anche in modo diverso sa come l’ha messa in atto l’inventore.

ES: prodotto che ha lo stesso funzionamento di quello brevettato sebbene non abbia copiato lo

stesso elemento tecnico ( ma ne ha adottato uno equivalente)

>> Per determinare se vi è equivalenza sono utilizzati di solito due criteri:

evidenza/ovvietà per il tecnico medio (si guarda se la soluzione strutturale è ovvia per il tecnico

i) medio)

ii) c.d. test «funzione-modo-risultato»/ test triplo : si va a vedere se la realizzazione del terzo

ii) svolge la stessa funzione del brevetto - se la svolge bello stesso modo e se arriva allo stesso

risultato (> si guarda anche all’efficenza del risultato)

3. Contraffazione indiretta: un terzo fornisce a un altro soggetto mezzi univocamente

destinati a essere usati per violare il brevetto o comunque mezzi che egli sa che saranno impiegati

a questo scopo. (un soggetto fa un’attività che in sé è lecita ma poi i risultati di tale attività sono

forniti a un terzo soggetto e destinati ad essere usati da questo per violare il brevetto. ES: brevetto

di procedimento che prevede l’uso di una sostanza chimica Non protetta che viene fabbricata e

venduta a chi copia il procedimento e si serve di quella sostanza per fare contraffazione)

> La legge 3 novembre 2016 n. 214 ha per la prima volta regolato espressamente la contraffazione

indiretta inserendo tre nuovi commi nell’art. 66 c.p.i.

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a. ) Art. 66, comma 2-bis, c.p.i.: «Il brevetto conferisce al titolare anche il diritto esclusivo di vietare

ai terzi, salvo proprio consenso, di fornire o di offrire di fornire a soggetti diversi dagli aventi diritto

all'utilizzazione dell'invenzione brevettata i mezzi relativi a un elemento indispensabile di tale

invenzione e necessari per la sua attuazione nel territorio di uno Stato in cui la medesima sia

protetta, qualora il terzo abbia conoscenza dell'idoneità e della destinazione di detti mezzi ad

attuare l'invenzione o sia in grado di averla con l'ordinaria diligenza».

b. ) Art. 66, comma 2-ter, c.p.i.: «Il comma 2-bis non si applica quando i mezzi sono costituiti da

prodotti che si trovano correntemente in commercio, a meno che il terzo non induca il soggetto a

cui sono forniti a compiere gli atti vietati ai sensi del comma 2».

c.) Art. 66, comma 2-quater, c.p.i.: «Ai fini di cui al comma 2-bis non si considerano aventi diritto

all'utilizzazione dell'invenzione i soggetti che compiono gli atti di cui all'articolo 68, comma 1».

INVENZIONI DERIVATE E BREVETTI INDIPENDENTI

La legge afferma che Un’invenzione può derivare da una precedente invenzione. Ciò avviene

quando tale invenzione è di tipo incrementare (non c’è invenzione ex novo) ma spesso si innesta

su brevetti anteriori, conoscenze anteriori. In particolare, si possono avere:

invenzioni di perfezionamento (viene perfezionata, migliorandola e sviluppandola, l’idea di

• soluzione di un problema tecnico alla base di una precedente invenzione); ES: c’è un dispositivo

costruito in un certo modo e io scopro che modificando una parte di esso, funziona ancora

meglio.

invenzioni di combinazione (vengono combinati e coordinati elementi e mezzi già noti; ES: in

• campo chimico due composti chimici che presentano una nuova proprietà) MA se la

combinazione è una semplice giustapposizione di elementi noti che non danno alcun vantaggio

ulteriore, non c’è invenzione brevettabile.

invenzioni di traslazione (un’idea di soluzione di un problema tecnico viene «trasferita» e

• applicata in un altro settore ES: casi si invenzione di nuovo uso in campo chimico).

< dal punto di vista della brevettabilità queste categorie non hanno nessuna disciplina particolare

ma valgono i principi generali. Chi brevetta validamente un perfezionamento, una combinazione,

una traslazione avrà tutela verso i terzi che si rendono contraffattori del brevetto secondo le

stesse regole della contraffazione.

Secondo le regole generali, l’invenzione derivata può essere brevettata se ha tutti i requisiti previsti

dagli artt. 45 ss. c.p.i. Tuttavia, se l’attuazione dell’invenzione derivata implica l’attuazione della

precedente invenzione e questa è ancora coperta da brevetto (in altre parole: se per attuare

l’invenzione derivata è necessario utilizzare un prodotto o un procedimento ancora coperti da un

«brevetto dipendente».

brevetto anteriore), il brevetto sull’invenzione derivata è detto Un

brevetto dipendente, anche se pienamente valido, non può essere attuato senza il consenso del

titolare del brevetto anteriore «principale» (art. 68.2 c.p.i.); senza questo consenso vi è

contraffazione. Sono però possibili, a certe condizioni, le licenze obbligatorie (v. artt. 71-73 c.p.i.).

Es: c’è un dispositivo brevettato, io modifico un componente e lo faccio funzionare meglio. Però

tale dispositivo è sempre quello base per cui se io dovessi produrre e vendere questa miglioria

attuerei anche il brevetto base. Se non avessi il consenso del titolare del brevetto principale

attuerei contraffazione.

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- In linea di massima, si dice che i perfezionamenti e le combinazioni sono Dipendenti; mentre le

invenzioni e le traslazioni Non dovrebbero essere dipendenti (perchè pur attuando l’idea di

soluzione già trovata da un altro in questo caso si passa da un settore diverso e quindi non si attua

quella stessa idea di soluzione perché si risolve un problema diverso).

(Caso licenze obbligatorie: in cui il titolare del brevetto dipendente può essere autorizzato a

sfruttare il brevetto anche senza il consenso del titolare del brevetto base)

USI LECITI DELL’INVENZIONE ALTRUI

L’art. 68.1 c.p.i. prevede alcuni casi di uso lecito dell’invenzione oggetto del brevetto altrui:

= il legislatore vuole evitare che il privato che

- atti compiuti in ambito privato e a fini non commerciali

ha acquistato un prodotto brevettato su cui c’era però contraffazione e che lo utilizza senza finalità

commerciali, possa essere lui direttamente perseguito per contraffazione > vuole evitare atti di

intrusione nella sfera di soggetti che non operano nel commercio. Il titolare del brevetto non può

quindi fare causa al privato cittadino che senza finalità commerciali acquista un prodotto

contraffatto. = vuol dire utilizzare un’invenzione brevettata per superarla, per creare

uso in via sperimentale

- ulteriore innovazione per finalità di ricerca.

Tutela per salute pubblica (campo farmaceutico)=

-studi e sperimentazioni per l’ottenimento di una autorizzazione all’immissione in commercio di un

case farmaceutiche originator ( volte al conseguimento di ricerca di nuovi principi attivi,

farmaco;

farmaci…) e cause farmaceutiche genericiste(puntano ad entrare sul mercato alla scadenza dei 20

anni di copertura brevettuale die farmaci delle originato con dei farmaci copia che sfruttano

legittimamente l’invenzione brevettata alla scadenza del brevetto)

> Da un lato il legislatore incoraggia l’attività degli originator, dall’altra incoraggia anche quella dei

genericiste che, giustamente, a brevetto scaduto ne sfruttano gli insegnamenti. MA tutti i farmaci

possono andare sul mercato solo se hanno ottenuto un’autorizzazione al commercio dall’AIFA.

