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Riassunto esame Diritto dell'Unione Europea, prof. Sinagra, libro consigliato Istituzioni di Diritto dell'Unione Europea, Zanghì Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Diritto dell'Unione Europea, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Istituzioni di Diritto dell'Unione Europea, di Zanghì Claudio , riguardante nozioni generali come: evoluzione storica, evoluzione geografica, evoluzione istituzionale, evoluzione politica e la prima revisione del trattato, elaborazione... Vedi di più

Esame di Diritto dell'Unione Europea docente Prof. A. Sinagra

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ESTRATTO DOCUMENTO

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Considerato che G.Bretagna e Irlanda non partecipavano e la Danimarca ne rifiutava

la comunitarizzazione si è pensato ad un sistema agevole per realizzare una integrazione del

sistema Schengen alle disposizioni comunitarie. Nel Protocollo è stata stabilita una forte

cooperazione tra i 13 stati dell’accordo e la possibilità che gli altri Stati possano partecipare

in qualunque momento alle disposizioni di Schengen.

Anche Danimarca, Finlandia e Svezia hanno aderito mentre Norvegia e Islanda sono

divenuti membri associati in quanto fanno parte all’unione nordica.

Non partecipano agli accordi Gran Bretagna e Irlanda che non condividono una

regolamentazione comune delle situazioni connesse alla libera circolazione delle persone.

F) I DIRITTI DELL’UOMO

I trattati istitutivi della Comunità europea non contenevano alcun riferimento ai diritti

umani. Con l’adozione dell’Atto unico i diritti umani fanno il loro ingresso nel sistema

comunitario e nel trattato di Maastricht vengono codificati enunciando fra i primi articoli,

che l’Unione rispetta la Convenzione europea dei diritti dell’uomo del 1950.

Lo stesso trattato indica il rispetto dei diritti umani fra gli obiettivi della PESC.

Il problema dell’adesione degli Stati alla Convenzione europea sui diritti dell’uomo è

stato ampiamente trattato e molto controverso.

Per divenire membro dell’Unione europea ogni Stato deve avere un Governo fondato

su principi democratici e che rispetti i diritti umani fondamentali. Anche gli Stati già

membri sono soggetti al controllo del rispetto di tali principi. E’ il Consiglio che, su

proposta di 1/3 degli Stati o della Commissione e dopo il parere del Parlamento europeo,

può constatare l’esistenza di una violazione ed applicare sanzioni. Con il trattato di Nizza si

dispone che il Consiglio sempre su proposta di 1/3 degli stati ecc., rivolga appropriate

raccomandazioni.

La carta dei diritti fondamentali approvata a Nizza nel 2000 non introduce nuovi

diritti ma riafferma quelli già presenti in molteplici testi. Inoltre in attesa dell’entrata in

vigore della Costituzione europea, che ne incorpora il testo, non ha alcun valore giuridico

per gli Stati membri

G) LA CITTADINANZA DELL’UNIONE EUROPEA

1 L’attribuzione della cittadinanza

L’idea di una cittadinanza europea era stata più volte manifestata. Con Maastricht il

problema trova posto in pochi articoli denominati Cittadinanza dell’Unione. In essi si

determina che è cittadino dell’Unione ogni persona che abbia la cittadinanza di uno Stato

membro.

La Danimarca ha però ritenuto che la cittadinanza dell’Unione differisce da quella

intesa dalla costituzione e ordinamento danese e ciò ha fatto modificare il testo chiarendo

che la cittadinanza dell’unione non sostituisce quella nazionale.

Un problema che si pone è quello della doppia cittadinanza di cui una del Paese

dell’Unione. In questo caso la Corte ritiene che questa sia prevalente.

Nel trattato di Amsterdam gli Stati si dichiarano decisi ad istituire una cittadinanza

comune per rafforzare la tutela di diritti ed interessi.

2 i diritti fondamentali dei cittadini sono:

• la libertà di circolazione a prescindere dai motivi che spingono a circolare 16

• il diritto di voto e eleggibilità alle elezioni comunali è riconosciuto ai

cittadini residenti in uno Stato membro diverso dal proprio, equiparandoli ai

cittadini dello Stato di residenza.

• il principio della protezione diplomatica e consolare. Ogni cittadino di uno

Stato membro può ottenere assistenza in una missione diplomatica di

qualunque altro Stato dell’Unione.

• diritto di petizione al Parlamento europeo; deve riguardare il ricorrente e

l’oggetto deve essere una materia che rientri nel campo di attività della

comunità

• il diritto di rivolgersi al Mediatore europeo; questa è una figura nuova

nominata dal Parlamento per 5 anni con competenza a tutti i casi di cattiva

amministrazione. I suoi poteri si limitano a stendere una relazione

sull’amministrazione e darne comunicazione al Parlamento.

• diritto ad una buona amministrazione e di accesso ai documenti.

H) L’UNIONE ECONOMICA E MONETARIA

All’Aja nel 69 ci fu lo studio per la realizzazione dell’unione economica e monetaria.

Nel 1971 il rapporto Werner consentì di adottare un piano per attuarla entro un

decennio. L’anno successivo gli stati determinarono il limite di fluttuazione dei cambi min

e max del 2.25% (serpente monetario europeo) ma con la crisi petrolifera alcuni stati

dovettero uscire. Superata la crisi venne istituito nel 1978 lo SME (sistema monetario

europeo). Viene così riproposto il serpente ma con oscillazioni più ampie.

L’ECU era un’unità di conto non una moneta; le varie monete confluivano in

percentuale diversa in un paniere.

Al Consiglio Europeo di Madrid del 1989 viene presentato il rapporto Delors che

propone un regime di cambi fissi, disciplina politiche di bilancio accompagnate dalla

creazione di una moneta unica. Si propone il 1990 come inizio del processo di realizzazione.

