Diritto dell’Unione
Europea
STORIA DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA pag. 2
LE ISTITUZIONI EUROPEE pag. 7
LE FONTI DEL DIRITTO DELL’UE pag. 10
PEOCEDURE DI ADOZIONE DEGGLI ATTI DELL’UE pag. 12
LE COMPETENZE DELL’UE pag. 15
IL SISTEMA GIURISDIZIONALE pag. 18
IL MERCATO INTERNO: LE MERCI E LE PERSONE pag. 23
Appunti di Chiara Miceli
pag. 1 STORIA DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA
L’Unione Europea nasce dalla necessità di porre fine ai conflitti tra Germania e Francia sull’utilizzo delle miniere del
carbone e dell’acciaio della confinante regione dell’Alsazia-Lorena. tab.1
La Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) fu creata col Trattato di Parigi
1951 del 18 aprile 1951 su iniziativa dei politici francesi Jean Monnet e Robert Schuman (il
cosiddetto Piano Schuman o dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950), con lo scopo
Trattato di Parigi di mettere in comune le produzioni di queste due materie prime in un'Europa di sei
paesi: Belgio, Francia, Germania Occidentale, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.
La proposta della sua creazione fu rapidamente accettata da tutti i paesi che
ratificarono il trattato in meno di un anno.
Entrò in vigore il 23 luglio 1952.
La scelta del settore carbo-siderurgico era giustificata da molti fattori: innanzitutto la
posizione dei principali giacimenti delle risorse, situati in una zona di confine piuttosto
ampia tra Francia e Germania, (bacino della Ruhr, Alsazia e Lorena) zona tra l'altro
oggetto di numerosi e sanguinosi conflitti in passato e di lunga contesa. Inoltre
l'oggetto dell'accordo era una risorsa fondamentale per la produzione di armamenti e
materiale bellico, che impediva un riarmo segreto quindi a entrambe le nazioni
coinvolte.
l trattato instaurò un mercato comune del carbone e dell'acciaio, abolendo le barriere
doganali e le restrizioni quantitative che frenavano la libera circolazione di queste
merci. Il principio di libera concorrenza permetteva il mantenimento dei prezzi più
bassi possibili, pur garantendo agli stati il controllo sugli approvvigionamenti. Il
mercato venne aperto il 18 febbraio 1953 per il carbone ed il 1° maggio dello stesso
anno per l'acciaio.
Tali scopi venivano perseguiti mediante il rinvio della politica specifica di ciascuno
stato alla comunità nascente, con una parziale abdicazione della propria sovranità in
questo limitato settore. Da tale specificità nasce la struttura della comunità come
organismo sovranazionale, ovvero posto al di sopra dei singoli stati.
Dietro l'aspetto puramente economico si nascondeva quindi la volontà di riunire i
vecchi nemici ancora sconvolti dagli orrori della seconda guerra mondiale,
controllando la produzione del carbone e dell'acciaio che erano le materie prime
dell'industria bellica.
Istituivano la Comunità Economica Europea (CEE) – con cui si realizzava l’unione
1957 doganale - e la Comunità Economica dell’Energia Atomica (EURATOM).
Le due organizzazioni iniziarono a lavorare a partire dal 1 gennaio del 1958 ma solo dal
Trattati di Roma 1 gennaio del 1968 fu istituita una tariffa doganale esterna unica per tutti i paesi
membri.
Questo trattato prevedeva:
l'eliminazione dei dazi doganali tra gli Stati Membri;
l'istituzione di una tariffa doganale esterna comune;
l'introduzione di politiche comuni nel settore dell'agricoltura e dei trasporti;
la creazione di un Fondo sociale europeo (FSE);
l'istituzione della Banca europea degli investimenti;
lo sviluppo della cooperazione tra gli Stati Membri.
Per raggiungere questi obiettivi il trattato pone alcune linee guida e definisce il quadro
per l'attività legislativa delle istituzioni comunitarie, in particolare riguardo alla politica
agricola comune (articoli 38-43), la politica dei trasporti (articoli 74-75) e una politica
Appunti di Chiara Miceli
pag. 2
commerciale comune (articoli 110-113).
