Estratto del documento

Diritto dell’Unione Europea.

02/03.

Introduzione.

L’unione europea è un’organizzazione internazionale basata sui trattati internazionali.

A volte essa può essere qualificata come organizzazione sovranazionale, però se si va a

vedere quali sono i soggetti nell’ordinamento internazionale essi sono 2: gli Stati e le

organizzazioni internazionali (ONU, OMS).

L’Unione europea certamente non può essere qualificata come uno Stato, di

conseguenza è di sicuro un’organizzazione internazionale. Tuttavia, qui arriva il problema:

l’Unione Europea è un’organizzazione internazionale diversa da tutte le altre.

La sua peculiarità sta nel fatto di essere un’organizzazione caratterizzata dalle forti

limitazioni di sovranità a carico degli Stati che ne fanno parti. Essere membri dell’unione

non è come essere nell’OMS. Essendo membri dell’unione si accetta necessariamente di

limitare la propria sovranità.

L’organizzazione europea, oltre ad essere unica nel suo genere, è anche

un’organizzazione che oggi ha certe caratteristiche. Essa deve essere inserita nel processo

di integrazione dell’unione europea: l’unione di oggi è quella risultante dai trattati in

vigore ma deve essere inserita nel processo di integrazione europea. Da una parte si ha il

dato statico dell’unione europea oggi, come risultante dai trattati, ma abbiamo anche

un dato dinamico che è quello del processo di integrazione europea. L’Unione oggi è

una tappa del processo di integrazione dell’Unione.

Un altro aspetto è che nell’unione si è sviluppato, con il processo di integrazione europea,

un meccanismo di continua tensione tra la volontà degli Stati di dare corpo all’unione,

però c’è anche una resistenza degli Stati per mantenere la loro sovranità.

Proprio questa tensione si riflette spesso nell’instabilità del processo di integrazione

europea, caratterizzato costantemente da questa dialettica tra lo Stato e la struttura

sovranazionale.

03/03.

L’avvio del processo dell’unione europea dobbiamo collocarlo tra la Francia e la

Germania, due potenze che erano state al centro dello scontro mondiale.

È importante porre l’attenzione sulla dichiarazione di Robert schuman, che allora era

ministro degli esteri francese, che aveva inviato al governo tedesco. È una lettera

considerata ancora oggi come il simbolo dell’avvio del processo dell’unione europea.

Jean Monnet, un altro dei pionieri dell’Unione europea, diplomatico al servizio del

governo francese, contribuisce in larga parte alla scrittura di questa lettera.

Leggere la dichiarazione.

L’obbiettivo di Schuman era quello di unificare il mercato del carbone e dell’acciaio tra

Francia e Germania, creare una comunità che si occupi di questa attività, alla quale poi

avrebbero potuto aderire gli altri Stati.

In questa dichiarazione si trova spesso il termine “federazione europea”, termine che poi

viene eliminato da ogni fonte. Nei trattati non si parla mai di federazione, non esiste

l’obbiettivo di giungere a una federazione.

Nel 1951 vien firmato il primo trattato vincolante, quella dichiarazione politica di Schuman

si traduce in un trattato alla base del processo di integrazione europea.

Questo trattato va ad istituire la comunità europea del carbone e dell’acciaio, proprio

come aveva proposto Schuman. Tale comunità ha l’obbiettivo di creare

un’organizzazione che consenta la condivisione di regole sulla produzione di carbone e

acciaio, ma soprattutto sulla circolazione dei beni.

Il trattato CECA entra in vigore nel 1952.

Il motivo per cui c’è questa discrasia tra l’anno della firma del trattato e l’anno

dell’entrata in vigore ha bisogno della RATIFICA da parte degli Stati che vi aderiscono.

Tutti i Trattati più importanti hanno bisogno della ratifica di tutti gli Stati, senza la quale il

trattato non entra in vigore.

Come ratificare i trattati viene stabilito dai singoli Stati: in Italia la firma al trattato viene

apposta dal Governo (presidente del governo ma anche un altro diplomatico del

governo) mentre la ratifica spetta al presidente della repubblica, che però può essere

effettuata solo previa legge di autorizzazione del Parlamento.

Terminato il processo di ratifica il trattato sulla CECA entra in vigore nel 1952. Incomincia il

procedimento avente la finalità ultima di garantire il mantenimento della pace e,

nell’ottica di Schuman, creare un’unione europea federale, obbiettivo che poi si sfuma.

Successivamente abbiamo il trattato della CEE, comunità economica europea, firmato

nel 1957 e entrato in vigore nel 1958. Lo stesso giorno viene anche firmato il trattato sulla

comunità europea economica atomica, conosciuto anche come EURATOM, entrato in

vigore nel 1958.

