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Turismo

Il turismo che oggi conosciamo non è il turismo dell'antichità perché a suo tempo era legato a motivazioni di carattere religioso e, molte volte, anche culturale. Nella modernità, invece, l'invenzione dei mezzi di trasporto ha agevolato e semplificato gli spostamenti perché prima era complicato muoversi nel territorio. Il turismo un tempo non era così diffuso come oggi non solo perché i mezzi di trasporto consentivano di viaggiare con difficoltà ma anche perché un tempo, non troppo lontano (800), il turismo era collegato al lusso e cioè solo in pochi si potevano permettere di fare turismo, era prerogativa delle classi agiate. Nell’economia della società significava che all’epoca era considerato un bene voluttuario tant’è che una parte delle popolazione ne faceva a meno. Infatti, oggi il turismo è alla portata di molti tanto che si può praticare turismo anche senza spendere ingenti somme di denaro.

Noi associamo il turismo al termine vacanza. "Vacanza" significa mancanza, cioè manca la quotidianità come per esempio il lavoro tant’è che il turismo si esercita quando non si è occupati. Quando parliamo di turismo parliamo di un diritto della persona. Questo è l’elemento più caratterizzante del moderno concetto di turismo. Il turismo non è, però, solo funzionale allo sviluppo della persona e della sua personalità ma lo è anche per la società. Infatti, il viaggio può essere sublime e allo stesso tempo spietato rivelandosi uno straordinario metodo per saldare legami sani o sfaldare legami insani. Si definisce "sublime" perché il viaggio è volto alla conoscenza di cose, di persone, di culture nuove. Si dice "spietato" perché il viaggio è uno straordinario metodo per sfaldare i legami quelli insani infatti attraverso il turismo conosciamo meglio il prossimo e riusciamo, quindi, ad individuare meglio i caratteri dell’altro. Il turismo, quindi, ci aiuta a conoscere meglio il prossimo ed anche noi stessi.

Nel libro John Steinbeck afferma: "le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone." È anche il viaggio che ci plasma e ci modella.

Bisogni del turismo

Il turismo intende soddisfare molteplici bisogni tra cui:

  • Bisogno di scoperta;
  • Bisogno di conoscenza e di arricchimento culturale;
  • Bisogno di svago;
  • Legami affettivi;
  • Un capriccio;
  • Un desiderio bizzarro;
  • Per gastronomia;
  • Per enologia.

Anche chi viaggia per lavoro o per studio usa ritagliarsi degli spazi per soddisfare prettamente esigenze turistiche. La funzione fondamentale del turismo è liberarci dalla quotidianità. Oggi il turismo è cambiato, ci si muove più celermente ma si dedicano alle ferie periodi più ristretti ed infatti, per muoversi da casa, si sfruttano i ponti e il weekend. Le nuove tecnologie e l'informatica hanno prodotto dei grandi cambiamenti anche in ambito turistico sia sul versante della domanda che in quello dell'offerta di prodotti e servizi: si associa, oggi, alla "turismatica" il ruolo centrale che gioca l'innovazione come fattore di sviluppo del settore.

Giornata mondiale del turismo

Il 27 settembre del 1970 venne adottato lo statuto dell'Organizzazione Mondiale del Turismo e nel settembre del 1979 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato proprio il 27 settembre "World Tourism Day" (giornata mondiale del turismo). A partire dal 1980, il 27 settembre, ogni anno, la Giornata mondiale viene festeggiata con varie iniziative circa temi riguardanti il turismo. L'accento non è posto sul turismo tout court ma sul binomio tra sviluppo e turismo, armonicamente composto dall'espressione "Turismo sostenibile".

Fino all’anno scorso "eravamo sintonizzati" su una lunghezza d’onda che era quello dello sviluppo del turismo mentre oggi dobbiamo fare i conti con la necessità di salvare il turismo dal baratro in cui è precipitato. È cambiata la realtà. È difficile, quindi, parlare di turismo sostenibile quando a causa della pandemia da COVID-19 la salvezza del turismo è diventato il primo e fondamentale obiettivo. La comparsa del coronavirus ha rappresentato non solo nel turismo ma in tutte le società uno spartiacque nella storia recente dell'umanità, difficilmente il dopo COVID-19 sarà come il prima.

