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vitalizio. Tale assegno spetta ai parlamentari che hanno 65 anni e che abbiano prestato versato contributi

per 5 anni.

17. I parlamentari pubblici impiegati

I parlamentari pubblici impiegati, vengono collocati in aspettativa per il mandato parlamentare. Non

possono fare carriera se non per anzianità.

18. Le guarentigie della camera nel loro complesso.

Le guarentigie di cui godono le camere, per la protezione dell’assemblea, si riflettono sui singoli

componenti. (Romano). Innanzitutto speciali norme penali tutelano l’esercizio delle funzioni delle

camere (art. 289 cod. pen.) nonché il vilipendio di esse (art. 290 cod. pen.).

Queste protezioni penali comune anche per il presidente della repubblica e al governo, va ricordata

l’immunità della sede. La polizia o altra forza dell’ordine o giudiziaria, non può entrare nelle camere

se non autorizzata dal presidente delle camere e solo dopo aver tolto la seduta.

I poteri necessari per il mantenimento dell’ordine all’interno dell’aula dipendono dal presidente che li

esercita o li delega ai questori, e con l’ausilio della guardia di servizio.

Va menzionata l’autonomia contabile delle camere, che determinano da se stessi il loro fabbisogno

finanziario e gestiscono direttamente apposito fondo somministrato dal Tesoro dello Stato senza

essere sottoposti a controllo esterno.

Sezione III

L’organizzazione e il funzionamento delle camere

19. I regolamenti parlamentari.

Secondo quanto disposto dall’art. 64 comma 1 cost. , ciascuna camera adotta il proprio regolamento a

maggioranza assoluta dei suoi componenti. I regolamenti parlamentari possono definirsi come un

complesso di disposizioni che ciascuna camere vota nell’esercizio di autonormazione e che regolano lo

svolgimento dei suoi lavori, la sua organizzazione, i suoi rapporti con il governo, con organi esterni ad

essa stessa. I regolamenti contengono norme costitutive dell’ordinamento giuridico, alcuni delle quali

provengono dalla cost. stessa (art. 72).Sono fonti del diritto che sfuggono alla gerarchia delle fonti. Essi

avendo una particolare riserva di cost. non possono essere emanate dal norme ordinarie, per il fatto di

organizzare organi cost. e dunque la sua potestà regolamentaria ex art. 64 cost. Dal 1971 le camere

pubblicano sulla gazzetta ufficiale le modifiche regolamentari quale natura di fonte normativa, ed hanno

un periodo di vacatio, come per le altre fonti atto.

E’ indubbio che posseggano l’efficacia sostanziale propria delle fonti normative. L’efficacia formale non

è quella del regolamento perché si pongono come fonte di 1° grado solo sotto la costituzione. I

regolamenti parlamentari non sono menzionati nell’art. 134 cost. e sfuggono al sindacato della corte

cost. Lo schema dei regolamenti della camera e del senato è eguale. Una prima parte è dedicata

all’organizzazione delle camere; poi particolare rilievo assumono le norme relative alla formazione delle

leggi, in quanto direttamente esecutivi della cost. I regolamenti disciplinano le procedure di indirizzo

controllo e di informazione dei rapporti tra governo e camere.

20. Il presidente e l’ufficio di presidenza.

L’art. 63 cost. dispone che ciascuna camera elegga tra i suoi componenti il presidente e l’ufficio di

presidenza. Secondo i regolamenti è composto 4 vicepresidenti, 8 segretari, 3 questori. Al senato prende il

nome di consiglio di presidenza. Il presidente rappresenta le camere. E’ organo super partes.E’

imparziale. Egli acquista una posizione costituzionale che lo vede garante delle minoranze e del corretto

svolgimento delle attività parlamentari. E’ custode delle prerogative delle camere . E’ uomo della

costituzione titolare non di astratti poteri ma di precisi interessi politico- costituzionali (Manzella). Spetta

al presidente assicurare i lavori d’aula, di applicare il regolamento, da la parola la toglie, dirige e modera

le discussioni, ecc. 8

21. I gruppi parlamentari; le commissioni permanenti; le giunte; le commissioni d’inchiesta; le

deputazioni.

L’art. 14 R.C.D dispone che i deputati entro 2 giorni dalla prima riunione dicano a quale gruppo

appartengono, mentre l’art. 14 R.S.R. dispone che i senatori indichino entro 3 giorni a quale gruppo

devono far parte. Avremo di regola tanti gruppi quanti sono i partiti politici rappresentati nelle camere. I

partiti politici svolgono la loro azione attraverso i gruppi politici con rigida disciplina anche contraria al

divieto imperativo. Ogni gruppo parlamentare è composto da almeno 20 deputati. Al senato i gruppi sono

di almeno 10 senatori o di 5 se hanno presentato in 15 regioni con lo stesso contrassegno e siano stati

eletti in almeno 3. Al gruppo misto aderiscono gli indipendenti ed i parlamentari la cui forza numerica sia

inferiore a formare un gruppo. Ogni gruppo si dà una propria organizzazione interna con la nomina di 1

presidente di 1 o + vice presidente di un comitato direttivo alla camera e di segretari al senato. Ad essi

è assicurata la disponibilità di locali e mezzi e contributi.

Le commissioni permanenti sono organi interni delle camere. Rispecchiano i gruppi parlamentari, per cui

la maggioranza sarà rispecchiata nella commissione e la minoranza avrà ovviamente,la stessa

composizione dell’aula. Le commissioni sono organo importante delle camere, per questo motivo è

importante nella dialettica rispecchiare in piccolo l’aula. Compiti sono quelli di riunirsi in sede referente

per l’esame di questioni che riferiscono in aula. In sede consultiva per esprimere pareri. In sede

legislativa per l’esame e l’approvazione dei progetti di legge. Si riuniscono in sede politica per ascoltare

le comunicazioni del governo, nonché per esercitare le funzioni di indirizzo controllo e di informazione e

per presentare all’assemblea di propria iniziativa, relazioni e proposte su materie di loro competenza.

Le giunte sono organo permanente delle camere, nominati dal presidente in modo da rispecchiare la

proporzione dei gruppi. Alla camera sono: La giunta per il regolamento ; la giunta delle elezioni; la giunta

per le autorizzazione richieste ex art. 68 cost.. Al senato sono: La giunta per il regolamento ; la giunta

delle elezioni e delle immunità parlamentari; la giunta degli affari della comunità europee.

Le commissioni di inchieste (art. 82 cost.) e le deputazioni (non più previste nel nuovo regolamento).

Essi sono organi straordinari che vengono create in caso di necessità rispecchiando la composizione della

camere stessa.

22. Gli organi bilaterali.

Esistono organi bilaterali, cioè composti pariteticamente da deputati e senatori,collegati strutturalmente e

funzionalmente con l’aula. La cost. all’art. 126 comma IV dispone solo la commissione per le questioni

regionali e non ne istituisce altre. Non è escluso che si possano fare inchieste parlamentari bicamerali,

anzi l’art. 26 R.S.R. prevede espressamente la formazione di organi bilaterali che per consuetudine sono

stati creati anche alla camera.

23. La legislatura; la decadenza dei progetti di legge; la prorogatio; la convocazione.

Col termine legislatura si intende il periodo che va dalla 1 riunione dell’assemblea al giorno del loro

scioglimento normale 5 anni , o al giorno dello scioglimento anticipato art. 88 cost. ad opera del

presidente della repubblica.

Con la fine della legislatura decadono tutti i progetti di legge che non sono approvati dalle due camere.

Possono essere ripresentati se vi è convenienza politica.

Finché non siano insediate le nuove camere sono prorogati i poteri delle precedenti (prorogatio art. 61 ). Il

prolungamento senza termini è previsto solo in caso di guerra, e deve essere deliberato con legge art. 60

cost. Nella prorogatio le camere non hanno la loro rappresentatività che può essere stravolta con la

volontà del corpo elettorale. Le camere in prorogatio possono solo effettuare la normale amministrazione

ed in caso di necessità ed urgenza o in casi indifferibili possono effettuare le loro funzioni ,(es. caso di

guerra; conversioni decreti legge; leggi rimandate dal presidente della repubblica). Le camere sono

convocate di diritto : 1) entro 20 giorni delle elezioni (art. 61) in una data fissata dal presidente della

repubblica che indice le elezioni; 2)il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre (art. 62); quando

una camera si riunisce in via straordinaria è convocata di diritto anche l’altra, ciò per permettere il

contemporaneo svolgimento dei lavori delle due camere (art. 62 comma 2), ciascuna camera può essere

convocata in via straordinaria dal suo presidente o dal presidente della repubblica, o da un terzo dei

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componenti (art. 62 c. 2) e su mozione di aggiornamento quando sospendendo i lavori si rinvia per la

loro ripresa.

Le camere cessano dal loro ufficio o per fine mandato o per scioglimento anticipato. Li scioglie il

Presidente della repubblica (art. 88) sentiti i presidenti delle camere. Tale potere non lo può esercitare

negli ultimi 6 mesi del suo mandato.

24. Il funzionamento: la pubblicità delle sedute; il numero legale; la determinazione della

maggioranza; i sistemi di votazione; l’ordine del giorno; la programmazione dei lavori.

Le sedute delle camere sono pubbliche, ma norma dell’art. 64 cost. esse possono essere segrete. La

pubblicità delle sedute si applica sia ammettendo il pubblico nelle apposite tribune, sia con la

pubblicazione degli atti parlamentare, sia con la pubblicazione dei resoconti stenografici ai sensi dell’art.

72 comma 3 cost.

Perché la seduta sia valida occorre che vi sia numero legale (art. 64 comma 3 cost.) , cioè il numero dei

parlamentari sia in maggioranza. Le camere hanno adottato la presunzione del numero legale, cioè vi è

sempre il numero legale a meno che 20 deputati o 12 senatori ne richiedano la verifica.

Le deliberazioni delle camere devono avvenire a maggioranza dei presenti (maggioranza semplice) salvo

che la costituzione richieda la maggioranza assoluta (metà + 1) o qualificata (2/3, 3/5 dei componenti) .

Gli astenuti nella conta hanno creato un problema. Essi nella camera dei deputati a norma dell’art. 48

R.C.D. i deputati devono votare con un si o un no, l’astenuto dunque non conta; al senato a norma

dell’art. 107 R.S.R., essendo le decisioni prese a maggioranza dei presenti, l’astenuto fa numero legale.

C’è da dire che questo tipo di votazione no può essere controllato da alcun organo costituzionale, infatti

anche la Corte cost. con sent. 78/84 ha dichiarato l’autonomia del parlamento e dunque la sottrazione ad

ogni organo dello stato sulle procedure ( votazione, convocazione dell’assemblea; ecc.) le quali avendo i

regolamenti una riserva di legge assoluta, non è possibile operare alcun controllo. Nemmeno nel caso dei

pianisti, cioè deputati che votano per se stessi ed altri possono essere perseguiti, se non all’interno

dell’organo camerale stesso.

Le votazioni sono palesi o segrete. Le prime avvengono per alzata di mano, per divisione (da una parte i

favorevoli ) per procedimento elettronico, (con registrazione dei nomi),per ppello nominale (si, no,

astenuto), per revocare o concedere la fiducia al governo ai sensi dell’art. 94 c. 2 cost. e art. 116 c. 3 R.

C.D. Le votazioni sono segrete per schede quando si elegge il presidente della repubblica, i membri della

corte cost.; a scrutinio segreto (mediante il sistema della pallina, bianca nell’urna bianca e nera nell’urna

nera , ecc. La votazione segreta ha luogo secondo il procedimento elettronico art. 117 R.S.R. che

garantisca la segretezza del voto.

Le camere non possono discutere o deliberare su materie che non siano all’ordine del giorno per evitare

decisioni di sorpresa.

Le camere programmano i lavori,con un calendario per 3 mesi alla camera e per 2 mesi al senato. A tale

programma si arriva con la presenza dei capigruppo e la maggioranza deve essere all’unanimità con i

regolamenti del 71, rendendo partecipi le minoranze. Ma questa unanimità difficile da trovare per le

diverse opinioni politiche, si è risolta nel 97 con l’introduzione per la camera dei deputati della

maggioranza dei 3/4. Se non si raggiunge neanche sarà il presidente della camera secondo le indicazioni

del governo a dare il programma dei lavori, ed inserendo anche le proposte di minoranza per 1/5 degli

argomenti trattati. In caso di ulteriore scontro, il presidente fissa per i 2 giorni gli argomenti da trattare. Al

senato vi è lo schema settimanale di lavori. Il presidente sulla base delle indicazioni della conferenza dei

presidenti dei capigruppo parlamentari. L’ordine del giorno sarà poi formulato sulla base di tale schema.

25. Gli interna corporis

Con essi si intendono tutti gli atti e le attività delle camere. La loro sindacabilità è esclusa sulla base della

speciale indipendenza che le camere hanno. La corte cost. ha affermato la sua competenza tutte le volte

in cui si tratti di accertare l’osservanza delle norme costituzionali sul procedimento di formazione della

legge . la corte ha deciso (sent. 9/59) che spetta ad essa accertare se il testo di legge che il presidente di

una camera nel suo messaggio di invio del testo di legge approvato, sia effettivamente conforme a quello

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approvato dalla camera stessa. La corte ha affermato che l’autonomia e l’indipendenza delle camere

copre tutte le attività poste in essere riconducibili ai parlamentari stessi, ed impedisce che i

comportamenti siano presi in considerazione anche alla luce di altre norme giuridiche. (sent. 379/96).

