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Diritto del lavoro

Diritto del lavoro: si afferma con la rivoluzione industriale di fine '800, con la quale cambiano le condizioni economiche e sociali (prima il lavoro si produceva nella famiglia, che era una specie di piccola impresa in cui faceva da sovrana la figura del padre familas, che esercitava la patria potestà). Dopo la rivoluzione si vede la necessità di mobilità dei componenti. Emergono delle questioni sociali ed è per questo che viene fondato il diritto del lavoro. Vengono fondati i sindacati, la previdenza sociale e il rapporto del lavoro individuale ovvero rapporto lavoro-datore di lavoro.

Il lavoratore è colui che presta la propria attività lavorativa a favore di un altro, ovvero il datore. Alla base del contratto vi è l'articolo 1531 del codice civile alla cui base ci sono il contrasto sui generis, ovvero bisogna tutelare il lavoratore. L'articolo 1531 volge a regolare, tutelare o estinguere un rapporto giuridico. Attraverso il contratto vengono in rilievo le esigenze del lavoratore ovvero la sfera personale e patrimoniale e l’esposizione al rischio.

La volontà contrattuale può essere manifestata secondo diverse forme. Il codice civile contiene il diritto privato e del lavoro. È suddiviso in 5 parti:

  • Persone e famiglia
  • Successione
  • Proprietà
  • Obbligazioni
  • Lavoro

Il codice civile è un insieme del codice del commercio del 1832 e il codice civile del 1865. Il codice di civile contiene il diritto del lavoro nel libro quinto dal 2060º articolo e seguenti.

Articolo 2087: tutela delle condizioni di lavoro

Nell'articolo 2087, "tutela delle condizioni di lavoro", si afferma che l’imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa misure che tutelano l'integrità della forma fisica e morale del lavoratore, ovvero è tenuto a tutelare la persona.

Le fonti del diritto del lavoro

Le fonti del diritto sono atti o fatti che producono il diritto ovvero le norme giuridiche e dicono cosa si può fare o meno e a che condizioni. Le fonti del diritto del lavoro sono:

  • La carta costituzionale: è fondamentale, è il centro del sistema. Viene emanata il 1º gennaio 1948. Le sue funzioni sono disciplinare i rapporti tra i poteri dello Stato (quindi organizzazione dei poteri) e prevedere i diritti fondamentali.
  • Legge (e atti di legge)
  • Diritto comunitario
  • Regolamenti e atti amministrativi
  • Usi normativi e aziendali

Per quanto riguarda il diritto comunitario, questo è primario e comprende i trattati. I trattati sono accordi tra stati e organi internazionali e sono istitutivi delle comunità europee che hanno costituito un'organizzazione. I trattati non si limitano a disciplinare diritti organi ma provvedono a emanare vincoli per cittadini e istituzioni.

I vincoli sono:

  • Regolamenti: sono obbligatori in tutte le loro parti e sono direttamente applicabili.
  • Direttive: vincolano gli Stati membri circa gli scopi da raggiungere; lo stato prevede i mezzi per raggiungere gli scopi. Le direttive si rivolgono agli stati. Dicono che la giurisprudenza deve essere chiara, precisa e incondizionata e contiene i diritti che sono direttamente in capo a cittadini (effetto verticale della direttiva).

Il diritto comunitario, in base all'articolo 117 della costituzione, prevale su quello interno e dà dei vincoli allo stato. Per cui se una legge interna si pone in contrasto con delle direttive europee, questa si dichiara incostituzionale. Il giudice interno può, però, disapplicare la normativa interna che contrasta la normativa costituzionale (controllo diffuso di costituzionalità) che può essere fatto da ciascun giudice interno, non per forza dalla corte costituzionale.

Costituzione

È stata trovata dopo la seconda guerra mondiale, ecco perché mette in primo piano la tutela della persona. Risente della concezione della persona che esplica la propria personalità attraverso il lavoro. Nella costituzione troviamo il principio di uguaglianza che è un principio fondamentale che vieta le discriminazioni. Questo principio viene trattato nell'articolo 3: nel primo comma viene detto che tutti siamo uguali mentre nel secondo comma si dice che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l'uguaglianza.

In questo comma si dimostra che il lavoro è fondamentale perché è uno strumento per l'emancipazione. Possiamo anche far riferimento all'articolo uno in cui viene detto che il lavoro è centrale. Per cui lavoro serve:

  • A esplicare la propria personalità
  • A consentire l'adempimento dei doveri inderogabili di personalità

Nell'articolo due viene trattata la comunità vista con dei diritti riconosciuti e dei doveri di solidarietà quali le tasse. Nell'articolo quattro si dice che la Repubblica deve tutelare il diritto al lavoro e promuovere le condizioni per renderlo effettivo secondo le possibilità e le scelte della persona. Se viene a mancare il rispetto di questo articolo non succede nulla, perché questo è un dovere a contenuto pragmatico, è una forma empatica.

