CC nel lavoro pubblico
L'articolo 39 della Costituzione viene richiamato nel CC ma nel diritto privato non ha trovato regolamentazione. Si fa riferimento al protocollo Ciampi del '93 che invece nel settore pubblico ha un'efficacia marginale. Il punto di riferimento è il d.lgs. 165.
Fonti e privatizzazione
Articolo 2, comma 2: dedicato alle fonti, sancisce la privatizzazione e prevede che il CC è fonte principale di regolamentazione del rapporto pubblico. Addirittura può derogare disposizioni eteronome e c'è un caso in cui ha competenza esclusiva: la retribuzione (articolo 45).
Rappresentatività sindacale
Articolo 40: rappresentatività sindacale e CC. Al comma 1 si occupa delle forme giuridiche di coinvolgimento degli attori sindacali nei processi decisionali del datore di lavoro pubblico. Esistono tre forme: informazione, consultazione, e concertazione. La scelta spetta al datore di lavoro.
Durata e protocolli
Articolo 40, commi 3-4: la durata. Si seguono le regole del protocollo Ciampi che distingue parte economica e parte normativa. È il CC che disciplina la durata sia di quello nazionale (di comparto) sia di quello integrativo (decentrato). Quello integrativo ha due limiti: 1) di natura economica e finanziaria (vincoli di bilancio); 2) contenuti stabiliti dal CCNL.
Le Pubbliche Amministrazioni devono assicurare l'osservanza del CCNL nelle forme previste dai vari ordinamenti perché la regola è che il CC nel settore pubblico ha efficacia erga omnes.
CC di comparto
Articolo 40, comma 2: CC di comparto. Il comparto è il settore della Pubblica Amministrazione dove opera del personale che presenta delle omogeneità sotto il profilo delle mansioni e del datore di lavoro. La determinazione dei comparti di riferimento avviene mediante fonte autonoma (fonte collettiva e non tramite d.lgs. 165): il CCN quadro che nel settore privato è l'accordo interconfederale.
- Non dirigenti (Comparto)
- Dirigenti (Area)
Ogni comparto ha un suo contratto, invece un contratto potrebbe riguardare più aree. Il CC è frutto dell'autonomia contrattuale delle due parti.
Prima della riforma vi erano delle delegazioni trattanti per ogni singola amministrazione, ogni accordo coinvolgeva il singolo ente nella persona del ministro. Con il d.lgs. 165 all'articolo 46 si è cercato di evitare la frammentazione: l'ARAN ha la rappresentanza legale necessaria di tutte le pubbliche amministrazioni, ope legis a prescindere dal comparto di riferimento.
Funzione dell'ARAN
La funzione più importante: negoziazione dei CCN di comparto a livello nazionale. L'ARAN non fa contrattazione integrativa ma può svolgere compiti assistenziali al fine.
Eccezioni articolo 46, comma 13
Le regioni a statuto speciale e le province di Trento e Bolzano contrattano direttamente per la parte datoriale, possono darsi anche delle agenzie proprie con funzione identica all'ARAN di cui però possono chiedere assistenza.
Composizione ARAN
Cinque membri qualificati, di cui tre nominati con DPCM su proposta del ministro della funzione pubblica, di concerto col ministro del tesoro, due designati da presidenza regioni, UPI, ANCI.
Potere sindacale
La differenza con il settore privato è che lì non esistono regole perché, ad esempio, l'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori è stato abrogato. Le regole sono elaborate dalla giurisprudenza, non esiste il criterio della maggiore rappresentatività quindi chiunque può stipulare un contratto tranne che la legge lo vieti (esempio: contratto a tempo determinato). Nel settore pubblico bisogna misurare la rappresentatività per stabilire chi sia abilitato a stipulare il CCNL in base a certe percentuali:
- Prima soglia: quota che bisogna raggiungere per accedere alle trattative. Si richiede che le organizzazioni sindacali abbiano percentuali non inferiori al 5% all'interno del proprio comparto o area, calcolato sulla media ponderata tra le percentuali delle deleghe e la percentuale dei voti riportati nelle elezioni delle RUP (Rappresentanze Unitarie del Personale), che devono svolgersi ogni tre anni.
Elezioni delle RUP in sede locale Pubblica Amministrazione (articolo 42, comma 3). Gli organismi di rappresentanza sono scelti su base elettiva. Differenza con il privato: sono eletti solo per due terzi mentre per un terzo si utilizza il sistema della cooptazione a favore dei sindacati più rappresentativi. Nella Pubblica Amministrazione: si inverte la logica perché è sulla base del risultato locale che il sindacato ottiene la percentuale a livello nazionale.
