Nascita dell'Unione Europea
Post Seconda Guerra Mondiale
Dopo la Seconda Guerra Mondiale inizia una crisi economico-sociale. Gli stati europei si rendono conto che le guerre fra loro erano frequenti, quindi cercano di costruire un rapporto di cooperazione.
1948 – OECE (Organizzazione Europea per la Cooperazione Economica)
Quando inizia il Piano Marshall, ovvero dei fondi USA per la rinascita degli stati europei, nasce l’OECE in quanto c’era la necessità di sfruttare bene il denaro statunitense (rapporto di cooperazione).
1949 – Consiglio d'Europa
Accanto allo sviluppo economico si comincia a pensare che serviva uno sviluppo sociale. Vengono promosse leggi riguardo la tutela delle minoranze all’interno degli stati, tutela delle donne, ecc., tramite il CEDU. Oggi conta 47 stati membri, compresi la Russia e la Turchia che sono geograficamente europee.
Struttura del Consiglio d'Europa
È a metà tra l’attuale Unione Europea e un’organizzazione internazionale.
Uguaglianze
- Gli organi sono gli stati stessi.
Differenze
- Ha un organo (assemblea generale) che non rappresenta i cittadini dello stato, in quanto chi fa parte dell’assemblea è nominato dai governi nazionali singoli.
- Nasce la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che è il primo e unico organo dove anche l’individuo singolo, in condizioni precise, può far causa a uno stato. Fino a quel momento le corti internazionali gestivano solo le controversie fra stati).
1950 – CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo)
Nel CEDU vengono messi nero su bianco i diritti fondamentali dell’uomo che dovevano essere rispettati all’interno di tutti gli stati membri (vita, parola, associazione, ecc). Il CEDU è in continua evoluzione, col tempo si aggiungono protocolli (oggi siamo al 14°). La proprietà privata, ad esempio, fu aggiunta solo in seguito.
Maggio 1950 – Dichiarazione Schumann
Gli stati europei si resero conto che le guerre erano spesso causate dalle risorse di carbone e acciaio, nasce quindi l’idea di condividere le risorse di carbone sotto il controllo dell’Autorità Maggiore.
18 aprile 1951 – Nasce la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio)
Si instaura un mercato comune solo per il carbone e per l’acciaio, vengono vietati i dazi e vengono vietati gli aiuti e le intese. I confini statali tra gli stati membri è come se fossero cancellati. Vengono inoltre abolite le quote, ovvero un limite di importazioni (ora si può importare senza limiti qualsiasi bene). Gli stati membri erano solo 6 (Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda, Lussemburgo). Con la nascita della CECA si è resa necessaria la creazione di nuovi organi perché si era passati da un estremo all’altro (regole statali, limiti e confini – libertà commerciale). La CECA venne poi sciolta nel 2002 in quanto i principi della stessa (carbone e acciaio) erano già ben integrati nel mercato libero europeo.
1952 – Comunità Europea di Difesa
Ci fu la proposta di creare un esercito europeo unico in modo che non esistessero eserciti statali (per evitare la guerra), ma rimase solo una proposta. Oggi c’è la PeSCO, un progetto nato nel novembre 2017 per programmi e addestramenti comuni a tutti gli stati membri (eserciti nazionali ma con addestramento e strategia europea condivisa).
1957 – CEEA (Euratom) e CEE
CEEA – Comunità Europea dell'Energia Atomica
Le nazioni capiscono il potenziale dell’energia atomica (dopo aver visto la bomba atomica) e cominciano la ricerca per l’uso pacifico del nucleare. Insieme alla ricerca, come successe per la CECA, nacque il mercato libero del nucleare.
CEE – Comunità Economica Europea
Insieme alla CEE nascono le prime 4 istituzioni dell’Unione Europea (prima c’erano solo 4 istituzioni perché erano presenti solo 6 stati membri, oggi le istituzioni sono 7):
- Assemblea di Giustizia e Corte di Giustizia – Lavoravano per la CEEA, CEE e CECA.
- Commissione e Consiglio – Lavoravano per la CEE.
Si cerca l’abbattimento delle frontiere tramite la libera circolazione di tutti i prodotti (non solo nucleare, acciaio e carbone) e la libera concorrenza.
