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Lo stesso vale per gli aerei. (L’ENAC ha funzioni amministrative e tecniche ed è stato

istituito con Dlgs 25 luglio 57/1950). Non risentono di questo limite i creditori

caricatori, cioè i creditori il cui credito deriva dal viaggio che si sta per intraprendere.

Particolarità rispetto ai soggetti passivi

670 e 1070: anche nel codice della navigazione è prevista l'espropriazione contro il

terzo proprietario ex articolo 2910 comma due. In più vi è un'ipotesi particolare che

prevede l'espropriazione anche per i debiti dell'armatore o esercente. Questi soggetti

hanno una responsabilità tale che rispondono anche se la proprietà dell'aeromobile è

di un terzo.

Art. 670: espropriazione contro il proprietario non armatore. Titolo esecutivo e precetto

vanno notificati anche al proprietario non armatore per garantire il contraddittorio.

Possono agire contro il proprietario non armatore i creditori che hanno privilegi

particolari ovvero i creditori super privilegiati.

Competenza= articolo 643: l'esecuzione forzata è promossa davanti al tribunale della

circoscrizione dove la nave si trova.

Sono stati introdotti degli strumenti per superare il problema della dinamicità di questi

beni: articolo 646: il giudice competente ex articolo 643 e in caso di urgenza, il

o comandante del porto e l'autorità di polizia giudiziaria, possono prendere

provvedimenti opportuni per evitare la partenza della nave. In che rapporto sta

questa norma con quella che prevede che la partenza è limite alla pignorabilità?

Questo fermo dell'art. 646 deve esserci prima che la nave venga considerata

pronta a partire.

possibilità di notificare l'atto di pignoramento tramite telegramma quando la

o nave è in navigazione. Nel momento in cui si raggiunge il comandante in un

determinato luogo, si fissa la competenza poiché tale atto viene considerato

equivalente della domanda.

Altre particolarità: dopo la notificazione del precetto il debitore a sole 24 ore per

adempiere e il precetto è efficace per soli 30 giorni, si tratta di accelerazioni dovute

sempre alla dinamicità del bene. L'ufficiale giudiziario notifica l'atto di pignoramento

che contiene l'ingiunzione a non disporre del bene e l'intimazione al comandante di

non far partire la nave, o se è già in navigazione di non farla ripartire dal porto di

arrivo. Non è prevista la norma che riguarda la nomina del custode, allora per parte

della dottrina questa notifica serve a fare a costituire il comandante come custode.

Istituti particolari

amministrazione giudiziale di navi e aeromobili pignorati: possono essere autorizzati

uno o più viaggi e il compenso andrà a favore dell'esecuzione (articoli 652 e 1026);

può succedere che i creditori si soddisfino con l’attivo di questi viaggi senza bisogno di

arrivare alla vendita.

Vendita 4

L'ipotesi preferita è la vendita con incanto, queste fattispecie non sono aggiornate

come il c.p.c. Non si parla mai di assegnazione perché il bene deve essere per forza

venduto. Anche in queste fattispecie vi è la possibilità di intervento con rinvio alle

norme del c.p.c. Per la distribuzione si rinvia alle norme del c.p.c. sull'espropriazione

immobiliare. Pignoramento e vendita vanno trascritti.

Espropriazione di quote di S.r.l.

Vi è stata una difficoltà ad individuare la forma espropriativa adatta a questa

fattispecie, fino a quando si è deciso di utilizzare l'espropriazione presso terzi(il terzo è

la società). Si utilizzava questa forma perché andava individuata la quota del debitore

tramite il libro soci. In realtà questa forma dal punto di vista concettuale non è

corretta, poiché la società non è debitore del debitore socio, né possessore delle

quote. Il problema riguarda l'obbligo di custodia del terzo, che si pone in contrasto con

il diritto societario, perché non consente alla società di acquistare o ricevere in pegno

le sue quote. A un certo punto c'è stata un'evoluzione normativa. Nel 1993 c'è stata

l'istituzione del registro delle imprese, con obbligo di iscrizione dei trasferimenti che

hanno ad oggetto i diritti delle società, rendendoli così pubblici. Le esigenze per cui la

giurisprudenza aveva scelto di utilizzare l'espropriazione presso terzi non hanno più

ragione di esistere, poiché sono informazioni che ad oggi possono essere ottenute dal

registro delle imprese. Allora la giurisprudenza utilizza il pignoramento diretto presso il

debitore.

