Dir ecclesiastico - Lezioni del Prof. Cardia
I semestre 2007/2008
I lezione - Lunedì 1/10/2007
Concezione di Dio e dello Stato per la religione ebraica e quella cristiana
Difficilmente si troveranno testi sulla concezione dello stato per l'ebraismo, questo perché la religione ebraica è stata per secoli al di fuori dello stato e non ha potuto elaborare una vera e propria teoria dello stato. In realtà, l'ebraismo originale ha una concezione fortemente teocratica dello stato e ha una concezione forte dei diritti (tratto comune a tutti i popoli perseguitati). Invece, l'ebraismo ha una precisa concezione della divinità.
Bisogna premettere che ebraismo e cristianesimo hanno in comune il Vecchio Testamento che è la storia del popolo eletto. Per questo motivo tra le due religioni non sussiste in realtà un problema multiculturale. Il cristianesimo ha anche il Nuovo Testamento che è la storia dell'avvento di Cristo e della salvezza. Tra il Vecchio e il Nuovo Testamento però cambia la concezione di Dio: nel VT, Dio interviene nella storia e governa determinati eventi. L'ebraismo ha infatti un monoteismo assoluto: Dio non ha nome e non si può nominare perché è talmente alto e grande. Inoltre, Dio non si può vedere (ad es. quando Dio consegna a Mosè le XII Tavole, Dio è senza volto perché non si può entrare in contatto con l'assoluto). La vicinanza del popolo ebraico con Dio è molto forte ma egli chiede obbedienza assoluta.
Nel VT, Dio è un padrone e guerriero (si parla anche di guerra santa). In seguito ci sarà un'evoluzione della concezione di Dio che culminerà nel vangelo. Nel NT, la concezione di Dio cambia: egli è un padre che salva. C'è dunque un'evoluzione da un Dio padrone ad un Dio padre ma rimane sempre un monoteismo assoluto.
Gli ebrei non hanno una vera e propria teologia perché ritengono che Dio sia un mistero che non è possibile scrutare (il cristianesimo invece ha indagato su Dio in maniera eccessiva). Il rapporto degli ebrei con Dio si basa sulla legge (che è la radice del popolo ebraico). Nell'ebraismo è presente una legge detta Torah in cui sussistono moltissimi elementi formalistici forti come ad esempio il rispetto della festività del Sabato (che per esempio mancano al cristianesimo). L'ebreo osservante ad esempio deve rispettare una certa dieta (pesce senza lisca e maiale non si possono mangiare...); bisogna però riflettere sul fatto che i cibi vietati sono quelli più dannosi per la salute e questo ci dimostra la saggezza dei testi sacri.
La legge viene interpretata nell'ebraismo a seconda delle diverse scuole. Nell'ebraismo queste formalità si sono conservate mentre il cristianesimo le ha spazzate via soprattutto in seguito all'opera di San Paolo. All'inizio infatti il cristianesimo era una setta ebraica, poi San Paolo ha cominciato a convertire i primi pagani. Per convincerli ha dovuto però dire che quelle formalità non erano opera di Cristo. Il cristianesimo ha liberalizzato la vita religiosa in tutti i sensi facendo un'opera di grande riforma.
Ad esempio, per l'ebraismo erano previsti ancora i sacrifici di animali e la legge stabiliva minuziosamente come doveva essere ammazzato l'animale. Queste formalità sono destinate a perire laddove si affermi una concezione di Dio più spirituale. Con il cristianesimo infatti il rito si spiritualizza. Il cristianesimo inoltre supera la concezione del popolo eletto perché lo vede come un principio transitorio. Si affermano dunque l'universalismo cristiano e i concetti di uguaglianza tra popoli e tra uomo e donna.
