Che materia stai cercando?

Diritto di famiglia e delle persone - Appunti Appunti scolastici Premium

Gli argomenti trattati sono i seguenti:
- soggetti dell'ordinamento giuridico,
- famiglia,
- amministratore di sostegno
- matrimonio,
- effetti del matrimonio,
- invalidità del matrimonio,
- adozione e filiazione,
- rapporti personali e patrimoniali tra i coniugi,
- separazione personale dei coniugi,
- scioglimento del matrimonio.

Esame di Diritto di famiglia e delle persone docente Prof. G. Bonilini

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

notizia (scomparsa in operazioni belliche, fatto prigioniero dal nemico,

infortunio).

Art. 66 c.c.: nel caso in cui la persona dichiarata morta ritorni o se ne

o abbia notizie, recupera i propri beni nello stato in cui si trovano.

Art. 68 c.c.: si dichiara nullo il matrimonio contratto dopo la dichiarazione

o di morte presunta del coniuge, nel caso in cui questo ritorni o se ne

abbiano notizie. Questo perché nel 1942 non c’era il divorzio (nel caso in

cui volesse restare con il nuovo coniuge poteva richiedere la separazione,

ma non lo scioglimento).

- Pronuncia di divorzio (L. 898/70), chiamata dall’ordinamento:

Scioglimento del matrimonio (riguarda il matrimonio civile).

o Cessazione degli effetti civili del matrimonio).

o

Perché divorzio significa scioglimento del matrimonio per mutuo consenso dei

due coniugi. Deve esserci un giudice che valuti una causa addotta e che accerti

che non è ricostituibile un’unione di vita tra i coniugi.

Art. 3 l.898/70: il legislatore ha messo molti ostacoli allo scioglimento del

matrimonio, ed elenca le cause di divorzio:

• Causa personale, dopo 3 anni dalla separazione; prima era di 5 anni,

prorogabile a 7 anni se il coniuge si fosse opposto. Nel 1970, quando è

stata promulgata la legge, potevano chiedere il divorzio le coppie che

prima del ’70 erano separate da almeno 2 anni (anche non davanti al

giudice).

• Il coniuge, cittadino straniero, ha contratto all’estero un altro matrimonio

o ha ottenuto annullamento o scioglimento del matrimonio all’estero.

• Matrimonio non consumato (si deve far valere entro 1 anno).

• Nel caso in cui uno dei due coniuge sia transessuale (perché rimarrebbe

in piedi un matrimonio tra persone dello stesso sesso).

• Se il coniuge, dopo la celebrazione del matrimonio, è stato condannato a:

Ergastolo o pena detentiva superiore ad anni 15.

 A qualsiasi pena detentiva.

 A qualsiasi pena per delitto volontario di un figlio o di tentato

 omicidio al coniuge o al figlio.

Quando il coniuge è stato assolto per vizio totale di mente per uno

 dei due punti sopra (non ergastolo).

RICONCILIAZIONE: ricostituire il rapporto familiare, come se fossero marito e moglie,

non basta che uno dei due ritorni a vivere con il coniuge o che abbiano rapporti.

Il giudice deve sempre verificare.

Il DIVORZIO è uno strumento molto intricato, soprattutto per quanto riguarda

l’affidamento della prole. Anche per il divorzio esiste la possibilità di richiesta

consensuale, come succede per la separazione.

Il giudice può pronunciare la sentenza di divorzio e rinviare alla fase successiva

laddove ci siano difficoltà nella soluzione della controversia del conflitto tra i coniugi

(affidamento della prole, assegnazione della casa familiare, assegno di divorzio). Il

matrimonio è sciolto ma rimangono in vita i conflitti.

Richiesta consensuale: gli accordi fatti prima del matrimonio o durante il matrimonio

in via preventiva in vista del divorzio non vincolano, anche se il giudice può tenerne

conto. Il divorzio è una materia che non può essere governata da un accordo.