26. Ostruzionismo.

Per ostruzionismo si intende l’uso esasperato degli strumenti procedurali a disposizione dei parlamentari,

al fine di ostacolare od impedire la volontà camerale. Esso è di ordine tecnico ed entro certi limiti, è lecito

e da non confondere con quello fisico che è sempre illecito. Dell’ostruzionismo tecnico si avvale

l’opposizione quando vuole impedire la formazione della volontà dell’aula. E’ il caso della conversione

dei decreti legge entro 6 giorni od altri. Esso viene posto in essere con la presentazione di valanghe di

emendamenti, con la richiesta di verifica del numero legale; intervenendo negli articoli per 20 minuti, ecc.

L’ostruzionismo è legittimo quando si fa anche con l’aiuto dell’opinione pubblica, di movimenti ecc. è

illegittimo quando si fa per avere in cambio dal governo dei favori di parte.

Sezione IV

La funzione legislativa delle camere.

Per il principio della separazione alle camere (ed ai consigli regionali) spetta di legiferare. Le norme

giuridiche poste in essere dalle camere sono dette leggi formali, dotate di una particolare efficacia

consistenti nella idoneità di innovare l’ordinamento esistente integrandolo con nuove norme o

modificandolo con l’abrogazione di leggi preesistenti. L’efficacia assume il nome di forza di legge che si

distingue dal valore di legge che sarebbe il particolare regime giuridico della legge o degli atti ad essa

equiparati consistente nella loro sottoposizione al sindacato della corte costituzionale.

27. Il procedimento di formazione della legge ordinaria: A) L’iniziativa legislativa.

La legge formale è un atto complesso eguale alla cui formazione, cioè partecipano in posizione di parità,

le due camere mediante la manifestazione di volontà che si concreta nell’approvazione del medesimo

testo (art. 70 cost.). Il procedimento di formazione consta di 3 fasi:

1) iniziativa legislativa (fase introduttiva;

2) approvazione delle camere (fase costitutiva);

3) promulgazione e pubblicazione (fase integrativa dell’efficacia).

L’iniziativa legislativa, che consiste nella presentazione del progetto di legge ad 1 delle camere, è

attribuita al Governo, ai singoli membri delle camere; al popolo; al CNEL; ai consigli regionali.

L’iniziativa governativa, è la più prevalente perché il governo può contare sulla sua maggioranza per

l’approvazione. E’ collegata all’opportunità di indirizzo politico del governo , si pensi alla legge

finanziaria; a rapporti di natura internazionali ecc. L’iniziativa del governo , prende il nome di disegno di

legge, che deve essere approvato da parte del consiglio dei ministri e per la presentazione alle camere

necessita di un decreto del presidente della repubblica.

L’iniziativa parlamentare è esercitata da ciascun parlamentare delle due camere.

L’iniziativa popolare è esercitata mediante la proposta da parte di 50.000 elettori, di un progetto redatto

in articoli. E’ assieme al referendum, alla petizione uno degli istituti di democrazia diretta regolamentato

dalla legge 352/70 art. 48, 49, e va presentato con una relazione illustrativa al presidente di una delle

camere.

L’iniziativa del CNEL, con la nuova organizzazione dell’organo, non trova particolari difficoltà. Esso

può presentare iniziative di leggi solo nel campo economico- sociale.

I consigli regionali singolarmente o riuniti, possono chiedere alle camere, per interessi regionali,

iniziative in materia regionale , o leggi cornice.

Ai sensi dell’art. 133 cost. i comuni che vogliono chiedere il mutamento di circoscrizioni provinciali o di

nuove province, possono attivarsi con iniziativa, nei modi di cui all’art. 16 c. 2 legge 142/90.

Si parla di iniziativa vincolata o di iniziativa riservata (Spagna Musso), la prima è quando una proposta

di legge non è facoltativa,ma obbligatoria : es. legge di bilancio; la seconda si ha quando il potere è

esercitato da un solo soggetto es. i rapporti stato e le confessioni acattoliche (art. 8 cost.), il governo è in

grado di avviare e concludere le intese con le rappresentanze di queste confessioni che costituiscono la

base della legge regolatrice. 11

28. Il procedimento di formazione della legge ordinaria: B) l’approvazione delle camere: a) il

procedimento ordinario.

L’approvazione di progetto di legge avviene secondo 3 procedimenti: ordinario; decentrato (o per

commissione); misto.

1) il procedimento ordinario, secondo quanto disposto dall’art. 72 c. 1 cost. il progetto di legge viene

preliminarmente esaminato e discusso in commissione nella materia alla quale il progetto si riferisce sede

referente. La commissione istruisce, può modificare, riunire più progetti della stessa materia, in unico

testo. Dopo l’esame trasmette all’assemblea il progetto di legge, con la relazione di maggioranza e di

opposizione. L’assemblea discute le linee generali al fine di accertare se l’assemblea è favorevole o meno

al progetto. La discussione si chiude con la presentazione o la votazione dell’ordine del giorno, e soltanto

se l’assemblea è favorevole al progetto si passa alla discussione ed all’approvazione dello stesso articolo

per articolo. Se si vota un ordine del giorno di non passaggio agli articoli il progetto si arresta. Approvati i

suoi articoli si passa alla votazione finale a scrutinio palese. Essa è necessaria perché i suoi articoli

potrebbero essere stati cambiati, con emendamenti sostanziali.

Questo procedimento ordinario deve essere sempre adottato a norma dell’art. 72 comma 4 cost. per i

disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale; per quelle di delegazione legislativa; di ratifica di

trattati internazionali,di approvazione di leggi di bilancio e consuntivi; i disegni di legge di conversione

dei decreti legge, e i disegni di legge rinviati dal presidente della repubblica per una nuova deliberazione.

Il costituente con l’art. 75 comma 2 volle privilegiare le assemblee per le leggi di bilancio e di ratifica di

trattati internazionali, sottraendoli al referendum. La ratio è che per questa sottrazione si è voluto riservare

l’esame e l’approvazione all’assemblea. Poiché le suddette leggi non possono essere abrogate che con

legge formale, si è voluto riservare all’assemblee con le sue maggioranze e minoranze politiche la

procedura ordinaria, per la loro incidenza sull’indirizzo politico.

L’art. 72 c. 2 dispone che i regolamenti delle camere possono stabilire procedure abbreviate per i progetti

di legge. Sulla richiesta di dichiarazione d’urgenza, (alla camera da parte del governo, di un presidente di

gruppo, di 10 deputati; al senato da parte del proponente, del presidente della commissione competente, o

di 8 senatori); l’assemblea delibera per alzata di mano. Questa procedura comporta al senato la riduzione

dei termini a metà; alla camera dispone la riduzione di volta in volta.

29. segue b) il procedimento decentrato.

Nel procedimento decentrato, la commissione legislativa non si limita ad esaminare il progetto, ma lo

approva. Essa è definita decentrata per il fatto che non si svolge dinanzi all’assemblea, bensì in

commissione competente per materia che delibera. L’assegnazione alla commissione deliberante è

proposto alla camera dal presidente e deve essere approvato dall’assemblea (art. 95 R. C.D.) ed al senato

il presidente si limita a comunicarlo all’assemblea (art. 35 R. S.). Tale procedimento non può essere

adottato a norma dell’art. 72 comma 4 cost. per i progetti di legge in materia costituzionale ed elettorale;

di ratifica di trattati internazionali, di approvazione di leggi di bilancio e consuntivi.

30. segue: c) Il procedimento misto.

Questo procedimento consiste in una suddivisione di lavori tra la commissione e l’assemblea. Secondo

l’art. 96 R.C.D., l’assemblea può decidere di deferire alla commissione gli articoli e riservarsi per sé

medesima l’approvazione senza dichiarazione di voto dei singoli articoli, nonché sulla votazione finale.

Al senato il presidente può, dandone comunicazione al senato, assegnare in sede redigente alla

commissione permanente, riservando all’assemblea sulla votazione finale con sole dichiarazioni di voto.

31. Alcune considerazione sulla fase costitutiva.

Le camere devono approvare il testo di legge in unico documento. Se una camera approvi il testo e l’altra

lo emenda, il testo dovrà tornare all’altra camera che lo riesaminerà e se la stessa apporterà modifiche

ulteriori dovrà ripassare all’altra camera ( la c.d. navetta). I presidenti delle camere possono disporre che

su un progetto di legge assegnato ad una commissione si pronunci un’altra commissione. Alla camera è

obbligatorio il parere della commissione bilancio tesoro e programmazione se un progetto di legge

implichi nuove entrate o spese, mentre la commissione costituzionale su richiesta del presidente esprime

pareri sulla legittimità costituzionale e sul pubblico impiego. (le commissioni filtro). I pareri delle

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commissioni sono vincolanti se si è in sede deliberante. Al senato è obbligatorio il parere della giunta per

gli affari delle comunità europee, per i progetti di leggi concernenti l’applicazione di accordi relativi alla

comunità europea, e affari costituzionali per i progetti di legge di rilevanza costituzionale.

32. Il procedimento di formazione della legge ordinaria: c) la promulgazione.

La legge approvata dalle due camere viene trasmessa da parte del presidente della camera che l’ha

approvato per ultima, al presidente della repubblica per la promulgazione. La promulgazione costituisce

l’ultima fase del procedimento di formazione della legge, quella integrativa dell’efficacia. La

promulgazione si distingue dalla sanzione che il re dava alla legge stessa. La sanzione, era una

approvazione del re che oltre le due camere dava. La promulgazione invece attiene l’integrazione

dell’efficacia. La promulgazione delle leggi deve avvenire entro 30 giorni. Con essa il presidente della

repubblica : 1) attesta che la legge è stata approvata dalle 2 camere; 2) dichiara la sua volontà di

promulgare la legge; 3) ordina la pubblicazione della legge e vi appone la clausola esecutiva (E’ fatto

obbligo a chiunque di osservarla).

Il presidente della repubblica non è tenuto a promulgare la legge se vi trova elementi di incostituzionalità

formali o sostanziali (art. 74 cost.) Egli la può mandare alle camere con messaggio motivato perché

accolgano i motivi della non pubblicazione. Le camere possono riapprovare il medesimo testo ed il

presidente della repubblica deve promulgare la legge per il fatto che tra la volontà del presidente e delle

camere sono queste ultime ad avere la meglio. Può il presidente della repubblica (e questa è ipotesi di

scuola) non promulgare la legge se vi siano estremi di attentato alla costituzione.

33. La pubblicazione della legge.

La pubblicazione della legge, avviene ad opera del Ministero di grazia (guardasigilli), che con il visto ne

attesta la regolarità dell’atto, nella raccolta ufficiale degli atti della repubblica e pubblicata sulla gazzetta

ufficiale entro 30 giorni. Non vi può essere ritardo se non per disposto della legge stessa. La legge ha 15

giorni di vacatio legis (a meno che la stessa legge ne disponga il posticipo o l’anticipo). Dalla

pubblicazione della legge, sorge la presunzione di conoscenza per tutti i cittadini di osservarla. Con

sentenza della Corte cost. n. 364/88, si è dichiarato l’art. 5 cod. pen. nella parte in cui non si può

invocare in materia penale la scusa di non sapere. La corte nella sua complessa decisione del combinato

disposto di cui agli artt. 27, 1 e 3 comma, 2,3, 73, comma 3, e 25,2 comma, ha osservato che l’art. 5

cod. pen. Viola lo spirito della carta cost. senza dare alcun rilievo alla conoscenza od all’ignoranza della

legge penale e dell’illiceità del fatto, sottoporre il soggetto agente alla sanzione più grave senza alcuna

prova della sua colpevole ribellione all’ordinamento tutto equivale a scardinare fondamentali garanzie

che lo stato democratico offre. La promulgazione attribuisce immediata efficacia all’atto normativo. La

data della legge è quella del decreto di promulgazione, il numero quello della raccolta ufficiale.

34. Il procedimento di formazione delle leggi di revisione costituzionale e delle altre leggi

costituzionali.

La costituzione italiana è rigida. Da ciò si evidenzia che una legge ordinaria non può modificarla. Infatti,

l’art. 138 cost. prevede una procedura aggravata, e prende il nome di legge costituzionale. Si differisce

dalla legge ordinaria nella sostanza. Nel procedimento costituzionale si può inserire la manifestazione

della volontà del corpo elettorale con il referendum. L’art. 138 cost. dice che le leggi di revisione

costituzionale e le altre leggi costituzionali sono adottate con due successive deliberazioni ad intervallo

non minore di 3 mesi e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna camera nella

seconda votazione. Rispetto alla procedura ordinaria si possono evidenziare le seguenti differenze: 1)

Doppia deliberazione dei componenti di ciascuna camera con un tempo di non meno di 3 mesi, per

l’esame più approfondito del progetto di legge; 2) il progetto deve essere approvato nella seconda

votazione dalla maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna camera. Si è chiesto se le deliberazioni

dovessero essere per ciascuna camera in successione, o in alternativa. I regolamenti del parlamento da

sempre hanno disposto, nel silenzio costituzionale che le deliberazioni avvenissero alternativamente.