La concezione di Dio cristiana è molto diversa da quella ebraica. Con il cristianesimo infatti si incrina il monoteismo assoluto e si afferma la novità della Trinità e dell'incarnazione con cui Dio si avvicina agli uomini. Il dogma trinitario pone anche le basi per il concetto di eresia che in molti casi riguarda soggetti che negano uno dei punti del concetto trinitario (es. adozionismo in cui si diceva che Cristo è figlio legittimo di Dio ma come uomo è figlio adottivo di Dio). L'indagare su Dio inoltre distingue i cristiani dagli ebrei e dagli islamici.
Dietro questo atteggiamento c'era la giuridicizzazione della religione. Infatti nell'impero romano il diritto aveva raggiunto il massimo livello dell'epoca e questo ha influenzato il cristianesimo anche nella teologia (ad es. nei concili c'era il canone che significa legge). Basti pensare che la Trinità è stata introdotta con un decreto imperiale durante il concilio di Nicea. Il cristianesimo non crea l'impero ma viene inglobato dall'impero, non crea la legge ma la influenza.
Il cristianesimo introduce tre elementi:
- Evoluzione del concetto di Dio: attraverso l'incarnazione che avvicina Dio all'uomo e il pluralismo. Ad es. San Francesco inventa il presepe che è il massimo della familiarizzazione di Cristo che è come un membro della famiglia. La prima persona della Trinità rappresenta la lontananza mentre Cristo è la vicinanza con l'uomo. La terza persona cioè lo Spirito Santo dà quell'elemento di spiritualità che fa superare i momenti difficili.
- Il Cristianesimo e la legge: nasce in un mondo in cui già domina la legge per cui si giuridicizza (es. i tribunali ecclesiastici).
- Spiritualizzazione della religione e dell'etica come indirizzo di vita.
II lezione - Martedì 2/10/2007
Concezione di Dio e dello Stato per la religione islamica
L'islamismo è la terza religione del libro, fondata sul Corano che è un testo che riflette la parola diretta di Dio. Infatti è il frutto di interventi diretti di Dio attraverso l'Arcangelo Gabriele che li dettava di notte a Maometto. Il Corano, al contrario della Bibbia, non è scritto dagli uomini ma è parola pura di Dio. Questo ci fa comprendere la difficoltà che sussiste nell'evoluzione dell'islamismo, poiché non è possibile rivedere parti del libro in chiave storica. L'islamismo nasce in pieno deserto tra le tribù in una società priva del concetto di Stato.
Maometto fa ordine tra le varie tribù del deserto: popoli che vivevano senza ordine e senza stato e unifica, sottomette ad un'unica fede. Nel Corano è dunque presente anche una dimensione sociale-giuridica-comunitaria molto forte e sono presenti molte regole che oggi chiameremmo di diritto civile, penale ecc. Maometto era sì dunque uomo di fede ma anche di stato ed era un combattente. La Sunnah raccoglie gli episodi della vita di Maometto ma poiché questa non è parola diretta di Dio può essere modificata. Molti aspetti della religione islamica sono influenzati dal clima e dal territorio.
Evoluzione storica del cristianesimo delle origini
Per i primi tre secoli, il cristianesimo si è diffuso in pace e in libertà ma sotto le persecuzioni che avevano però un significato politico e non religioso (vedi libro). Esso si è espanso grazie all'azione degli apostoli. I cristiani erano perseguitati perché si rifiutavano di adorare la statua dell'imperatore e mettevano in discussione il paganesimo. Le persecuzioni erano però intermittenti ed erano volte ad evitare che la nuova classe cristiana prendesse il sopravvento.
Alla fine di esse, sotto l'imperatore Costantino, c'erano intere città cristiane. Il cristianesimo si è espanso in maniera pacifica. Nel 313 D.C. l'Editto di Costantino dichiara legittimo il culto cristiano mantenendo legittimo anche il culto pagano. Nel periodo intermedio (fino all'editto di Teodosio nel 380) c'era una grande libertà religiosa; Costantino aveva emanato l'editto per mantenere la pace e in esso chiede ai cristiani di pregare per l'impero. Egli utilizza dunque la religione per motivi politici: comincia l'intreccio tra Stato e religione.
