Che materia stai cercando?

Diritto Ecclesiastico Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto ecclesiastico che sono basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni dell’università degli Studi di Bergamo - Unibg, Facoltà di Giurisprudenza, del Corso di laurea magistrale in giurisprudenza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto ecclesiastico docente Prof. P. Scienze giuridiche

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

le parti hanno confermato il superamento dell’obbligatorietà del parere del

Consiglio di Stato.

2) Riconoscimento per legge

Enti che per il loro ruolo ed importanza rendono superfluo l’ordinario

riconoscimento (ex: CEI; Comunità Ebraiche, Unione delle Comunità);

Enti che rappresentano organi-istituzioni di una confessione religiosa, il cui

riconoscimento avviene tramite legge di approvazione dell’Intesa stipulata con

lo Stato (ex: enti della Chiesa avventista).

3) Attribuzione per antico possesso di stato

Decreto di riconoscimento può essere sostituito da attestato del M INISTERO

’I :

DELL NTERNO

nel registro delle persone giur. degli “enti ecclesiastici civilm. riconosciuti”,

attesta che l’ente aveva il possesso della personalità giur. civile antecedente al

1929. attribuzione della qualifica può avvenire anche per antico

 possesso di stato.

La norma interessa tutti gli enti cui le leggi eversive (della seconda metà del

secolo XIX) non hanno revocato la personalità giuridica.

ex: Santa Sede, Tavola Valdese.

C :

ONTENUTO ATTESTATO

Ministero deve indicare elementi che dimostrano il possesso della personalità

giur. civile; dichiarare che non è intervenuta nessuna causa di estinzione;

allegare l’approvazione dell’autorità ecclesiastica al riconoscimento.

4) Procedimento abbreviato

Si tratta di un procedimento abbreviato semplificato che ha riguardato gli

enti ecclesiastici oggetto della riforma del sistema beneficiale (codice di dir.

canonico).

Per l’Istituto centrale e gli Istituti diocesani per il sostentamento del clero, il

riconoscimento della personalità giur. è avvenuto con decreto del Ministero

dell’Interno, previa comunicazione dell’autorità ecclesiastica della loro

istituzione

sorta di giudizio di omologazione, giustificato dalla ecclesiasticità

 in re ipsa degli Istituti e dalla necessità della loro istituzione ai fini del

nuovo sistema di sostentamento del clero;

è stato apposto un termine di efficacia del procedim. abbreviato.

OBBLIGO DI ISCRIZIONE NEL REGISTRO PERSONE GIURIDICHE

Successivamente al decreto di riconoscimento, per “enti ecclesiastici civilm.

riconosciuti” è previsto obbligo di iscrizione nel registro delle persone

giuridiche. 38

non è richiesta l’approvazione autorità ecclesiastica ai fini

PRESUPPOSTI dell’iscrizione; l’onere dell’iscrizione ricade sul legale

rappresentante ente;

funzione di pubblicità: assicurare la certezza del traffico giuridico

FUNZIONE ai terzi che entrano in contatto con l’ente;

nel registro devono essere indicati:

CONTENUTO data atto costitutivo, sede, denominazione, fini, patrimonio,

durata (qualora prevista), dati identificativi degli amministratori

(specificando quelli cui è attribuita la rappresentanza).

in caso di omissione totale o parziale dell’iscrizione,

OMESSA ISCRIZIONE viene meno l’opponibilità:

l’invalidità/inefficacia dei negozi giur. non è opponibile ai

terzi che non siano a conoscenza delle limitazioni ai

poteri di rappresentanza non risultanti dal cod. dir.

canonico o dal registro persone giuridiche.

MODIFICAZIONE ed ESTINZIONE ENTI ECCLESIASTICI

L’ente riconosciuto deve conservare nel tempo le caratteristiche che ne hanno

consentito il riconoscimento principio di conservazione

=>

ogni mutamento sostanziale del fine, destinazione dei beni, modo di

 esistenza di un ente riconosciuto acquista efficacia civile mediante

decreto del Ministro dell’Interno;

se tale mutamento comporta la perdita di uno dei requisiti prescritti x

 riconoscimento, Ministro dell’Interno (sentita autorità ecclesiastica)

può pronunciare decreto di revoca del riconoscimento, che

determina l’estinzione giuridica dell’ente

L’estinzione dell’ente x altre cause acquista efficacia civile mediante iscrizione

nel registro delle persone giur. del provv. autorità ecclesiastica.

le scelte operate dall’autorità confessionale non sono sindacabili da parte

della p.a.: diversamente, verrebbe pregiudicato il rapporto organico

sussistente tra ente e confessione di appartenenza.

CONTROLLI CANONICI

Una delle peculiarità è costituita dalla rilevanza anche nell’ordinamento civile

dei controlli canonici sulle attività degli enti ecclesiastici.

= completamento del sistema di pubblicità dell’ente:

CEI ha obbligo di comunicare a Ministero dell’Interno due tipologie di

provv. canonici:

1) quello con cui Santa Sede determina il limite di competenza per

valore dell’ente;

2) quello con cui CEI individua gli atti da qualificarsi come eccedenti 39

l’ordinaria amministrazione dell’ente.

Pertanto, i negozi giuridici invalidi/inefficaci per l’ordinamento canonico sono

ritenuti tali anche dall’ordinamento civile

MA

l’invalidità/inefficacia dei negozi non è opponibile ai terzi che non siano a

conoscenza della omissione dei controlli canonici non risultanti dal cod. dir.

canonico o dal registro persone giuridiche

contemperamento tra esigenze dell’ente ecclesiastico ed esigenze

 di tutela degli interessi dei terzi.

ENTI ECCLESIASTICI NELL’ORDINAM. TRIBUTARIO

Art. 20 Cost.:

carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto di una associazione od

«Il

istituzione non possono essere causa […] di speciali gravami fiscali»

principio di eguale trattamento tributario per tutti enti ecclesiastici

 => no interventi in pejus;

=> sì interventi di favore, giustificati dal tipo di attività esercitate

Principio generale:

in mat. di trattamento tributario, gli enti ecclesiastici aventi fine di religione o

di culto sono equiparati agli enti aventi fine di beneficenza o istruzione

beneficiano delle agevolazioni disposte dal d.p.r. 1973: riduzione

 dell’IRES (“imposta sul reddito delle società”) pari alla metà;

esenzione dall’IMU (“imposta municipale unica”) sui fabbricati destinati in

 via esclusiva all’esercizio del culto e le relative pertinenze;

esenzione dai tributi relativi a successioni e donazioni in loro favore.

FORME PARTICOLARI DI ENTI ECCLESIASTICI CATTOLICI

Vi sono alcune tipologie particolari di enti ecclesiastici civilm. riconosciuti:

o perché esercitano un ruolo peculiare;

o perché richiedono, oltre ai req. generali, dei req. speciali x riconoscimento

della personalità giuridica.

A) CEI

CEI = Istituto permanente, la cui struttura è data dall’assemblea dei Vescovi.

Nell’ordinam. canonico acquista ipso iure la personalità giuridica, non appena

eretta dalla Santa Sede.

 È legittimata a compiere numerosi atti giuridici rilevanti nell’esercizio

di poteri sia normativi che amministrativi.

Quanto ai poteri normativi:

definisce l’esercizio del ministero del clero;

 determina periodicamente la remunerazione dovuta al clero;

 emana disp. necessarie per l’attuazione delle norme sui beni ecclesiastici

 40

e sul sostentamento del clero.

Quanto ai poteri amministrativi:

ha eretto e dotato l’Istituto Centrale per il sostentamento del clero;

 stabilisce la ripartizione degli avanzi di gestione degli Istituti diocesani tra

 questi Istituti e l’Istituto Centrale;

riceve dallo Stato il finanziamento di una det. somma di denaro, e ne

 determina la destinazione.

 Ha libertà di stipulare intese con lo Stato, nelle mat. in cui vi è l’esigenza di

collaborazione tra Chiesa e Stato.

Ha libertà di comunicazione e corrispondenza con Santa sede e Conferenze

Episcopali regionali (la sua struttura a liv. periferico).

B) Diocesi e parrocchia

D = si indica una Chiesa “particolare”: porzione del popolo di Dio,

IOCESI circoscritta territorialmente ed affidata alla cura pastorale di un

Vescovo;

Organi fondamentali:

a) Vescovo diocesano: vi sta a capo, eventualmente coadiuvato

da Vescovi ausiliari/coadiutori;

b) Curia diocesana: persone e organismi che aiutano il Vescovo

nel governo della Diocesi;

c) Capitolo dei canonici.

P = si indica una “comunità stabile di fedeli”.

ARROCCHIA

Nell’ordinam. canonico acquistano ipso iure la personalità giuridica, non

appena erette.

Nell’ordinam. statale, una volta determinata dall’autorità ecclesiastica la sede e

la denominazione, Ministro dell’Interno (in forma abbreviata e con proprio

decreto) conferisce la qualifica di “enti ecclesiastici civilmente riconosciuti”.

C) Chiesa

C

HIESA

Richiede, oltre ai req. generali, 4 req. speciali x riconoscimento della

personalità giuridica nell’ordinamento civile:

1. deve essere aperta al culto pubblico:

Chiesa è officiata regolarm. in modo continuativo e tutti vi possono entrare;

2. deve essere provvista di mezzi sufficienti per officiatura e manutenzione;

3. non deve essere annessa ad altro ente ecclesiastico:

si usa la qualificazione di “Chiesa annessa” quando sussiste un rapporto

d’integrazione o subordinazione funzionale, tale da unire la Chiesa ad altro

ente (ex: Chiesa di un istituto religioso, seminario, parrocchia);

4. la proprietà dell’edificio in capo all’ente:

in realtà, per il riconoscimento di un ente-chiesa non serve che l’edificio di

culto diventi di proprietà dell’ente; infatti, l’eventuale dir. proprietà del

privato sull’edificio è ampiamente sacrificato nella sua facoltà di godimento

nei cfr. delle esigenze del culto. 41

D) Santuario

S = Chiesa o altro luogo sacro, dove i fedeli si recano in

ANTUARIO pellegrinaggio, con l’approvazione dell’Ordinario del luogo; sono

mete di pellegrinaggio, in cui si venerano immagini o reliquie di

particolare devozione

chiesa che soddisfa esigenza di culto ≠ diversa da quella

 ordinaria.

Deve avere uno statuto, approvato dalla competente autorità ecclesiastica (in

esso sono determinati fine, autorità del rettore, proprietà e amministrazione

dei beni).

Nell’ordinam. statale, possono essere riconosciuti come persone giuridiche.

E) Fondazioni di culto

F sono enti che si fondano sua una massa patrimoniale

ONDAZIONI DI CULTO

destinata al perseguimento di un fine di culto.

Esse richiedono, x riconoscimento della personalità giuridica,

requisito generale

- devono essere provviste di mezzi sufficienti per il raggiungimento del fine

di culto;

requisito speciale

- devono rispondere ad esigenze religiose della popolazione;

la p.a. accerta tale elemento esaminando vari elementi:

rapporto tra il fine di culto perseguito ed i bisogni della popolazione per

cui la fondazione nasce; rapporto tra i mezzi a disposizione e la

popolazione per cui la fondazione intende operare.

F) Confraternite

C o sono tra le più antiche forme dell’associazionismo

ONFRATERNITE CONGREGHE

laicale ed hanno assunto nel tempo diverse finalità di culto e beneficenza.

E :

VOLUZIONE NEL TEMPO

per le confraternite non aventi scopo esclusivo o prevalente di culto è

 affermata l’applicabilità della normativa statale

(salva la competenza dell’autorità ecclesiastica circa le attività dirette a scopi di

);

culto

Legge Crispi del 1890 riconduce la materia dell’assistenza e

 beneficenza tra quelle di diretta competenza statale, sottraendola

all’iniziativa privata e realizzando un regime di monopolio statale;

Concordato confraternite aventi scopo esclusivo o prevalente di

 culto rientrano nuovamente nella competenza dell’autorità ecclesiastica;

Corte Cost. rivoluziona il sistema di cui alla L. Crispi, affermando

 che l’assistenza privata è libera

S a) confraternite erette prima del 1929 sono da

ITUAZIONE ATTUALE considerarsi persone giuridiche (salva la possibilità di

depubblicizzarle); 42

b) confraternite erette dopo il 1929 sono da considerarsi

associazioni pubbliche o private di fedeli, sottoposte

al regime proprio di queste.