L’aggravio della procedura non si esaurisce con la doppia deliberazione per ciascuna camera. Il progetto

approvato non si trasforma in legge costituzionale; esso viene pubblicato sulla gazzetta ufficiale per

essere conosciuto dai cittadini. E’ una pubblicazione anomala perché non è inserito nella raccolta ufficiale

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degli atti della repubblica, ne è promulgato dal presidente della repubblica. Entro 3 mesi dalla

pubblicazione 500.000 elettori, 1/5 dei componenti di ciascuna camera, 5 consigli regionali possono

richiedere il referendum popolare (art. 138 cost). Esso è disciplinato dalla legge 352/70. Il referendum è

valido se la maggioranza dei voti validi con esclusione delle schede nulle e bianche si sia espresso, in

modo in un modo positivo o negativo, e nel caso di esito positivo il presidente della repubblica

promulgherà nei modi di legge il progetto. In tal caso il progetto decade. Se nel frattempo i componenti

della camera hanno approvato a maggioranza assoluta 2/3 dei componenti il progetto, il referendum non

può essere attuato, per il fatto di presunzione assoluta che il corpo elettorale si sia espresso con la

manifestazione della volontà dei componenti delle camere. La dizione legge di revisione cost. o altra

legge cost. non è facile da capire. Infatti l’art. 72 c. 4 cost. parla di legge in materia cost. La legge di

riserva cost. è quella che disciplina la materia e che ne forma oggetto diverso da quello disciplinato. Le

altre leggi cost. sono quelle che la cost. qualifica come tali es. l’art. 71 c. 1 per il potere di iniziativa

legislativa di altri organi; l’art. 116 per l’attuazione degli statuti speciali; ecc. Ma anche questa differenza

appare non facile. E’ comunque demandato al parlamento tale differenza anche per opportunità politica.

Diversa dalla revisione è la rottura cost. Essa si ha quando il testo cost. è in rottura con altro articolo o

disposizione cost. Nella cost. italiana è il caso delle disposizioni transitorie e finali che derogano ai

principi costituzionali, es. la XII disp. in deroga all’art. 49 vieta la riorganizzazione del partito fascista e

demanda alla legge l’applicazione. Ecc.

35. I limiti alla revisione costituzionale.

Limiti alla revisione costituzionali sono previsti sia in modo esplicito che implicito. La costituzione è

rigida non perché sia immodificabile, ma perché alcuni suoi principi sono non modificabili. Esistono

nella costituzione i cosiddetti concetti valvola che per gli stessi spazi vuoti in essa rinvenibili che

caratterizzano la duttilità ed elasticità della costituzione. Il problema non è la immodificabilità della

costituzione stessa, ma il suo grado e la sua misura. Esistono limiti assoluti, si pensi all’art. 139 (la forma

repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale) o altri principi art. 3 eguaglianza, art. 2

diritti inviolabili dell’uomo, art. 1 la democrazia, art. 4 il lavoro. Essi sono principi come dice Mortati

assoluti alla revisione costituzionale. Il cambiamento di tali principi trasformano la costituzione in altro

documento. La stessa corte cost. sent. 1146/88 ha ribadito alcuni principi supremi che non possono

essere sovvertiti o modificati, in quanto principi che appartengono a valori supremi sui quali si fonda la

costituzione italiana.

Sezione V

L’attività di indirizzo politico delle camere.

Le camere oltre all’emanazione di leggi formali, collaborano con il governo, in rapporto della fiducia che

questo deve avere, nell’attività di indirizzo politico.

36. L’indirizzo politico.

L’indirizzo politico è una attività dello stato. Esso è la condotta ed il governo di una comunità sociale,

collegabile con l’attività di governo, in funzione di conseguire un fine. L’attività consiste in 3 fasi.

1 teleologica relativa alla definizione dei fini da perseguire; la 2 strumentale per la predisposizione

dell’apparato organizzativo ed i mezzi necessari per tradurre la programmazione politica in realtà; la 3

effettuale con la creazione di atti che concretizzano i fini.

Gli organi preposti all’indirizzo politico sono il parlamento ed il governo. Essendoci una fiducia reciproca

essi lavorano congiuntamente sia nell’approvazione della fiducia al governo, che in tutti quegli atti

(mozioni, risoluzioni ecc), sia nella sfiducia al governo. La fase strumentale viene definita con

l’approvazione della legge di bilancio che dà l’indirizzo politico e trova le economie per gli obiettivi.

Spetta agli organi dell’amministrazione statale (centrali e periferici) l’attuazione dell’indirizzo politico.

All’attività di indirizzo politico viene esercitata attraverso controlli da parte delle camere sul governo per

l’attuazione dell’indirizzo stesso, con mozioni ecc.

L’indirizzo politico non è attività che svolge il presidente della repubblica, anche se può influenzarla, o la

corte costituzionale. Né si può ricondurre ab externo all’attività le forze di pressioni che si sviluppano nel

territorio (movimenti politici, sindacati, gruppi di pressione) in quanto appunto non destinatari

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dell’attività di indirizzo politico. Essi però possono raccordarsi con il governo-gruppi parlamentari di

maggioranza ed al rapporto fiduciario che lega il governo al parlamento quale espressione della volontà

popolare. Gli atti della camera sull’indirizzo politico sono: A) La mozione di fiducia; B) le leggi di

indirizzo politico; C) la deliberazione dello stato di guerra; D) le procedure di indirizzo, di controllo e

di informazione; E) la mozione di sfiducia.

37. A) La mozione di fiducia.

Essa attiene alla fase della determinazione dell’indirizzo politico. Ai sensi dell’art. 94 c. 3 cost. il governo

entro 10 giorni dalla sua formazione si deve presentare alle camere per ottenere la fiducia. I 10 giorni

decorrono dal giuramento prestato dal governo nelle mani del presidente della repubblica. Il governo a

mezzo del suo presidente espone alle camere il programma( dichiarazione programmatica). Si procede

alla discussione sulla dichiarazione ed alla votazione motivata per appello nominale dei parlamentari. La

motivazione avviene per il consenso al programma ed impegnano il governo allo svolgimento dello

stesso. Nominale perché i parlamentari possano assumersi la responsabilità politica. La fiducia avviene

con la sola maggioranza dei presenti, art. 64 cost. che viene richiesta anche per le deliberazioni in

generale.

38 B) Le leggi di indirizzo politico: 1) la legge di bilancio e la legge finanziaria.

Si definiscono leggi di indirizzo politico quelle leggi medianti le quali il parlamento partecipa

direttamente alla direzione politica dello stato. Esse sono: La legge di bilancio preventivo ; la legge

finanziaria; la legge di approvazione dei programmi economici; la ratifica dei trattati internazionali; la

legge di amnistia ed indulto. La legge di bilancio e quella finanziaria valgono a predisporre

normativamente la ripartizione dei mezzi finanziari allo stato ed al settore pubblico allargato; la legge di

programma ad identificare i fini sociali es. art. 41 c. 3; con la ratifica dei trattati internazionali si da una

chiaro segno politico a far entrare nell’ordinamento italiano norme estranee all’ordinamento stesso es. art.

80 cost. che richiede la autorizzazione della rappresentanza dell’assemblea; le leggi di amnistia ed indulto

indicano la volontà politica di provvedimenti di clemenza.

A norma dell’art. 81 c. 1 cost. le camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo

presentato dal governo. E’ una legge vincolante (si approva ogni anno) e riservata (solo il governo è

legittimato ad esercitare il relativo potere). La legge 468/78 come modificata dalla legge 208/99,

innovativa, dispone:

1)che la previsione delle entrate e delle spese dello stato sono ispirati alla programmazione finanziaria e

che il governo deve presentare alle camere entro il: a) 30 giugno deve approvare il documento di

programmazione economica finanziaria che viene approvato dalle camere e che viene trasmesso alle

regioni; b) 30 settembre il disegno di legge di approvazione del bilancio annuale e pluriennale, il disegno

di legge finanziaria, la relazione revisionale e programmatica, il bilancio pluriennale programmatico, i

disegni di legge collegati alla manovra finanza pubblica con decorrenza dal primo anno considerato nel

bilancio;

2) il bilancio annuale oltre ad indicare le entrate e le spese di cui si autorizza l’impegno (bilancio di

competenza) indichi gli ammontare delle entrate previste e le spese da autorizzare al pagamento (bilancio

di cassa) ;

3) il ministro dell’economia e delle finanze presenti al parlamento entro settembre il disegno di legge

finanziaria con il quadro finanziario per il bilancio pluriennale e prevede la regolarizzazione degli effetti

finanziari agli obiettivi;

4) la conferenza permanente per i rapporti stato regione, esprima parere sulla legge finanziaria con la

partecipazione diretta delle regioni alla programmazione economico finanziaria ed alla elaborazione dei

bilanci.

Queste procedure, presuppongono la programmazione economica di cui la legge di bilancio è il

necessario supporto finanziario.

Entro il mese di giugno il ministro dell’economia e delle finanze deve presentare alle camere un disegno

di legge che preveda il rendiconto generale dell’esercizio scaduto il 31/12 Esso deve avere la

parificazione della corte dei conti. L’esame della legge finanziaria si svolge secondo i regolamenti

parlamentari. In particolare l’esame ha la durata di 45 giorni. In tale periodo nelle camere viene sospesa

ogni attività delle commissioni per esperire tale esame. La natura di legge di indirizzo politico fa si che

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il parlamento vincoli la scelta fra le divisioni di entrate e spese i vari settori dell’amministrazione dello

stato. L’approvazione delle camere della legge di bilancio autorizza il governo ad accertare le entrate e

ad effettuare le spese autorizzate. L’esercizio finanziario ha durata annuale. Qualora le camere non

approvassero la legge di bilancio il governo con una legge ai sensi dell’art. 81 c. 3 è autorizzato ad

effettuare entrate e spese per 4 mesi in ragione di dodicesimi. Potrebbe in ipotesi la legge di bilancio non

essere approvata in parlamento ed allora il governo dovrebbe avvalersi del bilancio invariato e dovrebbe

essere autorizzato di volta in volta col leggi del parlamento. Qualora anche il bilancio tecnico non venisse

approvato non resterebbe che ricorrere all’espediente di fermare il tempo il 30 aprile per un accordo

politico. A norma dell’art. 81 c. 3 con la legge di approvazione di bilancio non si possono stabilire nuovi

tributi e nuove spese. Il carattere normativo della legge di bilancio discende dall’essere legge di indirizzo

politico mediante la quale governo e parlamento concorrono a determinare le spese

dell’amministrazione dello stato. Ogni altra legge diversa da quella di bilancio prevede nuove o maggiori

spese deve indicare i mezzi per far fronte. La legge di bilancio vincola il governo a fare le riscossioni e a

effettuare le spese nei limiti fissati. Il R. D. 2440/23 art. 38 dice che il governo non può trasportare da un

capitolo all’altro fondi assegnati dalla legge. Esso può spostare i fondi all’interno dello stesso capitolo. Il

controllo sull’osservanza della legge spetta alla corte dei conti art. 100 comma 2 cost. Soggetti al

controllo preventivo di legittimità sono tutti gli atti non aventi forza di legge indicati nell’art. 3 legge

20/94: i provvedimenti emanati a seguito di deliberazione del consiglio dei ministri, gli atti normativi a

rilevanza esterni; i provvedimenti di disposizioni del demanio e del patrimonio dello stato, i decreti di

variazione del bilancio, i decreti che approvano i contratti delle amministrazioni dello stato, se attivi di

qualunque importo. La corte è chiamata a dare il suo visto di legittimità dell’atto in generale che nel

particolare sulla legge di bilancio che costituisce lo specifico parametro di controllo. Il presidente della

corte assegna l’atto ad un consigliere delegato al controllo. Se non vi sono problemi l’atto supera il

controllo e viene vistato e registrato. Se ci sono problemi, il consigliere chiede le motivazioni

all’amministrazione che ha emanato l’atto e dopo rinvia al presidente per la motivazione del mancato

visto di controllo. Viene inviato al ministero di appartenenza che lo fare deliberare dal consiglio dei

ministri. Se nell’atto sussistono problemi la corte registra l’atto con riserva ed invia ogni 15 giorni alle

camere tutti gli atti registrati con riserva. Le camere prendono atto della problematica ed emettono un

giudizio politico sull’atto stesso. La corte esercita il controllo in via preventiva, vale a dire

successivamente all’emanazione dell’atto e prima che questo spieghi la sua efficacia. Spetta alla corte il

controllo successivo sulla gestione del bilancio e sul rendiconto generale dello stato per confrontare i

risultati sia per le entrate che per le spese (parificazione): La corte accerta i risultati amministrativi e i fini

raggiunti dalle amministrazioni (controllo di gestione).

