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Diritto dell'UE Aggiornato 2013.2014.2 Appunti scolastici Premium

Appunti di diritto dell'UE basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Pierini dell’università degli Studi Carlo Bo - Uniurb, facoltàdi Scienze motorie, Corso di laurea in scienze motorie, sportive e della salute. Scarica il file in formato PDF! Ottimo per la preparazione sia scritta che orale!

Esame di Diritto dell'UE docente Prof. M. Pierini

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ESTRATTO DOCUMENTO

La novità più importante riguarda tuttavia il nuovo Titolo IV (Spazio di libertà, sicurezza e

giustizia).!

Il tema del rapporto tra i due Trattati viene affrontato dagli art. 1 di entrambi i testi.

Per il T.U.E. il comma 3 stabilisce che “l’Unione si fonda sul presente Trattato e sul Trattato

sul funzionamento dell’Unione europea” e che “i due Trattati hanno lo stesso valore

giuridico”. L’art. 1 del T.F.U.E. riprende al comma 2 il concetto secondo cui l’Unione è

fondata sui due Trattati e che essi hanno “lo stesso valore giuridico”.!

PARTE GENERALE, CAPITOLO 7: GLI ALLARGAMENTI DELL’UNIONE EUROPEA!

INTRODUZIONE!

L’articolo 49 del T.U.E. prevede che ogni Stato europeo può domandare di diventare

membro dell’U.E.. La domanda va inoltrata al Consiglio, che decide all’unanimità, previa

consultazione della Commissione e previa approvazione del Parlamento europeo, che

si pronuncia a maggioranza dei membri che lo compongono. L’accordo è sottoposto a

ratifica da parte di tutti gli Stati membri conformemente alle loro rispettive norme

costituzionali. !

Nel corso del Consiglio europeo del 21 e 22 giugno 1993 sono stati fissati i criteri per

l’adesione dei paesi candidati e sono definiti Criteri di Copenaghen e stabiliscono i

parametri che uno stato candidato all’adesione all’U.E. deve rispettare, essi sono:!

- →

criterio politico presenza di istituzioni democratiche stabili che garantiscano lo stato

di diritto, i diritti dell’uomo, il rispetto delle minoranze e la loro tutela;!

- →

criterio economico esistenza di un’economia di mercato aperta, capacità di far

fronte all’impatto con un’economia aperta di mercato e alla pressione concorrenziale

all’interno dell’U.E.;!

- →

criterio giuridico acquisizione del così detto “acquis comunitario”, inglobare tutto il

diritto prodotto dalle istituzioni europee, compresa la giurisprudenza della Corte di

Giustizia, all’interno del proprio ordinamento. Si tratta di obblighi derivanti dall’adesione

e, in particolare, gli obiettivi dell’Unione politica, economica e monetaria. !

Tali criteri sono stati ulteriormente definiti dal Consiglio Europeo di Madrid nel dicembre

1995.!

GLI ALLARGAMENTI DELL’U.E. DA 6 A 28 MEMBRI!

Il primo allargamento si ha nel 1973 con l’adesione di Gran Bretagna, Irlanda e

Danimarca.!

Il secondo allargamento si ha nel 1981 con l’ingresso della Grecia. !

Il primo febbraio 1985 la Groenlandia, che era entrata a far parte della Comunità europea

in quanto parte del territorio danese, ottenuta l’autonomia da quest’ultima, esce dalla

Comunità. Si tratta dell’unico caso di fuoriuscita dell’U.E. da parte di un paese membro.!

Nel 1986 è il turno di Spagna e Portogallo, con la caduta del muro di Berlino nel 1989

e la riunificazione della Germania, nel 1990 vennero inglobati anche i cittadini della

Germania dell’est (senza nessun Trattato perché inglobati).!

Nel 1995 tocca ad Austria, Finlandia e Svezia chiudere il gruppo dei 15 stati (la Turchia

fece domanda di ammissione nel 1987 e solo 21-22 anni dopo ci fu un’apertura ai

negoziati).!

Alla fine della guerra, e per la prima volta, 12 paesi dell’Europa Orientale domandarono di

aderire all’U.E.. Inizialmente l’U.E. guardò la cosa con interesse ma anche con

preoccupazione (istituzione Criteri di Copenaghen).!

Il 1 maggio 2004 entrarono a far parte dell’Europa Lettonia, Lituania, Estonia, Cipro,

Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca e Slovenia, arrivando ad avere

25 Stati membri.!

Il 1 gennaio 2007 fu la volta di Bulgaria e Romania.!

Il primo luglio 2013 etra a far parte dell’U.E. la Croazia.!

L’U.E. è attualmente composta da 28 membri.!

Paesi in via di adesione sono Turchia, Macedonia e Islanda, cioè il consiglio ha aperto le

trattative dando il via libera alla Commissione per i negoziati.!

Serbia e Montenegro rifiutate subito dal Consiglio e l’Albania che invece attende ancora

di ricevere risposta di accettazione della sua domanda.!

La Turchia, che come già detto presentò richiesta di adesione nel 1987, stufa della

situazione di stallo, chiese una risposta definitiva, che la Commissione accettò aprendo i

negoziati (La Commissione ha accettato solo la domanda di entrata della Turchia). La

Commissione europea è incaricata ogni 6 mesi di fare un rapporto sui miglioramenti della

Turchia, questo rapporto è visibile a tutti così che tutti possano vedere i risultati, e

constatare ciò che c’è e ciò che manca; anche se si sono visti dei progressi c’è ancora

molto da fare (tra le azioni positive c’è sicuramente l’abolizione della pena di morte).!

La Svizzera avviò i negoziati per l’adesione nell’U.E. il 25 maggio 1992, ma in seguito ad

un referendum le trattative si bloccarono. L’ingresso nell’U.E. è stato successivamente

respinto dagli elvetici in varie occasioni. Il governo federale svizzero per ora si è limitato a

firmare accordi specifici con l’U.E., in particolare sulle materie della libera circolazione

delle persone e del lavoro. !

LO SPAZIO ECONOMICO EUROPEO (S.E.E.)!

È nato il primo gennaio 1994 in seguito ad un accordo, formato il 2 maggio 1992 tra gli

stati membri dell’E.F.T.A. e quelli dell’U.E. Scopo dell’accordo è quello di far partecipare al

Mercato Unico Europeo i paesi che non sono membri dell’Unione.!

L’accordo fu firmato dagli allora 12 Stati membri dell’Unione e dai 6 Stati membri

dell’E.F.T.A. (Austria, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, Liechtenstein). L’accordo mira a

rafforzare le relazioni economiche e commerciali dell’U.E. con i paesi dell’Associazione

europea di libero scambio (E.F.T.A.).!

Sono rafforzate talune aree:!

- →

libera circolazione delle merci eliminazione dei dazi doganali;!

- libera circolazione delle persone;!

- libera circolazione dei servizi e dei capitali.!

RECESSO DALL’UNIONE EUROPEA!

L’articolo 50 del T.U.E. prevede che lo Stato membro che decide di recedere dovrà

notificare la sua decisione al Consiglio europeo che fornirà gli orientamenti del negoziato

che condurranno alla definizione delle modalità del recesso.!

L’accordo è concluso a nome dell’Unione del Consiglio, che delibera a maggioranza

qualificata previa approvazione del Parlamento europeo.!

PARTE GENERALE, CAPITOLO 8: IL SISTEMA DELLE COMPETENZE!

Il Trattato di Lisbona, all’art. 5 del T.U.E., stabilisce che le competenze dell’Unione sono

fondate sulla base del principio di attribuzione. Il nuovo Trattato introduce la distinzione

tra competenze esclusive (solo l’U.E. può legiferare), competenze concorrenti (l’U.E. e

gli Stati membri cooperano secondo il principio di sussidiarietà), e competenze

complementari (l’U.E. si limita a sostenere gli Stati membri con interventi finanziari).!

Quando l’Unione agisce in un determinato settore, il campo di applicazione copre

unicamente gli elementi disciplinati dall’atto dell’Unione e non copre pertanto l’intero

settore.!

La ripartizione delle competenze è basata su tre principi:!

- →

principio di attribuzione per il quale l’Unione non può estendere le sue competenze

oltre a quanto le viene attribuito nei Trattati;!

- →

principio di sussidiarietà che stabilisce che nei settori che non sono di sua

competenza esclusiva, l’Unione interviene soltanto se e in quanto gli obiettivi dell’azione

prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri. Il

principio di sussidiarietà si configura dunque come un principio dinamico, che consente

di ampliare l’esercizio delle competenze dell’Unione la dove ritenuto necessario. All’U.E.

e alle sue istituzioni incombe l’obbligo di motivare le ragioni che stanno alla base

dell’azione che sta per intraprendere. !

- →

principio di proporzionalità che prevede che il contenuto e la forma dell’azione

dell’Unione si limitino a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi dei

Trattati. !

• L’U.E. ha competenza esclusiva nei seguenti settori:!

- unione doganale;!

- definizione delle regole di concorrenza necessaria al funzionamento del mercato

interno;!

- politica monetaria per gli stati membri (la moneta è l’euro);!

- conclusione di accordi internazionali;!

- conservazione delle risorse biologiche del mare nel quadro della politica della pesca.!

• L’U.E. ha competenza concorrente nei seguenti settori:!

- mercato interno;!

- politica sociale;!

- coesione economica, sociale e territoriale;!

- agricoltura e pesca (tranne la conservazione delle risorse biologiche del mare);!

- ambiente;!

- trasporti;!

- energia;!

- spazio di libertà, sicurezza e giustizia.!

• L’U.E. ha competenza complementare nei seguenti settori:!

- tutela e miglioramento della salute umana;!

- industria;!

- cultura;!

- turismo;!

- formazione professionale gioventù e sport;!

- protezione civile;!

- settore della ricerca;!

- settore dello sviluppo tecnologico;!

!

I PRINCIPI DEL DIRITTO DELL’UNIONE!

Principio di reale collaborazione!

Tale principio sancisce il dovere al rispetto e all’assistenza reciproca tra le istituzioni

dell’unione e gli stati membri, nell’adempimento dei compiti derivanti dai Trattati, l’obbligo

degli stati di adottare ogni misura idonea all’esecuzione degli obblighi derivanti dai Trattati.

In relazione ai doveri degli Stati, questi devono adottare tutti i provvedimenti necessari per

ottemperare agli obblighi risultanti dal trattato e non astenersi dall’adottare provvedimenti

che possano pregiudicare al buon funzionamento dell’U.E. In questo senso gli Stati

devono collaborare con la Commissione nell’ambito delle procedure aventi come oggetto il

controllo del rispetto del diritto europeo, ad esempio trasmettendo documenti

periodicamente richiesti.!

Principio della certezza del diritto e del legittimo affidamento !