G) Fabbricerie

Due significati di :

FABBRICERIA

1. “fabbrica ecclesiale” = massa patrimoniale finalizzata all’officiatura e alla

manutenzione dell’edificio di culto;

Funzione amministrare quella parte del

patrimonio di una chiesa da usare x spese di culto

e manutenzione dell’edificio;

2. “consilium fabricae” = consiglio composto da laici ed ecclesiastici che

amministrano la massa patrimoniale stessa;

prestano la propria opera gratuitamente;

Presidente della fabbriceria:

esegue le deliberazioni del consiglio ed eroga le

spese deliberate; per il compimento degli atti di

straordinaria amministrazione, necessita della

autorizzazione governativa (Prefetto).

Dottr. contesta la catalogazione della fabbricerie tra gli enti ecclesiastici:

 spesso non godono di personalità giuridica;

le autorità civili esercitano su di loro penetranti poteri di controllo e

di nomina dei membri del consilium.

H) Prelatura personale

P = struttura giurisdizionale secolare, di carattere

RELATURA PERSONALE personale

non circoscritta al criterio della territorialità.

Funzione promuovere una migliore distribuzione dei sacerdoti;

 svolgere specifiche opere pastorali o missionarie a favore di

Regioni e ceti sociali.

Organismi che, per la struttura ed i fini perseguiti, fan parte della costituzione

gerarchica della Chiesa (ad esse è preposto un Prelato).

I) Associazioni religiose

Si distinguono come segue.

I =

STITUTI RELIGIOSI DI DIRITTO DIOCESANO

associazioni religiose cui soci aderiscono pronunziando voti pubblici (perpetui o

temporanei); implicano separazione dal resto della società e l’adesione

determina la vita comune dei soci; vincolo sociale è più stretto.

I ( ) =

STITUTI SECOLARI ASSOCIAZIONI PUBBLICHE DI FEDELI

non implicano alcuna separazione dal resto della società; sono costituiti da

fedeli (laici e chierici) che, dopo avervi aderito, continuano a vivere nel secolo

la vocazione alla perfetta carità; il loro programma è contribuire alla 43

santificazione del mondo.

S =

OCIETÀ DI VITA APOSTOLICA

associazioni religiose cui soci aderiscono senza la pronunzia di voti; implicano

separazione dal resto della società e l’adesione determina la vita comune dei

soci, diretta alla perfezione della carità.

Nell’ordinam. statale, i req. richiesti per riconoscimento della personalità giur.

sono i seguenti tre:

- approvazione della Santa Sede;

- ubicazione della sede in Italia;

- rappresentante italiano e residente in Italia.

* un’associazione religiosa non riconosciuta come persona giuridica è, per

l’ordinam. civile, un’associazione di fatto.

È soggetta alle norme statali relative alle associazioni non riconosciute (spt.

rapporti patrimoniali, per garantire i terzi); ma le sue attività aventi natura

di religione o culto rimangono soggette a disciplina dell’autorità ecclesiastica.

IMPRESA SOCIALE

D.Lgs. del 2006 ha introdotto disciplina generale dell’ .

IMPRESA SOCIALE

organizzazione privata che esercita in via stabile e

principale un’attività economica organizzata, al fine della

produzione o scambio di beni o servizi di utilità sociale;

scopo realizzare finalità di interesse generale”

La disciplina dettata per le imprese sociali è applicabile anche a enti

ecclesiastici e enti delle confessioni religiose con cui Stato ha stipulato patti,

accordi o intese

oggetto ente cui è applicabile:

assistenza sociale o socio-sanitaria; educazione, istruzione e

formazione; servizi culturali; tutela dell’ambiente;

valorizzazione del patrimonio culturale;

adempimenti necessari:

- ente ecclesiastico, x esercizio tali attività, deve adottare

apposito regolamento (scrittura privata autenticata, con cui

sono recepiti i contenuti normativi del decreto);

- ente ecclesiastico, x esercizio tali attività, deve tenere le

scritture contabili previste in forma separata;

- divieto di distribuzione di utili (anche in forma indiretta);

- obbligo di deposito degli atti costitutivi e modificativi;

regime speciale di esenzioni:

stante la peculiarità degli enti ecclesiastici, si prevedono in loro

favore varie esenzioni dagli obblighi stabiliti per le imprese sociali

ex: relativamente a resp. patrimoniale; denominazione; tenuta

delle scritture contabili; devoluzione del patrimonio in caso di

44

cessazione dell’impresa; attività di monitoraggio da parte del

Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Sezione II)

Rapporti finanziari tra Stato e confessioni religiose

SISTEMA DEI RAPPORTI FINANZIARI

L’attuale disciplina dei rapporti finanziari fra Stato italiano e confessioni

religiose si basa sul modello di finanziamento introdotto in favore della Chiesa

cattolica dalla L. 222/1985. :

 SISTEMA DI FINANZIAMENTO STATALE PASSATO

il sostegno finanziario statale era limitato alla sola Chiesa cattolica;

il sosteno finanziario delle confessioni di minoranza si fondava unicamente

sulle erogazioni volontarie dei fedeli. :

 SISTEMA DI FINANZIAMENTO STATALE ATTUALE

il sostegno finanziario statale è stato esteso (pur con alcune disuguaglianze)

a tutte le confessioni dotate di intesa con lo Stato.

doppio binario di finanziamento:

1) riconoscimento annuale a favore delle confessioni di una quota pari all’8

x 1000 del gettito complessivo IRPEF; la ripartizione viene effettuata

sulla base delle scelte espresse dai contribuenti in sede di dichiarazione

annuale dei redditi;

2) possibilità per i contribuenti di dedurre dal proprio reddito complessivo

imponibile (entro limiti di legge) erogazioni liberali in denaro, da

destinare a favore di specifici organismi delle confessioni.

FINANZIAMENTO IN FAVORE CHIESA CATTOLICA

1) “8 x 1000”

- finanziamento diretto

Ogni anno una quota pari all’8 x 1000 del gettito complessivo IRPEF deve

essere destinata

in parte, a scopi d’interesse sociale o di carattere umanitario

a diretta gestione da parte dello Stato;

in parte, a scopi di carattere religioso

a diretta gestione da parte della Chiesa cattolica.

La ripartizione viene effettuata sulla base delle scelte espresse dai

contribuenti in sede di dichiarazione annuale dei redditi”.

Una volta ottenuta la quota spettantegli, Chiesa deve specificare la sua

destinazione in concreto;

ex: esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero, interventi

caritativi a favore della collettività nazionale o di paesi del terzo mondo”.

45

2) “EROGAZIONI LIBERALI”

- finanziamento indiretto

Possibilità per i contribuenti di dedurre dal proprio reddito complessivo

imponibile erogazioni liberali in denaro*, da destinare a favore

dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero

*Si tratta di oblazioni volontarie dei fedeli entro limite annuo di euro 1.032,91

Si ha un depauperamento del bilancio dello Stato, il quale beneficia di minori

entrate per la riduzione della base imponibile IRPEF

forma di finanziamento indiretto da parte dello Stato verso la Chiesa

N.B: meccanismo di verifica dell’effettiva utilizzazione dei due flussi

finanziari:

CEI deve trasmettere annualmente a Ministero dell’Interno un

rendiconto sulla destinazione d’uso delle somme pervenute nel

precedente esercizio finanziario.

ULTERIORI FINANZIAMENTI

- Esistono ulteriori forme di finanziamento in favore della Chiesa cattolica, che

operano indirettamente.

Tra cui:

- Stato assume oneri economici del servizio di assistenza spirituale svolto

nelle c.d. “comunità separate”;

- finanziamenti in materia di edilizia di culto;

- Art. 629 c.c., “Disposizioni a favore dell’anima”:

disp. testamentarie, aventi ad oggetto l’esecuzione di suffragi e atti di

culto in favore dell’anima del de cuius;

sono valide quando sono determinati i beni o è determinabile la somma

da impiegarsi a tale fine;

si considerano come un onere a carico dell'erede o del legatario.

Il testatore può designare una persona che curi l'esecuzione della

disposizione (= esecutore testamentario)

FINANZIAMENTO IN FAVORE CONFESSIONI ACATTOLICHE

C - A D I

HIESE CRISTIANE AVVENTISTE SSEMBLEE DI IO IN TALIA

Entrambe concorrono annualmente alla ripartizione della quota dell’8 x 1000

dell’IRPEF:

la destinazione in loro favore è disciplinata in modo analogo a quanto previsto

per la Chiesa cattolica, sulla base delle scelte espresse dai contribuenti in sede

di dichiarazione annuale dei redditi.

Inoltre, è prevista la possibilità per i contribuenti di dedurre dal proprio reddito

complessivo imponibile erogazioni liberali in denaro

* Entro limite annuo di euro 1.032,91

T – C

AVOLA VALDESE HIESA EVANGELICA LUTERANA

Entrambe hanno previsto la propria partecipazione al nuovo sistema di 46

finanziamenti, sia sotto il profilo della ripartizione della quota dell’8 x 1000

dell’IRPEF sia sotto il profilo della deducibilità fiscale delle erogazioni liberali

C

HIESE BATTISTE

Esse intendono provvedere all’esercizio del culto ed al sostentamento dei

propri ministri solamente attraverso le oblazioni volontarie dei fedeli.

hanno adottato un regime di finanziamento parzialmente ≠:

 non concorrono annualmente alla ripartizione della quota dell’8 x 1000

dell’IRPEF;

prevedono solo la deducibilità fiscale delle erogazioni liberali

C

OMUNITÀ EBRAICHE

Prima Intesa relativa:

 ha revocato il potere tributario autonomo, in passato assicurato dallo

Stato italiano alle Comunità israelitiche;

ha introdotto un sistema di finanziamento basato solo sulla

deducibilità fiscale di un contributo annuo pari al 10% del reddito del

contribuente;

Poi è stata prevista sia la deducibilità fiscale di tale contributo annuo

 unitamente alle erogazioni liberali* sia la partecipazione alla

ripartizione della quota dell’8 x 1000 dell’IRPEF

* Entro limite annuo di euro 1.032,91

“5 x 1000” PER FINALITÀ DI VOLONTARIATO E RICERCA

 Forma particolare di finanziamento:

destinazione di una quota pari al 5 x 1000 dell’IRPEF, da ripartire sulla

base delle scelte effettuate dai contribuenti in sede di dichiarazione annuale

dei redditi;

 Tre categorie di beneficiari:

i) organizzazioni non lucrative, associazioni di promozione sociale

(iscritte negli appositi registri) e associazioni riconosciute senza scopo

di lucro;

ii) enti di ricerca scientifica ed università;

iii) enti di ricerca;

* contribuente può specificare il soggetto (tra quelli ammessi) cui intende

devolvere la quota

 La scelta del 5 x 1000 e dell’8 x 1000 non sono alternative

confessioni religiose, in quanto tali, non possono accedere al 5 x 1000

direttamente, ma indirettamente:

tramite i propri enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, se questi svolgono

una delle attività cui si può devolvere il 5 x 1000;

 ≠ tecnica tra 5 x 1000” e “8 x 1000”:

nel 1° caso il contribuente destina non una quota indistinta del gettito

IRPEF, ma una quota della sua IRPEF. 47

Sezione III)

Sostentamento del clero

ABBANDONO DEL SISTEMA BENEFICIALE

La materia ha subito una rilevante evoluzione

 “S ”

ISTEMA BENEFICIALE

sostentamento del clero, per lungo tempo (fino al Cod. dir. canonico 1983),

è stato assicurato dal c.d. “sistema beneficiale”

regime fondato sui c.d. “benefici”

= dotazioni patrimoniali, annesse ai singoli uffici ecclesiastici, munite di

personalità giuridica; dal loro reddito il titolare traeva i mezzi necessari

per il proprio sostentamento.

 “S ”

UPPLEMENTO DI CONGRUA

sistema beneficiale era fonte di forti disparità nel trattamento economico

dei chierici: il reddito beneficiale varia in base all’entità patrimoniale delle ≠

dotazioni

Stato italiano ha provveduto a corrispondere il c.d. “supplemento di

 congrua”, a favore dei chierici il cui “beneficio” produceva un reddito

< ad un minimo prestabilito;

nel tempo tale supplemento è divenuto strumento ordinario di

 sostentamento del clero: una sorta di stipendio a carico del passato

Fondo per il culto.

 “I ”

STITUTO SPECIALE DI RACCOLTA

nel nuovo Cod. dir. canonico è stato superato il “sistema beneficiale” ed è

stata prevista l’istituzione nelle singole Diocesi di un Istituto speciale

= istituto speciale incaricato di raccogliere beni od offerte, al fine di

provvedere al sostentamento dei chierici.

ISTITUTI PER IL SOSTENTAMENTO DEL CLERO CATTOLICO

Alla riforma dell’ordinam. canonico ha aderito anche lo Stato italiano con

l’Accordo di Villa Madama e la Legge di esecuzione.