Tutti e tre questi trattati sono inseriti nel processo di integrazione europea, tant’è che sono

stati firmati e ratificati dagli stessi Stati (Francia, Germania, Belgio, Lussemburgo, Olanda e

Italia).

L’obbiettivo era quello di creare un mercato interno dove merci, servizi, capitali e persone

(lavoratori) possano circolare liberamente, altrimenti qualsiasi merce per circolare fuori

confine dovrebbe essere sottoposto a un dazio.

Nel 1964 viene decisa l’unificazione degli esecutivi: le istituzioni delle tre comunità, che

erano distinte fino al ’64, vengono unificate.

Nel 1952 fu firmato un altro trattato avente la denominazione “comunità europea di

difesa” che non entrerà mai in vigore perché la Francia non lo ha ratificato. Proprio la

mancata ratifica di questo trattato è ciò che ha più condizionato il processo di

integrazione perché con la comunità europea di difesa si voleva intendere una

condivisione delle strategie di difesa di ogni Stato, delle strutture militari, tutto ciò che

concorre a creare il sistema di difesa. Questo sarebbe stato straordinario e bisogna

pensare che tutt’ora l’unione ha minima competenza in materia di difesa.

Per 30 anni, dopo l’entrata in vigore dei tre trattati, avviene l’attuazione di questi trattati,

vengono svolte tutte quelle attività volte a creare una vera collaborazione per il carbone

e l’acciaio, la realizzazione di un mercato interno, la cooperazione in tema di energia

atomica.

Dopo 30 anni viene concluso un nuovo trattato, esso è un tratto di modifica degli altri

trattati. Siamo nel 1986 e viene promulgato l’Atto Unico Europeo e l’obbiettivo

fondamentale di questo trattato è quello di introdurre delle modifiche soprattutto al

trattato sulla comunità economica europea per facilitare l’attuazione del trattato, in

quanto si era riscontrato delle difficoltà, infatti nell’86 era ancora lontano il

raggiungimento di un mercato interno.

Nel ’92 viene concluso un nuovo trattato a Maastricht il quale modifica i tre trattati e

istituisce l’Unione europea, una nuova entità, fino ad allora avevamo solo le comunità

europea. Quando viene creata l’Unione non viene creata une vera e propria

organizzazione internazionale, le organizzazioni rimangono 3, l’Unione diventa una forma

di cooperazione tra gli Stati membri delle comunità in materie diverse rispetto a quelle

disciplinate dalle 3 comunità. Con l’Unione europea si ampliano le materie incluse nel

processo di integrazione europea, senza però andare a costituire una nuova

organizzazione.

Perché non si vuole aumentare le competenze delle comunità, ma invece si va a creare

l’Unione? Aumentare le competenze delle comunità avrebbe significato limitare

ulteriormente la sovranità degli Stati. Il compromesso viene trovato attraverso l’istituzione

dell’Unione.

Le materie che vengono incluse sono:

Cooperazione in materia di giustizia civile e penale.

• Cooperazione tra forze di polizia.

• Materia dei visti, asilo e immigrazione, soprattutto con riferimento all’ingresso dei

• cittadini dei paesi terzi (non membri dell’Unione).

La politica estera e di sicurezza comune (in acronimo “PESC”).

Vengono anche apportate 2 modifiche essenziale al trattato CEE:

1. Viene introdotto l’istituto della cittadinanza europea. Fino al ’92 le persone erano

considerati dai trattati solo in quanto lavoratori/lavoratrici. Acquistando la

cittadinanza si acquista anche una serie di diritti, ad esempio quello di circolazione

e soggiorno.

2. Introduzione della moneta unica, ovvero l’euro. L’introduzione dell’euro avverrà

materialmente il primo gennaio del 2002.

Sempre con il trattato di Maastricht la comunità economica europea perde l’aggettivo

“economica”, diventando semplicemente Comunità Europea.

Dopo Maastricht abbiamo altri trattati (Amsterdam, Nizza) e vediamo che inizia anche a

crescere il tempo necessario per la ratifica, in quanto gli Stati membri sono di più e hanno

difficoltà interne.

Del trattato di Amsterdam del 1997 si effettua un trasferimento di alcune delle materie

introdotte con l’Unione Europea nel trattato sulla comunità europea. Si ha una migrazione

di articoli dal trattato sull’Unione Europea al trattato sulla comunità europea.