In realtà, la laicità dello stato nasce con il cristianesimo, prima non c'era la concezione di una chiesa autonoma dallo stato, le autorità religiose erano anche autorità statali (“Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”). Con il cristianesimo nasce la gerarchia ecclesiastica separata da quella civile. In questo periodo lo stato cerca di utilizzare il cristianesimo, ad esempio i sacerdoti ricevevano lo stesso trattamento giuridico dei sacerdoti pagani.
III lezione - Mercoledì 3/10/2007
(...continua) in questo periodo comincia la vera e propria giuridicizzazione della chiesa. Espressione di questa tendenza sono:
- Foro Ecclesiastico: non è l'esistenza di un tribunale ecclesiastico ma quando lo stato esenta alcuni soggetti dalla giurisdizione statale civile o penale.
- Riconoscimento del risarcimento dei danni per le persecuzioni.
- Costruzione di grandi basiliche con i soldi statali.
Inizia anche in questo periodo un'opera di civilizzazione ad opera della Chiesa:
- Introduzione della festività della Domenica.
- Leggi contro la brutalità dei carcerieri.
- Leggi contro le violenze dei padroni sugli schiavi.
- Divieto di vendere separatamente i membri delle famiglie di schiavi.
Cominciano in questo periodo i primi concili ecumenici.
Concilio Ecumenico
Riunione di tutti i vescovi di tutte le chiese del mondo. È il massimo organo giurisdizionale della chiesa che assume provvedimenti disciplinari e giuridici e stabilisce le basi dogmatiche della fede. Da subito comincia ad assumere una maggiore importanza il vescovo di Roma.
325 D.C. Concilio di Nicea: Primo concilio della chiesa cristiana che nel frattempo si era espansa in tutto l'impero romano. In quel periodo si stava espandendo l'eresia di Ario (diverso dall'arianesimo) che era un prete alessandrino. Egli sosteneva che Gesù non era Dio in quanto pur avendo un'origine divina aveva comunque un'entità temporale ed era semplicemente il più grande dei profeti.
Il concilio fu convocato e presieduto dall'imperatore Costantino (che era pagano) e le decisioni furono pubblicate in un decreto imperiale. Da quel momento i concili ecumenici di tutto il primo millennio saranno convocati dagli imperatori. Quello che ci dobbiamo chiedere è perché Costantino (pontefice massimo dei pagani) si preoccupava di convocare il concilio? Perché l'eresia (che era un fatto che poteva riguardare intere comunità) sconquassava l'impero e metteva in pericolo la pace religiosa. L'ordine dell'impero era anche ordine ecclesiastico e religioso. A Nicea si stabilisce la base della fede cristiana: Gesù è figlio di Dio e nasce il dogma della Trinità.
La natura divina di Gesù ha una funzione fondamentale nella chiesa cristiana, perché ha messo fine all'età dei profeti. Altrimenti il volto della chiesa sarebbe stato molto diverso: non esisterebbe la comunione, finirebbe il rapporto personale ed intimo tra l'uomo e Dio, non si pregherebbe Gesù, verrebbe meno la spiritualità cristiana. Nicea è stato lo spartiacque nella storia della chiesa, da quel momento il cristianesimo si impone nell'impero e la classe dirigente cristiana sostituisce quella pagana. I cristiani avevano una visione etica della vita e ormai al paganesimo non credeva più nessuno. L'ultimo sussulto di paganesimo ci fu con l'imperatore Giuliano l'Apostata.
380 D.C. Editto di Teodosio: Pone fine alla fase di transizione e il cristianesimo diventa religione di stato (fino al 1948 anno del nuovo concordato). Da lì inizia la storia dell'impero cristiano. Si pongono in pochi anni le basi per l'esclusione degli altri: pagani, non cristiani, apostati (cristiani che avevano cambiato religione) ed eretici. Queste categorie erano emarginate e punite anche con la pena di morte. Si pongono le basi per la discriminazione. Dal concilio di Nicea tutti coloro che non aderivano alle decisioni del concilio erano considerati eretici (cristiani che non credono ad una o più verità stabilite nei concili).
