Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Gli effetti del fallimento – Gli effetti del fallimento sugli atti

pregiudizievoli per i creditori (artt. 64-71)

• Atti a titolo gratuito (art. 64)

 Sono senza effetto se compiuti nei due anni precedenti la data

di fallimento

• Pagamenti (art. 65)

 Sono senza effetto se compiuti nei due anni precedenti la data

di fallimento e si riferiscono a debiti scadenti il giorno del

fallimento o successivamente

• Azione revocatoria ordinaria (art. 66)

 Sono inefficaci gli atti di disposizione del patrimonio del

debitore in pregiudizio del creditore (art. 2901 c.c.) se viene

dimostrata:

 Consapevolezza, da parte del debitore e del terzo, del pregiudizio al

creditore;

 Consilium fraudis (se l’atto è anteriore al credito).

Gli effetti del fallimento – Gli effetti del fallimento sugli

atti pregiudizievoli per i creditori (artt. 64-70)

Azione revocatoria fallimentare (art. 67)

• Natura dell’azione

 La revocazione non comporta inefficacia assoluta dell’atto

(nullità) ma inefficacia nei soli confronti della massa dei

creditori

• Effetti della revocazione

 diritto all’ammissione al passivo per eventuali crediti

derivanti dal prezzo pagato o dalla restituzione delle somme

(art. 70)

• Atti tra coniugi e beni acquistati dal coniuge (art. 69)

• Decadenza:

– 3 anni dalla dichiarazione di fallimento;

– e comunque 5 dal compimento dell’atto.

L’azione revocatoria fallimentare (art. 67)

Atti anomali (comma 1)

• Presupposti dell’azione:

 conoscenza dello stato di insolvenza da parte del terzo (onere della

prova contraria a carico del terzo);

 atto compiuto nell’anno anteriore la dichiarazione di fallimento

(eccettuato il n. 4 per il quale il termine è di 6 mesi);

 c.d. periodo sospetto

• Atti soggetti a revocatoria:

1. Atti a titolo oneroso in cui le prestazioni eseguite o le obbligazioni

assunte sorpassano di oltre ¼ ciò che è stato al fallito dato o promesso;

2. Atti estintivi di debiti pecuniari scaduti ed esigibili non effettuati con

denaro o con altri mezzi normali di pagamento;

3. Pegni, anticresi e ipoteche volontarie per debiti preesistenti non

scaduti

4. Pegni, anticresi e ipoteche giudiziarie o volontarie per debiti scaduti

L’azione revocatoria fallimentare (art. 67)

Atti normali (comma 2)

• Presupposti:

 conoscenza dello stato di insolvenza da parte del terzo

(onere della prova a carico del curatore);

 atto compiuto nei sei mesi precedenti la dichiarazione di

fallimento;

• Atti soggetti a revocatoria:

1. Pagamenti di debiti liquidi ed esigibili;

2. Gli atti a titolo oneroso

3. Gli atti costitutivi di un diritto di prelazione per debiti,

anche di terzi, contestualmente creati.

L’azione revocatoria fallimentare (art. 67)

Atti esclusi (comma 3):

a) i pagamenti di beni e servizi effettuati nell’esercizio

dell’attività d’impresa nei termini d’uso;

b) le rimesse effettuate su un conto corrente bancario,

purché non abbiano ridotto in maniera consistente e

durevole l’esposizione debitoria del fallito nei

confronti della banca;

c) le vendite (anche con preliminare trascritto) a giusto

prezzo d’immobili ad uso abitativo, destinati a

costituire l’abitazione principale dell’acquirente o di

suoi parenti e affini entro il terzo grado;