Esse hanno determinato il superamento del “sistema beneficiale” e l’erezione di

nuovi organismi

I ( )

STITUTI DIOCESANI PER IL SOSTENTAMENTO DEL CLERO IDSC

nascita sono eretti perifericamente in Diocesi, mediante decreto del

 Vescovo competente;

titolarità succedono nella titolarità dei beni già appartenuti agli estinti enti

 beneficiali;

status civile acquisiscono personalità giuridica con il procedimento c.d.

 “abbreviato” di riconoscimento 48

I ( )

STITUTO CENTRALE PER IL SOSTENTAMENTO DEL CLERO ICSC

nascita è eretto centralmente a Roma, ad opera della CEI;

titolarità nasce con un autonomo fondo patrimoniale di dotazione, conferito

 dalla CEI; a ciò si aggiungono:

- la parte delle somme derivanti dall’8 x 1000 spettante alla

Chiesa cattolica, e destinata ogni anno dalla CEI al

sostentamento del clero;

- le somme derivanti dalle erogazioni liberali annuali dei fedeli;

status civile acquisisce personalità giuridica con il procedimento c.d.

 “abbreviato” di riconoscimento

funzione integrare le risorse degli Istituti diocesani;

 all’inizio di ogni esercizio, riceve da Istituto diocesano lo stato di

previsione, corredato dalla richiesta d’integrazione;

verificati i dati, provvede all’assegnazione;

al termine di ogni esercizio, riceve da Istituto diocesano la

relazione consuntiva (descrive le modalità di corresponsione delle

somme ricevute)

gli eventuali avanzi di gestione vengono versati all’Istituto centrale.

REMUNERAZIONE DEL CLERO CATTOLICO

CONTENUTO

- Il diritto alla remunerazione spetta al =

SACERDOTE

presbitero che, su mandato scritto del Vescovo, svolge a tempo pieno il

proprio servizio ministeriale in favore della Diocesi

riceve la remunerazione dall’IDSC totalmente, se non fruisce di

ulteriori proventi;

riceve la remunerazione dall’IDSC a titolo integrativo, se fruisce di

ulteriori proventi corrisposti da altri enti ecclesiastici/soggetti

esterni (ex: cappellani militari, insegnanti di

religione,…);

CEI ha stabilito che della remunerazione sono = per tutti gli

interessati; la parte rimanente è calcolata valutando criteri specifici (ex:

anzianità nell’esercizio del ministero pastorale, ufficio ricoperto)

;

a ciscun criterio è assegnato un det. n° di punti

l’assegno è determinato sulla base della dichiarazione annuale del

presbitero all’IDSC; qualora la somma non raggiunga la misura minima,

l’Istituto provvede all’integrazione;

non è pignorabile (data la sua natura giur. peculiare: non è compenso per rapporto

di lavoro subordinato, ma assegno di tipo alimentare per chi dedica proprio tempo a

missione salvifica).

NATURA GIUR. E TUTELA GIURISDIZIONALE

- Si tratta di un diritto soggettivo a ricevere la remunerazione per il proprio

sostentamento, tutelabile sia in sede giurisdizionale canonica sia in quella 49

civile.

Dottrina tesi > è diritto di credito puro:

  nasce nell’ordinam. canonico, ed è azionabile

nell’ordinam. civile innanzi al giudice ordinario;

altra tesi è diritto di credito di natura alimentare

altra tesi è diritto di credito di lavoro:

 tra sacerdote e Diocesi vi è effettivo rapporto

giuslavoristico

Giur. orientamento contrastante;

 altra questione:

 rapporti tra giurisdiz. civile e canonica in mat. remunerazione

clero

legislatore ha previsto una peculiare procedura accelerata, che può essere

esercitata in sede canonica, su ricorso da parte del sacerdote vs provvedimento

emesso dall’IDSC

vi è un sistema di giurisdizioni concorrenti in via alternativa:

in caso di previa scelta della procedura canonica accelerata, è

preclusa la possibilità di ricorso alla giurisdizione civile

Sezione IV)

Edilizia di culto

DEFINIZIONE E TUTELA DELL’EDIFICIO DI CULTO

La piena tutela dell’esercizio del diritto di libertà religiosa implica che

devono essere garantiti spazi adeguati in cui i fedeli di confessione possano

riunirsi in preghiera ed assistere alle funzioni liturgiche del proprio rito:

gli EDIFICI DI CULTO

Art. 831, c. 1 «I beni degli enti ecclesiastici sono soggetti alle norme del

 codice civile, salvo quanto diversamente disposto dalle leggi

speciali che li riguardano»

 Codice Civile in via generale, i beni immobili ecclesiastici soggiacciono

 ai vari istituti codicistici e del diritto comune.

 Leggi speciali le disposizioni speciali per lungo tempo hanno

 riguardato solo la Chiesa cattolica:

Accordo Villa Madama: edifici aperti al culto non

«gli

pox. essere requisiti, occupati, espropriati o demoliti,

se non per gravi ragioni e previo accordo con la

competente autorità ecclesiastica»;

La forza pubblica non può esercitare le sue funzioni in

questi immobili, salvo i casi di urgente necessità e con

previo avviso all’autorità confessionale competente; 50

▪ di recente, sono state dettate norme analoghe anche

x gli edifici delle confessioni di minoranza (eccezione 

Intesa con la Tavola Valdese: non dispone nulla al riguardo).

APERTURA E DESTINAZIONE AL CULTO

Art. 831, c. 2 «Gli edifici destinati all'esercizio pubblico del culto cattolico,

 anche se appartenenti a privati, non pox. essere sottratti

alla loro destinazione (neppure per effetto di alienazione),

fino a che la destinazione non sia cessata in conformità alle

leggi relative»

Analisi della norma

 […] del culto cattolico»

«edifici

regime ≠ tra Chiesa ed altre confessioni circa la tutela della destinazione al

culto dei luoghi sacri:

infatti, legislatore ha previsto espressam. solo per la Chiesa la disciplina

relativa alla conservazione della destinazione degli edifici di culto;

 destinati all'esercizio pubblico del culto»

«edifici

dottr./giur. tale formula usata dal c.c. ≠ dalla formula aperti al

 «edifici

culto» usata dalla normativa concordataria

necessario accertare in concreto la sussistenza della

 effettiva destinazione dell’edificio al culto pubblico;

 se appartenenti a privati»

«anche

la fattispecie riguarda anche il caso in cui l’edificio di culto appartenga ad

un soggetto ≠ da ente ecclesiastico, quale un privato cittadino;

in tal caso, la destinazione all’esercizio pubblico del culto genera una

limitazione del dir. di proprietà in capo al titolare;

 a che la destinazione non sia cessata in conformità alle leggi

«fino

relative»

il dir. di proprietà torna ad assumere la sua max. espansione, quando la

destinazione al culto viene meno secondo la normativa in materia;

dottr./giur. l’uso della formula «in conformità alle leggi relative»

 contiene un rinvio al diritto canonico:

esso attribuisce al Vescovo il potere di sottrarre una

chiesa al culto divino, mediante proprio decreto.

* Quanto alle confessioni acattoliche, solo gli edifici destinati all’esercizio

pubblico del culto ebraico godono di un regime analogo.

FINANZIAMENTO DELL’EDILIZIA RELIGIOSA

La particolare sensibilità dimostrata dal legislatore verso l’edilizia di culto trova

conferma in un settore specifico:

finanziamenti a favore della costruzione e manutenzione degli edifici di

culto. 51

Disciplina previgente

Anni ’30: Già il T.U. della L. comunale e provinciale impegnava i Comuni nella

degli edifici serventi al culto pubblico»;

«conservazione

Anni ’40: Disp. della legislazione speciale in tema di ricostruzione degli edifici

di culto danneggiati o distrutti da eventi bellici;

Anni ’50: L. sul dello Stato nella costruzione di nuove chiese»:

«Concorso

introdusse un vero e proprio finanziamento statale ordinario in

favore dell’edilizia di culto.

Disciplina previgente

Anni ‘70: Legislatore ha qualificato tali immobili come opere di

urbanizzazione secondaria.

L. “Bucalossi” ha disposto che presso Comune sia istituito un

apposito fondo finalizzato alla realizzazione di opere di

urbanizzazione primaria e secondaria:

tale fondo è costituito dalle somme percepite sia attraverso il rilascio

delle concessioni edilizie sia attraverso l’applicazione di sanzioni

amministrative x violazione di norme urbanistiche

possibilità di utilizzare tali contributi comunali anche per la

 realizzazione di edifici di culto;

Anni ’80: Finanziamento statale ordinario trova riscontro indiretto nella

disciplina in mat. di ripartizione dell’8 x 1000 (L. 222/85):

la quota destinata alla Chiesa deve essere impiegata le

«per

esigenze di culto della popolazione», tra cui è compresa anche «la

promozione dell’edilizia di culto»;

Anni ’00: Nuovo Testo Unico in mat. urbanistica (d.P.R. 380/2001) ha

abrogato i vincoli di destinazione dei proventi percepiti con le

concessioni edilizie (L. “Bucalossi”).

Oggi, le somme percepite attraverso il rilascio di permessi di

costruire pox. essere impiegate dai Comuni anche x finalità ≠ dalla

realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria.

* n.b.: nel tempo le Regioni hanno disciplinato specificamente i

contributi comunali in favore dell’edilizia religiosa (talora

prevedendo anche forme di finanziamento diretto).

“FONDO EDIFICI DI CULTO” (FEC) ex Fondo per il Culto

Gli edifici di culto possono essere di proprietà non solo di enti ecclesiastici,

ma anche di privati o enti pubblici.

“ ” ( )

FONDO EDIFICI DI CULTO FEC

costituzione L. 222/1985: sopprime vari enti non più funzionali alla nuova

 organizzazione impressa dall’Accordo Villa Madama e

costituisce il “Fondo edifici di culto” (FEC).

Il FEC dal 1987 è succeduto in tutti i rapporti attivi e passivi

degli enti, aziende e patrimoni richiamati dalla Legge,

acquisendone il patrimonio; 52

scopi restauro, tutela e valorizzazione edifici di culto

 «conservazione,

appartenenti al Fondo»*, fermi oneri posti a suo carico»;

«altri

FEC deve perseguire tali finalità investendo tutti i proventi del

proprio patrimonio;

È composto da più di 700 chiese, riconosciute come beni culturali, alcune delle

* quali di notevole importanza storico-artistica

(ex: Santa Croce, Santa Maria del Popolo, Santa Maria Novella)

amministrazione fondo è amministrato dal Ministero dell’Interno:

 la esercita, a livello accentrato, attraverso la Direzione

centrale per l’amministrazione del FEC; a livello

decentrato, attraverso le Prefetture;

è coadiuvato da un Consiglio d’Amministrazione, di sua

nomina, composto da 9 membri (che restano in carica 4

anni):

1. Presidente, designato dal Ministro dell’Interno;

2. Direttore generale degli affari dei culti;

3. 3 componenti designati dalla CEI;

4. 2 componenti designati dal Ministro dell’Interno;

5. 1 componente designato dall’ex Ministro dei lavori

pubblici;

6. 1 componente designato dal Ministro per i beni e le

attività culturali;

rappresentanza legale è attribuita al Ministro dell’Interno.

 Sezione V)

Beni culturali di interesse religioso

DEFINIZIONE NORMATIVA

“B ”

- ENE CULTURALE

c.d. “Codice Urbani” del 2004 fornisce la qualificazione giuridica di un

bene come “culturale” =

mobili ed immobili che presentano interesse artistico, storico,

«cose

archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico»;

cose individuate dalla legge quali testimonianze aventi valore di

«altre

civiltà».

Il Codice elenca alcune categorie generali e speciali di “beni culturali”, tra cui

non rientrano correttamente i “beni culturali di interesse religioso”

perché

tutte le tipologie di beni culturali possono assumere astrattam. la più

circoscritta caratterizzazione religiosa.

“B ”

- ENE CULTURALE DI INTERESSE RELIGIOSO

per risolvere la questione della verifica dell’“interesse religioso”, pare

ragionevole rinviare agli ordinam. confessionali volta a volta interessati

nozione variabile e non omogenea

 53

* Circa la ripartizione delle competenze legislative in mat. di beni culturali,

art. 117 Cost. compet. legisl. esclusiva Stato:

 circa la «tutela dei beni culturali», che comprende

attività d’individuazione, conservazione e protezione di

tali beni;

compet. legisl. concorrente Stato/Regioni:

circa la «valorizzazione dei beni culturali, la promozione

ed organizzazione delle attività culturali».

ART. 12, ACCORDO VILLA MADAMA e INTESE DI ATTUAZIONE

Art. 12, Accordo Villa Madama: norma integralm. dedicata alla disciplina dei

“ ” (novità).

