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DIRITTO DEI MEDIA

30/09/2019

 ESAME: 2 domande in 90 minuti. Titoli di capitoli o di paragrafi molto grandi. 2 facciate. Sufficienti in entrambe le risposte (la comunicazione e

l’informazione pubblica, il sistema radiotelevisivo nel passaggio al digitale terrestre, limiti alla libertà di espressione pensiero, disciplina della stampa,

ordine dei giornalisti, comunicazione (un po’)). Orale per migliorare il voto su tutto il programma. Sei mesi validità dello scritto, se ci si presenta ad

un altro appello vale l’ultimo. Scritto e orale vanno fatti nella stessa sessione. Fac simile di mail per verbalizzare. 32 ore di lezione per frequentanti

(raccolta firme) – una domanda aperta in 90 minuti.

• Inquadramento costituzionale, internazionale e comunitario dei principi di libera espressione del

pensiero. Competenze. Organi di governo e di garanzia.

• Art. 21 Cost. Limiti impliciti e espliciti alla libertà di manifestazione del pensiero e la

regolamentazione delle campagne elettorali Articolo 21. Con la giurisprudenza riesce ancora oggi ad

essere vivo e vitale. La privacy è uno dei principali limiti all’articolo 21. Questo articolo deve, sempre di più,

confrontarsi con il mondo internazionale. Cosa si può fare alla luce di un diritto costituzionalmente

riconosciuto, alla libertà di espressione che compete sia alle persone sia alle imprese (Oliviero Toscani è

tutelato o ha superato i limiti?)? 

• Diritto di cronaca, critica, satira Parte integrante dell’articolo 21. Es: Quanto si può criticare il proprio

capo, quanto esprimersi sui social… Critica e satira sono aspetti speciali del diritto di cronaca. Tutti siamo

titolari del diritto di satira e quindi dobbiamo anche preoccuparci di rispettarne i limiti. È un attimo superare

il confine e cadere nella diffamazione che comporta sanzioni di tipo penale. Il diritto di cronaca risale agli

anni 70 e non c’è una legge che la definisce, ma una sentenza che dà qualche linea guida. La giurisprudenza

degli anni 70 e la sentenza degli anni 80, ancora oggi, ci dicono come questi limiti devono essere interpretati

sui social. 

• Professione giornalistica, deontologia e tutele Il giornalismo è un mondo che soffre la sfida delle

nuove tecnologie. Solo in IT è previsto un ordine dei giornalisti e ci sono delle regole specifiche per accedere

alla professione secondo le categorie e classificazioni stabilite dalla legge. L’ordine tutela la mia attività

giornalistica (regole che non ci sono in altri Paesi). Il giornalista deve fare informazione. Informazione e

pubblicità sono separate. Il giornalista non può tradire la fiducia di chi lo ascolta facendo pubblicità.

Cominciano anche ad esserci le prime forme di regolamentazione degli influencer. La Ferragni ad esempio,

in quanto influencer, non ha il dovere di distinguere tra informazione e pubblicità (non è una giornalista).

Anche parte del codice penale rimane fortemente improntato al Codice Rocco (fascista). Anche il codice

civile, che regola i rapporti fra privati, è fascista (1942). L’ordine dei giornalisti è nato nel periodo fascista

per controllare i giornalisti. La legge che lo ha modificato è del 1963. Le leggi in IT vengono approvate in

Parlamento, nei consigli delle regioni. Ci sono tantissimi giornalisti in Parlamento (Paragone, l’attuale

presidente del Parlamento Europeo è David Sassoli, giornalista RAI, deputato PD, eletto alle europee). I

portatori di interesse in Parlamento sono tanti. I corsi di diritto dell’informazione nascono in IT intorno agli

anni 90. I temi di diritto dell’informazione sono molto difficili quindi da portare in Parlamento ed arrivare a

delle riforme. 

• La disciplina della stampa e delle imprese editoriali Al momento non c’è una legge sulla stampa

online, ma c’è solo la legge che riguarda la stampa dei giornali. La stampa è l’unico mezzo di comunicazione

che ha un riconoscimento costituzionale e tutele direttamente nell’articolo 21. Storicamente si sottovaluta

l’importanza che, nella diffusione del pensiero e nell’esercizio di una impresa, ha l’editoria libraria.

