Estratto del documento

Introduzione le comunità europee

Introduzione storica

La fine della Seconda Guerra Mondiale

Le tre più importanti comunità europee sono la CEE, la CECA e la CEEA/EURATOM; dall’evoluzione di queste tre comunità è nata l’Unione Europea. La genesi di queste comunità risale alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando l’Europa si trovava economicamente distrutta: sia i vincitori che i vinti si trovavano in uno stato di completa distruzione economica, tranne quei paesi che non erano intervenuti direttamente nel conflitto, come la Spagna e la Svizzera.

Questo era un grave problema non solo per la stessa Europa, ma anche per esempio per gli Stati Uniti per le seguenti ragioni:

  • Problema commerciale: l’Europa costituiva il maggior partner commerciale per gli USA e se l’Europa si trovava in una condizione così disastrosa non poteva costituire un mercato di sbocco per i prodotti americani;
  • Problema politico: l’Europa costituiva anche un alleato politico degli USA, ma questo decadimento poteva portare la stessa Europa ad avvicinarsi al blocco comunista; dato il decadimento, gli USA si sarebbero trovati da soli di fronte al blocco comunista.

Così in America, dal generale Marshall, venne ideato un piano, appunto il piano Marshall, che garantì aiuti economici all’Europa: l’uso di questi aiuti venne però condizionato al fatto che questi aiuti dovessero essere gestiti comunitariamente dai vari paesi europei.

Questo lo si fece per due motivi:

  • Da una parte si voleva permettere all’Europa di risollevarsi economicamente, anche per i motivi economici che abbiamo già citato;
  • Dall’altra parte si voleva anche fare in modo che in Europa nascesse uno spirito di coesione tra i differenti paesi, in modo tale che gli USA potessero avere un alleato coeso e unito.

Per gestire questi aiuti previsti dal piano Marshall, venne fondata l’OECE, cioè l’Organizzazione europea per la cooperazione economica; questa divenne poi nel 1960 OCSE, cioè Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Questa organizzazione, che era nata come un’organizzazione europea, diventa non più solo europea, quando ne entrano a far parte anche gli USA e il Canada.

Essa però si è dimostrata inadeguata in quanto:

  • Era un’organizzazione molto disomogenea in quanto ne facevano parte stati molto diversi: alcuni di essi erano industrializzati, altri invece erano ancora agricoli;
  • C’erano una grave difficoltà nel far realizzare le deliberazioni dell’organizzazione: il rispetto e l’adeguamento dei vari stati a queste deliberazioni dipendeva dai singoli stati e non c’erano inoltre degli strumenti che potessero assicurare questo adeguamento, quindi se gli stati non si fossero adeguati, non ci sarebbero state per loro conseguenze;
  • Altra caratteristica che rendeva l’organizzazione inadeguata era il fatto che venisse sovvenzionata attraverso i contributi dei singoli stati.

Organizzazioni europee post-belliche

In Europa vennero anche fondate in questo periodo diverse comunità:

  • NATO: questa è un’organizzazione che è nata dal Patto Atlantico del Nord e che è nata con una funzione militare, cioè di reciproca protezione militare degli stati membri;
  • BENELUX: questa prevede la creazione di un’unione doganale tra Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo; un’unione doganale è un territorio composto dal territorio di questi tre stati, i quali decidono di abbattere tra di loro i dazi doganali.

Questa unione doganale è simile alla zona di libero scambio, ma in più l’Unione Doganale ha la funzione di stabilire anche una tariffa doganale comune verso l’esterno (TDC), facendo anche perdere ai singoli stati la libertà di decidere la loro politica doganale verso gli stati esterni. Questa unione doganale fa anche sì che, quando uno stato terzo deve esportare in uno di questi paesi, non compia la sua scelta in base alla tariffa doganale, in quanto questa è per tutti uguale, ma sceglierà lo stato in cui esportare in base ad altri criteri, come la posizione geografica delle barriere doganali, alle infrastrutture disponibili nei vari stati, ecc.

