Appunti: Diritto dell’Unione Europea
Prof. Sergio MARCHISIO
Libro di testo: [Lineamenti di diritto dell’Unione Europea – Adam / Tizzano; II edizione
Zappichelli, Torino]
1° lezione: 1 marzo ’10: dalle 17:00 alle 19:00
L’1 dicembre 2009 è entrato in vigore il Trattato di Lisbona (scaricare il trattato sull’Unione Europea
aggiornato). Il corso di diritto dell’Unione Europea è un corso istituzionale.
Il Trattato di Lisbona ha cambiato gli aspetti basilari e fondamentali: normalmente la dicitura “ diritto
dell’Unione Europea” era un’alternativa di “Diritto Comunitario”. Oggi la Comunità Europea non esiste più.
L’art 1 del Trattato dell’UE stabilisce che “l’Unione Europea sostituisce e succede alla Comunità Europea”.
La Comunità Europea era un’organizzazione complicata su tre pilastri. Era organizzata secondo la
struttura “a tempio greco” stabilita dal Trattato di Maastricht del 1992. I pilastri erano: l’unione
europea, la politica estera comune, sicurezza, giustizia e affari interni.
Oggi esiste solo l’Unione Europea e nessun pilastro. L’UE succede a titolo universale alla CE realizzando
una semplificazione.
Nel 2007 Francia e Paesi Bassi respingono un trattato chiamato “Costituzione Europea” (per modificare un
trattato ci vuole l’unanimità degli stati membri). Il Trattato di Lisbona fu quindi un ripiego alla mancata
entrata in vigore della Costituzione Europea ma presenta comunque degli elementi di novità e tiene conto
del fatto che gli stati europei non vogliono cedere tutta la loro sovranità.
L’Unione Europea nasce a Maastricht nel 1992, prima c’erano le comunità europee nate tra il 1951 e il
1957. Maastricht introduce l’unione monetaria tramite la cessione da parte degli stati della loro sovranità
monetaria. Fu però un passo imperfetto perché ci fu solo l’unione monetaria e non anche l’unione
economica come era stata stabilito. Cosicché oggi la Grecia è in condizioni economicamente pessime
perché ha superato i limiti macroeconomici stabiliti a Maastricht.
Tra il Trattato di Maastricht e il Trattato di Lisbona ci sono altri due trattati intermedi: quello di
Amsterdam del 1997 e quello di Nizza del 2001 (che era il Trattato dell’Unione Europea di cui
parlavano i precedenti manuali).
Il Trattato di Lisbona ha avuto una sorte migliore di quella della Costituzione Europea. All’inizio fu
approvata da tutti tranne 4 stati: Germania, Irlanda, Polonia e Repubblica Ceca; l’Italia ha subito ratificato
con la legge n 130 del 2 agosto 2008. In tutti gli stati membri sono 27.
Il problema della Germania sta nel fatto che quando la Germania ratifica un trattato, contestualmente
modifica la propria costituzione (cosa che l’Italia non ha mai fatto). In particolare la Germania aveva paura
che il trattato minacciasse le prerogative del parlamento. Dopo le modiche costituzionali, la Corte
Costituzionale tedesca esprime esito positivo alla ratifica con la sentenza del 3 giugno 2009 e la Germania
ratificò il Trattato di Lisbona nel settembre 2009.
L’Irlanda tenne un referendum che diede esito favorevole alla ratifica, Polonia e Repubblica Ceca
ratificarono di conseguenza.
L’articolo 6 del Trattato di Lisbona prevedeva “l’entrata in vigore del trattato il primo giorno del mese
successivo al deposito della ratifica dell’ultimo stato”. Questa condizione fu rispettata.
Il Trattato di Lisbona modifica il Trattato sull’Unione Europea e il Trattato istitutivo dell’Unione Europea
(trattato che stava all’interno del precedente). Il Trattato di Lisbona è molto semplice: consta di 7 articoli
di cui il primo contiene le modifiche a tutti gli articoli dei precedenti trattati. Inseguito venne fatta la
“versione consolidata” del Trattato di Lisbona (che è quella che ci serve e che va scaricata).