BENI CULTURALI DI INTERESSE RELIGIOSO

c. 1 «Santa Sede e Repubblica italiana, nel rispettivo ordine,

 collaborano per la tutela del patrimonio storico e artistico»

Stante la formulazione normativa, si ritiene che l’impegno alla

collaborazione non riveste carattere di obbligatorietà, ma di facoltatività

collaborazione è meramente opportuna, quale modus operandi da

 osservare;

scopo: far sì che le azioni individuali/concordate perseguano l’interesse

 comune della tutela del patrimonio storico e artistico nazionale

c. 2 «Ai fini dell’armonizzazione legislazioni, gli organi competenti

 delle due Parti concorderanno opportune disposizioni per la

tutela, valorizzazione e godimento dei beni culturali d’interesse

religioso appartenenti ad enti/istituzioni ecclesiastiche»

La natura pattizia dell’intervento di armonizzazione vincola per il futuro lo

Stato, che potrà sottrarsi ad esso solo tramite procedim. di revisione

costituzionale dell’Accordo.

Si tratta di un intervento limitato ai soli beni culturali ad

«appartenenti

enti/istituzioni ecclesiastiche»

c. 3 «La conservazione e la consultazione degli archivi di interesse

 storico e delle biblioteche degli enti/istituzioni ecclesiastiche

saranno favorite sulla base di intese tra gli organi competenti

delle due Parti»

La norma esprime la pressante esigenza di Stato e Santa Sede di

disciplinare una particolare categoria di beni culturali = gli archivi storici e

le biblioteche appartenenti ad enti/istituzioni ecclesiastiche»

La norma di per sé non intende tanto tutelare un interesse religioso, quanto

regolare il libero accesso a tali beni.

Ad ogni modo, entrambi assumono una peculiare connotazione religiosa (di cui

bisogna tener conto in sede di regolamentazione).

Dottr. unanime Funzione art. 12:

 54

individuare “beni culturali di interesse religioso”

NO una nuova res mixta;

dettare semplicem. regole di integrazione ed

SI attuazione della legislazione unilaterale statale

rimane integra la piena competenza dello Stato in

questa materia.

* C =

AMPANE

beni mobili destinati al culto.

- L’autorità ecclesiastica ha sempre rivendicato il potere esclusivo di

regolamentare il modo e i tempi di suonarle.

- MA il Comune vanta il diritto di utilizzarle in occasione di feste nazionali

civili => c.d. “uso promiscuo”; vanta tale dir. in base a consuetudine o

titolo specifico: nel 2° caso l’uso va regolato con reciproci accordi.

È generalmente ammesso l’uso profano, allorché si tratti di annunciare un

pericolo (le cd. campane a martello).

PATRIMONIO CULTURALE CONFESSIONI CON INTESA

In sede di stesura delle intese stipulate con alcune confessioni religiose di

minoranza si è tenuto conto della disciplina dei “beni culturali di interesse

religioso” (come previsto dall’Accordo Villa Madama).

In tutte si è ribadito l’impegno alla collaborazione tra Stato e confessioni x la

tutela e valorizzazione dei beni afferenti al patrimonio culturale.

Solo le Intese Valdese, Luterana ed Ebraica prevedono la costituzione di

commissioni miste ad hoc.

“BENI CULTURALI DI INTERESSE RELIGIOSO” NEL CODICE URBANI

Codice Urbani del 2004 dedica due norme in mat. di beni culturali di

interesse religioso appartenenti ad enti/istituzioni della Chiesa/confessioni

acattoliche.

- «Ministero e Regioni provvedono d’accordo con le rispettive autorità,

relativamente alle esigenze di culto»;

- «Quanto alla Chiesa, si osservano anche le disp. delle Intese di attuazione

dell’Accordo Villa Madama;

Quanto alle confessioni acattoliche si osservano anche le disp. delle Leggi

di approvazione delle Intese».

Aspetti principali:

 il concetto di “bene culturale di interesse religioso” è concepito

unitariamente

la tutela delle esigenze di culto è estesa anche ai beni appartenenti alle

 confessioni che non hanno inteso prevedere espressamente ciò;

 Codice Urbani può essere interpretato come testo che legittima (per il

passato e per il futuro) strumento di attuazione del più ampio impegno

∀ 55

alla collaborazione in mat. di tutela del patrimonio storico-artistico di

interesse religioso.

VENDITA E PIGNORABILITÀ DEI BENI ECCLESIASTICI

 BENI IMMOBILI

In caso di alienazione di un det. bene immobile ecclesiastico da parte

dell’Istituto di sostentamento del clero, è riconosciuto diritto di prelazione a

favore di det. enti pubblici: Stato, Comune in cui si trova il bene, Università

degli Studi, Regione, Provincia

in tal modo è data esecuzione al disposto dell’art. 43 Cost., finalizzato

ad assicurare la funzione sociale della proprietà:

il bene mantiene la sua funzione pubblica ed è sottratto ad iniziative

speculative;

Istituto deve comunicare la sua volontà di alienare con atto notificato al

Prefetto della Provincia in cui è sito il bene:

quest’ultimo comunica se e quali degli enti pubblici prelazionari intende

acquistare il bene; se nessuno intende acquistarlo, l’Istituto alienante è

libero di vendere a terzi;

tale procedura non si applica quando l’Istituto:

a. vende il bene ad un altro ente ecclesiastico;

b. sul bene esiste altro dir. di prelazione, esercitato dal legittimo titolare.

 BENI MOBILI

All’interno di un edificio di culto pox. esservi beni mobili destinati al culto (ex:

altari, arredi, immagini, reliquie, insegne sacerdotali, campane). Mentre

l’edificio di culto può essere oggetto di pignoramento immobiliare, non sono

pignorabili le cose sacre e le cose destinate all’esercizio del culto esistenti al

suo interno (c.p.c.). 56

Capitolo IV)

MINISTRI DI CULTO

Sezione I)

Ministri di culto

QUALIFICA DI “MINISTRO DI CULTO” NELL’ORDINAMENTO CIVILE

 Nell’ordinamento civile “ MINISTRO DI CULTO

= soggetto che, nell’ambito di una confessione religiosa, riveste un ruolo

funzionale/organizzativo, tale da ≠ dal mero fedele

si tratta di una qualifica civilistica omnicomprensiva, a cui sono

 riconducibili molteplici figure confessionali dalla nomenclatura più varia.

Notevole interesse del legislatore x tale figura, per la rilevanza civile attribuita a suoi det.

atti (ex: celebrazione di matrimonio) o a det. servizi prestati che costituiscono forme di

tutela della libertà religiosa (ex: assistenza spirituale).

 Ministro di culto = “pubblico ufficiale”

- nello svolgere gli adempimenti successivi alla celebrazione matr. (redazione

atto pubblico di matrimonio, trasmissione all’Ufficiale):

esercita funzione pubblica certificativa, diretta ad attestare che matr.

celebrato al suo cospetto è civilmente valido;

- in altri casi

ex: 609 c.c., Testamenti speciali

Per tali motivi e per ragioni di ordine storico, x il ministro di culto sono previsti

peculiari diritti e, al contempo, taluni obblighi, cause di incompatibilità ed

ineleggibilità funzionali.

ALTRE QUALIFICHE CONFESSIONALI

Non tutte le qualifiche confessionali che un soggetto dal mero fedele sono

riconducibili alla nozione di “ministro di culto”

“ ” fedeli cattolici che hanno professato i 3 consigli evangelici di

RELIGIOSI castità/povertà/obbedienza, in un istituto di vita consacrata o

in una società di vita apostolica;

ricevono la qualifica di “ministri di culto” solo quando ricevono

il Sacramento dell’ordine sacro

“ ” coloro che svolgono particolari funzioni all’interno della

ECCLESIASTICI Chiesa; chierici cattolici che hanno ricevuto la

consacrazione a presbitero o a Vescovo (formano il clero

cattolico)

“ ’ ” 

MINISTRI DI CULTO CON GIURISDIZIONE O CURA D ANIME

qualifica usata in rif. alla Chiesa cattolica (ma con possibile estensione a det.

figure delle confessioni acattoliche); comprende: Vescovi (c.d. “Ordinari”), 57

parroci, vicari parrocchiali, rettori delle chiese aperte al culto, sacerdoti addetti

all’assistenza spirituale nelle istituzioni chiuse.

INDIVIDUAZIONE MINISTRO DI CULTO

IN GENERALE

- La qualifica di “ministro di culto” può essere intesa come qualifica “in

bianco”: essa si riempie di contenuto a seconda di quanto previsto nella

confessione religiosa di appartenenza.

 Cost. riconosce apertamente il princ. di autonomia confessionale:

 in esso è compresa la facoltà della confessione di determinarsi

liberamente in merito alla propria organizzazione, anche con rif.

alle funzioni da attribuire ai fedeli

divieto di ingerenza nelle nomine da parte dello Stato

 Tuttavia, rimane margine di valutazione discrezionale in capo a Stato:

esso non è obbligato in via generale a riconoscere civilmente come

“ministri di culto” tutti i soggetti ritenuti tali nella rispettiva confessione

IN PARTICOLARE

-  C “ ”:

HIESA E CONFESSIONI CON INTESA

nell’Accordo di Villa Madama e nelle intese di alcune confessioni vi sono

apposite norme che disciplinano direttam./indirettam. questo tema;

 C “ ”:

ONFESSIONI SENZA INTESA

L. sui culti ammessi prevede apposito procedimento amministrativo

 di approvazione dei ministri di culto:

esso pare risolversi in un’attività vincolata di controllo della mera

regolarità formale dell’atto di nomina

(dal momento che la Legge non fornisce indicazioni sui criteri da seguire x la

valutazione discrezionale)

cmq i ministri di culto approvati non esauriscono l’insieme di tutti i

 ministri della confessione;

infatti, vige anche il procedimento di riconoscimento incidentale:

esso si fonda sulla valutazione di vari criteri (tempo dedicato, potere

nei cfr. dei singoli fedeli, compiti svolti,…).

* Pertanto: è possibile che Stato non riconosca la qualifica di ministro di

culto a soggetto ritenuto tale nella confessione di appartenenza;

non è possibile che Stato riconosca tale qualifica a soggetto non ritenuto

tale nella confessione di appartenenza.

CONDIZIONE GIURIDICA MINISTRO DI CULTO:

DIRITTI

- 1) esonero dal servizio militare oppure assegnazione al servizio civile

sostitutivo 58

(pur essendo stata soppressa la leva obbligatoria, tale diritto resta rilevante per le

confessioni senza intesa: in caso di mobilitazione generale, i ministri approvati dei culti

ammessi hanno diritto di essere dispensati dalla chiamata);

2) astenersi dal deporre (norma unilaterale) + non rivelare a

magistrati/altra autorità info. su persone o materie di cui sia venuto a

conoscenza per ragione del proprio ministero (norma pattizia)

c.d. “segreto d’ufficio”

3) previsione del trattamento previdenziale.

OBBLIGHI

- 1) non rivelare, senza giusta causa, quanto appreso nell’esercizio del

proprio ministero;

2) astenersi dal vincolare il voto degli elettori, con abuso delle proprie

attribuzioni e nell’esercizio delle stesse;

3) circ. aggravante in caso di reato commesso con abuso dei poteri o in

violazione dei doveri inerenti alla qualifica;

4) equiparazione ai pubblici ufficiali in caso di reato di eccitamento al

dispregio e vilipendio di istituzioni/leggi/atti dell’autorità

INCOMPATIBILITÀ

- Numerose incompatibilità per lo Stato civile (si ritiene che talune siano

anacronistiche).

I ministri di culto non possono esercitare le seg. professioni:

- professione di avvocato;

- ufficio di notaio;

- ufficio di giudice popolare;

- ufficio di giudice di pace;

- ufficio di giudice onorario di tribunale (got);

- ufficio di giudice onorario aggregato (goa);

- ufficio di sindaco.

I ministri di culto non sono più incompatibili con l’esercizio delle professioni

di commercialista, ragioniere, esperto contabile.

INELEGGIBILITÀ

- Leggi elettorali relative a Camera/Senato non contemplano cause di

ineleggibilità.

Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), invece, dispone che non sono eleggibili

a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale/provinciale/

circoscrizionale, nel territorio in cui esercitano il loro ministero.

CAPACITÀ SPECIALI

- ex: 609 c.c., Testamenti speciali:

caso del testatore che non può valersi delle forme ordinarie, perché si

trova in luogo dove domina una malattia contagiosa, ovvero a causa di

pubblica calamità o infortunio: 59

testamento è valido se ricevuto (tra gli altri) da ministro di culto, in

presenza di due testimoni di età non < a 16 anni.