1960 – OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico)
Nasce dalle ceneri dell’OECE. È un’organizzazione internazionale, ovvero un’organizzazione che agisce solo previo consenso unanime di tutte le nazioni che ne fanno parte (come l’ONU), quindi la sovranità nazionale non può essere sovrastata dall’organizzazione, quindi gli organi di questa organizzazione sono gli stati stessi (metodo intergovernativo).
Allargamenti e Trattati fino al Trattato di Lisbona
Negli anni successivi, ci furono diversi allargamenti e trattati che portarono all'attuale Unione Europea.
1972 – Primo allargamento della CEE
- Regno Unito, Irlanda, Danimarca.
1982 – Secondo allargamento della CEE
- Spagna, Portogallo, Austria. Ora gli stati erano 16, quindi fu reso necessario stipulare nuovi trattati e regolare meglio gli accordi. Tutt’oggi, quando uno stato si unisce all’Unione Europea, i trattati vengono modificati.
1986 – Atto Unico Europeo
Fu una riformulazione dei trattati precedenti; aumentò la competenza della CEE in settori fino a quel momento di proprietà statale, come ad esempio la materia ambientale. Venne dato più potere al Parlamento Europeo che fino a quel momento non aveva un vero e proprio potere decisionale, ma solo di consultazione.
1992 – Trattato di Maastricht
Riformula i trattati precedenti introducendo l’Unione Europea attuale, che doveva avere un ruolo di raccordo tra le varie Comunità Europee presenti al tempo (CEE, CEEA, CECA). Introduce i 3 pilastri dell’Unione Europea:
- 1. Le 3 Comunità Europee dovevano essere unite (CEE, CEEA, CECA); Unione Monetaria.
- 2. Politica estera e difesa comune; assicurare i diritti umani, democrazia, aiuti umanitari.
- 3. Cooperazione giudiziaria europea (traffico droga e esseri umani, criminalità, terrorismo, truffe).
1997-99 – Trattato di Amsterdam
I principi del Terzo Pilastro (cooperazione giudiziaria europea) vennero integrati nel Primo Pilastro.
2000-03 – Trattato di Nizza
Viene approvata la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea senza però essere vincolante all’interno degli stati membri.
2004 – Terzo allargamento
Ora ci sono un totale di 27 stati nell’UE.
2007-09 – Trattato di Lisbona
È il trattato attuale dell’Unione Europea, e finalmente razionalizza le competenze tra gli stati (prima non c’era una vera e propria regolamentazione, c’era una sorta di “common law”).
- Vengono eliminati i pilastri dell’UE (con conseguente eliminazione della Comunità Europea, integrandoli nell’UE stessa in due Trattati, il TUE e il TFUE).
- TUE – Contiene le regole fondamentali dell’UE, e contiene un elenco dei principi dell’UE, delle istituzioni e dei rapporti tra stesse.
- TFUE – Spiega dettagliatamente diritti, doveri, poteri dei vari organi che formano l’UE.
- La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea diventa vincolante.
L'Unione Europea
Funzioni e benefici
Benefici economici e integrazione europea dei popoli (venne introdotta la cittadinanza Europea).
Poteri
Sfrutta il principio di attribuzione, ovvero ha solo i poteri che le vengono dati dei trattati. Col tempo l’UE ha ottenuto vari poteri, come ad esempio poteri sul turismo e l’ecologia. L’Unione Europea, oggi, ha ormai ampio potere in moltissimi campi.
Istituzioni
Ha organi formati da individui indipendenti dai propri paesi.
Parlamento Europeo
I giudici non sono rappresentanti dello stato.
Commissione
Chi è presente in commissione non ha un mandato statale, ma viene chiamato perché ha una competenza specifica tecnica molto elevata. Un commissario può essere allontanato se si fa condizionare da un qualsiasi stato.
Decisioni
Si vota per maggioranza, e non più per unanimità. Ciò porta alla conseguenza che uno stato singolo o una piccola porzione di stati, piccoli o grandi che siano, non possono bloccare una decisione dell’UE se c’è una maggioranza. La legge viene poi applicata a tutti gli stati membri anche se questi hanno votato “no”. Quando moltissimi stati sono contrari ad una legge e non si riesce a trovare un compromesso, è permessa la cosiddetta cooperazione rafforzata, ovvero l’applicazione della stessa legge nei pochi stati che erano favorevoli. Chi non era favorevole può comunque accettare la legge in futuro.