Tuttavia poiché si tratta di procedere molto lunghe, per cui si permetterebbe una situazione di

monopolio, il legislatore dice che il genericista può utilizzare il principio attivo del farmaco per fare

studi e sperimentazione per ottenere già anticipatamente alla scadenza del brevetto,

l’autorizzazione all’immissione al commercio del farmaco MA ad es, il genericista Non può

fabbricare in anticipo i quantitativi del prodotto da vendere dopo

-preparazione estemporanea e per unità di medicinale nelle farmacie su ricetta medica, purché non si

utilizzino principi attivi realizzati industrialmente / eccezione galenica.

DIRITTO DI PREUSO

L’art. 68.3 c.p.i. regola l’ipotesi in cui un soggetto faccia uso nella propria attività di un’invenzione

che non è stata brevettata; e successivamente un altro soggetto che ha conseguito la stessa

invenzione depositi su di essa una domanda di brevetto.

> Se l’utilizzo dell’invenzione da parte del primo soggetto ne ha comportato l’accessibilità al

pubblico, l’invenzione è entrata a far parte dello stato della tecnica e il successivo brevetto è privo

del requisito della novità (predivulgazione)

>Se invece l’utilizzo dell’invenzione da parte del primo soggetto non ne ha comportato

l’accessibilità al pubblico, il successivo brevetto è valido e il suo titolare ha i diritti esclusivi di

sfruttamento dell’invenzione previsti dall’art. 66 c.p.i.. Tuttavia, se l’utilizzo dell’invenzione da parte

del primo soggetto si colloca «nel corso dei dodici mesi anteriori alla data di deposito della

domanda di brevetto o alla data di priorità», questo soggetto può proseguirne l’utilizzo, anche se

solo «nei limiti del preuso».

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ESAURIMENTO

Principio di esaurimento= regola per ci se un esemplare di prodotto coperto da brevetto viene

venduto sul mercato con consenso del titolare, quell’esemplare può liberamente circolare;

quindi dopo una prima vendita legittima con il consenso del titolare, questi non può opporsi ad un

ulteriore circolazione del prodotto.

Come per il diritto d’autore, c’è esaurimento sul singolo prodotto venduto Solo se questa vendita

avviene in Italia o nel territorio dell’ UE (Art 5). Non è ammesso l’esaurimento internazionale.

CESSIONE E LICENZA

Il titolare può sfruttare il suo brevetto oppure può disporre con contratti di cessione o con

contratti di licenza.

1. La CESSIONE di brevetto si configura come una compravendita cioè è un contratto con cui il

titolare trasferisce i diritti sul brevetto a un altro soggetto. > un altro soggetto subentra nella

titolarità del brevetto e acquisire i diritti sul brevetto diventando lui titolare. Normalmente la

cessione è a titolo oneroso

2. La LICENZA di brevetto è un contratto con cui il titolare (licenziante), senza trasferire i diritti

sul brevetto, autorizza un terzo (licenziatario) a utilizzare l’invenzione brevettata. Di solito il

contratto di licenza prevede che, come corrispettivo, il licenziatario versi periodicamente al

licenziante, a scadenze prestabilite, delle somme (c.d. canoni o royalties) pari a una percentuale

del fatturato o degli utili realizzati con lo sfruttamento dell’invenzione brevettata. Quindi è il

licenziataria che incassa e su quello che ha incassato versa una % al titolare

> I contratti di licenza hanno una logica commerciale rilevante = può darsi che il titolare non

voglia sfruttare il brevetto o che non abbia i mezzi per sfruttarlo (es: enti di ricerca).

> Oppure altro caso: il titolare opera su un mercato nazionale e non ha i mezzi/competenze

per operare su un altro mercato nazionale. Il fatto di dare in licenza il brevetto gli permette di

operare su un altro mercato moltiplicando le possibilità di sfruttamento del brevetto,

avvalendosi dell’attività di terzi==> situazione vantaggiosa per entrambi > il titolare guadagna

dal fatto che il brevetto può essere sfruttato in territori diversi con potenziali acquirenti che

altrimenti non avrebbe potuto raggiungere senza il licenziatario E il licenziatario guadagna

perché ha la possibilità di sfruttare l’invenzione brevettata per usi che non potrebbe realizzare

senza il consenso del titolare.

> Clausole che possono essere inserite nel contratto= clausola di esclusiva, consiste in un

impegno del titolare a non concedere altre licenze e si impegna anche non sfruttare lui in

proprio l’invenzione: il licenziatario come esclusiva è l’unico a poter sfruttare l’invenzione

brevettata> ciò si traduce in una logica di mercato con corrispettivi superiori a carico del

licenziatario proprio perché acquista la possibilità di sfruttare unicamente lui il brevetto ;

Clausola dei minimi garantiti: il titolare si cautela dicendo che se il licenziato non arriva a un

certo fatturato, un minimo gli deve essere garantito in ogni caso.

> Possono essere previste anche le cioè canoni versati anticipatamente alla fase di

entry fees,

stipula del contratto

Concessione e licenza sono contratti a forma libera = non è prevista alcuna forma scritta

obbligatoria a pena di nullità e si possono concludere anche verbalmente (casi rari). Possono

comunque esservi contratti conclusi verbalmente o per fatti concludenti > soprattutto all’interno

dei gruppi di società [ il brevetto è intestato alla holding e vi è poi una controllata operativa che

sfrutta il brevetto anche se non hanno stipulato un accordo scritto di sfruttamento => tale è la

situazione di quando tutto è rimesso all’autonomia delle parti]

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LICENZE OBBLIGATORIE

Di regola il titolare del brevetto è libero di decidere in piena autonomia se concedere o meno una

licenza. Tuttavia, in alcuni casi, se il titolare rifiuta di concedere una licenza volontaria, il terzo può

chiedere e ottenere una licenza obbligatoria. > il legislatore in questi casi tiene conto di situazioni

in cui l’esclusiva potrebbe essere in contrasto con interessi di terzi meritevoli di tutela = è un

problema di bilanciamento tra un’esigenza del titolare e un’esigenza di terzi che però a loro volta

hanno un interesse meritevole di tutela >>> La legge dice che in certi caso il rifiuto alla licenza non

è giustificato: è necessario che si conceda al terzo la possibilità di sfruttare il brevetto mediante

l’ottenimento di una licenza obbligatoria

La licenza obbligatoria viene concessa, se ne ricorrono i presupposti, con decreto del Ministero

dello Sviluppo Economico, su istanza del terzo interessato e all’esito di un procedimento davanti

all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Con la licenza obbligatoria il terzo viene autorizzato a

sfruttare l’invenzione brevettata, anche senza il consenso del titolare del brevetto.

La licenza obbligatoria può essere concessa in due casi.

Licenza obbligatoria per mancata o insufficiente attuazione del brevetto (art. 70 c.p.i.). Se,

• trascorsi tre anni dal rilascio del brevetto, l’invenzione brevettata non sia stata attuata o sia stata

attuata «in misura tale da risultare in grave sproporzione con i bisogni del Paese» - oppure se,

dopo una iniziale attuazione, l’attuazione dell’invenzione sia stata, per oltre 3 anni, «sospesa o

ridotta in misura tale da risultare in grave sproporzione con i bisogni del Paese» -, ogni terzo

interessato può chiedere una licenza obbligatoria per l’utilizzo non esclusivo dell’invenzione. La

licenza però non può essere concessa «se la mancata o insufficiente attuazione è dovuta a cause

indipendenti dalla volontà del titolare del brevetto». (tale è il caso in cui l’invenzione ha una sua

utilità/serve a soddisfare dei bisogni..) ES: invenzione su un principio attivo di un farmaco: il soggetto

non sfrutta il brevetto e impedisce ad altri di sfruttarlo > in questo caso le esigenze del Paese sono

evidenti.

