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disposizioni di legge che sono comunque Clausola 2: Campo di applicazione

incompatibili e non sono espressamente richiamate nel 1. Il presente accordo si applica ai lavoratori a

presente decreto legislativo. tempo parziale che hanno un contratto o un rapporto di

2. In relazione agli effetti derivanti dalla lavoro definito per legge, contratto collettivo o in base

abrogazione delle disposizioni di cui al comma 1, le alle prassi in vigore in ogni Stato membro.

clausole dei contratti collettivi nazionali di lavoro 2. Gli Stati membri, dopo aver consultato le parti

stipulate ai sensi dell'articolo 23 della citata legge n. sociali conformemente alla legge, ai contratti collettivi

56 del 1987 e vigenti alla data di entrata in vigore del o alle prassi nazionali, e/o le parti sociali a livello

presente decreto legislativo, manterranno, in via appropriato conformemente alle prassi nazionali

transitoria e salve diverse intese, la loro efficacia fino relative alle relazioni industriali, possono, per ragioni

alla data di scadenza dei contratti collettivi nazionali obiettive, escludere totalmente o parzialmente dalle

di lavoro. disposizioni del presente accordo i lavoratori a tempo

3. I contratti individuali definiti in attuazione della parziale che lavorano su base occasionale. Queste

normativa previgente, continuano a dispiegare i loro esclusioni dovrebbero essere riesaminate

effetti fino alla scadenza. periodicamente al fine di stabilire se le ragioni

4. Al personale artistico e tecnico delle fondazioni obiettive che le hanno determinate rimangono valide.

di produzione musicale previste dal decreto legislativo Clausola 3: Definizioni

29 giugno 1996, n. 367, non si applicano le norme di Ai fini del presente accordo si intende per:

cui agli articoli 4 e 5. 1) «lavoratore a tempo parziale», il lavoratore il

cui orario di lavoro normale, calcolato su base

settimanale o in media su un periodo di impiego che

Art. 12. Sanzioni.

1. Nei casi di inosservanza degli obblighi derivanti può andare fino ad un anno, è inferiore a quello di un

dall'articolo 6, il datore di lavoro e' punito con la lavoratore a tempo pieno comparabile;

sanzione amministrativa da L. 50.000 (pari a 25,82 2) «lavoratore a tempo pieno comparabile», il

euro) a L. 300.000 (pari a 154,94 euro). Se lavoratore a tempo pieno dello stesso stabilimento, che

l'inosservanza si riferisce a più di cinque lavoratori, si ha lo stesso tipo di contratto o di rapporto di lavoro e

applica la sanzione amministrativa da L. 300.000 (pari un lavoro/occupazione identico o simile, tenendo

a 154,94 euro) a L. 2.000.000 (pari a 1.032,91 euro). conto di altre considerazioni che possono includere

l'anzianità e le qualifiche/competenze.

Qualora non esistesse nessun lavoratore a tempo

------------------------------------------------------------ pieno comparabile nello stesso stabilimento, il

paragone si effettuerebbe con riferimento al contratto

Contratto di lavoro a tempo parziale collettivo applicabile o, in assenza di contratto

collettivo applicabile, conformemente alla legge, ai

Direttiva 97/81/CE del Consiglio del 15 dicembre contratti collettivi o alle prassi nazionali.

1997 relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo

parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla Clausola 4: Principio di non-discriminazione

CES 1. Per quanto attiene alle condizioni di impiego, i

lavoratori a tempo parziale non devono essere trattati

Articolo 1 in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori a

La presente direttiva è intesa ad attuare l'accordo tempo pieno comparabili per il solo motivo di lavorare

quadro sul lavoro a tempo parziale concluso il 6 a tempo parziale, a meno che un trattamento differente

giugno 1997 tra le organizzazioni intercategoriali a sia giustificato da ragioni obiettive.

carattere generale (UNICE, CEEP e CES) riportato 2. Dove opportuno, si applica il principio «pro rata

nell'allegato. temporis».

3. Le modalità di applicazione della presente

ALLEGATO. Accordo quadro sul lavoro a tempo clausola sono definite dagli Stati membri e/o dalle

parziale. parti sociali, tenuto conto della legislazione europea e

delle leggi, dei contratti collettivi e delle prassi

Clausola 1: Oggetto nazionali.

Il presente accordo quadro ha per oggetto: 4. Quando ragioni obiettive lo giustificano, gli

a) di assicurare la soppressione delle Stati membri, dopo aver consultato le parti sociali

discriminazioni nei confronti dei lavoratori a tempo conformemente alla legge, ai contratti collettivi o alle

parziale e di migliorare la qualità del lavoro a tempo prassi nazionali, e/o le parti sociali possono, se del

parziale; caso, subordinare l'accesso a condizioni di impiego

b) di facilitare lo sviluppo del lavoro a tempo particolari ad un periodo di anzianità, ad una durata

parziale su base volontaria e di contribuire del lavoro o a condizioni salariali. I criteri di accesso

all'organizzazione flessibile dell'orario di lavoro in dei lavoratori a tempo parziale a condizioni di impiego

modo da tener conto dei bisogni degli imprenditori e particolari dovrebbero essere riesaminati

dei lavoratori. 74

periodicamente tenendo conto del principio di non- pregiudizio per il diritto degli Stati membri e/o le parti

discriminazione previsto alla clausola 4.1. sociali di sviluppare, tenuto conto dell'evoluzione

della situazione, disposizioni legislative, normative o

contrattuali differenti, e senza pregiudizio per

Clausola 5: Possibilità di lavoro a tempo parziale

1. Nel quadro della clausola 1 del presente l'applicazione della clausola 5.1 purché il principio di

accordo e del principio di non-discriminazione tra non-discriminazione contemplato alla clausola 4.1 sia

lavoratori a tempo parziale e lavoratori a tempo pieno: rispettato.

a) gli Stati membri, dopo aver consultato le parti 3. Il presente accordo non reca pregiudizio al

sociali conformemente alla legge o alle prassi diritto delle parti sociali di concludere, a livello

nazionali, dovrebbero identificare ed esaminare gli appropriato, ivi compreso il livello europeo, contratti

ostacoli di natura giuridica o amministrativa che che adattino e/o integrino le sue disposizioni in modo

possono limitare le possibilità di lavoro a tempo da tener conto dei bisogni specifici delle parti sociali

parziale e, se del caso, eliminarli; interessate.

b) le parti sociali, agendo nel quadro delle loro 4. Il presente accordo non reca pregiudizio alle

competenze a delle procedure previste nei contratti disposizioni comunitarie più specifiche, in particolare

collettivi, dovrebbero identificare ed esaminare gli a quelle relative alla parità di trattamento o alle pari

ostacoli che possono limitare le possibilità di lavoro a opportunità uomo/donna.

tempo parziale e, se del caso, eliminarli. 5. La prevenzione e la composizione di

2. Il rifiuto di un lavoratore di essere trasferito da controversie e ricorsi che derivino dall'applicazione

un lavoro a tempo pieno ad uno a tempo parziale, o del presente accordo saranno affrontate

viceversa, non dovrebbe, in quanto tale, costituire conformemente alla legge, ai contratti collettivi e alle

motivo valido per il licenziamento, senza pregiudizio prassi nazionali.

per la possibilità di procedere, conformemente alle 6. Se una delle parti ne fa richiesta, le parti

leggi, ai contratti collettivi e alle prassi nazionali, a firmatarie rivedranno il presente accordo cinque anni

licenziamenti per altre ragioni, come quelle che dopo la data della decisione del Consiglio.

possono risultare da necessità di funzionamento dello

stabilimento considerato. Decreto Legislativo 25 febbraio 2000, n. 61.

3. Per quanto possibile, i datori di lavoro Attuazione della direttiva 97/81/CE relativa

all’accordo quadro sul lavoro

dovrebbero prendere in considerazione: a tempo parziale

concluso dall’UNICE, dal CEEP e dalla CES,

a) le domande di trasferimento dei lavoratori a come

tempo pieno ad un lavoro a tempo parziale che si modificato dal d.lgs. 26 febbraio 2001, n. 100 (*).

renda disponibile nello stabilimento; (*) Ulteriori modifiche al d. lgs. n. 61/2000 si

trovano all’art. 46 del d. lgs. di attuazione della l. n.

b) le domande di trasferimento dei lavoratori a

tempo parziale ad un lavoro a tempo pieno o di 30/2003.

aumento dell'orario, se tale opportunità si presenta;

c) la diffusione in tempo utile di informazioni sui Art. 1. Definizioni.

posti a tempo parziale e a tempo pieno disponibili 1. Nel rapporto di lavoro subordinato l'assunzione

nello stabilimento, in modo da facilitare il può avvenire a tempo pieno o a tempo parziale.

trasferimento da un lavoro a tempo pieno ad uno a 2. Ai fini del presente decreto legislativo si

tempo parziale e viceversa; intende:

d) le misure finalizzate a facilitare l'accesso al a) per "tempo pieno" l'orario normale di lavoro di

lavoro a tempo parziale a tutti i livelli dell'impresa, ivi cui all'articolo 13, comma 1, della legge 24 giugno

comprese le posizioni qualificate e con responsabilità 1997, n. 196, e successive modificazioni, o l'eventuale

direzionali, e nei casi appropriati, le misure finalizzate minor orario normale fissato dai contratti collettivi

a facilitare l'accesso dei lavoratori a tempo parziale applicati;

alla formazione professionale per favorire carriera e b) per "tempo parziale" l'orario di lavoro, fissato

mobilità professionale; dal contratto individuale, cui sia tenuto un lavoratore,

e) la diffusione, agli organismi esistenti che risulti comunque inferiore a quello indicato nella

rappresentanti i lavoratori, di informazioni adeguate lettera a);

sul lavoro a tempo parziale nell'impresa. c) per "rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo

orizzontale" quello in cui la riduzione di orario rispetto

al tempo pieno è prevista in relazione all'orario

Clausola 6: Disposizioni per l'attuazione

1. Gli Stati membri e/o le parti sociali possono normale giornaliero di lavoro;

mantenere o introdurre disposizioni più favorevoli d) per "rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo

rispetto a quelle previste nel presente accordo. verticale" quello in relazione al quale risulti previsto

2. L'attuazione delle disposizioni del presente che l'attività lavorativa sia svolta a tempo pieno, ma

accordo non costituisce giustificazione valida per limitatamente a periodi predeterminati nel corso della

ridurre il livello generale di protezione dei lavoratori settimana, del mese o dell'anno;

nell'ambito coperto dal presente accordo e ciò senza 75

d-bis) per "rapporto di lavoro a tempo parziale di a) il numero massimo di ore di lavoro

tipo misto quello che si svolge secondo una supplementare effettuabili in ragione d'anno;

combinazione delle due modalità indicate nelle lettere b) il numero massimo di ore di lavoro

c) e d). supplementare effettuabili nella singola giornata

e) per "lavoro supplementare" quello lavorativa;

corrispondente alle prestazioni lavorative svolte oltre c) le causali obiettive in relazione alle quali si

l'orario di lavoro concordato fra le parti ai sensi consente di richiedere ad un lavoratore a tempo

dell'articolo 2, comma 2, ed entro il limite del tempo parziale lo svolgimento di lavoro supplementare.

pieno. In attesa delle discipline contrattuali di cui al

3. I contratti collettivi nazionali stipulati dai presente comma e fermo restando quanto previsto dal

sindacati comparativamente più rappresentativi, i comma 15, il ricorso al lavoro supplementare è

contratti collettivi territoriali stipulati dai medesimi ammesso nella misura massima del 10 per cento della

sindacati ed i contratti collettivi aziendali stipulati durata dell'orario di lavoro a tempo parziale riferita a

dalle rappresentanze sindacali aziendali di cui periodi non superiori ad un mese e da utilizzare

all'articolo 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e nell'arco di più di una settimana.

successive modificazioni, ovvero con le 3. L'effettuazione di prestazioni di lavoro

rappresentanze sindacali unitarie, con l'assistenza dei supplementare richiede in ogni caso il consenso del

sindacati che hanno negoziato e sottoscritto il contratto lavoratore interessato. L'eventuale rifiuto dello stesso

collettivo nazionale applicato, possono determinare non costituisce infrazione disciplinare, nè integra gli

condizioni e modalità della prestazione lavorativa del estremi del giustificato motivo di licenziamento.

rapporto di lavoro di cui al comma 2; i contratti 4. I contratti collettivi di cui al comma 2 possono

collettivi nazionali possono, altresì, prevedere per prevedere una percentuale di maggiorazione

specifiche figure o livelli professionali modalità sull'importo della retribuzione oraria globale di fatto,

particolari di attuazione delle discipline rimesse alla dovuta in relazione al lavoro supplementare. In

contrattazione collettiva ai sensi del presente decreto. alternativa a quanto previsto in proposito dall'articolo

4. Le assunzioni a termine, di cui alla legge 18 4, comma 2, lettera a), i contratti collettivi di cui al

aprile 1962, n. 230, e successive modificazioni, comma 2 possono anche stabilire che l'incidenza della

possono essere effettuate anche con rapporto a tempo retribuzione delle ore supplementari sugli istituti

parziale, ai sensi dei commi 2 e 3. retributivi indiretti e differiti sia determinata

convenzionalmente mediante l'applicazione di una

maggiorazione forfettaria sulla retribuzione dovuta per

Art. 2. Forma e contenuti del contratto di la singola ora di lavoro supplementare. In attesa delle

lavoro a tempo parziale.

1. Il contratto di lavoro a tempo parziale è discipline contrattuali di cui al comma 2, le ore di

stipulato in forma scritta ai fini e per gli effetti di cui lavoro supplementare nella misura massima del 10 per

all’articolo 8, comma 1. Il datore di lavoro è tenuto a cento previste dall'ultimo periodo del medesimo

dare comunicazione dell’assunzione a tempo parziale comma 2, sono retribuite come ore ordinarie.

alla Direzione provinciale del lavoro competente per 5. Nel rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo

territorio mediante invio di copia del contratto entro verticale è consentito lo svolgimento di prestazioni

trenta giorni dalla stipulazione dello stesso. Fatte salve lavorative straordinarie in relazione alle giornate di

eventuali più favorevoli previsioni dei contratti attività lavorativa. A tali prestazioni si applica la

collettivi di cui all’articolo 1, comma 3, il datore di disciplina legale e contrattuale vigente, ed eventuali

lavoro è altresì tenuto ad informare le rappresentanze successive modifiche ed integrazioni, in materia di

sindacali aziendali, ove esistenti, con cadenza annuale, lavoro straordinario nei rapporti a tempo pieno. Salva

sull’andamento delle assunzioni a tempo parziale, la diversa previsione dei contratti collettivi di cui

relativa tipologia ed il ricorso al lavoro supplementare. all'articolo 1, comma 3, i limiti trimestrale ed annuale

(omissis) stabiliti dalla legge 27 novembre 1998, n. 409, si

intendono riproporzionati in relazione alla durata della

prestazione lavorativa a tempo parziale.

Art. 3. Modalità del rapporto di lavoro a tempo 6. Le ore di lavoro supplementare di fatto svolte in

parziale. Lavoro supplementare, lavoro misura eccedente quella consentita ai sensi del comma

straordinario, clausole elastiche.

1. Il datore di lavoro ha facoltà di richiedere lo 2 comportano l'applicazione di una maggiorazione

svolgimento di prestazioni supplementari rispetto a sull'importo della retribuzione oraria globale di fatto

quelle concordate con il lavoratore ai sensi per esse dovuta la cui misura viene stabilita dai

dell'articolo 2, comma 2, nel rispetto di quanto contratti collettivi di cui all'articolo 1, comma 3. In

previsto dai commi 2, 3, 4 e 6. assenza di previsione del contratto collettivo, si

2. Il contratto collettivo, stipulato dai soggetti applica la maggiorazione del 50 per cento. I medesimi

indicati nell'articolo 1, comma 3, che il datore di contratti collettivi possono altresì stabilire criteri e

lavoro effettivamente applichi, stabilisce: modalità per assicurare al lavoratore a tempo parziale,

su richiesta del medesimo, il consolidamento nel

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proprio orario di lavoro, in tutto od in parte, del lavoro in forza delle quali possa essere denunciato il patto di

supplementare svolto in via non meramente cui al comma 9. Il datore di lavoro ha facoltà di

occasionale. rinunciare al preavviso.

7. Ferma restando l'indicazione nel contratto di 11. Il rifiuto da parte del lavoratore di stipulare il

lavoro della distribuzione dell'orario con riferimento al patto di cui al comma 9 e l'esercizio da parte dello

giorno, alla settimana, al mese ed all'anno, i contratti stesso del diritto di ripensamento di cui al comma 10

collettivi, di cui all'articolo 1, comma 3, applicati dal non possono integrare in nessun caso gli estremi del

datore di lavoro interessato, hanno la facoltà di giustificato motivo di licenziamento.

prevedere clausole elastiche in ordine alla sola 12. A seguito della denuncia di cui al comma 10

collocazione temporale della prestazione lavorativa, viene meno la facoltà del datore di lavoro di variare la

determinando le condizioni e le modalità a fronte delle collocazione temporale della prestazione lavorativa

quali il datore di lavoro può variare detta collocazione, inizialmente concordata ai sensi dell'articolo 2, comma

rispetto a quella inizialmente concordata col lavoratore 2. Successivamente alla denuncia, nel corso dello

ai sensi dell'articolo 2, comma 2. svolgimento del rapporto di lavoro è fatta salva la

8. L'esercizio da parte del datore di lavoro del possibilità di stipulare un nuovo patto scritto in

potere di variare la collocazione temporale della materia di collocazione temporale elastica della

prestazione lavorativa a tempo parziale comporta in prestazione lavorativa a tempo parziale, osservandosi

favore del lavoratore un preavviso di almeno dieci le disposizioni del presente articolo.

giorni. I contratti collettivi di cui all'articolo 1, comma 13. L'effettuazione di prestazioni lavorative

3, possono prevedere una durata del preavviso supplementari o straordinarie, come pure lo

inferiore a dieci giorni ma, comunque, non inferiore a svolgimento del rapporto secondo le modalità di cui al

48 ore; in questo caso gli stessi contratti collettivi comma 7, sono ammessi esclusivamente quando il

possono prevedere maggiorazioni retributive contratto di lavoro a tempo parziale, sia stipulato a

stabilendone forme, criteri e modalità. Lo svolgimento tempo indeterminato e, nel caso di assunzioni a

del rapporto di lavoro a tempo parziale ai sensi del termine, limitatamente a quelle previste dall'articolo 1,

comma 7, comporta altresì in favore del lavoratore il comma 2, lettera b), della legge 18 aprile 1962, n. 230.

diritto ad una maggiorazione della retribuzione oraria I contratti collettivi di cui all'articolo 1, comma 3,

globale di fatto, nella misura fissata dai contratti applicati dal datore di lavoro interessato, possono

collettivi di cui al medesimo comma 7. prevedere la facoltà di richiedere lo svolgimento di

9. La disponibilità allo svolgimento del rapporto prestazioni lavorative supplementari o straordinarie

di lavoro a tempo parziale ai sensi del comma 7 anche in relazione ad altre ipotesi di assunzione con

richiede il consenso del lavoratore formalizzato contratto a termine consentite dalla legislazione

attraverso uno specifico patto scritto, anche vigente.

contestuale al contratto di lavoro. Nel patto è fatta 14. I centri per l'impiego e i soggetti autorizzati

espressa menzione della data di stipulazione, della all'attività di mediazione fra domanda ed offerta di

possibilità di denuncia di cui al comma 10, delle lavoro, di cui rispettivamente agli articoli 4 e 10 del

modalità di esercizio della stessa, nonché di quanto decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, sono

previsto dal comma 11. tenuti a dare, ai lavoratori interessati ad offerte di

10. Durante il corso di svolgimento del rapporto di lavoro a tempo parziale, puntuale informazione della

lavoro a tempo parziale il lavoratore potrà denunciare disciplina prevista dai commi 3, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e

il patto di cui al comma 9, accompagnando alla 13, preventivamente alla stipulazione del contratto di

denuncia l'indicazione di una delle seguenti lavoro. Per i soggetti di cui all'articolo 10 del decreto

documentate ragioni: a) esigenze di carattere legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, la mancata

familiare; b) esigenze di tutela della salute certificate fornitura di detta informazione costituisce

dal competente Servizio sanitario pubblico; c) comportamento valutabile ai fini dell'applicazione

necessità di attendere ad altra attività lavorativa della norma di cui al comma 12, lettera b), del

subordinata o autonoma. La denuncia, in forma scritta, medesimo articolo 10.

relativamente alle causali di cui alle lettere a) e b) 15. Ferma restando l'applicabilità immediata della

potrà essere effettuata quando siano decorsi almeno disposizione di cui al comma 3, le clausole dei

cinque mesi dalla data di stipulazione del patto e dovrà contratti collettivi in materia di lavoro supplementare

essere altresì accompagnata da un preavviso di un nei rapporti di lavoro a tempo parziale, vigenti alla

mese in favore del datore di lavoro. In ordine alla data di entrata in vigore del presente decreto

lettera c) i contratti collettivi di cui al comma 7 legislativo, continuano a produrre effetti sino alla

possono stabilire un periodo superiore ai cinque mesi, scadenza prevista e comunque non oltre il 30

prevedendo la corresponsione di una indennità. I settembre 2002.

medesimi contratti collettivi determinano i criteri e le

modalità per l'esercizio della possibilità di denuncia Art. 4. Principio di non discriminazione.

anche nel caso di esigenze di studio o di formazione e 1. Fermi restando i divieti di discriminazione

possono, altresì, individuare ulteriori ragioni obiettive diretta ed indiretta previsti dalla legislazione vigente,

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il lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un 2. Ai soli fini dell'applicabilità della disciplina di

trattamento meno favorevole rispetto al lavoratore a cui al titolo III della legge 20 maggio 1970, n. 300, e

tempo pieno comparabile, intendendosi per tale quello successive modificazioni, i lavoratori a tempo parziale

inquadrato nello stesso livello in forza dei criteri di si computano come unità intere, quale che sia la durata

classificazione stabiliti dai contratti collettivi di cui della loro prestazione lavorativa.

all'articolo 1, comma 3, per il solo motivo di lavorare a

tempo parziale. Art. 8. Sanzioni.

2. L'applicazione del principio di non 1. Nel contratto di lavoro a tempo parziale la

discriminazione comporta che: forma scritta è richiesta a fini di prova. Qualora la

a) il lavoratore a tempo parziale benefici dei scrittura risulti mancante, è ammessa la prova per

testimoni nei limiti di cui all’articolo 2725 del codice

medesimi diritti di un lavoratore a tempo pieno

comparabile in particolare per quanto riguarda civile. In difetto di prova in ordine alla stipulazione a

l'importo della retribuzione oraria; la durata del tempo parziale del contratto di lavoro, su richiesta del

periodo di prova e delle ferie annuali; la durata del lavoratore potrà essere dichiarata la sussistenza fra le

periodo di astensione obbligatoria e facoltativa per parti di un rapporto di lavoro a tempo pieno a partire

maternità; la durata del periodo di conservazione del dalla data in cui la mancanza della scrittura sia

posto di lavoro a fronte di malattia; infortuni sul giudizialmente accertata. Resta fermo il diritto alle

lavoro, malattie professionali; l'applicazione delle retribuzioni dovute per le prestazioni effettivamente

norme di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori rese antecedentemente alla data suddetta.

L’eventuale mancanza o indeterminatezza nel

nei luoghi di lavoro; l'accesso ad iniziative di 2.

contratto scritto delle indicazioni di cui all’articolo 2,

formazione professionale organizzate dal datore di

lavoro; l'accesso ai servizi sociali aziendali; i criteri di comma 2, non comporta la nullità del contratto di

Qualora l’omissione riguardi

calcolo delle competenze indirette e differite previsti lavoro a tempo parziale.

dai contratti collettivi di lavoro; i diritti sindacali, ivi la durata della prestazione lavorativa, su richiesta del

compresi quelli di cui al titolo III della legge 20 lavoratore può essere dichiarata la sussistenza fra le

maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni. I parti di un rapporto di lavoro a tempo pieno a partire

contratti collettivi di cui all'articolo 1, comma 3, dalla data del relativo accertamento giudiziale.

invece l’omissione riguardi la sola

possono provvedere a modulare la durata del periodo Qualora

di prova e quella del periodo di conservazione del collocazione temporale dell'orario, il giudice provvede

posto di lavoro in caso di malattia qualora l'assunzione a determinare le modalità temporali di svolgimento

avvenga con contratto di lavoro a tempo parziale di della prestazione lavorativa a tempo parziale con

tipo verticale; riferimento alle previsioni dei contratti collettivi di cui

b) il trattamento del lavoratore a tempo parziale all'articolo 1, comma 3,, o, in mancanza, con

sia riproporzionato in ragione della ridotta entità della valutazione equitativa, tenendo conto in particolare

prestazione lavorativa in particolare per quanto delle responsabilità familiari del lavoratore interessato,

riguarda l'importo della retribuzione globale e delle della sua necessità di integrazione del reddito

singole componenti di essa; l'importo della derivante dal rapporto a tempo parziale mediante lo

retribuzione feriale; l'importo dei trattamenti svolgimento di altra attività lavorativa, nonché delle

economici per malattia, infortunio sul lavoro, malattia esigenze del datore di lavoro. Per il periodo

professionale e maternità. Resta ferma la facoltà per il antecedente la data della pronuncia della sentenza, il

contratto individuale di lavoro e per i contratti lavoratore ha in entrambi i casi diritto, in aggiunta alla

collettivi, di cui all'articolo 1, comma 3, di prevedere retribuzione dovuta, alla corresponsione di un ulteriore

che la corresponsione ai lavoratori a tempo parziale di emolumento a titolo di risarcimento del danno, da

emolumenti retributivi, in particolare a carattere liquidarsi con valutazione equitativa. Nel corso del

variabile, sia effettuata in misura più che successivo svolgimento del rapporto, è fatta salva la

proporzionale. possibilità di concordare per iscritto un clausola

(omissis) elastica in ordine alla sola collocazione temporale

della prestazione lavorativa a tempo parziale,

osservandosi le disposizioni di cui all’articolo 3. In

Art. 6. Criteri di computo dei lavoratori a tempo luogo del ricorso all’autorità giudiziaria, le

parziale.

1. In tutte le ipotesi in cui, per disposizione di controversie di cui al presente comma ed al comma 1

legge o di contratto collettivo, si renda necessario possono essere risolte mediante le procedure di

l'accertamento della consistenza dell'organico, i conciliazione ed eventualmente di arbitrato previste

lavoratori a tempo parziale sono computati nel numero dai contratti collettivi nazionali di lavoro di cui

all’articolo 1, comma 3.

complessivo dei dipendenti in proporzione all'orario

svolto, rapportato al tempo pieno così come definito ai 3. In caso di violazione da parte del datore di

lavoro del diritto di precedenza di cui all’articolo 5,

sensi dell'articolo 1, con arrotondamento all'unita'

della frazione di orario superiore alla metà di quello comma 2, il lavoratore ha diritto al risarcimento del

pieno. danno in misura corrispondente alla differenza fra

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l’importo della retribuzione percepita e quella che gli 4. È vietata la fornitura di lavoro temporaneo:

sarebbe stata corrisposta a seguito del passaggio al a) per le mansioni individuate dai contratti

tempo pieno nei sei mesi successivi a detto passaggio. collettivi nazionali della categoria di appartenenza

4. La mancata comunicazione alla Direzione dell'impresa utilizzatrice stipulati dai sindacati

provinciale del lavoro, di cui all’articolo 2, comma 1, comparativamente più rappresentativi, con particolare

secondo periodo, comporta l’applicazione di una riguardo alle mansioni il cui svolgimento può

sanzione amministrativa di lire trentamila per ciascun presentare maggiore pericolo per la sicurezza del

lavoratore interessato ed ogni giorno di ritardo. I prestatore di lavoro o di soggetti terzi;

corrispondenti importi sono versati a favore della b) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il

gestione contro la disoccupazione dell’Istituto diritto di sciopero;

nazionale della previdenza sociale (INPS). c) presso unità produttive nelle quali si sia

proceduto, entro i dodici mesi precedenti, a

licenziamenti collettivi che abbiano riguardato

------------------------------------------------------- lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce la

fornitura, salvo che la fornitura avvenga per

Lavoro temporaneo provvedere a sostituzione di lavoratori assenti con

diritto alla conservazione del posto;

Legge 24 giugno 1997, n. 196. Norme in materia di d) presso unità produttive nelle quali sia operante

promozione dell'occupazione (*). una sospensione dei rapporti o una riduzione

(*) Gli artt. da 1 a 11 della l. n. 196/1997 sono dell'orario, con diritto al trattamento di integrazione

abrogati dall’art. 85 del d.lgs. di attuazione della l. n. salariale, che interessino lavoratori adibiti alle

30/2003. L’intera materia trova nuova disciplina mansioni cui si riferisce la fornitura;

nell’art. 2 e negli artt.da 20 a 28 dello stesso decreto. e) a favore di imprese che non dimostrano alla

Direzione provinciale del lavoro di aver effettuato la

Art. 1. Contratto di fornitura di prestazioni di valutazione dei rischi ai sensi dell'articolo 4 del

lavoro temporaneo (*). decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e

1. Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo è successive modificazioni ed integrazioni;

il contratto mediante il quale un'impresa di fornitura di f) per le lavorazioni che richiedono sorveglianza

lavoro temporaneo, di seguito denominata "impresa medica speciale e per lavori particolarmente pericolosi

fornitrice", iscritta all'albo previsto dall'articolo 2, individuati con decreto del Ministro del lavoro e della

comma 1, pone uno o più lavoratori, di seguito previdenza sociale da emanare entro sessanta giorni

denominati "prestatori di lavoro temporaneo", da essa dalla data di entrata in vigore della presente legge.

assunti con il contratto previsto dall'articolo 3, a 5. Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo è

disposizione di un'impresa che ne utilizzi la stipulato in forma scritta e contiene i seguenti

prestazione lavorativa, di seguito denominata "impresa elementi:

utilizzatrice", per il soddisfacimento di esigenze di a) il numero dei lavoratori richiesti;

carattere temporaneo individuate ai sensi del comma b) le mansioni alle quali saranno adibiti i

2. lavoratori ed il loro inquadramento;

2. Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo c) il luogo, l'orario ed il trattamento economico e

può essere concluso: normativo delle prestazioni lavorative;

a) nei casi previsti dai contratti collettivi nazionali d) assunzione da parte dell'impresa fornitrice

della categoria di appartenenza dell'impresa dell'obbligazione del pagamento diretto al lavoratore

utilizzatrice, stipulati dai sindacati comparativamente del trattamento economico nonché del versamento dei

più rappresentativi; contributi previdenziali;

b) nei casi di temporanea utilizzazione in e) assunzione dell'obbligo della impresa

qualifiche non previste dai normali assetti produttivi utilizzatrice di comunicare all'impresa fornitrice i

aziendali; trattamenti retributivi e previdenziali applicabili,

c) nei casi di sostituzione dei lavoratori assenti, nonché le eventuali differenze maturate nel corso di

fatte salve le ipotesi di cui al comma 4. ciascuna mensilità o del minore periodo di durata del

3. Nei settori dell'agricoltura, privilegiando le rapporto;

attività rivolte allo sviluppo dell'agricoltura biologica, f) assunzione dell'obbligo dell'impresa utilizzatrice

e dell'edilizia i contratti di fornitura di lavoro di rimborsare all'impresa fornitrice gli oneri retributivi

temporaneo potranno essere introdotti in via e previdenziali da questa effettivamente sostenuti in

sperimentale previa intesa tra le organizzazioni favore del prestatore di lavoro temporaneo;

sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro g) assunzione da parte dell'impresa utilizzatrice, in

comparativamente più rappresentative sul piano caso di inadempimento dell'impresa fornitrice,

nazionale circa le aree e le modalità della dell'obbligo del pagamento diretto al lavoratore del

sperimentazione. La predetta limitazione non trova trattamento economico nonché del versamento dei

applicazione con riferimento ai lavoratori appartenenti contributi previdenziali in favore del prestatore di

alla categoria degli impiegati. 79

lavoro temporaneo, fatto salvo il diritto di rivalsa territorio nazionale e comunque non inferiore a quattro

verso l'impresa fornitrice; regioni;

h) la data di inizio ed il termine del contratto per c) a garanzia dei crediti dei lavoratori assunti con

prestazioni di lavoro temporaneo; il contratto di cui all'articolo 3 e dei corrispondenti

i) gli estremi dell'autorizzazione rilasciata crediti contributivi degli enti previdenziali, la

all'impresa fornitrice. disposizione, per i primi due anni, di un deposito

6. È nulla ogni clausola diretta a limitare, anche cauzionale di lire 700 milioni presso un istituto di

indirettamente, la facoltà dell'impresa utilizzatrice di credito avente sede o dipendenza nel territorio

nazionale o di altro Stato membro dell’Unione

assumere il lavoratore al termine del contratto per

prestazioni di lavoro temporaneo di cui all'articolo 3. europea; a decorrere dal terzo anno solare, la

7. Copia del contratto di fornitura è trasmessa disposizione, in luogo della cauzione, di una

dall'impresa fornitrice alla Direzione provinciale del fideiussione bancaria o assicurativa non inferiore al 5

lavoro competente per territorio entro dieci giorni per cento del fatturato, al netto dell'imposta sul valore

dalla stipulazione. aggiunto, realizzato nell'anno precedente e comunque

8. I prestatori di lavoro temporaneo non possono non inferiore a lire 700 milioni (*);

superare la percentuale dei lavoratori, occupati d) in capo agli amministratori, ai direttori generali,

dall'impresa utilizzatrice in forza di contratto a tempo ai dirigenti muniti di rappresentanza e ai soci

indeterminato, stabilita dai contratti collettivi nazionali accomandatari: assenza di condanne penali, anche non

della categoria di appartenenza dell'impresa stessa, definitive, ivi comprese le sanzioni sostitutive di cui

stipulati dai sindacati comparativamente più alla legge 24 novembre 1981, n. 689, per delitti contro

rappresentativi. il patrimonio, per delitti contro la fede pubblica o

(*) Art. così modificato dall’art. 64, l. 23 dicembre contro l'economia pubblica, per il delitto previsto

1999, n. 488. dall'articolo 416-bis del codice penale, o per delitti

non colposi per i quali la legge commini la pena della

reclusione non inferiore nel massimo a tre anni, per

Art. 2. Soggetti abilitati all'attività di fornitura di delitti o contravvenzioni previsti da leggi dirette alla

prestazioni di lavoro temporaneo.

1. L'attività di fornitura di lavoro temporaneo può prevenzione degli infortuni sul lavoro o, in ogni caso,

essere esercitata soltanto da società iscritte in apposito previsti da leggi in materia di lavoro o di previdenza

albo istituito presso il Ministero del lavoro e della sociale; assenza, altresì, di sottoposizione alle misure

previdenza sociale. Il Ministero del lavoro e della di prevenzione disposte ai sensi della legge 27

previdenza sociale rilascia, sentita la commissione dicembre 1956, n. 1423, o della legge 31 maggio

centrale per l'impiego, entro sessanta giorni dalla 1965, n. 575, o della legge 13 settembre 1982, n. 646,

richiesta e previo accertamento della sussistenza dei e successive modificazioni.

requisiti di cui al comma 2, l'autorizzazione 3. L'autorizzazione di cui al comma 1 può essere

provvisoria all'esercizio dell'attività di fornitura di concessa anche a società cooperative di produzione e

prestazioni di lavoro temporaneo, provvedendo lavoro che, oltre a soddisfare le condizioni di cui al

contestualmente all'iscrizione delle società nel comma 2, abbiano almeno cinquanta soci e tra di essi,

predetto albo. Decorsi due anni il Ministero del lavoro come socio sovventore, almeno un fondo mutualistico

e della previdenza sociale, su richiesta del soggetto per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di

autorizzato, entro i trenta giorni successivi rilascia cui agli articoli 11 e 12 della legge 31 gennaio 1992, n.

l'autorizzazione a tempo indeterminato 59, e che occupino lavoratori dipendenti per un

subordinatamente alla verifica del corretto andamento numero di giornate non superiore ad un terzo delle

dell'attività svolta. giornate di lavoro effettuate dalla cooperativa nel suo

2. I requisiti richiesti per l'esercizio dell'attività di complesso. Soltanto i lavoratori dipendenti dalla

cui al comma 1 sono i seguenti: società cooperativa di produzione e lavoro possono

a) la costituzione della società nella forma di essere da questa forniti come prestatori di lavoro

società di capitali ovvero cooperativa, italiana o di temporaneo.

altro Stato membro dell'Unione europea; l'inclusione 4. I requisiti di cui ai commi 2 e 3 nonchè le

nella denominazione sociale delle parole: "società di informazioni di cui al comma 7 sono dichiarati dalla

fornitura di lavoro temporaneo"; l'individuazione, società alla camera di commercio, industria,

quale oggetto esclusivo, della predetta attività; artigianato e agricoltura della provincia in cui ha la

l'acquisizione di un capitale versato non inferiore a un sede legale, per l'iscrizione nel registro di cui

miliardo di lire; la sede legale o una sua dipendenza all'articolo 9 del decreto del Presidente della

nel territorio dello Stato; Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581.

b) la disponibilità di uffici e di competenze 5. Il Ministro del lavoro e della previdenza

professionali idonee allo svolgimento dell'attività di sociale, con decreto da emanare entro trenta giorni

fornitura di manodopera nonchè la garanzia che dalla data di entrata in vigore della presente legge,

l'attività interessi un ambito distribuito sull'intero stabilisce le modalità della presentazione della

richiesta di autorizzazione di cui al comma 1. 80

6. Il Ministero del lavoro e della previdenza h) le eventuali misure di sicurezza necessarie in

sociale svolge vigilanza e controllo sull'attività dei relazione al tipo di attività.

soggetti abilitati alla fornitura di prestazioni di lavoro 4. Il periodo di assegnazione inizialmente stabilito

temporaneo ai sensi del presente articolo e sulla può essere prorogato, con il consenso del lavoratore e

permanenza in capo ai medesimi soggetti dei requisiti per atto scritto, nei casi e per la durata previsti dalla

di cui al comma 2. contrattazione collettiva nazionale di categoria. Il

7. La società comunica all'autorità concedente gli lavoratore ha diritto di prestare l'opera lavorativa per

spostamenti di sede, l'apertura delle filiali o succursali, l'intero periodo di assegnazione, salvo il caso di

la cessazione dell'attività ed ha inoltre l'obbligo di mancato superamento della prova o della

fornire all'autorità concedente tutte le informazioni da sopravvenienza di una giusta causa di recesso.

questa richieste. 5. L'impresa fornitrice informa i prestatori di

8. La disciplina in materia di assunzioni lavoro temporaneo sui rischi per la sicurezza e la

obbligatorie e l'obbligo di riserva di cui all'articolo 25, salute connessi alle attività produttive in generale e li

comma 1, della legge 23 luglio 1991, n. 223, non si forma e addestra all'uso delle attrezzature di lavoro

applicano all'impresa fornitrice con riferimento ai necessarie allo svolgimento dell'attività lavorativa per

lavoratori da assumere con contratto per prestazioni di la quale essi vengono assunti in conformità alle

lavoro temporaneo. I predetti lavoratori non sono disposizioni recate dal decreto legislativo 19 settembre

computati ai fini dell'applicazione, all'impresa 1994, n. 626, e successive modificazioni ed

fornitrice, delle predette disposizioni. integrazioni. Il contratto di fornitura può prevedere

Comma così modificato dall’art. 117, comma

(*) che tale obbligo sia adempiuto dall'impresa

1, l. 23 dicembre 2000, n. 388. utilizzatrice; in tale caso ne va fatta indicazione nel

contratto di cui al comma 3.

6. È nulla qualsiasi pattuizione che limiti, anche in

Art. 3. Contratto per prestazioni di lavoro forma indiretta, la facoltà del lavoratore di accettare

temporaneo.

1. Il contratto di lavoro per prestazioni di lavoro l'assunzione da parte dell'impresa utilizzatrice dopo la

temporaneo è il contratto con il quale l'impresa scadenza del contratto di fornitura di prestazioni di

fornitrice assume il lavoratore: lavoro temporaneo.

a) a tempo determinato corrispondente alla durata

della prestazione lavorativa presso l'impresa Art. 4. Prestazione di lavoro temporaneo e

utilizzatrice; trattamento retributivo.

b) a tempo indeterminato. 1. Il prestatore di lavoro temporaneo svolge la

2. Con il contratto di cui al comma 1 il lavoratore propria attività secondo le istruzioni impartite

temporaneo, per la durata della prestazione lavorativa dall'impresa utilizzatrice per l'esecuzione e la

presso l'impresa utilizzatrice, svolge la propria attività disciplina del rapporto di lavoro ed è tenuto inoltre

nell'interesse nonché sotto la direzione ed il controllo all'osservanza di tutte le norme di legge e di contratto

dell'impresa medesima; nell'ipotesi di contratto a collettivo applicate ai lavoratori dipendenti

tempo indeterminato il lavoratore rimane a dall'impresa utilizzatrice.

disposizione dell'impresa fornitrice per i periodi in cui 2. Al prestatore di lavoro temporaneo è

non svolge la prestazione lavorativa presso un'impresa corrisposto un trattamento non inferiore a quello cui

utilizzatrice. hanno diritto i dipendenti di pari livello dell'impresa

3. Il contratto per prestazioni di lavoro utilizzatrice. I contratti collettivi delle imprese

temporaneo è stipulato in forma scritta e copia di esso utilizzatrici stabiliscono modalità e criteri per la

è rilasciata al lavoratore entro 5 giorni dalla data di determinazione e corresponsione delle erogazioni

inizio della attività presso l'impresa utilizzatrice. Il economiche correlate ai risultati conseguiti nella

contratto contiene i seguenti elementi: realizzazione di programmi concordati tra le parti o

a) i motivi di ricorso alla fornitura di prestazioni collegati all'andamento economico dell'impresa.

di lavoro temporaneo; 3. Nel caso in cui il prestatore di lavoro

b) l'indicazione dell'impresa fornitrice e della sua temporaneo sia assunto con contratto stipulato a tempo

iscrizione all'albo, nonché della cauzione ovvero della indeterminato, nel medesimo è stabilita la misura

fideiussione di cui all'articolo 2, comma 2, lettera c); dell'indennità mensile di disponibilità, divisibile in

c) l'indicazione dell'impresa utilizzatrice; quote orarie, corrisposta dall'impresa fornitrice al

d) le mansioni alle quali il lavoratore sarà adibito lavoratore per i periodi nei quali il lavoratore stesso

ed il relativo inquadramento; rimane in attesa di assegnazione. La misura di tale

e) l'eventuale periodo di prova e la durata del indennità è stabilita dal contratto collettivo e

medesimo; comunque non è inferiore alla misura prevista, ovvero

f) il luogo, l'orario ed il trattamento economico e aggiornata periodicamente, con decreto del Ministro

normativo spettante; del lavoro e della previdenza sociale. La predetta

g) la data di inizio ed il termine dello svolgimento misura è proporzionalmente ridotta in caso di

dell'attività lavorativa presso l'impresa utilizzatrice; assegnazione ad attività lavorativa a tempo parziale. 81

4. Nel caso in cui la retribuzione percepita dal 1. Nei confronti dell'impresa utilizzatrice che

lavoratore per l'attività prestata presso l'impresa ricorra alla fornitura di prestatori di lavoro dipendente

utilizzatrice, nel periodo di riferimento mensile, sia da parte di soggetti diversi da quelli di cui all'articolo

inferiore all'importo della indennità di disponibilità di 2, ovvero che violi le disposizioni di cui all'articolo 1,

cui al comma 3, è al medesimo corrisposta la commi 2, 3, 4 e 5, nonché nei confronti dei soggetti

differenza dalla impresa fornitrice fino a concorrenza che forniscono prestatori di lavoro dipendente senza

del predetto importo. essere iscritti all'albo di cui all'articolo 2, comma 1,

continua a trovare applicazione la legge 23 ottobre

1960, n. 1369.

