Estratto del documento

Sviluppi storici

Dichiarazione Churchill (1946)

Obiettivo ricostruzione dell'Europa per pace e sicurezza, per stabilità necessaria cooperazione economica: 1948 nasce organizzazione europea per organizzazione economica. Stati Uniti e Russia incoraggiano la ricostruzione (Piano Marshall).

Militare: Trattato di Bruxelles (1948)

Firma del patto di autodifesa firmato da Unione Europea Occidentale (Regno Unito, Francia e Benelux [Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi]). Mutua assistenza di tutti gli Stati membri in caso di aggressione nei confronti di uno di essi in Europa e consultazioni in caso di aggressione in un altro continente. Prevista una cooperazione economica, sociale e culturale fra le nazioni partecipanti. Clausola difensiva nel caso di attacco a uno dei paesi UEO, stessa clausola è prevista per ONU e NATO.

Politica: Consiglio d'Europa (1949)

Francia propone al Regno Unito di generare una assemblea europea per discutere di temi comuni. Francia, Benelux, Regno Unito, Irlanda e Danimarca istituiscono il Consiglio d’Europa dove viene elaborata la CEDU (firmata nel 1950 a Roma) in materia di protezione diritti fondamentali.

Dichiarazione Schuman (1950)

Ministro degli esteri francesi propone di mettere in comune le risorse europee nella produzione del carbone e dell'acciaio. Obiettivo era la formazione di un'unione economica tra gli Stati europei.

CECA (Comunità europea del carbone e dell'acciaio)

In vigore 1952 tra Francia, Germania, Italia, Benelux. Obiettivo era la cooperazione nel settore del carbone e dell'acciaio in vista del raggiungimento di un'unione economica tra gli Stati europei. Si pongono le basi per il mercato comune. Tale organizzazione si finanzia tramite il prelievo effettuato direttamente tramite le imprese di settore. A gestire il mercato è l'Alta autorità.

CED (Comunità europea di difesa)

Idea era quella di mettere assieme mezzi militari per costituire una forza militare multinazionale controllata da un Consiglio. Tale trattato fu firmato a Parigi ma a causa di un cambio nella maggioranza francese la Francia non ratifica il trattato CED che era stato firmato nel maggio 1952 dai sei Paesi membri della CECA.

CEE (Comunità economica europea) ed EURATOM (Comunità europea dell’energia atomica)

In vigore 1958 tra Francia, Germania, Italia, Benelux. Obiettivo era la creazione di un mercato comune, basato sulla libera circolazione di persone, merci, servizi, e capitali; a questo obiettivo principale si affiancava la previsione di alcune politiche comuni in vari settori: agricoltura, trasporti, commercio, energia nucleare. Abbattimento dazi e barriere doganali, creazione di unione doganale e codice doganale unico, sanzioni per chi viola tali regole. Istituzioni: Assemblea, Consiglio, Commissione, Corte di giustizia.

Trattato di Bruxelles (1967)

In vigore nel 1967, fusione degli esecutivi, istituisce un Consiglio unico e una Commissione unica per tutte tre le Comunità [CECA, CEE, EURATOM] i quali a seconda delle norme da applicare applicano trattati diversi.

Atto relativo all’elezione dei rappresentanti nell’Assemblea a suffragio universale diretto

Adottato dal Consiglio, nel 1979 il Parlamento europeo viene eletto per la prima volta a suffragio universale diretto da parte dei cittadini europei (prime elezioni europee).

Adesione di nuovi Stati

Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca (1973), Grecia (1981), Spagna e Portogallo (1986), Finlandia, Austria e Svezia (1995).

Atto Unico europeo (1987)

Si occupa di mercato interno. Revisione dei trattati originari, la presa di decisione del Consiglio viene semplificata sostituendo la unanimità con la maggioranza qualificata come regola di voto per le sue deliberazioni in alcuni settori particolarmente importanti per lo sviluppo del processo di integrazione europea; viene introdotta la procedura di cooperazione con il Parlamento europeo, il quale si vede così riconoscere per la prima volta un ruolo più incisivo nell’adozione degli atti della Comunità, in quanto la sua posizione può influire sulla modalità di voto con cui il Consiglio è chiamato ad adottare l’atto; viene introdotta una forma di cooperazione politica in materia di politica estera attraverso la formazione, sotto la denominazione di Consiglio europeo, dei vertici semestrali tra i capi di Stato o di governo accompagnati dai ministri degli affari esteri.