Contemporaneamente vengono convocate le due CIG incaricate di porre le basi per il

trattato dell’unione, una delle due come si è detto si occupava dell’unione economica

monetaria.

L’Istituto Monetario Europeo venne costituito a Francoforte nel 1994, poi

sostituito dalla Banca Centrale Europea.

La previsione della moneta unica era prevista entro il 31 dicembre 1996 qualora

almeno 7 stati avessero raggiunto le condizioni previste dal trattato.

Le condizioni prevedono cinque criteri di stabilità di prezzi e di monete.

La moneta unica è stata adottata dal 1.1.1999 per la contabilità pubblica, le

transazioni interbancarie, i titoli di stato ecc e dal 1.1.2002 l’Euro viene messo in

circolazione; il 1.3.2002 vengono ritirate le monete nazionali:l’Euro è l’unica

moneta. 17

CAPITOLO IV

ISTITUZIONI ED ORGANI DELL’ DELL’UNIONE EUROPEA

A) LA STRUTTURA DELL’UNIONE

La struttura dell’Unione Europea si può così riassumere:

• Consiglio europeo;

• Parlamento europeo;

• Commissione europea;

• Il Consiglio dell’Unione;

• Il comitato dei Rappresentanti Permanenti;

• La struttura giurisdizionale;

• La corte dei Conti;

• Il Comitato delle Regioni;

• Il Comitato Economico e sociale;

• La Banca Europea per gli investimenti;

• Gli Organi dell’Unione Economica e monetaria;

• Comitati consultivi ed agenzie comunitarie.

B) IL CONSIGLIO EUROPEO

Il Consiglio europeo è l'organo politico composto dai Capi di Stato e di Governo

degli Stati membri, nonché del presidente della Commissione europea.

Il Consiglio europeo non è un’istituzione comunitaria e non va confuso né con il

Consiglio d’Europa, che è un’organizzazione internazionale, né con il Consiglio

dell’Unione europea che è un’istituzione UE.

L’Atto Unico recita: “Il Consiglio europeo dà all’Unione gli impulsi necessari al

suo sviluppo e definisce gli orientamenti politici generali”.

Esso si riunisce almeno due volte l'anno, sempre nel Paese membro che occupa la

presidenza di turno dell'UE e sempre verso la fine del mandato presidenziale semestrale di

quest’ultimo.

Il Paese che assume la Presidenza può, all'occorrenza, convocare una o più riunioni

straordinarie.

Le riunioni del Consiglio sono spesso indicate col termine di “vertice europeo”.

Competenze

Politica dell’occupazione, politica estera di sicurezza comune, cooperazione rafforzata,

tutela dei diritti umani e nomina il Presidente della Commissione.

C) IL PARLAMENTO EUROPEO

Istituzione delle Comunità europea, prevista dai trattati istitutivi, originariamente

denominata Assemblea; l’attuale denominazione è stata adottata il 30 marzo 1962. 18

Il Parlamento europeo attuale, si compone di 732 membri provenienti da tutti i 25

Stati dell’Unione, eletti a suffragio universale rimangono in carica per 5 anni.

Il compito principale del Parlamento è adottare leggi europee. Esso condivide

tale responsabilità con il Consiglio dell’Unione europea, mentre le proposte legislative

sono formulate dalla Commissione europea.

Il Parlamento ed il Consiglio congiuntamente approvano il bilancio annuale.

Il Parlamento ha il potere di sciogliere la Commissione europea.

I membri del Parlamento europeo, si suddividono in sette gruppi politici europei, e

rappresentano quindi tutte le posizioni sull’integrazione europea.

Le sedute principali si svolgono a Strasburgo, le altre a Bruxelles.

Il Parlamento elegge il Mediatore europeo, che indaga sulle denunce dei cittadini

relative a casi di cattiva amministrazione delle istituzioni UE.

Il funzionamento

Secondo quanto disposto dall’art. 10 del regolamento interno dell’istituzione, la

sessione del Parlamento europeo ha durata annuale. Il quorum per la validità della seduta è

di un terzo dei membri del Parlamento.

All’inizio della sessione viene eletto il Presidente del Parlamento europeo, che

dirige i dibattiti e gode di vasti poteri disciplinari, e l’Ufficio di Presidenza del Parlamento

europeo .

Le deliberazioni del Parlamento europeo sono adottate a maggioranza assoluta dei

suffragi espressi, a meno che i trattati non dispongano diversamente; di solito si vota per

alzata di mano, ma può anche essere richiesto l’appello nominale.

La maggior parte dei lavori del Parlamento europeo è svolta all’interno di commissioni

permanenti specializzate, individuate dal regolamento interno dell’istituzione.

Tali commissioni sono suddivise a loro volta in sottocommissioni, e sono incaricate

di esaminare tutte le questioni di loro competenza sottoposte dal Parlamento.

I membri delle commissioni durano in carica due anni e mezzo.

Potere legislativo

Il Parlamento europeo condivide il potere legislativo con il Consiglio dell’Unione

europea.

Ha la facoltà di adottare leggi comunitarie (direttive, regolamenti, ecc.).

Può approvare, modificare o respingere il contenuto della norma comunitaria.

Il Parlamento dispone anche di un potere d’iniziativa politica. Esso, infatti, può

chiedere alla Commissione di presentare proposte legislative al Consiglio.

I poteri deliberativi

Si attuano mediante e la procedura di parere conforme che impedisce al Consiglio

di deliberare senza il parere del Parlamento.

Per l’adozione degli atti di legislativi, si distinguono:

• La codecisione: procedura legislativa ordinaria che pone il Parlamento allo

stesso livello del Consiglio;

• Le procedure legislative speciali: in cui il Parlamento svolge un ruolo

esclusivamente consultivo (politica agricola, industriale ecc.