Art. 6. Obblighi dell'impresa utilizzatrice.

1. Nel caso in cui le mansioni cui è adibito il 2. Il lavoratore che presti la sua attività a favore

prestatore di lavoro temporaneo richiedano una dell'impresa utilizzatrice si considera assunto da

sorveglianza medica speciale o comportino rischi quest'ultima con contratto di lavoro a tempo

specifici, l'impresa utilizzatrice ne informa il indeterminato, nel caso di mancanza di forma scritta

lavoratore conformemente a quanto previsto dal del contratto di fornitura di prestazioni di lavoro

decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e temporaneo ai sensi dell'articolo 1, comma 5. In caso

successive modificazioni ed integrazioni. L'impresa di mancanza di forma scritta del contratto per

utilizzatrice osserva, altresì, nei confronti del prestazioni di lavoro temporaneo di cui all'articolo 3,

medesimo prestatore, tutti gli obblighi di protezione ovvero degli elementi di cui al citato articolo 3,

previsti nei confronti dei propri dipendenti ed è comma 3, lettera g), il contratto per prestazioni di

responsabile per la violazione degli obblighi di lavoro temporaneo si trasforma in contratto a tempo

sicurezza individuati dalla legge e dai contratti determinato alle dipendenze dell'impresa fornitrice (*).

collettivi. 3. Se la prestazione di lavoro temporaneo continua

2. L'impresa utilizzatrice, nel caso in cui adibisca dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o

il prestatore di lavoro temporaneo a mansioni successivamente prorogato, il lavoratore ha diritto ad

superiori, deve darne immediata comunicazione scritta una maggiorazione pari al 20 per cento della

all'impresa fornitrice, consegnandone copia al retribuzione giornaliera per ogni giorno di

lavoratore medesimo. continuazione del rapporto e fino al decimo giorno

3. L'impresa utilizzatrice risponde in solido, oltre successivo. La predetta maggiorazione è a carico

il limite della garanzia previsto dall'articolo 2, comma dell'impresa fornitrice se la prosecuzione del lavoro

2, lettera c), dell'obbligo della retribuzione e dei sia stata con essa concordata. Se la prestazione

corrispondenti obblighi contributivi non adempiuti continua oltre il predetto termine, il lavoratore si

dall'impresa fornitrice. L'impresa utilizzatrice, ove non considera assunto a tempo indeterminato dall'impresa

abbia adempiuto all'obbligo di informazione previsto utilizzatrice dalla scadenza del termine stesso.

dal comma 2, risponde in via esclusiva per le 4. Chi esiga o comunque percepisca compensi da

differenze retributive spettanti al lavoratore occupato parte del lavoratore per avviarlo a prestazioni di lavoro

in mansioni superiori. temporaneo è punito con la pena alternativa

4. Il prestatore di lavoro temporaneo ha diritto a dell'arresto non superiore ad un anno e dell'ammenda

fruire di tutti i servizi sociali ed assistenziali di cui da lire 5.000.000 a lire 12.000.000. In aggiunta alla

godono i dipendenti dell'impresa utilizzatrice addetti sanzione penale è disposta la cancellazione dall'albo di

alla stessa unità produttiva, esclusi quelli il cui cui all'articolo 2, comma 1.

godimento sia condizionato all'iscrizione ad 5. La vigilanza sull'applicazione degli obblighi

associazioni o società cooperative o al conseguimento prescritti dalle norme richiamate nel presente articolo

di una determinata anzianità di servizio. è affidata al Ministero del lavoro e della previdenza

5. Il prestatore di lavoro temporaneo non è sociale, che la esercita attraverso i propri organi

computato nell'organico dell'impresa utilizzatrice ai periferici.

(*) Comma così modificato dall’art. 117, comma

fini dell'applicazione di normative di legge o di

contratto collettivo, fatta eccezione per quelle relative 1, l. 23 dicembre 2000, n. 388.

alla materia dell'igiene e della sicurezza sul lavoro.

6. Ai fini dell'esercizio del potere disciplinare da ------------------------------------------------------------

parte dell'impresa fornitrice, l'impresa utilizzatrice

comunica alla prima gli elementi che formeranno Distacco (*)

oggetto della contestazione ai sensi dell'articolo 7 (*) v. anche art. 30, d. lgs. di attuazione della l. n.

della legge 20 maggio 1970, n. 300. 30/2003

7. L'impresa utilizzatrice risponde nei confronti

dei terzi dei danni ad essi arrecati dal prestatore di Decreto Legislativo 25 febbraio 2000, n. 72.

lavoro temporaneo nell'esercizio delle sue mansioni. Attuazione della direttiva 96/71/CE in materia di

distacco dei lavoratori nell'ambito di una

Art.10. Norme sanzionatorie. prestazione di servizi. 82

non si applica alle attività del settore edilizio

Art. 1. Campo d'applicazione.

1. Il presente decreto si applica alle imprese individuate nell'allegato A del presente decreto

stabilite in uno Stato membro dell'Unione europea legislativo.

diverso dall'Italia, le quali, in occasione di una 3. Gli imprenditori che appaltano servizi ai sensi

prestazione di servizi transnazionale, distaccano un dell'articolo 1, comma 1, da eseguirsi nell'interno delle

lavoratore, per conto proprio e sotto la loro direzione, aziende con organizzazione e gestione propria di un

in territorio nazionale italiano, nell'ambito di un appaltatore transnazionale, sono tenuti in solido con

contratto concluso con il destinatario della prestazione quest'ultimo a corrispondere ai lavoratori da esso

di servizi che opera in territorio italiano, ovvero dipendenti un trattamento minimo inderogabile

distaccano un lavoratore in territorio nazionale retributivo e ad assicurare un trattamento normativo

italiano, presso un'unità produttiva della medesima non inferiore a quelli spettanti ai lavoratori da loro

impresa o presso altra impresa appartenente allo stesso dipendenti.

gruppo, purché in entrambi i casi durante il periodo di 4. I diritti spettanti ai prestatori di lavoro

distacco continui ad esistere un rapporto di lavoro tra dipendenti dall'appaltatore transnazionale possono

il lavoratore distaccato e l'impresa distaccante. essere esercitati nei confronti dell'imprenditore

2. Il presente decreto non si applica alle imprese appaltante durante l'esecuzione dell'appalto e fino ad

della marina mercantile con riguardo al personale un anno dopo la data di cessazione del medesimo.

navigante. (omissis)

3. Le disposizioni del presente decreto si

applicano anche alle imprese stabilite in uno Stato non ------------------------------------------------------------

membro che si trovano in una delle situazioni indicate

al comma 1. Eguaglianza. Divieto di discriminazione.

Azioni positive.

Art. 2. Definizioni.

1. Ai fini del presente decreto si intende per Legge 20 maggio 1970, n. 300. Statuto dei diritti dei

"lavoratore distaccato" il lavoratore abitualmente lavoratori.

occupato in uno Stato membro dell'Unione europea Art. 15. Atti discriminatori (*).

diverso dall'Italia che, per un periodo limitato, svolge È nullo qualsiasi patto od atto diretto a:

il proprio lavoro in territorio nazionale italiano. a) subordinare l'occupazione di un lavoratore alla

2. Il periodo limitato di cui al comma 1 è tale condizione che aderisca o non aderisca ad una

quando la durata del distacco del lavoratore in associazione sindacale ovvero cessi di farne parte;

territorio nazionale italiano sia sin dall'inizio b) licenziare un lavoratore, discriminarlo nella

predeterminata o predeterminabile con riferimento ad assegnazione di qualifiche o mansioni, nei

un evento futuro e certo. trasferimenti, nei provvedimenti disciplinari, o recargli

Art. 3. Condizioni di lavoro. altrimenti pregiudizio a causa della sua affiliazione o

1. Al rapporto di lavoro tra le imprese di cui attività sindacale ovvero della sua partecipazione ad

all'articolo 1, comma 1, e i lavoratori distaccati si uno sciopero.

applicano, durante il periodo del distacco, le medesime Le disposizioni di cui al comma precedente si

condizioni di lavoro previste da disposizioni applicano altresì ai patti o atti diretti a fini di

legislative, regolamentari o amministrative, nonché dai discriminazione politica, religiosa, razziale, di lingua o

contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni di sesso, di handicap, di eta' o basata sull'orientamento

sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori sessuale o sulle convinzioni personali.

comparativamente più rappresentative a livello (*) Art. così modificato dall’art. 13, l. 9 dicembre

nazionale, applicabili ai lavoratori che effettuano 1977, n. 903 e dall'art. 4, comma 1, d. lgs. n. 216

prestazioni lavorative subordinate analoghe nel luogo /2003

in cui i lavoratori distaccati svolgono la propria attività

in posizione di distacco. Art. 16. Trattamenti economici collettivi

2. Le disposizioni di legge e di contratto collettivo discriminatori.

in materia di durata minima delle ferie annuali È vietata la concessione di trattamenti economici

retribuite e di trattamento retributivo minimo, di maggior favore aventi carattere discriminatorio a

compreso quello maggiorato per lavoro straordinario, mente dell'art. 15.

non si applicano nel caso di lavori di assemblaggio Il pretore, su domanda dei lavoratori nei cui

iniziale o di prima installazione di un bene, previsti in confronti è stata attuata la discriminazione di cui al

un contratto di fornitura di beni, indispensabili per comma precedente o delle associazioni sindacali alle

mettere in funzione il bene fornito ed eseguiti dai quali questi hanno dato mandato, accertati i fatti,

lavoratori qualificati o specializzati dell'impresa di condanna il datore di lavoro al pagamento, a favore

fornitura, quando la durata dei lavori, in relazione ai del Fondo adeguamento pensioni, di una somma pari

quali è stato disposto il distacco, non è superiore ad all'importo dei trattamenti economici di maggior

otto giorni. La disposizione di cui al presente comma 83

favore illegittimamente corrisposti nel periodo parità di trattamento fra gli uomini e le donne per

quanto riguarda l’accesso al lavoro alla formazione

massimo di un anno. e alla promozione professionali e le condizioni di

lavoro (*).

Direttiva 75/117/CEE del Consiglio del 10 febbraio (*) come modificata dalla direttiva 2002/73 CE.

1975 per il ravvicinamento delle legislazioni degli

Stati membri relative all’applicazione del principio Art. 1.

1. Scopo della presente direttiva è l'attuazione

della parità delle retribuzioni tra lavoratori di sesso negli Stati membri dei principio della parità di

maschile e quelli di sesso femminile. trattamento fra uomini e donne per quanto riguarda

Art. 1. l'accesso al lavoro, ivi compresa la promozione, e

Il principio della parità delle retribuzioni tra i l'accesso alla formazione professionale, nonché le

lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso

femminile, previsto dall’art. 119 del trattato, condizioni di lavoro e, alle condizioni di cui al comma

in appresso “principio della parità delle 2, la sicurezza sociale. Tale principio è denominato in

denominato

retribuzioni”, implica, per uno stesso lavoro o per un seguito "principio della parità di trattamento".

1 bis. Gli Stati membri tengono conto

lavoro al quale è attribuito un valore uguale,

l’eliminazione di qualsiasi discriminazione basata sul dell'obiettivo della parità tra gli uomini e le donne nel

formulare ed attuare leggi, regolamenti, atti

sesso in tutti gli elementi e le condizioni delle amministrativi, politiche e attività nei settori di cui al

retribuzioni. In particolare, qualora si utilizzi un paragrafo 1.

sistema di classificazione professionale per 2. Per garantire la graduale attuazione dei

determinare le retribuzioni, questo deve basarsi su principio della parità di trattamento in materia di

principi comuni per i lavoratori di sesso maschile e sicurezza sociale, il Consiglio adotterà, su proposta

quelli di sesso femminile ed essere elaborato in modo della Commissione, disposizioni che ne precisino in

da eliminare le discriminazioni basate sul sesso. particolare il contenuto, la portata e le modalità di

applicazione.

Art. 2

Gli Stati membri introducono nei rispettivi Art. 2.

ordinamenti giuridici interni le misure necessarie per 1. Ai sensi delle seguenti disposizioni il principio

permettere a tutti i lavoratori che si ritengano lesi dalla di parità di trattamento implica l'assenza di qualsiasi

mancata applicazione del principio della parità delle discriminazione fondata sul sesso, direttamente o

retribuzioni di far valere i propri diritti per via indirettamente, in particolare mediante riferimento allo

giudiziaria, eventualmente dopo ricorso ad altre stato matrimoniale o di famiglia.

istanze competenti . 2. Ai sensi della presente direttiva si applicano le

seguenti definizioni:

3

Art. - discriminazione diretta: situazione nella quale

Gli Stati membri sopprimono le discriminazioni una persona è trattata meno favorevolmente in base al

tra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso sesso di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata un'altra

femminile derivanti da disposizioni legislative, in una situazione analoga,

regolamentari o amministrative e contrarie al principio - discriminazione indiretta: situazione nella quale

della parità delle retribuzioni. una disposizione, un criterio o una prassi

apparentemente neutri possono mettere in una

Art. 4 situazione di particolare svantaggio le persone di un

Gli Stati membri prendono le misure necessarie determinato sesso, rispetto a persone dell'altro sesso, a

affinché le disposizioni contrarie al principio della meno che detta disposizione, criterio o prassi siano

parità delle retribuzioni e contenute in contratti oggettivamente giustificati da una finalità legittima e i

collettivi, tabelle o accordi salariali o contratti mezzi impiegati per il suo conseguimento siano

individuali di lavoro siano nulle, possano essere appropriati e necessari,

dichiarate nulle o possano essere modificate. - molestie: situazione nella quale si verifica un

comportamento indesiderato connesso al sesso di una

Art. 5 persona avente lo scopo o l'effetto di violare la dignità

Gli Stati membri adottano le misure necessarie per di tale persona e di creare un clima intimidatorio,

proteggere i lavoratori contro i licenziamenti che ostile, degradante, umiliante od offensivo,

rappresentino una reazione del datore di lavoro ad una - molestie sessuali: situazione nella quale si

rimostranza presentata a livello aziendale o ad verifica un comportamento indesiderato a

un'azione giudiziaria volte a far osservare il principio connotazione sessuale, espresso in forma fisica,

della parità delle retribuzioni . verbale o non verbale, avente lo scopo o l'effetto di

violare la dignità di una persona, in particolare

creando un clima intimidatorio, ostile, degradante,

Direttiva 76/207/CEE del Consiglio del 9 febbraio

1976 relativa all’attuazione del principio della umiliante o offensivo. 84

3. Le molestie e le molestie sessuali, ai sensi della alla fine di tale periodo di congedo essi abbiano diritto

presente direttiva, sono considerate discriminazioni di riprendere il proprio lavoro o un posto equivalente

fondate sul sesso e sono pertanto vietate. secondo termini e condizioni che non siano per essi

Il rifiuto di, o la sottomissione a, tali meno favorevoli, e di beneficiare di eventuali

comportamenti da parte di una persona non possono miglioramenti delle condizioni di lavoro che sarebbero

essere utilizzati per prendere una decisione riguardo a loro spettati durante la loro assenza.

detta persona. 8. Gli Stati membri possono mantenere o adottare

4. L'ordine di discriminare persone a motivo del misure ai sensi dell'articolo 141, paragrafo 4, del

sesso è considerato una discriminazione ai sensi della trattato volte ad assicurare nella pratica la piena parità

presente direttiva. tra gli uomini e le donne.

5. Gli Stati membri incoraggiano, in conformità

con il diritto, gli accordi collettivi o le prassi nazionali, Art. 3.

i datori di lavoro e i responsabili dell'accesso alla 1. L'applicazione del principio della parità di

formazione professionale a prendere misure per trattamento tra uomini e donne significa che non vi

prevenire tutte le forme di discriminazione sessuale e, deve essere discriminazione diretta o indiretta in base

in particolare, le molestie e le molestie sessuali sul al sesso nei settori pubblico o privato, compresi gli

luogo di lavoro. enti di diritto pubblico, per quanto attiene:

6. Per quanto riguarda l'accesso all'occupazione, a) alle condizioni di accesso all'occupazione e al

inclusa la formazione preventiva, gli Stati membri lavoro, sia dipendente che autonomo, compresi i criteri

possono stabilire che una differenza di trattamento di selezione e le condizioni di assunzione

basata su una caratteristica specifica di un sesso non indipendentemente dal ramo di attività e a tutti i livelli

costituisca discriminazione laddove, per la particolare della gerarchia professionale, nonché alla promozione;

natura delle attività lavorative di cui trattasi o per il b) all'accesso a tutti i tipi e livelli di orientamento

contesto in cui esse vengono espletate, tale e formazione professionale, perfezionamento e

caratteristica costituisca un requisito essenziale e riqualificazione professionale, inclusi i tirocini

determinante per lo svolgimento dell'attività professionali;

lavorativa, purché l'obiettivo sia legittimo e il requisito c) all'occupazione e alle condizioni di lavoro,

proporzionato. comprese le condizioni di licenziamento e la

7. La presente direttiva non pregiudica le misure retribuzione come previsto dalla direttiva 75/117/CEE;

relative alla protezione della donna, in particolare per d) all'affiliazione e all'attività in un'organizzazione

quanto riguarda la gravidanza e la maternità. di lavoratori o datori di lavoro, o in qualunque

Alla fine del periodo di congedo per maternità, la organizzazione i cui membri esercitino una particolare

donna ha diritto di riprendere il proprio lavoro o un professione, nonché alle prestazioni erogate da tali

posto equivalente secondo termini e condizioni che organizzazioni.

non le siano meno favorevoli, e a beneficiare di 2. A tal fine gli Stati membri prendono le misure

eventuali miglioramenti delle condizioni di lavoro che necessarie per assicurare che:

le sarebbero spettati durante la sua assenza. a) tutte le disposizioni legislative, regolamentari e

Ai sensi della presente direttiva un trattamento amministrative contrarie al principio della parità di

meno favorevole riservato ad una donna per ragioni trattamento siano abrogate;

collegate alla gravidanza o al congedo per maternità ai b) tutte le disposizioni contrarie al principio della

sensi della direttiva 92/85/CEE costituisce una parità di trattamento contenute nei contratti di lavoro o

discriminazione. nei contratti collettivi, nei regolamenti interni delle

La presente direttiva lascia altresì impregiudicate aziende o nelle regole che disciplinano il lavoro

le disposizioni della direttiva 96/34/CE del Consiglio, autonomo e le organizzazioni dei lavoratori e dei

del 3 giugno 1996, concernente l'accordo quadro sul datori di lavoro siano o possano essere dichiarate nulle

congedo parentale concluso all'UNICE, dal CEEP e e prive di effetto oppure siano modificate.

dalla CES, e della direttiva 92/85/CEE del Consiglio,

del 19 ottobre 1992, concernente l'attuazione di misure Art. 6.

volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e 1. Gli Stati membri provvedono affinché tutte le

della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, persone che si ritengono lese, in seguito alla mancata

puerpere o in periodo di allattamento (decima direttiva applicazione nei loro confronti del principio della

particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della parità di trattamento, possano accedere, anche dopo la

direttiva 89/391/CEE)(15). La presente direttiva lascia cessazione del rapporto che si lamenta affetto da

altresì impregiudicata la facoltà degli Stati membri di discriminazione, a procedure giurisdizionali e/o

riconoscere diritti distinti di congedo di paternità e/o amministrative, comprese, ove lo ritengono opportuno,

adozione. Gli Stati membri che riconoscono siffatti le procedure di conciliazione finalizzate all'esecuzione

diritti adottano le misure necessarie per tutelare i degli obblighi derivanti dalla presente direttiva.

lavoratori e le lavoratrici contro il licenziamento 2. Gli Stati membri introducono nei rispettivi

causato dall'esercizio di tali diritti e per garantire che ordinamenti giuridici nazionali le misure necessarie

85

per garantire un indennizzo o una riparazione reale ed b) lo svolgimento di inchieste indipendenti in

effettiva che essi stessi stabiliscono per il danno subito materia di discriminazione;

da una persona lesa a causa di una discriminazione c) la pubblicazione di relazioni indipendenti e la

contraria all'articolo 3, in modo tale da risultare formulazione di raccomandazioni su questioni

dissuasiva e proporzionata al danno subito; tale connesse con tali discriminazioni.

indennizzo o riparazione non può avere un massimale

stabilito a priori, fatti salvi i casi in cui il datore di Art. 8 ter

lavoro può dimostrare che l'unico danno subito 1. Gli Stati membri, conformemente alle tradizioni

dall'aspirante a seguito di una discriminazione ai sensi e prassi nazionali, prendono le misure adeguate per

della presente direttiva è costituito dal rifiuto di incoraggiare il dialogo tra le parti sociali al fine di

prendere in considerazione la sua domanda. promuovere il principio della parità di trattamento, fra

3. Gli Stati membri riconoscono alle associazioni, l'altro attraverso il monitoraggio delle prassi nei luoghi

organizzazioni o altre persone giuridiche che, di lavoro, contratti collettivi, codici di comportamento,

conformemente ai criteri stabiliti dalle rispettive ricerche o scambi di esperienze e di buone pratiche.

legislazioni nazionali, abbiano un legittimo interesse a 2. Laddove ciò sia conforme alle tradizioni e

garantire che le disposizioni della presente direttiva prassi nazionali, gli Stati membri incoraggiano le parti

siano rispettate, il diritto di avviare, in via sociali, lasciando impregiudicata la loro autonomia, a

giurisdizionale e/o amministrativa, per conto o a promuovere la parità tra le donne e gli uomini e a

sostegno della persona che si ritiene lesa e con il suo concludere al livello appropriato accordi che fissino

consenso, una procedura finalizzata all'esecuzione regole antidiscriminatorie negli ambiti di cui

degli obblighi derivanti dalla presente direttiva. all'articolo 1 che rientrano nella sfera della

4. I paragrafi 1 e 3 lasciano impregiudicate le contrattazione collettiva. Tali accordi rispettano i

norme nazionali relative ai termini per la proposta di requisiti minimi fissati dalla presente direttiva e dalle

azioni relative al principio della parità di trattamento. relative misure nazionali di attuazione.

3. Gli Stati membri, in conformità con la

legislazione, i contratti collettivi o le prassi nazionali,

Art. 7.

Gli Stati membri introducono nei rispettivi incoraggiano i datori di lavoro a promuovere in modo

ordinamenti giuridici le disposizioni necessarie per sistematico e pianificato la parità di trattamento tra

proteggere i lavoratori, inclusi i rappresentanti dei uomini e donne sul posto di lavoro.

dipendenti previsti dalle leggi e/o prassi nazionali, dal 4. A tal fine, i datori di lavoro sono incoraggiati a

licenziamento o da altro trattamento sfavorevole da fornire, ad intervalli regolari appropriati, ai lavoratori

parte del datore di lavoro, quale reazione ad un e/o ai rappresentanti dei lavoratori informazioni

reclamo all'interno dell'impresa o ad un'azione legale adeguate sulla parità di trattamento tra uomini e donne

volta ad ottenere il rispetto del principio della parità di nell'impresa.

trattamento. Tali informazioni possono includere dati statistici

sulla distribuzione di uomini e donne ai vari livelli

dell'impresa e proposte di misure atte a migliorare la

Art. 8.

Gli Stati membri fanno in modo che le misure situazione in cooperazione con i rappresentanti dei

adottate in applicazione della presente direttiva e le dipendenti.

disposizioni già vigenti in materia siano portate a

conoscenza dei lavoratori in forme appropriate, quali, Art. 8 quater

Al fine di promuovere il principio della parità di

.

ad esempio, l'informazione sui luoghi di lavoro trattamento, gli Stati membri incoraggiano il dialogo

con le competenti organizzazioni non governative che,

Art. 8 bis conformemente alle rispettive legislazioni e prassi

1. Gli Stati membri designano uno o più organismi nazionali, hanno un legittimo interesse a contribuire

per la promozione, l'analisi, il controllo e il sostegno alla lotta contro le discriminazioni fondate sul sesso.

delle parità di trattamento di tutte le persone senza

discriminazioni fondate sul sesso. Tali organismi Art. 8 quinquies

possono far parte di agenzie, incaricate, a livello Gli Stati membri stabiliscono le norme relative

nazionale, della difesa dei diritti umani o della alle sanzioni da irrogare in caso di violazione delle

salvaguardia dei diritti individuali. disposizioni nazionali di attuazione della presente

2. Gli Stati membri assicurano che nella direttiva e prendono tutti i provvedimenti necessari per

competenza di tali organismi rientrino: la loro applicazione.

a) l'assistenza indipendente alle vittime di Le sanzioni, che possono prevedere un

discriminazioni nel dare seguito alle denunce da essi risarcimento dei danni, devono essere effettive,

inoltrate in materia di discriminazione, fatto salvo il proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri

diritto delle vittime e delle associazioni, notificano le relative disposizioni alla Commissione

organizzazioni o altre persone giuridiche di cui entro 5 ottobre 2005 e provvedono poi a notificare

all'articolo 6, paragrafo 3; 86

immediatamente le eventuali modificazioni qualifiche, delle mansioni e la progressione nella

successive. carriera.

(omissis)

Art. 8 sexies

1. Gli Stati membri possono introdurre o Art. 5. (*)

(*) Art. sostituito dall’art. 17, comma 1, l. 5

mantenere, per quanto riguarda il principio della parità

di trattamento, disposizioni più favorevoli di quelle febbraio 1999, n. 25.

fissate nella presente direttiva.

2. L'attuazione della presente direttiva non può in Art. 6. (*)

(*) Art. abrogato dall’art. 86, comma 2, lett.

alcun caso costituire motivo di riduzione del livello di b), d.

protezione contro la discriminazione già predisposto lgs. 26 marzo 2001, n. 151. La disciplina si trova ora

dagli Stati membri nei settori di applicazione della agli artt. 26, 27, 31, 36 e 37, d. lgs. n. 151/2001.

presente direttiva. (omissis) Art. 13.

v. art. 15, ultimo comma, l. 20 maggio 1970, n.

300.

Legge 9 dicembre 1977, n. 903. Parità di

trattamento tra uomini e donne in materia di

lavoro. Art. 15. (*).

Qualora vengano posti in essere comportamenti

diretti a violare le disposizioni di cui agli articoli 1 e 5

Art. 1.

E' vietata qualsiasi discriminazione fondata sul della presente legge, su ricorso del lavoratore o per sua

sesso per quanto riguarda l'accesso al lavoro, delega delle organizzazioni sindacali, il pretore del

indipendentemente dalle modalità di assunzione e luogo ove è avvenuto il comportamento denunziato, in

qualunque sia il settore o il ramo di attività, a tutti i funzione di giudice del lavoro, nei due giorni

livelli della gerarchia professionale. successivi, convocate le parti e assunte sommarie

La discriminazione di cui al comma precedente è informazioni, se ritenga sussistere la violazione di cui

vietata anche se attuata: al ricorso, ordina all'autore del comportamento

1) attraverso il riferimento allo stato matrimoniale denunziato, con decreto motivato ed immediatamente

o di famiglia o di gravidanza; esecutivo, la cessazione del comportamento illegittimo

2) in modo indiretto, attraverso meccanismi di e la rimozione degli effetti.

preselezione ovvero a mezzo stampa o con qualsiasi L'efficacia esecutiva del decreto non può essere

altra forma pubblicitaria che indichi come requisito revocata fino alla sentenza con cui il pretore definisce

professionale l'appartenenza all'uno o all'altro sesso. il giudizio instaurato a norma del comma seguente.

Il divieto di cui ai commi precedenti si applica Contro il decreto è ammessa entro quindici giorni

anche alle iniziative in materia di orientamento, dalla comunicazione alle parti opposizione davanti al

formazione, perfezionamento, e aggiornamento pretore che decide con sentenza immediatamente

professionale, per quanto concerne sia l'accesso sia i esecutiva. Si osservano le disposizioni degli articoli

contenuti. 413 e seguenti del codice di procedura civile.

Eventuali deroghe alle disposizioni che precedono L'inottemperanza al decreto di cui al primo

sono ammesse soltanto per mansioni di lavoro comma o alla sentenza pronunciata nel giudizio di

particolarmente pesanti individuate attraverso la opposizione è punita ai sensi dell'articolo 650 del

contrattazione collettiva. Codice penale.

Non costituisce discriminazione condizionare Ove le violazioni di cui al primo comma

all'appartenenza ad un determinato sesso l'assunzione riguardino dipendenti pubblici si applicano le norme

in attività della moda, dell'arte e dello spettacolo, previste in materia di sospensione dell'atto dell'art. 21,

quando ciò sia essenziale alla natura del lavoro o della ultimo comma, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034.

prestazione. (*) V. anche art. 4, comma 13, l. 10 aprile 1991, n.

125.

Art. 2.

La lavoratrice ha diritto alla stessa retribuzione del Art. 19.

lavoratore quando le prestazioni richieste siano uguali Sono abrogate tutte le disposizioni legislative in

o di pari valore. contrasto con le norme della presente legge. In

I sistemi di classificazione professionale ai fini conseguenza, cessano di avere efficacia le norme

della determinazione delle retribuzioni debbono interne e gli atti di carattere amministrativo dello Stato

adottare criteri comuni per uomini e donne. e degli altri enti pubblici in contrasto con le

disposizioni della presente legge.

Sono altresì nulle le disposizioni dei contratti

Art. 3

E' vietata qualsiasi discriminazione fra uomini e collettivi o individuali di lavoro, dei regolamenti

donne per quanto riguarda l'attribuzione delle interni delle imprese e degli statuti professionali che

87

siano in contrasto con le norme contenute nella di realizzare, l'uguaglianza sostanziale tra uomini e

presente legge. donne nel lavoro, anche mediante l'adozione di

(omissis). misure, denominate azioni positive per le donne, al

fine di rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono

la realizzazione di pari opportunità.

2. Le azioni positive di cui al comma 1 hanno in

Direttiva 97/80/CE del Consiglio del 15 dicembre particolare lo scopo di:

1997 riguardante l'onere della prova nei casi di a) eliminare le disparità di fatto di cui le donne

discriminazione basata sul sesso. sono oggetto nella formazione scolastica e

professionale, nell'accesso al lavoro, nella

Art. 1. Scopo.

La presente direttiva mira a garantire che sia progressione di carriera, nella vita lavorativa e nei

accresciuta l’efficacia dei provvedimenti adottati dagli periodi di mobilità;

Stati membri in applicazione del principio della parità b) favorire la diversificazione delle scelte

di trattamento che sono diretti a consentire a chiunque professionali delle donne in particolare attraverso

si ritenga leso dalla inosservanza nei suoi confronti del l'orientamento scolastico e professionale e gli

principio della parità di trattamento di ottenere il strumenti della formazione; favorire l'accesso al lavoro

riconoscimento dei propri diritti per via giudiziaria, autonomo e alla formazione imprenditoriale e la

dopo l’eventuale ricorso ad altri organi competenti. qualificazione professionale delle lavoratrici autonome

e delle imprenditrici;

c) superare condizioni, organizzazione e

Art. 2. Definizioni.

1. Ai fini della presente direttiva, il principio della distribuzione del lavoro che provocano effetti diversi,

parità di trattamento implica che non deve essere fatta, a seconda del sesso, nei confronti dei dipendenti con

direttamente o indirettamente, alcuna discriminazione pregiudizio nella formazione, nell'avanzamento

basta sul sesso. professionale e di carriera ovvero nel trattamento

2.Ai fini del principio della parità di trattamento di economico e retributivo;

cui al paragrafo 1, sussiste discriminazione indiretta d) promuovere l'inserimento delle donne nelle

quando una posizione,un criterio o una prassi attività, nei settori professionali e nei livelli nei quali

apparentemente neutri colpiscono una quota esse sono sottorappresentate e in particolare nei settori

nettamente più elevata d’individui d ’uno dei due sessi tecnologicamente avanzati ed ai livelli di

a meno che tale disposizione, criterio o prassi siano responsabilità;

adeguati e necessari e possano essere giustificati da e) favorire, anche mediante una diversa

ragioni obiettive non basate sul sesso. organizzazione del lavoro, delle condizioni e del

tempo di lavoro, l'equilibrio tra responsabilità familiari

e professionali e una migliore ripartizione di tali

Art. 4. Onere della prova.

1. Gli Stati membri, secondo i loro sistemi responsabilità tra i due sessi.

giudiziari, adottano i provvedimenti necessari affinché 3. Le azioni positive di cui ai commi 1 e 2

spetti alla parte convenuta provare l'insussistenza della possono essere promosse dal Comitato di cui

violazione del principio della parità di trattamento ove all'articolo 5 e dai consiglieri di parità di cui

chi si ritiene leso dalla mancata osservanza nei propri all'articolo 8, dai centri per la parità e le pari

confronti di tale principio abbia prodotto dinanzi ad un opportunità a livello nazionale, locale e aziendale,

organo giurisdizionale, ovvero dinanzi ad un altro comunque denominati, dai datori di lavoro pubblici e

organo competente, elementi di fatto in base ai quali si privati, dai centri di formazione professionale, dalle

possa presumere che ci sia stata discriminazione organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, anche

diretta o indiretta. su proposta delle rappresentanze sindacali aziendali o

2. La. presente direttiva non osta a che gli Stati degli organismi rappresentativi del personale di cui

membri, impongano un regime probatorio più all'articolo 25 della legge 29 marzo 1983, n. 93.

favorevole alla parte attrice. (omissis)

3. Gli Stati membri possono non applicare il

paragrafo 1 alle procedure nelle quali l'istituzione dei Art. 4. Azioni in giudizio (*).

fatti spetta all'organo giurisdizionale o all'organo 1. Costituisce discriminazione, ai sensi della legge

competente. 9 dicembre 1977 n. 903 e della presente legge,

qualsiasi atto, patto o comportamento che produca un

effetto pregiudizievole discriminando anche in via

indiretta le lavoratrici o i lavoratori in ragione del loro

Legge 10 aprile 1991, n. 125. Azioni positive per la sesso.

realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro. 2. Costituisce discriminazione indiretta ogni

trattamento pregiudizievole conseguente all’adozione

Art. 1. Finalità.

1. Le disposizioni contenute nella presente legge di criteri che svantaggino in modo proporzionalmente

maggiore i lavoratori dell’uno o dell’altro sesso e

hanno lo scopo di favorire l'occupazione femminile e 88

riguardino requisiti non essenziali allo svolgimento esecutivo con decreto del tribunale in funzione di

dell’attività lavorativa. giudice del lavoro.

3. Nei concorsi pubblici e nelle forme di selezione 8. Con riguardo alle discriminazioni di carattere

attuate, anche a mezzo di terzi, da datori di lavoro collettivo di cui al comma 7 le consigliere o i

privati e pubbliche amministrazioni la prestazione consiglieri di parità, qualora non ritengano di avvalersi

richiesta dev’essere accompagnata dalle parole della procedura di conciliazione di cui al medesimo

"dell’uno o dell’altro sesso", fatta eccezione per i casi comma o in caso di esito negativo della stessa,

in cui il riferimento al sesso costituisca requisito possono proporre ricorso davanti al tribunale in

essenziale per la natura del lavoro o della prestazione. funzione di giudice del lavoro o al tribunale

4. Chi intende agire in giudizio per la amministrativo regionale territorialmente competenti.

dichiarazione delle discriminazioni ai sensi dei commi 9. Il giudice, nella sentenza che accerta le

1e 2 e non ritiene di avvalersi delle procedure di discriminazioni sulla base del ricorso presentato ai

conciliazione previste dai contratti collettivi, può sensi del comma 8, ordina all'autore della

promuovere il tentativo di conciliazione ai sensi discriminazione di definire un piano di rimozione delle

dell'articolo 410 del codice di procedura civile o, discriminazioni accertate, sentite, nel caso si tratti di

rispettivamente, dell’articolo 69bis del decreto datore di lavoro, le rappresentanze sindacali aziendali

legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, anche tramite la ovvero, in loro mancanza, gli organismi locali aderenti

consigliera o il consigliere di parità provinciale o alle organizzazioni sindacali di categoria

regionale territorialmente competente. maggiormente rappresentative sul piano nazionale,

5. Le consigliere o i consiglieri di parità nonché la consigliera o il consigliere di parità

provinciali e regionali competenti per territorio, ferme regionale competente per territorio o il consigliere o la

restando le azioni in giudizio di cui ai commi 8 e 10, consigliera nazionale. Nella sentenza il giudice fissa i

hanno facoltà di ricorrere innanzi al tribunale in criteri, anche temporali, da osservarsi ai fini della

funzione di giudice del lavoro o, per i rapporti definizione ed attuazione del piano.

sottoposti alla sua giurisdizione, al tribunale 10. Ferma restando l'azione di cui al comma 8, la

amministrativo regionale territorialmente competenti, consigliera o il consigliere regionale e nazionale di

su delega della persona che vi ha interesse, ovvero di parità possono proporre ricorso in via d'urgenza

intervenire nei giudizi promossi dalla medesima. davanti al tribunale in funzione di giudice del lavoro o

6. Quando il ricorrente fornisce elementi di fatto - al tribunale amministrativo regionale territorialmente

desunti anche da dati di carattere statistico relativi alle competenti. Il giudice adito, nei due giorni successivi,

assunzioni, ai regimi retributivi, all'assegnazione di convocate le parti e assunte sommarie informazioni,

mansioni e qualifiche, ai trasferimenti, alla ove ritenga sussistente la violazione di cui al ricorso,

progressione in carriera ed ai licenziamenti - idonei a con decreto motivato e immediatamente esecutivo

fondare, in termini precisi e concordanti, la ordina all'autore della discriminazione la cessazione

presunzione dell'esistenza di atti, patti o del comportamento pregiudizievole e adotta ogni altro

comportamenti discriminatori in ragione del sesso, provvedimento idoneo a rimuovere gli effetti delle

spetta al convenuto l'onere della prova discriminazioni accertate, ivi compreso l'ordine di

sull’insussistenza della discriminazione. definizione ed attuazione da parte del responsabile di

7. Qualora le consigliere o i consiglieri di parità un piano di rimozione delle medesime. Si applicano in

regionali e, nei casi di rilevanza nazionale, il tal caso le disposizioni del comma 9. Contro il decreto

consigliere o la consigliera nazionale, rilevino è ammessa entro quindici giorni dalla comunicazione

l'esistenza di atti, patti o comportamenti discriminatori alle parti opposizione avanti alla medesima autorità

diretti o indiretti di carattere collettivo, anche quando giudiziaria territorialmente competente, che decide

non siano individuabili in modo immediato e diretto le con sentenza immediatamente esecutiva.

lavoratrici o i lavoratori lesi dalle discriminazioni, 11. L'inottemperanza alla sentenza di cui al

prima di promuovere l'azione in giudizio ai sensi dei comma 9, al decreto di cui al comma 10 o alla

commi 8 e 10, possono chiedere all'autore della sentenza pronunciata nel relativo giudizio di

opposizione è punita ai sensi dell’articolo 650 del

discriminazione di predisporre un piano di rimozione

delle discriminazioni accertate entro un termine non codice penale e comporta altresì la revoca dei benefici

superiore a 120 giorni, sentite, nel caso di di cui al comma 12 ed il pagamento di una somma di

discriminazione posta in essere da un datore di lavoro, lire centomila per ogni giorno di ritardo da versarsi al

Fondo di cui all’articolo 9.

le rappresentanze sindacali aziendali ovvero, in loro

mancanza, le associazioni locali aderenti alle 12. Ogni accertamento di atti, patti o

organizzazioni sindacali maggiormente comportamenti discriminatori ai sensi dei commi 1 e

rappresentative sul piano nazionale. Se il piano è 2, posti in essere da soggetti ai quali siano stati

considerato idoneo alla rimozione delle accordati benefici ai sensi delle vigenti leggi dello

discriminazioni, la consigliera o il consigliere di parità Stato, ovvero che abbiano stipulato contratti di appalto

promuove il tentativo di conciliazione ed il relativo attinenti all'esecuzione di opere pubbliche, di servizi o

verbale, in copia autenticata, acquista forza di titolo forniture, viene comunicato immediatamente dalla

89

direzione provinciale del lavoro territorialmente e) promuovere la presenza delle imprese a

competente ai Ministri nelle cui amministrazioni sia condizioni o a prevalente partecipazione femminile nei

stata disposta la concessione del beneficio o comparti innovativi dei diversi settori produttivi.

dell'appalto. Questi adottano le opportune

determinazioni, ivi compresa, se necessario, la revoca Art. 2. Beneficiari.

del beneficio e, nei casi più gravi o nel caso di 1. Possono accedere ai benefici previsti della

recidiva, possono decidere l'esclusione del presente legge i seguenti soggetti:

responsabile per un periodo di tempo fino a due anni a) le società cooperative e le società di persone

da qualsiasi ulteriore concessione di agevolazioni istituite in misura non inferiore al 60 percento da

finanziarie o creditizie ovvero da qualsiasi appalto. donne, le società di capitali le cui quote di

Tale disposizione si applica anche quando si tratti di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due

agevolazioni finanziarie o creditizie ovvero di appalti terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano

concessi da enti pubblici, ai quali la direzione costituiti per almeno i due terzi da donne nonché le

provinciale del lavoro comunica direttamente la imprese individuali gestite da donne che operino nei

discriminazione accertata per l'adozione delle sanzioni settori dell'industria all'artigiano dell'agricoltura del

previste. Le disposizioni del presente comma non si commercio del turismo e dei servizi;

applicano nel caso sia raggiunta una conciliazione ai b) le imprese o i loro consorzi , le associazioni, gli

sensi dei commi 4 e 7 . enti, le società di promozione imprenditoriale anche a

13. Ferma restando l'azione ordinaria, le capitale misto pubblico e privato i centri di formazione

disposizioni dell’articolo 15 della legge 9 dicembre gli ordini professionali che promuovono corsi di

1977, n. 903, si applicano in tutti i casi di azione formazione imprenditoriale o servizi di consulenza e

individuale in giudizio promossa dalla persona che vi di assistenza tecnica e manageriale riservati per una

abbia interesse o su sua delega da un’organizzazione quota al 70 per cento a donne.

sindacale o dalla consigliera o dal consigliere (omissis)

provinciale o regionale di parità.