Art. 5 l.d. (legge sul divorzio):

- Comma 1: il giudice ha tentato la riconciliazione, va avanti con la causa

giudiziale, attesta che è presente almeno una causa di divorzio e con sentenza

pronuncia lo scioglimento del matrimonio e i due coniugi riacquistano lo stato

libero.

- Comma 2: cognome del marito. Sciogliendosi per divorzio il matrimonio, non ci

può più essere un uso del cognome coniugale.

- Comma 3 e 4: la donna perde il cognome del marito a meno che non ci sia un

interesse della donna o della prole (nel caso in cui ci sia disagio nella perdita del

cognome patronimico da parte della madre) a mantenerlo e a meno che con il

cognome del marito sia diventata nota in un certo ambiente professionale,

imprenditoriale, commerciale (il cognome è il segno distintivo della sua attività.

- Comma 6: assegno post-matrimoniale. Nella separazione il coniuge “debole”

deve permanere nel tenore di vita condotto durante il rapporto matrimoniale

(attraverso un assegno di mantenimento dato dall’altro coniuge). L’assegno

divorzile serve per dare i mezzi per poter garantire una vita dignitosa, non per

mantenere lo stesso tenore di vita analogo a quello condotto durante il

matrimonio. La prassi è un’interpretazione spinta a dare al coniuge “debole” un

assegno per mantenere lo stesso tenore di vita anche dopo lo scioglimento del

matrimonio.

- Comma 8: invece che garantire un assegno divorzile ogni mese, lo si può

liquidare in un’unica soluzione (immobile o somma capitale) che se ritenuta

equa (deve tutelare il coniuge “debole”) dal giudice, taglia ogni rapporto con

l’ex-coniuge.

- Comma 10: l’obbligo di assegno divorzile cessa quando compaiono nuove

nozze.

Art. 9 l.d.: se il coniuge “debole” convive more uxorio e il reddito gli garantisce una

vita dignitosa, si può chiedere una revisione dell’assegno divorzile e dell’affidamento

della prole; stessa cosa vale per altri motivi (patrimonio più alto, malattia, ecc…)

Art. 9bis l.d.: se muore il coniuge che deve corrispondere l’assegno divorzile, viene

garantito l’assegno successorio a carico dei figli o del nuovo coniuge solo in caso di

stato di bisogno del coniuge “debole”.

Filiazione.

L. 219/12: ha cercato di porre rimedio alle differenze tra filiazione legittima e filiazione

naturale. Si conclude l’iter di parificazione dello stato giuridico della filiazione.

Nascita: concetto di fatto giuridico (sono rimessi effetti giuridici e ha rilevanza per

l’ordinamento giuridico).

Art. 1 c.c.: dal momento della nascita si acquista capacità giuridica.

Filiazione Illegittim

Legittima a

Procreata

durante il

matrimonio Incestuos Adulterin

Semplice a a

era l'unica

concessa

Art. 232 c.c.: presunzione di concepimento (all’interno del matrimonio; filiazione

legittima):

- Nascita dopo 180 giorni dal matrimonio.

- Nascita prima dei 300 giorni dall’annullamento di matrimonio.

Si presume per l’obbligo di fedeltà a cui sono tenuti i coniugi.

Presunzioni assolute: non ammettono prove contrarie.

Presunzioni relative: ammettono prove contrarie.

La filiazione ha necessità di essere accettata o in costanza di matrimonio o fuori dal

matrimonio. Il riconoscimento deve essere volontario e può essere impugnato per

difetto di veridicità (Art. 263 c.c.).

L’atto di nascita serve a provare la filiazione, per modificarlo esistono delle azioni di

stato:

- Di riconoscimento.

- Contestazione della legittimità.

- Reclamo di legittimità.

Se un figlio non viene riconosciuto, viene dichiarato in stato di abbandono; quando

raggiunge i 18 anni può richiedere la dichiarazione giudiziale di paternità o maternità

naturale (Art. 269 c.c.) che può essere richiesta anche dal genitore affidatario o dal

tutore del minore (Art. 273 c.c.).

Art. 237 c.c. fatti costitutivi del possesso di stato: fattispecie a formazione complessa

con determinati elementi:

- Il figlio deve aver sempre portato il cognome del padre.