Accordo di Schengen (1985)

Fra Francia, Germania, Benelux cooperazione rafforzata all'interno dell'Unione europea, eliminare progressivamente i controlli alle frontiere comuni e introdurre un regime di libera circolazione per i cittadini degli Stati firmatari, degli altri Stati membri della Comunità o di paesi terzi. Convenzione di Schengen completa l'accordo e definisce le condizioni di applicazione e le garanzie inerenti all'attuazione della libera circolazione, firmata 1990 dagli stessi cinque Stati membri e successivamente entrata in vigore solo nel 1995. Stati membri che non fanno parte dell'"area Schengen" sono il Regno Unito e l'Irlanda, in base a una clausola di opt-out.

Trattato di Maastricht (TUE) (1993)

In vigore 1993 per unione politica e monetaria prosegue l'ampliamento delle competenze delle Comunità. L’intera struttura viene collocata all'interno dell'Unione Europea, di cui le Comunità diventano parte costituente, accanto a due nuovi settori di cooperazione: politica estera e sicurezza comune (PESC), e giustizia e affari interni (GAI). Processo di integrazione europea viene ad identificarsi nel nuovo edificio Unione europea che si regge su "tre pilastri":

  • Pilastro comunitario composto dalle Comunità Europee
  • Pilastro della politica estera e sicurezza comune (PESC) per incentivare la cooperazione tra gli Stati comunitari in materia di politica estera, sicurezza militare e predisposizioni di un apparato di difesa comune
  • Pilastro della cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (GAI) per incentivare la collaborazione tra le forze di polizia, autorità doganali e autorità competenti per prevenire ed individuare reati e forme di criminalità organizzata.

Inserita, per la prima volta, la nozione di cittadinanza dell’Unione quale status comune a tutti i cittadini degli Stati membri, che si aggiunge alla cittadinanza nazionale arricchendola di propri specifici diritti (es. diritto di libera circolazione e soggiorno). Ogni Stato membro mantiene il potere di determinare condizioni in cui si ottiene o perde cittadinanza. Si ampliano le competenze della Comunità (a materie quali l’istruzione, industria e sanità); vengono modificati alcuni meccanismi di funzionamento (introducendo, a scapito della procedura di cooperazione che vede ridursi il suo ambito di applicazione, la procedura di codecisione con il Parlamento europeo che da a quest’ultimo un ruolo paritario con il Consiglio nel processo di adozione di taluni atti comunitari); e viene infine creata, l'Unione economica e monetaria in vista del passaggio alla moneta unica creando anche uno spazio senza frontiere interne.

L’istituzione Unione europea è un’unione politica che copre aspetti diversi dalla Comunità Europea la quale è dotata di personalità giuridica (può concludere accordi tranne su diritti fondamentali perché non ha competenza).

Trattato di Amsterdam (1999)

In vigore 1999, vengono consacrati nel TUE i principi di libertà, democrazia e rispetto dei diritti dell'uomo come valori fondanti dell'Unione, la cui violazione grave e persistente da parte di uno Stato membro può aprire la strada a sanzioni nei suoi confronti da parte del Consiglio; vengono semplificati i Trattati attraverso l'abrogazione delle norme obsolete e la rinumerazione degli articoli.

  • Modifiche al primo pilastro: Parlamento europeo diventa un vero e proprio colegislatore dell’Unione con l’applicazione della procedura di codecisione. Estese le ipotesi nelle quali il Consiglio vota a maggioranza qualificata (e non all’unanimità).
  • Modifiche al secondo pilastro: Unione può adottare strategie comuni nell’ambito della politica estera, fissando obiettivi, durata e mezzi che gli Stati membri devono mettere a disposizione.
  • Modifiche al terzo pilastro: nuova denominazione “cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale”. Trasferimento nel primo pilastro di materie che in precedenza erano trattate esclusivamente in ambito intergovernativo (comunitarizzazione): visti, asilo, immigrazione, cooperazione giudiziaria civile.

Gruppi di Stati membri, autorizzati dal Consiglio, possono avviare tra loro cooperazioni rafforzate in determinati settori o materie, utilizzando le istituzioni, procedure e meccanismi previsti dai Trattati. Aumento degli Stati membri è il tema principale dei successivi sviluppi, in quanto la caduta del muro di Berlino, e la dissoluzione del blocco sovietico, imponevano la necessità di adattare i meccanismi di funzionamento dell'Unione ad un probabile incremento massiccio dei membri.

