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Diritto finanziario: primo compitino

Lezione 1: 26 febbraio 2018

Di che cosa si occupa? Di finanza dello stato, enti pubblici territoriali e anche talvolta di enti non pubblici o comunque non territoriali che hanno una comune caratteristica: titolari di potestà impositiva. Cioè soggetti che hanno il potere di imporre tributi —> potere di istituire e/o di imporre tributi.

Differenza tra istituzione di un tributo e imposizione di tributo. Istituire un tributo = potere di introdurre un tributo nell’ordinamento, creare una norma istitutiva di un tributo. Im​porre un tributo = potere di applicare il tributo istituito, imporre in essere tutte le attività necessarie perché il tributo come istituito venga effettivamente pagato da chi ha il dovere di pagarlo e di riscuoterlo da chi ha il potere (potestà amministrativa).

Ci si occupa della finanza degli enti pubblici. Finanza dal punto di vista delle entrate degli enti pubblici (no gestione delle entrate pubbliche = come vengono destinate) ma punto di vista delle entrate e non delle uscite. Ci si occupa di entrate a carattere tributario (no analisi del fenomeno delle entrate del diritto privato degli enti pubblici = entrate per lo svolgimento di attività che l’è te pone sul mercato come altri soggetti di diritto privato —> es. espropriazione per pubblica utilità).

Per parlare di entrate a carattere tributario bisogna fare alcune annotazioni per distinguere queste da quelle senza carattere tributario = genus di appartenenza di queste entrate e capire da cosa sono caratterizzate. Le entrate a carattere tributario fanno parte di una grande famiglia = prestazioni imposte —> riferimento nell’art. 23 Costituzione = nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge —> vincolo che costituisce una riserva relativa di legge.

Prestazioni imposte

Cosa sono le prestazioni imposte? Caratterizzate dall’autoritatività = espressione di potere, esercizio di poteri e non sono legati al rapporto di tipo corrispettivo (contratto), non sono prestazioni liberamente negoziabili (multa dovuta per legge, non si può contrattare il suo ammontare o i termini di pagamento —> legge impone le condizioni al verificarsi di determinati presupposti).

Prestazioni imposte = personali (sono tante, obbligo di rendere testimonianza, obbligo per gli avvocati di effettuare il patrocinio gratuito, servizio di leva obbligatorio... prestazioni personali che non impattano sul patrimonio del soggetto ma impongono un obbligo di fare) e patrimoniale (comportano un’incidenza negativa sulla sfera patrimoniale del soggetto, comportano un decremento. Le prestazioni patrimoniali imposte presentano la comune caratteristica di essere autoritative e al loro interno la categoria più importante è quella dei tributi).

Ci sono altre prestazioni imposte che non hanno carattere tributario = sanzioni amministrative, prestazioni previdenziali (carattere commutativo, vi è un obbligo ma in correlazione con un vantaggio futuro + funzione sostentativa), prestiti forzosi (legge che impone di acquistare determinati beni o anticipare risorse finanziare allo stato che poi vengono restituite secondo le previsioni della legge).

Tributi e altre forme patrimoniali imposte

Cosa distingue i tributi dalle altre forme patrimoniali imposte? La funzione, perché si pagano i tributi? Per finanziare l’attività dell’ente pubblico, strumento principe per far affluire risorse all’ente pubblico. Diverso dalla sanzione amministrativa perché essa non è funzionale al reperimento di risorse ma funzione deterrente.

Relazione tra il pagamento del tributo e una determinata attività dell’ente pubblico = servizi divisibili e servizi indivisibili. Esistono tributi che finanziano in maniera indistinta l’attività dell’ente pubblico = irpef non si sa la destinazione che in concreto assume, stato ha quel monte di denaro ma non si sa a cosa sia destinato —> dipende dalle esigenze, i servizi indivisibili che sono tutti quelli che in economia si dice non sia appropriabili, ripartibili in unità di consumo.

