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Diritto dell’Unione Europea

PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEA Shuman”, 9 maggio 1950

All’origine di questo processo c’è la “Dichiarazione presentata il

da tale Ministro degli Esteri francese, per la messa in comune delle risorse di carbone ed

acciaio tra Francia e Germania, in un’organizzazione aperta agli altri paesi europei. Questa

festa dell’Europa.

data è il simbolo dell’integrazione europea, celebrata ogni anno come

Trattati istitutivi delle

Il processo di integrazione è poi proseguito con la firma dei

Comunità europee:

Trattato di Parigi

- (1951) // Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA);

Trattato di Roma

- (1957) // Comunità economica europea (CEE) & Comunità europea

dell’energia atomica (CEEA-EURATOM); Belgio, Francia, Germania, Italia,

A questi trattati hanno aderito inizialmente 6 paesi:

Paesi Bassi, Lussemburgo; <<L’Italia

art. 11 Cost.

FLASH: l’adesione italiana giustificata da dove si prevede che:

consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad

un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni […]>>.

1973: Danimarca, Irlanda Regno Unito;

- aderiscono e

1981: Grecia;

- aderisce la

1986: Portogallo Spagna;

- aderiscono e

1995: Austria, Finlandia Svezia;

- aderiscono e

2004: Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Ungheria,

- aderiscono

Lettonia, Lituania, Estonia, Malta Cipro;

e

2007: Bulgaria Romania;

- aderiscono e

TEORIE POLITICO-ISTITUZIONALI DI INTEGRAZIONE EUROPEA

3 principali teorie:

Il processo di integrazione è animato da

Teoria confederalista:

1) la cooperazione deve avere carattere intergovernativo,

lasciando permanere i poteri sovrani dei singoli Stati aderenti, i quali, pur attribuendo

determinate competenze a organi confederali in certi settori, rimangono i soli

legittimati ad esprimere la volontà comune e a determinare di comune accordo

l’indirizzo da imprimere alle politiche riguardanti l’integrazione in tali settori.

Da ciò derivano due regole di principio:

Unanimità dei consensi

- nelle decisioni comuni;

compiti di gestione delle politiche comuni,

- Affidamento agli organismi comuni di

senza svolgere attività indipendenti dalla volontà dei governi degli Stati aderenti.

Teoria federalista: superare lo Stato nazionale

2) l’integrazione deve puntare a (tra le

principali cause di rivalità economiche e dei conflitti armati) con istituzioni comuni

dotate di poteri sovraordinati a quelli di istituzioni nazionali.

Teoria funzionalista: graduale trasferimento di

3) una “terza via” che prevede un

funzioni in determinati settori ad organismi indipendenti dagli Stati, con il compito di

gestire autonomamente le risorse e le politiche comuni. Un graduale passaggio di

competenze dalle istituzioni nazionali a quelle sovranazionali, che conduce ad una

cooperazione sempre più stretta per la realizzazione di interessi e obiettivi generali

comuni.

COMUNITÀ ED UNIONE EUROPEA europea”

La nuova denominazione di “comunità (sviluppo della CEE) viene introdotta dal

Trattato sull’Unione Europea Tratto di Maastricht,

primo (TUE), noto anche come

1992 1993.

cittadina dove fu firmato il 7 febbraio del ed entrato in vigore il 1° novembre

Ceca

Delle 3 originarie comunità europee: la ha cessato di essere operativa, mentre

l’Euratom svolge un ruolo marginale.

Unione Europea forma di integrazione e cooperazione tra gli Stati

Per intendiamo una

membri, nei settori di competenza delle Comunità europee politica

e in quelli della

estera, sicurezza e difesa, attività di cooperazione di polizia e

di nonché in quello delle

giudiziaria in materia penale (TUE art. 1, 3). Trattato

La nozione, l’articolazione e gli obiettivi comuni dell’Unione li troviamo nel

sull’Unione Europea Amsterdam

(Maastricht), modificato ad (firmato nel 1997, entrato in

Nizza

vigore nel 1999) e a (firmato nel 2001, entrato in vigore nel 2003).