39. Segue: 2 Le leggi di approvazione dei programmi economici.

Che le leggi di programmazione economico sociale siano leggi di indirizzo politico risulta evidente per la

serie di direttive per lo sviluppo del paese, attraverso la formazione di piani obiettivo. La legge 685/67 e

il progetto 80 veniva inteso come quadro della politica del governo e degli investimenti pubblici nel

tempo. Tale legge ha di bisogno di un finanziamento adeguato. In Italia, la programmazione economica è

risultata scoraggiante. Manca una legge organica di programmazione generale. Con Maastricht e l’entrata

dell’italia nell’euro, il controllo della politica monetaria è passata alla banca centrale europea.

40. Segue: 3) le leggi di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali.

I trattati internazionali costituiscono una delle fonti di diritto internazionale. Essi costituiscono il diritto

internazionale patrizio che deve essere distinto dal diritto internazionale generalmente riconosciuto ed

accettato per consuetudine internazionale. Il trattato acquista efficacia nell’ordinamento interno solo dopo

legge dello stato che da piena efficacia al trattato stesso con l’ordine di esecuzione adottato con decreto

presidenziale o inserito nella legge di autorizzazione alla ratifica. Il procedimento inizia con la

negoziazione dei plenipotenziari, continua con la conclusione che non fa alcun obbligo e con la ratifica

del trattato da parte degli stati e con la consegna del trattato ad uno stato incaricato di raccoglierlo. Essi

diventano obbligatori dopo le ratifiche degli stati. A norma dell’art. 80 cost. la ratifica deve essere

autorizzata con legge dalle camere. L’intervento delle camere si giustifica perché attinenti all’indirizzo

politico. Le camere esprimono assieme alla ratifica la volontà di dare esecuzione al trattato

nell’ordinamento interno. 16

41. Segue: 4) Le leggi di concessione dell’amnistia e dell’indulto.

A norma dell’art. 79 cost. comma 1, come modificato dalla legge cost. 1/92, l’amnistia e l’indulto sono

concessi con legge deliberata a maggioranza dei 2/3 dei componenti di ciascuna camera, in ogni suo

articolo e nella votazione finale. Tale legge è di indirizzo politico in quanto è la discrezionalità del

parlamento a volerla, e per questo motivo occorre la maggioranza dei 2/3. L’amnistia estingue il reato e se

questo ha fatto scattare una condanna , anche l’esecuzione della stessa e della pena accessoria. L’indulto,

invece condona in tutto o in parte la pena senza cancellare il reato, o lo commuta in pena minore.Esso

non si applica ai casi dopo il disegno di legge.

42. C) La deliberazione dello stato di guerra.

A norma dell’art. 78 cost. le camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al governo i poteri

necessari. Spetta al presidente della repubblica dichiarare lo stato di guerra deliberato dalle camere art.

87 cost. Si è voluto affidare alle camere la dichiarazione di stato di guerra perché rappresentative della

volontà popolare. L’Italia ripudiando la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, e

come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali art. 11 cost. è consentita soltanto la guerra

difesa . Elia, sostiene che non occorre una legge basta una deliberazione delle camere, l’art. 78 cost. non

lo richiede una legge, altri Biscaretti, Lavagna, ritengono che la deliberazione debba avvenire con una

legge. Che è atto tipico del parlamento. Dovendo il parlamento conferire i poteri necessari al governo

questo non può non avvenire con legge.

43. D) Le procedure di indirizzo, di controllo e di informazione:1 Le procedure di indirizzo.

Il rapporto tra governo e parlamento è di natura dinamico. Si pensi al programma del governo che deve

essere aggiornato e sottoposto al parlamento. Le camere esercitano la loro attività con atti unicamerali.

Di attività di direzione politica. Essi sono: La mozione e la risoluzione.

La mozione, diversa da quella di fiducia e di sfiducia, consiste nel promuovere una deliberazione

dell’assemblea su un determinato argomento.

La risoluzione è alla camera, diretta a manifestare orientamenti o a definire indirizzi su specifici

argomenti. Alla discussione deve essere rappresentato il governo che può a norma del regolamento

camerale chiedere di fermare la votazione e di investire l’assemblea per la decisione. Al senato la

risoluzione è un po’ più cauta. A conclusione di esami di affari ad essa assegnata sui quali non deve

riferire al senato, la commissione può votare risoluzioni. La risoluzione quando lo richieda il governo, un

terzo dei senatori della commissione, sono comunicate al presidente del senato affinché le sottoponga

all’assemblea. Quanto all’efficacia delle mozioni e risoluzioni, va detto che ove il governo venisse a

disattuarle, le camere dovrebbero valutare la responsabilità politica richiedendo le dimissioni del governo.

44. Segue: 2 Le procedure di controllo e di indirizzo.

Nelle forme di governo parlamentari, il governo è sottoposto a controllo da parte del parlamento, in

quanto il governo è impegnato ad attuare quel determinato indirizzo politico. Attività conoscitiva e di

controllo sono collegate perché le camere prima devono conoscere e poi controllare. Gli strumenti

predisposti sono: Le interrogazioni; le interpellanze; le indagini e le attività conoscitive in generale svolte

dalle commissioni.

- L’interrogazione consiste in una domanda rivolta dal parlamentare per iscritto al governo per conoscere

se un fatto sia vero oppure no . La risposta può essere scritta od orale. Il governo può differire la risposta

ad altro giorno determinato o può dichiarare di non rispondere. I regolamenti delle camere hanno

introdotto un tipo di interrogazione a risposta immediata ( question time ), ed il governo risponde per 3

minuti.Il parlamentare può replicare per non più di 2 minuti alla camera e 3 al senato.

- L’interpellanza è una domanda rivolta per iscritto al governo su motivi o intendimenti della condotta del

governo in questioni che riguardino aspetti della sua politica. L’interpellanza è qualcosa di più

sostanzioso che l’interrogazione in quanto ove il parlamentare si dichiarasse insoddisfatto potrebbe

trasformare l’interpellanza in mozione ed investire l’assemblea della questione. Questa , così come la non

risposta del governo o la differita della risposta non sono previsti al senato.

- Le inchieste a norma dell’art. 82 cost. possono essere disposte da ognuna delle due camere su materie di

pubblico interesse. Se l’inchiesta è di particolare portata possono essere creati con legge o atto

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bicamerale commissioni d’inchiesta bicamerali. C’e da dire che essendo il governo con la sua

maggioranza in fiducia tale inchieste potrebbero non approdare a nulla. E’ auspicabile che anche le

minoranze facciano inchieste. L’inchiesta come strumento di controllo è quella c. d. politica, diretta ad

accertare situazioni di ordine pubblico in una parte del paese. Vi è poi l’inchiesta legislativa che mira ad

acquisire dati e informazioni per un miglior svolgimento dell’attività legislativa.

Le inchieste sono condotte dalle commissioni che rispecchiano il parlamento. Essa procede a esaminare

ed indagare su fatti, hanno gli stessi poteri e limiti che ha il potere giudiziario. A meno che la legge

istitutiva della commissione d’inchiesta non abbia dato poteri ampi da poter ordinare ai testimoni di

dichiarare su cose coperte dal segreto d’ufficio o dal segreto di Stato.

Le commissioni di vigilanza sono organi permanenti con funzioni di controllo. E’ un organo non nuovo

nel parlamento si pensi alla commissione per la cassa depositi e prestiti. Da ricordare la commissione per

l’indirizzo e la vigilanza sui servizi radiotelevisivi, il comitato parlamentare per i servizi di informazione

e sicurezza.

- Le indagini e le attività conoscitive svolte dalla commissione parlamentare costituiscono una novità dei

regolamenti del 71. Queste assumono rilievo al fine del recupero della rappresentanza del parlamento se

si considera che sono strumenti di audizione diretta da parte della commissione oltre che dei soggetti

dello stato apparato, anche di altri soggetti appartenenti alla comunità statale.

45. E) le mozioni di sfiducia.

Le camere possono sfiduciare il governo che a norma dell’art. 94 deve dimettersi. La sfiducia deve essere

motivata e votata per appello nominale da 1/10 dei parlamentari e non può essere discussa se non prima di

3 giorni per evitare l’assalto alla diligenza. Vi è differenza tra mancanza di fiducia iniziale e voto di

sfiducia. Si ha il primo quando il governo nominato entro 10 giorni presentandosi alle camere non ottiene

la fiducia, si ha il voto di sfiducia quando avendo già la fiducia essa viene revocata dalle camere, con

approvazione di mozione di sfiducia.

In Germania vi è l’istituto di sfiducia costruttiva. Essendo il cancelliere eletto dal Bundestag esso può

essere sfiduciato solo quando elegge a maggioranza dei suoi componenti un altro cancelliere. Con questo

tipo di sfiducia si evitano le lunghe crisi di governo.

In Italia ormai è pacifico la sfiducia ad un solo ministro per gli atti gravi che compie. L’unico caso è stato

nel 95 con la sfiducia del ministro di giustizia Mancuso che sfiduciato ricorse alla corte costituzionale per

il decreto del presidente della repubblica dell’incarico ad interim al presidente del consiglio. La corte

dichiarò la pacifica sfiducia individuale che ormai è nel nostro sistema.

Il governo sfiduciato dalle camere ha l’obbligo di presentare le dimissioni. Ove non lo facesse,il

presidente della repubblica revoca l’incarico al governo. Questo è l’unico caso in cui il presidente della

repubblica può revocare l’incarico al governo per ripristinare la legalità.

Dalla sfiducia si deve distinguere la questione di fiducia che il governo pone nei vari procedimenti in

parlamento per aggirare l’ostruzionismo o gli emendamenti delle minoranze nei disegni di legge, o cerca

di evitare colpi di mano della maggioranza stessa. Con essa il governo precisa che se non passa la

questione dove è stata posta la fiducia esso si dimetterà. La costituzione non ha alcun articolo su tale

questione di fiducia, e si è regolata con prassi. E’ escluso che la questione di fiducia possa essere invocata

su inchieste parlamentari modificazioni del regolamento delle camere, sul funzionamento delle camere,

ecc.

II

Il potere legislativo del popolo.

1. L’iniziativa legislativa popolare ed il referendum costituzionale

Il popolo può esercitare la funzione legislativa con i suoi rappresentanti o in modo diretto con i

referendum, abrogativo e costituzionale , e l’iniziativa legislativa. Esso interviene nella fase introduttiva

del procedimento, formazione della legge (con iniziativa) o in quella costitutiva (referendum

costituzionale) o in via diretta ed esclusiva con l’abrogazione della legge. In tal modo la sovranità

popolare si rende operante e concreta.

2. Il referendum abrogativo: a) la disciplina.

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Il referendum abrogativo è disciplinato dall’art. 75 cost. , dagli artt. 25-40 legge 352/70 ed è promulgato

dal presidente della repubblica. Il referendum è richiesto da 500.000 o da 5 consigli regionali. L’art. 75

comma 2 cost. non ammette referendum per le leggi di bilancio, tributarie, amnistia indulto ratifica di

trattati internazionali. Il costituente volle sottrarre tali leggi alla sovranità popolare per ragioni di

opportunità politica. La proposta del referendum è approvata se ha partecipato la maggioranza degli

aventi diritto al voto e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. Sull’ammissibilità del

referendum abrogativo è chiamata a sindacare la corte costituzionale ai sensi dell’art. 2 legge cost. 1/53,

cui spetta di accertare se la legge da proporre a referendum rientri o meno nell’art. 75 comma 2 cost.

3. Segue: b) I limiti e le sentenze della corte costituzionale sulla ammissibilità.

Ci si è chiesto se l’art. 75 comma 2 sia da interpretare in modo rigido o meno, (cioè se le leggi non

contenute in tale articolo siano da sottoporre a referendum). La corte con propria sentenza 10/72 in

occasione del referendum sul divorzio si espresse in modo rigido. Ed il medesimo orientamento è stato

mantenuto dalla corte stessa nel tempo. Questo orientamento non è da condividere. Infatti se tale

decisione sia di interpretazione rigida, le leggi di revisione costituzionale o di altre leggi costituzionali,

possano essere soggette a referendum perché non espressamente previste nell’art. 75 comma 2. Anche i

decreti legge pur avendo la loro brevità. Altri limiti dunque sono impliciti nel sistema, come anche la

corte stessa ha sancito con sent. 16/78. In essa la corte ha dichiarato inammissibili le richieste che non

riguardino atti legislativi dello stato aventi forza di leggi ordinarie ma tendono di abrogare leggi di

revisione costituzionale o altre leggi costituzionali considerate nell’art. 138 cost.

