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Diritto dell'Unione Europea - le Istituzioni comunitarie Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto dell'Unione Europea con particolare riferimento ai seguenti argomenti trattati: storia che ha condotto alla fondazione dell'Unione Europea, le Istituzioni comunitarie, fondazione di CEE, CECA e EURATOM, diritto d'accesso ai documenti delle Istituzioni.

Esame di Diritto dell'Unione Europea docente Prof. L. Mari

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ESTRATTO DOCUMENTO

In merito ai documenti dei terzi il regolamento stabilisce che l’istituzione deve consultare

il terzo per valutare se sono applicabili le eccezioni di cui sopra, a meno che non si tratti di

documenti che palesemente non possono essere divulgati. Queste eccezioni possono essere

applicate solo per un periodo massimo di trenta anni.

I L PARLAMENTO EUROPEO

Ciascuno dei tre trattati prevedeva l’istituzione di una Assemblea composta di rappresen-

tanti dei popoli riuniti nella Comunità. Al momento della firma però si optò per

l’istituzione di una assemblea unica per le tre Comunità che avrebbe esercitato le compe-

tenze riconosciute da ciascuno dei tre trattati.

Il Parlamento europeo, a seguito dell’allargamento, riunisce i rappresentanti dei circa 400

milioni di cittadini dell'Unione europea. Dal 1979, sulla base della decisione del Consiglio

76/787 del 1976, i parlamentari sono eletti a suffragio universale diretto per un periodo di

cinque anni; essi non possono essere vincolati da istruzioni né sottostare a mandare impe-

rativo.

Con la decisione del Consiglio del 25 giugno e 23 settembre 2002, sono state apportate al-

cune sostanziali modifiche all’atto relativo alle elezioni dei rappresentanti al Parlamento

europeo, allegato alla decisione del Consiglio 1976/787. Tali modifiche introducono due

innovazioni fondamentale importanza all’atto del 1976:

• l’obbligo di adozione del sistema elettorale proporzionale;

• l’incompatibilità tra la carica di parlamentare europeo con quella di parlamentare na-

zionale.

Relativamente all’adozione del sistema proporzionale, la decisione sancisce l’obbligo per

gli Stati membri di adottare tale sistema a partire dalle elezioni del 2004, pur consentendo

di poter optare tra lo scrutinio di lista ovvero il sistema proporzionale con voto singolo tra-

sferibile.

La decisione del Consiglio del 20 settembre 1976 ha regolato anche il periodo di svolgi-

mento delle elezioni per il Parlamento europeo. Esse si svolgono alla scadenza del mandato

del Parlamento quasi contemporaneamente in tutti gli Stati membri in un giorno, scelto da

ciascuno Stato, nell’ambito di un unico periodo che va dal giovedì alla domenica successi-

va.

I seggi, al 26 novembre 2004 nel numero di 732, sono ripartiti tra gli Stati membri in fun-

zione della consistenza delle rispettive popolazioni.

Il regolamento interno del Parlamento europeo attualmente in vigore si compone di 204 ar-

ticoli, cui vanno aggiunti 16 allegati; il testo normativo disciplina tutti gli aspetti

dell’attività dell’istituzione.

Secondo quanto stabilito dall’art. 126 del suo regolamento interno, lo svolgimento dei la-

vori del Parlamento europeo si articola in:

• legislature, vale a dire il periodo di durata effettiva del mandato dei parlamentari euro-

pei;

• sessioni, che hanno durata annuale;

• tornate, vale a dire le singole riunioni del Parlamento, che di norma si tengono ogni

mese. Nel protocollo n. 12 adottato ad Amsterdam e relativo alle sedi delle istituzioni

di precisa a Strasburgo si tengono in linea di massima 12 tornate plenarie mensili,

compresa la tornata di bilancio. Le tornate plenarie aggiuntive si tengono a Bruxelles;

• giorni di seduta, ovvero le riunioni quotidiane dell’istituzione.

I lavori del Parlamenti europei devono, inoltre, essere resi pubblici. Secondo quanto previ-

sto dagli artt. 172 e 173 del regolamento interno, infatti, vanno pubblicati:

• il processo verbale della seduta, vale a dire la sommaria ricostruzione delle decisioni

adottate e i nomi degli oratori;

• il resoconto integrale della seduta, vale a dire la ricostruzione completa delle decisioni

adottate e degli interventi dei deputati.

Va rilevato, tra l’altro che la maggior parte dei lavori parlamentari viene svolta all’interno

delle Commissioni specializzate, suddivise a loro volta in sottocommissioni.

Vanno infine menzionate le delegazioni, costituite da soggetti scelti dal Parlamento tra i

propri membri al fine della partecipazione ai lavori del Comitato Parlamentare Comune,

previsto da ciascuno degli accordi di associazione.

La struttura interna del parlamento europeo si compone:

• dell’Ufficio di presidenza: composto dal presidente, da 14 vicepresidenti e da 5 questo-

ri, in carica per due anni e mezzo. L’ufficio di presidenza: adotta decisioni di carattere

finanziario, organizzativo e amministrativo relative ai deputati ed alla organizzazione

interna; disciplina le questioni relative allo svolgimento delle sedute; organizza la se-

greteria del gruppo dei non iscritti; nomina il Segretario generale; stabilisce il progetto

preliminare dello stato di previsione del parlamento;

• dalla Conferenza dei presidenti;

• dalla Conferenza dei questori;

• dalla Conferenza dei presidenti di commissione;

• dalla Conferenza dei presidenti di delegazione.

