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ESTRATTO DOCUMENTO

In esito ad un processo di sfoltimento e razionalizzazione dell’organizzazione amministrativa iniziato a

metà anni 70 (che ha condotto alla soppressione o all’accorpamento di numerosi enti) e proseguito negli

anni successivi (sino al cd. del governo Monti del dicembre 2011), sono oggi “enti

decreto “salva Italia”

necessari”:

L’INPS

• L’INAIL

• Le casse nazionali di previdenza e assistenza dei liberi professionisti (medici, avvocati, notai,

• dottori commercialisti, ingegneri e architetti ecc.)

Gli enti nazionali di previdenza dei giornalisti (INPGI), dei rappresentanti e agenti di commercio

• (ENASARCO), dei dirigenti e impiegati dell’agricoltura (ENPAIA).

Dal dicembre 2011 sono confluite nel regime INPS le funzioni svolte dall’INPDAP (istituto nazionale di

previdenza per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche) e dall’ ENPALS (ente nazionale di

previdenza dei lavoratori dello spettacolo. L’INPS

Provvede ad esempio a:

 Tutela per invalidità, vecchiaia e morte

— Tutela per disoccupazione involontaria e tubercolosi

— Erogazione dell’assegno sociale

— Erogazione dell’assegno per il nucleo familiare

— Integrazioni salariali e indennità di mobilità

— Prestazioni economiche di malattia e maternità

— Pagamento, tramite il Fondo di garanzia, del TFR e delle ultime 3 mensilità di retribuzione

— in caso di insolvenza del datore

Il regime delle assicurazioni gestito dall’INPS è definito perché riguarda una platea molto

 generale,

ampia di soggetti:

I lavoratori subordinati privati

— I dipendenti pubblici

— Determinate categorie di lavoratori autonomi (ad es. i cd. parasubordinati, piccoli

— imprenditori ecc.)

Liberi professionisti privi di un proprio regime previdenziale

— Altri

—

I lavoratori iscritti all’Inps sono 18,9 milioni, pari all’ 86,99% del totale degli occupati; 13,9 milioni sono

 i beneficiari di trattamenti pensionistici.

L’INPS ha organi sia a livello centrale che periferico:

Gli sono il Presidente (legale rappresentante

— organi dell’amministrazione centrale

dell’ente), il consiglio di amministrazione (potere di gestione), il consiglio di indirizzo e

vigilanza (compiti di indirizzo, programmazione e controllo), il collegio dei sindaci (organo

di controllo amministrativo e tecnico), il direttore generale (responsabile del conseguimento

dei risultati, della gestione del personale e dell’organizzazione dei servizi): vi sono poi

comitati per ciascuna delle gestioni amministrate dall’INPS

A livello territoriale vi sono sedi regionali, provinciali e zonali

— 8

L’INPS è soggetto alla vigilanza del Ministero del lavoro e Gestisce il Casellario centrale delle posizioni

previdenziali attive, a fini di controllo e di applicazione della disciplina anticumulo (l. n. 243/2004).

L’INAIL

Provvede all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali,

 Ha competenza generale, tanto nel settore privato che pubblico,

 Ha il compito di procedere agli accertamenti e a ogni altra prestazione medico-legale (cura e

 riabilitazione) sui lavoratori infortunati o che hanno contratto una malattia professionale,

Ha compiti di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro,

 È strutturato in linea di massima come l’INPS ed è soggetto alla vigilanza del Ministero del lavoro:

 Tutela circa 16 milioni di lavoratori; le aziende assicurate sono 3.343.812; nel 2011 le rendite in

 gestione sono state 828.803 (in diminuzione del 2,77 % rispetto al 2010).

Per individuare le caratteristiche del rapporto tra Stato e gli enti previdenziali occorre muovere dalla

constatazione che possono intercorrere relazioni diverse. L’ente pubblico può infatti occuparsi unicamente

di un’attività statuale ed essere quindi unicamente al servizio dello stato, oppure può perseguire nel

medesimo momento anche un interesse proprio diverso. In questo secondo caso l’ente possiede una certa

autonomia. Diversamente accade per gli enti strumentali, i quali sono necessariamente vincolati al

Gli enti strumentali

perseguimento dell’interesse pubblico statuale in vista del quale sono stati istituiti.

sono istituiti dallo stato e da esso sono determinati a livello di ordinamento, indirizzo e attività (-/- p.a.). li

sottopone anche al suo controllo. Infine. Se lo stato affida agli enti previdenziali il perseguimento di fini

che non sono suoi, provvede anche al reperimento dei mezzi necessari al suo raggiungimento. Ciò avviene

contribuendo direttamente al loro finanziamento o imponendo l’obbligo di contribuire ad alcuni soggetti.

2. I soggetti protetti:

Passando all’altra parte del rapporto giuridico previdenziale, troviamo i soggetti protetti:

Tra le costanti dell’evoluzione del sistema della previdenza sociale, vi è certamente la progressiva

 estensione soggettiva della tutela, la quale si è via via diffusa oltre i confini originari del lavoro

subordinato (anche se in alcuni casi con estrema lentezza)

Qualche considerazione di ordine generale:

 La tutela della salute si estende a tutti i cittadini (lavoratori e non)

— La tutela per IVS e la tutela contro IMP, inizialmente previste per i lavoratori subordinati, si

— estendono ora, seppure in modi diversi, ai lavoratori autonomi e parasubordinati; nella

tutela confluiscono in alcuni casi anche soggetti non lavoratori

La tutela si estende anche ai familiari dei lavoratori o pensionati deceduti: i cd. superstiti,

— Soggetti protetti a determinate condizioni

Soggetti protetti sono anche i cittadini over 65 (a prescindere dalla circostanze che siano

— stati o meno lavoratori) in disagiate condizioni economiche, che hanno diritto all’assegno

sociale

I soggetti protetti sono titolari di un diritto soggettivo perfetto alle prestazioni previdenziali:

 Il che non impedisce che il legislatore sia libero di intervenire, anche con provvedimento di segno

 restrittivo, per utilizzare al meglio le risorse finanziarie disponibili,

a questo proposito vale però la pena sin d’ora ricordare che la C. cost. ha ritenuto che, in presenza

 di un’inderogabile esigenza (come la limitatezza delle disponibilità finanziarie), sia consentita una

modificazione legislativa che peggiori un trattamento pensionistico in precedenza spettante, purché

sia rispettato il principio di ragionevolezza … (così, ad es., C. cost. n. 349/1985) 9

Alla posizione giuridica attiva del soggetto protetto fa riscontro, la posizione giuridica passiva degli

 enti previdenziali e dello Stato, in virtù dell’obbligo costituzionale di integrare gli istituti predisposti

per l’erogazione delle prestazioni

ciò significa che, se gli enti non sono in grado di fornire le prestazioni che per legge sono

— tenuti ad erogare, lo Stato è obbligato ad intervenire direttamente.

