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Diritto delle assicurazioni marittime

Introduzione

Per trattare il tema delle assicurazioni marittime, occorre fare un cenno alla Lloyd’s Corporation di Londra. Nel 1600 gli affari marittimi venivano trattati e discussi all’interno dei caffè, dove si potevano raccogliere notizie relative alle navi ed alle spedizioni marittime. Tra tutti i caffè presenti nella zona di Londra, emerse quello del signor Edward Lloyd, che nel 1691 si trasferì dalla sede originaria di Tower Street nella più famosa Lombard Street, al centro della City.

Inizialmente venivano trattati affari marittimi di vario genere, grazie ad un servizio d’informazioni organizzato dal proprietario. Nel 1720 il Bubble Act, una legge del Parlamento inglese emanata in seguito al crollo della Borsa dovuto alle forti speculazioni sui titoli della South Sea Company, vietò la formazione di nuove società per azioni e concesse il monopolio delle assicurazioni a due società, permettendo comunque alle persone fisiche di continuare a fungere da assicuratori.

La concessione fatta agli assicuratori persone fisiche, permise agli stessi di operare al meglio all’interno del campo delle assicurazioni marittime, il che fece notevolmente crescere l’importanza del Lloyd’s, che portò addirittura alla nascita della “Lloyd’s List” nel 1734, il più importante giornale contenente informazioni marittime. Verso la metà del secolo, inoltre, nacque il “Lloyd’s Register”, primo esempio di classificazione delle navi.

Dal gruppo originario di assicuratori della Lloyd’s Coffee House nel 1771 nacque la New Lloyd’s Coffee House, una vera e propria organizzazione di assicuratori. Nel 1871 con il Lloyd’s Act (dopo l’abolizione del Bubble Act nel 1825) al Lloyd’s venne riconosciuta la qualifica di “Corporation”, ossia di ente dotato di personalità giuridica i cui statuti avevano valore legale. Il compito della Corporation era quello di facilitare l’esercizio dell’assicurazione marittima da parte dei propri membri, nonché di curarne gli interessi e centralizzare e diffondere le notizie inerenti la navigazione.

I vari membri assicuratori del Lloyd’s versavano un deposito cauzionale alla Corporation (il Lloyd’s appunto), a garanzia delle assicurazioni che avrebbero sottoscritto, mentre tutti i premi assicurativi versati sarebbero confluiti in un trust presso il Lloyd’s.

N.B. Ricordiamo che il Trust è un istituto del sistema giuridico anglosassone di common law, poi sviluppatosi in tutto il mondo. Si realizza tramite un accordo di tipo unilaterale, che non deve essere accettato da entrambe le parti e non può essere considerato un contratto. Con il trust (letteralmente affidamento) la proprietà di un bene è trasferita ad un soggetto fiduciario (il Trustee), il quale tuttavia non ne ha la piena disponibilità, ma esercita il proprio diritto reale a favore di un altro soggetto (il Beneficiary), al quale al termine del Trust il bene verrà trasferito. Egli per la durata del Trust non ha un diritto reale, ma un diritto personale che vanta nei confronti del Trustee, il quale ha l’obbligo di amministrare i beni nell’interesse del beneficiario. Colui che costituisce il trust viene definito come settlor.

Per stipulare assicurazioni marittime al Lloyd’s bisognava rivolgersi ad un broker, ossia ad un professionista che ricercava e acquistava, per conto del cliente, nel mercato di riferimento, il prodotto che offriva il miglior rapporto qualità-prezzo. I vari assicuratori, in seguito, o personalmente o per mezzo di rappresentanti, avrebbero accettato una quota del rischio e si sarebbe provveduto alla redazione della polizza.

Presso il Lloyd’s era presente anche un claims department (dipartimento reclami), il quale su richiesta del broker e tramite un liquidatore provvedeva alla regolazione dei danni ed alla loro ripartizione tra i vari assicuratori. Quindi era il broker a riscuotere le somme dai vari obbligati.

Perciò tratto caratteristico dell’assicurazione marittima è il frazionamento del rischio tra i vari assicuratori, ossia la coassicurazione, disciplinata all’interno del nostro codice civile all’art. 1911, il quale impone che “ciascun assicuratore è tenuto al pagamento dell'indennità assicurata soltanto in proporzione della rispettiva quota, anche se manca quindi del tutto il vincolo di solidarietà ed il contratto unico è il contratto sottoscritto da tutti gli assicuratori”.

Particolare è la disciplina in Inghilterra per quanto riguarda la professione di broker (intermediario, mediatore), regolata dall’Insurance Brokers Registration Act del 1977, il quale ha istituito l’Insurance Broker Council con funzioni di sorveglianza nei confronti dei brokers, i quali tra l’altro devono consegnare i propri bilanci annualmente al Council. Il broker deve ricevere l’incarico dall’assicurato, prospettare l’affare agli assicuratori, stipulare la polizza e regolare il premio, nonché riscuotere la liquidazione del danno in caso di sinistro. Il broker ha diritto ad una provvigione del 5% da parte dell’assicuratore, e ad un ristorno di mediazione, che riceve dall’assicurato. La posizione del broker è regolata all’interno degli artt. 52, 53 e 54 del M.I.A. (Marine Insurance Act del 1906).

Le cose assicurate

Oggetti dell’assicurazione marittima sono la nave e le cose trasportate via mare, nonché ogni interesse in rischio con la navigazione (esempi dal codice della navigazione: la cosiddetta colonna, ossia le spese di armamento ed equipaggiamento della nave, il nolo, i profitti sperati sulle merci, le costruzioni navali o le demolizioni navali ecc.).

Abbiamo quindi due distinte categorie di assicurazioni marittime: l’assicurazione e l’assicurazione corpi merci. Per interesse s’intende il mero rapporto economico che sussiste tra la persona e la cosa esposta al rischio, mentre per rischio s’intende la precisazione dell’interesse che vi è esposto. Per valore, invece, s’intende la misura in termini economici dell’interesse e del rischio assicurati.

L’art. 5 MIA prevede che nasca un interesse assicurativo quando “una persona è interessata ad una spedizione marittima quando si trovi con questa in una posizione, giuridica o di fatto, tal

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Scienze giuridiche IUS/05 Diritto dell'economia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto delle assicurazioni marittime e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Patroni Griffi Ugo.
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