Licenza obbligatoria in caso di brevetto dipendente (art. 71 c.p.i.). Se un’invenzione protetta

• da brevetto non può essere attuata senza attuare una precedente invenzione ancora brevettata

(brevetto dipendente), il titolare del secondo brevetto (dipendente) può ottenere una licenza

obbligatoria sul primo brevetto, nella misura necessaria a sfruttare l’invenzione dipendente e a

condizione che quest’ultima «rappresenti, rispetto all’oggetto del precedente brevetto, un

importante progresso tecnico di considerevole rilevanza economica». ES: le piccole invenzioni/

miglioramenti dell’invenzione base non rappresentano un progresso tecnico né hanno una rilevanza

economica per cui non riescono ad arrivare a questa soglia della licenza obbligatoria

Disposizioni comuni ai due tipi di licenza obbligatoria (artt. 72, 73 e 199 c.p.i.):

-Occorre una istanza motivata, presentata dal soggetto interessato all’Ufficio Italiano Brevetti e

Marchi

-Chi chiede la licenza obbligatoria deve dimostrare «di essersi preventivamente rivolto al titolare

del brevetto e di non aver potuto ottenere da questi una licenza contrattuale ad eque condizioni»

-La licenza obbligatoria non può essere concessa «quando risulti che il richiedente abbia

contraffatto il brevetto, a meno che non dimostri la sua buona fede»

-La licenza obbligatoria è sempre non esclusiva

-Chi ottiene la licenza obbligatoria deve versare al titolare del brevetto un «equo compenso», la cui

misura è determinata nel decreto di concessione della licenza

-Il decreto di concessione della licenza stabilisce, oltre alla misura del compenso, la durata e le

condizioni della licenza

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-La licenza obbligatoria può essere revocata se il licenziatario non rispetta le condizioni del

decreto di concessione oppure se vengono meno le circostanze che hanno determinato la

concessione della licenza

LICENZA DI DIRITTO (a metà tra licenza volontaria e licenza obbligatoria)

-Il titolare del brevetto può fare una offerta al pubblico per la concessione di una licenza per l’uso

non esclusivo dell’invenzione (art. 80.1 c.p.i.). La licenza è automaticamente conclusa se un

soggetto decide di accettare l’offerta

-Se un soggetto notifica al titolare una accettazione dell’offerta, il contratto di licenza è concluso,

anche se non viene accettato il compenso proposto dal titolare nell’offerta (art. 80.2 c.p.i.).

-Se il compenso non viene accettato, la misura del compenso viene determinata con «equo

apprezzamento» da un collegio di arbitratori (art. 80.3 c.p.i.).

BREVETTI: CAUSE DI NULLITA’ E DI DECADENZA

> le cause di nullità sono dei vizi originari presenti fin dal deposito della domanda e che avrebbero

dovuto portare al rigetto della domanda ma che, non essendo stati rilevati, non hanno ostacolato la

concessione del brevetto ===> conseguenza retroattiva: fino al momento del deposito = il

brevetto è considerato come se non fosse mai esistito (con alcune deroghe previste dall’art 77 che

fanno salvi determinati fatti/atti Es: se sono già stati eseguiti dei contratti, sentenze…). La nullità

opera ex tunc e comporta la cancellazione del brevetto con senza del giudice.

> le cause di decadenza fanno decadere un brevetto validamente concesso; sono dei fatti

sopravvenuti ===> gli effetti operano solo dal momento in cui si verifica la causa di decadenza (a

differenza della nullità, per un periodo il brevetto è stato efficace. Il titolare infatti può chiedere per

quel periodo il risarcimento dei danni). La decadenza opera ex nunc

Un brevetto è nullo, in base all’art. 76.1 c.p.i., se:

-il trovato non rientra tra le entità brevettabili ai sensi dell’art. 45 c.p.i.

-non sussistono tutti i requisiti di brevettabilità previsti dagli artt. 46, 48, 49 e 50 c.p.i. (industrialità,

novità, originalità, liceità)

-l’invenzione non è sufficientemente descritta ai sensi dell’art. 51 c.p.i.

-l’oggetto del brevetto si estende oltre il contenuto della domanda iniziale

[“contenuto”: Tutto ciò che è scritto nel brevetto “oggetto”: tutto ciò sui si vuole tutela]

Finché il brevetto non è ancora stato concesso,si può ancora modificare il testo del brevetto

mentre nella fase post concessione del brevetto, non è più possibile modificare la domanda che

non è più “fluida” Ma è possibile limitare le rivendicazioni > è una rinuncia parziale del brevetto

perché riduce il monopolio del titolare MA non si può aggiungere nulla. MA il problema di

ES: se il brevetto protegge le caratteristica A e B io circoscrivo la protezione solo ad A.

questa norma è dato dalle apparenti limitazioni che mascherano un’estensione. [in corso di causa

può venire fuori che sia A che B sono anticipate > allora il titolare del brevetto lo limita apparentemente,

aggiungendo alle due caratteristiche l’ulteriore caratteristica C cercando di salvare il brevetto (in sostanza

però è un’estensione)

-il brevetto è stato concesso a un non avente diritto e l’avente diritto «non si sia valso delle facoltà

accordategli dall’art. 118 c.p.i.» (rivendica del brevetto) [chi può validamente depositare il

brevetto?: chi ha inventato e ,art 64 ,il datore di lavoro di chi ha inventato/committente]. In questi

casi l’avente diritto ha 2 possibilità: o una causa di nullità o la rivendica < il giudice accerta che il

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brevetto spetta all’avente diritto e non all’usurpatore. Se il brevetto non è ancora stato concesso, il

titolare/avente diritto riceve la sentenza del giudice, si reca presso l’ufficio competente e si fa

trasferire la domanda di brevetto a suo nome; Se è già concesso, provvede direttamente il giudice

che dispone con sentenza il trasferimento. ES: se dipendente sottrae l’invenzione la brevetta a suo

noma, il datore di lavoro può rivendicarla, fargli causa e chiedere che il brevetto gli venga trasferito.

Se però il datore non si avvale di questa possibilità allora il brevetto diventa nullo.

nullità parziale

- Si ha se «le cause di nullità colpiscono solo parzialmente il brevetto» (art. 76.2

c.p.i.)> è una regola di flessibilità volta a salvare la parte valida del brevetto

- Possibilità di conversione del brevetto nullo (art. 76, commi 3 e 4, c.p.i.). E’ il Caso dei brevetti

(concessi a piccole invenzioni)

per modelli di utilità (ad esempio quando un trovato non ha requisiti per

essere un’invenzione di classe A ma abbia requisiti minori per essere un modello di utilità)

Cause di decadenza del brevetto:

- Mancata attuazione del brevetto nel caso previsto dall’art. 70.4 c.p.i. = può essere data una licenza

obbligatoria per mancata attuazione (ES: chi ha ottenuto la licenza obbligatoria ma continua a non

attuare il brevetto > viene cancellata l’esclusiva brevettuale)

Causa di tipo “fiscale”: Mancato pagamento delle tasse annuali (art. 75 c.p.i.) all’ufficio.

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DIRITTO D’AUTORE: OPERE PROTETTE E REQUISITI DI PROTEZIONE

Legge di riferimento: n 633 del 1941 (il codice della p.i non include il diritto d’autore);

Convenzione dell’Unione di Berna; Accordo di Trips del 1994

Il diritto d’autore protegge le Opere dell’ingegno di carattere creativo (art. 1 l.d.a.)

> Ma ciò non

copre ciò che è brevettabile, solo le opere appartenenti a: letteratura, musica, arti figurative,

architettura, teatro, cinematografia.