Tale principio implica la conoscibilità a priori delle norme giuridiche da osservare. La

conoscenza si da per assunta a seguito di pubblicazione in un bollettino legale, o a seguito

di avvenuta notificazione all’interessato. in ambito europeo l’aspetto principale del principio

della certezza del diritto attiene, inoltre, la trasparenza delle attività delle istituzioni che

devono rivolgersi ai cittadini europei con una normativa chiara, facilmente comprensibile e

prevedibile nella sua applicazione.!

Principio dell’effetto utile!

Indica che le norme devono essere interpretate in modo da favorire il raggiungimento degli

obiettivi che sottintendono alla loro approvazione. !

Principio di precauzione!

Impone l’adozione di misure idonee a prevenire rischi per la sicurezza, la salute e per

l’ambiente.!

COOPERAZIONI RAFFORZATE E STRUTTURATE PERMANENTI!

Secondo l’articolo 20 del T.U.E. gli Stati membri che intendono instaurare tra loro una

cooperazione rafforzata nell’ambito delle competenze non esclusive dell’Unione,

possono far ricorso alle sue istituzioni ed esercitare tali competenze nel rispetto delle

previsioni degli articoli 326 e 334 T.F.U.E..

Le cooperazioni rafforzate devono coinvolgere almeno nove Stati membri.!

La cooperazione non istituisce un club a parte all’interno dell’Unione, essa è aperta a tutti

gli Stati membri in qualsiasi momento, anche successivo, vi vogliano aderire.!

La cooperazione è autorizzata dal Consiglio che dovrà “necessariamente” constatare

che gli obiettivi ricercati dalla cooperazione in oggetto, non siano conseguibili dall’Unione

nel suo insieme.

Gli Stati membri che desiderano instaurare tra loro una cooperazione rafforzata trasmetto

una richiesta alla Commissione precisando il campo d’applicazione e gli obiettivi

perseguiti dalla cooperazione rafforzata stessa.

La Commissione può presentare al Consiglio una proposta al riguardo. Se la proposta

della cooperazione è avanzata dalla Commissione, l’autorizzazione a procedere alla

cooperazione rafforzata è concessa dal Consiglio, previa approvazione del

Parlamento europeo.!

Diverso il caso di una richiesta di instaurare una cooperazione rafforzata nel quadro della

politica estera e di sicurezza comune. In questo caso la domanda va presentata al

Consiglio e trasmessa all’alto rappresentate dell’Unione per gli affari esteri e la

politica di sicurezza e alla Commissione europea.

Il Consiglio conferma la partecipazione dello Stato membro in causa previa consultazione

dell’alto rappresentate dell’Unione e dopo aver constatato che le condizioni di

partecipazione sono soddisfatte. Alla seduta del Consiglio possono partecipare tutti i

rappresentanti degli Stati membri dell’Ue, ma la votazione è riservata solamente agli

Stati membri partecipanti alla cooperazione rafforzata stessa. !

Sono stati introdotti meccanismi per rendere più snelle le procedure decisionali all’intero di

una cooperazione rafforzata. Ad esempio il Consiglio con il voto unanime degli stati in

cooperazione, potrà stabilire di votare a maggioranza qualificata anziché all’unanimità o

previa consultazione del Parlamento europeo.!

Parlamento europeo e Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria,

adottano le misure intese a:!

a) definire norme e procedure per assicurare il riconoscimento in tutta l’Unione di

qualsiasi tipo di sentenza e di decisione giudiziaria;!

b) prevenire e risolvere i conflitti di giurisdizione tra gli Stati membri;!

c) sostenere la formazione dei magistrati e degli operatori giudiziari;!

d) facilitare la cooperazione tra le autorità giudiziarie o autorità omologhe degli Stati

membri in relazione all’azione penale e all’esecuzione delle decisioni.!

Il Trattato di riforma prevede che gli Stati membri che abbiano le capacità necessarie e

desiderino farlo potranno instaurare una cooperazione strutturata permanente con forze

multinazionali in ambito P.E.S.D..!

La clausola di solidarietà. Il Trattato di riforma introduce una clausola di solidarietà in base

alla quale se uno Stato membro subisce un’aggressione armata, gli altri Stati membri sono

tenuti a prestargli aiuto e assistenza.!

PARTE GENERALE, CAPITOLO 9: IL QUADRO GIURIDICO ISTITUZIONALE

DELL’UNIONE EUROPEA!

Dal 1° dicembre 2009 la Comunità europea è sostituita dall’Unione europea che le

succede en e riprende tutti i diritti e gli obblighi.!

L’art. 47 del T.U.E. conferisce la personalità giuridica unica dell’Unione europea, già

prevista dal Trattato costituzionale, “l’Unione ha personalità giuridica”.!

Scompare quindi la raffigurazione di un’Europa simile ad un tempio greco, sorretta da tre

colonne, i “pilastri”.!

L’Unione acquisisce tuttavia la capacità di stipulare a suo nome accordi internazionali

vincolanti per sé e per gli Stati membri.

La politica estera e di difesa continuerà ad avere regole proprie, ma la personalità giuridica

unica dell’Unione consente ad esempio di superare agevolmente (dopo un periodo di

transizione di cinque anni) i problemi connessi alla “comunitarizzazione” del settore

giustizia e affari interni.!

Con la personalità giuridica l’Unione è stata dotata dello strumento giuridico per poter

agire quale soggetto di diritto internazionale.!

Al fine di precisare la portata della personalità giuridica dell’Unione, il Regno Unito ha

insistito e ottenuto che la Conferenza inserisse la dichiarazione numero 24, la quale

precisa che “il fatto che l’Unione europea abbia personalità giuridica non autorizza in

alcun modo l’Unione a legiferare o ad agire al di là delle competenze che le sono

attribuite dagli Stati membri nei Trattati”.!

Nei settori di competenze concorrenti tra Stati membri e Ue, la personalità giuridica

non incide sugli accordi che continueranno ad essere conclusi dall’Unione congiuntamente

agli Stati membri: permangono dunque, in quest’ambito, gli accordi misti che invece,

come si è visto, scompaiono nell’ambito della politica commerciale e nell’ambito delle altre

competenze esclusive dell’Unione.!

!

LE ISTITUZIONI DELL’UNIONE EUROPEA!

Il Trattato di Lisbona ha ampliato le istituzioni dell’U.E. che da 5 sono passate a 7 con

l’introduzione del Consiglio europeo e della Banca centrale europea (B.C.E.). !

Il Consiglio dell’Unione europea, il Parlamento europeo e la Commissione europea,

continuano a rappresentare il così detto triangolo istituzionale all’interno del quale si

sviluppa il processo legislativo e decisionale dell’Unione. Tuttavia come avremo modo di

verificare, l’introduzione del Consiglio europeo quale istituzione in senso pieno dell’Unione,

cui conseguono importanti prerogative in chiave decisionale, prospetta un quadro

istituzionale europeo a forma quadra o a forma di triangolo irregolare.!

Le istituzioni dell’Unione diventano sette: a Parlamento europeo, Consiglio,

Commissione europea, Corte di giustizia dell’Unione europea e Corte dei conti si

aggiungono il Consiglio europeo e la Banca centrale europea.!

Oltre alle due nuove istituzioni sono state introdotte le nuove figure del Presidente del

Consiglio europeo e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e della

politica di sicurezza.!

Non istituzioni, ma organi dell’Unione completano il sistema, essi sono il comitato

economico sociale, il comitato delle regioni, il mediatore europeo, il fondo europeo

degli investimenti.!

• PARLAMENTO EUROPEO !

Costituisce il fondamento democratico dell’Unione ed è costituito dai rappresentanti dei

cittadini degli Stati membri, ha tre sedi: quella storia a Strasburgo, a Bruxelles ove oltre

le sedute del Parlamento si svolgono anche le sessioni di lavoro delle Commissioni

parlamentari, e Lussemburgo ove ha sede il segretariato.!

Il numero di parlamentari è salito temporaneamente a 766 membri (a seguito dell’ingresso

della Croazia). Tuttavia è già stato previsto che nel maggio giugno 2014, alle elezioni per

il rinnovo della legislatura (si tratta dell’ottava), il Parlamento tornerà al numero di 751

deputati, ciò in quanto la Germania perderà 3 membri e Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia,

Grecia, Irlanda, Lituania, Lettonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania e Ungheria ne

perderanno 1.!

I membri del Parlamento sono eletti in ogni Stato membro tramite suffragio universale

diretto e la carica è di 5 anni.!

Il Trattato di Lisbona ha introdotto il principio della proporzionalità decrescente, ciò

significa che tanto più popolato è uno stato, tanti più deputati avrà a disposizione e tanto

maggiore sarà il numero di abitanti rappresentanti da un deputato. La soglia minima di

seggi per ogni stato è 6 mentre la massima è 96.!

Il nuovo T.U.E., all’art. 14 stabilisce che il Parlamento europeo è composto da

rappresentanti di cittadini di Stati membri, sottolineando, in tal modo, la rappresentatività

del cittadino europeo che può eleggere ed essere eletto in tutti gli Stati.

!

Per entrare a far parte del Parlamento europeo era necessario essere membri di un

Parlamento nazionale. Si parlava infatti di “doppio mandato”; la ripartizione dei seggi tra gli

Stati era stata attuata sulla base del loro diverso peso politico e demografico, pur essendo

garantita un’adeguata rappresentatività degli Stati minori.!

A partire dal giugno 1979, sulla base della decisione del Consiglio 976/787 del 20

settembre 1976, i membri del Parlamento europeo sono eletti in ogni Stato membro

tramite suffragio universale diretto, per un periodo di cinque anni; essi non possono essere

vincolati da istruzioni ne sottostare a mandato imperativo.

Con la decisione del Consiglio del 25 giugno e del 23 settembre 2002 sono state apportate

alcune sostanziali modifiche all’atto relativo alle elezioni dei rappresentati al Parlamento

europeo, allegato alla decisione del Consiglio 976/787.!

Tali modifiche introducono due innovazioni di fondamentale importanza rispetto all’atto

del 1976:!

- l’obbligo di adozione del sistema elettorale proporzionale;!

- l’incompatibilità tra la carica di Parlamentare europeo con quella di parlamentare

nazionale.!

Relativamente all’adozione del sistema elettorale proporzionale, la decisione sancisce

l’obbligo per gli Stati membri di adottare tale sistema a partire dalle elezioni del 2004, pur

consentendo di poter optare tra lo scrutinio di lista ovvero il sistema proporzionale con

voto singolo trasferibile.!

Per quanto riguarda l’incompatibilità delle cariche di membro del Parlamento europeo e

nazionale, con la decisione del Consiglio si pone un freno alla prassi, che si era andata

diffondendo in alcuni paesi, dove diversi esponenti di spicco dei partiti politici venivano

eletti in entrambe le istituzioni, conservando le due cariche.!

