Diritto del lavoro
Introduzione
Il diritto del lavoro si occupa delle tipologie di lavoro esistenti nell'ordinamento, significato in senso stretto. Inoltre, il diritto del lavoro si occupa della materia sindacale, quindi viene definito diritto sindacale. Parte del diritto del lavoro si occupa delle relazioni sindacali, quindi dei rapporti tra i sindacati dei lavoratori e sindacati dei datori di lavoro. Confindustria è un’associazione sindacale che raggruppa i sindacati dei datori di lavoro del settore industriale. CISL, IUL sono invece sindacati di lavoratori.
I sindacati svolgono attività sindacale, questa produce i contratti collettivi nazionali (stipulati dai contratti di categoria, es. contratti collettivi del settore metalmeccanico). Il rapporto tra sindacati dei lavoratori e datori, fa sorgere i contratti collettivi. Contratto collettivo: contratto stipulato dalle associazioni sindacali che serve ad integrare la disciplina del rapporto di lavoro. I contratti collettivi aziendali sono stipulati dal datore di lavoro e con i rappresentanti sindacali aziendali.
Famiglie del lavoro
Famiglia del lavoro subordinato (lavoro dipendente) e famiglia del lavoro autonomo (può prevedere il committente). Nell’ambito del lavoro subordinato molte regole vengono demandate dalla legge (codice civile), ma per alcuni aspetti la legge rimanda ai contratti collettivi (in Italia circa 900).
Nel diritto del lavoro, oltre alle fonti del diritto privato, abbiamo i contratti collettivi. La volontà delle parti nella regolazione del rapporto del lavoro ha un ruolo residuale: perché la maggior parte delle norme del diritto del lavoro sono imperative, quindi inderogabili. Possono essere derogate dai contratti sindacali nazionali, ma anche dalle parti. Questa è la differenza tra contratti di diritto privato e diritto del lavoro. L’autonomia delle parti è limitata nel rapporto di lavoro subordinato.
Modelli di impresa e lavoro autonomo
L’oggetto di studio del diritto del lavoro è sempre stato il lavoro subordinato, ora però viviamo la fase del post-fordismo, quindi vi sono modelli di impresa differenti, siamo sbilanciati verso l’area dei servizi. Per questo motivo il diritto del lavoro si occupa anche del lavoro autonomo. La più grande differenza fra diritto privato e diritto del lavoro sta quindi nella forza delle parti: il datore di lavoro è più forte perché l’ordinamento gli conferisce dei poteri, si pensi al licenziamento.
Tutele e diritti
Il diritto del lavoro si è sempre occupato del lavoro subordinato perché era il modello del lavoro socialmente più diffuso. Quindi il rapporto di lavoro autonomo in un primo momento risulta scoperto e non tutelato. ES: in passato il lavoratore autonomo non aveva a disposizione molte tutele, ancora oggi maternità, indennità di disoccupazione e altre non sono riconosciute. Il lavoratore subordinato non sempre dispone della cassaintegrazione. Il diritto del lavoro si interroga sulle tutele che possono essere riconosciute al diritto del lavoro autonomo.
Lavoro parasubordinato
Tra lavoro autonomo e lavoro subordinato, troviamo una particolare forma che è il lavoro parasubordinato: formalmente è un lavoro autonomo. Una delle tematiche ora più discussa in questa materia riguarda la qualificazione del rapporto di lavoro dei rider. L’avvento della tecnologia digitale ha completamente stravolto la materia del diritto del lavoro. Questo spiega anche perché la maggior parte delle attività lavorative coinvolgono il mondo dei servizi.
Qualificazione
Qualificazione: elementi che ci consentono di distinguere lavoro subordinato e autonomo. La qualificazione dei rider è un problema di diversi ordinamenti.
RICAPITOLANDO:
- Differenza tra lavoro subordinato e autonomo tramite qualificazione
- Cosa si intende per parasubordinato, fenomeno dei rider e impatto della tecnologia sul diritto del lavoro.