4. Segue: c) le modalità di attuazione.

Le modalità di attuazione sono disciplinate dalla legge 352/70 art. 25-40, e cioè:

- La deliberazione di richiesta di referendum deve essere approvata dai consigli regionali con la

maggioranza assoluta;

- Non possono essere presentati referendum nell’anno prima della scadenza di una camera e nei 6

mesi successivi alla convocazione dei comizi elettorali per una camera;

- Le richieste di referendum devono essere presentate dal 1 gennaio al 30 settembre alla cancelleria

della corte di cassazione con i fogli delle firme e i certificati elettorali rilasciati tre mesi prima. La

loro legittimità è controllata dall’ufficio centrale per i referendum della corte di cassazione

.L’ufficio dichiara se nel frattempo la legge è stata abrogata la inammissibilità del referendum

stesso, a meno che come disposto dalla sent. Della corte cost. n. 68/78, se la nuova legge sia solo

formale ed ha i contenuti della precedente il referendum viene valicato:

- Lo stesso ufficio centrale del referendum della corte di cassazione a norma della legge 173/95

come modificativa della 352/70, stabilisce, sentiti i promotori la denominazione della richiesta di

referendum da riprodurre nella scheda di votazione

- Il presidente della repubblica su deliberazione del consiglio dei ministri fissa la data del

referendum in una domenica tra il 15 maggio ed il 15 giugno.

- L’abrogazione totale o parziale è dichiarata con decreto del presidente della repubblica e

pubblicata sulla gazzetta ufficiale ed inserita nella raccolta degli atti della repubblica ecc.

5. un istituto atipico: il referendum di indirizzo.

La legge cost. 2/89 ha introdotto una nuova figura di referendum: quello di indirizzo. In esso si prevedeva

la domanda per la trasformazione della comunità europea, con governo responsabile ecc. Tale tipo di

referendum si rese necessario con legge cost. perché la nostra costituzione non lo prevedeva. Esso ha

avuto durato breve, perché formulava un singolo referendum, e dunque la rottura con la costituzione si è

sanata. Resta da chiedersi quali effetti ha prodotto tale referendum sulla volontà dei parlamentari italiani

al parlamento. Infatti se l’unione europea cambiasse assetto, i parlamentari sarebbero su una posizione

indifferibile, perché vincolati al referendum.

III

IL POTERE ESECUTIVO. 19

Con la funzione amministrativa lo stato svolge una attività effettiva e concreta per raggiungere i propri

fini. Essa viene svolta dal governo e dai suoi organi da esso dipendente oltre che dagli organi di uffici ed

enti minori. Con essa si raggiunge oltre che l’attività in senso proprio anche la determinazione

dell’indirizzo politico-amministrativo.

1. Gli organi del potere esecutivo: Il governo e gli organi dipendenti.

Il potere esecutivo è il complesso di organi centrali e periferici con al vertice il governo o i ministeri

(apparato di stato di settore, organo costituzionale). Vi sono anche alcuni settori che pur dipendendo

dal dipartimento della presidenza del consiglio, ( si pensi alle pari opportunità; alla protezione civile;

alla funzione pubblica; ecc) svolgono l’indirizzo politico in seno al consiglio dei ministri o possono

svolgere semplicemente attività amministrativa sono i ministeri senza portafoglio.

A norma dell’art 92 cost. il governo della repubblica è composto dal presidente del consiglio e dai

ministri. Esso dunque è organo individuale il presidente, è organo collegiale il consiglio dei ministri, è

organo complesso (insieme di più organi).

A norma dell'articolo 6 della legge 400/88 è istituito il consiglio di gabinetto composto da alcuni

ministeri chiavi che coordinano con il presidente del consiglio l'indirizzo politico. Esso sorto per la

prima volta nel 1983, con deliberazione formale del Consiglio dei Ministri, oggi ha assunto un ruolo

importante. Esso però potrebbe finire con la creazione di ministeri di tipo A e altri di tipo B. Negli

ultimi governi il consiglio non è stato attuato.

I Sottosegretari di Stato, non entrano a far parte del governo in senso stretto. Esercitano ora funzioni

di rilevanza costituzionale, ora funzioni meramente amministrative.

L'organizzazione del presidente del consiglio prevista dalla legge 400/88 disciplina l'attribuzione del

Consiglio dei Ministri, del presidente del consiglio, dei sottosegretari di Stato, i rapporti fra lo Stato,

le regioni e le province a ordinamento autonomo, la podestà normativa del governo e

l'organizzazione del presidente del consiglio.

L'art. 95 comma 3 costituzione è stato finalmente attuato con il decreto legislativo 300/99 in

attuazione alla della delega della legge 59/97 (Bassanini) e del decreto 303/99. In base a queste

disposizioni a partire dalla XIV legislatura il numero dei ministri è fissato in 12. Essi sono:Affari

estere; interno; giustizia; difesa; economia e finanze; attività produttive; politiche agricole e forestali;

ambiente e tutela del territorio; infrastrutture e trasporti; lavoro salute e politiche sociali; istruzione

,Università e ricerca; beni e attività culturali. Con decreto legge 217/2001 convertito con

emendamenti nella legge 317/2001 sano stati aggiunti il mistero della comunicazione e il ministero

della salute. Oggi sono 14 i dicasteri.

Allo scopo di snellire il funzionamento dei pubblici apparati sono stati create le agenzie, definite

strutture che svolgono attività di carattere tecnico-operativo di interesse nazionale in atto esercitate da

ministeri e da enti pubblici. Essi operano al servizio anche degli enti locali regione comune.

La presidenza del consiglio si articola in un Segretariato generale e in dipartimenti i quali a loro

volta si articolano in ufficio e servizi.

La pubblica amministrazione svolge attività amministrativa: attiva, consultiva e di controllo.

Con l'attiva si realizzano i fini che essa è chiamata per seguire;

con l'attività consultiva gli organi di essa forniscono consigli o parere. I parere si dividono in :

facoltativi quando sono chieste dell'organo attivo;

obbligatori quando l'organo attivo deve per legge richiederli;

vincolante quando l'organo attivo ha l'obbligo di richiederli e nell'emanare l'atto si deve uniformare.

L'attività amministrativa di controllo è diretta a sindacare, con controllo di legittimità e di merito, gli

atti o l'operato degli organi di amministrazione attiva.

Accanto a queste 3 funzioni ve ne è una quarta che è quella di indirizzo e coordinamento che

rientrano nei compiti attribuiti dall'articolo 95 costituzione al presidente del consiglio nel confronto

dei ministri.

Oltre agli uffici centrali e periferici dello stato entrano a far parte della locuzione pubblica

amministrazione gli uffici degli enti pubblici sia territoriali che non territoriali, ( parastato, camere di

commercio ecc). Gli atti emanati da questi uffici posseggono la forza e la stessa efficacia nei

confronti del cittadino degli atti statali in autodichia.

2. I principi costituzionali sulla pubblica amministrazione.

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Alcuni principi relativi alla pubblica amministrazione possono essere desunti nella costruzione quasi

a voler sottolineare che essa costituisca una parte essenziale dell'intera organizzazione dello Stato.

Un primo principio attiene alla organizzazione dei pubblici uffici . L'articolo 97, comma 1,

costituzione al riguardo dice che l'organizzazione dei pubblici uffici deve essere determinata dalla

legge formale. Con legge si deve provvedere all'ordinamento della presidenza del consiglio e dalla

determinazione del numero dei ministeri , art. 95 comma 3 costituzione. Le disposizioni di legge

devono assicurare il buon andamento e l'imparzialità della pubblica amministrazione. (Sentenza

86/92 corte cost.). La buona amministrazione tende a raggiungere la miglior efficienza ed efficacia.

L'efficienza sta ad indicare che la pubblica amministrazione deve seguire i fini ad essa assegnati dalla

legge. L'efficacia si valuta mettendo a raffronto i risultati ottenuti con gli obiettivi programmati.

L'imparzialità dell'amministrazione è ribadita dall'articolo 98 comma 1 cost.: i pubblici impiegati

sono al servizio esclusivo della nazione, ed al comma 3: che prevede la possibilità stabilita con legge

limitazioni all'iscrizione a partiti politici dei magistrati, dei militari di carriera ecc. Il principio di

imparzialità richiederebbe che l'attività della P.A. si svolga in contraddittorio con gli interessati in

modo che venga esercitata non nel mistero e nel segreto degli uffici, ma in modo palese cosicché le

mura degli uffici diventino di vetro (Esposito). Altro principio è quello della legalità che può essere

distinto in principio di legalità formale ( l'amministrazione deve agire nei limiti della legge, ma è

libera di compiere le sue scelte) e sostanziale (l' amministrazione deve agire conformamente alla

legge). Si pensi all'art. 23 costituzione: nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere

imposta se non in base alle leggi; l'art. 13 e seguente sulle libertà fondamentali.

Al principio di democraticità l'attività amministrativa dovrà ispirare alle effettive esigenze della

collettività popolare ed essere sottoposta al controllo da parte dei rappresentanti del popolo. Esempio:

riconoscimento dei diritti generalizzato ai documenti amministrativi, al fine di assicurare libera

circolazione dell'informazione, trasparente ecc.

L'efficacia della pubblica amministrazione ai sensi dell'art. 97 comma 3 cost.:agli impieghi nella

pubblica amministrazione si accede mediante concorso, salvo i casi stabilite dalla legge. Il concorso è

lo strumento valido per garantire la selezione dei più capaci. La costituzione infine prevede un'ampia

tutela dei cittadini nei confronti degli atti della pubblica amministrazione stabilendo che i funzionari

dipendenti dello Stato degli enti pubblici sono direttamente responsabile secondo le leggi penali,

civile amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritto. In tali casi la responsabilità civile

si estende allo Stato e agli enti pubblici, articolo 28 cost. o ancora contro gli atti della pubblica

amministrazione sarà sempre ammessa tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi

innanzi alla giurisdizione ordinaria e amministrativa articolo 113. La responsabilità dello Stato è

solidale con quella del dipendente. Ulteriore garanzia è dato dall'articolo 24 costituzione tutti

possono agire in giudizio della tutela dei propri diritti interessi legittimi. A norma dell'articolo 31

regio decreto 1054/24 T. U. delle leggi sul Consiglio di Stato, che dispone: Il ricorso al Consiglio di

Stato in sede giurisdizionale non è ammesso se si tratta di atti o provvedimenti emanati dal governo

nell'esercizio di poteri politici. Essi nel passato costruivano una species rispettano al genius . Per la

loro natura non possono essere lesive nei diritti soggettivi ne di interesse legittimi e dunque sono

sottratti al controllo giurisdizionale non perché atti politici ma perché per sé stessi inidonei a

provocare lesioni di situazioni giuridiche soggettive in quanto manca invece la corrispondente

compressione del momento della libertà (Giannini -Piras). La legge 1034/71 istitutiva dei tribunali

amministrativi regionali non contiene alcuna norma che esclude la tutela giurisdizionale avverso

particolare categoria di atti; sintomo, questo che la nozione di atto pubblico va intesa nel senso

ristretto di cui si è detto.

3. La formazione del governo

La formazione del governo costituisce un procedimento, cioè si articola in una serie di atti coordinati

e diretti alla formazione di un atto finale la nomina del governo. Questa procedura si inizia ogni volta

che un governo presenti le dimissioni, e vengono accettate dal presidente della repubblica. L’art. 92

comma 2 dice Il presidente della repubblica nomina il presidente del consiglio dei ministri e su

proposta di questi i ministri. La costituzione è laconica su ciò che deve essere fatto.

Le norme del procedimento sono non scritte, convenzioni costituzionali, ed il presidente della

repubblica ha un margine di discrezionalità per la scelta del presidente dl consiglio. Con la nuova

legge elettorale maggioritaria, tale discrezionalità è venuta meno in quanto la nomina del presidente

21

del consiglio è affidata al leader che vince. Ruolo attivo e propositivo tuttavia viene assunto dal

presidente della repubblica in caso di crisi del sistema e coinvolge il modo in cui lo stesso esercita

tale funzione.

Il procedimento si apre con la consultazione da parte del presidente della repubblica In essa si

concentra l’opinione di personalità (ex presidenti della repubblica; capigruppo parlamentari; ecc.) per

la conclusione della crisi. A conclusione di tali consultazioni, il capo dello stato avrà elementi tali da

individuare il nuovo presidente del consiglio con maggiori probabilità di riuscita di ottenere la fiducia

alle camere per il nuovo governo.

In condizioni difficili il presidente della repubblica affidi incarico esplorativo ad una personalità

(presidenti delle camere) per provvedere a svolgere delle consultazioni ristrette. Cosa diversa è

invece il preincarico. Con esso il presidente della repubblica affida ad una personalità politica che

con ogni probabilità conferirà l’incarico, il compito di svolgere ulteriori consultazioni. Con esso la

personalità assume l’incarico ma con riserva di rifiutare l’incarico. Questi inizierà le consultazioni e

chiederà ai partiti di redigere insieme il programma e la lista dei ministri. Se anche questo incaricato

non riesce, il presdiente della repubblica rinvia il governo dimissionario in parlamenti per chiarire le

posizioni con i partiti. Se il governo dimissionario non riesce ad avere una maggioranza il presidente

della repubblica scioglie con messaggio motivato le camere e rinvia al corpo elettorale il responso.

Con il sistema maggioritario si è reso più celere la creazione del governo che viene affidato al leader

della coalizione che vince nel paese. La nomina del presidente del consiglio e dei ministri avviene

con il giuramento nelle mani del presidente della repubblica (art. 93 cost.) e con il decreto di nomina

da parte del presidente della repubblica. Il governo entro 10 giorni dalla nomina deve presentarsi alle

camere per avere la fiducia.

