Rapporto individuale di lavoro
Deviazione dal diritto civile
Nella disciplina del rapporto subordinato si verifica una deviazione dal diritto civile. Nel diritto del lavoro, vi è il primo esempio di tutela del contraente debole. Una parte della disciplina è vincolata: l'autonomia contrattale delle parti è limitata da norme imperative di leggi. Il principio di carattere generale è la inderogabilità in senso peggiorativo delle norme di legge e del c.c. da parte del contratto individuale.
Quindi, una parte consistente del contratto di diritto del lavoro è una disciplina vincolata in quanto fissata alle norme imperative di legge e dalle clausole del c.c. Il legislatore ritiene che la necessità di tutelare il lavoratore vi sia quando il lavoratore è subordinato. La disciplina protettiva si applica tendenzialmente ai lavoratori subordinati. Dal 2003 in poi, qualche norma di tutela è stata estesa ai lavoratori parasubordinati, che dal punto di vista sono considerati autonomi.
Norme del diritto privato e di lavoro
Il diritto del lavoro subordinato prevede protezione della parte debole del contratto, con deviazioni dal diritto civile. L'elemento di fondo è la inderogabilità in senso peggiorativo delle norme di legge e del contratto collettivo da parte di quello individuale. Norme del diritto privato: dispositive, derogabili dalle parti. Norme del diritto di lavoro: imperative, costituiscono la base del rapporto di lavoro subordinato.
Fonti
La disciplina di base è contenuta nel c.c. del 1942. Gli articoli dal 2086 al 2120. Nell'ambito di questi articoli vi è una concezione fortemente gerarchica del rapporto di lavoro. Art 2086: imprenditore capo dell'impresa vs art 2094: lavoratore sta alle direttive dell'imprenditore. La legislazione complementare del 1948 integra il codice civile riequilibrando i poteri unilaterali del datore di lavoro.
Norme fondamentali per l'instaurazione del rapporto di lavoro, disciplina contrattuale durante il rapporto. Dal 1966 la legislazione complementare interviene per integrare la disciplina del rapporto di lavoro. Prima del '66 si parlava di recesso ad nutum (al cenno). Prima non c'era una disciplina limitativa dei licenziamenti, si può recedere dal contratto di lavoro solo con un preavviso.
Disciplina del rapporto di lavoro subordinato
Il diritto del lavoro viene costruito come limitazione dei poteri datoriali unilaterali. Il diritto del lavoro è il bilanciamento che il legislatore sceglie tra la libertà del lavoratore e la libertà di iniziativa privata dell'imprenditore.
Deviazione dal diritto civile: uno degli elementi fondamentali del diritto del lavoro riguarda lo svolgimento effettivo del rapporto stesso. Le modalità dello svolgimento effettivo del rapporto di lavoro prevalgono sulla volontà emergente dal contratto. Questo perché il legislatore presuppone che il lavoratore, soprattutto all'atto della stipulazione del rapporto contrattuale, sia indotto ad accettare clausole anche sfavorevoli al solo fine di ottenere un posto di lavoro.
Esempio eclatante: qualificazione del rapporto di lavoro. Contratto tra lavoratore autonomo ed imprenditore risulta evidente una subordinazione. Anche se il contratto era stato concluso in forma di lavoro autonomo, viene convertito in una forma di lavoro subordinato.
Art 1419 C.C.
Riguarda la nullità delle clausole del contratto. Nell'ambito del diritto privato, se una clausola è nulla, tutto il contratto è nullo se uno dei soggetti stipulanti non lo avrebbe concluso se non ci fosse stata quella clausola. Per il rapporto di lavoro vale il comma 2 parziale e la sostituzione di nullità con le clausole imperative previste dalle norme di legge. Ai fini di tutela del lavoratore, non determinano la nullità dell'intero contratto (controproducente per il datore di lavoro) ma una sostituzione automatica di tali clausole con norme imperative previste dalla legge. Il contratto viene "salvato" e integrato dalle norme di legge.
Caratteristiche fondamentali
La disciplina del lavoro subordinato ha due caratteristiche fondamentali:
- È inderogabile in senso peggiorativo per il lavoratore rispetto al c.c.