L’oggetto principale del rapporto giuridico previdenziale è l’erogazione delle prestazioni:

Che cosa si deve intendere per “prestazione previdenziale”?

Prestazioni economiche individualizzate (le più comuni, consistenti nell’erogazione di somme di

 denaro)

Prestazioni sanitarie

 Servizi o vantaggi di vario genere (ad es. l’accreditamento dei contributi figurativi)

Tutti questi elementi valgono ad integrare il concetto di prestazione previdenziale e devono essere nel

complesso presi in considerazione per valutare se costituiscono l’adeguato ombrello protettivo richiesto

dalla Costituzione.

CAPITOLO IV – IL RAPPORTO GIURIDICO PREVIDENZIALE (specfiche)

La costituzione del E’ il rapporto intercorrente tra gli enti

rapporto giuridico previdenziale

previdenziali e i soggetti protetti ad avente come contenuto del diritto questi ultimi alle prestazioni

previdenziali.

Inizialmente la dottrina prevedeva che tale rapporto si costituisse simultaneamente a quello contributivo,

ma attualmente l’obbligazione dell’ente di erogare prestazioni non viene ad esistenza fin quando non si

verificano le condizioni previste dalla legge, e cioè non si verifichino gli eventi dai quali deriva per i

soggetti protetti una situazione di bisogno e ove sussistano i requisiti di contribuzione e assicurazione.

Due elementi costanti:

Il fatto che un soggetto viva del proprio lavoro.

 Il fatto che si sia verificato uno degli eventi che la legge reputa generatori di bisogno.

Tuttavia, la fattispecie a volte è più complessa, in quanto accanto ad essi, atri requisiti sono richiesti. La

fattispecie si completa solo in presenza di ulteriori elementi:

Il versamento di un determinato numero di contributi previdenziali entro un certo periodo di

 tempo.

Rapporti preliminari a quello previdenziale

Quando non trova attuazione il principio di automaticità delle prestazioni si deve ritenere che sussista

l’obbligo dell’ente prev. Di cooperare al loro adempimento. A questo scopo, presso l’INPS è stato istituito

il per la raccolta, la conservazione e la gestione dei

casellario centrale delle posizioni previdenziali attive

dati relativi ai lavoratori iscritti ad ogni regime previdenziale obbligatorio, generale e speciale. Compito

del casellario è quello di emettere l’estratto contro contributivo annuale e di calcolare l’ammontare della

pensione ai fini della presentazione della relativa domanda. Tali obblighi esistono nei confronti dello Stato

e anche nei confronti dei soggetti protetti, i quali in tal modo sono titolari di un diritto ad una prestazione.

Lo stato provvede direttamente alla realizzazione di quella tutela sia con il controllo che esercita sugli enti

previdenziali sia perché garantisce la pienezza del diritto alle prestazioni. Ciò avviene sia con

l’accreditamento dei contributi figurativi, sia con l’accreditamento dei contributi omessi.

Il diritto dei lavoratori alla posizione contributiva

Ogni volta in cui non trova applicazione il principio di automaticità delle prestazioni, o comunque quando

dall’omessa o irregolare contribuzione derivino conseguenze in ordine alla realizzazione della tutela, il

soggetto protetto ha il diritto a che i doveri siano adempiuti non solo da parte degli enti previdenziali, ma

10

anche da parte del datore di lavoro. Tale diritto si estende al versamento dei contributi previdenziali.

Un’ulteriore tutela della posizione contributiva è stata realizzata dalla legge che prevede la

ricongiunzione, ovvero consente di cumulare le contribuzioni effettuate in regimi diversi ai fini del diritto

e della misura di un’unica pensione.

L’atto di ammissione al godimento delle prestazioni previdenziali

La posizione in cui si trova il soggetto protetto nel momento in cui si verifica l’evento previsto dalla legge

è ancora una posizione preliminare. Essa consiste nel diritto all’ammissione al godimento delle

prestazioni. La domanda non è sufficiente a trasformare il diritto di ammissione in diritto al godimento

elle prestazioni. Tale trasformazione avviene solo per effetto di un atto dell’ente: l’atto di ammissione.

Questo è l’accertamento dell’esistenza di tutte le condizioni richieste dalla legge al godimento delle

prestazioni previdenziali, attribuendogliene il diritto. Ove l’ente non provveda all’ammissione, il soggetto

protetto può rivolgersi al giudice ordinario, il quale può condannare l’ente all’erogazione delle prestazioni.

I soggetti protetti

Tra le caratteristiche del sistema c’è quella dell’estensione della tutela ai:

lavoratori autonomi,

• quelli parasubordinati, e

• soggetti che non sono lavoratori.

Non solo, la tutela della salute si estende a tutti i cittadini. Lo stesso dicasi per la tutela contro gli infortuni

e le malattie professionali, estesa anche alle persone occupate nell’ambito domestico (la tutela è estesa ai

familiari dei lavoratori i quali traggono dal lavoro del capofamiglia l’unico mezzo di sostentamento). I

familiari del lavoratore sono titolari di un autonomo diritto alle prestazioni previdenziali, poiché

l’interesse che è direttamente e immediatamente tutelato con l’erogazione delle prestazioni è l’interesse del

familiare protetto.

Specie e funzioni delle prestazioni previdenziali

Le prestazioni possono essere:

assistenza medico-chirurgica, ambulatori, ricoveri, medicinali. La funzione di questo

Sanitarie:

• tipo di prestazioni è quella di soddisfare il bisogno di cure e quella di reintegrare le menomate

energie di lavoro dei soggetti protetti. Inoltre questo tipo di prestazioni costituiscono per il soggetto

lavoratore, non solo un diritto ma anche un dovere o un onere. L’infortunato sul lavoro che rifiuta

di sottoporsi alle cure mediche perde il diritto all’indennità pecuniarie. L’infortunato sul lavoro che

rifiuta di sottoporsi alle cure per la resturazione delle capacità lavorative avrebbe subito una

riduzione della rendita di inabilità.

quando consistono nell’erogazione di denaro. Esse soddisfano l’interesse pubblico

Economiche:

• generale all’eliminazione di determinate situazioni di bisogno. a volte sono erogate in proporzione

al grado di invalidità, altre volte in base al numero dei soggetti a carico del lavoratore, e del

reddito. Esse non possono essere cedute, e sono limitatamente impignorabili, insequestrabili e

indisponibili. (di recente è stata indicata impugnabile soltanto la quota di pensione destinata ad

assicurare al pensionato mezzi adeguati alle esigenze di vita).

