Le origini del processo di integrazione europea
Oggi l’UE si occupa ad esempio di tutela del consumatore e di tutela dell’ambiente. Questo perché la coscienza sociale è cambiata nel tempo. La società cambia, quindi si tiene conto anche dell’evoluzione storica, sociale e culturale. Negli anni l’assetto dell’UE può cambiare (es. a marzo gli stati membri passeranno da 28 a 27).
Iniziamo a parlare in termini generali di integrazione europea (forme di cooperazione fra gli stati europei) alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il mondo è diviso in due blocchi contrapposti (Unione Sovietica e USA). L’Europa è in mezzo a questi blocchi: da un lato vi sono gli Stati Uniti che temono che gli stati dell’Europa orientale possano estendere la loro influenza verso altri paesi dell’Europa occidentale, estendendo l’influenza russa sull’Europa; dall’altro lato l’Unione Sovietica preme su questa espansione per evitare che fossero gli Stati Uniti ad aumentare la loro capacità di influenza verso gli altri stati d’Europa. Quindi si ha l’inizio della cooperazione tra Stati europei in settori specifici.
Settore dell'economia
- Organizzazione europea per la cooperazione economica (OECE): prima organizzazione economica, aveva il compito di gestire i finanziamenti che gli Stati Uniti avevano messo a disposizione dell’Europa per la ricostruzione post bellica; riguarda gli stati dell’Europa occidentale.
- Gestione dello European Recovery Plan (Piano Marshall).
- COMECON (Europa orientale): organizzazione che mira alla ricostruzione post bellica degli stati dell’Europa orientale.
Settore della difesa
- Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO): gli stati dell’Europa occidentale trovano una collaborazione in materia di difesa attraverso la creazione della NATO.
- Patto di Varsavia (Europa orientale): gli stati dell’Europa orientale si coordinano a livello di difesa attraverso questo patto.
Settore della politica
- Consiglio d’Europa: è un’organizzazione internazionale che persegue una pluralità di scopi e finalità prevalentemente di natura politica ed è il soggetto che porta alla stipula della convenzione dei diritti dell’uomo (vincolante). Esiste anche la dichiarazione sui diritti dell’uomo dell’ONU ma non ha carattere vincolante.
In queste organizzazioni internazionali i soggetti che compongono queste organizzazioni sono gli stati membri; queste organizzazioni, come tutte le altre, sono raggruppamenti di stati che si riuniscono nell’ambito di queste organizzazioni internazionali. Ciò che ne esce non è qualcosa di nuovo: insomma, non si cura un nuovo ordinamento giuridico, ma si crea solo una pluralità di stati che decidono di collaborare in un determinato settore. Non c’è nessun soggetto superiore a questi stati in grado di imporre la sua volontà; sono i singoli stati a farlo.
All’interno di queste organizzazioni internazionali le decisioni vengono prese a livello di governo dei singoli stati che ne fanno parte; sono gli stati che decidono cosa fare, per questo non vi è la possibilità di prendere le decisioni a maggioranza. Quando deve essere presa una delibera, il voto è necessariamente all’unanimità.
In tutti gli organi che costituiscono queste organizzazioni, chi si siede sono certo delle persone fisiche ma non a titolo personale, bensì in rappresentanza dello stato (organi di stati e non di individui). Si tratta di organizzazioni costituite sulla base di un’unione tra Stati e rette dal c.d. metodo della cooperazione intergovernativa.
Tali organizzazioni non costituiscono un autonomo sistema giuridico. Sono costituite dalla somma degli ordinamenti giuridici degli Stati che le compongono. Le loro caratteristiche essenziali sono:
- Voto all’unanimità.
- No possibilità di adottare atti vincolanti.
- Presenza di organi di Stati e non di individui.