Il trattato di fusione (nome convenzionale), firmato a Bruxelles l'8 aprile 1965 ed
1965 entrato in vigore il 1° luglio 1967, è il trattato europeo che ha compattato la struttura
organizzativa delle tre comunità europee esistenti all'epoca - CEE, CECA e CEEA -
Trattato sulla fusione istituendo una commissione e un consiglio delle comunità europee unici senza per
degli esecutivi questo procedere ad una fusione giuridica delle stesse.
Le tre comunità da questo momento condividono lo stesso bilancio.
È stato abrogato dal trattato di Amsterdam del 1997 che ne comprende le
disposizioni.
Successivamente modificata, la decisione ha instaurato il regime di risorse proprie
della Comunità.
21 aprile 1970
decisione del Consiglio Entrambi i trattati hanno conferito al Parlamento UE nuove competenze in materia di
bilancio.
1970
Trattato di
Lussemburgo
e
1975
Trattato di Bruxelles Con la quale si è introdotta l’elezione dei membri del Parlamento a suffragio
universale e diretto.
20 settembre 1976
decisione del Consiglio L'accordo di Schengen è un trattato internazionale firmato a Schengen il 14 giugno
1985 1985 tra Benelux, Germania Ovest e Francia, che prevedeva la creazione di uno spazio
Accordo di Schengen comune, tramite una progressiva eliminazione dei controlli alle frontiere comuni tra i
cinque Stati interessati, sia delle merci sia delle persone.
L'atto unico europeo è l'accordo consolidato che ha emendato i trattati di
Roma del 1957 con cui è stata istituita la Comunità economica europea, firmato il 17
1986 febbraio 1986 a Lussemburgo ed entrato in vigore il 1° luglio 1987.
Atto Unico Europeo L'Atto fu elaborato per andare incontro a due necessità improrogabili: completare la
costruzione del mercato interno, ormai al palo dopo le crisi economiche degli anni
Settanta e avviare un primo embrione di unione politica.
Divenuto obiettivo improrogabile, il completamento del mercato interno sarebbe
stato raggiunto attraverso diverse disposizioni dell'Atto unico:
Modifica dell'art. 100 CEE che eliminava la decisione a unanimità in diversi
settori-chiave riguardanti la rimozione delle barriere sostituendola con quella a
maggioranza qualificata. Le decisioni da prendere a maggioranza salivano da 2/3
a 3/4.
Istituzionalizzazione di politiche comunitarie informali quali la politica regionale,
ambientale e la politica di ricerca. Il Fondo europeo di sviluppo regionale veniva
ufficialmente riconosciuto e divenne lo strumento fondamentale per la coesione
economica e sociale, nuovo obiettivo introdotto dall'Atto.
Riconoscimento istituzionale delle procedure di cooperazione monetaria istituite
con lo SME.
Appunti di Chiara Miceli
pag. 3
Oltre a queste modifiche riguardanti gli strumenti da utilizzare per la realizzazione del mercato
unico interno, l'Atto unico apportava modifiche anche a livello di istituzioni e cooperazione
politica:
Conferimento al Parlamento del potere di parere conforme per gli accordi di adesione,
associazione e cooperazione con Paesi terzi.
Conferimento al Parlamento di una procedura di cooperazione con il Consiglio: essa
prevedeva un sistema di doppia lettura delle proposte legislative avanzate dalla
Commissione da parte di Parlamento e Consiglio. Al termine della seconda lettura, il
Consiglio nel caso in cui non avesse voluto accogliere gli emendamenti del Parlamento
avrebbe dovuto adottare la proposte con voto unanime.
Riconoscimento della procedura di cooperazione sul piano della politica estera e prima
definizione di una politica di sicurezza comune.
Firmato il 7 febbraio, introduceva due grandi novità:
1992 1. Istituiva una nuova organizzazione – l’Unione Europea – che inglobava le
Comunità europee esistenti ed avviava la cooperazione tra gli Stati membri anche
Trattato di Maastricht in settori non strettamente economici:
(Olanda) politica estera comune e politica di difesa europea (PESC)
cooperazione tra le forze di polizia e tra le autorità giudiziarie
2. Definiva l’introduzione dal 1 gennaio 2002 di una moneta europea, l’euro.
3. Ampliava i settori di competenza comunitaria includendovi anche la cultura, la
sanità pubblica e la protezione dei consumatori
Il trattato di Amsterdam è uno dei trattati fondamentali dell'Unione europea ed è il
1997 primo tentativo di riformare le istituzioni europee in vista dell'allargamento.