Le deliberazioni del Parlamento europeo, salvo diversa disposizione dei trattati, sono adot-

tate a maggioranza assoluta dei suffragi espressi: le astensioni non entrano nel computo dei

voti.

Gli artt. 159 e seg. del regolamento interno prevedono differenti modalità di votazione:

• per alzata mano. Rappresenta la procedura ordinaria di votazione, che viene abbando-

nata nel caso in cui il risultato è incerto;

• per appello nominale. È obbligatoria per la nomina dei membri della Commissione e

per la votazione della mozione di censura alla Commissione. Si procede ad appello an-

che su richiesta di un gruppo politico o 37 parlamentari;

• a scrutinio segreto. Come è prassi nei parlamenti nazionali anche per il Parlamento eu-

ropeo è una procedura che si applica principalmente per le nomine. Può comunque es-

sere esplicitamente richiesta da 1/5 dei deputati;

• elettronica. Può essere utilizzata in qualunque momento su decisione del Presidente in

sostituzione di tutte le tipologie di votazioni prima esaminate. In realtà il Parlamento

adotta sempre questa procedura, anche per il notevole risparmio sui tempi che offre.

Il quorum per la validità delle sedute è fissato in 1/3 dei membri del Paralmento.

Le principali funzioni del Parlamento europeo sono le seguenti:

esamina le proposte della Commissione ed è associato al Consiglio nel processo legi-

slativo, anche in qualità di colegislatore, secondo modalità differenti (procedura di co-

decisione, di cooperazione, parere conforme, parere semplice...);

esercita un potere di controllo sulle attività dell'Unione attraverso l'investitura della

Commissione europea (e la facoltà di censurarla), nonché attraverso interrogazioni

scritte od orali che può rivolgere alla Commissione e al Consiglio;

condivide con il Consiglio il potere di bilancio: il Parlamento vota il bilancio annuale,

lo rende esecutivo attraverso la firma del Presidente del Parlamento e ne controlla l'e-

secuzione.

Il Parlamento europeo nomina inoltre il mediatore europeo, che ha il compito di ricevere i

reclami dei cittadini dell'Unione riguardanti casi di cattiva amministrazione nell'operato

delle istituzioni o degli organi comunitari. La nozione di cattiva amministrazione è estre-

mamente controversa e di difficile inquadramento. Il parlamento europeo, il 6 settembre

2001, ha adottato una risoluzione con la quale è stata approvata un codice di buona condot-

ta amministrativa che le istituzioni e gli organi comunitari dovranno rispettare nelle proprie

relazioni con il pubblico. In tale documento è anche contenuta la nozione di cattiva ammi-

nistrazione, intendendo per tale il caso in cui una istituzione omette di compiere un atto

dovuto, opera in modo irregolare o agisce in maniera illegittima. Di propria iniziativa, ov-

vero sulla base delle denunce presentategli direttamente o tramite un membro del Parla-

mento europeo, il Mediatore compie le indagini necessarie e, qualora constati un caso di

cattiva amministrazione, egli investe l’autorità interessata che – entro tre mesi – dovrà pro-

nunciarsi con un parere. Il Mediatore trasmette quindi una relazione al Paralmento europeo

ed all’istituzione interessata, mentre la persona che ha sporto denuncia viene informata dei

risultati delle indagini; annualmente inoltre il mediatore presenta al Parlamento europeo

una relazione sui risultati delle stesse.

Il Parlamento europeo può altresì creare commissioni temporanee d'inchiesta, la cui

competenza non si limita all'attività delle istituzioni comunitarie, ma può essere estesa an-

che all'operato degli Stati membri nell'attuazione delle politiche comunitarie. Scopo

dell’istituzione delle commissioni temporanee di inchiesta è la redazione di una relazione

sui datti oggetto di indagine; esperita tale funzione la commissione si scioglie. Il deposito

della relazione deve avvenire entro il termine fissato all’atto della sua costituzione o, al più

tardi, entro un anno dalla data di quest’ultima e, in ogni caso, alla fine della legislatura. È

prevista la proroga di tali termini ad opera del Parlamento. I poteri della Commissione non

inficiano le competenze attribuite alla Commissione comunitaria e alla Corte di giustizia

nell’accertamento delle inadempienze degli Stati membri.

Il trattato sull’Unione ha istituzionalizzato quello che costituiva già da tempo un diritto dei

cittadini comunitari: il diritto di petizione. Contemplato all’art. 194 del Trattato CE, esso

si estende a tutte le materie di interesse per la Comunità, sia che rientrino nel suo campo

d’azione, sia che la riguardino direttamente. Legittimati attivi sono i cittadini dell’Unione

nonché ogni persona fisica o giuridica che risiede o abbia la propria sede in uno degli Stati

membri: il diritto può essere esercitato sia a titolo individuale, che a titolo collettivo. Una

volta ricevuta la petizione, il Parlamento la trasmette ad una Commissione specializzata

(Commissione per le petizioni) che ha il compito di valutare la pertinenza della richiesta.

In caso positivo, dichiarata ricevibile la richiesta, si passa all’esame del merito, dopodichè


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Docente: Mari Luigi
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Mari Luigi.

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