L'idea di integrazione europea
L’idea di integrazione europea come oggi la conosciamo nasce e si sviluppa su basi profondamente diverse. Da un punto di vista storico, infatti, le origini dell’attuale Unione Europea vengono fatte risalire a tre eventi ben precisi:
- Il Manifesto di Ventotene per un’Europa libera e unita (1941, A. Spinelli, E. Rossi e E. Colorni). Rappresenta la più importante teorizzazione dell’idea di un’Europa unita intesa come nuovo soggetto giuridico sulla scena internazionale a favore del quale i singoli Stati avrebbero dovuto trasferire integralmente la propria sovranità, sancendo la definitiva scomparsa degli Stati-nazione. Creiamo un’organizzazione nella quale noi stati sovrani devolviamo a questo nuovo soggetto e ce ne priviamo.
- Il discorso di W. Churchill all’Università di Zurigo nel settembre 1946 «Dobbiamo creare una specie di Stati Uniti d'Europa. Solo in questo modo centinaia di milioni di lavoratori saranno in grado di riconquistare le semplici gioie e le speranze che rendono la vita degna di essere vissuta (...). Il primo passo verso la ricostruzione della famiglia europea dev’essere un’alleanza fra la Francia e la Germania (...). Ma devo avvertirvi. Forse rimane poco tempo. In questo momento godiamo di un periodo di tregua. I cannoni hanno smesso di sparare. I combattimenti sono cessati; ma non sono cessati i pericoli. Se dobbiamo costruire gli Stati Uniti d'Europa, non importa sotto quale nome, dobbiamo cominciare adesso ».
- Il Discorso pronunciato dal Ministro degli esteri francese Robert Schuman il 9 maggio 1950, meglio noto come la “Dichiarazione Schuman”. (Giorno in cui si festeggia l’UE). Discorso del ministro degli esteri francese di allora. Il governo francese propone di mettere l'insieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel quadro di un’organizzazione alla quale possono aderire gli altri paesi europei. Mettiamo in collaborazione la Francia e la Germania. Se noi dobbiamo evitare il rischio che si riproponga una tragedia come la Seconda Guerra Mondiale, noi dobbiamo evitare qualsiasi possibilità di contrasto tra le due nazioni che con le loro produzioni carbo-siderurgica avevano alimentato la guerra.
L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto. L'unione delle nazioni esige l'eliminazione del contrasto secolare tra la Francia e la Germania: l'azione intrapresa deve concernere in prima linea la Francia e la Germania.
Il discorso pronunciato dal Ministro degli esteri francese Robert Schuman il 9 maggio 1950, meglio noto come la “Dichiarazione Schuman”. La fusione della produzioni di carbone e di acciaio assicurerà subito la costituzione di basi comuni per lo sviluppo economico, prima tappa della Federazione europea, e cambierà il destino di queste regioni che per lungo tempo si sono dedicate alla fabbricazione di strumenti bellici di cui più costantemente sono state le vittime.
«Questa proposta, mettendo in comune le produzioni di base e istituendo una nuova Alta Autorità, le cui decisioni saranno vincolanti per la Francia, la Germania e i paesi che vi aderiranno, costituirà il primo nucleo concreto di una Federazione europea indispensabile al mantenimento della pace».
Il Trattato CECA
La sfida lanciata da R. Schuman viene raccolta da sei Stati: Francia, Germania, Italia, Belgio, Lussemburgo, Olanda (c.d Padri fondatori). Parigi, 18 aprile 1951: firma del Trattato che istituisce la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) 24 luglio 1952: entrata in vigore del Trattato CECA: Durata limitata a 50 anni – Il Trattato CECA è scaduto il 23 luglio 2002.
Gli obiettivi del Trattato CECA
Art. 2: L’obiettivo della CECA era quello di contribuire, attraverso il mercato comune del carbone e dell'acciaio:
- All’espansione economica.
- All’incremento dell’occupazione.
- Al miglioramento del tenore di vita.
Quali erano le finalità che il trattato CECA si dava? L’idea di fondo che troveremo anche nei successivi trattati è quella di creare un mercato comune nel settore oggetto del trattato stesso. Scomparsa dei singoli mercati nazionali e creazione di un unico grande mercato esteso a tutti gli stati membri. Graduale soppressione delle frontiere per tutto ciò che attiene la circolazione dei prodotti carbosiderurgici. Il mercato comune era l’obiettivo e allo stesso tempo lo strumento attraverso il quale giungere all’espansione economica di questo settore, all’incremento dell’occupazione e al conseguente miglioramento del tenore di vita.