Trattato di Amsterdam Venne firmato il 2 ottobre 1997 dagli allora 15 paesi dell'Unione europea ed è entrato
in vigore il 1° maggio 1999.
All'interno del trattato di Maastricht esisteva già una disposizione che invitava gli stati
membri a convocare una Conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.
I paesi membri sono consapevoli della necessità di approfondire l'integrazione,
soprattutto nei due nuovi pilastri introdotti a Maastricht. La CIG si apre al Consiglio
europeo di Torino del 29 marzo 1996 e si conclude al Consiglio europeo informale
di Noordwijk del 23 maggio 1997.
Il trattato di Amsterdam è caratterizzato da:
rinumerazione degli articoli dei trattati comunitari;
formalizzazione e regolamentazione della cosiddetta cooperazione rafforzata;
incorporamento degli Accordi di Schengen nel cosiddetto primo pilastro;
la dichiarazione che l'UEO è parte integrante del processo di integrazione
europea"
introduzione dell'occupazione nel primo pilastro;
inserimento dell'Accordo Sociale (firmato da 14 paesi) nel primo pilastro.
Appunti di Chiara Miceli
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formalizzazione della "astensione costruttiva" in seno al consiglio europeo.
Ha introdotto modifiche di carattere istituzionale
2001
Trattato di Nizza Nel 2002 si decise di semplificare i trattati, con la prospettiva dell’adozione di una
Costituzione europea e dell’inserimento della Carta dei diritti del trattato di base.
2004 Il compito venne affidato alla Convenzione sul futuro dell’Europa, un organismo
Trattato per adozione formato dai rappresentati delle istituzioni europee, dei Governi nazionali e della
della Costituzione società civile. Dopo 16 mesi il lavoro sembra concluso e a Roma, il 29 ottobre 2004, si
svolge la cerimonia della firma del Trattato che adotta la Costituzione che tuttavia non
entrò mai in vigore a causa dei referendum contrari tenuti in Francia e nei Paesi Bassi
nel 2005.
Il processo di riforma però non si fermò e nel dicembre del 2007 fu firmato il Trattato
2007 di Lisbona.
Noto anche come Trattato di riforma, il Trattato di Lisbona modifica il trattato
Trattato di Lisbona sull'Unione europea ed anche il trattato della Comunità europea.
Rispetto al precedente Trattato, quello di Nizza, esso abolisce i pilastri, provvede al
riparto di competenze tra Unione e Stati membri, e rafforza il principio democratico e
la tutela dei diritti fondamentali, anche attraverso l'attribuzione alla Carta di Nizza del
medesimo valore giuridico dei trattati.
È entrato ufficialmente in vigore il 1° dicembre 2009.
l trattato di revisione di diritto internazionale recepisce gran parte delle innovazioni
contenute nella Costituzione europea e prevede le seguenti modifiche:
non si è arrivati a redigere un unico trattato (come la Costituzione europea), ma
sono stati riformati i vecchi trattati. Il Trattato di riforma ha modificato quindi
il Trattato sull'Unione europea (TUE) e il Trattato che istituisce la Comunità
europea (TCE). Il primo ha mantenuto il suo titolo attuale mentre il secondo è
stato denominato Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Ad
essi vanno aggiunti la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e
il Trattato Euratom (quest'ultimo non era stato integrato nella Costituzione
europea);
è stata confermata la figura del Presidente del Consiglio Europeo non più a
rotazione e per un mandato semestrale ma con elezione a maggioranza
qualificata dal Consiglio europeo per un mandato di due anni e mezzo,
rinnovabile una volta;
il ministro degli Esteri europeo è stato rinominato Alto Rappresentante
dell'Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, benché con i poteri
rafforzati indicati nella vecchia Costituzione: sarà anche vicepresidente della
Commissione europea (Servizio europeo per l'azione esterna);
vengono meglio delimitate le competenze dell'UE e degli Stati membri,
esplicitando che il travaso di sovranità può avvenire sia in un senso (dai Paesi
all'UE, come è sempre avvenuto) che nell'altro (dall'UE ai Paesi);
cambia il sistema di voto del Consiglio Europeo: il nuovo metodo decisionale
della doppia maggioranza entrerà in vigore nel 2014 e, a pieno regime, nel 2017;
aumentano i poteri dei Parlamenti nazionali che hanno più tempo per esaminare i
regolamenti e le direttive;
la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea non è integrata nel
Trattato, ma vi è un’esplicita equiparazione della Carta ai Trattati
il Regno Unito e l'Irlanda hanno ottenuto (per chiunque lo voglia utilizzare) un
meccanismo (opt-out) per essere esentati da decisioni a maggioranza nel settore
Giustizia e affari interni;
viene specificato che la PESC ha un carattere specifico all'interno dell'UE e che
Appunti di Chiara Miceli
pag. 5
non può pregiudicare la politica estera e la rappresentanza presso le istituzioni
internazionali degli Stati membri.