L’azione revocatoria fallimentare (art. 67)

d) gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse su beni del debitore

purché posti in essere in esecuzione di un piano che appaia idoneo

a consentire il risanamento della esposizione debitoria

dell’impresa e ad assicurare il riequilibrio della sua situazione

finanziaria e la cui ragionevolezza sia attestata da un revisore

contabile ai sensi dell’articolo 2501 bis, quarto comma, del codice

civile;

e) gli atti, i pagamenti e le garanzie posti in essere in esecuzione del

concordato preventivo, (dell’amministrazione controllata), nonché

dell’accordo omologato ai sensi dell’articolo 182 bis;

f) i pagamenti dei corrispettivi per prestazioni di lavoro effettuate da

dipendenti ed altri collaboratori, anche non subordinati, del fallito;

g) i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili eseguiti alla scadenza per

ottenere la prestazione di servizi strumentali all’accesso alle

procedure concorsuali (di amministrazione controllata e) di

concordato preventivo (amministrazione straordinaria?).

Gli effetti del fallimento – Gli effetti del fallimento sui rapporti giuridici preesistenti

(artt. 72–83-bis)

Rapporti pendenti (art. 72)

 L’esecuzione del contratto è sospesa (esclusi quelli ad effetti

reali e l’acquisto di abitazione) sino a quando il curatore, previa

autorizzazione del c.d.c., non dichiara se vuole subentrare o

sciogliersi dal contratto

 Il contraente può mettere in mora il curatore facendo assegnare dal g.d.

termine max di 60 giorni decorso il quale il contratto è sciolto

 In caso di scioglimento il terzo può far valere il credito conseguente il

mancato adempimento nel passivo del fallimento

 L’azione di risoluzione proposta prima del fallimento ha effetto nei

confronti del curatore ed eventuali crediti vantati dal contraente devono

essere ammessi al passivo

 Sono inefficaci le clausole che prevedono come causa di

risoluzione il fallimento

 Se era stato stipulato e registrato preliminare di vendita di

immobile, in caso di scioglimento, l’acquirente è ammesso al

passivo e gode del privilegio speciale (art. 2775-bis)

Gli effetti del fallimento – Gli effetti del fallimento sui

rapporti giuridici preesistenti (artt. 72–83-bis)

Fallimento del venditore

• Se la cosa è già passata in proprietà del compratore, il

contratto non si scioglie

 Se era stato stipulato e registrato preliminare di vendita di

immobile, in caso di scioglimento, l’acquirente è ammesso al

passivo e gode del privilegio speciale (art. 2775-bis)

• In caso di vendita di immobile in costruzione (L. 2.8.2004

n. 210) il contratto si scioglie se l’acquirente ha escusso

la fideiussione a garanzia della restituzione di quanto

versato al costruttore

 Dopo il fallimento, se il curatore subentra nel contratto, la

fideiussione non può essere più escussa

Gli effetti del fallimento – sui finanziamenti destinati ad

uno specifico affare (art. 72–ter)

• Il fallimento determina lo scioglimento del

contratto di finanziamento (art. 2447-bis, lett. b,

c.c.) quando impedisce la realizzazione dell’affare

In caso contrario il curatore può, previo parere

favorevole del c.d.c., subentrare nel contratto

Se non subentra il finanziatore può chiedere al g.d.,

sentito il c.d.c., di proseguire l’opera in proprio o

affidandola a terzi, trattenendo i proventi dell’affare

Gli effetti del fallimento – Gli effetti del fallimento sui

rapporti giuridici preesistenti (artt. 72-83)

• Contratto di leasing (72-quater)

 In caso di fallimento dell’utilizzatore il curatore può scegliere se

proseguire o sciogliere il contratto

 In caso di scioglimento il concedente ha diritto alla restituzione del bene ma

deve la differenza sul maggior valore delle rate pagate, in caso di minor

valore ha diritto di insinuarsi al passivo

 In caso di fallimento del concedente il contratto prosegue

• Contratti ad esecuzione continuata o periodica (art. 74)

 Se il curatore non scioglie il contratto deve pagare il prezzo per intero in

prededuzione

• Associazione in partecipazione (art. 77)