• La radiotelevisione pubblica e commerciale tra regole nazionali ed europee La radiotelevisione è

ancora oggi in IT il mezzo di comunicazione più frequentato. La radiotelevisione, prima pubblica e poi

privata, e la regolazione del mercato pubblicitario mandano gambe all’aria il sistema della stampa

preesistente. Negli anni 80 i quotidiani dovevano avere lo stesso numero di pagine, avere un prezzo imposto,

oggi si possono diversificare una serie di aspetti. 

• La disciplina di Internet: alla ricerca di un inquadramento normativo Netflix – da dove prende i

soldi? Abbonamenti, pubblicità e vendita di dati ai terzi. I nuovi media e gli operatori internet lavorano

diversamente rispetto alla televisione. Questi nuovi orizzonti tecnologici sono anche il motivo per cui la

normativa europea è sempre più orientata verso una maggiore tutela dei dati personali. Consentiamo ad

imprese che non hanno il loro fondamento nel continente europeo, in particolare in IT, di mantenere il loro

sistema di impresa. 

• La regolazione delle Tlc/comunicazioni elettroniche Da quando c’è internet questo ambito si è esteso.

L’UE ci dice come possono stare in Europa e in base a quale sistema di regole che garantisce la libertà di

impresa e la libera concorrenza e chi opera nelle comunicazioni elettroniche.

• La regolazione del diritto d'autore online Da qualche anno l’autorità che regola, con approccio di

diritto pubblico, i mezzi di comunicazione di massa ha cominciato ad occuparsi del diritto d’autore con un

regolamento che disciplina l’uso e la diffusione dei materiali audiovisivi illecitamente diffusi attraverso

internet. Ad esempio, sono stati oscurati una serie di siti streaming in violazione del diritto d’autore. Il

regolamento sanziona solo le violazioni massive (siti torrent). C’è modo di rendere inaccessibile il sito.

Questo mette a rischio anche chi ha scaricato contenuti. (NO domande d’esame per il diritto d’autore).

• La regolazione della privacy 679/2016 è l’atto dell’UE per la tutela dei dati personali dei cittadini

europei. L’adattamento in IT è avvenuto nel 2018. Il regolamento europeo e l’adattamento italiano innalzano

notevolmente le sanzioni (milioni di euro).

• La comunicazione pubblica Alla luce di una serie di leggi del 2013 e 2016, la comunicazione pubblica

ha molto a che fare con l’uso che si può fare di dati e informazioni pubbliche a fini di impresa. Le istituzioni

devono fare comunicazione ed informazione? L’amministrazione pubblica da poco si è aperta alla

comunicazione e all’informazione (2013 e 2016). Prima, per legge, tutto quello che faceva l’amministrazione

era segreto. Dal 2013–2016 anno in cui, anche a seguito di una direttiva europea, le pubbliche

amministrazioni devono pubblicare una serie di informazioni per la trasparenza nei confronti dei cittadini e

questi dati sono utilizzabili gratuitamente. Implementa il principio di trasparenza e rivoluziona il rapporto tra

amministrazioni ed utenti. Le competenze digitali e le competenze nell’ambito dell’informazione e

comunicazione sono molto ricercate oggi dalle amministrazioni. Sta cambiando il sistema con cui la PA sta al

mondo. 

• La regolazione della pubblicità commerciale Cosa significa fare impresa nei media?

Relazione annuale dell’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) – è l’autorità che interviene

a regolare i media per una serie di aspetti. La sua autorità di riferimento è l’autorità della concorrenza e del

mercato (AGCM). L’AGCOM si sta rivelando più debole di quanto si era pensato. Interviene a regolare e

sanzionare una serie si aspetti sensibili. Regola anche alcuni aspetti sulla vecchia stampa e TV. Ad esempio,

quando ci sono le elezioni dice chi può andare in televisione e chi no ed irroga sanzioni. Ogni anno deve

presentare al Parlamento una relazione sulle proprie attività. Si vedono anche tutti i media di cui si occupa.

