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Diritto finanziario - l'accertamento

Appunti di Diritto finanziario per l'esame del professor Di Renzo sull'accertamento. Gli argomenti trattati sono i seguenti: le entrate tributarie, le tasse, le imposte, i contributi, i controlli fiscali, l'accertamento con adesione, il concordato preventivo, la liquidazione formale, l'accertamento sintetico.

Esame di diritto finanziario docente Prof. L. Di Renzo

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ESTRATTO DOCUMENTO

istanza del contribuente. L’autotutela può essere dunque esercitata ogni volta che l’Ufficio

riconosca un proprio atto illegittimo o infondato.

I rimborsi

Il contribuente che, per errore materiale, duplicazione o inesistenza parziale o totale

dell’obbligazione tributaria o dell’obbligo di versamento, abbia effettuato un versamento diretto

o abbia subito ritenuta alla fonte non dovuti o dovuti in misura inferiore, può presentare istanza

per richiedere il rimborso delle maggiori somme versate.

Il rimborso può essere chiesto in sede di dichiarazione dei redditi, disposto automaticamente

dagli Uffici delle Entrate in sede di liquidazione dell’imposta oppure chiesto successivamente

dal contribuente. Insieme alla somma da rimborsare l’ufficio calcola anche gli interessi nella

misura fissata dalle leggi tributarie.

Sono eseguiti d’ufficio i rimborsi:

- per i crediti risultanti dalla dichiarazione dei redditi, quando il dichiarante non ha

optato per la compensazione o per il riporto del credito all’anno successivo oppure quando,

avendo scelto per il riporto, si è poi dimenticato di effettuarlo (in questo caso può essere

consigliabile presentare comunque una domanda);

- per i crediti derivanti da errori materiali imputabili allo stesso Ufficio (ad esempio,

iscrizione a ruolo di una somma superiore a quella accertata). In questi casi, se

l’amministrazione si accorge dell’errore ha il dovere di provvedere alla restituzione

dell’indebito senza necessità di istanza dell’interessato;

- per i crediti derivanti da una decisione delle Commissioni tributarie: se l’imposta da

iscrivere a ruolo in base alla decisione è inferiore a quella già iscritta e riscossa, l’Ufficio deve

disporre lo “sgravio” parziale per effetto del quale il Concessionario della riscossione restituirà

le somme riscosse.

I rimborsi sono eseguiti a richiesta dell’interessato in tutte le altre ipotesi di versamenti

indebiti o comunque in eccedenza rispetto a quanto dovuto.

Nel caso di rigetto della domanda, il contribuente può proporre ricorso alla competente

Commissione tributaria provinciale entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento.

I controlli fiscali

Una volta che il soggetto passivo ha adempiuto la propria obbligazione tributaria inizia la fase

di accertamento, inteso come controllo da parte del fisco dell’adempimento o inadempimento

del contribuente.

Un primo controllo, c.d. di liquidazione, viene effettuato automaticamente dall’Anagrafe

tributaria su tutte le dichiarazioni; un secondo controllo (controllo formale) viene eseguito su

campioni delle dichiarazioni dagli uffici dell’Agenzia. Una terza fase (controllo sostanziale) è

diretta alla rettifica dei singoli redditi dichiarati e alla individuazione dei soggetti che, pur

essendo tenuti alla presentazione della dichiarazione, non vi hanno provveduto

Il controllo formale

Il controllo formale viene svolto su talune dichiarazioni selezionate in base a criteri fissati dal

Direttore dell’Agenzia. Tramite il controllo formale, che deve concludersi entro il 31 dicembre

del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, viene verificata la

conformità dei dati esposti in dichiarazione alla documentazione conservata dal contribuente e

ai dati desunti dalle dichiarazioni presentate da altri soggetti o trasmessi per legge da enti

previdenziali ed assistenziali, banche e imprese assicuratrici.

A questo fine il contribuente la cui dichiarazione è sottoposta a controllo formale è invitato

dall'ufficio ad esibire o trasmettere la documentazione attestante la correttezza dei dati

dichiarati e a fornire chiarimenti nel caso siano riscontrate difformità tra questi ultimi ed i dati

in possesso dell'Agenzia.

Il controllo formale consente di:

- escludere in tutto o in parte lo scomputo delle ritenute d'acconto;

- escludere in tutto o in parte le detrazioni d'imposta e le deduzioni dal reddito non

spettanti in base ai documenti richiesti ai contribuenti;

- determinare i crediti d'imposta spettanti in base ai dati risultanti dalle dichiarazioni e

ai documenti richiesti ai contribuenti;

- correggere gli errori materiali e di calcolo commessi nelle dichiarazioni dei sostituti

d'imposta.

