Che materia stai cercando?

Diritto del lavoro - la diligenza e la fedeltà Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto del lavoro per l'esame del professor Caliandro sui concetto di diligenza e fedeltà. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il prestatore di lavoro, l'obbligo di fedeltà, il patto di prova, il licenziamento, il meccanismo di novazione.

Esame di Diritto del lavoro docente Prof. S. Caliandro

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Lezione n°6 19/11/2008

Argomenti possibili all’esame e suddivisione per relazione in classe:

Giacomo Cap. IV sez. A B C Neiva

Cap .II sez. A B –> Francesca Cap. III

Lavoro a progetto Alessandro il 03/12/08

Cap. VII Federica Silvia Cap. IX sez. C apprendistato contratti Simona il 09/12/08

M.

Cap. XI sez. A Katia Sez. B Elena sez. C Maicol il 10/12/08

CONCETTO DI DILIGENZA E FEDELTA’

ART. 2104 Diligenza del prestatore di lavoro. Il prestatore di lavoro deve usare la diligenza

richiesta dalla natura della prestazione dovuta, dall'interesse dell'impresa e da quello superiore della

produzione nazionale (1176). Deve inoltre osservare le disposizioni per l'esecuzione e per la

disciplina del lavoro impartite dall'imprenditore e dai collaboratori di questo dai quali

Ci si ritrova nella valutazione di un mercato di lavoro, il lavoratore o

gerarchicamente dipende.

prestatore di lavoro deve identificarsi come un soggetto che deve avere diligenza, avere un

comportamento collaborativo. Il concetto di collaborazione collega il lavoratore al datore di lavoro.

Un secondo elemento importante nel lavoro subordinato oltre alla diligenza è la fedeltà.

ART. 2105 Obbligo di fedeltà. Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio

o di terzi, in concorrenza con l'imprenditore, né divulgare notizie attinenti all'organizzazione e ai

metodi di produzione dell'impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio.

Il lavoratore non può rivelare i segreti aziendali, rilasciare interviste, non può specularci.

ART. 2125 Patto di non concorrenza. Il patto con il quale si limita lo svolgimento dell'attività

del prestatore di lavoro, per il tempo successivo alla cessazione del contratto, è nullo se non risulta

da atto scritto (2725), se non è pattuito un corrispettivo a favore del prestatore di lavoro e se il

vincolo non è contenuto entro determinati limiti di oggetto, di tempo e di luogo. La durata del

vincolo non può essere superiore a cinque anni, se si tratta di dirigenti, e a tre anni negli altri casi.

Se è pattuita una durata maggiore, essa si riduce nella misura suindicata (2557, 2596; att. 198). § 5

Disposizioni finali. Deve essere sempre scritto altrimenti è nullo, si può limitare ma si deve

pagare. Ha un requisito di forma (perché scritto), l’oggetto è che non concorro ma tu mi paghi e il

vincolo deve indicare sia su cosa, per quanto tempo e il luogo per il quale non posso concorrere.


PAGINE

3

PESO

21.84 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Caliandro Stefano.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto del lavoro

Diritto del lavoro - la cooperazione e il diritto del lavoro
Appunto
Diritto del lavoro - lo sciopero
Appunto
Diritto del lavoro - la cooperazione
Appunto
Diritto del lavoro - il Dlgs 276 del 2003
Appunto