Sistema giurisdizionale
Viene promossa la tutela del singolo, anche ricorrendo alla Corte di Giustizia Europea. Il diritto viene interpretato e applicato in maniera standard in tutti gli stati membri. I giudici nazionali applicano nel proprio stato un diritto nazionale misto al diritto europeo. Quando ci sono dubbi, un giudice può chiedere alla CG tramite un rinvio giurisdizionale; la corte poi risolve il problema e standardizza la sentenza a tutti gli stati membri.
1962 – Sentenza Van Gend & Loos 26/62
Van Gend & Loos era un’azienda olandese che importava merce tedesca in Olanda. La frontiera olandese chiedeva dei dazi, ai tempi illegittimi in quanto era già presente il mercato libero. L’azienda cita in giudizio lo stato olandese per la restituzione del denaro. In questi casi, di solito, sarebbe dovuta essere la Germania a citare in giudizio l’Olanda per danni economici, in quanto chiedendo dazi avrebbe danneggiato l’import-export verso i Paesi Bassi perché sempre meno aziende avrebbero importato ed esportato in quel paese. Fu un evento eccezionale in quanto fu il primo caso in cui un singolo, Van Gend & Loos, cita in giudizio uno stato. Questa sentenza ufficializzò la nascita dei ricorsi del singolo in UE.
1964 – Sentenza Costa contro ENEL 6/64
Costa era un cittadino italiano proprietario di alcune azioni della società elettrica Edisonvolta. La società venne nazionalizzata nel 1963 a causa di una legge sulla nazionalizzazione del settore elettrico. La nazionalizzazione degli enti privati era in contrasto con i principi comunitari, che la vietava. Costa quindi si rifiuta di pagare delle bollette ENEL in quanto era una società che operava nell’illegalità europea, quindi qualsiasi documento ufficiale emesso dalla stessa era da considerarsi nullo. In realtà i trattati europei parlavano di proprietà privata e pubblica, ma furono interpretati come “non è possibile passare da uno all’altro”. La corte di giustizia dà ragione all’Italia e dice che i trattati si dovranno applicare anche ai singoli.
Obiettivi dell'UE (Art.3)
- Promuovere la pace, i valori, e gli interessi dei suoi popoli.
- Mercato interno libero – Ancora oggi ci sono barriere per alcune persone e merci, non è proprio considerabile completamente come un mercato nazionale.
- Unione economica monetaria.
- PESC – Politica Estera Unitaria – Poco attuata a causa della politica intergovernativa europea. Non si esprime mai una posizione unica.
Principi strutturali
Art.5 TUE – Principio di attribuzione
L’Europa non ha competenze generali, ma ha le competenze che le vengono attribuite.
Art.13 par.2 TFUE
- Le istituzioni possono agire solo nei limiti delle loro competenze.
- In caso di violazione, l’atto emesso da quella istituzione (o dall’UE) è da annullare.
Art.352 TFUE – Principio di attribuzione delle competenze sussidiarie
- Si applica quando c’è una dimenticanza, ovvero quando c’è il potere ma non c’è la legge a riguardo.
- Solo per poteri funzionali allo svolgimento delle proprie funzioni o alla realizzazione del trattato.
- Ci sono comunque dei limiti per l’attivazione:
- Bisogna essere certi che sia una competenza europea e non statale (check dei PN).
- Non può avere a che fare con la politica estera o la PESC.
- Venne utilizzato spesso in passato per colmare le lacune, col tempo venne usato sempre meno.
- Ex. Germania vs Commissione: la Commissione ha un potere di consultazione, ma chiedeva agli St.M. dei documenti e partecipazione ad alcune riunioni. La Germania si oppose dicendo che la Commissione non aveva il potere di emanare atti vincolanti. Però il processo diede ragione alla Commissione, in quanto gli atti vincolanti che emanava nei confronti degli St.M., erano funzionali al corretto svolgimento del proprio ruolo. Un potere di consultazione è inutile se la commissione non potesse richiedere documenti e partecipazione in funzione della consultazione stessa.
I poteri impliciti
- Si differenziano dalle competenze sussidiarie, perché sono competenze che mancano.
- È nata negli USA per potenziare il potere dello stato centrale a discapito degli altri stati.
- Non vengono usati molto perché toglierebbero potere decisionale agli stati.
- Si usa per coprire lacune di competenze strettamente funzionali al raggiungimento di determinati obiettivi.
