DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA
LEZIONE 1
1. Introduzione
Prima domanda: Cos’è l’UE? È un’organizzazione internazionale su base ragionale. C’è una cessione di
sovranità degli stati all’Unione ed è l’organizzazione internazionale più simile allo stato. È
un’organizzazione internazionale sui generis perché sicuramente ha alcune delle caratteristiche comuni alle
organizzazioni internazionali ma ne ha alcune peculiari e che non rinveniamo nelle altre organizzazioni- tra
quelle comuni c’è il fatto che è composta da vari stati che hanno in comune un obiettivo. Nel secondo
dopoguerra, si iniziarono a costituire delle organizzazioni internazionali e le varie organizzazioni avevano
diversi obiettivi e possiamo dividerli in 3 gruppi:
1. il primo gruppo erano le organizzazioni euroatlantiche quindi organizzazione che sono nate da un
patto di alleanza tra gli USA e l’Europa (non c’era un’organizzazione europea) e la prima di queste
organizzazioni fu l’OCSE fondata nel 1948 sulla base del piano Marshall ideato da George Marshall
e questa organizzazione fu ideata con l’obiettivo di liberalizzare gli scambi tra gli stati europei
quindi l’obiettivo era prettamente economico. La seconda organizzazione del primo gruppo è la
NATO con lo scopo della difesa collettiva e qui esce fuori l’obiettivo della difesa.
2. Il secondo gruppo è costituito dal Consiglio d’Europa fondato attualmente da 46 membri (prima 47
con la Russia). Con il Consiglio d’Europa non c’era quella voglia di creare un’organizzazione
federale era solo un organismo di cooperazione transazionale dei paesi europei. Il numero di paesi
che ne fanno parte è molto superiore rispetto a quello degli USA. Si sono stipulate varie convenzioni
la più importante è la convenzione europea dei diritti dell’uomo e nonostante faccia parte del
consiglio d’Europa, è vincolante per gli stati membri dell’UE perché tutti gli stati membri l’hanno
ratificata. Anche l’UE in quanto organizzazione internazionale, avrebbe dovuto aderire alla
convenzione europea dei diritti dell’uomo in quanto soggetto di diritto internazionale sulla base
dell’art 6 del trattato di Lisbona ma non l’ha fatto. Quindi l’UE non fa parte della CEDU ma ne
fanno parte tutti gli stati membri quindi c’è un rapporto peculiare. La particolarità è che nel consiglio
d’Europa le decisioni vengono prese all’unanimità quindi c’è la possibilità che uno stato ponga il
veto e questa è la caratteristica classica di varie organizzazioni internazionali ma non è una
caratteristica sempre presente nelle decisioni. L’altra organizzazione di questo secondo gruppo è
l’OSCE e qui l’obiettivo era quello di cercare di appianare i conflitti avuti fino a quel momento, con
mezzi pacifici.
3. Il terzo gruppo comprende la Comunità europea che è un gruppo a se perché nella CE, gli stati che
decidono di farne parte, decidono di cedere parte della propria sovranità, a favore dell’Unione e
conferiscono all’Unione dei poteri che sono propri di questa organizzazione. L’unione potrà adottare
atti giuridici vincolati per gli stati membri che saranno tenuti ad applicarli nei loro ordinamenti e per
questo motivo si dice che il livello di integrazione non ha nessun altro termine di confronto nelle
altre organizzazioni internazionali.
Questa organizzazione funziona con il metodo comunitario. Questo metodo si basa su una logica di forte
integrazione tra gli stati e si caratterizza per un sistema di votazione che non è sempre caratterizzato
dall’unanimità ma molto spesso dalla maggioranza. Con l’UE si crea un sistema di tutela giurisdizione a
parte, proprio dell’Unione. Vedremo che parte del diritto dell’Unione ha matrice giurisprudenziale, è stata la
corte di giustizia che con le sue sentenze ha creato gran parte del diritto dell’UE. L’altra parte è formata dagli
atti adottati dalle istituzioni dell’UE. Quindi il diritto dell’UE è formato da una parte di natura
giurisprudenziale e una parte legislativa. In una famosa sentenza della corte di giustizia (Van Gend & Loos)
si dice che l’ordinamento dell’unione è un ordinamento di nuovo genere nel diritto internazionale che non ha
termine intenzionale.
Seconda domanda: Come e perché è nata l’UE? Nel secondo dopoguerra il funzionamento
dell’attività politico e statale era basato sulle costituzioni e sulle legislazioni statali- gli stati democratici
fissavano delle regole di condotta e quelle avevano carattere vincolante per gli stati, poi però quando
iniziavano a scoppiare i primi conflitti ci si rese conto che un’organizzazione tra gli stati sarebbe stato il
modo migliore per evitare il ripetersi di un conflitto come quello della Seconda guerra mondiale. Si pensò di
dover mettere insieme gli stati dell’Europea centrale, Germania e Francia, che si contendevano i bacini di
due fiumi perché in questi due bacini vi 3rano miniere di carbone e acciaio per la produzione di armi. L’idea
era: se riusciamo ad accordare questi stati e a non far contendere i bacini, l’ipotesi dello scoppio di un
conflitto è più lontana. Nel 9 maggio 1950 Robert Schumann presentò un piano di collaborazione che aveva
ideato insieme a Monet, volto a stabilire l’unificazione dell’industria carbosiderurgica europea. Siamo di
fronte a delle nazioni che cercano di risollevarsi dal secondo conflitto e l’obiettivo è anche quello economico
quindi la produzione delle due materie prime che servono in una guerra, viene organizzata.
