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Diritto dell'ambiente e del governo del territorio - l'inquinamento elettromagnetico Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto dell'ambiente e del governo del territorio per l'esame del professor Massimo Calcagnile. Gli argomenti trattati sono: l'inquinamento elettromagnetico e i relativi danni alla salute umana, la tutela della salute dell'uomo e dei lavoratori dagli effetti prodotti dai campi elettromagnetici, la tutela dell'ambiente... Vedi di più

Esame di Diritto dell'ambiente e del governo del territorio docente Prof. M. Calcagnile

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comma 2, con particolare riferimento alle priorità di intervento, ai tempi di attuazione ed alle

modalità di coordinamento delle attività riguardanti piú regioni nonché alle migliori tecnologie

disponibili per quanto attiene alle implicazioni di carattere economico ed impiantistico; e)

all’individuazione delle tecniche di misurazione e di rilevamento dell’inquinamento

elettromagnetico; f) alla realizzazione di accordi di programma con i gestori di elettrodotti ovvero

con i proprietari degli stessi o delle reti di trasmissione o con coloro che ne abbiamo comunque la

disponibilità nonché con gli esercenti di impianti per emittenza radiotelevisiva e telefonia mobile,

al fine di promuovere tecnologie e tecniche di costruzione degli impianti che consentano di

minimizzare le emissioni nell’ambiente e di tutelare il paesaggio; g) alla definizione dei tracciati

degli elettrodotti con tensione superiore a 150 kV; h) alla determinazione dei parametri per la

previsione di fasce di rispetto per gli elettrodotti; all’interno di tali fasce di rispetto non è

consentita alcuna destinazione di edifici ad uso residenziale, scolastico, sanitario ovvero ad uso che

comporti una permanenza non inferiore a quattro ore.”) enuncia le competenze dello stato:

- fissare i limiti di esposizione e i valori di attenzione;

- promuovere la ricerca scientifica;

- istituire un catasto nazionale delle sorgenti di campi elettrici, magnetici, elettromagnetici del

territorio dello stato;

- fissare i criteri secondo i quali verrà predisposto il piano di risanamento (che sarà poi adottato ad

opera delle regioni, ai sensi dell'art. 9)

- individuare le tecniche per la misurazione dei campi;

- definire il percorso degli elettrodotti con potenza superiore a 150 kW

 art. 8 (“1. Sono di competenza delle regioni, nel rispetto dei limiti di esposizione, dei valori

di attenzione e degli obiettivi di qualità nonchè dei criteri e delle modalità fissati dallo

Stato, fatte salve le competenze dello Stato e delle autorità indipendenti: a) l’esercizio delle

funzioni relative all’individuazione dei siti di trasmissione e degli impianti per telefonia

mobile, degli impianti radioelettrici e degli impianti per radiodiffusione, ai sensi della legge

31 luglio 1997, n. 249, e nel rispetto del decreto di cui all’articolo4, comma 2, lettera a), e

dei princìpi stabiliti dal regolamento di cui all’articolo 5; b) la definizione dei tracciati

degli elettrodotti con tensione non superiore a 150 kV, con la previsione di fasce di rispetto

secondo i parametri fissati ai sensi dell’articolo 4 e dell’obbligo di segnalarle; c) le

modalità per il rilascio delle autorizzazioni alla installazione degli impianti di cui al

presente articolo, in conformità a criteri di semplificazione amministrativa, tenendo conto

dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici preesistenti; d) la realizzazione e la

gestione, in coordinamento con il catasto nazionale di cui all’articolo 4, comma 1, lettera

c), di un catasto delle sorgenti fisse dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, al fine

di rilevare i livelli dei campi stessi nel territorio regionale, con riferimento alle condizioni

di esposizione della popolazione; e) l’individuazione degli strumenti e delle azioni per il

raggiungimento degli obiettivi di qualità di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), numero

1); f) il concorso all’approfondimento delle conoscenze scientifiche relative agli effetti per

la salute, in particolare quelli a lungo termine, derivanti dall’esposizione a campi elettrici,

magnetici ed elettromagnetici.”) enuncia le competenze delle regioni:

- individuare dove dovranno sorgere gli impianti di telefonia mobile e di telecomunicazione;

- definire il percorso degli elettrodotti con potenza superiore a 150 kW.

Per quanto riguarda le competenze dei comuni, l'art. 87 del d.lgs. 259/2003, essi devono rilasciare o

meno l'autorizzazione alla realizzazione di impianti radioelettrici. A riguardo, vi furono discussioni

circa l'idoneità di tale autorizzazione ad avere carattere assorbente nei confronti della richiesta di

una concessione edilizia, discussioni che sono giunte ad una risposta affermativa. Per questo

motivo, ottenuta l' autorizzazione ex art. 87 non è necessario richiedere anche una concessione

edilizia per la realizzazione dell'impianto.

