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Laurea Specialistica in Ingegneria Informatica

Diritto delle tecnologie informatiche e delle comunicazioni

INDICE

Legge 22 aprile 1941, n. 633. - Protezione del diritto d'autore e di altri

diritti connessi al suo esercizio .................................................................. 1

Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70 - "Attuazione della direttiva

2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società

dell'informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al

commercio elettronico" ............................................................................ 38

Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206 - "Codice del consumo, a

norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229" ...................... 47

Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 - Codice in materia di

protezione dei dati personali .................................................................... 56

Legge 23 dicembre 1993 n. 547 (G. U. n. 305 del 30 dicembre 1993) -

Modificazioni ed integrazioni alle norme del codice penale e del codice

di procedura penale in tema di criminalità informatica ...................... 90

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 dicembre

2000, n. 445 ................................................................................................ 94

Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 - "Codice

dell'amministrazione digitale" .............................................................. 137

Decreto Legislativo 23 gennaio 2002, n. 10 - "Attuazione della

direttiva 1999/93/CE relativa ad un quadro comunitario per le firme

elettroniche" ............................................................................................ 172

Decreto Legislativo 1 agosto 2003, n. 259 - "Codice delle

comunicazioni elettroniche" .................................................................. 175

Legge 22 aprile 1941, n. 633. - Protezione del diritto d'autore e di altri

diritti connessi al suo esercizio

Titolo I

Disposizioni sul diritto d'autore

Capo I

Opere protette

Art. 1.

Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono

alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia,

qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.

Sono altresì protetti i programmi per elaboratore come opere letterarie ai sensi della Convenzione di

Berna sulla protezione delle opere letterarie ed artistiche ratificata e resa esecutiva con legge 20

giugno 1978, n. 399, nonché le banche di dati che per la scelta o la disposizione del materiale

costituiscono una creazione intellettuale dell'autore.

Art. 2.

In particolare sono comprese nella protezione:

1) le opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose, tanto se in forma scritta

quanto se orale;

2) le opere e le composizioni musicali, con o senza parole, le opere drammatico-musicali e le

variazioni musicali costituenti di per sé opera originale;

3) le opere coreografiche e pantomimiche, delle quali sia fissata la traccia per iscritto o altrimenti;

4) le opere della scultura, della pittura, dell'arte del disegno, della incisione e delle arti figurative

1

similari, compresa la scenografia; ( )

5) i disegni e le opere dell'architettura;

6) le opere dell'arte cinematografica, muta o sonora, sempreché non si tratti di semplice

documentazione protetta ai sensi delle norme del capo quinto del titolo secondo;

7) le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia

sempre che non si tratti di semplice fotografia protetta ai sensi delle norme del capo V del titolo II;

8) i programmi per elaboratore, in qualsiasi forma espressi purché originali quale risultato di

creazione intellettuale dell'autore. Restano esclusi dalla tutela accordata dalla presente legge le idee

e i principi che stanno alla base di qualsiasi elemento di un programma, compresi quelli alla base

delle sue interfacce. Il termine programma comprende anche il materiale preparatorio per la

progettazione del programma stesso; 1

9) Le banche di dati di cui al secondo comma dell'articolo 1, intese come raccolte di opere, dati o

altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente disposti ed individualmente

accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo. La tutela delle banche di dati non si estende

al loro contenuto e lascia impregiudicati diritti esistenti su tale contenuto; 2

10) Le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico. ( )

(1) Numero così modificato dal D.Lgs. 2 febbraio 2001, n. 95.

(2) Numero inserito dal D.Lgs. 2 febbraio 2001, n. 95.

Art. 3.

Le opere collettive, costituite dalla riunione di opere o di parti di opere, che hanno carattere di

creazione autonoma, come risultato della scelta e del coordinamento ad un determinato fine

letterario, scientifico, didattico, religioso, politico od artistico, quali le enciclopedie, i dizionari, le

antologie, le riviste e i giornali, sono protette come opere originali indipendentemente e senza

pregiudizio dei diritti di autore sulle opere o sulle parti di opere di cui sono composte.

Art. 4.

Senza pregiudizio dei diritti esistenti sull'opera originaria, sono altresì protette le elaborazioni di

carattere creativo dell'opera stessa, quali le traduzioni in altra lingua, le trasformazioni da una in

altra forma letteraria od artistica, le modificazioni ed aggiunte che costituiscono un rifacimento

sostanziale dell'opera originaria, gli adattamenti, le riduzioni, i compendi, le variazioni non

costituenti opera originale. Art. 5.

Le disposizioni di questa legge non si applicano ai testi degli atti ufficiali dello Stato e delle

Amministrazioni pubbliche, sia italiane che straniere.

Capo II

Soggetti del diritto

Art. 6.

Il titolo originario dell'acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell'opera, quale

particolare espressione del lavoro intellettuale. Art. 7.

È considerato autore dell'opera collettiva chi organizza e dirige la creazione dell'opera stessa.

È considerato autore delle elaborazioni l'elaboratore, nei limiti del suo lavoro.

Art. 8.

È reputato autore dell'opera, salvo prova contraria, chi è in essa indicato come tale nelle forme

d'uso, ovvero, è annunciato come tale nella recitazione, esecuzione, rappresentazione o radio-

diffusione dell'opera stessa. 2

Valgono come nome lo pseudonimo, il nome d'arte, la sigla o il segno convenzionale, che siano

notoriamente conosciuti come equivalenti al nome vero.

Art. 9.

Chi abbia rappresentato, eseguito o comunque pubblicato un'opera anonima, o pseudonima, è

ammesso a far valere i diritti dell'autore, finché non sia rivelato.

Questa disposizione non si applica allorché si tratti degli pseudonimi indicati nel secondo comma

dell'articolo precedente. Art. 10.

Se l'opera è stata creata con il contributo indistinguibile ed inscindibile di più persone, il diritto di

autore appartiene in comune a tutti i coautori.

Le parti indivise si presumono di valore eguale, salvo la prova per iscritto di diverso accordo.

Sono applicabili le disposizioni che regolano la comunione. La difesa del diritto morale può peraltro

essere sempre esercitata individualmente da ciascun coautore e l'opera non può essere pubblicata, se

inedita, né può essere modificata o utilizzata in forma diversa da quella della prima pubblicazione,

senza l'accordo di tutti i coautori. Tuttavia in caso di ingiustificato rifiuto di uno o più coautori, la

pubblicazione, la modificazione o la nuova utilizzazione dell'opera può essere autorizzata

dall'autorità giudiziaria, alle condizioni e con le modalità da essa stabilite.

Art. 11.

Alle amministrazioni dello Stato, alle Province ed ai Comuni, spetta il diritto di autore sulle opere

create e pubblicate sotto il loro nome ed a loro conto e spese.

Lo stesso diritto spetta agli enti privati che non perseguano scopi di lucro, salvo diverso accordo

con gli autori delle opere pubblicate, nonché alle accademie e agli altri enti pubblici culturali sulla

raccolta dei loro atti e sulle loro pubblicazioni.

Capo III

Contenuto e durata del diritto di autore

Sezione I

Protezione della utilizzazione economica dell'opera

Art. 12.

L'autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l'opera.

Ha altresì il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l'opera in ogni forma e modo originale, o

derivato, nei limiti fissati da questa legge, ed in particolare con l'esercizio dei diritti esclusivi

indicati negli articoli seguenti.

È considerata come prima pubblicazione la prima forma di esercizio del diritto di utilizzazione. 3

Art. 12-bis.

Salvo patto contrario, il datore di lavoro è titolare del diritto esclusivo di utilizzazione economica

del programma per elaboratore o della banca di dati creati dal lavoratore dipendente nell'esecuzione

delle sue mansioni o su istruzioni impartite dallo stesso datore di lavoro.

1

Art. 12-ter. ( )

Salvo patto contrario, qualora un'opera di disegno industriale sia creata dal lavoratore dipendente

nell'esercizio delle sue mansioni, il datore di lavoro è titolare dei diritti esclusivi di utilizzazione

economica dell'opera.

(1) Articolo inserito dal D.Lgs. 2 febbraio 2001, n. 95.

1

Art. 13. ( )

Il diritto esclusivo di riprodurre ha per oggetto la moltiplicazione in copie diretta o indiretta,

temporanea o permanente, in tutto o in parte dell'opera, in qualunque modo o forma, come la

copiatura a mano, la stampa, la litografia, l'incisione, la fotografia, la fonografia, la cinematografia

ed ogni altro procedimento di riproduzione.

(1) Articolo così sostituito dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68.

Art. 14.

Il diritto esclusivo di trascrivere ha per oggetto l'uso dei mezzi atti a trasformare l'opera orale in

opera scritta o riprodotta con uno dei mezzi indicati nell'articolo precedente.

Art. 15.

Il diritto esclusivo di eseguire, rappresentare o recitare in pubblico ha per oggetto la esecuzione, la

rappresentazione o la recitazione, comunque effettuate, sia gratuitamente che a pagamento,

dell'opera musicale, dell'opera drammatica, dell'opera cinematografica, di qualsiasi altra opera di

pubblico spettacolo e dell'opera orale.

Non è considerata pubblica la esecuzione, rappresentazione o recitazione dell'opera entro la cerchia

ordinaria della famiglia, del convitto, della scuola o dell'istituto di ricovero, purché non effettuata a

scopo di lucro.

Art. 15-bis.

1. Agli autori spetta un compenso ridotto quando l'esecuzione, rappresentazione o recitazione

dell'opera avvengono nella sede dei centri o degli istituti di assistenza, formalmente istituiti nonché

delle associazioni di volontariato, purché destinate ai soli soci ed invitati e sempre che non vengano

effettuate a scopo di lucro. In mancanza di accordi fra la Società italiana degli autori ed editori

(SIAE) e le associazioni di categoria interessate, la misura del compenso sarà determinata con

decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare sentito il Ministro dell'interno.

2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma

3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentite le competenti Commissioni parlamentari, sono stabiliti

i criteri e le modalità per l'individuazione delle circostanze soggettive ed oggettive che devono dar

4

luogo alla applicazione della disposizione di cui al primo periodo del comma 1. In particolare

occorre prescrivere:

a) l'accertamento dell'iscrizione da almeno due anni dei soggetti ivi indicati ai registri istituiti

dall'articolo 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266;

b) le modalità per l'identificazione della sede dei soggetti e per l'accertamento della quantità dei soci

ed invitati, da contenere in un numero limitato e predeterminato;

c) che la condizione di socio sia conseguita in forma documentabile e con largo anticipo rispetto

alla data della manifestazione di spettacolo;

d) la verifica che la manifestazione di spettacolo avvenga esclusivamente a titolo gratuito da parte

degli artisti, interpreti o esecutori, ed a soli fini di solidarietà nell'esplicazione di finalità di

volontariato. 1

Art. 16. ( )

1. Il diritto esclusivo di comunicazione al pubblico su filo o senza filo dell'opera ha per oggetto

l'impiego di uno dei mezzi di diffusione a distanza, quali il telegrafo, il telefono, la radio, la

televisione ed altri mezzi analoghi e comprende la comunicazione al pubblico via satellite, la

ritrasmissione via cavo, nonché le comunicazioni al pubblico codificate con condizioni particolari

di accesso; comprende, altresì, la messa a disposizione del pubblico dell'opera in maniera che

ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente.

2. Il diritto di cui al comma 1 non si esaurisce con alcun atto di comunicazione al pubblico, ivi

compresi gli atti di messa a disposizione del pubblico.

(1) Articolo così da ultimo sostituito dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68.

Art. 16-bis.

1. Ai fini della presente legge si intende per:

a) satellite: qualsiasi satellite operante su bande di frequenza che, a norma della legislazione sulle

telecomunicazioni, sono riservate alla trasmissione di segnali destinati alla ricezione diretta del

pubblico o riservati alla comunicazione individuale privata purché la ricezione di questa avvenga in

condizioni comparabili a quelle applicabili alla ricezione da parte del pubblico;

b) comunicazione al pubblico via satellite: l'atto di inserire sotto il controllo e la responsabilità

dell'organismo di radiodiffusione operante sul territorio nazionale i segnali portatori di programmi

destinati ad essere ricevuti dal pubblico in una sequenza ininterrotta di comunicazione diretta al

satellite e poi a terra. Qualora i segnali portatori di programmi siano diffusi in forma codificata, vi è

comunicazione al pubblico via satellite a condizione che i mezzi per la decodificazione della

trasmissione siano messi a disposizione del pubblico a cura dell'organismo di radiodiffusione stesso

o di terzi con il suo consenso. Qualora la comunicazione al pubblico via satellite abbia luogo nel

territorio di uno stato non comunitario nel quale non esista il livello di protezione che per il detto

sistema di comunicazione al pubblico stabilisce la presente legge:

1) se i segnali ascendenti portatori di programmi sono trasmessi al satellite da una stazione situata

nel territorio nazionale, la comunicazione al pubblico via satellite si considera avvenuta in Italia. I

5

diritti riconosciuti dalla presente legge, relativi alla radiodiffusione via satellite, sono esercitati nei

confronti del soggetto che gestisce la stazione;

2) se i segnali ascendenti sono trasmessi da una stazione non situata in uno Stato membro

dell'Unione europea, ma la comunicazione al pubblico via satellite avviene su incarico di un

organismo di radiodiffusione situato in Italia, la comunicazione al pubblico si considera avvenuta

nel territorio nazionale purché l'organismo di radiodiffusione vi abbia la sua sede principale. I diritti

stabiliti dalla presente legge, relativi alla radiodiffusione via satellite, sono esercitati nei confronti

del soggetto che gestisce l'organismo di radiodiffusione;

c) ritrasmissione via cavo: la ritrasmissione simultanea, invariata ed integrale, per il tramite di un

sistema di ridistribuzione via cavo o su frequenze molto elevate, destinata al pubblico, di

un'emissione primaria radiofonica o televisiva comunque diffusa, proveniente da un altro Stato

membro dell'Unione europea e destinata alla ricezione del pubblico.

1

Art. 17. ( )

1. Il diritto esclusivo di distribuzione ha per oggetto la messa in commercio o in circolazione, o

comunque a disposizione, del pubblico, con qualsiasi mezzo ed a qualsiasi titolo, dell'originale

dell'opera o degli esemplari di essa e comprende, altresì, il diritto esclusivo di introdurre nel

territorio degli Stati della Comunità europea, a fini di distribuzione, le riproduzioni fatte negli Stati

extracomunitari.

2. Il diritto di distribuzione dell'originale o di copie dell'opera non si esaurisce nella Comunità

europea, se non nel caso in cui la prima vendita o il primo atto di trasferimento della proprietà nella

Comunità sia effettuato dal titolare del diritto o con il suo consenso.

3. Quanto disposto dal comma 2 non si applica alla messa a disposizione del pubblico di opere in

modo che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente, anche nel

caso in cui sia consentita la realizzazione di copie dell'opera.

4. Ai fini dell'esaurimento di cui al comma 2, non costituisce esercizio del diritto esclusivo di

distribuzione la consegna gratuita di esemplari delle opere, effettuata o consentita dal titolare a fini

promozionali, ovvero di insegnamento o di ricerca scientifica.

(1) Articolo così da ultimo sostituito dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68.

Art. 18.

Il diritto esclusivo di tradurre ha per oggetto tutte le forme di modificazione, di elaborazione e di

trasformazione dell'opera previste nell'art. 4.

L'autore ha altresì il diritto di pubblicare le sue opere in raccolta.

Ha infine il diritto esclusivo di introdurre nell'opera qualsiasi modificazione.

Art. 18-bis.

1. Il diritto esclusivo di noleggiare ha per oggetto la cessione in uso degli originali, di copie o di

supporti di opere, tutelate dal diritto d'autore, fatta per un periodo limitato di tempo ed ai fini del

conseguimento di un beneficio economico o commerciale diretto o indiretto. 6

2. Il diritto esclusivo di dare in prestito ha per oggetto la cessione in uso degli originali, di copie o

di supporti di opere, tutelate dal diritto d'autore, fatta da istituzioni aperte al pubblico, per un

periodo di tempo limitato, a fini diversi da quelli di cui al comma 1.

3. L'autore ha il potere esclusivo di autorizzare il noleggio o il prestito da parte di terzi.

4. I suddetti diritti e poteri non si esauriscono con la vendita o con la distribuzione in qualsiasi

forma degli originali, di copie o di supporti delle opere.

5. L'autore, anche in caso di cessione del diritto di noleggio ad un produttore di fonogrammi o di

opere cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento, conserva il diritto di

ottenere un'equa remunerazione per il noleggio da questi a sua volta concluso con terzi. Ogni patto

contrario è nullo. In difetto di accordo da concludersi tra le categorie interessate quali individuate

dall'articolo 16, primo comma, del regolamento, detto compenso è stabilito con la procedura di cui

all'articolo 4 del decreto legislativo luogotenenziale 20 luglio 1945, n. 440.

6. I commi da 1 a 4 non si applicano in relazione a progetti o disegni di edifici e ad opere di arte

applicata. Art. 19.

I diritti esclusivi previsti dagli articoli precedenti sono fra loro indipendenti. L'esercizio di uno di

essi non esclude l'esercizio esclusivo di ciascuno degli altri diritti.

Essi hanno per oggetto l'opera nel suo insieme ed in ciascuna delle sue parti.

Sezione II

Protezione dei diritti sull'opera a difesa della personalità dell'autore (Diritto morale

dell'autore)

Art. 20.

Indipendentemente dai diritti esclusivi di utilizzazione economica dell'opera, previsti nelle

disposizioni della sezione precedente, ed anche dopo la cessione dei diritti stessi, l'autore conserva

il diritto di rivendicare la paternità dell'opera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od

altra modificazione, ed a ogni atto a danno dell'opera stessa, che possano essere di pregiudizio al

suo onore o alla sua reputazione.

Tuttavia nelle opere dell'architettura l'autore non può opporsi alle modificazioni che si rendessero

necessarie nel corso della realizzazione. Del pari non potrà opporsi a quelle altre modificazioni che

si rendesse necessario apportare all'opera già realizzata. Però, se all'opera sia riconosciuto dalla

competente autorità statale importante carattere artistico, spetteranno all'autore lo studio e

l'attuazione di tali modificazioni. Art. 21.

L'autore di un'opera anonima e pseudonima ha sempre il diritto di rivelarsi e di far conoscere

in giudizio la sua qualità di autore.

Nonostante qualunque precedente patto contrario, gli aventi causa dell'autore che si sia rivelato ne

dovranno indicare il nome nelle pubblicazioni, riproduzioni, trascrizioni, esecuzioni,

7

rappresentazioni, recitazioni e diffusioni o in qualsiasi altra forma di manifestazione o annuncio al

pubblico. Art. 22.

I diritti indicati nei precedenti articoli sono inalienabili.

Tuttavia l'autore che abbia conosciute ed accettate le modificazioni della propria opera non è più

ammesso ad agire per impedirne l'esecuzione o per chiederne la soppressione.

Art. 23.

Dopo la morte dell'autore il diritto previsto nell'art. 20 può essere fatto valere, senza limite di

tempo, dal coniuge e dai figli, e, in loro mancanza, dai genitori e dagli altri ascendenti e dai

discendenti diretti; mancando gli ascendenti ed i discendenti, dai fratelli e dalle sorelle e dai loro

discendenti.

L'azione, qualora finalità pubbliche lo esigano, può altresì essere esercitata dal Ministro per la

cultura popolare sentita l'associazione sindacale competente.

Art. 24.

Il diritto di pubblicare le opere inedite spetta agli eredi dell'autore o ai legatari delle opere stesse,

salvo che l'autore abbia espressamente vietata la pubblicazione o l'abbia affidata ad altri.

Qualora l'autore abbia fissato un termine per la pubblicazione, le opere inedite non possono essere

pubblicate prima della sua scadenza.

Quando le persone indicate nel primo comma siano più e vi sia tra loro dissenso, decide l'autorità

giudiziaria, sentito il Pubblico Ministero. È rispettata, in ogni caso, la volontà del defunto, quando

risulti da scritto.

Sono applicabili a queste opere le disposizioni contenute nella sezione seconda del capo secondo

del titolo terzo.. Sezione III

Durata dei diritti di utilizzazione economica dell'opera

Art. 25.

I diritti di utilizzazione economica dell'opera durano tutta la vita dell'autore e sino al termine del

cinquantesimo anno solare dopo la sua morte. Art. 26.

Nelle opere indicate nell'art. 10, nonché in quelle drammatico-musicali, coreografiche e

pantomimiche, la durata dei diritti di utilizzazione economica spettanti a ciascuno dei coautori o dei

collaboratori si determina sulla vita del coautore che muore per ultimo.

Nelle opere collettive la durata dei diritti di utilizzazione economica spettante ad ogni collaboratore,

si determina sulla vita di ciascuno. La durata dei diritti di utilizzazione economica dell'opera come

un tutto è di cinquant'anni dalla prima pubblicazione, qualunque sia la forma nella quale la

8

pubblicazione è stata effettuata, salve le disposizioni dell'art. 3, per le riviste, i giornali e le altre

opere periodiche. Art. 27.

Nelle opere anonime o pseudonime, fuori del caso previsto nel capoverso dell'art. 8, la durata dei

diritti di utilizzazione economica è di cinquant'anni a partire dalla prima pubblicazione, qualunque

sia la forma nella quale essa è stata effettuata.

Se prima della scadenza di detto termine l'autore si è rivelato o la rivelazione è fatta dalle persone

indicate dall'art. 23 o da persone autorizzate dall'autore, nelle forme stabilite dall'articolo seguente,

si applica il termine di durata determinato nell'art. 25.

Art. 27-bis.

La durata dei diritti di utilizzazione economica del programma per elaboratore prevista dalle

disposizioni della presente Sezione si computa, nei rispettivi casi, a decorrere dal 1° gennaio

dell'anno successivo a quello in cui si verifica l'evento considerato dalla norma.

Art. 28.

Per acquistare il beneficio della durata normale dei diritti esclusivi di utilizzazione economica, la

rivelazione deve essere fatta mediante denuncia all'ufficio della proprietà letteraria, scientifica ed

artistica presso il Ministero della cultura popolare, secondo le disposizioni stabilite nel regolamento.

La denuncia di rivelazione è pubblicata nelle forme stabilite da dette disposizioni ed ha effetto, a

partire dalla data del deposito della denuncia, di fronte ai terzi che abbiano acquistati diritti

sull'opera come anonima o pseudonima. Art. 29.

La durata dei diritti esclusivi di utilizzazione economica spettanti, a termini dell'art. 11, alle

amministrazioni dello Stato, alle Province, ai Comuni, alle accademie, agli enti pubblici culturali

nonché agli enti privati che non perseguano scopi di lucro, è di vent'anni a partire dalla prima

pubblicazione, qualunque sia la forma nella quale la pubblicazione è stata effettuata. Per le

comunicazioni e le memorie pubblicate dalle accademie e dagli altri enti pubblici culturali, tale

durata è ridotta a due anni, trascorsi i quali, l'autore riprende integralmente la libera disponibilità dei

suoi scritti. Art. 30.

Quando le parti o i volumi di una stessa opera siano pubblicati separatamente, in tempi diversi, la

durata dei diritti di utilizzazione economica, che sia fissata ad anni, decorre per ciascuna parte o per

ciascun volume dall'anno di pubblicazione. Le frazioni di anno giovano all'autore.

Se si tratta di opera collettiva, periodica, quale la rivista o il giornale, la durata dei diritti è calcolata

egualmente a partire dalla fine di ogni anno dalla pubblicazione dei singoli fascicoli o numeri. 9

Art. 31.

Nelle opere pubblicate per la prima volta dopo la morte dell'autore, che non ricadono nella

previsione dell'articolo 85-ter, la durata dei diritti esclusivi di utilizzazione economica è di

settant'anni a partire dalla morte dell'autore. Art. 32.

Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 44, i diritti di utilizzazione economica dell'opera

cinematografica o assimilata durano sino al termine del settantesimo anno dopo la morte dell'ultima

persona sopravvissuta fra le seguenti persone: il direttore artistico, gli autori della sceneggiatura, ivi

compreso l'autore del dialogo, e l'autore della musica specificamente creata per essere utilizzata

nell'opera cinematografica o assimilata. Art. 32-bis.

I diritti di utilizzazione economica dell'opera fotografica durano sino al termine del settantesimo

anno dopo la morte dell'autore. Art. 32-ter.

I termini finali di durata dei diritti di utilizzazione economica previsti dalle disposizioni della

presente sezione si computano, nei rispettivi casi, a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a

quello in cui si verifica la morte dell'autore o altro evento considerato dalla norma.

Sezione V 1

Opere registrate su supporti ( )

(1) Intitolazione così sostituita dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68.

1

Art. 61. ( )

1. L'autore ha il diritto esclusivo, ai sensi delle disposizioni contenute nella sezione I del capo III di

questo titolo:

a) di adattare e di registrare l'opera su qualunque supporto riproduttore di suoni, di voci o di

immagini, qualunque sia la tecnologia utilizzata;

b) di riprodurre, di distribuire, di noleggiare e di dare in prestito gli esemplari dell'opera così

adattata o registrata;

c) di eseguire pubblicamente e di comunicare l'opera al pubblico mediante l'impiego di qualunque

supporto.

2. La cessione del diritto di riproduzione o del diritto di distribuzione non comprende, salvo patto

contrario, la cessione del diritto di esecuzione pubblica o di comunicazione al pubblico.

3. Per quanto riguarda la radiodiffusione, il diritto d'autore resta regolato dalle norme contenute

nella precedente sezione.

(1) Articolo così sostituito dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68. 10

1

Art. 62. ( )

1. I supporti fonografici, nei quali l'opera dell'ingegno è riprodotta, non possono essere distribuiti se

non portino stabilmente apposte le indicazioni seguenti:

a) titolo dell'opera riprodotta;

b) nome dell'autore;

c) nome dell'artista interprete od esecutore. I complessi orchestrali o corali sono indicati col nome

d'uso;

d) data della fabbricazione.

(1) Articolo così sostituito dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68.

1

Art. 63. ( )

1. I supporti devono essere fabbricati od utilizzati in modo che venga rispettato il diritto morale

dell'autore, ai termini degli articoli 20 e 21.

2. Si considerano lecite le modificazioni dell'opera richieste dalle necessità tecniche della

registrazione.

(1) Articolo così sostituito dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68.

Art. 64.

La concessione in uso a case editrici fonografiche nazionali delle matrici dei dischi della discoteca

di Stato, per trarne dischi da diffondere mediante vendita sia in Italia che all'estero, a termini

dell'art. 5 della L. 2 febbraio 1939, n. 467, contenente norme per il riordinamento della discoteca di

Stato, allorché siano registrate opere tutelate, è sottoposta al pagamento dei diritti di autore, secondo

le norme contenute nel regolamento. Sezione VI

Programmi per elaboratore

Art. 64-bis.

1. Fatte salve le disposizioni dei successivi articoli 64-ter e 64-quater, i diritti esclusivi conferiti

dalla presente legge sui programmi per elaboratore comprendono il diritto di effettuare o

autorizzare:

a) la riproduzione, permanente o temporanea, totale o parziale, del programma per elaboratore con

qualsiasi mezzo o in qualsiasi forma. Nella misura in cui operazioni quali il caricamento, la

visualizzazione, l'esecuzione, la trasmissione o la memorizzazione del programma per elaboratore

richiedano una riproduzione, anche tali operazioni sono soggette all'autorizzazione del titolare dei

diritti; 11

b) la traduzione, l'adattamento, la trasformazione e ogni altra modificazione del programma per

elaboratore, nonché la riproduzione dell'opera che ne risulti, senza pregiudizio dei diritti di chi

modifica il programma;

c) qualsiasi forma di distribuzione al pubblico, compresa la locazione, del programma per

elaboratore originale o di copie dello stesso. La prima vendita di una copia del programma nella

Comunità Economica Europea da parte del titolare dei diritti, o con il suo consenso, esaurisce il

diritto di distribuzione di detta copia all'interno della Comunità, ad eccezione del diritto di

controllare l'ulteriore locazione del programma o di una copia dello stesso.

Art. 64-ter.

1. Salvo patto contrario, non sono soggette all'autorizzazione del titolare dei diritti le attività

indicate nell'art. 64-bis, lettere a) e b), allorché tali attività sono necessarie per l'uso del programma

per elaboratore conformemente alla sua destinazione da parte del legittimo acquirente, inclusa la

correzione degli errori.

2. Non può essere impedito per contratto, a chi ha il diritto di usare una copia del programma per

elaboratore di effettuare una copia di riserva del programma, qualora tale copia sia necessaria per

l'uso.

3. Chi ha il diritto di usare una copia del programma per elaboratore può, senza l'autorizzazione del

titolare dei diritti, osservare, studiare o sottoporre a prova il funzionamento del programma, allo

scopo di determinare le idee ed i princìpi su cui è basato ogni elemento del programma stesso,

qualora egli compia tali atti durante operazioni di caricamento, visualizzazione, esecuzione,

trasmissione o memorizzazione del programma che egli ha il diritto di eseguire. Le clausole

contrattuali pattuite in violazione del presente comma e del comma 2 sono nulle.

Art. 64-quater.

1. L'autorizzazione del titolare dei diritti non è richiesta qualora la riproduzione del codice del

programma di elaboratore e la traduzione della sua forma ai sensi dell'art. 64-bis, lettere a) e b),

compiute al fine di modificare la forma del codice, siano indispensabili per ottenere le informazioni

necessarie per conseguire l'interoperabilità, con altri programmi, di un programma per elaboratore

creato autonomamente purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:

a) le predette attività siano eseguite dal licenziatario o da altri che abbia il diritto di usare una copia

del programma oppure, per loro conto, da chi è autorizzato a tal fine;

b) le informazioni necessarie per conseguire l'interoperabilità non siano già facilmente e

rapidamente accessibili ai soggetti indicati alla lettera a);

c) le predette attività siano limitate alle parti del programma originale necessarie per conseguire

l'interoperabilità.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 non consentono che le informazioni ottenute in virtù della loro

applicazione:

a) siano utilizzate a fini diversi dal conseguimento dell'interoperabilità del programma creato

autonomamente; 12

b) siano comunicate a terzi, fatta salva la necessità di consentire l'interoperabilità del programma

creato autonomamente;

c) siano utilizzate per lo sviluppo, la produzione o la commercializzazione di un programma per

elaboratore sostanzialmente simile nella sua forma espressiva, o per ogni altra attività che violi il

diritto di autore.

3. Le clausole contrattuali pattuite in violazione dei commi 1 e 2 sono nulle.

4. Conformemente alla convenzione di Berna sulla tutela delle opere letterarie ed artistiche ratificata

e resa esecutiva con legge 20 giugno 1978, n. 399, le disposizioni del presente articolo non possono

essere interpretate in modo da consentire che la loro applicazione arrechi indebitamente pregiudizio

agli interessi legittimi del titolare dei diritti o sia in conflitto con il normale sfruttamento del

programma. Sezione VII

Banche di dati

Art. 64-quinquies.

1. L'autore di un banca di dati ha il diritto esclusivo di eseguire o autorizzare:

a) la riproduzione permanente o temporanea, totale o parziale, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi

forma;

b) la traduzione, l'adattamento, una diversa disposizione e ogni altra modifica;

c) qualsiasi forma di distribuzione al pubblico dell'originale o di copie della banca di dati; la prima

vendita di una copia nel territorio dell'Unione europea da parte del titolare del diritto o con il suo

consenso esaurisce il diritto di controllare, all'interno dell'Unione stessa, le vendite successive della

copia;

d) qualsiasi presentazione, dimostrazione o comunicazione in pubblico, ivi compresa la

trasmissione effettuata con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma;

e) qualsiasi riproduzione, distribuzione, comunicazione, presentazione o dimostrazione in pubblico

dei risultati delle operazioni di cui alla lettera b).

Art. 64-sexies.

1. Non sono soggetti all'autorizzazione di cui all'articolo 64-quinquies da parte del titolare del

diritto:

a) l'accesso o la consultazione della banca di dati quando abbiano esclusivamente finalità didattiche

o di ricerca scientifica, non svolta nell'ambito di un'impresa, purché si indichi la fonte e nei limiti di

quanto giustificato dallo scopo non commerciale perseguito. Nell'ambito di tali attività di accesso e

consultazione, le eventuali operazioni di riproduzione permanente della totalità o di parte

sostanziale del contenuto su altro supporto sono comunque soggette all'autorizzazione del titolare

del diritto; 13

b) l'impiego di una banca di dati per fini di sicurezza pubblica o per effetto di una procedura

amministrativa o giurisdizionale.

2. Non sono soggette all'autorizzazione dell'autore le attività indicate nell'articolo 64-quinquies

poste in essere da parte dell'utente legittimo della banca di dati o di una sua copia, se tali attività

sono necessarie per l'accesso al contenuto della stessa banca di dati e per il suo normale impiego; se

l'utente legittimo è autorizzato ad utilizzare solo una parte della banca di dati, il presente comma si

applica unicamente a tale parte.

