Diritto dell’Unione europea
22/09 L’ordinamento dell’UE ha delle forti incidenze sugli ordinamenti nazionali più di qualsiasi altra organizzazione esistente al mondo ed è un unicum sul pianeta proprio per gli effetti che ha sui singoli paesi.
L’Italia è uno dei paesi fondatori, il diritto europeo incide sul nostro ordinamento nazionale.
È un unicum rispetto alle altre organizzazioni regionali dell’Europa, è una regione all’interno della realtà internazionale.
L’UE è qualcosa di speciale rispetto a precedenti organizzazioni o gruppi.
Le prime organizzazioni internazionali
Viene fondata nel 1957 ma già dopo la IIWW si formano le prime organizzazioni internazionali in stile vecchio stampo dalle quali l’UE si differenzia:
OECE (1948): organizzazione europea di cooperazione economica per gestire il piano Marshall cioè gli aiuti per lo shock postguerra, diventata OECSE (organizzazione europea per la cooperazione e lo sviluppo economico) che esiste tutt’oggi.
Tutti gli organi sono formati da persone che rappresentano gli Stati, organi di Stati, che decidono all’unanimità. Metodo intergovernativo.
Consiglio d’Europa (1949): sviluppare la coesione sociale nell’Europa, risollevarla dopo la crisi della WWII ma dal punto di vista sociale e culturale, metodo in parte intergovernativo in parte no.
Caratteristiche del metodo intergovernativo: nato dall’accordo di Stati parte, gli Stati trovano espressioni con vari organi come il Consiglio dei Ministri.
Caratteristiche non del metodo intergovernativo: nel consiglio c’è un organo, un tempo detto assemblea, costituito da persone elette nazionalmente e vengono scelte dai parlamenti nazionali (secondo grado), hanno un mandato dato dal parlamento nazionale.
Corte europea dei diritti dell’uomo: cercano di emularla anche altrove, composta da giudici che non esprimono l’opinione dello Stato, ovviamente.
Deve verificare che sono rispettati i diritti dell’uomo “Carta EDU” firmata a Roma nel 1950, tuttora in vigore.
Ricorso individuale: la vittima può ricorrere individualmente alla corte europea. Caso unico, viene adita da una persona fisica.
La corte internazionale di giustizia non può essere adita dalle persone fisiche ma dagli Stati.
La corte europea al 99% tratta un problema di un privato cittadino per una violazione subita dallo Stato, strumento di assoluta novità.
Dalla CECA all’Unione europea
L’UE ha subito tanti cambiamenti, e cambia tutt’oggi, è nata negli anni ‘90, prima vi erano organizzazioni con nomi diversi con scopo l’UE.
CECA (1951): comunità europea del carbone e dell'acciaio: accordo tra alcuni Stati (Francia, Germania, Italia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi) l’obiettivo era evitare guerre tra Francia e Germania poiché molte guerre dal 1618 erano iniziate per questioni legate alle regioni di carbone e acciaio presenti nei due paesi.
Ora sono geograficamente francesi, ma le risorse sono in comune, cercarono di abbattere le frontiere, cercando di creare un territorio unico doganalmente tra i 6 paesi, per condividere le risorse con tutti portando benefici a tutti, per poterle vendere e comprare liberamente senza dazi o impedimenti doganali.
Primo mercato comune per cercare di condividere le risorse anziché aggredire gli altri per ottenerle.
La struttura organizzativa è composta da 4 organi: Alta autorità è l’organo di vigilanza per il rispetto delle norme, assemblea comune, consiglio speciale dei ministri e corte di giustizia.
Il trattato CECA la faceva durare 50 anni e non è stata rinnovata.
Funzionava bene ma è stato fatto un passo ulteriore. E pensarono alla comunità di difesa.
Comunità europea di difesa (1952): mettere insieme gli eserciti, il trattato fu redatto ma la Francia non lo ratificò perciò è rimasta solo un progetto un po’ ambizioso.
CEEA (1957) - comunità economica europea per l’energia atomica -, come la CECA ma per energia nucleare, e la CEE - comunità economica europea - non era limitata a un solo bene, ma creare un’unione doganale senza confini tra gli Stati membri dove beni e servizi circolavano senza confini interni e mantenendo quelli esterni, senza dazi con politica commerciale comune.
La concorrenza doveva essere libera come la circolazione di persone e i beni, questo era il modello.
Struttura organizzativa: assemblea e corte di giustizia per entrambe, per la sola CEE invece anche commissione e consiglio.
Vi erano 3 organizzazioni regionali (CECA CEE CEA), controllate da 6 istituzioni con lo scopo di un mercato comune e la CEE di respiro globale.