La convivenza con il virus ha modificato il modo di fare turismo e ci ha portato al rispetto di regole che prima erano sottovalutate. Anche l'economia e la politica dovranno fare i conti con la nuova realtà. Bisogna trarre spunto da questa drammatica esperienza per correggere gli errori fino a qui commessi che possono aver contribuito a determinare condizioni favorevoli all'evoluzione rapida della pandemia.

Turismo sostenibile

La causa più significativa che ha determinato il virus è data dallo scarso rispetto che abbiamo avuto per la natura e per l'ecosistema (disboscamento, riscaldamento globale). L'Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) che è istituzione legata all'ONU nel 1988 ha riassunto ciò che va inteso come "Turismo sostenibile" affermando che lo sviluppo sostenibile del turismo va incontro ai bisogni dei turisti e delle aree ospitanti attuali e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro. Qualche anno più tardi la Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente e lo Sviluppo riunitasi a Rio de Janeiro nel 1992 poneva al centro le problematiche legate allo sviluppo sostenibile affermando che gli esseri umani "hanno diritto ad una vita sana e produttiva in armonia con la natura" e che il "diritto allo sviluppo deve essere attuato in modo da soddisfare equamente i bisogni di sviluppo e ambientali delle generazioni presenti e future".

Dalla Conferenza di Rio è scaturito un ampio programma di azione denominato Agenda 21 che è una sorta di vademecum per lo sviluppo sostenibile del pianeta Terra. Secondo questa Agenda 21 i viaggi e il turismo devono: basarsi su modalità di consumo e di produzione sostenibili; la protezione dell’ambiente deve diventare un elemento costitutivo dei processi di sviluppo turistico; i problemi dello sviluppo turistico devono essere affrontati con la partecipazione dei cittadini interessati.

Gli eventi drammatici legati all'emergenza epidemiologica da COVID-19 ci segnalano che è impossibile vivere sani e felici in un pianeta malato e ciò dà concretezza all'idea che un turismo disinteressato alla preservazione degli equilibri naturali non può essere sostenibile.

La materia del turismo è presa in considerazione anche dalla Carta di Lanzarote per un Turismo Sostenibile approvata dalla Conferenza Mondiale del Turismo Sostenibile riunitasi proprio a Lanzarote nel 1995. La Carta promuove un approccio globale e pone l'accento sul contributo attivo che il turismo se, ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità sociali, è in grado di offrire allo sviluppo sostenibile del nostro pianeta.

La Carta di Lanzarote per il Turismo Sostenibile è accompagnata da un Piano d’Azione che stabilisce linee operative volte a:

  • Valutare il contributo del turismo alla sostenibilità globale;
  • Rafforzare il ruolo dei principali protagonisti del turismo;
  • Promuovere il turismo a livello locale;
  • Dare priorità ad alcuni casi specifici (le piccole isole, le aree costiere, le zone di alta montagna, le città ed i centri storici).

Hanno posto l'accento sul "turismo responsabile e sostenibile" anche i Membri dell'OMT riuniti in assemblea generale a Santiago del Cile dal 27-9 all'1-10-1999 insieme ai rappresentanti dell'industria turistica mondiale, ai delegati degli Stati, dei territori, delle imprese, delle istituzioni e degli organismi. Sono stati adottati i principi del "Codice Mondiale di Etica del Turismo" ispirati dalla convinzione che il turismo, attraverso i contatti diretti, spontanei e non mediati tra uomini e donne di culture e stili di vita differenti, rappresenti una forza vitale al servizio della pace ed un fattore di amicizia e comprensione fra i popoli del mondo.

Codice mondiale di etica del turismo

Il rilievo del testo emerge dalla lettura delle rubriche dei 10 articoli che lo compongono dove si fa riferimento:

  • Al contributo del turismo alla comprensione e al rispetto reciproco tra i popoli e le società;
  • Al turismo quale mezzo di soddisfazione individuale e collettiva;
  • Al turismo quale fattore di sviluppo sostenibile;
  • Al turismo quale mezzo per utilizzare il patrimonio culturale dell'umanità e per contribuire al suo arricchimento;
  • Al turismo quale attività vantaggiosa per i paesi e le comunità di accoglienza;
  • Agli obblighi che gli operatori dello sviluppo turistico devono osservare nei confronti dei turisti;
  • Al diritto di tutti al turismo;
  • Alla libertà di spostamenti turistici;
  • Ai diritti dei lavoratori e degli imprenditori dell'Industria turistica;
  • All'applicazione dei principi di cui trattasi.

