L'origine dell'Europa dal punto di vista della mitologia greca
Il nome Europa deriva da una principessa fenicia rapita da Zeus, il padre degli dei greci. Zeus si trasforma in un toro bianco e convinse la principessa Europa a salirgli sul dorso, portandola fino a Creta dove Europa fonderà poi la stirpe cretese e il figlio Minosse diventa poi il primo re di Creta. Questo mito mette in evidenza le origini culturali dell'Europa, sottolineando l'origine mediterranea della civiltà europea, la quale filosoficamente nasce in Grecia.
Concezioni politiche nell'800
Dal punto di vista politico, nell'800 con Saint-Simon e il pensiero risorgimentale italiano (Cattaneo, Mazzini), si ipotizza la creazione di un'unione più stretta fra i popoli europei. Già a partire da questo periodo emergono due concezioni diverse di come debba realizzarsi questa integrazione europea. Saint-Simon e i positivisti mettevano in evidenza la necessità di creare un mercato unico europeo.
Nel pensiero risorgimentale italiano emerge un'idea diversa di integrazione politica tra i popoli europei, in particolare con Cattaneo che ipotizzava una soluzione federalista di creazione di un stato federale UE. Questo pensiero federalista viene ad affermarsi con il manifesto di Ventotene per un'Europa libera e unita.
Il manifesto di Ventotene
Il manifesto viene elaborato da intellettuali antifascisti italiani: Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni nella piccola Isola di Ventotene nell'agosto del 1941 e dunque nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, nella quale erano stati riuniti tutti i dissidenti politici da parte del governo fascista. Questa isola diviene terreno fertile per una riflessione tra questi grandi intellettuali che costituiscono i padri politici dell'Unione Europea, un'organizzazione che nasce dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale e che trova la sua base nel ripudio della guerra e nell'antifascismo.
Idee federaliste e critiche al nazionalismo
In particolar modo i tre intellettuali riprendono l'idea del federalismo europeo, come prima tappa verso la formazione di una federazione mondiale di Stati, facendo riferimento all'ideologia di Kant della pace perpetua e al federalismo statunitense di Hamilton. Ed è proprio nel conflitto mondiale, quando si afferma il governo autoritario, che si afferma l'idea che il principale responsabile delle crisi, delle guerre, delle miserie, degli sfruttamenti che stavano colpendo tutte le società europee fosse il nazionalismo. L'unica soluzione per evitare il "bellum omnium contra omnes" per questi autori è la creazione di uno stato federale europeo e la creazione di una federazione mondiale. Gli elementi di questa federazione che vengono evidenziati sono una moneta unica, un esercito comune, una politica estera comune rappresentativa dei cittadini europei.
L'Unione dell'Europa Occidentale
Successivamente alla WWII, questa integrazione UE procede con l'organizzazione dell'unione dell'Europa occidentale (UEO), ossia un'organizzazione regionale difensiva creata nel 1948 dai Paesi vincitori della WWII: Francia, Regno Unito e paesi del Benelux (Belgio, Olanda, Lussemburgo) per reprimere ogni aggressione esterna, in funzione antitedesca. Un'organizzazione prevista dalla carta delle Nazioni Unite il cui scopo è coordinare una legittima difesa collettiva in caso di aggressione ad uno degli Stati membri. Questa organizzazione si è estinta nel 2011 dopo che le sue funzioni sono state trasferite all'Unione Europea, ma noi la ricordiamo oggi per ragioni storiche.
Consiglio d'Europa
Il secondo fenomeno è la creazione del Consiglio d'Europa nel 1949 (Churchill, Spaak, Adenhauer, De Gaspari) con sede a Strasburgo con l'obiettivo di promuovere i valori della democrazia, dello stato di diritto e di pluralismo democratico e tutela dei diritti fondamentali. Nell'ambito di questa organizzazione internazionale sono state adottate delle convenzioni internazionali importanti come quella sulla tutela dei diritti umani, come la convenzione contro la tortura e soprattutto la CEDU. Per quanto riguarda la sua struttura, ha un organo assembleare in cui siedono i rappresentanti degli stati, ha un segretariato e prevede un'assemblea parlamentare con funzioni consultive composta dai rappresentanti dei parlamenti nazionali e non dei governi. Un'organizzazione innovativa poiché prevede un ricorso individuale alla CEDU che può adottare sentenze di condanna nei confronti degli Stati che violino gli obblighi e diritti umani sanciti.