Inoltre con la previsione di tale incompatibilità si è voluta affermare l’importanza del ruolo

del Parlamento europeo, soprattutto alla luce dell’ampliamento delle proprie

competenze, e quindi la continuità che richiede lo svolgimento del mandato di

parlamentare europeo.

Le suddette modifiche sono entrate in vigore il 1° aprile 2004.!

La decisione del Consiglio del 20 settembre 1976 ha regolato anche il periodo di

svolgimento delle elezioni per il Parlamento europeo. Esse si svolgono alla scadenza

del mandato del Parlamento quasi contemporaneamente in tutti gli Stati membri in un

giorno, scelto da ciascuno Stato, nell’ambito di un unico periodo che va dal giovedì alla

domenica successiva.!

Regolamento interno !

Nella sua prima seduta del 19 marzo 1958 il Parlamento europeo adottò

provvisoriamente il regolamento interno dell’Assemblea comune della C.E.C.A.; la

prima versione completa del proprio regolamento interno fu adottata nella seduta del 23

giugno 1958. Il regolamento interno attualmente in vigore è stato adottato nel mese di

luglio 2004 ed è stato da ultimo modificato a partire dal luglio 2009 (esso è formato da 216

articoli a cui vanno allegati vari allegati, disciplina tutti gli aspetti dell’attività dell’istituzione:

lo status dei deputati, lo svolgimento dei lavori, l’organizzazione interna, le relazioni con le

altre istituzioni, le fasi delle varie procedure legislative, l’esercizio dei poteri di controllo...).!

Per le modifiche al regolamento si applica la procedura prevista dall’articolo 212 dello

stesso atto, vale a dire la presentazione della proposta di modifica anche da parte di un

singolo deputato, il suo esame nella Commissione parlamentare competente e la

successiva votazione in aula.!

I lavori del Parlamento europeo devono essere resi pubblici. Secondo quanto previsto

dagli articoli 179 e 181 del regolamento interno, infatti, vanno pubblicati: !

- il processo verbale della seduta, vale a dire la sommaria ricostruzione delle decisioni

adottate e i nomi degli oratori, è approvato dal Parlamento nella seduta successiva e

pubblicato sulla G.U. (gazzetta ufficiale) dell’Unione europea;!

- il resoconto integrale della seduta, vale a dire la ricostruzione completa delle

discussione e degli interventi dei deputati, viene pubblicato come allegato alla G.U.

dell’Unione europea.!

Organi del Parlamento europeo!

- Ufficio di presidenza;!

- Conferenza dei presidenti;!

- Questori;!

- Conferenza dei Presidenti di commissione;!

- Conferenza dei Presidenti di delegazione.!

L’ufficio di presidenza è composto, oltre che dal Presidente, da quattordici vicepresidenti

in carica per due anni e mezzo. I questori sono membri dell’ufficio e svolgono funzioni

consultive e sono incaricati di compiti amministrativi e finanziari riguardanti direttamente i

deputati. Il Presidente è eletto per due anni e mezzo dal Parlamento a maggioranza

assoluta dei voti espressi, nei primi tre turni; al quarto turno si procede al ballottaggio tra i

due candidati più votati dei turni precedenti.!

Procedure di voto!

Le deliberazioni del Parlamento europeo sono adottate a maggioranza assoluta dei

suffragi espressi: le astensioni non entrano nel computo dei voti.

Gli art. 165 e ss. (seguenti) del regolamento interno prevedono differenti modalità di

votazione:!

- per alzata di mano, rappresenta la procedura ordinaria di votazione, che viene

abbandonata nel caso in cui il risultato sia incerto; !

- per appello nominale, è obbligatoria per la nomina dei membri della Commissione e

per la votazione della mozione di censura alla Commissione. Si procede ad appello

nominale anche su richiesta di un gruppo politico o 40 parlamentari; !

- a scrutinio segreto, come prassi nei parlamenti nazionali anche per il Parlamento

europeo è una procedura che si applica principalmente per le nomine. Può comunque

essere esplicitamente richiesta da 1/5 dei deputati; !

- elettronica, può essere utilizzata in qualunque momento su decisione del Presidente in

sostituzione di tutte le tipologie di votazioni prima esaminate. In realtà il Parlamento

adotta sempre questa procedura, anche per i notevole risparmio sui tempi che offre. !

Il quorum per la validità delle sedute è alquanto basso, essendo sufficiente la presenza di

un terzo dei membri del Parlamento, né la validità di una votazione può essere

contestata se è presente un numero di deputati inferiore, a meno che previamente non sia

stata richiesta la verifica del numero legale.!

Congiuntamente con il Consiglio, il Parlamento europeo esercita le funzioni di bilancio,

legislativa, di controllo politico, consultive alle condizioni stabilite dai trattati ed elegge

il presidente della Commissione.!

Evoluzione dei poteri!

Nella prima fase il Parlamento disponeva di meri poteri consultivi. Essi si traducevano

nell’emanazione di un parere, che oltre a non essere sempre obbligatorio non era mai

vincolante.!

Con l’Atto Unico (seconda fase) si è registrata una certa evoluzione, dovuta anche e

soprattutto al tentativo di recupero di una legittimazione democratica della Comunità. Con

questo accordo venne introdotta una procedura di cooperazione che prevede una sorta

di consultazione tra Commissione, Consiglio e Parlamento. Si trattava di un primo

tentativo di inserire quest’ultimo nel procedimento legislativo, anche se la sua

partecipazione rimaneva comunque circoscritta rispetto a quella delle altre istituzioni.

Venne introdotta anche la procedura di parere conforme, che preclude al Consiglio di

deliberare qualora non di adegui al parere del Parlamento. L’innovazione era tuttavia

marginale dal momento che, oltre a rallentare il procedimento normativo, era circoscritta al

campo degli accordi di adesione e di associazione alla Comunità.!

Con il Trattato di Maastricht e con i successivi accordi di Amsterdam e Nizza (terza fase)

si è arrivati a ritagliare un ruolo determinante al Parlamento europeo in materia legislativa:

senza attribuirgli la titolarità esclusiva del potere normativo (come dovrebbe essere per

ogni organo assemblare rappresentativo della volontà popolare), gli è stato concesso di

inserirsi a pieno titolo nel procedimento di formazione degli atti comunitari. Si fa riferimento

alla procedura di codecisione, che vede sullo stesso piano Consiglio e Parlamento. !

Le funzioni!

- La funzione legislativa è condivisa con il Consiglio nel procedimento di formazione

degli atti dell’Unione. Si tratta della procedura di codecisione (il Parlamento è

colegislatore con il Consiglio) che viene applicata nella maggior parte dei settori di

intervento dell’Unione, ed è ridenominata con il nuovo Trattato procedura legislativa

ordinaria.!

- La funzione di bilancio viene esercitata sia attraverso l’approvazione da parte del

Parlamento del quadro finanziario pluriennale che attraverso la decisione dello stesso

insieme al Consiglio sulle spese da iscriversi nel bilancio dell’Unione. In tal modo viene

a cadere la precedente distinzione tra spese obbligatorie e non dove solo per queste

ultime il Parlamento ha voce in capitolo. !

- La funzione consultiva si esplica in tutti gli altri casi in cui si attiva la procedura

legislativa speciale quando il Parlamento esercita un potere di consultazione, in materie

nel cui ambito il suo ruolo era precedentemente inesistente, dovendo approvare una

serie di decisioni del Consiglio. Ai sensi dell’art. 225 TFUE il Parlamento europeo inoltre

può, a maggioranza dei suoi membri, chiedere alla Commissione di esercitare il suo

potere di proposta sulle questioni per le quali reputa necessaria l’elaborazione di un atto

dell’Unione ai fini dell’attuazione dei trattati. Se la Commissione non presenta una

proposta, la stessa ne deve comunicare le motivazioni al Parlamento. !

- La funzione di controllo del Parlamento europeo si estrinseca sulla Commissione. Nei

suoi confronti il Parlamento dispone di un effettivo strumento di controllo giuridico: la

mozione di censura.

Tale meccanismo riecheggia la mozione di sfiducia al Governo adottata negli

ordinamenti nazionali, in quanto, una volta approvata dai parlamentari, obbliga i membri

della Commissione a dismettere collettivamente le loro funzioni.

L’art. 14 T.U.E. prevede inoltre il potere del Parlamento di eleggere il presidente della

Commissione. Un ulteriore strumento di controllo politico è dato dalle interrogazioni

che ciascun parlamentare può porre alla Commissione.

Carattere residuale hanno una serie di attribuzioni spettanti al Parlamento europeo e

volte a salvaguardare i diritti dei membri dell’Unione, siano essi Stati, persone fisiche o

persone giuridiche.

Tale forma di tutela mira ad assicurare l’effettiva e corretta applicazione del diritto

dell’Unione nei confronti dei suoi destinatari. !

Tali attribuzioni riguardano la possibilità, per il Parlamento:!

- →

di costituire una Commissione d’inchiesta Ai sensi dell’art. 226 T.F.U.E., il

Parlamento europeo, su richiesta di un quarto dei suoi membri, può costituire una

Commissione temporanea d’inchiesta incaricata di esaminare le denunce di

infrazione o di cattiva amministrazione nell’applicazione del diritto dell’Unione.;!

- →

di nominare un Mediatore Il Mediatore è l’organo abilitato a ricevere le denunce

riguardanti i casi di cattiva amministrazione da parte degli organi dell’Unione.

Anche in questo caso il trattato fa esplicitamente salve le competenze della Corte di

giustizia dell’Unione europea. Il Mediatore è eletto dopo ogni elezione del Parlamento

europeo, per la durata della legislatura e dispone di un mandato rinnovabile.

Il grado di indipendenza di quest’organo è garantito dal fatto che esso non accetta

istruzioni da parte di alcun organismo per la durata della sua funzione; dall’altro verso,

dalla previsione tassativa di incompatibilità tra la predetta carica e qualsiasi altra attività

professionale, sia essa remunerata o meno. La rimozione del Mediatore avviene ad

opera della Corte di giustizia dell’Unione europea la quale, su richiesta del Parlamento,

può dichiararlo dimissionario nel caso in cui non risponda più ai requisiti di indipendenza

prescritti. Sulla base delle denunce presentategli direttamente o tramite un membro del

Parlamento europeo, il Mediatore compie le indagini necessarie e, qualora constati un

caso di cattiva amministrazione, ne investe l’autorità interessata che, entro tre mesi,

dovrà pronunciarsi con un parere. Il Mediatore trasmette quindi una relazione al

Parlamento europeo ed all’istituzione interessata, mentre la persona che ha sporto

denuncia viene informata dei risultati delle indagini; annualmente, inoltre, il Mediatore

presenta al Parlamento europeo una relazione sui risultati delle stesse;!