Nell'allegato è anche prevista la creazione di un Comitato mondiale di etica del turismo con una propria organizzazione ed un proprio regolamento interno che ha la funzione globale di osservatorio dei problemi riscontrati nell'applicazione del codice ed un ruolo di rilievo nella risoluzione le dispute sull'interpretazione o applicazione del codice medesimo. Questo testo esprime, quindi, l'invito e la raccomandazione a tutti gli operatori in ambito turistico, alle comunità di accoglienza e agli stessi turisti a regolare la loro condotta sui principi enunciati nel Codice etico mondiale per il turismo e ad applicarli.

Turismo in Italia

Per l'Italia il turismo rappresenta un settore più rilevante di altri per il peso che ha nell'economia nazionale e per le opportunità di lavoro che offre. Il contributo del Turismo al prodotto interno lordo dell'Italia ammonta ad oltre 130 miliardi di euro e le persone impiegate in questo settore sono circa 2,2 milioni. Questi dati sono trattati da un documento denominato Piano Strategico per lo Sviluppo del Turismo in Italia che aveva una durata quinquennale. Nel 2016 è stato presentato il Piano strategico di sviluppo del turismo 2017/2022 elaborato dal Comitato Permanente di Promozione del Turismo con il coordinamento della Direzione Generale Turismo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT).

Nel Piano strategico sono quattro gli obiettivi individuati:

  • Diversificare l’offerta turistica e promuovere modalità di fruizione turistica del patrimonio del nostro paese basate sul rinnovamento e ampliamento dell'offerta delle destinazioni strategiche;
  • Innovare il marketing;
  • Accrescere la competitività;
  • Migliorare la governance del settore e accrescerne l’efficienza.

I Piani strategici sono affiancati da Piani Turistici Regionali rispondenti anch'essi ad una logica di programmazione, la loro adozione è significativa e devono essere costantemente aggiornati per farne strumenti sia per le istituzioni statali e regionali sia per i singoli operatori. Con l'Art. 11 comma 3-ter del decreto legislativo 31-5-2014 n° 83 si è individuata con priorità una linea da seguire nell'ambito del Piano strategico nazionale per potenziare l'offerta turistico-culturale e valorizzare con azioni congiunte il paesaggio e il patrimonio storico artistico della nazione.

Va poi considerata la vicenda COVID-19 che ha costretto a rimodulare piani e strategie e determinato l'introduzione di una normativa emergenziale (n° 18/2020) di sostegno a tutto il settore turistico in grave crisi di liquidità. Oggi la dimensione normativa del turismo non è più semplice come un tempo sicché sempre più spesso non è il diritto nazionale (leggi, regolamenti, usi) il referente principale, essendo le regole da applicare rinvenibili in fonti che potremmo definire sovranazionali (panorama più complesso) al quale l’Italia ha deciso di prendere parte. Per questo oggi dobbiamo fare i conti con una pluralità di fonti anche in ambito turistico, abbiamo quindi un diritto sovranazionale del turismo.

Fonti sovranazionali del turismo

Quando si parla di fonti sovranazionali si fa riferimento in primo luogo ai Trattati e alle Convenzioni che sono gli strumenti fondamentali attraverso i quali si esprime il diritto internazionale (es: trasporto aereo, trasporto marittimo sono governati da convenzioni internazionali che vedono partecipi tutti gli stati). Per lungo tempo si è ritenuto che i Trattati e le Convenzioni per diventare diritto all'interno degli stati nazionali hanno bisogno di un atto di recepimento. Un tempo si riteneva che nella gerarchia delle fonti se una legge recepisce e quindi rende il diritto vigente nello Stato una Convenzione questa Convenzione ha lo stessa dignità della legge.