RILEVANZA PENALE DELLA QUALIFICA “MINISTRO DI CULTO”

c.p. ex di effetto penale derivante da tale qualifica:

 - circ. aggravanti comuni (art. 61 c.p.):

l’avere commesso il fatto con abuso dei poteri o violazione dei doveri

inerenti alla qualità di ministro di un culto;

l’avere commesso il fatto vs. persona rivestita della qualità di

ministro di culto;

- reato di abuso elettorale:

ministro di un qualsiasi culto che, abusando proprie attribuzioni e

nell'esercizio di esse, si attiva per costringere elettori a firmare

dichiarazione di presentazione di candidati o per vincolare i suffragi

degli elettori o per indurli alla astensione

c.p.p. ex di effetto penal-processualistico derivante da tale qualifica:

 disp. att. c.p.p. prevedono che, in caso di azione penale esercitata

vs. ecclesiastico/religioso (del culto cattolico), l’informazione è

inviata all’Ordinario della diocesi cui appartiene l’imputato”.

CONDIZIONE GIURIDICA ECCLESIASTICI

ECCLESIASTICI

 “Ecclesiastici” ≠ “Ministri di culto”:

la 1^ qualifica è più ampia della 2^, perché comprende non solo i sacerdoti

ed i chierici, ma anche chi ha ricevuto il diaconato

 Esenzioni

- esonero da servizio militare o assegnazione a servizio civile sostitutivo;

- studenti in teologia avviati al sacerdozio pox. chiedere di rinviare fino al

26° anno l’adempimento del servizio militare (attualmente abolito);

- non rivelare a magistrati/altra autorità info. su persone o materie di cui

sia venuto a conoscenza per ragione del proprio ministero

c.d. “segreto d’ufficio”;

- esenzioni di carattere tributario.

 Incapacità generali

Incompatibilità ed ineleggibilità dei Ministri di culto

 Capacità speciali

Art. 609 c.c., Testamenti speciali

RELIGIOSI

- esonero da servizio militare o assegnazione a servizio civile sostitutivo;

- le sue incapacità derivanti dalla professione dei voti sono irrilevanti per lo

Stato 60

può sposarsi, riconoscere figli naturali, acquistare validam. a titolo

 oneroso e gratuito

* Ecclesiastico o religioso destinatario di un provv. disciplinare da parte

dell’autorità ecclesiastica non gode di nessuna tutela statale (il provv.

ufficialmente comunicato alle autorità civili ha efficacia a tutti gli effetti civili

anche in Italia). Sezione II)

Segreto dei ministri di culto

ELEMENTI COST. DEL SEGRETO DEI MINISTRI DI CULTO

Con rif. alla disciplina del segreto è necessario, anzitutto, specificare gli

elementi costitutivi dell’istituto:

essi, data la loro genericità, caratterizzano tipologia di segreto

a) il sapere;

b) la sua dissimulazione;

c) il rapporto di natura oggettiva o soggettiva che legittima il rifiuto

di comunicare quanto appreso.

Il sistema giur. italiano prevede una molteplicità di fattispecie, che

contemplano segreto di Stato, d’ufficio, professionale, istruttorio, scientifico,

penale, processuale.

Tutte pongono vari problemi di giustizia sostanziale, tra cui la tutela degli

individui, la conoscenza della verità, l’interesse dello Stato alla corretta

amministrazione della giustizia.

DISCIPLINA NORMATIVA

A) Norme unilaterali

 Art. 200 c.p.p., “Segreto professionale”

ministri di culto di confessioni religiose [i cui statuti non contrastino con

«I

l’ordinam. giur. italiano] non pox essere obbligati a deporre su quanto

hanno conosciuto per ragione del proprio ministero»

la funzione ministeriale è tutelata, riconoscendo ai ministri di culto il diritto

di astenersi dal deporre; TUTTAVIA

sussistono due ordini di limiti:

1) essi sono obbligati a deporre quando hanno l’obbligo di riferire il fatto

conosciuto all’Autorità Giudiziaria (clausola di salvezza);

2) caso in cui giudice ha motivo di dubitare che sia infondata la

dichiarazione resa da loro per esimersi dal deporre; 61

effettuati gli accertamenti necessari, se la dichiarazione risulta infondata,

ordina che il testimone deponga.

* tale dettato normativo trova applicazione anche in sede civile.

 Art. 622 c.p., “Rivelazione di segreto professionale”

«Chiunque ha notizia di un segreto per ragione del proprio stato/ufficio o

della propria professione/arte e

lo rivela senza giusta causa;

 lo impiega per il profitto proprio/altrui

è punito se dal fatto può derivare nocumento»

è perseguita sia la condotta di rivelazione di un’informazione riservata

senza giusta causa, sia la condotta di impiego del segreto di cui si è

depositari a vantaggio proprio/altrui;

è necessario che dal fatto derivi nocumento (c.d. “condizione obiettiva di

punibilità”) non deve essere necessariam. un pregiudizio di natura economica.

 Osservazioni

- Art. 200 c.p.p. ≠ 622 c.p.:

il 1° tutela il ministro di culto, prevedendo il suo diritto di astenersi dal

deporre; il 2° tutela il soggetto che si è confidato con il ministro stesso;

- Ratio dell’istituto del segreto:

necessità di tutelare la libertà religiosa del fedele che si è confidato con il

ministro di culto + necessità di garantire il libero esercizio del ministero;

la seconda necessità è particolarmente pregnante quando discende

direttamente dall’ordinam. confessionale di appartenenza

ex: ordinam. canonico impone l’osservanza del segreto su quanto

appreso dal sacerdote durante il Sacramento della confessione:

l’autorizzazione alla rivelazione da parte del titolare non è di per sé

suff. a legittimare la violazione del sigillo sacramentale da parte del

sacerdote (può incorrere nella scomunica).

B) Norme pattizie

 Legge di esecuzione Accordo Villa Madama

ecclesiastici non sono tenuti a dare a magistrati/altra autorità info.

«Gli

su persone o materie di cui siano venuti a conoscenza per ragione del loro

ministero».

C) Confronto

Solo nella normativa pattizia è configurata in termini assoluti la facoltà del

ministro di culto di astenersi dal dare info. a magistrati/altra autorità

Invece, nella normativa unilaterale tale facoltà di astensione è subordinata alla

condizione che il giudice non accerti l’infondatezza dell’eccezione sollevata dal

ministro. 62

Capitolo V)

CITTADINI E FATTORE RELIGIOSO

Sezione I)

Assistenza spirituale nelle strutture obbliganti

ASSISTENZA SPIRITUALE e TUTELA DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA

“A ” è rivolta a soddisfare le esigenze religiose dei

SSISTENZA SPIRITUALE soggetti che si trovano inseriti, temporaneam. o

stabilmente, all’interno di strutture pubbliche

obbliganti definite dalla dottr. come

“comunità separate” o “comunità chiuse”

(ex: ospedali, caserme, istituti penitenziali,…)

L’assistenza spirituale trova fondamento nell’art. 19 Cost., ossia nella piena

tutela dell’esercizio del dir. di libertà religiosa:

in presenza di impedimenti oggettivi alla libera iniziativa del singolo, devono

essere predisposte misure idonee ad assicurare l’adempimento delle pratiche di

culto ed il conforto spirituale dei ministri della confessione di appartenenza.

 C

HIESA CATTOLICA ACCORDO DI VILLA MADAMA

la disciplina statale prevede un servizio stabile di assistenza religiosa;

 l’onere finanziario è assunto direttamente dallo Stato:

 l’Accordo Villa Madama stabilisce l’impegno dello Stato di garantire che la

permanenza presso strutture pubbliche obbliganti non dia luogo a nessun

impedimento nell’esercizio della libertà religiosa e nell’adempimento delle

pratiche di culto;

 C

ONFESSIONI ACATTOLICHE INTESE

il servizio di assistenza religiosa è attivabile soltanto sulla base delle

 richiesta del singolo: essa è rivolta all’autorità amministrativa preposta

alla rispettiva comunità, la quale, a sua volta, è tenuta ad inoltrare

l’istanza alla struttura confessionale competente;

l’onere finanziario è assunto direttamente dal rispettivo organo

 ecclesiastico, per una precisa scelta confessionale (pertanto, è esclusa

l’assunzione delle spese da parte dello Stato).

Agli assistenti designati è consentito di accedere liberamente alle strutture

pubbliche obbliganti, senza limiti di orario e senza necessità di alcuna

preventiva autorizzazione.

① ASSISTENZA SPIRITUALE PRESSO LE FORZE ARMATE

 A

SSISTENZA SPIRITUALE CATTOLICA

Le Forze Armate rappresentano l’ambito di intervento più risalente da parte

del legislatore statale.

Elementi centrali della disciplina sono i seguenti: 63

- il c.d. “cappellano militare” è inquadrato gerarchicamente nella

struttura militare

= ufficio della Chiesa avente funzione di assistere spiritualmente le forze armate;

è nominato con decreto del Capo dello Stato, su proposta del Ministro della

Difesa, previa designazione dell’Ordinario militare;

requisiti: non deve aver superato i 35 anni, deve godere dei dir. politici ed essere

idoneo al servizio militare;

ha capacità di ricevere testamento dai militari e dalle persone al seguito delle

forze armate dello Stato.

- stante tale inquadramento, essi sono retribuiti in proporzione al grado

conseguito all’interno delle Forze Armate;

- tali ecclesiastici sono legati all’amministrazione militare da un vero e

proprio rapporto di lavoro;

- il servizio di assistenza spirituale fa capo all’Ordinario Militare, un

Vescovo insignito di dignità arcivescovile, coadiuvato da un Vicario

generale militare e da tre Ispettori.

“Ordinariato Militare” = Chiesa “particolare” eretta per assistere spiritualmente

le forza armate (c.d. “ordinariato castrense”).

La giurisdizione dell’Ordinario militare è:

a) personale: si esercita verso tutti gli appartenenti alle forze armate nazionali,

ovunque dislocati (anche all’estero);

b) propria ma cumulativa con quella del Vescovo diocesano:

perché gli appartenenti all’Ordinariato Militare non cessano di essere fedeli di

quella Chiesa particolare del cui popolo, in ragione del domicilio o del rito,

costituiscono una porzione;

c) clero di questa singolare diocesi è costituito dai cappellani militari;

dall’Ordinario militare dipendono anche gli appartenenti a ordini religiosi, che

operano stabilmente in strutture sanitarie militari

 A

SSISTENZA SPIRITUALE ACATTOLICA

I militari di qualunque religione possono esercitarne il culto e ricevere

l’assistenza dei loro ministri.

Elementi centrali della disciplina sono i seguenti:

- i militari aderenti ad una confessione acattolica hanno diritto di

partecipare alle attività religiose del rispettivo culto, nella località in cui si

trovano per servizio

in mancanza, gli viene riconosciuto il permesso di frequentare il

luogo di culto più vicino;

- in caso di mobilitazione delle Forze armate, i militari acattolici ricevono

assistenza spirituale da un ministro di un culto ammesso nello Stato, su

autorizzazione dell’autorità militare.

② ASSISTENZA SPIRITUALE AL PERSONALE DELLA POLIZIA DI

STATO

“L. di smilitarizzazione della Polizia di Stato” prevede che al personale

residente presso alloggi collettivi di servizio o scuole sia assicurata l’assistenza

spirituale, nel rispetto dei principi costituzionali.

. .: x assicurare l’assistenza spirituale è escluso il ricorso a “cappellani

N B 64

militari”.

In attuazione di ciò, Ministero dell’Interno e Presidente della CEI hanno

concluso un’apposita intesa, avente il fine di stabilire le modalità di

predisposizione dell’assistenza spirituale a favore del personale Polizia di Stato.

Attuale disciplina:

 l’incarico di assistenza spirituale è conferito a soggetti che rimangono

estranei alla struttura dell’amministrazione:

essi svolgono la propria attività in piena autonomia e senza vincoli di

subordinazione all’amministrazione;

 Per quanto riguarda l’aspetto retributivo, essi sono retribuiti dalla

amministrazione; il compenso è proporzionato alla misura di quello

corrisposto dalla CEI ai parroci, con aumento del 6%.

③ ASSISTENZA SPIRITUALE NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI

Il servizio di assistenza spirituale all’interno degli istituti di prevenzione e di

pena è regolato spt. dalla legislazione statale unilaterale.

Premessa

“L. sull’ordinamento penitenziario” tra gli elementi utili alla rieducazione del

detenuto comprende anche la religione (insieme a lavoro, istruzione, attività

culturali, ricreative e sportive).

è riconosciuta la “libertà di professare la propria fede religiosa, di istruirsi in

essa e di praticarne il culto”.