Successivamente, nel 2002 la CECA si estingue, cessa di avere efficacia. L’estinzione è

una delle cause di risoluzione di un trattato e questa si può avere quando lo decidono gli

Stati o perché il trattato è soggetto ad una durata limitata e alla conclusione della durata

non si rinnova. In questo caso il trattato sulla CECA aveva una durata di 50 anni e nel 2002

si decide di non rinnovarlo, questo perché si ritiene che la collaborazione in materia di

carbone ed acciaio era totalmente integrabile nel trattato sulla comunità europea.

Arriviamo all’ultimo di questi trattati, nel 2007 viene concluso l’ultimo trattato di riforma

ovvero il trattato di Lisbona firmato nel 2007 ed entrato in vigore nel 2009.

Gli elementi essenziali di questo trattato viene eliminata questa struttura diversificata tra

Unione Europea e Comunità europea. Quest’ultima viene sostituita con l’unione europea

che ingloba tutte le materie della comunità.

Vengono creati questi due trattati nuovi ossia il trattato sull’Unione Europea e il trattato sul

funzionamento dell’Unione Europea. Il secondo abroga il trattato sulla comunità europea

e si sostituisce ad esso.

Questo non significa che, ad esempio, in tema di politica estera gli Stati accettino

limitazioni di sovranità. La competenza dell’unione viene modulata e diversificata.

A partire dal 2009 all’unione viene garantita la personalità giuridica.

Una peculiarità riguarda la PESC che trova tutta la sua disciplina sul trattato dell’Unione

Europea, mentre tutte le altre materie sono disciplinate nel trattato sul funzionamento

dell’Unione Europea.

04/03.

Obbiettivi dell’Unione Europea.

Articolo 1 TUE lo stesso articolo 1 del trattato sull’Unione Europe richiama esso stesso il

à

processo di integrazione europea il cui esito deve essere “la creazione di un’unione

sempre più stretta tra gli Stati”. Questa è una regola giuridica, una regola codificata

all’interno del trattato.

Una conseguenza di questa regola è che nell’adottare misure all’interno dell’Unione

occorre sempre individuare il contenuto e anche l’interpretazione del contenuto che sia

funzionale ad un’union sempre più stretta tra gli Stati.

Il TUE e il TFUE sono due trattati che hanno il medesimo valore giuridico, una norma del

trattato sull’Unione non può prevalere su una norma del trattato del funzionamento

dell’Unione.

Alla fine dell’articolo 1 si ribadisce che l’Unione sostituisce la comunità europea.

All’articolo 2 si parla dei valori su cui si fonda l’Unione: rispetto della dignità umana, della

libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto ecc. trovare questi valori

non è così scontato, infatti in altre nazioni non si trovano.

Questi valori sono comuni agli Stati membri quindi anche loro devono rispettarli.

Gli obbiettivi perseguiti dall’unione sono indicati sinteticamente all’articolo 3 del TUE:

1. L'Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi

popoli.

2. L'Unione offre ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza

frontiere interne, uno spazio territoriale nel quale le persone possono circolare

liberamente con le stesse regole di giustizia.

3. L’unione instaura un mercato interno.

4. L'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e

la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e

la tutela dei diritti del minore.

5. Sviluppare il patrimonio culturale europeo.

6. Unione monetaria.

7. Realizzare relazioni esterne con il resto del mondo. L’Italia non può concludere

accordi su una competenza specifica dell’Unione, ad esempio un accordo

internazionale tra Italia e Stati uniti.

L’Unione oggi è costituita 27 membri. Si entra nell’unione tramite l’adesione di uno Stato

terzo che, avvenuta l’adesione, diventa Stato membro.

Tappe dell’adesione dei membri.

1951-1957: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda

1973: Danimarca, Regno unito, Irlanda

1981: Grecia

1986: Portogallo, Spagna

1995: Austria, Finlandia, Svezia

2004: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia,

Slovenia, Ungheria

2007: Bulgaria, Romania

2013: Croazia

2020: - Regno Unito

Adesione degli Stati.

Il processo di allargamento dell’Unione non è interrotto, certo il regno Unito è usciti, ma

questo non significa che non possano aderire nuovi Stati. Ci sono degli Stati che sono

paesi candidati: l’Albania, la Turchia, Montenegro, la Macedonia e la Serbia.

Ci sono paesi che sono potenziali candidati e questi sono il Kossovo e la Bosnia-

Erzegovina.

Si può diventare membri dell’Unione se si chiede di aderire e se si è uno Stato europeo e

questo infatti è il primo requisito che viene individuato dall’articolo 49 del TUE. Oltre ad

essere uno Stato europeo uno Stato deve condividere i valori fondamentali enunciati

all’articolo 2.

Oltre a questo, gli Stati devono soddisfare dei requisiti politici, giuridici ed economici.