Funzione comune soddisfare l’interesse del soggetto protetto e anche di quello pubblico.

Prestazioni previdenziali, retribuzione e reddito lavorativo

Il principio fondamentale che ispira il nostro sistema è che sono compiti dello stato realizzare gli interventi

di prev. Sociale e di garantire a tutti i cittadini il minimo essenziale alle esigenze di vita. Il mantenimento

del livello di vita raggiunto durante il normale svolgimento dell’attività lavorativa non rientra nei compiti

dello stato. l’attuale disciplina va ad attenuare il rilievo dell’interesse dei lavoratori a conservare come

pensionati il tenore di vita raggiunto al termine del rapporto di lavoro. La disciplina legislativa prevedeva

che le quote di pensioni di vecchiaia non siano cumulabili con quelle di invalidità se non parzialmente.

11

Successivamente, la legge aveva vietato il cumulo totale delle pensioni di vecchiaia e di invalidità anche

con il reddito di lavoro autonomo. Più di recente, il legislatore ha dovuto tener conto del fenomeno per cui

i pensionati, per sottrarsi al divieto di cumulo, accettavano il lavoro irregolare con conseguente evasione

della contribuzione. Per eliminare questo fenomeno la ha revocato in alcuni casi, il divieto

legge n.388/00

di cumulo tra pensione di vecchiaia e redditi di lavoro autonomo o dipendente. Dal 1° gennaio 2001 le

pensioni di vecchiaia e i trattamenti anticipati sono interamente cumulabili con il reddito del lavoro

autonomo/dipendente. (quando gli anni di contribuzione sono inferiori a 40 è stato ribadito il divieto di

cumulo con redditi da lavoro subordinato).

Natura giuridica delle prestazioni previdenziali

Le prestazioni previdenziali non hanno una natura retributiva. La teoria del salario familiare, al pari di

quella del salario previdenziale, si risolve in una considerazione di politica sociale. Allo stesso modo le

prestazioni non possono essere qualificate come risarcimento del danno; la loro funzione principale è

quella di reintegrare le perdute energie di lavoro. La natura delle prestazioni previdenziali viene in rilievo

con esattezza dove si faccia riferimento alla nozione di prestazione amministrative rese ai privati; di una

prestazione cioè erogata dallo stato o da un altro ente, in esecuzione dell’obbligo specifico, per la tutela

montante dell’interesse del singolo beneficiario quanto all’interesse pubblico generale.

Il diritto alle prestazioni previdenziali

I soggetti protetti sono titolari di un vero e proprio diritto soggettivo perfetto alle prestazioni previdenziali.

L’interesse del singolo è strettamente connesso con l’interesse pubblico il cui soddisfacimento si realizza

con la soddisfazione del primo. (è una protezione costituzionale). Lo stato non può far venir meno il

diritto alle prestazioni previdenziali.

Il rischio professionale

Il rischio rappresenta ogni evento al verificarsi del quale sorge il diritto dei soggetti protetti alle prestazioni

previdenziali. Questa concezione da un lato presuppone l’equiparazione delle assicurazioni sociali a quelle

private, dall’altro essa deve essere posta in relazione al rilievo attribuito al rischio prof. Il rischio

professionale costituisce fondamento ed è la giustificazione dell’imposizione dell’obbligazione

contributiva posta a carico del datore di lavoro, il quale è chiamato a sopportare le conseguenze di quegli

eventi che colpiscono il lavoratore è che è alle sue dipendenze. In ogni caso non si può ritenere che le

conseguenze dannose dell’evento futuro incerto che colpiscono il lavoratore siano trasferite sul datore.

Anche per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro deve ritenersi superato il principio del rischio

prof. Questa forma di tutela prev. È espressione del più elevato principio della solidarietà sociale.

Il rischio del sistema giuridico della previdenza sociale

Il rischio è inteso come giudizio di probabilità del verificarsi di determinati eventi, e assume giuridica

rilevanza in quanto l’ordinamento ne regola le conseguenze. Nel sistema della previdenza sociale le

conseguenze di determinati eventi vengono per legge, sopportate dagli enti previdenziali i quali sono

obbligati ad erogare, al verificarsi dell’evento le prestazioni. Il sistema giuridico della previdenza sociale

deve essere considerato come espressione della solidarietà di tutta la collettività organizzata dello stato. gli

eventi al verificarsi dei quali è prevista l’erogazione di prestazioni e sono eventi, normalmente inevitabili

che determinano per chi vive del proprio lavoro una situazione di bisogno. se si volesse fornire una

qualificazione di questi eventi che servisse a caratterizzare il rischio che rileva nella previdenza sociale, si

potrebbe parlare di rischi sociali. 12

MISURE A GARANZIA DELLA TUTELA PREVIDENZIALE E SISTEMA DI FINANZIAMENTO

Le misure di garanzia

L’ordinamento predispone, a garanzia dell’interesse protetto, alcune discipline con l’obiettivo di rafforzare

il grado effettivo della tutela tra cui principalmente:

è l’espediente tecnico attraverso cui il legislatore vuole

Il principio di perequazione automatica:

• assicurare il necessario mantenimento nel tempo delle condizioni di adeguatezza delle prestazioni

previdenziali. l’attuale disciplina (L.n.449/97) prevede che le prestazioni si adattino in base al

solo adeguamento al costo della vita rilevato dall’ISTAT con cadenza annuale (primo novembre di

ogni anno).