3. Le clausole contrattuali pattuite in violazione del comma 2 sono nulle ai sensi dell'articolo 1418

del codice civile.

4. Conformemente alla Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche,

ratificata e resa esecutiva con legge 20 giugno 1978, n. 399, le disposizioni di cui ai commi 1 e 2

non possono essere interpretate in modo da consentire che la loro applicazione arrechi

indebitamente pregiudizio al titolare del diritto o entri in conflitto con il normale impiego della

banca di dati. 1

Capo V ( )

Eccezioni e limitazioni

(1) Capo così sostituito dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68.

Sezione I

Reprografia ed altre eccezioni e limitazioni

Art. 65.

1. Gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso, pubblicati nelle riviste o nei

giornali, oppure radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico, e gli altri materiali dello stesso

carattere possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico in altre riviste o giornali,

anche radiotelevisivi, se la riproduzione o l'utilizzazione non è stata espressamente riservata, purché

si indichino la fonte da cui sono tratti, la data e il nome dell'autore, se riportato.

2. La riproduzione o comunicazione al pubblico di opere o materiali protetti utilizzati in occasione

di avvenimenti di attualità è consentita ai fini dell'esercizio del diritto di cronaca e nei limiti dello

scopo informativo, sempre che si indichi, salvo caso di impossibilità, la fonte, incluso il nome

dell'autore, se riportato. Art. 66.

1. I discorsi su argomenti di interesse politico o amministrativo tenuti in pubbliche assemblee o

comunque in pubblico, nonché gli estratti di conferenze aperte al pubblico, possono essere

liberamente riprodotti o comunicati al pubblico, nei limiti giustificati dallo scopo informativo, nelle

riviste o nei giornali anche radiotelevisivi o telematici, purché indichino la fonte, il nome

dell'autore, la data e il luogo in cui il discorso fu tenuto. 14

Art. 67.

1. Opere o brani di opere possono essere riprodotti a fini di pubblica sicurezza, nelle procedure

parlamentari, giudiziarie o amministrative, purché si indichino la fonte e, ove possibile, il nome

dell'autore. Art. 68.

1. È libera la riproduzione di singole opere o brani di opere per uso personale dei lettori, fatta a

mano o con mezzi di riproduzione non idonei a spaccio o diffusione dell'opera nel pubblico.

2. È libera la fotocopia di opere esistenti nelle biblioteche accessibili al pubblico o in quelle

scolastiche, nei musei pubblici o negli archivi pubblici, effettuata dai predetti organismi per i propri

servizi, senza alcun vantaggio economico o commerciale diretto o indiretto.

3. Fermo restando il divieto di riproduzione di spartiti e partiture musicali, è consentita, nei limiti

del quindici per cento di ciascun volume o fascicolo di periodico, escluse le pagine di pubblicità, la

riproduzione per uso personale di opere dell'ingegno effettuata mediante fotocopia, xerocopia o

sistema analogo.

4. I responsabili dei punti o centri di riproduzione, i quali utilizzino nel proprio àmbito o mettano a

disposizione di terzi, anche gratuitamente, apparecchi per fotocopia, xerocopia o analogo sistema di

riproduzione, devono corrispondere un compenso agli autori ed agli editori delle opere dell'ingegno

pubblicate per le stampe che, mediante tali apparecchi, vengono riprodotte per gli usi previsti nel

comma 3. La misura di detto compenso e le modalità per la riscossione e la ripartizione sono

determinate secondo i criteri posti all'art. 181-ter della presente legge. Salvo diverso accordo tra la

SIAE e le associazione delle categorie interessate, tale compenso non può essere inferiore per

ciascuna pagina riprodotta al prezzo medio a pagina rilevato annualmente dall'ISTAT per i libri.

5. Le riproduzioni per uso personale delle opere esistenti nelle biblioteche pubbliche, fatte

all'interno delle stesse con i mezzi di cui al comma 3, possono essere effettuate liberamente nei

limiti stabiliti dal medesimo comma 3 con corresponsione di un compenso in forma forfetaria a

favore degli aventi diritto di cui al comma 2 dell'articolo 181-ter, determinato ai sensi del secondo

periodo del comma 1 del medesimo articolo 181-ter. Tale compenso è versato direttamente ogni

anno dalle biblioteche, nei limiti degli introiti riscossi per il servizio, senza oneri aggiuntivi a carico

del bilancio dello Stato o degli enti dai quali le biblioteche dipendono. I limiti di cui al comma 3

non si applicano alle opere fuori dai cataloghi editoriali e rare in quanto di difficile reperibilità sul

mercato.

6. È vietato lo spaccio al pubblico delle copie di cui ai commi precedenti e, in genere, ogni

utilizzazione in concorrenza con i diritti di utilizzazione economica spettanti all'autore.

Art. 68-bis.

1. Salvo quanto disposto in ordine alla responsabilità dei prestatori intermediari dalla normativa in

materia di commercio elettronico, sono esentati dal diritto di riproduzione gli atti di riproduzione

temporanea privi di rilievo economico proprio che sono transitori o accessori e parte integrante ed

essenziale di un procedimento tecnologico, eseguiti all'unico scopo di consentire la trasmissione in

rete tra terzi con l'intervento di un intermediario, o un utilizzo legittimo di un'opera o di altri

materiali. 15

Art. 69.

1. Il prestito eseguito dalle biblioteche e discoteche dello Stato e degli enti pubblici, ai fini esclusivi

di promozione culturale e studio personale, non è soggetto ad autorizzazione da parte del titolare del

relativo diritto, al quale non è dovuta alcuna remunerazione e ha ad oggetto esclusivamente:

a) gli esemplari a stampa delle opere, eccettuati gli spartiti e le partiture musicali;

b) i fonogrammi ed i videogrammi contenenti opere cinematografiche o audiovisive o sequenze

d'immagini in movimento, siano esse sonore o meno, decorsi almeno diciotto mesi dal primo atto di

esercizio del diritto di distribuzione, ovvero, non essendo stato esercitato il diritto di distribuzione,

decorsi almeno ventiquattro mesi dalla realizzazione delle dette opere e sequenze di immagini.

2. Per i servizi delle biblioteche, discoteche e cineteche dello Stato e degli enti pubblici è consentita

la riproduzione, senza alcun vantaggio economico o commerciale diretto o indiretto, in un unico

esemplare, dei fonogrammi e dei videogrammi contenenti opere cinematografiche o audiovisive o

sequenze di immagini in movimento, siano esse sonore o meno, esistenti presso le medesime

biblioteche, cineteche e discoteche dello Stato e degli enti pubblici.

Art. 70.

1. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al

pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini

e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di

insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini

non commerciali.

2. Nelle antologie ad uso scolastico la riproduzione non può superare la misura determinata dal

regolamento, il quale fissa la modalità per la determinazione dell'equo compenso.

3. Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione

del titolo dell'opera, dei nomi dell'autore, dell'editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore,

qualora tali indicazioni figurino sull'opera riprodotta.

Art. 71.

1. Le bande musicali e le fanfare dei corpi armati dello Stato possono eseguire in pubblico brani

musicali o parti di opere in musica, senza pagamento di alcun compenso per diritti di autore, purché

l'esecuzione sia effettuata senza scopo di lucro.

Art. 71-bis.

1. Ai portatori di particolari handicap sono consentite, per uso personale, la riproduzione di opere e

materiali protetti o l'utilizzazione della comunicazione al pubblico degli stessi, purché siano

direttamente collegate all'handicap, non abbiano carattere commerciale e si limitino a quanto

richiesto dall'handicap.

2. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro del lavoro e

delle politiche sociali, sentito il comitato di cui all'art. 190, sono individuate le categorie di portatori

di handicap di cui al comma 1 e i criteri per l'individuazione dei singoli beneficiari nonché, ove

necessario, le modalità di fruizione dell'eccezione. 16

Art. 71-ter.

1. È libera la comunicazione o la messa a disposizione destinata a singoli individui, a scopo di

ricerca o di attività privata di studio, su terminali aventi tale unica funzione situati nei locali delle

biblioteche accessibili al pubblico, degli istituti di istruzione, nei musei e negli archivi,

limitatamente alle opere o ad altri materiali contenuti nelle loro collezioni e non soggetti a vincoli

derivanti da atti di cessione o da licenza. Art. 71-quater.

1. È consentita la riproduzione di emissioni radiotelevisive effettuate da ospedali pubblici e da

istituti di prevenzione e pena, per un utilizzo esclusivamente interno, purché i titolari dei diritti

ricevano un equo compenso determinato con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali,

sentito il comitato di cui all'art. 190. Art. 71-quinquies.

1. I titolari di diritti che abbiano apposto le misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater sono

tenuti alla rimozione delle stesse, per consentire l'utilizzo delle opere o dei materiali protetti, dietro

richiesta dell'autorità competente, per fini di sicurezza pubblica o per assicurare il corretto

svolgimento di un procedimento amministrativo, parlamentare o giudiziario.

2. I titolari dei diritti sono tenuti ad adottare idonee soluzioni, anche mediante la stipula di appositi

accordi con le associazioni di categoria rappresentative dei beneficiari, per consentire l'esercizio

delle eccezioni di cui agli articoli 55, 68, commi 1 e 2, 69, comma 2, 70, comma 1, 71-bis e 71-

quater, su espressa richiesta dei beneficiari ed a condizione che i beneficiari stessi abbiano acquisito

il possesso legittimo degli esemplari dell'opera o del materiale protetto, o vi abbiano avuto accesso

legittimo ai fini del loro utilizzo, nel rispetto e nei limiti delle disposizioni di cui ai citati articoli, ivi

compresa la corresponsione dell'equo compenso, ove previsto.

3. I titolari dei diritti non sono tenuti agli adempimenti di cui al comma 2 in relazione alle opere o ai

materiali messi a disposizione del pubblico in modo che ciascuno vi possa avere accesso dal luogo

o nel momento scelto individualmente, quando l'accesso avvenga sulla base di accordi contrattuali.

4. Le associazioni di categoria dei titolari dei diritti e gli enti o le associazioni rappresentative dei

beneficiari delle eccezioni di cui al comma 2 possono svolgere trattative volte a consentire

l'esercizio di dette eccezioni. In mancanza di accordo, ciascuna delle parti può rivolgersi al comitato

di cui all'articolo 190 perché esperisca un tentativo obbligatorio di conciliazione, secondo le

modalità di cui all'articolo 194-bis.

5. Dall'applicazione della presente disposizione non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della

finanza pubblica. Sezione II

Riproduzione privata ad uso personale

Art. 71-sexies.

1. È consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto,

effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e

17

senza fini direttamente o indirettamente commerciali, nel rispetto delle misure tecnologiche di cui

all'articolo 102-quater.

2. La riproduzione di cui al comma 1 non può essere effettuata da terzi. La prestazione di servizi

finalizzata a consentire la riproduzione di fonogrammi e videogrammi da parte di persona fisica per

uso personale costituisce attività di riproduzione soggetta alle disposizioni di cui agli articoli 13, 72,

78-bis, 79 e 80.

3. La disposizione di cui al comma 1 non si applica alle opere o ai materiali protetti messi a

disposizione del pubblico in modo che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento

scelti individualmente, quando l'opera è protetta dalle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-

quater ovvero quando l'accesso è consentito sulla base di accordi contrattuali.

4. Fatto salvo quanto disposto dal comma 3, i titolari dei diritti sono tenuti a consentire che,

nonostante l'applicazione delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater, la persona fisica

che abbia acquisito il possesso legittimo di esemplari dell'opera o del materiale protetto, ovvero vi

abbia avuto accesso legittimo, possa effettuare una copia privata, anche solo analogica, per uso

personale, a condizione che tale possibilità non sia in contrasto con lo sfruttamento normale

dell'opera o degli altri materiali e non arrechi ingiustificato pregiudizio ai titolari dei diritti.

Art. 71-septies.

1. Gli autori ed i produttori di fonogrammi, nonché i produttori originari di opere audiovisive, gli

artisti interpreti ed esecutori ed i produttori di videogrammi, e i loro aventi causa, hanno diritto ad

un compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi di cui all'articolo 71-

sexies. Detto compenso è costituito, per gli apparecchi esclusivamente destinati alla registrazione

analogica o digitale di fonogrammi o videogrammi, da una quota del prezzo pagato dall'acquirente

finale al rivenditore, che per gli apparecchi polifunzionali è calcolata sul prezzo di un apparecchio

avente caratteristiche equivalenti a quelle della componente interna destinata alla registrazione,

ovvero, qualora ciò non fosse possibile, da un importo fisso per apparecchio. Per i supporti di

registrazione audio e video, quali supporti analogici, supporti digitali, memorie fisse o trasferibili

destinate alla registrazione di fonogrammi o videogrammi, il compenso è costituito da una somma

commisurata alla capacità di registrazione resa dai medesimi supporti.

2. Il compenso di cui al comma 1 è determinato con decreto del Ministro per i beni e le attività

culturali, sentito il comitato di cui all'articolo 190 e le associazioni di categoria maggiormente

rappresentative dei produttori degli apparecchi e dei supporti di cui al comma 1. Per la

determinazione del compenso si tiene conto dell'apposizione o meno delle misure tecnologiche di

cui all'articolo 102-quater, nonché della diversa incidenza della copia digitale rispetto alla copia

analogica. Il decreto è sottoposto ad aggiornamento triennale.

3. Il compenso è dovuto da chi fabbrica o importa nel territorio dello Stato allo scopo di trarne

profitto gli apparecchi e i supporti indicati nel comma 1. I predetti soggetti devono presentare alla

Società italiana degli autori ed editori (SIAE), ogni tre mesi, una dichiarazione dalla quale risultino

le cessioni effettuate e i compensi dovuti, che devono essere contestualmente corrisposti. In caso di

mancata corresponsione del compenso, è responsabile in solido per il pagamento il distributore

1

degli apparecchi o dei supporti di registrazione. ( )

4. La violazione degli obblighi di cui al comma 3 è punita con la sanzione amministrativa

pecuniaria pari al doppio del compenso dovuto, nonché, nei casi più gravi o di recidiva, con la

18

sospensione della licenza o autorizzazione all'esercizio dell'attività commerciale o industriale da

1

quindici giorni a tre mesi ovvero con la revoca della licenza o autorizzazione stessa. ( )

(1) Comma così sostituito dal D.L. 22 marzo 2004, n. 72.

Art. 71-octies.

1. Il compenso di cui all'articolo 71-septies per apparecchi e supporti di registrazione audio è

corrisposto alla Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.), la quale provvede a ripartirlo al

netto delle spese, per il cinquanta per cento agli autori e loro aventi causa e per il cinquanta per

cento ai produttori di fonogrammi, anche tramite le loro associazioni di categoria maggiormente

rappresentative.

2. I produttori di fonogrammi devono corrispondere senza ritardo, e comunque entro sei mesi, il

cinquanta per cento del compenso loro attribuito ai sensi del comma 1 agli artisti interpreti o

esecutori interessati.

3. Il compenso di cui all'articolo 71-septies per gli apparecchi e i supporti di registrazione video è

corrisposto alla Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.), la quale provvede a ripartirlo al

netto delle spese, anche tramite le loro associazioni di categoria maggiormente rappresentative, per

il trenta per cento agli autori, per il restante settanta per cento in parti uguali tra i produttori

originari di opere audiovisive, i produttori di videogrammi e gli artisti interpreti o esecutori. La

quota spettante agli artisti interpreti o esecutori è destinata per il cinquanta per cento alle attività e

finalità di cui all'articolo 7, comma 2, della legge 5 febbraio 1992, n. 93.

Sezione III

Disposizioni comuni

Art. 71-nonies.

1. Le eccezioni e limitazioni disciplinate dal presente capo e da ogni altra disposizione della

presente legge, quando sono applicate ad opere o ad altri materiali protetti messi a disposizione del

pubblico in modo che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelto

individualmente, non devono essere in contrasto con lo sfruttamento normale delle opere o degli

altri materiali, né arrecare un ingiustificato pregiudizio agli interessi dei titolari.

Art. 71-decies.

1. Le eccezioni e limitazioni al diritto d'autore contenute nel presente capo si applicano anche ai

diritti connessi di cui ai capi I, I-bis, II e III e, in quanto applicabili, agli altri capi del titolo II,

nonché al capo I del titolo II-bis. Capo I

Diritti del costitutore di una banca di dati

Art. 102-bis.

1. Ai fini del presente titolo si intende per: 19

a) costitutore di una banca di dati: chi effettua investimenti rilevanti per la costituzione di una banca

di dati o per la sua verifica o la sua presentazione, impegnando, a tal fine, mezzi finanziari, tempo o

lavoro;

b) estrazione: il trasferimento permanente o temporaneo della totalità o di una parte sostanziale del

contenuto di una banca di dati su un altro supporto con qualsiasi mezzo o in qualsivoglia forma.

L'attività di prestito dei soggetti di cui all'articolo 69, comma 1, non costituisce atto di estrazione;

c) reimpiego: qualsivoglia forma di messa a disposizione del pubblico della totalità o di una parte

sostanziale del contenuto della banca di dati mediante distribuzione di copie, noleggio, trasmissione

effettuata con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma. L'attività di prestito dei soggetti di cui

all'articolo 69, comma 1, non costituisce atto di reimpiego.

2. La prima vendita di una copia della banca di dati effettuata o consentita dal titolare in uno Stato

membro dell'Unione europea esaurisce il diritto di controllare la rivendita della copia nel territorio

dell'Unione europea.

3. Indipendentemente dalla tutelabilità della banca di dati a norma del diritto d'autore o di altri diritti

e senza pregiudizio dei diritti sul contenuto o parti di esso, il costitutore di una banca di dati ha il

diritto, per la durata e alle condizioni stabilite dal presente Capo, di vietare le operazioni di

estrazione ovvero reimpiego della totalità o di una parte sostanziale della stessa.

4. Il diritto di cui al comma 3 si applica alle banche di dati i cui costitutori o titolari di diritti sono

cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea o residenti abituali nel territorio dell'Unione

europea.

5. La disposizione di cui al comma 3 si applica altresì alle imprese e società costituite secondo la

normativa di uno Stato membro dell'Unione europea ed aventi la sede sociale, l'amministrazione

centrale o il centro d'attività principale all'interno della Unione europea; tuttavia, qualora la società

o l'impresa abbia all'interno della Unione europea soltanto la propria sede sociale, deve sussistere un

legame effettivo e continuo tra l'attività della medesima e l'economia di uno degli Stati membri

dell'Unione europea.

6. Il diritto esclusivo del costitutore sorge al momento del completamento della banca di dati e si

estingue trascorsi quindici anni dal 1° gennaio dell'anno successivo alla data del completamento

stesso.

7. Per le banche di dati in qualunque modo messe a disposizione del pubblico prima dello scadere

del periodo di cui al comma 6, il diritto di cui allo stesso comma 6 si estingue trascorsi quindici

anni dal 1° gennaio dell'anno successivo alla data della prima messa a disposizione del pubblico.

8. Se vengono apportate al contenuto della banca di dati modifiche o integrazioni sostanziali

comportanti nuovi investimenti rilevanti ai sensi del comma 1, lettera a), dal momento del

completamento o della prima messa a disposizione del pubblico della banca di dati così modificata

o integrata, e come tale espressamente identificata, decorre un autonomo termine di durata della

protezione, pari a quello di cui ai commi 6 e 7.

9. Non sono consentiti l'estrazione o il reimpiego ripetuti e sistematici di parti non sostanziali del

contenuto della banca di dati, qualora presuppongano operazioni contrarie alla normale gestione

della banca di dati o arrechino un pregiudizio ingiustificato al costitutore della banca di dati. 20

10. Il diritto di cui al comma 3 può essere acquistato o trasmesso in tutti i modi e forme consentiti

dalla legge. Capo II

Diritti e obblighi dell'utente

Art. 102-ter.

1. L'utente legittimo della banca di dati messa a disposizione del pubblico non può arrecare

pregiudizio al titolare del diritto d'autore o di un altro diritto connesso relativo ad opere o

prestazioni contenute in tale banca.

2. L'utente legittimo di una banca di dati messa in qualsiasi modo a disposizione del pubblico non

può eseguire operazioni che siano in contrasto con la normale gestione della banca di dati o che

arrechino un ingiustificato pregiudizio al costitutore della banca di dati.

3. Non sono soggette all'autorizzazione del costitutore della banca di dati messa per qualsiasi

motivo a disposizione del pubblico le attività di estrazione o reimpiego di parti non sostanziali,

valutate in termini qualitativi e quantitativi, del contenuto della banca di dati per qualsivoglia fine

effettuate dall'utente legittimo. Se l'utente legittimo è autorizzato ad effettuare l'estrazione o il

reimpiego solo di una parte della banca di dati, il presente comma si applica unicamente a tale parte.

4. Le clausole contrattuali pattuite in violazione dei commi 1, 2 e 3 sono nulle.

1

Titolo II-ter ( )

Misure tecnologiche di protezione. Informazioni sul regime dei diritti

(1) Titolo inserito dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68.

Art. 102-quater.

1. I titolari di diritti d'autore e di diritti connessi nonché del diritto di cui all'art. 102-bis, comma 3,

possono apporre sulle opere o sui materiali protetti misure tecnologiche di protezione efficaci che

comprendono tutte le tecnologie, i dispositivi o i componenti che, nel normale corso del loro

funzionamento, sono destinati a impedire o limitare atti non autorizzati dai titolari dei diritti.

2. Le misure tecnologiche di protezione sono considerate efficaci nel caso in cui l'uso dell'opera o

del materiale protetto sia controllato dai titolari tramite l'applicazione di un dispositivo di accesso o

di un procedimento di protezione, quale la cifratura, la distorsione o qualsiasi altra trasformazione

dell'opera o del materiale protetto, ovvero sia limitato mediante un meccanismo di controllo delle

copie che realizzi l'obiettivo di protezione.

3. Resta salva l'applicazione delle disposizioni relative ai programmi per elaboratore di cui al capo

IV sezione VI del titolo I. Art. 102-quinquies.

1. Informazioni elettroniche sul regime dei diritti possono essere inserite dai titolari di diritti

d'autore e di diritti connessi nonché del diritto di cui all'art. 102-bis, comma 3, sulle opere o sui

materiali protetti o possono essere fatte apparire nella comunicazione al pubblico degli stessi. 21

2. Le informazioni elettroniche sul regime dei diritti identificano l'opera o il materiale protetto,

nonché l'autore o qualsiasi altro titolare dei diritti. Tali informazioni possono altresì contenere

indicazioni circa i termini o le condizioni d'uso dell'opera o dei materiali, nonché qualunque numero

o codice che rappresenti le informazioni stesse o altri elementi di identificazione.

Titolo III

Disposizioni comuni

Capo I

Registri di pubblicità e deposito delle opere

Art. 103. 1

È istituito presso il Ministero della cultura popolare ( ) un registro pubblico generale delle opere

protette ai sensi di questa legge. 2

La Società italiana degli autori ed editori (SIAE) ( ) cura la tenuta di un registro pubblico speciale

per le opere cinematografiche.

In detti registri sono registrate le opere soggette all'obbligo del deposito con la indicazione del nome

dell'autore, del produttore, della data della pubblicazione e con le altre indicazioni stabilite dal

regolamento.

Alla Società italiana degli autori ed editori è affidata, altresì, la tenuta di un registro pubblico

speciale per i programmi per elaboratore. In tale registro viene registrato il nome del titolare dei

diritti esclusivi di utilizzazione economica e la data di pubblicazione del programma, intendendosi

per pubblicazione il primo atto di esercizio dei diritti esclusivi.

La registrazione fa fede, sino a prova contraria, della esistenza dell'opera e del fatto della sua

pubblicazione. Gli autori e i produttori indicati nel registro sono reputati, sino a prova contraria,

autori o produttori delle opere che sono loro attribuite. Per le opere cinematografiche la presunzione

si applica alle annotazioni del registro indicato nel secondo comma.

La tenuta dei registri di pubblicità è disciplinata nel regolamento.

I registri di cui al presente articolo possono essere tenuti utilizzando mezzi e strumenti informatici.

104. Possono, altresì, essere registrati nel registro, sulla istanza della parte interessata, con le forme

stabilite dal regolamento, gli atti tra vivi che trasferiscono, in tutto o in parte, i diritti riconosciuti da

questa legge, o costituiscono sopra di essi diritti di godimento o di garanzia, come pure gli atti di

divisione o di società relativi ai diritti medesimi.

Le registrazioni hanno anche altri effetti di carattere giuridico od amministrativo in base alle

disposizioni contenute in questa legge o in altre leggi speciali.

(1) Ora Presidenza del Consiglio dei Ministri in seguito alla soppressione del Ministero della

cultura popolare disposta dal D.Lgt. 3 luglio 1944, n. 163.

(2) Nel testo della legge 22 aprile 1941, n. 633, l’espressione "Ente italiano per il diritto d’autore"

ovunque ricorra è sostituita dall’espressione: "Società italiana degli autori ed editori (SIAE)" dalla

Legge 18 agosto 2000, n. 248. 22

Art. 105.

Gli autori e i produttori delle opere e dei prodotti protetti ai sensi di questa legge o i loro aventi

1

causa devono depositare presso il Ministero della cultura popolare ( ) un esemplare o copia della

opera o del prodotto, nei termini e nelle forme stabilite dal regolamento.

Qualora si tratti di opera drammatico-musicale o sinfonica di cui non sia stampata la partitura

d'orchestra, basterà una copia o un esemplare della riduzione per canto e pianoforte o per pianoforte

solo.

Per i programmi per elaboratore la registrazione è facoltativa ed onerosa.

Per le fotografie è escluso l'obbligo del deposito, salvo il disposto del secondo comma dell'art. 92.

(1) Ora Presidenza del Consiglio dei Ministri in seguito alla soppressione del Ministero della

cultura popolare disposta dal D.Lgt. 3 luglio 1944, n. 163.

Art. 106.

L'omissione del deposito non pregiudica l'acquisto e l'esercizio del diritto di autore sulle opere

protette a termini delle disposizioni del titolo I di questa legge e delle disposizioni delle convenzioni

internazionali, salva, per le opere straniere, l'applicazione dell'art. 188 di questa legge.

[L'omissione del deposito impedisce lo acquisto o l'esercizio di diritti sulle opere contemplate nel

1

titolo II di questa legge, a termini delle disposizioni contenute nel titolo medesimo.] ( )

2

Il Ministro per la cultura popolare ( ) può far procedere al sequestro di un esemplare o di una copia

dell'opera di cui fu omesso il deposito, nelle forme stabilite dal regolamento.

(1) Comma abrogato dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68.

(2) Ora Presidente del Consiglio dei Ministri in seguito alla soppressione del Ministero della cultura

popolare disposta dal D.Lgt. 3 luglio 1944, n. 163.

Capo II

Trasmissione dei diritti di utilizzazione

Sezione I

Norme generali

Art. 107.

I diritti di utilizzazione spettanti agli autori delle opere dell'ingegno nonché i diritti connessi aventi

carattere patrimoniale, possono essere acquistati, alienati o trasmessi in tutti i modi e forme

consentiti dalla legge, salva l'applicazione delle norme contenute in questo capo. 23

Capo III

Difese e sanzioni giudiziarie

Sezione I

Difese e sanzioni civili

§ 1 - Norme relative ai diritti di utilizzazione economica

1

Art. 156. ( )

1. Chi ha ragione di temere la violazione di un diritto di utilizzazione economica a lui spettante in

virtù di questa legge oppure intende impedire la continuazione o la ripetizione di una violazione già

avvenuta sia da parte dell'autore della violazione che di un intermediario i cui servizi sono utilizzati

per tale violazione può agire in giudizio per ottenere che il suo diritto sia accertato e sia vietato il

proseguimento della violazione. Pronunciando l'inibitoria, il giudice può fissare una somma dovuta

per ogni violazione o inosservanza successivamente constatata o per ogni ritardo nell'esecuzione del

provvedimento.

2. Sono fatte salve le disposizioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70.

3. L'azione è regolata dalle norme di questa sezione e dalle disposizioni del codice di procedura

civile.

(1) Articolo così sostituito dal D.Lgs. 16 marzo 2006, n. 140.

1

Art. 156-bis. ( )

1. Qualora una parte abbia fornito seri elementi dai quali si possa ragionevolmente desumere la

fondatezza delle proprie domande ed abbia individuato documenti, elementi o informazioni detenuti

dalla controparte che confermino tali indizi, essa può ottenere che il giudice ne disponga l'esibizione

oppure che richieda le informazioni alla controparte. Può ottenere altresì, che il giudice ordini alla

controparte di fornire gli elementi per l'identificazione dei soggetti implicati nella produzione e

distribuzione dei prodotti o dei servizi che costituiscono violazione dei diritti di cui alla presente

legge.

2. In caso di violazione commessa su scala commerciale il giudice può anche disporre, su richiesta

di parte, l'esibizione della documentazione bancaria, finanziaria e commerciale che si trovi in

possesso della controparte.

3. Il giudice, nell'assumere i provvedimenti di cui ai commi 1 e 2, adotta le misure idonee a

garantire la tutela delle informazioni riservate, sentita la controparte.

4. Il giudice desume argomenti di prova dalle risposte che le parti danno e dal rifiuto ingiustificato

di ottemperare agli ordini.

(1) Articolo inserito dal D.Lgs. 16 marzo 2006, n. 140. 1

Art. 156-ter. ( )

1. L'autorità giudiziaria sia nei giudizi cautelari che di merito può ordinare, su istanza giustificata e

proporzionata del richiedente, che vengano fornite informazioni sull'origine e sulle reti di

24

distribuzione di merci o di prestazione di servizi che violano un diritto di cui alla presente legge da

parte dell'autore della violazione e da ogni altra persona che:

a) sia stata trovata in possesso di merci oggetto di violazione di un diritto, su scala commerciale; sia

stata sorpresa a utilizzare servizi oggetto di violazione di un diritto, su scala commerciale;

b) sia stata sorpresa a fornire su scala commerciale servizi utilizzati in attività di violazione di un

diritto;

c) sia stata indicata dai soggetti di cui alle lettere a) o b) come persona implicata nella produzione,

fabbricazione o distribuzione di tali prodotti o nella fornitura di tali servizi.

2. Le informazioni di cui al comma 1 possono tra l'altro comprendere il nome e indirizzo dei

produttori, dei fabbricanti, dei distributori, dei fornitori e degli altri precedenti detentori dei prodotti

o dei servizi, nonché dei grossisti e dei dettaglianti, nonché informazioni sulle quantità prodotte,

fabbricate, consegnate, ricevute o ordinate, nonché sul prezzo dei prodotti o servizi in questione.

3. Le informazioni vengono acquisite tramite interrogatorio dei soggetti di cui al comma 1.

4. Il richiedente deve fornire l'indicazione specifica delle persone da interrogare e dei fatti sui quali

ognuna di esse deve essere interrogata.

5. Il giudice, ammesso l'interrogatorio, richiede ai soggetti di cui al comma 1 le informazioni

indicate dalla parte; può altresì rivolgere loro, d'ufficio o su istanza di parte, tutte le domande che

ritiene utili per chiarire le circostanze sulle quali si svolge l'interrogatorio.

6. Si applicano gli articoli 249, 250, 252, 255 e 257, primo comma, del codice di procedura civile.

(1) Articolo inserito dal D.Lgs. 16 marzo 2006, n. 140.

Art. 157.

Chi si trova nell'esercizio dei diritti di rappresentazione o di esecuzione di un'opera adatta a

pubblico spettacolo, compresa l'opera cinematografica, o di un'opera o composizione musicale, può

richiedere al Prefetto della provincia, secondo le norme stabilite dal regolamento, la proibizione

della rappresentazione, o della esecuzione, ogni qualvolta manchi la prova scritta del consenso da

esso prestato.

Il Prefetto provvede sulla richiesta, in base alle notizie e a documenti a lui sottoposti, permettendo,

o vietando la rappresentazione o l'esecuzione, salvo alla parte interessata di adire l'Autorità

giudiziaria, per i definitivi provvedimenti di sua competenza.

1

Art. 158. ( )

1. Chi venga leso nell'esercizio di un diritto di utilizzazione economica a lui spettante può agire in

giudizio per ottenere, oltre al risarcimento del danno che, a spese dell'autore della violazione, sia

distrutto o rimosso lo stato di fatto da cui risulta la violazione.

2. Il risarcimento dovuto al danneggiato è liquidato secondo le disposizioni degli articoli 1223,

1226 e 1227 del codice civile. Il lucro cessante è valutato dal giudice ai sensi dell'articolo 2056,

secondo comma, del codice civile, anche tenuto conto degli utili realizzati in violazione del diritto.

