Diritto dell'unione europea
Apprendere l'unione europea a scuola: storia, istituzioni, politiche, sfide
Parte generale
Capitolo 5: Nascita del sistema comunitario
C.E.C.A.: Comunità europea carbone acciaio
Il 9 maggio 1950, Schuman, su ispirazione di Jean Monnet, propose la creazione di una comunità che riunisse le risorse di carbone e acciaio tra Francia e Germania dell’ovest inizialmente, e successivamente altri paesi del continente europeo.
Il 18 aprile 1951 è la data di nascita a livello giuridico, ma entrò in vigore dal 24 luglio 1952.
Inizialmente, tra il 1950 e il 1951, aderì la Germania. L’adesione del Cancelliere Adenauer della “neonata” Germania Federale è immediata e senza riserve: “accetto di tutto cuore”. Successivamente, aderirono i tre paesi del Benelux (Belgio, Olanda, Lussemburgo) e poi l’Italia, anche se con molti problemi dovuti dall’opposizione interna. L’Italia, paese distrutto dalle due guerre mondiali e dove l’industrializzazione si era fermata al nord, collaborò al progetto grazie alla spinta di De Gasperi.
Fu realizzato un trattato internazionale (articolato, in cui si prevedevano scopi, poteri, decisioni, idee, simile quasi ad una Costituzione) scritto e firmato dai partecipanti al progetto, il 18 aprile a Parigi. A firmare dovevano esserci coloro che detenevano i poteri: Presidente del Consiglio, Cancelliere, Ministro, Ambasciatore.
Il trattato affinché vincolasse tutti i cittadini, non bastava fosse firmato dal solo ministro, serviva un “passaggio interno” (in ogni paese bisogna ratificare, cioè far esprimere e approvare il popolo; una volta che il paese ratifica, il trattato entra in vigore).
A livello interno, ogni paese ha delle “regole” simili o diverse a quelle di altri paesi, perciò prima di ratificare si dà uno sguardo alla propria Costituzione. Alcuni paesi prevedono che i trattati siano approvati a livello referendario (la maggioranza dei votanti dirà “si” o “no”, questa è democrazia diretta), ad esempio in Irlanda e Danimarca è d’obbligo il referendum; in altri paesi è il Presidente della Repubblica a decidere se approvare o con referendum o a livello parlamentare, come ad esempio in Francia, Olanda.
Nel Regno Unito, invece, il governo può o no effettuare un referendum, tanto non ha carattere vincolante ma solo consultivo: l’ultima parola spetta al Parlamento. La Costituzione italiana non prevede, in questi casi, un referendum, ma la decisione va presa in via parlamentare (due camere, stessi potere, senato e deputati).
Il trattato prese il nome di C.E.C.A. (Comunità europea carbone acciaio). Quest’ultima nacque per l’esigenza di unificare la parte occidentale dell’Europa ed evitare nuove guerre che, in quegli anni, diventavano sempre più cruente (55-60 milioni di morti) e che, anche i filosofi, vedevano come il male assoluto. Bisognava far collaborare la Germania, che aveva già causato due guerre, ma soprattutto bisognava darle un potere (sempre “con le pinze”) dato che vigeva la libertà e lo stato tedesco era occupato da quattro forze militari diverse (americani, sovietici, francesi e inglesi).
Oltre al “fattore Germania”, si voleva preservare la parte orientale, dove era sempre viva la minaccia sovietica. L’Inghilterra era oltre mare, la Spagna era debole e non faceva paura, l’Italia era a pezzi, Austria, Svezia e Danimarca erano troppo deboli, si pensò bene di “allearsi” a una delle due nazioni “pericolose”: Germania e Unione Sovietica (si scelse la prima).
La C.E.C.A., attraverso un trattato, faceva sì che tutti gli stati appartenenti ad essa sottostessero a delle istituzioni proprie, in modo tale che talune decisioni potessero essere gestite con una maggioranza senza ratifica; si passò quindi alla creazione di un Parlamento europeo e una Banca europea.
Situazione dell'Inghilterra
L’Inghilterra aveva una situazione agiata, prese parte all’iniziativa, anche se Churchill (politico britannico) fu il primo uomo a parlare di Stati Uniti d’Europa e a voler creare una moneta unica. Fu “invitato” a prendere parte alla C.E.C.A., ma lui rifiutò perché preferiva far parte del Commonwealth, un “rapporto speciale” con gli Stati Uniti.