Potere di bilancio

Il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione costituiscono insieme l’autorità di

bilancio dell’Unione europea. 19

Potere di controllo

Il Parlamento europeo dispone di un importante potere di controllo sull’attività

dell’Unione europea disponendo dei seguenti strumenti:

• Diritto di petizione dei cittadini. Ogni cittadino ha il diritto di chiedere il

risarcimento dei danni subiti in relazione a questioni che rientrano nell’ambito di

attività dell’Unione europea. Il Parlamento nomina un Mediatore europeo che si

occupa dei reclami dei singoli cittadini;

• Le inchieste. Può istituire commissioni d’inchiesta nel caso di infrazione o di

applicazione scorretta del diritto comunitario;

• Ricorso alla Corte di giustizia. Per annullamento di un atto legislativo che

pregiudicherebbe le prerogative parlamentari. Ricorso nei confronti del Consiglio

o della Commissione in caso di mancato adempimento dei loro obblighi.

• Controllo finanziario. Controllo in abito economico e monetario;

• Potere di controllo sulla Commissione e sul Consiglio (entro certi limiti) con i

seguenti strumenti;

1. Censura. Il Parlamento dispone il potere di censura nei confronti della

Commissione.

2. Interrogazioni, orali o scritte. Le interrogazioni al Consiglio e alla

Commissione costituiscono un ulteriore strumento di vigilanza.

3. Iniziativa politica. Può invitare la Commissione a presentare proposte al

Consiglio dell’Unione europea. Invita altresì sia la Commissione sia il

Consiglio, a sviluppare e varare proposte politiche.

D) LA COMMISSIONE

La Commissione unica delle Comunità europee, istituita nel 1965 col Trattato di

fusione degli esecutivi, ha ereditato le competenze precedentemente attribuite dal Trattato

di Parigi all’Alta Autorità della CECA e dai Trattati di Roma alla Commissione della CEE

e dell’EURATOM.

La Commissione è:

• organo esecutivo;

• organo indipendente: I Commissari sono nominati a titolo individuale e

non rappresentano né gli Stati da cui provengono né alcun gruppo di

interesse esterno alla Comunità;

• organo collegiale: Tutte le delibere vengono riferite sempre alla

Commissione nel suo complesso, senza far riferimento ai voti contrari.

• organo a tempo pieno: si riunisce almeno una volta alla settimana; ciò tra

l’altro giustifica l’incompatibilità prevista per i membri della

Commissione con qualsiasi altra carica.

Nomina:

La Commissione è nominata dai Governi previa approvazione del Parlamento

europeo.

Il ruolo del Presidente è stato rafforzato dal Trattato di Amsterdam sotto due

profili. In primo luogo partecipa attivamente alla scelta degli altri commissari (in

precedenza era solo consultato) e in secondo luogo si vede attribuire un vero ruolo di

leadership, dal momento che l’art. 219 specifica che “la Commissione agisce nel quadro

degli orientamenti politici del suo Presidente”. 20

Composizione

Attualmente la Commissione è formata da 25 membri: due membri per la Francia,

l’Italia, il Regno Unito, la Germania e la Spagna e uno per gli altri Stati.

Il mandato dei commissari dura cinque anni ed è rinnovabile.

Al suo interno la Commissione può nominare uno o due vicepresidenti.

Status dei membri della Commissione

I Commissari sono nominati a titolo individuale e devono esercitare “le loro

funzioni in piena indipendenza”.

Pertanto la Commissione (così come la Corte di Giustizia e il Parlamento e a

differenza del Consiglio) è un organo formato da individui e non da rappresentanti degli

Stati, ed agisce nell’esclusivo interesse della Comunità.

Le violazioni dei singoli componenti della Commissione non sono, dunque, riferite

agli Stati membri, ma restano violazioni individuali.

A conferma di tale indipendenza gioca il fatto che i membri della Commissione non

possono essere rimossi né dai governi nazionali, né dal Consiglio. Un provvedimento in tal

senso può essere preso solo dal Parlamento attraverso la mozione di censura:

In conseguenza dell’adozione del provvedimento di censura, i membri della

Commissione saranno tenuti a dimettersi. È da notare che i membri della Commissione

nominati per sostituire quelli “sfiduciati” durano in carica non cinque anni (termine

normale), ma fino alla data in cui sarebbe scaduto il mandato dei Commissari dimissionari.

Tale previsione ha lo scopo di non sfalsare la durata in carica della Commissione e

del Parlamento, che con il Trattato di Maastricht sono state volutamente equiparate.

Funzionamento

La Commissione organizza il proprio lavoro ripartendo fra i suoi membri i compiti di

supervisione dell’attività delle varie unità amministrative nelle quali è articolata la propria

struttura burocratica: direzioni generali , uffici, servizi autonomi.

Le delibere della Commissione sono prese a maggioranza assoluta dei voti dei

membri che la compongono.

La sede di lavoro è Bruxelles, Lussemburgo per i servizi.

E) IL CONSIGLIO DELL’UNIONE

Organo decisionale della Comunità (Consiglio dei Ministri) composto da un

rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale. Esso provvede anche al

coordinamento delle politiche economiche generali degli Stati membri nonché a svolgere

funzioni esecutive.

L’attuale denominazione di Consiglio dell’Unione europea è stata adottata nel 1993

in seguito all’entrata in vigore del Trattato di Maastricht, il quale ha stabilito che tale

organo è competente anche in materia di politica estera e di sicurezza comune (PESC)

e di cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale .

Composizione

Il Consiglio è un organo composto di Stati; titolare del seggio è, infatti, lo Stato

membro che designa il proprio rappresentante scegliendolo tra i componenti del proprio

governo nazionale (Ministri o Sottosegretari). 21

Nella prassi si usa distinguere un Consiglio Affari generali tenuto a livello dei

Ministri degli esteri, dai Consigli settoriali che riuniscono i Ministri competenti in materia

(agricoltura, lavoro ecc.).