25

Il giudice può altresì liquidare il danno in via forfettaria sulla base quanto meno dell'importo dei

diritti che avrebbero dovuto essere riconosciuti, qualora l'autore della violazione avesse chiesto al

titolare l'autorizzazione per l'utilizzazione del diritto.

3. Sono altresì dovuti i danni non patrimoniali ai sensi dell'articolo 2059 del codice civile.

(1) Articolo così sostituito dal D.Lgs. 16 marzo 2006, n. 140.

1

Art. 159. ( )

1. La rimozione o la distruzione prevista nell'articolo 158 non può avere per oggetto che gli

esemplari o copie illecitamente riprodotte o diffuse, nonché gli apparecchi impiegati per la

riproduzione o diffusione che non sono prevalentemente adoperati per diversa riproduzione o

diffusione.

2. Se gli esemplari, le copie e gli apparecchi di cui al comma 1 sono suscettibili, previa adeguata

modifica, di una utilizzazione legittima da parte dell'autore della violazione, può essere disposto dal

giudice il loro ritiro temporaneo dai commercio con possibilità di un loro reinserimento a seguito

degli adeguamenti imposti a garanzia del rispetto del diritto.

3. Se una parte dell'esemplare, della copia o dell'apparecchio di cui al comma 1 può essere

impiegata per una diversa riproduzione o diffusione, l'interessato può chiedere, a sue spese, la

separazione di questa parte nel proprio interesse.

4. Se l'esemplare o la copia dell'opera o l'apparecchio di cui si chiede la rimozione o la distruzione

hanno singolare pregio artistico o scientifico, il giudice ne può ordinare di ufficio il deposito in un

pubblico museo.

5. Il danneggiato può sempre chiedere che gli esemplari, le copie e gli apparecchi soggetti alla

distruzione gli siano aggiudicati per un determinato prezzo in conto del risarcimento dovutogli.

6. I provvedimenti della distruzione e della aggiudicazione non colpiscono gli esemplari o le copie

contraffatte acquistati in buona fede per uso personale.

7. L'applicazione delle misure di cui al presente articolo deve essere proporzionata alla gravità della

violazione e tenere conto degli interessi dei terzi.

(1) Articolo così sostituito dal D.Lgs. 16 marzo 2006, n. 140.

Art. 160.

La rimozione o la distruzione non può essere domandata nell'ultimo anno della durata del diritto. In

tal caso, deve essere ordinato il sequestro dell'opera o del prodotto sino alla scadenza della durata

medesima. Qualora siano stati risarciti i danni derivati dalla violazione del diritto il sequestro può

esser autorizzato anche ad una data anteriore a quella sopraindicata.

1

Art. 161. ( )

1. Agli effetti dell'esercizio delle azioni previste negli articoli precedenti, nonché della salvaguardia

delle prove relative alla contraffazione, possono essere ordinati dall'Autorità giudiziaria la

26

descrizione, l'accertamento, la perizia od il sequestro di ciò che si ritenga costituire violazione del

diritto di utilizzazione; può inoltre farsi ricorso ai procedimenti d'istruzione preventiva.

2. Il sequestro non può essere concesso nelle opere che risultano dal contributo di più persone, salvo

i casi di particolare gravità o quando la violazione del diritto di autore è imputabile a tutti i coautori.

3. L'Autorità giudiziaria può anche ordinare, in casi particolarmente gravi, il sequestro dei proventi

dovuti all'autore dell'opera o del prodotto contestato.

4. Le disposizioni della presente sezione si applicano a chi mette in circolazione in qualsiasi modo o

detiene per scopi commerciali copie non autorizzate di programmi e qualsiasi mezzo inteso

unicamente a consentire o facilitare la rimozione arbitraria o l'elusione funzionale dei dispositivi

applicati a protezione di un programma per elaboratore.

(1) Articolo così sostituito dal D.Lgs. 16 marzo 2006, n. 140.

1

Art. 162. ( )

1. Salvo quanto diversamente disposto dalla presente legge, i procedimenti di cui all'articolo 161

sono disciplinati dalle norme del codice di procedura civile concernenti i procedimenti cautelari di

sequestro e di istruzione preventiva per quanto riguarda la descrizione, l'accertamento e la perizia.

2. La descrizione e il sequestro vengono eseguiti a mezzo di ufficiale giudiziario, con l'assistenza,

ove occorra, di uno o più periti ed anche con l'impiego di mezzi tecnici di accertamento, fotografici

o di altra natura. Nel caso di pubblici spettacoli non si applicano le limitazioni di giorni e di ore

previste per atti di questa natura dal codice di procedura civile.

3. Gli interessati possono essere autorizzati ad assistere alle operazioni anche a mezzo di propri

rappresentanti e ad essere assistiti da tecnici di loro fiducia.

4. Alla descrizione non si applicano i commi secondo e terzo dell'articolo 693 del codice di

procedura civile. Ai fini dell'articolo 697 del codice di procedura civile, il carattere dell'eccezionale

urgenza deve valutarsi anche alla stregua dell'esigenza di non pregiudicare l'attuazione del

provvedimento. Si applica anche alla descrizione il disposto degli articoli 669-octies, 669-undecies

e 675 del codice di procedura civile.

5. Decorso il termine di cui all'articolo 675 del codice di procedura civile, possono essere

completate le operazioni di descrizione e di sequestro già iniziate, ma non possono esserne iniziate

altre fondate sullo stesso provvedimento; resta salva la facoltà di chiedere al giudice di disporre

ulteriori provvedimenti di descrizione o sequestro nel corso del procedimento di merito.

6. Descrizione e sequestro possono concernere oggetti appartenenti a soggetti anche non identificati

nel ricorso, purché si tratti di oggetti prodotti, offerti, importati o distribuiti dalla parte nei cui

confronti siano stati emessi i suddetti provvedimenti e purché tali oggetti non siano adibiti ad uso

personale, ovvero si tratti di opere diffuse con qualunque mezzo. Il verbale delle operazioni di

sequestro e di descrizione, con il ricorso ed il provvedimento, deve essere notificato al terzo cui

appartengono gli oggetti sui quali descrizione o sequestro sono stati eseguiti entro quindici giorni

dalla conclusione delle operazioni stesse a pena di inefficacia.

(1) Articolo così sostituito dalla Legge 18 agosto 2000, n. 248. 27

1

Art. 162-bis. ( )

1. Se il giudice, nel rilasciare il provvedimento cautelare, non stabilisce il termine entro cui le parti

devono iniziare il giudizio di merito, quest'ultimo deve essere iniziato entro il termine di venti

giorni lavorativi o di trentuno giorni di calendario, qualora questi rappresentino un periodo più

lungo.

2. Il termine di cui al comma 1 decorre dalla pronuncia dell'ordinanza se avvenuta in udienza o,

altrimenti, dalla sua comunicazione.

3. Se il giudizio di merito non è iniziato nel termine perentorio di cui al comma 1 ovvero se

successivamente al suo inizio si estingue, il provvedimento cautelare perde la sua efficacia.

4. Le disposizioni di cui al comma 3 non si applicano ai provvedimenti di urgenza emessi ai sensi

dell'articolo 700 del codice di procedura civile ed agli altri provvedimenti cautelari idonei ad

anticipare gli effetti della sentenza di merito. In tali casi ciascuna parte può iniziare il giudizio di

merito.

(1) Articolo inserito dal D.Lgs. 16 marzo 2006, n. 140. 1

Art. 162-ter. ( )

1. Quando la parte lesa faccia valere l'esistenza di circostanze atte a pregiudicare il pagamento del

risarcimento del danno, l'autorità giudiziaria può disporre ai sensi dell'articolo 671 del codice di

procedura civile il sequestro conservativo di beni mobili e immobili del presunto autore della

violazione fino alla concorrenza del presumibile ammontare del danno, compreso il blocco dei suoi

conti bancari e di altri beni. A tale fine, nei casi di violazioni commesse su scala commerciale,

l'Autorità giudiziaria può disporre la comunicazione delle documentazioni bancarie, finanziarie o

commerciali, o l'appropriato accesso alle pertinenti informazioni.

(1) Articolo inserito dal D.Lgs. 16 marzo 2006, n. 140.

1

Art. 163. ( )

1. Il titolare di un diritto di utilizzazione economica può chiedere che sia disposta l'inibitoria di

qualsiasi attività, ivi comprese quelle costituenti servizi prestati da intermediari, che costituisca

violazione del diritto stesso secondo le norme del codice di procedura civile concernenti i

2

procedimenti cautelari ( ).

2. Pronunciando l'inibitoria, il giudice può fissare una somma dovuta per ogni violazione o

inosservanza successivamente constatata o per ogni ritardo nell'esecuzione del provvedimento.

3. Ove in sede giudiziaria si accerti la mancata corresponsione del compenso relativo ai diritti di cui

agli articoli 73 e 73-bis, oltre alla liquidazione dello stesso può essere disposta l'interdizione

dall'utilizzo dei fonogrammi per un periodo da un minimo di quindici giorni ad un massimo di

centottanta giorni.

4. Ove in sede giudiziaria si accerti l'utilizzazione di fonogrammi che, ai sensi dell'art. 74, arrecano

pregiudizio al produttore fonografico, oltre alla interdizione definitiva dal loro utilizzo, può essere

comminata una sanzione amministrativa da un minimo di euro 260,00 ad un massimo di euro

5.200,00. 28

(1) Articolo così sostituito dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68.

(2) Comma così sostituito dal D.Lgs. 16 marzo 2006, n. 140.

Art. 164.

Se le azioni previste in questa sezione e nella seguente sono promosse dall'ente di diritto pubblico

1

indicato nell'articolo 180 si osservano le regole seguenti: ( )

1) i funzionari appartenenti agli enti sopramenzionati possono esercitare le azioni di cui sopra

nell'interesse degli aventi diritto senza bisogno di mandato bastando che consti della loro qualità;

2) l'ente di diritto pubblico è dispensato dall'obbligo di prestare cauzione per la esecuzione degli atti

per i quali questa cautela è prescritta o autorizzata;

3) l'ente di diritto pubblico designa i funzionari autorizzati a compiere attestazioni di credito per

diritto d'autore nonché in relazione ad altre funzioni attribuite all'ente; dette attestazioni sono atti

2

aventi efficacia di titolo esecutivo a norma dell'articolo 474 del codice di procedura civile. ( )

(1) Alinea così sostituito dal D.Lgs. 16 marzo 2006, n. 140.

(2) Numero così da ultimo sostituito dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68.

Art. 165.

L'autore dell'opera oggetto del diritto di utilizzazione, anche dopo la cessione di tale diritto, ha

sempre la facoltà di intervenire nei giudizi promossi dal cessionario a tutela dei suoi interessi.

Art. 166.

Sull'istanza della parte interessata, o di ufficio, il giudice può ordinare che la sentenza venga

pubblicata, per la sola parte dispositiva, in uno o più giornali ed anche ripetutamente a spese della

parte soccombente. 1

Art. 167. ( )

1. I diritti di utilizzazione economica riconosciuti da questa legge possono anche essere fatti valere

giudizialmente:

a) da chi si trovi nel possesso legittimo dei diritti stessi;

b) da chi possa agire in rappresentanza del titolare dei diritti.

(1) Articolo così sostituito D.Lgs. 16 marzo 2006, n. 140.

(2) - Norme particolari ai giudizi concernenti l'esercizio del diritto morale

Art. 168.

Nei giudizi concernenti l'esercizio del diritto morale sono applicabili, in quanto lo consente la

1

natura di questo diritto, le norme contenute nella sezione ( ) precedente, salva l'applicazione delle

disposizioni dei seguenti articoli. 29

(1) Recte «paragrafo». Art. 169.

L'azione a difesa dell'esercizio dei diritti che si riferiscono alla paternità dell'opera può dar luogo

alla sanzione della rimozione e distruzione solo quando la violazione non possa essere

convenientemente riparata mediante aggiunte o soppressioni sull'opera delle indicazioni che si

riferiscono alla paternità dell'opera stessa o con altri mezzi di pubblicità.

Art. 170.

L'azione a difesa dei diritti che si riferiscono all'integrità dell'opera può condurre alla rimozione o

distruzione dell'esemplare deformato, mutilato o comunque modificato dell'opera, solo quando non

sia possibile ripristinare detto esemplare nella forma primitiva a spese della parte interessata ad

evitare la rimozione o la distruzione. Sezione II

Difese e sanzioni penali

Art. 171.

Salvo quanto previsto dall'art. 171-bis e dall'art. 171-ter, è punito con la multa da lire 100.000 a lire

1

4.000.000 chiunque, senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in qualsiasi forma: ( )

a) riproduce, trascrive, recita in pubblico, diffonde, vende o mette in vendita o pone altrimenti in

commercio un'opera altrui o ne rivela il contenuto prima che sia reso pubblico, o introduce e mette

in circolazione nel regno esemplari prodotti all'estero contrariamente alla legge italiana;

a-bis) mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante

2

connessioni di qualsiasi genere, un'opera dell'ingegno protetta, o parte di essa; ( )

b) rappresenta, esegue o recita in pubblico o diffonde con o senza variazioni od aggiunte, una opera

altrui adatta a pubblico spettacolo od una composizione musicale. La rappresentazione o esecuzione

comprende la proiezione pubblica dell'opera cinematografica, l'esecuzione in pubblico delle

composizioni musicali inserite nelle opere cinematografiche e la radiodiffusione mediante

altoparlante azionato in pubblico;

c) compie i fatti indicati nelle precedenti lettere mediante una delle forme di elaborazione previste

da questa legge;

d) riproduce un numero di esemplari o esegue o rappresenta un numero di esecuzioni o di

rappresentazioni maggiore di quello che aveva il diritto rispettivamente di produrre o di

rappresentare;

[e) riproduce con qualsiasi processo di duplicazione dischi o altri apparecchi analoghi o li

3

smercia, ovvero introduce nel territorio dello Stato le riproduzioni così fatte all'estero;] ( )

f) in violazione dell'art. 79 ritrasmette su filo o per radio o registra in dischi fonografici o altri

apparecchi analoghi le trasmissioni o ritrasmissioni radiofoniche o smercia i dischi fonografici o

altri apparecchi indebitamente registrati. 30

Chiunque commette la violazione di cui al primo comma, lettera a-bis), è ammesso a pagare, prima

dell'apertura del dibattimento, ovvero prima dell'emissione del decreto penale di condanna, una

somma corrispondente alla metà del massimo della pena stabilita dal primo comma per il reato

4

commesso, oltre le spese del procedimento. Il pagamento estingue il reato. ( )

La pena è della reclusione fino ad un anno o della multa non inferiore a lire 1.000.000 se i reati di

cui sopra sono commessi sopra un'opera altrui non destinata alla pubblicazione, ovvero con

usurpazione della paternità dell'opera, ovvero con deformazione, mutilazione o altra modificazione

dell'opera medesima, qualora ne risulti offesa all'onore od alla reputazione dell'autore.

La violazione delle disposizioni di cui al terzo ed al quarto comma dell'articolo 68 comporta la

sospensione della attività di fotocopia, xerocopia o analogo sistema di riproduzione da sei mesi ad

4

un anno nonché la sanzione amministrativa pecuniaria da due a dieci milioni di lire. ( )

(1) Alinea così modificato dalla Legge 18 agosto 2000, n. 248.

(2) Lettera inserita dal D.L. 31 gennaio 2005, n. 7.

(3) Lettera abrogata dalla Legge 29 luglio 1981, n. 406.

(4) Comma inserito dal D.L. 31 gennaio 2005, n. 7. 1

Art. 171-bis. ( )

1. Chiunque abusivamente duplica, per trarne profitto, programmi per elaboratore o ai medesimi fini

importa, distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale o imprenditoriale o concede in locazione

programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla Società italiana degli autori ed editori

(SIAE), è soggetto alla pena della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da lire cinque

milioni a lire trenta milioni. La stessa pena si applica se il fatto concerne qualsiasi mezzo inteso

unicamente a consentire o facilitare la rimozione arbitraria o l'elusione funzionale di dispositivi

applicati a protezione di un programma per elaboratori. La pena non è inferiore nel minimo a due

anni di reclusione e la multa a lire trenta milioni se il fatto è di rilevante gravità.

2. Chiunque, al fine di trarne profitto, su supporti non contrassegnati SIAE riproduce, trasferisce su

altro supporto, distribuisce, comunica, presenta o dimostra in pubblico il contenuto di una banca di

dati in violazione delle disposizioni di cui agli articoli 64-quinquies e 64-sexies, ovvero esegue

l'estrazione o il reimpiego della banca di dati in violazione delle disposizioni di cui agli articoli 102-

bis e 102-ter, ovvero distribuisce, vende o concede in locazione una banca di dati, è soggetto alla

pena della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da lire cinque milioni a lire trenta milioni.

La pena non è inferiore nel minimo a due anni di reclusione e la multa a lire trenta milioni se il fatto

è di rilevante gravità.

(1) Articolo così da ultimo sostituito dalla Legge 18 agosto 2000, n. 248.

1

Art. 171-ter. ( )

1. È punito, se il fatto è commesso per uso non personale, con la reclusione da sei mesi a tre anni e

2

con la multa da cinque a trenta milioni di lire chiunque a fini di lucro: ( )

a) abusivamente duplica, riproduce, trasmette o diffonde in pubblico con qualsiasi procedimento, in

tutto o in parte, un'opera dell'ingegno destinata al circuito televisivo, cinematografico, della vendita

o del noleggio, dischi, nastri o supporti analoghi ovvero ogni altro supporto contenente fonogrammi

o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di

immagini in movimento; 31

b) abusivamente riproduce, trasmette o diffonde in pubblico, con qualsiasi procedimento, opere o

parti di opere letterarie, drammatiche, scientifiche o didattiche, musicali o drammatico-musicali,

ovvero multimediali, anche se inserite in opere collettive o composite o banche dati;

c) pur non avendo concorso alla duplicazione o riproduzione, introduce nel territorio dello Stato,

detiene per la vendita o la distribuzione, distribuisce, pone in commercio, concede in noleggio o

comunque cede a qualsiasi titolo, proietta in pubblico, trasmette a mezzo della televisione con

qualsiasi procedimento, trasmette a mezzo della radio, fa ascoltare in pubblico le duplicazioni o

riproduzioni abusive di cui alle lettere a) e b);

d) detiene per la vendita o la distribuzione, pone in commercio, vende, noleggia, cede a qualsiasi

titolo, proietta in pubblico, trasmette a mezzo della radio o della televisione con qualsiasi

procedimento, videocassette, musicassette, qualsiasi supporto contenente fonogrammi o

videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in

movimento, od altro supporto per il quale è prescritta, ai sensi della presente legge, l'apposizione di

contrassegno da parte della Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.), privi del contrassegno

3

medesimo o dotati di contrassegno contraffatto o alterato ( );

e) in assenza di accordo con il legittimo distributore, ritrasmette o diffonde con qualsiasi mezzo un

servizio criptato ricevuto per mezzo di apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di

trasmissioni ad accesso condizionato;

f) introduce nel territorio dello Stato, detiene per la vendita o la distribuzione, distribuisce, vende,

concede in noleggio, cede a qualsiasi titolo, promuove commercialmente, installa dispositivi o

elementi di decodificazione speciale che consentono l'accesso ad un servizio criptato senza il

pagamento del canone dovuto;

f-bis) fabbrica, importa, distribuisce, vende, noleggia, cede a qualsiasi titolo, pubblicizza per la

vendita o il noleggio, o detiene per scopi commerciali, attrezzature, prodotti o componenti ovvero

presta servizi che abbiano la prevalente finalità o l'uso commerciale di eludere efficaci misure

tecnologiche di cui all'art. 102-quater ovvero siano principalmente progettati, prodotti, adattati o

realizzati con la finalità di rendere possibile o facilitare l'elusione di predette misure. Fra le misure

tecnologiche sono comprese quelle applicate, o che residuano, a seguito della rimozione delle

misure medesime conseguentemente a iniziativa volontaria dei titolari dei diritti o ad accordi tra

questi ultimi e i beneficiari di eccezioni, ovvero a seguito di esecuzione di provvedimenti

4

dell'autorità amministrativa o giurisdizionale; ( )

h) abusivamente rimuove o altera le informazioni elettroniche di cui all'articolo 102-quinquies,

ovvero distribuisce, importa a fini di distribuzione, diffonde per radio o per televisione, comunica o

mette a disposizione del pubblico opere o altri materiali protetti dai quali siano state rimosse o

4

alterate le informazioni elettroniche stesse. ( )

2. È punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da cinque a trenta milioni di lire

chiunque:

a) riproduce, duplica, trasmette o diffonde abusivamente, vende o pone altrimenti in commercio,

cede a qualsiasi titolo o importa abusivamente oltre cinquanta copie o esemplari di opere tutelate

dal diritto d'autore e da diritti connessi; 32

a-bis) in violazione dell'articolo 16, a fini di lucro, comunica al pubblico immettendola in un

sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un'opera dell'ingegno protetta

5

dal diritto d'autore, o parte di essa; ( )

b) esercitando in forma imprenditoriale attività di riproduzione, distribuzione, vendita o

commercializzazione, importazione di opere tutelate dal diritto d'autore e da diritti commessi, si

rende colpevole dei fatti previsti dal comma 1;

c) promuove o organizza le attività illecite di cui al comma 1.

3. La pena è diminuita se il fatto è di particolare tenuità.

4. La condanna per uno dei reati previsti nel comma 1 comporta:

a) l'applicazione delle pene accessorie di cui agli articoli 30 e 32-bis del codice penale;

b) la pubblicazione della sentenza in uno o più quotidiani, di cui almeno uno a diffusione nazionale,

e in uno o più periodici specializzati;

c) la sospensione per un periodo di un anno della concessione o autorizzazione di diffusione

radiotelevisiva per l'esercizio dell'attività produttiva o commerciale.

5. Gli importi derivanti dall'applicazione delle sanzioni pecuniarie previste dai precedenti commi

sono versati all'Ente nazionale di previdenza ed assistenza per i pittori e scultori, musicisti, scrittori

ed autori drammatici.

(1) Articolo così sostituito dalla Legge 18 agosto 2000, n. 248.

(2) Alinea così da ultimo modificato dal D.L. 31 gennaio 2005, n. 7.

(3) Lettera così sostituita dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68.

(4) Lettera inserita dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68, che non prevede una lettera g) quindi mancante.

(5) Lettera inserita dal D.L. 22 marzo 2004, n. 72 e poi così modificata dal D.L. 31 gennaio 2005, n.

7. Art. 171-quater.

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con l'arresto sino ad un anno o con

l'ammenda da lire un milione a lire dieci milioni chiunque, abusivamente ed a fini di lucro:

a) concede in noleggio o comunque concede in uso a qualunque titolo, originali, copie o supporti

lecitamente ottenuti di opere tutelate dal diritto di autore;

b) esegue la fissazione su supporto audio, video o audiovideo delle prestazioni artistiche di cui

all'art. 80. 1

Art. 171-quinquies. ( )

1. Ai fini delle disposizioni di cui alla presente legge è equiparata alla concessione in noleggio la

vendita con patto di riscatto ovvero sotto condizione risolutiva quando sia previsto che nel caso di

riscatto o di avveramento della condizione il venditore restituisca una somma comunque inferiore a

quella pagata oppure quando sia previsto da parte dell'acquirente, al momento della consegna, il

33

pagamento di una somma a titolo di acconto o ad altro titolo comunque inferiore al prezzo di

vendita.

(1) Articolo inserito dalla Legge 18 agosto 2000, n. 248. 1

Art. 171-sexies. ( )

1. Quando il materiale sequestrato è, per entità, di difficile custodia, l'autorità giudiziaria può

ordinarne la distruzione, osservate le disposizioni di cui all'articolo 83 delle norme di attuazione, di

coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28

luglio 1989, n. 271.

2. È sempre ordinata la confisca degli strumenti e dei materiali serviti o destinati a commettere i

reati di cui agli articoli 171-bis, 171-ter e 171-quater nonché delle videocassette, degli altri supporti

audiovisivi o fonografici o informatici o multimediali abusivamente duplicati, riprodotti, ceduti,

commerciati, detenuti o introdotti sul territorio nazionale, ovvero non provvisti di contrassegno

SIAE, ove richiesto, o provvisti di contrassegno SIAE contraffatto o alterato, o destinato ad opera

diversa. La confisca è ordinata anche nel caso di applicazione della pena su richiesta delle parti a

norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale.

3. Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano anche se i beni appartengono ad un

soggetto giuridico diverso, nel cui interesse abbia agito uno dei partecipanti al reato.

(1) Articolo inserito dalla Legge 18 agosto 2000, n. 248. 1

Art. 171-septies. ( )

1. La pena di cui all'articolo 171-ter, comma 1, si applica anche:

a) ai produttori o importatori dei supporti non soggetti al contrassegno di cui all'articolo 181-bis, i

quali non comunicano alla SIAE entro trenta giorni dalla data di immissione in commercio sul

territorio nazionale o di importazione i dati necessari alla univoca identificazione dei supporti

medesimi;

b) salvo che il fatto non costituisca più grave reato, a chiunque dichiari falsamente l'avvenuto

assolvimento degli obblighi di cui all'articolo 181-bis, comma 2, della presente legge.

(1) Articolo inserito dalla Legge 18 agosto 2000, n. 248. 1 2

Art. 171-octies. ( ) ( )

1. Qualora il fatto non costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e

con la multa da lire cinque milioni a lire cinquanta milioni chiunque a fini fraudolenti produce, pone

in vendita, importa, promuove, installa, modifica, utilizza per uso pubblico e privato apparati o parti

di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate

via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica sia digitale. Si intendono ad accesso

condizionato tutti i segnali audiovisivi trasmessi da emittenti italiane o estere in forma tale da

rendere gli stessi visibili esclusivamente a gruppi chiusi di utenti selezionati dal soggetto che

effettua l'emissione del segnale, indipendentemente dalla imposizione di un canone per la fruizione

di tale servizio. 34

2. La pena non è inferiore a due anni di reclusione e la multa a lire trenta milioni se il fatto è di

rilevante gravità.

(1) Articolo inserito dalla Legge 18 agosto 2000, n. 248.

(2) La Corte costituzionale con sentenza 29 dicembre 2004, n. 426 ha dichiarato l'illegittimità

costituzionale del presente articolo "nella parte in cui limitatamente ai fatti commessi dalla sua

entrata in vigore fino all'entrata in vigore della Legge 7 febbraio 2003, n. 22 punisce con sanzione

penale anziché con la sanzione amministrativa prevista dall'art. 6 del decreto legislativo 15

novembre 2000, n. 373 l'utilizzazione per uso privato di apparati o parti di apparati atti alla

decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via

satellite, via cavo, in forma sia analogica sia digitale. 1

Art. 171-octies-1. ( )

1. Chiunque si rifiuti senza giustificato motivo di rispondere alle domande del giudice ai sensi

dell'articolo 156-ter ovvero fornisce allo stesso false informazioni è punito con le pene previste

dall'articolo 372 del codice penale, ridotte della metà.

(1) Articolo inserito dal D.Lgs. 16 marzo 2006, n. 140. 1

Art. 171-nonies. ( )

1. La pena principale per i reati di cui agli articoli 171-bis, 171-ter e 171-quater è diminuita da un

terzo alla metà e non si applicano le pene accessorie a colui che, prima che la violazione gli sia stata

specificatamente contestata in un atto dell'autorità giudiziaria, la denuncia spontaneamente o,

fornendo tutte le informazioni in suo possesso, consente l'individuazione del promotore o

organizzatore dell'attività illecita di cui agli articoli 171-ter e 171-quater, di altro duplicatore o di

altro distributore, ovvero il sequestro di notevoli quantità di supporti audiovisivi e fonografici o di

strumenti o materiali serviti o destinati alla commissione dei reati.

2. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al promotore o organizzatore delle attività

illecite previste dall'articolo 171-bis, comma 1, e dall'articolo 171-ter, comma 1.

(1) Articolo inserito dalla Legge 18 agosto 2000, n. 248.

1

Art. 172. ( )

1. Se i fatti preveduti nell'articolo 171 sono commessi per colpa la pena è della sanzione

amministrativa fino a 1.032,00 euro.

2. Con la stessa pena è punito chiunque esercita l'attività di intermediario in violazione del disposto

degli articoli 180 e 183.

3. La violazione delle disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 152 e all'articolo 153 comporta la

sospensione dell'attività professionale o commerciale da sei mesi ad un anno, nonchè la sanzione

amministrativa da 1.034,00 euro a 5.165,00 euro.

(1) Articolo così sostituito dal D.Lgs. 13 febbraio 2006, n. 118. 35

Art. 173.

Le sanzioni previste negli articoli precedenti si applicano quando il fatto non costituisce reato più

grave previsto dal codice penale o da altre leggi.

Art. 174.

Nei giudizi penali regolati da questa sezione la persona offesa, costituitasi parte civile, può sempre

chiedere al giudice penale l'applicazione dei provvedimenti e delle sanzioni previsti dagli artt. 159 e

160. 1

Art. 174-bis. ( )

1. Ferme le sanzioni penali applicabili, la violazione delle disposizioni previste nella presente

sezione è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio del prezzo di mercato

dell'opera o del supporto oggetto della violazione, in misura comunque non inferiore a euro 103,00.

Se il prezzo non è facilmente determinabile, la violazione è punita con la sanzione amministrativa

da euro 103,00 a euro 1032,00. La sanzione amministrativa si applica nella misura stabilita per ogni

violazione e per ogni esemplare abusivamente duplicato o riprodotto.

(1) Articolo inserito dalla Legge 18 agosto 2000, n. 248 e poi così sostituito dal D.Lgs. 9 aprile

2003, n. 68. 1

Art. 174-ter. ( )

1. Chiunque abusivamente utilizza, anche via etere o via cavo, duplica, riproduce, in tutto o in parte,

con qualsiasi procedimento, anche avvalendosi di strumenti atti ad eludere le misure tecnologiche di

protezione, opere o materiali protetti, oppure acquista o noleggia supporti audiovisivi, fonografici,

informatici o multimediali non conformi alle prescrizioni della presente legge, ovvero attrezzature,

prodotti o componenti atti ad eludere misure di protezione tecnologiche è punito, purché il fatto non

concorra con i reati di cui agli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 171-quater, 171-quinquies, 171-septies

e 171-octies, con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 154 e con le sanzioni accessorie

della confisca del materiale e della pubblicazione del provvedimento su un giornale quotidiano a

diffusione nazionale.

2. In caso di recidiva o di fatto grave per la quantità delle violazioni o delle copie acquistate o

noleggiate, la sanzione amministrativa è aumentata sino ad euro 1032,00 ed il fatto è punito con la

confisca degli strumenti e del materiale, con la pubblicazione del provvedimento su due o più

giornali quotidiani a diffusione nazionale o su uno o più periodici specializzati nel settore dello

spettacolo e, se si tratta di attività imprenditoriale, con la revoca della concessione o

dell'autorizzazione di diffusione radiotelevisiva o dell'autorizzazione per l'esercizio dell'attività

produttiva o commerciale.

(1) Articolo inserito dalla Legge 18 agosto 2000, n. 248 e poi così sostituito dal D.Lgs. 9 aprile

2003, n. 68. 1

Art. 174-quater. ( )

1. I proventi derivanti dalle sanzioni amministrative, applicati ai sensi degli articoli 174-bis e 174-

ter, affluiscono all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati, con decreto del Ministro

dell'economia e delle finanze: 36

a) in misura pari al cinquanta per cento ad un Fondo iscritto allo stato di previsione del Ministero

della giustizia destinato al potenziamento delle strutture e degli strumenti impiegati nella

prevenzione e nell'accertamento dei reati previsti dalla presente legge. Il Fondo è istituito con

decreto adottato dal Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'interno, ai sensi

dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

b) nella restante misura, ad apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell'economia e

delle finanze per la promozione delle campagne informative di cui al comma 3-bis dell'articolo 26

della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni.

(1) Articolo inserito dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68. 1

Art. 174-quinquies. ( )

1. Quando esercita l'azione penale per taluno dei reati non colposi previsti dalla presente sezione

commessi nell'àmbito di un esercizio commerciale o di un'attività soggetta ad autorizzazione, il

pubblico ministero ne dà comunicazione al questore, indicando gli elementi utili per l'adozione del

provvedimento di cui al comma 2.

2. Valutati gli elementi indicati nella comunicazione di cui al comma 1, il questore, sentiti gli

interessati, può disporre, con provvedimento motivato, la sospensione dell'esercizio o dell'attività

per un periodo non inferiore a quindici giorni e non superiore a tre mesi, senza pregiudizio del

sequestro penale eventualmente adottato.