Regole
- Le elezioni avvengono su base dimensionale: solo nelle pubbliche amministrazioni con più di 15 dipendenti. Eccezione: nelle strutture periferiche sede di contrattazione collettiva si prescinde dal requisito dimensionale.
- Per presentare le liste occorrono maggioranze del 3% se i dipendenti sono fino a 2000; se sono più di 2000 basta il 2%.
- I seggi vengono ripartiti col metodo proporzionale.
Deroghe per CC d'area
La regola della media ponderata non vige, si fa riferimento solo al dato associativo perché le elezioni sono facoltative mentre nei CC di comparto sono obbligatorie nella prassi ogni tre anni.
Seconda soglia
Per accedere alla sottoscrizione dei CCNL. L'ARAN deve verificare (articolo 43, comma 3) che le organizzazioni sindacali che aderiscono all'accordo rappresentino almeno il 51% complessivo sempre come media ponderata tra dato associativo e dato elettorale. Se solo dato elettorale, almeno il 60%. In mancanza, l'ARAN potrà non sottoscrivere il contratto.
Procedimento di contrattazione collettiva articolo 47
La Corte dei Conti verifica la corrispondenza tra i vincoli di bilancio e le spese che il contratto comporta. La trattativa prende avvio sulla base degli indirizzi deliberati dai Comitati di Settore e dal Governo. Comitati di settore: organismo rappresentativo di una Pubblica Amministrazione portatore delle sue istanze (esempio: università sempre nella persona dell'ARAN agisce secondo le direttive delle CRUI composto dai rettori; negli enti locali l'ARAN agisce secondo le direttive di ANCI, UPI, e presidenza delle regioni).
L'ARAN ha un obbligo a trattare solo nei confronti di soggetti che abbiano superato la prima soglia, gli altri sono esclusi perché non sono accreditati. La trattativa si conclude con una ipotesi di accordo, su questa l'ARAN deve entro cinque giorni chiedere nuovamente il parere dei comitati di settore e del governo sui bilanci delle Pubbliche Amministrazioni. Se parere negativo, si riapre la trattativa e si sostituiscono all'ARAN i comitati di settore; se parere favorevole si trasmettono alla Corte dei Conti gli oneri finanziari che l'accordo comporta. La Corte dei Conti deve esprimersi entro 15 giorni ma vige il principio del silenzio-assenso. Se la Corte dei Conti dà parere positivo, il CC viene sottoscritto e da questo momento si producono gli effetti (non c'è vacatio, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale serve solo per dare pubblicità).
La legge quadro 93/'83 prevedeva diversamente: gli accordi dovevano essere recepiti in DPR. Oggi il CCNL è direttamente efficace. Se la Corte dei Conti dà parere negativo, l'ARAN può fare degli aggiustamenti dei costi ma se la differenza è troppa deve riaprire la trattativa. Comunque la procedura di certificazione si deve concludere entro 40 giorni dall'ipotesi di accordo.
Disponibilità economica articolo 48
Nell'amministrazione statale (esempio: ministeri) la sede è la sessione di bilancio; infatti nell'ambito della finanziaria devono essere individuate le disponibilità economiche dei CCNL, quindi nel DPEF (documento di programmazione economica e finanziaria) quindi prima dell'approvazione definitiva del bilancio.
Per le Pubbliche Amministrazioni diverse dallo stato, gli oneri sono determinati nei rispettivi bilanci. Le regole sono contenute nel protocollo Ciampi del '93: durata parte normativa è quattro anni, parte economica due anni e dipende dal parametro del recupero dell'inflazione e dall'aumento reale del salario come aumento del potere d'acquisto.
Regola dell'ultrattività del CCNL per la parte normativa: non è di origine legale. Se c'è un ritardo nel rinnovo dei contratti, questa clausola contrattuale consente di rinnovarlo tacitamente di anno in anno, a meno che non ci sia stata disdetta da una delle parti almeno tre mesi prima della scadenza.
Per la parte economica: vige il protocollo Ciampi (indennità di vacanza contrattuale).
Efficacia erga omnes nel pubblico impiego
Sempre. Sentenza 309/'97: conferma l'efficacia erga omnes per un dovere di osservanza dei CC imposta alle Pubbliche Amministrazioni dal d.lgs. 29/'93 (ora articolo 40 comma 4 del 165).
- Articolo 45 comma 2 d.lgs. 165 in materia di retribuzione e trattamenti che non devono essere inferiori a quanto stabilito dai CC.