- È una disciplina tassativa: la tassatività della disciplina ha una rilevanza fondamentale, perché se un rapporto di lavoro è subordinato, a quel rapporto si applica senza eccezioni tutta la disciplina protettiva del rapporto di lavoro subordinato. Nello specifico, si applicano tutte le norme di tutela sia dal punto di vista individuale che, nell'aspetto previdenziale.
Costo del lavoro: oltre a quanto corrisposto al lavoratore subordinato, costa ad un’impresa un rapporto di lavoro. Se un rapporto di lavoro è subordinato, è soggetto per esempio alla disciplina sui licenziamenti, orari di lavoro ma anche alla disciplina previdenziale. Da quelle regole non è possibile allontanarsi. Non c’è libertà contrattuale di escludere queste norme se il rapporto di lavoro è subordinato.
Fuga dal lavoro subordinato
"Fuga dal lavoro subordinato" ha determinate tutele e prevede costi non derogabili. Qualificare un rapporto di lavoro come autonomo, permette di avere costi inferiori. Emerge il fatto che la qualificazione di un rapporto di lavoro come subordinato o autonomo è fondamentale. La disciplina si applica indefettibilmente e integralmente. La qualificazione di un rapporto di lavoro subordinato ha una rilevanza centrale.
La debolezza contrattuale del lavoratore non c’entra nulla, la disparità tra i due soggetti. L’unico elemento per la qualificazione del rapporto di lavoro è quello contenuto nell’art 2094.
Art 2094 C.C.
Prestatore di lavoro subordinato è chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore. Elemento decisivo ai fini dell’individuazione di un rapporto subordinato è: esercizio potere direttivo. L'imprenditore decide come, dove e quando il lavoratore subordinato deve eseguire la sua prestazione di lavoro. Il prestatore di lavoro mette a disposizione le proprie energie che vengono indirizzate dal datore di lavoro. Se c’è potere direttivo, il contratto di lavoro è subordinato anche se le parti hanno previsto diversamente.
La riqualificazione può avvenire con ricorso giudiziale. Anche l’INPS può agire in giudizio, contestando la reale natura del rapporto di lavoro che è un rapporto di lavoro subordinato soggetto al regime del 33,8%.
Principale elemento di distinzione
Il lavoratore subordinato è oggetto delle direttive del datore di lavoro, anche nelle ipotesi in cui c’è una disparità tra i due soggetti. Nei contratti di lavoro autonomo prevede che il prestatore di lavoro autonomo si obbliga a compiere una prestazione con lavoro personale e senza vincoli di corrispettivo. Non esiste una prestazione di lavoro che sia subordinata o autonoma, ovvero una stessa professione può essere sia subordinata, in tutti i capi di lavoro, sono le concrete modalità di svolgimento di rapporto di lavoro a regolare se sia autonoma o subordinata.
Modello di produzione fordista
Il modello di produzione fordista rendeva difficile individuare se fosse un rapporto di lavoro subordinato o no. La distinzione tra autonomia e subordinazione diventa più complessa nei casi in cui il datore di lavoro non esercita puntualmente il potere direttivo. I casi di controversia si verificano quando il rapporto di lavoro autonomo è oggetto di contestazione del lavoratore che lo vuole trasformare in un rapporto di lavoro subordinato, o da parte dell’INPS. Che individua quel rapporto come subordinato.
Distinzione tra eterodirezione e mero coordinamento
Distinzione rilevante tra:
- Eterodirezione: direzione da un altro soggetto
- Mero coordinamento: compatibile con rapporto di lavoro autonomo
Controversie in materia di distinzione tra subordinazione e autonomia
Come si verificano le controversie in materia di distinzione tra subordinazione e autonomia?
- Un lavoratore autonomo, o con un rapporto di lavoro non subordinato, chiede l’accertamento della sussistenza di un rapporto subordinato a fronte di un contratto che prevede un rapporto di lavoro autonomo.
- Motivazione disciplina tassativa ed inderogabile di tutela. Può essere proposta dall’INPS per ottenere il versamento dei contributi relativi al rapporto di lavoro subordinato.
Dalla presenza di un contratto subordinato di lavoro discendono anche obblighi previdenziali, es. tutela invalidità, vecchiaia assicurazioni di carattere infortunistico.