Oggi il discorso è cambiato perché la nostra Costituzione agli inizi di questo millennio ha subito una modificazione del nostro titolo V e cioè quello che riguarda i rapporti tra stato e regioni. Nell'ambito di questa modificazione c'è un dato che va segnalato e questo dato è rappresentato dall'Art. 117 della costituzione. Il nuovo articolo al 1° comma afferma che la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle regioni nel rispetto della costituzione nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. È importate l’introduzione dell'art. 117 perché ci dice che il legislatore nazionale sia a livello regionale che a livello statutario è vincolato al rispetto non solo della Costituzione ma anche degli obblighi internazionali. Quindi, i Trattati e le disposizioni che sono contenute in questi trattati per effetto dell'Art. 117 Cost. hanno un valore superiore a quello delle leggi. Il legislatore è vincolato al rispetto di ciò che sta scritto nei Trattati e nelle Convenzioni e quindi significa che entrambi si pongono in una posizione intermedia tra la Costituzione e le leggi ordinarie, tant'è che la nostra Corte costituzionale in due importanti sentenze del 2007, la n° 348 e la n° 349 ha affermato che queste disposizioni sono norme interposte. La Corte costituzionale ha preso in esame la questione con riferimento alla CEDU (convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali) stabilendo che nel caso in cui una legge ordinaria vada in contrasto con quello che la CEDU il giudice non può disapplicarla ma deve rimandare la questione alla Corte costituzionale perché in questo contrasto si registra una violazione dell'Art. 117 1° comma.

Nell’ambito delle fonti sovranazionali bisogna collocare, con una valenza maggiore, anche le fonti che derivano dall'ordinamento comunitario. Sono stati dei trattati di diritto internazionale a dar vita alle Comunità Europee e da ultimo all'Unione Europea. L'ordinamento comunitario è il frutto di un processo in costante evoluzione che ha avuto inizio nel 1951 con il Trattato di Parigi che ha istituito la CECA (Comunità Europea del carbone e dell'acciaio) che doveva avere una durata di 50 anni, tant'è che oggi non c'è più. Del 1957 è l'istituzione della CEE (Comunità Economica Europea) avvenuta con la firma dei Trattati di Roma. Insieme a quest'ultima si è dato vita anche alla CEEA o EURATOM (Comunità Europea dell'Energia Atomica). Successivamente ci sono stati vari Trattati che hanno introdotto nell'ambito dell'ordinamento della CEE una novità importante che si può focalizzare nel Trattato di Maastricht del 1992, con esso la Comunità Economica Europea (CEE) acquista la denominazione di Comunità Europea (CE). Si è tolto il riferimento all' "Economica" perché la Comunità ha acquisito anche compiti diversi, ha ampliato il raggio della sua azione. Questo trattato è importante perché oltre ad aver introdotto delle modifiche nel trattato istitutivo della CEE anche fatto comparire sulla scena l'Unione Europea (UE). La Comunità Europea e l'Unione Europea hanno convissuto fino al Trattato di Lisbona che è stato concluso nel 2007. Gli Stati avevano provato a costruire una Costituzione Europea che però è fallita e il risultato di questo fallimento ha portato ad un rinnovamento dei Trattati e questo aggiornamento è stato fatto con il Trattato di Lisbona (ratificato dall'Italia nel 2008). Con questo Trattato di Lisbona è scomparsa dalla scena la CE e quindi come unica protagonista è rimasta l'UE.

Nell'ambito del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea (TFUE) abbiamo sia disposizioni che indirettamente guardano il turismo e sia disposizioni che direttamente guardano il turismo. Nell'Art. 3 TFUE vengono individuate le materie nelle quali L'Unione Europea ha competenza esclusiva, in queste materie non viene indicato il turismo. L'Art. 4 TFUE individua le materie di competenza concorrenti, ciò significa che in questi ambiti sia l'Unione Europea e sia il legislatore nazionale hanno competenza a confezionare regole. Anche in questo caso non si trova un riferimento esplicito al turismo però ci sono alcune materie che indirettamente possono interessarlo (es. mercato interno, ambiente, trasporti, sicurezza della salute). Un riferimento esplicito al turismo compare all'Art. 6 TFUE che dice che l'Unione ha competenza per svolgere azioni intese a sostenere, coordinare o completare l'azione degli Stati membri. Tra queste azioni oltre alla cultura e all'industria vi è il turismo.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher raf.iannozzi1997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del turismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Grisi Giuseppe.
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