Che materia stai cercando?

Diritto del lavoro - lo Statuto dei lavoratori, Legge Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto del lavoro per l'esame del professor Caliandro sullo Statuto dei lavoratori. Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: la libertà di opinione, le Guardie giurate, la libertà sindacale, il referendum, la condotta antisindacale.

Esame di Diritto del lavoro docente Prof. S. Caliandro

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Le rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto di affiggere, su appositi spazi, che il datore di

lavoro ha l'obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all'interno dell'unità

produttiva, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.

Art. 26 - Contributi sindacali

I lavoratori hanno diritto di raccogliere contributi e di svolgere opera di proselitismo per le loro

organizzazioni sindacali all'interno dei luoghi di lavoro, senza pregiudizio del normale svolgimento

dell'attività aziendale. […] […]

Art. 27 - Locali delle rappresentanze sindacali aziendali

Il datore di lavoro nelle unità produttive con almeno 200 dipendenti pone permanentemente a

disposizione delle rappresentanze sindacali aziendali, per l'esercizio delle loro funzioni, un idoneo

locale comune all'interno dell'unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa. Nelle unità

produttive con un numero inferiore di dipendenti le rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto

di usufruire, ove ne facciano richiesta, di un locale idoneo per le loro riunioni.

TITOLO IV - DISPOSIZIONI VARIE E GENERALI

Art. 28 - Repressione della condotta antisindacale

Qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare l'esercizio

della libertà e della attività sindacale nonché del diritto di sciopero, su ricorso degli organismi locali

delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, il pretore del luogo ove è posto in

essere il comportamento denunziato, nei due giorni successivi, convocate le parti ed assunte

sommarie informazioni, qualora ritenga sussistente la violazione di cui al presente comma, ordina al

datore di lavoro, con decreto motivato ed immediatamente esecutivo, la cessazione del

comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti. L'efficacia esecutiva del decreto non può

essere revocata fino alla sentenza con cui il pretore in funzione di giudice del lavoro definisce il

giudizio instaurato a norma del comma successivo. Contro il decreto che decide sul ricorso è

ammessa, entro 15 giorni dalla comunicazione del decreto alle parti opposizione davanti al pretore

in funzione di giudice del lavoro che decide con sentenza immediatamente esecutiva. Si osservano

le disposizioni degli articoli 413 e seguenti del codice di procedura civile. Il datore di lavoro che

non ottempera al decreto, di cui al primo comma, o alla sentenza pronunciata nel giudizio di

opposizione è punito ai sensi dell'articolo 650 del codice penale. L'autorità giudiziaria ordina la

pubblicazione della sentenza penale di condanna nei modi stabiliti dall'articolo 36 del codice

penale. [...] [...]

Art. 29 - Fusione delle rappresentanze sindacali aziendali

Quando le rappresentanze sindacali aziendali di cui all'articolo 19 si siano costituite nell'ambito di

due o più delle associazioni di cui alle lettere a) e b) del primo comma dell'articolo predetto, nonché

nella ipotesi di fusione di più rappresentanze sindacali, i limiti numerici stabiliti dall'articolo 23,

secondo comma, si intendono riferiti a ciascuna delle associazioni sindacali unitariamente

rappresentate nella unità produttiva. Quando la formazione di rappresentanze sindacali unitarie

consegua alla fusione delle associazioni di cui alle lettere a) e b) del primo comma dell'articolo 19, i

limiti numerici della tutela accordata ai dirigenti di rappresentanze sindacali aziendali, stabiliti in

7

applicazione dell'articolo 23, secondo comma, ovvero del primo comma del presente articolo

restano immutati.

Art. 30 - Permessi per i dirigenti provinciali e nazionali

I componenti degli organi direttivi, provinciali e nazionali, delle associazioni di cui all'articolo 19

hanno diritto a permessi retribuiti, secondo le norme dei contratti di lavoro, per la partecipazione

alle riunioni degli organi suddetti.

Art. 31 - Aspettativa dei lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a

ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali

I lavoratori che siano eletti membri del Parlamento nazionale o del Parlamento europeo o di

assemblee regionali ovvero siano chiamati ad altre funzioni pubbliche elettive possono, a richiesta,

essere collocati in aspettativa non retribuita, per tutta la durata del loro mandato. La medesima

disposizione si applica ai lavoratori chiamati a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali. I

periodi di aspettativa di cui ai precedenti commi sono considerati utili, a richiesta dell'interessato, ai

fini del riconoscimento del diritto e della determinazione della misura della pensione a carico

dell'assicurazione generale obbligatoria di cui al regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n. 1827, e

successive modifiche ed integrazioni, nonché a carico di enti, fondi, casse e gestioni per forme

obbligatorie di previdenza sostitutive della assicurazione predetta, o che ne comportino comunque

l'esonero. Durante i periodi di aspettativa l'interessato, in caso di malattia, conserva il diritto alle

prestazioni a carico dei competenti enti preposti alla erogazione delle prestazioni medesime. Le

disposizioni di cui al terzo e al quarto comma non si applicano qualora a favore dei lavoratori siano

previste forme previdenziali per il trattamento di pensione e per malattia, in relazione all'attività

espletata durante il periodo di aspettativa.

