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1890 Codice Zanardelli: codice penale, elimina la tutela penale ai culti.

- 5 Marzo 2015

Patti Lateranensi: diritto di libertà religiosa come espressione della logica

totalitaria fascista, un ordinamento. Non si considerano i soggetti.

Legislazione sui culti ammessi: a seconda delle istituzioni a cui apparteneva

( la Chiesa Cattolica aveva più diritti perché era un’istituzione più forte).

Il regime cerca di nascondere i favori fatti alla Chiesa Cattolica, la Chiesa

riafferma il suo essere un sistema perfetto.

1936: slancio missionario, consenso cattolico nei confronti del fascismo.

1940: calo del consenso quando si entra in guerra.

8/9/’43: armistizio, Italia divisa, Repubblica di Salò, a Roma resta solo il Papa

(defensor urbis). Chiesa vicina alla popolazione, aiuta gli ebrei.

‘46/’48: si sviluppano dei nuovi rapporti giuridici, votano anche le donne, si

affermano i partiti di massa ( DC, COMUNISTA, SOCIALISTA).

La Chiesa Cattolica accetta la democrazia, chiede un cambio che i patti

lateranensi non vengano cancellati. La Costituzione deve riconoscere i patti e

deve essere una Costituzione Cattolica.

Presenza forte del pensiero cattolico nella Costituzione.

De Gasperi: “ un successo del regime, ma nella storia e nel mondo una

liberazione per la Chiesa e una fortuna per la Nazione” (pensiero sui Patti

Lateranensi)

Benedetto Croce: il pensiero dei liberali è diversa da quella dei democratici,

ruolo fondamentale delle minoranze.

Il partito comunista ambiva a porsi come partito di massa alternativo alla DC,

Togliatti non voleva perdere il proprio elettorato cattolico. Si uniscono per non

far eliminare i Patti Lateranensi. Votano insieme l’art 7 della Costituzione:

conferma alla Chiesa Cattolica il suo rapporto fondamentale. Votano contro i

repubblicani e i socialisti.

Art 7: lo Stato e la Chiesa Cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine,

indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti

Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non

richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Si trova fra i principi costituzionali. È l’unica Costituzione europea in cui si

nomina esplicitamente una confessione religiosa.

La specialità della Chiesa Cattolica

Prima parte della Costituzione: principi fondamentali

- Chiesa Cattolica articolo ad hoc

- Invarianti costituzionali

 Legge delle Guarentigie

 Patti Lateranensi

 Repubblica di Salò, Progetto Biggini.

Esegesi art 7:

Parità ordinamentale fra Stato e Chiesa, riconoscimento di un

- pluralismo giuridico perché lo Stato riconosce l’esistenza di formazioni

sociali (art 2). L’Italia non potrà mai essere uno Stato giurisdizionalista

( es. non potrà imporre ai sacerdoti di studiare determinate cose durante

la loro formazione) né teocratico né cesaro-papista.

Ciascuno nel proprio ordine: si dovevano determinare le REX MISTAE

- perché riguardavano entrambi gli ordini. Il confine degli ordini si trova

nella Costituzione poiché le materie di cui tratta rientrano nelle

competenze dello Stato, il resto è di competenza religiosa.

Gli atti che ciascun ordinamento produce non sono automaticamente

- efficaci nell’altro ordinamento, serve un collegamento formale.

Superamento definitivo modello di liberalismo ottocentesco.

-

Art 7,2

Bilateralità necessaria

- Superamento unilateralismo liberale: ruolo formazioni sociali,

 stato democratico e pluralista

Logica conseguenza di riconoscimento di Chiesa Cattolica come

 ordinamento primario

Bilateralità

Contenuto normativo della menzione dei Patti Lateranensi

Menzionare i “fascisti” “patti Lateranensi” o, più genericamente,

- affermare che i rapporti sono regolati «in termini concordatari» (Togliatti,

P.C.I.)

Se cosi però, i patti cadevano, restavano mera legge ordinaria alla

- mercè del Parlamento.

Dossetti (D.C.) convince Togliatti e a favore di formula: D.C. e P.C.I.

- contrari: liberali e socialisti.

Menzione dei patti circondata da norme (art. 8,19 e 20) che

- attenuassero, comunque, privilegio per Chiesa Cattolica.

Calamandrei: se inserisco i Patti nella Costituzione, questi diventeranno più

forti delle leggi costituzionali, perché diventerebbero leggi speciali in virtù

della specialità di questa materia.