Il principio di automaticità delle prestazioni e i rimedi surrogatori

• la struttura pluralistica del sistema previdenziale prevede che

Totalizzazione e ricongiunzione

• ogni forma prev. Sia pensata come autosufficiente ed impermeabile rispetto alle altre. In caso di

mobilità professionale (transito da lavoro auto a sub, o viceversa), la posizione del lavoratore che

ha contribuito presso diverse gestioni si fraziona. I meccanismi di raccordo e riunificazione

permettono che: i singoli apporti contributivi vengano traferiti da un regime ad un altro per essere

fatti valere unicamente (ricongiunzione Ln.29/79); inoltre i periodi di assicurazione a fini

pensionistici accumulati in regimi diversi possono essere considerati unitariamente (totalizzazione).

a determinate condizioni la legge consente ai lavoratori di

Contribuzione volontaria e figurativa:

incrementare la propria posizione contributiva attraverso la contribuzione volontaria, per acquisire

l’anzianità contributiva minima o per incrementarla. La contribuzione figurativa Avviene quando il

rapporto di lavoro rimane sospeso per effetto di determinati eventi (malattia, disoccupazione) e nei casi di

persecuzione politico razziale. In questi casi la legge dispone che quei periodi si considerino come periodi

di contribuzione ai fini del diritto alle prestazioni previdenziali. La contribuzione figurativa può essere

riconosciuta, a seconda dei casi, d’ufficio o su domanda dell’interessato. In questi casi, la sostituzione del

finanziamento pubblico alla contribuzione posta a carico dei datori e dei prestatori di lavoro, costituisce

una precisa attuazione del principio di solidarietà. Sempre con lo stesso fine, la legge consente ai non

vedenti adibiti alle mansioni di centralinisti telefonici, nonché a sordomuti e invalidi oltre il 74%,

l’accredito su richiesta dell’interessato di due mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro effettivo,

siano ad un massimo di cinque anni. 13

Il sistema di finanziamento

Il sistema prev. Italiano è un sistema misto:

Parzialmente a carico dello stato

• Parzialmente a carico delle categorie interessate (rapporto contributivo)

1. L’intervento dello stato al finanziamento degli enti previdenziali

Cost. Lo stato non si limita a favorire, stimolare ed incoraggiare l’attività ai soggetti

ART.38

interessati, ma in attuazione dell’articolo interviene per rendere effettivo il diritto dei soggetti tutelati.

L’intervento dello Stato è stato

determinato dalla necessità di provvedere

cittadino ad esigenze contingenti, come quelle

derivanti dalla svalutazione della moneta

nel dopoguerra. Successivamente:

Realizzazione della tutela

ente previdenziale dei lavori autonomi.

previdenz

iale Miglioramento della tutela per i

• lavoratori subordinati.

Recentemente, lo Stato si è

Stato occupato di finanziare la gestione

degli interventi assistenziali agli

enti, dare sostegno attraverso

l’assegno sociale agli ultra65enni

disagiati, i pensionamenti

anticipati, agevolazioni

contributive, etc….

L’intervento finanziario dello Stato alla realizzazione della tutela previdenziale avviene in esecuzione di

un preciso dovere imposto dalla Costituzione. Lo Stato è tenuto a realizzare quella tutela intervenendo

direttamente a finanziare gli enti previdenziali. In definitiva il finanziamento dello Stato rappresenta una

manifestazione della solidarietà di tutta la collettività verso chi si trova in una situazione di bisogno.

CAPITOLO III – IL RAPPORTO CONTRIBUTIVO

2. Le categorie professionali tenute al pagamento:

Il reperimento dei mezzi necessari al raggiungimento dei fini istituzionali e degli enti previdenziali avviene

mediante l’imposizione dell’obbligo di pagamento di contributi previdenziali ad alcune categorie di

cittadini. Tenuti al pagamento di contributi previdenziali i datori di lavoro dei soggetti protetti. Accanto a

questi, anche:

Il datore di lavoro

• I lavoratori subordinati (che concorrono con il datore di lavoro). Nei rapporti di lavoro

• subordinato l’obbligazione è ripartita tra il datore di lavoro e il lavoratore, ma responsabile

dell’adempimento è il datore di lavoro anche per la parte a carico del lavoratore, in quanto è colui

che ha diritto di rivalsa verso il lavoratore (mediante trattenuta sulla retribuzione).

Per i lavoratori parasubordinati e a progetto la contribuzione prev. È posta anche a carico dei

• committenti. 14

Per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti sono gli stessi soggetti protetti a contribuire alla

• realizzazione della tutela previdenziale.

Vi sono poi casi in cui l’obbligo di pagamento dei contributi previdenziali grava su soggetti che

• non sono datori di lavoro. Così accade per le società cooperative, le quali sono tenute al

pagamento dei contributi per i loro soci impegnati nei lavori da essi assunti.

La tutela dei lavoratori autonomi e quella dei liberi prof. Si realizza anche con i contributi posti a

• carico dei soggetti che con i soggetti protetti si vengano a trovare in relazioni occasionali. (clienti)

Contributi sono posti a carico degli artigiani, commercianti, coltivatori anche per quei familiari

• che lavorano abitualmente nell’impresa familiari.

Funzione previdenziale e obiettivi di politica economica

Il sistema di finanziamento della prev. Sociale è stato modificato con i provvedimenti legislativi cha hanno

predisposto:

1. avviene quando parte dei contributi sociali a carico del datore di

Fiscalizzazione strutturale.

lavoro sono presi a carico dallo Stato che li copre attraverso le imposte. È un sistema che viene

utilizzato per non pesare troppo sul lavoratore.

2. Il regime degli per il mezzogiorno è stato sostituito.

sgravi contributivi

Provvedimenti che tendono a perseguire finalità di politica economica incrementando la

competitività delle imprese e i livelli occupazionali.

Sia il godimento degli sgravi contributivi sia quello dei benefici della fiscalizzazione sono stati

condizionati alla clausola sociale cioè l’erogazione ai dipendenti di un trattamento economico e

normativo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi nazionali del settore. Agli obiettivi di

politica economica si è aggiunto quello di garantire ai lavoratori un trattamento economico e normativo

adeguato ed è stata perseguita una politica di sostegno all’azione sindacale che, tuttavia, potrebbe

costituire un’alterazione della libera concorrenza, contrastante con le regole dell’UE.

I contratti di riallineamento

Connessione esistente tra: La connessione è

confermata dalla

disciplina dettata in

materia dalla legge per

i contratti di

riallineamento.