 Si scioglie per il fallimento dell’associante

 L’associato ha diritto di far valere il suo credito da restituzione al passivo

del fallimento dedotte le perdite a suo carico

• Conto corrente, mandato e commissione (art. 78)

 Scioglimento del contratto

Gli effetti del fallimento – Gli effetti del fallimento sui rapporti

giuridici preesistenti (artt. 72-83)

• Contratto di affitto di azienda (art. 79)

 Il fallimento non e causa di scioglimento del contratto, ma entrambe le

parti possono recedere entro 60 giorni

• Contratto di locazione di immobili (art. 80)

 Fallimento del locatore

 Il curatore subentra nel contratto

 Fallimento del conduttore

 Diritto di recesso del curatore con corresponsione al locatore di un “giusto

compenso” determinato dal g.d. privilegiato e in prededuzione

• Contratto di appalto (art. 81)

 Si scioglie salvo che il curatore, previa autorizzazione del c.d.c., non

dichiara di subentrare

• Contratto di assicurazione (contro i danni) (art. 82)

 Non si scioglie salvo patto contrario e l’assicuratore ha diritto al

pagamento in prededuzione dei premi anche se scaduti prima del

fallimento

Custodia ed amministrazione delle attività fallimentari

(artt. 84-90)

• Apposizione dei sigilli (art. 84)

• Inventario (art. 87–87-bis)

• Presa in consegna dei beni (art. 88) e del denaro,

titoli e scritture contabili (art. 86) da parte del

curatore

• Formazione degli elenchi dei creditori e dei

titolari di diritti reali mobiliari e redazione del

bilancio da parte del curatore (art. 89)

Accertamento del passivo (artt. 92-103)

• Avviso ai creditori (art. 92)

 A cura del curatore a mezzo posta anche elettronica o fax

 Che possono presentare domanda comunicando il giorno della verifica

ed il termine entro il quale devono presentare la domanda

• Domanda di ammissione al passivo (art. 93)

 Deve essere presentata 30 giorni prima dell’udienza con

ricorso contente il titolo da cui deriva la pretesa ed allegati i

documenti giustificativi

• Progetto di stato passivo (art. 95)

 È formato dal curatore che deve depositarlo 15 giorni prima

dell’udienza dandone avviso ai creditori

• Formazione ed esecutività dello stato passivo (art. 96)

 È formato dal giudice con decreto emesso in udienza

 Per le domande accolte stabilisce anche l’eventuale

collocazione in privilegio ed il relativo grado

Accertamento del passivo (artt. 92-103)

Opposizione, impugnazione e revocazione (art.

98)

• Opposizione dei creditori esclusi o ammessi solo in

parte

• Impugnazione dei crediti ammessi

 Può essere proposta anche dal curatore

• Revocazione di crediti ammessi

 Scaduti i termini per opposizione e impugnazione se

l’ammissione è stata determinata da falsità, dolo o errore

essenziale o documenti successivamente trovati

• Trattazione e decisione delle impugnazioni (art. 99)

 Sono presentate con ricorso entro 30 giorni dalla

comunicazione o (per la revocazione) dalla scoperta del fatto

o dell’atto

 Si tratta di giudizio a cognizione piena in contraddittorio delle

parti

Accertamento del passivo (artt. 92-103)

• Domande tardive di crediti (art. 101)

 Vanno presentate non oltre 12 mesi dall’esecutività dello stato

passivo

• Domande di rivendicazione, restituzione e separazione di

cose mobili (art. 103)

 Se il bene non è stato acquisito il titolare può chiedere di

modificare la domanda in ammissione al passivo per il

controvalore del bene

• Previsione di insufficiente realizzo

 Su relazione del curatore, sentito il c.d.c. e il fallito, il tribunale

dispone non farsi luogo all’accertamento dei crediti se non vi

sono previsioni di attivo per pagare alcuno dei creditori

Esercizio provvisorio e liquidazione dell’attivo

Esercizio provvisorio dell’impresa (art. 104)

• Può essere disposto con la sentenza di fallimento purché

non arrechi pregiudizio ai creditori

 Può essere disposto anche successivamente dal g.d. previo

parere favorevole del c.d.c.