- Nel 1948 la Corte Internazionale di Giustizia (CIG), un organo giurisdizionale internazionale e unico organo giurisdizionale dell’ONU, fu la prima ad utilizzare la teoria dei poteri impliciti per rafforzare i poteri e le competenze dell’ONU a discapito degli stati aderenti alla stessa.
- Ex. Sentenza 1971 31-3 71 22/70 – Commissione vs Consiglio: C’era il dubbio se uno St.M. potesse fare dei trattati con St.T., dato che i trattati interni all’Europa erano ammessi. Ciò è possibile solo se il trattato esercita competenze interne all’UE, vincola solo lo St.M. interessato, e se questo può aiutare a raggiungere gli obiettivi comuni dell’UE.
Ripartizione delle competenze
Art.3 TFUE – Esclusive (solo dell'UE)
- Solo UE può emanare atti giuridicamente vincolanti in quelle materie.
- Se l’UE emana un atto per una determinata competenza, gli St.M. perdono quella competenza.
- Gli St.M. possono emanare atti vincolanti solo dopo l’autorizzazione dell’UE, o se l’UE stessa chiede agli St.M. di attuare l’atto vincolante emesso dando il permesso di regolamentarlo a livello nazionale.
- Ex. Unione doganale – Solo l’UE ha il controllo delle leggi doganali europee.
Art.4 TFUE – Concorrenti (tra UE e St.M.)
- Sono competenze “residuali”, ovvero quelle che rimangono tra le esclusive e SCC.
- Politiche condivise tra St.M e UE (Ex. Ambiente, energia, protezione del consumatore, ecc.).
- Sia l’UE che gli St.M. possono emanare atti a riguardo, ma se l’UE emana un atto, gli St.M. perdono la competenza in quel determinato settore.
- Ex. Se l’UE emana un atto che riguarda il regolamento sulla “tutela dei consumatori nei contratti conclusi online” (tutela del consumatore), lo St.M. non può più emanare atti nazionali che riguardano la “tutela dei consumatori nei contratti conclusi online”.
- Gli St.M. hanno legislazione libera solo se l’UE non ha ancora competenze in quel settore, oppure se l’UE abroga un atto da lei stessa emanata che di conseguenza ritornerà nelle competenze nazionali.
Art.6 TFUE – Sostegno, Coordinamento, Completamento
- C’è libertà statale ma l’UE se richiesto può aiutare uno stato al raggiungimento di quegli obiettivi.
- Ex. Turismo e Cultura – Se uno St.M. vuole formare delle guide turistiche, l’UE può intervenire per coordinare una formazione di guide turistiche tra i vari St.M. in modo da raggiungere meglio gli obiettivi nazionali ed europei.
- Poco utilizzata – Con 28 stati membri è complicato fare operazioni congiunte, è più facile che siano gruppetti di stati con obiettivi e visioni simili. È complicato coordinare una protezione civile unica.
Competenze particolari
- Politica Estera di Sicurezza Comune – Metodo intergovernativo.
- Soft Law – Diritto non vincolante.
- È utilizzato spesso per non minare troppo la sovranità nazionale.
- Consiste nel confronto tra stati e UE durante l’emissione di una legge per fare cambiamenti e giungere a compromessi, in modo che la stessa sia seguita più volentieri.
Principio di sussidiarietà
- Si occupa solo nelle competenze non esclusive per capire se deve agire l’UE o gli stati.
- L’UE può intervenire se gli stati singoli sono ritenuti non in grado di raggiungere un determinato obiettivo, ma siccome tutti gli atti europei devono essere motivati, prima si deve dimostrare che l’intervento può avere un valore aggiunto, si cerca di non intaccare la sovranità nazionale.
Trattato di Lisbona – Introduce il protocollo n°2 sui Principi Sussidiari
- I protocolli hanno lo stesso valore dei trattati, sono fonte primaria.
- Il Protocollo n°2 ci da alcuni sistemi per il controllo e il rispetto dei principi.
- La commissione deve fare ampie consultazioni prima di fare proposte di atti normativi.
- Green Paper – Sono una serie di documenti nei quali la commissione indica di aver individuato un problema e chiede delle soluzioni a riguardo facendo anche domande per la risoluzione, se e come l’UE dovrebbe intervenire, problematiche specifiche, ecc. Chiunque può rispondere ai Green Paper in qualsiasi lingua ufficiale dell’UE, anche i civili, e la Commissione pubblica tutte le risposte (accessibili a tutti) sul proprio sito ufficiale.
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