E’ la disciplina che detta le leggi per incentivare l’emersione dell’economia sommersa. Questi contratti

sono nati con il fine di trovare una soluzione al fatto che alcune imprese non avevano rispettato le

condizioni previste dalla contrattazione collettiva nazionale in merito al godimento degli sgravi e della

fiscalizzazione. È stata quindi avvertita l’esigenza di salvaguardare i livelli occupazionali alleggerendo

l’onere della contribuzione previdenziale. Esigenza soddisfatta abitando l’autonomia sindacale a stipulare

contratti di riallineamento i cioè accorti territoriali e aziendali che prevedono programmi di graduale

riallineamento dei trattamenti retributivi praticati a quelli previsti dai contratti collettivi nazionali di

15

lavoro. Per effetto dell’adesione a questi contratti, da un lato le imprese continuano a beneficiare degli

sgravi contributivi e della fiscalizzazione; dall’altro quell’adesione comporta la sanatoria dei contributi

evasi per effetto dell’illegittima fruizione degli sgravi e della fiscalizzazione e delle relative sanzioni.

tende ad incentivare l’emersione del lavoro sommerso

L’emersione del lavoro sommerso L.n.383/01

e persegue l’obiettivo di regolarizzare le posizioni contributive dei dipendenti e di quelle imprese che non

avevano adempiuto agli obblighi previsti dalla disciplina previdenziale e da quella fiscale. L’emersione è

rimessa dai singoli imprenditori che hanno l’onere di presentare una dichiarazione di emersione con la

quale si impegnano ad erogare per il futuro, ai propri dipendenti retribuzioni non inferiori a quelle previste

dai contratti collettivi nazionali. Il istituisce per ogni provincia, Comitati per il lavoro e

D.l.n.210/02

l’emersione del sommerso ai quali il datore di lavoro deve inviare la dichiarazione di emersione.

Due effetti della presentazione della domanda:

Per il periodo anteriore alla presentazione della dichiarazione l’imprenditore può chiedere un

• corcordato tributario e prev. Che gli consenta di regolarizzare gli inadempimenti fiscali e

previdenziali. Questo avviene versando un’imposta sostitutiva.

All’imprenditore che ha prestato la dichiarazione di emersione, si applica, per i piani successivi, un

• regime contributivo di grande favore (meno contribuzione previdenziale e assicurazione contro gli

infortuni sul lavoro ridotta). 

La natura giuridica dei contributi previdenziali concezione tributiva

Tutte le soluzioni possibili del problema della natura giuridica dei contributi previdenziali sono state

proposte dalla dottrina: da quella per cui essi dovrebbero essere considerati come un corrispettivo delle

prestazioni previdenziali, alla stregua dei premi di assicurazioni private, fino a quelle che ne hanno

sostenuto la natura di tributo, discutendosi poi se si tratta di tassa, contributo speciale o di imposta in

senso stretto o speciale. Si deve infatti convenire con la dottrina la quale ritiene che i contributi

previdenziali siano imposti dalla legge a favore di un ente pubblico per la realizzazione di un

tributi

pubblico interesse.

I contributi previdenziali come imposte

Nello specifico, i contributi previdenziali possono essere configurati come Queste sono le

imposte.

prestazioni pecuniarie che un ente pubblico ha il diritto di esigere in virtù della sua potestà di imperio,

nella misura e nei modi stabiliti dalla legge, allo scopo di reperire mezzi necessari allo svolgimento della

sua attività. Presupposto dell’imposta è esclusivamente la soggezione alla potestà dello stato. la funzione

dei contributi è quella di fornire agli enti previdenziali i mezzi necessari alla realizzazione dei compii loro

affidati dalla legge per la soddisfazione di un interesse pubblico. Gli obbligati al pagamento dei contributi

possono essere gli stessi soggetti che beneficiano della tutela. In ogni caso però il gettito dei contributi è

destinato alla corresponsione indifferenziata delle prestazioni a chi si viene a trovare nelle condizioni

previste dalla legge per averne diritto.

La validità di questa impostazione risulta confermata dalla possibilità di qualificare i contributi

previdenziali come cioè come quei contributi che colpiscono solo determinate categorie

imposte speciali,

o gruppi di persone e il cui provento ha una particolare destinazione, alla quale i soggetti obbligati

possono avere un particolare interesse, senza però che l’obbligazione tributaria sia commisurata al

vantaggio del contribuente.

Costituzione ed estinzione del rapporto contributivo.

Costituzione:

L’obbligo del pagamento dei contributi previdenziali sorge immediatamente al verificarsi delle condizioni

previste dalla legge: 16

Il soggetto diviene parte di un rapporto di lavoro subordinato, autonomo o familiare, o infine dallo

• svolgimento di una determinata attività in relazione all’iscrizione di un determinato albo

professionale.

A volte l’obbligazione contributiva sorge solo quando si verifichino fatti ulteriori (es. l’esercizio di

• una det. Attività, lo svolgimento di un’attività lavorativa rispetto ad un rapporto associativo, trarre

profitto dall’attività svolta).

L’obbligo contributivo si estingue con il venir meno delle condizioni per cui era sorto, ma

Estinzione:

anche per (quinquennale).

prescrizione

Determinazione dell’obbligo contributivo

nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.

ART.23 Cost.:

Nel caso dei contributi previdenziali è la legge infatti a determinare l’obbligo e anche l’ammontare. A

volte i contributi sono determinati in misura fissa, altre volte invece in misura proporzionale alla

retribuzione imponibile. Retribuzione o reddito professionale costituiscono la base imponibile che deve

essere valutata secondo i criteri stabiliti dalla legge che determina l’ammontare del contributo indicandone

il tasso, cioè la percentuale rapportata alla base imponibile (il tasso può variare a seconda delle decisioni

dell’autorità governativa. Non è incostituzionale). Ai soggetti tenuti al pagamento dei contributi la legge

impone anche i quali sono imposti dalla legge al solo fine di fornire gli elementi

obblighi accessori,

necessari per accertare l’esistenza dell’obbligazione contributiva e l’ammontare dei contributi dovuti. Gli

obblighi accessori, possono essere a carico del datore di lavoro (obbligo di denunciare i lavoratori assunti e

le retribuzioni corrisposte, versare la quota del lavoratore trattenendola dallo stipendio); o a carico

dell’ente (verificare il regolare afflusso di versamenti). L’obbligazione contributiva non sorge però per

effetto dell’accertamento, ma per il solo fatto che si siano verificate le condizioni oggettive e soggettive

previste dalla legge. 

La retribuzione assoggettabile a contribuzione previdenziale cosa è soggetto a essere contributo?

A) La nozione legale

Per determinare l’importo dei contributi, è determinante individuare la retribuzione da prendere come

base per l’applicazione delle percentuali previste.