- Il padre lo deve aver trattato come figlio e deve aver provveduto al

mantenimento, all’educazione e al collocamento di essa.

- Deve essere considerato figlio nei rapporti sociali.

- Deve essere stato riconosciuto dalla famiglia.

Possesso di stato con il quale si riconosce il figlio, vale anche per la filiazione naturale,

ma non c’è bisogno di dimostrare che ha sempre portato il cognome del padre.

Fino al 2012 permaneva una discriminazione nei confronti dei figli incestuosi (Art. 251

c.c.), solo se i genitori non erano a conoscenza del loro vincolo di parentela potevano

riconoscere il figlio.

3 fasi della filiazione:

1. Codificazione del 1965 e del codice del 1942, fortemente discriminatori nei

confronti dei figli nati fuori dal matrimonio.

2. Separazione della Costituzione repubblicana. Art. 30 cost. i figli legittimi e i figli

nati fuori dal matrimonio sono considerati uguali, compatibile con i diritti dei

figli legittimi.

Art. 537 c.c. comma 3 diritto di commutazione: estromissione dalla comunione

ereditaria dei figli naturali da parte dei figli legittimi.

3. Riforma del diritto di famigli del 1975, la parificazione è quasi completa:

Permane il diritto di commutazione.

o La ricerca della paternità si amplia fino a poterla esperire di là dai vincoli

o legati alle circostanze in cui è avvenuta la filiazione.

Il riconoscimento dei figli adulterini è concesso anche se si è sposati.

o

Permangono due limitazioni:

1) La parificazione dei figli avviene soltanto in virtù dei rapporti tra il genitore e il

figlio. Parentela naturale (Art. 258 c.c.), il riconoscimento di un figlio produce

effetti giuridici nei confronti del genitore, mentre i parenti non instaurano con il

figlio riconosciuto effetti giuridici.

2) Problema della successione: la norma pone fratelli e parenti naturali dopo i

cugini di VI grado legittimi.

Cambiamenti del 2012 con la riforma della filiazione:

Art. 74 c.c. viene risolta la parità tra i figli legittimi e figli nati fuori dal

 matrimonio, anche se il vincolo di parentela non sorge in caso di adozione di

persone maggiori d’età perché è ritenuta adozione sanzionale/civile che non

genera rapporti civili tra l’adottante e i parenti dell’adottato e tra l’adottato e i

parenti dell’adottante (Art. 300 c.c. comma 2).

Art. 258 c.c. finalmente si riconosce giuridicamente la parentela naturale.

Art. 315 e 315bis c.c. concezione giuridica del minore, tutti i figli hanno lo

 stesso stato giuridico:

Diritti dei figli (non più solo doveri dei genitori Art. 147 c.c.). Un minore

 non ha capacità d’agire e fino al compimento del 18° anno d’età ha il

diritto ad essere mantenuto, educato e istruito secondo le proprie

aspirazioni e personalità. Il minore che ha compiuto i 12 anni d’età

deve essere sentito in ogni questione che lo riguarda.

Doveri dei figli: i figli devono rispettare i genitori e contribuire al

 mantenimento della famiglia (evoluzione normativa in riferimento alla

concezione giuridica del 1975).

Potestà dei genitori:

Per rapporti patrimoniali: Art. 320 c.c.: gestione del patrimonio da parte dei

 genitori che congiuntamente rappresentano i figli.

Per rapporti non patrimoniali Art. 316 c.c.: riguardo il mantenimento,

 l’educazione e l’istruzione dei figli.

Cognome del figlio Art. 262 c.c.: il figlio prende il cognome del genitore che per primo

lo ha riconosciuto, del padre se entrambi lo hanno riconosciuto contemporaneamente.

Il Senato della Repubblica, in modo opportuno, ha scelto di non introdurre una

modificazione che avrebbe permesso di privare l’Art. 262 c.c. della norma secondo cui

il riconoscimento del padre può aggiungere o sostituire il cognome della madre.

Adozione.