Unificazione del quadro istituzionale
23/09 3 comunità CEE CEA e CECA con obiettivo un mercato interno agli Stati e abolizione confini, 2 con argomento specifico, invece la CEE è più ampia.
6 istituzioni: 2 condivise nelle tre, commissione e consiglio solo per CEE e alta autorità per CECA.
Era un sistema molto complicato, se ne rendono conto.
1965: unificano questo quadro istituzionale, si passa da 6 organi a 4: alta autorità si unisce commissione della CEE.
Le funzioni e i poteri dipendono dall’ambito in cui lavorano: se lavorano nel mercato del carbone e acciaio guardavano il trattato CECA, se era per unificare il commercio dei pomodori, ad esempio, vedevano il trattato CEE per verificare i poteri istituzionali.
In questo anno si hanno 3 comunità e 4 istituzioni.
Dal 1965 ci sono state revisioni del trattato a causa dell’allargamento della comunità e per il miglioramento del funzionamento delle comunità, bisognava sempre adattare le norme ai nuovi Stati dell’unione.
Ad ogni nuova adesione bisognava modificare i numeri cosicché ogni Stato avesse i suoi membri rappresentanti nelle comunità.
1986 Atto Unico Europeo: l’assemblea, diventata il parlamento, partecipa attivamente al potere legislativo, viene introdotta la procedura di cooperazione che prevede l’adozione di un parere vincolante da parte del parlamento anche se gli atti vengono adottati dal consiglio che è obbligato a seguire questo parere (comunque il potere del parlamento è ancora subordinato al consiglio).
Viene introdotta solo per alcune materie.
Sempre nel 1986 aumentano le competenze dell’UE, gli Stati cedono la sovranità su ad es. politica estera e ambientale.
Trattato di Maastricht
Trattato di Maastricht - Trattato sull'Unione Europea (1992-93): la comunità europea si divide in 3 pilastri che vengono unificati dal trattato sull’UE e da una serie di disposizioni comuni che ne formano la base per il funzionamento dei pilastri.
Ogni pilastro contiene delle materie regolate in maniera diversa; Tre pilastri:
- Nel primo c’è la vecchia CECA-EURATOM e la CE che funziona col metodo comunitario;
- Nel secondo pilastro, col trattato sull’UE che si affianca ai vecchi, c’è la politica estera e i servizi comuni;
- Nel terzo pilastro giustizia e affari interni.
Prima c’erano le comunità europee ora è la comunità.
Il trattato sull’UE funge da cappello che riunisce le 3 comunità, abbiamo 4 trattati che fanno funzionare l’UE facendo aggiungere nuove competenze che funzionano col metodo intergovernativo, gli Stati sono sovrani nelle politiche, andava bene cooperare in queste materie ma rimanendo sovrani attraverso l’unanimità che salvaguarda anche gli Stati piccoli.
Questo trattato dà una nuova struttura e aggiunge nuovi pilastri, inserisce al trattato sull’UE il rispetto dei diritti dell’uomo, introduce la cittadinanza dell’UE, introduce la procedura di co-decisione, introduce l’unione economica monetaria, introduce l’Europa a più velocità (non è sempre necessario che gli Stati membri adottino lo stesso atto normativo, attuano le procedure ma vale solo per alcuni Stati).
Perché questa Europa a più velocità?
Già pensavano all’espansione ad est, eventuali allargamenti dell’UE, in 6 era in un modo, a 25 era più problematico.
Alcuni Stati membri volevano l’integrazione, un gruppo andò avanti e un gruppo rimase indietro, se non ci fosse stato non ci sarebbe stata integrazione, gli altri Stati potranno aderire in futuro.
Nel 2011 ci fu il primo caso di utilizzo di questa possibilità, dal 2011 al 2015 ci sono stati 2 atti di cooperazione rafforzata che sono in discussione (?).
Il trattato di Maastricht è importante perché si parla di Unione europea, comunità europea senza “economica”, si parla dei diritti dell’uomo e della cittadinanza (questioni sociali e non economiche).
Trattato di Amsterdam, Nizza e Lisbona
Trattato di Amsterdam (approvato 1997 in vigore 1999): importante perché alcune delle materie del terzo pilastro col metodo intergovernativo si spostano nel primo col metodo comunitario, significativo perché pochi anni dopo Maastricht il terzo pilastro funzionava bene (materia giudiziaria) ed era meglio utilizzare il metodo comunitario per rafforzare l’integrazione.
Ora ci sono 4 trattati di revisione.