Dossetti: l’art 7,2 ha una natura particolare, nominarli non significa

costituzionalizzarli, è una norma sulla produzione giuridica, è una norma sulle

fonti del diritto. Non è sostanziale ma procedurale. Lo scopo è quello di

trasformare la legge 810 del ’29 in una fonte atipica. Trasforma la legge 810

in una legge che resiste a tutte le modifiche o abrogazioni che si possono

fare con una legge ordinaria successiva. I patti Lateranensi vengono blindati

perché lo Stato non portà farne modifiche unilateralmente. L’unica via di

uscita sarà la lex 138. Le modifiche accettate bilateralmente entrano in vigore

come legge ordinaria.

Accordo di Villa Madama: nuovo Concordato del 1984, legge 121 del 1985

è una legge ordinaria che ha la forza di abrogare quella del ’29 perché

risultato di un accordo fra le parti. È un accordo di modifica benché

completamente diversa ma per fare in modo che resti comunque una fonte

atipica.

La legge 810 del ’29 può resistere a un sindacato di costituzionalità? Si

scontrano due opinioni: l’art 7 può essere sottoposto al controllo di

costituzionalità. La Cassazione dice che l’art 7 estende la specialità anche al

sindacato di costituzionalità.

La Corte Costituzionale risponde con la sentenza (30/1971)

«l’art 7 della Costituzione non sancisce solo un generico principio pattizio da

volere nella disciplina del rapporto fra lo Stato e la Chiesa ma contiene altresì

un preciso riferimento al Concordato in vigore, e in relazione al contenuto di

questo, ha prodotto diritto». «tuttavia giacché esso riconosce allo Stato e alla

Chiesa Cattolica una posizione reciproca di indipendenza e di sovranità, non

può avere forza di negare i principi supremi dell’ordinamento costituzionale

dello Stato». 12/3/’15

Art 8,3: “i loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di

intese con le relative rappresentanze”

La bilateralità è una logica conseguenza dell’autonomia confessionale

Intesa = Concordato 8,3 = 7,2

• All’epoca non ce n’erano, diversamente dal Concordato

• «salto nel buio» di costituenti (all’epoca pluralismo religioso meno

• marcato di oggi)

Non c’è mai stata una legge generale che regolasse i culti diversi da quello

cattolico. Nelle intese dovrebbe esserci scritto solo quello che è necessario a

un culto religioso, dovrebbero avere uno scopo sussidiario. Le intese sono

delle garanzie di specificità.

Le intese sono diventate tutte uguali e non ad personam. Questo perché

manca una legge generale. Il diritto di libertà religiosa è sottoposto alla

discrezionalità amministrativa. Non c’è una legge generale sulla libertà

religiosa.

Qual è il rapporto tra intese e principio di uguaglianza?

L’uguaglianza ragionevole è trattare ciascun gruppo confessionale in

relazione alla loro particolarità.

Il diritto di libertà religiosa è sottoposto alla discrezionalità. Chi ha una buona

lobby firmerà un’intesa più favorevole.

Prassi procedurale

La prima intesa è stata la Tavola Valdese nel 1984. La procedura ricalca

quella di attivazione del Concordato. Il sottosegretario riceve del Presidente

la domanda, la gira al Ministero degli Interni, al Dipartimento libertà civili,

Direzione Generale dei Culti per avere informazioni riguardo il gruppo

religioso e perché per prassi possono fare domanda solo i gruppi riconosciuti

come enti di culto ai sensi della legge 1159 del ’29.

C’è una doppia discrezionalità: quella dell’intesa e quella del riconoscimento

come ente di culto del Ministero dell’Interno.

Se il Ministero da l’ok, il governo può decidere se aprire la trattativa o no.

Se apre la trattativa attiva due commissioni: Commissione Interministeriale

per le Intese con le Confessioni Religiose (composta da membri dei

ministeri e rappresentanti del culto e che ha il compito di redigere l’intesa) e

Commissione Consultiva per la Libertà Religiosa (dà il suo parere).

La bozza viene mandata al Consiglio dei Ministri, se l’approva questa viene

firmata dal Presidente del Consiglio e dal Rappresentante della confessione

religiosa.

Il Governo deve trasmettere l’intesa al Parlamento che deve approvarla. Il

Parlamento l’approva o la respinge, non può modificarla (nel caso di

Concordato «leggi di esecuzione», per le altre confessioni «leggi di

approvazione»).

