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Diritto della previdenza sociale

Ammortizzatori sociali per disoccupazione involontaria e povertà

Sono vari gli interventi dello Stato a favore del lavoratore disoccupato. L'erogazione di prestazioni previdenziali economiche in caso di disoccupazione conseguente all'estinzione del rapporto di lavoro. Comma 1 che riguarda però l'assistenza sociale per i cittadini, non per i lavoratori. Coloro sprovvisti dei mezzi per vivere.

Art. 38 Cost. Il comma 2 tutela previdenziale che tutela i lavoratori e determinate categorie.

Strumenti assistenziali e previdenziali

Reddito di cittadinanza come strumento di lotta di disoccupazione involontaria, povertà rivolto ai cittadini, non a tutti ma ad una platea di cittadini anch'essa selezionata. Si tratta di una misura di politica attiva e di durata limitata. Misura di carattere economico e contraddistinta dalla ricerca attiva di una nuova occupazione ed inserimento attivo per i beneficiari della misura. È misura di carattere assistenziale il reddito di cittadinanza, di contrasto alla povertà. È finanziata dalla fiscalità generale e rivolta ai cittadini selezionati.

Misure di carattere previdenziale sono la CIG o la CIGS, la NASPI. Sono misure rivolte a coloro che sono lavoratori e che possono accedere a questi ammortizzatori in presenza di requisiti: contributivi, assicurativi, di giornate di lavoro effettuate.

Condizionalità

Gli strumenti citati sono caratterizzati dalla regola della condizionalità, per il rilancio dell'occupazione. Regola che subordina l'erogazione della prestazione previdenziale o assistenziale al comportamento attivo e partecipativo del beneficiario. Questo comportamento cambia a seconda della prestazione, della finalità che la prestazione assistenziale o previdenziale vuole conseguire, ma esso è sempre richiesto.

Per la forma di integrazione salariale dovuta ad avvenimenti imprevedibili, integrazione del reddito dei lavoratori in situazione di difficoltà CIG, all'interno di una determinata impresa. Le difficoltà economiche sono dovute a diverse motivazioni e ragioni. Può esserci anche la cassa integrazione di tipo straordinario dovuta a diverse causali, come la riorganizzazione aziendale. La CIG va a tutelare i lavoratori in difficoltà momentanea al fine di poter riprendere l'attività produttiva dell'impresa e continuare con l'occupazione regolare dei lavoratori. I lavoratori momentaneamente sospesi dal lavoro e ricevono la CIG, rimangono occupati nell'azienda e la finalità è che possano proseguire regolarmente l'attività lavorativa.

Anche nell'ambito di questo ammortizzatore vige la regola della condizionalità, i lavoratori sono beneficiari del trattamento economico, ma sono obbligati ad un comportamento attivo, di partecipazione ad iniziative di formazione e riqualificazione professionale nel caso della CIG. Potremmo definirla attenuata perché mira principalmente alla formazione professionale.

Nel caso di NASPI, che consiste in un'indennità di carattere economico volta a sostenere economicamente alcuni lavoratori disoccupati involontariamente per un dato periodo di tempo. Vige sempre la condizionalità, che acquista un significato più ampio, significa obbligo di partecipare attivamente alla ricerca di una nuova occupazione e collaborare con i servizi competenti per il fine della ricerca di una nuova occupazione.

Il reddito di cittadinanza

Nella forma di tutela assistenziale che può essere il reddito di cittadinanza, misura rivolta a cittadini poveri e con bisogni economici. La platea di destinatari sono soggetti alla regola della condizionalità, hanno un obbligo di comportamento attivo e partecipativo rispetto alle iniziative dei centri per l'impiego, si parla proprio di un dovere di accettare le congrue offerte di lavoro che i centri per l'impiego offrono. In questo caso ha un significato molto importante e la disciplina del reddito è molto rigorosa e stringente. Significa che ci saranno delle conseguenze significative. L'inosservanza dell'obbligo può portare alla perdita del beneficio. Vi è una gradazione della previsione delle sanzioni a seconda del comportamento inadempiente del soggetto beneficiario della misura.