La zona di libero scambio invece permette l’esistenza di barriere, in quanto l’eliminazione dei dazi riguarda solamente le merci che provengono fin dalla loro dagli stati membri: se un paese della comunità importa un bene da uno stato terzo e poi lo fa circolare negli altri stati membri, allora quel bene sarà soggetto a dazi doganali; questo consiglio prevedeva un’assemblea parlamentare, avendo infatti delle finalità politiche come quella di fronteggiare il blocco comunista. Il risultato di questo Consiglio d’Europa è la Convenzione Europea e la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (Roma 1950).

Anche nel blocco comunista iniziano a nascere organizzazioni speculari a quelle europee:

  • COMECON: questa organizzazione dà origine a forme di cooperazione economica tra gli stati del blocco; questo era una cooperazione difensiva contro la Nato.
  • Patto di Varsavia: Questi due blocchi erano nati dopo la Seconda Guerra mondiale: essi avevano combattuto entrambi contro Hitler durante la guerra, ma erano comunque due blocchi molto diversi. Per esempio, gli Stati occidentali erano delle democrazie, mentre in Russia e nell’intero blocco comunista governavano i bolscevichi. I due blocchi vengono separati con il Patto di Yalta, cioè un patto al quale aderirono Churchill, Roosevelt e Stalin: Roosevelt si appropriò degli stati occidentali, mentre Stalin dell’Europa orientale. Questi due mondi si sono organizzati autonomamente e si sono sempre fronteggiati, dando anche origine alla Guerra Fredda, cioè ad una guerra mai apertamente dichiarata ma che ha tenuto il mondo intero in tensione.

La nascita della CECA

Nonostante quindi i tentativi di coesione, emergevano delle problematiche in quanto le deliberazioni dovevano ancora essere prese all’unanimità. Così due francesi, Mannet e Shumann, crearono un’organizzazione che mise in comune la produzione di carbone e di acciaio, una comunità settoriale che riguardava il settore con maggior interesse di cooperazione e che aveva elementi di sovrannazionalità: la CECA. A questa comunità aderirono Germania, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Italia.

L’Italia si trovava infatti in bilico tra i due blocchi, occidentale e comunista: nel 1848 il blocco sociale-comunista aveva mostrato la propria potenza, in quanto aveva perso le elezioni ma per pochi voti. Sarà De Gasperi a portare l’Italia al pari degli altri stati nelle organizzazioni sovrannazionali.

Nel 1952 nasce la CECA, una comunità sovrannazionale alla quale venne però da subito fissata una data di scadenza: essa non sarebbe durare più di 50 anni e infatti nel 2002 questa è scomparsa e le sue funzioni sono state assunte dalla Comunità Europea. Questa comunità risolse quei problemi che erano emersi con l’OECE/OCSE:

  • La CECA creò un mercato comune e una zona di libero scambio per il carbone e per l’acciaio, cioè una zona in cui i dazi doganali vennero abbattuti, come anche gli aiuti di stato. Gli aiuti di stato erano degli aiuti particolari dati dallo stato alle sue stesse imprese e questo chiaramente è un fatto che discrimina le condizioni del mercato, un mercato che doveva essere comune.
  • La CECA presuppone anche la creazione di istituzioni comuni (fatto nuovo!!!!), centralizzate e proprie della comunità, che si potessero quindi imporre sui singoli stati membri. Alcune di queste autorità erano le seguenti:
    • Alta autorità: che oggi è la Commissione europea;
    • Assemblea comune: che oggi è ???????????????????;
    • Consiglio dei ministri: che oggi è il Consiglio dell’UE;
    • Corte di giustizia: che esiste ancora oggi.
  • Altra caratteristica è il fatto di poter deliberare a maggioranza e non più solo all’unanimità: queste deliberazioni si imponevano su tutti, sia a livello di stati che a livello di singole imprese all’interno dei vari stati. Questo è accaduto perché la teoria che regnava era una teoria nuova, cioè la teoria della comunità;
  • La comunità si autofinanziava grazie alle risorse proprie che le appartengono e ha mantenuto perciò una propria autonomia finanziaria: siccome i partecipanti erano consci delle difficoltà a percepire da ogni stato la giusta quota, la comunità era stata dotata delle proprie risorse in modo da garantirle il mezzo finanziario per poter finanziare senza rischi e di poter ritirare i contributi.