 A

SSISTENZA SPIRITUALE CATTOLICA

la legge prevede espressam. che tale servizio sia istituito con carattere di

stabilità in qualsiasi struttura penitenziaria;

i cappellani cattolici sono legati all’amministrazione penitenziaria da un

vero e proprio rapporto di lavoro

 A

SSISTENZA SPIRITUALE ACATTOLICA

il servizio è attivabile soltanto sulla base della richiesta del singolo

detenuto: egli ha diritto di ricevere l’assistenza dei ministri del proprio

culto e di celebrarne i riti.

Giur. istituti diversi od alternativi alla custodia cautelare in carcere:

 problema di assicurare strumenti adeguati all’esercizio delle pratiche

cultuali anche in altri luoghi (ex. nell’ambito degli arresti domiciliari)

tre soluzioni di natura giurisprudenziale manca disciplina legislativa,

che da tempo si auspica

(α) Tesi favorevole

tra le esigenze della vita» che consentono

«indispensabili

all’imputato di allontanarsi dal luogo degli aa.dd., può rientrare

anche la fruizione del servizio religioso (in specie, la

partecipazione alla messa domenicale);

(β) Tesi intermedia 65

la fruizione del servizio religioso può essere garantita, in

alternativa, senza comportare l’allontanamento (in specie, la

presenza alla messa può essere sostituita dalla fruizione della

stessa tramite mezzi radio-televisivi);

(γ) Tesi rigida

il permesso di allontanamento è concedibile esclusivam. per

ragioni di carattere economico-lavorativo, non anche per ragioni

di natura spirituale.

④ ASSISTENZA SPIRITUALE NELLE STRUTTURE SANITARIE

F

 EDELI NON CATTOLICI

Già un Regio Decreto del 1930 (vigente) prevedeva tale servizio:

i ministri dei culti ammessi pox. essere autorizzati a frequentare i

luoghi di cura o di ritiro x prestare assistenza religiosa ai ricoverati;

il servizio è prestato su richiesta specifica del ricoverato;

l’autorizzazione è rilasciata dall’autorità preposta alla direzione

amministrativa del luogo di cura o ritiro: essa deve indicare modalità

e cautele con cui il servizio deve essere prestato.

F

 EDELI CATTOLICI

Prima disciplina organica del 1968

indica espressam. tale servizio tra i requisiti necessari per poter

fruire della classificazione quale “ente ospedaliero”;

individua quale personale di assistenza religiosa i ministri del culto

cattolico;

Seconda disciplina organica del 1978 . . .,

ISTITUTIVA DEL S S N CON PARZIALE

MODIFICA DI QUELLA PRECEDENTE

presso le strutture di ricovero deve essere assicurata l’assistenza

religiosa, nel rispetto della volontà e libertà di coscienza del cittadino;

L’Unità Sanitaria Locale (ora A.S.L) deve provvedere alla

regolamentazione del servizio di assistenza religiosa, x il culto

cattolico d’intesa con gli Ordinari diocesani

x gli altri culti ammessi d’intesa con le

rispettive autorità competenti territorialm.

Successivamente, molte Regioni si sono preoccupate di munirsi di una specifica

disciplina in materia, attraverso la conclusione di protocolli d’intesa con le

Conferenze Episcopali Regionali.

ex: Azienda Ospedaliera di Careggi ha sottoscritto a

livello locale due protocolli di intesa con la Comunità

Ebraica di Firenze e la Comunità Islamica di Firenze.

⑤ ASSISTENZA SPIRITUALE NEI C.I.E.

Il reg. di attuazione del Testo Unico sull’Immigrazione disciplina l’istituzione dei

“centri di permanenza temporanea”, ora “centri di identificazione ed

espulsione”: 66

nel regolare le modalità di trattamento dei soggetti trattenuti, interviene anche

sulla tutela della libertà religiosa.

- all’interno del centro, le modalità di trattamento devono garantire la

libertà di colloquio con i ministri di culto;

- la libertà del culto è assicurata nei limiti previsti dalla Costituzione;

nell’elencare le persone cui è concesso l’accesso ai c.i.e., indica tra di essi

- anche i ministri di culto.

La loro inclusione nella lista delle persone cui è concesso l’accesso garantisce il

servizio di assistenza spirituale.

T l’efficacia della norma è parzialm. limitata, in quanto difettano

UTTAVIA ulteriori indicazioni circa le modalità d’individuazione del ministro

per la sua operatività si ricorre analogamente alle disp. dettate

 per le altre forme di assistenza spirituale.

Sezione II)

Insegnamento della religione cattolica

EVOLUZIONE STORICA E PRINCIPI GENERALI

 L’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche ha

costituito da sempre motivo di dibattito:

non solo circa la garanzia dell’esercizio del dir. di libertà religiosa del singolo,

ma anche circa l’impianto complessivo delle relazioni tra Stato/confessioni.

Nel nostro ordinamento si sono succedute discipline ≠

S ‘800

a) ECONDA METÀ

legislazione liberale ottocentesca aderisce al modello separatista classico:

Legge “Casati” introduce la prima rete di scuole pubbliche statali;

F ‘800

b) INE

è incrementato il processo di laicizzazione della scuola:

x scuole secondarie Legge “Coppino” abolisce i direttori spirituali ed

esclude l’insegnamento della religione;

x scuole elementari successive disposizioni mantengono l’insegnamento

della religione solo x gli alunni richiedenti;

R

a) EGIME FASCISTA

apporta un radicale mutamento della disciplina:

c.d. “Riforma Gentile” 1923 introduce di nuovo obbligo di insegnamento

della religione cattolica nelle scuole elementari;

C 1929

b) ONCORDATO DEL

in generale, riconosce la religione cattolica quale “religione di Stato”:

estende la formula gentiliana alle scuole medie inferiori e superiori;

al contempo, garantisce, in tutti i gradi di istruzione, la possibilità di

esenzione dall’insegnamento della religione x gli alunni richiedenti (genitori

67

devono farne richiesta scritta all’inizio dell’anno scolastico)

- A V M 1984 -

CCORDO DI ILLA ADAMA DEL

Stato italiano ad assicurare l’insegnamento della religione

«continua

cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado,

tenuto conto che i principi del cattolicesimo sono parte integrante del

patrimonio storico del popolo italiano»

nel Concordato l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica

 appare spt. quale strumento politico;

nell’Accordo emerge l’importanza della funzione svolta dall’educazione

 religiosa, quale strumento di formazione della coscienza individuale dei

giovani - P A ’A -

ROTOCOLLO DDIZIONALE ALL CCORDO

precisa le modalità di attuazione dell’Accordo;

l’insegnamento deve essere impartito conformità alla dottrina della

«in

Chiesa», rispetto della libertà di coscienza degli alunni», da insegnanti

«nel

riconosciuti “idonei” (nominati dalle autorità confessionale e scolastica).

In attuazione di ciò, Ministero Pubblica Istruzione (ora MIUR) e CEI hanno sottoscritto

apposita Intesa nel 1985.

 Tale rinnovata presa di coscienza della funzione è confermata anche nelle

Intese con le .

CONFESSIONI ACATTOLICHE

Lo Stato, nel rispetto del carattere pluralistico della scuola, assicura, «il

diritto di rispondere alle richieste provenienti da alunni, famiglie, organi

scolastici circa lo studio del fatto religioso e le sue implicazioni».

T la presenza confessionale nella scuola è attivabile solo su richiesta

UTTAVIA (resta dominante il ruolo assegnato alla religione cattolica nell’ord. scolastico)

N.B. x tutti i culti (cattolico e acattolici) vale il princ. di “facoltatività” in

mat. d’insegnamento religioso:

l’insegnamento è fruibile solo in base ad una specifica scelta da parte

del singolo

MODALITÀ DI ORGANIZZAZIONE INSEGNAMENTO e COLLOCAZIONE

ORARIA MINISTERO PUBBLICA ISTRUZIONE

Nel tempo son sorte difficoltà interpretative circa le modalità attuative della

facoltà di scelta dell’insegnamento religioso

problema: frequenza di attività di studio “alternative” per i non

 avvalentisi

(A) Circolare ministeriale del 1986

x assicurare agli alunni la fruizione di un eguale tempo-scuola, la

frequenza di attività di studio “alternative” deve assumere carattere di

obbligatorietà

insegnamento cattolico da facoltativo ad opzionale, essendo

 68

un’alternativa ad altre attività didattiche;

contrasto con Accordo Villa Madama

Corte Cost. questione di legittimità costituzionale delle norme di

 esecuzione Accordo e del Protocollo Addizionale, in relazione

agli artt. 3, 7, 8 e 19 Cost.

premessa:

il fatto che l’insegnamento della religione cattolica sia

impartito in conseguenza di un atto di libera scelta individuale

non contrasta con il princ. supremo di laicità dello Stato

soluzione:

la previsione di un insegnamento alternativo obbligatorio

condiziona la lib. di coscienza: essa deve avere ad oggetto

solo l’esercizio della libertà religiosa

(B) Circolari ministeriali 1989

i non avvalentisi possono scegliere di agire come segue:

o frequentare attività didattiche; o svolgere attività di studio individuali,

con l’assistenza del personale scolastico; o non dedicarsi ad alcuna attività,

senza tuttavia possibilità di allontanamento dalla scuola

Corte Cost. premessa:

 il < impegno scolastico dei non avvalentisi non è causa di

disincentivo per le future scelte degli avvalentisi;

soluzione:

gli alunni non avvalentisi pox. anche scegliere di

allontanarsi dall’edificio scolastico

(C) Circolari ministeriali 1991

riconosce la possibilità di allontanamento dalla scuola;

prevede che l’insegnamento possa essere collocato anche in “ore

intercalari”, senza che sia necessario inserirlo all’inizio/fine della lezioni

Corte Cost. il problema della collocazione oraria, attenendo

 all’organizzazione didattica della scuola, non è connesso con

l’esercizio del dir. costituzionale di libertà religiosa

non riguarda il giudice della costituzionalità.

PROGRAMMI, MODALITÀ DI ORGANIZZAZIONE, SCELTA DEI LIBRI

DI TESTO I 1985

NTESA

Quanto ai programmi di insegnamento:

essi devono essere adottati su proposta del MIUR, con decreto del Presidente

della Repubblica, previa intesa con la CEI.

Quanto alle modalità di organizzazione dell’insegnamento:

- la decisione di avvalersi non deve influire sui criteri di formazione delle classi;

- la decisione di avvalersi deve essere effettuata all’atto dell’iscrizione 69

scolastica; essa ha effetto per l’intero anno scolastico cui si riferisce e per i

successivi anni di corso quando è prevista l’iscrizione d’ufficio

tale ultima precisazione è stata eliminata in quanto rischiava di contrastare con il

principio di “facoltatività” della scelta: si è previsto che la scelta debba essere

rinnovata di anno in anno;

- la decisione di avvalersi è effettuata direttam. dagli alunni, nel caso di

studenti delle scuole secondarie superiori.

Quanto alla scelta dei libri di testo:

si è precisato che i criteri di scelta devono essere muniti sia di nullaosta della

CEI sia dell’approvazione dell’Ordinario diocesano competente.

STATUS GIURIDICO INSEGNANTI I 1985

NTESA

Si tratta di considerare la qualificazione professionale degli insegnanti di

religione

In passato:

la loro “idoneità” era riconosciuta da parte dell’Ordinario diocesano competente;

la loro nomina era effettuata dall’autorità scolastica, previo possesso del

riconoscimento della “idoneità”.

Attualmente:

la condizione giur. di tali docenti è equiparata a quella degli altri insegnanti

statali; essi sono assunti tramite concorso pubblico

(rimangono cmq alcune particolarità relativam. sia all’oggetto del programma

d’esame, sia ai requisiti richiesti x l’accesso al 1° inquadramento di ruolo).

Sezione III)

Scuole confessionali

DIRITTO ALLO STUDIO ed ISTITUZIONE SCUOLE CONFESSIONALI

Esigenza di assicurare alle associazioni religiose la libertà di istituire ed

organizzare .

SCUOLE SECONDARIE CONFESSIONALMENTE ORIENTATE

Tale libertà è riconosciuta sia a livello costituzionale sia a livello pattizio.

Art. 33 Cost. e scienza sono libere e libero è il loro insegnamento»;

 «Arte pubblici e privati hanno il diritto di istituire scuole ed

«Enti

istituti di educazione, purché senza oneri per lo Stato»;

Accordo Villa Madama ribadisce i dettami costituzionali:

 Stato garantisce alla Chiesa cattolica il diritto di

«Lo

istituire liberamente scuole di ogni ordine e grado

ed istituti di educazione,

in conformità al principio della libertà della

scuola e dell’insegnamento».