In questo periodo nasce l'antigiudaismo, l'ebreo agli occhi dei cristiani non è infedele perché Dio è lo stesso, non è eretico in quanto non è cristiano, ha la stessa fonte scritta per metà dei cristiani ma non crede all'avvento di Gesù Cristo. Questi sentimenti vengono descritti bene da Sant'Agostino che dice: gli ebrei da una parte sono da salvaguardare perché sono la testimonianza vivente che i cristiani non si sono inventati nulla e dall'altra da emarginare perché non credono in Gesù Cristo e sono colpevoli di deicidio.
In questo periodo cominciano a nascere le prime leggi ad hoc per gli ebrei:
- Sono esclusi da tutte le professioni.
- Potevano autogovernarsi all'interno del ghetto ma non avevano diritto di espansione al di fuori della comunità.
- Potevano svolgere il commercio e utilizzare il denaro. Prestavano denari anche a principi e papi e accumulavano denaro per i tempi più bui come quello dei pogrom.
IV lezione - Lunedì 8/10/2007
Rapporto tra la Chiesa Occidentale e la Chiesa Orientale
Dopo l'editto di Teodosio la chiesa cristiana rimarrà unità per tutto il primo millennio. Ma qual è il simbolo di questa unità? I concili ecumenici di questo periodo sono di tutta la chiesa e il credo che si stabilisce lì è ancora comune a tutte le chiese cristiane. La divisione tra chiesa d'oriente e d'occidente era un mero dato geografico. Ma perché la chiesa era unita? In quel periodo i concili si svolgono tutti in Oriente perché era lì che risiedeva l'imperatore.
Originariamente le chiese erano strutturate in:
- Diocesi: chiese locali governate da un vescovo successore di un apostolo. Le diocesi più importanti sono diventate patriarcati.
- Patriarcati: erano sedi importanti di per sé perché discendevano dagli apostoli più importanti (ad es. Gerusalemme e Roma). Il patriarca era un vescovo, da un punto di vista sacramentale era uguale agli altri vescovi ma aveva poteri giurisdizionali maggiori. I patriarcati erano le sedi più importanti intorno ai quali si sviluppavano le diocesi.
Il vescovo di Roma aveva poteri giurisdizionali sull'occidente quale patriarca d'occidente. Il patriarcato di Roma era fondato dallo stesso Pietro.
451 D.C. Concilio di Calcedonia: Il canone 28 del concilio di Calcedonia contiene la radice della futura divisione tra Oriente e Occidente. Il canone descrive Costantinopoli come una “Nuova Roma” sostenendo falsamente che essa era stata fondata da un apostolo. Il canone dice: Roma è stata la prima sede della chiesa perché era la città imperiale. Si nega dunque il motivo religioso e si afferma quello politico. Per questo motivo si devono dare nuovi privilegi alla “Nuova Roma” in quanto onorata dalla presenza dell'imperatore e del senato. L'importanza di Costantinopoli è strettamente politica. Un giorno queste affermazioni si rivolteranno contro Costantinopoli perché l'impero romano verrà sostituito da quello ortodosso. Questo canone non verrà mai riconosciuto dalla chiesa romana. Costantinopoli era all'epoca il patriarcato più importante dove si convocavano i concili. Il patriarca di Costantinopoli era come un Papa d'Oriente. Il Papa era però succube dell'imperatore e questo sarà un ulteriore punto di distacco da Roma.
Cesaropapismo: significa che l'imperatore prevale sul Papa. I poteri del patriarca e dell'imperatore erano distinti ma l'imperatore (come basileus) era quasi sacro agli occhi della chiesa. Dall'imperatore dipendeva anche il potere ecclesiastico attraverso:
- Il potere di nomina del patriarca.
- Il potere di deposizione del patriarca.
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