Esistono attività dell’ente pubblico di cui tutti beneficiamo indistintamente e in relazione alle quali è impossibile stabilire una graduazione nella relazione, chi ne usufruisce di più e chi di meno. —> tutti beneficiamo di entità, corpi di polizia (sicurezza), difesa del territorio = tutti ne beneficiano in modo indistinto. Servizi che sono ripartibili in unità di consumo (bisogna vedere l’efficacia dei criteri di ripartizione) —> smaltimento dei rifiuti urbani = correlazione tra il costo del servizio e quanto il contribuente beneficia.

Importante distinzione tra i servizi indivisibili e divisibili perché per questi la fonte di finanziamento di carattere tributario è costituita dalle imposte per quelli a carattere divisibile la fonte primaria a carattere tributario che può essere utilizzata per il finanziamento di questi servizi è la tassa. —> distinzione tra tassa e imposte. Prestazioni imposte = personali e patrimoniali. Patrimoniali = tributi e ciò che tributo non è. Tributi = imposte e tasse.

Non è che le tasse sono l’unico strumento per il finanziamento dei servizi divisibili (servizio effettuato anche attraverso le imposte) ma è lo strumento più idoneo e soprattutto per i servizi divisibili cosiddetti a domanda. Tassa sullo smaltimento dei rifiuti imposta dalla legge, non devo chiedere nulla al comune perché è un’attività che il comune fa istituzionalmente. Altri servizi possono essere a domanda = registrazione di un atto o contratto per cui la legge non prevede un obbligo ma la legge facoltizza la possibilità di chiedere la registrazione —> agenzia delle entrate per registrare un contratto o un atto sotto pagamento di una tassa parametrica al costo del servizio reso = servizio a domanda.

Articolo 23 della Costituzione

Art. 23 Costituzione = nessuna prestazione imposta se non in base alla legge —> trattandosi comunque di istituti che incidono sulla libertà dell’obbligato (sia prestazioni patrimoniali che personali) il legislatore ha voluto che non fosse l’esecutivo ad incidere sulle libertà ma ci fosse il consenso dell’organo legislativo = rappresentati in parlamento convenissimo sull’opportunità che quella determinata prestazione venisse imposta = consenso della collettività nel momento della sua formazione.

In base alla legge in concreto cosa si intende per legge? Legge ordinaria, decreto legge, decreto legislativo (con legge delega del parlamento) = esigenza che vi fosse il consenso ha determinato la giurisprudenza della corte costituzione a dichiarare illegittima la prassi dei decreti legge reiterati = fenomeno attraverso cui l’esecutivo prevaricava il legislativo —> emanato il decreto legge non convertito poi in legge ma l’esecutivo reiterava il decreto non convertito facendo salvi gli effetti procurati dal decreto legge non convertito = continuava a produrre effetti per diverse volte. Corte Costituzionale dichiarata incostituzionale perché viola l’art. 23, elude l’applicazione dell’art. 23.

Ci vuole la legge a quali fini? Che cosa deve disciplinare la legge? Deve disciplinare gli elementi strutturali, essenziali del tributo = soggetti passivi (chi deve pagare il tributo) che può essere individuato in modo implicito tramite il presupposto di un tributo (non deve mancare) cioè il fatto al verificarsi del quale il soggetto è tenuto a corrispondere la prestazione tributaria = irpef —> possesso di redditi chi è il soggetto passivo? Il possessore cioè colui che realizza il presupposto.

La legge deve individuare i criteri generali per individuare un altro elemento fondamentale del tributo = base imponibile cioè la grandezza applicando alla quale l’aliquota si determina l’entità della prestazione. Se vi è un’imposta sul reddito e lo stesso è 100 = la base imponibile è 100 al quale si applicano le aliquote. Aliquota = elemento che deve essere disciplinato dalla legge con la precisazione che è possibile che la legge si limiti a stabilire una variabile (forcella) tra un limite minimo e uno massimo affidando ad atti di normazione secondaria la definizione esatta della aliquota.

Rapporti tra stato ed enti pubblici territoriali

Rapporti tra stato ed enti pubblici territoriali —> stato istituisce un tributo (rifiuti) con legge dello stato, stato titolare della potestà di istruire un tributo a beneficio dei comuni perché dei rifiuti se ne occupano i comuni = strumento di finanziamento dell’ente pubblico territoriale. Il comune ha il potere di verificare che le tasse vengano verificate e di erogare le sanzioni e quindi = stato istituisce il tributo e il comune ha il dovere di imporlo.