SCUOLA PRIVATA PARITARIA 70

 riconoscimento

- per poter essere riconosciuta (e, quindi, per poter rilasciare titoli di

studio con valore legale) deve rispettare vari requisiti:

assicurare l’iscrizione a tutti gli allievi richiedenti;

 avere progetto educativo in armonia con i principi costituzionali;

 rispettare la normativa in mat. d’inserimento di studenti con

 disabilità o in condizione di svantaggio;

 finanziamento

è discussa la possibilità di erogare finanziam. pubblici diretti/indiretti a

- favore di tali scuole: la dottr. ha variamente interpretato l’inciso

oneri per lo Stato»;

«senza

ad ogni modo, talora il legislatore regionale ha previsto contributi

- finanziari alle famiglie (c.d. “buoni-scuola”): questi possono essere

utilizzati x l’istruzione pubblica o privata;

 orientamento

- gode di piena libertà circa l’orientam. culturale e l’indirizzo pedagogico-

didattico;

- MA non pox. essere obbligatorie attività extra-curriculari che

presuppongono l’adesione ad una det. confessione/ideologia.

INSEGNANTI DELLE SCUOLE CONFESSIONALI

La è caratterizzata da una specifica “tendenza”;

SCUOLA CONFESSIONALE

ciò comporta che i suoi docenti ottemperino all’indirizzo religioso della scuola,

senza tenere condotte contrarie ai suoi principi.

Giur. licenziamento x giusta causa è consentito solo se la condotta è

 strettamente pertinente alla connotazione religiosa della scuola

non rilevano i c.d. “fatti meramente privati” (ex: aver contratto

 matrimonio solo civile, divorziato, intrattenuto relazioni

omosessuali).

* Università Cattolica del Sacro Cuore  disciplina singolare

Concordato Lateranense:

nomina dei suoi docenti era subordinata ad un “nullaosta” della Santa Sede.

Corte Cost. ha affermato che era legittima la revoca di un nullaosta già

 concesso, in base ad un principio immanente all’art. 33

Cost.: la libertà dell’istituzione universitaria confessionale;

Accordo Villa Madama:

nomina dei suoi docenti è subordinata al “gradimento” sotto il profilo

religioso da parte della competente autorità ecclesiastica;

Giur. non ha mai esteso il suo sindacato al contenuto dei provv.

 ecclesiastici di diniego o revoca del gradimento;

per il Consiglio di Stato il “gradimento” costituisce fatto estraneo

all’ordinam. italiano

non è sindacabile né da parte del giudice amministrativo né da

 parte dell’Università Cattolica. 71

RICONOSCIMENTO TITOLI ACCADEMICI ECCLESIASTICI

Ulteriori disposizioni

istituti universitari, seminari, accademie, collegi e gli altri istituti per

ecclesiastici/religiosi (istituiti secondo il dir. canonico):

continuano a dipendere soltanto dall’autorità ecclesiastica;

titoli accademici ecclesiastici (teologia/altre discipline ecclesiastiche):

se conferiti da Facoltà approvate da Santa Sede, devono essere

riconosciuti da parte dello Stato.

“ORGANIZZAZIONI DI TENDENZA”

“organizzazioni di tendenza”

 = sono datori di lavoro non imprenditori, che svolgono senza fine di lucro

attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione oppure di

religione o culto; 3 requisiti: non imprenditorialità attività; assenza scopo di lucro;

natura di tendenza dell’attività svolta.

sono escluse dalla regola generale della tutela “reale” vs. licenziamento

ingiustificato (art. 18, Statuto Lavoratori), ed assoggettate all’eccezione

della tutela “obbligatoria”.

NO atti di discriminazione; le di trattamento basate sulla professione di

 ≠

una det. religione/det. convinzioni personali sono legittime se, per la natura

dell’attività professionale dell’organizzazione, costituiscono requisito

essenziale, legittimo e giustificato.

protezione della tendenza è dato giur. consolidato;

 volontà del legislatore di erigere modelli di convivenza sociale tali da

 coniugare uguaglianza e parità di trattamento con valorizzazione della

differenza. Sezione IV)

Matrimonio

LIBERTÀ MATRIMONIALE e SISTEMA DELLE FONTI

- PRINCIPI IN MATERIA

Il dir. di contrarre matrimonio (e, quindi, il dir. di acquisire lo status di

coniuge) è riconosciuto a individuo, a condizione che siano rispettati i

seguenti principi

1) “ ”

LIBERTÀ MATRIMONIALE

a) Facoltà di scegliere se contrarre il vincolo coniugale nel momento e

con il soggetto desiderati;

b) Facoltà di scegliere il tipo di atto di matrimonio, la legge regolatrice:

soggetti di sesso ≠ hanno il dir. di manifestare (con det. forme) la

volontà di adottare la forma del matr. civile ovvero quella del matr.

religioso che potrà produrre effetti civili 72

consenso degli sposi ha ad oggetto non solo l’assunzione del

 vincolo coniugale, ma anche l’individuazione dell’ordinamento

entro cui il matrimonio è destinato a produrre effetti;

2) “ ”

IMMUTABILITÀ DEL REGIME MATRIMONIALE

La scelta, pur libera, è definitiva e le parti vi rimangono vincolate;

3) “ ”

UNICITÀ DELLA DISCIPLINA DEGLI EFFETTI CIVILI DEL MATRIMONIO

Indipendentemente dalla forma scelta, il rapporto matrimoniale è sempre

regolato dalle norme statali del c.c. (diritti e doveri dei coniugi, rapporti

con la prole, aspetti patrimoniali e successori connessi alla famiglia, oltre

alla promessa di matrimonio).

- SISTEMA DELLE FONTI

L’ordinamento italiano disciplina il riconoscimento civile del matrimonio

religioso tramite pluralità di fonti:

Art. 82 matrimonio celebrato davanti ad un ministro del culto

 «Il

cattolico è regolato in conformità al Concordato Lateranense

alle leggi speciali in materia»

Art. 83 «Il matrimonio celebrato davanti ai ministri dei culti ammessi

 nello Stato è regolato dalle disp. relative al matrimonio

celebrato davanti all’Ufficiale di stato civile, salvo quanto è

stabilito nella legge speciale concernente tale matrimonio»

Si tratta di norme ampiam. superate nei rif. normativi dal nuovo sistema

delle fonti del dir. ecclesiastico.

ORIGINE MATRIMONIO CIVILE e INTRODUZIONE MATRIMONIO

CONCORDATARIO

ORIGINE MATRIMONIO CIVILE

- O LANDA

nel 1580 è introdotto per la prima volta l’istituto del matrimonio civile,

avente lo scopo di regolare la posizione dei dissidenti religiosi:

consente l’instaurazione del rapporto coniugale anche ai non appartenenti

alla Chiesa cattolica/altre confessioni riconosciute.

F

RANCIA

con la Rivoluzione francese si giunge alla completa laicizzazione dell’istituto,

qualificando il matrimonio come contratto civile.

I

TALIA

il matrimonio “civile” è introdotto con il c.c. del 1865:

in conformità al modello liberale separatista, è sancito il principio per cui

l’unico matrimonio giuridicamente rilevante è quello civile

matr. civile unico strumento per acquisire qualità di coniuge;

 matr. religioso è fatto lecito, ma giuridicamente irrilevante.

 73

INTRODUZIONE MATRIMONIO CONCORDATARIO

-

 Con il Concordato Lateranense 1929 viene introdotto il matrimonio

“concordatario” (accanto a quello civile).

contenuto possibilità di contrarre matrimonio canonico, cui sono collegati

 effetti civili mediante procedimento di trascrizione nei registri

dello stato civile ad opera dell’ufficiale dello stato civile;

ripartizione disciplina - ordinam. canonico:

 disciplina capacità parti, impedimenti alla

celebrazione, forma celebrazione;

- ordinam. civile:

disciplina procedim. trascrizione, rapporto

matrimoniale (diritti/doveri coniugi);

ripartizione giurisdizione è riproposto il riparto delle competenze

 - Tribunali della Chiesa:

giurisdizione esclusiva in mat. d’invalidità del

negozio matrimoniale;

- Tribunali dello Stato:

giurisdizione in mat. d’invalidità della

trascrizione del matrimonio (e della

separazione);

esecuzione

riconoscimento sent. - è riconosciuta efficacia civile alle sent.

 ecclesiastiche di nullità matrimonio:

Corte d’Appello dichiara l’esecutività della sent.

con ordinanza, senza operare alcun controllo sul

merito della pronuncia;

- è riconosciuta efficacia civile alle sent.

ecclesiastiche di scioglimento matrimonio per

mancata consumazione (c.d. “dispensa pontificia

del matr. rato e non consumato”).

 La Legge sui culti ammessi 1929 disciplina, invece, meramente un

matrimonio civile celebrato in forma speciale:

la legge disciplina tutti i requisiti per valida celebrazione matrimonio

(salva la legge civile sulla disciplina sostanziale dell’atto di matrimonio e

sulla giurisdizione dei Tribunali dello Stato).

REVISIONE DEL SISTEMA MATRIMONIALE CONCORDATARIO

 Crisi del sistema matrimoniale concordatario

- Costituzione mostra l’incompatibilità tra esso ed alcuni valori costituz.;

- Legge sul divorzio 898/1970 consente a chi ha contratto matrimonio

religioso regolarm. trascritto di farne cessare gli effetti civili

viene meno la corrispondenza tra status di coniuge in sede civile e

 stato di coniuge in sede religiosa;

viene meno il principio d’indissolubilità del matrimonio.

 74

Pronunce Corte Costituzionale

(A) istituto divorzile è pienamente conforme alla Cost., in quanto bisogna ≠

tra atto e rapporto matrimoniale:

il divorzio incide solo sul matrimonio come rapporto e non come atto

(formato e permanente nell’ordinamento canonico)

(B) incostituzionalità Legge sul matr. concordatario relativam. alle cause di

impugnazione della trascrizione:

oltre alle hp espressam. previste (mancanza di stato libero ed

interdizione), bis. prevedere anche l’incapacità naturale di uno dei due

soggetti

(C) alla base del sistema matrimoniale vi è un atto di libertà:

un atto di libera scelta dei nubendi tra matr. civile e matr. concordatario;

tale atto comporta la scelta della legge regolatrice (che deve disciplinare

la formazione del vincolo)

(D) in mat. esecuzione sent. ecclesiastiche di nullità:

sono eseguibili nell’ordinam. civile a seguito della verifica che innanzi ai

Trib. ecclesiastici è stato osservato il diritto essenziale di difesa delle

parti (agire/resistere in giudizio) e che la sent. non è contraria all’ordine

pubblico

entrambi sono qualificati quali princ. supremi dell’ordinamento

 costituzionale;

in mat. esecuzione dispense pontificie dal matr. rato e non consumato:

non sono più eseguibili nell’ordinam. civile, poiché emanate a seguito di

un procedim. amministrativo privo delle garanzie tipiche di un procedim.

giurisdizionale.

Le pronunce della Corte Cost. sono state recepite dall’Accordo di Villa

Madama del 1984.

Sono desumibili due principi generali circa l’attribuzione di effetti civili al

matr. canonico:

① matr. canonico non è trascrivibile se, nelle = condizioni, è preclusa la

celebrazione del matr. civile;

② trascrizione può avvenire solo per volontà parti (non è più possibile

trascrizione su richiesta di terzi all’insaputa o contro la volontà nubendi).

 A partire dal 1984 si apre la c.d. “stagione delle Intese” (sono stipulate 6

Intese con confessioni acattoliche):

ai matrimoni celebrati seconde le rispettive norme confessionali sono

riconosciuti effetti civili, attraverso la trascrizione dell’atto nei registri stato

civile.

I requisiti di validità, requisiti di capacità, diritti e doveri dei coniugi restano

regolati unicamente dal diritto civile italiano; sono competenti i Tribunali

civili dello Stato nei modi e per le cause con cui può essere impugnato un

matr. civile. 75

EFFETTI CIVILI DEL MATRIMONIO CONCORDATARIO

(a) FORMALITÀ PRELIMINARI

- PUBBLICAZIONE

La trascrizione deve essere preceduta dall’adempimento civilistico della

.

PUBBLICAZIONE DEL MATRIMONIO

funzione di pubblicità-notizia:

Ufficiale di stato civile pubblica la volontà di due soggetti di celebrare

matr. canonico destinato a produrre effetti civili

al fine di consentire eventuali opposizioni alla trascrizione

 (non alla celebrazione, come nel caso del matr. civile)

Richiesta della pubblicazione

la richiesta deve essere effettuata da entrambi i nubendi (o da persona che

ha ricevuto speciale incarico da loro).

x matr. canonico destinato alla trascrizione, la richiesta deve essere

avanzata anche dal parroco.