L’evoluzione del diritto d’autore ha visto dagli anni’90 che a questo ambito di applicazione

originario si sommassero creazioni tipiche del mondo della tecnica > opere utili

> Programmi per elaboratore: assimilati alle opere letterarie

> Banche dati (per esse non era praticabile la strada del brevetto)

queste categorie hanno un carattere tassativo (sono un elenco chiuso)? Si ritiene che questa

individuazione di ambito del diritto d’autore sia tassativa, sia un’individuazione esatta di ciò che può

costituire materia di diritto d’autore. Per cui il concetto di opere dell’ingegno ha qui un significato

più circoscritto. Si tratta di una definizione di settore/categorie generali.

Elenco di opere protette:

Art. 2 l.d.a.: opere tradizionali e opere utili > esemplificazioni:

Opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose

Opere e composizioni musicali

Opere coreografiche e pantomimiche

Opere della scultura, della pittura, dell’arte del disegno, della incisione e delle arti figurative

Disegni e opere dell’architettura (anche un edifico può essere protetto)

Opere cinematografiche (anche i format televisivi)

Opere fotografiche

Programmi per elaboratore

Banche dati

Opere del disegno industriale

(le creazioni tecnologiche sono tutelate dai brevetti)

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L’art 2 chiarisce che l’art 1 fornisce un elenco di specifiche opere che si collocano all’interno di

questi campo e che sono protette dal diritto d’autore. L’elenco tradizionale si attesta alle prime 7

(opere artistiche tradizionali) mentre le ultime 3 sono state aggiunte successivamente. E’ un elenco

esemplificativo, non tassativo.

Requisiti di protezione

Le opere tutelate dal diritto d’autore devono essere originate dalla creatività dell’autore

Carattere creativo= (Art.1)Non occorre che l’opera abbia una particolare meritevolezza. Occorre

che L’opera sia frutto di una scelta personale dell’autore nell’espressione di un’idea; deve

rispecchiare la personalità dell’autore. Originalità e individualità dell’opera.

>>La soglia di accesso al dritto d’autore è bassa =>non è richiesto che le opere siano

particolarmente originali ma è sufficiente che si tratti di un’opera pensata e realizzata in modo

proprio dall’autore > Non deve essere una mera copia/ripetizione di quanto già esistente e vi deve

essere un margine di discrezionalità e creatività nella creazione

Es: se io scrivo un manuale in cui espongo elementi in modo originale, in questo caso è proteggibile dal

diritto d’autore; viceversa non se scrivessi un manuale riportando quanto fatto da altri

- Basta l’originalità (creazione autonoma dell’autore) o deve esserci anche una novità oggettiva

(diversità dell’opera da altre già esistenti)?

Se due soggetti creano la stessa opera (“incontri Es: in campo musicale): le posizioni non

fortuiti”

sono uniformi. Vi è una teoria soggettiva, secondo la quale il carattere creativo è l’unico requisito di

acquisti dei diritti sull’opera e se vi sono 2 opere coincidenti sono entrambe frutto di un’attività

creativa e quindi si ammettono 2 protezioni concorrenti; secondo la teoria oggettiva deroga in

parte al requisito del carattere creativo > non si può ammettere che ci siano 2 esclusive=> prevale

il primo e il secondo non acquisisce un’esclusiva anche se soggettivamente ha compiuto un atto

creativo

- Requisito aggiuntivo del solo per le opere del disegno industriale> vi è una

valore artistico

valutazione di merito artistico

A differenza dei brevetti > la Protezione dell’opera è circoscritta solo alla sua forma

-Nb:

espressiva e non anche al suo contenuto e alle idee (v. art. 9.2 Accordo TRIPs). Forma

forma esterna (opera come appare esteriormente) e forma interna (struttura, trama,

protetta:

organizzazione). Per i brevetti è l’idea sostanziale del funzionamento dell’invenzione ad essere

protetta mentre per il diritto d’autore lo è solo la forma espressiva e non l’idea sottostante

l’opera. ES: non posso vietare a terzi di fare un romanzo scritto con parole diverse ma posso

vietare che copi la stessa trama della mia opera protetta da diritto d’autore.

Fattispecie costitutiva = ≠per

(per i brevetti: procedura di registrazione o brevettazione presso un ufficio) il diritto

d’autore è sufficiente che l’opera sia creata ed estrinsecata in qualunque forma cioè che abbia una

(art. 6 l.d.a.).

sua manifestazione percepibile e che non sussista solo come idea Può essere anche

una manifestazione orale (racconto di una storia)

ES: è protetta un’opera che, seppur non pubblicata, viene scritta e quindi estrinsecata così come

un’opera recitata

- Il diritto si acquista senza formalità costitutive (no registrazione) + Acquisto del diritto è sempre

a titolo originario in capo all’autore (persona fisica) > non ci sono norme paragonabili a quelle che

nei brevetti attribuiscono l’esclusiva ad un soggetto diverso dall’inventore. Nel diritto d’autore

eventualmente altri soggetti acquistano i diritti sull’opera solo per derivazione in via contrattuale.

22

Opere frutto del contributo creativo di più autori: 4 ipotesi di opere

in comunione

-Opere (art. 10 l.d.a.): opere che sono frutto del contributo indistinguibile ed

inscindibile di più persone (es.: romanzo scritto da due autori). I diritti spettano in comunione a

tutti gli autori e determinate scelte di sfruttamento dell’opera devono esser prese all’unanimità di

tutti i titolari (l’opera non può essere modificata senza il consenso di tutti)

composte

-Opere (artt. 33-37 e 44-50 l.d.a.): frutto di contributi distinti e separabili che si

uniscono e si fondono per formare un’opera (es.: canzone formata da testo e musica; opera lirica;

film). I diritti spettano ugualmente ai vari coautori MA la legge prevede che vi sia un soggetto unico

che possa predisporre dei diritti di sfruttamento dell’opera (art 34) (es: produttore

cinematografico, compositore…). Essendo i contributi distinti , ci sono diritti dei singoli autori sui

loro propri contributi (es: film > diritti di tutti quelli che hanno dato un contributo creativo al film;

compositore della colonna sonora del film avrà un suo specifico diritto). Ciò non deve avvenire in

concorrenza con i diritti di sfruttamento dell’opera nel suo insieme.

collettive

-Opere (artt. 3, 7.1 e 38-43 l.d.a.): sono una riunione di più opere autonome (contributi

di autori diversi, distinguibili), quale risultato di un’attività di scelta e coordinamento (es.:

enciclopedia, rivista, giornale). Non c’è una fusione di può opere diverse in un’opera unica. Regime

simili nei risultati a quello delle opere composte (non si forma però una comunione di diritti)= 1

livello: Il diritto d’autore rimane agli autori che hanno prodotto i singoli contributi (possono

utilizzare la propria opera separatamente, conservano il diritto sul loro singolo contributo). 2

livello: diritto sulla raccolta nel suo complesso a colui che ha diretto l’opera nella sua forma

collettiva.

derivate

-Opere (artt. 4, 7.2 e 18 l.d.a.): elaborazioni creative di un’opera precedente (es.:

trasformazione di un romanzo in un film o in un’opera teatrale, traduzione di un testo). Sono

opere che contengono contenuti creativi di autori diversi. In questo caso Si tratta di una

derivazione progressiva nel tempo (Mentre nella prime 3 categorie di opere nascono da una

collaborazione simultanea dei vari autori). Se l’elaborazione creativa è originale, anche

l’elaborazione è protetta come opera dell’ingegno (art.4 ) (Es: Opera che incorpora altri elementi:

rifacimenti dell’opera, modifiche…) La protezione dell’opera avviene nei limiti del contributo

creativo e senza pregiudizio dei diritti esistenti sull’opera originaria. Il primo autore ha un diritto

esclusivo di elaborazione (art 18) > l’autore dell’elaborazione deve avere il consenso dell’autore

dell’opera originaria.