- →

di ricevere petizioni su materie di interesse europeo Il Trattato sull’Unione ha

istituzionalizzato quello che costituiva già da tempo un diritto dei cittadini comunitari: il

diritto di petizione.!

Legittimati attivi sono i cittadini dell’Unione nonché ogni persona fisica o giuridica che

risiede o abbia la propria sede in uno degli Stati membri: il diritto può essere esercitato sia

a titolo individuale sia a titolo collettivo.!

Una volta ricevuta la petizione, il Parlamento la trasmette ad una commissione

specializzata (Commissione per le petizioni) che hai l compito di valutare la pertinenza

della richiesta.

In caso positivo, dichiara ricevibile la richiesta, si passa all’esame del merito, dopodiché la

Commissione deciderà le misure da adottare. Della decisione finale verranno

adeguatamente informati, con debita motivazione, gli autori della petizioni.!

Immunità dei parlamentari!

Tra le immunità e i privilegi riconosciuti ai parlamentari europei vi compare il divieto di

essere ricercati, detenuti o perseguiti per le loro opinioni o per i voti espressi. Inoltre per

tutta la durata della legislatura, ai parlamentari europei sono estese, su territorio

nazionale, le stesse immunità riconosciute ai membri del Parlamento del loro paese sul

territorio degli altri stati membri dell’Unione.!

• IL CONSIGLIO EUROPEO !

Con il trattato di Lisbona il Consiglio europeo entra a far parte della compagine

istituzionale dell’Unione; acquisisce lo status pieno di istituzione, consacrandosi così la

sua funzione di indirizzo politico. Il Consiglio europeo è stato istituito dal summit di Parigi

del dicembre 1974 ed ha ricevuto un fondamento giuridico con l’Atto Unico europeo.

Un ulteriore riconoscimento si è avuto prima con il Trattato di Maastricht che ne definiva le

attribuzioni, la composizione e il funzionamento, e poi con il Trattato di Amsterdam, che gli

ha assegnato un ruolo più incisivo ed una più ampia presenza nei tre pilastri della

Comunità.!

Era nato inizialmente come un organo informale di cooperazione politica che riuniva

almeno tre volte l’anno i capi di Stato e di governo dei diversi Stati membri.

Non era un organo previsto dai trattati istitutivi delle Comunità e doveva originariamente

svolgere un ruolo di stimolo per le più importanti iniziative politiche della Comunità

nonché dirimere le controversie di notevole rilevanza politica ed economica sorte in

seno al Consiglio dei ministri.!

Composizione!

Ai sensi del nuovo art. 15 T.U.E., il Consiglio europeo è composto dai capi di Stato o di

governo degli Stati membri, dal suo Presidente e dal Presidente della Commissione.

L’Alto rappresentate dell’Unione per gli affari esteri e di politica di sicurezza

partecipa ai lavori. Esso si riunisce due volte a semestre su convocazione del suo

Presidente anziché due volte l’anno come stabilito dal trattato previgente.!

Competenze!

Le competenze del Consiglio europeo sono per lo più circoscritte alla politica estera e di

sicurezza comune (P.E.S.C.) e così, come previsto precedentemente al Trattato di

Lisbona, tale istituzione continua a dare all’Unione “gli impulsi necessari al suo sviluppo,

ne definisce gli orientamenti e le priorità politiche generali”.

L’art. 15 par. 1 T.U.E. stabilisce che il “Consiglio europeo non esercita le funzioni

legislative” sottolineando che si è inteso conservare allo stesso Consiglio europeo

l’esercizio di indirizzo politico e mantenere il potere decisionale al triangolo istituzionale

formato da Commissione, Consiglio e Parlamento.

!

Il Consiglio europeo si pronuncia per consenso, salvo nei casi in cui i trattati prevedono

diversamente. Delibera all’unanimità e ciò implica l’irrilevanza delle astensioni nel

computo dei voti, a maggioranza qualificata per l’elezione del suo Presidente e dell’Alto

rappresentante per la P.E.S.C. e a maggioranza semplice in merito alle questioni

procedurali e all’adozione del suo regolamento interno.

In tutti i casi, dalle procedure di votazione si escludono il Presidente del Consiglio

europeo e il Presidente della Commissione.!

La nuova figura del Presidente del Consiglio europeo!

Prima del Trattato di Lisbona, la presidenza del Consiglio europeo era esercitata dal Capo

di Stato o di Governo del paese cui era attribuita la presidenza semestrale del Consiglio.

Le sue funzioni non erano specificate nel dettaglio tuttavia egli, preparava i vertici del

Consiglio europeo, proponeva l’ordine del giorno e presiedeva le riunioni del Consiglio

stesso.!

Il Trattato di Lisbona ha introdotto la nuova figura del Presidente del Consiglio europeo, la

quale non può esercitare alcun mandato nazionale.!

È eletto dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata per un mandato di due anni e

mezzo e la sua carica è incompatibile con quella di altri mandati nazionali. Tutto ciò

risponde all’esigenza di garantire una certa continuità ed efficacia all’attività di questa

istituzione e quella di offrire, sulla scena internazionale, una maggiore visibilità ed

autorevolezza.!

Le funzioni del Presidente del Consiglio europeo sono:!

- presiede ed anima i lavori del Consiglio europeo; !

- assicura la preparazione e la continuità dei lavori de Consiglio europeo in

cooperazione con il Presidente della Commissione ed in base ai lavori del Consiglio

“Affari generali”; !

- svolge il ruolo di coesione e quello di facilitare il consenso in seno al Consiglio

europeo;!

- presenta una relazione al Parlamento europeo dopo ogni riunione; !

- rappresenta esternamente l’Unione per le questioni di politica estera e di

sicurezza comune, senza intaccare le attribuzioni assegnate al Rappresentate

dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. !

!

!

• IL CONSIGLIO!

È composto da un rappresentate di ciascuno Stato membro, ed è l’organo decisionale

della Comunità, pur condividendo, ancora di più in seguito all’entrata in vigore del Trattato

di Lisbona, la funzione legislativa e di bilancio con il Parlamento europeo.

Esso, ai sensi dell’art. 16 T.U.E., esercita funzioni di definizione delle politiche e di

coordinamento alle condizioni stabilite nei trattati. !

Formazione del consiglio!

Il Consiglio è un’istituzione composta di Stati: titolare del seggio è infatti lo Stato membro

dell’Unione, che designa il proprio rappresentante a livello ministeriale abilitato a

impegnare il governo dello Stato membro che rappresenta e ad esercitare il diritto di voto.

I rappresentanti degli Stati in seno al Consiglio è essenziale che facciano parte della

compagine governativa e che siano abilitati ad impegnare il proprio governo. !

L’art. 16 T.U.E. al par. 6 fa riferimento specificatamente a due formazioni: il Consiglio

affari generali e il Consiglio affari esteri.

Il Consiglio “affari generali” esercita il coordinamento dei lavori delle varie formazioni

del Consiglio, prepara le riunioni del Consiglio europeo in collegamento con il Presidente

del Consiglio europeo e la Commissione. È responsabile del coordinamento generale delle

politiche, delle questioni istituzionali e amministrative; del quadro finanziario pluriennale e

dell’allargamento così come delle questioni economiche e monetarie.!

Il Consiglio “affari esteri” elabora l’azione esterna dell’Unione secondo le linee

strategiche definite dal Consiglio europeo e assicura la coerenza dell’azione dell’Unione. È

responsabile dell’insieme dell’azione esterna dell’Unione europea (Politica estera e di

sicurezza comune, politica commerciale comune, la politica di sicurezza e di difesa

comune, la cooperazione allo sviluppo e gli aiuti umanitari).!

Esso è presieduto dall’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di

sicurezza.!

Trattandosi si un’istituzione composta di Stati, in cui ciascuno di essi dispone

sovranamente del proprio voto, è lecito che il governo nazionale conferisca un mandato

imperativo senza durata prestabilita ad un membro che andrà a partecipare alla riunione

del Consiglio, vincolandone il voto a precise e rigide istruzioni. Infatti, nell’equilibrio

istituzionale della Comunità, mentre la Commissione rappresenta il momento di sintesi

dell’interesse comunitario considerato globalmente, il Consiglio è strutturato in modo tale

da poter dar voce agli interessi nazionali particolari.!

La presidenza del Consiglio!

L’art. 16 par. 9 T.U.E., dispone che la Presidenza delle formazioni del Consiglio, ad

eccezione della formazione affari esteri, è demandata a una decisione del Consiglio

europeo, adottata a maggioranza qualificata, ed è esercitata secondo un sistema di

rotazione paritaria.

La Presidenza è esercitata da un gruppo predeterminato di tre Stati, per un periodo

di diciotto mesi, composti in considerazione delle loro diversità e degli equilibri geografici

nell’Unione applicando un sistema di rotazione paritaria.

All’interno del gruppo, ciascun membro esercita a turno la presidenza di tutte le

formazioni del Consiglio, sempre ad eccezione di quella affari esteri, per un periodo di

sei mesi; gli altri membri del gruppo assistono la presidenza in tutti i suoi compiti sulla

base di un programma comune.!

Il paese che a turno presiede il Consiglio:

- rappresenta il Consiglio in tutte le sedi in cui ciò sia necessario;

- convoca il Consiglio o di propria iniziativa o su formale richiesta da parte di un altro

Stato membro o della!

Commissione;

- risponde alle interrogazioni del Parlamento europeo per conto del Consiglio; - cura le

relazioni internazionali dell’Unione.!

Funzionamento !

Il Consiglio si riunisce in seduta pubblica quando delibera e vota un progetto di atto

legislativo. Ciascuna sessione del Consiglio è divisa in tre parti: una dedicata alle

deliberazioni di atti legislativi e un’altra alle attività non legislative.

Nell’esecuzione delle sue funzioni il Consiglio è assistito da un Segretario generale posto

sotto la responsabilità del Segretario generale e la cui organizzazione interna è decisa dal

Consiglio a maggioranza semplice.

Sempre a maggioranza semplice il Consiglio decide in merito alle questioni procedurali e

all’adozione del suo regolamento interno.!

Il Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri !

Con il Trattato di fusione degli esecutivi del 1965 viene istituito un Comitato dei

rappresentanti permanenti degli Stati membri (C.O.R.E.P.E.R.), costituito dalle

rappresentanze diplomatiche presso le Comunità; la disciplina essenziale di tale

organismo è ora contenuta nel nuovo trattato all’art. 240 par. 1.!

Il C.O.R.E.P.E.R. è un organo intergovernativo, i cui membri agiscono su istruzione dei

rispettivi governi, ma nel contempo, operando collegialmente come membri di un organo

previsto dalla normativa europea, si collocano all’interno della struttura istituzionale

dell’Unione.!