Il trattato di Lisbona consolidato ha una prima parte sull’UE e poi c’è il Trattato sul funzionamento dell’UE
che implementa il primo che è invece generale: contiene le competenze dell’UE, le sue politiche (mercato
interno, circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali e delle persone, l’agricoltura, la giustizia…). Infine
troviamo in dettaglio tutto ciò che attiene al funzionamento. Il preambolo del Trattato dell’Unione Europea
serve per interpretare le norme del relativo trattato: il Trattato di Lisbona è una nuova tappa verso il
processo di integrazione europeo, ciò vuol dire che non si è ancora raggiunto l’obbiettivo finale.
Il concetto di integrazione è diverso da quello di cooperazione.
Le norme dell’UE sono dirette a persone fisiche e giuridiche degli stati membri. Non si sa però qual è
l’obbiettivo ultimo dell’Unione. Quello degli “Stati Uniti d’Europa” non è un obbiettivo conclamato o
dichiarato. Da nessuna parte si parla di “federazione europea”, ma solo di “integrazione europea”.
La prima comunità europea fu la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio) istituita dal
Trattato di Parigi del 1951 che si è estinto dopo 50 anni. Perché si è scelto proprio il carbone e
l’acciaio? Il primo ad avere l’idea fu Jean Monnet che nel Memorandum Monnet auspicava la comunione
della produzione del carbone e dell’acciaio che aveva provocato conflitti tra Francia e Germania. 1
Il Trattato di pace di Londra del 1948 aveva smantellato tutti gli impianti tedeschi nella Rurh e creò una
autorità internazionale che la vigilasse. Jean Monnet andò dalla Francia di Bidet mostrandogli il
memorandum che si chiudeva con la celebre frase: “Noi non coalizziamo degli stati ma uniamo gli
uomini”. Il 9 maggio ci fu la proclamazione del memorandum da parte di Schuman e da allora il 9 maggio
è la giornata dell’Europa.
La “piccola Europa a 6 stati” crea la CECA. La più grande novità fu l’istituzione di un’alta autorità che
definisce la CECA un ente sovranazionale.
Il primo elemento fu il funzionalismo e non il federalismo.
Il partito comunista non voleva che l’Italia partecipasse alla CECA e ne sosteneva l’incostituzionalità
perché limitava la sovranità dell’Italia.
L’aggettivo “sovranazionale” non piacque. Immediatamente si pensò di progredire e si propose un
trattato di difesa )la c.d. CED) per la comunità europea (esercito comune, politica esterna comune) ma
questo fu un passo falso perché l’idea fu bocciata dal senato francese (era la Francia del generale De
Gaulle). Il Trattato di Lisbona parla di un Europa unita ma nel rispetto dell’identità dei singoli paesi.
Nel 1957 a Roma si ritorna al funzionalismo. Le tappe furono: la conferenza di Messina, il trattato della
comunità economica europea e l’EURATOM, per la ricerca sui combustibili fissili, mentre la CEE è sul
mercato comune. In Italia nel 1957 nessuno solleva più il problema dell’incostituzionalità.
2° lezione: 2 marzo ’10: dalle 17:00 alle 19:00
Preambolo del Trattato di Lisbona (o Trattato sull’Unione Europea). Il concetto di Europa.
Il trattato fa riferimento alla cultura, alla religione e all’eredità o patrimonio umanistico dell’Europa come
fondamento comune.
L’idea di Europa nasce nell’Alto Medioevo, secondo alcuni, con il Sacro Romano Impero. La Pace di
Westafalia (1648) è convenzionalmente considerata come il momento di nascita della comunità
internazionale e sancisce la fine del mondo medievale, da origine agli stati nazionali. “Cuius regio eius
religio”.
L’idea di Europa diventa un’ideale al quale si ricollega un concetto di buon governo, di ordine, di
relazione, di strumento per evitare le guerre.
Allo stesso modo la pensava Imanuel Kant, che fu uno dei primi ad avere un visione di un’Europa
confederale (diverso da federale perché realizza un modello di integrazione minimo) come quella tedesca
o svizzera mettendo in comune la politica estera, la finanza e la difesa.
Per l’Europa quindi si prospettano originariamente modelli confederali. La confederazione tedesca è
l’unico antecedente concreto dell’UE, la quale arrivò all’unione doganale nel 1834 (Solferain).
Nei primi anni del ‘900 nascono movimenti pan-europei (Europa dall’Atlantico agli Urali) soprattutto grazie
all’opera del conte Udenover Alegi.