Il Governo Nazionale conferisce un mandato imperativo senza durata prestabilita

ad un suo membro, vincolandone il voto a precise e rigide istruzioni.

Il Consiglio quindi da voce agli interessi nazionali particolari.

Poteri Al Consiglio spetta un potere decisionale vero e proprio. Questo potere però non è

illimitato in quanto è subordinato alle condizioni poste dal trattato: ciò significa che il

Consiglio può prendere quei provvedimenti che sono, materia per materia, previsti dai

trattati istitutivi.

Il potere decisionale del Consiglio si esplica:

• nell’emanazione di atti normativi (Procedura di codecisione; Procedura di

cooperazione);

• nella formazione ed adozione del bilancio comunitario che condivide con

il Parlamento europeo ;

• nella conclusione degli accordi con Stati terzi precedentemente negoziati

dalla Commissione.

• è un potere di controllo che si esplica nella promozione di ricorsi alla

Corte di giustizia in caso di violazione dei trattati.

Organizzazione interna

La Presidenza è esercitata a turno dagli Stati membri ogni semestre:

• rappresenta il Consiglio presso le altre istituzioni comunitarie;

• convoca il Consiglio o di propria iniziativa o su formale richiesta da parte

di uno Stato membro o della Commissione;

• risponde alle interrogazioni del Parlamento Europeo;

• cura le relazioni internazionali della Comunità;

Il Consiglio, a differenza della Commissione, è organo ad attività discontinua.

Sistemi di votazione.

Le votazioni in seno al Consiglio sono prese a maggioranza semplice, a

maggioranza qualificata ovvero all’unanimità a seconda delle materie in discussione

Il Trattato di Amsterdam ha esteso il campo delle decisioni per le quali è sufficiente la

maggioranza qualificata dei voti.

Maggioranza semplice

Si ha maggioranza semplice quando si raggiunge almeno la metà più uno dei

votanti. La votazione a maggioranza semplice dei componenti il Consiglio dell’Unione

europea

In realtà le materie in cui il Consiglio può votare a maggioranza semplice sono

estremamente limitate in quanto il trattato (almeno per le politiche più importanti) prevede

quasi sempre procedure diverse, in primis quella a maggioranza qualificata

Maggioranza qualificata

Nell’ambito del Consiglio dell’Unione europea si ha votazione a maggioranza

qualificata. I voti di ciascuno Stato membro non hanno però uguale peso, perché le

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votazioni avvengono con il sistema del voto ponderato, che attribuisce un valore diverso a

ciascuno Stato, secondo la sua importanza demografica e politica all’interno della Comunità.

In dettaglio, è attribuito un numero di voti più alto ai paesi maggiori (Germania,

Francia, Gran Bretagna e Italia) e, proporzionalmente, un numero inferiore agli altri paesi.

Quando la delibera che il Consiglio deve votare è presa su proposta della

Commissione, è sufficiente una maggioranza qualificata (62 voti su 87) dei voti espressi,

indipendentemente dal numero di Stati che hanno votato a favore.

Quando invece si tratta di votare una delibera per la quale non c’è stata la proposta

della Commissione, il che può avvenire in alcuni casi previsti dal trattato, i (62) voti che

servono a raggiungere la maggioranza qualificata devono provenire da almeno dieci Stati

membri; la ratio di tale norma è quella di tutelare gli Stati minori.

F) IL COMITATO DEI RAPPRESENTANTI -COREPER -

L’accrescersi col tempo della mole del lavoro comunitario, ha fatto sì che con il

Trattato sulla fusione degli esecutivi Comitato dei rappresentanti

del 1965 fu istituito un

permanenti degli Stati membri (COREPER), costituito dalle rappresentanze

diplomatiche presso le Comunità.

Più precisamente il COREPER si riunisce a due livelli:

• (COREPER I) per trattare gli affari correnti, di procedura o essenzialmente

tecnici.

• (COREPER II) per trattare gli affari di rilievo politico e relazioni esterne;

Esso provvede a:

• coordinare l’attività di una serie di gruppi di lavoro, formati da esperti dei Governi

nazionali in relazione a materie specifiche;

• predisporre l’ordine del giorno delle riunioni del Consiglio dell’Unione europea;

• organizzare comitati permanenti o ad hoc per la trattazione sistematica di problemi

specifici;

• adottare decisioni di procedura nei casi previsti dal regolamento interno del

Consiglio.

G) LA STRUTTURA GIURISDIZIONALE (La Corte di Giustizia)

La Corte europea di giustizia (CEG), ha sede a Lussemburgo e rappresenta la

massima istanza giudiziaria dell'UE.

Il suo compito consiste nel tutelare il rispetto del diritto nell'ambito

dell'attuazione e dell'interpretazione dei Trattati comunitari e degli atti derivati,

Regolamenti, Direttive, Decisioni

Così come il Parlamento europeo, la Corte è unica per le tre Comunità, avendo

assorbito le competenze precedentemente spettanti alla Corte di Giustizia della CECA.

La Corte di Giustizia ha una competenza di attribuzione nel senso che può

intervenire solo nei casi espressamente previsti dai trattati.

Composizione

E’ formata da 25 giudici assistiti da 8 avvocati generali. 23

Sia i giudici che gli avvocati sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati

indipendenti giureconsulti

membri, essi debbono essere e di notoria competenza.

restano in carica sei anni,

I giudici e gli avvocati generali ma ogni tre anni avviene

un rinnovamento parziale; il mandato è rinnovabile.

Le sedute sono di solito plenarie, ma è possibile creare delle sezioni, composte da tre,

dispari

cinque o sette giudici (sempre per raggiungere la maggioranza).