Al tempo stesso, per evitare un'unione troppo stretta tra stati europei, creò l’E.F.T.A. (European Free Trade Association) nel 1959, con la partecipazione di Austria, Danimarca, Norvegia, Svezia e Svizzera. Il progetto fallì perché era differente dall’U.E., era un’associazione di libero scambio (senza dazi), non vi era una comunità sovranazionale, ogni stato manteneva la propria sovranità (stessi prezzi doganali) creando solo concorrenza tra gli altri.
Le cose andarono così male che l’E.F.T.A. fallì, e nel 1963 l’Inghilterra chiese di entrare nell’U.E., ma De Gaulle (generale francese che diceva che la Gran Bretagna era talmente antieuropeista che, dopo aver boicottato dall’esterno, voleva provarci dall’interno. Si dimise nel 1969 e morì nel 1970) emanò un veto per impedire l’integrazione degli inglesi.
Soltanto nel 1972, con Pompidou (primo Ministro e successivamente Presidente della Repubblica francese), l’Inghilterra fu integrata, principalmente perché la Francia si era indebolita dalla crisi del 1968 e non era in grado di opporsi.
Per entrare a far parte dell’Europa, il paese candidato doveva fare domanda al Consiglio; se il consiglio approvava, si avviavano le trattative con la Commissione. La decisione era presa all’unanimità e si scriveva un Trattato di adesione che doveva essere ratificato sia dal paese che chiedeva di entrare nell’Unione, che dagli Stati già membri.
C.E.D.: Comunità europea di difesa
Il 27 maggio 1952, a Parigi, viene firmato il Trattato istitutivo della Comunità europea di difesa (C.E.D.), che prevede la creazione di un vero e proprio esercito europeo. La proposta fallisce per due motivi: da un lato, l’assemblea nazionale francese rigetta, mediante un espediente procedurale, la ratifica del trattato della CED; dall’altro, pesano le ostilità del Regno Unito, contraria a qualsiasi accordo che la escluda.
C.P.E.: Comunità politica europea
Il 10 settembre 1952, i ministri degli esteri dei sei paesi, sulla base dell’articolo 38 del Trattato C.E.D., incaricarono l’assemblea allargata della C.E.C.A. di elaborare lo statuto della Comunità Politica Europea, cioè dell’organismo politico incaricato di controllare l’esercito europeo.
L’assemblea concluse i suoi lavori il 10 marzo 1953 con l’approvazione del progetto di Trattato costitutivo della Comunità politica europea. Tale Comunità avrebbe operato attraverso istituzioni proprie di carattere sovrannazionale: il Consiglio esecutivo europeo, il Parlamento, la Corte di giustizia e il Consiglio economico e sociale. Le competenze della Comunità avrebbero riguardato la politica estera, la difesa, e la progressiva realizzazione di un mercato comune.
Dopo la mancata ratifica del trattato che istituiva la Comunità europea di difesa (C.E.D.), gli stessi sei paesi convocarono a Messina una conferenza intergovernativa allo scopo di rilanciare il processo di integrazione in Europa. Si riunirono così nella città siciliana i ministri degli esteri dei sei Paesi fondatori della C.E.C.A. i quali decisero di estendere a più vasti settori dell’economia il metodo applicato con successo al carbone e all’acciaio. Si individuarono così due nuovi ambiti:
- C.E.E. rivolto alla creazione di un mercato comune (Comunità economica europea);
- C.E.E.A. relativo alla creazione di una comunità settoriale rivolta all’energia nucleare per scopi civili, o EURATOM (Comunità europea dell’energia atomica).
Il 25 marzo 1957, a Roma, Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, firmano i Trattati istitutivi della C.E.E. (Comunità economica europea) e della C.E.E.A. (Comunità europea energia atomica), aderendo dall’1 gennaio 1958.
La C.E.E. aveva nei suoi obiettivi l'unione economica dei suoi membri (Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Germania dell’Ovest), fino a portare ad un'eventuale unione politica. Lavorò per il libero movimento dei beni, dei servizi, dei lavoratori e dei capitali, per l'abolizione dei cartelli e per lo sviluppo di politiche congiunte e reciproche nel campo del lavoro, dello stato sociale, dell'agricoltura, dei trasporti, del commercio estero. La C.E.E. era simile al Mercato Comune (M.C.), infatti si voleva creare un grande mercato tra le sei nazioni appartenenti al Trattato, ma da dove iniziare?
