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Lo sviluppo sostenibile

È un concetto emerso tardi sia a livello sociale che giuridico, con 5 tappe che hanno fatto emergere il concetto di sviluppo sostenibile.

Il rapporto Meadows “The Limits to Growth”

Indagine sugli effetti della crescita esponenziale di 5 fattori:

  • Popolazione
  • Produzione di alimenti
  • Industrializzazione
  • Inquinamento
  • Sfruttamento delle risorse naturali

Conclusioni: senza modificazioni indotte i fattori avrebbero portato a una situazione di collasso, a causa della loro crescita e della velocità di crescita. Unica soluzione: "crescita zero" di due delle variabili (popolazione ed investimenti) per bloccare lo sviluppo e per gli anni '70 era impensabile fare una cosa del genere. È una tappa che fa storia a sé: appena pubblicato il rapporto fu dimenticato.

La dichiarazione di Stoccolma (1972)

"Non c’è sviluppo senza ambiente". È il primo documento ufficiale che si sofferma sulla tutela dell’ambiente. È una dichiarazione che contiene 26 principi. I principi non vincolano, sono strumenti di soft law: enunciati che illustrano la situazione e che dovrebbero indirizzare i legislatori i quali dovrebbero ispirarsi ad essi. Ma se manca la seconda fase, i principi perdono di significato non riuscendo a vincolare. Quindi i principi sono l’ossatura di una determinata materia, l’ispirazione alla quale attingono i vari atti legislativi, ad esempio norme giuridiche ed è importante considerare che siano fatte rispettare.

Principio 1: "L’uomo ha un diritto fondamentale alla libertà, all’eguaglianza e a condizioni di vita soddisfacenti, in un ambiente che gli consenta di vivere nella dignità e nel benessere, ed è altamente responsabile della protezione e del miglioramento dell’ambiente davanti alle generazioni future [...]". → È una vision antropocentrica idea delle generazioni future.

Principio 2: "Le risorse naturali della terra, ivi incluse l’aria, l’acqua, la flora, la fauna e particolarmente il sistema ecologico naturale, devono essere salvaguardate a beneficio delle generazioni presenti e future [...]". → Le risorse generazioni future.

Principio 13: "Per una più razionale amministrazione delle risorse e migliorare così l’ambiente, gli Stati dovranno adottare nel pianificare lo sviluppo misure integrate e coordinate, tali da assicurare che detto sviluppo sia compatibile con la necessità di proteggere e migliorare l’ambiente umano a beneficio delle loro popolazioni". Misure integrate e coordinate.

Carta Mondiale della Natura (1982)

Legge il rapporto tra uomo e ambiente in maniera ecocentrica. L’uomo ha bisogno di essere preservato quanto tutti gli altri esseri viventi. L’ambiente merita tutela di per sé. Abbandonata anche questa, forse troppo precoce per i tempi, dimenticata.

  • Prospettiva antropocentrica
  • Prospettiva ecocentrica
  • Antropocentrismo "debole": l’uomo sempre al centro non perché è il fattore più importante, ma perché ha la capacità di alterare gli altri ecosistemi. L’uomo è realmente al centro perché le sue scelte incidono sugli ecosistemi.
  • Ecocentrismo "spinto": protezione integrale
  • Antropocentrismo "moderato": protezione comparata al principio di integrazione

Protezione integrale: ad esempio, parchi naturali antichi con grande controllo e proibizione, controsenso perché al di fuori di queste aree si poteva fare praticamente tutto. Protezione comparata: deve tenere conto dello sviluppo sociale ed economico dell’uomo. Cercare un punto di equilibrio. Contemperamento, ricerca di un punto d’equilibrio. Da qui consegue il principio di integrazione: ne consegue che gli obbiettivi ultimi della tutela dell’ambiente devono essere determinati anche sulla base del loro accettabile costo economico.

Il rapporto Brundtland “Our Common Future” (1987)

Studio di tre elementi base:

  • Crescita economica
  • Povertà ("non c’è ambiente senza sviluppo")
  • Interdipendenza globale

→ Da di base una economia capitalista, della proprietà privata escludendo quella statale. Non nega la produzione industriale e quindi permette lo sviluppo industriale (trova equilibrio). Quanto la povertà incida sullo sviluppo, là dove le condizioni di vita delle popolazioni sono basse, bassi livelli sociali (ecc...) non si potrà attuare una tutela ambientale.