Smart working
All’interno del rapporto di lavoro subordinato troviamo molti cambiamenti, come il “lavoro agile” o smart working. All’interno dell’ordinamento troviamo lo smart working, portato dalla pandemia, ed evoluzione del telelavoro. La legge dello smart working risale al 2012. All’interno della contrattazione collettiva troviamo delle regolamentazioni precedenti al 2017 riguardanti lo smart working. Con lo smart working si ha la dilatazione dei tempi di lavoro. La digitalizzazione quindi influenza molto: l’equilibrio tra flessibilità e dilatazione dei tempi è un equilibrio molto complesso da raggiungere che ha delle ricadute sulla salute psicologica e fisica dei lavoratori. Nascono anche nuovi rischi sul lavoro con la digitalizzazione, nuove malattie professionali che hanno reso necessari nuovi controlli e nuovi corsi formativi per i lavoratori.
Contratti di lavoro
Tratteremo del lavoro subordinato: vi sono anche qui volti nuovi. Il lavoro subordinato prima coincideva con il contratto di lavoro a tempo indeterminato/determinato, mentre ora vi sono sempre più sfaccettature. All’interno della subordinazione si è inserito il concetto di flessibilità delle forme contrattuali. Con la jobs act il diritto del lavoro si interessa alla materia dei licenziamenti e ne disciplina i punti fondamentali.
Tipologie dei contratti di lavoro
L’idea di flessibilità presiede anche la fase di entrata nel lavoro subordinato (non solo standard indeterminato/determinato).
- Contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato/a tempo pieno: molto difficile oggi
- Contratti di lavoro a tempo determinato
- Contratti di lavoro subordinato a intermittenza/a chiamata: molto utilizzato nella ristorazione
- Apprendistato: contratto di lavoro subordinato, non standard, rivolto ai giovani.
- Tirocinio: non è un vero contratto di lavoro subordinato.
- Contratto di lavoro subordinato parziale/part-time: non si contrappone con la forma standard, ma riguarda il lasso temporale. Vi sono altre divisioni all’interno dell’area part-time.
Delocalizzazione e trasferimento di azienda
Un altro tema, frutto della globalizzazione è la delocalizzazione: vi sono degli istituti che incidono sui rapporti di lavoro ma che interessano principalmente l’impresa. Si pensi al trasferimento di azienda. Questo processo implica il passaggio di lavoratori da un datore di lavoro all’altro. Quindi questo tema interessa anche al diritto del lavoro.
Diritto del lavoro: prospettive
Il diritto del lavoro ha due prospettive: il punto di vista e gli interessi dei lavoratori e quelli dei datori di lavoro. La previdenza sociale è un tema del diritto del lavoro: nel momento in cui si stipula un contratto di lavoro sorge la disciplina contributiva, materia che regola rapporto tra datore di lavoro, lavoratori e enti previdenziali (INPS, INAIL, agenzie delle entrate). I contributi versati sono funzionali nella copertura di eventuali situazioni di bisogno. Nascono quindi diverse indennità, come l’indennità di malattia, l’indennità di maternità, di infortunio. Il diritto del lavoro si occupa anche della cassaintegrazione e altri ammortizzatori sociali: tema molto legato ai licenziamenti collettivi.
Qualificazione del rapporto
Dopo la pandemia sono stati introdotti diversi istituti per il sostegno del reddito.
QUALIFICAZIONE DEL RAPPORTO
Le norme di riferimento per diversificare lavoratore autonomo e subordinato. Qualsiasi rapporto appartiene ad una di queste due categorie. Il lavoro parasubordinato è autonomo. Definizione di prestatore di lavoro subordinato, identificato dal Codice civile all’interno dell’articolo 2094. Mentre l’articolo 2222 del codice civile vi è la definizione di lavoratore autonomo.
Prestatore di lavoro subordinato
In passato il lavoratore subordinato era identificato come un soggetto debole economicamente e socialmente, tradizionalmente la figura di lavoratore subordinato considerata era l’operaio impiegato nell’impresa fordista. Il diritto del lavoro nasce infatti nel 700-800, insieme alla questione sociale: molti lavoratori si trovano impiegati in diverse forme di lavoro, prima dell’industrializzazione solo campagne. Segue anche il fenomeno dell’urbanizzazione e nuovi rischi e nuovi bisogni di tutela del lavoro. Per questo il diritto sindacale è il cuore del diritto del lavoro.
Il lavoratore subordinato
L’operaio era quindi privo di professionalità, svolgeva attività ripetitive senza qualifiche. Questa è la figura social-tipica del lavoratore subordinato. “è prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione altrui”.