Le istituzioni del Trattato CECA
- Alta Autorità: organo esecutivo, collegiale, indipendente con il compito di garantire la realizzazione degli obiettivi del Trattato. Organo sovranazionale con potere di decisione.
- Assemblea: organo composto dai rappresentanti dei Parlamenti degli Stati membri. Svolge prevalentemente funzioni consultive.
- Consiglio dei ministri: organo composto dai rappresentanti dei governi degli Stati membri. La presidenza è esercitata a turno da ciascuno Stato membro. Organo legislativo.
- Corte di giustizia: assicura il rispetto del diritto nell’applicazione e nell’interpretazione del trattato.
Si nota come la funzione legislativa sia affidata ad un organo composto da stati membri, questo dimostra che al di là dei buoni propositi manifestati con la firma del trattato CECA, vi era fin dall’inizio una certa diffidenza degli stati i quali si sono riservati il diritto di fissare le leggi.
La Comunità Europea di Difesa (CED) e il suo fallimento
Parigi: 25 maggio1952: firma del Trattato CED. Obiettivo: creare una difesa militare comune attraverso la creazione di un esercito comune. Il Trattato CED non è mai stato ratificato a causa dell’opposizione francese. Quali sono le ragioni (storico-politiche) del fallimento della CED? Per creare la CED era necessario superare il sistema NATO. Per fare ciò, prima di creare una difesa comune, era necessario sviluppare una politica estera comune.
Cosa succede dopo la firma del trattato CECA? Si pensa ad un passo ulteriore ovvero alla creazione di una Comunità Europea di Difesa (CED). L’obiettivo era quello di creare una difesa militare comune attraverso la creazione di un esercito comune. Si giunge il 25 maggio 1952 a Parigi alla firma del trattato CED. Il trattato non verrà mai ratificato a causa dell’opposizione francese. Creare, con le forme dell’integrazione europea, un meccanismo di cooperazione tra stati in materia di difesa avrebbe probabilmente richiesto il superamento del sistema NATO. Prima di smantellare il sistema della NATO e ancor prima di creare una difesa europea comune, si sarebbe dovuto procedere alla creazione di una politica estera comune. Il fallimento del trattato CED segna la prima battuta d’arresto del processo di integrazione europea.
Si contrappongono quindi due visioni sull’integrazione europea:
- Una prima visione pessimista afferma di fermarsi alla CECA.
- Una seconda visione afferma che il fallimento della CED è dovuto all’impreparazione degli stati ad una cooperazione in chiave politica; ciò non impedisce di potenziare la cooperazione in campo economico.
Conferenza di Messina, 1 giugno 1955
Il 1 giugno 1995 si svolge la Conferenza di Messina dove si discute se procedere con l’integrazione europea creando un mercato comune generalizzato ed esteso a tutti i settori merceologici dell’economia e collaborare nel settore dell’energia atomica. Viene lasciata da parte l’integrazione politica. Proposta di due nuovi trattati con l’obiettivo di:
- Creare un mercato comune generalizzato.
- Creare un mercato comune nel settore dell’energia atomica.
Lezione CED: i tempi non sono maturi per un’integrazione politica. Meglio seguire la strada dell’integrazione economica.
I trattati di Roma
Il Trattato CEEA (Euratom) Roma, 25 marzo 1957: firma del Trattato Euratom, 1 gennaio 1958: entrata in vigore del Trattato Euratom. Durata illimitata – Evoluzione rispetto al Trattato CECA.
Il Trattato CEE Roma, 25 marzo 1957: firma del Trattato CEE, 1 gennaio 1958: entrata in vigore del Trattato CEE. Durata illimitata – Evoluzione rispetto al Trattato CECA.
Gli obiettivi del Trattato CEE
- Porre le fondamenta di un’unione sempre più stretta fra i popoli europei.
- Assicurare il progresso economico e sociale degli SM, eliminando le barriere che dividono l’Europa.
- Migliorare le condizioni di vita e di occupazione dei cittadini europei.
- Rafforzare l’unità delle economie degli SM ed assicurarne lo sviluppo armonioso riducendo le disparità fra le differenti regioni.