Art. 32 - Permessi ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive

I lavoratori eletti alla carica di consigliere comunale o provinciale che non chiedano di essere

collocati in aspettativa sono, a loro richiesta, autorizzati ad assentarsi dal servizio per il tempo

strettamente necessario all'espletamento del mandato, senza alcuna decurtazione della retribuzione.

I lavoratori eletti alla carica di sindaco o di assessore comunale, ovvero di presidente di giunta

provinciale o di assessore provinciale hanno diritto anche a permessi non retribuiti per un minimo di

trenta ore mensili.

TITOLO V - NORME SUL COLLOCAMENTO

Art. 33 - Collocamento

La commissione per il collocamento, di cui all'articolo 26 della legge 29 aprile 1949, n. 264, è

costituita obbligatoriamente presso le sezioni zonali, comunali e frazionali degli Uffici provinciali

del lavoro e della massima occupazione, quando ne facciano richiesta le organizzazioni sindacali

dei lavoratori più rappresentative. Alla nomina della commissione provvede il direttore dell'Ufficio

provinciale del lavoro e della massima occupazione, il quale, nel richiedere la designazione dei

rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, tiene conto del grado di rappresentatività delle

organizzazioni sindacali e assegna loro un termine di 15 giorni, decorso il quale provvede d'ufficio.

La commissione è presieduta dal dirigente della sezione zonale, comunale, frazionale, ovvero da un

8

suo delegato, e delibera a maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del presidente.

La commissione ha il compito di stabilire e di aggiornare periodicamente la graduatoria delle

precedenze per l'avviamento al lavoro, secondo i criteri di cui al quarto comma dell'articolo 15 della

legge 29 aprile 1949, n. 264. Salvo il caso nel quale sia ammessa la richiesta nominativa, la sezione

di collocamento, nella scelta del lavoratore da avviare al lavoro, deve uniformarsi alla graduatoria di

cui al comma precedente, che deve essere esposta al pubblico presso la sezione medesima e deve

essere aggiornata ad ogni chiusura dell'ufficio con la indicazione degli avviati. Devono altresì

essere esposte al pubblico le richieste numeriche che pervengono dalle ditte. La commissione ha

anche il compito di rilasciare il nulla osta per l'avviamento al lavoro ad accoglimento di richieste

nominative o di quelle di ogni altro tipo che siano disposte dalle leggi o dai contratti di lavoro. Nei

casi di motivata urgenza, l'avviamento è provvisoriamente autorizzato dalla sezione di collocamento

e deve essere convalidato dalla commissione di cui al primo comma del presente articolo, entro

dieci giorni. Dei dinieghi di avviamento al lavoro per richiesta nominativa deve essere data

motivazione scritta su apposito verbale in duplice copia, una da tenere presso la sezione di

collocamento e l'altra presso il direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro. Tale motivazione scritta

deve essere immediatamente trasmessa al datore di lavoro richiedente. Nel caso in cui la

commissione neghi la convalida ovvero non si pronunci entro venti giorni dalla data della

comunicazione di avviamento, gli interessati possono inoltrare ricorso al direttore dell'Ufficio

provinciale del lavoro, il quale decide in via definitiva, su conforme parere della commissione di cui

all'articolo 25 della legge 29 aprile 1949, n. 264. I turni di lavoro di cui all'articolo 16 della legge 29

aprile 1949, n. 264, sono stabiliti dalla commissione e in nessun caso possono essere modificati

dalla sezione. Il direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro annulla d'ufficio i provvedimenti di

avviamento e di diniego di avviamento al lavoro in contrasto con le disposizioni di legge. Contro le

decisioni del direttore dell'ufficio provinciale del lavoro è ammesso ricorso al Ministro per il lavoro

e la previdenza sociale. Per il passaggio del lavoratore dall'azienda nella quale è occupato ad

un'altra occorre il nulla osta della sezione di collocamento competente. Ai datori di lavoro che non

assumono i lavoratori per il tramite degli uffici di collocamento, sono applicate le sanzioni previste

dall'articolo 38 della presente legge. Le norme contenute nella legge 29 aprile 1949, n. 264,

rimangono in vigore in quanto non modificate dalla presente legge.

Art. 34 - Richieste nominative di manodopera

A decorrere dal novantesimo giorno dall'entrata in vigore della presente legge, le richieste

nominative di manodopera da avviare al lavoro sono ammesse esclusivamente per i componenti del

nucleo familiare del datore di lavoro, per i lavoratori di concetto e per gli appartenenti a ristrette

categorie di lavoratori altamente specializzati, da stabilirsi con decreto del Ministro per il lavoro e la

previdenza sociale, sentita la commissione centrale di cui alla legge 29 aprile 1949, n. 264.