È un istituto antichissimo, utilizzato anche in epoca romana, dove era un procedimento

comune, ma che aveva presupposti diversi rispetto a oggi. È nato nella prospettiva di

assicurare discendenza alla famiglia che non era in grado di generare. I principali

referenti erano i genitori, non in grado di generare figli di sangue (si rivolgeva

soprattutto ai nobili). Oggi è diverso, l’interesse primario che il legislatore tutela è

quello del minore in stato di abbandono (irreversibile, non provvisorio), presupposto

indispensabile per procedere all’adozione.

Qual è l’effetto principale del procedimento d’adozione? Costituisce un rapporto di

filiazione (tra persone non legate da vincoli di sangue), che si può analizzare da due

prospettive: si crea un carattere giuridico sia personale sia patrimoniale da parte dei

genitori, ma anche dei figli.

Un figlio naturale non può essere adottato dai propri genitori.

A livello procedurale il fulcro dell’adozione è l’atto volontario dei genitori, che però non

è sufficiente, e che produce l’effetto di attribuire al minore adottato lo stesso status

del figlio legittimo. Ciò deve essere avvallato da un procedimento giudiziale.

LEGGE SULL’ADOZIONE L.184/83, AGGIORNATA L.149/01 ha sancito un dato

importante: il diritto del minore a una famiglia.

3 figure di adozione:

1. ADOZIONE DI PERSONE MAGGIORI D’ETA’: il presupposto è quello di assicurare

le esigenze dell’adottato e degli adottanti. L’attenzione viene tra tutti i soggetti

coinvolti, essendo essi tutti maggiori d’età, e si presterà attenzione anche ad

altri soggetti (es. figli naturali degli adottanti).

2. ADOZIONE PIENA

3. ADOZIONE IN CASI PARTICOLARI

4. (ADOZIONE INTERNAZIONALE: minori abbandonati all’estero, il legislatore la

vuole regolare per evitare il traffico di persone umane).

In tutti i casi tra gli adottanti e l’adottato si crea uno status, che nell’adozione piena

recide i legami con la famiglia naturale, è uno status che si sostituisce a quello

precedente, mentre nell’adozione in casi particolari si sovrappone e nell’adozione di

maggiori d’età si aggiunge, i due status convivono.

Il principio fondamentale è contenuto nell’Art. 30 Cost.: pone il diritto e il dovere dei

genitori di mantenere, istruire ed educare i figli anche nati fuori dal matrimonio.

Il presupposto dell’adozione è lo stato di abbandono e deve essere visto come ultimo

rimedio, perché attraverso questo procedimento si va contro al presupposto che ogni

genitore ha il diritto di stare con i propri figli.

3 tappe:

- Disponibilità dei genitori e stato di abbandono non temporaneo del minore.

1. STATO DI ADOTTABILITA’: se il giudice ritiene che i coniugi siano affettivamente

idonei e capaci di educare, istruire e mantenere i minori che intendono adottare.

2. AFFIDAMENTO PREADOTTIVO: è una vera e propria prova.

3. PROCEDIMENTO DI ADOZIONE: da figlio adottato si passa a figlio legittimo, che

avrà tutta una serie di diritti a livello di successione.

Zone grigie: stato di abbandono temporaneo, che si ritiene risolvibile (non durerà

troppo a lungo).

AFFIDAMENTO DEI MINORI: strumento che ha durata determinata, il legislatore lascia

una norma aperta per gli affidamenti, permette di aiutare temporaneamente sia i figli

adottati che i genitori dei figli, vuole garantire la tutela dei bisogni dei minori.

ADOZIONE PIENA: ha come fine quello di supplire in modo definitivo alle carenze

affettive e materiali dei minori. Si inserisce il minore in una famiglia diversa da quella

di origine ed è necessario che quest’ultima sia in grado di provvedere alle esigenze

affettive e materiali del minore. Il minore acquisisce lo status di figlio legittimo e recide

completamente i legami con la famiglia d’origine, ma qualcosa sopravvive, cioè

permangono i divieti matrimoniali (non ci si può sposare tra fratelli) e valgono sia tra

adottato e famiglia d’origine, sia tra adottato e famiglia adottante.