Tale Comitato “è responsabile della preparazione del lavoro del Consiglio e

dell’esecuzione dei compiti che il Consiglio gli assegna”.!

Più precisamente il C.O.R.E.P.E.R. si riunisce a due livelli:!

- di ambasciatori rappresentanti permanenti (C.O.R.E.P.E.R. II) per trattare gli affari di

rilievo politico e quelli concernenti le relazioni esterne; !

- di ministri plenipotenziari rappresentanti permanenti aggiunti (C.O.R.E.P.E.R. I) per

trattare gli affari correnti, di procedura o essenzialmente tecnici.

I due livelli operano in modo indipendente.

!

La distribuzione degli affari è operata dal Presidente, eventualmente su richiesta della

Commissione o di un rappresentante permanente.

!

!

Esso provvede a: !

- coordinare l’attività di una serie di gruppi lavoro, formati da esperti dei governi

nazionali in relazione a materie specifiche; !

- predisporre l’ordine del giorno delle riunioni del Consiglio; !

- organizzare comitati permanenti o ad hoc per la trattazione sistematica dei problemi

specifici (questi elaborano, in accordo con la Commissione, gli atti su cui il Consiglio

dovrà deliberare e li trasmettono al Comitato, cui spetta il compito di predisporre l’ordine

del giorno delle riunioni inserendo in un primo elenco i provvedimenti sui quali è stato

già raggiungo l’accordo nel Comitato e in un secondo elenco quelli sui quali ancora non

vi è unanimità. I primi vengono semplicemente ratificati dal Consiglio, i secondi sono

posti all’ordine del giorno);!

- adottare decisioni di procedura nei casi previsti dal regolamento interno del

Consiglio.

!

Tali compiti non potrebbero essere svolti dal Consiglio né dalla Commissione, mentre il

C.O.R.E.P.E.R. è portatore degli interessi degli Stati.

Va rilevato che il C.O.R.E.P.E.R. è la sede in cui si svolgono i negoziati tra gli Stati membri

e dove spesso vengono raggiunte soluzioni di compromesso tra i diversi interessi nazionali

che facilitano l’opera del Consiglio. !

Sistema di votazione !

Le votazioni in seno al Consiglio si differenziano a seconda delle materie in discussione. È

possibile enucleare quattro distinti sistemi di votazioni:!

- all’unanimità;!

- a maggioranza semplice;!

- a maggioranza qualificata;!

- a doppia maggioranza.!

La votazione all’unanimità è stata notevolmente ridimensionata in seguito alle modifiche

introdotte dagli ultimi trattati e di recente dal trattato di Lisbona.

Tale procedura è ancora prevista per alcune materie quali ad esempio la politica estera

e di sicurezza comune, e la politica fiscale.

“Unanimità” nel Consiglio significa assenza di voti negativi e non convergenza di voti tutti

positivi; - è possibile per gli Stati membri farsi rappresentare in Consiglio.

Le materie in cui il Consiglio può votare a maggioranza semplice sono estremamente

limitate in quanto il Trattato prevede quasi sempre quella a maggioranza qualificata.

Si ha votazione a maggioranza qualificata, allorché è necessario un certo numero di

voti per l’adozione di un atto. Attualmente e fino al 1° novembre 2014 il trattato di Lisbona

ha disposto che le votazioni avvengono con il sistema del voto ponderato, che attribuisce

un valore diverso a ciascuno Stato, a seconda della sua importanza demografica e politica

all’interno della Comunità.

In dettaglio viene attribuito un numero di voti più alto ai paesi maggiori e,

proporzionalmente, un numero inferiore agli altri paesi.

Secondo quanto stabilisce il protocollo sulle disposizioni transitorie allegato al

Trattato di Lisbona, fino al 31 ottobre 2014 restano in vigore le disposizioni previgenti:!

- le deliberazioni per le quali è prevista la proposta della Commissione sono valide se

hanno ottenuto almeno 255 voti che esprimano il voto favorevole della maggioranza dei

membri;!

- negli altri casi le deliberazioni sono valide se hanno ottenuto almeno 255 voti che

esprimano il voto favorevole di almeno due terzi dei membri.!

La maggioranza qualificata deve rappresentare almeno il 65% della popolazione totale

dell’Unione. Se tale condizione non è soddisfatta l’atto non può essere adottato.

La seconda “rete di sicurezza” è costituita dalla disposizione che impone al Consiglio di

adottare un atto soltanto quando vi è il sostegno di un numero di Stati che rappresenti una

cospicua maggioranza della popolazione dell’Unione (verifica demografica).!

Il Trattato di Lisbona semplifica il sistema collegando il peso di ciascuno stato al numero

dei suoi cittadini conservando il sistema a doppia maggioranza. In base alle nuove norme

la maggioranza di ottiene quando si raggiunge almeno il 55% degli Stati membri

rappresentanti, almeno il 65% della popolazione dell’Unione. Il Trattato prevede che si

raggiunga una minoranza di blocco formata da almeno quattro stati membri che

rappresentino più del 35% della popolazione dell’Unione europea.!

Attribuzioni e poteri!

Le competenze attribuite al Consiglio investono tutti i settori di attività dell’Unione.

In sintesi le funzioni attribuite al Consiglio sono quelle legislative e di bilancio. Si tratta:!

- di adottare gli atti normativi. Si tratta di una funzione che in passato era di esclusiva

competenza del Consiglio e che ora è ampiamente condivisa con il Parlamento

europeo; !

- di coordinare le politiche economiche generali degli Stati membri; !

- di concludere accordi internazionali tra l’Unione europea e uno o più Stati o

organizzazioni

internazionali. In questo settore i negoziati sono condotti dalla Commissione, mentre al

Consiglio spetta il compito di approvare definitivamente tali atti; !

- di approvare il bilancio dell’Unione insieme al Parlamento europeo. !

Le diverse composizioni del Consiglio!

Il Trattato di Lisbona ha definito nelle seguenti dieci formazioni, le riunioni del Consiglio:!

- →

affari generali il Consiglio tratta problematiche come ad esempio i negoziati per

l’allargamento dell’Unione europea o le questioni amministrative e istituzionali. Coordina

la preparazione delle riunioni del Consiglio europeo, le quali sono normalmente

composte dai ministri degli esteri;!

- →

affari esteri il Consiglio si occupa dell’azione esterna dell’Unione nel suo complesso,

tra cui la politica estera e di sicurezza comune, e la politica di sicurezza e di difesa

comune. I principi e gli obiettivi della P.E.S.C. sono difesa dei valori comuni, degli

interessi fondamentali, dell’indipendenza e dell’integrità dell’Unione, conformemente ai

principi della Carta delle Nazioni unite. Le riunioni del Consiglio “affari esteri” sono

presiedute dall’Alto rappresentanti dell’Unione per gli affari esteri e la politica di

sicurezza, che ne è il Presidente. Tale Consiglio è composto dai ministri della difesa

degli Stati membri ed ha un ruolo chiave nel definire, preparare ed attuare la P.E.S.C.;!

- →

politica commerciale estera in politica commerciale la Commissione, sulla scorta di

un mandato conferitole dal Consiglio e consultandosi con un comitato del Consiglio

composto da funzionari di alto livello esperti in materia commerciale, è competente a

negoziare e gestire accordi commerciali che comportano modifiche tariffarie,

disposizioni doganali e commerciali;!

- →

cooperazione allo sviluppo la politica dell’U.E. in materia di cooperazione allo

sviluppo mira a rafforzare la democrazia e lo stato di diritto, nonché a promuovere il

rispetto dei diritti dell’uomo e le libertà fondamentali. Le politiche si concentrano sulla

cooperazione con gli stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico. Gli aiuti dell’U.E. sono

amministrati dalla Commissione e sono finanziati tramite il bilancio dell’U.E. e tramite il

fondo europeo di sviluppo;!

- →

economia e finanza i consiglio economia e finanza (Ecofin) è una delle formazioni

più antiche del consiglio ed è composto dai Ministri dell’economia e delle finanze degli

Stati membri, nonché dai ministri del bilancio quando sono in discussioni questioni di

bilancio. Si riunisce una volta al mese e le tematiche riguardano il coordinamento delle

politiche economiche, la sorveglianza della situazione economica, il monitoraggio della

politica di bilancio e delle finanze pubbliche degli Stati membri. Nella maggior parte dei

casi decide a maggioranza qualificata, ad eccezione delle questioni fiscali in cui le

decisioni devono essere prese all’unanimità;!

- →

giustizia e affari interni (G.A.I.) è probabilmente il campo politico sul quale il

Trattato di Lisbona ha avuto il maggior impatto. Infatti con Lisbona tutto i settori G.A.I.

sono soggetti alla procedura legislativa Parlamento - Consiglio. La cooperazione

giudiziaria in materia penale e la cooperazione di polizia, saranno disciplinate dallo

stesso tipo di norme applicabili al mercato interno, ciò comporta l’estensione del

controllo giurisdizionale ad opera della corte di giustizia dell’Unione. Danimarca, Regno

Unito e Irlanda, non partecipano pienamente all’attuazione di talune misure, in

particolare Regno Unito e Irlanda non partecipano all’attuazione delle norme Schengen.

Il Consiglio G.A.I., riunisce ogni due mesi i ministri della giustizia o degli affari interni per

discutere dello sviluppo e dell’attuazione della cooperazione e delle politiche comuni in

questo settore;!

- →

occupazione, politica sociale, salute e consumatori il consiglio occupazione,

politica sociale, salute e consumatori, riunisce quattro volte l’anno i ministri dei

responsabili dell’occupazione, della protezione sociale, della tutela dei consumatori,

della sanità e della parità di trattamento. In tali materie il consiglio decide per lo più a

maggioranza qualificata e adotta norme europee intese ad armonizzare le legislazioni

nazionali, in particolari modo per quanto attiene alle condizioni di lavoro, al

rafforzamento delle politiche nazionali per la prevenzione delle malattie;!

- →

competitività la creazione del consiglio competitività, risale al giugno 2002, ed è il

risultato della fusione dei consigli mercato interno, industria, ricerca. Il consiglio si

riunisce 5/6 volte l’anno a seconda della quantità e dell’importanza dei punti scritti

all’ordine del giorno. Decide a maggioranza qualificata, per lo più mediante la procedura

legislativa con il Parlamento europeo;!

- →

trasporti, telecomunicazioni ed energia dal giugno 2002 queste tre politiche sono

state poste sotto la responsabilità di una sola ed unica formazione del Consiglio che si

riunisce ogni due mesi circa. La composizione di tale consiglio varia in funzione delle

tematiche all’ordine del giorno (ministri dei trasporti, delle comunicazioni o dell’energia).