Indisponibilità del tipo contrattuale
Se un rapporto di lavoro ha le caratteristiche del lavoro subordinato, né le parti del contratto né il legislatore possono sottrarre quel rapporto di lavoro alla disciplina del rapporto di lavoro subordinato. La scelta del contratto di lavoro è strettamente correlata all’effettivo svolgimento del contratto di lavoro. Né alle parti né al legislatore è consentito sottrarre alla disciplina del rapporto subordinato un rapporto che abbia oggettivamente le caratteristiche del rapporto di lavoro subordinato.
Regola generale
Prevalenza del comportamento tenuto dalle parti (effettivo svolgimento del rapporto di lavoro) rispetto al contenuto formale del contratto. Se c’è eterodirezione, siamo certamente in presenza di un rapporto di lavoro subordinato.
Problema
Quando la società dei servizi vede una attenuazione del potere direttivo, della gerarchia all’interno dell’organizzazione. La giurisprudenza individua così gli indici sussidiari (a quello dell’esercizio del potere direttivo), ulteriori criteri quando non c’è un chiaro esercizio del potere direttivo (casi di confine):
- Continuità nel tempo della prestazione lavorativa
- Inserimento stabile nell’organizzazione e nell’impresa
- Il rispetto di un orario di lavoro
- Utilizzazione di strumenti di lavoro forniti dall’azienda committente
- Erogazione di un trattamento economico che è modulato sul tempo della prestazione e non sul raggiungimento di un risultato
- Esclusività dell’impegno lavorativo in favore di un unico committente
Art 2094: messa a disposizione di energie lavorative sotto la direzione di un altro soggetto
Se ci sono questi indici si può dubitare (secondo la giurisprudenza) della natura autonoma del rapporto di lavoro (ovviamente non deve esserci potere direttivo). Casi più controversi sono quelli in cui il collaboratore autonomo lavora per esempio stabilmente nei locali dell’impresa e gli elementi di cui sopra.
Es. Riders: subordinati o autonomi?
La loro prestazione viene indirizzata dalla piattaforma. C’è una direzione sostanziale da parte di un soggetto o un mero coordinamento di attività e dunque è un rapporto di lavoro autonomo? Due sentenze (tribunale di Milano e Torino): siccome il lavoratore può determinare liberamente se risponde o no alla chiamata, non vi è un rapporto subordinato ma un rapporto di lavoro autonomo.
Es. fisioterapisti
Lavoravano presso un centro fisioterapico. Effetto di accertamento rapporto di lavoro subordinato:
- Contributi dovuti per la differenza, più sanzioni per l’omesso versamento (contributi che vengono versati differenti a seconda del tipo di rapporto di lavoro).
- Corte d’appello aveva ritenuto si fosse in presenza di rapporti di lavoro subordinato che quindi il rapporto avrebbe dovuto esser riqualificato.
Elemento fondamentale della decisione: l'istituto fisioterapico non indicava come effettuare i trattamenti, ma era l’istituto a ricevere dai pazienti le richieste, fissando luogo e ora della terapia e poi veniva comunicato al fisioterapista che si recava al centro.
Ricorso alla cassazione: motivazioni
- Violazione di legge: determinazione del tempo e del luogo solo per coordinare la prestazione del lavoratore autonomo con quella del committente, ma non vuol dire che il fisioterapista sia un soggetto subordinato all’istituto fisioterapico. C’è solo un coordinamento al fine di rendere la prestazione lavorativa.
- Vizio di motivazione: la corte non ha motivato, ha reso una decisione omettendo la valutazione delle volontà contrattuali anche perché non emerge un potere di controllo evidente ma solo un’organizzazione di prestazione dei lavoratori autonomi.
Se il potere direttivo è poco chiaro, hanno valore gli elementi sussidiari che il giudice deve individuare con un accertamento di fatto. Individuano la subordinazione dal fatto che in giorno in giorno per l’istituto fisioterapico decideva luogo e ora della prestazione, veniva meno l’autonomia del lavoratore nella decisione del luogo e tempo di lavoro. Non esistono attività lavorative necessariamente subordinate o autonome, è l’effettivo svolgimento del rapporto a determinare se un rapporto di lavoro è subordinato o autonomo. Bisogna guardare ai dati fattuali. È difficile decidere quando non c’è un esercizio chiaro del potere direttivo, quando il soggetto ha una sua professionalità ma sulla base degli indici sussidiari viene rintracciata l’esistenza della subordinazione. (es. definizione giorno per giorno luogo e orario di lavoro).