Dall'articolo quattro deriva che chi lavora viene trattato meglio di chi non lavora, per cui il reddito da lavoro dovrebbe essere trattato meglio della rendita. Nell'articolo 35 e nei seguenti ovvero nel titolo terzo della costituzione vengono trattati i rapporti economici:

  • L'articolo 35 tutela il lavoro in tutte le sue forme
  • L'articolo 36 dice che il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un'esistenza dignitosa. È per questo che il contratto di lavoro ha dei limiti stringenti e la retribuzione non si può scegliere liberamente.

Contratti collettivi nazionali

Sono la fonte del diritto del lavoro.

Articolo 39: sui sindacati

I sindacati possono essere del lavoratore, o del datore. I sindacati possono organizzarsi liberamente (a differenza delle corporazioni). L'unico obbligo che i sindacati hanno è quello di registrazione presso un ente. Attraverso la registrazione, questi guadagnano personalità giuridica e possono quindi stipulare contratti collettivi di lavoro da dover far rispettare con efficacia obbligatoria a tutte le categorie alle quali questo contratto si riferisce. Questo articolo 39 non è mai stato attuato dal legislatore perché si aveva timore che attraverso questa si poteva pregiudicare la libertà sindacale. Per cui i sindacati non hanno personalità giuridica ed i contratti che stipulano non sono obbligatori per tutte le categorie, ma soltanto per chi aderisce al sindacato.

Ma comunque, per rispettare l’articolo 36 e quindi valutare se la retribuzione è proporzionata e sufficiente si guarda al contratto collettivo di lavoro subordinato (anche se non vincola ma è un parametro di valutazione). Il principio di autonomia privata è debole perché vengono in dovere i principi fondamentali.

Articolo 37: parità di trattamento

Articolo 38: base normativa del diritto della previdenza sociale

Per i cittadini inabili al lavoro. (Riguarda il diritto di assicurazione in caso di malattia, vecchiaia, ecc.)

Ripartizione delle competenze tra stato e regioni

Legge costituzionale articolo 117 comma 2: lo stato ha legislazione esclusiva su:

  • Ordine civile (consenso informato)
  • Determinare i livelli essenziali di prestazione
  • Previdenze sociali

Usi normativi e consuetudini

Ripetizione costante e uniforme di un comportamento nel tempo ed è una convinzione di dover adempiere un dovere giuridicamente rilevante.

L’articolo 2078 del codice civile “efficacia degli usi” viene utilizzato quando manca la legge o un contratto collettivo.

Usi aziendali

Concessione spontanea da parte del datore di lavoro di trattamenti di maggior favore (trattamenti economici). Gli usi aziendali riguardano un trattamento che non è previsto ma viene dato. Integrano il contratto di lavoro.

Uso negoziale

Clausola d’uso inserita nel rapporto di lavoro.

Disposizione 2077

Si prevede un favore sul lavoratore. Questa disposizione fa prevalere il contratto collettivo su quello individuale (sempre che questo non sia migliore).

Il codice civile ha perduto la centralità sui diritti (questo perché ci sono varie forme del diritto).

Tipologie di lavoro

  • Subordinato
  • Autonomo

Lavoro subordinato

Articolo 2094 del codice civile: la persona si adopera a svolgere un lavoro autonomo, senza vincoli (contratto subordinato). Si evince che:

  • Collabora mediante una retribuzione
  • Presta il proprio lavoro o collaborazione
  • È alle dipendenze del datore di lavoro (vi è una subordinazione)
  • È svolto sotto la direzione del datore di lavoro (assoggettamento del lavoratore ai poteri di controllo)
  • La retribuzione deve essere proporzionata (articolo 36 Cost.)

Caratteristiche:

  • Eterodirezione (da datore di lavoro)
  • Soggezione gerarchica (potere di controllo)
  • Retribuzione a tempo e in misura indipendente dal risultato
  • Predeterminazione ed obbligo dell’orario di lavoro
  • Svolgimento delle prestazioni nei locali adibiti dal datore di lavoro
  • Oggetto della prestazione è l’attività lavorativa in quanto tale

Lavoro autonomo

Articolo 2222 del codice civile:

Caratteri

  • Manca di subordinazione e non lavora sotto delle direttive
  • Opera senza vincolo

Si distingue quando viene in rilievo un professionista intellettuale.

