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Diritto europeo – docente Marco Inglese

Che cos’è l’Unione europea?

L’Unione europea (UE) è un’unione economica e politica, unica nel suo genere, tra 27 paesi europei, che hanno scelto deliberatamente di farne parte. È un concetto dinamico poiché in continuo divenire.

L’organizzazione che è all’origine dell’UE fu creata all’indomani della Seconda guerra mondiale con l’obiettivo di promuovere innanzitutto la cooperazione economica. Nel 1958 fu così creata la Comunità economica europea con l’obiettivo iniziale di intensificare la cooperazione economica tra sei paesi: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.

Da allora altri 22 paesi (il Regno Unito è uscito dall'Unione europea nel 2020) vi hanno aderito dando vita a un enorme mercato unico (noto anche come «mercato interno»).

Quella che era nata come un’unione puramente economica è diventata nel tempo un’organizzazione attiva in numerosi settori diversi, fra i quali clima, ambiente, salute, relazioni esterne e sicurezza, giustizia e immigrazione. Per riflettere questo cambiamento, nel 1993 il nome della Comunità economica europea è stato modificato in Unione europea.

Unione europea, non è la stessa cosa di parlare di zona euro, poiché non tutti gli stati membri dell’unione europea hanno dotato l’euro. (es. la Danimarca). Al momento solo 19 paesi utilizzano l’euro.

Unione europea, non è la stessa cosa di parlare di area Schengen (creazione di uno spazio di libera circolazione che non preveda più controlli nelle cosiddette frontiere interne), poiché vi sono paesi che non fanno parte dell’unione europea – chiamati paesi terzi – come per esempio la Svizzera, che tuttavia fanno parte dell’area Schengen.

Problema definitorio dell’Unione europea

All’interno dell’Unione europea vi sono una serie di problematiche che nascono dal fatto che:

  • La differenza tra le ricchezze e i poteri degli Stati
  • La differenza delle dimensioni/dell’estensione dei singoli Stati
  • Ci sono 24 lingue ufficiali dell’Unione europea
  • Esiste un elevato numero di funzionari
  • Vi è un’amministrazione diffusa: ovvero alcune istituzioni operano a Bruxelles, poi abbiamo il Parlamento a Strasburgo, la Corte di Giustizia in Lussemburgo e varie agenzie decentrate.

L’Unione europea, si è caratterizzata fin dall’inizio dal suo carattere di instabilità del processo costitutivo e libertà di forme e modelli. L’UE è un qualcosa di originale, mai esistito prima, ha infatti caratteri atipici rispetto le esperienze giuridiche nazionali o internazionali.

È inoltre in continua evoluzione per rispondere a nuove crisi (previste o prevedibili che siano): es. COVID, Brexit, terrorismo, criminalità organizzata,…

Quindi l’UE si muove verso un traguardo che tuttavia non è definito.

→ Considerando che l’Unione europea non è uno Stato né una federazione, come definirne compiutamente le caratteristiche per differenziarla da altre esperienze internazionali? Si fa riferimento a una sentenza del 1963, in cui si afferma che:

L’Unione è dotata di un ordinamento giuridico di nuovo genere, avente una sua specifica natura, un quadro costituzionale e principi fondativi che sono suoi propri, una struttura istituzionale particolarmente elaborata, nonché un insieme completo di norme giuridiche che ne garantiscono il funzionamento.

La particolarità dell’UE è data dal fatto che i paesi che ne fanno parte, pur rimanendo Stati sovrani e indipendenti, delegano una parte dei loro poteri decisionali alle istituzioni comuni che essi hanno creato.

Quindi il diritto dell’unione penetra nel diritto degli stati membri, intersecandosi!

Excursus storico

Il 9 maggio 1950 il ministro francese degli Affari esteri, Robert Schuman, propone di mettere in comune la produzione di carbone e acciaio, per evitare conflitti nell’appropriazione e utilizzo di queste risorse strategiche.

Un anno dopo, il 18 aprile 1951 con la firma del trattato di Parigi da parte di sei paesi: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, nasce ufficialmente la CECA (comunità europea del carbone e dell’acciaio).

Sei anni dopo, nel 1957, i leader dei sei paesi si riuniscono a Roma per sancire con il Trattato di Roma, la nascita di una Comunità europea dell’energia atomica (EURATOM) e una Comunità economica europea (CEE). Vengono gettate le basi dell’Unione europea e del cosiddetto mercato comune (libera circolazione dei fattori di produzione, delle merci e dei capitali).

Il primo allargamento avviene nel 1973 con l’adesione di altri tre membri: Danimarca, Irlanda e Regno Unito, attratti da questo mercato comune di libero scambio delle merci.

Simbolo di democrazia, si ha nel 1979 con l’elezione del Parlamento europeo, per la prima volta, a suffragio universale diretto. Una tappa fondamentale per l’Europa. Prima del ‘79 i parlamentari europei già esistevano, ma erano parlamentari con doppio mandato (ovvero Parlamentari dello Stato di appartenenza e Parlamentari Europei).

La Grecia (che era appena uscita dal regime dittatoriale) decide nel 1981 di aderire alla Comunità, proprio attratta da questa concezione di democrazia, così come anche il Portogallo e la Spagna che aderirono invece nel 1986.