Qualificazione del rapporto
Se un rapporto è qualificato come subordinato: disciplina tassativa inderogabile e costi tassativi ed inderogabili. Se un rapporto è qualificato come autonomo norme del c.c.
Sentenza 10004
- Punto 7: cosa cambia dal caso precedente?
- È vero che la volontà espressa nel contratto non è decisiva, ma spetta al lavoratore o all’istituto previdenziale provare che l’effettivo svolgimento del rapporto di lavoro è differente rispetto al contenuto del contratto. Il contenuto del contratto non è decisivo, ma vi è l’onere in capo al soggetto che agisce in giudizio della prova.
- Il giudice di merito non può fare ragionamenti di carattere astratto e deduttivo. È solo il concreto svolgimento del contratto a determinare il rapporto.
Punti decisivi 13/14: valutazioni estremamente legate alla valutazione probatoria. Subordinazione attenuata.
Sentenza 3303 del 2016
Corte d’appello di Roma ha ritenuto che si tratta di contratto di lavoro subordinato che questi contratti risultano stipulati senza continuità. Stipulati contratti di lavoro a termine, ma di lavoro. Mentre i giudici individuano l’esistenza di un unico contratto di lavoro subordinato. Quindi si riqualifica il contratto da lavoro autonomo a subordinato. La dipendente in questione ha partecipato giornalmente al lavoro avendo una postazione fissa rapporto di lavoro subordinato. La società espone 3 motivi per i quali contrastare la decisione della corte:
- Denuncia alla violazione degli art 2094, 2222, e 2224 e 1362 c.c.
- Denuncia violazione 115 e 114 c.p.c. e art 2697 c.c., le motivazioni risultano insufficienti
La corte di cassazione individua questi punti come infondati. Il rapporto di lavoro risultava subordinato, la corte di cassazione non ha accettato il ricorso che chiedeva la riesamina delle testimonianze con nuovi testimoni. La corte di cassazione non può fare un'istruttoria (riservata a giudici di primo grado e appello), può solo stabilire se il procedimento logico dei giudici di primo e secondo grado porta ad una sentenza logica sulla base degli elementi sussidiari. Emerge che nel momento in cui c’è una discrepanza tra la volontà espressa nel contratto e lo svolgimento effettivo del rapporto, la cassazione afferma che prevale la seconda.
Sentenza 9224 del 2015
Assistenti veterinari. La controversia riguarda un assistente veterinario che collaborava tramite un contratto di lavoro autonomo, con un veterinario titolare dello studio. Problema: effettivo rapporto subordinato o autonomo? Quando la prestazione è qualificata come subordinata è tenuto a pagare le differenze contributive, nonché tutte le differenze retributive di contributi ad INPS e INAIL.
Perché considerato come rapporto subordinato?
- Era un rapporto continuativo
- Presenza di indici sussidiari, come un orario di lavoro fisso
Elemento decisivo: analisi del rapporto fattuale. In questo caso il lavoratore autonomo faceva una serie di attività (es. esserci sempre all’apertura, prendere appuntamenti ecc.) che facevano emergere come la sua fosse una messa a disposizione di energie lavorative (caratteristica tipica del rapporto di lavoro subordinato). Dunque, qualsiasi professione può essere subordinata o autonoma, dipende tutto dall’effettivo svolgimento del rapporto.
Sentenza 1238 del 2011
Tra società di spedizione (pony express) e lavoratore c’era un contratto di lavoro autonomo. La corte d’appello rigetta il ricorso, perché il lavoratore non poteva dimostrare elementi di subordinazione. Era libero di lavorare o non lavorare, dato che la prestazione era di lavoro autonomo, il lavoratore emanava fatture con ritenuta d’acconto. Organizzava la prestazione autonomamente e senza controlli. Se elementi di fatto non sono in grado di ribaltare il giudizio, torna a essere prevalente la volontà contrattuale.
Ricorso alla cassazione
Il lavoratore presenta ricorso alla cassazione: la cassazione rigetta l’istanza presentata dal lavoratore perché fa riferimento agli elementi già analizzati dalla corte di appello e rintraccia nella proprietà del mezzo (motorino) e nel fatto che il lavoratore autonomo non fosse oggetto di controllo da parte del committente. La sentenza viene dichiarata legittima, e il lavoratore condannato al pagamento delle spese processuali.
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