3. In caso di condanna per taluno dei reati di cui al comma 1, è sempre disposta, a titolo di sanzione

amministrativa accessoria, la cessazione temporanea dell'esercizio o dell'attività per un periodo da

tre mesi ad un anno, computata la durata della sospensione disposta a norma del comma 2. Si

applica l'articolo 24 della legge 24 novembre 1981, n. 689. In caso di recidiva specifica è disposta la

revoca della licenza di esercizio o dell'autorizzazione allo svolgimento dell'attività.

4. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche nei confronti degli stabilimenti di

sviluppo e di stampa, di sincronizzazione e postproduzione, nonché di masterizzazione, tipografia e

che comunque esercitino attività di produzione industriale connesse alla realizzazione dei supporti

contraffatti e nei confronti dei centri di emissione o ricezione di programmi televisivi. Le

agevolazioni di cui all'art. 45 della legge 4 novembre 1965, n. 1213, e successive modificazioni,

sono sospese in caso di esercizio dell'azione penale; se vi è condanna, sono revocate e non possono

essere nuovamente concesse per almeno un biennio.

(1) Articolo inserito dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68. 37

Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70 - "Attuazione della direttiva

2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società

dell'informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al

commercio elettronico"

Art. 1

(Finalita)

1. Il presente decreto e' diretto a promuovere la libera circolazione dei servizi della societa'

dell'informazione, fra i quali il commercio elettronico.

2. Non rientrano nel campo di applicazione del presente decreto:

a) i rapporti fra contribuente e amministrazione finanziaria connessi con l'applicazione, anche

tramite concessionari, delle disposizioni in materia di tributi nonche' la regolamentazione degli

aspetti tributari dei servizi della societa' dell'informazione ed in particolare del commercio

elettronico;

b) le questioni relative al diritto alla riservatezza, con riguardo al trattamento dei dati personali nel

settore delle telecomunicazioni di cui alla legge 31 dicembre 1996, n. 675, e al decreto legislativo

13 maggio 1998, n. 171, e successive modificazioni;

c) le intese restrittive della concorrenza;

d) le prestazioni di servizi della societa' dell'informazione effettuate da soggetti stabiliti in Paesi non

appartenenti allo spazio economico europeo;

e) le attivita', dei notai o di altre professioni, nella misura in cui implicano un nesso diretto e

specifico con l'esercizio dei pubblici poteri;

f) la rappresentanza e la difesa processuali;

g) i giochi d'azzardo, ove ammessi, che implicano una posta pecuniaria, i giochi di fortuna,

compresi il lotto, le lotterie, le scommesse i concorsi pronostici e gli altri giochi come definiti dalla

normativa vigente, nonche' quelli nei quali l'elemento aleatorio e' prevalente.

3. Sono fatte salve le disposizioni comunitarie e nazionali sulla tutela della salute pubblica e dei

consumatori, sul regime autorizzatorio in ordine alle prestazioni di servizi investigativi o di

vigilanza privata, nonche' in materia di ordine pubblico e di sicurezza, di prevenzione del

riciclaggio del denaro, del traffico illecito di stupefacenti, di commercio, importazione ed

esportazione di armi, munizioni ed esplosivi e dei materiali d'armamento di cui alla legge 9 luglio

1990, n. 185. Art. 2

(Definizioni)

1. Ai fini del presente decreto si intende per:

a) "servizi della societa' dell'informazione": le attivita' economiche svolte in linea -on line-, nonche'

i servizi definiti dall'articolo 1, comma 1, lettera b), della legge 21 giugno 1986, n. 317, e successive

modificazioni;

b) "prestatore": la persona fisica o giuridica che presta un servizio della societa' dell'informazione;

c) "prestatore stabilito": il prestatore che esercita effettivamente un'attivita' economica mediante una

stabile organizzazione per un tempo indeterminato. La presenza e l'uso dei mezzi tecnici e delle

tecnologie necessarie per prestare un servizio non costituiscono di per se' uno stabilimento del

prestatore;

d) "destinatario del servizio": il soggetto che, a scopi professionali e non, utilizza un servizio della

societa' dell'informazione, in particolare per ricercare o rendere accessibili informazioni;

38

e) "consumatore": qualsiasi persona fisica che agisca con finalita' non riferibili all'attivita'

commerciale, imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.

f) "comunicazioni commerciali": tutte le forme di comunicazione destinate, in modo diretto o

indiretto, a promuovere beni, servizi o l'immagine di un'impresa, di un'organizzazione o di un

soggetto che esercita un'attivita' agricola, commerciale, industriale, artigianale o una libera

professione. Non sono di per se' comunicazioni commerciali:

1) le informazioni che consentono un accesso diretto all'attivita' dell'impresa, del soggetto o

dell'organizzazione, come un nome di dominio, o un indirizzo di posta elettronica;

2) le comunicazioni relative a beni, servizi o all'immagine di tale impresa, soggetto o

organizzazione, elaborate in modo indipendente, in particolare senza alcun corrispettivo;

g) "professione regolamentata": professione riconosciuta ai sensi dell'articolo 2 del decreto

legislativo 27 gennaio 1992, n. 115, ovvero ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 2 maggio

1994, n. 319;

h) "ambito regolamentato": le disposizioni applicabili ai prestatori di servizi o ai servizi della

societa' dell'informazione, indipendentemente dal fatto che siano di carattere generale o loro

specificamente destinate. L'ambito regolamentato riguarda le disposizioni che il prestatore deve

soddisfare per quanto concerne:

1) l'accesso all'attivita' di servizi della societa' dell'informazione, quali le disposizioni riguardanti le

qualifiche e i regimi di autorizzazione o di notifica;

2) l'esercizio dell'attivita' di un servizio della societa' dell'informazione, quali, ad esempio, le

disposizioni riguardanti il comportamento del prestatore, la qualita' o i contenuti del servizio,

comprese le disposizioni applicabili alla pubblicita' e ai contratti, ovvero alla responsabilita' del

prestatore.

2. L'ambito regolamentato comprende unicamente i requisiti riguardanti le attivita' in linea e non

comprende i requisiti legali relativi a:

a) le merci in quanto tali, nonche' le merci, i beni e i prodotti per le quali le disposizioni comunitarie

o nazionali nelle materie di cui all'articolo 1, comma 3, prevedono il possesso e l'esibizione di

documenti, certificazioni, nulla osta o altri titoli autorizzatori di qualunque specie;

b) la consegna o il trasporto delle merci;

c) i servizi non prestati per via elettronica.

3. Sono fatte salve, ove non espressamente derogate, le disposizioni in materia bancaria, finanziaria,

assicurativa e dei sistemi di pagamento e le competenze degli organi amministrativi e degli organi

di polizia aventi funzioni di vigilanza e di controllo, compreso il controllo sulle reti informatiche di

cui alla legge 31 luglio 1997, n. 249, e delle autorita' indipendenti di settore.

Art. 3

(Mercato Interno)

1. I servizi della societa' dell'informazione forniti da un prestatore stabilito sul territorio italiano si

conformano alle disposizioni nazionali applicabili nell'ambito regolamentato e alle norme del

presente decreto.

2. Le disposizioni relative all'ambito regolamentato di cui all'articolo 2, comma 1 , lettera h), non

possono limitare la libera circolazione dei servizi della societa' dell'informazione provenienti da un

prestatore stabilito in un altro Stato membro.

3. Alle controversie che riguardano il prestatore stabilito si applicano le disposizioni del

regolamento CE n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza

giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale. 39

Art. 4

(Deroghe all'articolo 3)

1. Le disposizioni dei commi 1 e 2 dell'articolo 3, non si applicano nei seguenti casi:

a) diritti d'autore, diritti assimilati, diritti di cui alla legge 21 febbraio 1989, n. 70, e al decreto

legislativo 6 maggio 1999, n. 169, nonche' diritti di proprieta' industriale;

b) emissione di moneta elettronica da parte di istituti per i quali gli Stati membri hanno applicato

una delle deroghe di cui all'articolo 8, paragrafo 1, della direttiva 2000/46/CE del Parlamento

europeo e del Consiglio riguardante l'avvio, l'esercizio e la vigilanza prudenziale dell'attivita' degli

istituti di moneta elettronica;

c) l'articolo 44, paragrafo 2, della direttiva 85/611/CEE, in materia di pubblicita' degli organismi di

investimento collettivo in valori mobiliari;

d) all'attivita' assicurativa di cui all'articolo 30 e al titolo IV della direttiva 92/49/CEE, terza

direttiva sulle assicurazioni sui danni, agli articoli 7 e 8 della direttiva 88/357/CEE, seconda

direttiva sulle assicurazioni sui danni; al titolo IV della direttiva 92/96/CEE, terza direttiva sulle

assicurazioni sulla vita, e all'articolo 4 della direttiva 90/619/CEE, la seconda direttiva sulle

assicurazioni sulla vita, come modificate dalla direttiva 2002/83/CE;

e) facolta' delle parti di scegliere la legge applicabile al loro contratto;

f) obbligazioni contrattuali riguardanti i contratti conclusi dai consumatori;

g) validita' dei contratti che istituiscono o trasferiscono diritti relativi a beni immobili nei casi in cui

tali contratti devono soddisfare requisiti formali;

h) ammissibilita' delle comunicazioni commerciali non sollecitate per posta elettronica.

Art. 5

(Deroghe)

1. La libera circolazione di un determinato servizio della societa' dell'informazione proveniente da

un altro Stato membro puo' essere limitata, con provvedimento dell'autorita' giudiziaria o degli

organi amministrativi di vigilanza o delle autorita' indipendenti di settore, per motivi di:

a) ordine pubblico, per l'opera di prevenzione, investigazione, individuazione e perseguimento di

reati, in particolare la tutela dei minori e la lotta contro l'incitamento all'odio razziale, sessuale,

religioso o etnico, nonche' contro la violazione della dignita' umana;

b) tutela della salute pubblica;

c) pubblica sicurezza, compresa la salvaguardia della sicurezza e della difesa nazionale;

d) tutela dei consumatori, ivi compresi gli investitori.

2. I provvedimenti di cui al comma 1 possono essere adottati se, nel caso concreto, sono:

a) necessari riguardo ad un determinato servizio della societa' dell'informazione lesivo degli

obiettivi posti a tutela degli interessi pubblici di cui al comma 1, ovvero che costituisca un rischio

serio e grave di pregiudizio agli stessi obiettivi;

b) proporzionati a tali obiettivi.

3. Fatti salvi i procedimenti giudiziari e gli atti compiuti nell'ambito di un'indagine penale, l'autorita'

competente, per il tramite del Ministero delle attivita' produttive ovvero l'autorita' indipendente di

settore, deve, prima di adottare il provvedimento:

a) chiedere allo Stato membro di cui al comma 1 di prendere provvedimenti e verificare che essi

non sono stati presi o che erano inadeguati;

b) notificare alla Commissione europea e allo Stato membro di cui al comma 1, la sua intenzione di

adottare tali provvedimenti. Dei provvedimenti adottati dalle autorita' indipendenti, e' data

periodicamente comunicazione al Ministero competente. 40

4. In caso di urgenza, i soggetti di cui al comma 3 possono derogare alle condizioni poste nello

stesso comma. I provvedimenti, in tal caso, sono notificati nel piu' breve tempo possibile alla

Commissione e allo Stato membro, insieme ai motivi dell'urgenza.

Art. 6

(Assenza di autorizzazione preventiva)

1. L'accesso all'attivita' di un prestatore di un servizio della societa' dell'informazione e il suo

esercizio non sono soggetti, in quanto tali, ad autorizzazione preventiva o ad altra misura di effetto

equivalente.

2. Sono fatte salve le disposizioni sui regimi di autorizzazione che non riguardano specificatamente

ed esclusivamente i servizi della societa' dell'informazione o i regimi di autorizzazione nel settore

dei servizi delle telecomunicazioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre

1997, n. 318, dalla cui applicazione sono esclusi i servizi della societa' dell'informazione.

Art. 7

(Informazioni generali obbligatorie)

1. Il prestatore, in aggiunta agli obblighi informativi previsti per specifici beni e servizi, deve

rendere facilmente accessibili, in modo diretto e permanente, ai destinatari del servizio e alle

Autorita' competenti le seguenti informazioni:

a) il nome, la denominazione o la ragione sociale;

b) il domicilio o la sede legale;

c) gli estremi che permettono di contattare rapidamente il prestatore e di comunicare direttamente

ed efficacemente con lo stesso, compreso l'indirizzo di posta elettronica;

d) il numero di iscrizione al repertorio delle attivita' economiche, REA, o al registro delle imprese;

e) gli elementi di individuazione, nonche' gli estremi della competente autorita' di vigilanza qualora

un'attivita' sia soggetta a concessione, licenza od autorizzazione;

f) per quanto riguarda le professioni regolamentate:

1) l'ordine professionale o istituzione analoga, presso cui il prestatore sia iscritto e il numero di

iscrizione;

2) il titolo professionale e lo Stato membro in cui e' stato rilasciato;

3) il riferimento alle norme professionali e agli eventuali codici di condotta vigenti nello Stato

membro di stabilimento e le modalita' di consultazione dei medesimi;

g) il numero della partita IVA o altro numero di identificazione considerato equivalente nello Stato

membro, qualora il prestatore eserciti un'attivita' soggetta ad imposta;

h) l'indicazione in modo chiaro ed inequivocabile dei prezzi e delle tariffe dei diversi servizi della

societa' dell'informazione forniti, evidenziando se comprendono le imposte, i costi di consegna ed

altri elementi aggiuntivi da specificare;

i) l'indicazione delle attivita' consentite al consumatore e al destinatario del servizio e gli estremi del

contratto qualora un'attivita' sia soggetta ad autorizzazione o l'oggetto della prestazione sia fornito

sulla base di un contratto di licenza d'uso.

2. Il prestatore deve aggiornare le informazioni di cui al comma 1.

3. La registrazione della testata editoriale telematica e' obbligatoria esclusivamente per le attivita'

per le quali i prestatori del servizio intendano avvalersi delle provvidenze previste dalla legge 7

marzo 2001, n. 62. 41

Art. 8

(Obblighi di informazione per la comunicazione commerciale)

1. In aggiunta agli obblighi informativi previsti per specifici beni e servizi, le comunicazioni

commerciali che costituiscono un servizio della societa' dell'informazione o ne sono parte

integrante, devono contenere, sin dal primo invio, in modo chiaro ed inequivocabile, una specifica

informativa, diretta ad evidenziare:

a) che si tratta di comunicazione commerciale;

b) la persona fisica o giuridica per conto della quale e' effettuata la comunicazione commerciale;

c) che si tratta di un'offerta promozionale come sconti, premi, o omaggi e le relative condizioni di

accesso;

d) che si tratta di concorsi o giochi promozionali, se consentiti, e le relative condizioni di

partecipazione. Art. 9

(Comunicazione commerciale non sollecitata)

1. Fatti salvi gli obblighi previsti dal decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 185, e dal decreto

legislativo 13 maggio 1998, n. 171, le comunicazioni commerciali non sollecitate trasmesse da un

prestatore per posta elettronica devono, in modo chiaro e inequivocabile, essere identificate come

tali fin dal momento in cui il destinatario le riceve e contenere l'indicazione che il destinatario del

messaggio puo' opporsi al ricevimento in futuro di tali comunicazioni.

2. La prova del carattere sollecitato delle comunicazioni commerciali e' onere del prestatore.

Art. 10

(Uso delle comunicazioni commerciali nelle professioni regolamentate)

1. L'impiego di comunicazioni commerciali che costituiscono un servizio della societa'

dell'informazione o ne sono parte, fornite da chi esercita una professione regolamentata, deve essere

conforme alle regole di deontologia professionale e in particolare, all'indipendenza, alla dignita',

all'onore della professione, al segreto professionale e alla lealta' verso clienti e colleghi.

Art. 11

(Esclusioni)

1. Il presente decreto non si applica a:

a) contratti che istituiscono o trasferiscono diritti relativi a beni immobili, diversi da quelli in

materia di locazione;

b) contratti che richiedono per legge l'intervento di organi giurisdizionali, pubblici poteri o

professioni che implicano l'esercizio di pubblici poteri;

c) contratti di fideiussione o di garanzie prestate da persone che agiscono a fini che esulano dalle

loro attivita' commerciali, imprenditoriali o professionali;

d) contratti disciplinati dal diritto di famiglia o di successione.

Art. 12

(Informazioni dirette alla conclusione del contratto)

1. Oltre agli obblighi informativi previsti per specifici beni e servizi, nonche' a quelli stabiliti

dall'articolo 3 del decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 185, il prestatore, salvo diverso accordo tra

parti che non siano consumatori, deve fornire in modo chiaro, comprensibile ed inequivocabile,

42

prima dell'inoltro dell'ordine da parte del destinatario del servizio, le seguenti informazioni:

a) le varie fasi tecniche da seguire per la conclusione del contratto;

b) il modo in cui il contratto concluso sara' archiviato e le relative modalita' di accesso;

c) i mezzi tecnici messi a disposizione del destinatario per individuare e correggere gli errori di

inserimento dei dati prima di inoltrare l'ordine al prestatore;

d) gli eventuali codici di condotta cui aderisce e come accedervi per via telematica;

e) le lingue a disposizione per concludere il contratto oltre all'italiano;

f) l'indicazione degli strumenti di composizione delle controversie.

2. Il comma 1 non e' applicabile ai contratti conclusi esclusivamente mediante scambio di messaggi

di posta elettronica o comunicazioni individuali equivalenti.

3. Le clausole e le condizioni generali del contratto proposte al destinatario devono essere messe a

sua disposizione in modo che gli sia consentita la memorizzazione e la riproduzione.

Art. 13

(Inoltro dell'ordine)

1. Le norme sulla conclusione dei contratti si applicano anche nei casi in cui il destinatario di un

bene o di un servizio della societa' dell'informazione inoltri il proprio ordine per via telematica.

2. Salvo differente accordo tra patti diverse dai consumatori, il prestatore deve, senza ingiustificato

ritardo e per via telematica, accusare ricevuta dell'ordine del destinatario contenente un riepilogo

delle condizioni generali e particolari applicabili al contratto, le informazioni relative alle

caratteristiche essenziali del bene o del servizio e l'indicazione dettagliata del prezzo, dei mezzi di

pagamento, del recesso, dei costi di consegna e dei tributi applicabili.

3. L'ordine e la ricevuta si considerano pervenuti quando le parti alle quali sono indirizzati hanno la

possibilita' di accedervi.

4. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 non si applicano ai contratti conclusi esclusivamente

mediante scambio di messaggi di posta elettronica o comunicazioni individuali equivalenti.

Art. 14

(Responsabilita' nell'attivita' di semplice trasporto - Mere conduit-)

1. Nella prestazione di un servizio della societa' dell'informazione consistente nel trasmettere, su

una rete di comunicazione, informazioni fornite da un destinatario del servizio, o nel fornire un

accesso alla rete di comunicazione, il prestatore non e' responsabile delle informazioni trasmesse a

condizione che:

a) non dia origine alla trasmissione;

b) non selezioni il destinatario della trasmissione;

c) non selezioni ne' modifichi le informazioni trasmesse.

2. Le attivita' di trasmissione e di fornitura di accesso di cui al comma 1 includono la

memorizzazione automatica, intermedia e transitoria delle informazioni trasmesse, a condizione che

questa serva solo alla trasmissione sulla rete di comunicazione e che la sua durata non ecceda il

tempo ragionevolmente necessario a tale scopo. 43

3. L'autorita' giudiziaria o quella amministrativa, avente funzioni di vigilanza, puo' esigere, anche in

via d'urgenza, che il prestatore, nell'esercizio delle attivita' di cui al comma 2, impedisca o ponga

fine alle violazioni commesse. Art. 15

(Responsabilita' nell'attivita' di memorizzazione temporanea - caching)

1. Nella prestazione di un servizio della societa' dell'informazione, consistente nel trasmettere, su

una rete di comunicazione, informazioni fornite da un destinatario del servizio, il prestatore non e'

responsabile della memorizzazione automatica, intermedia e temporanea di tali informazioni

effettuata al solo scopo di rendere piu' efficace il successivo inoltro ad altri destinatari a loro

richiesta, a condizione che:

a) non modifichi le informazioni;

b) si conformi alle condizioni di accesso alle informazioni;

c) si conformi alle norme di aggiornamento delle informazioni, indicate in un modo ampiamente

riconosciuto e utilizzato dalle imprese del settore;

d) non interferisca con l'uso lecito di tecnologia ampiamente riconosciuta e utilizzata nel settore per

ottenere dati sull'impiego delle informazioni;

e) agisca prontamente per rimuovere le informazioni che ha memorizzato, o per disabilitare

l'accesso, non appena venga effettivamente a conoscenza del fatto che le informazioni sono state

rimosse dal luogo dove si trovavano inizialmente sulla rete o che l'accesso alle informazioni e' stato

disabilitato oppure che un organo giurisdizionale o un'autorita' amministrativa ne ha disposto la

rimozione o la disabilitazione.

2. L'autorita' giudiziaria o quella amministrativa aventi funzioni di vigilanza puo' esigere, anche in

via d'urgenza, che il prestatore, nell'esercizio delle attivita' di cui al comma 1, impedisca o ponga

fine alle violazioni commesse. Art. 16

(Responsabilita' nell'attivita' di memorizzazione di informazioni - hosting-)

1. Nella prestazione di un servizio della societa' dell'informazione, consistente nella

memorizzazione di informazioni fornite da un destinatario del servizio, il prestatore non e'

responsabile delle informazioni memorizzate a richiesta di un destinatario del servizio, a condizione

che detto prestatore:

a) non sia effettivamente a conoscenza del fatto che l'attivita' o l'informazione e' illecita e, per

quanto attiene ad azioni risarcitorie, non sia al corrente di fatti o di circostanze che rendono

manifesta l'illiceita' dell'attivita' o dell'informazione;

b) non appena a conoscenza di tali fatti, su comunicazione delle autorita' competenti, agisca

immediatamente per rimuovere le informazioni o per disabilitarne l'accesso.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano se il destinatario del servizio agisce sotto

l'autorita' o il controllo del prestatore.

3. L'autorita' giudiziaria o quella amministrativa competente puo' esigere, anche in via d'urgenza,

che il prestatore, nell'esercizio delle attivita' di cui al comma 1, impedisca o ponga fine alle

violazioni commesse. 44

Art. 17

(Assenza dell'obbligo generale di sorveglianza)

1. Nella prestazione dei servizi di cui agli articoli 14, 15 e 16, il prestatore non e' assoggettato ad un

obbligo generale di sorveglianza sulle informazioni che trasmette o memorizza, ne' ad un obbligo

generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attivita' illecite.

2. Fatte salve le disposizioni di cui agli articoli 14, 15 e 16, il prestatore e' comunque tenuto:

a) ad informare senza indugio l'autorita' giudiziaria o quella amministrativa avente funzioni di

vigilanza, qualora sia a conoscenza di presunte attivita' o informazioni illecite riguardanti un suo

destinatario del servizio della societa' dell'informazione;

b) a fornire senza indugio, a richiesta delle autorita' competenti, le informazioni in suo possesso che

consentano l'identificazione del destinatario dei suoi servizi con cui ha accordi di memorizzazione

dei dati, al fine di individuare e prevenire attivita' illecite.

3. Il prestatore e' civilmente responsabile del contenuto di tali servizi nel caso in cui, richiesto

dall'autorita' giudiziaria o amministrativa avente funzioni di vigilanza, non ha agito prontamente per

impedire l'accesso a detto contenuto, ovvero se, avendo avuto conoscenza del carattere illecito o

pregiudizievole per un terzo del contenuto di un servizio al quale assicura l'accesso, non ha

provveduto ad informarne l'autorita' competente.

Art. 18

(Codici di condotta)

1. Le associazioni o le organizzazioni imprenditoriali, professionali o di consumatori promuovono

l'adozione di codici di condotta che trasmettono al Ministero delle attivita' produttive ed alla

Commissione Europea, con ogni utile informazione sulla loro applicazione e sul loro impatto nelle

pratiche e consuetudini relative al commercio elettronico.

2. Il codice di condotta, se adottato, e' reso accessibile per via telematica e deve essere redatto, oltre

che in lingua italiana e inglese, almeno in un'altra lingua comunitaria.

3. Nella redazione di codici di condotta deve essere garantita la protezione dei minori e

salvaguardata la dignita' umana. Art. 19

(Composizione delle controversie)

1. In caso di controversie, prestatore e destinatario del servizio della societa' dell'informazione

possono adire, anche organi di composizione extragiudiziale che operano anche per via telematica.

Tali organi, se operano in conformita' ai principi previsti dall'ordinamento comunitario e da quello

nazionale, sono notificati, su loro richiesta, alla Commissione dell'unione Europea per l'inserimento

nella Rete europea di composizione extragiudiziale delle controversie.

2. Gli organi di composizione extragiudiziale delle controversie comunicano alla Commissione

Europea, nonche' al Ministero delle attivita' produttive, che provvede a darne comunicazione alle

Amministrazioni competenti per materia, le decisioni significative che adottano sui servizi della

societa' dell'informazione, nonche' ogni altra informazione su pratiche, consuetudini od usi relativi

al commercio elettronico. 45

Art. 20

(Cooperazione)

1. Presso il Ministero delle attivita' produttive e' istituito, senza maggiori oneri a carico del bilancio

dello Stato, il punto di contatto nazionale che fornisce assistenza e collaborazione agli Stati membri

e alla Commissione. Il punto di contatto e' accessibile anche per via telematica.

2. Il Ministero delle attivita' produttive, provvede affinche' sul proprio sito siano rese

tempestivamente disponibili, per le Amministrazioni pubbliche, per i destinatari e per i fornitori di

servizi:

a) le informazioni generali sui diritti ed obblighi contrattuali e sui meccanismi di reclamo e ricorso

disponibili in caso di controversie, nonche' sui codici di condotta elaborati con le associazioni di

consumatori iscritte nell'elenco di cui all'articolo 5 della legge 30 luglio 1998, n. 281;

b) gli estremi delle autorita', organizzazioni o associazioni presso le quali possono ottenere ulteriori

informazioni o assistenza;

c) gli estremi e la sintesi delle decisioni significative riguardo a controversie sui servizi della

societa' dell'informazione, comprese quelle adottate dagli organi di composizione extragiudiziale,

nonche' informazioni su pratiche, consuetudini od usi relativi al commercio elettronico.

Art. 21

(Sanzioni)

1. Salvo che il fatto costituisca reato, le violazioni di cui agli articoli 7, 8, 9, 10 e 12 sono punite con

il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 103 euro a 10.000 euro.

2. Nei casi di particolare gravita' o di recidiva i limiti minimo e massimo della sanzione indicata al

comma 1 sono raddoppiati.

3. Le sanzioni sono applicate ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689. Fermo restando quanto

previsto in ordine ai poteri di accertamento degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria

dall'articolo 13 della citata legge 24 novembre 1981, n. 689, all'accertamento delle violazioni

provvedono, d'ufficio o su denunzia, gli organi di polizia amministrativa. Il rapporto di

accertamento delle violazioni di cui al comma 1 e' presentato al Ministero delle attivita' produttive,

fatta salva l'ipotesi di cui all'articolo 24 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

Art. 22

(Entrata in vigore)

1. Il presente decreto entra in vigore il trentesimo giorno dalla data della sua pubblicazione nella

Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. 46

Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206 - "Codice del consumo, a

norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229"

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 8 ottobre 2005 - Supplemento Ordinario n. 162

P I

ARTE

DISPOSIZIONI GENERALI

T I

ITOLO

DISPOSIZIONI GENERALI E FINALITÀ

Art. 1.

Finalità ed oggetto

1. Nel rispetto della Costituzione ed in conformità ai principi contenuti nei trattati istitutivi delle

Comunità europee, nel trattato dell'Unione europea, nella normativa comunitaria con particolare

riguardo all'articolo 153 del Trattato istitutivo della Comunità economica europea, nonche' nei

trattati internazionali, il presente codice armonizza e riordina le normative concernenti i processi dì

acquisto e consumo, al fine di assicurare un elevato livello di tutela dei consumatori e degli utenti.

Art. 2.

Diritti dei consumatori

1. Sono riconosciuti e garantiti i diritti e gli interessi individuali e collettivi dei consumatori e degli

utenti, ne e' promossa la tutela in sede nazionale e locale, anche in forma collettiva e associativa,

sono favorite le iniziative rivolte a perseguire tali finalità, anche attraverso la disciplina dei rapporti

tra le associazioni dei consumatori e degli utenti e le pubbliche amministrazioni.

2. Ai consumatori ed agli utenti sono riconosciuti come fondamentali i diritti:

a) alla tutela della salute;

b) alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e dei servizi;

c) ad una adeguata informazione e ad una corretta pubblicità;

d) all'educazione al consumo;

e) alla correttezza, alla trasparenza ed all'equità nei rapporti contrattuali;

f) alla promozione e allo sviluppo dell'associazionismo libero, volontario e democratico tra i

consumatori e gli utenti;

g) all'erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità e di efficienza.

Art. 3.

Definizioni

1. Ai fini del presente codice si intende per: 47

a) consumatore o utente: la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o

professionale eventualmente svolta;

b) associazioni dei consumatori e degli utenti: le formazioni sociali che abbiano per scopo statutario

esclusivo la tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori o degli utenti;

c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività

imprenditoriale o professionale, ovvero un suo intermediario;

d) produttore: fatto salvo quanto stabilito nell'articolo 103, comma 1, lettera d), e nell'articolo 115,

comma 1, il fabbricante del bene o il fornitore del servizio, o un suo intermediario, nonche'

l'importatore del bene o del servizio nel territorio dell'Unione europea o qualsiasi altra persona

fisica o giuridica che si presenta come produttore identificando il bene o il servizio con il proprio

nome, marchio o altro segno distintivo;

e) prodotto: fatto salvo quanto stabilito nell'articolo 115, comma 1, qualsiasi prodotto destinato al

consumatore, anche nel quadro di una prestazione di servizi, o suscettibile, in condizioni

ragionevolmente prevedibili, di essere utilizzato dal consumatore, anche se non a lui destinato,

fornito o reso disponibile a titolo oneroso o gratuito nell'ambito di un'attività commerciale,

indipendentemente dal fatto che sia nuovo, usato o rimesso a nuovo; tale definizione non si applica

ai prodotti usati, forniti come pezzi d'antiquariato, o come prodotti da riparare o da rimettere a

nuovo prima dell'utilizzazione, purche' il fornitore ne informi per iscritto la persona cui fornisce il

prodotto;

f) codice: il presente decreto legislativo di riassetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela dei

consumatori. Sezione II

Contratti a distanza

Art. 50.

Definizioni

1. Ai fini della presente sezione si intende per:

a) contratto a distanza: il contratto avente per oggetto beni o servizi stipulato tra un professionista e

un consumatore nell'ambito di un sistema di vendita o di prestazione di servizi a distanza

organizzato dal professionista che, per tale contratto, impiega esclusivamente una o più tecniche di

comunicazione a distanza fino alla conclusione del contratto, compresa la conclusione del contratto

stesso;

b) tecnica di comunicazione a distanza: qualunque mezzo che, senza la presenza fisica e simultanea

del professionista e del consumatore, possa impiegarsi per la conclusione del contratto tra le dette

parti;

c) operatore di tecnica di comunicazione: la persona fisica o giuridica, pubblica o privata, la cui

attività professionale consiste nel mettere a disposizione dei professionisti una o più tecniche di

comunicazione a distanza. Art. 51.

Campo di applicazione 48

1. Le disposizioni della presente sezione si applicano ai contratti a distanza, esclusi i contratti:

a) relativi ai servizi finanziari, un elenco indicativo dei quali e' riportato nell'allegato I;

b) conclusi tramite distributori automatici o locali commerciali automatizzati;

c) conclusi con gli operatori delle telecomunicazioni impiegando telefoni pubblici;

d) relativi alla costruzione e alla vendita o ad altri diritti relativi a beni immobili, con esclusione

della locazione;

e) conclusi in occasione di una vendita all'asta.

Art. 52.

Informazioni per il consumatore

1. In tempo utile, prima della conclusione di qualsiasi contratto a distanza, il consumatore deve

ricevere le seguenti informazioni:

a) identità del professionista e, in caso di contratti che prevedono il pagamento anticipato,

l'indirizzo del professionista;

b) caratteristiche essenziali del bene o del servizio;

c) prezzo del bene o del servizio, comprese tutte le tasse e le imposte;

d) spese di consegna;

e) modalità del pagamento, della consegna del bene o della prestazione del servizio e di ogni altra

forma di esecuzione del contratto;

f) esistenza del diritto di recesso o di esclusione dello stesso, ai sensi dell'articolo 55, comma 2;

g) modalità e tempi di restituzione o di ritiro del bene in caso di esercizio del diritto di recesso;

h) costo dell'utilizzo della tecnica di comunicazione a distanza, quando e' calcolato su una base

diversa dalla tariffa di base;

i) durata della validità dell'offerta e del prezzo;

l) durata minima del contratto in caso di contratti per la fornitura di prodotti o la prestazione di

servizi ad esecuzione continuata o periodica.