OBIETTIVI E STRUTTURA A “PILASTRI” DELL’UNIONE

L’Unione si prefigge 3 obiettivi principali (TUE, art. 2):

elevato tasso di occupazione, sviluppo sostenibile

1) Promuovere un uno mediante la

spazio senza frontiere interne interno),

creazione di uno (mercato rafforzamento

l’unione economica e monetaria

della coesione economica attraverso (moneta

unica); sua identità

2) Affermare la sulla scena internazionale mediante attuazione di una

politica estera difesa comune;

e di sicurezza comune, compresa la definizione di una

3) cittadini dei suoi Stati

La tutela dei diritti e degli interessi dei membri mediante

cittadinanza dell’Unione, spazio di libertà,

l’istituzione di una sviluppando uno

sicurezza e giustizia, in cui sia assicurata la libera circolazione, il controllo delle

frontiere esterne, dell’immigrazione e la lotta alla criminalità.

METODI DECISIONALI DELL’UNIONE

Ogni pilastro possiede proprie procedure e propri strumenti giuridici. In proposito assume

metodi decisionali

rilievo il quadro dei (sostanzialmente due) a seconda dell’ambito di

riferimento.

Metodo comunitario

1) (unionista): complesso delle istituzioni, competenze e attività

Trattato istitutivo della Comunità Europea

disciplinate dal (TCE), attraverso le

quali, tramite procedure caratterizzate da un voto di maggioranza, si forma una

volontà unica, dando così corpo ad atti normativi vincolanti per tutti gli Stati membri,

sovranazionale.

realizzando così una forma di integrazione a carattere Tutti questi

controllo giurisdizionale della Corte di

atti “comunitari” sono suscettibili al

giustizia.

Metodo intergovernativo

2) (sovranista): complesso delle competenze, procedure e

attività, in relazione alle quali si realizza una cooperazione a livello internazionale tra

gli Stati membri. Per questo motivo, gli atti prodotti sono al di fuori del controllo

giurisdizionale della Corte di Giustizia. Le materie ( II° e III° pilastro) trattate tramite

questo metodo non sono disciplinate dal TCE.

3) Metodo Convenzionale: consiste nell’affidare compiti istituzionali a un apposito

organismo costituito da un’assemblea (Convenzione) formata in modo più ampio e

partecipato di quanto avviene nel caso di ricorso al metodo comunitario o

intergovernativo. Pone l’enfasi sull’esigenza, per determinati passaggi della vita

politico-istituzionale dell’Unione, di allargare la base decisionale per fare in modo che

essa sia più rappresentative della società europea nel suo complesso

COOPERAZIONI RAFFORZATE

moneta unica dell’area

Come successe per l’introduzione della e della creazione

“Shengen” (attraversamento senza controlli delle frontiere interne), in un determinato

settore e per determinati obiettivi di competenza dell’Unione, può avvenire che solo alcuni

Stati si trovano d’accordo nella volontà di assumere una decisione comune. In tal caso si fa

“cooperazione rafforzata”

ricordo al metodo della . Le condizioni necessarie sono previste

dal TUE, nella versione modificata con il Trattato di Nizza (art. 10):

1. Gli Stati membri che intendono intraprendere una cooperazione rafforzata possono

farlo rispettando le modalità previste da tale articolo e nel TFUE, sono intese a

promuovere la realizzazione degli obiettivi dell’Unione e sono aperte in qualsiasi

momento a tutti gli Stati membri;

2. La decisone che autorizza una cooperazione rafforzata è adottata dal Consiglio in

ultima istanza, qualora stabilisca che gli obiettivi ricercati non possano essere

conseguiti in un tempo ragionevole dall’Unione nel suo insieme, e a condizione che vi

partecipino almeno 9 Stati membri;

3. Tutti i membri del Consiglio possono partecipare alle sue deliberazioni, ma solo i

membri che rappresentano gli Stati partecipanti prendono parte al voto;

4. Gli atti adottati vincolano solo gli Stati membri partecipanti. Non sono considerati un

acquis che deve essere accettato al momento dell’adesione all’Unione.

ABOLIZIONE STRUTTURA A PILASTRI E NUOVI OBIETTIVI DELL’UNIONE

Il Trattato di Lisbona del 2007 abolisce la struttura a pilastri, assegnando all’intera

costruzione europea la denominazione di “Unione”.

recita:<<L’Unione sostituisce e succede alla Comunità>>,

L’art. 1 del Trattato di Lisbona

Trattato sulla comunità europea Trattato sul

ribattezzando il con il nome di

funzionamento dell’Unione.

L’Unione si pone i seguenti impegni e obiettivi:

- Promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli;

- Offrire ai cittadini (europei) uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere

interne, in cui sia assicurata la libera circolazione delle persone insieme a misure

appropriate per quanto concerne i controlli alle frontiere esterne, l’asilo,

l’immigrazione, la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest’ultima;

- Instaurare un mercato interno;

- Garantire sviluppo sostenibile dell’Europa, basata su una crescita economica

equilibrata ed una stabilità dei prezzi, che mira alla piena occupazione ed al progresso

sociale;

- Promuovere il progresso scientifico e tecnologico;

- Lotta all’esclusione sociale.