Art. 27 L.184/83: lo status di figlio legittimo acquisito dal minore adottato è definitivo

nella terza fase.

La corte ha specificato che nel caso in cui l’adozione fallisca (es. ritorno allo stato di

abbandono) mai si ricostituiranno i precedenti legami spezzati con la famiglia d’origine

(da una parte c’è il divieto di adottare i figli naturali, dall’altra il fatto che i legami sono

stati recisi).

Creazione di rapporti di parentela tra minore adottato e parenti degli adottanti (diverso

dall’adozione dei maggiori d’età): stessi rapporti che si trovano tra i figli legittimi e i

parenti. Nonni (II

grado) Genitori (I

Zii (III gardo) grado)

Cugini (IV Minore

grado)

I doveri dei figli adottati sono uguali ai doveri dei figli legittimi.

Adozione del minore straniero: riceve anche la cittadinanza.

Art. 28 L.184/83 (comma 1): non è né diritto né dovere dei genitori informare il minore

della sua condizione di adottato, ma è una cosa che deve avvenire.

Comma 4: non è diritto dei genitori avere informazioni riguardo la famiglia d’origine,

se non in casi particolari.

Comma 5: dall’età di 25 anni, l’adottato può ricercare informazioni rispetto alla

famiglia d’origine.

REQUISITI SOGGETTIVI dell’adozione (qualora siano rispettati si può procedere

all’adozione) Art. 6 L.184/83:

- Minore: stato di abbandono non temporaneo.

- Genitori:

• Devono essere uniti da matrimonio da almeno 3 anni (può essere sia

concordatario che civile) oppure possono essersi appena sposati ma deve

esserci una convivenza more uxorio di almeno 3 anni, e non deve esserci

separazione, neanche di fatto. Non c’è un controllo puramente formale da

parte del giudice per capire se i coniugi sono idonei, ma entra anche nel

merito verificando (caso per caso) se i coniugi sono effettivamente in

grado di educare; è un controllo che si sviluppa su più fronti:

• Capacità economica, valutata con una certa elasticità, deve essere

minima per garantire le cure primarie del minore.

• Esame dell’attitudine dei coniugi ad allevare affettuosamente il minore.

• Il grado di compatibilità tra la personalità del minore e il carattere dei

coniugi.

• Età: tra adottato e adottanti non devono esserci meno di 18 anni e non

più di 45 anni.

Problema di incostituzionalità: anche se due persone convivono more uxorio da

almeno 3 anni ma non sono sposate, non possono adottare e con la sentenza 181/94

si è dichiarata insussistente la richiesta di adozione per conviventi more uxorio.

Su tutto ciò vigila il tribunale dei minori che accerterà la validità dei requisiti

attraverso le strutture predisposte degli enti locali.

Convenzione di Strasburgo (1977): può procedere all’adozione anche una persona

coniugata e non convivente (il singolo). Nel nostro ordinamento no perché si è ritenuto

che la convenzione non sia direttamente operativa, ma solo che il legislatore sia

abilitato a concedere l’adozione a un singolo.

Non ci sono limiti di adozione per i coniugi rispetto al numero di minori da adottare 

REQUISITO PREFERENZIALE: se una famiglia che ha già adottato un minore, ne vuole

adottare un altro, si dà prevalenza ai fratelli/sorelle del minore adottato, se questi sono

in stato di abbandono.

LIMITI/DEROGHE:

- 5° comma Art.6 l.a. (legge adozione): deroga generale “aperta” sull’età dei

coniugi, non si definisce in dettaglio il danno grave.

- 6° comma Art.6 l.a.: può essere superato il limite di età previsto per non più di

10 anni (non deve superare i 55 anni) quando:

• Uno solo dei coniugi supera il limite.

- Non vale il limite dei 10 anni per queste deroghe:

• I coniugi abbiano ancora un figlio naturale minorenne.

• I coniugi abbiano adottato già almeno un fratello/sorella del futuro

adottato.