Procedura di parlamentizzazione: audizioni preventive e presentazione dei

testi: la legge di approvazione dell’intesa è una fonte atipica, legge rinforzata,

l’intesa può essere abrogata unilateralmente solo con una legge

costituzionale.

Le intese firmate ed approvate (di prima generazione – filone ebraico

cattolico)

Tavola Valdese (1989)

• Assemblee di Dio in Italia ( 86-98)

• Unione delle Chiese Italiane Avventiste del 7 giorno (86-88)

• Unione Comunità Ebraiche in Italia (87-88)

• Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (93-95)

• Chiesa Evangelica Luterana italiana (93-95)

Le intese firmate ed approvate (di seconda generazione)

Santa Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa

• meridionale (07-12)

Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni (07-12)

• Chiesa Apostolica in Italia (07-12)

• Unione Buddista italiana (07-12)

• Unione Induista italiana (07-12)

Le intese di seconda generazione sono intese per iniziativa parlamentare,

approvate in commissione e non dall’aula.

Altri casi:

Congregazione Italiana dei Testimoni di Geova (intesa firmata e non

• approvata)

Le intese mancanti: anglicani, Islam.

La Mosche di Roma ha solo un significato diplomatico.

Il problema:

Il Governo difende la discrezionalità affermando che l’intesa è un atto

- politico (insindacabile)

→l’insindacabilità va contro l’art 24 e l’art 113.

La svolta giurisprudenziale CdS 18/11/2011

L’intesa non è un atto politico perché non ha il requisito oggettivo (cioè non

riguarda la Costituzione, la salvaguardia e il funzionamento dei pubblici poteri

nella loro organica struttura)

Il Governo è obbligato ad avviare le trattative se si tratta di confessioni

religiose (nel caso degli atei il Governo può non avviare le trattative).

Se non è una confessione religiosa si può non avviare la trattativa ma è

necessario motivare. Discrezionalità tecnica: non può fare quello che vuole.

La motivazione deve venire dal Consiglio dei Ministri. Non è obbligatorio

concludere positivamente le trattative.

S.U. Cassazione 16305/2013

L’aprire le trattative è una pretesa costituzionalmente presidiata ,tutto il

- resto, le trattative non sono tutelate.

L’art 8,1: la norma di chiusura

“ tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge”

Ugualmente libere, non uguali (uguaglianza razionale). 19/03/’15

Gli articoli 19 e 20 della Costituzione

Art 19: “tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa

in qualunque forma, individuale e associata, di fare propaganda e di

esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al

buon costume.

Diritto di libertà religiosa e i limiti alle sue manifestazioni

Diritto garantito a tutti

• Diritto di ogni singola persona

• Libertà positiva o anche negativa (si può credere o non credere) o può

• anche mutarla. Lo Stato non può interferire, non può imporre obblighi.

Il limite è il buon costume.

Il buon costume è un concetto suscettibile di variare nel tempo, indica un

limite che possa essere condiviso nella collettività.

Morale, come la risultante dell’osservanza libera ed obbligata, di un

• complesso di leggi, quelle di rilevanza penale in particolare, e in

generale di regole di condotta atte

La libertà religiosa configura un diritto che lo Stato riconosce in

• relazione ai fedeli (e organismi collettivi di cui fanno parte).

L’art 2 e 3 tutelano il fenomeno religioso per quanto riguarda le associazioni

religiose (la collettività).

È interesse del legislatore che ci sia questa tutela affinché l’individuo possa

raggiungere il suo sviluppo e per questo la collettività deve essere

indipendente.

Le formazioni sociali perché l’individuo deve poter raggiungere il suo pieno

sviluppo. Le associazioni religiose rispondono al bisogno espansivo

dell’individuo e anche al bisogno di rafforzamento della coscienza collettiva e

quindi una socialità matura e consapevole.

Lo Stato non può violare dei diritti riconosciuti come inviolabili per il singolo e

per l’associazione religiosa. L’art 2 si configura anche come una tutela dalle

comunità religiose qualora se esse arrivino a negare o limitare i diritti di

libertà inviolabili.

Art 20: “il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una

associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni

legislative, né di speciali gravami fiscali per la Costituzione, capacità giuridica

e ogni forma di attività”.

Divieto di discriminazione delle confessioni e associazioni confini

religiosi. 24/3/’15

Diritto di libertà religiosa (diritto speciale)

Art 2: formazioni sociali

• Art 3: principio di uguaglianza

• Art 19 e 20: libertà dei singoli e delle associazioni a fini religiosi

• (latamente intesi) – religiosità

Art 7 e 8: (libertà delle confessioni religiose) – confessionalità

• Autonomia confessionale/riserva di statuto (7,1 e 8,2)

- Bilateralità (7,2 e 8,3) = divieto di leggi unilaterali statali su singole

- confessioni religiose.