La costituzione non prevede che il governo presenti alle camere il programma. Esso però è implicito

nel sistema. Le camere votano la fiducia al governo sulla base degli obiettivi da raggiungere. Dalla

fiducia, il programma diviene una funzione che da astratto deve concretizzarsi, diviene l’indirizzo

politico del paese.

Dal giuramento alla fiducia delle camere, il governo inizia ad esercitare le sue funzioni. Dall’art. 93

cost. si deduce che il governo appena presta giuramento entra nelle sue funzioni. I 10 giorni servono

al governo per predisporre e perfezionare il programma politico da presentare alle camere. Il governo

ha dei limiti nell’attività di indirizzo politico.

Uno dei primi atti che il governo compie è la nomina dei sottosegretari di stato (non prevista nella

costituzione) che vengono nominati con decreto del presidente della repubblica. Essi coadiuvano con

i ministri nelle loro funzioni; non hanno attribuzioni proprie ma solo quelle delegate dal ministro. Tra

i sottosegretari ha assunto una particolare rilevanza quello della presidenza del consiglio, sia perché

svolge la funzione di segretario del consiglio dei ministri (partecipa senza diritto al voto) sia perché è

preposto al segretariato generale della presidenza del consiglio. Con legge 81/2001 è stata introdotta

la figura di vice ministro non contemplata nella costituzione. Possono essere nominati vice ministri

fino a 10 sottosegretari cui vengono delegate intere aree o settori. La delega è conferita dal ministro

competente con deliberazione del consiglio dei ministri su proposta del presidente. Possono

partecipare al consiglio dei ministri se invitati senza diritto di voto.

4. I comitati interministeriali e i comitati ministeriali.

I comitati interministeriali sono costituiti da più ministri e anche da funzionari ed esperti. Compito è

quello di preparare e coordinare l’attività del consiglio dei ministri in determinati settori. Dubbia

costituzionalmente è la loro attività quando vengono affidati poteri decisionali di competenza del

consiglio dei ministri perché le decisioni dovrebbero essere prese nell’ambito dell’indirizzo politico e

non riservato ad essi. A tal riguardo si pensi al CIPE (comitato interministeriale programmazione

economica). Con decreto legislativo 430/97 al cipe sono stati tolti tutti i poteri che aveva (compiti di

gestione tecnica, amministrativa e finanziaria, concessione di contributi ecc,.) e sono stati trasferiti

alle amministrazione di settori di competenza.

Altro comitato interministeriale è il consiglio supremo di difesa previsto dall’art. 87 cost. solo per

attribuire la presidenza al presidente della repubblica, è composto dal presidente del consiglio, dai

ministri degli affari esteri, dell’interno, del tesoro, della difesa, dell’industria e del commercio, e dal

capo di stato maggiore della difesa. Il comitato esamina problemi di ordine di sicurezza della difesa

della nazione fissandone direttive ed indirizzi. 22

Il comitato interministeriale per l’informazione e la sicurezza, ha funzioni di consulenza e di proposta

per il presidente del consiglio, su indirizzi generali e sugli obiettivi fondamentale dia perseguire nel

quadro della politica di informazione e di sicurezza.

La legge 537/93 ha soppresso 13 comitati interministeriali, le cui funzioni sono state assorbite dal cipe

dalla presidenza del consiglio e da alcuni ministeri e dipartimenti.

A norma dell’art. 5 legge 400/88 il presidente del consiglio può istituire comitati ministeriali con

proprio decreto, col compito di esaminare e esprimere pareri su direttive dell’attività di governo.

5. la funzione amministrativa

Per capire la funzione amministrativa si deve dire che i ministri e lo stesso presidente del governo

assumono una duplice veste: Una di organo burocratico in quanto posti gerarchicamente al vertice

del organo che dirigono, l’altra di organo di governo in quanto collegialmente coordinano l’indirizzo

politico. Queste due figure sono ben unite tra loro, perché l’indirizzo amministrativo si svolge nella

politica generale predisposta dal consiglio dei ministri. La funzione amministrativa si espleta

attraverso organi centrali (ministeri) e periferici con competenza su una provincia.

Vi è poi l’alta amministrazione termine di difficile definizione. Esso viene in essere quando si

conferiscono nomine dei più alti uffici dello stato, o quando si deve motivare lo scioglimento di un

consiglio regionale, gli atti tra stato e chiesa o con le confessioni non cattoliche, ecc. Tali atti sono

deliberati dal consiglio dei ministri ed emanati dal presidente della repubblica (art. 2, comma 3,

legge 400/88).

6. L’attività di direzione politica

L’attività di indirizzo politico si divide nelle seguenti fasi: determinazione, predisposizione dei mezzi e

delle attuazione. Questa attività è affidata congiuntamente al governo ed alle camere. Al governo,

espressione della maggioranza delle camere spetta di determinare collegialmente la politica generale ed

amministrativa. La costituzione all’art. 95 dispone la preminenza della posizione del presidente del

consiglio sui ministri. Il presidente del consiglio dirige la politica generale del governo e ne è

responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando

l’attività dei ministri. Il presidente dirige la politica generale non la determina, che viene collegialmente

determinata. L’art. 5 legge 400/88 ha stabilito che il presidente è l’organo al quale spetta di assicurare che

il programma enunciato dal governo innanzi le camere sia realizzato. A tal fine la costituzione gli da il

compito unitario di indirizzo politico ed amministrativo. Promuove e coordina le attività con i ministeri.

E’ responsabile della politica generale del paese.

7. Separazione tra politica e amministrazione.

Il Decreto legislativo 80/98 definisce la separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa. Con

tale decreto si è compiuto una svolta amministrativa, che scinde la responsabilità politica con quella

amministrativa, la funzione programmatoria con quella di controllo spettante agli organi legittimati dalla

volontà popolare, da quella con compito di attuare tali programmi. I dirigenti hanno una nuova posizione:

hanno poteri di autonomo di spesa, di organizzazione delle risorse umane strumentali e di controllo. Sono

responsabili dell’attività amministrativa di gestione e dei relativi risultati.

8. Le funzioni normative: a) leggi in senso formali e leggi in senso materiali.

Il potere esecutivo pone in essere norme costitutive dell’ordinamento dello stato. Tale funzione viene

detta materialmente legislativa, con contenuto tipico della legge ma non la forma (che appartiene al

parlamento). Si definiscono leggi in senso formale tutti gli atti deliberate dalle camere o da organi cui la

costituzione attribuisce la funzione legislativa art. 70 e segg. della cost., negli statuti regionali e nei

regolamenti delle camere. Non vanno annoverati tra le leggi formali gli atti bicamerali non legislativi

(anche se a norma dell’art. 78 , è dubbia la posizione dello stato di guerra con il conferimento dei poteri

necessari). Le leggi formale possono avere il contenuto tipico della legge quale fonte di diritto, cioè porre

una norma giuridica, o disporre in modo concreto e puntuale (leggi provvedimento). Se si definiscono

leggi in senso materiale tutti gli atti che contengono norme giuridiche, ne consegue che nel 1 caso (fonte

di diritto) sarà legge formale e materiale, nel 2 caso (legge provvedimento) sarà solo formale. Gli atti del

potere esecutivo che contengono norme giuridiche sono leggi in senso soltanto materiale (Crisafulli).

23

Il principio della separazione dei poteri vale a confermare che tale principio si è sostituito con quello

della distinzione delle funzioni. Possiamo identificare una funzione di predisposizione normativa diretta

a porre in essere gli atti-fonte costitutivi dell’ordinamento giuridico, ed una funzione amministrativa

diretta a porre in essere provvedimenti puntuali e concreti. La forma degli atti normativi del potere

esecutivo è quella tipica degli atti di tale potere: il decreto. Se sono atti aventi forza di legge o

regolamenti governativi la loro veste sarà quella del decreto del presidente della repubblica (art. 87 cost. ).

Gli atti normativi del potere esecutivo si distinguono a seconda della stessa efficacia della legge in

decreti legge e decreti legislativi, mentre i regolamenti hanno una efficacia inferiore alla legge.

9. Segue: b) i decreti legge

A norma dell’art. 77 cost. il governo, in caso di necessità ed urgenza, può adottare sotto la sua

responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge; ma deve il giorno stesso presentarli per la

conversione alle camere anche se sciolte sono appositamente convocate entro 5 giorni.

Il decreto legge assume il carattere di necessità ed urgenza; la regola è dunque che il provvedimento

provvisorio di legge può essere emanato solo in caso di necessità ed urgenza per essere convertito in

legge. Esso può essere emanato dal governo nel caso in cui la corte cost. abbia provocato un vuoto

normativo, oppure in caso di eventi naturali (terremoto alluvione), o nel caso in cui si tema una

speculazione e per opportunità si emana il decreto catenaccio. I decreti legge possono essere dichiarati

dalla corte cost. incostituzionali. Con sentenza n. 360/96 la corte cost. ha l’illegittimità dei decreti legge

reiterati in violazione dell’art. 77 cost. non essendoci più la necessità e l’urgenza. Il governo non può

emanare decreti legge :

1) per conferire deleghe legislative;

2) per provvedere alle materie indicate nell’art. 72 comma 4 cost. ;

3) per rinnovare le disposizioni di decreti legge dei quali sia stata negata la conversione in legge con

il voto contrario di una delle 2 camere;

4) per regolare i rapporti giuridici sorti sulle basi dei decreti non convertiti;

5) per ripristinare l’efficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla corte costituzionale per vizi

non attinenti al procedimento.

I decreti devono contenere misure di immediate applicazione ed il loro contenuto deve essere

specifico, omogeneo e corrispondente al titolo.

A norma dell’art. 77 comma 2 il governo adotta i regolamenti sotto la sua responsabilità . Ciò

significa che se il decreto legge non è convertito il governo deve rispondere innanzi alle camere.

Le camere esercitano un controllo sulla esistenza dei presupposti di necessità ed urgenza. Infatti a

norma dell’art. 96 bis R.C.D. la commissione affari costituzionali è chiamata ad esprimere proprio

parere scritto e motivato sull’esistenza di tale presupposto, entro 3 giorni e dalla presentazione. Se il

parere è contrario, l’Assemblea non oltre 7 giorni dalla presentazione del disegno di legge delibera in

via pregiudiziale con votazione a scrutinio segreto. Nel caso negativo il decreto è respinto. Al senato,

l’art. 78 R.S.R., se la 1 commissione permanente esprime parere contrario sull’esistenza dei requisiti

di cui all’art. 77 comma 2 cost., tale parere è trasmesso al presidente che entro 5 giorni lo sottopone

al voto dell’aula. Se l’aula si pronuncia in modo contrario, il decreto è respinto.

La presentazione del decreto legge avviene alle camere il giorno della pubblicazione nella gazzetta

ufficiale della repubblica, per la conversione in legge. Le camere possono non approvarlo; possono

esaminarlo ma non esaurire il procedimento di formazione; possono emendarlo ed approvarlo ed in

tal caso si riappropriano del loro ruolo; possono approvarlo come provvedimento. Se non è approvato

il decreto perde efficacia sin dall’inizio. Le camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti

giuridici sorti nel periodo di efficacia del decreto legge.

10. Segue: c) i decreti legislativi

Il governo per emanare atti legislativi , deve avere l’esercizio della funzione legislativa che le camere

delegano a mezzo di una legge delega. Le camere ricorrono alla legge delega nei casi in cui la materie è

molto complessa e richiede cognizione eccessivamente tecnica od un lungo procedimento di formazione

delle leggi. Basti ricordare i codici. Essi, sia per i loro numerosi articoli che per specialità della materia

sono stati emanati con decreto legislativo. Lo stesso dicasi per i testi unici. La legge delega al governo in

questi casi è necessaria perché ove le disposizioni debbano essere innovate o modificate o si devono

24

omogeneizzare un corpo di norme emanate nel tempo il governo può procedere ad uniformarli. A norma

dell’art. 76 la legge con le quali le camere delegano il governo deve contenere: 1) la determinazione dei

principi e dei criteri direttivi ai quali il governo dovrà attenersi nel predisporre il decreto legislativo; 2)

l’indicazione del limite di tempo entro il quale il governo dovrà emanare i suddetti decreti; 3) l’oggetto

definito sul quale il governo potrà legiferare. Con la legge delega si possono porre al governo altri limiti

ad esempio di sentire il parere di commissioni, o di riprodurre nel decreto legislativo alcuni principi della

legge delega; ecc. La delega può essere prevista in un articolo di legge che disciplina la materia. In questo

caso la legge effettuerà la sua efficacia e l’articolo attuerà il decreto legislativo. Il procedimento della

delega ai sensi dell’art. 72 comma 4 cost., deve essere quello ordinario.

11. Segue: d) i regolamenti

La potestà regolamentaria del governo è prevista dalla legge 400/88 che disciplina l’attività del governo e

l’ordinamento della presidenza del consiglio. La cost. non dice nulla sui regolamenti se non che devono

essere emanati dal presidente della repubblica (art. 87). La formazione avviene con delibera del consiglio

dei ministri, udito il consiglio di stato ed emanati dal presidente della repubblica. I regolamenti

governativi si distinguono:

1) Regolamenti di esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi, emanati per rendere più concreto il

contenuto di una legge che sia astratto e generale o molto tecnica;

2) Regolamenti di attuazione e di integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di

principio. Essi possono farsi valere nel dare attuazione ad una legge od ad un decreto legislativo o

integrare le loro disposizioni;

3) Regolamenti autonomi o indipendenti, vengono emanate in materie non disciplinate da legge.