 Se il c.d.c. non ravvisa l’opportunità dell’esercizio provvisorio il

g.d. ne ordina la cessazione

 La cessazione può essere disposta in qualunque momento

anche dal tribunale

 Il curatore ogni 6 mesi ed alla fine dell’esercizio provvisorio

deve presentare un rendiconto dell’attività

 Tutti i contratti proseguono salvo che il curatore non voglia

sospenderli o scioglierli

 I crediti sorti durante l’esercizio provvisorio sono pagati in

prededuzione

Esercizio provvisorio e liquidazione dell’attivo

Affitto dell’azienda (art. 104-bis)

• Il g.d. può autorizzare il curatore ad affittare l’azienda o

suoi rami a terzi con le modalità dell’art. 107

• La scelta deve tenere conto, oltre che del prezzo, del

piano di prosecuzione dell’attività con riguardo al

mantenimento dell’occupazione

• Il diritto di prelazione a favore dell’affittuario può essere

concesso convenzionalmente

• La procedura non risponde dei debiti contratti

dall’affittuario

Esercizio provvisorio e liquidazione dell’attivo

• Programma di liquidazione (art. 104-ter)

• Va presentato dal curatore entro 60 giorni dall’inventario

all’approvazione del g.d. previo parere favorevole del c.d.c.

• Deve indicare modalità e termini delle operazioni di liquidazione

ed in particolare

 L’opportunità dell’esercizio provvisorio

 La sussistenza di proposte di concordato

 Le azioni risarcitorie, recuperatorie e revocatorie

 La possibilità di vendere in blocco l’azienda o suoi rami, ovvero beni o

rapporti giuridici

 Le condizioni di vendita dei singoli cespiti

• Prima dell’approvazione del programma il curatore può vendere

singoli beni solo con l’autorizzazione del g.d. previo parere

favorevole del c.d.c. se dal ritardo può derivare pregiudizio

• Il programma approvato è comunicato al G.D. che autorizza

l’esecuzione dei singoli atti

Esercizio provvisorio e liquidazione dell’attivo

Vendita di aziende, beni e rapporti in blocco

(art. 105)

• La liquidazione di singoli beni è possibile solo se

la vendita in blocco dell’azienda non appare più

proficua

• La vendita in blocco è effettuata con le modalità

dell’art. 107

• Può essere attuata anche mediante

conferimento in società

• L’acquirente non risponde dei debiti pregressi

Esercizio provvisorio e liquidazione dell’attivo

Modalità delle vendite (art. 107)

• Devono essere effettuate dal curatore tramite

procedure competitive, anche avvalendosi di soggetti

specializzati sulla base di stime effettuate da esperti

(salvo per i beni di modesto valore) con adeguate

forme di pubblicità che assicurino la massima

partecipazione degli interessati

• Il curatore sospende la vendita se perviene offerta

migliorativa non inferiore al 10% in più rispetto alla

migliore offerta

• Il curatore nel programma di liquidazione può

prevedere che le vendite vengano effettuate secondo le

procedure previste dal codice di rito

Esercizio provvisorio e liquidazione dell’attivo

La ripartizione dell’attivo (artt. 110-117)

• Ogni 4 mesi il curatore deve presentare al g.d. un

prospetto delle somme disponibili ed un progetto di

ripartizione

• Il g.d., sentito il c.d.c., dispone che il progetto sia

depositato in cancelleria e che sia data comunicazione a

tutti i creditori

• I creditori possono proporre reclamo entro 15 giorni

• Decorso il termine il g.d. dichiara esecutivo il progetto

di riparto eventualmente ordinando l’accantonando

delle somme oggetto di reclamo

Esercizio provvisorio e liquidazione dell’attivo

• Ordine di distribuzione delle somme ricavate (art. 111)

 Crediti prededucibili (rispettando eventuali privilegi)

 Crediti con diritto di prelazione

 Crediti chirografari

 Creditori ammessi tardivamente partecipano solo alle

ripartizioni successive alla loro ammissione (art. 112)

• I crediti prededucibili devono essere accertati con le

medesime modalità degli altri crediti e se sono liquidi

ed esigibili e non contestati possono essere pagati

immediatamente se l’attivo è sufficiente a pagare tutti i

prededucibili previa autorizzazione del g.d. o del c.d.c.