L'esito del C.F. è comunicato al contribuente. Il contribuente che entro trenta giorni, provvede

al versamento delle somme richieste beneficia della riduzione di un terzo della sanzione.

L’accertamento nei confronti delle persone fisiche

Oltre al controllo formale, l’Amministrazione finanziaria può procedere ad un controllo di

carattere sostanziale o di merito diretto alla rettifica del reddito complessivo del contribuente

(accertamento generale) o solo di alcune tipologie di reddito (accertamento parziale).

L’accertamento generale può essere di tre tipi:

• quando l’Ufficio, sebbene la dichiarazione sia incompleta o infedele, è in

analitico:

grado di determinare analiticamente il maggior reddito conseguito o le indebite detrazioni

effettuate dal contribuente;

• cui si ricorre qualora il reddito accertabile determinato in base agli elementi

sintetico:

indicatori di capacità contributiva si discosti da quello dichiarato per almeno un quarto e tali

scostamenti si verifichino per oltre due periodi d’imposta.

• qualora la dichiarazione del contribuente manchi del tutto.

D’ufficio:

Il redditometro

Il redditometro costituisce un meccanismo di calcolo presuntivo del reddito sulla base di

parametri certi ed uniformi fissati dal Ministero delle Finanze con appositi decreti. Per ciascun

anno di imposta sono stati fissati distinti indici e coefficienti presuntivi di reddito (o di maggior

reddito), calcolati in relazione alla disponibilità, da parte dei contribuenti, di particolari beni di

lusso indicatori di un’elevata capacità contributiva quali: aerei, imbarcazioni, autoveicoli etc.

L’obbligo di elencare nella dichiarazione dei redditi i dati e le notizie relative alle disponibilità

di beni e servizi indicativi della capacità contributiva del dichiarante è venuto meno, a partire

dal periodo d’imposta 1993. Di conseguenza i beni e servizi che costituiscono i parametri del

redditometro dovranno essere acquisiti direttamente dall’amministrazione finanziaria per

mezzo di nuovi strumenti quali ad esempio gli studi di settore.

L’accertamento nei confronti di possessori di reddito d’impresa e di lavoro autonomo

Anche per tali contribuenti, l’accertamento può essere generale e parziale. In particolare

potremo dunque avere:

• quando la dichiarazione del contribuente non è conforme alle

accertamento analitico:

risultanze delle scritture contabili.

• ammesso solo in via eccezionale:

accertamento induttivo:

quando il reddito d’impresa non è stato indicato in dichiarazione;

o quando dal verbale di ispezione risulta che il contribuente non ha tenuto o ha

o

sottratto all’ispezione stessa una o più scritture contabili;

quando le omissioni, le falsità e le inesattezze sono così numerose e gravi da far

o

ritenere inattendibili le scritture contabili;

quando il contribuente non ha dato seguito agli inviti degli Uffici previsti dalla

o

normativa IVA.

A causa della gravità delle infrazioni commesse dal contribuente la legge autorizza l’Ufficio ad

avvalersi di presunzioni non qualificate, prive cioè dei requisiti di gravità, precisione e

concordanza.

• vale quanto già detto a proposito delle persone fisiche.

accertamento d’ufficio:

L’accertamento con adesione

L’accertamento con adesione è un istituto conciliativo che consente la rapida definizione dei

provvedimenti di rettifica o accertamento redatti dagli Uffici finanziari in materia di imposte

dirette, IVA, imposte sulle successioni e donazioni, di registro, ipotecarie e catastali, INVIM e

tributi locali.

È una forma di accertamento in un unico atto in contraddittorio con l’interessato e, in quanto

definitivo, non alimenta il contenzioso tributario. Introdotto dagli artt. 2bis e 2ter del D.L. 564/

94, ha subito molteplici modifiche sino all’emanazione del D.Lgs. 19-6-1997, n. 218 che ne ha

innovato sensibilmente la disciplina rendendola conforme a quella della conciliazione

giudiziale. La nuova normativa, entrata in vigore dal 1° agosto 1997, è accessibile a tutti i

contribuenti e si estende a tutte le tipologie di reddito.

L’accertamento con adesione comporta l’applicazione delle sanzioni nella misura di un quarto

del minimo per le violazioni concernenti i tributi oggetto di definizione ed il contenuto delle

dichiarazioni. Nelle altre ipotesi le sanzioni vengono invece applicate nella misura intera. Con

apposita delibera, Province e Comuni possono introdurre, relativamente ai tributi di propria

spettanza, l’istituto dell’accertamento con adesione (art. 501, L. 449/97).