Art. 7 l.a. REQUISITI SOGGETTIVI DELL’ADOTTATO:

- Stato di abbandono:

• Ultra 14enne: per poter essere adottato deve dare espresso consenso (è

vincolante).

• 12-13 anni: deve essere sentito.

• <12 anni: il minore è sentito ma con le dovute cautele.

Questo perché:

1. Il minore, 14enne, inizia a capire cosa sia meglio per il proprio regime di vita e

perché ha il diritto a crescere in un ambiente che lo educhi e lo sostenga.

2. Per ragioni pubbliche: il minore, non ancora in grado di prendere decisioni

importanti, è sostituito dallo Stato, ma più il minore si avvicina alla maggiore

età (capacità d’agire), il legislatore si allontana dalla sfera decisionale del

minore.

DICHIARAZIONE DELLO STATO DI ADOTTABILITA’: avviene per opera del giudice

attraverso una sentenza e sarà presupposto dell’affidamento preadottivo. Viene

pronunciato dal tribunale dei minorenni, qualora non emerga che la mancanza di

assistenza in cui si trova il minore sia dovuta a cause di forza maggiore di carattere

transitorio.

Art. 8 l.a.: lo stato di abbandono deve essere dichiarato quando:

- Mancano genitori e parenti entro il IV grado.

- Ci sono genitori o parenti entro il IV grado, ma è presente accattonaggio,

violenze, mancanza di educazione morale, affetto o comportamenti gravi nei

confronti del minore.

- La responsabilità non è dei genitori, ma di ragioni esterne che provocano una

situazione non adatta alla crescita del minore (es. malattie non reversibili).

ASSENZA DI ASSISTENZA MORALE E MATERIALE E ADOZIONE COME UNICO RIMEDIO

ALLO STATO DI ABBANDONO.

I controlli fatti riguarderanno requisiti soggettivi, mentre il parametro oggettivo

(Art.147 cod. civ.), doveri dei genitori verso i figli, sorge per il fatto stesso della

filiazione.

AFFIDAMENTO FAMILIARE: strumento utilizzato per le zone grigie, ossia per gli stati di

abbandono reversibili, è l’affidamento del minore a una famiglia per un tempo

determinato. È utilizzato quando vi sono cause di forza maggiore (es. economiche),

salvo che i genitori non vogliano crescere ed educare il minore, oppure rifiutino

assistenza dalle strutture sociali o provochino cause di forza maggiore (come il non

voler cercare un’occupazione nel momento di disoccupazione).

Lo stato di abbandono può essere dichiarato d’ufficio, ossia l’autorità giuridica può

procedere autonomamente (nel diritto civile sono i privati a dover azionare la

macchina legislativa, mentre nel penale l’interesse è pubblico ed è il Pubblico

Ministero ad azionare il procedimento), quindi non è necessario l’impulso proveniente

da una parte, non è l’interesse pubblico a essere tutelato (la crescita e la tutela del

minore).

Chiunque può denunciare lo stato di abbandono, tranne alcuni soggetti che invece

sono obbligati alla denuncia (pubblici ufficiali e coloro che lavorano per

l’amministrazione pubblica), Art. 9 l.a. chi non segnala sarà perseguibile penalmente.

Altri soggetti obbligati alla segnalazione sono coloro che, pur essendo parenti entro il

IV grado del minore, abbiano accolto il minore nello stato di abbandono per almeno 6

mesi.

CASI SPECIFICI in cui sarà scontata la pronuncia dello stato di abbandono:

- Art.11 l.a.: il minore sprovvisto di genitori e parenti entro il IV grado con cui ha

mantenuto rapporti significativi.

- Se il minore ha i genitori o i parenti entro il IV grado con cui ha mantenuto i

rapporti, secondo l’Art.10 l.a., il giudice coinvolge questi soggetti per poter

permettere a loro di intervenire e avere voce in capitolo per evitare la pronuncia

dello stato di abbandono:

• Qualora il giudice non sia pervaso da una situazione irreversibile, lascerà

il minore nella famiglia d’origine dando direttive e provvedendo a continui

controlli attraverso le strutture pubbliche.