2. Le informazioni di cui al comma 1, il cui scopo commerciale deve essere inequivocabile, devono

essere fornite in modo chiaro e comprensibile, con ogni mezzo adeguato alla tecnica di

comunicazione a distanza impiegata, osservando in particolare i principi di buona fede e di lealtà in

materia di transazioni commerciali, valutati alla stregua delle esigenze di protezione delle categorie

di consumatori particolarmente vulnerabili.

3. In caso di comunicazioni telefoniche, l'identità del professionista e lo scopo commerciale della

telefonata devono essere dichiarati in modo inequivocabile all'inizio della conversazione con il 49

consumatore, a pena di nullità del contratto. In caso di utilizzo della posta elettronica si applica la

disciplina prevista dall'articolo 9 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70.

4. Nel caso di utilizzazione di tecniche che consentono una comunicazione individuale, le

informazioni di cui al comma 1 sono fornite, ove il consumatore lo richieda, in lingua italiana. In

tale caso, sono fornite nella stessa lingua anche la conferma e le ulteriori informazioni di cui

all'articolo 53.

5. In caso di commercio elettronico gli obblighi informativi dovuti dal professionista vanno

integrati con le informazioni previste dall'articolo 12 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70.

Art. 53.

Conferma scritta delle informazioni

1. Il consumatore deve ricevere conferma per iscritto o, a sua scelta, su altro supporto duraturo a sua

disposizione ed a lui accessibile, di tutte le informazioni previste dall'articolo 52, comma 1, prima

od al momento della esecuzione del contratto. Entro tale momento e nelle stesse forme devono

comunque essere fornite al consumatore anche le seguenti informazioni:

a) un'informazione sulle condizioni e le modalità di esercizio del diritto di recesso, ai sensi della

sezione IV del presente capo, inclusi i casi di cui all'articolo 65, comma 3;

b) l'indirizzo geografico della sede del professionista a cui il consumatore può presentare reclami;

c) le informazioni sui servizi di assistenza e sulle garanzie commerciali esistenti;

d) le condizioni di recesso dal contratto in caso di durata indeterminata o superiore ad un anno.

2. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai servizi la cui esecuzione e'

effettuata mediante una tecnica di comunicazione a distanza, qualora i detti servizi siano forniti in

un'unica soluzione e siano fatturati dall'operatore della tecnica di comunicazione. Anche in tale caso

il consumatore deve poter disporre dell'indirizzo geografico della sede del professionista cui poter

presentare reclami. Art. 54.

Esecuzione del contratto

1. Salvo diverso accordo tra le parti, il professionista deve eseguire l'ordinazione entro trenta giorni

a decorrere dal giorno successivo a quello in cui il consumatore ha trasmesso l'ordinazione al

professionista.

2. In caso di mancata esecuzione dell'ordinazione da parte del professionista, dovuta alla

indisponibilità, anche temporanea, del bene o del servizio richiesto, il professionista, entro il

termine di cui al comma 1, informa il consumatore, secondo le modalità di cui all'articolo 53,

comma 1, e provvede al rimborso delle somme eventualmente già corrisposte per il pagamento della

fornitura. Salvo consenso del consumatore, da esprimersi prima o al momento della conclusione del

contratto, il professionista non può adempiere eseguendo una fornitura diversa da quella pattuita,

anche se di valore e qualità equivalenti o superiori.

Art. 55.

Esclusioni 50

1. Il diritto di recesso previsto agli articoli 64 e seguenti, nonche' gli articoli 52 e 53 ed il comma 1

dell'articolo 54 non si applicano:

a) ai contratti di fornitura di generi alimentari, di bevande o di altri beni per uso domestico di

consumo corrente forniti al domicilio del consumatore, al suo luogo di residenza o al suo luogo di

lavoro, da distributori che effettuano giri frequenti e regolari;

b) ai contratti di fornitura di servizi relativi all'alloggio, ai trasporti, alla ristorazione, al tempo

libero, quando all'atto della conclusione del contratto il professionista si impegna a fornire tali

prestazioni ad una data determinata o in un periodo prestabilito.

2. Salvo diverso accordo tra le parti, il consumatore non può esercitare il diritto di recesso previsto

agli articoli 64 e seguenti nei casi:

a) di fornitura di servizi la cui esecuzione sia iniziata, con l'accordo del consumatore, prima della

scadenza del termine previsto dall'articolo 64, comma 1;

b) di fornitura di beni o servizi il cui prezzo e' legato a fluttuazioni dei tassi del mercato finanziario

che il professionista non e' in grado di controllare;

c) di fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati o che, per loro natura,

non possono essere rispediti o rischiano di deteriorarsi o alterarsi rapidamente;

d) di fornitura di prodotti audiovisivi o di software informatici sigillati, aperti dal consumatore;

e) di fornitura di giornali, periodici e riviste;

f) di servizi di scommesse e lotterie. Art. 56.

Pagamento mediante carta

1. Il consumatore può effettuare il pagamento mediante carta ove ciò sia previsto tra le modalità di

pagamento, da comunicare al consumatore ai sensi dell'articolo 52, comma 1, lettera e).

2. L'istituto di emissione della carta di pagamento riaccredita al consumatore i pagamenti dei quali

questi dimostri l'eccedenza rispetto al prezzo pattuito ovvero l'effettuazione mediante l'uso

fraudolento della propria carta di pagamento da parte del professionista o di un terzo, fatta salva

l'applicazione dell'articolo 12 del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito, con

modificazioni, dalla legge 5 luglio 1991, n. 197. L'istituto di emissione della carta di pagamento ha

diritto di addebitare al professionista le somme riaccreditate al consumatore.

Art. 57.

Fornitura non richiesta

1. E' vietata la fornitura di beni o servizi al consumatore in mancanza di una sua previa ordinazione

nel caso in cui la fornitura comporti una richiesta di pagamento.

2. Il consumatore non e' tenuto ad alcuna prestazione corrispettiva in caso di fornitura non richiesta.

In ogni caso la mancata risposta non significa consenso. 51

Art. 58.

Limiti all'impiego di talune tecniche di comunicazione a distanza

1. L'impiego da parte di un professionista del telefono, della posta elettronica, di sistemi

automatizzati di chiamata senza l'intervento di un operatore o di fax richiede il consenso preventivo

del consumatore.

2. Tecniche di comunicazione a distanza diverse da quelle di cui al comma 1, qualora consentano

una comunicazione individuale, possono essere impiegate dal professionista se il consumatore non

si dichiara esplicitamente contrario. Art. 59.

Vendita tramite mezzo televisivo o altri mezzi audiovisivi

1. Nel caso di contratti a distanza riguardanti la fornitura di beni o la prestazione di servizi, sulla

base di offerte effettuate al pubblico tramite il mezzo televisivo o altri mezzi audiovisivi e

finalizzate ad una diretta stipulazione del contratto stesso, nonche' nel caso di contratti conclusi

mediante l'uso di strumenti informatici e telematici, l'informazione sul diritto di recesso di cui

all'articolo 52, comma 1, lettere f) e g), come disciplinato agli articoli 64 e seguenti, deve essere

fornita nel corso della presentazione del prodotto o del servizio oggetto del contratto,

compatibilmente con le particolari esigenze poste dalle caratteristiche dello strumento impiegato e

dalle relative evoluzioni tecnologiche. Per i contratti negoziati sulla base di una offerta effettuata

tramite il mezzo televisivo l'informazione deve essere fornita all'inizio e nel corso della trasmissione

nella quale sono contenute le offerte. L'informazione sul diritto di recesso deve essere altresì fornita

per iscritto, con le modalità previste dall'articolo 52, non oltre il momento in cui viene effettuata la

consegna della merce. Il termine per l'invio della comunicazione per l'esercizio del diritto di recesso

decorre, ai sensi dell'articolo 65, dalla data di ricevimento della merce.

Art. 60.

Riferimenti

1. Il contratto a distanza deve contenere il riferimento alle disposizioni della presente sezione.

Art. 61.

Rinvio

1. Ai contratti a distanza si applicano altresì le disposizioni di cui all'articolo 18 del decreto

legislativo 31 marzo 1998, n. 114, recante riforma della disciplina relativa al commercio.

Sezione III

Disposizioni comuni

Art. 62.

Sanzioni

1. Salvo che il fatto costituisca reato il professionista che contravviene alle norme di cui al presente

capo, ovvero non fornisce l'informazione al consumatore, ovvero ostacola l'esercizio del diritto di

recesso ovvero fornisce informazione incompleta o errata o comunque non conforme sul diritto di

recesso da parte del consumatore secondo le modalità di cui agli articoli 64 e seguenti, ovvero non

rimborsa al consumatore le somme da questi eventualmente pagate, nonche' nei casi in cui abbia

presentato all'incasso o allo sconto gli effetti cambiari prima che sia trascorso il termine di cui 52

all'articolo 64, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquecentosedici a euro

cinquemilacentosessantacinque.

2. Nei casi di particolare gravità o di recidiva, i limiti minimo e massimo della sanzione indicata al

comma 1 sono raddoppiati. La recidiva si verifica qualora sia stata commessa la stessa violazione

per due volte in un anno, anche se si e' proceduto al pagamento della sanzione mediante oblazione.

3. Le sanzioni sono applicate ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689. Fermo restando quanto

previsto in ordine ai poteri di accertamento degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria

dall'articolo 13 della predetta legge n. 689 del 1981, all'accertamento delle violazioni provvedono,

d'ufficio o su denunzia, gli organi di polizia amministrativa. Il rapporto previsto dall'articolo 17

della legge 24 novembre 1981, n. 689, e' presentato alla Camera di commercio, industria,

artigianato e agricoltura della provincia in cui vi e' la residenza o la sede legale del professionista,

ovvero, limitatamente alla violazione di cui all'articolo 58, al Garante per la protezione dei dati

personali. Art. 63.

Foro competente

1. Per le controversie civili inerenti all'applicazione del presente capo la competenza territoriale

inderogabile e' del giudice del luogo di residenza o di domicilio del consumatore, se ubicati nel

territorio dello Stato. Sezione IV

Diritto di recesso

Art. 64.

Esercizio del diritto di recesso

1. Per i contratti e per le proposte contrattuali a distanza ovvero negoziati fuori dai locali

commerciali, il consumatore ha diritto di recedere senza alcuna penalità e senza specificarne il

motivo, entro il termine di dieci giorni lavorativi, salvo quanto stabilito dall'articolo 65, commi 3, 4

e 5.

2. Il diritto di recesso si esercita con l'invio, entro i termini previsti dal comma 1, di una

comunicazione scritta alla sede del professionista mediante lettera raccomandata con avviso di

ricevimento. La comunicazione può essere inviata, entro lo stesso termine, anche mediante

telegramma, telex, posta elettronica e fax, a condizione che sia confermata mediante lettera

raccomandata con avviso di ricevimento entro le quarantotto ore successive; la raccomandata si

intende spedita in tempo utile se consegnata all'ufficio postale accettante entro i termini previsti dal

codice o dal contratto, ove diversi. L'avviso di ricevimento non e', comunque, condizione essenziale

per provare l'esercizio del diritto di recesso.

3. Qualora espressamente previsto nell'offerta o nell'informazione concernente il diritto di recesso,

in luogo di una specifica comunicazione e' sufficiente la restituzione, entro il termine di cui al

comma 1, della merce ricevuta. Art. 65.

Decorrenze 53

1. Per i contratti o le proposte contrattuali negoziati fuori dei locali commerciali, il termine per

l'esercizio del diritto di recesso di cui all'articolo 64 decorre:

a) dalla data di sottoscrizione della nota d'ordine contenente l'informazione di cui all'articolo 47

ovvero, nel caso in cui non sia predisposta una nota d'ordine, dalla data di ricezione

dell'informazione stessa, per i contratti riguardanti la prestazione di servizi ovvero per i contratti

riguardanti la fornitura di beni, qualora al consumatore sia stato preventivamente mostrato o

illustrato dal professionista il prodotto oggetto del contratto;

b) dalla data di ricevimento della merce, se successiva, per i contratti riguardanti la fornitura di

beni, qualora l'acquisto sia stato effettuato senza la presenza del professionista ovvero sia stato

mostrato o illustrato un prodotto di tipo diverso da quello oggetto del contratto.

2. Per i contratti a distanza, il termine per l'esercizio del diritto di recesso di cui all'articolo 64

decorre:

a) per i beni, dal giorno del loro ricevimento da parte del consumatore ove siano stati soddisfatti gli

obblighi di informazione di cui all'articolo 52 o dal giorno in cui questi ultimi siano stati soddisfatti,

qualora ciò avvenga dopo la conclusione del contratto purche' non oltre il termine di tre mesi dalla

conclusione stessa;

b) per i servizi, dal giorno della conclusione del contratto o dal giorno in cui siano stati soddisfatti

gli obblighi di informazione di cui all'articolo 52, qualora ciò avvenga dopo la conclusione del

contratto purche' non oltre il termine di tre mesi dalla conclusione stessa.

3. Nel caso in cui il professionista non abbia soddisfatto, per i contratti o le proposte contrattuali

negoziati fuori dei locali commerciali gli obblighi di informazione di cui all'articolo 47, ovvero, per

i contratti a distanza, gli obblighi di informazione di cui agli articoli 52, comma 1, lettere f) e g), e

53, il termine per l'esercizio del diritto di recesso e', rispettivamente, di sessanta o di novanta giorni

e decorre, per i beni, dal giorno del loro ricevimento da parte del consumatore, per i servizi, dal

giorno della conclusione del contratto.

4. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano anche nel caso in cui il professionista fornisca una

informazione incompleta o errata che non consenta il corretto esercizio del diritto di recesso.

5. Le parti possono convenire garanzie più ampie nei confronti dei consumatori rispetto a quanto

previsto dal presente articolo. Art. 66.

Effetti del diritto di recesso

1. Con la ricezione da parte del professionista della comunicazione di cui all'articolo 64, le parti

sono sciolte dalle rispettive obbligazioni derivanti dal contratto o dalla proposta contrattuale, fatte

salve, nell'ipotesi in cui le obbligazioni stesse siano state nel frattempo in tutto o in parte eseguite, le

ulteriori obbligazioni di cui all'articolo 67. Art. 67.

Ulteriori obbligazioni delle parti

1. Qualora sia avvenuta la consegna del bene il consumatore e' tenuto a restituirlo o a metterlo a

disposizione del professionista o della persona da questi designata, secondo le modalità ed i tempi

54

previsti dal contratto. Il termine per la restituzione del bene non può comunque essere inferiore a

dieci giorni lavorativi decorrenti dalla data del ricevimento del bene. Ai fini della scadenza del

termine la merce si intende restituita nel momento in cui viene consegnata all'ufficio postale

accettante o allo spedizioniere.

2. Per i contratti riguardanti la vendita di beni, qualora vi sia stata la consegna della merce, la

sostanziale integrità del bene da restituire e' condizione essenziale per l'esercizio del diritto di

recesso. E' comunque sufficiente che il bene sia restituito in normale stato di conservazione, in

quanto sia stato custodito ed eventualmente adoperato con l'uso della normale diligenza.

3. Le sole spese dovute dal consumatore per l'esercizio del diritto di recesso a norma del presente

articolo sono le spese dirette di restituzione del bene al mittente, ove espressamente previsto dal

contratto.

4. Se il diritto di recesso e' esercitato dal consumatore conformemente alle disposizioni della

presente sezione, il professionista e' tenuto al rimborso delle somme versate dal consumatore, ivi

comprese le somme versate a titolo di caparra. Il rimborso deve avvenire gratuitamente, nel minor

tempo possibile e in ogni caso entro trenta giorni dalla data in cui il professionista e' venuto a

conoscenza dell'esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore. Le somme si intendono

rimborsate nei termini qualora vengano effettivamente restituite, spedite o riaccreditate con valuta

non posteriore alla scadenza del termine precedentemente indicato.

5. Nell'ipotesi in cui il pagamento sia stato effettuato per mezzo di effetti cambiari, qualora questi

non siano stati ancora presentati all'incasso, deve procedersi alla loro restituzione. E' nulla qualsiasi

clausola che preveda limitazioni al rimborso nei confronti del consumatore delle somme versate in

conseguenza dell'esercizio del diritto di recesso.

6. Qualora il prezzo di un bene o di un servizio, oggetto di un contratto di cui al presente titolo, sia

interamente o parzialmente coperto da un credito concesso al consumatore, dal professionista

ovvero da terzi in base ad un accordo tra questi e il professionista, il contratto di credito si intende

risolto di diritto, senza alcuna penalità, nel caso in cui il consumatore eserciti il diritto di recesso

conformemente alle disposizioni di cui al presente articolo. E' fatto obbligo al professionista di

comunicare al terzo concedente il credito l'avvenuto esercizio del diritto di recesso da parte del

consumatore. Le somme eventualmente versate dal terzo che ha concesso il credito a pagamento del

bene o del servizio fino al momento in cui ha conoscenza dell'avvenuto esercizio del diritto di

recesso da parte del consumatore sono rimborsate al terzo dal professionista, senza alcuna penalità,

fatta salva la corresponsione degli interessi legali maturati.

Capo II

COMMERCIO ELETTRONICO

Art. 68.

Rinvio

1. Alle offerte di servizi della società dell'informazione, effettuate ai consumatori per via

elettronica, si applicano, per gli aspetti non disciplinati dal presente codice, le disposizioni di cui al

decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, recante attuazione della direttiva 2000/31/CE del

Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi

della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno. 55

Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 - Codice in materia di

protezione dei dati personali

PARTE I - DISPOSIZIONI GENERALI

Titolo I - PRINCIPI GENERALI

Art. 1. Diritto alla protezione dei dati personali

1. Chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano.

Art. 2. Finalità

1. Il presente testo unico, di seguito denominato "codice", garantisce che il trattamento dei dati

personali si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonchè della dignità

dell'interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all'identità personale e al diritto alla

protezione dei dati personali.

2. Il trattamento dei dati personali è disciplinato assicurando un elevato livello di tutela dei diritti e

delle libertà di cui al comma 1 nel rispetto dei principi di semplificazione, armonizzazione ed

efficacia delle modalità previste per il loro esercizio da parte degli interessati, nonchè per

l'adempimento degli obblighi da parte dei titolari del trattamento.

Art. 3. Principio di necessità nel trattamento dei dati

1. I sistemi informativi e i programmi informatici sono configurati riducendo al minimo

l'utilizzazione di dati personali e di dati identificativi, in modo da escluderne il trattamento quando

le finalità perseguite nei singoli casi possono essere realizzate mediante, rispettivamente, dati

anonimi od opportune modalità che permettano di identificare l'interessato solo in caso di necessità.

Art. 4. Definizioni

1. Ai fini del presente codice si intende per:

a) "trattamento", qualunque operazione o complesso di operazioni, effettuati anche senza l'ausilio di

strumenti elettronici, concernenti la raccolta, la registrazione, l'organizzazione, la conservazione, la

consultazione, l'elaborazione, la modificazione, la selezione, l'estrazione, il raffronto, l'utilizzo,

l'interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione di

dati, anche se non registrati in una banca di dati;

b) "dato personale", qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od

associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi

altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale;

c) "dati identificativi", i dati personali che permettono l'identificazione diretta dell'interessato;

d) "dati sensibili", i dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni

religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati,

associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonchè i dati

personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale;

e) "dati giudiziari", i dati personali idonei a rivelare provvedimenti di cui all'articolo 3, comma 1,

lettere da a) a o) e da r) a u), del d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, in materia di casellario 3

giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi

pendenti, o la qualità di imputato o di indagato ai sensi degli articoli 60 e 61 del codice di procedura

penale;

f) "titolare", la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro

ente, associazione od organismo cui competono, anche unitamente ad altro titolare, le decisioni in 56

ordine alle finalità, alle modalità del trattamento di dati personali e agli strumenti utilizzati, ivi

compreso il profilo della sicurezza;

g) "responsabile", la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi

altro ente, associazione od organismo preposti dal titolare al trattamento di dati personali;

h) "incaricati", le persone fisiche autorizzate a compiere operazioni di trattamento dal titolare o dal

responsabile;

i) "interessato", la persona fisica, la persona giuridica, l'ente o l'associazione cui si riferiscono i dati

personali;

l) "comunicazione", il dare conoscenza dei dati personali a uno o più soggetti determinati diversi

dall'interessato, dal rappresentante del titolare nel territorio dello Stato, dal responsabile e dagli

incaricati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione;

m) "diffusione", il dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma,

anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione;

n) "dato anonimo", il dato che in origine, o a seguito di trattamento, non può essere associato ad un

interessato identificato o identificabile;

o) "blocco", la conservazione di dati personali con sospensione temporanea di ogni altra operazione

del trattamento;

p) "banca di dati", qualsiasi complesso organizzato di dati personali, ripartito in una o più unità

dislocate in uno o più siti;

q) "Garante", l'autorità di cui all'articolo 153, istituita dalla legge 31 dicembre 1996, n. 675.

2. Ai fini del presente codice si intende, inoltre, per:

a) "comunicazione elettronica", ogni informazione scambiata o trasmessa tra un numero finito

di soggetti tramite un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico. Sono

escluse le informazioni trasmesse al pubblico tramite una rete di comunicazione elettronica,

come parte di un servizio di radiodiffusione, salvo che le stesse informazioni siano collegate ad

un abbonato o utente ricevente, identificato o identificabile;

b) "chiamata", la connessione istituita da un servizio telefonico accessibile al pubblico, che

consente la comunicazione bidirezionale in tempo reale;

c) "reti di comunicazione elettronica", i sistemi di trasmissione, le apparecchiature di

commutazione o di instradamento e altre risorse che consentono di trasmettere segnali via

cavo, via radio, a mezzo di fibre ottiche o con altri mezzi elettromagnetici, incluse le reti

satellitari, le reti terrestri mobili e fisse a commutazione di circuito e a commutazione di

4

pacchetto, compresa Internet, le reti utilizzate per la diffusione circolare dei programmi sonori

e televisivi, i sistemi per il trasporto della corrente elettrica, nella misura in cui sono utilizzati

per trasmettere i segnali, le reti televisive via cavo, indipendentemente dal tipo di informazione

trasportato;

d) "rete pubblica di comunicazioni", una rete di comunicazioni elettroniche utilizzata

interamente o prevalentemente per fornire servizi di comunicazione elettronica accessibili al

pubblico;

e) "servizio di comunicazione elettronica", i servizi consistenti esclusivamente o

prevalentemente nella trasmissione di segnali su reti di comunicazioni elettroniche, compresi i

servizi di telecomunicazioni e i servizi di trasmissione nelle reti utilizzate per la diffusione

circolare radiotelevisiva, nei limiti previsti dall'articolo 2, lettera c), della direttiva 2002/21/CE

del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002;

f) "abbonato", qualunque persona fisica, persona giuridica, ente o associazione parte di un

contratto con un fornitore di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico per la

fornitura ditali servizi, o comunque destinatario di tali servizi tramite schede prepagate;

g) "utente", qualsiasi persona fisica che utilizza un servizio di comunicazione elettronica

accessibile al pubblico, per motivi privati o commerciali, senza esservi necessariamente

abbonata; 57

h) "dati relativi al traffico", qualsiasi dato sottoposto a trattamento ai fini della trasmissione di

una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica o della relativa fatturazione;

i) "dati relativi all'ubicazione", ogni dato trattato in una rete di comunicazione elettronica che

indica la posizione geografica dell'apparecchiatura terminale dell'utente di un servizio di

comunicazione elettronica accessibile al pubblico;

l) "servizio a valore aggiunto", il servizio che richiede il trattamento dei dati relativi al traffico

o dei dati relativi all'ubicazione diversi dai dati relativi al traffico, oltre a quanto è necessario

per la trasmissione di una comunicazione o della relativa fatturazione;

m) "posta elettronica", messaggi contenenti testi, voci, suoni o immagini trasmessi attraverso

una rete pubblica di comunicazione, che possono essere archiviati in rete o nell'apparecchiatura

terminale ricevente, fino a che il ricevente non ne ha preso conoscenza.

3. Ai fini del presente codice si intende, altresì, per:

a) "misure minime", il complesso delle misure tecniche, informatiche, organizzative, logistiche

e procedurali di sicurezza che configurano il livello minimo di protezione richiesto in relazione

ai rischi previsti nell'articolo 31;

b) "strumenti elettronici", gli elaboratori, i programmi per elaboratori e qualunque dispositivo

elettronico o comunque automatizzato con cui si effettua il trattamento;

c) "autenticazione informatica", l'insieme degli strumenti elettronici e delle procedure per la

verifica anche indiretta dell'identità;

5

d) "credenziali di autenticazione", i dati ed i dispositivi, in possesso di una persona, da questa

conosciuti o ad essa univocamente correlati, utilizzati per l'autenticazione informatica;

e) "parola chiave", componente di una credenziale di autenticazione associata ad una persona

ed a questa nota, costituita da una sequenza di caratteri o altri dati in forma elettronica;

f) "profilo di autorizzazione", l'insieme delle informazioni, univocamente associate ad una

persona, che consente di individuare a quali dati essa può accedere, nonchè i trattamenti ad

essa consentiti;

g) "sistema di autorizzazione", l'insieme degli strumenti e delle procedure che abilitano

l'accesso ai dati e alle modalità di trattamento degli stessi, in funzione del profilo di

autorizzazione del richiedente.

4. Ai fini del presente codice si intende per:

a) "scopi storici", le finalità di studio, indagine, ricerca e documentazione di figure, fatti e

circostanze del passato;

b) "scopi statistici", le finalità di indagine statistica o di produzione di risultati statistici, anche

a mezzo di sistemi informativi statistici;

c) "scopi scientifici", le finalità di studio e di indagine sistematica finalizzata allo sviluppo

delle conoscenze scientifiche in uno specifico settore.

Art. 5. Oggetto ed ambito di applicazione

1. Il presente codice disciplina il trattamento di dati personali, anche detenuti all'estero, effettuato da

chiunque è stabilito nel territorio dello Stato o in un luogo comunque soggetto alla sovranità dello

Stato.

2. Il presente codice si applica anche al trattamento di dati personali effettuato da chiunque è

stabilito nel territorio di un Paese non appartenente all'Unione europea e impiega, per il trattamento,

strumenti situati nel territorio dello Stato anche diversi da quelli elettronici, salvo che essi siano

utilizzati solo ai fini di transito nel territorio dell'Unione europea. In caso di applicazione del

presente codice, il titolare del trattamento designa un proprio rappresentante stabilito nel territorio

dello Stato ai fini dell'applicazione della disciplina sul trattamento dei dati personali.

3. Il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini esclusivamente personali è

soggetto all'applicazione del presente codice solo se i dati sono destinati ad una comunicazione 58

sistematica o alla diffusione. Si applicano in ogni caso le disposizioni in tema di responsabilità e di

sicurezza dei dati di cui agli articoli 15 e 31.

Art. 6. Disciplina del trattamento

1. Le disposizioni contenute nella presente Parte si applicano a tutti i trattamenti di dati, salvo 6

quanto previsto, in relazione ad alcuni trattamenti, dalle disposizioni integrative o modificative della

Parte II. Titolo II - DIRITTI DELL'INTERESSATO

Art. 7. Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti

1. L'interessato ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo

riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile.

2. L'interessato ha diritto di ottenere:

a) dell'origine dei dati personali;

b) delle finalità e modalità del trattamento;

c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici;

d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi

dell'articolo 5, comma 2;

e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che

possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di

responsabili o incaricati.

3. L'interessato ha diritto di ottenere:

a) l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l'integrazione dei dati;

b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di

legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i

dati sono stati raccolti o successivamente trattati;

c) l'attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b) sono state portate a conoscenza, anche

per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi,

eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi

manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato.

4. L'interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte:

a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorchè pertinenti allo

scopo della raccolta;

b) al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di

vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

Art. 8. Esercizio dei diritti

1. I diritti di cui all'articolo 7 sono esercitati con richiesta rivolta senza formalità al titolare o al

responsabile, anche per il tramite di un incaricato, alla quale è fornito idoneo riscontro senza ritardo.

2. I diritti di cui all'articolo 7 non possono essere esercitati con richiesta al titolare o al responsabile

o con ricorso ai sensi dell'articolo 145, se i trattamenti di dati personali sono effettuati:

a) in base alle disposizioni del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito, con modificazioni,

dalla legge luglio 1991, n. 197,e successive modificazioni, in materia di riciclaggio;

b) in base alle disposizioni del decreto-legge 31 dicembre 1991,n. 419, convertito, con

modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992,n. 172, e successive modificazioni, in materia di

sostegno alle vittime di richieste estorsive;

c) da Commissioni parlamentari d'inchiesta istituite ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione; 59

d) da un soggetto pubblico, diverso dagli enti pubblici economici,in base ad espressa disposizione

di

legge, per esclusive finalità inerenti alla politica monetaria e valutaria, al sistema dei pagamenti, al

controllo degli intermediari e dei mercati creditizi e finanziari, nonchè alla tutela della loro stabilità;

e) ai sensi dell'articolo 24, comma 1, lettera f), limitatamente al periodo durante il quale potrebbe

derivarne un pregiudizio effettivo e concreto per lo svolgimento delle investigazioni difensive o per

l'esercizio del diritto in sede giudiziaria;

f) da fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico relativamente a

comunicazioni telefoniche in entrata, salvo che possa derivarne un pregiudizio effettivo e concreto

per lo svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397;

g) per ragioni di giustizia, presso uffici giudiziari di ogni ordine e grado o il Consiglio superiore

della magistratura o altri organi di autogoverno o il Ministero della giustizia;

h) ai sensi dell'articolo 53, fermo restando quanto previsto dalla legge 1 aprile 1981, n. 121.

3. Il Garante, anche su segnalazione dell'interessato, nei casi dicui al comma 2, lettere a), b), d), e)

ed f) provvede nei modi di cui agli articoli 157, 158 e 159 e, nei casi di cui alle lettere c), g) ed h)

del medesimo comma, provvede nei modi di cui all'articolo 160.

4. L'esercizio dei diritti di cui all'articolo 7, quando non riguarda dati di carattere oggettivo, può

avere luogo salvo che concerna la rettificazione o l'integrazione di dati personali di tipo valutativo,

relativi a giudizi, opinioni o ad altri apprezzamenti di tipo soggettivo, nonchè l'indicazione di

condotte da tenersi o di decisioni in via di assunzione da parte del titolare del trattamento.

Art. 9. Modalità di esercizio

1. La richiesta rivolta al titolare o al responsabile può essere trasmessa anche mediante lettera

raccomandata, telefax o posta elettronica. Il Garante può individuare altro idoneo sistema in

riferimento a nuove soluzioni tecnologiche. Quando riguarda l'esercizio dei diritti di cui all'articolo

7, commi 1 e 2, la richiesta può essere formulata anche oralmente e in tal caso è annotata

sinteticamente a cura dell'incaricato o del responsabile.

8

2. Nell'esercizio dei diritti di cui all'articolo 7 l'interessato può conferire, per iscritto, delega o

procura a persone fisiche, enti, associazioni od organismi. L'interessato può, altresì, farsi assistere

da una persona di fiducia.

3. I diritti di cui all'articolo 7 riferiti a dati personali concernenti persone decedute possono essere

esercitati da chi ha un interesse proprio, o agisce a tutela dell'interessato o per ragioni familiari

meritevoli di protezione.

4. L'identità dell'interessato è verificata sulla base di idonei elementi di valutazione, anche mediante

atti o documenti disponibili o esibizione o allegazione di copia di un documento di riconoscimento.

La persona che agisce per conto dell'interessato esibisce o allega copia della procura, ovvero della

delega sottoscritta in presenza di un incaricato o sottoscritta e presentata unitamente a copia

fotostatica non autenticata di un documento di riconoscimento dell'interessato. Se l'interessato è una

persona giuridica, un ente o un'associazione, la richiesta è avanzata dalla persona fisica legittimata

in base ai rispettivi statuti od ordinamenti.

5. La richiesta di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, è formulata liberamente e senza costrizioni e può

essere rinnovata, salva l'esistenza di giustificati motivi, con intervallo non minore di novanta giorni.

Art. 10. Riscontro all'interessato

1. Per garantire l'effettivo esercizio dei diritti di cui all'articolo 7 il titolare del trattamento è tenuto

ad adottare idonee misure volte, in particolare:

a) ad agevolare l'accesso ai dati personali da parte dell'interessato, anche attraverso l'impiego di

appositi programmi per elaboratore finalizzati ad un'accurata selezione dei dati che riguardano 60

singoli interessati identificati o identificabili;

b) a semplificare le modalità e a ridurre i tempi per il riscontro al richiedente, anche nell'ambito di

uffici o servizi preposti alle relazioni con il pubblico.