Il concordato preventivo e gli studi di settore

Per superare l’inefficacia delle procedure accertative, il legislatore ha previsto il concordato

triennale preventivo come prototipo sperimentale di un nuovo metodo di accertamento nel

settore dell’imposizione sui redditi. L’inserimento di tale istituto tra gli strumenti che,

nell’ambito della riforma dell’imposta sul reddito, consentiranno la realizzazione dell’obiettivo

della semplificazione indica che esso non costituirà, al pari dei condoni, un espediente

temporaneo di definizione, ma si integrerà a pieno titolo, attraverso anche il potenziamento

degli studi di settore, tra gli ordinari metodi accertativi del sistema riformato.

Il concordato dovrebbe caratterizzarsi per la maggiore partecipazione del contribuente nel

procedimento amministrativo di accertamento tributario, in modo da individuare una “giusta”

imposta che, seppur non condivisa, quanto meno sia accettata dal contribuente, tramite la

manifestazione del consenso. Si tratta quindi di un istituto di accertamento tributario, con il

fondamentale apporto del contribuente, che dovrebbe concretarsi in un accordo tra quest’ultimo

e l’Amministrazione finanziaria.

Con la riforma quindi non è stato istituito un sistema di accertamento rigido, ma partendo

dalle risultanze degli studi di settore, si è inteso determinare il quantum dovuto dal

contribuente per il futuro, anche se l’obbligazione tributaria non è ancora venuta a giuridica

esistenza. In sostanza il concordato preventivo è un’ opportunità fiscale che viene offerta al

contribuente, che dovrà decidere fra due possibilità:

1. il pagamento di un ammontare di imposta prefissato dal fisco, essendo in contropartita

esentato da accertamenti fiscali, oppure

2. il pagamento soltanto di ciò che il contribuente ritiene sia dovuto, restando però

soggetto alla possibilità di accertamento.

I contribuenti ammessi al concordato sono le imprese, i professionisti, le società di persone, gli

studi associati e le società di capitali che rientrano nei limiti dimensionali degli studi di settore.

Pagando un premio, il contribuente elimina la sua esposizione al rischio di accertamento da

parte dell’Amministrazione finanziaria, poiché il concordato preventivo consente di limitare il

rischio di accertamento e/o di distorsione fiscale cui i contribuenti sono sottoposti nell’ambito

del normale sistema tributario. Inoltre, il concordato determina:

1. la previsione di una tassazione agevolata delle imposte sul reddito e, in talune ipotesi,

dei contributi;

2. la sospensione degli obblighi tributari di emissione dello scontrino fiscale, della

ricevuta fiscale, nonché della fattura emessa nei confronti di soggetti non esercenti attività

d’impresa o di lavoro autonomo.

Quali sono i difetti del concordato? Il contribuente onesto, particolarmente avverso al rischio,

può essere incentivato a corrispondere al fisco tramite il concordato una somma superiore a

quella che sarebbe effettivamente dovuta. Inoltre, poiché il concordato riguarda un periodo

triennale, il contribuente potrebbe incontrare difficoltà nello stimare correttamente i suoi redditi

futuri. D’altra parte l’Amministrazione finanziaria potrebbe rendere particolarmente gravosi gli

accertamenti per incentivare l’accettazione del concordato, anche qui con danno dei

contribuenti onesti.

Per il successo del concordato preventivo il fisco deve avere una conoscenza sufficientemente

approssimata della distribuzione del reddito fra i contribuenti. Strumento elettivo a far fronte a

questa esigenza sono gli “studi di settore” elaborati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze

ed applicati alle attività economiche con ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro.

Lo studio di settore è un “metodo informatizzato a base statistica per il calcolo dei ricavi o dei

compensi presunti dell’attività di ogni singola impresa o professionista”. Uno strumento

dunque che con eventuali opportune modifiche rispetto alla sua attuale configurazione, appare,

almeno in via di principio, particolarmente adatto quale base per il concordato preventivo. Nel

1998 è stato licenziato il primo blocco di studi di settore. Nel 2004 sono stati elaborati tutti i 236

studi programmati, che riguardano circa quattro milioni di contribuenti. Essi forniscono un

censimento descrittivo della piccola e media impresa e del lavoro professionale. Ovviamente

anche questo strumento non è esente da critiche. Limitandoci a quelle di carattere generale, due

sembrano essere le principali osservazioni negative. Anzitutto, il fatto che “se i contribuenti

mentono, anche gli studi di settore mentono”. Infatti gli studi di settore sono fondati su dati

forniti dai contribuenti stessi. La seconda critica osserva che l’utilizzo degli studi di settore

porterebbe ad una “catastizzazione”, nel senso che verrebbe accertato il reddito normale in

luogo del reddito effettivo. Peraltro il riferimento al reddito normale può essere ritenuto del

tutto accettabile con riferimento al concordato preventivo.