Negli ultimi anni le risorse pubblicitarie sono aumentate nei social e su internet. Si è registrato un notevole

incremento (perdite nella stampa cartacea e radiotelevisione) anche nella radio. Questo ha portato Berlusconi

a comprare varie radio (Subasio, Monte Carlo). Pare che un messaggio pubblicitario sia più penetrante se

trasmesso via radio.

01/10/19 – CAPITOLO 1 LIBRO DI TESTO

Libertà di manifestazione del pensiero e diritti di informazione del quadro costituzionale,

comunitario/eurounitario e internazionale

L’art. 21 della Costituzione

L’articolo 21 della Costituzione italiana riguarda la libertà di espressione del pensiero. Come nella

regolazione dei media, vengono bilanciati i diritti legati alla libertà di espressione nell’articolo 21 con quelli

della libertà di impresa (articolo 41 della Cost).

L’articolo 21 riconosce un diritto che altre fonti internazionali individuano, per tutti gli esseri umani, come

un diritto fondamentale.

Premessa: La scelta della Costituzione Italiana in materia di diritti fondamentali.

 

Costituzione Rigida (contro gli abusi del legislatore) Necessita di un procedimento aggravato

per essere modificata. La necessità di una Cost rigida nasce dal fatto che lo Statuto Albertino (1848)

concesso da Re Carlo Alberto al Parlamento italiano era una costituzione flessibile (modificabile con

legge ordinaria). Prevedeva cose rilevanti per quell’epoca. Durante il fascismo sono stati approvati

dei provvedimenti che svuotano completamente la Costituzione e i diritti riconosciuti, in particolare

la libertà di stampa e di espressione. La scelta di avere una costituzione rigida è una tutela che si dà

l’ordinamento: servono maggioranze qualificate in Parlamento per approvare testi di riforma

costituzionale, periodi di tempo più lunghi per assicurare che le maggioranze siano convinte della

modifica, quindi devono trascorrere periodi di tempo tra una votazione e l’altra, c’è la possibilità di

invocare il popolo se la maggioranza parlamentare non raggiunge determinate soglie. Gli ultimi due

disegni di riforma costituzionale sono falliti perché giudicati negativamente dal popolo italiano che

si è espresso con il referendum (2006-2016). I principi fondamentali e la forma repubblicana espressi

nella Costituzione non possono essere modificati. Si ritiene che anche una modifica che incida in

termini anche negativi sulla libertà di espressione non sia ammissibile nel nostro ordinamento. La

libertà di espressione è riconosciuta dall’articolo 21 è un principio fondante il nostro sistema

repubblicano e democratico. È una Costituzione che non può essere modificata al fine di rinnegare la

sua natura essenziale e i principi fondanti.

 Costituzione partecipativa: i diritti come strumenti di partecipazione alla vita dello Stato. È

una Costituzione caratterizzata per essere in reazione al regime fascista. Si apre alla partecipazione

dei cittadini in un dialogo costante volto ad una possibilità di incrementare i diritti riconosciuti dei

cittadini. Non sono solo quelli esplicitamente menzionati nella Costituzione, ma che grazie

all’interpretazione del legislatore ordinario e della Corte Costituzionale, entrano e sono riconosciuti

nel nostro ordinamento. Questo è possibile grazie all’interpretazione della giurisprudenza. Esempio:

Libertà di espressione, tutela dei dati personali, diritto alla riservatezza. Il diritto alla riservatezza ha

il potere di bilanciare la libertà di espressione.

 Non solo libertà “negative” ma anche libertà “positive” (diversi filoni di libertà)

 

Art. 2 Cost: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo Il polmone

della Costituzione per il riconoscimento di nuovi diritti è l’articolo 2. È una formula innovativa

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle

formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili

di solidarietà politica, economica e sociale”.

Riconosce Quando li incontra li sa riconoscere e li integra nel suo sistema. Non c’è però un

elenco dei diritti. In parte affiorano nel testo costituzionale e in parte sono desunti grazie

all’interpretazione della C.C. (Corte Costituzionale), anche alimentata dal dibattito che c’è con gli

altri livelli e fonti che riconoscono i diritti umani (ONU, UE).