Procedura fase scritta,

La procedura davanti alla Corte comprende una con scambio di memorie

fase orale,

fra le parti, ed una introdotta dalla relazione del giudice relatore.

udienze pubbliche, deliberazioni

Le della Corte sono generalmente mentre le

restano segrete.

Le sentenze, motivate lette hanno efficacia

devono essere e in pubblica udienza,

vincolante forza esecutiva a pena di

per le parti in causa e all’interno degli Stati membri,

sanzioni pecuniarie.

Competenze varie, eterogenee tassative:

Le competenze della Corte sono e tassative, nel senso

che interviene solo se lo prevede il trattato. unità di giurisprudenza e di

Una funzione particolare è quella di assicurare

interpretazione univoca, necessario presupposto per un integrazione effettiva (tutte le

casi simili

sentenze che decidono su devono essere uniformate in tutti gli Stati membri).

Giurisdizione non Contenziosa

Alla Corte di Giustizia spetta la competenza esclusiva a titolo pregiudiziale sulla

interpretazione dei trattati e la validità degli atti delle istituzioni e dalla BCE.

l’uniforme interpretazione del

Scopo di tale attribuzione è quello di assicurare

diritto comunitario.

Il rinvio pregiudiziale può riguardare:

• la corretta interpretazione del Trattato Direttive,

o ad atti (Regolamenti,

Decisioni) di diritto comunitario derivato. Compito della Corte in questo

caso, è quello di chiarire e precisare il significato e la portata della norma, già

dal momento della sua entrata in vigore;

• la validità di un atto se rispetti tutte le regole dell’ordinamento comunitario.

Tribunale di primo grado

Composto da un giudice per Stato, è stato istituito con l’Atto Unico Europeo

successivamente alla Corte di giustizia per far fronte al progressivo aumento del carico di

lavoro della Corte.

Composizione e Funzionamento

Il Tribunale ha la propria sede in Lussemburgo, presso la Corte di Giustizia.

Esso è composto di 25 membri.

Il Tribunale siede in sezioni composte di tre o cinque giudici; nei casi previsti dal

regolamento di procedura può riunirsi in seduta plenaria (il quorum minimo è di 9 giudici su

15) o statuire nella persona di un giudice unico.

In via generale le sezioni non sono assistite da un avvocato generale.

La presenza dell’avvocato generale è prevista invece come continuativa e

permanente nell’adunanza plenaria. 24

Competenze

Il Tribunale di primo grado è competente in materia:

• di controversie tra la Comunità ed i suoi agenti;

• di ricorso per annullamento, per ricorso in carenza e per Azione di

responsabilità extracontrattuale promosse da persone fisiche nell’ambito del

Trattato;

• di ricorsi per annullamento e per carenza promossi da persone fisiche o

giuridiche;

• di ricorsi per responsabilità extracontrattuale delle Comunità promossi da

persone fisiche o giuridiche;

• di ricorsi promossi da persone fisiche o giuridiche contro i provvedimenti

emessi nel campo della protezione commerciale, in caso di dumping

(quando si vendono delle merci a prezzi inferiori agli Stati terzi) e sovvenzioni

Lo scopo dell’istituzione del Tribunale è stato quello di esonerare la Corte dall’esame

dei fatti in settori di particolare complessità.

Il principio dell’unicità della giurisdizione resta tuttavia garantito:

• dalla impugnabilità delle sentenze del Tribunale di primo grado dinanzi alla

Corte di Giustizia;

• dalla giurisdizione esclusiva della Corte di Giustizia nei ricorsi contro atti

normativi o atti di interesse generale.

H) LA CORTE DEI CONTI

La Corte dei conti è stata elevata al rango di istituzione dal Trattato di Maastricht. È

un organo di individui ed è composta da 25 membri designati dai rispettivi Governi tra

personalità che abbiano maturato un’esperienza nelle istituzioni nazionali di controllo

ovvero che posseggano qualificazioni specifiche per tale funzione. I membri designati sono

nominati dal Consiglio (per 6 anni) con deliberazione presa all’unanimità, previa

consultazione del Parlamento.

La Corte dei conti oltre ad assistere il Parlamento e Consiglio nell’esercizio della

funzione di controllo sull’esecuzione del bilancio, ha il compito di assicurare il

controllo sulla gestione finanziaria della Comunità.

Alla chiusura dell’esercizio, la Corte dei conti presenta la relazione annuale con una

dichiarazione di affidabilità dei conti e di regolarità delle operazioni, comunicata alle altre

istituzioni e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale insieme alle risposte delle istituzioni ai suoi

rilievi.

I) IL COMITATO DELLE REGIONI

Il Comitato delle regioni, è un organo consultivo della CE e al pari del Comitato

Economico e Sociale è un organo di individui e i membri (317) sono nominati dal

Consiglio. E’ consultato dal Consiglio e dalla Commissione nei casi previsti dal Trattato;

può anche formulare pareri di propria iniziativa, in particolare quando sia stato consultato su

problemi che investono interessi regionali specifici.

L) IL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE 25

Il Comitato economico sociale CESE, organo consultivo delle CE e dell’Euratom, è

composto dai rappresentanti di diverse categorie della vita economica e sociale (317):

imprenditori, agricoltori, professionisti, commercianti, nominati per 4 anni dal Consiglio. È

organo di individui e agiscono indipendentemente e nell’interesse generale della Comunità.

M) LA BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI

La Banca europea per gli investimenti (BEI) ha sede in Lussenburgo.

Concede prestiti e garanzie a progetti di investimenti nelle regioni più svantaggiate.

Concorre all’integrazione, allo sviluppo e alla coesione economica e sociale degli Stati

membri. Il Consiglio è composto dai 25 Governatori delle banche nazionali.