Contenuto del diritto d’autore:

Diritti patrimoniali (Artt. 12-19 della legge 633/1941)

Regole generali l’autore ha il diritto esclusivo di utilizzare

Contenuto del diritto patrimoniale d’autore:

- economicamente l’opera in ogni forma e modo (art. 12.2 l.d.a.).

> Utilizzo dell’opera: attività che consente a terzi la fruizione dell’opera (distribuzione,

comunicazione, attività di riproduzione, Es: stampa di un libro, realizzazione di un CD)

> Utilizzo economico: attività idonea a creare un profitto per il titolare. Ciò pone dei problemi per

attività svolte in ambito privato. La legge afferma che tali attività sono vietate. I d.a riserva al

titolare anche quelle attività compiute in ambito privato.

Non costituiscono “utilizzo” dell’opera e sono in ogni caso leciti il godimento e la

- fruizione personali dell’opera (lettura di un libro, ascolto di una musica, ecc.).(Il semplice

godimento dell’opera non è un attività vietata Es: ascoltare la musica downloadare musica

diffusa su internet)

23

-D’altro canto le attività di riproduzione, distribuzione, comunicazione, ecc., che costituiscono

“utilizzo” sono vietate anche se compiute dai terzi senza scopo di lucro.

Anche le attività in ambito privato e quelle senza scopo di lucro (diffusione gratuita di musica)

possono costituire violazione del d.a > Il discrimine tra ciò che lecito e ciò che non lo è sta nel

fatto che l’attività può incidere negativamente/limitare le possibilità di godimento da parte

dell’autore

Singoli diritti esclusivi sull’opera protetta:

-Diritto (art. 12, commi 1 e 3, l.d.a.): la prima messa a disposizione

di prima pubblicazione dell’opera

dell’opera, con la sua accessibilità da parte del pubblico, in qualunque modo (stampa, esecuzione,

rappresentazione, diffusione, ecc.) è riservata al titolare. L’autore per decidere se pubblicare o no >.

[Per le opere postume bisogna verificare se vi è o no la volontà dell’autore (art 24). Se l’autore

muore senza lasciare disposizioni circa l’opera gli eredi o i legatari hanno il diritto di decidere se

pubblicarla o meno ma comunque deve essere rispettata la volontà dell’autore].

- (artt. 13, 14, 17 e 18 bis l.d.a.).

Diritti di riproduzione e distribuzione dell’opera

-Diritti (artt. 15, 15 bis, 16, 16 bis l.d.a.). E’ il caso di un’opera che non

di comunicazione dell’opera

viene fissata su un supporto tangibile o digitale ma viene comunicata ( film proiettato, musica via

radio, opera recitata…)

-Diritto (art. 18 l.d.a.): possibilità da parte di un secondo autore si creare

di elaborazione dell’opera

un’opera nuova recependo elementi da una prima pera già esistente

-Principio (art. 19.1 l.d.a.): ogni diritto può essere esercitato

di indipendenza dei singoli diritti esclusivi

separatamente (sono un fascio di diritti autonomi e paralleli); il titolare può disporre di un diritto

senza dover disporre degli altri. (es.: il titolare che ha autorizzato solo la riproduzione dell’opera

può vietare altri utilizzi dell’opera stessa; il titolare che ha autorizzato solo la rappresentazione

dell’opera in teatro può vietare la realizzazione di un filmato e la sua trasmissione in televisione).

Tale principio ha un rilievo pratico nei contratti per lo sfruttamento del diritto d’autore

-Tutela (art. 19.2 l.d.a.). In sede di

non solo dell’opera nel suo insieme, ma anche di parti dell’opera

interpretazione della norma si è aggiunta però una precisazione: Si deve trattare di parti che hanno

in sé carattere creativo. Altrimenti vi è il rischio di estrapolare una parte banale e poi di riservare

quella parte in esclusiva al titolare. (es: una novella è protetta da diritto d’autore. Il racconto è

diviso in 2 sezioni. Un terzo copia integralmente il 1 capitolo. Il titolare gli fa causa. La copiatura è

comunque vietata anche se parziale, ma la parte deve essere creativa)

Diritto di riproduzione (copyright)

-Moltiplicazione dell’opera in copie (art. 13 l.d.a.): fissazione dell’opera su qualunque supporto

materiale. Tale supporto rappresenta la base per l’esercizio del diritto di moltiplicazione.

-Riproduzione in tutto o in parte: anche la singola parte creativa è protetta

-Riproduzione diretta (quando prendo direttamente il supporto materiale dell’opera o lo duplico

es: Cd, Dvd..) e indiretta (a distanza: ad es., registro un film in tv).

-Riproduzione permanente (fissazione stabile dell’opera su un supporto) e temporanea (fissazione

effimera, non durevole, come nel caso di copie dell’opera scaricate su un computer o su un server,

ma non memorizzate stabilmente; oppure di copie transitorie che si creano nella trasmissione

dell’opera su Internet). Anche queste copie temporanee sono riservate al titolare del d.a

24

Nel caso di riproduzione temporanea, l’Art 68-bis esenta dal divieto di riproduzione imposto

• dall’art 13 e rende possibile la copia temporanea quando si tratta di caso di riproduz. privi di

rilievo economico proprio, che sono transitori o accessori e parti integranti di un procedimento

tecnologico necessitato dal funzionamento della rete e sono eseguite all’unico scopo di

consentire la trasmissione in rete con l’intervento di un terzo o un utilizzo legittimo dell’opera.

E’ però fatta salva la possibile responsabilità del service provider in base alle norme in materia di

commercio elettronico (Direttiva CE n. 2000/31 e d.lgs. n. 70/2003). Se il service provider si

limita a fornire un servizio, (connessione internet, piattaforma social network…) non è

responsabile dell’attività illecita degli intenti del servizio se non vi ha partecipato attivamente e se

una volta informato dell’esistenza dell’attività illecita si è attivato per porvi rimedio.

Riproduzione in qualunque modo o forma. Il diritto di riproduzione copre ogni modalità di

• realizzazione della copia su ogni tipo di supporto. Copre anche la riproduzione dell’opera in una

forma espressiva diversa (es.: riproduzione fotografica di un quadro o di una scultura;

riproduzione in un quadro di un’opera fotografica).

Diritto di trascrivere (art. 14 l.d.a.). Trasformazione dell’opera orale in opera scritta o, in generale,

• fissazione dell’opera orale su un supporto. L’opera aveva già avuto un contatto con il pubblico

ma solo in forma orale (opera musicale, recitazione…).

Copia privata= Anche le attività di riproduzione in ambito privato, trattandosi di opere

• comunque idonee ad incidere sullo sfruttamento dell’opere e sui profili spettano al titolare,

costituiscono una violazione del diritto d’autore se fatte senza il permesso del titolare.

la Copia è Libera (cioè non è coperta da diritto d’autore) se per uso personale dei lettori e fatta

>

a mano o con mezzi di riproduzione “non idonei a spaccio o diffusione dell’opera nel

pubblico” (art. 68.1 l.d.a.). Inoltre: possibilità di realizzare, sempre per uso personale, fotocopie di

opere o copie di fonogrammi o videogrammi, ma con un compenso al titolare del diritto (artt. 68,

71- sexies, 71-septies e 71-octies l.d.a.). [Diritto di prelievo]

Diritto di distribuzione

Messa in commercio o in circolazione, o comunque a disposizione del pubblico,

dell’originale o degli esemplari dell’opera (art. 17 l.d.a.). Anche per la vendita vale il principio di

Esaurimento del diritto: il titolare non può impedire, a meno che non ricorrano motivi legittimi,

l’ulteriore circolazione degli esemplari dell’opera messi in commercio all’interno dell’Unione

Europea dal titolare stesso o con il suo consenso. L’esaurimento opera solo per gli specifici

esemplari dell’opera messi legittimamente in commercio e solo per il diritto di distribuzione (gli

altri diritti esclusivi non sono soggetti a esaurimento). (Tale principio vale SOLO per il diritto di

distribuzione, In Italia o nell’ UE > no esaurimento internazionale)

Diritti di noleggio e di prestito: l’opera viene concessa in uso temporaneo

Noleggio: cessione in uso delle opere per un tempo limitato al fine di ottenere un beneficio

economico o commerciale (art. 18bis.1 l.d.a.).è A titolo oneroso, è un’operazione

commerciale (compenso al titolare in cambio della disponibilità temporanea dell’opera).