Obbligo e condizionalità

La condizionalità mette insieme le politiche attive e passive del lavoro. Se non ci fosse condizionalità, ovvero la ricerca attiva del lavoro, saremmo davanti ad un sussidio. Il termine politica attiva è l'insieme di misure volte a coinvolgere il destinatario che deve essere strettamente legato alle politiche passive tramite la condizionalità e solo in questo modo si riesce a combattere la situazione di bisogno.

Parlando di cassa integrazione guadagni — l'azienda in difficoltà chiede ad INPS di ricorrere alla forma di integrazione salariale per i dipendenti. Ma se al termine dell'integrazione l'azienda si trova impossibilitata a procedere con l'attività lavorativa, potrebbe subentrare un'altra situazione di bisogno, la disoccupazione di tipo involontario e definitiva. Nei confronti di questi lavoratori vi è una tutela apposita per questa condizione che prende il nome di NASPI, indennità di tipo previdenziale rivolta a disoccupati involontari che abbiano requisiti lavorativi, contributivi e assicurativi. Il fine è quello di trovare loro una nuova occupazione, tramite una loro partecipazione attiva al reinserimento lavorativo.

Se il soggetto disoccupato è in una situazione di estrema povertà, sotto la soglia stabilita dalla legge (decreto legge n. 4 del 2019) egli può accedere al reddito di cittadinanza. I requisiti sono di avere un indicatore della situazione economica (ISEE) sotto una determinata soglia.

Da qualche anno ci troviamo di fronte ad una categoria di poveri bisognosi che non sono necessariamente coloro privi di un posto di lavoro, i cosiddetti lavoratori poveri. Una categoria che pur in presenza di un posto di lavoro sono lavoratori che sono al di sotto della soglia stabilita per legge. Non hanno reddito e patrimonio che gli consente di non essere poveri. Il loro reddito non gli consente una vita dignitosa. I lavoratori poveri sono destinatari dunque del cosiddetto reddito di cittadinanza.

Ci sono requisiti selettivi per poter godere del reddito di cittadinanza, chi vi può accedere, oltre ad avere requisiti patrimoniali e reddituale, deve essere residente in Italia da almeno 10 anni. Per lo straniero rappresenta una sorta di carattere discriminatorio nell'accesso a questa misura di assistenza sociale.

La nuova regolamentazione permette di godere di NASPI e del reddito di cittadinanza insieme.

Stato di disoccupazione

Art 38 costituzione definito come disoccupazione involontaria. Problematica risolta: se i lavoratori che lavorano con contratto part-time di tipo verticale, possa essere considerato un soggetto disoccupato che può accedere a NASPI. Il lavoratore part-time di tipo verticale lavora alcune giornate a tempo pieno e altre no. Può accedere a NASPI per i periodi di non lavoro? NO. La corte costituzionale con sentenza 121 del 2006 — nel part-time verticale il rapporto di lavoro continua anche nei periodi di non lavoro, il lavoratore può avere stabilità e sicurezza economica che non consente di considerare costituzionalmente obbligata una tutela previdenziale che va ad integrare la retribuzione del lavoratore part-time nei periodi non lavorativi.

Disoccupazione involontaria

La situazione della perdita del posto di lavoro è involontaria, a seguito di un licenziamento di tipo oggettivo, di organizzazione del datore di lavoro ad esempio. L'importante è che il lavoratore non abbia dato le dimissioni. Ma c'è un caso di dimissioni che è tutelato: dovute ad un comportamento, un diritto il lavoratore che ha dato le dimissioni per giusta causa, inadempimento del datore di lavoro che ha costretto il lavoratore a dimettersi dal posto di lavoro. Art. 2119 c.c. è un comportamento che non consente la prosecuzione anche provvisoria dell'attività lavorativa.

La NASPI spetta anche in caso di licenziamento disciplinare, a condizione che venga rispettata una determinata procedura. L'importante è che sia esclusa la dimissione volontaria del lavoratore.

NASPI

I disoccupati devono fornire la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, (di tipo telematico) formalmente il disoccupato è obbligato a dare per ricevere NASPI. Il soggetto si obbliga a dare disponibilità al lavoro e riceverà indennità monetaria e si impegnerà ad accettare un'offerta lavorativa immediatamente disponibile per essere reinserito nel mercato del lavoro.