N) GLI ORGANI DELL’UNIONE ECONOMICA MONETARIA

La BCE (banca centrale europea) con sede a Francoforte, ha il compito di gestire

l’Euro e la politica monetaria dell’Unione. Il comitato esecutivo è composto da un

Presidente e 5 membri, nominati dai Governi nazionali in sede di Consiglio Europeo, e un

consiglio direttivo che comprende i membri del comitato ed i 25 Governatori delle banche

centrali. La banca trasmette al Parlamento, al Consiglio ed alla Commissione un rapporto

annuale, con una presentazione poi del Presidente al Parlamento che può dar luogo ad un

dibattito generale.

O) COMITATI CONSULTIVI ED AGENZIE COMUNITARIE

Sono stati costituiti, per affiancare l’attività della Commissione del Consiglio alcuni

comitati in materia di: trasporti, occupazione, politica economica e politica

commerciale....

Con il termine di agenzie comunitarie si indicano organismi di varie denominazioni

(centro osservatori uffici ecc...) dotati di autonomia finanziaria 26

CAPITOLO V

IL DIRITTO COMUNITARIO

A) LE COMPETENZE DELLA COMUNITA’

L’attribuzione di competenze funzionali alla comunità

L’art. 5 del Trattato di Maastricht precisa, infatti “la Comunità agisce nei

limiti delle competenze che le sono state conferite e degli obiettivi che le sono assegnati

dal presente Trattato”.

Le competenze debbono essere esercitate con il principio della sussidiarietà.

Ttrasferimento di competenze statali o creazione di nuove competenze

Si può ritenere che vi sia un trasferimento di competenza dagli Stati alla Comunità,

nel momento in cui gli Stati attribuiscono alla Comunità delle competenze proprie.

Le competenze trasferite sono altresì create, con riferimento a tutti gli elementi di

novità che comporta l’esercizio di siffatte competenze da parte della Comunità.

Delimitazione fra competenze statali e comunitarie

“Gli Stati adottano tutte le misure di carattere generale e particolare atte ad

assicurare l’esecuzione degli obblighi derivanti dal presente Trattato ovvero determinati

dagli atti delle Istituzioni della Comunità. Essi facilitano quest’ultima nell’adempimento

dei propri compiti” art. 10.

“Gli Stati membri si astengono da qualsiasi misura che rischi di compromettere la

realizzazione degli scopi del presente Trattato”

“Gli stati membri hanno il diritto e, in applicazione delle disposizioni generali

dell’art. 10 del Trattato l’obbligo di adottare ogni iniziativa per assicurare l’effetto utile

dell’insieme delle disposizioni”

Competenze concorrenti e competenze esclusive

In tutti i casi in cui la delimitazione delle competenze fra Comunità e Stati non è

agevole, ci troviamo di fronte a competenze concorrenti.

Sono dette competenze esclusive quelle esercitate in modo esclusivo dalla

Comunità (per esempio quegli accordi che gli Stati singoli non possono direttamente

stipulare - es. accordi internazionali -).

Competenze sussidiarie e poteri impliciti

Quando un’azione, non prevista dal Trattato, si rende necessaria per raggiungere gli

scopi della Comunità, senza che il Trattato stesso abbia previsto i poteri d’azione richiesti, il

Consiglio delibera all’unanimità, su proposta della Commissione e dopo aver consultato il

Parlamento, di intraprendere tale azione.

B) LE FONTI

Il Trattato di Maastricht come pure quelli di Amsterdam e di Nizza non

contengono alcuna esplicita elencazione delle fonti del diritto comunitario. 27

L’individuazione o la classificazione delle fonti può quindi essere fatta ricorrendo a

diversi criteri di sistematicità.

Una prima classificazione trae origine degli accordi internazionali.

Il primo gruppo di norme rappresenta le fonti primarie, altrimenti dette diritto

comunitario originario: il secondo gruppo invece costituisce il diritto comunitario

derivato.

Vi sono poi delle fonti esterne ai Trattati, derivate cioè da accordi conclusi dalla

Comunità o anche dagli Stati membri che costituiscono un diritto complementare.

A queste fonti debbono aggiungersi le fonti non scritte che derivano dai principi

generali del diritto comunitario dalla giurisprudenza.

a) L’applicazione del tempo

Il diritto comunitario obbedisce altresì alla regola consueta del diritto internazionale

per quanto riguarda la sua applicabilità nel tempo.

Per l’accertamento del momento iniziale d’ogni singolo atto, occorre far riferimento alla

data della sua entrata in vigore, così come occorre riferirsi alla medesima data o ad altra data

dello stesso atto per gli atti modificativi di precedenti disposizioni.

b) L’applicazione nello spazio

L’applicabilità nello spazio si ricava dalle singole disposizioni dei Trattati istitutivi

nonché dal Trattato sull’Unione nella versione adottata a Nizza e dalle eventuali modifiche

territoriali, (unificazione tedesca e il referendum in Groelandia).

c) Gerarchia delle fonti

Nonostante non sia stata, fino ad oggi, stabilita alcuna gerarchia delle fonti è evidente

che quelle derivate dal diritto originario precedono quelle derivate dal diritto derivato.

I Trattati, in quanto diritto originario, si impongono sugli accordi dei singoli Stati in

quanto diritto derivato.

C) DIRITTO ORIGINARIO

1 Trattati

Il diritto originario è costituito anzitutto dai Trattati di Roma del 1957 istitutivi

della CEE e della CECA e EURATOM.

2 La revisione del trattato

I Trattati istitutivi possono essere oggetto di modifiche o revisioni.

I trattati originari prevedevano diverse clausole di revisione

Il Trattato sull’Unione ha unificato le procedure in una sola disposizione prevedendo

altresì una revisione programmata per il 1996.

La conferenza di Amsterdam ha confermato il testo, togliendo solo il riferimento del

1996, ormai superato e prevedendo una nuova conferenza che si è poi realizzata a Nizza.

Attualmente il potere di proporre emendamenti spetta sia alla Commissione sia ai

singoli Stati membri.