In periodo fascista la disciplina sindacale era competenza delle corporazioni, un’associazione molto gerarchica. Il mondo del lavoro cambia e anche all’interno del lavoro subordinato, la struttura gerarchica viene sempre meno. Quindi la definizione del codice civile va declinata all’interno del contesto odierno.
Elementi del lavoro subordinato
- Collaborazione degli scopi dell’azienda.
- Presta un’attività manuale o intellettuale. Diverse categorie definite al 2095 che sono:
- Operaio
- Impiegato
- Dirigente
- Quadri: La categoria dei quadri è subentrata in seguito. Il quadro è un impiegato con maggior responsabilità.
- Il lavoratore subordinato non si fa carico del rischio di impresa.
- Il lavoratore subordinato è retribuito. L’obbligo di retribuzione caratterizza la subordinazione. Mentre i lavoratori autonomi non hanno una retribuzione, ma possono prestare il loro lavoro al committente e infatti si parla di corrispettivo.
Debolezza del lavoratore
Se si pensa al dirigente si nota che viene meno l’elemento della debolezza. Per contro, nell’area dell’autonomia, vi sono dei lavoratori molto deboli, a volte molto più deboli dei lavoratori subordinati. Questi due eventi sono frutto dell’evoluzione del diritto del lavoro. Si nota un’inversione di tendenza, molto spesso infatti è il lavoratore autonomo debole, no sostegno al reddito alternative da ciò che deriva dalla sua attività.
- Colui che presta la propria attività alle dipendenze e sotto la direzione altrui: ciò si può condensare con la parola etero direzione, tratto necessario perché si possa parlare di lavoro subordinato. In realtà è molto complesso capire e individuare l’etero direzione. ES: medico può essere sia lavoratore autonomo (con dotazione di partita IVA), ma può essere anche un dipendente di un ospedale.
Lezione 24/09/21
RICAPITOLANDO: la norma centrale del lavoro subordinato è definita all’articolo 2094, che si rivolge al soggetto che viene chiamato “prestatore di lavoro subordinato”, senza definire il lavoro subordinato. Abbiamo poi visto gli elementi che caratterizzano il lavoro subordinato, come la collaborazione, la retribuzione, il rischio, ecc.
L’ordinamento ammette dei rapporti di lavoro subordinato a titolo gratuito, quindi la retribuzione non è un elemento discriminante del lavoro subordinato. Allo stesso modo la collaborazione del prestatore: anche nell’ambito del lavoro autonomo ci sono forme di collaborazione. Ciò che caratterizza la subordinazione è quindi l’etero direzione (elemento essenziale, non è un elemento che rinviene nell’ambito del lavoro autonomo).
Etero direzione
Etero direzione vuol dire essere diretti e organizzati sotto qualcun altro. Il datore di lavoro non è solamente l’imprenditore, ma esistono altre forme che non rientrano nella forma definita al 2082. Tuttavia, l’etero direzione può manifestarsi in modo marcato anche nell’ambito di rapporti di lavoro autonomo. Può risultare molto attenuata nell’ambito di rapporti di lavoro subordinato, in ragione del genere di prestazione dedotta (ad esempio dirigenziale o altamente specialistica).
L’etero direzione tradizionalmente distingue subordinato e autonomo, ma vi sono rapporti in cui gli autonomi sono assoggettati a qualcosa che somigli al lavoro direttivo e per cui li rende molto simili ai lavoratori subordinati. Questi soggetti sono deboli dal punti di vista giurisdizionale.
Esempio del rider
Ad esempio il rider: questo soggetto non ha un luogo in cui lavorare, i turni sono stabiliti dal rider stesso, è lui che da la sua disponibilità alla sua società, i mezzi con cui lavora sono di sua proprietà (mezzo e cellulare). Fino a quando il rider non attiva l’applicazione, non da la sua disponibilità a lavorare, dopo di che in un certo arco di tempo deve consegnare, e meno tempo ci piego più consegne riesce a fare. La valutazione sulla prestazione del rider è data dal cliente, dal consumatore: in base a questa, la società che sta dietro la piattaforma (il committente), sulla base di quel punteggio, il lavoratore può essere penalizzato, quindi sospeso, e altri meccanismi sanzionatori. Le applicazioni inoltre devono essere installate in un dispositivo smartphone, quindi con un GPS.