Prestito: cessione in uso delle opere per un tempo limitato senza finalità di benefici

economici o commerciali (art. 18bis.2 l.d.a.). è gratuito. è riservato al titolare solo per attività

strutturate = Coperto dal diritto esclusivo solo il prestito fatto da istituzioni aperte al pubblico;

libero il prestito tra privati. Liberi anche, alle condizioni previste dall’art. 69 l.d.a., alcuni prestiti

effettuati da biblioteche e discoteche dello Stato e di enti pubblici con esclusive finalità di

promozione culturale e di studio personale.

25

Diritti di rappresentazione, di esecuzione e di recitazione (Art 15.1)

Comunicazione a un pubblico presente.

-Rappresentazione: quando vi è azione scenica (es.: opera rappresentata in teatro, danza).

-Esecuzione: esecuzione musicale senza azione scenica (es.: concerto).

-Recitazione: dizione di un’opera senza azione scenica (es.: lettura in pubblico di poesie o di pagine

di un romanzo).

>> Rappresentazione, esecuzione e recitazione possono avvenire dal vivo oppure con la proiezione

o l’ascolto di registrazioni (es.: proiezione di un film in un cinema, ascolto di un disco in un bar); in

entrambi i casi il pubblico si trova nel luogo in cui avviene l’attività di comunicazione. E sono

riservate al titolare sono se avvengono in pubblico (≠diritto di riproduzione, che copra attività

anche svolte in ambito privato)

[Non avvengono in pubblico se hanno luogo “nella cerchia ordinaria dell

a famiglia, del convitto, della scuola o dell’istituto di ricovero” e non hanno scopo di lucro (art. 15.2

l.d.a.); Non è inoltre pubblica “la recitazione di opere letterarie effettuata, senza scopo di lucro,

all'interno di musei, archivi e biblioteche pubblici ai fini esclusivi di promozione culturale e di

valorizzazione delle opere stesse”]

Diritto di comunicazione a un pubblico distante (Art 16)

-Comunicazione dell’opera a un pubblico non presente “su filo o senza filo” (art. 16 l.d.a.). Il

pubblico non è presente nel luogo in cui avviene l’attività di comunicazione.

-Impiego di uno dei mezzi di diffusione a distanza, quali radio e televisione; comunicazione via

satellite e ritrasmissione via cavo.

-Ogni forma di “messa a disposizione del pubblico dell'opera in maniera che ciascuno possa avervi

accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente” (comunicazione interattiva).

Si ritiene che nel diritto esclusivo del titolare sopra solo la comunicazione effettuata al pubblico

non anche la comunicazione la pubblico privato> in questo caso il pubblico è costituito da un

numero indeterminato di fruitori potenziali ( comunicazione aperta es: Diffusione dell’opera

attraverso Internet.). E’ consentita la comunicazione dell’opera tra privati, ossia tra persone legate

da rapporti personali, quando non sia consentito l’accesso all’opera da parte di terzi.

Diritto di elaborazione (Art 18; Art 4; Art 7.2 )

La legge, all’art 4 dice che le opere elaborate sono opere protette; l’art 7.2 dice che l’autore delle

elaborazioni è l’elaboratore nei limiti del suo lavoro (la sua esclusiva riguarda gli elementi innovativi

ella seconda opera)

< (art. 18.2 l.d.a.) comprende tutte le forme di modificazione,

Diritto esclusivo di elaborare l’opera

elaborazione e trasformazione dell’opera previste dall’art. 4 l.d.a. (elaborazioni creative); Diritto

(art. 18.4 l.d.a.);

esclusivo di introdurre nell'opera qualsiasi modificazione Diritto esclusivo di tradurre

(art. 18.1 l.d.a.).

l’opera

Il titolare può vietare solo l’utilizzo economico dell’opera elaborata o può vietare anche la

creazione in sé dell’opera elaborata?

Per quanto riguarda le opere d’arte, prevale la posizione secondo cui è la libera creazione

dell’opera elaborata MA in caso di utilizzo economico della stessa ci vuole il consenso; Per le

opere utili (soprattutto Software) la creazione del nuovo software non è consento senza il

consenso del titolare dell’opera originaria.

26

Durata del diritto patrimoniale dell’autore

I diritti di utilizzazione economica dell’opera durano per tutta la vita dell’autore e sino al termine

del settantesimo anno solare dopo la sua morte (art. 25 l.d.a.) > per le opere utili non ha senso

una durata così protratta nel tempo.

Opere in comunione (semplici e composte): la durata dei diritti spettanti ai coautori “si determina

sulla vita del coautore che muore per ultimo” (art. 26.1 l.d.a.; v. art. 32 l.d.a. per le opere

cinematografiche).

Opere collettive: la durata dei diritti sui singoli contributi si determina sulla vita di ciascun autore; i

diritti sull’opera come un tutto durano settanta anni a partire dalla prima pubblicazione (art. 26.2

l.d.a.).

Libere utilizzazioni (Art 65-…)

Ipotesi in cui L’elusiva del titolare subisce una deroga per la presenza di interessi prevalenti di terzi

all’utilizzo dell’opera => il titolare del diritto d’autore non può far valere l’esclusiva per vietare

l’utilizzo dell’opera da parte di terzi (in alcune di queste ipotesi il titolare ha però diritto a un

compenso per l’utilizzo).

Riproduzione per uso personale (copia privata). Artt. 68, 71- sexies, 71-septies e 71-octies l.d.a..

- Utilizzo dell’opera per finalità di informazione e di cronaca:

>Riproduzione o comunicazione di articoli di attualità e di materiali dello stesso carattere (art.

65.1 l.d.a.)

>Riproduzione o comunicazione di opere o materiali utilizzati in occasione di avvenimenti di

attualità (art. 65.2 l.d.a.)

>Riproduzione o comunicazione di discorsi tenuti in pubblico su argomenti di interesse politico o

amministrativo e di estratti di conferenze aperte al pubblico (art. 66 l.d.a.)

- Utilizzo dell’opera per finalità di pubblica utilità e di solidarietà:

>Riproduzione dell’opera a fini di pubblica sicurezza (art. 67 l.d.a.)

>Riproduzione o comunicazione dell’opera per uso personale a beneficio di portatori di handicap

(art. 71 bis l.d.a.)

>Riproduzione di emissioni radiotelevisive da parte di ospedali pubblici e di istituti di prevenzione

e pena, con equo compenso per il titolare del diritto (art. 71 quater l.d.a.)

-Utilizzo dell’opera per finalità di promozione culturale, di diffusione dell’opera, di ricerca, di studio:

>Prestito, riproduzione, comunicazione o messa a disposizione di opere presenti in biblioteche

pubbliche o enti analoghi (artt. 69 e 71 ter l.d.a.)

>Riassunto, citazione o riproduzione di brani o parti di opere e loro comunicazione al pubblico per

fini di critica, di discussione, di insegnamento o di ricerca scientifica (art. 70 l.d.a.)

>Esecuzione di opere musicali da parte delle bande e delle fanfare dei corpi armati dello Stato (art.

71 l.d.a.)