Capitolo 1: La cooperazione europea
Dopo la WWII inizia il processo di cooperazione tra stati volto alla creazione di strutture dotate di carattere intergovernativo. Schumann, allora Ministro degli Esteri francese, persegue un'idea funzionalista, e Jean Monnet il 9 maggio 1950 proposero la collaborazione franco-tedesca nell’ambito della produzione del carbone e dell’acciaio, un’organizzazione sovranazionale aperta a tutti i paesi europei che presuppone una solidarietà di fatto tra gli stati in settori specifici. L’obbiettivo era quello di eliminare le rivalità tra Francia e Germania in un’area sensibile, tradizionalmente oggetto di conflitto di interessi tra i due paesi. Per Schuman l'integrazione UE era indispensabile per preservare la pace e questa si poteva raggiungere attraverso il pragmatismo, ossia con interventi graduali e settoriali.
La CECA
Grazie anche al discorso di Jean Monnet vengono poste le basi per la prima comunità UE. Infatti, i negoziati portarono alla firma del trattato di Parigi nell’aprile 1951, istitutivo della CECA (comunità europea del carbone e dell’acciaio), durata 50 anni. Sei furono gli stati fondatori (Belgio, Francia, Germania occidentale, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi). Gli scopi del trattato venivano perseguiti mediante il rinvio dalla politica specifica di ciascuno stato alla comunità nascente, con una parziale abdicazione della propria sovranità in questo limitato settore carbo-siderurgico. Da tale specificità nasce la struttura della comunità come organismo sovranazionale, ovvero posto al di sopra dei singoli stati.
Questa organizzazione era formata da quattro istituzioni:
- Alta autorità: corrisponde all'attuale commissione dell'UE ed è il motore dell'organizzazione. Si compone di commissari UE indipendenti dagli stati membri che agiscono nell'esclusivo interesse dell'organizzazione.
- Consiglio dei ministri: organo assembleare dove erano rappresentati a livello governativo tutti gli stati membri.
- Assemblea parlamentare (funzioni consultive): ispirato al modello del consiglio d'Europa.
- Corte di giustizia (competente ad annullare atti): organo giurisdizionale che esercita un controllo sulla legittimità degli atti dell'organizzazione. In particolare, viene introdotto il meccanismo del rinvio pregiudiziale che mette in comunicazione i giudici nazionali con la corte di giustizia. Si va a delineare il sistema di controllo giurisdizionale che poi ritroviamo ai giorni nostri.
Alla comunità fu assegnato il compito di promuovere l’instaurazione di un mercato comune del carbone e dell’acciaio e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche. Si aveva l’obiettivo di "un’unione sempre più stretta fra i popoli europei". Questo percorso significa:
- Creazione di un'unione doganale ossia un'area di libero scambio dove vengono abolite le restrizioni alla circolazione delle merci fra gli stati aderenti.
- Creazione di una tariffa doganale comune sull'importazione di merci dai paesi terzi.
- Libertà di concorrenza.
- Controllo da parte dell'alta autorità sugli aiuti di stato.
Questi principi li ritroveremo poi nella CEE. Tale cammino verso l’integrazione incontra varie difficoltà, come la politica di De Gaulle ostile ad ogni aspetto di sovranazionalità nel funzionamento delle istituzioni. (culminata con l'opposizione della Francia a utilizzare il voto di maggioranza in seno al Consiglio). La CECA si è estinta nel 2002 quando le sue funzioni sono state assorbite dalla CE.
Trattato di Roma
Esso istituiva la Comunità economica europea nel 1957 (CEE) (antenato dell'attuale UE) cui aderivano sei paesi (Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi) con l’intento di collaborare insieme verso l’integrazione e la crescita economica, attraverso gli scambi commerciali. Fu sottoscritto parallelamente ad un secondo trattato che istituiva la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom), esistente ancora oggi.