Si iniziò tagliando i dazi doganali tra gli Stati membri, successivamente vennero aboliti i contingenti, successivamente le sovvenzioni alle esportazioni (sovvenzionarono la Fiat e per ogni totale di fatturato concessero un aiuto all’azienda, solo se vendeva all’estero), e abolizione degli aiuti di stato (quando lo stato dava un fondo alle aziende del proprio territorio). Successivamente si ebbe l’idea di creare una politica dei trasporti ed economica simili tra tutti gli Stati membri.
Libertà comunitarie:
- Libera circolazione delle merci e dei servizi;
- Libera circolazione delle persone (circolazione lavoratori);
- Libera circolazione dei capitali in Europa.
La C.E.E.A. aveva come obiettivo quello di coordinare i programmi di ricerca degli stati membri relativi all'energia nucleare ed assicurare un uso pacifico della stessa. Questo trattato fu inizialmente pensato per coordinare i programmi di ricerca dei sei paesi fondatori, al fine di promuovere un uso pacifico dell’energia nucleare attraverso la condivisione delle conoscenze, delle infrastrutture e dei finanziamenti dell’energia nucleare.
Capitolo 6: I trattati che hanno modificato e ampliato le competenze dell'unione europea
Atto unico europeo costituisce la prima vera importante revisione del trattato di Roma. Viene firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 ed entra in vigore il primo luglio 1987. Le innovazioni più significative del trattato sono:
- L’integrazione della nozione di “mercato interno”, ridefinito come uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali;
- Al Parlamento europeo (organo che rappresenta il popolo), eletto per la prima volta a suffragio universale nel 1979, è riconosciuto il potere di cooperare con il consiglio e la commissione in diversi ambiti legislativi;
- Le decisioni relative al mercato interno che sono prese a maggioranza qualificata, in luogo dell’unanimità, vengono date “in mano” al consiglio (organo che rappresenta gli stati);
- Norme in materia di politica dell’ambiente, ricerca scientifica e tecnologica e di cooperazione in politica sociale;
- Il consiglio europeo (le riunioni dei capi di stato o di governo, il presidente della commissione europea), non previsto dal trattato di Roma, è inserito nel corpo del trattato quale organo di indirizzo politico e di impulso all’azione della comunità.
Trattato di Maastricht viene firmato il 7 febbraio 1992. I capi di Stato degli allora 12 Paesi membri firmarono, nella cittadina di Maastricht (Paesi Bassi), il Trattato sull’Unione Europea (T.U.E.), modificando in modo significativo il Trattato sulla Comunità Europea (T.C.E.). Tale trattato entrò in vigore il primo novembre 1993.
Esso fissava le regole politiche e i parametri economici necessari per l'ingresso dei vari Stati aderenti nella suddetta Unione, sancendo la nascita dell’U.E.M. (Unione Economica Monetaria dell’U.E.). Con questo trattato, la C.E.E. diventa C.E. (o U.E., Comunità europea o Unione europea) e vengono istituite:
- P.E.S.C. (politica estera e di sicurezza comune) che prevedeva una cooperazione più forte che in precedenza, necessaria per consentire all'UE di svolgere un ruolo sul piano mondiale adeguato al suo peso e per gestire in modo efficace i cambiamenti geopolitici seguiti alla fine della guerra fredda;
- C.G.A.I. (cooperazione giustizia e affari interni) attraverso il quale gli Stati membri perseguono l'obiettivo di creare uno spazio europeo di libertà, di sicurezza e di giustizia all'interno dell'UE.
Da questo momento l’Unione Europea viene raffigurata come un tempio greco, sorretto da tre colonne (i pilastri), dove la prima rappresenta le tre comunità, vale a dire la C.E., la C.E.C.A. e la C.E.E.A., la seconda rappresenta la P.E.S.C. e la terza la C.G.A.I. Queste funzionavano attraverso il metodo intergovernativo, ovvero le decisioni sono prese esclusivamente dal Consiglio che vota all’unanimità.
Tra le cose più significative apportate dal trattato vanno senz’altro menzionate l’introduzione della “cittadinanza europea” e l’introduzione di una moneta unica, l’euro (il trattato infatti affermava che se almeno 8 degli allora 12 paesi membri avessero voluto, nel rispetto dei parametri previsti, gli stessi avrebbero potuto, come in effetti è avvenuto, dar vita ad una moneta unica).