Nel 2003 è stato introdotto l'art. 2471 che però non risolve il problema perché

continua a prevedere la notificazione del pignoramento alla società e la trascrizione

nel libro dei soci, questo fino al 2009, poiché è stato eliminato il libro dei soci per le

Srl. Si crea qui uno scontro tra la dottrina, che puntava sul pignoramento diretto

presso il debitore e la giurisprudenza, che sosteneva dovesse essere utilizzato il

pignoramento presso terzi. Gli pignoramento presso terzi pregiudica il creditore poiché

se il terzo non rende la dichiarazione, o rende una dichiarazione negativa, il creditore

dovrà instaurare un giudizio di accertamento; di solito gli amministratori sono i soci,

quindi non avranno mai interesse a dichiarare il debito. Quindi si crea un giudizio di

accertamento del tutto inutile.

La ratio della notificazione alla società:

1. serve per rendere immediatamente opponibile alla società il vincolo infatti, se

non notificassi subito, tra la notifica e la trascrizione nel registro delle imprese la

società potrebbe distribuire utili.

2. serve ad informare la S.r.l. del pignoramento che può portare alla liquidazione

delle quote e ad un mutamento della compagine sociale.

Vi è il problema di capire in quale momento si perfeziona il pignoramento, se avviene

nel momento della notifica o della trascrizione. La trascrizione nel registro delle

imprese ha efficacia dichiarativa e non costitutiva. Tra le parti il pignoramento si

perfeziona con la notifica, mentre l'opponibilità verso i terzi si realizza con la

trascrizione. 5

Art. 2470 co 3 c.c.: se la quota è alienata con successivi contratti a più persone

prevale l'acquirente che ha trascritto per primo in buona fede, anche se ha acquistato

con un titolo successivo ad altri.

Art. 2914 co 1: sono inopponibili al creditore tutti gli atti di trasferimento successivi

alla trascrizione del pignoramento.

2953:.

Il pignoramento della quota anche se non trascritto prevale sugli atti di trasferimento,

se il creditore dimostra che il terzo ne era a conoscenza.

Quote per disposizione statutaria non liberamente trasferibili, le quote di Srl sono

tipicamente non trasferibili. Articolo 2471 co 3: se la partecipazione non è liberamente

trasferibile e non c'è un accordo circa il soggetto acquirente tra il creditore e la

società, la vendita avviene all'incanto. Dopo l'aggiudicazione la società può, entro 10

giorni, presentare un acquirente che offra lo stesso prezzo che si sostituisca il primo

aggiudicatario.

Espropriazione di azioni

Primo caso: azione incorporate in titolo cartaceo, viene espropriata secondo le

disposizioni dei beni mobili, ma il pignoramento deve essere iscritto nel titolo azionario

in modo che il terzo acquirente sia a conoscenza del vincolo. Vi è un secondo schema

che si applica se la società non emette titoli azionari, in questo caso il pignoramento

avviene come per le Srl. Le azioni possono essere nominative o al portatore, che

vengono trasferite tramite consegna e riguardano solo le azioni di risparmio. I

problemi sorgono in relazione al regime di dematerializzazione. Vi sono due regimi uno

debole e residuale e l'altro forte. In quest'ultimo caso non esiste il documento cartaceo

che rappresenta l'azione. Le azioni vengono emesse dalla società di gestione

accentrata che non sa di chi sono le azioni, ma sa solo il nome dell'intermediario.

Quindi il pignoramento da utilizzare in questo caso sarà quello presso terzi.

Esecuzione per mancati conferimenti sociali: il conferimento è l'utilità che il socio da

alla società che viene iscritto a capitale sociale. Se il socio non effettua tutti i

conferimenti non c'è corrispondenza tra capitale sociale nominale e reale.

Per le Srl vi è l'articolo 2466 c.c. La norma si applica a tutti i tipi di conferimenti. Se il

socio non esegue i conferimenti entro il termine prescritto gli amministratori lo

diffidano ed ad eseguirlo entro 30 giorni. In caso di inadempimento ulteriore ci sono

due conseguenze: gli amministratori possono vendere ad altri soci le quote del socio

moroso, oppure possono agire per inadempimento. La vendita avviene al valore

nominale ovvero il valore minimo. Se i soci non vogliono comperare le la quota e l'atto

costitutivo lo consente, la quota è venduta all'incanto. Se non viene venduta i soci

escludono il socio moroso e riducono il capitale sociale del valore delle quote

invendute.