ADESIONE DI UNO STATO ALL’UNIONE: MODALITÀ E FASI

Ogni Stato europeo che garantisca l’osservanza dei valori dell’Unione può chiedere di

divenirne membro (TUE, art. 49).

I criteri per l’ammissione sono: principi di democrazia;

1. Stabilità politica e rispetto dei

diritti dell’uomo minoranze;

2. Tutela dei e delle di mercato

3. Instaurazione e consolidamento di un’economia che sia in grado

libera concorrenza;

sopportare le regole e le pressioni derivanti dalla

politica, economica e monetaria.

4. Accettazione degli obiettivi dell’unione

tre fasi:

Il procedimento di adesione si articola in

1. Lo Stato interessato indirizza una richiesta al Consiglio che, previa consultazione e

parere del Parlamento Europeo, si pronuncia all’unanimità;

2. Vengono negoziate le condizioni di adesione e tutti gli adattamenti ai trattati in un

accordo di adesione;

3. Tutti i soggetti coinvolti ratificano quest’accordo, spesso condizionato dall’esito

positivo di un Referendum.

RAPPORTI TRA L’UNIONE E I PAESI TERZI

Gli accordi con i paesi terzi sono negoziati dalla Commissione e conclusi dal Consiglio.

Nei rapporti con i paesi in via di sviluppo gli accordi si affiancano a forme di cooperazione

accordi di cooperazione,

economica, che hanno poi assunto forma di ratificati sia dalla

Comunità, sia dagli Stati membri.

accordi di associazione

Gli hanno natura di trattati internazionali, stipulati dalla Comunità

europea con Stati terzi, per instaurare una cooperazione economico-commerciale:

- Liberalizzazione degli scambi;

- Fissare tariffe o dazi doganali;

- Disciplinare importazioni ed esportazioni;

- Previsione forme di assistenza per Paesi in via di sviluppo;

Questo tipo di accordo prevede la formazione di un organo collegiale, il Consiglio di

associazione, formato da rappresentanti Comunità e altri Paesi contraenti.

Si dividono nelle seguenti categorie:

Accordi euromediterranei:

- stipulati con alcuni paesi del mediterraneo e del medio

oriente;

Accordi europei:

- siglati con paesi dell’Europa orientale;

Accordi di associazione e stabilizzazione:

- stipulati con Stati dell’area balcanica;

Accordi con i Paesi ACP:

- favoriscono cooperazione con i paesi dell’Africa, Caraibi e

del Pacifico;

ACQUIS COMUNITARIO

Insieme delle norme adottate nei processi di integrazione europea, detto il “consolidato

comunitario”, cioè il patrimonio normativo e politico – istituzionale dell’Unione.

Tale consolidato assume rilievo per via dell’obbligo dei nuovi paesi membri di accettarlo al

momento della loro adesione ed applicarlo nei rispettivi ordinamenti nazionali.

Acquis normativo:

- disposizioni trattati istitutivi;

Acquis politico:

- determinazioni Consiglio europeo e Consiglio;

Acquis giurisprudenziale:

- tutte le sentenze della Corte di giustizia;

Acquis di Shengen:

- tutti gli atti adottati nell’ambito della cooperazione di Shengen

(Trattato di Amsterdam);

FONTI DI FINANZIAMENTO DELL’UNIONE (BILANCIO)

bilancio comunitario,

L’Unione dispone di un predisposto dalla Commissione e dal

Parlamento europeo, finanziato dalle seguenti risorse:

- Prelievi riscossi su importazioni di prodotti agricoli;

- Dazi doganali;

- Proventi dell’IVA;

- Contributi annuali sul Prodotto Nazionale Lordo degli Stati membri, i quali finanziano

il bilancio qualora le altre risorse non risultassero sufficienti.

QUADRO ISTITUZIONALE DELL’UNIONE (TUE ART. 3, 1)

- Parlamento europeo;

- Consiglio europeo;

- Consiglio;

- Corte di giustizia;

- Commissione europea;

- Banca centrale europea;

- Corte dei conti;

PARLAMENTO EUROPEO

Ruolo: organo legislativo dell’UE eletto a suffragio universale con competenze di

 vigilanza e di bilancio;

Membri: 751 deputati (membri del Parlamento europeo);

 Presidente: Antonio Tajani;

 Anno di istituzione: 1952 quale Assemblea comune della Comunità europea del

 carbone e dell’acciaio; 1962 quale Parlamento europeo, con le prime elezioni dirette

nel 1979;

Sede: Strasburgo (Francia), Bruxelles (Belgio), Lussemburgo.