TITOLO VI - DISPOSIZIONI FINALI E PENALI

Art. 35 - Campo di applicazione

Per le imprese industriali e commerciali, le disposizioni del titolo III, ad eccezione del primo

comma dell'articolo 27, della presente legge si applicano a ciascuna sede, stabilimento, filiale,

ufficio o reparto autonomo che occupa più di quindici dipendenti. Le stesse disposizioni si

applicano alle imprese agricole che occupano più di cinque dipendenti. Le norme suddette si

applicano, altresì, alle imprese industriali e commerciali che nell'ambito dello stesso comune

occupano più di quindici dipendenti ed alle imprese agricole che nel medesimo ambito territoriale

9

occupano più di cinque dipendenti anche se ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata,

non raggiunge tali limiti. Ferme restando le norme di cui agli articoli 1, 8, 9, 14, 15, 16 e 17, i

contratti collettivi di lavoro provvedono ad applicare i principi di cui alla presente legge alle

imprese di navigazione per il personale navigante.

Art. 36 - Obblighi dei titolari di benefici accordati dallo Stato e degli appaltatori di

opere pubbliche

Nei provvedimenti di concessione di benefici accordati ai sensi delle vigenti leggi dallo Stato a

favore di imprenditori che esercitano professionalmente un'attività economica organizzata e nei

capitolati di appalto attinenti all'esecuzione di opere pubbliche, deve essere inserita la clausola

esplicita determinante l'obbligo per il beneficiario o appaltatore di applicare o di far applicare nei

confronti dei lavoratori dipendenti condizioni non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi

di lavoro della categoria e della zona. Tale obbligo deve essere osservato sia nella fase di

realizzazione degli impianti o delle opere che in quella successiva, per tutto il tempo in cui

l'imprenditore beneficia delle agevolazioni finanziarie e creditizie concesse dallo Stato ai sensi delle

vigenti disposizioni di legge. Ogni infrazione al suddetto obbligo che sia accertata dall'Ispettorato

del lavoro viene comunicata immediatamente ai Ministri nella cui amministrazione sia stata

disposta la concessione del beneficio o dell'appalto. Questi adotteranno le opportune

determinazioni, fino alla revoca del beneficio, e nei casi più gravi o nel caso di recidiva potranno

decidere l'esclusione del responsabile, per un tempo fino a cinque anni, da qualsiasi ulteriore

concessione di agevolazioni finanziarie o creditizie ovvero da qualsiasi appalto. Le disposizioni di

cui ai commi precedenti si applicano anche quando si tratti di agevolazioni finanziarie e creditizie

ovvero di appalti concessi da enti pubblici, ai quali l'Ispettorato del lavoro comunica direttamente le

infrazioni per l'adozione delle sanzioni.

Art. 37 - Applicazione ai dipendenti da enti pubblici

Le disposizioni della presente legge si applicano anche ai rapporti di lavoro e di impiego dei

dipendenti da enti pubblici che svolgano esclusivamente o prevalentemente attività economica. Le

disposizioni della presente legge si applicano altresì ai rapporti di impiego dei dipendenti dagli altri

enti pubblici, salvo che la materia sia diversamente regolata da norme speciali.

Art. 38 - Disposizioni penali

Le violazioni degli articoli 2, 4, 5, 6, 8 e 15, primo comma lettera a), sono punite, salvo che il fatto

non costituisca più grave reato, con l'ammenda da lire 300.000 a lire 3.000.000 o con l'arresto da 15

giorni ad un anno. Nei casi più gravi le pene dell'arresto e dell'ammenda sono applicate

congiuntamente. Quando per le condizioni economiche del reo, l'ammenda stabilita nel primo

comma può presumersi inefficace anche se applicata nel massimo, il giudice ha facoltà di

aumentarla fino al quintuplo. Nei casi previsti dal secondo comma, l'autorità giudiziaria ordina la

pubblicazione della sentenza penale di condanna nei modi stabiliti dall'articolo 36 del codice

penale.

Art. 39 - Versamento delle ammende al Fondo adeguamento pensioni

L'importo delle ammende è versato al Fondo adeguamento pensioni dei lavoratori.

Art. 40 - Abrogazione delle disposizioni contrastanti 10


PAGINE

11

PESO

73.49 KB

AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Caliandro Stefano.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto del lavoro

Diritto del lavoro - la cooperazione e il diritto del lavoro
Appunto
Diritto del lavoro - lo sciopero
Appunto
Diritto del lavoro - la cooperazione
Appunto
Diritto del lavoro - il Dlgs 276 del 2003
Appunto