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Una rivista svizzera pubblica degli articoli che sono contro questo fondo di investimento; quindi le

due società che sono state oggetto di questa critica da parte della rivista addicono il giudice, quindi

chiamano in giudizio sia l’editore della

addicono il Tribunale di Milano di primo grado, ovverosia

rivista sia la società stampatrice della rivista perché contestano il fatto che questo giornale ha posto

in essere una vera e propria campagna denigratoria nei confronti del fondo immobiliare di loro

proprietà,quindi questi articoli tendono a discriminarli agli occhi degli editori perciò le due società

lamentavano la violazione delle note sulla concorrenza (ovvero l’art.2598) e soprattutto li citano per

l’inibitoria, ovvero il

responsabilità risarcimento danni (ex art.2043 Cod. Civ.). Quindi chiedono

giudice deve impedire che venga fatta proseguire questa campagna di stampa denigratoria, ed infine

L’editore invece e la società stampatrice vincono il

chiedono anche il risarcimento del danno.

processo perché dicono di non aver violato alcuna norma ma hanno posto in essere il loro diritto di

informazione. Il Tribunale di primo grado decide sulla controversia, decide affermando che dichiara

e la società stampatrice risposabili non del abuso del diritto di critica non per la campagna

l’editore

denigratoria ma li definisce responsabili per atti di sleale concorrenza perché l’editore, proprietario

di questa rivista svizzera, aveva anche lui un fondo comune di investimenti quindi lui ha posto in

essere la campagna denigratoria per far si che il suo fondo di investimento fosse preso in

considerazione dai risparmiatori non quello italiano. Così è come si pronuncia il Tribunale di primo

la sentenza di primo grado. Poi c’è la sentenza di secondo grado.

grado, quindi Contro la sentenza

e la stampatrice propongono un appello alla Corte d’appello di

di primo grado l’editore società

Milano, quest’ultima va a valutare di nuovo i fatti e sostanzialmente conferma la stessa costruzione

dei fatti fatta dal Tribunale di Milano, però inverte i motivi della decisione, dice che i fatti come

cosi realmente accaduti, effettivamente c’è stata una campagna

ricostruiti dal Tribunale sono

denigratoria però afferma di non riconoscere la violazione della concorrenza sleale cioè non hanno

posto in essere dei comportamenti di concorrenza sleale ma sono responsabili in base all’art.2033

del Cod. Civ. Il caso poi arriva in Cassazione e quest’ultima stabilisce che effettivamente si tratta

di responsabilità civile in base all’art 2033 del Cod. Civ. A tal proposito la Cassazione afferma che

il diritto di stampa è la libertà di diffondere attraverso la stampa le notizie e i commenti dei

giornalisti e quindi è tutelata dall’art.21 della Costituzione come specificazione del diritto di libera

manifestazione del pensiero ma anche della legge ordinaria (legge ordinaria, n°47 del 1948).

Il diritto di stampa ha due regolarizzazioni :

- livello costituzionale (art.31 della Costituzione)

(legge del ’48)

- livello di legislazione ordinaria

Inoltre la Cassazione afferma che il diritto di stampa è legittimo se ricorrono tre condizioni:

 l’utilità sociale della notizia (il fatto che venga conosciuta dalla collettività abbia effetto

positivo)

 la verità dei fatti esposti [per verità si intende sia quella oggettiva dei fatti che quella

putativa (la verità putativa è il frutto di un serio lavoro di ricerca,si basa sulla costruzione

fatta dal giornalista di notizie da lui raccolte con fonti certe)]

 la forma civile della disposizione dei fatti e della loro valutazione (forma civile significa

che la notizia deve essere espressa in modo non offensivo, oppure vuol dire anche non

eccedere rispetto allo scopo informativo, ovverosia bisogna escludere l’intento denigratorio,


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher .anonimus. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di PSICOLOGIA SOCIALE E DELLA COMUNICAZIONE e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Bianca Mirzia Rosa.

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