POTERI LEGISLATIVI

adotta la legislazione dell'UE, insieme al Consiglio dell’UE, sulla base delle proposte

 della Commissione europea;

accordi internazionali;

decide sugli

 allargamenti;

decide in merito agli

 rivede il programma di lavoro della Commissione e le chiede di presentare proposte

 legislative;

POTERI DI SUPERVISIONE

controllo democratico

svolge un su tutte le istituzioni dell’UE;

 elegge il presidente della Commissione e approva la Commissione in quanto organo.

 mozione di censura,

Può votare una obbligando la Commissione a dimettersi;

discarico,

concede il vale a dire approva il modo in cui sono stati spesi i bilanci

 dell’Unione europea;

petizioni indagini;

esamina le dei cittadini e avvia

 discute la politica monetaria con la Banca centrale europea;

 interrogazioni

rivolge alla Commissione e al Consiglio;

 monitoraggio elettorale;

effettua

BILANCIO

elabora il bilancio dell’Unione europea, insieme al Consiglio;

 approva il bilancio di lungo periodo dell’UE, il "quadro finanziario pluriennale";

COMPOSIZIONE proporzionale alla

Il numero di eurodeputati per ogni paese è approssimativamente

popolazione di ciascuno di essi, secondo i criteri della proporzionalità digressiva: un paese

non può avere meno di 6 o più di 96 eurodeputati e il numero totale non può superare i 751

(750 più il presidente). I gruppi parlamentari sono organizzati in base allo schieramento

politico, non in base alla nazionalità.

rappresenta il Parlamento europeo

Il Presidente, inoltre, nei confronti delle altre

istituzioni dell'UE e del mondo esterno e dà l'approvazione finale al bilancio dell'UE.

IL LAVORO DEL PARLAMENTO EUROPEO SI ARTICOLA IN DUE FASI PRINCIPALI

commissioni - preparano la legislazione.

 20 commissioni 2 sottocommissioni,

Il Parlamento europeo conta e ognuna delle

quali si occupa di un determinato settore. Le commissioni esaminano le proposte

legislative. Gli eurodeputati e i gruppi politici possono presentare emendamenti o

respingerle. Le proposte sono anche discusse all'interno dei gruppi politici.

sessioni plenarie adottano la legislazione.

 voto finale

In questa fase gli eurodeputati si riuniscono nell’emiciclo per esprimere un

sulla proposta legislativa e gli emendamenti proposti. Di solito si svolgono a

Strasburgo per quattro giorni al mese, ma talvolta vengono organizzate sessioni

supplementari a Bruxelles.

MEDIATORE EUROPEO

organo del Parlamento.

E’ Viene nominato dopo ogni elezione del Parlamento ed è

abilitato a ricevere le denunce di qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia

cattiva amministrazione da parte

sede in uno Stato membro, riguardante casi di

degli organi comunitari.

In seguito alle denunce il mediatore compie le indagini necessarie e, qualora constati

un caso di cattiva amministrazione, ne investe l’autorità interessata che, entro tre

mesi, dovrà pronunciarsi con un parere. Egli trasmette quindi una relazione al

Parlamento e all’istituzione interessata, mentre la persona che ha sporto denuncia

viene informata dei risultati dell’indagine. Il mediatore presenta annualmente al

relazione

Parlamento una con i risultati delle sue indagini.

CONSIGLIO EUROPEO

Composizione e funzioni:

Le riunioni del Consiglio europeo prendono il nome di “vertici”;

Capi di Stato Governo Presidente della

E’ composto dai o di degli Stati membri e dal

Commissione (+ ministri affari esteri + 1 membro Commissione europea);

2 volte Presidente di turno

Si riunisce almeno l’anno ed è presieduto dal di ogni Stato

membro; indirizzo politico

Il Consiglio europeo ha funzione di (definisce orientamenti e priorità

1, n. 16, 1 Trattato di Lisbona);

politiche generali) (art. poteri decisionali

Il Consiglio europeo esercita anche in materia di:

unione economica e monetaria:

- per il rispetto dei requisiti economici e finanziari

per l’ammissione all’area Euro degli Stati che attual

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher RiccardoBoccolucci di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Curti Gialdino Carlo.
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