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Diritto dell'Unione Europea - le Istituzioni comunitarie Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto dell'Unione Europea con particolare riferimento ai seguenti argomenti trattati: storia che ha condotto alla fondazione dell'Unione Europea, le Istituzioni comunitarie, fondazione di CEE, CECA e EURATOM, diritto d'accesso ai documenti delle Istituzioni.

Esame di Diritto dell'Unione Europea docente Prof. L. Mari

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Va rilevato, tra l’altro che la maggior parte dei lavori parlamentari viene svolta all’interno

delle Commissioni specializzate, suddivise a loro volta in sottocommissioni.

Vanno infine menzionate le delegazioni, costituite da soggetti scelti dal Parlamento tra i

propri membri al fine della partecipazione ai lavori del Comitato Parlamentare Comune,

previsto da ciascuno degli accordi di associazione.

La struttura interna del parlamento europeo si compone:

• dell’Ufficio di presidenza: composto dal presidente, da 14 vicepresidenti e da 5 questo-

ri, in carica per due anni e mezzo. L’ufficio di presidenza: adotta decisioni di carattere

finanziario, organizzativo e amministrativo relative ai deputati ed alla organizzazione

interna; disciplina le questioni relative allo svolgimento delle sedute; organizza la se-

greteria del gruppo dei non iscritti; nomina il Segretario generale; stabilisce il progetto

preliminare dello stato di previsione del parlamento;

• dalla Conferenza dei presidenti;

• dalla Conferenza dei questori;

• dalla Conferenza dei presidenti di commissione;

• dalla Conferenza dei presidenti di delegazione.

Le deliberazioni del Parlamento europeo, salvo diversa disposizione dei trattati, sono adot-

tate a maggioranza assoluta dei suffragi espressi: le astensioni non entrano nel computo dei

voti.

Gli artt. 159 e seg. del regolamento interno prevedono differenti modalità di votazione:

• per alzata mano. Rappresenta la procedura ordinaria di votazione, che viene abbando-

nata nel caso in cui il risultato è incerto;

• per appello nominale. È obbligatoria per la nomina dei membri della Commissione e

per la votazione della mozione di censura alla Commissione. Si procede ad appello an-

che su richiesta di un gruppo politico o 37 parlamentari;

• a scrutinio segreto. Come è prassi nei parlamenti nazionali anche per il Parlamento eu-

ropeo è una procedura che si applica principalmente per le nomine. Può comunque es-

sere esplicitamente richiesta da 1/5 dei deputati;

• elettronica. Può essere utilizzata in qualunque momento su decisione del Presidente in

sostituzione di tutte le tipologie di votazioni prima esaminate. In realtà il Parlamento

adotta sempre questa procedura, anche per il notevole risparmio sui tempi che offre.

Il quorum per la validità delle sedute è fissato in 1/3 dei membri del Paralmento.

Le principali funzioni del Parlamento europeo sono le seguenti:

esamina le proposte della Commissione ed è associato al Consiglio nel processo legi-

slativo, anche in qualità di colegislatore, secondo modalità differenti (procedura di co-

decisione, di cooperazione, parere conforme, parere semplice...);

esercita un potere di controllo sulle attività dell'Unione attraverso l'investitura della

Commissione europea (e la facoltà di censurarla), nonché attraverso interrogazioni

scritte od orali che può rivolgere alla Commissione e al Consiglio;

condivide con il Consiglio il potere di bilancio: il Parlamento vota il bilancio annuale,

lo rende esecutivo attraverso la firma del Presidente del Parlamento e ne controlla l'e-

secuzione.

Il Parlamento europeo nomina inoltre il mediatore europeo, che ha il compito di ricevere i

reclami dei cittadini dell'Unione riguardanti casi di cattiva amministrazione nell'operato

delle istituzioni o degli organi comunitari. La nozione di cattiva amministrazione è estre-

mamente controversa e di difficile inquadramento. Il parlamento europeo, il 6 settembre

2001, ha adottato una risoluzione con la quale è stata approvata un codice di buona condot-

ta amministrativa che le istituzioni e gli organi comunitari dovranno rispettare nelle proprie

relazioni con il pubblico. In tale documento è anche contenuta la nozione di cattiva ammi-

nistrazione, intendendo per tale il caso in cui una istituzione omette di compiere un atto

dovuto, opera in modo irregolare o agisce in maniera illegittima. Di propria iniziativa, ov-

vero sulla base delle denunce presentategli direttamente o tramite un membro del Parla-

mento europeo, il Mediatore compie le indagini necessarie e, qualora constati un caso di

cattiva amministrazione, egli investe l’autorità interessata che – entro tre mesi – dovrà pro-

nunciarsi con un parere. Il Mediatore trasmette quindi una relazione al Paralmento europeo

ed all’istituzione interessata, mentre la persona che ha sporto denuncia viene informata dei

risultati delle indagini; annualmente inoltre il mediatore presenta al Parlamento europeo

una relazione sui risultati delle stesse.

Il Parlamento europeo può altresì creare commissioni temporanee d'inchiesta, la cui

competenza non si limita all'attività delle istituzioni comunitarie, ma può essere estesa an-

che all'operato degli Stati membri nell'attuazione delle politiche comunitarie. Scopo

dell’istituzione delle commissioni temporanee di inchiesta è la redazione di una relazione

sui datti oggetto di indagine; esperita tale funzione la commissione si scioglie. Il deposito

della relazione deve avvenire entro il termine fissato all’atto della sua costituzione o, al più

tardi, entro un anno dalla data di quest’ultima e, in ogni caso, alla fine della legislatura. È

prevista la proroga di tali termini ad opera del Parlamento. I poteri della Commissione non

inficiano le competenze attribuite alla Commissione comunitaria e alla Corte di giustizia

nell’accertamento delle inadempienze degli Stati membri.