Interdipendenza globale:

  1. Consapevoli che le crisi sono crisi ad ampio spettro, i problemi sono tutti collegati.
  2. Necessità di affrontare i problemi a livello globale, gli stati singoli non sono capaci di contrastare crisi più ampie di essi.

Prima definizione di sviluppo sostenibile: sviluppo presente che non disabiliti le future generazioni. Da qui vengono dedotti dei principi: equità intergenerazionale e infragenerazionale.

Equità intergenerazionale

Mette in relazione le varie generazioni. Legge di Daly:

  1. Velocità di prelievo di risorse deve essere minore alla velocità di rigenerazione.
  2. Velocità di utilizzazione delle risorse non rinnovabili non deve superare il tasso di sviluppo di quelle rinnovabili che le possono sostituire.
  3. La velocità di produzione di inquinamento deve essere minore alla capacità naturali di assorbire da parte degli ecosistemi.

Picco di Hubbert: Curva Gaussiana dell’esaurimento del petrolio. Picco quando costi di estrazione troppo elevati, è una visione economica. Non più fattibile quando sarà troppo elevato il costo energetico. Tutela dell’equilibrio ecologico o tutela della resilienza degli ecosistemi? I sistemi ecologici sono in equilibrio dinamico e la resilienza è la capacità da parte di un ecosistema di assestarsi in maniera di mantenere le sue caratteristiche e questo complica la vita del legislatore per il quale è più difficile individuare dei limiti.

Sostenibilità debole (economisti ambientali): capitale naturale e capitale artificiale formano un pacchetto di benessere = K.

Sostenibilità forte (economisti ecologici): capitale naturale e capitale artificiale sono infungibili fra loro.

Equità infragenerazionale

Sviluppo sostenibile come principio "multidimensionale": crescita economica + tutela dell’ambiente + sviluppo sociale. Nel concetto di soddisfacimento dei bisogni della generazione attuale rientrano non solo esigenze di sviluppo economico, ma anche di tipo sociale e politico (così U.N.C.H.S., United Nations Commission on Human Settlements). Inadeguatezza del PIL. Indici di benessere alternativi al PIL:

  • Genuine Progress Indicator (GPI)
  • Index of Sustainable Economic Welfare (ISEW)
  • Indice di sviluppo umano
  • Felicità Nazionale Lorda
  • Subjective well-being (SWB)

La Dichiarazione di Rio de Janeiro sull’ambiente e lo sviluppo (1992)

Agenda 21, Dichiarazione sulle foreste (Dichiarazione autorevole di principi giuridicamente non vincolante per un consenso globale sulla gestione, la conservazione e lo sviluppo sostenibile di ogni tipo di foresta), Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, Convenzione sulla biodiversità, Convenzione sulla desertificazione (1994).

Dichiarazione di Rio de Janeiro

Principio 13 e 16: fanno riferimento all polluter pays, chi inquina paga. Lo intendono in due maniere:

  1. Il principio 13 si occupa della sua accezione: le leggi dovrebbero far gravare le responsabilità sul responsabile del danno. Ogni Stato adotti delle norme in maniera di importare il danno a chi lo ha provocato e a fronte del danno si paghi una somma di denaro, "ad equivalenti" per la riduzione in ripristino (riportare l’ambiente nelle condizioni precedenti, tutta via questo ha natura pericolosa).
  2. Il principio 16 si occupa della sua accezione fisiologica: danni potenziali o effettivi che ci sono in attività lecite gli Stati dovranno imporre a chi fa queste attività dei costi per ridurre o evitare danni potenziali. Questo va contro al costo di produzione, i produttori tendono ai valori più bassi del prodotto finale, ma questa politica glieli fa aumentare, e quindi sono ottimi gli incentivi → certificazioni ambientali per premiare il produttore virtuoso.

Principio 15: Principio di precauzione: principio di prevenzione (che in Rio non c’è): quando si ha la certezza che una determinata attività umana avrà degli impatti sull’ambiente per cui la legislatura impone delle "prevenzioni". Principio di precauzione: "nel dubbio difendiamoci". Quando non c’è la certezza scientifica che una determinata attività umana avrà degli impatti sull’ambiente, gli stati dovrebbero intervenire in partenza cercando di ridurre possibili danni. Ad esempio per quanto riguarda i campi elettromagnetici: bassa intensità per un'elevata durata non ho la certezza che siano negativi.