Prima del 1969: la nominativa era considerata tutto ciò che il lavoratore riceve dal datore di lavoro

• per compenso dell’opera prestata. dal 1969: la

EVOLUZIONE DELLA NOZIONE DI RETRIBUZIONE ASSOGGETTABILE:

• retribuzione è considerata tutto ciò che il lavoratore riceve dal datore di lavoro, in denaro o in

natura, in dipendenza del rapporto di lavoro. Un’ulteriore evoluzione si è avuta di recente, con

l’emanazione del : stabilisce che sono redditi di lavoro dipendenti quelli che

decreto l.n.314/97

derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle

dipendenze sotto la direzione di altri.

B) L’interpretazione giurisprudenziale

La giurisprudenza, sostituendo il requisito della dipendenza da rapporto di lavoro, voluto dal legislatore,

con il criterio della coincidenza temporale con rapporto stesso, aveva finito con il ritenere assoggettabile a

contribuzione previdenziali qualsiasi erogazione che, a prescindere dall’accertamento della sua natura e

funzione, avvenisse durante il rapporto di lavoro emesse nell’esistenza di tale rapporto la ragione, anche

indiretta o occasionale, della sua erogazione. Fin quando non ha modificato i criteri di

la legge n.335/95

calcolo delle pensioni, la retribuzione assoggettabile a contribuzione previdenziale costituiva anche la base

di calcolo dell’ammontare delle prestazioni pensionistiche. 17

C) L’interpretazione legislativa

Il legislatore ha affermato che sono escluse dalla retribuzione assoggettabile a contribuzione previdenziale:

le spese sostenute dal datore di lavoro per il funzionamento degli asili nido aziendali; le spese per il

finanziamento di circoli aziendali; le differenze tra il prezzo di mercato e quello agevolato praticato per

l’assegnazione ai dipendenti di azioni della società datrice di lavoro ovvero di società controllanti e

controllate. Inoltre, sono escluse, le spese sostenute dal datore di lavoro per colonie climatiche in favore di

figli dei dipendenti, o universitari.

D) L’uniformità della disciplina

Superamento dei problemi delle gestioni pensionistiche la disciplina dettata per il regime generale è

state estesa a regimi esclusivi dei dipendenti dello stato, degli enti locali e a quelli sostitutivi.

E) Minimali e massimali di contribuzione e di retribuzione pensionabile

Prima era previsto un limite massimo della retribuzione assoggettabile a contribuzione prev. E di quella

pensionabile. Dopo la riforma legislativa, è stato introdotto un limite, oltre il quale viene meno l’obbligo

contributivo, per tutti i lavoratori che iniziano l’attività lavorativa dopo il gennaio 1996 e per i lavoratori

che opteranno per la liquidazione della pensione di vecchiaia unificata con il nuovo sistema contributivo.

Per la retribuzione da assumere a parametro per il calcolo delle pensioni retributive è fissato un

massimale, tale massimale viene progressivamente adeguato nel tempo. Per contro è previsto un minimale

di retribuzione, ai fini del calcolo dei contributi previdenziali dovuti. Un tipo particolare di minimale di

retribuzione, ai fini del versamento dei contributi previdenziali, è previsto per i rapporti di lavoro ad orario

ridotto.

L’obbligazione contributiva nei confronti dei lavoratori italiani all’estero

La tutela previdenziale dei lavoratori italiani all’esterno ha avuto attuazione condizionata dall’esistenza di

convenzioni internazionali in materia di sicurezza sociale che estendevano agli stranieri il regime

previdenziale dei lavoratori nazionali. Una tutela più intensa si è avuta con l’istituzione della comunità

economica europea. Prima della riforma legislativa, nei paesi in cui fossero mancate convenzioni

internazionali, il lavoratore italiano restava privo di quelle forme di tutela ce si realizzano mediante

l’erogazione di prestazioni sanitarie o di indennità economiche temporanee. Per la tutela pensionistica la

legge si limitava a prevedere la possibilità per i cittadini italiani di chiedere il riscatto per i periodi non

coperti da assicurazioni sociali riconosciute dalla legislazione italiana. Fuori dalla comunità europea, la

tutela previdenziale dei lavoratori italiani all’estero era condizionata dall’esistenza di una convenzione

internazionale o dalla volontà dello stesso datore di lavoro.

Evoluzione del sistema previdenziale: previde l’emanazione di provvedimenti idonei a garantire la

 

Istituzione del SSN l.n.833/78

tutela della salute anche agli italiani che lavorano all’estero.

ha stabilito che i lavoratori italiani all’estero, impiegati in paesi extracomunitari con

 

Ln.398/78

i quali non siano in vigore accordi internazionali, sono obbligatoriamente iscritti alle gestioni

previdenziali italiane.

Responsabilità per omessa o irregolare contribuzione previdenziale (L.n. 388/2000 art.16)

Quando obbligato al versamento della contribuzione prev. È il datore di lavoro, egli è responsabile anche

per la quota che la legge pone a carico del lavoratore. Il datore di lavoro ha diritto di rivalsa nei confronti

del lavoratore. L’omessa o irregolare contribuzione previdenziale può dar luogo ad una responsabilità

civile e amministrativa del datore di lavoro.

oltre al versamento dei contributi da versare, il soggetto inadempiente deve

Sanzione civile:

• versare una somma aggiuntiva. 18

sanzioni pecuniarie (a fronte della depenalizzazione).

Sanzione amministrativa:

• sono ancora sanzionate penalmente alcune condotte, come le evasioni

Sanzione penale:

• contributive rilevanti, e il mancato versamento delle somme trattenute dalla retribuzione dei

dipendenti.

Responsabilità del datore di lavoro nei confronti del lavoratore per omessa o irregolare contribuzione

previdenziale

Il datore di lavoro è anche responsabile nei confronti del lavoratore per il danno che a questo sia derivato

dalla mancata o irregolare contribuzione. violazione del diritto soggettivo del lavoratore alla posizione

contributiva. Questa viene configurata come entità patrimoniale, la cui lesione si concretizza in danno

certo, suscettibile di immediato risarcimento. Il lavoratore può far valere le sue ragioni esercitando due

azioni: ART.2166 C.C. risarcimento del danno. Il termine di prescrizione è di 10 anni.

 

Deriva dalla lesione del diritto del lavoratore alla sua posizione contributiva. È imprescrittibile.