Gli emendamenti sono quindi sottoposti al Consiglio che deve richiedere il parere del

Parlamento europeo e della e della Commissione (a meno che la proposta venga da

quest’ultima).

I lavori si concludono con l’adozione di un atto che è poi sottoposto agli Stati

membri per la ratifica. 28

D) IL DIRITTO DERIVATO

Insieme di norme giuridiche emanate dagli organi comunitari per la realizzazione

degli obiettivi definiti dai Trattati.

Atti vincolanti

Gli atti comunitari giuridicamente vincolanti per gli Stati membri sono:

• i regolamenti: che hanno una portata generale;

• le direttive: che vincolano i destinatari solo per quanto riguarda il risultato da

raggiungere lasciando la discrezionalità dei mezzi da adottare;

• le decisioni: che hanno una portata individuale, vale a dire che sono

indirizzate a singoli Stati.

I regolamenti comunitari

Sono atti vincolanti che si caratterizzano per tre elementi fondamentali:

• portata generale, essendo indirizzati a tutti gli Stati membri;

• obbligatorietà in tutti i loro elementi, cioè non c’è elasticità di applicabilità

della norma;

• sono direttamente applicabili, cioè non abbisognano di alcun atto di

adattamento da parte dei singoli ordinamenti statali.

Il processo di formazione dei regolamenti è abbastanza complesso, infatti, sono

emanati dal Consiglio su proposta della Commissione.

Al processo di formazione di tali atti è associato anche il Parlamento Europeo

attraverso delle procedure previste dal Trattato (Procedura di consultazione, Procedura di

cooperazione, Procedura di condecisione).

Il principale requisito formale previsto dai Trattati è l’atto detto “Motivazione degli atti

comunitari”, cioè l’indicazione della loro base giuridica.

Si tratta di un requisito essenziale poiché la sua inosservanza può comportare il

Ricorso per annullamento.

I regolamenti sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità, GUCE.

Le Direttive

I requisiti formali delle direttive sono:

• la portata individuale. Esse hanno come destinatari gli Stati membri. In tale

prospettiva si distinguono in.

1. generali, se indirizzate a tutti gli Stati membri;

2. individuali o particolari, se indirizzate ad uno o ad alcuni di essi.

• l’obbligatorietà di risultato. A differenza dei regolamenti comunitari e dalle

decisioni, le direttive impongono l’obbligo di raggiungere un risultato.

Elaborazione

L’elaborazione segue lo stesso iter dei regolamenti.

Requisiti formali

I Requisiti formali sono gli stessi dei regolamenti.

Diversa è invece la pubblicità: questi atti devono acquistano efficacia dalla data

della notifica.

Inoltre le direttive fissano i termini per la loro attuazione. 29

Le decisioni

Corrispondono, in sostanza, all’atto amministrativo dei sistemi politici nazionali.

Elementi essenziali delle decisioni sono:

• la portata individuale. Ciò significa che la decisione è riferibile ai singoli

destinatari.

• la motivazione. Secondo la Corte di Giustizia è sufficiente che la motivazione

indichi le ragioni sulle quali l’atto è fondato.

• l’obbligatorietà in tutti i suoi elementi, sia in relazione al risultato sia ai

mezzi da utilizzare per raggiungere l’obiettivo indicato.

Elaborazione

Le decisioni sono normalmente emanate dalla Commissione, mentre il Consiglio

emana solo le decisioni indirizzate ai singoli Stati.

Efficacia

Come le direttive acquistano efficacia dalla data della notifica.

Raccomandazioni e pareri

Ambedue gli atti rientrano nella fattispecie degli atti non vincolanti.

• Le raccomandazioni hanno lo scopo di obbligare il destinatario a tenere un

determinato comportamento conforme alle esigenze comuni;

• Il parere tende a fissare il punto di vista dell’Istituzione che lo mette in

ordine ad una specifica questione.

Gli atti atipici

Comprendono quelle decisioni diverse da quelle previste dall’art. 249, con

queste il Consiglio autorizza la Commissione a negoziare accordi commerciali con i

paesi terzi.

E) L’ITER DI FORMAZIONE DEGLI ATTI NORMATIVI

Gli atti del diritto comunitario derivato aventi carattere normativo (regolamenti e

direttive) sono il risultato di un procedimento complesso nel quale intervengono più

Istituzioni e nel quale si possono individuare almeno tre fasi.

1 L’iniziativa

L’iniziativa o proposta è affidata alla Commissione; in questa funzione la

Commissione può essere sollecitata da un eventuale azione del Parlamento Europeo.

La formulazione del progetto di atto è realizzata dagli uffici della Commissione, in

pratica dalle Direzioni Generali competenti in materia, e quindi dal Servizio giuridico

della Commissione.

La Commissione può anche avvalersi di esperti nazionali o gruppi ad hoc in

consultazione con gli Stati che dovranno poi approvare l’atto.

Dopo il Trattato di Amsterdam anche il Parlamento può chiedere alla

Commissione di presentare delle proposte (art. 192) ma in tal caso la Commissione è

sempre libera di non dare seguito alla richiesta.

Le proposte della Commissione debbono rispettare le indicazioni del Consiglio che

fissa gli orientamenti politici, e per quelle che determinano oneri al bilancio, avere

un’adeguata copertura finanziaria. 30

2 La consultazione

La seconda fase dell’iter di formazione è quella è quella dell’acquisizione dei pareri

richiesti dagli organi, cioè al Comitato Economico Sociale, al Comitato delle Regioni

soprattutto al Parlamento Europeo.

Oltre agli organi istituzionalmente presenti, può servirsi di esperti o gruppi ad hoc.

3 L’adozione

La fase più significativa è quella dell’adozione.

Il progetto di atto proposto dalla Commissione è trasmesso al Consiglio per il suo esame.