Gli obiettivi consistono nel creare sistemi moderni ed efficaci, vitali sotto il profilo

economico, sociale e ambientale. !

trasporti: costituiscono una delle prime politiche comuni della comunità per via del loro

• contributo alla libera circolazione delle persone e dei beni. In questo settore il consiglio

delibera a maggioranza qualificata in codecisione con il parlamento europeo;!

energia: in questo settore, per lo più ancora saldamente in mano agli stati membri, gli

• obiettivi sono stati quelli di garantire l’approvvigionamento energetico ad un prezzo

accessibile sul mercato europeo dell’energia. Il miglioramento dell’efficacia nell’ambito

del protocollo di Kyoto è diventato un elemento cruciale della strategia europea;!

telecomunicazioni: l’attività del consiglio si articola attorno a quattro obiettivi, la

• creazione di una rete integrata su scala europea, la realizzazione della società

dell’informazione, l’apertura dei mercati nazionali delle telecomunicazioni e la

soppressione delle disparità normative esistenti tra gli stati membri per quanto concerne

le tariffe e le norme;!

- →

agricoltura e pesca il consiglio agricoltura e pesca riunisce i ministri dell’agricoltura,

e con il Trattato di Lisbona prende le sue decisioni in codecisione con il Parlamento

europeo. Il Consiglio agricoltura riguarda la politica agricola comune, la produzione

biologica, le produzioni di qualità;!

- →

ambiente il consiglio ambiente riunisce i ministri dell’ambiente circa quattro volte

l’anno, e adotta decisioni a maggioranza qualificata in codecisione con il Parlamento

europeo. L’unione in questo settore ha il compito di promuovere uno sviluppo delle

attività economiche che tenga conto dell’esigenza di garantire un livello elevato di

qualità dell’ambiente;!

- →

istruzione, gioventù, cultura e sport nell’ambito del Consiglio istruzione, gioventù

e cultura si riuniscono i ministri dell’istruzione, della cultura, della gioventù e della

comunicazione. Il Consiglio si riunisce circa tre/ quattro volte l’anno e decide a

maggioranza qualificata salvo nel settore della cultura (richiesta l’unanimità). L’Unione

ha il compito di contribuire allo sviluppo di un’istruzione di qualità, all’attuazione di una

politica di formazione professionale e al pieno sviluppo delle culture degli stati membri.!

• COMMISSIONE EUROPEA!

Alla Commissione, sulla base del nuovo art. 17 T.U.E., si riconosce il compito generale di

promuovere l’interesse generale dell’Unione e di adottare le iniziative appropriate a

tal fine.

!

!

La Commissione esercita i seguenti poteri:!

- di iniziativa legislativa in quanto adotta le iniziative appropriate; !

- di controllo in quanto vigila sull’applicazione dei trattati e delle misure adottate dalle

istituzioni, nonché sull’applicazione del diritto dell’Unione; !

- di esecuzione perché da esecuzione al bilancio e gestisce i programmi; !

- di coordinamento e gestione alle condizioni stabilite dai trattati; !

- di rappresentanza esterna dell’Unione per tutto ciò che riguarda i rapporti con le altre

organizzazioni internazionali; !

Composizione!

La Commissione sarà composta, fino al 31 ottobre 2014, da un cittadino di ciascuno

Stato membro, compreso il Presidente e l’Alto rappresentate dell’Unione per gli affari

esteri e la politica di sicurezza che è uno dei vicepresidenti.

A decorrere dal 1° novembre 2014, la Commissione sarà composta da un numero di

membri, compreso il Presidente e l’Alto rappresentate dell’Unione per gli affari esteri e la

politica di sicurezza, corrispondente ai due terzi del numero degli Stati membri (18 membri

su 27 Stati membri) a meno che il Consiglio europeo non decida di modificare tale

numero, deliberando all’unanimità.

I membri della Commissione sono scelti tra i cittadini degli Stati membri in base ad un

sistema di rotazione paritaria. Tale sistema si poggia innanzitutto sul principio

dell’assoluta parità tra gli Stati per quanto concerne la determinazione del periodo di

permanenza dei loro cittadini in seno alla Commissione. In secondo luogo la scelta dei

commissari deve riflettere la molteplicità demografica e geografica degli Stati membri

dell’Unione. !

Status dei membri della Commissione!

La Commissione esercita le sue funzioni in piena indipendenza; i suoi membri sono scelti

tra le personalità che offrono tutte le garanzie di indipendenza, in base alla loro

competenza generale e al loro impegno europeo.

La Commissione è un organo formato da individui e non da rappresentanti degli

Studenti, ed agisce nell’esclusivo interesse dell’Unione per cui si dice che sia

“snazionalizzato”.

Le volizioni dei singoli componenti della Commissione che concorrono a formare la volontà

dell’organo collegiale ma restano volizioni individuali e solo la volontà collegiale

dell’organo viene in rilievo divenendo così imputabile all’Unione nel suo complesso. !

I membri della Commissione non sollecitano né accettano le istruzioni da alcun governo,

istituzione, organo o organismo. Essi si astengono da ogni atto incompatibile con le loro

funzioni o con l’esecuzione dei loro compiti.

Un provvedimento in tal senso può essere preso solo dal Parlamento attraverso la

mozione di censura. Tale provvedimento può essere adottato dal Parlamento non prima

che siano trascorsi tre giorni dal deposito della mozione: la stessa si considera approvata

quando abbia riportato la maggioranza dei due terzi dei voti espressi, che rappresentano

la maggioranza dei membri che compongono il Parlamento europeo. In conseguenza

dell’adozione del provvedimento, i membri della Commissione saranno tenuti a dimettersi.

I membri della Commissione nominati per sostituire quelli “sfiduciati” durano in carica fino

alla data in cui sarebbe scaduto il mandato dei Commissari dimissionari.!

Infine, i membri della Commissione non possono, per la durata delle loro funzioni,

esercitare alcun’altra attività professionale, remunerata o meno che sia.!

Nomina!

La Commissione è nominata ai sensi dell’art. 17 T.U.E., attraverso una procedura che si

articola in varie fasi:!

- tenuto conto delle elezioni del Parlamento europeo e dopo aver effettuato le

consultazioni appropriate, il Consiglio europeo propone al Parlamento europeo un

candidato alla carica di Presidente della Commissione, deliberando a maggioranza

qualificata. Tale candidato è eletto dal Parlamento a maggioranza dei membri che lo

compongono. Se il candidato non ottiene la maggioranza, il Consiglio europeo,

deliberando a maggioranza qualificata, propone entro un mese un nuovo candidato,

eletto secondo la stessa procedura; !

- il Consiglio di comune accordo con il Presidente eletto adotta l’elenco delle altre

personalità che propone di nominare membri della Commissione. Personalità

selezionate sulla base di proposte presentate dagli Stati membri; !

- il Presidente, l’Alto rappresentante dell’unione per gli affari esteri e la politica di

sicurezza e gli altri membri della Commissione sono soggetti all’approvazione del

Parlamento europeo. In seguito a tale approvazione la Commissione così composta è

nominata dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata.

!

La Commissione è responsabile collettivamente dinanzi al Parlamento europeo il quale

esercita la mozione di censura ai sensi dell’art. 234 T.F.U.E. !

Il Presidente della Commissione!

Con il Trattato di Lisbona il ruolo del Presidente della Commissione europea è stato

notevolmente rafforzato: da un lato, si tengono in considerazione le elezioni del

Parlamento europeo e le consultazioni con lo stesso e dall’altro, il Parlamento procede alla

sua elezione con il voto a maggioranza dei membri che lo compongono, in luogo della

semplice approvazione.

Il Presidente esercita i seguenti poteri: !

- definisce gli orientamenti nel cui quadro la Commissione esercita i suoi compiti; !

- decide l’organizzazione interna della Commissione per assicurare la coerenza l’efficacia

e la collegialità della sua azione; !

- nomina i vicepresidenti tra i membri della Commissione.

!

Al potenziamento del suo ruolo contribuisce tra l’altro l’assegnazione del potere,

forse più importante, di richiedere le dimissioni di un membro della Commissione a

seguito del quale quest’ultimo è costretto a rassegnare le sue dimissioni.

Il Presidente può modificare la ripartizione delle competenze nel corso del suo mandato e

con il suo accordo il Consiglio europeo pone fine al mandato dall’Alto rappresentante

dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. !

L’Alto rappresentante per l’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza !

È nominato dal Consiglio europeo che delibera a maggioranza qualificata, con l’accordo

del Presidente della Commissione.

Agisce in qualità di mandatario del Consiglio nella guida della politica estera e di sicurezza

comune dell’Unione ed è al tempo stesso vicepresidente della Commissione europea

incaricato delle relazioni esterne e del coordinamento degli altri aspetti dell’azione

esterna dell’Unione.

In questa nuova figura vanno ad unirsi funzioni preesistenti al nuovo Trattato: quella

di Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e quella di commissario

responsabile delle relazioni esterne con le risorse umane e finanziarie connesse. !

Funzionamento!

L’art. 249 TFUE stabilisce che la Commissione fissa il proprio regolamento interno e

provvede alla sua pubblicazione. Questo stabilisce le linee essenziali delle modalità di

lavoro dell’organo collegiale: le riunioni, i procedimenti di formazione delle decisioni, la

preparazione e l’esecuzione delle deliberazioni. Esso disciplina, inoltre, l’attività degli uffici

della Commissione, strutturati in direzioni generali e uffici assimilati.!

Le delibere della Commissione sono adottate a maggioranza dei suoi membri ma la

prassi si è sempre orientata nel senso di non dar conto pubblicamente del numero di voti

che ha raccolto un atto della Commissione e ciò proprio per sottolineare il senso della

collegialità della responsabilità che si assumono i membri della Commissione, anche se

dissenzienti, e per evitare di evidenziare fratture su linee di opinione politica (FERRARI

BRAVO).!

La Commissione è assistita da un Segretario generale, nonché dai servizi della

Commissione medesima, articolati in direzioni generali.

Questo rappresenta il motore di coordinamento che permette uno svolgimento coerente

dell’attività dell’istituzione.!

Attribuzione dei poteri!

La Commissione:!

- vigila sull’applicazione dei trattati o delle misure adottate dalle istituzioni in virtù dei

trattati nonché sull’applicazione del diritto dell’Unione sotto il controllo della Corte di

giustizia; !

- dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi; !

- svolge funzioni di coordinamento, di esecuzione e di gestione; !

- assicura la rappresentanza esterna dell’Unione fatta eccezione per la politica estera e di

sicurezza

comune; !

- avvia il processo di programmazione annuale e pluriennale per giungere ad accordi

interistituzionali.

!

I poteri della Commissione sono:!

- poteri di iniziativa;!

- poteri di esecuzione;!

- poteri di controllo; !

- potere di rappresentanza. !

La funzione di proposta (o iniziativa legislativa)!