Trattato di Nizza (2000): modifica il trattato su UE e sulla CE (2002 estinta CECA, carbone e acciaio sono entrati nella CE).
Approvata la carta dei diritti dell’UE, attribuiti maggiori poteri al parlamento europeo, che è democraticamente rappresentativo e partecipe e titolare del potere legislativo che ha potere assieme al consiglio.
Prima il parlamento era leggermente subordinato al consiglio, non partecipava a pieno, oggi sì.
Trattato di Lisbona (approvato 2007 entrato 2009): ristruttura l’impianto dell’UE, riformula tutto, elimina la struttura in pilastri, si elimina la CE, diventa tutto Unione Europea.
Ristrutturazione dei pilastri, salvo alcune caratteristiche nella PESC, con nuova forma di diritti dell’uomo all’interno dell’UE.
Ci sono grandi novità nell’assetto istituzionale. Ci sono 7 istituzioni, riordino delle procedure normative, riordino della tipologia di atti adottati dall’UE, viene razionalizzato il sistema delle competenze (prima solo un paio di elenchi ma non erano chiare le competenze, oggi si hanno competenze esclusive e concorrenti).
Oggi abbiamo ancora il trattato sull’UE introdotto a Maastricht e il trattato comunitario che diventa il trattato sul funzionamento.
Trattato sul funzionamento dell’UE
Trattato sul funzionamento dell’UE: ci sono le liste delle competenze, delle istituzioni dell’UE con la loro struttura, accenno ai ricorsi davanti ai ricorsi, prima idea della struttura dell’UE.
Per ogni titolo c’è lo sviluppo delle politiche menzionate nel trattato sull’UE.
Il secondo e il terzo pilastro passano entrambi al primo, tutto funziona secondo il metodo comunitario, non c’è più la prevalenza degli Stati sul coordinamento dell’UE, i padroni sono le istituzioni e gli Stati ne applicano gli atti.
Politica estera di sicurezza comune è più sensibile, e gli Stati non vogliono ancora attribuire tutto il potere all’UE.
C’è ancora spazio per il metodo intergovernativo.
All’interno della PESC (politica estera e sicurezza comune) decidono il consiglio e il consiglio europeo.
Sentenza Van Gend e Loos 26/62
Sentenza Van Gend e Loos 26/62: storia relativamente banale in sé, ma la risposta data è particolare.
Era un’impresa olandese che aveva importato merci dalla Germania ma nell’attraversamento del confine l’Olanda chiese i dazi doganali, l’impresa li pagò ma ne chiese la restituzione perché esisteva un mercato interno dove non ci dovevano essere dazi, considerati pertanto illegittimi dall’impresa.
Hanno violato il trattato comunitario chiedendo i dazi, dal punto di vista del diritto internazionale, se uno Stato viola il trattato se ne lamentano gli altri Stati, e se ha ripercussioni su una persona fisica questa non ha dei grandi sistemi di tutela, solo uno Stato parte può lamentarsi della violazione.
Invece l’impresa si lamenta direttamente coi Paesi Bassi, avrebbe dovuto lamentarsi la Germania che ha avuto difficoltà ad esportare, è stato violato il suo diritto.
Van Gend e Loos invece vuole agire da solo, agisce davanti al giudice nazionale chiedendo indietro il dazio, la Germania non fa nulla, il giudice è in difficoltà perché sarebbe inammissibile.
Esiste il rinvio pregiudiziale che è una forma di cooperazione tra giudice nazionale e corte di giustizia, se questo ha dubbi sospende la controversia e chiede alla corte come vada interpretato il diritto dell’unione.
Il giudice olandese fece così, si chiede se il trattato pone dei diritti anche in capo ai singoli o solo agli Stati, perché se fosse anche in capo ai singoli, questi dovrebbero poter agire (siamo in diritto internazionale o in un sistema nuovo dove possono esserci benefici per i singoli?).
La corte di giustizia nel 1962 coglie l’occasione per un nuovo ordinamento di diritto internazionale, pur essendo internazionale crea diritti in capo ai singoli, eccezione enorme che viene giustificata su queste basi: il trattato si differenzia da qualsiasi altro trattato, lo scopo è ampio rispetto ai normali obiettivi dei trattati internazionali, il fine è instaurare un mercato comune che incide sui soggetti cioè un vantaggio per i singoli.
Nel preambolo si parla infatti anche dei popoli che vivono nei singoli Stati, la comunità europea ha un sistema istituzionale unico che è più strutturato rispetto all’organizzazione standard di qualsiasi altra organizzazione internazionale (tutte istituite con un trattato), esiste una corte di giustizia deputata a tutelare i diritti dei singoli, che possono accedere alla corte.