 Questa azione può avere ad oggetto la condanna del datore di lavoro ad adempiere l’obbligazione

nei confronti dell’ente che però deve essere chiamato in giudizio in quanto unico legittimato a far

valere il credito contributivo. La costituzione della rendita avviene con il pagamento all’ente

previdenziale di un capitale corrispondente alla riserva matematica necessaria per erogare le

prestazioni che si sarebbero dovute se non si fosse verificata l’omissione. 19

CAPOTOLO V – LA TUTELA PER GLI INFORTUNI SUL LAVORO E LE MALATTIE

PROFESSIONALI

La prestazione di lavoro subordinato deve essere svolta in condizioni tali da preservare la salute di chi

l’effettua: il lavoratore può considerarsi nei confronti del datore di lavoro, creditore non soltanto di

retribuzione ma anche di sicurezza. (Cod.Civ. ART.2087)

Norme prevenzionistiche:

D.p.r. n.547/55 in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro

• D.p.r. n. 303/56 in materia di igiene del lavoro principio di massima sicurezza

• tecnologicamente fattibile.

Statuto dei lavoratori

• D.lgs. n. 626/94 sulla prevenzione degli infortuni

• D.lgs. n. 81/2008 T.U. sulla sicurezza sul lavoro

Origine ed evoluzione

assicurazione contro gli infortuni (fase liberale)

L.n.80/1898: prima imposizione della tutela del

lavoratore sugli infortuni (anche per colpa la tutela venne estesa anche ai lavoratori

accidentale) dell'agricoltura (D.lgt. n. 1450/1917) e si

affiancò quella contro le malattie

professionali (1929)

T.u.n.1124/65

1933 creazione dell'INAIL +t.u.n. disciplina la materia

1935/35: principio di automaticità tuttora in merito alla

delle prestazioni. tutela eco ma viene

sostituito da:

d.lgs.n.38/00 (innovazioni) +

l.n.833/78 SSN (tutela sanitaria)

Il finanziamento della tutela

I mezzi finanziari sono reperiti interamente per via contributiva. I premi assicurativi sono totalmente a

carico dei datori di lavoro (se il lavoratore è subordinato).

Il fondamento della tutela

Al momento della sua istituzione, il fondamento della tutela contro gli infortuni sul lavoro fu

• individuato nel i datori di lavoro che espongono i dipendenti

principio del rischio professionale

al rischio di infortunio devono sopportare con il pagamento dei premi, le conseguenze negative di

quel rischio. (riguardò anche il periodo corporativo). Questa impostazione però proteggeva solo i

lavoratori subordinati.

Attualmente il fondamento della tutela contro gli infortuni sul lavoro è espressione della solidarietà

• di tutta la collettività organizzata nello Stato a favore di chi si viene a trovare in situazione di

bisogno. 20

Il significato della tutela per gli infortuni nel sistema della previdenza sociale

Nella tutela per gli infortuni sul lavoro trova piena attuazione il principio di automaticità delle

e si prescinde dall’esistenza di requisiti di contribuzione (anche se il datore di lavoro non paga,

prestazioni

la tutela viene esercitata ugualmente l’INAIL compre anche i lavoratori in nero). Chi si trova in

condizioni di bisogno a causa del proprio lavoro merita una considerazione particolare e una tutela più

intensa, quasi a compensare la circostanza che in cui si è venuto a trovare il soggetto nell’aver contribuito

al benessere di tutta la collettività.

Le lavorazioni pericolose e i soggetti protetti:

La tutela per gli infortuni sul lavoro nell’industria.

L’ambito di applicazione per le lavorazioni pericolose è limitato a certe categorie di lavoratori, le quali

trattano attività più esposte a rischi professionali. La legge determina due criteri che devono trovare

applicazione in concorrenza tra loro:

Il primo attiene alle lavorazioni considerate pericolose e quindi protette.

• Il secondo attiene alle persone ammesse alla tutela.

Le lavorazioni sono inoltre definite secondo due diversi criteri:

1. Pericolosità derivante dall’attività svolta e dall’ambiente in cui si svolge l’attività. (uso di macchine

mosse in modo tecnologico).

2. La legge ha comunque riguardo alla pericolosità del lavoro svolto, indipendentemente

dall’utilizzazione o no di macchine o impianti (la legge detta un elenco di 28 lavorazioni che sono

considerate pericolose).

B) le persone protette: i lavoratori subordinati:

Per l’applicazione della tutela inoltre non è sufficiente lo svolgimento di una della attività ora descritta,

ma la legge dispone anche che quella tutela sia limitata ai lavoratori che svolgano la loro attività in

particolari posizioni limitata a quanti in modo permanente o avventizio svolgono alle dipendenze o

sotto la direzione altrui opera manuale retribuita, qualunque sia la forma di retribuzione. (irrilevanza della

continuità del rapporto di lavoro).

C) le persone protette diverse dai lavoratori subordinati:

La tutela per gli infortuni sul lavoro si estende anche ad altre categorie di soggetti che non sono lavoratori

subordinati:

Apprendisti

• Artigiani

• Alunni

• Ricoverati in case di cura, ospizi e ospedali

• Lavoratori parasubordinati

• Prestatori di lavoro accessorio

Anche per queste categorie la tutela è limitata dalla legge per due criteri:

Svolgimento di attività pericolose

• Posizione ricoperta durante lo svolgimento

L’ambito di applicazione della tutela per gli infortuni sul lavoro nell’agricoltura

Limitato attraverso due criteri che devono essere applicati in concorrenza tra loro:

L’esercizio di det. Attività pericolose ovvero tutte le attività definite come agricole

 

• concezione di agricoltura piuttosto ampia: comprende tutte le attività dirette alla coltivazione di

fondi, alla silvicoltura, all’allevamento del bestiame ed attività connesse. Inoltre comprende, le

lavorazioni connesse alla trasformazione dei prodotti agricoli per conto delle aziende. 21

La posizione in cui sono svolte: sono compresi tutti i lavoratori fissi o avventizi addetti alle aziende

• agricole e forestali, i proprietari, i mezzadri, gli affittuari, i familiari che prestino opera manuale

abituale nelle rispettive aziende. Rientrano inoltre gli operai a tempo det. O indeterminato assunti

da pubbliche amministrazioni o imprese per lavori di forestazione.

ART.2 T.U. n.1124/65

L’assicurazione comprende tutti i casi di infortunio:

Avvenuti per causa violenta

• In occasione di lavoro

• Da cui sia derivata, morte, inabilità permanente (assoluta o parziale), inabilità temporanea

• assoluta.