La Commissione non dispone di un vero e proprio potere decisionale autonomo,

dispone invece del potere di proposta di un atto legislativo che le spetta in via esclusiva

e che rappresenta la condizione affinché il Consiglio e il Parlamento possano emanare atti

vincolanti. !

La funzione esecutiva!

La funzione esecutiva della Commissione può essere distinta in emanazione di atti di

esecuzione, nella funzione normativa delegata e nell’esercizio delle altre funzioni

esecutive. !

a) Atti di esecuzione!

Si tratta di atti meramente esecutivi degli atti giuridicamente vincolati dell’U.E..

Ai sensi dell’art. 291 T.F.U.E. gli Stati membri conferiscono competenze di esecuzione alla

Commissione o, in casi specifici, al Consiglio.

Le regole e i principi generali relativi alle modalità di detto controllo sono stabiliti

preventivamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio che deliberano, mediante

regolamenti, secondo la procedura legislativa ordinaria. I termini “di esecuzione” sono

inseriti nel titolo degli atti di esecuzione. !

b) La funzione normativa delegata!

Un atto può delegare alla Commissione il potere di adottare atti non legislativi di portata

generale che integrano o modificano determinati elementi non essenziali dell’atto

legislativo.

Gli atti legislativi delimitano esplicitamente gli obiettivi, il contenuto, la portata e la durata

della delega di potere.

Le condizioni fissate dagli atti legislativi, cui è soggetta la delega, sono:

- il Parlamento europeo o il Consiglio possono decidere di revocare la delega; !

- l’atto delegato può entrare in vigore soltanto se, entro il termine fissato all’atto legislativo,

il Parlamento europeo o il Consiglio non sollevano obiezioni.!

Tali atti emanati così dalla Commissione devono essere titolati come atti delegati.!

c) Le altre funzioni esecutive!

La Commissione dà esecuzione al bilancio in quanto è la stessa Commissione che

incassa le entrate ed effettua le spese; gestisce i programmi, svolge funzioni di

coordinamento, avvia il processo di programmazione annuale e pluriennale per giungere

ad accordi interistituzionali.!

La funzione di controllo!

“La Commissione vigila sull’applicazione dei trattati e delle misure adottate dalle istituzioni;

vigila sull’applicazione del diritto dell’Unione sotto il controllo della Corte di giustizia”.!

La funzione di vigilanza della Commissione può comportare due tipologie di intervento:!

- si ha intervento diretto quando i trattati o regolamenti prevedono che essa emani

decisioni vincolanti; anche le raccomandazioni e i pareri, a carattere non vincolante, che

la Commissione può formulare, rientrano nell’ambito della manifestazione diretta della

funzione di vigilanza; !

- si ha intervento indiretto della Commissione come guardiana dei trattati, quando essa

propone ricorsi alla Corte di giustizia dell’Unione europea contro gli Stati e le istituzioni

che abbiano violato gli obblighi loro incombenti in virtù dei trattati e degli atti normativi

derivati. !

La funzione di rappresentanza!

“In ciascuno degli Stati membri, l’Unione ha la più ampia capacità giuridica riconosciuta

alle persone giuridiche dalle legislazioni nazionali; essa può in particolare acquistare o

alienare beni immobili e mobili e stare in giudizio. A tal fine, essa è rappresentata dalla

Commissione”.

La Commissione detiene un potere quasi esclusivo di rappresentanza dell’Unione per tutti

gli atti compiuti nell’ambito del diritto interno.

La Commissione rappresenta anche all’esterno l’Unione. Infatti: !

- spetta alla Commissione tutta la fase di negoziazione degli accordi dell’Unione, anche

se la conclusione degli stessi è di competenza del Consiglio; !

- tutte le relazioni internazionali e i rapporti con le organizzazioni internazionali sono

prerogativa della Commissione.!

Procedura legislativa!

Il Trattato di Lisbona all’art. 294 T.F.U.E., introduce la procedura legislativa ordinaria in

sostituzione della precedente procedura di coadesione. La procedura legislativa ordinaria

si articola attraverso diverse fasi riassunte in tre letture:!

- prima lettura, la Commissione presenta una proposta al Consiglio e al Parlamento

europeo, il Parlamento elabora un parere sulla proposta e lo trasmette al Consiglio; in

mancanza di proposte di emendamento da parte del Consiglio, l’atto è adottato.

Diversamente, il Consiglio adotta una “posizione comune”, e la comunica al Parlamento,

informandolo in modo esauriente dei motivi che l’anno indotto a tale posizione;!

- seconda lettura, entro il termine di tre mesi il Parlamento europeo ha tre possibilità di

azione: approvare la posizione comune del Consiglio, respingere la posizione comune

del Consiglio, proporre emendamenti alla posizione comune.!

- terza lettura: in caso di accordo raggiunto, Parlamento e Consiglio dovranno

pronunciarsi in merito, nelle successive sei settimane. !

Le procedure legislative speciali!

Sostituiscono le precedenti procedure di consultazione, di cooperazione e di parere

conforme. Tali procedure sono derogatorie rispetto alla procedura legislativa ordinaria e

costituiscono quindi delle eccezioni. In queste procedure il Consiglio dell’Unione europea è

il legislatore unico dell’Unione (Parlamento europeo è soltanto associato, il suo ruolo si

limita alla consultazione).!

Il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea non fornisce a differenza della procedura

legislativa ordinaria, una descrizione precisa delle procedure legislative speciali. Le loro

modalità sono quindi definite caso per caso dagli articoli del Trattato T.U.E. e T.F.U.E..!

Lisbona ha introdotto le cosiddette clausole passerella che consentono di poter applicare

la procedura legislativa ordinaria a settori per i quali è prevista una procedura legislativa

speciale. Tali clausole sono utilizzabili anche per chiedere l’applicazione del voto a

maggioranza qualificata. Esistono due tipi di clausole passerella:!

- la clausola passerella generale che, ai sensi dell’articolo 48 T.U.E. è applicabile a tutte

le politiche europee con limitate eccezioni per le quali sono normalmente previste

clausole specifiche. Tale clausola deve essere autorizzata dal Consiglio europeo che

delibera all’unanimità (anche un solo Parlamento nazionale, opponendosi, può impedire

la decisione);!

- clausole passerella specifiche, si differenziano da quelle generali per alcune particolarità

procedurali. Ad esempio, in queste clausole specifiche i Parlamenti nazionali non

dispongono generalmente del diritto di opposizione loro riconosciuto quando si fa

ricorso alla clausola generale (differente dalla clausola passerella generale). In altri casi

l’applicazione di alcune clausole specifiche può essere autorizzata con una decisione

del Consiglio e non del Consiglio europeo.!

Esistono sei clausole passerella specifiche rispettivamente applicabili:!

1. al quadro finanziario pluriennale (articolo 312 T.F.U.E.);!

2. alla politica estera e di sicurezza comune (articolo 31 T.F.U.E.);!

3. alla cooperazione giudiziaria in materia di diritto di famiglia, questa clausola

rappresenta l’unico caso in cui i parlamenti nazionali conservano un diritto di

opposizione (articolo 81 T.F.U.E.);!

4. alle cooperazioni rafforzate nei settori soggetti sia al voto all’unanimità sia ad una

procedura legislativa speciale (articolo 333 T.F.U.E.);!

5. in materia di politiche sociali (articolo 153 T.F.U.E.);!

6. in materia ambientale (articolo 192 T.F.U.E.).!

!

!

• LA CORTE DI GIUSTIZIA !

La Corte di giustizia, oggi denominata Corte di giustizia dell’Unione europea, in

seguito alle modifiche intervenute con il Trattato di Lisbona, è concepita come

un’istituzione unitaria comprensiva al suo interno: della Corte di giustizia, del Tribunale

e dei tribunali specializzati.!

Nel suo complesso la Corte di giustizia dell’Unione europea ha sede a Lussemburgo e

assicura il rispetto del diritto nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati e si

pronuncia conformemente ai trattati, in via contenziosa e in via pregiudiziale, in particolare:!

- sui ricorsi presentati da uno Stato membro, da un’istituzione o da una persona fisica o

giuridica; !

- in via pregiudiziale, su richiesta delle giurisdizioni nazionali, sull’interpretazione del

diritto dell’Unione o sulla validità degli atti adottati dalle istituzioni; !

- negli altri casi previsti dai trattati. !

Composizione e funzionamento !

Essa è composta da un giudice per Stato membro e 8 avvocati generali. Tuttavia il numero

di questi ultimi può essere elevato, se richiesto dalla Corte di giustizia, con deliberazione

del Consiglio.

Sia i giudici che gli avvocati sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati

membri previa consultazione di un comitato. Essi debbono essere scelti fra “personalità

che offrano tutte le garanzie di indipendenza, e che riuniscano le condizioni richieste per

l’esercizio, nei rispettivi paesi, delle più alte funzioni giurisdizionali, ovvero che siano

giureconsulti di notoria competenza”. !

Il Tribunale !

A seguito dell’entrata in vigore dell’Atto unico europeo, e per effetto di una decisione del

Consiglio prevista dal Trattato, la Corte ha istituto un Tribunale di prima istanza. Per effetto

del Trattato di Lisbona, quei ha sunto la denominazione di “Tribunale”. La competenza del

tribunale, all’inizio limitata ai ricorsi presentati da persone fisiche e giuridiche, alle

controversie tra la Comunità e i suoi agenti, si è via via ampliata e ciò anche per

alleggerire l’imponente carico di lavoro che gravava sulla Corte di giustizia. !

Con il Trattato di Maastricht e successivamente con quello di Nizza (modificati statuto e

sono state ripartite le competenze) e Lisbona, al Tribunale è riconosciuto il ruolo di

giurisdizione autonoma. Ai sensi dell’articolo 19 del T.U.E. il Tribunale fa parte della Corte

di giustizia dell’Unione ed è composto da almeno un giudice per Stato membro, con

requisiti e modalità di nomina sostanzialmente analoghe a quelli dei giudici della Corte. !

È stata attribuita al Tribunale la competenza a conoscere i ricorsi avverso gli atti o le

carenze della Commissione, esclusi quelli in materia di risorse proprie. L’articolo 256,

comma 3, del T.F.U.E. prevede inoltre che il tribunale possa essere investito in merito a

questioni pregiudiziali in materie specifiche indicate nello statuto, il successivo punto

quattro precisa che lo stesso potrà decidere di inviare la decisione alla Corte, qualora

ravvisi la necessità di una decisione di principio tale da poter compromettere l’unità e la

coerenza del diritto dell’Unione. !

Il Tribunale della funzione pubblica!

Il Trattato di Nizza ha attribuito al Consiglio il potere di istituire “camere giurisdizionali” che

il Trattato di Lisbona ha denominato Tribunali specializzati. Ad oggi, l’unico tribunale

specializzato istituito è il Tribunale della funzione pubblica dell’Unione europea, che ha

una competenza nel contenzioso del personale dell’Unione.!