Inoltre, i comuni possono adottare dei regolamenti per minimizzare l'esposizione ai campi o meglio

contrastare l'inquinamento elettromagnetico. A questo proposito c'è però da precisare che i comuni

non possono, coi regolamenti, intervenire nel senso di modificare i criteri di valutazione in relazione

alla tutela della salute umana. Ad esempio, un intervento che stabilisca una distanza in metri da un

nucleo abitativo, per la costruzione di un impianto, è illegittimo in quanto finisce per introdurre un

criterio (in questo caso la distanza in metri) differente da quelli individuati dallo stato, il quale è

l'unico soggetto competente nell'individuazione di questi.

 Art. 9 (“1. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 4,

comma 2, lettera a), la regione adotta, su proposta dei soggetti gestori e sentiti i comuni

interessati, un piano di risanamento al fine di adeguare, in modo graduale, e comunque

entro il termine di ventiquattro mesi, gli impianti radioelettrici già esistenti ai limiti di

esposizione, ai valori di attenzione ed agli obiettivi di qualità stabiliti secondo le norme

della presente legge. Trascorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto di cui

all’articolo 4, comma 2, lettera a), in caso di inerzia o inadempienza dei gestori, il piano di

risanamento è adottato dalle regioni, sentiti i comuni e gli enti interessati, entro i successivi

tre mesi. Il piano, la cui realizzazione è controllata dalle regioni, puó prevedere anche la

delocalizzazione degli impianti di radiodiffusione in siti conformi alla pianificazione in

materia, e degli impianti di diversa tipologia in siti idonei. Il risanamento é effettuato con

onere a carico dei titolari degli impianti.)

Riguarda i piani di risanamento. Questi vengono adottati dalla Regione ed hanno valenza

transitorio, cioè hanno lo scopo di adeguare gli impianti già esistenti al momento dell'entrata in

vigore di tale legge. Perciò, hanno valore fino a che tali impianti non si saranno adeguati.

 Art. 14 (1. Le amministrazioni provinciali e comunali, al fine di esercitare le funzioni di

controllo e di vigilanza sanitaria e ambientale per l'attuazione della presente legge,

utilizzano le strutture delle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente, di cui al

decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con modificazioni, dalla legge 21

gennaio 1994, n. 61. Restano ferme le competenze in materia di vigilanza nei luoghi di

lavoro attribuite dalle disposizioni vigenti.

2. Nelle regioni in cui le Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente non sono ancora

operanti, ai fini di cui al comma 1, le amministrazioni provinciali e comunali si avvalgono

del supporto tecnico dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente, dei presidi

multizonali di prevenzione (PMP), dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza

sul lavoro (ISPESL) e degli ispettori territoriali del Ministero delle comunicazioni, nel

rispetto delle specifiche competenze attribuite dalle disposizioni vigenti.

3. Il controllo all'interno degli impianti fissi o mobili destinati alle attivita' istituzionali delle

Forze armate, delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco è disciplinato dalla specifica

normativa di settore. Resta fermo in particolare, quanto previsto per le forze armate e di

polizia dagli articoli 1, comma 2, e 23, comma 4, del decreto legislativo 19 settembre 1994,

n. 626, e successive modificazioni.

4. Il personale incaricato dei controlli, nell'esercizio delle funzioni di vigilanza e di

controllo, può accedere agli impianti che costituiscono fonte di emissioni elettromagnetiche

e richiedere, in conformità alle disposizioni della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive

modificazioni, i dati, le informazioni e i documenti necessari per l'espletamento delle

proprie funzioni. Tale personale è munito di documento di riconoscimento dell'ente di

appartenenza”).→ Si occupa dei controlli. Le amministrazioni regionali e comunali, a tal

fine, possono avvalersi di appositi organismi tecnici (agenzie).

Sentenze.

Sent. 3594/2008. Il gestore di telefonia mobile 3 impugna un provvedimento comunale (in Puglia)

che sospendeva la realizzazione di un impianto per la telefonia poiché ritenuto in contrasto coi

criteri del regolamento comunale relativamente alla distanza metrica minima stabilita dalle case di


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ninkasi

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto dell'ambiente e del governo del territorio per l'esame del professor Massimo Calcagnile. Gli argomenti trattati sono: l'inquinamento elettromagnetico e i relativi danni alla salute umana, la tutela della salute dell'uomo e dei lavoratori dagli effetti prodotti dai campi elettromagnetici, la tutela dell'ambiente dagli effetti prodotti dai campi elettromagnetici, la promozione della ricerca scientifica nell’ambito dell’ inquinamento elettromagnetico.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninkasi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'ambiente e del governo del territorio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Calcagnile Massimo.

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