• Prima del riparto finale il curatore deve presentare il

rendiconto

Cessazione della procedura

• Casi di chiusura (art. 118)

 Mancanza di passivo (mancanza di domande di ammissione al passivo)

 Estinzione del passivo (pagamento di tutti i creditori iscritti e dei crediti in

prededuzione prima della ripartizione finale)

 Liquidazione dell’attivo a seguito della ripartizione finale (estinzione

dell’attivo per pagamento dei creditori iscritti e delle spese di procedura)

 Mancanza di attivo (non c’è attivo da distribuire)

• Effetti della chiusura (art. 120)

 Riacquisto del possesso degli eventuali beni residui da parte del fallito e

cessazione degli effetti personali

 Cessazione degli organi della procedura

 Riacquisto della legittimazione dei creditori alle azioni individuali

• Riapertura del fallimento (art. 121)

 Entro 5 anni se vengono scoperte attività nel patrimonio del fallito

Il concordato fallimentare

• Domanda di concordato (art. 124)

 È proposta da uno o più creditori o da un terzo oppure solo

dopo un anno dal fallito

 Suddivisione dei creditori in classi

 Trattamenti differenziati tra creditori appartenenti a classi

diverse

 Ristrutturazione del debito e pagamento dei crediti in qualsiasi

forma (cessione di beni e delle azioni giudiziarie, accollo,

trasformazione del debito in capitale)

 I privilegiati possono anche essere pagati parzialmente

• Se l’offerta è conveniente:

 su parere del curatore e del comitato dei creditori, viene

inviata a tutti i creditori i quali devono far pervenire eventuali

dichiarazioni di dissenso (art. 125) (i privilegiati, se pagati

integralmente, non hanno diritto di voto salvo che rinuncino al

privilegio) (art. 127)

Il concordato fallimentare

• Approvazione del concordato (art. 128)

 maggioranza dei crediti

 Se ci sono più classi la maggioranza deve essere presente nel

maggior numero di classi

• Omologazione del concordato (art. 129)

 Se la proposta è approvata è fissato un termine tra 15 e 30

giorni dalla comunicazione per la presentazione di opposizioni

 Il concordato è omologato con decreto dal tribunale

 Ma diviene efficace solo scaduti i termini per impugnare

l’omologazione e sono esaurite le opposizioni (art. 130)

 Il decreto di omologazione è reclamabile dinanzi alla corte di

appello (art. 131)

 Il concordato omologato ha effetto per tutti i creditori anteriori

al fallimento, anche se non avevano ancora presentato

domanda e determina la chiusura del fallimento (art. 135)

Il concordato fallimentare

• Esecuzione del concordato (art. 136)

 L’esecuzione è effettuata sotto la sorveglianza del g.d., del

curatore e del c.d.c.

 secondo le disposizioni del decreto di omologazione

• Risoluzione del concordato (art. 137)

 Se il proponente non adempie alle obbligazioni assunte o il

garante non offre le garanzie dovute il tribunale con decreto

dichiara risolto il concordato e si riapre il fallimento

• Annullamento del concordato (art. 138)

 Se è stato dolosamente esagerato il passivo

 Sottratta o dissimulata parte rilevante dell’attivo

 Il tribunale annulla il concordato con sentenza e si riapre il

fallimento

L’esdebitazione (art. 142)