Dove la costituzione non dispone l’intervento del legislatore la materia può essere disciplinata da

regolamento;

4) Regolamenti di organizzazione ammissibili entro i limiti dell’art. 95 comma 3 e 97 cost. che

riservano alla legge l’ordinamento della presidenza del consiglio, la determinazione del numero,

dell’organizzazione delle attribuzioni dei ministeri, e l’organizzazione dei pubblici uffici.

5) Regolamenti autorizzati Con decreto del presidente della repubblica, previa deliberazione del

consiglio dei ministri, sentito il consiglio di stato, possono essere emanati regolamenti per la

disciplina non coperta da riserva assoluta di legge prevista dalla costituzione. In tale materie la

legge della repubblica autorizzando l’esercizio regolamentare del governo determinano norme

regolatrici della materia e dispongono l’abrogazione della legge con effetto dall’entrata in vigore

delle norme regolamentarie. Con il comma 4 bis dell’art. 17 della legge 400/88 aggiunto dalla

legge 59/97, si è regolamentato l’organizzazione e gli uffici dei ministeri. Il DPR 80/98 art. 5 ha

fatto salve le disposizioni riguardante la presidenza del consiglio, gli Affari esteri, le

amministrazioni in materia di difesa polizia e di giustizia.

La legge 59/97 art. 20 ha disposto che il 31 gennaio di ogni anno il governo presenti alle camere un

disegno di legge per i procedimenti amministrativi indicando i criteri della potestà regolamentaria. La

legge 128/98 prevede che le direttive comunitarie possono essere attuate con regolamenti del governo

o anche con regolamenti ministeriali. A questi si aggiungono i regolamenti normati dall’art. 4 legge

86/99 la quale prevede che il governo in materia comunitaria può emanare regolamenti per le materie

già disciplinate dalla legge, ma non riservate alla legge. Oltre al governo altri possono emanare

regolamenti: i ministri, le autorità portuali, i comitati interministeriali, ecc.

12. I limiti alla podestà regolamentaria. La riserva di legge.

Essendo i regolamenti subordinati alle leggi, essi incontrano un limite. Altro limite è dato dalle riserve di

legge espressamente previste dalla costituzione per garantire i diritti individuali e delle prerogative del

parlamento. Si ha riserva di legge quando una norma costituzionale riserva alla legge la disciplina di una

determinata materia, escludendo il potere regolamentario del governo. Con essa, si è voluto riservare al

legislatore scelte politiche assegnando il compito di programmare e di indirizzare scelte di attività

economiche pubbliche e private (art. 41 cost. comma 3) o il raggiungimento di obiettivi (art. 44 cost.) o di

adottare provvedimenti concreti con atti amministrativi dalle camere e di sottoporli soltanto alla

legittimità cost. (art. 43 cost.). Ma la costituzione quando adotta il termine legge vuole riservare al

parlamento tale facoltà di legiferare? La giurisprudenza della corte cost. sentt. 64/65 , 4/56 ha dichiarato

che ove si accogliesse tale principio verrebbero meno i poteri di legiferare da parte delle regioni (art. 23

imposizione dei tributi, art. 119 cost. autonomia finanziaria), ed è da intendere una più ampia

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interpretazione. La dottrina e la giurisprudenza hanno fissato 2 criteri con riferimento alla riserva di

legge:

1) Assoluta, quando la disciplina è riservata al parlamento es. nel campo penale art. 25 cost. in

quello dei diritti e delle libertà fondamentali artt. 13, 14, 15, 16, 21, 25 comma 1. Anche gli atti

governativi aventi forza di legge sono stati parificati (sent. Corte cost. 39/71) alla legge formale in

quanto vi è sempre o una successiva verifica del parlamento decreti legge o una delega del

parlamento stesso. Nella riserva assoluta, è escluso l’esercizio del potere del regolamento.

2) Relativa, quando la materia può essere disciplinata oltre che da legge formale anche da altra

fonte, solo dopo che la legge ha determinato le linee essenziali. Quindi con i regolamenti

autorizzati, e i regolamenti di attuazione.

Si ha riserva di legge rafforzata quando la cost. non solo rinvia semplicemente alla legge (riserva di legge

semplice) ma disciplina essa stessa la materia limitando la discrezionalità del legislatore. Es. art. 16 la

legge può stabilire limitazioni alla libertà di circolazione e soggiorno, in via generale per motivi di sanità

e di sicurezza; art. 97, la legge deve disciplinare l’organizzazione dei pubblici uffici in modo che siano

assicurati il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione, art. 10 la condizione

giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità dei trattati internazionali e le leggi che

disciplina l’estradizione dello straniero non può ammetterla per reati politici.

Riserva di legge implicita nella cost. è data dall’art., 72 comma 4, escludendo i disegni di legge

costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare i trattati di

approvare bilanci e consuntivi possano essere adottate che con procedimento ordinario del parlamento

per la discrezionalità dell’indirizzo politico.

Riserva di legge costituzionale quando la costituzione riserva in modo espresso che talune materie

debbano essere regolate con iniziativa legislativa, es. art. 116 adozione di statuti regionali; 132 fusione di

regioni; art. 137 le forme le condizioni e i termini di proponibilità dei giudizi di legittimità cost. e le

garanzie ed indipendenze della corte cost.

13. Le cause di cessazione del governo.

Il governo no è organo a termine. Esso è sorretto dalla costante fiducia del parlamento. Quando il governo

presenti le dimissioni esse sono sempre da ricondurre alla fiducia del parlamento, o dei gruppi

parlamentari. La cessazione del governo in seguito al venir meno della maggioranza (crisi di governo) si

ha: 1) da un voto di sfiducia di una delle 2 camere, atto formale della crisi di governo, il governo deve

dimettersi;

2) dal ritiro dell’appoggio al governo di uno o più gruppi parlamentari se non possa contare sulla

maggioranza;

3) dalla decisione del governo di dimettersi quando riporti il convincimento di non godere più della

maggioranza in parlamento, o se il governo potrebbe contare su una maggioranza diversa da

quella iniziale e non la vuole;

Il voto contrario di una delle 2 camere a norma dell’art. 94 su una proposta di governo impone l’obbligo

di dimissioni. Il governo è tenuto a dimettersi quando presentandosi alle camere non ottiene la fiducia

iniziale.

Le crisi possono essere parlamentari ed extra parlamentari. Sono parlamentari quando in seguito a

mozione di sfiducia il governo è costretto a dimettersi. Sono extra parlamentari perché non trovano

motivo nel parlamento ma dal mutato assetto politico della coalizione che regge il governo. Su questa

seconda crisi si sono sollevati dubbi di costituzionalità in quanto i motivi restano oscuri e non vengono

fatti conoscere al popolo. Il governo può dimettersi:

1) per morte del presidente del consiglio o per la cessazione o sospensione dalla carica per motivi

personali, o ragione della preminenza del presidente sui ministri;

2) per elezione di un nuovo presidente della repubblica per correttezza costituzionale , che li

respinge;

3) in seguito ad elezioni generali. Una norma di correttezza costituzionale impone, anche se vede il

governo vincente, di dimettersi ed il presidente della repubblica respingerà tali dimissioni.

Dalla crisi di governo deve va distinto il rimpasto che si ha quando il presidente del consiglio cambia uno

o più ministri che non condividono il suo indirizzo politico. Il governo dimissionario rimane in carica

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fino all’insediamento del nuovo governo. Egli fa solo l’ordinari amministrazione. Sia il vecchio che il

nuovo governo sono nella stessa situazione . Il primo perché non gode di fiducia, il secondo perché deve

ottenere fiducia. Il nuovo governo però può esercitare alcuni poteri in più che saranno sanati con la

fiducia. Nelle due situazioni, le camere sospendono ogni riunione, perché il governo è sempre presente

con un suo delegato in parlamento,ad eccezione delle commissioni che esaminano progetti di legge che

non interferiscono con la crisi di governo.

14. La responsabilità dei ministri

L’art. 95 comma 2 dice che i ministri sono responsabili collegialmente degli atti del consiglio dei ministri

, e individualmente degli atti dei loro dicasteri. L’art. 89 cost. dice che nessun atto del presidente della

repubblica è valido se non è controfirmato dal ministro proponente, che ne assume la responsabilità. Gli

atti che hanno valore legislativo e gli altri atti indicati dalla legge sono controfirmati anche dal presidente

del consiglio. Rilievo assume la responsabilità ministeriale dell’istituto della controfirma, perché la

maggior parte degli atti del presidente della repubblica sono imputabili ad esso solo formalmente mentre

sostanzialmente sono imputabili ai ministri. Il presidente della repubblica può esercitare controllo di

legittimità ma deve emanarli, anche se non vengono accolti i rilievi. Ne consegue che la responsabilità è

quella degli atti propri. Se l’atto è formalmente e sostanzialmente imputabile al presidente della

repubblica la controfirma del ministro o del presidente del consiglio assume valore di controllo sulla

validità formale e di responsabilità dell’atto stesso. Se tale atto è contrario alla costituzione il ministro o il

presidente del consiglio può rifiutarsi di controfirmare con l’eventuale contenzioso dinanzi alla corte

cost.

Gli atti ministeriali hanno la responsabilità giuridica e politica. La responsabilità giuridica si divide in

civile , penale, amministrativa.

1) E’ civile in quanto i ministri come i funzionari di stato a norma dell’art. 28 cost. rispondono per

danni arrecati a terzi nell’esercizio delle loro funzioni;

2) E’ penale nel caso di reati ministeriali vale a dire per i reati comuni (concussione, corruzione,

ecc) commessi dai ministri nella loro funzione. A norma dell’art. 96 cost. come modificata dalla

legge cost. 1/89, il presidente del consiglio ed i ministri, anche se cessati, sono sottoposti per i

reati commessi nella loro funzione, alla giurisdizione ordinaria, ( giudizio di un apposito collegio

istituito presso il tribunale del capoluogo di distretto della corte di appello: tribunale dei ministri.

Previa autorizzazione delle camere, se il soggetto non era parlamentare. Le camere possono a

maggioranza assoluta negare l’autorizzazione ove reputino che l’inquisito abbia agito per la tutela

di interessi dello stato.

3) I ministri ed il presidente del consiglio sono responsabili dinanzi alla corte dei conti per i danni

provocati dagli atti amministrativi.

4) La responsabilità politica ricade a norma dell’art. 95 cost. sia ai ministri che al presidente del

consiglio. Essa è visibile con gli atti di controllo delle camere e la mozione di sfiducia.

15. Gli organi ausiliari.

La costituzione alla sezione III , al titolo III parla di organi ausiliari relativo al governo. Alcuni come la

corte dei conti è di ausilio sia al governo che al parlamento. Diremo meglio che gli organi di cui si discute

sono di ausilio sia la governo che al parlamento, e per il CNEL anche delle regioni. Gli organi ausiliari

sono: Il CNEL; il consiglio di stato; la corte dei conti; e l’avvocatura dello stato. Si dicono ausiliari

perché coadiuvano con funzioni di iniziativa, di controllo o consultiva, con gli organi

deliberanti.(Mortati).

- Il CNEL, previsto dall’art. 99 cost. è istituito con legge 33/57. Questo organo fu voluto perché

annoverando i rappresentanti delle categorie produttive del paese, diveniva il raccordo tra questi e

lo stato. Esso non ha prodotto i risultati che si desideravano, anche perché la creazione di comitati

quali il cipe lo aveva sminuito. La riforma intervenuta con legge 936/86, ha di fatto rinvigorito il

consiglio e, portando a 111 più il presidente la composizione, interviene su richiesta del governo o

delle camere in diversi campi dell’economia del sociale, nei contratti collettivi, ecc. Ha anche

potere di iniziativa legislativa.

- Il consiglio di stato, è organi di consulenza giuridico - amministrativo . La legge 127/97 ha fissato

il parere tassativo su: emanazione di atti normativi del governo e dei ministri in merito all’art. 17

legge 400/88, e per l’emanazione di testi unici; lo decisione dei ricorsi straordinari al presidente

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della repubblica ; schemi dei contratti tipo accordi e convenzioni predisposte dai ministri. Il parere

deve essere reso nei 45 giorni dal ricevimento dell’atto. Decorso il termine l’amministrazione può

procedere senza tale parere. Per l’esame degli schemi di atto normativi del governo è stata istituita

dalla medesima legge una nuova sezione consultiva che si affianca alle 3 consultive preesistenti.

- La corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti previsti dall’art. 3 legge

20/94, ed il suo visto è requisito di efficacia per l’esecutorietà dell’atto. Tale visto è stato abolito

per i decreti legge ed i decreti legislativi. Esercita controllo sulla gestione contabile e sul

patrimonio dello stato e riferisce annualmente al parlamento sull’esito del controllo effettuato.