Dichiarazione di Schuman
È un manifesto politico, c’è una presa di posizione dell’intenzione di perseguire la pace. L’obiettivo politico
viene fuori ma viene fuori anche l’obiettivo economico che nella prima fase dell’UE sarà preponderante.
Inoltre, già si vedono le prime tracce di alcune delle istituzioni come l’Alta Autorità che non è altor che la
pria forma di governo dell’UE che oggi è diventata la Commissione europea che potrà adottare decisioni
vincolanti quindi viene fuori la vincolatività. Già si parla della possibilità di impugnare le decisioni qualora
le si ritenga illegittime quindi viene fuori il sistema giurisdizionale. È il primo passo dell’integrazione
europea e c’è un altro aspetto quale quello della solidarietà che assume un valore diverso cioè solidarietà tra
stati quindi aiutarsi per riprendersi dal punto di vista economico. In particolare, c’è una frase “L'Europa non
potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino
anzitutto una solidarietà di fatto.” L’obiettivo non era organizzare una volta e per tutte, non si cerca di
delimitare subito tutto ma si dice che sorgerà da tante piccole organizzazioni concrete che creeranno
anzitutto una solidarietà di fatto, le tante piccole realizzazioni si sono avute negli anni. Si è passati
dall’unione economica, a quella politica, poi alla cittadinanza poi l’unione economica e monetaria. Negli
anni si vedono le esigenze dei paesi europei e con tante piccole concrete realizzazioni si va a definire quella
che oggi è l’UE. Una nuova piccola realizzazione concreta che manca all’unione e di cui se ne parla è
l’esercito europeo e questo potrebbe essere un’altra piccola realizzazione concreta. La solidarietà è solo il
filo conduttore ma man mano ci saranno nuove esigenze a cui dover rispondere. La solidarietà ha un posto
specifico anche nel trattato ed è stata utilizzata come base giuridica durante il covid per la produzione di
mascherine, ventilatori polmonari e per la circolazione perché furono chiusi i confini quindi c’era bisogno di
aiutarsi.
Il 9 maggio 1950 è una data importante perché è la festa dell’Europa, creata per celebrare la pace. L’UE ha
anche ricevuto il premio Nobel per la pace per avvalorare la ragione per la quale è nata questa comunità.
Cosa succede dopo questa dichiarazione?
Viene istituita la prima comunità, la CECA con un trattato adottato ad hoc nel 1951. I primi paesi fondatori
erano 6 erano i cosiddetti paesi del Benelux: Belgio, Francia, Germania Occidentale, Italia, Lussemburgo e
Paesi Bassi.
Chiaramente vedremo che dal trattato sulla CECA ci sarà un’evoluzione, poiché questo trattato era stato
adottato per la durata di 50 anni. Poi verranno adottati ulteriori trattati, come quello di Lisbona, e man mano
che si adottavano trattati, si aveva un allargamento degli stati fino ad arrivare al numero massimo di 28 che,
di seguito alla Brexit, si è ridotto attualmente a 27.
I tratti principali della CECA sono già evidenti dalla dichiarazione. Tra questi, l’istituzione dell’Alta Autorità
può essere assimilata ad un governo di uno stato, l’unico organo in grado emanare atti vincolanti per gli stati
membri della comunità.
Terza domanda: Che cos'è il diritto dell’unione europea?
SENTENZA COSTA C. ENEL (da parte della Corte Costituzionale)
Per rispondere a questa domanda, parleremo di una sentenza famosissima, "COSTA c. ENEL”, che dà l'idea
della caratteristica principale di questo diritto.
Il diritto europeo è composto da una fonte giurisprudenziale ed in parte da fonte normativa.
La parte giurisprudenziale è costituita dalle sentenze da corte di giustizia, mentre quella normativa da fonti
dell’istituzione che hanno potere di adottare atti.
Le sentenze vengono fuori non solo da controversie tra due parti che possono essere entrambe privati, o
privato-stato o istituzioni-stati. Un’altra competenza della Corte sarà il rinvio pregiudiziale, la Corte viene
interpellata da un giudice nazionale per fornire il suo punto di vista sull'interpretazione di una norma di diritti
dell’UE o sulla validità di un atto dell’UE.
La sentenza che analizziamo oggi è una sentenza pregiudiziale. l’Italia ha tanti aspetti negativi, tuttavia i
giuristi italiani sono sempre stati competenti, difatti tantissimi rinvii pregiudiziali sono stati fatti da giuristi
italiani e hanno dato luogo a parti fondamentali del diritto dell’unione, come nel caso di questa sentenza.
Essa ci aiuterà a capire come il diritto dell’unione si formi grazie alla percezione di tutti i giorni e di come
nasca dal basso.
Ci troviamo in Italia degli anni 60: in quel periodo la produzione dell’energia elettrica avveniva tramite un
oligopolio composto da 2 grumi di imprese pubbliche e 6 private, chiamati “baroni dell’elettricità”. Questo
aveva creato delle differenze di prezzo tra nord e sud Italia e allora il parlamento italiano nel 1962 decise di
adottare la legge di nazionalizzazione della produzione e distribuzione dell'energia elettrica, cioè l’energia
non viene più prodotta e distribuita da privati, non ma è lo stato che se ne occupa facendo nascere l’Enel,
nuova impresa statale.
Che succede? Le influenze politiche anche nell’evoluzione de
-
Appunti Diritto dell'Unione Europea
-
Diritto dell'Unione Europea - Appunti
-
Appunti Diritto dell'Unione Europea
-
Diritto dell'Unione Europea - Appunti