Per le S.p.A. vi è l'articolo 2344 secondo il quale la diffida viene comunicata nella

Gazzetta Ufficiale. Gli amministratori possono dare incarico ad un intermediario o ad

una banca per cercare un acquirente. Le azioni non vendute possono essere messe in

circolazione oppure estinte. 6

Esecuzione coattiva del pegno

Sulla cosa mobile data in pegno è costituito un vincolo di destinazione a

soddisfacimento del credito garantito che , nelle ipotesi di inadempimento si realizza

con il soddisfacimento coatto attraverso precedimenti espropriativi alternativi . Il

creditore pignoratizio potrà utilizzare sempre l'ordinario processo di esecuzione ma è

prevista un'ulteriore tutela, ovvero la vendita e l'assegnazione coattiva prevista dagli

artt. 2797 e 2798 CC; inoltre sono previste anche alcune leggi speciali che prevedono

forme particolari di vendita del pegno.

1. Espropriazione nelle forme del c.p.c.

L'articolo 502 prevede una variante all'ordinario procedimento, perché il bene è

stato sottratto dalla disponibilità del creditore. Per accedere a questa forma di

tutela è richiesto il titolo esecutivo. L'articolo 502 ovviamente è applicabile solo

alle espropriazioni mobiliari perché riguarda le cose date in pegno e i beni

immobili ipotecati, sono invece esclusi i crediti che seguono le disposizioni del

codice, ma l'assegnazione e la vendita possono essere chieste senza che la

richiesta sia preceduta da pignoramento, si tratta di una facoltà e non di un

obbligo. In tal caso il termine per l'istanza di assegnazione o di vendita decorre

dalla notificazione del pignoramento.

Articolo 481: tra la notifica dell'atto di precetto e il pignoramento non possono

passare più di 90 giorni. Poiché nei casi del 502 può mancare il pignoramento i

“non meno di 10 giorni non più di 90”, ovvero il termine acceleratorio,

decorrono dal precetto al deposito dell'atto di vendita. Quando si ha il momento

iniziale della procedura? Prima teoria: il primo atto è l'istanza di vendita o di

assegnazione. Seconda teoria: il primo atto è la notificazione dell'atto di

precetto a cui va aggiunta l'ingiunzione al debitore e la definizione del bene;

questa integrazione non è però era stata prevista da alcuna norma. In realtà

finché non c'è istanza di vendita non c'è tutela degli altri creditori, non c'è il

giudice e non c'è la notizia dell'esecuzione. La particolarità della procedura si

limitano alla fase di reale.

2. Tutela di carattere sostanziale prevista dagli articoli 2796 e 97 cc(possibile

senza titolo esecutivo): può accadere che il creditore pignoratizio sia sprovvisto

di titolo esecutivo, in tal caso ha quest'unica possibilità oltre all'intervento ex

articolo 2799. Si tratta di un intervento in autotutela satisfattiva, e quindi di un

procedimento non giurisdizionalizzato. È un modello di riferimento per

l'autotutela esecutiva. Articolo 2795: per i beni deteriorabili di cui si possa

temere la perdita della funzione di garanzia il giudice può chiedere la vendita

immediata.

Articolo 2797: notifica a mezzo dell'ufficiale giudiziario di un'intimazione,

contenente l’avviso che in caso di mancata adesione si procederà alla vendita

nei cinque giorni successivi aumentati a 90 se il debitore non ha residenza nel

luogo del domicilio eletto dal creditore (articolo 163 bis non 166). A questo

punto il debitore può: adempiere; oppure può rimanere ad attendere gli eventi,

in tal caso il creditore può rivendere i beni dati in pegno tramite mediatori merci

se vi è un prezzo di mercato, documentando la vendita in doppia copia,

altrimenti con vendita all'incanto. In caso di opposizione del debitore entro 5

giorni si aprirà un processo di cognizione avente ad oggetto l’accertamento

negativo del diritto del creditore. 7


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FedeUnimiFacLegge13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'esecuzione civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Vincré Simonetta.

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