Tra le due guerre mondiali alcuni grandi personaggi politici come il primo ministro francese Aristid Brian e
Winston Churchill parlano di Europa. Qui si innesta l’opera di Jean Monnet. Durante la seconda guerra
mondiale abbiamo il Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli che diventerà commissario europeo e
membro del parlamento. Il modello è federale quindi implica il trasferimento dei poteri nazionali ad
un’entità sovranazionale. Viene escluso il nazionalismo interfederale.
Nel 1945 nasce l’Organizzazione delle Nazioni Unite a San Francisco, non prevedendo alcuna entità
sovranazionale. Anche in Europa nell’immediato dopoguerra vi è l’esigenza di una ricostruzione attraverso
strumenti di cooperazione europea: il Consiglio di Europa, con sede a Strasburgo, organizzazione creata
da Churchill inseguito ad un discorso fatto a Zurigo nel 1946. È un’organizzazione molto soft che si occupa
della tutela dei diritti umani, di politica e di temi giuridici. Il Piano Marshall che comporta aiuti economici
da parte degli USA a condizione che essi ricevano una gestione comune tramite un apposito ente
unificato, OECE con sede a Parigi (dal 1960 OCSE).
Il Consiglio di Europa è da ricordare come organizzazione pan-europea e anche perché nel 1950 conclude
la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (la c.d.
CEIDU).
Il Trattato di Lisbona all’art 6 paragrafo 2 dichiara che l’UE aderisce al CEIDU.
Il Consiglio di Europa da al singolo cittadino la possibilità di un ricorso diretto alla Corte Europea dei diritti
dell’uomo per la tutela dei propri diritti, ma è necessario che prima siano esauriti i ricorsi interni. Il più
delle volte la Corte decide su questioni di scarso valore economico.
Carta di Nizza dei diritti fondamentali del 2000 che però non ha forza vincolante mentre il Trattato di
Lisbona la incorpora del trattato.
L’OCSE si è allargata ed è diventata extraeuropea.
L’art 3 del Trattato UE versione Lisbona stabilisce quelli che sono gli obbiettivi dell’UE: “L’UE instaura un
mercato interno (prima c’era un mercato comune)”. 2
Il mercato interno è un’evoluzione del mercato comune che è semplicemente un area di libera
circolazione di merci, capitali, servizi e persone eliminando tutte le barriere doganali. Nel 1967 quindi si
crea questa unione doganale con l’eliminazione di tutti i dazi e questa unione è perfetta perché crea allo
stesso tempo una tariffa doganale comune nei confronti di paesi terzi. All’epoca i dazi erano regolati dal
GATT, oggi dal WTO, che prevedeva rigide regole per la creazione di unioni doganali.
Il mercato comune è il primo grande risultato della “piccola Europa a 6 stati”. Ma non è bastato eliminare i
dazi doganali. C’erano altri ostacoli, come la restrizione quantitativa delle leggi interne ai singoli stati
(normative sui prezzi e sulla qualità delle merci, comprese le spine elettriche diverse).
Le tre comunità nascono con istituzioni che sono il quadro istituzionale attuale dell’UE. Due organi sono
comuni: la Corte di Giustizia dell’UE e l’Assemblea parlamentare; mentre gli organi esecutivi sono
separati: la CECA ha l’Alta Autorità composta da persone indipendenti (15) e la Commissione dei ministri
che era l’organo d’iniziativa e il Comitato dei ministri che opera come organo decisionale. Questo modello
della CE è rimasto nell’UE.
3° lezione: 3 marzo ’10: dalle 16:00 alle 17:00
La Corte Costituzionale tedesca si pronunciò sulla conformità della costituzione tedesca al Trattato UE.
Nel 1992 la Germania modifica la costituzione di Bonn del 1959 introducendo degli articoli che trattano
dell’Unione Europea (così come fecero Francia, Paesi Bassi ed altri stati). La modifica è contestuale al
Trattato di Maastricht.
Si inserì la clausola europea della “legge fondamentale di Bonn” (art 23) che sancisce la collaborazione
della Germania allo sviluppo dell’Unione Europea. L’UE non deve sostituirsi agli stati membri ma
intervenire solo quando necessario senza intromettersi. È questo il principio di sussidiarietà, principio
fondamentale dell’UE.
La costituzione tedesca ammette anche i trasferimenti, mediante legge del Bundestag, di sovranità all’UE
ma, punto essenziale, se intervengono accordi modificativi è necessaria una legge costituzionale -> ogni
volta che l’UE fa un passo avanti e chiede un’ulteriore cessione di sovranità serve una legge
costituzionale. La Germania assume quindi un atteggiamento molto prudente.