Questo Tribunale è composto da 7 giudici nominati all’unanimità dal Consiglio per un

periodo di 6 anni rinnovabile. Le decisioni del Tribunale specializzato possono essere

impugnate dinnanzi al Tribunale per soli motivi di diritto. In casi del tutto eccezionali le

sentenze del Tribunale, in grado di appello, possono essere oggetto di riesame dinnanzi la

Corte di giustizia “ove sussistano gravi rischi che l’unità o la coerenza del diritto

dell’Unione siano compromesse”.!

Il rinvio pregiudiziale!

La Corte di giustizia opera in collaborazione con tutti gli organi giurisdizionali degli Stati

membri, che sono i giudici di diritto comune in materia di diritto dell’Unione. Per garantire

un’applicazione effettiva ed omogenea della normativa dell’Unione ed evitare

interpretazioni divergenti, i giudici nazionali possono, e tal volta devono, rivolgersi alla

Corte di giustizia per chiederle di precisare una questione di interpretazione del diritto

dell’Unione. !

La domanda pregiudiziale può anche riguardare la validità di un atto legislativo

amministrativo dell’Unione. In base all’articolo 267 T.F.U.E., la Corte di giustizia

dell’Unione europea è competente a pronunciarsi, in via pregiudiziale:!

a. sull’interpretazione dei trattati;!

b. sulla validità e l’interpretazione degli atti compiuti dalle istituzioni, dagli organi o dagli

organismi dell’Unione.!

Si tratta di un meccanismo fondamentale che mira a consolidare l’uniformità,

l’interpretazione e l’applicazione delle norme europee in tutto il territorio dell’Unione. Il

rinvio pregiudiziale assolve tre funzioni:!

1. alla Corte spetta l’ultima parola sull’interpretazione del diritto dell’Unione e, in questo

senso la sua competenza che può senz’altro dirsi esclusiva le permette di uniformare

l’interpretazione del diritto europeo in tutto il territorio dell’Unione;!

2. verificare la legittimità di una legge o di una prassi nazionale rispetto al diritto

dell’Unione rientrante o meno nella fase di attuazione di una direttiva. Se un cittadino,

persona fisica o giuridica, ritenesse di subire un pregiudizio per effetto di una norma

nazionale incompatibile con il diritto dell’Unione, potrà ottenere l’accertamento della

Corte in due modi:!

- segnalare il caso alla Commissione europea, la quale valuterà se sarà il caso di aprire o

meno una procedura di infrazione nei confronti di uno Stato membro;!

- sollevare la questione pregiudiziale innanzi al giudice nazionale di fronte al quale pende

la controversia;!

3. controllo sulla legittimità degli atti dell’Unione europea.!

Da quanto esaminato emerge chiaramente che l’appellativo “pregiudiziale” deriva dal fatto

che il giudice nazionale, una volta sollevato il quesito, deve sospendere il giudizio in attesa

della decisione della Corte. Il Giudice nazionale, è libero di adire la Corte in via

pregiudiziale a prescindere dal fatto che le parti gli abbiano chiesto o meno di attivare tale

intervento. Egli tuttavia è tenuto a sottoporre la questione pregiudiziale alla Corte di

giustizia ogni volta che contro la decisione non possa proporsi un ulteriore ricorso

giurisdizionale di diritto interno. !

Il controllo diretto sulla legittimità di atti e omissioni dell’Unione europea!

È attribuito alla competenza esclusiva della Corte di giustizia dell’Unione europea. In base

alle disposizioni dell’articolo 263 T.F.U.E., la Corte di giustizia esercita un controllo di

legittimità sugli atti legislativi, sugli atti del Consiglio, della Commissione e della BC.E.,

nonché sugli atti del Parlamento europeo e del Consiglio europeo destinati a produrre

effetti giuridici nei confronti di terzi.!

A tal fine, la Corte è competente a pronunciarsi sui ricorsi per incompetenza, violazione

delle forme sostanziali, violazione dei Trattati o di qualsiasi regola di diritto relativa alla loro

applicazione, proposti da uno Stato membro, dal Parlamento europeo, dal Consiglio o

dalla Commissione.!

I ricorsi devono essere proposti nel termine di due mesi a decorrere, secondo i casi, dalla

pubblicazione dell’atto, dalla sua notificazione alla ricorrente ovvero, in mancanza, dal

giorno in cui il ricorrente ne ha avuto conoscenza.!

I motivi che possono essere fatti valere nel giudizio di annullamento sono quelli, conosciuti

anche nel diritto interno, quali vizi dell’atto amministrativo e cioè:!

- →

incompetenza tale vizio può essere anche assorbito dal vizio della violazione di legge

in quanto il provvedimento viene emesso da un organo diverso da quello che la norma

prevede come competente ad adottarlo. Si ha un incompetenza relativa, che comporta

l’annullabilità dell’atto, quando lo stesso è stato ad esempio adottato da una istituzione

che non ne aveva il potere, mentre si può avere un’incompetenza assoluta, che è

invece causa di nullità, allorquando l’Unione europea adotta un atto che non rientra

nelle sue prerogative;!

- →

violazione di forme sostanziali si può incorrere nella violazione delle forme sostanziali

per diversi motivi ad esempio per la mancata consultazione di altra istituzione o organo

dell’Unione, per l’errata individuazione della base giuridica che consente all’Unione di

adottare un determinato provvedimento;!

- →

sviamento di potere (eccesso di potere) quando l’Unione europea, o una sua

istituzione, nell’ambito della discrezionalità che le è riconosciuta, esercita il potere allo

scopo esclusivo o determinante di raggiungere i fini diversi rispetto a quelli dichiarati. Lo

sviamento di potere è conosciuto in Italia quale “eccesso di potere”. Generalmente si

manifesta attraverso alcuni indizi o figure sintomatiche dell’esercizio funzionale del

potere amministrativo, quali ad esempio il travisamento ed l’erronea valutazione dei

fatti;!

- →

violazione di legge attiene sia alla violazione di norme dei Trattati dell’Unione sia ai

principi generali stabiliti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia quali ad esempio il

principio di proporzionalità, non discriminazione, legittimo affidamento, rispetto dei diritti

della difesa. Nella violazione di legge vi rientrano anche il vizio di forma dell’atto e le

diverse tipologie di vizi che non rientrano nelle precedenti categorie. Circa gli effetti del

ricorso, l’articolo 264 T.F.U.E. precisa che la Corte di giustizia dell’Unione europea

dichiara nullo e non avvenuto l’atto impugnato. Tuttavia la Corte, ove lo reputi

necessario, precisa gli effetti dell’atto annullato che devono essere considerati definitivi;!

Il ricorso per carenza consente di verificare la legittimità dell’inerzia di un’istituzione, di un

organo o di un organismo dell’Unione europea nel caso si astengano dal pronunciarsi.

L’articolo 265 T.F.U.E. stabilisce infatti che in violazione dei trattati il Parlamento europeo, il

Consiglio europeo, il Consiglio, la Commissione o la B.C.E. si astengono dal pronunciarsi,

gli Stati membri possono adire la Corte di giustizia dell’Unione europea per far constatare

tale violazione. Tale ricorso riguarda non l’ipotesi si un rifiuto, infatti esso è un

provvedimento, ma l’illegittima assenza di decisione. Il ricorso potrà tuttavia essere

presentato solo dopo che l’istituzione interessata è stata invitata ad agire.!

L’eccezione di invalidità incidentale si tratta di un ulteriore mezzo per far valere

l’illegittimità di un provvedimento di portata generale anche dopo una scadenza del

termine previsto per il ricorso di annullamento. L’eccezione di validità incidentale, prevista

dall’articolo 277 T.F.U.E. era nel precedente T.C.E. limitato ai regolamenti mentre, con il

Trattato di Lisbona è stata estesa a tutti gli atti di portata generale. !

L’azione di responsabilità extracontrattuale. L’articolo 268 T.F.U.E. dispone che la Corte

di giustizia dell’U.E. è competente a conoscere delle controversie relative al risarcimento

dei danni trattati dall’articolo 340 secondo e terzo comma. In base a quest’ultimo articolo

l’Unione deve risarcire i danni cagionati dalle sue istituzioni o dai suoi agenti nell’esercizio

delle loro funzioni. Il secondo comma dell’articolo 340 afferma che la B.C.E. deve risarcire

conformemente ai principi generali i danni causati da essa stessa. Il terzo comma

dell’articolo 340 T.F.U.E. estende questa responsabilità ai danni causati dalla B.C.E., con

la sola differenza che in tali ipotesi l’obbligò di risarcimento ricade direttamente sulla

B.C.E. e non sul bilancio U.E.. La Corte ha precisato che la competenza sussiste solo

quando il danno sia cagionato da un istituzione dell’U.E., mentre la competenza è invece

dei giudici nazionali quando risulti che il danno è stato causato da organi o istituzioni

nazionali. La Corte ha inoltre elaborato il principio della competenza efficiente in base

al quale spetta al giudice nazionale stabilire in merito al risarcimento dei danni quando la

normativa dell’Unione prevede una competenza vincolata per l’amministrazione dello

Stato. Il danno deve essere certo e attuale, e deve rientrare nel novero di risarcibilità.!

Il ricorso per inadempimento: ricorso contro gli Stati. In base all’articolo 258 T.F.U.E.,

la Commissione, quando reputi che uno Stato membro abbia mancato ad uno degli

obblighi a lui incombenti in virtù dei Trattati dopo aver posto lo Stato in condizioni di

presentare le sue osservazioni, emette un parere motivato. La Commissione può adire la

Corte di giustizia dell’Unione europea, qualora lo Stato non risponda nei termini fissati

dalla Commissione stessa. La violazione può includere tutti gli obblighi derivanti allo Stato

dall’appartenenza all’Unione e può consistere tanto nella mancata attuazione di un

provvedimento quanto in una parziale attuazione dello stesso. Il ricorso alla Corte di

giustizia è preceduto dalla fase “precontenziosa”, la Commissione europea infatti, su

richiesta di qualsiasi altro Stato o su sollecitazioni di qualsiasi cittadino, invia una lettera di

messa in mora (solitamente una raccomandazione) allo Stato concedendogli due mesi per

presentare le proprie osservazioni. Ove lo Stato non risponda, la Commissione emette un

parere motivato, che equivale a una formale diffida ad adempiere nei confronti dello Stato.

Qualora lo Stato non si confermi a quest’ultimo parere motivato, la Commissione si vede

costretta a proporre ricorso per inadempimento alla Corte di giustizia dell’Unione europea.


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Rumiana

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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie, sportive e della salute
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rumiana di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'UE e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Pierini Marcello.

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