L ’ A C

C E R T A M

E N T O

Il sistema è basato sul contribuente che deve dichiarare il suo reddito e versare le imposte.

Storicamente esisteva l’amministratore finanziario che prendeva contatto con il contribuente e

richiedeva le imposte dovute. Con una riforma del 1973 si è ribaltata la situazione: è il

contribuente che, nei rapporti con lo Stato, è tenuto al computo, alla liquidazione e al

versamento delle imposte. In un sistema basato sull’auto-liquidazione deve essere possibile

controllare le dichiarazioni dei contribuenti se non ci fossero controlli, tutti sarebbero evasori.

L’ACCERTAMENTO ha sostanzialmente a che fare con il potere di controllo

dell’amministrazione finanziaria.

Il contribuente, per ciascun esercizio d’imposta (anno civile per le persone fisiche), è tenuto

alla liquidazione e all’ACCERTAMENTO delle imposte. Fare la Dichiarazione dei Redditi vuol

dire liquidare le imposte. Si hanno determinati tipi di reddito (in base alle diverse categorie:

reddito da lavoro dipendente, reddito agricolo, reddito fondiario, …) che danno degli imponibili

e quindi si ha una base imponibile alla quale si tolgono delle detrazioni liquidazione

dell’imposta: io sono debitore nei confronti dello Stato di un determinato ammontare.

Ulteriore onere che viene addossato al contribuente è quello di versare le imposte calcolate

all’Erario.

Cosa fa lo Stato per controllare che il contribuente abbia agito in maniera corretta? Prima di

tutto le dichiarazioni dei redditi passano all’interno di un meccanismo chiamato

LIQUIDAZIONE FORMALE. La liquidazione formale è fatta meccanograficamente (a computer)

dall’amministrazione finanziaria e consiste solamente nel controllare che il contribuente abbia

compilato correttamente il modello di dichiarazione e che abbia liquidato correttamente le

imposte (cioè che abbia fatto correttamente i conti). Se ho un reddito di 100 e mi viene concessa

una detrazione di 20, il computer va a vedere che nella Dichiarazione dei Redditi io abbia messo

effettivamente 100 tra i redditi e 20 tra le detrazioni. Senza entrare nel merito della qualità, la

liquidazione formale serve solamente a far sì che i conti posti in essere dal contribuente siano

corretti. Questo viene fatto su quasi tutte le Dichiarazioni dei Redditi ed è fatto entro il termine

di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo.

In seguito, l’amministrazione finanziaria, su alcune dichiarazioni prese a campione, inizia a

fare il CONTROLLO FORMALE che va un po’ più nel merito. Si parte dalla liquidazione formale

dove si può avere 1 € di reddito e 100 milioni di € di detrazioni e l’amministrazione finanziaria

non dice niente perché controlla solo se le detrazioni sono calcolate matematicamente in modo

corretto; e si arriva al controllo formale dove si inizia a chiedersi com’è possibile che si verifichi

una situazione simile. In questo caso l’amministrazione finanziaria può fermarsi, richiedere al

contribuente determinate spiegazioni e fare determinate verifiche. Se all’amministrazione

finanziaria la situazione non è chiara o se ci sono dei presupposti che potrebbero fare pensare ad

PROCEDURA DI ACCERTAMENTO. La procedura

un’evasione d’imposta può iniziare la

d’accertamento è disciplinata da una sezione specifica del D.P.R. n. 600/1979, chiamato anche il

decreto dell’ACCERTAMENTO, dunque non dal Testo Unico delle Imposte sul Reddito.

All’amministrazione finanziaria è consentito di fare nei confronti del contribuente quelli che si

chiamano gli accessi d’ispezione operistica. Nel caso in cui l’amministrazione finanziaria non

fosse convinta dalla liquidazione formale avvenuta, dal controllo formale avvenuto e dalla

situazione generale, può procedere iniziando la procedura d’ACCERTAMENTO tramite gli

accessi sono verifiche effettuate dalla Guardia di Finanza presso il contribuente.