Altri principi importanti sono quello della separazione e del pluralismo, quindi la Germania è uno stato
originario e indipendente anche se partecipa allo sviluppo dell’Unione Europea, lo stesso vale per gli altri
stati membri. Gli ordinamenti nazionali non accettano di essere subordinati all’UE anche se ne accettano
le norme, diversamente da quanto succede negli stati federali in cui gli stati membri sono subordinati allo
stato federale.
Nella costituzione italiana non esiste una clausola europea.
Art 11 Cost: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come
mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati,
alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra
le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
L’art 11 è la base principale della partecipazione dell’Italia all’Unione Europea. Si suppone quindi che l’UE
sia implicitamente compresa nel concetto di “ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le
Nazioni” anche se è chiaro che l’articolo si riferisce al’ONU più che all’UE.
Inoltre non si specifica come deve avvenire la cessione di sovranità, se sia necessaria una legge
costituzionale o sufficiente una legge ordinaria. Il problema si è posto al momento della ratifica del
trattato della CECA per la quale si ricorse a una legge di autorizzazione alla ratifica (legge solo formale)
seguita dall’ordine di esecuzione, che è l’atto col quale il Parlamento applica i trattati nel nostro
ordinamento.
Secondo alcuni era necessaria una legge costituzionale perché gli obblighi dell’UE venivano a modificare
la stessa costituzione. Il Governo, per bocca di De Gasperi, disse che non era necessaria perché
ratificando la CECA ci si limita ad applicare l’art 11 Cost e che quindi non serve alcuna modifica
costituzionale. La legge costituzionale modifica la costituzione, non la applica.
Se si ratifica un trattato esso ha un legame con la costituzione che lo rafforza e quindi non può essere
modificato da leggi ordinarie successive. Quindi i trattati di Roma ottennero il rango costituzionale perché
il rinvio fu operato dall’art 11 Cost.
Fino al 1973 in Italia si è usata la legge ordinaria senza accettare il principio della prevalenza della
legge comunitaria. L’Unione Europea però fece pressione all’Italia e nel 1973 la Corte Costituzionale
ritira fuori l’art 11 e rafforza il diritto comunitario accogliendo il principio.
Qualche sussidio in più al principio viene oggi dall’art 117 Cost inseguito alla modifica operata dalla Legge
Costituzionale 3 del 2001.
Successivamente si pensò di fare un’unione europea occidentale a scopo difensivo. Il piano Pleven
prevedeva la Comunità Europea di Difesa (CED), una specie di NATO europea alla quale però gli USA non
3
fecero alcuna opposizione. Anzi le opposizioni vennero da alcuni paesi europei come Francia e Germania
perché vedevano in essa un’eccessiva cessione di sovranità.
4° lezione: 8 marzo ’10: dalle 17:00 alle 18:30
All’allargamento dell’Unione Europea.
Oggi l’UE è composta da 27 stati. L’allargamento è stato realizzato in varie tappe: la prima è stata nel
1973 con l’ingesso del Regno Unito che prima si era opposta all’UE tanto da formare con gli stati che non
facevano parte all’UE l’EFTA, che era una zona di libero scambio dove si abolivano le dogane tra i paesi
membri ma non si crea una dogana comune nei confronti degli stati terzi. Finché in Francia ci fu De
Gaulle, la Gran Bretagna non prese parte all’UE.
L’Irlanda e la Danimarca entrarono nel 1973. La Danimarca e la Gran Bretagna hanno in comune il fatto
che hanno degli statuti speciali: la Danimarca è esclusa da alcune politiche sociali e la Gran Bretagna
dall’unione monetaria.
Nel 1981 entra la Grecia; nel 1986 Spagna e Portogallo; nel 1995 l’Austria, che si era appena svincolata
dalla qualifica di stato frontiera tra l’est e l’ovest, la Finlandia e la Norvegia; tra il 2004 e il 2006 entrano i
paesi baltici, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Cipro e Ungheria; nel 2007 Bulgaria e Romania.
Ognuno di questi paesi, per entrare a far parte dell’UE, si è dovuto avvicinare agli standard europei. Non
tutti i 27 membri hanno lo stesso status giuridico.
Tre paesi bussano oggi alla parte dell’UE: Turchia, Croazia e Islanda che stanno ancora negoziando la loro
adesione all’UE. Poi c’&
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