Comune soggetto indistinto (ce ne sono diversi) e questo tributo finanza i diversi comuni che hanno diverse esigenze —> alternative: o lo stato determina le esigenze di ciascun comune e stabilisce le aliquote per i diversi comuni oppure lo stato dice ai comuni una variabile tra x e y e all’interno della stessa ciascun comune è libero di determinare la misura dell’aliquota in concreto in base alle sue esigenze.

Questo è imposto dalla normativa costituzionale perché la Costituzione sancisce che la Repubblica promuove e garantisce le autonomie locali = rispettare le esigenze di ciascuna struttura autonoma, mancanza di autonomia sul fronte delle entrate vi sarebbe una mancanza di autonomia sul fronte della spesa = no autonomia. Situazione attuale tributi erariali mentre per i tributi delle regioni, comuni e città metropolitane = potere di istituire i tributi compete alle regioni.

TAR no legge statale ma in teoria legge regionale ma ciò non avviene perché quello che manca rispetto alle intenzioni del costituente è la legge di coordinamento che avrebbe dovuto essere emanata (17 anni fa) e che avrebbe dovuto consentito di individuare quali presupposti possono essere individuati dalla legge regionale a fondamento di tributi istituiti dalle regioni stesse —> stato emana i tributi erariali e le regioni quelli delle regioni e degli altri enti territoriali a cascata = ma il presupposto dei tributi regionali e statali? No legge di coordinamento, un presupposto può essere colpito da tutte le imposte —> immobile può essere colpito da diversi tributi e quindi occorre una legge di coordinamento (chi fa cosa, con un tributo erariale colpisci determinati presupposti e con i tributi regionali… altri presupposti).

Manca la legge di coordinamento, è complessa da fare anche perché gli enti territoriali facciano grandi battagli per avere il riconoscimento di questi spazi di autonomia = non interessa perché l’autonomia determina responsabilità (spiegare cosa servono i tributi imposti e devono essere usati per quello scopo = responsabilità politica). Assetto istituzionale non conforme alla Costituzione perché tributi istituiti con legge regionale non esistono, sono tutti istituiti con legge statale in relazione ai quali poi vengono distribuiti alla regione o al comune la somma o poteri esecutivi (accertare o riscuotere).

Come possono essere conformati i tributi?

Quali sono le aliquote? Come possono essere conformati i tributi? Distinzione tra tributi progressivi, proporzionali e fissi a seconda di come sono strutturate le aliquote. Se la legge dice che l’imposta è dell’x% = imposta proporzionale. Se la legge dice che il tributo è di euro 200 = fissa, aliquota non varia al variare della base imponibile. Tributi progressivi = aliquota varia al variare della base imponibile in modo più che proporzionale —> 0 a 100 aliquota 10% - 100 a 200 aliquota 20%...

La progressività può essere di due tipi = continua o per scaglioni —> continua quando l’aliquota si applica sull’intera base imponibile. Tributo da 0 a 100 con aliquota 10% - 100 a 200 aliquota 20% - 200 a 300 aliquota del 30% —> base imponibile di 250 si applica l’aliquota del 30% (ultimo scaglione).

Sistema di progressività per scaglioni se il calcolo di determinare imposte è diverso —> Somma = 10 + 20 + 15. 250 —> tra 200 e 250 tassate al 30% = 15 (5x3) perché 50 di base imponibile. In un caso avrebbe il 30% su 250. Altro caso = sommatoria delle singole aliquote applicabili a ciascun scaglione compresa nella base imponibile.

Oggi tutti i sistemi tributari optano per la progressività per scaglioni invece che per quella continua = imposta più bassa, e la continua disincentiva la produzione di un reddito superiore e incentiva l’evasione.

Presupposto dei tributi

Presupposto dei tributi = sul reddito, sul patrimonio e sul consumo —> cose a cui sono correlati i presupposti. Reddito = incremento della ricchezza, ricchezza vista nella sua fase dinamica e può derivare da un’attività produttiva (lavoro) o può derivare da attività non produttiva (concetto di reddito entrata che non deriva da attività produttiva). Patrimonio = ricchezza fotografata in una fase statica, stock di ricchezza. Consumo = può essere considerato come indice di ricchezza, più si consuma più si espone una forza economica.