Carta dei diritti fondamentali dell’UE (2000)

In vigore 2000 si basa su documenti che l’Unione stessa ha elaborato. Codifica i principi che sono comuni alle tradizioni costituzionali degli stati membri e che sono col tempo divenuti principi generali o principi di diritto comunitario e poi dell’UE, è un documento diviso in 7 titoli: dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza e giustizia.

Trattato di Nizza (2003)

In vigore 2003, si limita ad intervenire sulla composizione di alcuni organi, sulla ponderazione del voto in Consiglio, sull'estensione del voto di questo a maggioranza qualificata, e sull'ambito di applicazione della procedura di codecisione. Viene inoltre introdotta una procedura di preavviso in caso di violazione dei diritti fondamentali da parte di uno Stato membro. Sui diritti fondamentali già con Amsterdam si era previsto uno strumento specifico nel caso di una manifesta violazione dei diritti, a Nizza si fa un passo in avanti e si dice che nel caso in cui ci sia un rischio concreto di una violazione grave e manifesta, lo stato viene avvisato e ha la possibilità di esprimere la sua posizione.

Riguardo al I pilastro per la maggioranza qualificata in sede di Consiglio (al contrario del metodo internazionale che prevedere un paese un voto) viene adottato metodo comunitario, in sede di negoziati si stabilisce il peso d’attribuire a ciascuno stato in termini di voti in seno al consiglio: si attribuiscono voti sulla base del peso economico, politico e demografico. Ugualmente per la composizione della commissione: più aumentano gli stati membri più è difficile mantenere un voto per stato membro, prima si prevedeva che ogni stato membro avesse almeno un commissario (gli stati più grandi ne avevano due) ma con Nizza ci si pone il problema dell’allargamento. Consiglio ha la possibilità di istituire camere giurisdizionali in materie specifiche tra cui spiccherà il Tribunale della funzione pubblica al quale si pensa di attribuire anche la competenza pregiudiziale. Il numero di deputati viene innalzato da 700 a 732 e si pone il problema della cooperazione rafforzata quindi si dice che per instaurare una cooperazione rafforzata il numero minimo di Stati dev’essere otto. S’instituisce un comitato per la permanente sicurezza (COPS) che deve adottare nei momenti di crisi decisioni internazionali. Idea era quella di procedere verso un trattato costituzionale, vengono suddivise le competenze che appartengono all’Unione e agli Stati membri, ma l’Unione dipende sempre dalle concessioni degli Stati membri. La portata assai limitata delle modifiche di Nizza, apre la strada ad una nuova riforma che preveda una revisione radicale dell'impianto dei Trattati, riconducendo l'intero processo di integrazione europea ad un solo trattato che si presenti come la carta costituzionale della costruzione europea.

Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa (2004)

Firmato a Roma 2004 e destinato a rimpiazzare integralmente i trattati esistenti. Mentre però l'unione si appresta a passare a 27 Stati membri, l’entrata in vigore del Trattato Costituzionale viene bloccata da due referendum negativi in Francia e Paesi Bassi che ne bocciano la ratifica da parte di questi due paesi. Progetto viene abbandonato, anche se i suoi contenuti saranno la base di partenza per una nuova Conferenza Intergovernativa del 2007, che porta alla redazione ed alla firma del Trattato di Lisbona.

Trattato di Lisbona (2009)

In vigore 2009 tra i 27 Stati membri che l’hanno firmato nel 2007. Ha portato a risultati simili a quelli prefissati nel 2004:

  • Si sostituisce la Comunità europea (come entità giuridica a sé stante) con l’UE trasformando il relativo Trattato istitutivo nel Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea (TFUE)
  • Sancito il valore vincolante della Carta europea dei diritti fondamentali, Unione europea aderisce alla CEDU (Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali)
  • Fonde i pilastri
  • Consiglio diviene un’istituzione
  • Commissione composta dai rappresentanti di 2/3 degli Stati membri salvo successiva disposizione contraria
  • Parlamento è composto da 750 membri più un presidente, la procedura diventa una procedura legislativa ordinaria invece che di codecisione, si ha un rafforzamento dei Parlamenti nazionali che dal 2002 ricevono ogni proposta normativa e possono esprimersi contro una proposta della Commissione se la ritengono adottata in violazione del principio di sussidiarietà.