Questi criteri sono stati individuati nel Consiglio Europeo che si riunì nel 1993 a

Copenaghen e infatti vengono riferiti come “criteri di Copenaghen”.

Quando lo Stato vuole aderire deve presentare una richiesta di adesione, che viene

trasmessa al consiglio e quest’ultimo deve comunicare la domanda al Parlamento

europeo, ma anche ai parlamenti nazionali. Il consiglio, sulla richiesta di adesione,

delibera all’unanimità. È richiesto che ci sia la consultazione della commissione europea

che deve dare un parere favorevole e infine deve esserci la previa approvazione del

parlamento europeo. Quando la richiesta viene accettata dal consiglio lo stato terzo

acquisisce lo status di paese candidato. Subito dopo si apre la fase di preadesione, una

fase che può durare anni, perché è una fase prodromica a consentire allo Stato che ha

chiesto di aderire di soddisfare i requisiti giuridici, economici e politici che servono per

applicare quanto deciso dall’Unione. L’Unione accompagna lo Stato candidato in

questa fase, vi sono dei funzionari dell’Unione che devono fare proprio questo e che

seguono il negoziato con questi paesi.

Gli Stati che sono potenzialmente candidati sono stati che ancora non possono essere

accettati in quanto non soddisfano i requisiti minimi per aderire all’Unione.

Finita la fase di preadesione, lo Stato può aderire tramite l’accordo di adesione, ovvero

un accordo internazionale che viene concluso tra lo Stato aderente e gli Stati membri,

tutti gli Stati devono essere d’accordo.

Questi accordi devono poi essere ratificati da tutti gli Stati.

Abbiamo un’interessante intersecazione tra istituzioni dell’Unione, Stati membri e Stato che

vuole aderire.

Per uno Stato sarà sempre garantita l’identità di uno Stato nazionale.

09/03.

Il processo di adesione con il recesso del Regno Unito segna un’inversione di tendenza in

quanto non era mai successo. Non è detto che il recesso da parte di uno Stato

indebolisca il processo di integrazione europea.

Gli Stati membri sono uguali davanti ai trattati, non c’è uno status diverso tra gli Stati

membri, ad esempio non c’è differenza tra Stati fondatori e Stati di recente adesione.

Una volta che lo Stato entra a far parte dell’Unione è vincolato a seguire le regole

dell’Unione. Tuttavia, lo Stato che viene a far parte dell’Unione vi partecipa senza privarsi

della propria sovranità statale. Ciò che deve essere salvaguardata è l’identità nazionale

di uno Stato, cioè l’identità data dalla struttura statale (ad es. l’Italia è un paese

regionale, la Germania è un paese federale). Le strutture dei singoli Stati devono essere

rispettate dall’Unione. L’identità nazionale è data anche dalle funzioni esercitate dagli

Stati e che rimangono di loro competenza, ad esempio la tutela della sicurezza nazionale.

Il rispetto dell’identità nazionale è sancito all’articolo 4 del TUE.

Sempre nell’articolo 4 troviamo un’indicazione che deve guidare l’Unione e gli Stati

membri una volta che essi hanno aderito: “In virtù de

Anteprima
Vedrai una selezione di 17 pagine su 79
Diritto dell'Unione Europea Pag. 1 Diritto dell'Unione Europea Pag. 2
Anteprima di 17 pagg. su 79.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dell'Unione Europea Pag. 6
Anteprima di 17 pagg. su 79.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dell'Unione Europea Pag. 11
Anteprima di 17 pagg. su 79.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dell'Unione Europea Pag. 16
Anteprima di 17 pagg. su 79.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dell'Unione Europea Pag. 21
Anteprima di 17 pagg. su 79.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dell'Unione Europea Pag. 26
Anteprima di 17 pagg. su 79.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dell'Unione Europea Pag. 31
Anteprima di 17 pagg. su 79.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dell'Unione Europea Pag. 36
Anteprima di 17 pagg. su 79.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dell'Unione Europea Pag. 41
Anteprima di 17 pagg. su 79.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dell'Unione Europea Pag. 46
Anteprima di 17 pagg. su 79.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dell'Unione Europea Pag. 51
Anteprima di 17 pagg. su 79.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dell'Unione Europea Pag. 56
Anteprima di 17 pagg. su 79.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dell'Unione Europea Pag. 61
Anteprima di 17 pagg. su 79.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dell'Unione Europea Pag. 66
Anteprima di 17 pagg. su 79.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dell'Unione Europea Pag. 71
Anteprima di 17 pagg. su 79.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto dell'Unione Europea Pag. 76
1 su 79
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bio4ever di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di istituzioni di diritto dell'unione europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Favilli Chiara.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community