• Sono ammessi al beneficio dell’esdebitazione solo le persone

fisiche

• L’esdebitazione consiste nella liberazione dei debiti non

soddisfatti nel corso della procedura a condizione che il fallito

 Abbia cooperato con gli organi della procedura adoperandosi per il

proficuo svolgimento delle operazioni

 Non abbia ritardato lo svolgimento della procedura

 Non abbia violato le disposizioni sull’obbligo di trasmettere la

corrispondenza

 Non vi abbia beneficiato nei 10 anni precedenti

 Non abbia distratto l’attivo o esposto passività insussistenti, causato o

aggravato il dissesto

 Non sia stato condannato per bancarotta fraudolenta o altri delitti gravi

contro il patrimonio

• Sono esclusi dall’esdebitazione i debiti alimentari e da fatto

illecito

L’esdebitazione (artt. 143-144)

• L’esdebitazione viene concessa con decreto del

tribunale con il decreto di chiusura del fallimento

o su domanda del fallito presentata entro l’anno

dalla chiusura sentito il curatore e il c.d.c.

Contro il decreto può essere proposto reclamo

Il decreto produce effetto anche nei confronti dei

creditori anteriori al fallimento che non hanno

partecipato alla procedura concorsuale ma solo per

l’eccedenza rispetto a quanto avrebbero avuto diritto

di percepire dalla procedura

Il fallimento delle società

• Gli amministratori e i liquidatori sono soggetti agli

obblighi cui è soggetto il fallito di cui all’art. 49 (art. 146)

• Contro di loro possono essere proposte le azioni di

responsabilità (art. 146)

• Il fallimento della società produce il fallimento anche dei

soci illimitatamente responsabili (art. 147) (non però

l’inverso – art. 149)

 Gli organi sono i medesimi ma le procedure e le masse restano

separate

 Tuttavia il creditore ammesso al fallimento della società si considera

ammesso anche in quello del socio

• Il curatore può escutere la fideiussione rilasciata dal

socio d’opera in caso di fallimento della s.r.l. (art. 151)

I patrimoni destinati ad uno specifico affare

(artt. 2447-bis e ss.)

• In caso di fallimento della società la gestione del

patrimonio è affidata al curatore che deve

cedere il patrimonio a terzi e, se la cessione non

è possibile, procedere alla sua liquidazione (art.

155)

L’attivo è destinato agli aventi diritto e, per

l’eccedenza, alla massa fallimentare

• Se il patrimonio è insufficiente per pagare i

creditori il curatore provvede alla sua

liquidazione (art. 156)

Le c.d. procedure minori e le procedure concorsuali

speciali

• Il concordato preventivo (artt. 160-186)

• La liquidazione coatta amministrativa (artt. 194-

215)

• L’amministrazione straordinaria delle grandi

imprese in stato di insolvenza (d.lgs. 8 luglio 1999

n. 270; d.l. 23 dicembre 2003 n. 347, convertito

in l. 18 febbraio 2004 n. 39 e successive

modificazioni)

Il concordato preventivo – le condizioni per

l’ammissione alla procedura (art. 160)

• Presentazione ai creditori di un piano che preveda:

 Ristrutturazione del debito e pagamento dei crediti in

qualsiasi forma (cessione di beni, accollo, trasformazione

del debito in capitale) (lett. a)

 Concordato con assuntore (possono costituirsi assuntore

anche i creditori o società da questi costituite) (lett. b)

 Suddivisione dei creditori in classi omogenee (lett. c)

 Trattamenti differenziati tra creditori appartenenti a classi

diverse (lett. d)

Il concordato preventivo – l’ammissione alla

procedura (artt. 161-163)

• La domanda di concordato è presentata dall’im-

prenditore che si trova in stato di crisi, al tribunale con

allegati i documenti elencati nell’art. 161;

• Se il tribunale verifica la completezza e regolarità della

documentazione e la correttezza dei criteri usati per

l’eventuale formazione di diverse classi di creditori,

dichiara aperta la procedura con de-creto (art. 163)

 Stabilisce altresì

 Il giudice delegato

 La convocazione dei creditori

 Il commissario giudiziale

 La cauzione

• Se ritiene inammissibile la proposta dichiara il

fallimento (art. 162)

Il concordato preventivo – effetti e deliberazione (artt.