- Assemblea parlamentare
- Commissione UE con funzioni analoghe a quelle dell'alta autorità della CECA
- Corte di giustizia
L'assemblea parlamentare e la corte di giustizia erano comuni. Nel 1965 vengono fusi gli esecutivi con il trattato di fusione degli esecutivi, cioè si unificano anche commissione e consiglio. Il trattato di Roma è stato modificato a più riprese e oggi si chiama trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). I due trattati firmati nel 1957, entrano in vigore nel 1958. Non si arrivò subito ad un'unione doganale ma ci siamo arrivati dopo un periodo transitorio dove vi era in obbligo di stand still, cioè di stare fermi. Si stabilì che il mercato comune si instaurasse in un periodo transitorio di 12 anni, divisi in 3 tappe.
Integrazione negativa
Creazione di una zona di libero scambio all’interno della quale eliminare tutti gli ostacoli "tecnici" agli scambi commerciali tra gli stati partecipanti.
Unione doganale
Volta alla creazione di una politica commerciale comune attraverso l'abolizione dei dazi doganali fra i suoi sei firmatari e stabilendo una tariffa estera comune sulle importazioni dai paesi extra CEE.
Mercato comune
Comporta l’instaurazione di politiche comuni nonché la creazione di un regime di libera concorrenza e ravvicinamento delle legislazioni nazionali. In particolare dava vita ad un mercato comune basato su quattro libertà fondamentali ossia:
- Libera circolazione delle merci: La libera circolazione comporta l’abolizione tra gli stati dei dazi doganali all’importazione e all’esportazione nonché delle restrizioni di effetto equivalente. Comporta l’instaurazione di una tariffa doganale comune nei rapporti con i paesi terzi. Limitazioni alla circolazione delle merci possono essere consentite solo se giustificate da motivi di moralità pubblica, di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute, purché non discriminatorie e non costituiscano restrizione dissimilata al commercio tra gli stati membri. Alla realizzazione di questa libertà ha contribuito la giurisprudenza della CG: nella celebre sentenza Cassis de Dijon ha affermato il principio del mutuo riconoscimento secondo cui la disciplina di uno stato membro in materia di produzione e di commercializzazione di un dato bene deve essere riconosciuta in tutti gli altri stati membri, a meno che non si opponga una delle ragioni di cui all’art 36 CEE. (Presunzione di equivalenza delle legislazioni nazionali degli stati membri). Le eventuali restrizioni devono essere proporzionate al fine perseguito di tutelare esigenze imperative del diritto nazionale.
- Libera circolazione delle persone: Con il trattato di Roma viene concepita in funzione economica. Vuole garantire la circolazione delle persone non in quanto tali ma in quanto mezzi di produzione e lavoratori. Riguarda la libera circolazione dei lavoratori dipendenti e il diritto di stabilimento dei lavoratori autonomi. Il principio generalmente applicato è il divieto di qualsiasi discriminazione sia in termini di retribuzione che di condizioni di lavoro, effettuate sulla base della nazionalità. Salvo motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e sanità pubblica i lavoratori hanno diritto di rispondere ad offerte di lavoro effettive, di spostarsi liberamente nel territorio, di risiedervi e di rimanervi dopo aver occupato un impiego. La libertà di stabilimento comporta la facoltà di costituire e gestire imprese e società, alle stesse condizioni previste dalla legislazione del paese di stabilimento nei confronti dei propri cittadini.
- Libera prestazione di servizi: All’interno della comunità nei confronti dei cittadini degli stati membri stabiliti in un paese della comunità diverso da quello destinatario della prestazione. Per servizi debbono intendersi: prestazioni fornite normalmente dietro retribuzione, di carattere industriale, commerciale, artigianale e libero-professionale.
- Libera circolazione di capitali: Ossia la completa liberalizzazione di movimenti di capitali.
La disciplina della concorrenza
Viene dettata una disciplina volta a regolare la concorrenza vietando tutte le pratiche che possono pregiudicare il commercio tra gli stati impedendo, restringendo e falsificando il gioco della concorrenza. Alla commissione spetta il compito di sorvegliare sul rispetto delle regole di concorrenza, usufruendo di incisivi poteri di controllo e decisionali caratterizzati da un’ampia discrezionalità.