Ci sono due cose importanti da ricordare:

La Guardia di Finanza ha libero accesso al domicilio, in altre parole al luogo di

1.

lavoro, e a tutti i documenti che vuole ispezionare. Nel caso di persone fisiche e quindi di

un’abitazione privata, ha necessità della richiesta da parte del Sostituto Procuratore della

Repubblica. Il contribuente è l’unico ad esibire tutta la documentazione richiesta e nel caso in

2.

cui non venga esibita, ciò che non è esibito non vale ai fini processuali vale solo quanto esibito

e dimostrato durante il periodo della verifica tributaria.

La procedura d’ACCERTAMENTO si distingue sostanzialmente in due grandi filoni:

Se il controllo è eseguito su persone fisiche si parla di ACCERTAMENTO

1.

ANALITICO e di ACCERTAMENTO SINTETICO.

L’ACCERTAMENTO è analitico quando si provvede ad effettuare la verifica

tributaria basandosi sui dati concernenti (riguardante) il reddito e sui costi evidenziati dal

contribuente si parte e si opera su dati esistenti comunicati dal contribuente o desumibili da

altra documentazione connessa (si va nel merito della situazione ma su cose esistenti).

Quando però l’amministrazione finanziaria ritiene per fondate ragioni che il

e tali

reddito della persona potrebbe discostarsi in aumento per più del 25% da quello dichiarato

scostamenti si verifichino per oltre due periodi d’imposta , può procedere all’ACCERTAMENTO

che è normalmente un ACCERTAMENTO che si basa sulle spese, infatti, mentre

sintetico

l’accertamento analitico ha come punto di partenza la fonte reddituale, in metodo sintetico ha

come punto di partenza l’individuazione di fatti economici diversi dalle fonti di reddito(spese

per consumi, investimenti..), per questo che viene definito accertamento basato sulla spesa: non

riconosce (disconosce) completamente i dati forniti dal contribuente e procede ad una

ricomposizione del reddito sulla base di indicatori a cui l’amministrazione finanziaria può

che, su determinati

accedere. Per le persone fisiche, ad esempio, c’è una costruzione matematica

indicatori di spesa,da determinati redditi minimi sufficienti a sostenere quelle spese

(redditometro ad esempio, tiene presenti i numeri di immobili posseduti, i contributi pagati

alle domestiche, …). Se io dichiaro 10.000 € di reddito annuale e dal redditometro si vede che ho

due barche a vela, venti appartamenti, diciotto persone di servizio e un aereo privato

l’amministrazione finanziaria capisce che è difficile che io possa mantenere tutto questo con il

mio reddito. Quindi in questo caso, l’amministrazione finanziaria può disconoscere

completamente quelli che sono i dati analitici che ha riscontrato dalla dichiarazione.

Se il controllo è effettuato su soggetti tenuti per Legge alle scritture contabili (ad

2.

esempio: le società, gli imprenditori, i professionisti, …) si parla di ACCERTAMENTO

ANALITICO CONTABILE e di ACCERTAMENTO INDUTTIVO (o anche chiamato EXTRA-

L’ACCERTAMENTO analitico contabile delle società è abbastanza simile

CONTABILE).

all’ACCERTAMENTO analitico delle persone fisiche, e anche l’ACCERTAMENTO induttivo ha

caratteristiche affini all’ACCERTAMENTO sintetico.

L’ACCERTAMENTO analitico contabile è un ACCERTAMENTO classico in cui i

funzionari dell’amministrazione finanziaria verificano i dati su cui la società si è basata per

computare gli elementi (eventualmente disconoscere un eccesso di elementi negativi e

aggiungere componenti positivi per le più svariate ragioni). Possono nascere problemi di

competenza economica (ad esempio, se io ho un costo di competenza del 2005 e lo porto a

(ad esempio, se un imprenditore

deduzione del reddito del 2004) e problemi di non inerenza

porta al ristorante la moglie, prende la fattura e la porta in deduzione all’impresa). Il controllo

viene fatto ma sempre tutto, come per le persone fisiche, basato sulla contabilità o su quanto

fornito dalla società.

L’ACCERTAMENTO induttivo è un po’ più diffuso rispetto

all’ACCERTAMENTO sintetico perché, mentre per le persone fisiche si fa solo se si ha uno

che

scostamento maggiore di reddito, per le società sono espressamente elencati i motivi

possono far cambiare l’ACCERTAMENTO da analitico contabile a extra-contabile. Nella

sostanza, quest’ACCERTAMENTO consiste nel disconoscere quanto esiste e ricostruire qualcosa


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di diritto finanziario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Di Renzo Luciana.

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