Contratto di lavoro intellettuale

Quello del professionista intellettuale è un contratto d’opera a parte per varie ragioni:

  • Di tipo storica (il buon esito della prestazione non dipende solo dal suo operato ma anche da fattori esterni, per esempio la guarigione del paziente)
  • Per tenere la prestazione deve impiegare le energie intellettuali acquisite

Contratto di lavoro intellettuale: particolare

Rischio: se si ha troppa rigidità di provocare una condotta difensiva (il lavoratore non attiene ad un’attività per paura di non raggiungere il risultato). Il lavoratore intellettuale (abilitato e accreditato) ha l'obbligo di iscrizione agli albi e agli elenchi, per garantire l’interesse pubblico. Se l’iscrizione manca, il lavoratore non ha diritto al compenso ed è sanzionabile per un abuso di esercizio. Il prestatore deve eseguire personalmente la sua attività, o, se previsto dalla legge, può avvalersi di personale ausiliario. L’articolo 2236 del codice civile se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciali difficoltà (es: interventi chirurgici per i quali non vi è documentazione in materia), il prestatore che opera non risponde di danni se non in caso di dolo (esenzione di responsabilità in caso di colpa lieve, di regola si risponde anche per la colpa lieve).

La responsabilità professionale di chi esercita una professione sanitaria è regolamentata dall’articolo 2236 del codice civile e dalla legge Gelli Bianco. Questa responsabilità professionale è di tipo:

  • Civile (condizioni)
  • Penale (reati)
  • Disciplinare (dall’ordine di appartenenza)

Se la colpa è di tipo lieve o grave lo decide il giudice. Quando si tratta di colpa grave si intende in caso di macroscopica divergenza della condotta avuta in base alle linee guida e alle buone pratiche. (Se la condotta non rispetta le linee guida si ha colpa).

Responsabilità delle professioni sanitarie

Con la legge del '42 le professioni intellettuali venivano trattate con rispetto, poi è cambiato il ruolo della responsabilità civile, non è più di tipo punitivo, il professionista è chiamato a risarcire un danno. Questo ha inciso anche sulla responsabilità del professionista intellettuale (colpa oggettiva). Si ha così un:

  1. Obbligazione tra creditore e debitore
  2. Obbligazione di risultato
  3. Obbligazione di mezzi (alea, non dipende dal risultato)

Non bastava la prova del mancato raggiungimento del risultato per accusare il lavoratore (è una tutela per lui). Da questo viene che il profilo intellettuale deve un comportamento, si ha quindi:

  • Profilo attinente al risultato atteso
  • Profilo attinente al comportamento

Il profilo attinente al comportamento è regolato dalla legge 1174 del codice civile e si ha:

  • Definizione di obbligazione: la prestazione deve avere carattere patrimoniale e deve soddisfare un interesse
  • Obbligazione di mezzi e del risultato
  • Tutela più il paziente danneggiato

Cosa vuol dire tutelare di più il paziente danneggiato: Il creditore deve provare soltanto il danno subito (non più la colpa altrui), da questo ne deriva un aumento delle responsabilità professionali e da ciò deriva la medicina difensiva. Nella medicina difensiva il professionista tiene un comportamento non per curare il paziente ma per coprirsi le spalle dal timore della responsabilità. Questa alza i costi e rende il professionista non in grado di svolgere al meglio la sua professione, per questo è da contrastare.

Viene quindi fatto il decreto Balduzzi nel 2012 (convertito poi in legge), che agevola la posizione del professionista, interviene poi il diritto civile ed infine, con il ministro Lorenzin si riforma la materia della responsabilità sanitaria (legge Gelli Bianco).

Legge Gelli Bianco

Aprile 2017. Per i fatti precedenti a questa si faceva riferimento al contratto sociale (che conteneva delle obbligazioni). Obiettivo: contrastare il fenomeno della medicina difensiva. Non riesce nel diritto penale (trattato nell’articolo 6: peggiora in proporzione al decreto Balduzzi) per quanto riguarda il diritto civile invece prende una posizione favorevole (articolo 7) il professionista sanitario (non libero professionista) non risponde secondo le regole dell’articolo 2118 ma secondo le regole dell’articolo 2043 del codice civile secondo il quale il paziente deve provare la colpa del professionista intellettuale (si torna quindi indietro).

Il paziente può andare contro l’azienda, che risponde a titolo contrattuale; o contro il professionista che non risponde a titolo contrattuale (bisogna provarne la colpa) questo perché:

  • Perché il rapporto tra paziente e strutture sanitarie è di tipo contrattuale
  • Perché il rapporto con il professionista sanitario, dipendente
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Scienze giuridiche IUS/07 Diritto del lavoro

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