1. La causa violenta e il problema delle concause

Il secondo requisito richiesto dalla legge per il sorgere del diritto alle prestazioni previdenziali è che

l’infortunio sia derivato da una causa violenta, e cioè da una causa efficiente e rapida. Non è la lesione che

deve essere violenta ma la causa. L’efficienza della causa violenta non esclude la possibilità che la lesione

sia dovuta anche a fattori preesistenti o sopravvenuti, detti concause. Si hanno concause preesistenti di

quando a causa di precedenti condizioni morbose, l’infortunio produce lesioni diverse o più gravi

lesione

rispetto a quelle che avrebbero prodotto di per sé. In questi casi le prestazioni sono commisurate alla

lesione complessiva effettivamente verificatasi. Si hanno invece quando

concause preesistenti di inabilità

questa deriva dall’infortunio e si aggiunge ad un’inabilità già esistente. In questo caso invece la legge

dispone che il grado di riduzione dell’attitudine al lavoro debba essere rapportato con l’attitudine al lavoro

già ridotta della preesistente inabilità.

2. il diritto alle prestazioni previdenziali sorge in tutti i casi di infortunio

L’occasione di lavoro

avvenuti per causa violenta in occasione di lavoro, a cui sia derivata la morte o un’inabilità

permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero una inabilità temporanea assoluta che importi

l’astensione dal lavoro per più di tre giorni. La legge non richiede che il lavoro sia la causa

dell’infortunio.

L’importante è che l’esposizione del soggetto al rischio abbia dato luogo ad un nesso causale tra evento e

lavoro.

Occasione di lavoro e infortunio in itinere

Gli infortuni in itinere sono quelli che colpiscono il soggetto protetto durante il percorso seguito per recarsi

dall’abitazione al lavoro e viceversa. Attualmente la tutela è estesa a:

Gli infortuni occorsi durante il percorso di andata e ritorno dal luogo dell’abitazione a quello di

• lavoro.

Gli infortuni occorsi durante il normale percorso che collega più sedi lavorative.

• Gli infortuni occorsi durante il percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di

• consumazione abituale dei pasti.

Non è indennizzabile l’infortunio occorso in caso di interruzione o deviazione del percorso del tutto

indipendenti dal lavoro, o non necessitate, e inoltre qualora l’infortunio risulti cagionato dall’abuso di

alcolici, psicofarmaci, stupefacenti o non sia in possesso dell’abilitazione di guida.

 Colpa e dolo del soggetto protetto: il rischio elettivo

La legge esclude il diritto alle prestazioni soltanto quando l’infortunio consegue ad un comportamento

doloso del soggetto protetto, e cioè in caso di autolesionismo (non per imprudenza, negligenza o

imperizia). Il caso del si perviene alla stessa conclusione quando il lavoratore abbia

rischio elettivo 22

posto in essere, di sua iniziativa, comportamenti che, non potendo essere considerati come adempimento

dell’obbligazione di lavoro, escludono ogni connessione causale tra l’esposizione al rischio e il lavoro. Il

rischio elettivo si caratterizza per l’interruzione del nesso occasionale che deve intercorrere tra lavoro e

infortunio. (nel caso degli scioperi, l’occasione di lavoro sussiste perché è la causa dell’attività).

3. La lesione (art.210 T.U.)

Infine, il diritto alle prestazioni sorge quando dall’infortunio derivi la morte o l’inabilità al lavoro. Per

inabilità si intende l’eliminazione o la riduzione delle attitudini psicofisiche del soggetto protetto a

svolgere l’attività lavorativa. La legge di recente ha esteso la nozione di lesione comprendendovi anche le

lesioni all’integrità psicofisica del lavoratore, e quindi all’esistenza di una inabilità al lavoro. L’inabilità è

considerata in termini diversi a seconda che si tratti di temporanea o permanente.

quando le conseguenze dell’infortunio sono sanabili nel

Inabilità temporanea assoluta (ITA):

• tempo e il soggetto può recuperare completamente le sue attitudini al lavoro.

Il diritto alle prestazioni sorge solo quando si tratti di inabilità assoluta, che

Inabilità permanente:

• impedisca totalmente di svolgere il proprio ruolo lavorativo per tutta la vita o per un periodo molto

lungo di tempo. L’inabilità permanente può essere

Assoluta: toglie completamente le attitudini al lavoro.

 Parziale: viene calcolata sulla base della tabella delle menomazioni. Per avere accesso alle

 prestazioni le attitudini al lavoro devono essere ridotte in misura superiore al 10%.

la lesione che consiste in un’alterazione dell’estetica che deriva da un infortunio sul

Danno estetico

lavoro, da luogo al diritto a prestazioni previdenziali soltanto se incide sulle attitudini al lavoro del

soggetto protetto. Si ha però diritto alle prestazioni anche se il danno crei difficoltà nel cercare

un’occupazione al lavoratore. è il danno al lavoratore. Il legislatore ha preso in

Danno biologico (ART.13 L.n.38/2000)

considerazione il danno biologico derivante da infortunio o malattia professionale e ha dettato per esso

una speciale disciplina (provvisoria in attesa di definizione). Il danno biologico da luogo ad un indennizzo

sotto forma di capitale per danni fino al 15% e per i danni ulteriori sotto forma di rendita, determinata in

base ad una tabella delle menomazioni. Quando la menomazione supera il 16% l’indennizzo è integrato

da una ulteriore quota di rendita commisurata in base alla tabella dei coefficienti, alla retribuzione

percepita, al tipo di attività lavorativa svolta e alla ricollocabilità del soggetto protetto.

La malattia professionale (ART.3 T.U.n.1124/65)

-/- da infortunio sul lavoro. È una tutela che si estende soltanto agli addetti a lavorazioni comprese tra

quelle alle quali si applica la tutela per gli infortuni. (inizialmente le malattie professionali erano indicate

tassativamente dalla legge) dichiarata incostituzionale in quanto troppo limitante. Attualmente l’elenco

delle malattie professionali per l’industria ne comprende 58, mentre quello dell’agricoltura ne comprende

27. La tabella è aggiornata periodicamente. La legge richiede che vi sia un nesso causale diretto tra il

lavoro e la malattia. Ne consegue che anche malattie non ricomprese nella tabella danno luogo alla tutela

a seconda che venga provato che si sono verificate a causa del lavoro prestato da chi ne è stato colpito.

sistema misto:

 Le malattie previste dalla tabella non hanno bisogno della prova del nesso causale.

• Le malattie non tabellate danno luogo a tutela solo se il lavoratore prova il nesso causale.

• 23


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in servizio sociale (BIELLA - CUNEO - TORINO)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eleonora.demarco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto della previdenza sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Aimo Mariapaola.

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