2. I dati sono estratti a cura del responsabile o degli incaricati e possono essere comunicati al

richiedente anche oralmente, ovvero offerti in visione mediante strumenti elettronici, sempre che in

tali casi la comprensione dei dati sia agevole, considerata anche la qualità e la quantità delle

informazioni. Se vi è richiesta, si provvede alla trasposizione dei dati su supporto cartaceo o

informatico, ovvero alla loro trasmissione per via telematica.

3. Salvo che la richiesta sia riferita ad un particolare trattamento o a specifici dati personali o

categorie di dati personali, il riscontro all'interessato comprende tutti i dati personali che riguardano

l'interessato comunque trattati dal titolare. Se la richiesta è rivolta ad un esercente una professione

sanitaria o ad un organismo sanitario si osserva la disposizione di cui all'articolo 84, comma 1.

4. Quando l'estrazione dei dati risulta particolarmente difficoltosa il riscontro alla richiesta

dell'interessato può avvenire anche attraverso l'esibizione o la consegna in copia di atti e documenti

contenenti i dati personali richiesti.

5. Il diritto di ottenere la comunicazione in forma intelligibile dei dati non riguarda dati personali

relativi a terzi, salvo che la scomposizione dei dati trattati o la privazione di alcuni elementi renda

incomprensibili i dati personali relativi all'interessato.

6. La comunicazione dei dati è effettuata in forma intelligibile anche attraverso l'utilizzo di una

grafia comprensibile. In caso di comunicazione di codici o sigle sono forniti, anche mediante gli

incaricati, i parametri per la comprensione del relativo significato.

7. Quando, a seguito della richiesta di cui all'articolo 7, commi1 e 2, lettere a), b) e c) non risulta

confermata l'esistenza di dati che riguardano l'interessato, può essere chiesto un contributo spese

non eccedente i costi effettivamente sopportati per la ricerca effettuata nel caso specifico.

8. Il contributo di cui al comma 7 non può comunque superare l'importo determinato dal Garante

con provvedimento di carattere generale, che può individuarlo forfettariamente in relazione al caso

in cui i dati sono trattati con strumenti elettronici e la risposta è fornita oralmente. Con il medesimo

provvedimento il Garante può prevedere che il contributo possa essere chiesto quando i dati

personali figurano su uno speciale supporto del quale è richiesta specificamente la riproduzione,

oppure quando, presso uno o più titolari, si determina un notevole impiego di mezzi in relazione

alla

complessità o all'entità delle richieste ed è confermata l'esistenza di dati che riguardano l'interessato.

9. Il contributo di cui ai commi 7 e 8 è corrisposto anche mediante versamento postale o bancario,

ovvero mediante carta di pagamento o di credito, ove possibile all'atto della ricezione del riscontro e

comunque non oltre quindici giorni da tale riscontro.

Titolo III - REGOLE GENERALI PER IL TRATTAMENTO DEI DATI

CAPO I - REGOLE PER TUTTI I TRATTAMENTI

Art. 11. Modalità del trattamento e requisiti dei dati

1. I dati personali oggetto di trattamento sono:

a) trattati in modo lecito e secondo correttezza;

b) raccolti e registrati per scopi determinati, espliciti e legittimi, ed utilizzati in altre operazioni del

trattamento intermini compatibili con tali scopi;

c) esatti e, se necessario, aggiornati;

d) pertinenti, completi e non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono raccolti o

successivamente trattati;

e) conservati in una forma che consenta l'identificazione dell'interessato per un periodo di tempo

non superiore a quello necessario agli scopi per i quali essi sono stati raccolti o successivamente

trattati.

2. I dati personali trattati in violazione della disciplina rilevante in materia di trattamento dei dati 61

personali non possono essere utilizzati.

Art. 12. Codici di deontologia e di buona condotta

1. Il Garante promuove nell'ambito delle categorie interessate, nell'osservanza del principio di

rappresentatività e tenendo conto dei criteri direttivi delle raccomandazioni del Consiglio d'Europa

sul trattamento di dati personali, la sottoscrizione di codici di deontologia e di buona condotta per

determinati settori, ne verificala conformità alle leggi e ai regolamenti anche attraverso l'esame di

osservazioni di soggetti interessati e contribuisce a garantirne la diffusione e il rispetto.

2. I codici sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a cura del Garante e,

con decreto del Ministro della giustizia, sono riportati nell'allegato A) del presente codice.

3. Il rispetto delle disposizioni contenute nei codici di cui al comma 1 costituisce condizione

essenziale per la liceità e correttezza del trattamento dei dati personali effettuato da soggetti privati

e pubblici. 4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche al codice di deontologia per i

trattamenti di dati per finalità giornalistiche promosso dal Garante nei modi di cui al comma 1 e

all'articolo 139. Art. 13. Informativa

1. L'interessato o la persona presso la quale sono raccolti i dati personali sono previamente

informati oralmente o per iscritto circa:

a) le finalità e le modalità del trattamento cui sono destinati i dati;

b) la natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati;

c) le conseguenze di un eventuale rifiuto di rispondere;

d) i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che

possono venirne a conoscenza in qualità di responsabili o incaricati, e l'ambito di diffusione dei dati

medesimi;

e) i diritti di cui all'articolo 7;

f) gli estremi identificativi del titolare e, se designati, del rappresentante nel territorio dello Stato ai

sensi dell'articolo 5 e del responsabile. Quando il titolare ha designato più responsabili è indicato

almeno uno di essi, indicando il sito della rete di comunicazione o le modalità attraverso le quali è

conoscibile in modo agevole l'elenco aggiornato dei responsabili. Quando è stato designato un

responsabile per il riscontro all'interessato in caso di esercizio dei diritti di cui all'articolo 7, è

indicato tale responsabile.

2. L'informativa di cui al comma 1 contiene anche gli elementi previsti da specifiche disposizioni

del presente codice e può non comprendere gli elementi già noti alla persona che fornisce i dati o la

cui conoscenza può ostacolare in concreto l'espletamento, da parte di un soggetto pubblico, di

funzioni ispettive o di controllo svolte per finalità di difesa o sicurezza dello Stato oppure di

prevenzione, accertamento o repressione di reati.

3. Il Garante può individuare con proprio provvedimento modalità semplificate per l'informativa

fornita in particolare da servizi telefonici di assistenza e informazione al pubblico.

11

4. Se i dati personali non sono raccolti presso l'interessato, l'informativa di cui al comma 1,

comprensiva delle categorie di dati trattati, è data al medesimo interessato all'atto della registrazione

dei dati o, quando è prevista la loro comunicazione, non oltre la prima comunicazione.

5. La disposizione di cui al comma 4 non si applica quando:

a) i dati sono trattati in base ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa

comunitaria;

b) i dati sono trattati ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7

dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre

che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro

62

perseguimento;

c) l'informativa all'interessato comporta un impiego di mezzi che il Garante, prescrivendo eventuali

misure appropriate, dichiari manifestamente sproporzionati rispetto al diritto tutelato, ovvero si

riveli, a giudizio del Garante, impossibile.

Art. 14. Definizione di profili e della personalità dell'interessato

1. Nessun atto o provvedimento giudiziario o amministrativo che implichi una valutazione del

comportamento umano può essere fondato unicamente su un trattamento automatizzato di dati

personali volto a definire il profilo o la personalità dell'interessato.

2. L'interessato può opporsi ad ogni altro tipo di determinazione adottata sulla base del trattamento

di cui al comma 1, ai sensi dell'articolo 7, comma 4, lettera a), salvo che la determinazione sia stata

adottata in occasione della conclusione o dell'esecuzione di un contratto, in accoglimento di una

proposta dell'interessato o sulla base di adeguate garanzie individuate dal presente codice o da un

provvedimento del Garante ai sensi dell'articolo 17.

Art. 15. Danni cagionati per effetto del trattamento

1. Chiunque cagiona danno ad altri per effetto del trattamento di dati personali è tenuto al

risarcimento ai sensi dell'articolo 2050 del codice civile.

2. Il danno non patrimoniale è risarcibile anche in caso di violazione dell'articolo 11.

Art. 16. Cessazione del trattamento

1. In caso di cessazione, per qualsiasi causa, di un trattamento i dati sono:

a) distrutti;

b) ceduti ad altro titolare, purchè destinati ad un trattamento in termini compatibili agli scopi per i

quali i dati sono raccolti;

c) conservati per fini esclusivamente personali e non destinati aduna comunicazione sistematica o

alla diffusione;

12

d) conservati o ceduti ad altro titolare, per scopi storici, statistici o scientifici, in conformità alla

legge, ai regolamenti, alla normativa comunitaria e ai codici di deontologia e di buona condotta

sottoscritti ai sensi dell'articolo 12.

2. La cessione dei dati in violazione di quanto previsto dal comma 1, lettera b), o di altre

disposizioni rilevanti in materia di trattamento dei dati personali è priva di effetti.

Art. 17. Trattamento che presenta rischi specifici

1. Il trattamento dei dati diversi da quelli sensibili e giudiziari che presenta rischi specifici per i

diritti e le libertà fondamentali, nonchè per la dignità dell'interessato, in relazione alla natura dei

dati o alle modalità del trattamento o agli effetti che può determinare, è ammesso nel rispetto di

misure ed accorgimenti a garanzia dell'interessato, ove prescritti.

2. Le misure e gli accorgimenti di cui al comma 1 sono prescritti dal Garante in applicazione dei

principi sanciti dal presente codice, nell'ambito di una verifica preliminare all'inizio del trattamento,

effettuata anche in relazione a determinate categorie di titolari o di trattamenti, anche a seguito di un

interpello del titolare.

CAPO II - REGOLE ULTERIORI PER I SOGGETTI PUBBLICI

Art. 18. Principi applicabili a tutti i trattamenti effettuati da soggetti pubblici 63

1. Le disposizioni del presente capo riguardano tutti i soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici

economici.

2. Qualunque trattamento di dati personali da parte di soggetti pubblici è consentito soltanto per lo

svolgimento delle funzioni istituzionali.

3. Nel trattare i dati il soggetto pubblico osserva i presupposti e i limiti stabiliti dal presente codice,

anche in relazione alla diversa natura dei dati, nonchè dalla legge e dai regolamenti.

4. Salvo quanto previsto nella Parte II per gli esercenti le professioni sanitarie e gli organismi

sanitari pubblici, i soggetti pubblici non devono richiedere il consenso dell'interessato.

5. Si osservano le disposizioni di cui all'articolo 25 in tema di comunicazione e diffusione.

Art. 19. Principi applicabili al trattamento di dati diversi da quelli sensibili e giudiziari

1. Il trattamento da parte di un soggetto pubblico riguardante dati diversi da quelli sensibili e

giudiziari è consentito, fermo restando quanto previsto dall'articolo 18, comma 2, anche in

mancanza di una norma di legge o di regolamento che lo preveda espressamente.

2. La comunicazione da parte di un soggetto pubblico ad altri soggetti pubblici è ammessa quando è

prevista da una norma di legge o di regolamento. In mancanza di tale norma la comunicazione è

ammessa quando è comunque necessaria per lo svolgimento di funzioni istituzionali e può essere

13

iniziata se è decorso il termine di cui all'articolo 39, comma 2, e non è stata adottata la diversa

determinazione ivi indicata.

3. La comunicazione da parte di un soggetto pubblico a privati o a enti pubblici economici e la

diffusione da parte di un soggetto pubblico sono ammesse unicamente quando sono previste da una

norma di legge o di regolamento.

Art. 20. Principi applicabili al trattamento di dati sensibili

1. Il trattamento dei dati sensibili da parte di soggetti pubblici è consentito solo se autorizzato da

espressa disposizione di legge nella quale sono specificati i tipi di dati che possono essere trattati e

di operazioni eseguibili e le finalità di rilevante interesse pubblico perseguite.

2. Nei casi in cui una disposizione di legge specifica la finalità di rilevante interesse pubblico, ma

non i tipi di dati sensibili e di operazioni eseguibili, il trattamento è consentito solo in riferimento ai

tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il

trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi

di cui all'articolo 22, con atto di natura regolamentare adottato in conformità al parere espresso dal

Garante ai sensi dell'articolo 154, comma 1, lettera g), anche su schemi tipo.

3. Se il trattamento non è previsto espressamente da una disposizione di legge i soggetti pubblici

possono richiedere al Garante l'individuazione delle attività, tra quelle demandate ai medesimi

soggetti dalla legge, che perseguono finalità di rilevante interesse pubblico e per le quali è

conseguentemente autorizzato, ai sensi dell'articolo 26, comma 2, il trattamento dei dati sensibili.Il

trattamento è consentito solo se il soggetto pubblico provvede altresì a identificare e rendere

pubblici i tipi di dati e di operazioni nei modi di cui al comma 2.

4. L'identificazione dei tipi di dati e di operazioni di cui ai commi 2 e 3 è aggiornata e integrata

periodicamente Art. 21. Principi applicabili al trattamento di dati giudiziari

1. Il trattamento di dati giudiziari da parte di soggetti pubblici è consentito solo se autorizzato da

espressa disposizione di legge o provvedimento del Garante che specifichino le finalità di rilevante

interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati trattati e di operazioni eseguibili. 64

2. Le disposizioni di cui all'articolo 20, commi 2 e 4, si applicano anche al trattamento dei dati

giudiziari. Art. 22. Principi applicabili al trattamento di dati sensibili e giudiziari

1. I soggetti pubblici conformano il trattamento dei dati sensibili e giudiziari secondo modalità volte

a prevenire violazioni dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità dell'interessato.

2. Nel fornire l'informativa di cui all'articolo 13 soggetti pubblici fanno espresso riferimento alla

normativa che prevede gli obblighi o i compiti in base alla quale è effettuato il trattamento dei dati

sensibili e giudiziari.

14

3. I soggetti pubblici possono trattare solo i dati sensibili e giudiziari indispensabili per svolgere

attività istituzionali che non possono essere adempiute, caso per caso, mediante il trattamento di

dati

anonimi o di dati personali di natura diversa.

4. I dati sensibili e giudiziari sono raccolti, di regola, presso l'interessato.

5. In applicazione dell'articolo 11, comma 1, lettere c), d) ed e), i soggetti pubblici verificano

periodicamente l'esattezza e l'aggiornamento dei dati sensibili e giudiziari, nonchè la loro

pertinenza, completezza, non eccedenza e indispensabilità rispetto alle finalità perseguite nei singoli

casi, anche con riferimento ai dati che l'interessato fornisce di propria iniziativa. Al fine di

assicurare che i dati sensibili e giudiziari siano indispensabili rispetto agli obblighi e ai compiti loro

attribuiti, i soggetti pubblici valutano specificamente il rapporto tra i dati e glia dempimenti. I dati

che, anche a seguito delle verifiche, risultano eccedenti o non pertinenti o non indispensabili non

possono essere utilizzati, salvo che per l'eventuale conservazione, a norma di legge, dell'atto o del

documento che li contiene. Specifica attenzione è prestata per la verifica dell'indispensabilità dei

dati sensibili e giudiziari riferiti a soggetti diversi da quelli cui si riferiscono direttamente le

prestazioni o gli adempimenti.

6. I dati sensibili e giudiziari contenuti in elenchi, registri o banche di dati, tenuti con l'ausilio di

strumenti elettronici, sono trattati con tecniche di cifratura o mediante l'utilizzazione di codici

identificativi o di altre soluzioni che, considerato il numero e la natura dei dati trattati, li rendono

temporaneamente inintelligibili anche a chi è autorizzato ad accedervi e permettono di identificare

gli interessati solo in caso di necessità.

7. I dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale sono conservati separatamente da altri

dati personali trattati perfinalità che non richiedono il loro utilizzo. I medesimi dati sono trattati con

le modalità di cui al comma 6 anche quando sono tenuti in elenchi, registri o banche di dati senza

l'ausilio di strumenti elettronici.

8. I dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi.

9. Rispetto ai dati sensibili e giudiziari indispensabili ai sensi del comma 3, i soggetti pubblici sono

autorizzati ad effettuare unicamente le operazioni di trattamento indispensabili per il perseguimento

delle finalità per le quali il trattamento è consentito, anche quando i dati sono raccolti nello

svolgimento di compiti di vigilanza, di controllo o ispettivi.

10. I dati sensibili e giudiziari non possono essere trattati nell'ambito di test psico attitudinali volti a

definire il profilo o la personalità dell'interessato. Le operazioni di raffronto tra dati sensibili e

giudiziari, nonchè i trattamenti di dati sensibili e giudiziari ai sensi dell'articolo 14, sono effettuati

solo previa annotazione scritta dei motivi.

11. In ogni caso, le operazioni e i trattamenti di cui al comma 10, se effettuati utilizzando banche di

dati di diversi titolari, nonchè la diffusione dei dati sensibili e giudiziari, sono ammessi solo se

previsti da espressa disposizione di legge.

12. Le disposizioni di cui al presente articolo recano principi applicabili, in conformità ai rispettivi

ordinamenti, ai trattamenti disciplinati dalla Presidenza della Repubblica, dalla Camera dei deputati,

dal Senato della Repubblica e dalla Corte costituzionale. 65

CAPO III - REGOLE ULTERIORI PER PRIVATI ED ENTI PUBBLICI ECONOMICI

Art. 23. Consenso

1. Il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici economici è ammesso solo

con il consenso espresso dell'interessato.

2. Il consenso può riguardare l'intero trattamento ovvero una o più operazioni dello stesso.

3. Il consenso è validamente prestato solo se è espresso liberamente e specificamente in riferimento

ad un trattamento chiaramente individuato, se è documentato per iscritto, e se sono state rese

all'interessato le informazioni di cui all'articolo 13.

4. Il consenso è manifestato in forma scritta quando il trattamento riguarda dati sensibili.

Art. 24. Casi nei quali può essere effettuato il trattamento senza consenso

1. Il consenso non è richiesto, oltre che nei casi previsti nella Parte II, quando il trattamento:

a) è necessario per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge,da un regolamento o dalla

normativa comunitaria;

b) è necessario per eseguire obblighi derivanti da un contratto del quale è parte l'interessato o per

adempiere, prima della conclusione del contratto, a specifiche richieste dell'interessato;

c) riguarda dati provenienti da pubblici registri, elenchi, atti odocumenti conoscibili da chiunque,

fermi restando i limiti e le modalità che le leggi, i regolamenti o la normativa comunitaria

stabiliscono per la conoscibilità e pubblicità dei dati;

d) riguarda dati relativi allo svolgimento di attività economiche, trattati nel rispetto della vigente

normativa in materia di segreto aziendale e industriale;

e) è necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica di un terzo. Se la medesima

finalità riguarda l'interessato e quest'ultimo non può prestare il proprio consenso per impossibilità

fisica, per incapacità di agire o per incapacità di intendere o divolere, il consenso è manifestato da

chi esercita legalmente la potestà, ovvero da un prossimo congiunto, da un familiare, da un

convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora l'interessato. Si

applica la disposizione di cui all'articolo 82, comma 2;

f) con esclusione della diffusione, è necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni

difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere un

diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il

periodo strettamente necessario al loro perseguimento, nel rispetto della vigente normativa in

materia di segreto aziendale e industriale;

g) con esclusione della diffusione, è necessario, nei casi individuati dal Garante sulla base dei

principi sanciti dalla legge, per perseguire un legittimo interesse del titolare o di un terzo

destinatario dei dati, anche in riferimento all'attività di gruppi bancari e di società controllate o

collegate, qualora non prevalgano i diritti e le libertà fondamentali, la dignità o un legittimo

interesse dell'interessato;

16

h) con esclusione della comunicazione all'esterno e della diffusione, è effettuato da associazioni,

enti od organismi senzascopo di lucro, anche non riconosciuti, in riferimento a soggetti che hanno

con essi contatti regolari o ad aderenti, per il perseguimento di scopi determinati e legittimi

individuati dall'atto costitutivo, dallo statuto o dal contratto collettivo, e con modalità di utilizzo

previste espressamente con determinazione resa nota agli interessati all'atto dell'informativa ai sensi

dell'articolo 13;

i) è necessario, in conformità ai rispettivi codici di deontologia di cui all'allegato A), per esclusivi

scopi scientifici o statistici, ovvero per esclusivi scopi storici presso archivi privati dichiarati di

notevole interesse storico ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 29 ottobre 1999,

n. 490, di approvazione del testo unico in materia di beni culturali e ambientali o, secondo quanto 66

previsto dai medesimi codici, presso altri archivi privati.

Art. 25. Divieti di comunicazione e diffusione

1. La comunicazione e la diffusione sono vietate, oltre che in caso di divieto disposto dal Garante o

dall'autorità giudiziaria:

a) in riferimento a dati personali dei quali è stata ordinata la cancellazione, ovvero quando è decorso

il periodo di tempo indicato nell'articolo 11, comma 1, lettera e);

b) per finalità diverse da quelle indicate nella notificazione del trattamento, ove prescritta.

2. è fatta salva la comunicazione o diffusione di dati richieste, in conformità alla legge, da forze di

polizia, dall'autorità giudiziaria, da organismi di informazione e sicurezza o da altri soggetti

pubblici ai sensi dell'articolo 58, comma 2, per finalità di difesa o di sicurezza dello Stato o di

prevenzione, accertamento o repressione di reati.

Art. 26. Garanzie per i dati sensibili

1. I dati sensibili possono essere oggetto di trattamento solo con il consenso scritto dell'interessato e

previa autorizzazione del Garante, nell'osservanza dei presupposti e dei limiti stabiliti dal presente

codice, nonchè dalla legge e dai regolamenti.

2. Il Garante comunica la decisione adottata sulla richiesta di autorizzazione entro quarantacinque

giorni, decorsi i quali la mancata pronuncia equivale a rigetto. Con il provvedimento di

autorizzazione, ovvero successivamente, anche sulla base di eventuali verifiche, il Garante può

prescrivere misure e accorgimenti a garanzia dell'interessato, che il titolare del trattamento è tenuto

ad adottare.

3. Il comma 1 non si applica al trattamento:

a) dei dati relativi agli aderenti alle confessioni religiose e ai soggetti che con riferimento a finalità

di natura esclusivamente religiosa hanno contatti regolari con le medesime confessioni, effettuato

dai relativi organi, ovvero da enti civilmente riconosciuti, sempre che i dati non siano diffusi o

comunicati fuori delle medesime confessioni. Queste ultime determinano idonee garanzie

relativamente ai trattamenti effettuati, nel rispetto dei principi indicati al riguardo con

autorizzazione del Garante;

17

b) dei dati riguardanti l'adesione di associazioni od organizzazioni a carattere sindacale o di

categoria ad altre associazioni, organizzazioni o confederazioni a carattere sindacale o di categoria.

4. I dati sensibili possono essere oggetto di trattamento anchesenza consenso, previa autorizzazione

del Garante:

a) quando il trattamento è effettuato da associazioni, enti od organismi senza scopo di lucro, anche

non riconosciuti, a carattere politico, filosofico, religioso o sindacale, ivi compresi partiti e

movimenti politici, per il perseguimento di scopi determinati e legittimi individuati dall'atto

costitutivo, dallo statuto o dal contratto collettivo, relativamente ai dati personali degli aderentio dei

soggetti che in relazione a tali finalità hanno contatti regolari con l'associazione, ente od organismo,

sempre che i dati non siano comunicati all'esterno o diffusi e l'ente, associazione od organismo

determini idonee garanzie relativamente ai trattamenti effettuati, prevedendo espressamente le

modalità di utilizzo dei dati con determinazione resa nota agli interessati all'atto dell'informativa ai

sensi dell'articolo 13;

b) quando il trattamento è necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica di un

terzo. Se la medesima finalità riguarda l'interessato e quest'ultimo non può prestare il proprio

consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità di intendere o di volere, il

consenso è manifestato da chi esercita legalmente la potestà, ovvero da un prossimo congiunto, da

un familiare, da un convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora

l'interessato. Si applica la disposizione di cui all'articolo 82, comma 2; 67

c) quando il trattamento è necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui

alla legge 7 dicembre 2000, n.397, o, comunque, per far valere o difendere in sede giudiziaria un

diritto, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente

necessario al loro perseguimento. Se i dati sono idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale,

il diritto deve essere di rango pari a quello dell'interessato, ovvero consistente in un diritto della

personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile;

d) quando è necessario per adempiere a specifici obblighi o compiti previsti dalla legge, da un

regolamento o dalla normativa comunitaria per la gestione del rapporto di lavoro, anche in materia

di igiene e sicurezza del lavoro e della popolazione e di previdenza e assistenza, nei limiti previsti

dall'autorizzazione e ferme restando le disposizioni del codice di deontologia e di buonacondotta di

cui all'articolo 111.

5. I dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi.

Art. 27. Garanzie per i dati giudiziari

1. Il trattamento di dati giudiziari da parte di privati o di enti pubblici economici è consentito

soltanto se autorizzato da espressa disposizione di legge o provvedimento del Garante che

specifichino le rilevanti finalità di interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati trattati e di

operazioni eseguibili.

TITOLO IV - SOGGETTI CHE EFFETTUANO IL TRATTAMENTO

Art. 28. Titolare del trattamento

1. Quando il trattamento è effettuato da una persona giuridica, da una pubblica amministrazione o

da un qualsiasi altro ente,associazione od organismo, titolare del trattamento è l'entità nelsuo

complesso o l'unità od organismo periferico che esercita un potere decisionale del tutto autonomo

sulle finalità e sulle modalità del trattamento, ivi compreso il profilo della sicurezza.

Art. 29. Responsabile del trattamento

1. Il responsabile è designato dal titolare facoltativamente.

2. Se designato, il responsabile è individuato tra soggetti che per esperienza, capacità ed affidabilità

forniscano idonea garanzia del pieno rispetto delle vigenti disposizioni in materia di trattamento, ivi

compreso il profilo relativo alla sicurezza.

3. Ove necessario per esigenze organizzative, possono essere designati responsabili più soggetti,

anche mediante suddivisione di compiti.

4. I compiti affidati al responsabile sono analiticamente specificati per iscritto dal titolare.

5. Il responsabile effettua il trattamento attenendosi alle istruzioni impartite dal titolare il quale,

anche tramite verifiche periodiche, vigila sulla puntuale osservanza delle disposizioni di cui al

comma 2 e delle proprie istruzioni.

Art. 30. Incaricati del trattamento

1. Le operazioni di trattamento possono essere effettuate solo da incaricati che operano sotto la

diretta autorità del titolare o del responsabile, attenendosi alle istruzioni impartite.

2. La designazione è effettuata per iscritto e individua puntualmente l'ambito del trattamento

consentito. Si considera tale anche la documentata preposizione della persona fisica ad una unità per

la quale è individuato, per iscritto, l'ambito del trattamento consentito agli addetti all'unità

medesima. 68

Titolo V - SICUREZZA DEI DATI E DEI SISTEMI

CAPO I - MISURE DI SICUREZZA

Art. 31. Obblighi di sicurezza

1. I dati personali oggetto di trattamento sono custoditi e controllati, anche in relazione alle

conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei dati e alle specifiche

caratteristiche del trattamento, in modo da ridurre al minimo, mediante l'adozione di idonee e

preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di

accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta.

Art. 32. Particolari titolari

1. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico adotta ai sensi

dell'articolo 31 idonee misure tecniche e organizzative adeguate al rischio esistente, per

salvaguardare la sicurezza dei suoi servizi, l'integrità dei dati relativi al traffico, dei dati relativi

all'ubicazione e delle comunicazioni elettroniche rispetto ad ogni forma di utilizzazione o

cognizione non consentita.

2. Quando la sicurezza del servizio o dei dati personali richiede anche l'adozione di misure che

riguardano la rete, il fornitore del servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico

adotta tali misure congiuntamente con il fornitore della rete pubblica di comunicazioni. In caso di

mancato accordo, su richiesta di uno dei fornitori, la controversia è definita dall'Autorità per le

garanzie nelle comunicazioni secondo le modalità previste dalla normati vavigente.

3. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico informa gli

abbonati e, ove possibile, gli utenti, se sussiste un particolare rischio di violazione della sicurezza

della rete, indicando, quando il rischio è al di fuori dell'ambito di applicazione delle misure che il

fornitore stesso è tenuto ad adottare ai sensi dei commi 1 e 2, tutti i possibili rimedie i relativi costi

presumibili. Analoga informativa è resa al Garante e all'Autorità per le garanzie nelle

comunicazioni. CAPO II - MISURE MINIME DI SICUREZZA

Art. 33. Misure minime

1. Nel quadro dei più generali obblighi di sicurezza di cui all'articolo 31, o previsti da speciali

disposizioni, i titolari del trattamento sono comunque tenuti ad adottare le misure minime

individuate nel presente capo o ai sensi dell'articolo 58, comma 3, volte ad assicurare un livello

minimo di protezione dei dati personali.

Art. 34. Trattamenti con strumenti elettronici

1. Il trattamento di dati personali effettuato con strumenti elettronici è consentito solo se sono

adottate, nei modi previsti dal disciplinare tecnico contenuto nell'allegato B), le seguenti misure

minime:

a) autenticazione informatica;

b) adozione di procedure di gestione delle credenziali di autenticazione;

c) utilizzazione di un sistema di autorizzazione;

d) aggiornamento periodico dell'individuazione dell'ambito del trattamento consentito ai singoli

incaricati e addetti alla gestione o alla manutenzione degli strumenti elettronici;

e) protezione degli strumenti elettronici e dei dati rispetto atrattamenti illeciti di dati, ad accessi non

consentiti e adeterminati programmi informatici;

20

f) adozione di procedure per la custodia di copie di sicurezza, il ripristino della disponibilità dei dati

69

e dei sistemi;

g) tenuta di un aggiornato documento programmatico sulla sicurezza;

h) adozione di tecniche di cifratura o di codici identificativi per determinati trattamenti di dati

idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale effettuati da organismi sanitari.

Art. 35. Trattamenti senza l'ausilio di strumenti elettronici

1. Il trattamento di dati personali effettuato senza l'ausilio di strumenti elettronici è consentito solo

se sono adottate, nei modi previsti dal disciplinare tecnico contenuto nell'allegato B), le seguenti

misure minime:

a) aggiornamento periodico dell'individuazione dell'ambito del trattamento consentito ai singoli

incaricati o alle unità organizzative;

b) previsione di procedure per un'idonea custodia di atti e documenti affidati agli incaricati per lo

svolgimento dei relativi compiti;

c) previsione di procedure per la conservazione di determinati atti in archivi ad accesso selezionato

e disciplina delle modalità di accesso finalizzata all'identificazione degli incaricati.

Art. 36. Adeguamento

1. Il disciplinare tecnico di cui all'allegato B), relativo allemisure minime di cui al presente capo, è

aggiornato periodicamente con decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro per le

innovazioni e le tecnologie, in relazione all'evoluzione tecnica e all'esperienza maturata nel settore.

Titolo VI - ADEMPIMENTI

Art. 37. Notificazione del trattamento

1. Il titolare notifica al Garante il trattamento di dati personali cui intende procedere, solo se il

trattamento riguarda:

a) dati genetici, biometrici o dati che indicano la posizione geografica di persone od oggetti

mediante una rete di comunicazione elettronica;

b) dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, trattati a fini di procreazione assistita,

prestazione di servizi sanitari per via telematica relativi a banche di dati o alla fornitura di beni,

indagini epidemiologiche, rilevazione di malattie mentali, infettive e diffusive, sieropositività,

trapianto di organi e tessuti e monitoraggio della spesa sanitaria;

c) dati idonei a rivelare la vita sessuale o la sfera psichica trattati da associazioni, enti od organismi

senza scopo di lucro, anche non riconosciuti, a carattere politico, filosofico, religioso o sindacale;

d) dati trattati con l'ausilio di strumenti elettronici volti a definire il profilo o la personalità

dell'interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo, ovvero a monitorare l'utilizzo di

servizi di comunicazione elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente indispensabili per

fornire i servizi medesimi agli utenti;

e) dati sensibili registrati in banche di dati a fini di selezione del personale per conto terzi, nonchè

dati sensibili utilizzati per sondaggi di opinione, ricerche di mercato e altre ricerche campionarie;

f) dati registrati in apposite banche di dati gestite con strumenti elettronici e relative al rischio sulla

solvibilità economica, alla situazione patrimoniale, al corretto adempimento di obbligazioni, a

comportamenti illeciti o fraudolenti.

2. Il Garante può individuare altri trattamenti suscettibili di recare pregiudizio ai diritti e alle libertà

dell'interessato, in ragione delle relative modalità o della natura dei dati personali, con proprio

provvedimento adottato anche ai sensi dell'articolo 17. Con analogo provvedimento pubblicato sulla

Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana il Garante può anche individuare, nell'ambito dei

trattamenti di cui al comma 1, eventuali trattamenti non suscettibili di recare detto pregiudizio e

pertanto sottratti all'obbligo di notificazione. 70

3. La notificazione è effettuata con unico atto anche quando il trattamento comporta il trasferimento

all'estero dei dati.