14. Qualora venga presentato un ricorso in via di Art. 4. Incentivazioni per la promozione di nuove

urgenza ai sensi del comma 10 o ai sensi dell’articolo imprenditorialità femminili e per l'acquisizione di

15 della legge 9 dicembre 1977, n. 903, come servizi reali.

modificato dal comma 13, non trova applicazione

l’articolo 410 del codice di procedura civile. 1. A valere sulle disponibilità del Fondo di cui

dall’art. 8, D. lgs. 23

(*) Art. così sostituito all'articolo 2 comma 1 lettera a) costituiti in data

maggio 2000, n. 196. successiva a quella di entrata in vigore della presente

(omissis) legge possono essere concessi:

a) contributi in conto capitale [fino al 50 percento

delle spese] per impianti ed attrezzature sostenute per

Art. 8. Consiglieri di parità (*).

(*) Art. abrogato dall’art. 10, comma 3, d. lgs. 23 l'avvio o per l'acquisto di attività commerciali e

maggio 2000, n. 196. turistiche o di attività nel settore dell'industria

(omissis) dell'artigianato del commercio o dei servizi nonché per

i progetti aziendali connessi all'introduzione di

qualificazione e di innovazione di prodotto tecnologia

od organizzativa;

Legge 25 febbraio 1992, n. 215. Azioni positive per b) contributi [fino al 30 percento delle spese

l'imprenditoria femminile sostenute] per l'acquisizione di servizi destinati

all'aumento della produttività all'innovazione

Art. 1. Principi generali. organizzativa al trasferimento delle tecnologie alla

1. La presente legge è diretta a promuovere ricerca di nuovi mercati per il collocamento dei

l'uguaglianza sostanziale e le pari opportunità per prodotti all'acquisizione di nuove tecniche di

uomini e donne nell'attività economica e produzione di gestione e di commercializzazione

imprenditoriale. nonché per lo sviluppo di sistemi di qualità.

2. Le disposizioni di cui alla presente legge sono (omissis)

in particolare dirette a: 3. A valere sulle disponibilità di cui al comma 1

a) favorire la creazione e lo sviluppo sono concessi contributi fino ad un ammontare pari al

dell'imprenditoria femminile anche in forma 50 per cento delle spese sostenute dai soggetti di cui

cooperativa; all'articolo 2 comma 1. lettera b) per le attività ivi

b) promuovere la formazione imprenditoriale e previste.

qualificare la professionalità delle donne imprenditrici; (omissis)

c) agevolare l'accesso al credito per le imprese a

conduzione o prevalente partecipazione femminile;

d) favorire la qualificazione imprenditoriale e la

gestione delle imprese familiari da parte delle donne; 90

i) collegamento e collaborazione con gli

Decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196.

Disciplina dell’attività delle consigliere e dei assessorati al lavoro degli enti locali e con organismi

di parità degli enti locali.

consiglieri di parità e disposizioni in materia di

azioni positive, a norma dell’articolo 47, comma 1, 2. Le consigliere ed i consiglieri di parità

nazionale, regionali e provinciali, effettivi e supplenti,

della legge 17 maggio 1999, n. 144. sono componenti a tutti gli effetti, rispettivamente,

della Commissione centrale per l’impiego ovvero del

Art.1. Consigliere e consiglieri di parità.

1. A livello nazionale, regionale e provinciale diverso organismo che ne venga a svolgere in tutto o

sono nominati una consigliera o un consigliere di in parte le funzioni a seguito del decreto legislativo 23

parità. Per ogni consigliera o consigliere si provvede dicembre 1997, n. 469 e delle commissioni regionali e

altresì alla nomina di un supplente. provinciali tripartite previste dagli articoli 4 e 6 del

2. Le consigliere ed i consiglieri di parità, effettivi citato decreto legislativo n. 469 del 1997; essi

e supplenti, svolgono funzioni di promozione e partecipano altresì ai tavoli di partenariato locale ed ai

controllo dell'attuazione dei principi di uguaglianza di comitati di sorveglianza di cui al regolamento (CE) n.

opportunità e non discriminazione per donne e uomini 1260/1999 del Consiglio del 21 giugno 1999. Le

nel lavoro. Nell’esercizio delle funzioni loro attribuite, consigliere ed i consiglieri regionali e provinciali sono

le consigliere ed i consiglieri di parità sono pubblici inoltre componenti delle commissioni di parità del

ufficiali ed hanno l’obbligo di segnalazione corrispondente livello territoriale, ovvero di organismi

all’autorità giudiziaria per i reati di cui vengono a diversamente denominati che svolgono funzioni

conoscenza. analoghe. La consigliera o il consigliere nazionale è

(omissis) componente del Comitato nazionale e del Collegio

istruttorio di cui agli articoli 5 e 7 della legge 10 aprile

Art. 3. Compiti e funzioni. 1991, n. 125.

1. Le consigliere ed i consiglieri di parità 3. Le strutture regionali di assistenza tecnica e

di cui all’articolo 4, comma 1, lettera d),

intraprendono ogni utile iniziativa ai fini del rispetto monitoraggio

del principio di non discriminazione e della del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469,

promozione di pari opportunità per lavoratori e forniscono alle consigliere ed ai consiglieri di parità il

lavoratrici, svolgendo in particolare i seguenti compiti: supporto tecnico necessario: alla rilevazione di

situazioni di squilibrio di genere; all’elaborazione

a) rilevazione delle situazioni di squilibrio di dei

genere, al fine di svolgere le funzioni promozionali e dati contenuti nei rapporti sulla situazione del

personale di cui all’articolo 9 della legge 10 aprile

di garanzia contro le discriminazioni previste dalla

legge 10 aprile 1991, n. 125; 1991, n. 125; alla promozione e realizzazione di piani

b) promozione di progetti di azioni positive, anche di formazione e riqualificazione professionale; alla

attraverso l’individuazione delle risorse comunitarie, promozione di progetti di azioni positive.

nazionali e locali finalizzate allo scopo; 4. Su richiesta delle consigliere e dei consiglieri di

c) promozione della coerenza della parità, le direzioni provinciali e regionali del lavoro

programmazione delle politiche di sviluppo territoriale territorialmente competenti acquisiscono nei luoghi di

rispetto agli indirizzi comunitari, nazionali e regionali lavoro informazioni sulla situazione occupazionale

in materia di pari opportunità; maschile e femminile, in relazione allo stato delle

d) sostegno delle politiche attive del lavoro, assunzioni, della formazione e promozione

comprese quelle formative, sotto il profilo della professionale, delle retribuzioni, delle condizioni di

promozione e realizzazione di pari opportunità; lavoro, della cessazione del rapporto di lavoro, ed ogni

e) promozione dell’attuazione delle politiche di altro elemento utile, anche in base a specifici criteri di

pari opportunità da parte dei soggetti pubblici e privati rilevazione indicati nella richiesta.

che operano nel mercato del lavoro; 5. Entro il 31 dicembre di ogni anno le consigliere

f) collaborazione con le direzioni provinciali e ed i consiglieri di parità regionali e provinciali

presentano un rapporto sull’attività svolta

regionali del lavoro al fine di individuare procedure agli organi

efficaci di rilevazione delle violazioni alla normativa che hanno provveduto alla designazione. La

in materia di parità, pari opportunità e garanzia contro consigliera o il consigliere di parità che non abbia

le discriminazioni, anche mediante la progettazione di provveduto alla presentazione del rapporto o vi abbia

appositi pacchetti formativi; provveduto con un ritardo superiore a tre mesi decade

dall’ufficio.

g) diffusione della conoscenza e dello scambio di

buone prassi e attività di informazione e formazione (omissis)

culturale sui problemi delle pari opportunità e sulle

varie forme di discriminazioni; Art. 6. Permessi.

h) verifica dei risultati della realizzazione dei 1. Le consigliere ed i consiglieri di parità,

delle

progetti di azioni positive previsti dalla legge 10 aprile nazionale e regionali hanno diritto per l’esercizio

1991, n. 125; loro funzioni, ove si tratti di lavoratori dipendenti, ad

assentarsi dal posto di lavoro per un massimo di 50 ore

91

lavorative mensili medie. Nella medesima ipotesi le Art. 2. Nozione di discriminazione.

consigliere ed i consiglieri provinciali di parità hanno 1. Ai fini della presente direttiva, per «principio

diritto ad assentarsi dal posto di lavoro per un della parità di trattamento» si intende l'assenza di

massimo di 30 ore lavorative mensili medie. I qualsiasi discriminazione diretta o indiretta basata su

permessi di cui al presente comma sono retribuiti. uno dei motivi di cui all'articolo 1.

2. Le consigliere ed i consiglieri regionali e 2. Ai fini del paragrafo 1:

provinciali di parità hanno altresì diritto, ove si tratti di a) sussiste discriminazione diretta quando, sulla

lavoratori dipendenti, ad ulteriori permessi non base di uno qualsiasi dei motivi di cui all'articolo 1,

retribuiti per i quali verrà corrisposta un’indennità. La una persona è trattata meno favorevolmente di quanto

misura massima dei permessi e l’importo sia, sia stata o sarebbe trattata un'altra in una

dell’indennità sono stabiliti annualmente dal decreto di situazione analoga;

cui all’articolo 9, comma 2. Ai fini dell’esercizio del b) sussiste discriminazione indiretta quando una

diritto di assentarsi dal luogo di lavoro di cui al disposizione, un criterio o una prassi apparentemente

comma 1 ed al presente comma, le consigliere ed i neutri possono mettere in una posizione di particolare

consiglieri di parità devono darne comunicazione svantaggio le persone che professano una determinata

scritta al datore di lavoro almeno un giorno prima. religione o ideologia di altra natura, le persone

3. L’onere per le assenze dal lavoro di cui al portatrici di un particolare handicap, le persone di una

comma 1 delle consigliere e dei consiglieri di parità particolare età o di una particolare tendenza sessuale,

regionali e provinciali, lavoratori dipendenti da privati rispetto ad altre persone, a meno che:

o da amministrazioni pubbliche, è a carico i) tale disposizione, tale criterio o tale prassi siano

rispettivamente dell’ente regionale e provinciale. A tal oggettivamente giustificati da una finalità legittima e i

fine si impiegano risorse provenienti dal Fondo di cui mezzi impiegati per il suo conseguimento siano

all’articolo 9. L’ente regionale o provinciale, su appropriati e necessari; o che

richiesta, è tenuto a rimborsare al datore di lavoro ii) nel caso di persone portatrici di un particolare

quanto corrisposto per le ore di effettiva assenza. handicap, il datore di lavoro o qualsiasi persona o

4. Le consigliere ed i consiglieri regionali e organizzazione a cui si applica la presente direttiva sia

provinciali di parità, lavoratori autonomi o liberi obbligato dalla legislazione nazionale ad adottare

hanno diritto per l’esercizio delle loro

professionisti, misure adeguate, conformemente ai principi di cui

funzioni ad un’indennità rapportata al numero all'articolo 5, per ovviare agli svantaggi provocati da

complessivo delle ore di effettiva attività, entro un tale disposizione, tale criterio o tale prassi.

limite massimo determinato annualmente dal decreto 3. Le molestie sono da considerarsi, ai sensi del

di cui all’articolo 9, comma 2. paragrafo 1, una discriminazione in caso di

5. La consigliera o il consigliere nazionale di comportamento indesiderato adottato per uno dei

parità, ove lavoratore dipendente, usufruisce di un motivi di cui all'articolo 1 avente lo scopo o l'effetto di

numero massimo di permessi non retribuiti violare la dignità di una persona e di creare un clima

determinato annualmente con il decreto di cui intimidatorio, ostile, degradante, umiliante od

all’articolo 9, comma 2, nonché di un’indennità fissata offensivo. In questo contesto, il concetto di molestia

dallo stesso decreto. In alternativa può richiedere il può essere definito conformemente alle leggi e prassi

collocamento in aspettativa non retribuita per la durata nazionali degli Stati membri.

del mandato, percependo in tal caso un’indennità 4. L'ordine di discriminare persone per uno dei

complessiva, a carico del Fondo di cui all’articolo 9, motivi di cui all'articolo 1, è da considerarsi

determinata tenendo conto dell’esigenza di ristoro discriminazione ai sensi del paragrafo 1.

e di compenso dell’attività

della retribuzione perduta 5. La presente direttiva lascia impregiudicate le

svolta. Ove la funzione di consigliera o consigliere misure previste dalla legislazione nazionale che, in

nazionale di parità sia ricoperta da un lavoratore una società democratica, sono necessarie alla sicurezza

autonomo o da un libero professionista, spetta al pubblica, alla tutela dell'ordine pubblico, alla

medesimo un’indennità nella misura complessiva prevenzione dei reati e alla tutela della salute e dei

di cui all’articolo 9,

annua determinata dal decreto diritti e delle libertà altrui.

comma 2. Art. 3. Campo d'applicazione.

1. Nei limiti dei poteri conferiti alla Comunità, la

Art. 8. Azioni in giudizio.

v. art. 4, l. 10 aprile 1991, n. 125. presente direttiva, si applica a tutte le persone, sia del

settore pubblico che del settore privato, compresi gli

organismi di diritto pubblico, per quanto attiene:

a) alle condizioni di accesso all'occupazione e al

Direttiva 2000/78/CE del Consiglio del 27 lavoro, sia dipendente che autonomo, compresi i criteri

novembre 2000 che stabilisce un quadro generale di selezione e le condizioni di assunzione

per la parità di trattamento in materia di indipendentemente dal ramo di attività e a tutti i livelli

occupazione e di condizioni di lavoro. della gerarchia professionale, nonché alla promozione;

92

b) all'accesso a tutti i tipi e livelli di orientamento ------------------------------------------------------------------

e formazione professionale, perfezionamento e

riqualificazione professionale, inclusi i tirocini Maternità e paternità

professionali;

c) all'occupazione e alle condizioni di lavoro, Legge 30 dicembre 1971, n. 1204. Tutela delle

comprese le condizioni di licenziamento e la lavoratrici madri (*).

retribuzione; (*) Legge abrogata ex art. 86, comma 2, lett. a) , d. lgs.

d) all'affiliazione e all'attività in un'organizzazione 26 marzo 2001, n. 151. La materia disciplinata dalla

di lavoratori o datori di lavoro, o in qualunque legge n. 1204/1971 è ora disciplinata negli artt. 1-15,

organizzazione i cui membri esercitino una particolare d. lgs. n. 151/2001.

professione, nonché alle prestazioni erogate da tali

organizzazioni. Legge 8 marzo 2000, n. 53. Disposizioni per il

2. La presente direttiva non riguarda le differenze sostegno della maternità e della paternità, per il

di trattamento basate sulla nazionalità e non pregiudica diritto alla cura e alla formazione e per il

le disposizioni e le condizioni relative all'ammissione coordinamento dei tempi delle città.

e al soggiorno di cittadini di paesi terzi e di apolidi nel (v. d. lgs. 26 marzo 2001, n. 151).

territorio degli Stati membri, né qualsiasi trattamento

derivante dalla condizione giuridica dei cittadini dei Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Testo

paesi terzi o degli apolidi interessati. unico delle disposizioni legislative in materia di

3. La presente direttiva non si applica ai tutela e di sostegno della maternità e della

pagamenti di qualsiasi genere, effettuati dai regimi paternità a norma dell’articolo 15 della legge 8

statali o da regimi assimilabili, ivi inclusi i regimi marzo 2000, n. 53 come modificato dal d. lgs. n.

statali di sicurezza sociale o di protezione sociale. 115/2003.

4. Gli Stati membri possono prevedere che la

presente direttiva, nella misura in cui attiene le Art. 1. Oggetto. (Legge 30 dicembre 1971, n. 1204,

discriminazioni fondate sull'handicap o sull'età, non si art. 1, comma 5; Legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 17,

applichi alle forze armate. comma 3)

(omissis) 1. Il presente testo unico disciplina i congedi, i

riposi, i permessi e la tutela delle lavoratrici e dei

Art. 7. Azione positiva e misure specifiche. lavoratori connessi alla maternità e paternità di figli

1. Allo scopo di assicurare completa parità nella naturali, adottivi e in affidamento, nonché il sostegno

vita professionale, il principio della parità di economico alla maternità e alla paternità.

trattamento non osta a che uno Stato membro 2. Sono fatte salve le condizioni di maggior favore

mantenga o adotti misure specifiche dirette a evitare o stabilite da leggi, regolamenti, contratti collettivi, e da

compensare svantaggi correlati a uno qualunque dei ogni altra disposizione.

motivi di cui all'articolo 1.

2. Quanto ai disabili, il principio della parità di Art. 2. Definizioni. (Legge 30 dicembre 1971, n.

trattamento non pregiudica il diritto degli Stati membri 1204, artt. 1, comma 1, e 13).

di mantenere o adottare disposizioni in materia di 1. Ai fini del presente testo unico:

tutela della salute e sicurezza sul posto di lavoro né a) per "congedo di maternità" si intende

alle misure intese a creare o mantenere disposizioni o l’astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice;

strumenti al fine di salvaguardare o promuovere il loro b) per "congedo di paternità" si intende

inserimento nel mondo del lavoro. l’astensione dal lavoro del lavoratore, fruito in

alternativa al congedo di maternità;

Direttiva 2002/73/CE del Parlamento europeo e del c) per "congedo parentale", si intende l’astensione

Consiglio, del 23 settembre 2002, che modifica la facoltativa della lavoratrice o del lavoratore;

direttiva 76/207/CEE del Consiglio relativa d) per "congedo per la malattia del figlio" si

all'attuazione del principio della parità di intende l’astensione facoltativa dal lavoro della

trattamento tra gli uomini e le donne per quanto lavoratrice o del lavoratore in dipendenza della

riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla malattia stessa;

promozione professionali e le condizioni di lavoro e) per "lavoratrice" o "lavoratore", salvo che non

sia altrimenti specificato, si intendono i dipendenti,

Art. 1. compresi quelli con contratto di apprendistato, di

v. artt. da 1 a 8-sexies della direttiva 76/207/CE. amministrazioni pubbliche, di privati datori di lavoro

nonché i soci lavoratori di cooperative.

2. Le indennità di cui al presente testo unico

corrispondono, per le pubbliche amministrazioni, ai

trattamenti economici previsti, ai sensi della

legislazione vigente, da disposizioni normative e

93

contrattuali. I trattamenti economici non possono per un anno dall'accoglienza del minore adottato o in

essere inferiori alle predette indennità. affidamento.

5. Nelle aziende in cui operano lavoratrici

autonome di cui al Capo XI, è possibile procedere, in

Art. 3. Divieto di discriminazione.

1. È vietata qualsiasi discriminazione fondata sul caso di maternità delle suddette lavoratrici, e

sesso per quanto riguarda l'accesso al lavoro comunque entro il primo anno di età del bambino o nel

indipendentemente dalle modalità di assunzione e primo anno di accoglienza del minore adottato o in

qualunque sia il settore o il ramo di attività, a tutti i affidamento, all'assunzione di personale a tempo

livelli della gerarchia professionale, attuata attraverso determinato e di personale temporaneo, per un periodo

il riferimento allo stato matrimoniale o di famiglia o di massimo di dodici mesi, con le medesime

gravidanza, secondo quanto previsto dal comma 1 agevolazioni di cui al comma 3.

dell’articolo 1 della legge 9 dicembre 1977, n. 903.

E’ vietata qualsiasi discriminazione fondata sul

2. Art. 5. Anticipazione del trattamento di fine

sesso per quanto riguarda le iniziative in materia di rapporto. (Legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 7).

orientamento, formazione, perfezionamento e 1. Durante i periodi di fruizione dei congedi di cui

aggiornamento professionale, per quanto concerne sia all'articolo 32, il trattamento di fine rapporto può

l’accesso sia i contenuti, secondo quanto previsto dal essere anticipato ai fini del sostegno economico, ai

comma 3 dell’articolo 1 della legge 9 dicembre 1977, sensi dell'articolo 7 della legge 8 marzo 2000, n. 53.

n. 903. Gli statuti delle forme pensionistiche complementari

3. E’ vietata qualsiasi discriminazione fondata sul di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, e

sesso per quanto riguarda la retribuzione, la successive modificazioni, possono prevedere la

classificazione professionale, l’attribuzione di possibilità di conseguire tale anticipazione.

qualifiche e mansioni e la progressione nella carriera,

secondo quanto previsto dagli articoli 2 e 3 della legge Art. 6. Tutela della sicurezza e della salute.

9 dicembre 1977, n. 903. (Decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 645, art. 1;

Legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 9)

1. Il presente Capo prescrive misure per la tutela

Art. 4. Sostituzione di lavoratrici e lavoratori in della sicurezza e della salute delle lavoratrici durante il

congedo. (Legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 11; periodo di gravidanza e fino a sette mesi di età del

Legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 10).

1. In sostituzione delle lavoratrici e dei lavoratori figlio, che hanno informato il datore di lavoro del

assenti dal lavoro, in virtù delle disposizioni del proprio stato, conformemente alle disposizioni vigenti,

fatto salvo quanto previsto dal comma 2 dell’articolo

presente testo unico, il datore di lavoro può assumere

personale con contratto a tempo determinato o 8.

utilizzare personale con contratto temporaneo, ai 2. La tutela si applica, altresì, alle lavoratrici che

dell’articolo 1, secondo comma,

sensi, rispettivamente, hanno ricevuto bambini in adozione o in affidamento,

lettera b), della legge 18 aprile 1962, n. 230, e fino al compimento dei sette mesi di età.

dell’articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 24 3. Salva l’ordinaria assistenza sanitaria e

giugno 1997, n. 196, e con l’osservanza delle ospedaliera a carico del Servizio sanitario nazionale, le

disposizioni delle leggi medesime. lavoratrici, durante la gravidanza, possono fruire

2. L'assunzione di personale a tempo determinato presso le strutture sanitarie pubbliche o private

e l'utilizzazione di personale temporaneo, in accreditate, con esclusione dal costo delle prestazioni

sostituzione di lavoratrici e lavoratori in congedo ai erogate, oltre che delle periodiche visite ostetrico-

sensi del presente testo unico può avvenire anche con ginecologiche, della prestazioni specialistiche per la

anticipo fino ad un mese rispetto al periodo di inizio tutela della maternità, in funzione preconcezionale e di

del congedo, salvo periodi superiori previsti dalla prevenzione del rischio fetale, previste dal decreto del

Ministro della sanità di cui all’articolo 1, comma 5,

contrattazione collettiva.

3. Nelle aziende con meno di venti dipendenti, per lettera a), del decreto legislativo 29 aprile 1998, n.

i contributi a carico del datore di lavoro che assume 124, purché prescritte secondo le modalità ivi indicate.

personale con contratto a tempo determinato in

sostituzione di lavoratrici e lavoratori in congedo, è Art. 7. Lavori vietati. (Legge 30 dicembre 1971, n.

concesso uno sgravio contributivo del 50 per cento. 1204, artt. 3, 30, comma 8, e 31, comma 1; Decreto

Quando la sostituzione avviene con contratto di lavoro legislativo 25 novembre 1996, n. 645, art. 3; Legge 8

temporaneo, l’impresa utilizzatrice recupera dalla marzo 2000, n. 53, art. 12, comma 3).

1. È’ vietato adibire le lavoratrici al trasporto e al

società di fornitura le somme corrispondenti allo

sgravio da questa ottenuto. sollevamento di pesi, nonché ai lavori pericolosi,

4. Le disposizioni del comma 3 trovano faticosi ed insalubri. I lavori pericolosi, faticosi ed

insalubri sono indicati dall’articolo 5 del decreto del

applicazione fino al compimento di un anno di età del

figlio della lavoratrice o del lavoratore in congedo o Presidente della Repubblica 25 novembre 1976, n.

1026, riportato nell’allegato A del presente testo

94

unico. Il Ministro del lavoro e della previdenza

sociale, di concerto con i Ministri della sanità e per la Art. 10. Personale militare femminile. (Decreto

solidarietà sociale, sentite le parti sociali, provvede ad legislativo 31 gennaio 2000, n. 24, art. 4, comma 3).

aggiornare l'elenco di cui all’allegato A. 1. Fatti salvi i periodi di divieto di adibire al

2. Tra i lavori pericolosi, faticosi ed insalubri sono lavoro le donne previsti agli articoli 16 e 17, comma 1,

inclusi quelli che comportano il rischio di esposizione durante il periodo di gravidanza e fino a sette mesi

agli agenti ed alle condizioni di lavoro, indicati successivi al parto il personale militare femminile non

nell’elenco di cui all'allegato B. può svolgere incarichi pericolosi, faticosi ed insalubri,

3. La lavoratrice è addetta ad altre mansioni per il da determinarsi con decreti adottati, sentito il comitato

periodo per il quale è previsto il divieto. consultivo di cui all'articolo 1, comma 3, della legge

4. La lavoratrice è, altresì, spostata ad altre 20 ottobre 1999, n. 380, dal Ministro della difesa, di

mansioni nei casi in cui i servizi ispettivi del Ministero concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza

del lavoro, d’ufficio o su istanza della lavoratrice, sociale e delle pari opportunità per il personale delle

accertino che le condizioni di lavoro o ambientali sono Forze armate, nonché con il Ministro dei trasporti e

pregiudizievoli alla salute della donna. della navigazione per il personale delle capitanerie di

5. La lavoratrice adibita a mansioni inferiori a porto, e dal Ministro delle finanze, di concerto con i

quelle abituali conserva la retribuzione corrispondente Ministri del lavoro e della previdenza sociale e delle

alle mansioni precedentemente svolte, nonché la pari opportunità per il personale del Corpo della

qualifica originale. Si applicano le disposizioni di cui guardia di finanza.

all'articolo 13 della legge 20 maggio 1970, n. 300,

qualora la lavoratrice sia adibita a mansioni Art. 11.Valutazione dei rischi. (Decreto legislativo

equivalenti o superiori. 25 novembre 1996, n. 645, art. 4).

6. Quando la lavoratrice non possa essere spostata 1. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 7,

ad altre mansioni, il servizio ispettivo del Ministero commi 1 e 2, il datore di lavoro, nell'ambito ed agli

del lavoro, competente per territorio, può disporre effetti della valutazione di cui all'articolo 4, comma 1,

l’interdizione dal lavoro per tutto il periodo di cui al del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e

presente Capo, in attuazione di quanto previsto successive modificazioni, valuta i rischi per la

all’articolo 17. sicurezza e la salute delle lavoratrici, in particolare i

7. L’inosservanza delle disposizioni contenute nei rischi di esposizione ad agenti fisici, chimici o

è punita con l’arresto fino a sei mesi.

commi 1, 2, 3 e 4 biologici, processi o condizioni di lavoro di cui

all'allegato C, nel rispetto delle linee direttrici

elaborate dalla Commissione dell’Unione europea,

Art. 8. Esposizione a radiazioni ionizzanti. (Decreto individuando le misure di prevenzione e protezione da

legislativo 17 marzo 1995, n. 230, art. 69).

1. Le donne, durante la gravidanza, non possono adottare.

svolgere attività in zone classificate o, comunque, ad 2. L'obbligo di informazione stabilito dall'articolo

attività che potrebbero esporre il nascituro ad una dose 21 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e

che ecceda un millisievert durante il periodo della successive modificazioni, comprende quello di

gravidanza. informare le lavoratrici ed i loro rappresentanti per la

2. E’ fatto obbligo alle lavoratrici di comunicare al sicurezza sui risultati della valutazione e sulle

datore di lavoro il proprio stato di gravidanza, non conseguenti misure di protezione e di prevenzione

appena accertato. adottate.

3. E’ altresì vietato adibire le donne che allattano

ad attività comportanti un rischio di contaminazione. Art. 12. Conseguenze della valutazione. (Decreto

legislativo 25 novembre 1996, n. 645, art. 5).

1. Qualora i risultati della valutazione di cui

Art. 9. Polizia di Stato, penitenziaria e municipale. all'articolo 11, comma 1, rivelino un rischio per la

(Legge 7 agosto 1990, n. 232, art. 13; Legge 8 marzo sicurezza e la salute delle lavoratrici, il datore di

2000, n. 53, art. 14).

1. Fermo restando quanto previsto dal presente lavoro adotta le misure necessarie affinché

Capo, durante la gravidanza è vietato adibire al lavoro l'esposizione al rischio delle lavoratrici sia evitata,

operativo le appartenenti alla Polizia di Stato. modificandone temporaneamente le condizioni o

2. Per le appartenenti alla Polizia di Stato, gli l'orario di lavoro.

accertamenti tecnico-sanitari previsti dal presente testo 2. Ove la modifica delle condizioni o dell'orario di

unico sono devoluti al servizio sanitario lavoro non sia possibile per motivi organizzativi o

dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, in produttivi, il datore di lavoro applica quanto stabilito

conformità all’articolo 6, lettera z), della legge 23 dall'articolo 7, commi 3, 4 e 5, dandone contestuale

dicembre 1978, n. 833, e successive modificazioni. informazione scritta al servizio ispettivo del Ministero

3. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano del lavoro competente per territorio, che può disporre

l’interdizione dal lavoro per tutto il periodo di cui

al personale femminile del corpo di polizia

penitenziaria e ai corpi di polizia municipale. 95

all’articolo 6, comma 1, in attuazione di quanto rispetto a quella presunta. Tali giorni sono aggiunti al

previsto all’articolo 17. periodo di congedo di maternità dopo il parto.

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 trovano

applicazione al di fuori dei casi di divieto sanciti Art. 17. Estensione del divieto (legge 30 dicembre

dall'articolo 7, commi 1 e 2. 1971, n. 1204, articoli 4, commi 2 e 3, 5, e 30, commi

4. L’inosservanza della disposizione di cui al 6, 7, 9 e 10)

di cui all’articolo 7,

comma 1 è punita con la sanzione 1. Il divieto e' anticipato a tre mesi dalla data

comma 7. presunta del parto quando le lavoratrici sono occupate

in lavori che, in relazione all'avanzato stato di

gravidanza, siano da ritenersi gravosi o

Art. 13. Adeguamento alla disciplina comunitaria. pregiudizievoli. Tali lavori sono determinati con

(Decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 645, artt. 2 propri decreti dal Ministro per il lavoro e la previdenza

e 8).

1. Con decreto del Ministro del lavoro e della sociale, sentite le organizzazioni sindacali nazionali

previdenza sociale, di concerto con il Ministro della maggiormente rappresentative. Fino all'emanazione

sanità, sentita la Commissione consultiva permanente del primo decreto ministeriale, l'anticipazione del

di cui all'articolo 26 del decreto legislativo 19 divieto di lavoro e' disposta dal servizio ispettivo del

settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, Ministero del lavoro, competente per territorio.

sono recepite le linee direttrici elaborate dalla 2. Il servizio ispettivo del Ministero del lavoro

Commissione dell'Unione europea, concernenti la può disporre, sulla base di accertamento medico,

valutazione degli agenti chimici, fisici e biologici, avvalendosi dei competenti organi del Servizio

nonché dei processi industriali ritenuti pericolosi per la sanitario nazionale, ai sensi degli articoli 2 e 7 del

sicurezza o la salute delle lavoratrici e riguardanti decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502,

anche i movimenti, le posizioni di lavoro, la fatica l'interdizione dal lavoro delle lavoratrici in stato di

mentale e fisica e gli altri disagi fisici e mentali gravidanza, fino al periodo di astensione di cui alla

connessi con l'attività svolta dalle predette lavoratrici. lettera a), comma 1, dell'articolo 16, o fino ai periodi

2. Con la stessa procedura di cui al comma 1, si di astensione di cui all'articolo 7, comma 6, e

provvede ad adeguare ed integrare la disciplina all'articolo 12, comma 2,per uno o più periodi, la cui

contenuta nel decreto di cui al comma 1, nonché a durata sarà determinata dal servizio stesso, per i

modificare ed integrare gli elenchi di cui agli allegati seguenti motivi:

B e C, in conformità alle modifiche alle linee direttrici a) nel caso di gravi complicanze della gravidanza

e alle altre modifiche adottate in sede comunitaria. o di preesistenti forme morbose che si presume

possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;

b) quando le condizioni di lavoro o ambientali

Art. 14. Controlli prenatali. (Decreto legislativo 25 siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e

novembre 1996, n. 645, art. 7).

1. Le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi del bambino;

retribuiti per l'effettuazione di esami prenatali, c) quando la lavoratrice non possa essere spostata

accertamenti clinici ovvero visite mediche ad altre mansioni, secondo quanto previsto dagli

specialistiche, nel caso in cui questi debbono essere articoli 7 e 12.

eseguiti durante l'orario di lavoro. 3. L'astensione dal lavoro di cui alla lettera a) del

2. Per la fruizione dei permessi di cui al comma 1 comma 2 e' disposta dal servizio ispettivo del

le lavoratrici presentano al datore di lavoro apposita Ministero del lavoro, secondo le risultanze

istanza e successivamente presentano la relativa dell'accertamento medico ivi previsto. In ogni caso il

documentazione giustificativa attestante la data e provvedimento dovrà essere emanato entro sette giorni

l'orario di effettuazione degli esami. dalla ricezione dell'istanza della lavoratrice.

4. L'astensione dal lavoro di cui alle lettere b) e c)

del comma 2 può essere disposta dal servizio ispettivo

Art. 16. Divieto di adibire al lavoro le donne (legge del Ministero del lavoro, d'ufficio o su istanza della

30 dicembre 1971, n. 1204, art. 4, comma 1 e 4) lavoratrice, qualora nel corso della propria attività di

1. E' vietato adibire al lavoro le donne: vigilanza constati l'esistenza delle condizioni che

a) durante i due mesi precedenti la data presunta danno luogo all'astensione medesima.

del parto, salvo quanto previsto all'articolo 20; 5. I provvedimenti dei servizi ispettivi previsti dai

b) ove il parto avvenga oltre tale data, per il presente articolo sono definitivi.

periodo intercorrente tra la data presunta e la data

effettiva del parto; Art. 18. Sanzioni (legge 30 dicembre 1971, n. 1204,

c) durante i tre mesi dopo il parto, salvo quanto art. 31, comma 1)

previsto all’articolo 20; 1. L'inosservanza delle disposizioni contenute

d) durante gli ulteriori giorni non goduti prima del negli articoli 16 e 17 e' punita con l'arresto fino a sei

parto, qualora il parto avvenga in data anticipata mesi. 96

limite minimo di sei mesi di lavoro effettivamente

Art. 19. Interruzione della gravidanza (legge 30 prestato per poter beneficiare dell’indennità di

dicembre 1971, n. 1204, art. 20)

1. L'interruzione della gravidanza, spontanea o mobilità.

volontaria, nei casi previsti dagli articoli 4, 5 e 6 della 5. Gli stessi periodi sono considerati, ai fini della

legge 22 maggio 1978, n. 194, e' considerata a tutti gli progressione nella carriera, come attività lavorativa,

effetti come malattia. quando i contratti collettivi non richiedano a tale

2. Ai sensi dell'articolo 17 della legge 22 maggio scopo particolari requisiti.

1978, n. 194, la pena prevista per chiunque cagioni ad 6. Le ferie e le assenze eventualmente spettanti

una donna, per colpa, l'interruzione della gravidanza o alla lavoratrice ad altro titolo non vanno godute

un parto prematuro e' aumentata se il fatto e' contemporaneamente ai periodi di congedo di

commesso con la violazione delle norme poste a tutela maternità.

del lavoro. 7. Non viene cancellata dalla lista di mobilità ai

sensi dell’articolo 9 della legge 23 luglio 1991, n. 223

la lavoratrice che, in periodo di congedo di maternità,

Art. 20. Flessibilità del congedo di maternità (Legge rifiuta l’offerta di lavoro, di impiego in opere o servizi

30 dicembre 1971, n. 1204, art. 4-bis. Legge 8 marzo di pubblica utilità, ovvero l’avviamento a corsi di

2000, n. 53, art. 12, comma 2).

1. Ferma restando la durata complessiva del formazione professionale.

congedo di maternità, le lavoratrici hanno la facoltà di

astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la Art. 26. Adozioni e affidamenti. (Legge 9 dicembre

data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al 1977, n. 903, art. 6, comma 1)

parto, a condizione che il medico specialista del 1. Il congedo di maternità di cui alla lettera c),

comma 1, dell’articolo 16 può essere richiesto dalla

Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato

e il medico competente ai fini della prevenzione e lavoratrice che abbia adottato, o che abbia ottenuto in

tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che affidamento un bambino di età non superiore a sei anni

all’atto dell’adozione o dell’affidamento.

tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della

gestante e del nascituro. 2. Il congedo deve essere fruito durante i primi tre

mesi successivi all’effettivo ingresso del bambino

2. Il Ministro del lavoro e della previdenza

sociale, di concerto con i Ministri della sanità e per la nella famiglia della lavoratrice.

solidarietà sociale, sentite le parti sociali, definisce con

proprio decreto l'elenco dei lavori ai quali non si Art. 28. Congedo di paternità. (Legge 9 dicembre

applicano le disposizioni del comma 1. 1977, n. 903, art. 6-bis, commi 1, 2)

1. Il padre lavoratore ha diritto di astenersi dal

lavoro per tutta la durata del congedo di maternità o

Art. 22. Trattamento economico e normativo. per la parte residua che sarebbe spettata alla

(Legge 30 dicembre 1971, n. 1204, articoli 6, 8 e 15, lavoratrice, in caso di morte o di grave infermità della

commi 1 e 5; Legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 3, madre ovvero di abbandono, nonché in caso di

comma 2; Decreto legge 20 maggio 1993, n. 148, affidamento esclusivo del bambino al padre.

convertito dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, art. 6, 2. Il padre lavoratore che intenda avvalersi del

commi 4 e 5).

1. Le lavoratrici hanno diritto ad un'indennità diritto di cui al comma 1 presenta al datore di lavoro la

giornaliera pari all'80 per cento della retribuzione per certificazione relativa alle condizioni ivi previste. In

tutto il periodo del congedo di maternità, anche in caso di abbandono, il padre lavoratore ne rende

attuazione degli articoli 7, comma 6, e 12, comma 2. dichiarazione ai sensi dell'articolo 47 del decreto del

2. L'indennità di maternità, comprensiva di ogni Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

altra indennità spettante per malattia, e' corrisposta con

le modalità di cui all'articolo 1, del decreto-legge 30 Art. 31. Adozioni e affidamenti.

dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, 1. Il congedo di cui agli articoli 26, comma 1, e

dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, e con gli stessi 27, comma 1, che non sia stato chiesto dalla

criteri previsti per l'erogazione delle prestazioni lavoratrice, spetta, alle medesime condizioni, al

dell'assicurazione obbligatoria contro le malattie lavoratore.

2. Il congedo di cui all’articolo 27, comma 2, che

3. I periodi di congedo di maternità devono essere

computati nell'anzianità di servizio a tutti gli effetti, non sia stato chiesto dalla lavoratrice, spetta, alle

compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità o medesime condizioni, al lavoratore.

alla gratifica natalizia e alle ferie. 3. Al lavoratore, alle medesime condizioni

4. I medesimi periodi non si computano ai fini del previste dai commi 1 e 2, è riconosciuto il diritto di cui

all’articolo 28.

raggiungimento dei limiti di permanenza nelle liste di

mobilità di cui all’articolo 7 della legge 23 luglio

1991, n. 223, fermi restando i limiti temporali di Art. 32. Congedo parentale. (Legge 30 dicembre

fruizione dell’indennità di mobilità. I medesimi 1971, n. 1204, artt. 1, comma 4, e 7, commi 1, 2 e 3)

periodi si computano ai fini del raggiungimento del 97

1. Per ogni bambino, nei primi suoi otto anni di 3. I periodi di riposo sono di mezz'ora ciascuno

vita, ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro quando la lavoratrice fruisca dell'asilo nido o di altra

di lavoro nell’unità

secondo le modalità stabilite dal presente articolo. I struttura idonea, istituiti dal datore

relativi congedi parentali dei genitori non possono produttiva o nelle immediate vicinanze di essa.

complessivamente eccedere il limite di dieci mesi,

fatto salvo il disposto del comma 2 del presente Art. 40. Riposi giornalieri del padre. (Legge 9

articolo. Nell'àmbito del predetto limite, il diritto di dicembre 1977, n. 903, art. 6-ter)

astenersi dal lavoro compete: 1. I periodi di riposo di cui all'articolo 39 sono

a) alla madre lavoratrice, trascorso il periodo di riconosciuti al padre lavoratore:

congedo di maternità di cui al Capo III, per un periodo a) nel caso in cui i figli siano affidati al solo

continuativo o frazionato non superiore a sei mesi; padre;

b) al padre lavoratore, dalla nascita del figlio, per b) in alternativa alla madre lavoratrice dipendente

un periodo continuativo o frazionato non superiore a che non se ne avvalga;

sei mesi, elevabile a sette nel caso di cui al comma 2; c) nel caso in cui la madre non sia lavoratrice

c) qualora vi sia un solo genitore, per un periodo dipendente;

continuativo o frazionato non superiore a dieci mesi. d) in caso di morte o di grave infermità della

2. Qualora il padre lavoratore eserciti il diritto di madre.

astenersi dal lavoro per un periodo continuativo o

frazionato non inferiore a tre mesi, il limite Art. 41. Riposi per parti plurimi. (Legge 30

complessivo dei congedi parentali dei genitori è dicembre 1971, n. 1204, art. 10, comma 6)

elevato a undici mesi. 1. In caso di parto plurimo, i periodi di riposo

3. Ai fini dell'esercizio del diritto di cui al comma sono raddoppiati e le ore aggiuntive rispetto a quelle

previste dall’articolo 39, comma 1, possono essere

1, il genitore è tenuto, salvo casi di oggettiva

impossibilità, a preavvisare il datore di lavoro secondo utilizzate anche dal padre.

le modalità e i criteri definiti dai contratti collettivi, e

comunque con un periodo di preavviso non inferiore a Art. 47.Congedo per la malattia del figlio. (Legge

quindici giorni. 30 dicembre 1971, n. 1204, artt. 1, comma 4, 7,

4. Il congedo parentale spetta al genitore comma 4, e 30, comma 5)

richiedente anche qualora l’altro genitore non ne abbia 1. Entrambi i genitori, alternativamente, hanno

diritto. diritto di astenersi dal lavoro per periodi

corrispondenti alle malattie di ciascun figlio di età non

superiore a tre anni.