La comunità europea è un ordinamento giuridico di nuovo genere, con vita propria, competenze, funzioni, organi, autonoma e indipendente rispetto gli Stati membri.
Le norme possono applicarsi in capo ai singoli, ci sono sia diritti che doveri in capo a essi.
I diritti attribuiti dal trattato devono essere tutelati dai giudici nazionali.
Non si limita a coordinare i rapporti tra Stati ma un ordinamento nuovo, completo che ha efficacia sui singoli che sono tutelati in via giurisdizionale.
La domanda di Van Gend e Loos è ammissibile.
Sentenza Costa contro ENEL 6/64
Sentenza Costa contro ENEL 6/64: il signor Costa non voleva pagare le bollette, usa il diritto dell’UE perché la ENEL era stata nazionalizzata, e per questo Costa ritiene che sia una violazione del trattato, art. 345 l’unione lascia impregiudicati i diritti di proprietà degli Stati, quello che è pubblico deve rimanere tale e anche se è privato deve rimanere tale, il fatto che ENEL abbia reso pubblico è una violazione dell’articolo, è nulla la formazione dell’ente e per questo anche la bolletta.
Non sono ammissibili cambi di regime proprietario, perciò l’azione di ENEL era illegittima, la bolletta è ricaduta.
Il trattato ha istituito un ordinamento proprio integrato in quello degli Stati membri, e proprio grazie a questa integrazione il privato può far riferimento alle norme europee per far valere i propri diritti.
La comunità ha organi, personalità giuridica, capacità giuridica, capacità di rappresentanza sul piano internazionale, poteri effettivi con potere ceduto dagli Stati, permea gli ordinamenti statali.
Novità dell’UE rispetto al passato
Novità UE rispetto al passato: integrazione europea dei popoli, non solo funzione di facilitare scambi merceologici o di favorire l’entrata di lavoratori, è una funzione sociale di integrazione.
Competenze ampliate coi trattati nel corso del tempo, l’UE può agire dove il potere è implicito.
L’UE ha un sistema istituzionale complesso, non solo organi di Stati ma anche di individui indipendenti, non come voce dello Stato, non rappresentanti, ma indipendenti (organi con individui indipendenti; parlamento, commissione, corte di giustizia); non è più utilizzata l’unanimità perciò procedimento decisionale della maggioranza qualificata.
Commissione e parlamento sono indipendenti e autonomi dagli Stati membri, viene garantita indipendenza personale dagli Stati ed è la caratteristica per essere in carica è proprio l’indipendenza.
Sono possibili cooperazioni rafforzate, si va avanti senza l’adesione di tutti.
Sistema di controllo giurisdizionale, che consiste nell’uniforme interpretazione e applicazione del diritto e la tutela del singolo che può accedere alla corte di giustizia direttamente per alcuni diritti (ricorsi individuali di solito nelle corti internazionali sono rari).
Obiettivi dell’UE
Obiettivi dell’UE: art. 3 del trattato sull’unione, dopo Lisbona è stato modificato e vi si trovano obiettivi economici che sociali e culturali: promuovere la pace tra i popoli, l’unione offre sicurezza e giustizia senza frontiere, libera circolazione, asilo, immigrazione, lotta alla criminalità, l’unione instaura un mercato interno.
Unione economica e monetaria.
“L’unione rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica” unità nella diversità.
Le lingue ufficiali sono 24 su 28 Stati membri, diversamente dai trattati internazionali che erano in francese con eventuali traduzioni, alcune hanno più lingue (quella dell’ONU solo 5), in UE le lingue ufficiali nazionali sono lingue ufficiali europee.
Principio di attribuzione delle competenze
Principio di attribuzione delle competenze: sempre maggiore nel tempo, l’unione esercita solo le competenze che gli Stati le hanno attribuito, e su quelle materie emana atti.
Parere 2/94: nel 1996 la corte di giustizia stabilì che l’unione non può aderire alla CEDU (convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo) perché non esiste competenza in materia di diritti fondamentali; le istituzioni agiscono nei limiti delle competenze attribuite, proprio come l’unione.
Competenze sussidiarie
29/09 Competenze sussidiarie: strumento utile soprattutto nella storia dell’UE, oggi sempre meno utilizzato perché è un ambito in cui l’UE può intervenire in maniera secondaria, non è necessario che un trattato attribuisca la modalità con cui la competenza va esercitata, manca un pezzo in questa attribuzione di competenza.
Né come né dove l’UE possa intervenire. Sussidiariamente l’UE può e
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