Il mercato unico europeo diventa una realtà con l’Atto unico europeo, firmato nel 1986 ed entrato in vigore l’anno successivo, nel 1987.

→ Il 1993 è l’anno che segna la nascita dell’Unione europea con la firma del Trattato di Maastricht adottato dal Consiglio europeo.

Cosa cambia? La creazione dell’EURO, la creazione della cittadinanza dell’Unione, ovvero che in quanto cittadino italiano, sono anche cittadino europeo, il che significa che godo di diritti aggiuntivi propri dell’Unione europea.

1 gennaio 1995 aderiscono all’UE anche Austria, Finlandia e Svezia.

2 ottobre 1997 si aprono i negoziati per l’ingresso in UE di dodici paesi (trattato di Amsterdam) – primi aggiustamenti istituzionali come per esempio il voto a maggioranza qualificata

26 febbraio 2001, con la firma del trattato di Nizza si hanno ulteriori aggiustamenti e viene proclamata la carta dei diritti fondamentali, tuttavia non ancora vincolante.

Gennaio 2002: l’Euro viene messo in circolazione sostituendo le vecchie monete di dodici paesi.

Nel 1 maggio del 2004 (trattato di Nizza) fanno il loro ingresso in Unione europea Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovenia, Cipro e Malta – grande adesione.

29 maggio – 1 giugno 2004 esito negativo del referendum in Francia e Olanda, l’integrazione europea sembra essersi arenata, ma non fu così poiché successivamente, nel 2007 seguono l’annessione Bulgaria e Romania, la sua adesione è stata posticipata rispetto il 2004 perché questi stati non erano ancora pronti.

Il Trattato di Lisbona, firmato il 13 dicembre 2007, dopo la bocciatura del progetto di una costituzione per l’Unione europea (referendum del 2004)

Il trattato di Lisbona crea la ripartizione tra il TUE (Trattato sull’Unione europea) e il TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea).

La carta dei diritti fondamentali inizia ad essere vincolante e assume rango primario, viene equiparata a TUE e TFUE.

Viene istituzionalizzato il Consiglio Europeo e si attua un riordino delle competenze.

1 luglio 2013 si ha l’adesione della Croazia

il 31 gennaio 2020 si ha il recesso del Regno Unito.

Le competenze dell’Unione europea

La delimitazione delle competenze dell'Unione si fonda sul principio di attribuzione (art. 1 TUE).

Principio secondo cui, spettano all’UE solo quelle competenze che le sono state attribuite dagli stati membri nei trattati e solo per la realizzazione degli obiettivi che sono in esso stabiliti (art. 3.6 TUE). In breve, gli stati attraverso i trattati, attribuiscono all’UE le competenze.

Le competenze non attribuite all’UE nei trattati, rimangono invece in capo agli Stati membri (art. 4.1 TUE + art. 5 TUE) come per esempio a difesa: l’UE non ha competenze riguardo la difesa, quindi rientra nelle potestà dello Stato.

Le competenze dell’Unione hanno quindi carattere eccezionale (poiché non rappresentano la norma, ma vertono su argomenti specifici), derivato (perché derivano/si basano da quanto è stabilito nei trattati) e sono volontariamente cedute dagli Stati membri.

Dal principio di attribuzione deriva la tripartizione delle competenze dell’UE:

1 - Competenze esclusive

Solo l’UE può legiferare a meno che sia l’unione stessa a autorizzare l’intervento degli Stati (gli Stati si sono spogliati completamente della loro sovranità)

Art. 2.1 TFUE «Quando i trattati attribuiscono all'Unione una competenza esclusiva in un determinato settore, solo l'Unione può legiferare e adottare atti giuridicamente vincolanti. Gli Stati membri possono farlo autonomamente solo se autorizzati dall'Unione oppure per dare attuazione agli atti dell'Unione»

Vi è un elenco tassativo sulle materie di competenza esclusiva dell’UE, ovvero materie su cui può legiferare solo l’UE (art. 3 TFUE): Unione doganale, politica monetaria per gli Stati che hanno adottato l’euro, regole di concorrenza per il funzionamento del mercato interno, conservazione delle risorse biologiche del mare nella politica comune della pesca, politica commerciale comune.

2 - Competenze concorrenti

Sia gli Stati, sia l’Unione possono legiferare, ma gli Stati possono legiferare solo se l’Unione non ha ancora esercitato la propria competenza in quell’ambito.

Art. 2.2 TFUE «Quando i trattati attribuiscono all'Unione una competenza concorrente con quella degli Stati membri in un determinato settore, l'Unione e gli Stati membri possono legiferare e adottare atti giuridicamente vincolanti in tale settore.

Gli Stati membri esercitano la loro competenza nella misura in cui l'Unione non ha esercitato la propria».

Al contrario delle competenze esclusive, per le competenze concorrenti non esiste una lista esaustiva delle materie che rientrano in quest’ambito (art. 4 TFUE): mercato interno, politica sociale, coesione economica, sociale e territoriale, agricoltura e pesca, ambiente, protezione dei consumatori, trasporti, reti trans-europee, energia,

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher panze_bea di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Aspetti giuridici del ruolo di dirigente e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Inglese Marco.
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