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Diritto del lavoro - sciopero nei servizi pubblici Appunti scolastici Premium

Appunti sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, nonché dei servizi marittimi nella giurisprudenza costituzionale. Nello specifico gli argomenti analizzati sono i seguenti: lo sciopero nei servizi pubblici fra leggi specifiche ed autoregolamentazione, la legge 146/1990, come modificata dalla l. 83/2000,... Vedi di più

Esame di Diritto del lavoro e delle relazioni industriali docente Prof. A. Tinti

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spontanea quella effettuata per intervenuto accordo fra le parti o a seguito di richiesta della

Commissione di garanzia o dell’autorità competente ad emanare l’ordinanza di precettazione.

L’obbligo di indicazione della durata impedisce che possano essere considerati leciti scioperi ad

oltranza, anzi, le imprese e le amministrazioni devono informare gli utenti (almeno 5 gg. prima

dello sciopero) delle misure per la riattivazione dei servizi, con l’ulteriore obbligo di garantire la

pronta riattivazione dal servizio quando l’astensione dal lavoro sia terminata.

La Commissione è spesso intervenuta per far inserire negli accordi clausole sulla durata dello

sciopero con la previsione di “periodi di franchigia”, cioè la proibizione dell’astensione collettiva

dal lavoro in taluni momenti, es. in coincidenza con le festività natalizie o pasquali. Possono essere

previste anche le clausole sui c.d. intervalli soggettivi, cioè divieti di reiterazione dello sciopero da

parte delle associazioni che già vi hanno fatto ricorso.

Invece, i c.d. intervalli oggettivi mirano ad impedire il ripetersi di scioperi in un certo ambito o

settore, a prescindere dal soggetto proclamante: l’obiettivo perseguito è quello di preservare

l’utenza da scioperi ravvicinati in ambiti caratterizzati da una forte interrelazione sistemica.

I contratti e gli accordi collettivi ed i regolamenti di servizio devono indicare intervalli minimi da

osservare tra l’effettuazione di uno sciopero e la proclamazione del successivo, quando ciò sia

necessario ad evitare che, per effetto di scioperi proclamati in successione da soggetti sindacali

diversi e che coincidono sullo stesso servizio finale o sullo stesso bacino d’utenza, sia

oggettivamente compromessa la continuità dei servizi pubblici essenziali.

Gli stessi contratti, accordi e regolamenti di servizio devono, inoltre, prevedere procedure di

raffreddamento e di conciliazione, obbligatorie per entrambe le parti, da esperire prima della

proclamazione dello sciopero.

L’obbligo di assicurare le prestazioni indispensabili, da intendersi come “aliquote di servizi pubblici

essenziali da offrire ai cittadini”, grava sia sulle imprese e amministrazioni che erogano il servizio,

sia sulle organizzazioni sindacali, sia sui lavoratori. Riguardo l’individuazione, la l. 146 si limita a

prevedere che le parti possono disporre l’astensione dallo sciopero di quote strettamente necessarie

di lavoratori tenuti alle prestazioni ed indicare, in tal caso, le modalità per l’individuazione dei

lavoratori interessati, ovvero possono disporre forme di erogazione periodica.

I servizi pubblici essenziali e le relative prestazioni indispensabili si distinguono tra: i servizi che

esigono che certe prestazioni siano comunque continuate rispettando certi standard di

funzionamento (es. pronto soccorso) e i servizi che richiedono che certe prestazioni siano erogate

con intervalli periodici (es. trasporti). La legge rimette l’individuazione delle prestazioni

indispensabili e delle misure per dare loro attuazione prima di tutto ai contratti collettivi, agli

accordi e ai regolamenti di servizio (da emanare in base ad accordi). In caso di mancato accordo, la

legge prevede il potere suppletivo della Commissione di garanzia.

Questi contratti e accordi sembrerebbe che non abbiano efficacia erga omnes.