Art. 36. Adozioni e affidamenti. (Legge 9 dicembre 2. Ciascun genitore, alternativamente, ha altresì

1977, n. 903, art. 6, comma 2; Legge 5 febbraio 1992, diritto di astenersi dal lavoro, nel limite di cinque

n. 104, art. 33, comma 7; Legge 8 marzo 2000, n. 53, giorni lavorativi all’anno, per le malattie di ogni figlio

art. 3, comma 5)

1. Il congedo parentale di cui al presente Capo di età compresa fra i tre e gli otto anni.

spetta anche per le adozioni e gli affidamenti. 3. Per fruire dei congedi di cui ai commi 1 e 2 il

2. Il limite di età, di cui all’articolo 34, comma 1, genitore deve presentare il certificato di malattia

è elevato a sei anni. In ogni caso, il congedo parentale rilasciato da un medico specialista del Servizio

può essere fruito nei primi tre anni dall’ingresso del sanitario nazionale o con esso convenzionato.

minore nel nucleo familiare. 4. La malattia del bambino che dia luogo a

3. Qualora, all’atto dell’adozione o ricovero ospedaliero interrompe, a richiesta del

dell’affidamento, il minore abbia un’età compresa fra i genitore, il decorso delle ferie in godimento per i

sei e i dodici anni, il congedo parentale è fruito nei periodi di cui ai commi 1 e 2.

tre anni dall’ingresso del minore nel nucleo

primi 5. Ai congedi di cui al presente articolo non si

familiare. applicano le disposizioni sul controllo della malattia

del lavoratore.

6. Il congedo spetta al genitore richiedente anche

Art. 39. Riposi giornalieri della madre. (Legge 30 qualora l’altro genitore non ne abbia diritto.

dicembre 1971, n. 1204, art. 10)

1. Il datore di lavoro deve consentire alle

lavoratrici madri, durante il primo anno di vita del Art. 53. Lavoro notturno. (Legge 9 dicembre 1977,

bambino, due periodi di riposo, anche cumulabili n. 903, art. 5, commi 1 e 2, lettere a e b)

durante la giornata. Il riposo è uno solo quando l'orario 1. È vietato adibire le donne al lavoro, dalle ore 24

giornaliero di lavoro è inferiore a sei ore. alle ore 6, dall'accertamento dello stato di gravidanza

2. I periodi di riposo di cui al comma 1 hanno la fino al compimento di un anno di età del bambino.

durata di un'ora ciascuno e sono considerati ore 2. Non sono obbligati a prestare lavoro notturno:

lavorative agli effetti della durata e della retribuzione a) la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore

del lavoro. Essi comportano il diritto della donna ad a tre anni o, in alternativa, il lavoratore padre

uscire dall'azienda. convivente con la stessa; 98

b) la lavoratrice o il lavoratore che sia l'unico 7. In caso di fruizione del congedo di paternità, di

cui all’articolo 28, il divieto di licenziamento si

genitore affidatario di un figlio convivente di età

inferiore a dodici anni. applica anche al padre lavoratore per la durata del

3. Ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c), congedo stesso e si estende fino al compimento di un

della legge 9 dicembre 1977, n. 903, non sono altresì anno di età del bambino. Si applicano le disposizioni

obbligati a prestare lavoro notturno la lavoratrice o il del presente articolo, commi 3, 4 e 5.

lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto 8. L'inosservanza delle disposizioni contenute nel

disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e presente articolo è punita con la sanzione

successive modificazioni amministrativa da lire due milioni a lire cinque

milioni. Non è ammesso il pagamento in misura

ridotta di cui all’articolo 16 della legge 24 novembre

Art. 54. Divieto di licenziamento. (Legge 30 1981, n. 689.

dicembre 1971, n. 1204, art. 2, commi 1,2, 3, 5, e art. 9. Le disposizioni del presente articolo si

31, comma 2; Legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 6- applicano anche in caso di adozione e di affidamento.

bis, comma 4; Decreto legislativo 9 settembre 1994, Il divieto di licenziamento si applica fino a un anno

n. 566, art. 2, comma 2; Legge 8 marzo 2000, n. 53, dall’ingresso del minore nel nucleo familiare, in caso

art. 18, comma 1)

1. Le lavoratrici non possono essere licenziate di fruizione del congedo di maternità e di paternità.

dall'inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei

periodi di interdizione dal lavoro previsti dal Capo III, Art. 55. Dimissioni. (Legge 30 dicembre 1971, n.

nonché fino al compimento di un anno di età del 1204, art. 12; Legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 18,

bambino. comma 2)

2. Il divieto di licenziamento opera in connessione 1. In caso di dimissioni volontarie presentate

con lo stato oggettivo di gravidanza, e la lavoratrice, durante il periodo per cui è previsto, a norma

dell’articolo 54, il divieto di licenziamento, la

licenziata nel corso del periodo in cui opera il divieto,

è tenuta a presentare al datore di lavoro idonea lavoratrice ha diritto alle indennità previste da

certificazione dalla quale risulti l'esistenza, all'epoca disposizioni di legge e contrattuali per il caso di

del licenziamento, delle condizioni che lo vietavano. licenziamento.

3. Il divieto di licenziamento non si applica nel 2. La disposizione di cui al comma 1 si applica al

caso: padre lavoratore che ha fruito del congedo di paternità.

a) di colpa grave da parte della lavoratrice, 3. La disposizione di cui al comma 1 si applica

costituente giusta causa per la risoluzione del rapporto anche nel caso di adozione e di affidamento, entro un

anno dall’ingresso del minore nel nucleo familiare.

di lavoro;

b) di cessazione dell'attività dell'azienda cui essa è 4. La richiesta di dimissioni presentata dalla

addetta; lavoratrice, durante il periodo di gravidanza, e dalla

c) di ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice o dal lavoratore durante il primo anno di

lavoratrice è stata assunta o di risoluzione del rapporto vita del bambino o nel primo anno di accoglienza del

di lavoro per la scadenza del termine; minore adottato o in affidamento, deve essere

d) di esito negativo della prova; resta fermo il convalidata dal servizio ispettivo del Ministero del

divieto di discriminazione di cui all’articolo 4 della lavoro, competente per territorio. A detta convalida è

legge 10 aprile 1991, n. 125, e successive condizionata la risoluzione del rapporto di lavoro.

modificazioni. 5. Nel caso di dimissioni di cui al presente

4. Durante il periodo nel quale opera il divieto di articolo, la lavoratrice o il lavoratore non sono tenuti

licenziamento, la lavoratrice non può essere sospesa al preavviso.

dal lavoro, salvo il caso che sia sospesa l'attività

dell'azienda o del reparto cui essa è addetta, sempreché Art. 56. Diritto al rientro e alla conservazione del

il reparto stesso abbia autonomia funzionale. La posto. (Legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 2,

lavoratrice non può altresì essere collocata in mobilità comma 6; Legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 17, comma

a seguito di licenziamento collettivo ai sensi della 1)

legge 23 luglio 1991, n. 223 e successive 1. Al termine dei periodi di divieto di lavoro

modificazioni, salva l'ipotesi di collocamento in previsti dal Capo II e III, le lavoratrici hanno diritto di

mobilità a seguito della cessazione dell'attività conservare il posto di lavoro e, salvo che

dell'azienda di cui al comma 3, lettera b). espressamente vi rinuncino, di rientrare nella stessa

5. Il licenziamento intimato alla lavoratrice in unità produttiva ove erano occupate all'inizio del

violazione delle disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3, periodo di gravidanza o in altra ubicata nel medesimo

è nullo. comune, e di permanervi fino al compimento di un

6. E’ altresì nullo il licenziamento causato dalla anno di età del bambino; hanno altresì diritto di essere

domanda o dalla fruizione del congedo parentale e per adibite alle mansioni da ultimo svolte o a mansioni

la malattia del bambino da parte della lavoratrice o del equivalenti.

lavoratore. 99

2. La disposizione di cui al comma 1 si applica ad uno straniero soltanto a causa della sua condizione

anche al lavoratore al rientro al lavoro dopo la di straniero o di appartenente ad una determinata

fruizione del congedo di paternità. razza, religione, etnia o nazionalità;

3. Negli altri casi di congedo, di permesso o di c) chiunque illegittimamente imponga condizioni

riposo disciplinati dal presente testo unico, la più svantaggiose o si rifiuti di fornire l'accesso

lavoratrice e il lavoratore hanno diritto alla all'occupazione, all'alloggio, all'istruzione, alla

conservazione del posto di lavoro e, salvo che formazione e ai servizi sociali e socio- assistenziali

espressamente vi rinuncino, al rientro nella stessa allo straniero regolarmente soggiornante in Italia

unità produttiva ove erano occupati al momento della soltanto in ragione della sua condizione di straniero o

richiesta, o in altra ubicata nel medesimo comune; di appartenente ad una determinata razza, religione,

hanno altresì diritto di essere adibiti alle mansioni da etnia o nazionalità;

ultimo svolte o a mansioni equivalenti. d) chiunque impedisca, mediante azioni od

4. Le disposizioni del presente articolo si omissioni, l'esercizio di un'attività economica

applicano anche in caso di adozione e di affidamento. legittimamente intrapresa da uno straniero

Le disposizioni di cui al comma 1 e 2 si applicano fino regolarmente soggiornante in Italia, soltanto in ragione

a un anno dall’ingresso del minore nel nucleo della sua condizione di straniero o di appartenente ad

familiare. una determinata razza, confessione religiosa, etnia o

4-bis. L'inosservanza delle disposizioni contenute nazionalità;

nel presente articolo e' punita con la sanzione e) il datore di lavoro o i suoi preposti i quali, ai

amministrativa di cui all'articolo 54, comma 8. Non e' sensi dell'articolo 15 della legge 20 maggio 1970, n.

ammesso il pagamento in misura ridotta di cui 300, come modificata e integrata dalla legge 9

all'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. dicembre l977, n. 903, e dalla legge 11 maggio 1990,

n. 108, compiano qualsiasi atto o comportamento che

----------------------------------------------------------------- produca un effetto pregiudizievole discriminando,

anche indirettamente, i lavoratori in ragione della loro

appartenenza ad una razza, ad un gruppo etnico o

Parità e non discriminazione (fattori linguistico, ad una confessione religiosa, ad una

diversi dal genere) cittadinanza. Costituisce discriminazione indiretta ogni

trattamento pregiudizievole conseguente all'adozione

Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286. Testo di criteri che svantaggino in modo proporzionalmente

unico delle disposizioni concernenti la disciplina maggiore i lavoratori appartenenti ad una determinata

dell'immigrazione e norme sulla condizione dello razza, ad un determinato gruppo etnico o linguistico,

straniero. ad una determinata confessione religiosa o ad una

cittadinanza e riguardino requisiti non essenziali allo

Art. 43. Discriminazione per motivi razziali, etnici, svolgimento dell'attività lavorativa.

nazionali o religiosi. (Legge 6 marzo 1998, n. 40, art. 3. Il presente articolo e l'articolo 44 si applicano

41). anche agli atti xenofobi, razzisti o discriminatori

1. Ai fini del presente capo, costituisce compiuti nei confronti dei cittadini italiani, di apolidi e

discriminazione ogni comportamento che, di cittadini di altri Stati membri dell'Unione europea

direttamente o indirettamente, comporti una presenti in Italia.

distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata

sulla razza, il colore, l'ascendenza o l'origine nazionale Direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno

o etnica, le convinzioni e le pratiche religiose, e che 2000, che attua il principio della parità di

abbia lo scopo o l'effetto di distruggere o di trattamento fra le persone indipendentemente dalla

compromettere il riconoscimento, il godimento o razza e dall'origine etnica.

l'esercizio, in condizioni di parità, dei diritti umani e

delle libertà fondamentali in campo politico Art. 2. Nozione di discriminazione.

economico, sociale e culturale e in ogni altro settore 1. Ai fini della presente direttiva, il principio della

della vita pubblica. parità di trattamento comporta che non sia praticata

2. In ogni caso compie un atto di discriminazione: alcuna discriminazione diretta o indiretta a causa della

a) il pubblico ufficiale o la persona incaricata di razza o dell'origine etnica.

pubblico servizio o la persona esercente un servizio di 2. Ai fini del paragrafo 1:

pubblica necessità che nell'esercizio delle sue funzioni a) sussiste discriminazione diretta

compia od ometta atti nei riguardi di un cittadino quando, a causa della sua razza od origine

straniero che, soltanto a causa della sua condizione di etnica, una persona è trattata meno

straniero o di appartenente ad una determinata razza, favorevolmente di quanto sia, sia stata o

religione, etnia o nazionalità, lo discriminino sarebbe trattata un'altra in una situazione

ingiustamente; analoga;

b) chiunque imponga condizioni più svantaggiose

o si rifiuti di fornire beni o servizi offerti al pubblico 100

b) sussiste discriminazione indiretta h) all'accesso a beni e servizi e

quando una disposizione, un criterio o una alla loro fornitura, incluso l'alloggio.

prassi apparentemente neutri possono mettere 2. La presente direttiva non riguarda le differenze

persone di una determinata razza od origine di trattamento basate sulla nazionalità e non pregiudica

etnica in una posizione di particolare le disposizioni e le condizioni relative all'ingresso e

svantaggio rispetto ad altre persone, a meno alla residenza di cittadini di paesi terzi e di apolidi nel

che tale disposizione, criterio o prassi siano territorio degli Stati membri, né qualsiasi trattamento

oggettivamente giustificati da una finalità derivante dalla condizione giuridica dei cittadini dei

legittima e i mezzi impiegati per il suo paesi terzi o degli apolidi interessati.

conseguimento siano appropriati e necessari.

3. Le molestie sono da considerarsi, ai sensi del Art. 5. Azione positiva.

paragrafo 1, una discriminazione in caso di Allo scopo di assicurare l'effettiva e completa

comportamento indesiderato adottato per motivi di parità, il principio della parità di trattamento non osta

razza o di origine etnica e avente lo scopo o l'effetto di a che uno Stato membro mantenga o adotti misure

violare la dignità di una persona e di creare un clima specifiche dirette a evitare o compensare svantaggi

intimidatorio, ostile, degradante, umiliante od connessi con una determinata razza o origine etnica.

offensivo. In questo contesto, il concetto di molestia

può essere definito conformemente alle leggi e prassi Decreto Legislativo 9 luglio 2003, n. 215.

nazionali degli Stati membri. Attuazione della direttiva 2000/43/CE per la parità

4. L'ordine di discriminare persone a causa della di trattamento tra le persone indipendentemente

razza o dell'origine etnica è da considerarsi una dalla razza e dall'origine etnica

discriminazione ai sensi del paragrafo 1. Art. 1. Oggetto

1. Il presente decreto reca le disposizioni relative

Art. 3. Campo di applicazione.

1. Nei limiti dei poteri conferiti alla Comunità, la all'attuazione della parita' di trattamento tra le persone

presente direttiva si applica a tutte le persone sia del indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica,

settore pubblico che del settore privato, compresi gli disponendo le misure necessarie affinche' le differenze

organismi di diritto pubblico, per quanto attiene: di razza o di origine etnica non siano causa di

a) alle condizioni di accesso discriminazione, anche in un'ottica che tenga conto del

all'occupazione e al lavoro sia diverso impatto che le stesse forme di discriminazione

indipendente che autonomo, possono avere su donne e uomini, nonche'

compresi i criteri di selezione e le dell'esistenza di forme di razzismo a carattere culturale

condizioni di assunzione, e religioso.

indipendentemente dal ramo

d'attività e a tutti i livelli della Art. 2. Nozione di discriminazione

gerarchia professionale, nonché alla 1. Ai fini del presente decreto, per principio di

promozione; parita' di trattamento si intende l'assenza di qualsiasi

b) all'accesso a tutti i tipi e discriminazione diretta o indiretta a causa della razza o

livelli di orientamento e formazione dell'origine etnica. Tale principio comporta che non

professionale, perfezionamento e sia praticata alcuna discriminazione diretta o indiretta,

riqualificazione professionale, cosi' come di seguito definite:

inclusi i tirocini professionali; a) discriminazione diretta quando, per la razza o

c) all'occupazione e alle l'origine etnica, una persona e' trattata meno

condizioni di lavoro, comprese le favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe

condizioni di licenziamento e la trattata un'altra in situazione analoga;

retribuzione; b) discriminazione indiretta quando una

d) all'affiliazione e all'attività disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o

in un'organizzazione di lavoratori o un comportamento apparentemente neutri possono

di datori di lavoro o in qualunque mettere le persone di una determinata razza od origine

organizzazione i cui membri etnica in una posizione di particolare svantaggio

esercitino una particolare rispetto ad altre persone.

professione, nonché alle prestazioni 2. E' fatto salvo il disposto dell'articolo 43, commi

erogate da tali organizzazioni; 1 e 2, del testo unico delle disposizioni concernenti la

e) alla protezione sociale, disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione

comprese la sicurezza sociale e dello straniero, approvato con decreto legislativo 25

l'assistenza sanitaria; luglio 1998, n. 286, di seguito denominato: «testo

f) alle prestazioni sociali; unico».

g) all'istruzione; 3. Sono, altresi', considerate come

discriminazioni, ai sensi del comma 1, anche le

101

molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, oggettivamente da finalita' legittime perseguite

posti in essere per motivi di razza o di origine etnica, attraverso mezzi appropriati e necessari.

aventi lo scopo o l'effetto di violare la dignita' di una

persona e di creare un clima intimidatorio, ostile, Art. 4. Tutela giurisdizionale dei diritti

degradante, umiliante e offensivo. 1. La tutela giurisdizionale avverso gli atti e i

4. L'ordine di discriminare persone a causa della comportamenti di cui all'articolo 2 si svolge nelle

razza o dell'origine etnica e' considerato una forme previste dall'articolo 44, commi da 1 a 6, 8 e 11,

discriminazione ai sensi del comma 1. del testo unico.

2. Chi intende agire in giudizio per il

riconoscimento della sussistenza di una delle

Art. 3. Ambito di applicazione

1. Il principio di parita' di trattamento senza discriminazioni di cui all'articolo 2 e non ritiene di

distinzione di razza ed origine etnica si applica a tutte avvalersi delle procedure di conciliazione previste dai

le persone sia nel settore pubblico che privato ed e' contratti collettivi, puo' promuovere il tentativo di

suscettibile di tutela giurisdizionale, secondo le forme conciliazione ai sensi dell'articolo 410 del codice di

previste dall'articolo 4, con specifico riferimento alle procedura civile o, nell'ipotesi di rapporti di lavoro

seguenti aree: con le amministrazioni pubbliche, ai sensi dell'articolo

a) accesso all'occupazione e al lavoro, sia 66 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,

autonomo che dipendente, compresi i criteri di anche tramite le associazioni di cui all'articolo 5,

selezione e le condizioni di assunzione; comma 1.

b) occupazione e condizioni di lavoro, compresi 3. Il ricorrente, al fine di dimostrare la sussistenza

gli avanzamenti di carriera, la retribuzione e le di un comportamento discriminatorio a proprio danno,

condizioni del licenziamento; puo' dedurre in giudizio, anche sulla base di dati

c) accesso a tutti i tipi e livelli di orientamento e statistici, elementi di fatto, in termini gravi, precisi e

formazione professionale, perfezionamento e concordanti, che il giudice valuta ai sensi dell'articolo

riqualificazione professionale, inclusi i tirocini 2729, primo comma, del codice civile.

professionali; 4. Con il provvedimento che accoglie il ricorso il

d) affiliazione e attivita' nell'ambito di giudice, oltre a provvedere, se richiesto, al

organizzazioni di lavoratori, di datori di lavoro o di risarcimento del danno anche non patrimoniale, ordina

altre organizzazioni professionali e prestazioni erogate la cessazione del comportamento, della condotta o

dalle medesime organizzazioni; dell'atto discriminatorio, ove ancora sussistente,

e) protezione sociale, inclusa la sicurezza sociale; nonche' la rimozione degli effetti. Al fine di impedirne

f) assistenza sanitaria; la ripetizione, il giudice puo' ordinare, entro il termine

g) prestazioni sociali; fissato nel provvedimento, un piano di rimozione delle

h) istruzione; discriminazioni accertate.

i) accesso a beni e servizi, incluso l'alloggio. 5. Il giudice tiene conto, ai fini della liquidazione

2. Il presente decreto legislativo non riguarda le del danno di cui al comma 4, che l'atto o il

differenze di trattamento basate sulla nazionalita' e comportamento discriminatorio costituiscono

non pregiudica le disposizioni nazionali e le ritorsione ad una precedente azione giudiziale ovvero

condizioni relative all'ingresso, al soggiorno, ingiusta reazione ad una precedente attivita' del

all'accesso all'occupazione, all'assistenza e alla soggetto leso volta ad ottenere il rispetto del principio

previdenza dei cittadini dei Paesi terzi e degli apolidi della parita' di trattamento.

nel territorio dello Stato, ne' qualsiasi trattamento, 6. Il giudice puo' ordinare la pubblicazione della

adottato in base alla legge, derivante dalla condizione sentenza di cui ai commi 4 e 5, a spese del convenuto,

giuridica dei predetti soggetti. per una sola volta su un quotidiano di tiratura

3. Nel rispetto dei principi di proporzionalita' e nazionale.

ragionevolezza, nell'ambito del rapporto di lavoro o 7. Resta salva la giurisdizione del giudice

dell'esercizio dell'attivita' di impresa, non amministrativo per il personale di cui all'articolo 3,

costituiscono atti di discriminazione ai sensi comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.

dell'articolo 2 quelle differenze di trattamento dovute a 165.

caratteristiche connesse alla razza o all'origine etnica

di una persona, qualora, per la natura di un'attivita' Art. 5. Legittimazione ad agire

lavorativa o per il contesto in cui essa viene espletata, 1. Sono legittimati ad agire ai sensi dell'articolo 4,

si tratti di caratteristiche che costituiscono un requisito in forza di delega, rilasciata, a pena di nullita', per atto

essenziale e determinante ai fini dello svolgimento pubblico o scrittura privata autenticata, in nome e per

dell'attivita' medesima. conto o a sostegno del soggetto passivo della

4. Non costituiscono, comunque, atti di discriminazione, le associazioni e gli enti inseriti in un

discriminazione ai sensi dell'articolo 2 quelle apposito elenco approvato con decreto del Ministro del

differenze di trattamento che, pur risultando lavoro e delle politiche sociali e del Ministro per le

indirettamente discriminatorie, siano giustificate 102

pari opportunita' ed individuati sulla base delle finalita' 3. Sono, altresì, considerate come discriminazioni,

programmatiche e della continuita' dell'azione. ai sensi del comma 1, anche le molestie ovvero quei

2. Nell'elenco di cui al comma 1 possono essere comportamenti indesiderati, posti in essere per uno dei

inseriti le associazioni e gli enti iscritti nel registro di motivi di cui all'articolo 1, aventi lo scopo o l'effetto di

cui all'articolo 52, comma 1, lettera a), del decreto del violare la dignità di una persona e di creare un clima

Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, intimidatorio, ostile, degradante, umiliante od

nonche' le associazioni e gli enti iscritti nel registro di offensivo.

cui all'articolo 6. 4. L'ordine di discriminare persone a causa della

3. Le associazioni e gli enti inseriti nell'elenco di religione, delle convinzioni personali, dell'handicap,

cui al comma 1 sono, altresi', legittimati ad agire ai dell'età o dell'orientamento sessuale e' considerata una

sensi dell'articolo 4 nei casi di discriminazione discriminazione ai sensi del comma 1.

collettiva qualora non siano individuabili in modo

diretto e immediato le persone lese dalla Art. 3. Ambito di applicazione

discriminazione. 1. Il principio di parità di trattamento senza

distinzione di religione, di convinzioni personali, di

handicap, di età e di orientamento sessuale si applica a

Decreto Legislativo 9 luglio 2003, n. 216. tutte le persone sia nel settore pubblico che privato ed

Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità e' suscettibile di tutela giurisdizionale secondo le

di trattamento in materia di occupazione e di forme previste dall'articolo 4, con specifico

condizioni di lavoro riferimento alle seguenti aree:

a) accesso all'occupazione e al lavoro, sia

Art. 1. Oggetto.

1. Il presente decreto reca le disposizioni relative autonomo che dipendente, compresi i criteri di

all'attuazione della parità di trattamento fra le persone selezione e le condizioni di assunzione;

indipendentemente dalla religione, dalle convinzioni b) occupazione e condizioni di lavoro, compresi

personali, dagli handicap, dall'età e dall'orientamento gli avanzamenti di carriera, la retribuzione e le

sessuale, per quanto concerne l'occupazione e le condizioni del licenziamento;

condizioni di lavoro, disponendo le misure necessarie c) accesso a tutti i tipi e livelli di orientamento e

affinché tali fattori non siano causa di discriminazione, formazione professionale, perfezionamento e

in un'ottica che tenga conto anche del diverso impatto riqualificazione professionale, inclusi i tirocini

che le stesse forme di discriminazione possono avere professionali;

su donne e uomini. d) affiliazione e attività nell'ambito di

organizzazioni di lavoratori, di datori di lavoro o di

altre organizzazioni professionali e prestazioni erogate

Art. 2.Nozione di discriminazione.

1. Ai fini del presente decreto e salvo quanto dalle medesime organizzazioni.

disposto dall'articolo 3, commi da 3 a 6, per principio 2. La disciplina di cui al presente decreto fa salve

di parità di trattamento si intende l'assenza di qualsiasi tutte le disposizioni vigenti in materia di:

discriminazione diretta o indiretta a causa della a) condizioni di ingresso, soggiorno ed accesso

religione, delle convinzioni personali, degli handicap, all'occupazione, all'assistenza e alla previdenza dei

dell'età o dell'orientamento sessuale. Tale principio cittadini dei Paesi terzi e degli apolidi nel territorio

comporta che non sia praticata alcuna discriminazione dello Stato;

diretta o indiretta, così come di seguito definite: b) sicurezza e protezione sociale;

a) discriminazione diretta quando, per religione, c) sicurezza pubblica, tutela dell'ordine pubblico,

per convinzioni personali, per handicap, per età o per prevenzione dei reati e tutela della salute;

orientamento sessuale, una persona e' trattata meno d) stato civile e prestazioni che ne derivano;

favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe e) forze armate, limitatamente ai fattori di età e di

trattata un'altra in una situazione analoga; handicap.

b) discriminazione indiretta quando una 3. Nel rispetto dei principi di proporzionalità e

disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o ragionevolezza, nell'ambito del rapporto di lavoro o

un comportamento apparentemente neutri possono dell'esercizio dell'attività di impresa, non costituiscono

mettere le persone che professano una determinata atti di discriminazione ai sensi dell'articolo 2 quelle

religione o ideologia di altra natura, le persone differenze di trattamento dovute a caratteristiche

portatrici di handicap, le persone di una particolare età connesse alla religione, alle convinzioni personali,

o di un orientamento sessuale in una situazione di all'handicap, all'età o all'orientamento sessuale di una

particolare svantaggio rispetto ad altre persone. persona, qualora, per la natura dell'attività lavorativa o

2. E' fatto salvo il disposto dell'articolo 43, commi per il contesto in cui essa viene espletata, si tratti di

1 e 2 del testo unico delle disposizioni concernenti la caratteristiche che costituiscono un requisito

disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione essenziale e determinante ai fini dello svolgimento

dello straniero, approvato con decreto legislativo 25 dell'attività medesima. Parimenti, non costituisce atto

luglio 1998, n. 286. di discriminazione la valutazione delle caratteristiche

103

suddette ove esse assumano rilevanza ai fini 66 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,

dell'idoneità allo svolgimento delle funzioni che le anche tramite le rappresentanze locali di cui

forze armate e i servizi di polizia, penitenziari o di all'articolo 5.

soccorso possono essere chiamati ad esercitare. 4. Il ricorrente, al fine di dimostrare la sussistenza

4. Sono, comunque, fatte salve le disposizioni che di un comportamento discriminatorio a proprio danno,

prevedono accertamenti di idoneità al lavoro per può dedurre in giudizio, anche sulla base di dati

quanto riguarda la necessità di una idoneità ad uno statistici, elementi di fatto, in termini gravi, precisi e

specifico lavoro e le disposizioni che prevedono la concordanti, che il giudice valuta ai sensi dell'articolo

possibilità di trattamenti differenziati in merito agli 2729, primo comma, del codice civile.

adolescenti, ai giovani, ai lavoratori anziani e ai 5. Con il provvedimento che accoglie il ricorso il

lavoratori con persone a carico, dettati dalla giudice, oltre a provvedere, se richiesto, al

particolare natura del rapporto e dalle legittime finalità risarcimento del danno anche non patrimoniale, ordina

di politica del lavoro, di mercato del lavoro e di la cessazione del comportamento, della condotta o

formazione professionale. dell'atto discriminatorio, ove ancora sussistente,

5. Non costituiscono atti di discriminazione ai nonché la rimozione degli effetti. Al fine di impedirne

sensi dell'articolo 2 le differenze di trattamento basate la ripetizione, il giudice può ordinare, entro il termine

sulla professione di una determinata religione o di fissato nel provvedimento, un piano di rimozione delle

determinate convinzioni personali che siano praticate discriminazioni accertate.

nell'ambito di enti religiosi o altre organizzazioni 6. Il giudice tiene conto, ai fini della liquidazione

pubbliche o private, qualora tale religione o tali del danno di cui al comma 5, che l'atto o

convinzioni personali, per la natura delle attività comportamento discriminatorio costituiscono

professionali svolte da detti enti o organizzazioni o per ritorsione ad una precedente azione giudiziale ovvero

il contesto in cui esse sono espletate, costituiscano ingiusta reazione ad una precedente attività del

requisito essenziale, legittimo e giustificato ai fini soggetto leso volta ad ottenere il rispetto del principio

dello svolgimento delle medesime attività. della parità di trattamento.

6. Non costituiscono, comunque, atti di 7. Il giudice può ordinare la pubblicazione della

discriminazione ai sensi dell'articolo 2 quelle sentenza di cui ai commi 5 e 6, a spese del convenuto,

differenze di trattamento che, pur risultando per una sola volta su un quotidiano di tiratura

indirettamente discriminatorie, siano giustificate nazionale.

oggettivamente da finalità legittime perseguite 8. Resta salva la giurisdizione del giudice

attraverso mezzi appropriati e necessari. In particolare, amministrativo per il personale di cui all'articolo 3,

resta ferma la legittimità di atti diretti all'esclusione comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.

dallo svolgimento di attività lavorativa che riguardi la 165.

cura, l'assistenza, l'istruzione e l'educazione di soggetti

minorenni nei confronti di coloro che siano stati Art. 5. Legittimazione ad agire

condannati in via definitiva per reati che concernono 1. Le rappresentanze locali delle organizzazioni

la libertà sessuale dei minori e la pornografia minorile. nazionali maggiormente rappresentative a livello

nazionale, in forza di delega, rilasciata per atto

pubblico o scrittura privata autenticata, a pena di

Art. 4. Tutela giurisdizionale dei diritti

1. All'articolo 15, comma 2, della legge 20 maggio nullita', sono legittimate ad agire ai sensi dell'articolo

1970, n. 300, dopo la parola «sesso» sono aggiunte le 4, in nome e per conto o a sostegno del soggetto

seguenti: «, di handicap, di età o basata passivo della discriminazione, contro la persona fisica

sull'orientamento sessuale o sulle convinzioni o giuridica cui è riferibile il comportamento o l'atto

personali». discriminatorio.

2. La tutela giurisdizionale avverso gli atti e i 2. Le rappresentanze locali di cui al comma 1

comportamenti di cui all'articolo 2 si svolge nelle sono, altresì, legittimate ad agire nei casi di

forme previste dall'articolo 44, commi da 1 a 6, 8 e 11, discriminazione collettiva qualora non siano

del testo unico delle disposizioni concernenti la individuabili in modo diretto e immediato le persone

disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione lese dalla discriminazione.

dello straniero, approvato con decreto legislativo 25

luglio 1998, n. 286. -----------------------------------------------------------

3. Chi intende agire in giudizio per il

riconoscimento della sussistenza di una delle Libertà e riservatezza

discriminazioni di cui all'articolo 2 e non ritiene di

avvalersi delle procedure di conciliazione previste dai Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei

contratti collettivi, può promuovere il tentativo di lavoratori). Norme sulla tutela della libertà e

conciliazione ai sensi dell'articolo 410 del codice di dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e

procedura civile o, nell'ipotesi di rapporti di lavoro dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme

con le amministrazioni pubbliche, ai sensi dell'articolo sul collocamento. 104

l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire

dieci milioni a lire cinquanta milioni (*).

Art. 1. Libertà di opinione.

I lavoratori, senza distinzione di opinioni (*) Così modificato dall'art. 27, D. Lgs. 19 dicembre

politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, 1994, n. 758.

nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare

liberamente il proprio pensiero, nei rispetto dei

principi della costituzione e delle norme della presente Legge 31 dicembre 1996, n. 675. Tutela delle

legge. persone e di altri soggetti rispetto al trattamento

dei dati personali.

Art. 8. Divieto di indagini sulle opinioni.

E fatto divieto al datore di lavoro, al fini Art. 1

dell'assunzione, come nel corso dello svolgimento del 1. La presente legge garantisce che il trattamento

rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle

mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o liberta' fondamentali, nonche' della dignita' delle

sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai persone fisiche, con particolare riferimento alla

fini della valutazione dell'attitudine professionale del riservatezza e all'identita' personale; garantisce altresi'

lavoro. i diritti delle persone giuridiche e di ogni altro ente o

associazione.

Legge 5 giugno 1990, n. 135. Programma di 2. Ai fini della presente legge si intende:

interventi urgenti per la prevenzione e la lotta a) per "banca di dati", qualsiasi complesso di dati

contro l'AIDS. personali, ripartito in una o piu' unita' dislocate in uno

o piu' siti, organizzato secondo una pluralita' di criteri

Art. 6. Divieti per i datori di lavoro. determinati tali da facilitarne il trattamento;

1. E’ vietato ai datori di lavoro, pubblici e privati, b) per "trattamento", qualunque operazione o

lo svolgimento di indagini volte ad accertare nei complesso di operazioni, svolti con o senza l'ausilio di

dipendenti o in persone prese in considerazione per mezzi elettronici o comunque automatizzati,

l'instaurazione di un rapporto di lavoro l'esistenza di concernenti la raccolta, la registrazione,

uno stato di sieropositività. l'organizzazione, la conservazione, l'elaborazione, la

2. Si applica alle violazioni delle disposizioni modificazione, la selezione, l'estrazione, il raffronto,

contenute nel comma 1 il sistema sanzionatorio l'utilizzo, l'interconnessione, il blocco, la

previsto dall'art. 38 della legge 20 maggio 1970, n. comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la

300. distruzione di dati;

c) per "dato personale", qualunque informazione

D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. Testo unico delle relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od

leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e associazione, identificati o identificabili, anche

sostanze psicotrope, prevenzione, cura e indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra

riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenze. informazione, ivi compreso un numero di

identificazione personale;

Art. 125. Accertamenti di assenza di d) per "titolare", la persona fisica, la persona

tossicodipendenza. giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro

1. Gli appartenenti alle categorie di lavoratori ente, associazione od organismo cui competono le

destinati a mansioni che comportano rischi per la decisioni in ordine alle finalita' ed alle modalita' del

sicurezza, la incolumità e la salute dei terzi, trattamento di dati personali, ivi compreso il profilo

individuate con decreto del Ministro del lavoro e della della sicurezza;

previdenza sociale, di concerto con il Ministro della e) per "responsabile", la persona fisica, la persona

sanità, sono sottoposti, a cura di strutture pubbliche giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro

nell'ambito del Servizio sanitario nazionale e a spese ente, associazione od organismo preposti dal titolare al

del datore di lavoro, ad accertamento di assenza di trattamento di dati personali;

tossicodipendenza prima dell'assunzione in servizio e, f) per "interessato", la persona fisica, la persona

successivamente, ad accertamenti periodici. giuridica, l'ente o l'associazione cui si riferiscono i dati

2. Il decreto di cui al comma 1 determina anche la personali;

periodicità degli accertamenti e le relative modalità. g) per "comunicazione", il dare conoscenza dei

3. In caso di accertamento dello stato di dati personali a uno o piu' soggetti determinati diversi

tossicodipendenza nel corso del rapporto di lavoro il dall'interessato, in qualunque forma, anche mediante

datore di lavoro è tenuto a far cessare il lavoratore 1a loro messa a disposizione o consultazione;

dall'espletamento della mansione che comporta rischi h) per "diffusione", il dare conoscenza dei dati

per la sicurezza, la incolumità e la salute dei terzi. personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma,

4. In caso di inosservanza delle prescrizioni di cui anche mediante la loro messa a disposizione o

ai commi 1 e 3, il datore di lavoro è punito con consultazione; 105

i) per "dato anonimo", il dato che in origine, o a Art. 20. Requisiti per la comunicazione e la

seguito di trattamento, non puo' essere associato ad un diffusione dei dati.

interessato identificato o identificabile; 1. La comunicazione e la diffusione dei dati

l) per "blocco", la conservazione di dati personali personali da parte di privati e di enti pubblici

con sospensione temporanea di ogni altra operazione economici sono ammesse:

del trattamento; a) con il consenso espresso dell'interessato;

m) per "Garante", l'autorita' istituita ai sensi b) se i dati provengono da pubblici registri,

dell'articolo 30. elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque,

fermi restando i limiti e le modalità che le leggi e i

regolamenti stabiliscono per la loro conoscibilità e

Art. 11. Consenso.

1. Il trattamento di dati personali da parte di pubblicità;

privati o di enti pubblici economici e' ammesso solo c) in adempimento di un obbligo previsto dalla

con il consenso espresso dell'interessato. legge, da un regolamento o dalla normativa

2. Il consenso puo' riguardare l'intero trattamento comunitaria;

ovvero una o piu' operazioni dello stesso. d) nell'esercizio della professione di giornalista e

3. Il consenso e' validamente prestato solo se e' per l'esclusivo perseguimento delle relative finalità,

espresso liberamente e in forma specifica e nei limiti al diritto di cronaca posti a tutela della

documentata per iscritto, e se sono state rese riservatezza ed in particolare dell'essenzialità

all'interessato le informazioni di cui all'articolo 10. dell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico

e nel rispetto del codice di deontologia di cui

all'articolo 25;

Art. 12. Casi di esclusione del consenso.

1. Il consenso non e' richiesto quando il e) se i dati sono relativi allo svolgimento di

trattamento: attività economiche, nel rispetto della vigente

a) riguarda dati raccolti e detenuti in base ad un normativa in materia di segreto aziendale e industriale;

obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla f) qualora siano necessarie per la salvaguardia

normativa comunitaria; della vita o dell'incolumità fisica dell'interessato o di

b) e' necessario per l'esecuzione di obblighi un terzo, nel caso in cui l'interessato non può prestare

derivanti da un contratto del quale e' parte l'interessato il proprio consenso per impossibilità fisica, per

o per l'acquisizione di informative precontrattuali incapacità di agire o per incapacità di intendere o di

attivate su richiesta di quest'ultimo, ovvero per volere;

l'adempimento di un obbligo legale; g) limitatamente alla comunicazione, qualora

c) riguarda dati provenienti da pubblici registri, questa sia necessaria ai fini dello svolgimento delle

elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque; investigazioni di cui all'articolo 38 delle norme di

d) e' finalizzato unicamente a scopi di ricerca attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di

scientifica o di statistica e si tratta di dati anonimi; procedura penale, approvate con decreto legislativo 28

e) e' effettuato nell'esercizio della professione di luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o,

giornalista e per l'esclusivo perseguimento delle comunque, per far valere o difendere un diritto in sede

relative finalita', nel rispetto del codice di deontologia giudiziaria, nel rispetto della normativa di cui alla

di cui all'articolo 25; lettera e) del presente comma, sempre che i dati siano

f) riguarda dati relativi allo svolgimento di attivita' trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo

economiche raccolti anche ai fini indicati nell'articolo strettamente necessario al loro perseguimento.

