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Diritto dle lavoro - il lavoro parasubordinato Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto del lavoro per l'esame del professor Caliandro sul lavoro parasubordinato. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la differenza con il lavoro autonomo, la parasubordinazione, il lavoro occasionale, l'estinzione del contratto di lavoro.

Esame di Diritto del lavoro docente Prof. S. Caliandro

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ESTRATTO DOCUMENTO

La differenza più importante esistente nella realtà del mondo del lavoro è quella

riguardante il settore della Subordinazione e quello dell’Autonomia.

Facendo riferimento agli articoli 2094 e seguenti del Codice Civile, possiamo definire

il Lavoratore Subordinato e capire quali sono i suoi diritti e i suoi doveri.

Per contro, sappiamo quali siano i poteri dell’Imprenditore, ma anche i suoi obblighi,

la cui definizione e le cui specificazioni si riscontrano sempre nel c.c. agli artt. 2082 e

seguenti.

Art. 2222 c.c. invece definisce il contratto d’opera, cita committente e prestatore

d’opera e inquadra quest’ultimo in un settore lavorativo totalmente diverso da quello

subordinato. Il lavoratore autonomo è infatti tale (autonomo) nell’esecuzione

dell’opera a lui richiesta: non esiste alcun vincolo di subordinazione verso il

committente, nei cui confronti ha assunto una obbligazione di risultato (il falegname

con le sedie) o di mezzi (l’avvocato che farà tutto il possibile per la causa del cliente)

verso il riconoscimento di un corrispettivo. Per cui, gli artt. 2094 e 2222 c.c

rappresentano due fonti diverse e al contempo fondamentali da cui scaturiscono i due

filoni più importanti del nostro mondo lavorativo.

Entrambi i contratti intendono una obbligazione di facere, sia da parte del prestatore

di lavoro subordinato nei confronti dell’imprenditore, sia da parte del lavoratore

autonomo nei confronti del committente. Ma, mentre il lavoratore subordinato ha

l’obbligo di mettere tutte le proprie energie a disposizione dell’imprenditore (art.

2094 cc), il lavoratore autonomo ha l’obbligo vero e proprio di compiere quell’opera

o quel servizio. L’obbligazione di facere è la medesima ma è diverso l’oggetto del

contratto.

Inoltre, il subordinato si obbliga ad una prestazione lavorativa nei confronti di quello

che è anche definito Creditore (Datore di Lavoro), prestazione che presume

continuità nel tempo, ma anche dipendenza dal Datore di Lavoro stesso. Il datore di

lavoro infatti esercita il potere di coordinamento continuo nello spazio e nel tempo

dell’attività lavorativa.

L’autonomo, invece, può prescindere dalla prestazione continuativa. Non solo: non

riceve alcun tipo di ordine da parte del committente nell’esercizio della propria

attività. Al massimo, a quest’ultimo può essere riconosciuto un potere di verifica. 2

LA PARASUBORDINAZIONE

Come sappiamo, dagli anni ’80 in poi si è notevolmente diffusa in Italia una

importante terza realtà del mondo del lavoro, meglio conosciuta sotto il nome di

Parasubordinazione.

Riguarda tutti quei lavoratori che possono essere ritenuti per certi versi autonomi ma,

per altri versi, analoghi ai subordinati. Infatti, l’art. 409 del Codice di Procedura

Civile ha disposto alcune fattispecie di essi vengano equiparate al lavoro subordinato

per quanto riguarda le controversie inerenti al lavoro: contratti di agenzia, di

rappresentanza commerciale e, soprattutto, i CO.CO.CO.

Art. 409 C.P.C. funge quindi da discriminante per poter inquadrare un lavoro che

assomiglia a quello autonomo ma che, nella sostanza, è vicino al subordinato: para-

subordinato, appunto.

CO.CO.CO. è oggi una denominazione superata con il D. Lgs. 276 del 2003, il quale

ha cercato di mettere ancora più a fuoco il rapporto di lavoro subordinato,

distinguendolo nettamente da quello autonomo. Oggi infatti si parla di

CO.CO.PRO., volendo con esso indicare un rapporto di lavoro autonomo

coordinato e continuativo a progetto.

La definizione CO.CO.CO. intende un tipo di contratto fra commettente ed autonomo

che comprende l’aspetto continuativo nell’adempimento della singola obbligazione o

nella ripetizione nel tempo delle obbligazioni oggetto di contratto, ma implica la

totale autonomia dell’autonomo per quanto riguarda la gestione del proprio modo di

assumere l’obbligo. In sostanza non esiste alcun tipo di subordinazione da parte del

collaboratore nei confronti del committente.

Nel tempo, invece, si è assistito ad un aumento di Co.co.co, proprio perché questo

genere di contratti permetteva agli imprenditori di aggirare la normativa del lavoro

subordinato e di assumere lavoratori che di fatto non erano autonomi nella gestione

del proprio tempo professionale.

Per questo motivo, il D. Lgs. 276/2003 ha introdotto il Contratto di Lavoro

Autonomo Coordinato e a Progetto.

L’art. 61 del suddetto decreto esclude espressamente dal lavoro a progetto le tipiche

professioni appartenenti al classico collaboratore coordinato e continuativo: gli agenti

e i rappresentanti di commercio; le professioni intellettuali con l’iscrizione agli albi

professionali; i Co.co.co. del settore sportivo non professionistico; gli amministratori

o i sindaci di società; i membri di commissioni o collegi; i percettori di pensioni di

vecchiaia; tutto il settore della P. A. (art. 1).

Nel CO.CO.PRO. le prestazioni devono essere riconducibili a uno o più progetti

specifici o programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e

gestiti autonomamente dal collaboratore.

Quindi, questo decreto si applica, sì, alle figure professionali previste dall’art. 409

c.p.c. e, quindi ai lavoratori autonomi che collaborano con il committente in modo

coordinato, continuativo e senza il vincolo di subordinazione, ma restringe

ulteriormente il campo alle collaborazioni con un progetto specifico e programma o

fase di lavoro. 3


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Caliandro Stefano.

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