La Commissione di garanzia

È composta da 9 membri designati congiuntamente dai Presidenti delle Camere e vanno scelti tra

esperti in materia di diritto costituzionale, di diritto del lavoro e di relazioni industriali. È investita

di una pluralità di compiti:

1) Competenza a valutare i contratti e gli accordi raggiunti dalle parti per verificarne l’idoneità

rispetto agli obiettivi perseguiti dal legislatore;

2) Qualora non valuti idonei i contratti o gli accordi, sottopone alle parti una proposta

sull’insieme delle prestazioni, procedure e misure da considerare indispensabili. Le parti

devono pronunciarsi entro 15 gg. dalla notifica. Se non si pronunciano, verificata nei 20 gg.

successivi, in sede di apposite audizioni, l’indisponibilità delle parti a raggiungere un

accordo, la Commissione formula una provvisoria regolamentazione delle prestazioni

indispensabili, delle procedure di raffreddamento e di conciliazione e delle altre misure, che

è vincolante fino al raggiungimento di un accordo valutato idoneo, per le parti, per il giudice

ed anche salvi gli adattamenti richiesti dalla situazione specifica, per l’autorità precettante.

3) Promozione degli accordi.

4) Poteri consultivi: può esprimere pareri su questioni interpretative o applicative degli accordi.

5) In caso di controversie, e su richiesta congiunta delle parti, emette un lodo vincolante.

6) In caso di dissenso tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori su clausole specifiche

concernenti l’individuazione o le modalità di effettuazione delle prestazioni indispensabili,

che comunque valuti idonee, può indire un referendum, di propria iniziativa o su richiesta

delle organizzazioni che hanno preso parte alla trattativa o di un numero rilevante di

lavoratori interessati.

7) Alla Commissione spettano anche poteri conformativi (c.d. delibere di invito, da ritenersi

vincolati, considerata la previsione che raddoppia al massimo le sanzioni per i soggetti che

pongono in essere astensioni dal lavoro in loro violazione), spesso accompagnati da poteri

istruttori o di accertamento.

8) È titolare di poteri sanzionatori.

9) Ha poteri di impulso in materia di precettazione.

Le sanzioni

La l. 146 abroga i reati previsti dagli artt. 330 e 333 c.p. e poi prevede una sanzione amministrativa

in caso di inosservanza dell’ordinanza di precettazione.

I lavoratori che si astengono dal lavoro senza rispettare gli obblighi direttamente sanciti dalla legge

o, richiesti dell’effettuazione delle prestazioni indispensabili, non prestino la loro attività sono

esposti a sanzioni disciplinari proporzionate alla gravità dell’infrazione, con esclusione delle misure

estintive del rapporto o di quelle che comportino mutamenti definitivi dello stesso. In caso di

sanzioni pecuniarie, l’importo va versato all’INPS, gestione dell’assicurazione obbligatoria per la

disoccupazione involontaria.

Sembra che spetti alla Commissione di garanzia il compito di valutare i comportamenti anche dei

singoli lavoratori e di decidere la comminazione delle sanzioni, senza margini di autonomia per il

datore, che dovrebbe limitarsi ad applicarle, pena l’irrogazione a suo carico di sanzioni

amministrative. La tesi è da respingere, perché graverebbe la Commissione di un compito

sproporzionato alle sue forze.

Si può ritenere che la Commissione, valutati negativamente i comportamenti dei soggetti collettivi e

delle amministrazioni o imprese, si limiti a prescrivere al datore di lavoro di aprire a sua volta il

procedimento disciplinare nei confronti dei lavoratori che abbiano eventualmente realizzato

comportamenti devianti, ma il datore rimane libero in concreto, nel rispetto del contraddittorio

posto dall’art. 7 S.L., di sanzionare o meno i propri lavoratori.


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AUTORE

anita K

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+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, nonché dei servizi marittimi nella giurisprudenza costituzionale. Nello specifico gli argomenti analizzati sono i seguenti: lo sciopero nei servizi pubblici fra leggi specifiche ed autoregolamentazione, la legge 146/1990, come modificata dalla l. 83/2000, i diritti dei cittadini di usufruire dei mezzi di trasporto pubblico, diritti e doveri delle amministrazioni e le imprese erogatrici dei servizi, gli intervalli soggettivi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in politica amministrazione e organizzazione
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anita K di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e delle relazioni industriali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Tinti Anna Rita.

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