Progetto Spinelli e l'atto unico europeo
Vi sono poi altre tappe significative tra cui l'introduzione dell'elezione del PE che avviene per la prima volta nel 1979. Progetto Spinelli: Nel 1980 Altiero Spinelli avvia l'iniziativa del coccodrillo volta a rilanciare il progetto federalista del manifesto di Ventotene. Il nome deriva dal ristorante in cui si riunivano questi personaggi politici. Spinelli voleva rafforzare la dimensione democratica della CE prevedendo che potessero aderire all'UE soltanto gli stati democratici promuovendo la partecipazione dei cittadini alla vita politica europea. Inoltre aspirava all'introduzione di norme volte a tutelare diritti umani fondamentali sanzionando gli stati che si ponevano in contrasto con tali principi. Proponeva anche l'introduzione della cittadinanza europea introdotta dal Trattato di Maastricht del '92. Il progetto prevedeva il principio di sussidiarietà successivamente introdotto e prevedeva una riorganizzazione delle competenze tra Stati membri e CE (introdotto con il trattato di Lisbona). Proponeva di rafforzare il ruolo del PE e un diverso meccanismo di revisione dei trattati istitutivi a maggioranza degli Stati membri e non all'unanimità come ancora oggi. Questa proposta innovativa trova un parziale accoglimento nel primo trattato di revisione del trattato di Roma che è l'atto unico europeo.
Atto Unico Europeo
Negli anni '80 si assiste a numerose iniziative tendenti a rilanciare il processo di integrazione europea. Si auspicava a una maggiore coerenza dell’azione della comunità e un rafforzamento dei rapporti tra gli stati. Il parlamento aveva elaborato un progetto improntato ad una concezione federalista, che però non ebbe favorevole accoglienza da parte di alcuni stati, in particolare Regno Unito e Danimarca. Solo con la conferenza intergovernativa convocata dal Consiglio Europeo di Milano del 1985 si diede vita all’Atto Unico europeo. Così chiamato perché conteneva un unico articolo relativo alla cooperazione in materia di politica estera. Obiettivo: revisionare i trattati di Roma allo scopo di rilanciare l'integrazione UE.
- Allargamento delle competenze con l'istituzione di nuove politiche in materia di ambiente, ricerca e sviluppo tecnologico politica e coesione economica
- Misure di armonizzazione relative al mercato interno e alle procedure di cooperazione
- Rafforzamento del ruolo del PE nel procedimento decisionale inserendo l'obbligo del parere conforme per la conclusione di accordi
- Ampliamento della comunità UE in conseguenza di successive adesioni (da 6 paesi fondatori a 27 attuali)
Nonostante la rilevanza delle modifiche istituzionali e sostanziali apportate all'atto, il Consiglio di Dublino del '90 decise la convocazione di conferenze intergovernative manifestando di trasformare progressivamente la comunità in unione. Con il consiglio di Maastricht si approvano i testi, consolidati in un trattato firmato il 7 febbraio 1992.
Il trattato sull'Unione Europea
Il trattato di Maastricht firmato nel 1992 ed entrato in vigore nel 1993 costituiva solo una tappa nel processo di creazione di un’unione sempre più stretta tra i popoli dell’Europa. L’unione si fonda da un lato sull’aquis comunitario, dall’altro sulle politiche e sulle forme di cooperazione. Ricomprende due sistemi: quello comunitario e quello della cooperazione intergovernativa. Secondo un’immagine figurata ha creato una struttura a pilastri, rappresentata come la struttura a tempio greco: il primo pilastro è costituito dall'ordinamento comunitario: CE, CECA e EURATOM, il secondo dalla PESC (politica estera e sicurezza comune), il terzo dalla cooperazione di polizia e giudiziaria introdotto per contrastare la criminalità transnazionale. L'insieme dei tre pilastri forma l'Ue. Quindi gli stati potevano realizzare delle politiche coordinate.
Differenza: nel 2° e 3° pilastro veniva utilizzato un metodo intergovernativo e non comunitario. Il parlamento UE aveva un ruolo minore di regola consultivo, non c'era un controllo giurisdizionale sugli atti e la commissione UE non svolgeva alcun ruolo poiché era tutto concentrato in capo al consiglio.
Modifiche apportate dal trattato
- Da CEE a CE: cade l'aggettivo economico poiché si vuole sottolineare il passaggio da un'organizzazione che persegue finalità economiche e commerciali ad una comunità anche politica e sociale.
- Vengono attribuite alla CE rilevanti competenze: tra queste l'instaurazione dell'Unione economica e monetaria e in particolare per la creazione della moneta unica "euro".
- Istituzione della cittadinanza europea: status che si aggiunge a quello nazionale.
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Diritto dell'Unione Europea
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