13, comma 1, lettera e), nel rispetto della vigente h) limitatamente alla comunicazione, quando

normativa in materia di segreto aziendale e industriale; questa sia effettuata nell'ambito dei gruppi bancari di

g) e' necessario per la salvaguardia della vita o cui all'articolo 60 del testo unico delle leggi in materia

dell'incolumita' fisica dell'interessato o di un terzo, nel bancaria e creditizia approvato con decreto legislativo

caso in cui l'interessato non puo' prestare il proprio 1 settembre 1993, n. 385, nonché tra società

consenso per impossibilita' fisica, per incapacita' di controllate e società collegate ai sensi dell'articolo

agire o per incapacita' di intendere o di volere; 2359 del codice civile, i cui trattamenti con finalità

h) e' necessario ai fini dello svolgimento delle correlate sono stati notificati ai sensi dell'articolo 7,

investigazioni di cui all'articolo 38 delle norme di comma 2, per il perseguimento delle medesime finalità

attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di per le quali i dati sono stati raccolti.

procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 2. Alla comunicazione e alla diffusione dei dati

luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o, personali da parte di soggetti pubblici, esclusi gli enti

comunque, per far valere o difendere un diritto in sede pubblici economici, si applicano le disposizioni

giudiziaria, sempre che i dati siano trattati dell'articolo 27.

esclusivamente per tali finalita' e per il periodo

strettamente necessario al loro perseguimento. Art. 21. Divieto di comunicazione e diffusione.

106

1. Sono vietate la comunicazione e la diffusione di 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o,

dati personali per finalità diverse da quelle indicate comunque, per far valere o difendere in sede

nella notificazione di cui all'articolo 7. giudiziaria un diritto di rango pari a quello

2. Sono altresì vietate la comunicazione e la dell'interessato, sempre che i dati siano trattati

diffusione di dati personali dei quali sia stata ordinata esclusivamente per tali finalità e per il periodo

la cancellazione, ovvero quando sia decorso il periodo strettamente necessario al loro perseguimento. Il

di tempo indicato nell'articolo 9, comma 1, lettera e). Garante prescrive le misure e gli accorgimenti di cui al

3. Il Garante può vietare la diffusione di taluno dei comma 2 e promuove la sottoscrizione di un apposito

dati relativi a singoli soggetti, od a categorie di codice di deontologia e di buona condotta secondo le

soggetti, quando la diffusione si pone in contrasto con modalità di cui all'articolo 31, comma 1, lettera h).

rilevanti interessi della collettività. Contro il divieto Resta fermo quanto previsto dall'articolo 43, comma 2.

può essere proposta opposizione ai sensi dell'articolo

29, commi 6 e 7.

4. La comunicazione e la diffusione dei dati sono

comunque permesse:

a) qualora siano necessarie per finalità di ricerca ------------------------------------------------------------

scientifica o di statistica e siano effettuate nel rispetto

dei codici di deontologia e di buona condotta Molestie

sottoscritti ai sensi dell’art. 31;

b) quando siano richieste dai soggetti di cui Art. 2087 cod. civ. Tutela delle condizioni di lavoro.

all'articolo 4, comma 1, lettere b), d) ed e), per finalità L'imprenditore e tenuto ad adottare nell'esercizio

di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione, dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del

accertamento o repressione di reati, con l'osservanza lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a

delle norme che regolano la materia. tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei

prestatori di lavoro.

Art. 22. Dati sensibili.

1. I dati personali idonei a rivelare l'origine Direttiva 2002/73/CE del Parlamento europeo e del

razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche Consiglio, del 23 settembre 2002, che modifica la

o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a direttiva 76/207/CEE del Consiglio relativa

partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a all'attuazione del principio della parità di

carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, trattamento tra gli uomini e le donne per quanto

nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla

salute e la vita sessuale, possono essere oggetto di promozione professionali e le condizioni di lavoro

trattamento solo con il consenso scritto dell'interessato

e previa autorizzazione del Garante. Art. 2.

1-bis. (omissis) 1. Ai sensi delle seguenti disposizioni il principio

2. Il Garante comunica la decisione adottata sulla di parità di trattamento implica l'assenza di qualsiasi

richiesta di autorizzazione entro trenta giorni, decorsi i discriminazione fondata sul sesso, direttamente o

quali la mancata pronuncia equivale a rigetto. Con il indirettamente, in particolare mediante riferimento allo

provvedimento di autorizzazione, ovvero stato matrimoniale o di famiglia.

successivamente, anche sulla base di eventuali 2. Ai sensi della presente direttiva si applicano le

verifiche, il Garante può prescrivere misure e seguenti definizioni:

accorgimenti a garanzia dell'interessato, che il titolare - discriminazione diretta: situazione nella quale

del trattamento è tenuto ad adottare. una persona è trattata meno favorevolmente in base al

3. Il trattamento dei dati indicati al comma 1 da sesso di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata un'altra

parte di soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici in una situazione analoga,

economici, è consentito solo se autorizzato da espressa - discriminazione indiretta: situazione nella quale

disposizione di legge nella quale siano specificati i una disposizione, un criterio o una prassi

dati che possono essere trattati, le operazioni apparentemente neutri possono mettere in una

eseguibili e le rilevanti finalità di interesse pubblico situazione di particolare svantaggio le persone di un

perseguite (omissis). determinato sesso, rispetto a persone dell'altro sesso, a

3-bis. (omissis) meno che detta disposizione, criterio o prassi siano

4. I dati personali idonei a rivelare lo stato di oggettivamente giustificati da una finalità legittima e i

salute e la vita sessuale possono essere oggetto di mezzi impiegati per il suo conseguimento siano

trattamento previa autorizzazione del Garante, qualora appropriati e necessari,

il trattamento sia necessario ai fini dello svolgimento - molestie: situazione nella quale si verifica un

delle investigazioni di cui all'articolo 38 delle norme comportamento indesiderato connesso al sesso di una

di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice persona avente lo scopo o l'effetto di violare la dignità

di procedura penale, approvate con decreto legislativo 107

di tale persona e di creare un clima intimidatorio, puerpere o in periodo di allattamento (decima direttiva

ostile, degradante, umiliante od offensivo, particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della

- molestie sessuali: situazione nella quale si direttiva 89/391/CEE)(15). La presente direttiva lascia

verifica un comportamento indesiderato a altresì impregiudicata la facoltà degli Stati membri di

connotazione sessuale, espresso in forma fisica, riconoscere diritti distinti di congedo di paternità e/o

verbale o non verbale, avente lo scopo o l'effetto di adozione. Gli Stati membri che riconoscono siffatti

violare la dignità di una persona, in particolare diritti adottano le misure necessarie per tutelare i

creando un clima intimidatorio, ostile, degradante, lavoratori e le lavoratrici contro il licenziamento

umiliante o offensivo. causato dall'esercizio di tali diritti e per garantire che

3. Le molestie e le molestie sessuali, ai sensi della alla fine di tale periodo di congedo essi abbiano diritto

presente direttiva, sono considerate discriminazioni di riprendere il proprio lavoro o un posto equivalente

fondate sul sesso e sono pertanto vietate. secondo termini e condizioni che non siano per essi

Il rifiuto di, o la sottomissione a, tali meno favorevoli, e di beneficiare di eventuali

comportamenti da parte di una persona non possono miglioramenti delle condizioni di lavoro che sarebbero

essere utilizzati per prendere una decisione riguardo a loro spettati durante la loro assenza.

detta persona. 8. Gli Stati membri possono mantenere o adottare

4. L'ordine di discriminare persone a motivo del misure ai sensi dell'articolo 141, paragrafo 4, del

sesso è considerato una discriminazione ai sensi della trattato volte ad assicurare nella pratica la piena parità

presente direttiva. tra gli uomini e le donne.

5. Gli Stati membri incoraggiano, in conformità

con il diritto, gli accordi collettivi o le prassi nazionali, Decreto Legislativo 9 luglio 2003, n. 215.

i datori di lavoro e i responsabili dell'accesso alla Attuazione della direttiva 2000/43/CE per la parità

formazione professionale a prendere misure per di trattamento tra le persone indipendentemente

prevenire tutte le forme di discriminazione sessuale e, dalla razza e dall'origine etnica

in particolare, le molestie e le molestie sessuali sul

luogo di lavoro. Art. 2

6. Per quanto riguarda l'accesso all'occupazione, 3. Sono, altresi', considerate come

inclusa la formazione preventiva, gli Stati membri discriminazioni, ai sensi del comma 1, anche le

possono stabilire che una differenza di trattamento molestie ovvero quei comportamenti indesiderati,

basata su una caratteristica specifica di un sesso non posti in essere per motivi di razza o di origine etnica,

costituisca discriminazione laddove, per la particolare aventi lo scopo o l'effetto di violare la dignita' di una

natura delle attività lavorative di cui trattasi o per il persona e di creare un clima intimidatorio, ostile,

contesto in cui esse vengono espletate, tale degradante, umiliante e offensivo.

caratteristica costituisca un requisito essenziale e

determinante per lo svolgimento dell'attività Decreto Legislativo 9 luglio 2003, n. 216.

lavorativa, purché l'obiettivo sia legittimo e il requisito Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità

proporzionato. di trattamento in materia di occupazione e di

7. La presente direttiva non pregiudica le misure condizioni di lavoro"

relative alla protezione della donna, in particolare per

quanto riguarda la gravidanza e la maternità. Art. 2

Alla fine del periodo di congedo per maternità, la 3. Sono, altresì, considerate come discriminazioni,

donna ha diritto di riprendere il proprio lavoro o un ai sensi del comma 1, anche le molestie ovvero quei

posto equivalente secondo termini e condizioni che comportamenti indesiderati, posti in essere per uno dei

non le siano meno favorevoli, e a beneficiare di motivi di cui all'articolo 1, aventi lo scopo o l'effetto di

eventuali miglioramenti delle condizioni di lavoro che violare la dignità di una persona e di creare un clima

le sarebbero spettati durante la sua assenza. intimidatorio, ostile, degradante, umiliante od

Ai sensi della presente direttiva un trattamento offensivo.

meno favorevole riservato ad una donna per ragioni

collegate alla gravidanza o al congedo per maternità ai ------------------------------------------------------------------

sensi della direttiva 92/85/CEE costituisce una

discriminazione. Salute e sicurezza

La presente direttiva lascia altresì impregiudicate

le disposizioni della direttiva 96/34/CE del Consiglio, Art. 2087 cod. civ. Tutela delle condizioni di lavoro.

del 3 giugno 1996, concernente l'accordo quadro sul L'imprenditore e tenuto ad adottare nell'esercizio

congedo parentale concluso all'UNICE, dal CEEP e dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del

dalla CES, e della direttiva 92/85/CEE del Consiglio, lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a

del 19 ottobre 1992, concernente l'attuazione di misure tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei

volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e prestatori di lavoro.

della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, 108

i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente

Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest'ultimo

lavoratori). Norme sulla tutela della libertà e sia preposto ad un ufficio avente autonomia

dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e

dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme gestionale;

c) servizio di prevenzione e protezione dai rischi:

sul collocamento. insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni

all'azienda finalizzati all'attività di prevenzione e

Art. 9. Tutela della salute e dell'integrità fisica.

I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno protezione dai rischi professionali nell'azienda, ovvero

diritto di controllare l'applicazione delle norme per la unità produttiva;

prevenzione degli infortuni e delle malattie d) medico competente: medico in possesso di uno

professionali e di promuovere la ricerca, l'elaborazione dei seguenti titoli:

e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro 1) specializzazione in medicina del lavoro o in

salute e la loro integrità fisica. medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in

tossicologia industriale o in igiene industriale o in

fisiologia ed igiene del lavoro o in clinica del lavoro

Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n. 626. ed altre specializzazioni individuate, ove necessario,

Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, con decreto del Ministro della sanità di concerto con il

89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, Ministro dell'università e della ricerca scientifica e

90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti tecnologica;

il miglioramento della sicurezza e della salute dei 2) docenza o libera docenza in medicina del

lavoratori sul luogo di lavoro. lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e

psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene

Art. 1. Campo di applicazione.

1. Il presente decreto legislativo prescrive misure industriale o in fisiologia ed igiene del lavoro;

per la tutela della salute e per la sicurezza dei 3) autorizzazione di cui all'art. 55 del decreto

lavoratori durante il lavoro, in tutti i settori di attività legislativo 15 agosto 1991, n. 277;

privati o pubblici. e) responsabile del servizio di prevenzione e

(omissis) protezione: persona designata dal datore di lavoro in

possesso di attitudini e capacità adeguate;

f) rappresentante dei lavoratori per la sicurezza:

Art. 2. Definizioni.

1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente persona, ovvero persone, eletta o designata per

decreto si intendono per: rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli

a) lavoratore: persona che presta il proprio lavoro aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro,

alle dipendenze di un datore di lavoro, esclusi gli di seguito denominato rappresentante per la sicurezza;

addetti ai servizi domestici e familiari, con rapporto di g) prevenzione: il complesso delle disposizioni o

lavoro subordinato anche speciale. Sono equiparati i misure adottate o previste in tutte le fasi dell'attività

soci lavoratori di cooperative o di società, anche di lavorativa per evitare o diminuire i rischi professionali

fatto, che prestino la loro attività per conto delle nel rispetto della salute della popolazione e

società e degli enti stessi, e gli utenti dei servizi di dell'integrità dell'ambiente esterno;

orientamento o di formazione scolastica, universitaria h) agente: l'agente chimico, fisico o biologico,

e professionale avviati presso datori di lavoro per presente durante il lavoro e potenzialmente dannoso

agevolare o per perfezionare le loro scelte per la salute;

professionali. Sono altresì equiparati gli allievi degli i) unità produttiva: stabilimento o struttura

istituti di istruzione ed universitari e i partecipanti a finalizzata alla produzione di beni o servizi, dotata di

corsi di formazione professionale nei quali si faccia autonomia finanziaria e tecnico funzionale.

uso di laboratori, macchine, apparecchi ed attrezzature

di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici. I Art. 3. Misure generali di tutela.

soggetti di cui al precedente periodo non vengono 1. Le misure generali per la protezione della salute

computati ai fini della determinazione del numero dei e per la sicurezza dei lavoratori sono:

lavoratori dal quale il presente decreto fa discendere a) valutazione dei rischi per la salute e la

particolari obblighi; sicurezza;

b) datore di lavoro: il soggetto titolare del rapporto b) eliminazione dei rischi in relazione alle

di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto conoscenze acquisite in base al progresso tecnico e,

che, secondo il tipo e l'organizzazione dell'impresa, ha ove ciò non è possibile, loro riduzione al minimo;

la responsabilità dell'impresa stessa ovvero dell'unità c) riduzione dei rischi alla fonte;

produttiva, quale definita ai sensi della lettera i), in d) programmazione della prevenzione mirando ad

quanto titolare dei poteri decisionali e di spesa. Nelle un complesso che integra in modo coerente nella

pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, prevenzione le condizioni tecniche produttive ed

del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, per organizzative dell'azienda nonché l'influenza dei

datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano fattori dell'ambiente di lavoro; 109

e) sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che 3. Il documento è custodito presso l'azienda

non lo è, o è meno pericoloso; ovvero l'unità produttiva.

f) rispetto dei princìpi ergonomici nella 4. Il datore di lavoro:

concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle a) designa il responsabile del servizio di

attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e prevenzione e protezione interno o esterno all'azienda

produzione, anche per attenuare il lavoro monotono e secondo le regole di cui all'art. 8;

quello ripetitivo; b) designa gli addetti al servizio di prevenzione e

g) priorità delle misure di protezione collettiva protezione interno o esterno all'azienda secondo le

rispetto alle misure di protezione individuale; regole di cui all'art. 8;

h) limitazione al minimo del numero dei lavoratori c) nomina, nei casi previsti dall'art. 16, il medico

che sono, o che possono essere, esposti al rischio; competente.

i) utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e 5. Il datore di lavoro adotta le misure necessarie

biologici, sui luoghi di lavoro; per la sicurezza e la salute dei lavoratori, e in

l) controllo sanitario dei lavoratori in funzione dei particolare:

rischi specifici; a) designa preventivamente i lavoratori incaricati

m) allontanamento del lavoratore dall'esposizione dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e

a rischio, per motivi sanitari inerenti la sua persona; lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso

n) misure igieniche; di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di

o) misure di protezione collettiva ed individuale; pronto soccorso e, comunque, di gestione

p) misure di emergenza da attuare in caso di dell'emergenza;

pronto soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione b) aggiorna le misure di prevenzione in relazione

dei lavoratori e di pericolo grave ed immediato; ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno

q) uso di segnali di avvertimento e di sicurezza; rilevanza ai fini della salute e della sicurezza del

r) regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, lavoro, ovvero in relazione al grado di evoluzione

macchine ed impianti, con particolare riguardo ai della tecnica della prevenzione e della protezione;

dispositivi di sicurezza in conformità alla c) nell'affidare i compiti ai lavoratori tiene conto

indicazione dei fabbricanti; delle capacità e delle condizioni degli stessi in

s) informazione, formazione, consultazione e rapporto alla loro salute e alla sicurezza;

partecipazione dei lavoratori ovvero dei loro d) fornisce ai lavoratori i necessari e idonei

rappresentanti, sulle questioni riguardanti la dispositivi di protezione individuale, sentito il

sicurezza e la salute sul luogo di lavoro; responsabile del servizio di prevenzione e protezione;

t) istruzioni adeguate ai lavoratori. e) prende le misure appropriate affinché soltanto i

2. Le misure relative alla sicurezza, all'igiene ed lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni

alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso accedano alle zone che li espongono ad un rischio

comportare oneri finanziari per i lavoratori. grave e specifico;

f) richiede l'osservanza da parte dei singoli

lavoratori delle norme vigenti, nonché delle

Art. 4. Obblighi del datore di lavoro, del dirigente e disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di

del preposto.

1. Il datore di lavoro, in relazione alla natura igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione

dell'attività dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, collettivi e dei dispositivi di protezione individuali

valuta, nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle messi a loro disposizione;

sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché g) richiede l'osservanza da parte del medico

nella sistemazione dei luoghi di lavoro, i rischi per la competente degli obblighi previsti dal presente

sicurezza e per la salute dei lavoratori, ivi compresi decreto,

quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi informandolo sui processi e sui rischi connessi

particolari. all'attività produttiva;

2. All'esito della valutazione di cui al comma 1, il h) adotta le misure per il controllo delle situazioni

datore di lavoro elabora un documento contenente: di rischio in caso di emergenza e dà istruzioni affinché

a) una relazione sulla valutazione dei rischi per la i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed

sicurezza e la salute durante il lavoro, nella quale sono inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona

specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; pericolosa;

b) l'individuazione delle misure di prevenzione e i) informa il più presto possibile i lavoratori

di protezione e dei dispositivi di protezione esposti al rischio di un pericolo grave e immediato

individuale, conseguente alla valutazione di cui circa

alla lettera a); il rischio stesso e le disposizioni prese o da

c) il programma delle misure ritenute opportune prendere in materia di protezione;

per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli l) si astiene, salvo eccezioni debitamente motivate,

di sicurezza. dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività

110

in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo sanità, sentita la commissione consultiva permanente

grave e immediato; per la prevenzione degli infortuni e per l'igiene del

m) permette ai lavoratori di verificare, mediante il lavoro, in relazione alla natura dei rischi e alle

rappresentante per la sicurezza, l'applicazione delle dimensioni dell'azienda, sono definite procedure

misure di sicurezza e di protezione della salute e standardizzate per gli adempimenti documentali di cui

consente al rappresentante per la sicurezza di accedere al presente articolo. Tali disposizioni non si applicano

alle informazioni ed alla documentazione aziendale di alle attività industriali di cui all'art. 1 del decreto del

cui all'art. 19, comma 1, lettera e); Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e

n) prende appropriati provvedimenti per evitare successive modifiche, soggette all'obbligo di

che le misure tecniche adottate possano causare rischi dichiarazione o notifica ai sensi degli articoli 4 e 6 del

per la salute della popolazione o deteriorare l'ambiente decreto stesso, alle centrali termoelettriche, agli

esterno; impianti e laboratori nucleari, alle aziende estrattive ed

o) tiene un registro nel quale sono annotati altre attività minerarie, alle aziende per la

cronologicamente gli infortuni sul lavoro che fabbricazione e il deposito separato di esplosivi,

comportano un'assenza dal lavoro di almeno un polveri e munizioni, e alle strutture di ricovero e cura

giorno. Nel registro sono annotati il nome, il cognome, sia pubbliche sia private.

la qualifica professionale dell'infortunato, le cause e le 10. Per le medesime aziende di cui al comma 9,

circostanze dell'infortunio, nonché la data di primo periodo, con uno o più decreti dei Ministri del

abbandono e di ripresa del lavoro. Il registro è redatto lavoro e della previdenza sociale, dell'industria, del

conformemente al modello approvato con decreto del commercio e dell'artigianato e della sanità, sentita la

Ministero del lavoro e della previdenza sociale, sentita commissione consultiva permanente per la

la commissione consultiva permanente, di cui all'art. prevenzione degli infortuni e per l'igiene del lavoro,

393 del decreto del Presidente della Repubblica 27 possono essere altresì definiti:

aprile 1955, n. 547, e successive modifiche, ed è a) i casi relativi a ipotesi di scarsa pericolosità, nei

conservato sul luogo di lavoro, a disposizione quali è possibile lo svolgimento diretto dei compiti di

dell'organo di vigilanza. Fino all'emanazione di tale prevenzione e protezione in aziende ovvero unità

decreto il registro è redatto in conformità ai modelli produttive che impiegano un numero di addetti

già disciplinati dalle leggi vigenti; superiore a quello indicato nell'allegato I;

p) consulta il rappresentante per la sicurezza nei b) i casi in cui è possibile la riduzione a una sola

casi previsti dall'art. 19, comma 1, lettere b), c) e d); volta all'anno della visita di cui all'art. 17, lettera h),

q) adotta le misure necessarie ai fini della degli ambienti di lavoro da parte del medico

prevenzione incendi e dell'evacuazione dei lavoratori, competente, ferma restando l'obbligatorietà di visite

nonché per il caso di pericolo grave e immediato. Tali ulteriori, allorché si modificano le situazioni di rischio.

misure devono essere adeguate alla natura dell'attività, 11. Fatta eccezione per le aziende indicate nella

alle dimensioni dell'azienda, ovvero dell'unità nota [1] dell'allegato I, il datore di lavoro delle aziende

produttiva, e al numero delle persone presenti. familiari, nonché delle aziende che occupano fino a

6. Il datore di lavoro effettua la valutazione di cui dieci addetti non è soggetto agli obblighi di cui ai

al comma 1 ed elabora il documento di cui al comma 2 commi 2 e 3, ma è tenuto comunque ad autocertificare

in collaborazione con il responsabile del servizio di per iscritto l'avvenuta effettuazione della valutazione

prevenzione e protezione e con il medico competente dei rischi e l'adempimento degli obblighi ad essa

nei casi in cui sia obbligatoria la sorveglianza collegati. L'autocertificazione deve essere inviata al

sanitaria, previa consultazione del rappresentante per rappresentante per la sicurezza. Sono in ogni caso

la sicurezza. soggette agli obblighi di cui ai commi 2 e 3 le aziende

7. La valutazione di cui al comma 1 e il familiari nonché le aziende che occupano fino a dieci

documento di cui al comma 2 sono rielaborati in addetti, soggette a particolari fattori di rischio,

occasione di modifiche del processo produttivo individuate nell'ambito di specifici settori produttivi

significative ai fini della sicurezza e della salute dei con uno o più decreti del Ministro del lavoro e della

lavoratori. previdenza sociale, di concerto con i Ministri della

8. Il datore di lavoro custodisce, presso l'azienda sanità, dell'industria, del commercio e dell'artigianato,

ovvero l'unità produttiva, la cartella sanitaria e di delle risorse agricole alimentari e forestali e

rischio del lavoratore sottoposto a sorveglianza dell'interno, per quanto di rispettiva competenza.

sanitaria, con salvaguardia del segreto professionale, e 12. Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e

ne consegna copia al lavoratore stesso al momento di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del

della risoluzione del rapporto di lavoro, ovvero presente decreto, la sicurezza dei locali e degli edifici

quando lo stesso ne fa richiesta. assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a

9. Per le piccole e medie aziende, con uno o più pubblici uffici, ivi comprese le istituzioni scolastiche

decreti da emanarsi entro il 31 marzo 1996 da parte ed educative, restano a carico dell'amministrazione

dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, tenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro

dell'industria, del commercio e dell'artigianato e della fornitura e manutenzione. In tal caso gli obblighi

111

previsti dal presente decreto, relativamente ai predetti compiti di cui all'articolo 9, tra cui il responsabile del

interventi, si intendono assolti, da parte dei dirigenti o servizio in possesso di attitudini e capacità adeguate,

funzionari preposti agli uffici interessati, con la previa consultazione del rappresentante per la

richiesta del loro adempimento all'amministrazione sicurezza.

competente o al soggetto che ne ha l'obbligo giuridico. 3. I dipendenti di cui al comma 2 devono essere in

numero sufficiente, possedere le capacità necessarie e

disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo

Art. 5. Obblighi dei lavoratori.

1. Ciascun lavoratore deve prendersi cura della svolgimento dei compiti loro assegnati. Essi non

propria sicurezza e della propria salute e di quella possono subire pregiudizio a causa dell'attività svolta

delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui nell'espletamento del proprio incarico.

possono ricadere gli effetti delle sue azioni o 4. Salvo quanto previsto dal comma 2, il datore di

omissioni, conformemente alla sua formazione ed alle lavoro può avvalersi di persone esterne all'azienda in

istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. possesso delle conoscenze professionali necessarie per

2. In particolare i lavoratori: integrare l'azione di prevenzione o protezione.

a) osservano le disposizioni e le istruzioni 5. L'organizzazione del servizio di prevenzione e

impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai protezione all'interno dell'azienda, ovvero dell'unità

preposti, ai fini della protezione collettiva ed produttiva, è comunque obbligatoria nei seguenti casi:

individuale; a) nelle aziende industriali di cui all'art. 1 del

b) utilizzano correttamente i macchinari, le decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio

apparecchiature, gli utensili, le sostanze e i preparati 1988, n. 175 e successive modifiche, soggette

pericolosi, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di all'obbligo di dichiarazione o notifica, ai sensi degli

lavoro, nonché i dispositivi di sicurezza; articoli 4 e 6 del decreto stesso;

c) utilizzano in modo appropriato i dispositivi di b) nelle centrali termoelettriche;

protezione messi a loro disposizione; c) negli impianti e laboratori nucleari;

d) segnalano immediatamente al datore di lavoro, d) nelle aziende per la fabbricazione e il deposito

al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e separato di esplosivi, polveri e munizioni;

dispositivi di cui alle lettere b) e c), nonché le altre e) nelle aziende industriali con oltre duecento

eventuali condizioni di pericolo di cui vengono a dipendenti;

conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di f) nelle industrie estrattive con oltre cinquanta

urgenza, nell'ambito delle loro competenze e lavoratori dipendenti;

possibilità, per eliminare o ridurre tali deficienze o g) nelle strutture di ricovero e cura sia pubbliche

pericoli, dandone notizia al rappresentante dei sia private.

lavoratori per la sicurezza; 6. Salvo quanto previsto dal comma 5, se le

e) non rimuovono o modificano senza capacità dei dipendenti all'interno dell'azienda ovvero

autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di dell'unità produttiva sono insufficienti, il datore di

segnalazione o di controllo; lavoro può far ricorso a persone o servizi esterni

f) non compiono di propria iniziativa operazioni o all'azienda, previa consultazione del rappresentante

manovre che non sono di loro competenza ovvero che per la sicurezza.

possono compromettere la sicurezza propria o di altri 7. Il servizio esterno deve essere adeguato alle

lavoratori; caratteristiche dell'azienda, ovvero unità produttiva, a

g) si sottopongono ai controlli sanitari previsti nei favore della quale è chiamato a prestare la propria

loro confronti; opera, anche con riferimento al numero degli

h) contribuiscono, insieme al datore di lavoro, ai operatori.

dirigenti e ai preposti, all'adempimento di tutti gli 8. Il responsabile del servizio esterno deve

obblighi imposti dall'autorità competente o comunque possedere attitudini e capacità adeguate.

necessari per tutelare la sicurezza e la salute dei 9. Il Ministro del lavoro e della previdenza

lavoratori durante il lavoro. sociale, con decreto di concerto con i Ministri della

(omissis) sanità e dell'industria, del commercio e

dell'artigianato, sentita la commissione consultiva

permanente, può individuare specifici requisiti,

Art. 8. Servizio di prevenzione e protezione.

1. Salvo quanto previsto dall'art. 10, il datore di modalità e procedure, per la certificazione dei servizi,

lavoro organizza all'interno dell'azienda, ovvero nonché il numero minimo degli operatori di cui ai

dell'unità produttiva, il servizio di prevenzione e commi 3 e 7.

protezione, o incarica persone o servizi esterni 10. Qualora il datore di lavoro ricorra a persone o

all'azienda, secondo le regole di cui al presente servizi esterni egli non è per questo liberato dalla

articolo. propria responsabilità in materia.

2. Il datore di lavoro designa all'interno 11. Il datore di lavoro comunica all'ispettorato del

dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, una o più lavoro e alle unità sanitarie locali territorialmente

persone da lui dipendenti per l'espletamento dei competenti il nominativo della persona designata

112

come responsabile del servizio di prevenzione e competente superiore gerarchico, prende misure per

protezione interno ovvero esterno all'azienda. Tale evitare le conseguenze di tale pericolo, non può subire

comunicazione è corredata da una dichiarazione nella pregiudizio per tale azione, a meno che non abbia

quale si attesti con riferimento alle persone designate: commesso una grave negligenza.

a) i compiti svolti in materia di prevenzione e

protezione;

b) il periodo nel quale tali compiti sono stati Legge 17 ottobre 1967, n. 977. Tutela del lavoro dei

svolti; bambini e degli adolescenti (*).

(*) Titolo della legge così modificato dall’art. 2, D.

c) il curriculum professionale. Lgs. 4 agosto 1999, n. 345.

Art. 9. Compiti del servizio di prevenzione e

protezione. Art. 1. (*).

1. Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi 1. La presente legge si applica ai minori dei

professionali provvede: diciotto anni, di seguito indicati ''minori'', che hanno

a) all'individuazione dei fattori di rischio, alla un contratto o un rapporto di lavoro, anche speciale,

valutazione dei rischi e all'individuazione delle misure disciplinato dalle norme vigenti.

per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, 2. Ai fini della presente legge si intende per:

nel rispetto della normativa vigente sulla base della a) bambino: il minore che non ha ancora compiuto

specifica conoscenza dell'organizzazione aziendale; 15 anni di età o che è ancora soggetto all'obbligo

b) ad elaborare, per quanto di competenza, le scolastico;

misure preventive e protettive e i sistemi di cui all'art. b) adolescente: il minore di età compresa tra i 15 e

4, comma 2, lettera b) e i sistemi di controllo di tali i 18 anni di età e che non è più soggetto all'obbligo

misure; scolastico;

c) ad elaborare le procedure di sicurezza per le c) orario di lavoro: qualsiasi periodo in cui il

varie attività aziendali; minore è al lavoro, a disposizione del datore di lavoro

d) a proporre i programmi di informazione e e nell'esercizio della sua attività o delle sue funzioni;

formazione dei lavoratori; d) periodo di riposo: qualsiasi periodo che non

e) a partecipare alle consultazioni in materia di rientra nell'orario di lavoro.

(*) Art. così sostituito dall’art. 3, D. lgs. 4 agosto

tutela della salute e di sicurezza di cui all'art. 11;

f) a fornire ai lavoratori le informazioni di cui 1999, n. 345.

all'art. 21. (omissis)

2. Il datore di lavoro fornisce ai servizi di

prevenzione e protezione informazioni in merito a: Art. 3. (*)

a) la natura dei rischi; 1. L'età minima per l'ammissione al lavoro è

b) l'organizzazione del lavoro, la programmazione fissata al momento in cui il minore ha concluso il

e l'attuazione delle misure preventive e protettive; periodo di istruzione obbligatoria e comunque non può

c) la descrizione degli impianti e dei processi essere inferiore ai 15 anni compiuti.

(*) Art. così sostituito dall’art. 5, D. lgs. 4 agosto

produttivi;

d) i dati del registro degli infortuni e delle malattie 1999, n. 345.

professionali;

e) le prescrizioni degli organi di vigilanza. Art. 4. (*)

3. I componenti del servizio di prevenzione e 1. E' vietato adibire al lavoro i bambini, salvo

protezione e i rappresentanti dei lavoratori per la quanto disposto dal comma 2.

sicurezza sono tenuti al segreto in ordine ai processi 2. La direzione provinciale del lavoro può

lavorativi di cui vengono a conoscenza nell'esercizio autorizzare, previo assenso scritto dei titolari della

delle funzioni di cui al presente decreto. potestà genitoriale, l'impiego dei minori in attività

4. Il servizio di prevenzione e protezione è lavorative di carattere culturale, artistico, sportivo o

utilizzato dal datore di lavoro. pubblicitario e nel settore dello spettacolo, purché si

(omissis) tratti di attività che non pregiudicano la sicurezza,

l'integrità psicofisica e lo sviluppo del minore, la

frequenza scolastica o la partecipazione a programmi

Art. 14. Diritti dei lavoratori in caso di pericolo di orientamento o di formazione professionale.

grave ed immediato.

1. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave, 3. Al rilascio dell'autorizzazione si applicano le

immediato e che non può essere evitato, si allontana disposizioni del decreto del Presidente della

dal posto di lavoro ovvero da una zona pericolosa, non Repubblica 20 aprile 1994, n. 365.

(*) Art. così sostituito dall’art. 6, d. lgs. 4 agosto 1999,

può subire pregiudizio alcuno e deve essere protetto da

qualsiasi conseguenza dannosa. n. 345.

2. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave e

immediato e nell'impossibilità di contattare il Art. 8. (*). 113

1. I bambini nei casi di cui all'articolo 4, comma 2, 1. In deroga a quanto stabilito dall'articolo 15, la

e gli adolescenti, possono essere ammessi al lavoro prestazione lavorativa del minore impiegato nelle

purché siano riconosciuti idonei all'attività lavorativa attività di cui all'articolo 4, comma 2, può protrarsi

cui saranno adibiti a seguito di visita medica. non oltre le ore 24. In tale caso il minore deve godere,

2. L'idoneità dei minori indicati al comma 1 a prestazione compiuta, di un periodo di riposo di

all'attività lavorativa cui sono addetti deve essere almeno 14 ore consecutive.

accertata mediante visite periodiche da effettuare ad 2. Gli adolescenti che hanno compiuto 16 anni

intervalli non superiori ad un anno. possono essere, eccezionalmente e per il tempo

3. Le visite mediche di cui al presente articolo strettamente necessario, adibiti al lavoro notturno

sono effettuate, a cura e spese del datore di lavoro, quando si verifica un caso di forza maggiore che

presso un medico del Servizio sanitario nazionale. ostacola il funzionamento dell'azienda, purché tale

4. L'esito delle visite mediche di cui ai commi 1 e lavoro sia temporaneo e non ammetta ritardi, non

2 deve essere comprovato da apposito certificato. siano disponibili lavoratori adulti e siano concessi

5. Qualora il medico ritenga che un adolescente periodi equivalenti di riposo compensativo entro tre

non sia idoneo a tutti o ad alcuni dei lavori di cui settimane. Il datore di lavoro deve dare immediata

all'articolo 6, comma 2, deve specificare nel certificato comunicazione alla direzione provinciale del lavoro

i lavori ai quali lo stesso non può essere adibito. indicando i nominativi dei lavoratori, le condizioni

6. Il giudizio sull'idoneità o sull'inidoneità parziale costituenti la forza maggiore, le ore di lavoro.

(*) Art. così sostituito dall’art. 11, D. Lgs. 4

o temporanea o totale del minore al lavoro deve essere

comunicato per iscritto al datore di lavoro, al agosto 1999, n. 345.

lavoratore e ai titolari della potestà genitoriale. Questi

ultimi hanno facoltà di richiedere copia della Art. 18.

documentazione sanitaria. Per i bambini, liberi da obblighi scolastici, l'orario

7. I minori che, a seguito di visita medica, di lavoro non può superare le 7 ore giornaliere e le 35

risultano non idonei ad un determinato lavoro non settimanali.

possono essere ulteriormente adibiti allo stesso. Per gli adolescenti l'orario di lavoro non può

8. Agli adolescenti adibiti alle attività lavorative superare le 8 ore giornaliere e le 40 settimanali.

soggette alle norme sulla sorveglianza sanitaria dei

lavoratori di cui al titolo I, capo IV, del decreto Art. 22 (*).

legislativo n. 626 del 1994, non si applicano le Il riposo domenicale e settimanale dei minori è

disposizioni dei commi da 1 a 7. disciplinato dalle disposizioni vigenti in materia.

9. Il controllo sanitario di cui all'articolo 44, Ai minori deve essere assicurato un periodo di

comma 1, del decreto legislativo n. 277 del 1991, si riposo settimanale di almeno due giorni, se possibile

applica agli adolescenti la cui esposizione personale al consecutivi, e comprendente la domenica. Per

rumore sia compresa fra 80 e 85 decibel. In tale caso il comprovate ragioni di ordine tecnico e organizzativo,

controllo sanitario ha periodicità almeno biennale. il periodo minimo di riposo può essere ridotto, ma non

10. In deroga all'articolo 44, comma 3, del decreto può comunque essere inferiore a 36 ore consecutive.

legislativo n. 277 del 1991, per gli adolescenti la cui Tali periodi possono essere interrotti nei casi di attività

esposizione personale al rumore sia compresa fra 85 e caratterizzate da periodi di lavoro frazionati o di breve

90 decibel, gli intervalli del controllo sanitario non durata nella giornata.

possono essere superiori all'anno. Ai minori impiegati in attività lavorative di

(*) Art. così sostituito dall’art. 9, D. Lgs. 4 agosto carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario o

1999, n. 345 e a sua volta modificato dall’art. 2, D. nel settore dello spettacolo, nonché, con esclusivo

Lgs. 18 agosto 2000, n. 262. riferimento agli adolescenti, nei settori turistico,

alberghiero o della ristorazione, il riposo settimanale

può essere concesso anche in un giorno diverso dalla

Art. 15. (*).

1. E' vietato adibire i minori al lavoro notturno, domenica

(*) Art. così modificato dall’art. 13, d. lgs. 4

salvo quanto disposto dall'articolo 17.

2. Con il termine ''notte'' si intende un periodo di agosto 1999, n. 345.

almeno 12 ore consecutive comprendente l'intervallo

tra le ore 22 e le ore 6, o tra le ore 23 e le ore 7. Tali Art. 23.

periodi possono essere interrotti nei casi di attività I bambini e gli adolescenti hanno diritto ad un

caratterizzate da periodi di lavoro frazionati o di breve periodo annuale di ferie retribuite che non può essere

durata nella giornata. inferiore a giorni 30 per coloro che non hanno

(*) Art. così sostituito dall’art. 10, D. Lgs. 4 compiuto i 16 anni e a giorni 20 per coloro che hanno

agosto 1999, n. 345. superato i 16 anni di età.

I contratti collettivi di lavoro possono regolare le

modalità di godimento delle ferie.

Art. 17. (*). 114

alcuna diminuzione della retribuzione. Nel caso di

------------------------------------------------------- assegnazione a mansioni superiori il prestatore ha

diritto al trattamento corrispondente all'attività svolta,

Obblighi del lavoratore e l'assegnazione stessa diviene definitiva, ove la

medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di

lavoratore assente con diritto alla conservazione del

posto, dopo un periodo fissato dai contratti collettivi, e

Art. 2104 cod. civ. Diligenza del prestatore di comunque non superiore a tre mesi. Egli non può

lavoro.

Il prestatore di lavoro deve usare la diligenza essere trasferito da una unità produttiva ad un'altra se

richiesta dalla natura della prestazione dovuta, non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e

dall'interesse dell'impresa e da quello superiore della produttive.

produzione nazionale. Ogni patto contrario è nullo (*).

dall’art. 13, l. 20 maggio

Deve inoltre osservare le disposizioni per (*) Art. così sostituito

l'esecuzione e per la disciplina del lavoro impartite 1970, n. 300.

dall'imprenditore e dai collaboratori di questo dai quali

gerarchicamente dipende. Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei

lavoratori). Norme sulla tutela della libertà e

Art. 2105 cod. civ. Obbligo di fedeltà. dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e

dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme

Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per

conto proprio o di terzi, in concorrenza con sul collocamento.

l'imprenditore, né divulgare notizie attinenti

all'organizzazione e ai metodi di produzione Art. 13. Mansioni del lavoratore.

dell'impresa, o farne uso in modo da poter recare ad v. art. 2103 cod. civ.

essa pregiudizio. Art. 35. Campo di applicazione (*).

Per le imprese industriali e commerciali, le

Art. 2125 cod. civ. Patto di non concorrenza.

Il patto con il quale si limita lo svolgimento disposizioni dell'art. 18 del titolo III, ad eccezione del

dell'attività del prestatore di lavoro, per il tempo primo comma dell'art. 27, della presente legge si

successivo alla cessazione del contratto, è nullo se non applicano a ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio

risulta da atto scritto, se non è pattuito un corrispettivo o reparto autonomo che occupa più di quindici

a favore del prestatore di lavoro e se il vincolo non è dipendenti. Le stesse disposizioni si applicano alle

contenuto entro determinati limiti di oggetto, di tempo imprese agricole che occupano più di cinque

e di luogo. dipendenti.

La durata del vincolo non può essere superiore a Le norme suddette si applicano, altresì, alle

cinque anni, se si tratta di dirigenti, e a tre anni negli imprese industriali e commerciali che nell'ambito dello

altri casi. Se è pattuita una durata maggiore, essa si stesso comune occupano più di quindici dipendenti ed

riduce nella misura suindicata. alle imprese agricole che nel medesimo ambito

territoriale occupano più di cinque dipendenti.

Le norme suddette si applicano, altresì, alle

------------------------------------------------------------ imprese industriali e commerciali che nell'ambito dello

stesso comune occupano più di quindici dipendenti ed

Jus variandi alle imprese agricole che nel medesimo ambito

territoriale occupano più di cinque dipendenti anche se

Art. 2095 cod. civ. Categorie dei prestatori di ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata,

lavoro. non raggiunge tali limiti.