la concorrenza non è più ritenuta un obiettivo fondamentale dell'UE ma viene
citata nel protocollo aggiuntivo n. 25;
viene introdotta l'energia nella clausola di solidarietà in cui gli Stati membri si
impegnano a sostenere gli altri in caso di necessità;
viene specificata la necessità di combattere i cambiamenti climatici nei
provvedimenti a livello internazionale;
viene introdotta la possibilità di recedere dall'UE (fino ad oggi, infatti, vi si poteva
solo aderire).
con referendum la Gran Bretagna ha deciso di recedere dai Trattati UE.
Brexit
23 giugno 2016
. Appunti di Chiara Miceli
pag. 6 ISTITUZIONI EUROPEE
Gli organi principali dell'Unione sono le cosiddette 7 istituzioni, riorganizzate dal trattato di Lisbona:
COMMISSIONE EUROPEA
PARLAMENTO EUROPEO
CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA
CONSIGLIO EUROPEO
CORTE DI GIUSTIZIA
CORTE DEI CONTI
BANCA CENTRALE EUROPEA
COMMISSIONE EUROPEA
La Commissione è un organo collegiale, composto da 28 commissari (uno per stato membro) scelti in base alla loro
competenza generale e al loro impegno europeo e tra personalità che offrono tutte le garanzie di indipendenza. La
durata del mandato è di 5 anni.
Le riunioni della Commissione si tengono almeno una volta la settimana, di solito il mercoledì nella sede di Bruxelles o
in quella di Strasburgo se a Bruxelles vi è un'assemblea del Parlamento. Le sedute si tengono a porte chiuse e sono
riservate, tuttavia gli ordini del giorno delle sedute e i verbali prodotti sono disponibili per la consultazione sul sito
istituzionale.
Tra i membri sono compresi: il presidente e l'Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari Esteri e la Politica di
Sicurezza (PESC) in veste di vicepresidente. Il presidente può nominare altri vicepresidenti.
PROCEDURA ELETTIVA
Il Consiglio europeo, a maggioranza qualificata propone il Presidente della Commissione. Il
candidato deve poi essere eletto dal Parlamento europeo a maggioranza assoluta. Se il candidato
non ottiene l'elezione, il Consiglio europeo, entro un mese, deve presentare un altro candidato.
Alla conferma della carica, il Presidente della Commissione, in accordo con il Consiglio, sceglie i
rimanenti commissari sulla base delle nomine proposte da ognuno degli Stati membri. Alla fine
l'intera Commissione deve essere approvata dal Parlamento europeo (che ha anche facoltà di porre
in essere audizioni per vagliare le candidature dei singoli commissari), per poi essere
definitivamente nominata dal Consiglio europeo.
Le deliberazioni dell'istituzione vengono prese a maggioranza del numero dei suoi membri.
custode e garante della legalità comunitaria che la Commissione esercita nei confronti
degli Stati membri grazie alla procedura di infrazione
formula raccomandazioni o pareri nei settori definiti dai trattati
ha il diritto d'iniziativa nel processo legislativo, cioè la facoltà di proporre la normativa
sulla quale decidono p
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