Principio 14: Stati devono cooperare problema che le sanzioni non sono le medesime per cui gli "inquinatori" si spostano dove le sanzioni sono minori.

Principio 17: parla del VIA.

Principio 18-19: principio di tempestiva informazione. Principio 18: imporrebbe di stipulare degli accordi che in caso di catastrofe naturale o di emergenza, gli stati che potrebbero avere dei danni devono essere avvertiti (figlio di Cernobyl) → Principio 19: attività lecite avvertire gli altri stati di potenziali percussioni dovute ad attività lecite.

Principio 20-21-22: ruolo delle donne, ruolo dei giovani, ruolo popolazioni e comunità indigene → abituate a interagire con l’ambiente.

Principio 23-24-25: la guerra comporta perdite di risorse di ogni tipo, ci vuole la pace per lo sviluppo sostenibile.

Principio 2: → a) Sovranità stato deve gestire le attività sul suo territorio → b) Rapporti di buon vicinato dovere di evitare che attività vadano a impattare stati vicini o terre di nessuno. Norma consuetudinaria: nata nel tempo perché una collettività segue un certo comportamento che ad un certo punto si pensa che questo sia dovuto ad una regola già esistente ma invece la regola nasce dopo. Es: acque continentali → 3 miglia dovute alla gittata dei cannoni e chiedevano il permesso per entrare entro le 3 miglia la quale è divenuta una consuetudine. La sovranità è il supremo potere di comando, sul territorio c’è un soggetto capace di fare regole che obbligano gli altri a mantenere un certo comportamento, pena se ciò non viene effettuato, in uno stato esercita questo potere chi governa e devono essere rispettate attraverso sanzioni e pene.

Casi in cui è risultato difficile rispettare il rapporto di buon vicinato ma dove la sovranità è stata soddisfatta.

  • Trail smelter case: fonderia sul confine Canadese-USA, dove i fumi andavano in USA. USA vs Canada, coinvolti due stati, non contadini con la fonderia. Un collegio arbitrale ha espresso per la prima volta che gli Stati possono avere sovranità sul proprio territorio ma non possono danneggiare gli altri Stati.
  • Dighe Gabcikovo-Nagymaros: deviazione del Danubio per centrali idroelettriche. L’Ungheria si è tirata indietro e la corte di giustizia non ha tirato niente di buono, entrambe non hanno adempito ai loro doveri, ha vinto il principio di sovranità.
  • Pulp Mills: Argentina Vs Uruguay, cartiere finlandese e spagnola che scappano da leggi più dure. Corte di giustizia: Uruguay vince, sovranità in quanto l’Argentina non ha dimostrato il danno.
  • Baia Mare: utilizzo di cianuro per una miniera d’oro, sversamento in fiume il quale è giunto sino al Danubio e al Mar Nero, non ci sono state pene.

Il principio 2 è molto rigido nella prima parte, sulla seconda si hanno molte evasioni non fatte poi rispettare, solo nel caso della fonderia di Trail.

Principio 11: obbligo per gli stati di introdurre misure efficaci per la tutela dell’ambiente le quali possono essere considerate insufficienti da altri stati, il tutto dipende dallo stato di sviluppo d questi.

Principio 11/12: si prende atto delle diverse condizioni degli stati e non si possono imporre le medesime modalità. Di seguito il principio 12 specifica che non potranno essere prese misure di restrizione commerciali verso gli stati meno sviluppati.

Prodotti commerciali:

  1. Related product PPMs: Prodotto finale dipende dalla lavorazione. → Es: gasolio benzina [S]/[Pb].
  2. Non related product PPMs: Sono quei prodotti dove il processo produttivo non influisce sul prodotto finale. Gli stati hanno emanato norme per ridurre l’importazione di determinati prodotti. GATT è un accordo internazionale che dovrebbe regolare il commercio, il quale articolo 20 afferma che gli stati possono adottare misure riduttive quando siamo di fronte a possibili danni alla salute o in caso di risorse esauribili, adottando una politica conservativa in casa propria.