Esercita controllo sulle pensioni civili e militari. Gli è stata riconosciuta la qualità di potere dello

stato perché esercita tale funzione in modo imparziale cioè estraneo all’amministrazione dello

stato ed autonomo. Con il decentramento le sue funzioni si sono rivolte anche alle regioni, con una

interpretazione molto estensiva . Con sentenza della corte cost. n. 29/65, si è riconosciuto alla

corte dei conti la garanzia dell’imparzialità dell’equilibrio economico finanziario del settore

pubblico, della corretta gestione delle risorse collettive sotto il profilo dell’efficacia, efficienza e

dell’economicità.

- L’avvocatura dello stato assiste e difende lo stato e le amministrazioni pubbliche nei giudizi cui

sono parte. Anche le regioni possono chiedere il patrocinio dell’avvocatura (art. 107 DPR 606/77).

Svolge anche funzioni consultive e possono chiedere pareri anche le amministrazioni non statali,

e quelle sottoposte a tutela e vigilanza dello stato. Uno dei compiti è quello di assistere e

difendere lo stato nei giudizi innanzi alla corte cost. L’avvocatura è articolata in una sede centrale

a Roma ed nelle avvocature distrettuali nelle sedi di corte d’appello.

IV

IL POTERE GIUDIZIARIO

Con la funzione giurisdizionale lo stato garantisce l’osservanza e la conservazione delle norme ritenute

essenziali ai fini dell’ordinato svolgimento della vita sociale. Al fine di dare giusta interpretazione a casi

dubbi, e di accertare la volontà normativa, o di applicare la sanzione in caso di disapplicazione di legge,

lo stato ha posto 3 tipi diversi di giurisdizione. Civile, Penale, Amministrativa, ed se ne aggiunta una

quarta quella costituzionale.

- La giurisdizione civile regola controversie sorte tra privati o tra privati e pubblica amministrazione

ed aventi per oggetto diritti soggettivi;

- La giurisdizione penale mira a realizzare gli interessi della collettività organizzata a stato a che

determinati valori o istituti (la vita,la proprietà) vengano salvaguardati ed a irrogare la pena a

colori che violino tale valori od istituti;

- La giurisdizione amministrativa tutela gli interessi legittimi dei cittadini che siano stati lesi dalla

pubblica amministrazione ed assicura la giustizia amministrativa;

- Sulla giurisdizione costituzionale è competente della corte costituzionale per le quali si rinvia.

A norma dell’art. 1 dell’ordinamento giudiziario (R.D. 12/41) la giustizia, nelle materie civili e penali,

è amministrata: Dal giudice di pace; dal tribunale ordinario; dalla corte d’appello; dalla corte di

cassazione; dal tribunale per i minorenni; dal magistrato di sorveglianza. Sono i giudici ordinari (civili

e penali) che esercitano le funzioni giurisdizionali art. 102 cost. , vale a dire quelli che

istituzionalmente sono collegati al CSM (sent. Corte cost. n. 4/86). Tutti gli altri sono giurisdizione

speciale: tribunali militari, TAR, Consiglio di stato, corte dei conti; ecc.

1. Il principio della unicità della giurisdizione .

L’art. 102 cost. dice che la funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolate

dalle norme sull’ordinamento giudiziario, e organizza la magistratura ordinaria in un ordine autonomo e

indipendente da ogni altro potere (art. 104). Il principio di unicità della giurisdizione è inquadrata in

questi due articoli. Ma la costituzione stessa da delle deroghe , nell’art. 103 cost. che la funzione

giurisdizionale possa essere esercitata dal Consiglio di stato e dagli organi di giustizia amministrativa

previsti in ogni regione art. 125; dalla corte dei conti nella materia contabile e in ogni altra materia

28

prevista da legge; dai tribunali militari che in tempo di guerra trovano limite nella legge e in tempo di

pace giudicano sui militari in servizio per i reati militari; dalla corte cost. ; dalle camere in sede di

giudizio per la contestazione sulle elezioni o in seduta comune per le accuse nei confronti del presidente

della repubblica. Tutte le altre giurisdizioni a norme della disp. Trans. VI della cost. entro 5 anni

avrebbero dovuto essere revisionate. Ciò significa che se ancora esistono o sono di altra natura i giudizi

espressi o sono incostituzionali. L’art. 102 cost. ha fatto divieto di introdurre nuovi giudici straordinari e

speciali, mentre ha previsto l’istituzione di sezione specializzate presso gli organi ordinari.

2. Giudici straordinari; giudici speciali; sezioni specializzate.

Il divieto di istituire nuovi giudici è di notevole portata di civiltà giuridica, e discende dal principio

secondo il quale ciascun individuo deve preventivamente quale sarà il suo giudice naturale (art. 25 cost.).

Caso a parte la norma dell’art. 45 Cod. Proc. Pen. (sicurezza e incolumità pubblica, libertà di

determinazione della persona che partecipano al processo). Suscita qualche perplessità di legittimità cost.

la legge 248/2002 legittimo sospetto, che con tale terminologia potrebbe autorizzare l’uso di larga

discrezionalità in violazione dell’art. 25 cost.

Il divieto di istituire giudici speciali trova la sua 1 giustificazione nel principio secondo il quale tutta la

funzione giurisdizionale deve essere esercitata dai magistrati ordinari. La costituzione, però, per la

speciale competenza ha tenuto in vita il consiglio di stato, la corte dei conti, i tribunali militari.

Il consiglio di stato costituito da 7 sezioni di cui 4 svolgono funzioni consultive e 3 svolgono funzioni

giurisdizionali. Con la creazione delle sezioni staccate nelle regioni il consiglio di stato ha funzione di

appello alle sentenze.

La corte dei conti, composta da 10 sezioni di cui 1 di controllo e 9 di giurisdizione, più una sezione

giurisdizionale per ogni regione, e 2 nel trentino alto adige, giudica nella materia contabile e nelle altre

materie specifiche della legge. Essa giudica sui conti tenuti dai soggetti dello stato, con esclusione dei

tesorieri delle camere. (giudizio di responsabilità contabile). Sulla responsabilità dei danni all’erario da

pubblici funzionari, (giudizio di responsabilità civile), in materia di pensioni civili e militari e di pensioni

di guerra, parifica i rendiconti generali consuntivi dello stato e delle amministrazioni autonome prima che

siano presentati al parlamento.

I tribunali militari distinti in tribunali militari e corte militare d’appello, composta da militari hanno

giurisdizione per i reati commessi da appartenenti alle forze armate. Avverso le sentenze si può proporre

appello in 2 grado ed in cassazione. In tema di tribunali militari in tempo di guerra nulla è stato innovato.

I TAR, non solo hanno assorbito le competenze delle giunte provinciali amministrative in sede

giurisdizionale, ma funzionano come sezioni staccate del consiglio di stato come disposto dall’art. 125

comma 2 cost. nelle regioni sono istituiti organi di giustizia amministrativa di 1 grado. Ad essi è

attribuita la competenza a giudicare sugli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello stato degli

enti pubblici a carattere ultraregionale, degli enti pubblici territoriali e non territoriali, lesivi di interessi

legittimi e viziati di incompetenza per eccesso di potere e di violazione di legge. Spetta ai TAR giudicare

sui ricorsi elettorali regionali provinciali e comunali. La competenza dei Tar è stata ampliata.

In Sicilia a norma dell’art. 23 1 comma statuto, (gli organi giurisdizionali centrali avranno in Sicilia le

rispettive sezioni per gli affari concernenti la regione), il consiglio di giustizia amministrativa giudica in

appello sui Tar siciliani. Questa appare ad alcuni come una sorta di sezione staccata del consiglio di stato,

e sulla legittimità costituzionale sorgono seri dubbi.

L’art. 90 statuto trentino alto adige ha istituito tribunale regionale di giustizia amministrativa con sezione

autonoma per la provincia di Bolzano.

Altra giurisdizione speciale sono i tribunali superiori delle acque pubbliche, (composto da magistrati

consiglieri di stato e tecnici) che giudica in unico grado su controversie per lesioni di interessi legittimi e,

in grado di appello, sui ricorsi in materie di acque pubbliche (es. alla demanialità delle acque).

Le commissioni tributarie , provinciali e regionali, ordinate in virtù del decreto legislativo 545/92, hanno

competenza su controversie tra i contribuenti e le amministrazioni finanziarie.

29

Fra i giudici speciali vi sono le camere, il presidente della repubblica; la corte costituzionale, con

esercizio di giurisdizione domestica “autodichia”. Consistente nella potestà di giudicare nei riguardi del

personale interno ad essi dipendente Questa potestà è stata ritenuta in contrasto con l’art. 102, comma 3;

con l’art. 108 comma 2; con l’art. 24 ; con l’art. 113 commi 1 e 2. Di parere contrario la cortte cost. che

ha dichiarato inammissibile la problematica nei confronti degli organi immediatamente partecipi al potere

sovrano dello stato.

Le sezioni specializzate, istituite presso gli organi di giustizia ordinari con la partecipazione dei cittadini

non togati (art. 102, comma 2 cost.) ciò perché in alcune materie si rende necessario integrare il collegio

con esperti. Sez. spec. Sono il tribunale dei minori, i tribunali regionali delle acque pubbliche; le sez. di

sorveglianza delle corti d’appello ecc.

Le corti di assise, (di primo grado e di appello) rientrano nei casi di cui all’art. 102 comma 2 cost. con la

partecipazione diretta del popolo. Esse sono costituite da 2 magistrati ordinari e da 6 giudici popolari. Il

numero pari fa sì che in caso di parità di voto, prevale la posizione più favorevole.

3. Il problema dell’indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali.

L’indipendenza dei giudici ordinari è prevista dalla costituzione, i giudici speciali a norma dell’art. 108

comma 2, devono essere indipendenti con legge dello stato, ivi anche il pubblico ministero presso le

giurisdizioni speciali. In attuazione della norma costituzionale, le leggi 186/82 e 205/2000, hanno istituito

un consiglio di presidenza per le giurisdizioni speciali composto dal presidente del consiglio di stato, che

lo preside, da 4 magistrati in servizio presso il consiglio di stato, da 6 magistrati in servizio presso i TAR,

da 4 cittadini eletti 2 dalla camera e 2 dal senato scelti tra i professori universitari in materie giuridiche e

tra avvocati con 20 anni di professione, cui spetta di deliberare sullo stato giuridico dei magistrati del

consiglio di stato, e tar, ed in particolare sulle assunzioni, assegnazione di sede, funzioni trasferimenti,

promozioni, sui provvedimenti disciplinari,ecc. Analogo organo è stato istituito per la corte dei conti.

Fanno parte di tale consiglio oltre i magistrati della corte stessa 4 cittadini scelti dai presidenti delle due

camere tra i professori universitari in materie giuridiche e tra avvocati con 15 anni di professione. La

magistratura militare ha un suo organo presieduto dal 1 presidente della corte di cassazione con le stesse

attribuzioni del CSM. La legge ha disciplinato l’autonomia dei giudici speciali.

L’art. 100 comma 3 cost. prevede che la legge preveda espressamente l’autonomia del consiglio di stato e

della corte dei conti dei loro componenti di fronte al governo. Infatti la loro composizione negli organici è

riservata per metà ai magistrati dei due organi e per i restanti posti si procede con nomina del governo tra

i più alti funzionari. Questo ha creato problemi sulla indipendenza dei magistrati. La corte cost. con sent.

N. 1/67, ha dichiarato che tra i nominati ed il governo esiste solo il rapporto della nomina che una volta

nominati essi sono solo tenuti ad obbedire alla legge.

Gli organi di giustizia tributaria hanno un loro consiglio di presidenza con attribuzioni ridotte per la

particolare composizione delle commissioni tributarie.

4. La ripartizione fra i vari organi delle funzioni giudiziarie.

Possiamo suddividere la funzione giurisdizionale a seconda degli organi che la esercitano:

1) la giurisdizione civile: è esercitata dai giudici di pace, dal tribunale; dalla corte d’appello; dalla

corte di cassazione; (tutti organi di magistratura ordinaria).

2) la giurisdizione penale, è esercitata dai giudici di pace, dal tribunale; dalle corti di assise di 1

grado e di appello; dalla corte di cassazione; ed inoltre dai tribunali militari, dalle camere in seduta

comune in sede di promovimento delle accuse nei confronti del presidente della repubblica e della

corte costituzionale nei giudizi sulle accuse promosse nei confronti del presidente della

repubblica;

3) La giurisdizione amministrativa è esercitata dal consiglio di stato; dalla corte dei conti (con anche

giurisdizione contabile); dai TAR; dal tribunale superiore delle acque pubbliche ; da Consiglio di

giustizia amministrativa in Sicilia; dal tribunale regionale di giustizia amministrativa per la

regione Trentino alto adige,; 30


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Costituzionale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Diritto Costituzionale, Martines (seconda parte). Analisi dei seguenti argomenti: il potere legislativo, il bicameralismo, la forma delle camere, il Parlamento in seduta comune, elezione ed ordinamenti democratici, la rappresentanza politica, l'elettorato attivo e l'elettorato passivo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Spadaro Antonino.

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