- Contribuire alla progressiva soppressione delle restrizioni agli scambi internazionali.
- Rafforzare le difese della pace e della libertà e fare appello agli altri popoli dell’Europa animati dallo stesso ideale perché si associno al loro sforzo.
Lo stato italiano può limitare la propria sovranità? Sì. L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Gli strumenti per realizzare gli obiettivi del Trattato CEE
Istituzione di un mercato comune e di un’unione doganale. Mercato comune = soppressione di tutte le barriere fisiche e legislative in vista della creazione di un unico grande mercato all’interno del quale merci, persone, capitali e servizi potevano circolare liberamente. Era stato stabilito un periodo transitorio di 12 anni.
Unione doganale = abolizione dei dazi doganali tra SM + creazione di una tariffa doganale comune esterna in modo tale che i prodotti provenienti da uno stato terzo, per poter accedere alla comunità, dovevano rispettare determinate regole e pagare determinati dazi (cintura doganale esterna e comune).
Sviluppo di politiche comuni. Il trattato riguardava solo Agricoltura, Trasporti, Commercio. Quando un’azione della Comunità risulti necessaria per raggiungere, nel funzionamento del mercato comune, uno degli scopi della Comunità, senza che il Trattato abbia previsto i poteri d’azione a tal fine richiesti, il Consiglio, deliberando all’unanimità su proposta della Commissione e dopo aver consultato l’Assemblea, prende le disposizioni del caso. Lo scopo di questa norma, definita da alcuni come teoria dei poteri impliciti, è quello di rendere flessibile l’applicazione del trattato.
Il quadro istituzionale della CEE
Il quadro istituzionale della CEE ricalca quello della CECA:
- Commissione (Alta Autorità)
- Consiglio
- Assemblea parlamentare
- Corte di giustizia
N.B. Assemblea parlamentare e Corte di giustizia sono sempre state uniche per le tre comunità. Sino al 1965, invece, esisteva una Commissione e un Consiglio per ciascuna delle tre Comunità. Trattato di Bruxelles del 1965: c.d. fusione degli esecutivi.
La crisi della "sedia vuota"
Nel 1965 vi è un nuovo punto di crisi della Comunità Europea. La Commissione propone di modificare il modo con il quale veniva finanziata la politica agricola comune; fino al 1965 veniva finanziata con dei contributi che i singoli stati membri versavano alla comunità europea, la proposta della Commissione era di sostituire questi contributi con i ricavi dei dazi doganali e prelievi sui prodotti agricoli provenienti da uno stato terzo. La Francia si oppone e come segno della sua opposizione diserta le sedute del Consiglio ed ecco da dove deriva la definizione di crisi della “sedia vuota”.
Ci si trova nel periodo transitorio e gli stati avevano previsto che, in questo periodo, il Consiglio potesse deliberare solo all’unanimità. Questo comportamento della Francia è conseguente alla paura che la sua posizione all’interno della comunità si indebolisca in quanto manca poco alla fine del periodo transitorio. Opposizione della Francia che diserta le sedute del Consiglio. Periodo transitorio: voto all’unanimità. Paralisi del Consiglio.
30 maggio 1966: Compromesso di Lussemburgo «Qualora, nei casi di decisioni che possano essere adottate a maggioranza su proposta della Commissione, siano in gioco rilevanti interessi di uno o più Stati della Comunità, i membri del Consiglio devono adoperarsi per giungere entro un congruo termine a soluzioni che possano essere approvate da tutti i membri del Consiglio, nel rispetto dei loro interessi reciproci e di quelli della Comunità».
Accordo di natura politica tra gli Stati membri finalizzato ad attribuire agli stessi un potere di veto anche nel caso di decisioni concernenti rilevanti interessi di uno o più Stati membri e che avrebbero potuto essere prese a maggioranza qualificata.
Dall'Atto Unico Europeo (AUE) al Trattato di Lisbona
I primi allargamenti:
- 1973: Gran Bretagna, Danimarca e Irlanda (9)
- 1981: Grecia (10)
- 1986: Spagna e Portogallo (12)
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