Esistono dei principi che in qualche modo condizionano l’attività del legislatore quando deve individuare i fatti che possono essere presupposto di un tributo? Art. 53 Costituzione tutti sono chiamati a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva = legislatore non può assumere qualunque fatto a presupposto di un tributo, perché un fatto possa essere presupposto di un tributo deve essere espressione di capacità contributiva senno si ha un tributo incostituzionale.

Cosa si intende per capacità contributiva? Forza economica. Capacità contributiva ricollegabile al soggetto passivo = no capacità contributiva altrui.

Oggi l’imposizione in Italia è molto più spostata verso le imposte sul reddito rispetto per le imposte sul patrimonio e consumo = tributi dell’ordinamento tributario i più importanti sono imposte sul reddito —> società, persone fisiche, attività produttive. Imposte sul registro = colpiscono il patrimonio. Imposta sul valore aggiunto = colpiscono il consumo.

Lezione 2: 8 marzo 2018

Norma cardine dell’ordinamento tributario = art. 53 Costituzione —> tutti sono tenuti a concorrere alle pubbliche spese in ragione della loro capacità contributiva. Sistema tributario è improntato al criterio della progressività. Questa norma si trovava già nello Statuto Albertino = tutti i regnicoli devono concorrere alle spese pubbliche in proporzione ai loro averi.

USA = potestà impositiva imputata alla cittadinanza, anche se non si è residenti negli USA devono pagare le imposte. Tutti = residenti su redditi ovunque prodotti ma per i non residenti potestà impositiva solo su i redditi prodotti in quello stato. Residenti in uno stato bisogna concorrere alle spese pubbliche dello stato ma se non si è residenti fino a che punto si può essere chiamati a concorrere alle spese pubbliche? Si è chiamati laddove in quello stato manifesti una capacità contributiva.

Residente italiano che si ha un immobile dato in locazione in Francia, si percepiscono dei redditi in Francia quindi lo stato Francesce può legittimamente chiamare a concorrere alle pubbliche spese in relazione a quel fatto che esprime una capacità contributiva in Francia. Problema di potenziare il concorso della potestà impositiva in più stati in relazione alla medesima fattispecie = residente italiano con immobile in Francia, pago le imposte in Italia su tutti i redditi e in Francia su quello prodotte in Francia = stesso reddito assoggettato ad imposizioni sia in Francia che in Italia —> doppia imposizione internazionale. Fenomeno distorsivo = fattore fiscale inquina le scelte in campo economico.

Norma dello Statuto Albertino —> non si parla più in proporzione ma criterio funzionale = in ragione di una capacità contributiva, nozione più ampia di averi perché quello da l’idea di ciò che possiedo mentre capacità contributiva è sostanzialmente idoneità del soggetto passivo a concorrere alle spese pubbliche. Idoneità espressa da fatti che siano appunto sintomatici di questa idoneità a concorrere alle pubbliche spese.

Capacità contributiva = forza economica, occorre ravvisare un fatto sintomatico di forza economica che giustifichi e legittimi l’imposizione nei confronti di quel determinato contribuente. Rapporto relazione tra chi è chiamato a concorrere alle pubbliche spese e il fatto assunto come sintomatico di concorrere alle pubbliche spese. Fatto sintomatico = possesso di un immobile —> norma impositiva deve individuare come soggetto passivo chi possiede un immobile.

Norma deve individuare un fatto sintomatico di forza economica + soggetto passivo che la forza economica manifesta in relazione a quel fatto. Imposta sui celibi = incentiva il matrimonio nel periodo fascista, si voleva incentivare la natalità per offrire nuove forze alla patria. Imposta sui pianoforti = chi possiede il pianoforte sta bene economicamente, simbolo di ricchezza. Oggi queste norme non sarebbero considerate sintomati di un particolare capacità contributiva.

Norme costituzionali = norme di imposizione devono tenere colpire una capacità contributiva e chi manifesta quella capacità contributiva. Capacità contributiva = forza economica, fatto apprezzabile in termini economici.

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Scienze giuridiche IUS/05 Diritto dell'economia

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