4. Il Garante inserisce le notificazioni ricevute in un registro dei trattamenti accessibile a chiunque e

determina le modalità per la sua consultazione gratuita per via telematica, anche mediante

convenzioni con soggetti pubblici o presso il proprio Ufficio. Le notizie accessibili tramite la

consultazione del registro possono essere trattate per esclusive finalità di applicazione della

disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Art. 38. Modalità di notificazione

1. La notificazione del trattamento è presentata al Garante prima dell'inizio del trattamento ed una

sola volta, a prescindere dal numero delle operazioni e della durata del trattamento da effettuare,e

può anche riguardare uno o più trattamenti con finalità correlate.

2. La notificazione è validamente effettuata solo se è trasmessa per via telematica utilizzando il

modello predisposto dal Garante e osservando le prescrizioni da questi impartite, anche per quanto

riguarda le modalità di sottoscrizione con firma digitale e di conferma del ricevimento della

notificazione.

3. Il Garante favorisce la disponibilità del modello per via telematica e la notificazione anche

attraverso convenzioni stipulate con soggetti autorizzati in base alla normativa vigente, anche

presso associazioni di categoria e ordini professionali.

4. Una nuova notificazione è richiesta solo anteriormente alla cessazione del trattamento o al

mutamento di taluno degli elementi da indicare nella notificazione medesima.

5. Il Garante può individuare altro idoneo sistema per la notificazione in riferimento a nuove

soluzioni tecnologiche previstedalla normativa vigente.

22

6. Il titolare del trattamento che non è tenuto alla notificazione al Garante ai sensi dell'articolo 37

fornisce le notizie contenute nel modello di cui al comma 2 a chi ne fa richiesta, salvo che il

trattamento riguardi pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque.

Art. 39. Obblighi di comunicazione

1. Il titolare del trattamento è tenuto a comunicare previamente al Garante le seguenti circostanze:

a) comunicazione di dati personali da parte di un soggetto pubblico ad altro soggetto pubblico non

prevista da una norma di legge o di regolamento, effettuata in qualunque forma anche mediante

convenzione;

b) trattamento di dati idonei a rivelare lo stato di salute previsto dal programma di ricerca biomedica

o sanitaria di cui all'articolo 110, comma 1, primo periodo.

2. I trattamenti oggetto di comunicazione ai sensi del comma 1 possono essere iniziati decorsi

quarantacinque giorni dal ricevimento della comunicazione salvo diversa determinazione anche

successiva del Garante.

3. La comunicazione di cui al comma 1 è inviata utilizzando il modello predisposto e reso

disponibile dal Garante, e trasmessa a quest'ultimo per via telematica osservando le modalità di

sottoscrizione con firma digitale e conferma del ricevimento di cui all'articolo 38, comma 2, oppure

mediante telefax o lettera raccomandata.

Art. 40. Autorizzazioni generali

1. Le disposizioni del presente codice che prevedono un'autorizzazione del Garante sono applicate

anche mediante il rilascio di autorizzazioni relative a determinate categorie di titolari o di 71

trattamenti, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Art. 41. Richieste di autorizzazione

1. Il titolare del trattamento che rientra nell'ambito di applicazione di un'autorizzazione rilasciata ai

sensi dell'articolo 40 non è tenuto a presentare al Garante una richiesta di autorizzazione se il

trattamento che intende effettuare è conforme alle relative prescrizioni.

2. Se una richiesta di autorizzazione riguarda un trattamento autorizzato ai sensi dell'articolo 40 il

Garante può provvedere comunque sulla richiesta se le specifiche modalità del trattamento lo

giustificano.

3. L'eventuale richiesta di autorizzazione è formulata utilizzando esclusivamente il modello

predisposto e reso disponibile dal Garante e trasmessa a quest'ultimo per via telematica, osservando

le modalità di sottoscrizione e conferma del ricevimento di cui all'articolo 38, comma 2. La

medesima richiesta e l'autorizzazione possono essere trasmesse anche mediante telefax o lettera

raccomandata.

23

4. Se il richiedente è invitato dal Garante a fornire informazioni o ad esibire documenti, il termine

di quarantacinquegiorni di cui all'articolo 26, comma 2, decorre dalla data di scadenza del termine

fissato per l'adempimento richiesto.

5. In presenza di particolari circostanze, il Garante può rilasciare un'autorizzazione provvisoria a

tempo determinato.

TITOLO VII - TRASFERIMENTO DEI DATI ALL'ESTERO

Art. 42. Trasferimenti all'interno dell'Unione europea

1. Le disposizioni del presente codice non possono essere applicate in modo tale da restringere o

vietare la libera circolazione dei dati personali fra gli Stati membri dell'Unione europea, fatta salva

l'adozione, in conformità allo stesso codice, di eventuali provvedimenti in caso di trasferimenti di

dati effettuati al fine di eludere le medesime disposizioni.

Art. 43. Trasferimenti consentiti in Paesi terzi

1. Il trasferimento anche temporaneo fuori del territorio dello Stato, con qualsiasi forma o mezzo, di

dati personali oggetto di trattamento, se diretto verso un Paese non appartenente all'Unione europea

è consentito quando:

a) l'interessato ha manifestato il proprio consenso espresso o, se si tratta di dati sensibili, in forma

scritta;

b) è necessario per l'esecuzione di obblighi derivanti da un contratto del quale è parte l'interessato o

per adempiere, prima della conclusione del contratto, a specifiche richieste dell'interessato, ovvero

per la conclusione o per l'esecuzione di un contratto stipulato a favore dell'interessato;

c) è necessario per la salvaguardia di un interesse pubblico rilevante individuato con legge o con

regolamento o, se il trasferimento riguarda dati sensibili o giudiziari, specificato o individuato ai

sensi degli articoli 20 e 21;

d) è necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica di un terzo. Se la medesima

finalità riguarda l'interessato e quest'ultimo non può prestare il proprio consenso per impossibilità

fisica, per incapacità di agire o per incapacità di intendere o di volere, il consenso è manifestato da

chi esercita legalmente la potestà, ovvero da un prossimo congiunto, da un familiare, da un

convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora l'interessato. Si

applica la disposizione di cui all'articolo 82, comma 2;

e) è necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre

2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati

72

siano trasferiti esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro

perseguimento, nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale;

f) è effettuato in accoglimento di una richiesta di accesso ai documenti amministrativi, ovvero di

una richiesta di informazioni estraibili da un pubblico registro, elenco, atto o documento conoscibile

da chiunque, con l'osservanza delle norme che regolano la materia;

24

g) è necessario, in conformità ai rispettivi codici di deontologia di cui all'allegato A), per esclusivi

scopi scientifici o statistici, ovvero per esclusivi scopi storici presso archivi privati dichiarati di

notevole interesse storico ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 29 ottobre 1999,

n. 490, di approvazione del testo unico in materia di beni culturali e ambientali o, secondo quanto

previsto dai medesimi codici, presso altri archivi privati;

h) il trattamento concerne dati riguardanti persone giuridiche, enti o associazioni.

Art. 44. Altri trasferimenti consentiti

1. Il trasferimento di dati personali oggetto di trattamento,diretto verso un Paese non appartenente

all'Unione europea, è altresì consentito quando è autorizzato dal Garante sulla base di adeguate

garanzie per i diritti dell'interessato:

a) individuate dal Garante anche in relazione a garanzie prestate con un contratto;

b) individuate con le decisioni previste dagli articoli 25, paragrafo 6, e 26, paragrafo 4, della

direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, con le quali la

Commissione europea constata che un Paese non appartenente all'Unione europea garantisce un

livello di protezione adeguato o che alcune clausole contrattuali offrono garanzie sufficienti.

Art. 45. Trasferimenti vietati

1. Fuori dei casi di cui agli articoli 43 e 44, il trasferimento anche temporaneo fuori del territorio

dello Stato, con qualsiasi forma o mezzo, di dati personali oggetto di trattamento, diretto verso un

Paese non appartenente all'Unione europea, è vietato quando l'ordinamento del Paese di

destinazione o di transito dei dati non assicura un livello di tutela delle persone adeguato. Sono

valutate anche le modalità del trasferimento e dei trattamenti previsti, le relative finalità, la natura

dei dati e le misure di sicurezza.

TITOLO X - COMUNICAZIONI ELETTRONICHE

CAPO I - SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA

Art. 121. Servizi interessati

1. Le disposizioni del presente titolo si applicano al trattamento dei dati personali connesso alla

fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico su reti pubbliche di

comunicazioni.

Art. 122. Informazioni raccolte nei riguardi dell'abbonato o dell'utente

1. Salvo quanto previsto dal comma 2, è vietato l'uso di una rete di comunicazione elettronica per

accedere a informazioni archiviate nell'apparecchio terminale di un abbonato o di un utente, per

archiviare informazioni o per monitorare le operazioni dell'utente.

2. Il codice di deontologia di cui all'articolo 133 individua i presupposti e i limiti entro i quali l'uso

della rete nei modi di cuial comma 1, per determinati scopi legittimi relativi alla memorizzazione

tecnica per il tempo strettamente necessario alla trasmissione della comunicazione o a fornire uno

specifico servizio richiesto dall'abbonato a dall'utente, è consentito al fornitore del servizio di

comunicazione elettronica nei riguardi dell'abbonato e dell'utente che abbiano espresso il consenso

73

sulla base di una previa informativa ai sensi dell'articolo 13 che indichi analiticamente, in modo

chiaro e preciso, le finalità e la durata del trattamento.

Art. 123. Dati relativi al traffico

1. I dati relativi al traffico riguardanti abbonati ed utenti trattati dal fornitore di una rete pubblica di

comunicazioni o di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico sono cancellati

o resi anonimi quando non sono più necessari ai fini della trasmissione della comunicazione

elettronica, fatte salve le disposizioni dei commi 2, 3 e 5.

2. Il trattamento dei dati relativi al traffico strettamente necessari a fini di fatturazione per

l'abbonato, ovvero di pagamenti in caso di interconnessione, è consentito al fornitore, a fini di

documentazione in caso di contestazione della fattura o per la pretesa del pagamento, per un periodo

non superiore a sei mesi, salva l'ulteriore specifica conservazione necessaria per effetto di una

contestazione anche in sede giudiziale.

55

3. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico può trattare i dati

di cui al comma 2 nella misura e per la durata necessarie a fini di commercializzazione di servizi di

comunicazione elettronica o per la fornitura di servizi a valore aggiunto, solo se l'abbonato o

l'utente cui i dati si riferiscono hanno manifestato il proprio consenso, che è revocabile in ogni

momento.

4. Nel fornire l'informativa di cui all'articolo 13 il fornitore del servizio informa l'abbonato o l'utente

sulla natura dei dati relativi al traffico che sono sottoposti a trattamento e sulla durata del medesimo

trattamento ai fini di cui ai commi 2 e 3.

5. Il trattamento dei dati personali relativi al traffico è consentito unicamente ad incaricati del

trattamento che operano ai sensi dell'articolo 30 sotto la diretta autorità del fornitore del servizio di

comunicazione elettronica accessibile al pubblico o, a seconda dei casi, del fornitore della rete

pubblica di comunicazioni e che si occupano della fatturazione o della gestione del traffico, di

analisi per canto di clienti, dell'accertamento di frodi, o della commercializzazione dei servizi di

comunicazione elettronica o della prestazione dei servizi a valore aggiunto. Il trattamento è limitato

a quanto è strettamente necessario per lo svolgimento di tali attività e deve assicurare

l'identificazione dell'incaricato che accede ai dati anche mediante un'operazione di interrogazione

automatizzata.

6. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni può ottenere i dati relativi alla fatturazione o al

traffico necessari ai fini della risoluzione di controversie attinenti, in particolare,

all'interconnessione o alla fatturazione.

Art. 124. Fatturazione dettagliata

1. L'abbonato ha diritto di ricevere in dettaglio, a richiesta e senza alcun aggravio di spesa, la

dimostrazione degli elementi che compongono la fattura relativi, in particolare, alla data e all'ora di

inizio della conversazione, al numero selezionato, al tipo di numerazione, alla località, alla durata e

al numero di scatti addebitati per ciascuna conversazione.

2. Il fornitore del servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico è tenuto ad abilitare

l'utente ad effettuare comunicazioni e a richiedere servizi da qualsiasi terminale, gratuitamente ed in

modo agevole, avvalendosi per il pagamento di modalità alternative alla fatturazione, anche

impersonali, quali carte di credito o di debito o carte prepagate.

3. Nella documentazione inviata all'abbonato relativa alle comunicazioni effettuate non sono

evidenziati i servizi e le comunicazioni di cui al comma 2, nè le comunicazioni necessarie per

attivare le modalità alternative alla fatturazione.

4. Nella fatturazione all'abbonato non sono evidenziate le ultime tre cifre dei numeri chiamati. Ad

esclusivi fini di specifica contestazione dell'esattezza di addebiti determinati o riferiti a periodi 74

limitati, l'abbonato può richiedere la comunicazione dei numeri completi delle comunicazioni in

questione.

5. Il Garante, accertata l'effettiva disponibilità delle modalità di cui al comma 2, può autorizzare il

fornitore ad indicare nella fatturazione i numeri completi delle comunicazioni.

56 Art. 125. Identificazione della linea

1. Se è disponibile la presentazione dell'identificazione della linea chiamante, il fornitore del

servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico assicura all'utente chiamante la

possibilità di impedire, gratuitamente e mediante una funzione semplice, la presentazione

dell'identificazione della linea chiamante, chiamata per chiamata. L'abbonato chiamante deve avere

tale possibilità linea per linea.

2. Se è disponibile la presentazione dell'identificazione della linea chiamante, il fornitore del

servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico assicura all'abbonato chiamato la

possibilità di impedire, gratuitamente e mediante una funzione semplice, la presentazione

dell'identificazione delle chiamate entranti.

3. Se è disponibile la presentazione dell'identificazione della linea chiamante e tale indicazione

avviene prima che la comunicazione sia stabilita, il fornitore del servizio di comunicazione

elettronica accessibile al pubblico assicura all'abbonato chiamato la possibilità, mediante una

funzione semplice e gratuita, di respingere le chiamate entranti se la presentazione

dell'identificazione della linea chiamante è stata eliminata dall'utente o abbonato chiamante.

4. Se è disponibile la presentazione dell'identificazione della linea collegata, il fornitore del servizio

di comunicazione elettronica accessibile al pubblico assicura all'abbonato chiamato la possibilità di

impedire, gratuitamente e mediante una funzione semplice, la presentazione dell'identificazione

della linea collegata all'utente chiamante.

5. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alle chiamate dirette verso Paesi non

appartenenti all'unione europea. Le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 si applicano anche alle

chiamate provenienti da tali Paesi.

6. Se è disponibile la presentazione dell'identificazione della linea chiamante o di quella collegata, il

fornitore del servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico informa gli abbonati e gli

utenti dell'esistenza di tale servizio e delle possibilità previste ai commi 1, 2, 3 e 4.

Art. 126. Dati relativi all'ubicazione

1. I dati relativi all'ubicazione diversi dai dati relativi al traffico, riferiti agli utenti o agli abbonati di

reti pubbliche di comunicazione o di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico,

possono essere trattati solo se anonimi o se l'utente o l'abbonato ha manifestato previamente il

proprio consenso, revocabile in ogni momento, e nella misura e per la durata necessari per la

fornitura del servizio a valore aggiunto richiesto.

2. Il fornitore del servizio, prima di richiedere il consenso, informa gli utenti e gli abbonati sulla

natura dei dati relativi all'ubicazione diversi dai dati relativi al traffico che saranno sottoposti al

trattamento, sugli scopi e sulla durata di quest'ultimo, nonchè sull'eventualità che i dati siano

trasmessi ad un terzo per la prestazione del servizio a valore aggiunto.

3. L'utente e l'abbonato che manifestano il proprio consenso al trattamento dei dati relativi

all'ubicazione, diversi dai dati relativi al traffico, conservano il diritto di richiedere, gratuitamente e

mediante una funzione semplice, l'interruzione temporanea del trattamento di tali dati per ciascun

collegamento alla rete o per ciascuna trasmissione di comunicazioni.

57

4. Il trattamento dei dati relativi all'ubicazione diversi dai dati relativi al traffico, ai sensi dei commi

1 , 2 e 3, è consentito unicamente ad incaricati del trattamento che operano ai sensi dell'articolo 30,

75

sono la diretta autorità del fornitore del servizio di comunicazione elettronica accessibile al

pubblico o, a seconda dei casi, del fornitore della rete pubblica di comunicazioni o del terzo che

fornisce il servizio a valore aggiunto. Il trattamento è limitato a quanto è strettamente necessario per

la fornitura del servizio a valore aggiunto e deve assicurare l'identificazione dell'incaricato che

accede ai dati anche mediante un'operazione di interrogazione automatizzata.

Art. 127. Chiamate di disturbo e di emergenza

1. L'abbonato che riceve chiamate di disturbo può richiedere che il fornitore della rete pubblica di

comunicazioni o del servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico renda

temporaneamente inefficace la soppressione della presentazione dell'identificazione della linea

chiamante e conservi i dati relativi alla provenienza della chiamata ricevuta. L'inefficacia della

soppressione può essere disposta per i soli orari durante i quali si verificano le chiamate di disturbo

e per un periodo non superiore a quindici giorni.

2. La richiesta formulata per iscritto dall'abbonato specifica le modalità di ricezione delle chiamate

di disturbo e nel caso in cui sia preceduta da una richiesta telefonica è inoltrata entro quarantotto

ore.

3. I dati conservati ai sensi del comma 1 possono essere comunicati all'abbonato che dichiari di

utilizzarli per esclusive finalità di tutela rispetto a chiamate di disturbo. Per i servizi di cui al comma

1 il fornitore assicura procedure trasparenti nei confronti degli abbonati e può richiedere un

contributo spese non superiore ai costi effettivamente sopportati.

4. Il fornitore di una rete pubblica di comunicazioni o di un servizio di comunicazione elettronica

accessibile al pubblico predispone procedure trasparenti per garantire, linea per linea, l'inefficacia

della soppressione dell'identificazione della linea chiamante, nonchè, ove necessario, il trattamento

dei dati relativi all'ubicazione, nonostante il rifiuto o il mancato consenso temporanei dell'abbonato

o dell'utente, da parte dei servizi abilitati in base alla legge a ricevere chiamate d'emergenza. I

servizi sono individuati con decreto del Ministro delle comunicazioni, sentiti il Garante e l'Autorità

per le garanzie nelle comunicazioni.

Art. 128. Trasferimento automatico della chiamata

1. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico adotta le misure

necessarie per consentire a ciascun abbonato, gratuitamente e mediante una funzione semplice, di

poter bloccare il trasferimento automatico delle chiamate verso il proprio terminale effettuato da

terzi. Art. 129. Elenchi di abbonati

1. Il Garante individua con proprio provvedimento, in cooperazione con l'Autorità per le garanzie

nelle comunicazioni ai sensi dell'articolo 154, comma 3, e in conformità alla normativa comunitaria,

le modalità di inserimento e di successivo utilizzo dei dati personali relativi agli abbonati negli

elenchi cartacei o elettronici a disposizione del pubblico, anche in riferimento ai dati già raccolti

prima della data di entrata in vigore del presente codice.

58

2. Il provvedimento di cui al comma 1 individua idonee modalità per la manifestazione del

consenso all'inclusione negli elenchi e, rispettivamente, all'utilizzo dei dati per le finalità di cui

all'articolo 7, comma 4, lettera b), in base al principio della massima semplificazione delle modalità

di inclusione negli elenchi a fini di mera ricerca dell'abbonato per comunicazioni interpersonali, e

del consenso specifico ed espresso qualora il trattamento esuli da tali fini, nonchè in tema di

verifica, rettifica o cancellazione dei dati senza oneri. 76

Art. 130. Comunicazioni indesiderate

1. L'uso di sistemi automatizzati di chiamata senza l'intervento di un operatore per l'invio di

materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di

comunicazione commerciale è consentito con il consenso dell'interessato.

2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche alle comunicazioni elettroniche, effettuate per

le finalità ivi indicate, mediante posta elettronica, telefax, messaggi del tipo Mms (Multimedia

Messaging Service) o Sms (Short Message Service) o di altro tipo.

3. Fuori dei casi di cui ai commi 1 e 2, ulteriori comunicazioni per le finalità di cui ai medesimi

commi effettuate con mezzi diversi da quelli ivi indicati, sono consentite ai sensi degli articoli 23 e

24.

4. Fatto salvo quanto previsto nel comma 1 , se il titolare del trattamento utilizza, a fini di vendita

diretta di propri prodotti o servizi, le coordinate di posta elettronica fornite dall'interessato nel

contesto della vendita di un prodotto o di un servizio, può non richiedere il consenso

dell'interessato, sempre che si tratti di servizi analoghi a quelli oggetto della vendita e l'interessato,

adeguatamente informato, non rifiuti tale uso, inizialmente o in occasione di successive

comunicazioni. L'interessato, al momento della raccolta e in occasione dell'invio di ogni

comunicazione effettuata per le finalità di cui al presente comma, è informato della possibilità di

opporsi in ogni momento al trattamento, in maniera agevole e gratuitamente.

5. É vietato in ogni caso l'invio di comunicazioni per le finalità di cui al comma 1 o, comunque, a

scopo promozionale, effettuato camuffando o celando l'identità del mittente o senza fornire un

idoneo recapito presso il quale l'interessato possa esercitare i diritti di cui all'articolo 7.

6. In caso di reiterata violazione delle disposizioni di cui al presente articolo il Garante può,

provvedendo ai sensi dell'articolo143, comma 1, lettera b), altresì prescrivere a fornitori di servizi di

comunicazione elettronica di adottare procedure di filtraggio o altre misure praticabili relativamente

alle coordinate di posta elettronica da cui sono stati inviate le comunicazioni.

Art. 131. Informazioni ad abbonati e utenti

1. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico informa l'abbonato

e, ove possibile, l'utente circa la sussistenza di situazioni che permettono di apprendere in modo non

intenzionale il contenuto di comunicazioni o conversazioni da parte di soggetti ad esse estranei.

2. L'abbonato informa l'utente quando il contenuto delle comunicazioni o conversazioni può essere

appreso da altri a causa del tipo di apparecchiature terminali utilizzate o del collegamento realizzato

tra le stesse presso la sede dell'abbonato medesimo.

59

3. L'utente informa l'altro utente quando, nel corso della conversazione, sono utilizzati dispositivi

che consentono l'ascolto della conversazione stessa da parte di altri soggetti.

Art. 132. Conservazione di dati di traffico per altre finalità

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 123, comma 2, i dati relativi al traffico telefonico

sono conservati dal fornitore per trenta mesi, per finalità di accertamento e repressione di reati,

secondo le modalità individuate con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri

dell'interno e delle comunicazioni, e su conforme parere del Garante.

CAPO II - INTERNET E RETI TELEMATICHE

Art. 133. Codice di deontologia e di buona condotta

1. Il Garante promuove, ai sensi dell'articolo 12, la sottoscrizione di un codice di deontologia e di 77

buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato da fornitori di servizi di

comunicazione e informazione offerti mediante reti di comunicazione elettronica, con particolare

riguardo ai criteri per assicurare ed uniformare una più adeguata informazione e consapevolezza

degli utenti delle reti di comunicazione elettronica gestite da soggetti pubblici e privati rispetto ai

tipi di dati personali trattati e alle modalità del loro trattamento, in particolare attraverso informative

fornite in linea in modo agevole e interattivo, per favorire una più ampia trasparenza e correttezza

nei confronti dei medesimi utenti e il pieno rispetto dei principi di cui all'articolo 11, anche ai fini

dell'eventuale rilascio di certificazioni attestanti la qualità delle modalità prescelte e il livello di

sicurezza assicurato. CAPO III - VIDEOSORVEGLIANZA

Art. 134. Codice di deontologia e di buona condotta

1. Il Garante promuove, ai sensi dell'articolo 12, la sottoscrizione di un codice di deontologia e di

buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato con strumenti elettronici di

rilevamento di immagini, prevedendo specifiche modalità di trattamento e forme semplificate di

informativa all'interessato per garantire la liceità e la correttezza anche in riferimento a quanto

previsto dall'articolo 11.

PARTE III - TUTELA DELL'INTERESSATO E SANZIONI

TITOLO I - TUTELA AMMINISTRATIVA E GIURISDIZIONALE

CAPO I - TUTELA DINANZI AL GARANTE

SEZIONE I - PRINCIPI GENERALI

Art. 141. Forme di tutela

1. L'interessato può rivolgersi al Garante:

a) mediante reclamo circostanziato nei modi previsti dall'articolo142, per rappresentare una

violazione della disciplina rilevante in materia di trattamento di dati personali;

b) mediante segnalazione, se non è possibile presentare un reclamo circostanziato ai sensi della

lettera a), al fine di sollecitare un controllo da parte del Garante sulla disciplina medesima;

c) mediante ricorso, se intende far valere gli specifici diritti di cui all'articolo 7 secondo le modalità

e per conseguire gli effetti previsti nella sezione III del presente capo.

SEZIONE II - TUTELA AMMINISTRATIVA

Art. 142. Proposizione dei reclami

1. Il reclamo contiene un'indicazione per quanto possibile dettagliata dei fatti e delle circostanze su

cui si fonda, delle disposizioni che si presumono violate e delle misure richieste, nonchè gli estremi

identificativi del titolare, del responsabile, ove conosciuto, e dell'istante.

2. Il reclamo è sottoscritto dagli interessati, o da associazioni che li rappresentano anche ai sensi

dell'articolo 9, comma 2, ed è presentato al Garante senza particolari formalità. Il reclamo reca in

allegato la documentazione utile al fini della sua valutazione e l'eventuale procura, e indica un

recapito per l'invio di comunicazioni anche tramite posta elettronica, telefax o telefono.

3. Il Garante può predisporre un modello per il reclamo da pubblicare nel Bollettino e di cui

favorisce la disponibilità con strumenti elettronici.

Art. 143. Procedimento per i reclami

1. Esaurita l'istruttoria preliminare, se il reclamo non è manifestamente infondato e sussistono i

presupposti per adottare un provvedimento, il Garante, anche prima della definizione del 78

procedimento:

a) prima di prescrivere le misure di cui alla lettera b), ovvero il divieto o il blocco ai sensi della

lettera c), può invitare il titolare, anche in contraddittorio con l'interessato, ad effettuare il blocco

spontaneamente;

63

b) prescrive al titolare le misure opportune o necessarie per rendere il trattamento conforme alle

disposizioni vigenti;

c) dispone il blocco o vieta, in tutto o in parte, il trattamento che risulta illecito o non corretto anche

per effetto della mancata adozione delle misure necessarie di cui alla lettera b), oppure quando, in

considerazione della natura dei dati o, comunque, delle modalità del trattamento o degli effetti che

esso può determinare,vi è il concreto rischio del verificarsi di un pregiudizio rilevante per uno o più

interessati;

d) può vietare in tutto o in parte il trattamento di dati relativi a singoli soggetti o a categorie di

soggetti che si pone in contrasto con rilevanti interessi della collettività.

2. I provvedimenti di cui al comma 1 sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica

italiana se i relativi destinatari non sono facilmente identificabili per il numero o per la complessità

degli accertamenti. Art. 144. Segnalazioni

1. I provvedimenti di cui all'articolo 143 possono essere adottati anche a seguito delle segnalazioni

di cui all'articolo 141, comma 1, lettera b), se è avviata un'istruttoria preliminare e anche prima della

definizione del procedimento.

SEZIONE III - TUTELA ALTERNATIVA A QUELLA GIURISDIZIONALE

Art. 145. Ricorsi

1. I diritti di cui all'articolo 7 possono essere fatti valere dinanzi all'autorità giudiziaria o con ricorso

al Garante.

2. Il ricorso al Garante non può essere proposto se, per il medesimo oggetto e tra le stesse parti, è

stata già adita l'autorità giudiziaria.

3. La presentazione del ricorso al Garante rende improponibile un'ulteriore domanda dinanzi

all'autorità giudiziaria tra le stesse parti e per il medesimo oggetto.

Art. 146. Interpello preventivo

1. Salvi i casi in cui il decorso del termine esporrebbe taluno a pregiudizio imminente ed

irreparabile, il ricorso al Garante può essere proposto solo dopo che è stata avanzata richiesta sul

medesimo oggetto al titolare o al responsabile ai sensi dell'articolo 8, comma 1, e sono decorsi i

termini previsti dal presente articolo, ovvero è stato opposto alla richiesta un diniego anche parziale.

2. Il riscontro alla richiesta da parte del titolare o del responsabile è fornito entro quindici giorni dal

suo ricevimento.

64

3. Entro il termine di cui al comma 2, se le operazioni necessarie per un integrale riscontro alla

richiesta sono di particolare complessità, ovvero ricorre altro giustificato motivo, il titolare o il

responsabile ne danno comunicazione all'interessato. In tal caso,il termine per l'integrale riscontro è

di trenta giorni dal ricevimento della richiesta medesima.

Art. 147. Presentazione del ricorso

1. Il ricorso è proposto nei confronti del titolare e indica:

a) gli estremi identificativi del ricorrente, dell'eventuale procuratore speciale, del titolare e, ove 79

conosciuto, del responsabile eventualmente designato per il riscontro all'interessato in caso di

esercizio dei diritti di cui all'articolo 7;

b) la data della richiesta presentata al titolare o al responsabile ai sensi dell'articolo 8, comma 1,

oppure del pregiudizio imminente ed irreparabile che permette di prescindere dalla richiesta

medesima;

c) gli elementi posti a fondamento della domanda;

d) il provvedimento richiesto al Garante; e) il domicilio eletto ai fini del procedimento.

2. Il ricorso è sottoscritto dal ricorrente o dal procuratore speciale e reca in allegato:

a) la copia della richiesta rivolta al titolare o al responsabile ai sensi dell'articolo 8, comma 1;

b) l'eventuale procura;

c) la prova del versamento dei diritti di segreteria.

3. Al ricorso è unita, altresì, la documentazione utile ai fini della sua valutazione e l'indicazione di

un recapito per l'invio di comunicazioni al ricorrente o al procuratore speciale mediante posta

elettronica, telefax o telefono.

4. Il ricorso è rivolto al Garante e la relativa sottoscrizione è autenticata. L'autenticazione non è

richiesta se la sottoscrizione è apposta presso l'Ufficio del Garante o da un procuratore speciale

iscritto all'albo degli avvocati al quale la procura è conferita ai sensi dell'articolo 83 del codice di

procedura civile, ovvero con firma digitale in conformità alla normativa vigente.

5. Il ricorso è validamente proposto solo se è trasmesso con plico raccomandato, oppure per via

telematica osservando le modalità relative alla sottoscrizione con firma digitale e alla conferma del

ricevimento prescritte ai sensi dell'articolo 38, comma 2, ovvero presentato direttamente presso

l'Ufficio del Garante. Art. 148. Inammissibilità del ricorso

1. Il ricorso è inammissibile:

a) se proviene da un soggetto non legittimato;

65

b) in caso di inosservanza delle disposizioni di cui agli articoli 145 e 146;

c) se difetta di taluno degli elementi indicati nell'articolo 147,commi 1 e 2, salvo che sia

regolarizzato dal ricorrente o dal procuratore speciale anche su invito dell'Ufficio del Garante ai

sensi del comma 2, entro sette giorni dalla data della sua presentazione o della ricezione dell'invito.

In tale caso, il ricorso si considera presentato al momento in cui il ricorso regolarizzato perviene

all'Ufficio.

2. Il Garante determina i casi in cui è possibile la regolarizzazione del ricorso.

Art. 149. Procedimento relativo al ricorso

1. Fuori dei casi in cui è dichiarato inammissibile o manifestamente infondato, il ricorso è

comunicato al titolare entro tre giorni a cura dell'Ufficio del Garante, con invito ad esercitare entro

dieci giorni dal suo ricevimento la facoltà di comunicare al ricorrente e all'Ufficio la propria

eventuale adesione spontanea. L'invito è comunicato al titolare per il tramite del responsabile

eventualmente designato per il riscontro all'interessato in caso di esercizio dei diritti di cui

all'articolo 7, ove indicato nel ricorso.

2. In caso di adesione spontanea è dichiarato non luogo a provvedere. Se il ricorrente lo richiede, è

determinato in misura forfettaria l'ammontare delle spese e dei diritti inerenti al ricorso, posti a

carico della controparte o compensati per giusti motivi anche parzialmente.