Revisionato il Trattato sull’Unione europea (TUE), il quale conserva la propria denominazione ma accoglie al suo interno i principi (quali il principio del rispetto dei diritti fondamentali della persona umana quali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali, alla quale, pur se non inserita nel Trattato, viene riconosciuto lo stesso valore giuridico di questo e il principio di democrazia) e le regole generali di funzionamento dell’Unione assumendo così la veste di testo di base dell’intera costruzione; e il Trattato istitutivo della Comunità europea diventa il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), trattato servente del nuovo TUE perché riservato alla disciplina specifica dei settori in cui l’Unione esercita le sua competenze e degli strumenti e modalità attraverso cui tali competenze sono esercitate. Due trattati di pari valore giuridico che regolano congiuntamente un’unica entità giuridica, l’Unione europea, che assorbe in sé la personalità giuridica della Comunità europea succedendole nei rapporti giuridici preesistenti. Nonostante la Comunità, in quanto entità giuridica autonoma, si è dissoluta nell’Unione europea, il suo sistema giuridico è diventato il sistema giuridico dell’Unione, ed il cd. metodo comunitario da metodo di funzionamento di un pilastro è diventato il metodo di funzionamento dell’Unione. Il Trattato non si limita ad imporre ai singoli soggetti degli obblighi reciproci, bensì ha dato vita ad un nuovo ordinamento giuridico il quale determina i poteri, i diritti e gli obblighi dei soggetti stessi, come pure le procedure per far constatare e reprimere le eventuali violazioni. Gli Stati rimangono i responsabili del corretto adempimento degli obblighi imposti dal diritto dell’Unione ed è in capo ad essi che è sanzionato l’eventuale inadempimento. Dal canto suo, l’ordinamento dell’Unione non è dotato di strumenti diretti di correzione delle possibili antinomie con l’ordinamento nazionale, dato che la Corte di giustizia può sì sanzionare l’eventuale antinomia, ma non annullare la norma nazionale che ne è causa. Infine, dell’apparato (amministrativo e giudiziario) degli Stati l’Unione è costretta a servirsi per l’esercizio della funzione coercitiva e di applicazione del diritto, mancando essa di strumenti propri a questo fine.

Unione europea

Trattati comunitari sul funzionamento dell’UE sono accordi internazionali, sono vere e proprie convenzioni internazionali (sul modello della carta ONU), però, l’Unione è un’organizzazione internazionale sui generis e già nel ’58 comincia a caratterizzarsi rispetto alle altre organizzazioni che operano sulla scena mondiale.

Peculiarità UE

  • Sent. Van Gend & Loos (1963): è un ordinamento di nuovo genere perché riconosce come soggetti di diritto non solo gli Stati ma anche i singoli. Corte sottolineò come il Trattato istitutivo della Comunità europea andasse «al di là di un accordo che si limitava a creare degli obblighi reciproci tra gli Stati contraenti», concludendo «che la Comunità costituisce un ordinamento giuridico di nuovo genere nel campo del diritto internazionale, a favore del quale gli Stati hanno rinunziato, anche se in settori limitati, ai loro poteri sovrani, ordinamento che riconosce come soggetti non soltanto gli Stati membri ma anche i loro cittadini». Tale rivendicazione è fondata su alcuni profili: presenza di organi investiti istituzionalmente di poteri sovrani da esercitarsi nei confronti sia degli Stati membri che dei loro cittadini; partecipazione dei cittadini al funzionamento della Comunità ed alla formazione delle sue norme attraverso il Parlamento europeo; esistenza di una Corte di giustizia volta ad assicurare l’uniforme applicazione del diritto comunitario da parte dei giudici nazionali; il riconoscimento a questo diritto di un’autorità tale da poter essere fatto valere dai cittadini davanti a detti giudici.
  • Principio dell’autonomia del diritto comunitario: l’ordinamento comunitario è totalmente indipendente rispetto a quello degli Stati membri.
  • Principio dell’effetto diretto
Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 108
Riassunto esame Diritto dell'Unione Europea, prof. Di Federico Pag. 1 Riassunto esame Diritto dell'Unione Europea, prof. Di Federico Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 108.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto dell'Unione Europea, prof. Di Federico Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 108.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto dell'Unione Europea, prof. Di Federico Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 108.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto dell'Unione Europea, prof. Di Federico Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 108.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto dell'Unione Europea, prof. Di Federico Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 108.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto dell'Unione Europea, prof. Di Federico Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 108.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto dell'Unione Europea, prof. Di Federico Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 108.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto dell'Unione Europea, prof. Di Federico Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 108.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto dell'Unione Europea, prof. Di Federico Pag. 41
1 su 108
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Di Federico Giacomo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community