Le aziende erano per esempio tenute a pagare alla comunità una percentuale sulla loro produzione. La comunità poteva inoltre emettere delle obbligazioni: con questo denaro concede un tot di interessi all’anno e dopo qualche anno restituisce il capitale investito agli acquirenti delle sue obbligazioni. Questa vendita delle obbligazioni ha molto successo in quanto questa è un’organizzazione sicura.

Nuovi passi verso la cooperazione e la nascita della CEE

Da questo punto si è pensato di andare avanti e fu in particolare il governo francese a spronare gli altri stati a creare una Comunità Europea di Difesa (CED). L’Italia vedeva in questa comunità la certezza di potersi ancorare al mondo occidentale, dato che la sua situazione interna, come abbiamo detto, la teneva a metà strada tra i due blocchi, occidentale e comunista (figura centrale di De Gasperi).

Questa comunità proposta dai francesi non ottenne però successo, in quanto alcuni parlamenti non furono d’accordo per la sua creazione: gli stessi francesi si opposero alla creazione di questa comunità, in quanto si resero conto dell’importanza della sovrannazionalità e furono presi dalla paura di perdere il proprio ruolo centrale nella vita del loro paese. Così iniziò un periodo di stagnazione, in cui alcuni statisti italiani, come Martino, tentarono di convincere gli altri stati a continuare in quest’opera di cooperazione: egli organizzò la conferenza di Messina.

Grazie a questa conferenza venne creata la commissione di Spaak che aveva i seguenti obiettivi:

  • La creazione di un mercato comune generale nell’Europa;
  • Lo sforzo comune in campo energetico: si voleva infatti trovare una fonte energetica che potesse sostituire il carbone; la si trova nell’energia atomica.

Vennero quindi firmati i Trattati di Roma nel 1957, i trattati istitutivi di una nuova comunità, cioè la CEE. Questi erano dei trattati che avevano durata illimitata e che entrarono nei soli paesi che facevano parte della CECA. Il Regno Unito per esempio non rientra in questi trattati, ma fonda un’altra organizzazione, l’EFTA, con lo scopo di riunire tutti quegli stati che non erano rientrati nella CECA e li radunò sotto la sua influenza. L’EFTA, con gli anni, è stata praticamente assorbita dall’Unione Europea e gli stati che sono rimasti fuori hanno firmato nel 1992 un accordo per la creazione dello Spazio Economico Europeo (SEE).

La CEE era una comunità economica di carattere generale che mirava ai seguenti quattro scopi:

  • Creare un mercato comune generale europeo;
  • Portare ad uno sviluppo armonioso delle attività economiche europee;
  • Portare all’espansione equilibrata delle attività economiche europee;
  • Avvicinare le politiche economiche dei vari stati membri.

La creazione di questo mercato comune generale europeo si fondava sull’unione doganale (prevista dal GATT), che prevedeva:

  • Abolizione dazi doganali tra gli stati membri;
  • Abolizione delle restrizioni quantitative: le restrizioni quantitative sono delle restrizioni che vengono imposte direttamente dallo stato e che interessano la quantità di prodotti che possono essere esportati o importati; questo punto afferma che uno stato membro della CEE non può approvare una legge che consenta queste limitazioni, in quanto, se lo facesse, avrebbe la possibilità di favorire con la sua politica alcune imprese o settori nazionali.
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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

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