167-178)

• Durante la procedura il debitore conserva l’amministrazio-ne dei

propri beni e l’esercizio dell’impresa sotto la vigilan-za del

commissario giudiziale e la direzione del giudice delegato (art.

167);

• Il commissario giudiziale procede alla verifica dei crediti sulla

base delle scritture contabili e provvede ad informare tutti i

creditori dell’adunanza (art. 171);

• All’adunanza dei creditori ogni creditore può esprimere le

proprie osservazioni o il proprio dissenso sulla proposta del

debitore (art. 175);

• Il concordato è approvato se riporta il voto favorevole della

maggioranza dei crediti ammessi (art. 177);

 Se ci sono più classi di creditori il concordato è approvato se riporta la

maggioranza in ogni classe;

 Se vi sono classi nelle quali non è raggiunta la maggioranza, il tribunale, se

comunque è raggiunta la maggioranza della massa dei crediti, può approvare

il concordato se il concordato può comunque raggiungere un risultato

migliore rispetto ad altre soluzioni (p.e. fallimento).

Il concordato preventivo – omologazione, esecuzione e

risoluzione (artt. 179-186)

• Se non si raggiungono le maggioranze richieste viene dichiarato

il fallimento (art. 179);

• Se sono raggiunte le maggioranze richieste il tribunale fissa

l’udienza per la convocazione del debitore, del commissario e

degli eventuali creditori dissenzienti (art. 180);

• A seguito dell’udienza il tribunale approva il concordato con

decreto motivato (art. 180);

• Con l’omologazione del concordato la procedura è chiusa (art.

181)

 Se la proposta di concordato prevede la cessione dei beni ai creditori, il

tribunale con la sentenza (!) di omologazione nomina (art. 182):

 Uno o più liquidatori

 Un comitato di 3 o 5 creditori

Il concordato preventivo – accordi per la

ristrutturazione del debito (art. 182-bis)

• Il debitore, con la documentazione di cui all’art. 161,

può presentare un accordo di ristrutturazione dei

debiti stipulato con creditori che rappresentino

almeno 60% dei crediti

• L’accordo deve essere accompagnato da una

relazione di un esperto sull’attuabilità dell’accordo

stesso

• Il tribunale, decise eventuali opposizioni, omologa il

concordato con decreto

• L’accordo acquista efficacia dalla pubblicazione nel

registro delle imprese

La liquidazione coatta amministrativa

(artt. 194-215)

• La procedura è avviata con provvedimento dell’autorità

amministrativa di controllo o per dichiarazione dello stato di

insolvenza da parte del tribunale (art. 195);

• Il commissario liquidatore e il comitato di sorveglianza sono

nominati dall’organo amministrativo (art. 198);

• Il provvedimento di liquidazione dell’impresa determina lo

spossessamento dei beni dell’imprenditore ed il passaggio

dell’amministrazione al commissario l. (art. 200);

• Si applicano le norme della l.fall. in ordine ai rapporti giuridici

preesistenti (art. 201)

• Lo stato di insolvenza può essere dichiarato anche

successivamente all’ingresso dell’impresa in procedura su

domanda del commissario l. o del P.M. (art. 202)


ACQUISTATO

4 volte

PAGINE

83

PESO

467.08 KB

AUTORE

Exxodus

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (PERUGIA - TERNI)
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto fallimentare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Farenga Luigi.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in economia aziendale (perugia - terni)

Manuale di diritto civile, Perlingieri - Schemi
Appunto
Atti unilaterali - Diritto privato
Dispensa
Diritto commerciale
Appunto
Diritto commerciale - i titoli di credito
Appunto