Trattato di Amsterdam viene firmato il 2 ottobre 1997 ed è il primo tentativo di riformare le istituzioni europee in vista dell'allargamento. Questo trattato entrò in vigore il 1 maggio 1999. Introduce novità in materia di:
- Libertà, democrazia e rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo;
- Politica sociale, occupazione e tutela dei consumatori;
- Missioni umanitarie e mantenimento della pace nell’Unione;
- Rappresentante della politica estera e di sicurezza comune; istituisce l’alto rappresentante;
- Cooperazioni rafforzate, viene introdotta la possibilità di dar vita alle cosiddette cooperazioni rafforzate.
Trattato di Nizza, il cui accordo fu raggiunto al termine della Conferenza intergovernativa tenutasi nella cittadina francese tra il 7 e l’11 dicembre del 2000, fu poi firmato nella stessa città il 26 febbraio 2001 ed entrò in vigore l’1 febbraio 2003. Questo trattato si occupò principalmente delle riforme istituzionali che si ritenevano necessarie per migliorare la “governance” e il buon funzionamento delle istituzioni europee in vista del più grande ampliamento della storia comunitaria.
Il lavoro svolto a Nizza, pur rappresentando un passo in avanti, non fu considerato sufficiente a garantire la governabilità dell’unione e a far fronte alle sfide e alle responsabilità dell’Europa nel mondo. Il 7 dicembre dello stesso anno, sempre durante la C.I.G. (conferenza intergovernativa) del vertice di Nizza, il Presidente del Consiglio, il Presidente del Parlamento europeo e il Presidente della Commissione europea, proclamarono solennemente la carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Essa non acquisì immediatamente valore giuridico ma impegnò le istituzioni dell’unione a rispettarne i principi ivi contenuti e previsti, nello svolgimento delle proprie azioni politiche e nell’approvazione degli atti legislativi.
Il Consiglio europeo di Laeken
Il 15 dicembre 2001, il Consiglio europeo pervenne alla “Dichiarazione di Laeken” che si occupò di istituire la Convenzione Europea, un organo straordinario che riuniva in un unico soggetto rappresentanti degli Stati Membri, del Parlamento europeo, dei Parlamenti nazionali e della Commissione europea. Lo scopo era quello di trovare una soluzione ai problemi di natura istituzionale non risolti dal Trattato di Nizza.
Frutto dei lavori della Convenzione Europea, fu la stesura del Trattato Costituzionale, che istituì una Costituzione per l'Europa, quella che comunemente è chiamata Costituzione Europea. Tale trattato venne firmato a Roma il 29 ottobre 2004, e pur non trattandosi di una vera e propria Costituzione, rappresentava il primo serio tentativo di allargare la base democratica dell’U.E.
Il Trattato conteneva tutto il diritto primario dell’U.E. e i simboli di un’organizzazione tipicamente federale come ad esempio l’inno, la bandiera, la moneta, il motto. Per entrare in vigore, il trattato doveva essere ratificato da tutti gli Stati Membri entro il primo novembre 2006, ma il referendum francese del 29 maggio 2005, il successivo olandese del primo giugno e le perplessità di Regno Unito, Polonia e Repubblica Ceca, lo impedirono. In esito a tali vicende, il Consiglio Europeo del 16 e 17 giugno 2005, oppose il così detto “periodo di riflessione”.
Dal Trattato Costituzionale al Trattato di Lisbona
I risultati negativi dei due referendum francese e olandese del maggio-giugno 2005 hanno aperto un grave periodo di crisi in Europa. Si arriva così al Consiglio europeo del 21 e 22 giugno 2007 che dichiara abbandonato il “Progetto del Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa” e decide la convocazione di una C.I.G., incaricata di formalizzare non più una Costituzione, ma un “Trattato di riforma” (Trattato di Lisbona).
Il testo definitivo del Trattato, elaborato dalla C.I.G., fu approvato in occasione del consiglio europeo informale svoltosi a Lisbona il 18 e 19 ottobre e firmato nella stessa città dai 27 Stati membri il 13 dicembre 2007. L’Italia ratificò il Trattato.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Diritto dell'Unione Europea
-
Diritto dell'Unione Europea
-
Diritto dell'Unione Europea
-
Diritto dell'Unione Europea