Un modello pluralistico

Potere stato funzionale a: diritti inviolabili della persona (art 2) e

• promozione uguaglianza sostanziale (art 3) = libertà

sostanziale/positiva – fine dell’indifferenza ottocentesca

Riconoscimento capi intermedi privati sia flessibilmente organizzati (art

• 19 e 20) sia organizzati come veri e propri ordinamenti giuridici,

confessioni religiose (art 7 e 8)

Riconoscimento normatività della coscienza individuale e associata (art

• 2 e 19) e alla normatività delle confessioni religiose (art 7 e 8) =

pluralismo religioso

Conciliazione della distinzione e degli ordini con la bilateralità

• Superamento modelli liberale e fascista

• Stato conserva la “competenza delle competenze” per tutelare i diritti

• inviolabili; ambito delle competenze statali è contenuto in Costituzione.

Limiti a negoziazione con confessioni religiose.

Modello Costituzionale

Art 2 – PRINCIPIO PERSONALISTA: garanzia per la tutela dei diritti

• inviolabili della persona umana, anche nelle formazioni sociali.

Art 3 – PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA: non indifferenza, interventi

• positivi per rimuovere ostacoli al diritto di libertà religiosa all’interno di

cornice di ragionevolezza che eviti disparità di trattamento.

Art 19 – LIBERTA’ RELIGIOSA: no limiti ingiustificati a diritto

• fondamentale.

Art 20 – LIBERTA’ ASSOCIATIVA: non discriminazione

• dell’associazione religiosa e pluralismo forme organizzative.

Art 7,1 e 8,2 – AUTONIMIA CONFESSIONALE: pluralismo giuridico,

• non identificazione dello Stato con ordinamenti religiosi; possibile

rilevanza diritti religiosi tramite strumenti di collegamento tra i due

ordinamenti.

Art 7,2 e 8,3 – PRINCIPIO DI BILATERALITA’: rispetto del diritto

• all’identità, normativa specialissima che assicuri diritto di libertà

religiosa «ritagliato su misura».

Due profili

Profilo “istituzionale”: art 7-8

• Profilo “personale”: art 19-20

• Pluralismo personale (eredità stato liberale) ma anche pluralismo

• ordinamentale/istituzionale (eredità del ‘900)

Fino al 1984 assoluta prevalenza profilo istituzionale e in particolare art

• 7. 26/3/’15

Caratteristiche sentenza Corte Costituzionale

(sentenza 203/1989)

Le sentenze della Corte Costituzionale sono particolarmente discorsive,

utilizzano terminologie di carattere filosofico ed elementi storici, complessità

degli argomenti trattati.

1: come viene definita la laicità A. dal punto di vista formale (=posizione

nel sistema delle fonti e valore giuridico); B. dal punto di vista

sostanziale (=definizione vera e propria).

È un principio superiore a quello delle singole norme, non è suscettibile di

modifica (dal punto di vista formale). La laicità sostanziale è garanzia dello

Stato per la salvaguardia della libertà religiosa, in regime di pluralismo

confessionale e culturale.

2: vi sono differenze fra la definizione (formale e sostanziale) della

laicità costituzionale rispetto alla laicità sostanziale?

Dal punto di vista formale la laicità non era presente a livello costituzionale,

non era un principio giuridico ma politico. C’è una laicità politica.

Dal punto di vista sostanziale la laicità ottocentesca era di indifferenza.

3: cosa vuol dire, e quali conseguenze giuridiche conseguono, “regime

di pluralismo confessionale e culturale”?

Il pluralismo non è solo di natura religiosa in positivo, riguarda tutte le scuole

di pensiero, è un pluralismo generale. Non è posta nessuna gerarchia:

principi religiosi o non sono sullo stesso piano. Non c’è un diritto maggiore

delle idee religiose rispetto a quelle atee o altre.

6: ci sono a vostro avviso, contraddizioni nel ragionamento?

L’insegnamento della religione cattolica non è di tipo culturale o formativo ma

come religione positiva (insegnamento specifico di natura dottrinale). Laicità

che afferma il pluralismo ma garantisce una posizione monopolista all’interno

della scuola pubblica.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza (COMO - VARESE) (ordinamento U.E. - a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisa.faranda.7 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto ecclesiastico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Ferrari Silvio.

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