Misure tecnologiche di protezione

Misure tecnologiche efficaci per impedire o limitare atti relativi all’opera protetta (art. 102 quater

l.d.a.) ; Misure anti-accesso e misure anti-copia. ; Informazioni elettroniche sul regime dei diritti (art.

102 quinquies l.d.a.): identificazione dell’opera e dell’autore; indicazioni circa i termini e le

condizioni d’uso dell’opera. ; Divieto di rimuovere, eludere o aggirare le misure tecnologiche di

protezione.; Timori di eccessiva protezione del titolare.; Problema del rapporto con le libere

utilizzazioni.

27

Diritto morale d’autore

Regole generali=

I diritti morali sono diritti della personalità. Tutela della personalità dell’autore; identità personale,

onore e reputazione, stima e apprezzamento dell’opera da parte del pubblico. => Se io modifico/

snaturo un’opera presentandola ad esempio in un contesto degradante, procuro un danno

all’autore e alla sua reputazione.

Sono diritti inalienabili e non rinunciabili (art. 22.1. l.d.a.). A differenza dei diritti dei patrimoniali, i

diritti morali non possono essere ceduti tramite alienazione/vendita > non è possibile vendere/

cedere la propria identità personale. SE però l’opera viene modificata e l’autore della prima opera

accetta la modifica, non può opporsi più alle stesse.

Non hanno limiti di tempo. Dopo la morte dell’autore possono essere fatti valere dal coniuge e dai

figli e da altri congiunti (art. 23.1 l.d.a.), con l’eccezione del diritto al ritiro dell’opera dal

commercio che può essere fatto valere solo dall’autore (art. 142 l.d.a.)

I diritti morali consistono nel=

1. Diritto alla paternità dell’opera =

a. Diritto di rivendicare la paternità dell’opera (art. 20.1 l.d.a.): diritto di essere riconosciuto

come autore dell’opera e di vietare a terzi di attribuire a sé o ad altri questa paternità o

comunque di disconoscerla.

Diritto dell’autore di vedere il suo nome indicato sugli esemplari dell’opera o in occasione del

b. suo utilizzo, ma solo nelle “forme d’uso” = Ciò significa che a volte è prassi che sull’esemplare

dell’opera vendita ci sia il nome dell’autore (dischi, film,libri..) altre volte no (oggetti di

industrial design: pc, tablet..). In ogni caso, l’autore dell’opera ha diritti a far risultare il suo

nome come autore dell’opera mentre il fatto che il proprio nome venga indicato sull’esemplare

invece non fa parte della prassi.

Diritto di non vedersi attribuita la paternità di opere altrui (per alcuni non rientra

c. propriamente tra i diritti morali d’autore) = è il caso, speciale ad a.), in cui un terzo pubblica

un’opera attribuendola ad un altro individuo importante/conosciuto, per beneficiare del nome

2. Diritto all’integrità dell’opera= Diritto dell’autore di “opporsi a qualsiasi deformazione,

mutilazione od altra modificazione, ed a ogni dell'opera stessa, che possano essere

atto a danno

di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione” (art. 20.1 l.d.a.). La parte sottolineata

riguarda attività che sono a danno dell’opera. mentre “Atti sono atti relativi alle

a danno”

modalità di utilizzo dell’opera (es.: cassette con canzoni messe in fustini di detersivo;

rappresentazione di un’opera che ne snatura il significato; problema delle interruzioni

pubblicitarie dei film), non atti diversi, come la formulazione di giudizi critici sull’opera. [In

questo caso l’opera rimane intatta ma viene utilizzata in un modo che è comunque lesivo della

reputazione: il pubblico è indotto a formarsi un’opinione distorta sulla personalità dell’autore;

];

viene falsato il significato dell’opera. Distruzione dell’originale o dell’esemplare unico

dell’opera (es:ci si è chiesti se, io compro un’opera unica come un quadro la posso distruggere)

3. Diritto di ritiro dell’opera dal commercio: L’autore ha diritto di ritirare l’opera dal

commercio se ricorrono gravi ragioni morali; deve però indennizzare chi ha già acquistato

diritti di utilizzazione dell’opera (artt. 142 e 143 l.d.a.). Sussistono gravi ragioni morali se la

circolazione dell’opera diventa pregiudizievole per la personalità dell’autore (anche solo per un

mutamento delle convinzioni dell’autore es: scrivo un libro su un partito politico e poi cambio

idea perché mi dissocio da esso e quindi non voglio che l’opera circoli più. Prevalgono qui le

28 ragioni morali dell’autore). In questo diritto è compreso il diritto di impedire la 1 pubblicazione

dell’opera già autorizzata dall’autore. Se sopraggiungono gravi ragioni morali, ciò è possibile ma

richiede un indennizzo a coloro che hanno effettuato investimenti a riguardo. È però discusso

se vi sia un vero e proprio diritto di inedito, ossia il diritto di opporsi alla prima pubblicazione

anche se non ricorrono i presupposti dell’art. 142 l.d.a.. (Se l’opera non è ancora stata

pubblicata io posso bloccare la pubblicazione a mio arbitrio anche se non ci sono gravi ragioni

morali > secondo alcuni ciò è possibile).

VIOLAZIONE DEI DIRITTI D’AUTORE

Plagio-contraffazione:

1. casi di violazione dei diritti d’autore mediante il compimento, senza il

consenso del titolare, di attività riservate al titolare stesso (propriamente “plagio” è la violazione

del diritto morale di paternità; “contraffazione” è la violazione dei diritti di utilizzo economico).

Copia/ripresa integrale dell’opera

2. (es: fotocopia integrale di un libro)

Copia/ripresa di un’opera modificandola dall’originale:

3. Realizzazione di un’opera che

presenta differenze rispetto all’opera originale, ma nella quale i tratti essenziali dell’opera originale

rimangono riconoscibili; “quando si tratta di valutare se c'è o no contraffazione non è

determinante, per negarla, l'esistenza di differenze di dettaglio: ciò che conta è se i tratti essenziali

che caratterizzano l'opera anteriore sono riconoscibili nell'opera successiva” (Cass. 2 marzo 2015,

n. 4216; Cass. 15 giugno 2012, n. 9854; Cass. 27 ottobre 2005, n. 20925).

Nota: Non vi è invece contraffazione se il terzo si limita a prendere spunto o ispirazione dall’opera,

per poi realizzare un’opera autonoma, che non riprende gli elementi creativi della prima.

>>CASI CONCRETI:

Negata la contraffazione di una guida turistica illustrata con disegni da parte di un’altra guida che, pur

presentando una “certa coincidenza tra i disegni”, aveva una diversa composizione e impaginazione e una

diversa forma di rappresentazione dei disegni (bidimensionale e in bianco e nero, anziché tridimensionale

e a colori) (Cass. 27 ottobre 2005, n. 20925).

Caso di somiglianza tra 2 canzoni francesi: Affermata la contraffazione in un caso in cui il ritornello di una

canzone era “pressoché identico” al ritornello di una canzone precedente (erano riprodotte 33 note su 40),

anche se vi erano differenze nel ritmo (Cass. 15 giugno 2012, n. 9854).

Negata la violazione di diritti d’autore (che però era stata affermata nel primo grado di giudizio) in un

caso in cui il titolo e i versi iniziali di una canzone (“Prendi questa mano zingara”) erano stati utilizzati in

una canzone per il resto diversa (Cass. 19 febbraio 2015, n. 3340).

Affermata la violazione dei diritti d’autore su una canzone in un caso in cui il suo ritornello era identico alla

«frase melodica» di una canzone successiva e la rimanente parte di quest’ultima, pur non essendo identica,

presentava ulteriori elementi di similitudine e analogia (App. Roma, 12 febbraio 2008; Cass. 29 maggio

2015, n. 11225).