Da notare che il Consiglio, nel delegare alla Commissione il potere di emanare

determinati atti, le impone l’obbligo di consultare un comitato composto dai

rappresentanti degli Stati membri.

I Comitati di gestione per esempio si occupano dei mercati agricoli.

I Comitati di regolamentazione si occupano ad esempio, in materia di legislazione

doganale o norme tecniche nel settore dell’ambiente.

Il Consiglio iscrive il progetto all’ordine del giorno del Comitato dei

rappresentanti permanenti, per un primo esame.

Secondo una procedura già descritta sull’intervento del CO.RE PER, l’atto è

adottato e sottoscritto dai rappresentanti delle Istituzioni competenti e poi pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

4 La partecipazione dell’Amministrazione italiana

L’Amministrazione italiana può incidere nel processo formativo e quindi nel

contenuto dell’atto comunitario con le sue strutture tipicamente nazionali.

Oltre alle strutture ministeriali tradizionali (Ministero Affari Esteri o il

Dipartimento per il Coordinamento delle politiche Comunitarie), si ricorda la

Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea.

Tale Rappresentanza, aperta a Bruxelles, ha a capo un diplomatico generalmente

con il rango di ambasciatore.

I funzionari della Rappresentanza italiana, sono quelli che partecipano a costituire il

CO.RE.PER. (il Comitato dei rappresentanti permanenti.

Il Dipartimento per il Coordinamento delle Politiche Comunitarie, fa capo alla

Presidenza del Consiglio.

F) LE PROCEDURE CONGIUNTE: PARLAMENTO E CONSIGLIO

1 La consultazione

La procedura obbligatoria o facoltativa del Parlamento sulla proposta formulata dalla

Commissione ed in vista delle decisioni del Consiglio, è stata per anni l’unica procedura che

consentiva al Parlamento di intervenire.

E’ noto altresì che a seguito di successive modifiche atte a riconoscere al Parlamento

europeo una più incisiva partecipazione alla funzione normativa, la procedura di

consultazione ha ormai un carattere residuale, anche se presente i numerose disposizioni del

Trattato.

2 La cooperazione

La procedura di cooperazione non si applica alla totalità degli atti comunitari ma solo

a quelli relativi alle disposizioni del Trattato CE esplicitamente indicate. 31

1. Il Consiglio, su proposta della Commissione e previo parere del Parlamento, e se

occorre del Comitato economico e sociale, adotta a maggioranza qualificata, una

posizione comune. In questo caso l’azione del Consiglio non ha termini.

2. La posizione comune è trasmessa al Parlamento europeo, in seconda lettura, il quale

dispone di un termine di tre mesi per approvare.

3. se il Parlamento approva o non si pronuncia, il Consiglio adotta definitivamente

l’atto.

4. Entro lo stesso termine il Parlamento, a maggioranza dei membri, può proporre gli

emendamenti e, alle stesse condizioni, può respingere la posizione comune del

Consiglio. In ambedue i casi il Consiglio procede ad una seconda lettura e deve

deliberare all’unanimità qualora il parlamento abbia respinto la posizione.

5. La commissione dispone di un mese per riesaminare il testo con gli emendamenti

proposti.

6. Se il Consiglio adotta la proposta riesaminata dalla Commissione delibera a

maggioranza qualificata e, se intende modificarla, deve deliberare all’unanimità.

In mancanza di delibera si segue il principio del silenzio-rifiuto.

Questi obiettivi si sono raggiunti nel Trattato di Amsterdam.

4 La codecisione

La procedura (art. 251) si svolge nelle seguenti fasi:

• La Commissione presenta la proposta al Parlamento europeo ed al Consiglio.

• Il Parlamento adotta il proprio parere sulla proposta e il Consiglio, a sua volta:

adotta l’atto se approva gli emendamenti proposti dal Parlamento o se questo

non si pronuncia; in caso contrario adotta una posizione comune che è

trasmessa al Parlamento con le pertinenti motivazioni. Anche la Commissione

informa il Parlamento della propria posizione. A questo punto si aprono

diverse possibilità.

a) se nei tre messi successivi a tale trasmissione il Parlamento approva la

posizione comune del Consiglio, quest’ultimo approva definitivamente l’atto.

b) se nei tre mesi il Parlamento non si pronuncia, il Consiglio adotta l’atto.

Il silenzio è interpretato come tacita approvazione.

c) se il Parlamento a maggioranza assoluta respinge la posizione comune del

Consiglio, l’atto si considera non adottato.

d) il Parlamento a maggioranza assoluta propone degli emendamenti e il testo

emendato è trasmesso al Consiglio e alla Commissione che esprime un parere.

Si apre quindi una seconda fase per l’esame dell’atto di fronte al Consiglio che ha tre

mesi per approvare gli emendamenti.

Se il Consiglio a maggioranza qualificata, approva tutti gli emendamenti del

Parlamento, l’atto è definitivamente adottato.

Se il Consiglio non approva convoca il Comitato di conciliazione.

Il Comitato di conciliazione è paritetico e ha lo scopo di consentire il dialogo tra le due

Istituzioni e il tempo di sei settimane per trovare un accordo.

4 Il parere conforme

La procedura del parere conforme già introdotta dall’Atto Unico con riferimento agli

accordi di associazione, è estesa dal Trattato dell’Unione ad altri settori, ed in particolare

alle disposizioni che facilitano l’esercizio del diritto di circolazione e soggiorno dei cittadini

europei.


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luca d.

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto dell'Unione Europea, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Istituzioni di Diritto dell'Unione Europea, di Zanghì Claudio , riguardante nozioni generali come: evoluzione storica, evoluzione geografica, evoluzione istituzionale, evoluzione politica e la prima revisione del trattato, elaborazione del trattato, procedura di ratifica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in cooperazione internazionale e sviluppo
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Sinagra Augusto.

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