Il trattato sull’Unione ha istituzionalizzato quello che costituiva già da tempo un diritto dei

cittadini comunitari: il diritto di petizione. Contemplato all’art. 194 del Trattato CE, esso

si estende a tutte le materie di interesse per la Comunità, sia che rientrino nel suo campo

d’azione, sia che la riguardino direttamente. Legittimati attivi sono i cittadini dell’Unione

nonché ogni persona fisica o giuridica che risiede o abbia la propria sede in uno degli Stati

membri: il diritto può essere esercitato sia a titolo individuale, che a titolo collettivo. Una

volta ricevuta la petizione, il Parlamento la trasmette ad una Commissione specializzata

(Commissione per le petizioni) che ha il compito di valutare la pertinenza della richiesta.

In caso positivo, dichiarata ricevibile la richiesta, si passa all’esame del merito, dopodichè

la Commissione deciderà le misure da adottare. Della decisione finale verranno adeguata-

mente informati, con debita motivazione, gli autori delle petizioni.

Il trattato di Amsterdam ha semplificato le procedure legislative, arrivando quasi a soppri-

mere la procedura di cooperazione (che continua ad applicarsi solo a pochi casi inerenti al-

l'Unione economica e monetaria) e prevedendo una considerevole estensione del campo di

applicazione della procedura di codecisione.

Anche il trattato di Nizza, entrato in vigore il 1° febbraio 2003, ha rafforzato il ruolo di co-

legislatore del Parlamento, grazie all'estensione della procedura di codecisione. Il trattato

ha inoltre accordato al Parlamento il diritto di presentare ricorso alla Corte di giustizia del-

le Comunità europee alle stesse condizioni previste per le altre istituzioni.

Il potere legislativo del Parlamento Europeo

Il Parlamento europeo, contrariamente a quanto fa pensare la sua denominazione, non è

l’organo legislativo delle comunità: infatti non è stato mai titolare di poteri deliberativi, pur

essendo partecipe del procedimento di formazione degli atti comunitari.

Con il Trattato di Maastricht e con i successivi accordi di Nizza e Amsterdam si è arrivati a

ritagliare un ruolo determinante al Parlamento europeo in materia legislativa: senza attri-

buirgli la titolarità esclusiva del potere normativo, gli è stato concesso di inserirsi a pieno

titolo nel procedimento di formazione degli atti comunitari. Infatti, a seguito di alcune fasi

attraverso le quali si è passati attraverso la titolarità di meri poteri consultivi, la procedura

di cooperazione (che prevedeva una consultazione Commissione, Consiglio e Parlamento)

e la procedura del parere conforme, la procedura più comune per adottare la legislazione

dell'UE è la "codecisione". Ciò pone il Parlamento europeo e il Consiglio su un piano di

parità e le leggi adottate sulla base di questa procedura sono atti comuni del Consiglio e del

Parlamento. La procedura di codecisione si applica alla legislazione in un gran numero di

settori. Il Parlamento deve essere consultato su molte altre proposte e si richiede la sua ap-

provazione per talune importanti decisioni politiche o istituzionali.

Inoltre, il Parlamento dà impulso a una nuova legislazione esaminando il programma di la-

voro annuale della Commissione, studiando quali nuove leggi possano essere necessarie e

chiedendo alla Commissione di presentare proposte.

Il controllo democratico

Il Parlamento esercita il controllo democratico su tutte le altre istituzioni dell'UE in diversi

modi. Prima di tutto, quando deve essere nominata una nuova Commissione, tutti i poten-

ziali nuovi membri e il presidente della Commissione (designati dagli Stati membri) ven-

gono esaminati, nel corso di un colloquio, dal Parlamento. Infatti, essi non possono essere

nominati senza l'approvazione del Parlamento. In secondo luogo, la Commissione è re-

sponsabile politicamente dinanzi al Parlamento che può votare contro di essa una "mozione

di censura" che comporta le sue dimissioni collettive. Più in generale, il controllo parla-

mentare si esercita attraverso l'esame regolare delle relazioni che la Commissione sottopo-

ne al Parlamento (relazione generale, relazione sull'esecuzione del bilancio, relazione sul-

l'applicazione del diritto comunitario, ecc...). Inoltre, i deputati formulano regolarmente al-

la Commissione interrogazioni scritte ed orali. I membri della Commissione assistono alle

sessioni plenarie del Parlamento e alle riunioni delle commissioni parlamentari e ciò con-

sente di mantenere un dialogo continuo tra le due istituzioni.

Il controllo parlamentare si esercita anche sul Consiglio: gli eurodeputati sottopongono re-

golarmente interrogazioni scritte o orali e il presidente del Consiglio assiste alle sessioni

plenarie e partecipa ai più importanti dibattiti. Il Parlamento collabora strettamente con il

Consiglio in alcuni settori come la politica estera e di sicurezza comune e la cooperazione

giudiziaria nonché in talune questioni di interesse comune come le politiche d'asilo e di

immigrazione, la lotta contro la tossicodipendenza, le frodi e la criminalità internazionale,


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Docente: Mari Luigi
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Mari Luigi.

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