• Se i genitori o i parenti non si presentano senza giustificato motivo o non

seguono le direttive imposte dal giudice, si avrà la certezza dello stato di

abbandono e quindi il giudice passerà a dichiarare lo stato di adottabilità,

che non è definitivo, perché sarà possibile per i genitori e i parenti

presentare un ricorso prima in corte d’appello e poi, alla 3° sentenza, in

cassazione (Art.17 l.a.).

La sentenza definitiva verrà trascritta nel registro della cancelleria.

STATO DI ABBANDONO  STATO DI ADOTTABILITA’ = il minore non è più soggetto alla

potestà dei genitori.

NOMINA DEL TUTORE Può essere revocato (quando viene

ritenuto attivo l’affidamento

preadottivo) o cessare (con

l’adozione e al compimento del 18°

anno d’età) Art.21 l.a.

AFFIDAMENTO PREADOTTIVO (tappa intermedia).

Art.21 l.a.: dura un anno e in caso di necessità è prorogabile fino a un altro anno. È la

prova prima dell’adozione vera e propria.

- Porta un taglio definitivo con la famiglia di origine. Si valutano le condizioni per

la crescita e l’educazione del minore.

- Il giudice diventa più flessibile riguardo ai requisiti (in caso di separazione dei

coniugi si potrà comunque procedere all’adozione, nel caso in cui il minore sia in

un ambiente adatto alla propria crescita).

- Si preferisce affidare un minore alla famiglia in cui è già presente un figlio

naturale minorenne (si cerca di preservare il nucleo familiare che esisteva prima

dell’adozione). È possibile procedere all’adozione di più fratelli nel corso del

tempo, attraverso diversi provvedimenti e perché ciò avvenga è necessario che

i coniugi facciano richiesta dando una generica disponibilità al tribunale (è

possibile dare disponibilità di adottare una tipologia di minori, es. con o senza

disabilità, italiano o straniero,…).

Qualora il nuovo ambiente preadottivo si rivelerà non adatto, non si procederà

all’adozione e si dichiarerà la NON-ADOTTABILITA’ (il tribunale potrà procedere d’ufficio

o di istanza di persone qualificate).

Se l’affidamento preadottivo va a buon fine, il tribunale, con una sentenza in camera

di consiglio, pronuncerà la definitiva adozione.

Art.25 l.a.: prima di pronunciare l’adozione del minore, è previsto il consenso dell’ultra

14enne o il parere del 12-13enne o del <12 anni. Inoltre se i coniugi hanno già figli,

sarà necessario sentire anche la loro opinione.

Se durante l’affidamento preadottivo uno dei due coniugi decede e nonostante ciò si

ritiene che comunque l’affidamento sia stato positivo, si procede lo stesso all’adozione

nei confronti di entrambi i genitori, anche di quello deceduto (è importante per la

successione legittima). Stessa cosa se si è pronunciata l’incapacità di uno dei due

coniugi. ADOZIONE DEFINITIVA

In cui il minore riceverà gli stessi diritti e obblighi dei figli legittimi.

ADOZIONE INTERNAZIONALE: è un tipo di adozione piena, istituita dal legislatore per

porre fine al traffico dei minori, si applica quando i coniugi italiani intendono adottare

minori stranieri e quando minori italiani vengono adottati da famiglie italiane e non,

residenti all’estero.

ADOZIONE DEI MAGGIORI D’ETA’: ha presupposti diversi da quelli dell’adozione dei

minori; il fine è quello di assicurare una discendenza a chi non ha potuto avere

discendenti da procreazione naturale. Oggi anche chi può vantare di una discendenza


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

22

PESO

270.12 KB

AUTORE

shadow3

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in servizio sociale
SSD:
Università: Parma - Unipr
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher shadow3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto di famiglia e delle persone e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parma - Unipr o del prof Bonilini Giovanni.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in servizio sociale

Diritto internazionale - Appunti
Appunto
appunti di diritto amministrativo
Appunto