I prestatori di lavoro subordinato si distinguono in Ferme restando le norme di cui agli artt. 1 8, 9, 14,

dirigenti, quadri, impiegati e operai (*) 15, 16 e 17, i contratti collettivi di lavoro provvedono

Le leggi speciali [e le norme corporative], in ad applicare i principi di cui alla presente legge alle

relazione a ciascun ramo di produzione e alla imprese di navigazione per il personale navigante.

particolare struttura dell'impresa, determinano i così modificato dall’art. 6, l. 11 maggio

(*) Art.

requisiti di appartenenza alle indicate categorie. 1990, n. 108.

(*) Comma così sostituito dall’art. 1, l. 13 maggio

1985, n. 190. Legge 13 maggio 1985, n. 190. Riconoscimento

giuridico dei quadri intermedi.

Art. 2103 cod. civ. Mansioni del lavoratore.

Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle Art. 1.

mansioni per le quali è stato assunto o a quelle v. art. 2095, comma 1, cod. civ.

corrispondenti alla categoria superiore che abbia

successivamente acquisito ovvero a mansioni Art. 2.

equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza 115

1. La categoria dei quadri è costituita da prestatori motivate esigenze attinenti ai compiti di cui al primo

di lavoro subordinato che, pur non appartenendo alla comma.

categoria dei dirigenti, svolgono funzioni con carattere In caso di inosservanza da parte di una guardia

continuativo di rilevante importanza ai fini dello particolare giurata delle disposizioni di cui al presente

sviluppo e dell’attuazione degli obiettivi dell’impresa. articolo, l'Ispettorato del lavoro ne promuove presso il

2. I requisiti di appartenenza alla categoria dei questore la sospensione dal servizio, salvo il

quadri sono stabiliti dalla contrattazione collettiva provvedimento di revoca della licenza da parte del

nazionale o aziendale in relazione a ciascun ramo di prefetto nei casi più gravi.

produzione e alla particolare struttura organizzativa

dell’impresa. Art. 3. Personale di vigilanza.

3. Salvo diversa espressa disposizione, ai I nominativi e le mansioni specifiche del

lavoratori di cui al comma 1 si applicano le norme personale addetto alla vigilanza dell'attività lavorativa

riguardanti la categoria degli impiegati. debbono essere comunicati ai lavoratori interessati.

(omissis) Art. 3. Art. 4. Impianti audiovisivi.

In sede di prima applicazione, entro un anno È vietato l'uso di impianti audiovisivi e di altre

dall'entrata in vigore della presente legge, le imprese apparecchiature per finalità di controllo a distanza

provvederanno a definire attraverso la contrattazione dell'attività dei lavoratori.

collettiva l'attribuzione della qualifica di quadro, così Gli impianti e le apparecchiature di controllo che

come previsto e con le modalità stabilite dall'articolo siano richiesti da esigenze organizzative e produttive

2, comma 2, della presente legge. ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi

anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività

dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo

Art. 6.

In deroga a quanto previsto dal primo comma accordo con le rappresentanze sindacali aziendali,

dell’art. 2103 del codice civile, come modificato oppure, in mancanza di queste, con la commissione

dall’art. 13, L. 20 maggio 1970, n. 300, l’assegnazione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di

del lavoratore alle mansioni superiori di cui all’art. 2 lavoro, provvede l'Ispettorato del lavoro, dettando, ove

della presente legge ovvero a mansioni dirigenziali, occorra, le modalità per l'uso di tali impianti.

che non sia avvenuta in sostituzione di lavoratori Per gli impianti e le apparecchiature esistenti, che

assenti con diritto alla conservazione del posto, rispondono alle caratteristiche di cui al secondo

diviene definitiva quando si sia protratta per il periodo comma del presente articolo, in mancanza di accordo

di tre mesi o per quello superiore fissato dai contratti con le rappresentanze sindacali aziendali o con la

collettivi. commissione interna, l'Ispettorato del lavoro provvede

entro un anno dall'entrata in vigore della presente

legge, dettando all'occorrenza le prescrizioni per

------------------------------------------------------------ l'adeguamento e le modalità di uso degli impianti

suddetti.

Poteri di vigilanza e controllo Contro i provvedimenti dell'Ispettorato dei lavoro,

di cui ai precedenti secondo e terzo comma, il datore

Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei di lavoro, le rappresentanze sindacali aziendali o, in

lavoratori). Norme sulla tutela della libertà e mancanza di queste, la commissione interna, oppure i

dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e sindacati dei lavoratori di cui al successivo art. 19

dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme possono ricorrere, entro 30 giorni dalla comunicazione

sul collocamento. del provvedimento, al Ministro per il lavoro e la

previdenza sociale.

Art. 2. Guardie giurate.

Il datore di lavoro può impiegare le guardie Art. 6. Visite personali di controllo.

particolari giurate, di cui agli artt. 133 e seguenti del Le visite personali di controllo sul lavoratore sono

T.U. approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, vietate fuorché nei casi in cui siano indispensabili ai

soltanto per scopi di tutela del patrimonio aziendale. fini della tutela del patrimonio aziendale, in relazione

Le guardie giurate non possono contestare ai alla qualità degli strumenti di lavoro o delle materie

lavoratori azioni o fatti diversi da quelli che attengono prime o dei prodotti.

alla tutela del patrimonio aziendale. In tali casi le visite personali potranno essere

È fatto divieto al datore di lavoro di adibire alla effettuate soltanto a condizione che siano eseguite

vigilanza sull'attività lavorativa le guardie di cui al all'uscita dei luoghi di lavoro, che siano salvaguardate

primo comma, le quali non possono accedere nei locali la dignità e la riservatezza del lavoratore e che

dove si svolge tale attività, durante lo svolgimento avvengano con l'applicazione di sistemi di selezione

della stessa, se non eccezionalmente per specifiche e 116

automatica riferiti alla collettività o a gruppi di In ogni caso, i provvedimenti disciplinari più gravi

lavoratori. del rimprovero verbale non possano essere applicati

Le ipotesi nelle quali possono essere disposte le prima che siano trascorsi cinque giorni dalla

visite personali, nonché, ferme restando le condizioni contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato

di cui al secondo comma del presente articolo, le causa.

relative modalità debbono essere concordate dal datore Salvo analoghe procedure previste dai contratti

di lavoro con le rappresentanze sindacali aziendali collettivi di lavoro e ferma restando la facoltà di adire

oppure, in mancanza di queste, con la commissione l'autorità giudiziaria, il lavoratore al quale sia stata

interna. In difetto di accordo su istanza del datore di applicata una sanzione disciplinare può promuovere,

lavoro, provvede l' ispettorato del lavoro. nei venti giorni successivi, anche per mezzo

Contro i provvedimenti dell'ispettorato del lavoro dell'associazione alla quale sia iscritto ovvero

di cui al precedente comma, il datore di lavoro, le conferisca mandato, la costituzione, tramite l'ufficio

rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di provinciale del lavoro e della massima occupazione, di

queste, la commissione interna, oppure i sindacati dei un collegio di conciliazione ed arbitrato, composto da

lavoratori di cui al successivo art. 19 possono un rappresentante di ciascuna delle parti e da un terzo

ricorrere, entro 30 giorni dalla comunicazione del membro scelto di comune accordo o, in difetto di

provvedimento, al Ministro per il lavoro e la accordo, nominato dal direttore dell'ufficio del lavoro.

previdenza sociale. La sanzione disciplinare resta sospesa fino alla

pronuncia da parte del collegio.

Qualora il datore di lavoro non provveda, entro

------------------------------------------------------------ dieci giorni dall'invito rivoltogli dall'ufficio del lavoro,

a nominare il proprio rappresentante in seno al

Potere disciplinare collegio di cui al camma precedente, la sanzione

disciplinare non ha effetto. Se il datore di lavoro

Art. 2106 cod. civ. Sanzioni disciplinari. adisce l'autorità giudiziaria, la sanzione disciplinare

L'inosservanza delle disposizioni contenute nei resta sospesa fino alla definizione del giudizio.

due articoli precedenti può dar luogo all'applicazione Non può tenersi conto ad alcun effetto delle

di sanzioni disciplinari, secondo la gravità sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loro

dell'infrazione [e in conformità delle norme applicazione.

corporative]. -------------------------------------------------------

Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei

lavoratori). Norme sulla tutela della libertà e Tempo di lavoro

dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e

dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme

sul collocamento. Art. 2107 cod. civ. Orario di lavoro.

La durata giornaliera e settimanale della

Art. 7. Sanzioni disciplinari. prestazione di lavoro non può superare i limiti stabiliti

Le norme disciplinari relative alle sanzioni alle dalle leggi speciali [o dalle norme corporative].

infrazioni in relazione alle quali ciascuna di esse può

essere applicata ed alle procedure di contestazione Art. 2109 cod. civ. Periodo di riposo.

delle stesse, devono essere portate a conoscenza dei Il prestatore di lavoro ha diritto ad un giorno di

lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a riposo ogni settimana, di regola in coincidenza con la

tutti. Esse devono applicare quanto in materia é domenica.

stabilito da accordi e contratti di lavoro ove esistano. Ha anche diritto [dopo un anno d'ininterrotto

Il datore di lavoro non può adottare alcun servizio] ad un periodo annuale di ferie retribuito,

provvedimento disciplinare nei confronti del possibilmente continuativo, nel tempo che

lavoratore senza avergli preventivamente contestato l'imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze

l'addebito e senza averlo sentito a sua difesa. dell'impresa e degli interessi del prestatore di lavoro.

Il lavoratore potrà farsi assistere da un La durata di tale periodo è stabilita dalla legge, [dalle

rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce norme corporative] dagli usi o secondo equità.

o conferisce mandato. L'imprenditore deve preventivamente comunicare al

Fermo restando quanto disposto dalla legge 15 prestatore di lavoro il periodo stabilito per il

luglio 1966, n. 604, non possono essere disposte godimento delle ferie.

sanzioni disciplinari che comportino mutamenti Non può essere computato nelle ferie il periodo di

definitivi del rapporto di lavoro; inoltre la multa non preavviso indicato nell'art. 2118.

può essere disposta per un importo superiore a quattro

ore della retribuzione base e la sospensione dal R.D.L. 15 marzo 1923, n. 692. Limitazione

servizio e dalla retribuzione per più di dieci giorni. dell'orario di lavoro per gli operai ed impiegati

117

ore annuali e a 80 ore trimestrali. La contrattazione

delle aziende industriali o commerciali di integrativa si esercita nell'ambito dei tetti stabiliti dai

qualunque natura. contratti nazionali.

3. Il ricorso al lavoro straordinario è inoltre

Art. 1. Orario massimo normale di lavoro.

La durata massima normale della giornata di ammesso, salvo diversa previsione del contratto

lavoro degli operai ed impiegati nelle aziende collettivo, in relazione a:

industriali o commerciali di qualunque natura, anche a) casi di eccezionali esigenze tecnico produttive e

se abbiano carattere di Istituti d'insegnamento di impossibilità di fronteggiarle attraverso l'assunzione

professionale o di beneficenza, come pure negli uffici, di altri lavoratori;

nei lavori pubblici, negli ospedali ovunque è prestato b) casi di forza maggiore o casi in cui la

un lavoro salariato o stipendiato alle dipendenze o cessazione del lavoro a orario normale costituisca un

sotto il controllo diretto altrui, non potrà eccedere le pericolo o un danno alle persone o alla produzione;

otto ore al giorno o le 48 ore settimanali di lavoro c) mostre, fiere e manifestazioni collegate

effettivo. all'attività produttiva, allestimento di prototipi, modelli

Il presente decreto non si applica al personale o simili, predisposto per le stesse, preventivamente

addetto ai lavori domestici, al personale direttivo delle comunicati agli uffici competenti ai sensi dell'articolo

aziende ed ai commessi viaggiatori. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come sostituito

Per i lavori eseguiti a bordo delle navi, per gli dall'articolo 2, comma 10, della legge 24 dicembre

uffici ed i servizi pubblici, anche se gestiti da assuntori 1993, n. 537, e, in tempo utile, alle rappresentanze

privati, si provvederà con separate disposizioni. sindacali in azienda, nonché altri eventi particolari

(omissis) individuati da contratti collettivi nazionali stipulati

dalle organizzazioni sindacali comparativamente più

rappresentative.

Art. 3. Caratteri del lavoro effettivo.

E' considerato lavoro effettivo ai sensi del 3-bis. Nei casi in cui si ricorra al lavoro

presente decreto ogni lavoro che richieda straordinario ai sensi delle lettere a) e b) del comma 3,

un'applicazione assidua e continuativa. il datore di lavoro ne dà comunicazione, entro 24 ore

Conseguentemente non sono comprese nella dizione di dall'inizio di tali prestazioni, alle rappresentanze

cui sopra quelle occupazioni che richiedono per la loro sindacali unitarie, ovvero alle rappresentanze sindacali

natura o nella specialità del caso, un lavoro aziendali e, in mancanza, alle associazioni territoriali

discontinuo o di semplice attesa o custodia. di categoria aderenti alle confederazioni dei lavoratori

(omissis) comparativamente più rappresentative sul piano

nazionale.

4. In caso di violazione delle disposizioni di cui al

Art. 5. Lavoro straordinario.

E' autorizzata quando vi sia accordo tra le parti, presente articolo si applica la sanzione amministrativa

l'aggiunta alla giornata normale di lavoro, di cui da lire 100.000 a lire 300.000 per ogni singolo

nell'art. 1, di un periodo straordinario che non superi le lavoratore adibito a lavoro straordinario oltre i limiti

due ore al giorno e le dodici ore settimanali, od una temporali e al di fuori dei casi previsti dalla presente

durata media equivalente entro un periodo determinato legge.

a condizione, in ogni caso, che il lavoro straordinario (omissis).

(*) Art. così sostituito dall’art. 1, l. 27 novembre

venga computato a parte e remunerato con un aumento

di paga su quella del lavoro ordinario, non inferiore al 1998, n. 409 di conversione in legge, con

10 per cento o con un aumento corrispondente sui modificazioni, del decreto-legge 29 settembre 1998, n.

cottimi. 335.

(omissis)

Art. 5-bis. (*).

1. Nelle imprese industriali, in caso di Direttiva 93/104/CE del Consiglio del 23 novembre

superamento delle 45 ore settimanali, attraverso 1993 concernente taluni aspetti della

prestazioni di lavoro straordinario, il datore di lavoro organizzazione dell'orario di lavoro.

informa, entro 24 ore dall'inizio di tali prestazioni, la

Direzione provinciale del lavoro - Settore ispezione Art. 1. Oggetto e campo di applicazione

del lavoro competente per territorio, che vigila 1. La presente direttiva stabilisce prescrizioni

sull'osservanza delle norme di cui al presente articolo. minime di sicurezza e di salute in materia di

2. Il ricorso al lavoro straordinario deve essere organizzazione dell'orario di lavoro.

contenuto. In assenza di disciplina ad opera di 2. La presente direttiva si applica:

contratti collettivi nazionali stipulati dalle a) ai periodi minimi di riposo giornaliero, riposo

organizzazioni sindacali comparativamente più settimanale e ferie annuali nonché alla pausa ed alla

rappresentative, il ricorso al lavoro straordinario è durata massima settimanale del lavoro; e

ammesso soltanto previo accordo tra datore e b) a taluni aspetti del lavoro notturno, del lavoro a

prestatore di lavoro per un periodo non superiore a 250 turni e del ritmo di lavoro. 118

8) “lavoro offshore”: l'attività svolta

3. La presente direttiva si applica a tutti i settori di

attività, privati e pubblici, ai sensi dell'articolo 2 della prevalentemente su un'installazione offshore

direttiva 89/391/CEE, fermi restando gli articoli 14 e (compresi gli impianti di perforazione) o a partire da

17 della presente direttiva. essa, direttamente o indirettamente legata

Fatto salvo l'articolo 2, paragrafo 8, la presente all'esplorazione, all'estrazione o allo sfruttamento di

direttiva non si applica alla gente di mare, quale risorse minerali, compresi gli idrocarburi, nonché le

definita nella direttiva 1999/63/CE del Consiglio, del attività d'immersione collegate a tali attività, effettuate

21 giugno 1999, relativa all'accordo sia a partire da un'installazione offshore che da una

sull'organizzazione dell'orario di lavoro della gente di nave;

9) “riposo adeguato”: il fatto che i lavoratori

mare concluso dall'Associazione armatori della

Comunità europea (ECSA) e dalla Federazione dei dispongano di periodi di riposo regolari, la cui durata è

sindacati dei trasportatori dell'Unione europea (FST). espressa in unità di tempo, e sufficientemente lunghi e

4. Le disposizioni della direttiva 89/391/CEE si continui per evitare che essi, a causa della stanchezza

applicano pienamente alle materie contemplate al della fatica o di altri fattori che perturbano

paragrafo 2, fatte salve le disposizioni più vincolanti l'organizzazione del lavoro, causino lesioni a sé stessi,

e/o specifiche contenute nella presente direttiva. ad altri lavoratori o a terzi o danneggino la loro salute,

a breve o a lungo termine.

Art. 2. Definizioni

Ai sensi della presente direttiva si intende per: Art. 3. Riposo giornaliero.

1) «orario di lavoro»: qualsiasi periodo in cui il Gli Stati membri prendono le misure necessarie

lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di affinché ogni lavoratore benefici, nel corso di ogni

lavoro e nell'esercizio della sua attività o delle sue periodo di 24 ore, di un periodo minimo di riposo di

funzioni, conformemente alle legislazioni e/o prassi 11 ore consecutive.

nazionali;

2) «periodo di riposo»: qualsiasi periodo che non Art. 4. Pausa.

rientra nell'orario di lavoro; Gli Stati membri prendono le misure necessarie

3) «periodo notturno»: qualsiasi periodo di almeno affinché ogni lavoratore benefici, qualora l'orario di

7 ore, definito dalla legislazione nazionale e che lavoro giornaliero superi le 6 ore, di una pausa le cui

comprenda in ogni caso l'intervallo fra le ore 24 e le modalità e, in particolare, la cui durata e condizione di

ore 5; concessione sono fissate da contratti collettivi o

4) «lavoratore notturno»: accordi conclusi tra le parti sociali o, in loro assenza,

a) qualsiasi lavoratore che durante il periodo dalla legislazione nazionale.

notturno svolga almeno 3 ore del suo tempo di lavoro

giornaliero, impiegate in modo normale; e Art. 5. Riposo settimanale.

b) qualsiasi lavoratore che possa svolgere durante Gli Stati membri prendono le misure necessarie

il periodo notturno una certa parte del suo orario di affinché ogni lavoratore benefici, per ogni periodo di 7

lavoro annuale, definita a scelta dello Stato membro giorni, di un periodo minimo di riposo ininterrotto di

interessato: 24 ore a cui si sommano le 11 ore di riposo giornaliero

i) dalla legislazione nazionale, previa previste all'articolo 3.

consultazione delle parti sociali, o Il periodo minimo di riposo di cui al primo

ii) da contratti collettivi o accordi conclusi fra le comma comprende in linea di principio la domenica.

parti sociali a livello nazionale o regionale; Se condizioni oggettive, tecniche o di

5) «lavoro a turni»: qualsiasi metodo di organizzazione del lavoro lo giustificano, potrà essere

organizzazione del lavoro a squadre in base al quale fissato un periodo minimo di riposo di 24 ore.

dei lavoratori siano successivamente occupati negli

stessi posti di lavoro, secondo un determinato ritmo, Art. 6. Durata massima settimanale del lavoro.

compreso il ritmo rotativo, che può essere di tipo Gli Stati membri prendono le misure necessarie

continuo o discontinuo, ed il quale comporti la affinché, in funzione degli imperativi di protezione

necessità per i lavoratori di compiere un lavoro ad ore della sicurezza e della salute dei lavoratori:

differenti su un periodo determinato di giorni o 1) la durata settimanale del lavoro sia limitata

settimane; mediante disposizioni legislative, regolamentari o

6) «lavoratore a turni»: qualsiasi lavoratore il cui amministrative oppure contratti collettivi o accordi

orario di lavoro sia inserito nel quadro del lavoro a conclusi fra le parti sociali;

turni; 2) la durata media dell'orario di lavoro per ogni

“lavoratore mobile”: qualsiasi lavoratore

7) periodo di 7 giorni non superi 48 ore, comprese le ore

impiegato quale membro del personale viaggiante o di di lavoro straordinario.

volo presso un'impresa che effettua servizi di trasporto

passeggeri o merci su strada, per via aerea o per via Art. 7. Ferie annuali.

navigabile; 119

1. Gli Stati membri prendono le misure necessarie medesimo decreto, con particolare riferimento alla

affinché ogni lavoratore benefici di ferie annuali rimodulazione delle aliquote contributive per fasce di

retribuite di almeno 4 settimane, secondo le condizioni orario, rispettivamente, fino a ventiquattro, oltre

di ottenimento e di concessione previste dalle ventiquattro e fino a trentadue, oltre trentadue e fino a

legislazioni e/o prassi nazionale. trentasei, oltre trentasei e fino a quaranta ore

2. Il periodo minimo di ferie annuali retribuite non settimanali. Le medesime aliquote si applicano quando

può essere sostituito da un'indennità finanziaria, salvo l'orario medio settimanale sia compreso nelle fasce

in caso di fine del rapporto di lavoro. suddette, anche con riferimento ai casi di lavoro a

tempo parziale verticale. In sede di prima

applicazione, per i primi due anni successivi alla data

Art. 8. Durata del lavoro notturno.

Gli Stati membri prendono le misure necessarie di entrata in vigore della presente legge, gli interventi

affinché: sono destinati prioritariamente ai casi in cui il

1) l'orario di lavoro normale dei lavoratori contratto di cui al primo periodo preveda assunzioni a

notturni non superi le 8 ore in media per periodo di 24 tempo indeterminato di nuovo personale ad

ore; incremento dell'organico o la trasformazione di

2) i lavoratori notturni il cui lavoro comporta contratti di lavoro da tempo pieno a tempo parziale

rischi particolari o rilevanti tensioni fisiche o mentali nell'ambito di processi di gestione di esuberi di

non lavorino più di 8 ore nel corso di un periodo di 24 personale.

ore durante il quale effettuano un lavoro notturno. 3. I benefìci concessi ai sensi del comma 2 sono

Ai fini del presente punto, il lavoro comportante cumulabili con quelli previsti dall'articolo 7 del

rischi particolari o rilevanti tensioni fisiche o mentali è decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con

definito dalle legislazioni e/o prassi nazionali o da modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, per i

contratti collettivi o accordi conclusi fra le parti quali si provvede ad incrementare le risorse

sociali, tenuto conto degli effetti e dei rischi inerenti al preordinate allo scopo. Al comma 1 del citato articolo

lavoro notturno. 7 le parole: "fino al 31 dicembre 1995" sono

(omissis) soppresse.

4. Con il decreto di cui al comma 2 è stabilita la

maggiore misura della riduzione delle aliquote

Legge 24 giugno 1997, n. 196. Norme in materia di contributive prevista al comma 2, nei seguenti

promozione dell'occupazione. contratti a tempo parziale:

a) contratti di lavoro a tempo parziale stipulati

Art. 13. Incentivi alla riduzione e dalle imprese situate nelle aree di cui all'obiettivo n. 1

rimodulazione degli orari di lavoro, lavoro a tempo del regolamento (CEE) n. 2081/93 del Consiglio del

parziale.

1. L'orario normale di lavoro è fissato in 40 ore 20 luglio 1993, e successive modificazioni, ad

settimanali. I contratti collettivi nazionali possono incremento degli organici esistenti alla data di entrata

stabilire una durata minore e riferire l'orario normale in vigore della presente legge, con lavoratori

alla durata media delle prestazioni lavorative in un inoccupati di età compresa tra i diciotto e i venticinque

periodo non superiore all'anno. In attesa della nuova anni e residenti nelle predette aree;

normativa in materia di tempi di lavoro e comunque b) contratti di lavoro a tempo parziale in cui siano

non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore trasformati i contratti di lavoro intercorrenti con

della presente legge, le disposizioni di cui ai commi lavoratori che conseguono nei successivi tre anni i

secondo e terzo dell'articolo 5-bis del regio decreto- requisiti di accesso al trattamento pensionistico, a

legge 15 marzo 1923, n. 692, convertito dalla legge 17 condizione che il datore di lavoro assuma, con

aprile 1925, n. 473, e successive modificazioni e contratti di lavoro a tempo parziale e per un tempo

integrazioni, continuano a trovare applicazione solo in lavorativo non inferiore a quello ridotto ai lavoratori

caso di superamento delle 48 ore settimanali di lavoro. predetti, giovani inoccupati o disoccupati di età

2. Allo scopo di favorire il ricorso a forme di inferiore a trentadue anni;

orario ridotto, anche attraverso processi concordati di c) contratti di lavoro a tempo parziale stipulati con

riduzione dell'orario di lavoro, con decreto del lavoratrici precedentemente occupate che rientrano nel

Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di mercato del lavoro dopo almeno due anni di inattività;

concerto con i Ministri del tesoro e del bilancio e della d) contratti di lavoro a tempo parziale stipulati per

programmazione economica, da emanare entro l'impiego di lavoratori nei settori della salvaguardia

sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della dell'ambiente e del territorio, del recupero e della

presente legge, sentite le Commissioni parlamentari riqualificazione degli spazi urbani e dei beni culturali;

competenti, sono stabilite misure di riduzione o e) contratti di lavoro a tempo parziale stipulati da

rimodulazione delle aliquote contributive in funzione imprese che abbiano provveduto ad attuare interventi

dell'entità della riduzione e rimodulazione dell'orario volti al risparmio energetico e all'uso di energie

di lavoro determinate contrattualmente. Tali misure alternative ai sensi della legge 9 gennaio 1991, n. 10.

verranno attuate secondo criteri e modalità stabiliti nel 120

5. Decorsi due anni dall'emanazione del decreto di b) dalla lavoratrice o dal lavoratore che sia l'unico

cui al comma 2 il Governo procede ad una genitore affidatario di un figlio convivente di età

valutazione, con le organizzazioni sindacali dei datori inferiore a dodici anni;

di lavoro e dei lavoratori maggiormente c) dalla lavoratrice o dal lavoratore che abbia a

rappresentative sul piano nazionale, degli effetti degli proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge

interventi di cui al presente articolo sui comportamenti 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni".

delle imprese fruitrici, sui livelli occupazionali e sulla 2. Fino all'approvazione della legge organica in

diffusione dei contratti di lavoro a tempo parziale, materia di orario di lavoro, il Governo è delegato a

anche al fine di rideterminare l'impegno finanziario di emanare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore

cui al presente articolo, e ne riferisce al Parlamento. della presente legge, uno o più decreti legislativi in

6. Le misure previste nel presente articolo possono materia di lavoro notturno, informati ai seguenti

essere attuate nei limiti delle risorse preordinate allo princìpi e criteri direttivi:

scopo nell'ambito del Fondo per l'occupazione di cui a) assicurare che l'introduzione del lavoro

all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio notturno sia preceduta dalla consultazione delle parti

1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla sociali e dei lavoratori interessati, nonché prevedere

legge 19 luglio 1993, n. 236, come incrementato ai che la normativa si rivolga a tutti i lavoratori e le

sensi dell'articolo 29-quater del decreto-legge 31 lavoratrici sia del settore privato che del settore

dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, pubblico, sulla base di accordo tra le parti sociali;

dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, nella misura di lire b) rinviare alla contrattazione collettiva la

868 miliardi per l'anno 1997, di lire 494 miliardi per previsione che la prestazione di lavoro notturno

l'anno 1998 e di lire 739 miliardi annui a decorrere determini una riduzione dell'orario di lavoro

dall'anno 1999, nonché ai sensi dell'articolo 25 della settimanale e mensile ed una maggiorazione

presente legge. Per il primo anno successivo alla data retributiva;

di entrata in vigore della presente legge, tale limite c) prevedere che, sia nel settore manifatturiero che

non potrà superare 400 miliardi di lire. Per i successivi negli altri settori, sia nel settore privato che nel settore

anni il limite è determinato con decreto del Ministro pubblico, al lavoro notturno siano adibiti con priorità

del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con assoluta i lavoratori e le lavoratrici che ne facciano

il Ministro del tesoro, nell'ambito delle risorse richiesta, tenuto conto delle esigenze organizzative

disponibili del Fondo, ripartendone la destinazione tra aziendali;

gli incentivi alla riduzione e rimodulazione degli orari d) prevedere che ulteriori limitazioni al lavoro

di lavoro e gli incentivi per i contratti a tempo notturno, nei confronti di lavoratori dipendenti,

parziale. possano essere concordate in sede di contrattazione

(omissis) collettiva;

e) prevedere che l'introduzione del lavoro notturno

sia accompagnata da procedure sulla sorveglianza

Decreto legge 29 settembre 1998, n. 335, convertito, sanitaria preventiva e periodica per accertare l'idoneità

con modificazioni, in Legge 27 novembre 1998, n. dei lavoratori interessati;

409. Disposizioni urgenti in materia di lavoro f) garantire, anche attraverso la contrattazione, il

straordinario (*).

(*) v. art. 5 bis, R.D.L. 15 marzo 1923, n. 692. passaggio ad altre mansioni o altri ruoli diurni in caso

di sopraggiunta inidoneità alla prestazione di lavoro

notturno;

Legge 5 febbraio 1999, n. 25. Disposizioni per g) garantire l'informazione sui servizi per la

l'adempimento di obblighi derivanti prevenzione e la sicurezza, nonché la consultazione

dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee

– del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, per

legge comunitaria 1998. le lavorazioni che comportano rischi particolari.

3. Lo schema o gli schemi di decreto legislativo di

Art. 17. Lavoro notturno.

1. Al fine di adeguare l'ordinamento nazionale alla cui al comma 2 sono trasmessi alle competenti

sentenza della Corte di giustizia delle Comunità Commissioni parlamentari che esprimono il parere

europee 4 dicembre 1997, l'articolo 5 della legge 9 entro trenta giorni.

dicembre 1977, n. 903, è sostituito dal seguente:

"Art. 5. 1. È vietato adibire le donne al lavoro,

dalle ore 24 alle ore 6, dall'accertamento dello stato di Decreto Legislativo 4 agosto 1999, n. 345.

gravidanza fino al compimento di un anno di età del Attuazione della direttiva 94/33/CE relativa alla

bambino. protezione dei giovani sul lavoro.

2. Il lavoro notturno non deve essere

obbligatoriamente prestato: Art. 9.

a) dalla lavoratrice madre di un figlio di età v. art. 8, l. 17 ottobre 1967, n. 977.

inferiore a tre anni o alternativamente dal padre

convivente con la stessa; Art. 10. 121

v. art. 15, l. 17 ottobre 1967, n. 977. lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga

lavoro notturno per un minimo di ottanta giorni

lavorativi all'anno; il suddetto limite minimo è

Art. 11.

v. art. 17, l. 17 ottobre 1967, n. 977. riproporzionato in caso di lavoro a tempo parziale.

2. I contratti collettivi individuano le condizioni e

i casi di eccezionalità nell'adibizione al lavoro

Art. 13.

v. art. 22, l. 17 ottobre 1967, n. 977. notturno di cui al comma 1, lettere a) e b).

Decreto Legislativo 26 novembre 1999, n. 532. Art. 3. Limitazioni al lavoro notturno

1. Sono adibiti al lavoro notturno con priorità

Disposizioni in materia di lavoro notturno, a norma assoluta i lavoratori e le lavoratrici che ne facciano

dell'articolo 17, comma 2, della legge 5 febbraio richiesta, tenuto conto delle esigenze organizzative

1999, n. 25. aziendali.

2. Fuori dei casi previsti dall'articolo 5, commi 1 e

Art. 1. Campo di applicazione.

1. Il presente decreto si applica a tutti i datori di 2, della legge 9 dicembre 1977, n. 903, come sostituito

lavoro pubblici e privati che utilizzino lavoratori e dall'articolo 17, comma 1, della legge 5 febbraio 1999,

lavoratrici con prestazioni di lavoro notturno, ad n. 25, e dall'articolo 15 del decreto legislativo 4 agosto

eccezione di quelli operanti nei settori del trasporto 1999, n. 345, la contrattazione collettiva può

aereo, ferroviario, stradario, marittimo, della determinare ulteriori limitazioni all'effettuazione del

navigazione interna, della pesca in mare, delle altre lavoro notturno, ovvero ulteriori priorità rispetto a

attività in mare, nonché delle attività dei medici in quelle di cui al comma 1.

formazione. Nei confronti del personale dirigente e

direttivo, del personale addetto ai servizi di Art. 4. Durata della prestazione.

collaborazione familiare e dei lavoratori addetti al 1. L'orario di lavoro dei lavoratori notturni non

culto dipendenti da enti ecclesiastici o da confessioni può superare le otto ore nelle ventiquattro ore, salvo

religiose, non trova applicazione la disposizione di cui l'individuazione da parte dei contratti collettivi, anche

all'articolo 4. aziendali, che prevedano un orario di lavoro

2. Nei riguardi delle forze armate e di polizia, dei plurisettimanale, di un periodo di riferimento più

servizi di protezione civile, ivi compresi quelli del ampio sul quale calcolare come media il suddetto

Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché limite.

nell'ambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie, di 2. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in

quelle destinate per finalità istituzionali alle attività vigore del presente decreto, con decreto del Ministro

degli organi con compiti in materia di ordine e del lavoro e della previdenza sociale, previa

sicurezza pubblica, le norme del presente decreto sono consultazione delle organizzazioni sindacali nazionali

applicate tenendo conto delle particolari esigenze di categoria comparativamente più rappresentative e

connesse al servizio espletato e per la specifica delle organizzazioni nazionali dei datori di lavoro,

disciplina del rapporto di impiego, con le modalità viene stabilito un elenco delle lavorazioni che

individuate con decreto del Ministro competente, di comportano rischi particolari o rilevanti tensioni

concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza fisiche o mentali, il cui limite è di otto ore nel caso di

sociale, della sanità, del tesoro, del bilancio e della ogni periodo di ventiquattro ore.

programmazione economica e per la funzione 3. Il periodo minimo di riposo settimanale di cui

pubblica, da emanarsi entro centoventi giorni dalla agli articoli 1 e 3 della legge 22 febbraio 1934, n. 370,

data di entrata in vigore del presente decreto. non viene preso in considerazione per il computo della

media se cade nel periodo di riferimento stabilito dai

contratti collettivi di cui al comma 1.

Art. 2. Definizioni.

1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente (omissis)

decreto si intende per:

a) lavoro notturno: l'attività svolta nel corso di un Art. 7. Riduzione dell'orario di lavoro e

periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti maggiorazione retributiva.

l'intervallo fra la mezzanotte e le cinque del mattino; 1. La contrattazione collettiva stabilisce la

b) lavoratore notturno: riduzione dell'orario di lavoro normale settimanale e

1) qualsiasi lavoratore che durante il periodo mensile nei confronti dei lavoratori notturni e la

notturno svolga, in via non eccezionale, almeno tre ore relativa maggiorazione retributiva.

del suo tempo di lavoro giornaliero; 2. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale

2) qualsiasi lavoratore che svolga, in via non provvede a verificare periodicamente, e almeno

eccezionale, durante il periodo notturno almeno una annualmente, le disposizioni introdotte dai contratti

parte del suo orario di lavoro normale secondo le collettivi nazionali ai sensi del comma 1.

norme definite dal contratto collettivo nazionale di

lavoro. In difetto di disciplina collettiva è considerato 122

trasporto passeggeri o merci su strada, per via aerea o

Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n.66. Attuazione per via navigabile, o a impianto fisso non ferroviario;

delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti i) ´lavoro offshore': l'attività svolta

taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di prevalentemente su una installazione offshore

lavoro. (compresi gli impianti di perforazione) o a partire da

Titolo I essa, direttamente o indirettamente legata alla

Disposizioni generali esplorazione, alla estrazione o allo sfruttamento di

risorse minerali, compresi gli idrocarburi, nonché le

Art. 1. Finalità e definizioni

1. Le disposizioni contenute nel presente decreto, attività di immersione collegate a tali attività,

nel dare attuazione organica alla direttiva n. 93/104/Ce effettuate sia a partire da una installazione offshore

del Consiglio, del 23 novembre 1993, così come che da una nave;

modificata dalla direttiva n. 2000/34/Ce del j) ´riposo adeguato': il fatto che i lavoratori

Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno dispongano di periodi di riposo regolari, la cui durata è

2000, sono dirette a regolamentare in modo uniforme espressa in unità di tempo, e sufficientemente lunghi e

su tutto il territorio nazionale, e nel pieno rispetto del continui per evitare che essi, a causa della stanchezza

ruolo della autonomia negoziale collettiva, i profili di della fatica o di altri fattori che perturbano la

disciplina del rapporto di lavoro connessi alla organizzazione del lavoro, causino lesioni a se stessi,

organizzazione dell'orario di lavoro. ad altri lavoratori o a terzi o danneggino la loro salute,

2. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente a breve o a lungo termine;

decreto si intende per: k) ´contratti collettivi di lavoro': contratti collettivi

a) ´orario di lavoro': qualsiasi periodo in cui il stipulati da organizzazioni sindacali dei lavoratori

lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di comparativamente più rappresentative.

lavoro e nell'esercizio della sua attività o delle sue

funzioni; Art. 2. Campo di applicazione

b) ´periodo di riposo': qualsiasi periodo che non 1. Le disposizioni contenute nel presente decreto

rientra nell'orario di lavoro; si applicano a tutti i settori di attività pubblici e privati

c) ´lavoro straordinario': è il lavoro prestato oltre con le uniche eccezioni del lavoro della gente di mare

l'orario normale di lavoro così come definito di cui alla direttiva 1999/63/Ce, del personale di volo

all'articolo 3 del presente decreto; nella aviazione civile di cui alla direttiva 2000/79/Ce e

d) ´periodo notturno': periodo di almeno sette ore dei lavoratori mobili per quanto attiene ai profili di cui

consecutive comprendenti l'intervallo tra la alla direttiva 2002/15/Ce.

mezzanotte e le cinque del mattino; 2. Nei riguardi delle forze armate e di polizia, dei

e) ´lavoratore notturno': servizi di protezione civile, ivi compresi quelli del

- qualsiasi lavoratore che durante il periodo corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché

notturno svolga almeno tre ore del suo tempo di lavoro nell'ambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie e

giornaliero impiegato in modo normale; di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività

- qualsiasi lavoratore che svolga durante il periodo degli organi con compiti in materia di ordine e

notturno almeno una parte del suo orario di lavoro sicurezza pubblica, delle biblioteche, dei musei e delle

secondo le norme definite dai contratti collettivi di aree archeologiche dello stato le disposizioni

lavoro. In difetto di disciplina collettiva è considerato contenute nel presente decreto non trovano

lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga applicazione unicamente in presenza di particolari

lavoro notturno per un minimo di 80 giorni lavorativi esigenze inerenti al servizio espletato o di ragioni

all'anno; il suddetto limite minimo è riproporzionato in connesse ai servizi di ordine e sicurezza pubblica, di

caso di lavoro a tempo parziale; difesa e protezione civile, nonché degli altri servizi

f) ´lavoro a turni': qualsiasi metodo di espletati dal corpo nazionale dei vigili del fuoco, così

organizzazione del lavoro anche a squadre in base al come individuate con decreto del ministro competente,

quale dei lavoratori siano successivamente occupati di concerto con i ministri del lavoro e delle politiche

negli stessi posti di lavoro, secondo un determinato sociali, della salute, dell'economia e delle finanze e per

ritmo, compreso il ritmo rotativo, che può essere di la funzione pubblica, da emanarsi entro 120 giorni

tipo continuo o discontinuo, e il quale comporti la dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

necessità per i lavoratori di compiere un lavoro a ore 3. Le disposizioni del presente decreto non si

differenti su un periodo determinato di giorni o di applicano al personale della scuola di cui al decreto

settimane; legislativo 16 aprile 1994, n. 297

g) ´lavoratore a turni': qualsiasi lavoratore il cui 4. La disciplina contenuta nel presente decreto si

orario di lavoro sia inserito nel quadro del lavoro a applica anche agli apprendisti maggiorenni.

turni;

h) ´lavoratore mobile': qualsiasi lavoratore Titolo II

impiegato quale membro del personale viaggiante o di Principi in materia di organizzazione dell'orario di

volo presso una impresa che effettua servizi di lavoro 123

agli uffici competenti ai sensi dell'articolo 19 della

Art.3. Orario normale di lavoro

1. L'orario normale di lavoro è fissato in 40 ore legge 7 agosto 1990, n. 241, come sostituito

settimanali. dall'articolo 2, comma 10, della legge 24/12/1993, n.

2. I contratti collettivi di lavoro possono stabilire, 537, e in tempo utile alle rappresentanze sindacali in

ai fini contrattuali, una durata minore e riferire l'orario aziendali.

normale alla durata media delle prestazioni lavorative 5. Il lavoro straordinario deve essere computato a

in un periodo non superiore all'anno. parte e compensato con le maggiorazioni retributive

previste dai contratti collettivi di lavoro. I contratti

collettivi possono in ogni caso consentire che, in

Art.4. Durata massima dell'orario di lavoro

1. I contratti collettivi di lavoro stabiliscono la alternativa o in aggiunta alle maggiorazioni

durata massima settimanale dell'orario di lavoro. retributive, i lavoratori usufruiscano di riposi

2. La durata media dell'orario di lavoro non può in compensativi.

ogni caso superare, per ogni periodo di sette giorni, le

48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario.