Environment shopper: sono Stati, o multinazionali, che non vogliono vedere persi i vantaggi di andare verso Stati dove le leggi ambientali sono più blande. I paesi del Sud del mondo sono contrari ai consigli che vengono da Paesi del Nord → neo imperialismo (voi avete inquinato e vi siete sviluppati o tocca a noi) Situazione di resistenza. I paesi del Sud hanno altre priorità prima dell’ambiente → vale il principio 2 (sovranità) della dichiarazione di Rio

Un esempio di prodotto non related product (che è più complicato per gli stati farlo) è il caso che ha coinvolto Messico e USA sulla pesca di tonni e delfini. Nel ’91 USA hanno fatto una legge federale che vietava l'importazione di tonni da paesi che non fanno distinzione nella pesca al tonno e al delfino. Il Messico si lamenta di questo e un collegio arbitrale ha annullato la legge in quanto ritenuta troppo protezionistica. Un altro caso analogo ha riguardato la pesca di gamberetti e tartarughe e anche in questo caso il collegio arbitrale ha ritenuto troppo protezionistica la legge. Soluzioni: → misure multilaterali accordi fra stati

MEAS: uso di accordi

  • Related product PPMs: standard di prodotti
    • TBT (Technical barrier to trade): il processo produttivo influisce sul prodotto finale e va gestito. Es: imballaggi che devono avere certe caratteristiche
    • SPM (Sanitary and phytosanitary measures): accordo sulle misure per la protezione della salute dell’uomo/animali/vegetali. Consente il divieto di importare prodotti con sostanze nocive, spesso derivano dal processo utilizzato per cui si agisce sul prodotto, e non sempre si può dimostrare il rischio.
  • Non related product:
    • Es: trattato di Montreal, divieto di importare CFC o prodotti contenenti o prodotti fabbricati con uso di CFC

TREMS su nozione aggiornata di "like product" basata non solo su caratteristiche fisiche ed usi del prodotto, ma anche su processi e metodi, sia per la protezione dell’ambiente, sia per il rispetto dei diritti dei lavoratori rientrano in questo ambito le Direttive comunitarie 2009/28/CE e 2009/30/CE (attuate con d. lgs. n. 28/2011 e d. lgs. n. 55/2011) in materia di biocarburanti e bioliquidi: sia che le materie prime siano state coltivate nel territorio dei Paesi UE, sia che provengano da Paesi extracomunitari, i biocarburanti per i trasporti ed i bioliquidi per la produzione di energia possono essere computati per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione dei gas serra e possono accedere agli incentivi per le FER, a condizione che vengano rispettati (art.38 d.lgs. 28/2011):

  • Criteri di sostenibilità ambientale
  • Criteri di sostenibilità sociale

Il caso dei biocarburanti e bioliquidi: UE si è resa conto che questi hanno un enorme impatto ambientale. Si può utilizzare i biocarburanti facendo una politica di rispetto ambientale e condizioni lavoratori. Non si può utilizzare biomassa proveniente da foreste primarie, torbiere, parchi naturali, zone umide, biodiversità elevata.

La tutela dell’ambiente nei conflitti armati

Differenza tra guerra e conflitto armato. Guerra: invasione del territorio senza specifica dell’intesa delle operazioni militari. Conflitto armato: concetto più ampio almeno una delle parti fa uso di militarmente organizzato verso un’altra parte, non si parla di stati.

Classificazione dei conflitti:

  • Conflitti internazionali: stati vs stati
  • Conflitti non internazionali: tra non stati
  • Conflitti simmetrici: entrambi gli stati hanno forze organizzate
  • Estensione territoriale: conflitti generali, regionali, locali
  • Mezzi impiegati: conflitti convenzionali, convenzionali in potenziale ambientale (armi nucleari, batteriche e chimiche), conflitti non convenzionali (armi non convenzionali)
  • Livello di forza impiegato: conflitti ad alta/bassa intensità, quest’ultimi forza selettiva per tempo limitato

Tutela dell’ambiente dai danni che sono conseguenza di azioni belliche

A) Accordi internazionali sull’uso delle armi

Tutela «indiretta»

  • Divieto di uso di armi ad effetti indiscriminati (p.e V1, V2, mine)
  • Divieto di uso di armi di distruzione di massa (NBC)

B) I protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali

Adottato a Ginevra l’8 giugno 1977, ratificato dall'Italia con legge 11 dicembre 1985, n. 762

C) II Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati non internazionali

Adottato a Ginevra l’8 giugno 1977, ratificato dall'Italia con legge 11 dicembre 1985, n. 762

D) Diritto consuetudinario (clausola Martens)

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marco_lupo93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto e Tecniche per l'ambiente e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Lolli Ilaria.
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