Luogo della pubblicazione

essa va richiesta dai nubendi all’Ufficiale di stato civile del comune dove uno

degli sposi ha la residenza; essa dovrà rimanere affissa alla porta della casa

.

comunale almeno per 8 giorni

Termine per la celebrazione del matrimonio

la pubblicazione perde efficacia se la celebrazione del matrimonio non

avviene entro i successivi 180 gg.

Riduzione del termine ed omissione della pubblicazione

gli interessati possono ottenere dal Tribunale (sentito il p.m.)

l’autorizzazione alla riduzione del termine della pubblicazione “per gravi

motivi”; oppure l’omissione della pubblicazione “per cause gravissime”

. . è consentito procedere alla pubblicazione successivamente alla

N B celebrazione, e precedentemente alla trascrizione

= c.d. “trascrizione tempestiva ritardata”

- OPPOSIZIONE

In seguito, bis. esaminare la disciplina delle .

OPPOSIZIONI AL MATRIMONIO

Persone che possono fare opposizione

genitori (in loro mancanza, ascendenti/collaterali entro il 3° grado) pox.

 fare opposizione al matrimonio dei loro parenti per causa ostativa alla

sua celebrazione;

diritto di opporsi compete anche al tutore o curatore;

 pubblico ministero deve sempre fare opposizione al matrimonio, quando

 è a conoscenza di una causa di impedimento.

Atto di opposizione

si presenta con ricorso al Trib. del luogo dove è stata eseguita pubblicazione;

l’atto deve dichiarare la qualità che attribuisce all'opponente il diritto di farla

e le cause dell'opposizione. 76

In mancanza di opposizione, trascorsi 3 gg dalla scadenza del termine per il

compimento della pubblicazione, l’Ufficiale di stato civile rilascia il nullaosta

alla celebrazione di un matrimonio valido agli effetti civili

= certificato che conferisce ai nubendi il dir. soggettivo di trascrivere

tempestivamente il matr. religioso da celebrare.

(b) CELEBRAZIONE

 I sono i seguenti:

REQUISITI PER LA CELEBRAZIONE

1) Capacità giuridica

possesso di un’età minima (in Italia la CEI l’ha elevata a 18 anni per

renderla uniforme a quella richiesta dalla legislazione civile) ed assenza di

impedimenti;

2) Capacità naturale

possesso di idonee condizioni psicologiche e psichiche;

3) Consenso nuziale

promessa solenne che gli sposi si scambiano durante la celebrazione

nuziale; atto personale della volontà, con cui dichiarano di voler costituire il

vincolo coniugale e di accettarne senza riserve tutte le connesse proprietà e

finalità stabilite dalla Chiesa.

Deve essere espresso in modo libero e consapevole;

4) Forma canonica

osservanza delle modalità giuridiche di celebrazione del matr. canonico.

In assenza dei req. la validità dell’atto è solo apparente: può essere travolta ex

tunc dal Tribunale ecclesiastico con una sentenza di nullità.

 La , essendo atto di natura religiosa, è del tutto

CELEBRAZIONE DEL MATRIMONIO

irrilevante x Stato.

( )

O SUO DELEGATO subito dopo celebrazione:

PARROCO  spiega ai contraenti gli effetti civili del matrimonio, dando

lettura degli artt. c.c. relativi ai diritti e doveri dei coniugi;

 redige, in doppio originale, l’atto di matrimonio in cui

pox. essere inserite le dichiarazioni dei coniugi consentite

dalla legge civile (scelta del regime di separazione dei beni, riconoscim.

e o legittimazione di figli naturali);

 entro 5 gg dalla celebrazione, parroco trasmette a Ufficiale

di stato civile un originale dell’atto di matrimonio, unitamente

al nulla osta (precedentem. rilasciato agli sposi dallo stesso

Ufficiale);

entro le 24 h successive, provvede alla trascrizione del

UFFICIALE matrimonio negli appositi spazi dei registri di matrimonio.

STATO CIVILE

Il parroco, nel adempiere alle funzioni prescritte da legge civile, produce

effetti giur. nell’ordinam. italiano

è un “pubblico ufficiale”:

 in qualità di organo indiretto della p.a., esercita un potere certificazione;

risponde civilmente/penalmente in caso di omissione o cattivo

 77

adempimento delle funzioni.

* Forme speciali celebrazione di cui al dir. canonico

ex: “matr. alla presenza dei soli testimoni”; “matr. segreto o di coscienza”:

matrimonio celebrato in segreto, per grave ed urgente causa, su permesso dell’Ordinario

1) si fanno in segreto le indagini pre-matrimoniali;

2) dell'avvenuta celebrazione del matrimonio hanno l’obbligo di conservare il segreto

l'Ordinario del luogo, l'assistente, i testimoni ed i coniugi;

tale obbligo cessa per l'Ordinario se dalla sua osservanza deriva grave scandalo o grave

ingiuria alla santità del matrimonio).

dottr. tende ad escludere il loro riconoscimento;

** Trascrizione in Italia matr. canonico celebrato all’estero

Circolare del Ministero di Grazia e Giustizia ≠ tra 2 hp:

1. si procede alla trascrizione, quando matr. canonico non ha già prodotto

i suoi effetti civili nello Stato straniero;

2. si procede al riconoscimento come matr. civile celebrato all’estero

secondo le norme di d.i.p., quando ha già prodotto i suoi effetti civili

nello Stato straniero;

*** Matrimonio omosessuale

Trib. Venezia/Ferrara, Corte d’Appello Trento/Firenze ordinanze di remissione:

c.c. non prevede espressam. requisito della ≠ di sesso tra i nubendi; tuttavia

l'impossibilità di celebrare un matrimonio omosessuale si fonda sul fatto che alcuni artt.

contengono le parole «moglie» e «marito»;

=> incostituzionalità divieto di matr. omosessuale, per violazione artt. 2, 3, Cost. e CEDU;

Corte Cost.:

prima atteggiamento di chiusura:

 unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio;

dopo atteggiamento di apertura (sent. storica 2012):

 nel nostro ordinam. giur. è stata superata la concezione per cui la ≠ di sesso

dei nubendi è presupposto indispensabile, naturalistico, della “esistenza”

matrimonio; è presupposto non più adeguato all’attuale realtà giuridica;

il suo riconoscimento e la sua garanzia sono rimessi alla libera scelta del

Parlamento

(c) TRASCRIZIONE

(c) Obbligo

1

Una volta che è stato rilasciato il certificato di nulla osta, la TRASCRIZIONE

’ deve essere obbligatoriamente eseguita da parte

DELL ATTO DI MATRIMONIO

dell’Ufficiale di stato civile

anche se successivamente al rilascio, abbia appreso dell’esistenza

 di cause ostative alla trascrizione;

in tal caso, ha obbligo di informare immediatamente il Procuratore

della Repubblica, tenuto ad impugnare la trascrizione.

(c) Efficacia

2

La trascrizione del matrimonio ha efficacia costitutiva e retroattiva

gli sposi risultano “coniugi” dal momento in cui è

avvenuta la celebrazione religiosa 78

a prescindere dal fatto che si sia avuta trascrizione

 tempestiva (trasmissione nel termine di 5 gg dalla

celebrazione) o tardiva (trasmissione oltre il termine

di 5 gg dalla celebrazione).

(c) Cause di intrascrivibilità

3

Al fine di poter addivenire alla trascrizione, l’Ufficiale deve aver accertato che

non sussistono cause di intrascrivibilità.

parallelismo tra condizioni richieste per celebrazione del matr. civile e quelle

richieste per celebrazione del matr. canonico.

Matr. canonico non deve essere trascritto quando:

a) quando gli sposi non rispondono ai requisiti delle legge civile circa l’età

richiesta per la celebrazione;

matr. dei minori che abbiano compiuto 16 anni può essere trascritto tempestivamente

solo quando essi sono stati preventivamente autorizzati dal competente Tribunale dello

Stato (deve accertare la loro maturità psicofisica e la fondatezza delle ragioni);

in mancanza di autorizzazione per la trascrizione è necessario che i minori raggiungano

la maggiore età e si aspetti ancora un anno dal raggiungimento.

b) quando sussiste tra gli sposi un impedimento civile, che la legge civile

considera inderogabile:

i) uno dei contraenti è interdetto per infermità di mente;

ii) tra gli sposi sussiste altro matrimonio valido agli effetti civili;

iii) sussistono impedimenti da delitto o da affinità in linea retta;

iv) sussiste consanguineità in linea retta e nel 2° grado della linea

collaterale, sussiste caso di adozione o affiliazione

(c) Trascrizione “tardiva”

4

Si ha c.d. trascrizione “tardiva” quando la trasmissione dell’atto di

matrimonio da parte del parroco è avvenuta oltre 5 gg dalla celebrazione

religiosa.

In tal caso la trascrizione deve essere richiesta all’Ufficiale di stato civile dai

 due contraenti o da uno solo ma con la conoscenza e senza

l’opposizione dell’altro

ciò esclude che la trascrizione tardiva possa essere

 legittimamente richiesta dopo la morte di uno dei coniugi;

stante l’efficacia retroattiva della trascrizione (pur tardiva), i contraenti

 devono aver conservato ininterrottamente lo stato libero dal momento

della celebrazione al momento della richiesta di trascrizione

un matrimonio medio tempore contratto da uno dei due

 sposi e successivamente sciolto impedisce la trascrizione

tardiva;

pur producendo effetti dal momento della celebrazione, lascia

 impregiudicati i diritti legittimamente acquisiti dai terzi prima della

trascrizione ed in contrasto con lo stato coniugale delle parti.

RIPARTIZIONE GIURISDIZIONE 79

- GIUDIZIO IN MAT. DI INVALIDITÀ TRASCRIZIONE

Il giudizio sulla impugnazione della trascrizione civile del matrimonio

canonico ha ad oggetto un atto dello stato civile

rientra nella giurisdizione dello Stato italiano;

in caso di pronuncia di invalidità (nullità), gli effetti civili cessano ex tunc,

ossia dal momento dell’avvenuta trascrizione

- GIUDIZIO IN MAT. DI INVALIDITÀ MATRIMONIO

.

 GIURISDIZIONE ESCLUSIVA DEI TRIB ECCLESIASTICI

Concordato 1929 riserva alla giurisdizione esclusiva dei Trib. e

dicasteri ecclesiastici i giudizi concernenti l’invalidità (nullità) del

negozio matrimoniale; nonché la “dispensa del matrimonio rato e

non consumato”

riserva assoluta di giurisdizione a favore dei Trib. e

dicasteri della Chiesa . / .

 GIURISDIZIONE CONCORRENTE TRA TRIB ECCLESIASTICI TRIB STATALI

Accordo 1984 non riproduce la riserva. È sorta, pertanto, in dottr. e

giur. la questione della sopravvivenza o meno della riserva

giurisdizione concorrente tra Trib ecclesiastici/Trib.

statali ?

Dottr. superamento della riserva; argomenti a sostegno:

 rinvio da parte del Protocollo Addizionale agli artt. 796-797 c.p.c.

 (ora abrogati):

tali norme esigono che la sent. da delibare non sia contraria

ad altra sent. pronunciata da giudice italiano o che non sia

pendente davanti a giudice italiano un giudizio tra le = parti e

per lo = oggetto (instaurato prima del passaggio in giudicato

della sent. straniera);

pertanto, presuppongono la possibilità di una giurisd. statale;

mancata riproduzione legislativa della riserva nell’Accordo:

 la riserva, costituendo un limite alla giurisd. statale/sovranità

statale, per poter operare deve essere prevista in modo espresso

Giur. concorrenza di giurisdizioni civile ed ecclesiastica, mitigata

SS.UU. dal criterio della “prevenzione”:

adita indifferentem. l’una/l’altra giurisdizione, non è più possibile

rivolgersi all’altra

. . .

ANCHE I TRIB CIVILI POX PRONUNCIARE LA NULLITÀ DEL MATR CONCORDATARIO

In ogni caso, rimane il problema del diritto applicabile:

taluni ricorso al dir. canonico è imposto dalle norme di d.i.p.;

altri applicazione da parte dei Trib. statali di un dir. di natura religiosa

 contrasta con principio supremo della distinzione degli ordini (7

Cost.). 80


PAGINE

96

PESO

1.24 MB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Avv. Gabriele Pellicioli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto ecclesiastico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Scienze giuridiche Prof.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea magistrale in giurisprudenza

Lineamenti di dottrina pura del diritto, Kelsen - Appunti
Appunto
Filosofia del diritto - struttura e senso dei diritti
Appunto
Riassunto esame diritto romano, docente Antonio Banfi, libro consigliato "Acerrima Indago", Banfi
Appunto
Deontologia Forense
Appunto