3. Ai fini della disposizione di cui al comma 2, la

durata media dell'orario di lavoro deve essere calcolata

con riferimento a un periodo non superiore a quattro Art. 6. Criteri di computo

mesi. 1. I periodi di ferie annue e i periodi di assenza per

4. I contratti collettivi di lavoro possono in ogni malattia non sono presi in considerazione ai fini del

caso elevare il limite di cui al comma 3 fino a sei mesi computo della media di cui all'articolo 4.

ovvero fino a 12 mesi a fronte di ragioni obiettive, 2. Nel caso di lavoro straordinario, se il riposo

tecniche o inerenti all'organizzazione del lavoro, compensativo di cui ha beneficiato il lavoratore è

specificate negli stessi contratti collettivi. previsto in alternativa o in aggiunta alla

5. In caso di superamento delle 48 ore di lavoro maggiorazione retributiva di cui al comma 5

settimanale, attraverso prestazioni di lavoro dell'articolo 5, le ore di lavoro straordinario prestate

straordinario, per le unità produttive che occupano più non si computano ai fini della media di cui all'articolo

di dieci dipendenti il datore di lavoro è tenuto a 4.

informare, alla scadenza del periodo di riferimento di

cui ai precedenti commi 3 e 4, la direzione provinciale Titolo III

del lavoro - Settore ispezione del lavoro competente Pause, riposi e ferie

per territorio. I contratti collettivi di lavoro possono Art. 7. Riposo giornaliero

stabilire le modalità per adempiere al predetto obbligo 1. Ferma restando la durata normale dell'orario

di comunicazione. settimanale, il lavoratore ha diritto a 11 ore di riposo

consecutivo ogni 24 ore. Il riposo giornaliero deve

essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attività

Art. 5. Lavoro straordinario

1. Il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la

deve essere contenuto. giornata.

2. Fermi restando i limiti di cui all'articolo 4, i

contratti collettivi di lavoro regolamentano le Art. 8. Pause

eventuali modalità di esecuzione delle prestazioni di 1. Qualora l'orario di lavoro giornaliero ecceda il

lavoro straordinario. limite di sei ore il lavoratore deve beneficiare di un

3. In difetto di disciplina collettiva applicabile, il intervallo per pausa, le cui modalità e la cui durata

ricorso al lavoro straordinario è ammesso soltanto sono stabilite dai contratti collettivi di lavoro, ai fini

previo accordo tra datore di lavoro e lavoratore per un del recupero delle energie psico-fisiche e della

periodo che non superi le 250 ore annuali. eventuale consumazione del pasto anche al fine di

4. Salvo diversa disposizione dei contratti attenuare il lavoro monotono e ripetitivo.

collettivi il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario 2. Nelle ipotesi di cui al comma che precede, in

è inoltre ammesso in relazione a: difetto di disciplina collettiva che preveda un

a) casi di eccezionali esigenze tecnico-produttive e intervallo a qualsivoglia titolo attribuito, al lavoratore

di impossibilità di fronteggiarle attraverso l'assunzione deve essere concessa una pausa, anche sul posto di

di altri lavoratori; lavoro, tra l'inizio e la fine di ogni periodo giornaliero

b) casi di forza maggiore o casi in cui la mancata di lavoro, di durata non inferiore a dieci minuti e la cui

esecuzione di prestazioni di lavoro straordinario possa collocazione deve tener conto delle esigenze tecniche

dare luogo a un pericolo grave e immediato ovvero a del processo lavorativo.

un danno alle persone o alla produzione; 3. Salvo diverse disposizioni dei contratti

c) eventi particolari, come mostre, fiere e collettivi, rimangono non retribuiti o computati come

manifestazioni collegate alla attività produttiva, lavoro ai fini del superamento dei limiti di durata i

nonché allestimento di prototipi, modelli o simili, periodi di cui all'articolo 5 rd 10/9/1923, n. 1955 e

predisposti per le stesse, preventivamente comunicati 124

successivi atti applicativi e dell'articolo 4 del rd 10 g) attività indicate agli articoli 11, 12, 13 del

settembre 1923, n. 1956 e successive integrazioni. decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.

4. Sono fatte salve le disposizioni speciali che

consentono la fruizione del riposo settimanale in

Art. 9. Riposi settimanali

1. Il lavoratore ha diritto ogni sette giorni a un giorno diverso dalla domenica nonché le deroghe

periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive, di previste dalla legge 22 febbraio 1934, n. 370.

regola in coincidenza con la domenica, da cumulare 5. Con decreto del ministro del lavoro e delle

con le ore di riposo giornaliero di cui all'articolo 7. politiche sociali, di concerto con il ministro per la

2. Fanno eccezione alla disposizione di cui al funzione pubblica per quanto coinvolge i pubblici

comma 1: dipendenti, adottato sentite le organizzazioni sindacali

a) le attività di lavoro a turni ogni volta che il nazionali di categoria comparativamente più

lavoratore cambi squadra e non possa usufruire, tra la rappresentative nonché le organizzazioni nazionali dei

fine del servizio di una squadra e l'inizio di quello datori di lavoro, saranno individuate le attività aventi

della squadra successiva, di periodi di riposo le caratteristiche di cui al comma 3, che non siano già

giornaliero o settimanale; ricomprese nel decreto ministeriale 22 giugno 1935, e

b) le attività caratterizzate da periodi di lavoro successive modifiche e integrazioni, pubblicato nella

frazionati durante la giornata; G.U. n. 161 del 12 luglio 1935, nonché quelle di cui al

c) per il personale che lavora nel settore dei comma 2, lett. d), salve le eccezioni di cui alle lettere

trasporti ferroviari: le attività discontinue; il servizio a), b) e c). Con le stesse modalità il ministro del lavoro

prestato a bordo dei treni; le attività connesse con gli e delle politiche sociali, di concerto con il ministro per

orari del trasporto ferroviario che assicurano la la funzione pubblica per quanto coinvolge i pubblici

continuità e la regolarità del traffico ferroviario; dipendenti, provvede all'aggiornamento e alla

d) i contratti collettivi possono stabilire previsioni integrazione delle predette attività. Nel caso di cui al

diverse, nel rispetto delle condizioni previste comma 2, lett. d), e salve le eccezioni di cui alle lettere

dall'articolo 17, comma 4. a), b), e c) l'integrazione avrà senz'altro luogo decorsi

3. Il riposo di 24 ore consecutive può essere 30 giorni dal deposito dell'accordo presso il ministero

fissato in un giorno diverso dalla domenica e può stesso. I predetti decreti, per le materie di esclusivo

essere attuato mediante turni per il personale interesse dei dipendenti pubblici, sono adottati dal

interessato a modelli tecnico-organizzativi di ministro per la funzione pubblica, di concerto con il

turnazione particolare ovvero addetto alle attività ministro del lavoro e delle politiche sociali.

aventi le seguenti caratteristiche:

a) operazioni industriali per le quali si abbia l'uso Art. 10. Ferie annuali

di forni a combustione o a energia elettrica per 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo

l'esercizio di processi caratterizzati dalla continuità 2109 del codice civile, il prestatore di lavoro ha diritto

della combustione e operazioni collegate, nonché a un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a

attività industriali ad alto assorbimento di energia quattro settimane. I contratti collettivi di lavoro

elettrica e operazioni collegate; possono stabilire condizioni di miglior favore.

b) attività industriali il cui processo richieda, in 2. Il predetto periodo minimo di quattro settimane

tutto o in parte, lo svolgimento continuativo per non può essere sostituito dalla relativa indennità per

ragioni tecniche; ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del

c) industrie stagionali per le quali si abbiano rapporto di lavoro.

ragioni di urgenza riguardo alla materia prima o al 3. Nel caso di orario espresso come media ai sensi

prodotto dal punto di vista del loro deterioramento e dell'articolo 3, comma 2, i contratti collettivi

della loro utilizzazione, comprese le industrie che stabiliscono criteri e modalità di regolazione.

trattano materie prime di facile deperimento e il cui Titolo IV

periodo di lavorazione si svolge in non più di tre mesi Lavoro notturno

all'anno, ovvero quando nella stessa azienda e con lo Art. 11. Limitazioni al lavoro notturno

stesso personale si compiano alcune delle suddette 1. L'inidoneità al lavoro notturno può essere

attività con un decorso complessivo di lavorazione accertata attraverso le competenti strutture sanitarie

superiore a tre mesi; pubbliche.

d) i servizi e attività il cui funzionamento 2. I contratti collettivi stabiliscono i requisiti dei

domenicale corrisponda a esigenze tecniche ovvero lavoratori che possono essere esclusi dall'obbligo di

soddisfi interessi rilevanti della collettività ovvero sia effettuare lavoro notturno. È in ogni caso vietato

di pubblica utilità; adibire le donne al lavoro, dalle ore 24 alle ore 6,

e) attività che richiedano l'impiego di impianti e dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al

macchinari ad alta intensità di capitali o ad alta compimento di un anno di età del bambino. Non sono

tecnologia; inoltre obbligati a prestare lavoro notturno:

f) attività di cui all'articolo 7 della legge 22

febbraio 1934, n. 370; 125

a) la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore interesse dei dipendenti pubblici, è adottato dal

a tre anni o, in alternativa, il lavoratore padre ministro per la funzione pubblica, di concerto con il

convivente con la stessa; ministro del lavoro e delle politiche sociali.

b) la lavoratrice o il lavoratore che sia l'unico 4. Il periodo minimo di riposo settimanale non

genitore affidatario di un figlio convivente di età viene preso in considerazione per il computo della

inferiore a 12 anni; media quando coincida con il periodo di riferimento

c) la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio stabilito dai contratti collettivi di cui al comma 1.

carico un soggetto disabile ai sensi della legge 5 5. Con riferimento al settore della panificazione

febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni. non industriale la media di cui al comma 1 del

presente articolo va riferita alla settimana lavorativa.

Art. 12. Modalità di organizzazione del lavoro

notturno e obblighi di comunicazione Art. 14. Tutela in caso di prestazioni di lavoro

1. L'introduzione del lavoro notturno deve essere notturno

preceduta, secondo i criteri e con le modalità previsti 1. La valutazione dello stato di salute dei

dai contratti collettivi, dalla consultazione delle lavoratori addetti al lavoro notturno deve avvenire

rappresentanze sindacali in azienda, se costituite, attraverso controlli preventivi e periodici adeguati al

aderenti alle organizzazioni firmatarie del contratto rischio cui il lavoratore è esposto, secondo le

collettivo applicato dall'impresa. In mancanza, tale disposizioni previste dalla legge e dai contratti

consultazione va effettuata con le organizzazioni collettivi.

territoriali dei lavoratori come sopra definite per il 2. Durante il lavoro notturno il datore di lavoro

tramite dell'associazione cui l'azienda aderisca o garantisce, previa informativa alle rappresentanze

conferisca mandato. La consultazione va effettuata e sindacali di cui all'articolo 12, un livello di servizi o di

conclusa entro un periodo di sette giorni. mezzi di prevenzione o di protezione adeguato ed

2. Il datore di lavoro, anche per il tramite equivalente a quello previsto per il turno diurno.

dell'associazione cui aderisca o conferisca mandato, 3. Il datore di lavoro, previa consultazione con le

informa per iscritto i servizi ispettivi della direzione rappresentanze sindacali di cui all'articolo 12, dispone,

provinciale del lavoro competente per territorio, con ai sensi degli articoli 40 e seguenti del decreto

periodicità annuale, della esecuzione di lavoro legislativo 19 settembre 1994, n. 626, per i lavoratori

notturno svolto in modo continuativo o compreso in notturni che effettuano le lavorazioni che comportano

regolari turni periodici, salvo che esso sia disposto dal rischi particolari di cui all'elenco definito dall'articolo

contratto collettivo. Tale informativa va estesa alle 13, comma 3, appropriate misure di protezione

organizzazioni sindacali di cui al comma 1. personale e collettiva.

4. I contratti collettivi di lavoro possono prevedere

modalità e specifiche misure di prevenzione

Art. 13. Durata del lavoro notturno

1. L'orario di lavoro dei lavoratori notturni non relativamente alle prestazioni di lavoro notturno di

può superare le otto ore in media nelle 24 ore, salva particolari categorie di lavoratori, quali quelle

l'individuazione da parte dei contratti collettivi, anche individuate con riferimento alla legge 5 giugno 1990,

aziendali, di un periodo di riferimento più ampio sul n. 135, e alla legge 26 giugno 1990, n. 162.

quale calcolare come media il suddetto limite.

2. È affidata alla contrattazione collettiva Art. 15. Trasferimento al lavoro diurno

l'eventuale definizione delle riduzioni dell'orario di 1. Qualora sopraggiungano condizioni di salute

lavoro o dei trattamenti economici indennitari nei che comportino l'inidoneità alla prestazione di lavoro

confronti dei lavoratori notturni. Sono fatte salve le notturno, accertata dal medico competente o dalle

disposizioni della contrattazione collettiva in materia strutture sanitarie pubbliche, il lavoratore verrà

di trattamenti economici e riduzioni di orario per i assegnato al lavoro diurno, in altre mansioni

lavoratori notturni anche se non concesse a titolo equivalenti, se esistenti e disponibili.

specifico. 2. La contrattazione collettiva definisce le

3. Entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore modalità di applicazione delle disposizioni di cui al

del presente decreto, con decreto del ministro del comma precedente e individua le soluzioni nel caso in

lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il cui l'assegnazione prevista dal comma citato non

ministro per la funzione pubblica per quanto coinvolge risulti applicabile.

i pubblici dipendenti, previa consultazione delle Titolo V

organizzazioni sindacali nazionali di categoria Disposizioni finali e deroghe

comparativamente più rappresentative e delle Art. 16. Deroghe alla disciplina della durata

organizzazioni nazionali dei datori di lavoro, viene settimanale dell'orario

stabilito un elenco delle lavorazioni che comportano 1. Fatte salve le condizioni di miglior favore

rischi particolari o rilevanti tensioni fisiche o mentali, stabilite dai contratti collettivi, sono escluse

il cui limite è di otto ore nel corso di ogni periodo di dall'ambito di applicazione della disciplina della

24 ore. Il predetto decreto, per le materie di esclusivo durata settimanale dell'orario di cui all'art. 3 126

a) le fattispecie previste dall'art. 4 del rd n. armonizzate con i principi contenuti nel presente

692/1923 e successive modifiche; decreto legislativo mediante decreto del ministero del

b) le fattispecie di cui al rd n. 1957/1923 e lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il

successive modifiche, alle condizioni ivi previste, e le ministro per la funzione pubblica per quanto concerne

fattispecie di cui agli artt. 8 e 10 del rd n. 1955/1923; i pubblici dipendenti, da adottarsi sentite le

c) le industrie di ricerca e coltivazione di organizzazioni sindacali nazionali maggiormente

idrocarburi, sia in mare che in terra, di posa di rappresentative nonché le organizzazioni nazionali dei

condotte e installazione in mare; datori di lavoro. Il predetto decreto, per le materie di

d) le occupazioni che richiedono un lavoro esclusivo interesse dei dipendenti pubblici, è adottato

discontinuo o di semplice attesa o custodia elencate dal ministro per la funzione pubblica, di concerto con

nella tabella approvata con rd 6 dicembre 1923, n. il ministro del lavoro e delle politiche sociali.

2657, e successive modificazioni e integrazioni, alle

condizioni ivi previste; Art. 17. Deroghe alla disciplina in materia di riposo

e) i commessi viaggiatori o piazzisti; giornaliero, pause, lavoro notturno, durata

f) il personale viaggiante dei servizi pubblici di massima settimanale

trasporto per via terrestre; 1. Le disposizioni di cui agli articoli 7, 8, 12 e 13

g) gli operai agricoli a tempo determinato; possono essere derogate mediante contratti collettivi o

h) i giornalisti professionisti, praticanti e accordi conclusi a livello nazionale tra le

pubblicisti dipendenti da aziende editrici di giornali, organizzazioni sindacali nazionali comparativamente

periodici e agenzie di stampa, nonché quelli più rappresentative e le associazioni nazionali dei

dipendenti da aziende pubbliche e private esercenti datori di lavoro firmatarie di contratti collettivi

servizi radiotelevisivi; nazionali di lavoro o, conformemente alle regole

i) il personale poligrafico (operai e impiegati) fissate nelle medesime intese, mediante contratti

addetto alle attività di composizione, stampa e collettivi o accordi conclusi al secondo livello di

spedizione di quotidiani e settimanali, di documenti contrattazione.

necessari al funzionamento degli organi legislativi e 2. In mancanza di disciplina collettiva, il ministero

amministrativi nazionali e locali, nonché alle attività del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il

produttive delle agenzie di stampa; ministro per la funzione pubblica per quanto coinvolge

j) il personale addetto ai servizi di informazione i pubblici dipendenti, su richiesta delle organizzazioni

radiotelevisiva gestiti da aziende pubbliche e private; sindacali nazionali di categoria comparativamente più

k) i lavori di cui all'art. 1 della legge 20/4/1978, n. rappresentative o delle associazioni nazionali di

154 e all'art. 2 della legge 13/7/1966, n. 559; categoria dei datori di lavoro firmatarie dei contratti

l) le prestazioni rese da personale addetto alle aree collettivi nazionali di lavoro, adotta un decreto, sentite

operative, per assicurare la continuità del servizio, nei le stesse parti, per stabilire deroghe agli articoli 4,

settori appresso indicati: terzo comma, nel limite dei sei mesi, 7, 8, 12 e 13 con

- personale dipendente da imprese concessionarie riferimento:

di servizi nei settori delle poste, delle autostrade, dei a) alle attività caratterizzate dalla distanza fra il

servizi portuali e aeroportuali, nonché personale luogo di lavoro e il luogo di residenza del lavoratore,

dipendente da aziende che gestiscono servizi pubblici compreso il lavoro offshore, oppure dalla distanza fra i

di trasporto e da imprese esercenti servizi di suoi diversi luoghi di lavoro;

telecomunicazione; b) alle attività di guardia, sorveglianza e

- personale dipendente da aziende pubbliche e permanenza caratterizzate dalla necessità di assicurare

private di produzione, trasformazione, distribuzione, la protezione dei beni e delle persone, in particolare,

trattamento ed erogazione di energia elettrica, gas, quando si tratta di guardiani o portinai o di imprese di

calore e acqua; sorveglianza;

- personale dipendente da quelle di raccolta, c) alle attività caratterizzate dalla necessità di

trattamento, smaltimento e trasporto di rifiuti solidi assicurare la continuità del servizio o della

urbani; produzione, in particolare, quando si tratta:

- personale addetto ai servizi funebri e cimiteriali 1) di servizi relativi all'accettazione, al trattamento

limitatamente ai casi in cui il servizio stesso sia o alle cure prestati da ospedali o stabilimenti analoghi,

richiesto dall'autorità giudiziaria, sanitaria o di comprese le attività dei medici in formazione, da case

pubblica sicurezza; di riposo e da carceri;

m) personale dipendente da gestori di impianti di 2) del personale portuale o aeroportuale;

distribuzione di carburante non autostradali; 3) di servizi della stampa, radiofonici, televisivi,

n) personale non impiegatizio dipendente da di produzione cinematografica, postali o delle

stabilimenti balneari, marini, fluviali, lacuali e telecomunicazioni, di servizi di ambulanza,

piscinali. antincendio o di protezione civile;

2. Le attività e le prestazioni indicate alle lettere 4) di servizi di produzione, di conduzione e

da a) a n) del comma 1 verranno aggiornate e distribuzione del gas, dell'acqua e dell'elettricità, di

127

servizi di raccolta dei rifiuti domestici o degli impianti d) di prestazioni rese nell'ambito di rapporti di

di incenerimento; lavoro a domicilio e di telelavoro.

5) di industrie in cui il lavoro non può essere 6. Nel rispetto dei principi generali della

interrotto per ragioni tecniche; protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori,

6) di attività di ricerca e sviluppo; le disposizioni di cui agli articoli 7, 8, 9 e 13 del

7) dell'agricoltura; presente decreto legislativo non si applicano al

8) di lavoratori operanti nel settore del trasporto personale mobile. Per il personale mobile dipendente

passeggeri in ambito urbano ai sensi dell'articolo 10, da aziende autoferrotranviarie, trovano applicazione le

comma 1, punto 14, 2° periodo, del dpr 26 ottobre relative disposizioni di cui al rdl 19 ottobre 1923, n.

1972, n. 633. 2328 e alla legge 14 febbraio 1958, n. 138.

d) in caso di sovraccarico prevedibile di attività, e 7. Il decreto di cui al comma 2, per le materie di

in particolare: esclusivo interesse dei dipendenti pubblici, è adottato

1) nell'agricoltura; dal ministro per la funzione pubblica, di concerto con

2) nel turismo; il ministro del lavoro e delle politiche sociali.

3) nei servizi postali.

e) per personale che lavora nel settore dei trasporti Art.19. Disposizioni transitorie e abrogazioni

ferroviari: 1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del

1) per le attività discontinue; presente decreto il ministro del lavoro e delle politiche

2) per il servizio prestato a bordo dei treni; sociali, unitamente al ministro per la funzione

3) per le attività connesse al trasporto ferroviario e pubblica per quanto coinvolge i pubblici dipendenti,

che assicurano la regolarità del traffico ferroviario. convoca le organizzazioni dei datori di lavoro e le

f) a fatti dovuti a circostanze estranee al datore di organizzazioni dei lavoratori comparativamente più

lavoro, eccezionali e imprevedibili o eventi rappresentative al fine di verificare lo stato di

eccezionali, le conseguenze dei quali sarebbero state attuazione del presente decreto nella contrattazione

comunque inevitabili malgrado la diligenza osservata; collettiva.

g) in caso di incidente o di rischio di incidente 2. Dalla data di entrata in vigore del presente

imminente. decreto legislativo sono abrogate tutte le disposizioni

3. Alle stesse condizioni di cui al comma 2 si può legislative e regolamentari nella materia disciplinata

derogare alla disciplina di cui all'articolo 7: dal decreto legislativo medesimo, salve le disposizioni

a) per l'attività di lavoro a turni tutte le volte in cui espressamente richiamate e le disposizioni aventi

il lavoratore cambia squadra e non può usufruire tra la carattere sanzionatorio.

fine del servizio di una squadra e l'inizio di quello 3. Per il personale dipendente da aziende

della squadra successiva di periodi di riposo autoferrotranviarie, addetto ad attività caratterizzata

giornaliero; dalla necessità di assicurare la continuità del servizio,

b) per le attività caratterizzate da periodo di lavoro fermo restando quanto previsto dagli articoli 9, comma

frazionati durante la giornata, in particolare del 5, 16 e 17, restano in vigore le relative disposizioni

personale addetto alle attività di pulizie. contenute nel rdl 19 ottobre 1923, n. 2328 e nella

4. Le deroghe previste nei commi che precedono legge 14 febbraio 1958, n. 138, in quanto compatibili

possono essere ammesse soltanto a condizione che ai con le disposizioni del presente decreto legislativo.

prestatori di lavoro siano accordati periodi equivalenti

di riposo compensativo o, in casi eccezionali in cui la -------------------------------------------------------

concessione di tali periodi equivalenti di riposo

compensativo non sia possibile per motivi oggettivi, a Retribuzione

condizione che ai lavoratori interessati sia accordata

una protezione appropriata. Art. 2099 cod. civ. Retribuzione.

5. Nel rispetto dei principi generali della La retribuzione del prestatore di lavoro può essere

protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori, stabilita a tempo o a cottimo e deve essere corrisposta

le disposizioni di cui agli articoli 3, 4, 5, 7, 8, 12 e 13 [nella misura determinata dalle norme corporative],

del presente decreto legislativo non si applicano ai con le modalità e nei termini in uso nel luogo in cui il

lavoratori la cui durata dell'orario di lavoro, a causa lavoro viene eseguito.

delle caratteristiche dell'attività esercitata, non è In mancanza [di norme corporative o] di accordo

misurata o predeterminata o può essere determinata tra le parti, la retribuzione e determinata dal giudice,

dai lavoratori stessi e, in particolare, quando si tratta: tenuto conto, ove occorra, del parere delle associazioni

a) di dirigenti, di personale direttivo delle aziende professionali.

o di altre persone aventi potere di decisione autonomo; Il prestatore di lavoro può anche essere retribuito

b) di manodopera familiare; in tutto o in parte con partecipazione agli utili o ai

c) di lavoratori nel settore liturgico delle chiese e prodotti con provvigione o con prestazioni in natura.

delle comunità religiose; Art. 2100 cod. civ. Obbligatorietà del cottimo. 128

Il prestatore di lavoro deve essere retribuito per la quale sia prevista l'integrazione salariale, deve

secondo il sistema del cottimo quando, in conseguenza essere computato nella retribuzione di cui al primo

dell'organizzazione del lavoro, è vincolato comma l'equivalente della retribuzione a cui il

all'osservanza di un determinato ritmo produttivo, o lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale

quando la valutazione della sua prestazione è fatta in svolgimento del rapporto di lavoro.

base al risultato delle misurazioni dei tempi di Il trattamento di cui al precedente primo comma,

lavorazione. con esclusione della quota maturata nell'anno, e

Le norme corporative determinano i rami di incrementato, su base composta, al 31 dicembre di

produzione e i casi in cui si verificano le condizioni ogni anno, con l'applicazione di un tasso costituito

previste nel comma precedente e stabiliscono i criteri dall'1,5 per cento in misura fissa e dal 75 per cento

per la formazione delle tariffe. dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo per le

famiglie di operai ed impiegati, accertato dall'ISTAT,

rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente.

Art. 2101 cod. civ. Tariffe di cottimo.

[Le norme corporative possono stabilire che le Ai fini della applicazione del tasso di

tariffe di cottimo non divengano definitive se non rivalutazione di cui al comma precedente per frazioni

dopo un periodo di esperimento]. di anno, l'incremento dell'indice ISTAT e quello

Le tariffe possono essere sostituite o modificate risultante nel mese di cessazione del rapporto di lavoro

soltanto se intervengono mutamenti nelle condizioni di rispetto a quello di dicembre dell'anno precedente. Le

esecuzione del lavoro, e in ragione degli stessi. [In frazioni di mese uguali o superiori a quindici giorni si

questo caso la sostituzione o la variazione della tariffa computano come mese intero.

non diviene definitiva se non dopo il periodo di Il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di

esperimento stabilito dalle norme corporative]. servizio presso lo stesso datore di lavoro, può

L'imprenditore deve comunicare preventivamente chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, una

ai prestatori di lavoro i dati riguardanti gli elementi anticipazione non superiore al 70 per cento sul

costitutivi della tariffa di cottimo, le lavorazioni da trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione

eseguirsi e il relativo compenso unitario. Deve altresì del rapporto alla data della richiesta.

comunicare i dati relativi alla quantità di lavoro Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i

eseguita e al tempo impiegato. limiti del 10 per cento degli aventi titolo, di cui al

precedente comma, e comunque del 4 per cento del

numero totale dei dipendenti.

Art. 2102 cod. civ. Partecipazione agli utili.

Se [le norme corporative] o la convenzione non La richiesta deve essere giustificata dalla necessità

dispongono diversamente, la partecipazione agli utili di:

spettante al prestatore di lavoro è determinata in base a. eventuali spese sanitarie per terapie e

agli utili netti dell'impresa, e, per le imprese soggette interventi straordinari riconosciuti dalle

alla pubblicazione del bilancio, in base agli utili netti competenti strutture pubbliche;

risultanti dal bilancio regolarmente approvato e b. acquisto della prima casa di

pubblicato. abitazione per sé o per i figli, documentato

con atto notarile.

L'anticipazione può essere ottenuta una sola volta

Art. 2120 cod. civ. Disciplina del trattamento di nel corso del rapporto di lavoro e viene detratta, a tutti

fine rapporto (*). gli effetti dal trattamento di fine rapporto.

In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro Nell'ipotesi di cui all'art. 2122 la stessa

subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un anticipazione è detratta dall'indennità prevista dalla

trattamento di fine rapporto. Tale trattamento si norma medesima.

calcola sommando per ciascun anno di servizio una Condizioni di miglior favore possono essere

quota pari e comunque non superiore all'importo della previste dai contratti collettivi o da patti individuali. I

retribuzione dovuta per l'anno stesso divisa per 13,5. contratti collettivi possono altresì stabilire criteri di

La quota è proporzionalmente ridotta per le frazioni di priorità per l'accoglimento delle richieste di

anno, computandosi come mese intero le frazioni di anticipazione.

mese uguali o superiori a 15 giorni. (*) Art. così sostituito dall’art. 1, l. 29 maggio

Salvo diversa previsione dei contratti collettivi la 1982, n. 297.

retribuzione annua, ai fini del comma precedente,

comprende tutte le somme, compreso l'equivalente

delle prestazioni in natura, corrisposte in dipendenza Art. 2121. cod. civ. Computo dell'indennità di

del rapporto di lavoro, a titolo non occasionale e con mancato preavviso (*).

esclusione di quanto è corrisposto a titolo di rimborso L'indennità di cui all'art. 2118 deve calcolarsi

spese. computando le provvigioni, i premi di produzione, le

In caso di sospensione della prestazione di lavoro partecipazioni agli utili o ai prodotti ed ogni altro

nel corso dell'anno per una delle cause di cui all'art. compenso di carattere continuativo, con esclusione di

2110, nonché in caso di sospensione totale o parziale quanto è corrisposto a titolo di rimborso spese. 129

Se il prestatore di lavoro è retribuito in tutto o in Il datore di lavoro ha facoltà di far controllare la

parte con provvigioni, con premi di produzione o con idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici

partecipazioni, l'indennità suddetta e determinata sulla ed istituti specializzati di diritto pubblico.

media degli emolumenti degli ultimi tre anni di

servizio o del minor tempo di servizio prestato. Decreto Legge 12 settembre 1983, n. 463

Fa parte della retribuzione anche l'equivalente del (convertito in Legge 11 novembre 1983, n. 638).

vitto e dell'alloggio dovuto al prestatore di lavoro. Misure urgenti in materia previdenziale e sanitaria

(*) Art. così sostituito dall’art. 1, l. 29 maggio e per il contenimento della spesa pubblica,

1982, n. 297. disposizioni per vari settori della pubblica

amministrazione e proroga di taluni termini.

Legge 29 maggio 1982, n. 297. Disciplina del Art. 5.

trattamento di fine rapporto. (omissis)

9. Ai fini dei controlli sullo stato di salute dei

Art. 1. lavoratori, il Ministro della sanità, di concerto con il

v. artt. 2120 e 2121 cod. civ. Ministro del lavoro e della previdenza sociale, formula

di convenzione di cui all’art. 8-bis,

gli schemi-tipo del

decreto legge 30 aprile 1981, n.168, convertito, con

modificazioni, nella legge 27 giugno 1981, n. 331, nei

casi in cui gli schemi suddetti non siano stati elaborati

d’intesa fra l’Istituto nazionale della previdenza

sociale e le regioni entro trenta giorni dall’entrata in

------------------------------------------------------------ vigore del presente decreto.

10. Entro i trenta giorni successivi alla data di

Malattia e infortunio pubblicazione degli schemi di cui al comma che

precede le unità sanitarie locali adottano le

convenzioni di cui al comma che precede e

Art. 2110 cod. civ. Infortunio, malattia, gravidanza, predispongono un servizio idoneo ad assicurare entro

puerperio. lo stesso giorno della richiesta, anche se domenicale o

In caso d'infortunio, di malattia, di gravidanza o di festivo, entro fasce orarie di reperibilità, il controllo

puerperio, se la legge [o le norme corporative] non dello stato di malattia dei lavoratori dipendenti per tale

stabiliscono forme equivalenti di previdenza o di causa assentatisi dal lavoro e accertamenti preliminari

assistenza, è dovuta al prestatore di lavoro la al controllo stesso anche mediante personale non

retribuzione o un'indennità nella misura e per il tempo medico; nonché un servizio per visite collegiali presso

determinati dalle leggi speciali, [dalle norme poliambulatori pubblici per accertamenti specifici.

corporative] dagli usi o secondo equità. (omissis)

Nei casi indicati nel comma precedente, 12. Per l’effettuazione delle visite mediche di

l'imprenditore ha diritto di recedere dal contratto a controllo dei lavoratori, l’Istituto nazionale della

norma dell'art. 2118, decorso il periodo stabilito dalla previdenza sociale, sentiti gli ordini dei medici,

legge [dalle norme corporative], dagli usi o secondo istituisce presso le proprie sedi liste speciali formate

equità. da medici, a rapporto di impiego con pubbliche

Il periodo di assenza dal lavoro per una delle amministrazioni e da medici liberi professionisti, ai

cause anzidette deve essere computato nell'anzianità di quali possono fare ricorso gli istituti previdenziali o i

servizio. datori di lavoro.

(omissis)

Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei 14. Qualora il lavoratore, pubblico o privato,

lavoratori). Norme sulla tutela della libertà e risulti assente alla visita di controllo senza giustificato

dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e motivo, decade dal diritto a qualsiasi trattamento

dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme economico per l’intero periodo sino a dieci giorni e

sul collocamento. nella misura della metà per l’ulteriore periodo, esclusi

quelli di ricovero ospedaliero o già accertati da

Art. 5. Accertamenti sanitari. precedente visita di controllo (*).

Sono vietati accertamenti da parte del datore di (*) Corte Cost., 26 gennaio 1988, n. 78, ha

lavoro sulla idoneità e sulla infermità per malattia o dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente

infortunio del lavoratore dipendente. comma «nella parte in cui non prevede una seconda

Il controllo delle assenze per infermità può essere visita medica di controllo prima della decadenza del

effettuato soltanto attraverso i servizi ispettivi degli diritto a qualsiasi trattamento economico di malattia

istituti previdenziali competenti, i quali sono tenuti a nella misura della metà per l’ulteriore periodo

compierlo quando il datore di lavoro lo richieda. successivo ai primi dieci giorni». 130

rappresentanze sindacali aziendali, ove esistenti,

nonché per il tramite dell’associazione territoriale

------------------------------------------------------------------ degli industriali, in quanto vi aderisca o le conferisca

mandato, alle organizzazioni sindacali di categoria dei

Cassa integrazione guadagni lavoratori più rappresentative operanti nella provincia,

le cause di sospensione o di riduzione dell’orario di

Legge 20 maggio 1975, n. 164. Provvedimenti per la lavoro, l’entità e la durata prevedibile, il numero dei

garanzia del salario. lavoratori interessati.

A tale comunicazione seguirà, su richiesta di una

Art. 1. Interventi di integrazione salariale. delle parti, un esame congiunto della situazione avente

Agli operai dipendenti da imprese industriali che ad oggetto i problemi relativi alla tutela degli interessi

siano sospesi dal lavoro o effettuino prestazioni di dei lavoratori in relazione alla crisi dell’impresa.

lavoro a orario ridotto è dovuta l’integrazione salariale (omissis)

nei seguenti casi:

1) integrazione salariale ordinaria per Art. 6. Durata dell'integrazione salariale ordinaria.

contrazione o sospensione dell’attività L'integrazione salariale prevista per i casi di cui al

produttiva: precedente art.1 n.1) è corrisposta fino ad un periodo

a) per situazioni aziendali dovute ad eventi massimo di 3 mesi continuativi; in casi eccezionali

transitori e non imputabili all’imprenditore detto periodo può essere prorogato trimestralmente

o agli operai; fino ad un massimo complessivo di 12 mesi.

b) ovvero determinate da situazioni Le proroghe sono autorizzate dal Comitato

temporanee di mercato; speciale di cui all'art.7 del decreto legislativo

2) integrazione salariale straordinaria: luogotenenziale 9 novembre 1945, n.788.

a) (omissis) Qualora l'impresa abbia fruito di 12 mesi

b) per ristrutturazioni, riorganizzazioni o consecutivi d'integrazione salariale, una nuova

conversioni aziendali. domanda può essere proposta per la medesima unità

(omissis) produttiva per la quale l'integrazione è stata concessa,

quando sia trascorso un periodo di almeno 52

Art. 2. Misure dell'integrazione salariale. settimane di normale attività lavorativa.

L'integrazione salariale è dovuta nella misura L'integrazione salariale relativa a più periodi non

dell'80 per cento della retribuzione globale che agli consecutivi non può superare complessivamente la

operai sarebbe spettata per le ore di lavoro non durata di 12 mesi in un biennio.

prestate, comprese fra le ore 0 e il limite dell'orario Le disposizioni di cui al terzo e quarto comma non

contrattuale, ma comunque non oltre le 40 ore si applicano nei casi di intervento determinato da

settimanali. eventi oggettivamente non evitabili.

Art. 5. Procedure di consultazione sindacale. Art. 7. Procedimento d'integrazione salariale

Nei casi di eventi oggettivamente non evitabili che ordinaria.

rendano non differibile la contrazione o la sospensione Per l'ammissione al trattamento di integrazione

dell’attività produttiva, l’imprenditore è tenuto a salariale l'imprenditore presenta alla sede provinciale

comunicare alle rappresentanze sindacali aziendali o, dell'Istituto nazionale della previdenza sociale

in mancanza di queste, alle organizzazioni sindacali di apposita domanda nella quale dovranno essere indicati

categoria dei lavoratori più rappresentative operanti la causa della sospensione o riduzione dell'orario di

nella provincia, la durata prevedibile della contrazione lavoro e la loro presumibile durata, il numero dei

o sospensione e il numero dei lavoratori interessati. lavoratori interessati e delle ore di effettivo lavoro. La

Quando vi sia sospensione o riduzione dell’orario domanda deve essere presentata entro il termine di 25

di lavoro, superiore a sedici ore settimanali, si giorni dalla fine del periodo di paga in corso al

procederà, a richiesta dell’imprenditore o degli termine della settimana in cui ha avuto inizio la

organismi rappresentativi dei lavoratori di cui al sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro.

comma precedente, ad un esame congiunto in ordine Qualora la domanda venga presentata dopo il

alla ripresa della normale attività produttiva e ai termine indicato nel comma precedente, l'eventuale

criteri di distribuzione degli orari di lavoro. trattamento d'integrazione salariale non potrà aver

La richiesta di esame congiunto dovrà essere luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto

presentata entro tre giorni dalla comunicazione di cui alla data di presentazione.

al comma 1 e la relativa procedura dovrà esaurirsi Qualora dall'omessa o tardiva presentazione della

entro i cinque giorni successivi a quello in cui è stata domanda derivi a danno dei lavoratori dipendenti la

avanzata la richiesta medesima. perdita totale o parziale del diritto all'integrazione

Negli altri casi di contrazione o sospensione salariale, l'imprenditore è tenuto a corrispondere ai

dell’attività produttiva di cui all’art.1, l’imprenditore è

tenuto a comunicare preventivamente alle 131

lavoratori stessi una somma d'importo equivalente sindacali di categoria dei lavoratori più rappresentative

all'integrazione salariale non percepita. operanti nella provincia, può chiedere una modifica

del programma nel corso del suo svolgimento.

3. La durata dei programmi di ristrutturazione,

Art. 10. Procedimenti d'integrazione salariale riorganizzazione o conversione aziendale non può

straordinaria.

Per quanto non disposto dalla presente legge, essere superiore a due anni. Il CIPI ha facoltà di

l'integrazione salariale straordinaria è regolata dalla concedere due proroghe, ciascuna di durata non

legge 5 novembre 1968, n.1115, modificata dalla superiore a dodici mesi, per quelli tra i predetti

legge 8 agosto 1972, n.464. programmi che presentino una particolare complessità

in ragione delle caratteristiche tecniche dei processi

produttivi dell'impresa.

Art. 11. Durata dell'integrazione salariale 4. Il contributo addizionale di cui all'art. 8, comma

straordinaria.

Nei casi di crisi economiche settoriali o locali la 1, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito,

proroga trimestrale, di cui all'art.1 della legge 8 agosto con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n.

1972, n.464, è ammessa nel limite massimo di sei 160, è dovuto in misura doppia a decorrere dal primo

mesi. giorno del venticinquesimo mese successivo a quello

La proroga dell'integrazione salariale nei casi di in cui è fissata dal decreto ministeriale di concessione

ristrutturazione, riorganizzazione e conversione la data di decorrenza del trattamento di integrazione

aziendale, dopo il primo anno, è disposta, per periodi salariale.

non superiori a sei mesi, mediante decreto 5. La durata del programma per crisi aziendale

interministeriale da adottarsi nelle forme e nei modi non può essere superiore a dodici mesi. Una nuova

previsti dall'art.3 della legge 5 novembre 1968, erogazione per la medesima causale non può essere

n.1115. La concessione di tale proroga è subordinata disposta prima che sia decorso un periodo pari a due

all'accertamento dell'attuazione dei programmi di terzi di quello relativo alla precedente concessione.

ristrutturazione, riorganizzazione e conversione 6. Il CIPI fissa, su proposta del Ministro del

aziendale. lavoro e della previdenza sociale, sentito il comitato

tecnico di cui all'art. 19 della legge 28 febbraio 1986,

n. 41, i criteri per l'individuazione dei casi di crisi

Legge 23 luglio 1991, n. 223. Norme in materia di aziendale, nonché di quelli previsti dall'art. 11, comma

cassa integrazione, mobilità, trattamenti di 2, in relazione alle situazioni occupazionali

disoccupazione, attuazione di direttive della nell'ambito territoriale e alla situazione produttiva dei

Comunità europea, avviamento al lavoro ed altre settori, cui attenersi per la selezione dei casi di

disposizioni in materia di mercato del lavoro. intervento, nonché i criteri per l'applicazione dei

commi 9 e 10.

Art. 1. Norme in materia di intervento 7. I criteri di individuazione dei lavoratori da

straordinario di integrazione salariale.