3. Nel procedimento dinanzi al Garante il titolare, il responsabile di cui al comma 1 e l'interessato

hanno diritto di essere sentiti, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, e hanno facoltà di

presentare memorie o documenti. A tal fine l'invito di cui al comma 1 è trasmesso anche al

ricorrente e reca l'indicazione del termine entro il quale il titolare, il medesimo responsabile e 80

l'interessato possono presentare memorie e documenti, nonchè della data in cui tali soggetti possono

essere sentiti in contraddittorio anche mediante idonea tecnica audiovisiva.

4. Nel procedimento il ricorrente può precisare la domanda nei limiti di quanto chiesto con il ricorso

o a seguito di eccezioni formulate dal titolare.

5. Il Garante può disporre, anche d'ufficio, l'espletamento di una o più perizie. Il provvedimento che

le dispone precisa il contenuto dell'incarico e il termine per la sua esecuzione, ed è comunicato alle

parti le quali possono presenziare alle operazioni personalmente o tramite procuratori o consulenti

designati. Il provvedimento dispone inoltre in ordine all'anticipazione delle spese della perizia.

6. Nel procedimento, il titolare e il responsabile di cui al comma 1 possono essere assistiti da un

procuratore o da altra persona di fiducia.

7. Se gli accertamenti risultano particolarmente complessi o vi è l'assenso delle parti il termine di

sessanta giorni di cui all'articolo 150, comma 2, può essere prorogato per un periodo non superiore

ad ulteriori quaranta giorni.

8. Il decorso dei termini previsti dall'articolo 150, comma 2 e dall'articolo 151 è sospeso di diritto

dal 1 agosto al 15 settembre di ciascun anno e riprende a decorrere dalla fine del periodo di

sospensione. Se il decorso ha inizio durante tale periodo, l'inizio stesso è differito alla fine del

periodo medesimo. La sospensione non opera nei casi in cui sussiste il pregiudizio di cui all'articolo

146, comma 1, e non preclude l'adozione dei provvedimenti di cui all'articolo 150, comma 1 .

66 Art. 150. Provvedimenti a seguito del ricorso

1. Se la particolarità del caso lo richiede, il Garante può disporre in via provvisoria il blocco in tutto

o in parte di taluno dei dati, ovvero l'immediata sospensione di una o più operazioni del trattamento.

Il provvedimento può essere adottato anche prima della comunicazione del ricorso ai sensi

dell'articolo 149, comma 1, e cessa di avere ogni effetto se non è adottata nei termini la decisione di

cui al comma 2. Il medesimo provvedimento è impugnabile unitamente a tale decisione.

2. Assunte le necessarie informazioni il Garante, se ritiene fondato il ricorso, ordina al titolare, con

decisione motivata, la cessazione del comportamento illegittimo, indicando le misure necessarie a

tutela dei diritti dell'interessato e assegnando un termine per la loro adozione. La mancata pronuncia

sul ricorso, decorsi sessanta giorni dalla data di presentazione, equivale a rigetto.

3. Se vi è stata previa richiesta di taluna delle parti, il provvedimento che definisce il procedimento

determina in misura forfettaria l'ammontare delle spese e dei diritti inerenti al ricorso, posti a carico,

anche in parte, del soccombente o compensati anche parzialmente per giusti motivi.

4. Il provvedimento espresso, anche provvisorio, adottato dal Garante è comunicato alle parti entro

dieci giorni presso il domicilio eletto o risultante dagli atti. Il provvedimento può essere comunicato

alle parti anche mediante posta elettronica o telefax.

5. Se sorgono difficoltà o contestazioni riguardo all'esecuzione del provvedimento di cui ai commi 1

e 2, il Garante, sentite le parti ove richiesto, dispone le modalità di attuazione avvalendosi, se

necessario, del personale dell'Ufficio o della collaborazione di altri organi dello Stato.

6. In caso di mancata opposizione avverso il provvedimento che determina l'ammontare delle spese

e dei diritti, o di suo rigetto, il provvedimento medesimo costituisce, per questa parte, titolo

esecutivo ai sensi degli articoli 474 e 475 del codice di procedura civile. 81

Art. 151. Opposizione

1. Avverso il provvedimento espresso o il rigetto tacito di cui all'articolo 150, comma 2, il titolare o

l'interessato possono proporre opposizione con ricorso ai sensi dell'articolo 152. L'opposizione non

sospende l'esecuzione del provvedimento.

2. Il tribunale provvede nei modi di cui all'articolo 152.

CAPO II - TUTELA GIURISDIZIONALE

Art. 152. Autorità giudiziaria ordinaria

1. Tutte le controversie che riguardano, comunque, l'applicazione delle disposizioni del presente

codice, comprese quelle inerenti ai provvedimenti del Garante in materia di protezione dei dati

personali o alla loro mancata adozione, sono attribuite all'autorità giudiziaria ordinaria.

67

2. Per tutte le controversie di cui al comma 1 l'azione si propone con ricorso depositato nella

cancelleria del tribunale del luogo ove risiede il titolare del trattamento.

3. Il tribunale decide in ogni caso in composizione monocratica.

4. Se è presentato avverso un provvedimento del Garante anche ai sensi dell'articolo 143, il ricorso

è proposto entro il termine di trenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento o dalla

data del rigetto tacito.

Se il ricorso è proposto oltre tale termine il giudice lo dichiara inammissibile con ordinanza

ricorribile per cassazione.

5. La proposizione del ricorso non sospende l'esecuzione del provvedimento del Garante. Se

ricorrono gravi motivi il giudice,sentite le parti, può disporre diversamente in tutto o in parte con

ordinanza impugnabile unitamente alla decisione che definisce il grado di giudizio.

6. Quando sussiste pericolo imminente di un danno grave ed irreparabile il giudice può emanare i

provvedimenti necessari con decreto motivato, fissando, con il medesimo provvedimento, l'udienza

di comparizione delle parti entro un termine non superiore a quindicigiorni. In tale udienza, con

ordinanza, il giudice conferma, modifica o revoca i provvedimenti emanati con decreto.

7. Il giudice fissa l'udienza di comparizione delle parti con decreto con il quale assegna al ricorrente

il termine perentorio entro cui notificarlo alle altre parti e al Garante. Tra il giorno della

notificazione e l'udienza di comparizione intercorrono non meno di trenta giorni.

8. Se alla prima udienza il ricorrente non compare senza addurre alcun legittimo impedimento, il

giudice dispone la cancellazione della causa dal ruolo e dichiara l'estinzione del processo, ponendo

a carico del ricorrente le spese di giudizio.

9. Nel corso del giudizio il giudice dispone, anche d'ufficio, omettendo ogni formalità non

necessaria al contraddittorio, i mezzi di prova che ritiene necessari e può disporre la citazione di

testimoni anche senza la formulazione di capitoli.

10. Terminata l'istruttoria, il giudice invita le parti a precisare le conclusioni ed a procedere, nella

stessa udienza, alla discussione orale della causa, pronunciando subito dopo la sentenza mediante

lettura del dispositivo. Le motivazioni della sentenza sono depositate in cancelleria entro i

successivi trenta giorni. Il giudice può anche redigere e leggere, unitamente al dispositivo, la

motivazione della sentenza, che è subito dopo depositata in cancelleria.

11. Se necessario, il giudice può concedere alle parti un termine non superiore a dieci giorni per il

deposito di note difensive e rinviare la causa all'udienza immediatamente successiva alla scadenza

del termine per la discussione e la pronuncia della sentenza.

12. Con la sentenza il giudice, anche in deroga al divieto di cui all'articolo 4 della legge 20 marzo

1865, n. 2248, allegato E), quando è necessario anche in relazione all'eventuale atto del soggetto

pubblico titolare o responsabile, accoglie o rigetta la domanda, in tutto o in parte, prescrive le

misure necessarie, dispone sul risarcimento del danno, ove richiesto, e pone a carico della parte

soccombente le spese del procedimento. 82

13. La sentenza non è appellabile, ma è ammesso il ricorso per cassazione.

14. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche nei casi previsti dall'articolo 10,

comma 5, della legge 1 aprile 1981, n. 121, e successive modificazioni.

TITOLO II - L'AUTORITÀ

CAPO I - IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Art. 153. Il Garante

1. Il Garante opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione.

2. Il Garante è organo collegiale costituito da quattro componenti, eletti due dalla Camera dei

deputati e due dal Senato della Repubblica con voto limitato. I componenti sono scelti tra persone

che assicurano indipendenza e che sono esperti di riconosciuta competenza delle materie del diritto

o dell'informatica, garantendo la presenza di entrambe le qualificazioni.

3. I componenti eleggono nel loro ambito un presidente, il cui voto prevale in caso di parità.

Eleggono altresì un vicepresidente, che assume le funzioni del presidente in caso di sua assenza o

impedimento.

4. Il presidente e i componenti durano in carica quattro anni e non possono essere confermati per

più di una volta; per tutta la durata dell'incarico il presidente e i componenti non possono esercitare,

a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, nè essere amministratori o

dipendenti di enti pubblici o privati, nè ricoprire cariche elettive.

5. All'atto dell'accettazione della nomina il presidente e i componenti sono collocati fuori ruolo se

dipendenti di pubbliche amministrazioni o magistrati in attività di servizio; se professori universitari

di ruolo, sono collocati in aspettativa senza assegni ai sensi dell'articolo 13 del decreto del

Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni. Il personale

collocato fuori ruolo o in aspettativa non può essere sostituito.

6. Al presidente compete una indennità di funzione non eccedente, nel massimo, la retribuzione

spettante al primo presidente della Corte di cassazione. Ai componenti compete un'indennità non

eccedente nel massimo, i due terzi di quella spettante al presidente. Le predette indennità di

funzione sono determinate dall'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo

1998, n. 501, in misura tale da poter essere corrisposte a carico degli ordinari stanziamenti.

7. Alle dipendenze del Garante è posto l'Ufficio di cui all'articolo 156.

Art. 154. Compiti

1. Oltre a quanto previsto da specifiche disposizioni, il Garante, anche avvalendosi dell'Ufficio e in

conformità al presente codice, ha il compito di:

a) controllare se i trattamenti sono effettuati nel rispetto della disciplina applicabile e in conformità

alla notificazione, anche in caso di loro cessazione;

69

b) esaminare i reclami e le segnalazioni e provvedere sui ricorsi presentati dagli interessati o dalle

associazioni che li rappresentano;

c) prescrivere anche d'ufficio ai titolari del trattamento le misure necessarie o opportune al fine di

rendere il trattamento conforme alle disposizioni vigenti, ai sensi dell'articolo 143;

d) vietare anche d'ufficio, in tutto o in parte, il trattamento illecito o non corretto dei dati o disporne

il blocco ai sensi dell'articolo 143, e di adottare gli altri provvedimenti previsti dalla disciplina

applicabile al trattamento dei dati personali;

e) promuovere la sottoscrizione di codici ai sensi dell'articolo 12 e dell'articolo 139;

f) segnalare al Parlamento e al Governo l'opportunità di interventi normativi richiesti dalla necessità

di tutelare i diritti di cui all'articolo 2 anche a seguito dell'evoluzione del settore;

g) esprimere pareri nei casi previsti;

h) curare la conoscenza tra il pubblico della disciplina rilevante in materia di trattamento dei dati 83

personali e delle relative finalità, nonchè delle misure di sicurezza dei dati;

i) denunciare i fatti configurabili come reati perseguibili d'ufficio, dei quali viene a conoscenza

nell'esercizio o a causa delle funzioni;

l) tenere il registro dei trattamenti formato sulla base delle notificazioni di cui all'articolo 37;

m) predisporre annualmente una relazione sull'attività svolta e sullo stato di attuazione del presente

codice, che è trasmessa al Parlamento e al Governo entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello

cui si riferisce.

2. Il Garante svolge altresì, ai sensi del comma 1, la funzione di controllo o assistenza in materia di

trattamento dei dati personali prevista da leggi di ratifica di accordi o convenzioni internazionali o

da regolamenti comunitari e, in particolare:

a) dalla legge 30 settembre 1993, n. 388, e successive modificazioni, di ratifica ed esecuzione dei

protocolli e degli accordi di adesione all'accordo di Schengen e alla relativa convenzione di

applicazione;

b) dalla legge 23 marzo 1998, n. 93, e successive modificazioni, di ratifica ed esecuzione della

convenzione istitutiva dell'Ufficio europeo di polizia (Europol);

c) dal regolamento (Ce) n. 515/97 del Consiglio, del 13 marzo1997, e dalla legge 30 luglio 1998, n.

291, e successive modificazioni, di ratifica ed esecuzione della convenzione sull'uso

dell'informatica nel settore doganale;

d) dal regolamento (Ce) n. 2725/2000 del Consiglio, dell'11 dicembre 2000, che istituisce

l"Eurodac" per il confronto delle impronte digitali e per l'efficace applicazione della convenzione di

Dublino;

e) nel capitolo IV della convenzione n. 108 sulla protezione delle persone rispetto al trattamento

automatizzato di dati di carattere personale, adottata a Strasburgo il 28 gennaio 1981 e resa

70

esecutiva con legge 21 febbraio 1989, n. 98, quale autorità designata ai fini della cooperazione tra

Stati ai sensi dell'articolo 13 della convenzione medesima.

3. Il Garante coopera con altre autorità amministrative indipendenti nello svolgimento dei rispettivi

compiti. A tale fine,il Garante può anche invitare rappresentanti di un'altra autorità a partecipare

alle proprie riunioni, o essere invitato alle riunioni di altra autorità, prendendo parte alla discussione

di argomenti di comune interesse; può richiedere, altresì, la collaborazione di personale

specializzato addetto ad altra autorità.

4. Il Presidente del Consiglio dei ministri e ciascun ministro consultano il Garante all'atto della

predisposizione delle norme regolamentari e degli atti amministrativi suscettibili di incidere sulle

materie disciplinate dal presente codice.

5. Fatti salvi i termini più brevi previsti per legge, il parere del Garante è reso nei casi previsti nel

termine di quarantacinquegiorni dal ricevimento della richiesta. Decorso il termine,

l'amministrazione può procedere indipendentemente dall'acquisizione del parere. Quando, per

esigenze istruttorie, non può essere rispettato il termine di cui al presente comma, tale termine può

essere interrotto per una sola volta e il parere deve essere reso definitivamente entro venti giorni dal

ricevimento degli elementi istruttori da parte delle amministrazioni interessate.

6. Copia dei provvedimenti emessi dall'autorità giudiziaria in relazione a quanto previsto dal

presente codice o in materia di criminalità informatica è trasmessa, a cura della cancelleria, al

Garante. CAPO II - L'UFFICIO DEL GARANTE

Art. 155. Principi applicabili

1. All'Ufficio del Garante, al fine di garantire la responsabilità e l'autonomia ai sensi della legge 7

agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, e del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e

successive modificazioni, si applicano i principi riguardanti l'individuazione e le funzioni del

responsabile del procedimento, nonchè quelli relativi alla distinzione fra le funzioni di indirizzo e di

84

controllo, attribuite agli organi di vertice, e le funzioni di gestione attribuite ai dirigenti. Si

applicano altresì le disposizioni del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001 espressamente

richiamate dal presente codice.

Art. 156. Ruolo organico e personale

1. All'Ufficio del Garante è preposto un segretario generale scelto anche tra magistrati ordinari o

amministrativi.

2. Il ruolo organico del personale dipendente è stabilito nel limite di cento unità.

3. Con propri regolamenti pubblicati nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, il Garante

definisce:

71

a) l'organizzazione e il funzionamento dell'ufficio anche ai fini dello svolgimento dei compiti di cui

all'articolo 154;

b) l'ordinamento delle carriere e le modalità di reclutamento del personale secondo le procedure

previste dall'articolo 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001;

c) la ripartizione dell'organico tra le diverse aree e qualifiche;

d) il trattamento giuridico ed economico del personale, secondo i criteri previsti dalla legge 31

luglio 1997, n. 249, e successive modificazioni e, per gli incarichi dirigenziali, dagli articoli 19,

comma 6, e 23 bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, tenuto conto delle specifiche

esigenze funzionali e organizzative. Nelle more della più generale razionalizzazione del trattamento

economico delle autorità amministrative indipendenti, al personale è attribuito l'ottanta per cento del

trattamento economico del personale dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;

e) la gestione amministrativa e la contabilità, anche in deroga alle norme sulla contabilità generale

dello Stato, l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione nel quale sono iscritte le somme già versate

nella contabilità speciale, nonchè l'individuazione dei casi di riscossione e utilizzazione dei diritti di

segreteria o di corrispettivi per servizi resi in base a disposizioni di legge secondo le modalità di cui

all'articolo 6, comma 2, della legge 31 luglio 1997, n. 249.

4. L'Ufficio può avvalersi, per motivate esigenze, di dipendenti dello Stato o di altre

amministrazioni pubbliche o di enti pubblici collocati in posizione di fuori ruolo o equiparati nelle

forme previste dai rispettivi ordinamenti, ovvero in aspettativa ai sensi dell'articolo 13 del decreto

del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni, in numero non

superiore, complessivamente, a venti unità e per non oltre il venti per cento delle qualifiche

dirigenziali, lasciando non coperto un corrispondente numero di posti di ruolo. Al personale di cui

al presente comma è corrisposta un'indennità pari all'eventuale differenza tra il trattamento erogato

dall'amministrazione o dall'ente di provenienza e quello spettante al personale di ruolo, sulla base di

apposita tabella di corrispondenza adottata dal Garante, e comunque non inferiore al cinquanta per

cento della retribuzione in godimento, con esclusione dell'indennità integrativa speciale.

5. In aggiunta al personale di ruolo, l'ufficio può assumere direttamente dipendenti con contratto a

tempo determinato, in numero non superiore a venti unità ivi compresi i consulenti assunti con

contratto a tempo determinato ai sensi del comma 7.

6. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 30 del decreto legislativo n. 165 del 2001.

7. Nei casi in cui la natura tecnica o la delicatezza dei problemi lo richiedono, il Garante può

avvalersi dell'opera di consulenti, i quali sono remunerati in base alle vigenti tariffe professionali

ovvero sono assunti con contratti a tempo determinato, di durata non superiore a due anni, che

possono essere rinnovati per non più di due volte.

8. Il personale addetto all'Ufficio del Garante ed i consulenti sono tenuti al segreto su ciò di cui

sono venuti a conoscenza, nell'esercizio delle proprie funzioni, in ordine a notizie che devono

rimanere segrete.

9. Il personale dell'Ufficio del Garante addetto agli accertamenti di cui all'articolo 158 riveste, in

numero non superiore a cinque unità, nei limiti del servizio cui è destinato e secondo le rispettive 85

attribuzioni, la qualifica di ufficiale o agente di polizia giudiziaria.

10. Le spese di funzionamento del Garante sono poste a carico di un fondo stanziato a tale scopo nel

bilancio dello Stato e iscritto in apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero

dell'economia e delle finanze. Il rendiconto della gestione finanziaria è soggetto al controllo della

Corte dei conti. CAPO III - ACCERTAMENTI E CONTROLLI

Art. 157. Richiesta di informazioni e di esibizione di documenti

1. Per l'espletamento dei propri compiti il Garante può richiedere al titolare, al responsabile,

all'interessato o anche a terzi di fornire informazioni e di esibire documenti.

Art. 158. Accertamenti

1. Il Garante può disporre accessi a banche di dati, archivi o altre ispezioni e verifiche nei luoghi

ove si svolge il trattamento o nei quali occorre effettuare rilevazioni comunque utili al controllo del

rispetto della disciplina in materia di trattamento dei dati personali.

2. I controlli di cui al comma a sono eseguiti da personale dell'Ufficio. Il Garante si avvale anche,

ove necessario, della collaborazione di altri organi dello Stato.

3. Gli accertamenti di cui al comma 1, se svolti in un'abitazione o in un altro luogo di privata

dimora o nelle relative appartenenze, sono effettuati con l'assenso informato del titolare o del

responsabile, oppure previa autorizzazione del presidente del tribunale competente per territorio in

relazione al luogo dell'accertamento, il quale provvede con decreto motivato senza ritardo, al più

tardi entro tre giorni dal ricevimento della richiesta del Garante quando è documentata

l'indifferibilità dell'accertamento. Art. 159. Modalità

1. Il personale operante, munito di documento di riconoscimento, può essere assistito ove

necessario

da consulenti tenuti al segreto ai sensi dell'articolo 156, comma 8. Nel procedere a rilievi e ad

operazioni tecniche può altresì estrarre copia di ogni atto, dato e documento, anche a campione e su

supporto informatico o per via telematica. Degli accertamenti è redatto sommario verbale nel quale

sono annotate anche le eventuali dichiarazioni dei presenti.

2. Ai soggetti presso i quali sono eseguiti gli accertamenti è consegnata copia dell'autorizzazione

del presidente del tribunale, ove rilasciata. I medesimi soggetti sono tenuti a farli eseguire e a

prestare la collaborazione a tal fine necessaria. In caso di rifiuto gli accertamenti sono comunque

eseguiti e le spese in tal caso occorrenti sono poste a carico del titolare con il provvedimento che

definisce il procedimento, che per questa parte costituisce titolo esecutivo ai sensi degli articoli 474

e 475 del codice di procedura civile.

3. Gli accertamenti, se effettuati presso il titolare o il responsabile, sono eseguiti dandone

informazione a quest'ultimo o, se questo è assente o non è designato, agli incaricati. Agli

accertamenti possono assistere persone indicate dal titolare o dal responsabile.

73

4. Se non è disposto diversamente nel decreto di autorizzazione del presidente del tribunale,

l'accertamento non può essere iniziato prima delle ore sette e dopo le ore venti, e può essere

eseguito anche con preavviso quando ciò può facilitarne l'esecuzione.

5. Le informative, le richieste e i provvedimenti di cui al presente articolo e agli articoli 157 e 158

possono essere trasmessi anche mediante posta elettronica e telefax.

6. Quando emergono indizi di reato si osserva la disposizione di cui all'articolo 220 delle norme di

attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto 86

legislativo 28 luglio 1989, n. 271.

Art. 160. Particolari accertamenti

1. Per i trattamenti di dati personali indicati nei titoli I, II e III della Parte II gli accertamenti sono

effettuati per il tramite di un componente designato dal Garante.

2. Se il trattamento non risulta conforme alle disposizioni di legge o di regolamento, il Garante

indica al titolare o al responsabile le necessarie modificazioni ed integrazioni e ne verifica

l'attuazione. Se l'accertamento è stato richiesto dall'interessato, a quest'ultimo è fornito in ogni caso

un riscontro circa il relativo esito, se ciò non pregiudica azioni od operazioni a tutela dell'ordine e

della sicurezza pubblica o di prevenzione e repressione di reati o ricorrono motivi di difesa o di

sicurezza dello Stato.

3. Gli accertamenti non sono delegabili. Quando risulta necessario in ragione della specificità della

verifica, il componente designato può farsi assistere da personale specializzato tenuto al segreto ai

sensi dell'articolo 156, comma 8. Gli atti e i documenti acquisiti sono custoditi secondo modalità

tali da assicurarne la segretezza e sono conoscibili dal presidente e dai componenti del Garante e, se

necessario per lo svolgimento delle funzioni dell'organo, da un numero delimitato di addetti

all'Ufficio individuati dal Garante sulla base di criteri definiti dal regolamento di cui all'articolo

156, comma 3, lettera a).

4. Per gli accertamenti relativi agli organismi di informazione e di sicurezza e ai dati coperti da

segreto di Stato il componente designato prende visione degli atti e dei documenti rilevanti e

riferisce oralmente nelle riunioni del Garante.

5. Nell'effettuare gli accertamenti di cui al presente articolo nei riguardi di uffici giudiziari, il

Garante adotta idonee modalità nel rispetto delle reciproche attribuzioni e della particolare

collocazione istituzionale dell'organo procedente. Gli accertamenti riferiti ad atti di indagine coperti

dal segreto sono differiti, se vi è richiesta dell'organo procedente, al momento in cui cessa il segreto.

6. La validità, l'efficacia e l'utilizzabilità di atti, documenti e provvedimenti nel procedimento

giudiziario basati sul trattamento di dati personali non conforme a disposizioni di legge o di

regolamento restano disciplinate dalle pertinenti disposizioni processuali nella materia civile e

penale. TITOLO III - SANZIONI

CAPO I - VIOLAZIONI AMMINISTRATIVE

Art. 161. Omessa o inidonea informativa all'interessato

1. La violazione delle disposizioni di cui all'articolo 13 è punita con la sanzione amministrativa del

pagamento di una somma da tremila euro a diciottomila euro o, nei casi di dati sensibili o giudiziari

o di trattamenti che presentano rischi specifici ai sensi dell'articolo 17 o, comunque, di maggiore

rilevanza del pregiudizio per uno o più interessati, da cinquemila euro a trentamila euro. La somma

può essere aumentata sino al triplo quando risulta inefficace in ragione delle condizioni economiche

del contravventore. Art. 162. Altre fattispecie

1. La cessione dei dati in violazione di quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, lettera b), o di

altre disposizioni in materia di disciplina del trattamento dei dati personali è punita con la sanzione

amministrativa del pagamento di una somma da cinquemila euro a trentamila euro.

2. La violazione della disposizione di cui all'articolo 84, comma 1, è punita con la sanzione

amministrativa del pagamento di una somma da cinquecento euro a tremila euro. 87

Art. 163. Omessa o incompleta notificazione

1. Chiunque, essendovi tenuto, non provvede tempestivamente alla notificazione ai sensi degli

articoli 37 e 38, ovvero indica in essa notizie incomplete, è punito con la sanzione amministrativa

del pagamento di una somma da diecimila euro a sessantamila euro e con la sanzione

amministrativa accessoria della pubblicazione dell'ordinanza-ingiunzione, per intero o per estratto,

in uno o più giornali indicati nel provvedimento che la applica.

Art. 164. Omessa informazione o esibizione al Garante

1. Chiunque omette di fornire le informazioni o di esibire i documenti richiesti dal Garante ai sensi

degli articoli 150, comma 2, e 157 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una

somma da quattromila euro a ventiquattro mila euro.

Art. 165. Pubblicazione del provvedimento del Garante

1. Nei casi di cui agli articoli 161, 162 e 164 può essere applicata la sanzione amministrativa

accessoria della pubblicazione dell'ordinanza-ingiunzione, per intero o per estratto, in uno o più

giornali indicati nel provvedimento che la applica.

Art. 166. Procedimento di applicazione

1. L'organo competente a ricevere il rapporto e ad irrogare le sanzioni di cui al presente capo e

all'articolo 179, comma 3, è il Garante. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni della

legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni. I proventi, nella misura del cinquanta

75

per cento del totale annuo, sono riassegnati al fondo di cui all'articolo 156, comma 10, e sono

utilizzati unicamente per l'esercizio dei compiti di cui agli articoli 154, comma 1, lettera h), e 158.

CAPO II - ILLECITI PENALI

Art. 167. Trattamento illecito di dati

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o

di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto

dagli articoli 18, 19, 23, 123, 126 e 130, ovvero in applicazione dell'articolo 129, è punito, se dal

fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella

comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi.

2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o

di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto

dagli articoli 17, 20, 21, 22, commi 8 e 11, 25, 26, 27 e 45, è punito, se dal fatto deriva nocumento,

con la reclusione da uno a tre anni.

Art. 168. Falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante

1. Chiunque, nella notificazione di cui all'articolo 37 o in comunicazioni, atti, documenti o

dichiarazioni resi o esibiti in un procedimento dinanzi al Garante o nel corso di accertamenti,

dichiara o attesta falsamente notizie o circostanze o produce atti o documenti falsi, è punito, salvo

che il fatto costituisca più grave reato, con la reclusione da sei mesi a tre anni. 88

Art. 169. Misure di sicurezza

1. Chiunque, essendovi tenuto, omette di adottare le misure minime previste dall'articolo 33 è

punito con l'arresto sino a due anni o con l'ammenda da diecimila euro a cinquantamila euro.

2. All'autore del reato, all'atto dell'accertamento o, nei casi complessi, anche con successivo atto del

Garante, è impartita una prescrizione fissando un termine per la regolarizzazione non eccedente il

periodo di tempo tecnicamente necessario, prorogabile in caso di particolare complessità o per

l'oggettiva difficoltà dell'adempimento e comunque non superiore a sei mesi. Nei sessanta giorni

successivi allo scadere del termine, se risulta l'adempimento alla prescrizione, l'autore del reato è

ammesso dal Garante a pagare una somma pari al quarto del massimo dell'ammenda stabilita per la

contravvenzione. L'adempimento e il pagamento estinguono il reato. L'organo che impartisce la

prescrizione e il pubblico ministero provvedono nei modi di cui agli articoli 21, 22, 23 e 24 del

decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, e successive modificazioni, in quanto applicabili.

Art. 170. Inosservanza di provvedimenti del Garante

1. Chiunque, essendovi tenuto, non osserva il provvedimento adottato dal Garante ai sensi degli

articoli 26, comma 2, 90, 150, commi 1 e 2, e 143, comma 1, lettera c), è punito con la reclusione da

tre mesi a due anni. Art. 171. Altre fattispecie

1. La violazione delle disposizioni di cui agli articoli 113, comma 1, e 114 è punita con le sanzioni

di cui all'articolo 38 della legge 20 maggio 1970, n. 300.

Art. 172. Pene accessorie

1. La condanna per uno dei delitti previsti dal presente codice importa la pubblicazione della

sentenza. 89

Legge 23 dicembre 1993 n. 547 (G. U. n. 305 del 30 dicembre 1993) -

Modificazioni ed integrazioni alle norme del codice penale e del codice

di procedura penale in tema di criminalità informatica

Art. 1

1. All'art. 392 del codice penale, dopo il secondo comma è aggiunto il seguente:

"Si ha, altresì, violenza sulle cose allorché un programma informatico viene alterato, modificato o

cancellato in tutto o in parte ovvero viene impedito o turbato il funzionamento di un sistema

informatico o telematico".

Art. 2

1. L'art. 420 del codice penale è sostituito dal seguente:

"Art. 420. - (Attentato a impianti di pubblica utilità).-Chiunque commette un fatto diretto a

danneggiare o distruggere impianti di pubblica utilità, è punito, salvo che il fatto costituisca più

grave reato, con la reclusione da uno a quattro anni.

La pena di cui al primo comma si applica anche a chi commette un fatto diretto a danneggiare o

distruggere sistemi informatici o telematici di pubblica utilità, ovvero dati, informazioni o

programmi in essi contenuti o a essi pertinenti.

Se dal fatto deriva la distruzione o il danneggiamento dell'impianto o del sistema, dei dati, delle

informazioni o dei programmi ovvero l'interruzione anche parziale del funzionamento dell'impianto

o del sistema, la pena è della reclusione da tre a otto anni".

Art. 3

1. Dopo l'art. 491 del codice penale è inserito il seguente:

"Art. 491-bis. - (Documenti informatici).- Se alcuna delle falsità previste dal presente capo riguarda

un documento informatico pubblico o privato, si applicano le disposizioni del capo stesso

concernenti rispettivamente agli atti pubblici e le scritture private. A tal fine per documento

informatico si intende qualunque supporto informatico contenente dati o informazioni aventi

efficacia probatoria o programmi specificamente destinati ad elaborarli".

Art. 4

1. Dopo l'articolo 615-bis del codice penale sono inseriti i seguenti:

"Art. 615-ter. - (Accesso abusivo a un sistema informatico o telematico). - Chiunque abusivamente

si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si

mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la

reclusione fino a tre anni.

La pena è della reclusione da uno a cinque anni:

I) se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con

abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio o da chi esercita

anche abusivamente la professione di investigatore privato, o con abuso della qualità di operatore

del sistema;

2) se il colpevole per commettere il fatto usa violenza sulle cose o alle persone, ovvero se è

palesemente armato;

3) se dal fatto deriva la distruzione o il danneggiamento del sistema o l'interruzione totale o parziale

del suo funzionamento, ovvero la distruzione o il danneggiamento dei dati, delle informazioni o dei

programmi in essi contenuti.

Qualora i fatti di cui ai commi primo e secondo riguardino sistemi informatici o telematici

d'interesse militare o relativi all'ordine pubblico o alla sicurezza pubblica o alla sanità o alla

protezione civile o comunque di interesse pubblico, la pena è, rispettivamente, della reclusione da 90


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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Programma completo per l’esame di DSiritto delle tecnologie informatiche e delle comunicazioni del corso di laurea specialistica in ingegneria informatica. Il programma contiene, oltre agli obiettivi formativi, la classificazione dei decreti legislativi in materia di diritto d’autore, protezione dei dati personali, le modificazioni ed integrazioni alle norme del Codice penale e del Codice di procedura penale in tema di criminalità informatica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in ingegneria informatica
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sicurezza informatica e sistemi distribuiti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Bari - Poliba o del prof Mastronardi Giuseppe.

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