Esclusa la violazione dei diritti d’autore su sculture che un altro artista aveva “rivisitato”, trasformandole “in

senso sia materiale che concettuale” (si trattava di figure femminili allungate e sottili che erano state

reinterpretate e vestite con abiti e accessori di moda) (Trib. Milano, ord. 13 luglio 2011).

29

TUTELA DEL SOFTWARE

Le ragione per cui il software è finito nel d.a sono di carattere storico: dagli anni 50-60 ci si è

chiesti se queste creazioni meritassero protezione e, in caso affermativo, quale fosse la forma

giusta. Vi è poi stata una forte influenza da parte dei gruppi di produttori di hardware. Essi

temevano una che eventuale protezione del software potesse intralciare le vendite delle macchine

hardware. Ciò ha fatto sì che dagli anni ’70 in poi, nelle legislazioni brevettuali entrasse ( art.45

c.p.i) il divieto di brevettazione del software. Tuttavia, lo sviluppo tecnologico, dagli anni ’70 ha

reso evidente come anche queste innovazioni dovessero meritare tutela. Dalla fine degli anni ’80 Il

legislatore, per non modificare le norme già esistenti, decise di lasciarle e di cercare altre forme di

protezione (cercando comunque di limitare il divieto di brevett. del software) > iniziando a

considerare in modo fittizio il software come opera dell’ingegno. ==> si è scardinata la versa

essenza del d.a : si è presa una disciplina prevista per la tutela dell’arte e la si è utilizzata per

un’opera utile (tecnologica). Questa scelta è entrata all’interno della legislazione internazionale e

nazionale.

Quadro normativo:

Artt. 1.2, 2 n. 8, 12-bis, 64-bis, 64-ter e 64-quater l.d.a. maggio

Direttiva CE n. 2009/24 del 23 aprile 2009 (in precedenza Direttiva CEE n. 91/250 del 14

1991 > tale direttiva, poi sostituita, ha per la prima volta riconosciuto la protezione del software

nel d.a)

Art. 10.1 Accordo TRIPs

Art. 4 WIPO Copyright Treaty

L’accordo TRIPs (accordo sulla proprietà intellettuale all’interno della comunità GAT) dice che i

programmi per elaboratore sono protetti come opere letterarie ai sensi della convenzione di

Berna (conv. sulla tutela del d.a)

Il WIPO è l’organizzazione mondiale della proprietà intellettuale deputata allo studio e alla

protezione della proprietà intellettuale che nel 1996 ha adottato un trattato internazionale in

termini di copyright firmato dai vari Stati aderenti e lArt 4 di tale tratta prevede la protezione del

software come opera della letteratura e quindi protetta dal d.a

Si tratta di creazioni fondamentali per l’economia dell’unione ma si prestano ad una copiatura

tendenzialmente facile ==> esigenza di creare delle esclusive.

Oggetto della protezione

Software=insieme di istruzioni che fanno eseguire una certa operazione a un elaboratore.

sono “programmi per elaboratore” i

La Direttiva CE fornisce una definizione più precisa:

programmi “in qualsiasi forma, compresi quelli incorporati nell’hardware”; possono essere

protetti anche i lavori preparatori di progettazione per realizzare un programma, se sono di

natura tale “da consentire la realizzazione di un programma per elaboratore in una fase

successiva” (art. 1 e considerando 7 della Direttiva). Anche I lavori preparatori sono tutelati

quando sono in una fase per cui i programmi sono già espressi e quindi utilizzabili. Inoltre Il

software viene assimilato alle opere letterarie (finzione per giustificare la sua presenza nel d.a).

La tutela del d.a ha dei vantaggi rispetto a quella brevettuale: non richiede una procedura di brevettazione

(basta la creazione), non richiede un salto inventivo (originalità) e anche la protezione è più lunga nel

tempo. MA rispetto ai brevetti è più carente nell’ambito della tutela (circoscritta alla forma espressiva)

30 non

La legge dice poi: Idee, funzioni, principi del programma (proteggibili con il brevetto) sono

protetti dal diritto d’autore (v. art. 1.2 e considerando 11 Direttiva; v. anche Corte Giust. UE, 2

maggio 2012, causa C-406/10, caso SAS Institute, punti 29 ss.: la funzionalità di un programma per

elaboratore non è proteggibile con il diritto d’autore). Laddove il diritto d’autore protegge solo la

forma espressiva, la funzionalità di un programma per elaboratore non è proteggibile con il d.a

Gli Algoritmi matematici del programma e i diagrammi che, con livello di dettaglio crescente nel

corso della elaborazione del programma, indicano come le varie parti del programma svolgono le

loro funzioni e interagiscono tra loro (c.d. flowcharts): secondo la posizione prevalente, per quanto

siano già parte di una struttura del programma, essi non possono essere protetti dal diritto

d’autore (v. Trib. Bologna, ord. 17 gennaio 2006).

Sono Protetti dal diritto d’autore il programma per elaboratore compiutamente realizzato,

espresso e i lavori preparatori quando abbiano raggiunto una sufficiente

in qualsiasi forma,

compiutezza, tale da consentire la realizzazione del programma.

Sono forme di espressione del programma per elaboratore protette con il diritto d’autore sia il

codice sorgente (programma espresso in un linguaggio di programmazione comprensibile

all’uomo), sia il codice oggetto (linguaggio macchina; programma espresso nella forma leggibile ed

eseguibile dall’elaboratore): art. 10.1 TRIPs; Corte Giust. UE, 22 dicembre 2010,

La corte di Giustizia precisa che L’interfaccia utente grafica non è una forma di espressione del

programma, ma solo un mezzo con cui l’utente sfrutta le funzionalità del programma: ad essa non

sono perciò applicabili le norme speciali sulla tutela del software. Tuttavia l’interfaccia che sia una

“creazione intellettuale” del suo autore può essere protetta in base alla disciplina generale del

diritto d’autore (Corte Giust. UE, 22 dicembre 2010, cit.) . Lo stesso vale anche per il linguaggio di

programmazione e per il formato dei file utilizzati nel programma: non sono forme di espressione

del programma proteggibili con le norme speciali, ma possono essere tutelati in base alle norme

generali di diritto d’autore se costituiscono una creazione intellettuale del loro autore

Tutelabili anche i c.d. elementi non letterali del programma, ossia la sua struttura interna?

Estensione al software della regola per cui il diritto d’autore protegge non solo la forma esterna,

ma anche la forma interna? Rischio che per il software la tutela della forma interna porti a una

protezione dell’idea e della funzione del programma. Diverse posizioni:

> Sono protetti solo il codice sorgente e il codice oggetto (forma esterna); non è protetta la

struttura (forma interna) = posizione di negazione: il software è diverso dalle opere letterarie per

cui non ha senso la protezione dell’idea del programma.

>Anche la struttura interna potrebbe essere protetta, ma solo ove influisca sulla forma esterna o

sia così dettagliata da consentire di passare senza difficoltà alla stesura del codice sorgente. =

posizione intermedia: se la struttura è così dettagliata che permette di passare subito al codice

sorgente o influisce sulla forma esterna allora ci potrebbe essere una tutela sulla forma interna.

>Anche la struttura interna è protetta, a meno che non sia necessaria per raggiungere un certo

risultato tecnico= posizione possibilista (più semplice da applicare)

Requisiti di protezione e fatto costitutivo della tutela:

-Originalità* (sinonimo di carattere creativo). Il programma per elaboratore è originale “se è il

risultato della creazione intellettuale dell’autore” (art. 1.3 Direttiva CE). = affinché sia protetto è

sufficiente il carattere creativo o originalità (che qui significa che ci deve essere carattere personale

dell’autore

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caroxsim

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in management per l'impresa (MILANO - ROMA)
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher caroxsim di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto industriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Sironi Giulio Enrico.

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