1. La disciplina in materia di intervento sospendere nonché le modalità della rotazione prevista

straordinario di integrazione salariale trova nel comma 8 devono formare oggetto delle

applicazione limitatamente alle imprese che abbiano comunicazioni e dell'esame congiunto previsti dall'art.

occupato mediamente più di quindici lavoratori nel 5 della legge 20 maggio 1975, n. 164.

semestre precedente la data di presentazione della 8. Se l'impresa ritiene, per ragioni di ordine

richiesta di cui al comma 2. Nel caso di richieste tecnico-organizzativo connesse al mantenimento dei

presentate prima che siano trascorsi sei mesi dal normali livelli di efficienza, di non adottare

trasferimento di azienda, tale requisito deve sussistere, meccanismi di rotazione tra i lavoratori che espletano

per il datore di lavoro subentrante, nel periodo le medesime mansioni e sono occupati nell'unità

decorrente dalla data del predetto trasferimento. Ai produttiva interessata dalle sospensioni, deve

fini dell'applicazione del presente comma vengono indicarne i motivi nel programma di cui al comma 2.

computati anche gli apprendisti ed i lavoratori assunti Qualora il CIPI abbia approvato il programma, ma

con contratto di formazione e lavoro ritenga non giustificati i motivi addotti dall'azienda per

2. La richiesta di intervento straordinario di la mancata adozione della rotazione, il Ministro del

integrazione salariale deve contenere il programma lavoro e della previdenza sociale promuove l'accordo

che l'impresa intende attuare con riferimento anche fra le parti sulla materia e, qualora tale accordo non sia

alle eventuali misure previste per fronteggiare le stato raggiunto entro tre mesi dalla data del decreto di

conseguenze sul piano sociale. Il programma deve concessione del trattamento straordinario di

essere formulato in conformità ad un modello stabilito, integrazione salariale, stabilisce con proprio decreto

sentito il Comitato interministeriale per il l'adozione di meccanismi di rotazione, sulla base delle

coordinamento della politica industriale (CIPI), con specifiche proposte formulate dalle parti. L'azienda,

decreto del Ministro del lavoro e della previdenza ove non ottemperi a quanto previsto in tale decreto, è

sociale. L'impresa, sentite le rappresentanze sindacali tenuta, per ogni lavoratore sospeso, a corrispondere

aziendali o, in mancanza di queste, le organizzazioni con effetto immediato, nella misura doppia, il

132

contributo addizionale di cui all'art. 8, comma 1, del dell'accertamento sulla regolare attuazione del

citato decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, programma da parte dell'impresa.

con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 4. La domanda del trattamento straordinario di

160. Il medesimo contributo, con effetto dal primo integrazione salariale e l'eventuale domanda di

giorno del venticinquesimo mese successivo all'atto di proroga del trattamento medesimo devono essere

concessione del trattamento di cassa integrazione, è presentate, nel termine previsto dal primo comma

maggiorato di una somma pari al centocinquanta per dell'art. 7, L. 20 maggio 1975, n. 164, all'ufficio

cento del suo ammontare. regionale del lavoro e della massima occupazione ed

9. Per ciascuna unità produttiva i trattamenti all'ispettorato regionale del lavoro territorialmente

straordinari di integrazione salariale non possono competenti. Nel caso di presentazione tardiva della

avere una durata complessiva superiore a trentasei domanda si applicano il secondo ed il terzo comma del

mesi nell'arco di un quinquennio, indipendentemente predetto articolo 7.

dalle cause per le quali sono stati concessi, ivi 5. L'Ufficio regionale del lavoro e della massima

compresa quella prevista dall'art. 1 del decreto-legge occupazione, sulla base degli accertamenti disposti

30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dall'Ispettorato regionale del lavoro, esprime il parere

dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863. Si computano, a previsto dal primo comma dell'art. 8, L. 8 agosto 1972,

tal fine, anche i periodi di trattamento ordinario n. 464, entro trenta giorni dalla data di presentazione

concessi per contrazioni o sospensioni dell'attività della domanda.

produttiva determinate da situazioni temporanee di 6. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale

mercato. Il predetto limite può essere superato, può disporre il pagamento diretto ai lavoratori, da

secondo condizioni e modalità determinate dal CIPI ai parte dell'INPS, del trattamento straordinario di

sensi del comma 6, per i casi previsti dall'art. 3 della integrazione salariale, con il connesso assegno per il

presente legge, dall'art. 1 del decreto-legge 30 ottobre nucleo familiare, ove spettante, quando per l'impresa

1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla ricorrano comprovate difficoltà di ordine finanziario

legge 19 dicembre 1984, n. 863, dall'art. 7 del decreto- accertate dall'Ispettorato provinciale del lavoro

legge 30 dicembre 1987, n. 536, convertito, con territorialmente competente. Restano fermi gli

modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n. 48, obblighi del datore di lavoro in ordine alle

ovvero per i casi di proroga di cui al comma 3. comunicazioni prescritte nei confronti dell'INPS.

10. Per le imprese che presentino un programma 7. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore

di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione della presente legge, con la procedura prevista

aziendale a seguito di una avvenuta significativa dall'articolo 19, comma 5, della legge 28 febbraio

trasformazione del loro assetto proprietario, che abbia 1986, n. 41, viene stabilita la nuova composizione del

determinato rilevanti apporti di capitali ed comitato tecnico di cui all'articolo 1, comma 6, della

investimenti produttivi, non sono considerati, ai fini presente legge, e vengono fissati i criteri e le modalità

dell'applicazione del comma 9, i periodi antecedenti la per l'assunzione delle determinazioni riguardanti

data della trasformazione medesima. l'istruttoria tecnica selettiva. Con lo stesso decreto

11. L'impresa non può richiedere l'intervento viene stabilita la misura del compenso da

straordinario di integrazione salariale per le unità corrispondere ai componenti del comitato tecnico. Al

produttive per le quali abbia richiesto, con riferimento relativo onere, valutato in lire 80 milioni in ragione

agli stessi periodi, l'intervento ordinario. d'anno a partire dal 1991, si provvede a carico del

capitolo 1025 dello stato di previsione del Ministero

del bilancio e della programmazione economica per

Art. 2. Procedure.

1. Il trattamento straordinario di integrazione l'anno 1991 e corrispondenti capitoli per gli anni

salariale è concesso mediante decreto del Ministro del successivi.

lavoro e della previdenza sociale, previa approvazione

del programma, di cui all'articolo 1, comma 2, da parte Art. 3. Intervento straordinario di integrazione

del CIPI, per la durata prevista nel programma salariale e procedure concorsuali.

medesimo. 1. Il trattamento straordinario di integrazione

2. Le modifiche e le proroghe dei programmi di salariale è concesso, con decreto del Ministro del

cui all'articolo 1, commi 2 e 3, sono approvate dal lavoro e della previdenza sociale, ai lavoratori delle

Ministro del lavoro e della previdenza sociale nel caso imprese soggette alla disciplina dell'intervento

in cui i lavoratori interessati alle integrazioni salariali straordinario di integrazione salariale, nei casi di

siano in numero pari o inferiore a cento unità; sono dichiarazione di fallimento, di emanazione del

approvate dal CIPI negli altri casi. provvedimento di liquidazione coatta amministrativa

3. Successivamente al primo semestre l'erogazione ovvero di sottoposizione all'amministrazione

del trattamento è autorizzata, su domanda, dal straordinaria, qualora la continuazione dell'attività non

Ministro del lavoro e della previdenza sociale per sia stata disposta o sia cessata. Il trattamento

periodi semestrali subordinatamente all'esito positivo straordinario di integrazione salariale è altresì

concesso nel caso di ammissione al concordato

133

preventivo consistente nella cessione dei beni. In caso 2. Si ha influsso gestionale prevalente, ai fini di

di mancata omologazione, il periodo di integrazione cui al comma 1, quando, in relazione ai contratti aventi

salariale fruito dai lavoratori sarà detratto da quello ad oggetto l'esecuzione di opere o la prestazione di

previsto nel caso di dichiarazione di fallimento. Il servizi o la produzione di beni o semilavorati

trattamento viene concesso, su domanda del curatore, costituenti oggetto dell'attività produttiva o

del liquidatore o del commissario, per un periodo non commerciale dell'impresa committente, la somma dei

superiore a dodici mesi. corrispettivi risultanti dalle fatture emesse dall'impresa

2. Entro il termine di scadenza del periodo di cui destinataria delle commesse nei confronti dell'impresa

al comma 1, quando sussistano fondate prospettive di committente, acquirente o somministrata abbia

continuazione o ripresa dell'attività e di salvaguardia, superato, nel biennio precedente, secondo quanto

anche parziale, dei livelli di occupazione tramite la emerge dall'elenco dei clienti e dei fornitori di cui

cessione, a qualunque titolo, dell'azienda o di sue all'art. 29, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, come da

parti, il trattamento straordinario di integrazione ultimo sostituito dall'art. 11, D.P.R. 30 dicembre 1980,

salariale può essere prorogato, su domanda del n. 897, il cinquanta per cento del complessivo fatturato

curatore, del liquidatore o del commissario, previo dell'impresa destinataria delle commesse.

accertamento da parte del CIPI, per un ulteriore 3. Le disposizioni in materia di trattamento

periodo non superiore a sei mesi. La domanda deve straordinario di integrazione salariale sono estese alle

essere corredata da una relazione, approvata dal imprese esercenti attività commerciali che occupino

giudice delegato o dall'autorità che esercita il più di duecento dipendenti.

controllo, sulle prospettive di cessione dell'azienda o

di sue parti e sui riflessi della cessione

sull'occupazione aziendale.

3. Quando non sia possibile la continuazione

dell'attività, anche tramite cessione dell'azienda o di

sue parti, o quando i livelli occupazionali possano

essere salvaguardati solo parzialmente, il curatore, il ------------------------------------------------------

liquidatore o il commissario hanno facoltà di collocare

in mobilità, ai sensi dell'articolo 4 ovvero dell'articolo Licenziamento individuale e dimissioni

24, i lavoratori eccedenti. In tali casi il termine di cui

all'articolo 4, comma 6, è ridotto a trenta giorni. Il Art. 2118 cod. civ. Recesso dal contratto a tempo

contributo a carico dell'impresa previsto dall'articolo indeterminato.

5, comma 4, non è dovuto. Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto

4. L'imprenditore che, a titolo di affitto, abbia di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso

assunto la gestione, anche parziale, di aziende nel termine e nei modi stabiliti [dalle norme

appartenenti ad imprese assoggettate alle procedure di corporative], dagli usi o secondo equità.

cui al comma 1, può esercitare il diritto di prelazione In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto

nell'acquisto delle medesime. Una volta esaurite le verso l'altra parte a un'indennità equivalente

procedure previste dalle norme vigenti per la definitiva all'importo della retribuzione che sarebbe spettata per

determinazione del prezzo di vendita dell'azienda, il periodo di preavviso.

l'autorità che ad essa proceda provvede a comunicare La stessa indennità è dovuta dal datore di lavoro

entro dieci giorni il prezzo così stabilito nel caso di cessazione del rapporto per morte del

all'imprenditore cui sia riconosciuto il diritto di prestatore di lavoro.

prelazione. Tale diritto deve essere esercitato entro

cinque giorni dal ricevimento della comunicazione. Art. 2119 cod. civ. Recesso per giusta causa.

(omissis) Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto

prima della scadenza del termine, se il contratto è a

Art. 12. Estensione del campo di applicazione della tempo determinato, o senza preavviso, se il contratto è

disciplina del trattamento straordinario di a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa

integrazione salariale. che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria,

1. A decorrere dal 1° aprile 1991, le disposizioni del rapporto. Se il contratto è a tempo indeterminato,

in materia di integrazione salariale straordinaria si al prestatore di lavoro che recede per giusta causa

applicano anche ai dipendenti delle imprese artigiane compete l'indennità indicata nel secondo comma

aventi i requisiti occupazionali di cui all'articolo 1, dell'articolo precedente. Non costituisce giusta causa

comma 1, e che procedono alla sospensione dei di risoluzione del contratto il fallimento

lavoratori in conseguenza di sospensioni o contrazioni dell'imprenditore o la liquidazione coatta

dell'attività dell'impresa che esercita l'influsso amministrativa dell'azienda.

gestionale prevalente come definito dal comma 2 e che

sia stata ammessa al trattamento straordinario in Legge 15 luglio 1966, n. 604. Norme sui

ragione di tali sospensioni o contrazioni. licenziamenti individuali. 134

A conoscere delle controversie derivanti

dall'applicazione della presente legge è competente il

Art. 1.

Nel rapporto di lavoro a tempo indeterminato, pretore.

intercedente con datori di lavoro privati o con enti

pubblici, ove la stabilità non sia assicurata da norme di Art. 7.

legge, di regolamento e di Contratto collettivo o Quando il prestatore di lavoro non possa avvalersi

individuale, il licenziamento del prestatore di lavoro delle procedure previste dai contratti collettivi o dagli

non può avvenire che per giusta causa ai sensi accordi sindacali , può promuovere, entro venti giorni

dell'articolo 2119 del Codice civile o per giustificato dalla comunicazione del licenziamento ovvero dalla

motivo. comunicazione dei motivi ove questa non sia

contestuale a quella del licenziamento, il tentativo di

conciliazione presso la Direzione provinciale del

Art. 2 (*).

Il datore di lavoro, imprenditore o non lavoro.

imprenditore, deve comunicare per iscritto il Le parti possono farsi assistere dalle associazioni

licenziamento al prestatore di lavoro. sindacali a cui sono iscritte o alle quali conferiscono

Il prestatore di lavoro può chiedere, entro quindici mandato.

giorni dalla comunicazione, i motivi che hanno Il relativo verbale di conciliazione, in copia

determinato il recesso: in tal caso il datore di lavoro autenticata dal direttore della Direzione provinciale

deve, nei sette giorni dalla richiesta, comunicarli per del lavoro, acquista forza di titolo esecutivo con

iscritto. decreto del pretore.

Il termine di cui al primo comma dell’articolo

Il licenziamento intimato senza l'osservanza delle

disposizioni di cui ai commi 1 e 2 è inefficace. precedente è sospeso dal giorno della richiesta alla

Le disposizioni di cui al comma 1 e di cui Direzione provinciale del lavoro fino alla data della

all'articolo 9 si applicano anche ai dirigenti. comunicazione del deposito in cancelleria del decreto

(*) Art. così riformulato dall’art. 2, comma 2, l. 11 del pretore, di cui al comma precedente o, nel caso di

maggio 1990, n. 108. fallimento del tentativo di conciliazione, fino alla data

del relativo verbale.

In caso di esito negativo del tentativo di

Art. 3.

Il licenziamento per giustificato motivo con conciliazione di cui al primo comma le parti possono

preavviso è determinato da un notevole definire consensualmente la controversia mediante

inadempimento degli obblighi contrattuali del arbitrato irrituale.

prestatore di lavoro ovvero da ragioni inerenti

all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al Art. 8 (*).

regolare funzionamento di essa. Quando risulti accertato che non ricorrono gli

estremi del licenziamento per giusta causa o

giustificato motivo, il datore di lavoro è tenuto a

Art. 4.

Il licenziamento determinato da ragioni di credo riassumere il prestatore di lavoro entro il termine di tre

politico o fede religiosa, dell'appartenenza ad un giorni o, in mancanza, a risarcire il danno versandogli

sindacato e dalla partecipazione ad attività sindacabili un'indennità di importo compreso fra un minimo di 2,5

è nullo, indipendentemente dalla motivazione adottata. ed un massimo di 6 mensilità dell'ultima retribuzione

globale di fatto, avuto riguardo al numero dei

dipendenti occupati, alle dimensioni dell'impresa,

Art. 5.

L'onere della prova della sussistenza della giusta all'anzianità di servizio del prestatore di lavoro, al

causa o del giustificato motivo di licenziamento spetta comportamento e alle condizioni delle parti. La misura

al datore di lavoro. massima della predetta indennità pur essere

maggiorata fino a 10 mensilità per il prestatore di

lavoro con anzianità superiore ai dieci anni e fino a 14

Art. 6.

Il licenziamento deve essere impugnato a pena di mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità

decadenza entro 60 giorni dalla ricezione della sua superiore ai venti anni, se dipendenti da datore di

comunicazione, con qualsiasi atto scritto, anche lavoro che occupa più di quindici prestatori di lavoro.

(*) Art. così riformulato dall’art. 2, comma

extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volontà del 3, l. 11

lavoratore anche attraverso l'intervento maggio 1990, n. 108.

dell'Organizzazione sindacale diretto ad impugnare il

licenziamento stesso. Art. 10.

Il termine di cui al comma precedente decorre Le norme della presente legge si applicano nei

dalla comunicazione del licenziamento ovvero dalla confronti dei prestatori di lavoro che rivestano la

comunicazione dei motivi ove questa non sia qualifica di impiegato e di operaio, ai sensi

contestuale a quella del licenziamento. dell'articolo 2095 del Codice civile e, per quelli

assunti in prova, si applicano dal momento in cui

135

l'assunzione diviene definitiva e, in ogni caso, quando contributi assistenziali e previdenziali dal momento

del licenziamento al momento dell’effettiva

sono decorsi sei mesi dall'inizio del rapporto di lavoro. reintegrazione; in ogni caso la misura del risarcimento

non potrà essere inferiore a cinque mensilità di

Art. 11.

(omissis) retribuzione globale di fatto.

La materia dei licenziamenti collettivi per Fermo restando il diritto al risarcimento del danno

riduzione di personale è esclusa dalle disposizioni così come previsto al quarto comma, al prestatore di

della presente legge. lavoro è data la facoltà di chiedere al datore di lavoro

in sostituzione della reintegrazione nel posto di lavoro,

Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei un’indennità pari a quindici mensilità della

lavoratori). Norme sulla tutela della libertà e retribuzione globale di fatto. Qualora il lavoratore

dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e

dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme entro trenta giorni dal ricevimento dell'invito del

datore di lavoro non abbia ripreso servizio, né abbia

sul collocamento. richiesto entro trenta giorni dalla comunicazione del

deposito della sentenza il pagamento dell’indennità di

Art. 18. Reintegrazione nel posto di lavoro (*).

Ferma restando l'esperibilità delle procedure cui al presente comma, il rapporto si intende risolto

previste dall'art. 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, il allo spirare dei termini predetti.

giudice, con la sentenza con cui dichiara inefficace il La sentenza pronunciata nel giudizio di cui al

licenziamento ai sensi dell'art. 2 della legge predetta o primo comma è provvisoriamente esecutiva.

annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o Nell'ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui

giustificato motivo ovvero ne dichiara la nullità a all'art. 22, su istanza congiunta del lavoratore e del

norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro, sindacato cui questi aderisce o conferisca mandato, il

imprenditore e non imprenditore, che in ciascuna sede, giudice, in ogni stato e grado del giudizio di merito,

stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel può disporre con ordinanza, quando ritenga irrilevanti

quale ha avuto luogo il licenziamento occupa alle sue o insufficienti gli elementi di prova forniti dal datore

dipendenze più di quindici prestatori di lavoro o più di di lavoro, la reintegrazione del lavoratore nel posto di

cinque se trattasi di imprenditore agricolo, di lavoro.

reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro. Tali L'ordinanza di cui al comma precedente può

disposizioni si applicano altresì ai datori di lavoro, essere impugnata con reclamo immediato al giudice

imprenditori e non imprenditori, che nell’ambito dello medesimo che l'ha pronunciata. Si applicano le

stesso comune occupano più di quindici dipendenti ed disposizioni dell'art. 178, terzo, quarto, quinto e sesto

alle imprese agricole che nel medesimo ambito comma del codice di procedura civile.

territoriale occupano più di cinque dipendenti, anche L'ordinanza può essere revocata con la sentenza

se ciascuna unità produttiva, singolarmente che decide la causa.

considerata, non raggiunge tali limiti, e in ogni caso al Nell'ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui

datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che all'art. 22, il datore di lavoro che non ottempera alla

occupa alle sue dipendenze più di sessanta prestatori sentenza di cui al primo camma ovvero all'ordinanza

di lavoro. di cui al settimo comma, non impugnata o confermata

Al fine del computo dei prestatori di lavoro di cui dal giudice che l'ha pronunciata, è tenuto anche, per

al primo comma si tiene conto anche dei prestatori di ogni giorno di ritardo, al pagamento a favore del

lavoro assunti con contratto di formazione e lavoro, Fondo adeguamento pensioni di una somma pari

dei lavoratori assunti con contratto a tempo all'importo della retribuzione dovuta al lavoratore.

Art. così modificato dall’art. 1, commi da 1 a

indeterminato parziale, per la quota di orario (*)

effettivamente svolto, tenendo conto, a tale proposito, 5, l. 11 maggio 1990, n. 108.

che il computo delle unità lavorative fa riferimento

all’orario previsto dalla contrattazione collettiva del Art. 35. Campo di applicazione (*).

settore. Non si computano il coniuge ed i parenti del Per le imprese industriali e commerciali, le

prestatore di lavoro entro il secondo grado in linea disposizioni dell'art. 18 del titolo III, ad eccezione del

diretta e in linea collaterale. primo comma dell'art. 27, della presente legge si

Il computo dei limiti occupazionali di cui al applicano a ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio

secondo comma non incide su norme o istituti che o reparto autonomo che occupa più di quindici

prevedono agevolazioni finanziarie o creditizie. dipendenti. Le stesse disposizioni si applicano alle

Il giudice con la sentenza di cui al primo comma imprese agricole che occupano più di cinque

condanna il datore di lavoro al risarcimento del danno dipendenti.

subito dal lavoratore per il licenziamento di cui sia Le norme suddette si applicano, altresì, alle

stata accertata la inefficacia o l'invalidità stabilendo imprese industriali e commerciali che nell'ambito dello

un’indennità commisurata alla retribuzione globale di stesso comune occupano più di quindici dipendenti ed

fatto dal giorno del licenziamento sino quello alle imprese agricole che nel medesimo ambito

dell’effettiva reintegrazione e al versamento dei territoriale occupano più di cinque dipendenti. 136

Le norme suddette si applicano, altresì, alle dipendenti occupati, alle dimensioni dell'impresa,

imprese industriali e commerciali che nell'ambito dello all'anzianità di servizio del prestatore di lavoro, al

stesso comune occupano più di quindici dipendenti ed comportamento e alle condizioni delle parti. La misura

alle imprese agricole che nel medesimo ambito massima della predetta indennità pur essere

territoriale occupano più di cinque dipendenti anche se maggiorata fino a 10 mensilità per il prestatore di

ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata, lavoro con anzianità superiore ai dieci anni e fino a 14

non raggiunge tali limiti. mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità

Ferme restando le norme di cui agli artt. 1 8, 9, 14, superiore ai venti anni, se dipendenti da datore di

15, 16 e 17, i contratti collettivi di lavoro provvedono lavoro che occupa più di quindici prestatori di lavoro".

ad applicare i principi di cui alla presente legge alle

imprese di navigazione per il personale navigante. Art. 3. Licenziamento discriminatorio.

(*) Art. così modificato dall’art. 6, l. 11 maggio 1. Il licenziamento determinato da ragioni

1990, n. 108. discriminatorie ai sensi dell'articolo 4 della legge 15

luglio 1966, n. 604 e dell'articolo 15 della legge 20

maggio 1970, n. 300, come modificato dall'articolo 13

Legge 11 maggio 1990, n. 108. Disciplina dei della legge 9 dicembre 1977, n. 903, è nullo

licenziamenti individuali. indipendentemente dalla motivazione addotta e

comporta, quale che sia il numero dei dipendenti

(omissis) occupati dal datore di lavoro, le conseguenze previste

Art. 2. Riassunzione o risarcimento del danno. dall'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300,

1. I datori di lavoro privati, imprenditori non come modificato dalla presente legge. Tali

agricoli e non imprenditori, e gli enti pubblici di cui disposizioni si applicano anche ai dirigenti.

all'articolo 1 della legge 15 luglio 1966, n. 604, che

occupano alle loro dipendenze fino a quindici

lavoratori ed i datori di lavoro imprenditori agricoli

che occupano alle loro dipendenze fino a cinque Art. 4. Area di non applicazione.

lavoratori computati con il criterio di cui all'articolo 18 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3,

della legge 20 maggio 1970, n. 300, come modificato le disposizioni degli articoli 1 e 2 non trovano

dall'articolo 1 della presente legge, sono soggetti applicazione nei rapporti disciplinati dalla legge 2

all'applicazione delle disposizioni di cui alla legge 15 aprile 1958, n. 339. La disciplina di cui all'articolo 18

luglio 1966, n. 604, così come modificata dalla della legge 20 maggio 1970, n. 300, come modificato

presente legge. Sono altresì soggetti all'applicazione di dall'articolo 1 della presente legge, non trova

dette disposizioni i datori di lavoro che occupano fino applicazione nei confronti dei datori di lavoro non

a sessanta dipendenti, qualora non sia applicabile il imprenditori che svolgono senza fini di lucro attività

disposto dell'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione

n. 300, come modificato dall'articolo 1 della presente ovvero di religione o di culto.

legge. 2. Le disposizioni di cui all'articolo 18 della legge

2. L'articolo 2 della legge 15 luglio 1966, n. 604, è 20 maggio 1970, n. 300, come modificato dall'articolo

sostituito dal seguente: 1 della presente legge, e del l'articolo 2 non si

"Il datore di lavoro, imprenditore o non applicano nei confronti dei prestatori di lavoro

imprenditore, deve comunicare per iscritto il ultrasessantenni, in possesso dei requisiti pensionistici,

licenziamento al prestatore di lavoro. Il prestatore di sempre che non abbiano optato per la prosecuzione del

lavoro può chiedere, entro quindici giorni dalla rapporto di lavoro ai sensi dell'articolo 6 del decreto-

comunicazione, i motivi che hanno determinato il legge 22 dicembre 1981, n. 791, convertito, con

recesso: in tal caso il datore di lavoro deve, nei sette modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1982, n. 54.

giorni dalla richiesta, comunicarli per iscritto. Sono fatte salve le disposizioni dell'articolo 3 della

Il licenziamento intimato senza l'osservanza delle presente legge e dell'articolo 9 della legge 15 luglio

disposizioni di cui ai commi 1 e 2 è inefficace. 1966, n. 604.

Le disposizioni di cui al comma 1 e di cui (omissis)

all'articolo 9 si applicano anche ai dirigenti".

3. L'articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604, è ------------------------------------------------------------

sostituito dal seguente:

"Quando risulti accertato che non ricorrono gli

estremi del licenziamento per giusta causa o Licenziamenti collettivi

giustificato motivo, il datore di lavoro è tenuto a

riassumere il prestatore di lavoro entro il termine di tre Direttiva 98/59/CE del Consiglio del 20 luglio 1998

giorni o, in mancanza, a risarcire il danno versandogli concernente il ravvicinamento delle legislazioni

un'indennità di importo compreso fra un minimo di 2,5 degli Stati membri in materia di licenziamenti

ed un massimo di 6 mensilità dell'ultima retribuzione collettivi.

globale di fatto, avuto riguardo al numero dei 137

determinato dalla cessazione delle attività dello

Art. 2.

1. Quando il datore di lavoro prevede di effettuare stabilimento conseguente ad una decisione giudiziaria,

licenziamenti collettivi, deve procedere in tempo utile il datore di lavoro debba notificarlo per iscritto

all’autorità pubblica competente soltanto dietro

a consultazioni con i rappresentanti dei lavoratori al richiesta di quest’ultima.

fine di giungere ad un accordo.

2. Nelle consultazioni devono essere almeno La notifica dovrà contenere tutte le informazioni

esaminate le possibilità di evitare o ridurre i utili concernenti il progetto di licenziamento collettivo

licenziamenti collettivi, nonché di attenuarne le e le consultazioni con i rappresentanti dei lavoratori

previste dall’articolo 2, segnatamente i motivi del

conseguenze ricorrendo a misure sociali di

accompagnamento intese in particolare a facilitare la licenziamento, il numero dei lavoratori che dovranno

riqualificazione e la riconversione dei lavoratori essere licenziati, il numero dei lavoratori abitualmente

licenziati. Gli Stati membri possono disporre che i occupati ed il periodo nel corso del quale

s’effettueranno i licenziamenti.

rappresentanti dei lavoratori possano far ricorso ad

esperti in conformità delle legislazioni e/o prassi 2. Il datore di lavoro deve trasmettere ai

nazionali. rappresentanti dei lavoratori copia della notifica

3. Affinché i rappresentanti dei lavoratori possano prevista al paragrafo 1.

formulare proposte costruttive, il datore di lavoro deve I rappresentanti dei lavoratori possono presentare

le loro eventuali osservazioni all’autorità pubblica

in tempo utile nel corso delle consultazioni:

a) fornire loro tutte le informazioni utili e competente.

b) comunicare loro, comunque, per iscritto:

i) le ragioni del progetto di licenziamento, Art. 4.

ii) il numero e le categorie dei lavoratori da 1. I licenziamenti collettivi il cui progetto è stato

notificato all’autorità pubblica competente avranno

licenziare,

iii) il numero e le categorie dei lavoratori effetto non prima di 30 giorni dalla notifica prevista

all’articolo 3, paragrafo 1, ferme restando le

abitualmente impiegati,

iv) il periodo in cui si prevede di effettuare i disposizioni che disciplinano i diritti individuali in

licenziamenti, materia di termini di preavviso.

Gli Stati membri possono accordare all’autorità

v) i criteri previsti per la selezione dei

lavoratori da licenziare, qualora le pubblica competente la facoltà di ridurre il termine

legislazioni e/o le prassi nazionali ne fissato al primo comma.

2. L’autorità pubblica competente si avvale del

attribuiscano la competenza al datore di

lavoro, termine di cui al paragrafo 1 per cercare soluzione ai

vi) il metodo di calcolo previsto per qualsiasi problemi posti dai licenziamenti collettivi prospettati.

eventuale indennità di licenziamento 3. Se il termine iniziale fissato nel paragrafo 1 è

diversa da quella derivante dalle inferiore a 60 giorni, gli Stati membri possono

accordare all’autorità pubblica competente la facoltà

legislazioni e/o prassi nazionali.

Il datore di lavoro deve trasmettere all’autorità di prorogare il termine iniziale fino a 60 giorni dalla

pubblica competente almeno una copia degli elementi notifica, quando esista il rischio che i problemi posti

della comunicazione scritta, previsti al primo comma, dai licenziamenti collettivi prospettati non possano

lettera b), punti da i) a v). essere risolti entro il termine iniziale.

Gli Stati membri possono accordare all’autorità

4. Gli obblighi di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 sono

applicabili indipendentemente dal fatto che le pubblica competente più ampie facoltà di proroga.

decisioni riguardanti i licenziamenti collettivi siano Il datore dio lavoro deve essere informato della

prese dal datore di lavoro o da un’impresa che lo proroga e dei motivi che l’hanno determinata, prima

controlli. della scadenza del termine iniziale previsto dal

Nell’esame delle pretese violazioni degli obblighi paragrafo 1.

di informazione, consultazione e notifica previsti nella 4. Gli Stati membri non sono tenuti ad applicare il

presente direttiva, non si deve tenere conto dei mezzi presente articolo ai licenziamenti collettivi determinati

di difesa del datore di lavoro basati sul fatto che dalla cessazione delle attività di uno stabilimento

l’impresa che ha preso la decisione determinante il conseguente ad una decisione giudiziaria.

licenziamento collettivo non gli ha trasmesso le

informazioni necessarie. Legge 23 luglio 1991, n. 223. Norme in materia di

cassa integrazione, mobilità, trattamenti di

Art. 3. disoccupazione, attuazione di direttive della

1. Il datore di lavoro deve notificare per iscritto Comunità europea, avviamento al lavoro ed altre

collettivo all’autorità

ogni progetto di licenziamento disposizioni in materia di mercato del lavoro.

pubblica competente.

Tuttavia, gli Stati membri possono prevedere che Art. 4. Procedura per la dichiarazione di mobilità.

in di un progetto di licenziamento collettivo 138

1. L'impresa che sia stata ammessa al trattamento particolare, a facilitare la riqualificazione e la

straordinario di integrazione salariale, qualora nel riconversione dei lavoratori licenziati. I rappresentanti

corso di attuazione del programma di cui all'articolo 1 sindacali dei lavoratori possono farsi assistere, ove lo

ritenga di non essere in grado di garantire il reimpiego ritengano opportuno, da esperti.

a tutti i lavoratori sospesi e di non poter ricorrere a 6. La procedura di cui al comma 5 deve essere

misure alternative, ha facoltà di avviare le procedure esaurita entro quarantacinque giorni dalla data del

di mobilità ai sensi del presente articolo. ricevimento della comunicazione dell'impresa.

2. Le imprese che intendano esercitare la facoltà Quest'ultima dà all'Ufficio provinciale del lavoro e

di cui al comma 1 sono tenute a darne comunicazione della massima occupazione comunicazione scritta sul

preventiva per iscritto alle rappresentanze sindacali risultato della consultazione e sui motivi del suo

aziendali costituite a norma dell'art. 19, L. 20 maggio eventuale esito negativo. Analoga comunicazione

1970, n. 300, nonché alle rispettive associazioni di scritta può essere inviata dalle associazioni sindacali

categoria. In mancanza delle predette rappresentanze dei lavoratori.

la comunicazione deve essere effettuata alle 7. Qualora non sia stato raggiunto l'accordo, il

associazioni di categoria aderenti alle confederazioni direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro e della

maggiormente rappresentative sul piano nazionale. La massima occupazione convoca le parti al fine di un

comunicazione alle associazioni di categoria può ulteriore esame delle materie di cui al comma 5, anche

essere effettuata per il tramite dell'associazione dei formulando proposte per la realizzazione di un

datori di lavoro alla quale l'impresa aderisce o accordo. Tale esame deve comunque esaurirsi entro

conferisce mandato. trenta giorni dal ricevimento da parte dell'Ufficio

3. La comunicazione di cui al comma 2 deve provinciale del lavoro e della massima occupazione

contenere indicazione: dei motivi che determinano la della comunicazione dell'impresa prevista al comma 6.

situazione di eccedenza; dei motivi tecnici, 8. Qualora il numero dei lavoratori interessati

organizzativi o produttivi, per i quali si ritiene di non dalla procedura di mobilità sia inferiore a dieci, i

poter adottare misure idonee a porre rimedio alla termini di cui ai commi 6 e 7 sono ridotti alla metà.

predetta situazione ed evitare, in tutto o in parte, la 9. Raggiunto l'accordo sindacale ovvero esaurita

dichiarazione di mobilità; del numero, della la procedura di cui ai commi 6, 7 e 8, l'impresa ha

collocazione aziendale e dei profili professionali del facoltà di collocare in mobilità gli impiegati, gli operai

personale eccedente, nonché del personale e i quadri eccedenti, comunicando per iscritto a

abitualmente impiegato; dei tempi di attuazione del ciascuno di essi il recesso, nel rispetto dei termini di

programma di mobilità; delle eventuali misure preavviso. Contestualmente, l'elenco dei lavoratori

programmate per fronteggiare le conseguenze sul collocati in mobilità, con l'indicazione per ciascun

piano sociale della attuazione del programma soggetto del nominativo, del luogo di residenza, della

medesimo del metodo di calcolo di tutte le attribuzioni qualifica, del livello di inquadramento, dell'età, del

patrimoniali diverse da quelle già previste dalla carico di famiglia, nonché con puntuale indicazione

legislazione vigente e dalla contrattazione collettiva. delle modalità con le quali sono stati applicati i criteri

Alla comunicazione va allegata copia della ricevuta di scelta di cui all'articolo 5, comma 1, deve essere

del versamento all'INPS, a titolo di anticipazione sulla comunicato per iscritto all'Ufficio regionale del lavoro

somma di cui all'articolo 5, comma 4, di una somma e della massima occupazione competente, alla

pari al trattamento massimo mensile di integrazione Commissione regionale per l'impiego e alle

salariale moltiplicato per il numero dei lavoratori associazioni di categoria di cui al comma 2.

ritenuti eccedenti. 10. Nel caso in cui l'impresa rinunci a collocare in

4. Copia della comunicazione di cui al comma 2 e mobilità i lavoratori o ne collochi un numero inferiore

della ricevuta del versamento di cui al comma 3 a quello risultante dalla comunicazione di cui al

devono essere contestualmente inviate all'Ufficio comma 2, la stessa procede al recupero delle somme

provinciale del lavoro e della massima occupazione. pagate in eccedenza rispetto a quella dovuta ai sensi

5. Entro sette giorni dalla data del ricevimento dell'articolo 5, comma 4, mediante conguaglio con i

della comunicazione di cui al comma 2, a richiesta contributi dovuti all'INPS, da effettuarsi con il primo

delle rappresentanze sindacali aziendali e delle versamento utile successivo alla data di

rispettive associazioni si procede ad un esame determinazione del numero dei lavoratori posti in

congiunto tra le parti, allo scopo di esaminare le cause mobilità.

che hanno contribuito a determinare l'eccedenza del 11. Gli accordi sindacali stipulati nel corso delle

personale e le possibilità di utilizzazione diversa di procedure di cui al presente articolo, che prevedano il

tale personale, o di una sua parte, nell'ambito della riassorbimento totale o parziale dei lavoratori ritenuti

stessa impresa, anche mediante contratti di solidarietà eccedenti, possono stabilire, anche in deroga al

e forme flessibili di gestione del tempo di lavoro. secondo comma dell'articolo 2103 del codice civile, la

Qualora non sia possibile evitare la riduzione di loro assegnazione a mansioni diverse da quelle svolte.

personale, è esaminata la possibilità di ricorrere a 12. Le comunicazioni di cui al comma 9 sono

misure sociali di accompagnamento intese, in prive di efficacia ove siano state effettuate senza

139

l'osservanza della forma scritta e delle procedure comunicazione per iscritto, il recesso può essere

previste dal presente articolo. impugnato entro sessanta giorni dal ricevimento della

13. I lavoratori ammessi al trattamento di cassa comunicazione con qualsiasi atto scritto, anche

integrazione, al termine del periodo di godimento del extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volontà del

trattamento di integrazione salariale, rientrano in lavoratore anche attraverso l'intervento delle

azienda. organizzazioni sindacali. Al recesso di cui all'art. 4,

14. Il presente articolo non trova applicazione nel comma 9, del quale sia stata dichiarata l'inefficacia o

caso di eccedenze determinate da fine lavoro nelle l'invalidità, si applica l'art. 18, L. 20 maggio 1970, n.

imprese edili e nelle attività stagionali o saltuarie, 300, e successive modificazioni.

nonché per i lavoratori assunti con contratto di lavoro 4. Per ciascun lavoratore posto in mobilità

a tempo determinato. l'impresa è tenuta a versare alla gestione degli

15. Nei casi in cui l'eccedenza riguardi unità interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni

produttive ubicate in diverse province della stessa previdenziali, di cui all'art. 37, L. 9 marzo 1989, n. 88,

regione ovvero in più regioni, la competenza a in trenta rate mensili, una somma pari a sei volte il

promuovere l'accordo di cui al comma 7 spetta trattamento mensile iniziale di mobilità spettante al

rispettivamente al direttore dell'Ufficio regionale del lavoratore. Tale somma è ridotta alla metà quando la

lavoro e della massima occupazione ovvero al dichiarazione di eccedenza del personale di cui all'art.

Ministro del lavoro e della previdenza sociale. Agli 4, comma 9, abbia formato oggetto di accordo

stessi vanno inviate le comunicazioni previste dal sindacale.

comma 4. 5. L'impresa che, secondo le procedure

15-bis. Gli obblighi di informazione, determinate dalla Commissione regionale per

consultazione e comunicazione devono essere l'impiego, procuri offerte di lavoro a tempo

adempiuti indipendentemente dal fatto che le decisioni indeterminato aventi le caratteristiche di cui all'art. 9,

relative all'apertura delle procedure di cui al presente comma 1, lettera b), non è tenuta al pagamento delle

articolo siano assunte dal datore di lavoro o da rimanenti rate relativamente ai lavoratori che perdano

un'impresa che lo controlli. Il datore di lavoro che il diritto al trattamento di mobilità in conseguenza del

viola tali obblighi non può eccepire a propria difesa la rifiuto di tali offerte ovvero per tutto il periodo in cui

mancata trasmissione, da parte dell'impresa che lo essi, accettando le offerte procurate dalla impresa,

controlla, delle informazioni relative alla decisione che abbiano prestato lavoro. Il predetto beneficio è escluso

ha determinato l'apertura delle predette procedure. per le imprese che si trovano, nei confronti

(omissis) dell'impresa disposta ad assumere nei rapporti di cui

all'art. 8, comma 4-bis.

6. Qualora il lavoratore venga messo in mobilità

Art. 5. Criteri di scelta dei lavoratori ed oneri a dopo la fine del dodicesimo mese successivo a quello

carico delle imprese.

1. L'individuazione dei lavoratori da collocare in di emanazione del decreto di cui all'articolo 2, comma

mobilità deve avvenire, in relazione alle esigenze 1, e la fine del dodicesimo mese successivo a quello

tecnico-produttive ed organizzative del complesso del completamento del programma di cui all'articolo 1,

aziendale, nel rispetto dei criteri previsti da contratti comma 2, nell'unità produttiva in cui il lavoratore era

collettivi stipulati con i sindacati di cui all'articolo 4, occupato, la somma che l'impresa è tenuta a versare ai

comma 2, ovvero, in mancanza di questi contratti, nel sensi del comma 4 del presente articolo è aumentata di

rispetto dei seguenti criteri, in concorso tra loro: cinque punti percentuali per ogni periodo di trenta

a) carichi di famiglia; giorni intercorrente tra l'inizio del tredicesimo mese e

b) anzianità: la data di completamento del programma. Nel

c) esigenze tecnico-produttive ed organizzative. medesimo caso non trova applicazione quanto previsto

2. Nell'operare la scelta dei lavoratori da collocare dal secondo comma dell'art. 2 della L. 8 agosto 1972,

in mobilità, l'impresa è tenuta al rispetto dell'articolo n. 464.

9, ultimo comma, del decreto-legge 29 gennaio 1983,

n. 17, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 Art. 6. Lista di mobilità e compiti della

2

marzo 1983, n. 79. L'impresa non può altresì collocare Commissione regionale per l'impiego .

in mobilità una percentuale di manodopera femminile

superiore alla percentuale di manodopera femminile

occupata con riguardo alle mansioni prese in 2 Ai sensi dell’art. 5, comma 1, del d. lgs. 23 dicembre

considerazione. 1997, n. 469, la Commissione regionale per l’impiego è

3. Il recesso di cui all'art. 4, comma 9, è inefficace soppressa dal momento della costituzione della

qualora sia intimato senza l'osservanza della forma Commissione regionale di cui all’art. 4, lett. b) dello stesso

scritta o in violazione delle procedure richiamate decreto. L’Ispettorato del lavoro e gli uffici regionali e

all'art. 4, comma 12, ed è annullabile in caso di provinciali del lavoro e della massima occupazione sono

violazione dei criteri di scelta previsti dal comma 1 del stati soppressi dalla l. 24 dicembre 1993, n. 537. Le loro

presente articolo. Salvo il caso di mancata funzioni sono passate alle direzioni regionali e provinciali

del lavoro. 140


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AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Si tratta dei file forniti dalla Professoressa De Simone, contenenti il programma ed alcuni appunti utili per l'esame di diritto del lavoro, con nozioni su: la delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro, l' attuazione delle deleghe(di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30), l'organizzazione e la disciplina del mercato del lavoro.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del Lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof De Simone Gisella.

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