- Attribuzione della rappresentanza necessaria all'ARAN sul versante datoriale.
Contrattazione collettiva integrativa
Si svolge in sede decentrata per completare il contratto nazionale di comparto, infatti non può essere in contrasto con questo né comportare oneri non previsti.
Limiti:
- Relativo ai contenuti: per capire le materie riservate alla contrattazione integrativa bisogna guardare il contratto nazionale di comparto, che fissa i criteri generali e poi rinvia il compito di definirle nel dettaglio al dirigente che è la parte datoriale. Esempio: protocollo Ciampi si sofferma in materia retributiva, è il CCNL a stabilire lo stipendio base, i contratti aziendali si basano su indici di produttività ma sempre entro la base del CCNL.
- Solo nella Pubblica Amministrazione: il contratto integrativo potrà disciplinare il trattamento accessorio ma quello fondamentale è stabilito a livello nazionale. Esempio: la retribuzione legata a obiettivi assegnati dal dirigente nelle Pubbliche Amministrazioni è dipendente dalla disponibilità economica che non viene definita nella legge finanziaria ma deve essere inserita nei contratti nazionali, le clausole difformi sono nulle e non possono essere applicate. La sanzione della nullità nel settore privato non è prevista, mentre nella Pubblica Amministrazione per nullità si intende la massima sanzione.
Le clausole difformi non potranno essere applicate non solo dagli stipulanti ma anche da coloro che utilizzano il contratto. L'applicazione potrà dare luogo a responsabilità di natura contabile, ne risponderà il dirigente davanti alla Corte dei Conti.
Durata
Quattro anni.
Oggetto
Riguarda le materie indicate nel contratto di comparto da trattarsi in un'unica sessione negoziale, anche se nella prassi non sempre si trova un accordo quindi 1) o non viene disciplinata 2) o si allega un verbale in cui si ripropongono di ritornare sull'argomento.
Interpretazione autentica articolo 49
Le parti si incontrano per definire contrattualmente il senso delle clausole con effetti ex tunc.
Partecipazione sindacale diversa dalla contrattazione collettiva
Il d.lgs. 165 rinvia alla contrattazione di comparto per la loro disciplina.
- Informazione: l'amministrazione può assumere una serie di atti che incidono sul rapporto di lavoro. Il contratto di comparto stabilisce in quali casi si debba preventivamente informare il sindacato, esempio: atti formativi, salute, igiene e sicurezza. Invece per la fase di attuazione o per il lavoro straordinario può informare anche successivamente.
- Concertazione: si innesta nell'informazione preventiva che essendo un atto unilaterale del datore di lavoro può non essere sufficiente, infatti ricevuta l'informazione, se il sindacato entro tre giorni fa richiesta scritta, deve iniziare la concertazione entro 48 ore dalla ricezione della richiesta (vedi articolo 6 comparto ministeri personale non dirigente). Entro 30 giorni si deve concludere la fase concertativa. L'esito viene inserito in un verbale dal quale risultano le posizioni delle parti, ma la Pubblica Amministrazione è vincolata solo se decide di recepire formalmente il verbale. Questa è la differenza con il CCNL che invece è vincolante.
- Consultazione: è la procedura più debole. Viene attivata prima dell'adozione di atti interni che hanno riflesso sul rapporto di lavoro. Può essere facoltativa: la Pubblica Amministrazione decide di consultare le organizzazioni sindacali OPPURE obbligatoria: esempio: articolo 6 del d.lgs. 165 in tema di dotazione organiche o per aumentare il personale part-time. Il mancato rispetto delle condotte richieste da CCNL (mancata procedimentalizzazione dei poteri datoriali) comporta una condotta antisindacale ex articolo 28 dello Statuto dei lavoratori.
Costituzione del rapporto di lavoro
La privatizzazione avrebbe dovuto comportare la totale applicazione del diritto privato ma alcune disposizioni sono regolate dal diritto pubblico: per esempio, accesso mediante concorso pubblico (articolo 97) impone il principio della procedura concorsuale per l'assunzione del personale nella Pubblica Amministrazione per salvaguardare il buon andamento e imparzialità.
Settore privato
L'accesso al lavoro non è disciplinato da particolari forme, tranne per: vincolo della forma scritta per alcuni contratti, come a termine o part-time; onere per il datore di lavoro di comunicare... (testo troncato)
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Appunti lezioni del prof. Lanotte (diritto del lavoro nelle pubbliche amministrazioni)
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Diritto del lavoro nelle pubbliche amministrazioni
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Diritto pubblico
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Diritto del lavoro - pubblica amministrazione