 Stato liberale > Stato fascista > Stato sociale

 “Catalogo” dei diritti (libertà individuali e libertà collettive); diritti sociali (non esigibilità)

 

Riserva di legge (e principio di tassatività dei limiti) Altra tutela che la Costituzione dà

all’ordinamento democratico. In alcuni ambiti si pone la riserva di legge, ovvero in alcune materie è

il Parlamento che si riserva di legiferare su alcuni aspetti (temi sensibili). Alcune tematiche possono

essere disciplinate solo da una fonte di rango primario e dal Parlamento. La corrispondenza è

inviolabile a meno che una legge non disponga diversamente. Le intercettazioni sono una violazione

della riservatezza, ma se c’è una legge che ne dispone l’intercettazione allora questa può anche

arrivare ad essere diffusa nel caso in cui si tratti di reato.

ARTICOLO 21- PARTE I - DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI TITOLO I - RAPPORTI CIVILI

Art. 21 Cost.

COMMA 1: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e

ogni altro mezzo di diffusione.

COMMA 2: La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

COMMA 3: Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di

delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che

la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

COMMA 4: In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento

dell'Autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia

giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, sporgere denunzia all'Autorità

giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e

privo di ogni effetto.

COMMA5: La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di

finanziamento della stampa periodica.

COMMA 6: Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie

al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.»

Si trova nella prima parte della Costituzione, “Diritti e Doveri dei cittadini”. Titolo I – Rapporti civili

Relazioni tra i privati. Per questo diritto è sembrata una collocazione strana, sospetta in quanto è un diritto

fondamentale che è stato anche riconosciuto dall’ONU. Come se fosse qualcosa che riguarda solo i cittadini

italiani. Dal comma 2 al 5 si parla della stampa mezzo di comunicazione di massa allora fondamentale. Era

l’unico, c’era la radio che per tanto tempo era solo la radio di Mussolini. Quello che viene detto sulla stampa

è stato poi ritenuto applicabile a tutti i mezzi di comunicazione di massa con alcuni distinguo per quello che

riguarda internet. Il primo e l’ultimo comma rappresentano la parte di valenza più generale di questo articolo.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero Era stata cosi profondo il fascismo

che era forte il desiderio della libertà di pensiero anche nella sua espressione e manifestazione. Durante il

fascismo si doveva tacere altrimenti si veniva imprigionati, arrestati. È una libertà cosi ampia che

comprende il suo contrario – sono talmente libero di manifestare il mio pensiero che posso anche non

farlo. Non sono obbligato e non posso mai esserlo.

Questo articolo non è mai stato modificato. Ci sono due proposte di riforma dell’articolo 21 che però

mantengono questo testo ed aggiungono altri articoli alla Costituzione con specifiche relative ad internet.

Cos’è la manifestazione del pensiero? Non è un diritto assoluto, ma può e deve essere bilanciato con altri

diritti ed interessi ma questo lo può fare solo il legislatore con legge ordinaria. È un tema che gode di riserva

di legge. In questo caso la riserva di legge è legata al buon costume. Da dove viene questo diritto? L’origine

e la scelta alla base di questo articolo deriva dalle rivoluzioni e dalle Carte successivamente riconosciute alla

fine del 700 che hanno dettato una interpretazione di quelli che potevano essere i modelli costituzionali che

pregnano ancora oggi i modelli costituzionali degli ordinamenti.

L’affermazione dei diritti di informazione è riconosciuta nelle costituzioni degli Stati democratici a

partire:

 Dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (Francia, 1789)

 Dalla Dichiarazione di indipendenza americana (1776)

Il diverso approccio dei due Paesi ha caratterizzato i due modelli cui si sono ispirate le successive

costituzioni

La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino e la Dichiarazione di indipendenza americana

compongono il nucleo essenziale dei diritti di tutti i modelli costituzionali, anche per quello che riguarda la

libertà di espressione. Il modello francese ha influenzato molto i modelli di Costituzione presenti in UE. Il

modello americano ha caratterizzato il diritto anglosassone.

Dichiarazione dei diritti dell’uomo e de

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maddytheonlyone di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dei media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Caporale Marina.
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