La finalità che ha portato all'introduzione di strumenti assistenziali eccezionali durante la pandemia è quella di sostenere lavoratori e cittadini in difficoltà. Si sono rivelati molti di più rispetto a quelli già tutelati dalla previdenza sociale, della quale ne beneficiano i lavoratori previsti dalla legge, con alcune categorie escluse. I lavoratori autonomi si sono rivelati quelli più bisognosi di tutela durante la pandemia di Covid-19. È stato necessario andare oltre ai confini della disciplina in vigore ed introdurre misure eccezionali e temporanee.

Diritto della previdenza sociale 24 e 25 marzo 2021

Anche laddove parliamo di strumento per eccellenza rivolto al contrasto per la povertà, dobbiamo considerare che il reddito di cittadinanza è stato regolato come strumento volto anche al contrasto della disoccupazione.

Distinzione tra strumenti

Distinzione tra strumenti di integrazione salariale, come la CIGO e la CIGS, forme di sostegno ai lavoratori prevalentemente subordinati che possono usufruire in presenza di requisiti di forme di sostegno al reddito e nel momento in cui ricevono le forme di sostegno, il rapporto di lavoro viene momentaneamente sospeso. La situazione di bisogno la identifichiamo come forma di disoccupazione parziale, il rapporto non è cessato, ma sospeso.

Distinguere le altre forme di contrasto della vera disoccupazione involontaria, come la NASPI, come strumento di indennità contro la disoccupazione involontaria, la disoccupazione è definitiva e la situazione di bisogno vede i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro involontariamente. La tutela deve essere data da NASPI, la nuova assicurazione sociale per l'impiego, regolata a partire dal 2015, con il Jobs Act.

La prima forma di tutela sociale risale quindi al 2015. La tutela di disoccupazione involontaria è tra gli obiettivi di tutela del reddito di cittadinanza. Nel 2019 il legislatore ha regolato il reddito come strumento di contrasto alla disoccupazione e alla povertà ed è inteso come misura che deve contrastare la disoccupazione ed essere insieme rimedio della povertà. È un rimedio di entrambi, è compatibile con il godimento delle misure contro la disoccupazione involontaria, con la NASPI, ed è inteso come misura di tipo assistenziale e presidio fondamentale di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto al lavoro.

Queste forme di tutela vengono inquadrate dall'art. 38 della Costituzione. Il reddito di cittadinanza rientra nell'art. 38 comma 1, essendo forma di assistenza sociale. Questa viene riservata ai cittadini sprovvisti dei mezzi necessari per vivere, ma anche cittadini inabili al lavoro. Possibilità che l'art 38 sia riformato, nel senso che i veri destinatari delle misure di assistenza dovrebbero rimanere coloro sprovvisti dei mezzi per vivere, ed è discussa ancora la possibilità di includere nell'ambito della tutela i cittadini a prescindere dalla inabilità. Secondo molti studiosi il reddito di cittadinanza è volto ad una nuova occupazione e al reinserimento nel mondo di lavoro per coloro che sono abili al lavoro. Il dibattito è ancora vivo sul significato che deve essere dato all'art. 38 comma1, nel caso di un ampliamento della sua applicazione alla luce degli ampliamenti della situazione di bisogno.

Il problema attuale rimane quello di introdurre un sistema universale di tutela del reddito e ampliare la categoria di soggetti destinatari della tutela, allargando l'ambito di applicazione della stessa Costituzione.

Il reddito di cittadinanza non è un reddito di base, ma deve essere inquadrato nella categoria del reddito minimo garantito. La distinzione è fra reddito minimo garantito e reddito di base. Il primo è la misura di contrasto alla povertà presente in tutti i Paesi e per ultima a prevedere una forma di contrasto della povertà come reddito minimo garantito è stata l'Italia. Questo è rivolto solo ad alcuni e selezionati cittadini che si trovano in condizione economica e patrimoniale di difficoltà e che siano condizionati a ricevere il reddito minimo garantito alla partecipazione della ricerca attiva di un posto di lavoro. È un reddito condizionato e nel reddito minimo garantito dobbiamo far rientrare il reddito di cittadinanza. Ha però un nome improprio, viene definito reddito di cittadinanza impropriamente perché l'etichetta reddito di base o di cittadinanza.

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Scienze giuridiche IUS/07 Diritto del lavoro

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