Individuare etero direzione
Se questi elementi vengono sommati, è molto difficile notare o meno etero direzione: si potrebbe dire che c’è, quindi subordinati, solo nel momento in cui non attivano l’applicazione, negli altri momenti loro sono liberi se accendere o meno (caratteristica di lavoro autonomo). Quindi individuare questo elemento è molto complicato, anche perché io nostro ordinamento non guarda la volontà delle parti: nel nostro ordinamento, per individuare la natura del rapporto di lavoro si fa riferimento all’evoluzione del rapporto di lavoro: i giudici sono interessati a come si sviluppa il rapporto: quindi se il lavoratore ha un beige, se il lavoratore ha mezzi propri, ecc.
All’interno dei lavori parasubordinati vi è una forma di direzione, nel senso che vi è un soggetto o può esserci un soggetto che indica e indirizza il rapporto. L’etero direzione può essere più o meno leggera: si pensi al dirigente, ai rapporti di lavoro fortemente specialistico.
Dal lavoratore autonomo al subordinato
- La stessa attività può avere rapporto di lavoro autonomo o subordinato
- La dichiarazione delle parti, il nomen iuris, non è un elemento qualificante per definire il rapporto di lavoro. Ci sono fasi in cui tutto il procedimento dei giudici mirato a definire il rapporto, non aiuta, il dubbio potrebbe comunque rimanere all’esito dell’istruttoria. A questo punto come criterio residuale si può vedere che tipo di qualificazione è stata data dalle parti, quindi il nomen iuris.
Debolezza economica
In principio il lavoratore subordinato era considerato debole, anche sul piano economico perché il suo reddito dipende da qualcun altro. In realtà con l’evolversi del diritto del lavoro e con la nascita di nuove forme di lavoro, hanno reso evidente che ci sono anche dei lavoratori autonomi deboli: ad esempio i lavoratori autonomi che lavorano in regioni con monocommittenza. In questa situazione, il lavoratore autonomo ha solamente un committente, in questo caso se il lavoratore autonomo perde il suo unico committente, perde il suo reddito. Dall’altro canto, un lavoratore subordinato, come un dirigente, non è debole. Quindi il criterio della debolezza economica non è un criterio valido per stabilire se un lavoratore è effettivamente subordinato o no.
Operazioni giurisdizionali di qualificazione
La giurisdizione identifica degli inizi per individuare la etero direzione. Il primo indizio è che il datore di lavoro ha più potere. Essere sottoposti al potere direttivo vuol dire:
Indizi di subordinazione
- Inserimento nell’azienda: elemento che apporta nella direzione del subordinato
- Continuità, anche se lavori a tempo determinato
- Orario di lavoro
- Utilizzazione di strumenti di lavoro di proprietà dell’azienda (questione rider).
- La retribuzione è modulata sul tempo e non sul risultato: la retribuzione è data su base oraria, i rider erano pagati in funzione al numero delle consegne, questo tipo di retribuzione viene chiamata retribuzione a cottimo: nasce con la retribuzione modulata sulla base delle confezioni chiuse. Oggi la retribuzione a cottimo in funzione del numero di prodotto, non è ammissibile
- Cottimo puro: in base al numero di prodotti, accettabile solamente per il lavoro a domicilio (subordinato)
- Cottimo misto: oltre ad una parte variabile della retribuzione modulata tipo sulle consegne, vi è anche una quota fissa nella retribuzione, stabilita in precedenza.
- Il lavoratore subordinato non ha un rischio economico, che è in capo al datore di lavoro. Mentre il lavoratore autonomo si.
- Di solito il lavoro subordinato ha l’esclusività: il lavoratore subordinato presta il suo lavoro solamente ad un datore di lavoro.
Giudizio del rapporto di lavoro
I giudici quindi vanno a vedere come si svolge il lavoro e stabiliscono la natura del rapporto. Bisogna vedere la prevalenza di questi indici, non è necessario che ci siano tutti, ma quelli più significativi.
Il lavoro parasubordinato
Il lavoro può essere autonomo o subordinato, ma col tempo si sono create forme di lavoro che dal punto di vista tipologico sono autonomi, ma hanno delle modalità di esecuzione nei fatti concreti che le fanno assomigliare al lavoro subordinato, al punto di essere poco distinguibili. Si presta attenzione a queste forme perché sono formalmente autonome ma hanno gli stessi bisogni di tutela del lavoro subordinato. Quindi simile per fabbisogno di tutele al lavoro subordinato. Infatti, il lavoro dei rider ha bisogno di molte tutele.
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